settimanale AQUILE del 05 maggio 2017

cuoredilazio

L’editoriale

di Rodolfo Casentini

Lazio, il polmone Tifosi e il cuore Inzaghi

L’aveva studiata cosi la partita Simone, e l’indisponibilità dell’ultimo

momento di Immobile non lo ha fatto cadere nella tentazione

di cambiare una strategia studiata per tutta la

settimana, ed ecco quindi che gioca Lukaku. L’aveva studiata

così, squadra corta, file serrate ma non davanti l’area, senza

concedere mai una profondità, senza concedere mai un cross

dal fondo per Dzeko, senza concedere spazio a Salah, senza

concedere spazio tra le linee a Nainggolan, pronta però a sfruttare

al massimo ciò che la Roma ovviamente avrebbe concesso,

e cioè lo spazio, i duelli uno contro uno con giocatori

come Keita che se glieli concedi questi duelli, ti ammazza dall’inizio

alla fine. L’aveva studiata così Simone, e così è andata,

segno che il nostro allenatore definito da qualcuno “inesperto”

“ il più scarso della serie A” “ uno yesman” , è invece un uomo

che vede le partite, che sa studiare le strategie, che riesce a

individuare i punti deboli dell’avversario, ma soprattutto cosa

imprescindibile se vuoi che tutto abbia una possibilità di riuscita,

di farsi seguire da tutta la rosa, da giocatori vecchi e

nuovi, dai magazzinieri, dal suo staff tecnico e medico, dalla

società. Perché senza tutto questo non vai da nessuna parte e

non otterrai mai questi risultati. La Lazio oggi è una realtà vera,

solida, strutturata per poter continuare un percorso virtuoso

dove la dirigenza forse ha finalmente intrapreso una strada che

porti allo scalino successivo e non a quello inferiore com’è capitato

negli anni precedenti. Simone lo sa e ha fiducia in Tare

e Lotito, ha fiducia sul futuro e sulle ambizioni della Lazio. Lui

da laziale puro, ieri ha dimostrato come si può giocare al calcio

pur non essendo una potenza economica di primo livello, lo

aveva detto anche nella conferenza stampa del pre derby, ieri

lo ha ribadito non a parole, ma sui fatti, sul campo. Le sue esultanze,

le sue rincorse lungo la linea laterale ad accompagnare

i giocatori al gol come se fosse lì vicino da compagno di squadra,

i suoi abbracci a fine gara, i suoi ringraziamenti individuali

ai giocatori, dimostrano come un uomo possa coniugare

amore travolgente per certi colori e competenza tecnica. Un

mix che difficilmente si riesce a reperire nel mondo del calcio

in fatto di allenatori. Noi lo abbiamo trovato, un po’ per caso,

un po’ voluto ma lo abbiamo trovato, ora sta a noi ambiente

oltre che alla società, proteggerlo, coccolarlo, sostenerlo, aiutarlo,

perché uno come Simone Inzaghi difficilmente ci ricapiterà

sulla panchina della Lazio. Lui è stato messo lì dal destino,

e quando il destino decide in maniera così evidente, vuol dire

che non c’è nessun’altra persona che possa sedere su quel

sedile meglio di lui. Il destino quando parla va ascoltato, andargli

contro non è mai costruttivo anzi, spesso e volentieri diventa

solo distruttivo e allora, godiamoci il nostro condottiero,

godiamoci i nostri guerrieri, godiamoci la nostra tifoseria che

anche ieri seppur in grande minoranza, ha vinto il suo derby

(ma non avevamo alcun dubbio su questo) e l’ha vinto alla

grande andando di pari passo della squadra. Abbiamo vinto e

abbiamo dimostrato anche a chi quotidianamente cerca e

pesca nel torbido, che questa Lazio è più forte di tutti e vive

contro tutto e contro tutti, purtroppo anche contro chi dovrebbe

esaltarla e proteggerla e invece ogni giorno, cerca di

affossarla. La Lazio è un qualcosa di unico, che si distingue

dalla massa e da tutti gli altri club del mondo. C’è un bellissimo

passaggio nel film 300 dove c’è un concetto espresso che

chiarisce bene come ognuno deve fare il proprio mestiere.

Leonida incontra lungo la strada che li porterà, loro solo 300,

a combattere la guerra per la libertà del suo popolo dai Persiani,

un altro gruppo che voleva aggiungersi a loro per combattere

fianco a fianco. Loro erano 3 volte tanto gli spartani e

quando li videro gli chiesero “pensavamo di dover combattere

accanto a un esercito numeroso, ma voi siete un terzo di noi…

”.

Leonida allora in serenità sorride e gli risponde “noi meno di

voi? Tu che mestiere fai (chiedendo a un soldato) faccio il vasaio.

Tu che mestiere fai (chiedendo ad un altro soldato) faccio

il fabbro…” allora si volta verso i suoi uomini e gli grida “ VOI

CHE MESTIERE FATE?” ed ecco che parte un urlo di battaglia

pazzesco che rimbomba in maniera vigorosa contro quei soldati

improvvisati “ visto? Siamo molti più di voi “.

Ieri noi eravamo gli spartani, loro i vasai, i fabbri, i fiorai….a

ognuno il suo mestiere, noi il nostro lo conosciamo benissimo,

convinciamoci che dobbiamo concentrarci solo su questo, su

quello che sappiamo fare meravigliosamente bene e lo abbiamo

dimostrato ampiamente negli anni. La curva Nord maestosa

ha indicato la strada, seguiamola, perché la Lazio ora è

la Lazio e ha dentro il suo cuore, un cuore da Lazio.


Stagione 20

Roma - L

a cura di Car

di Rodolfo Casentini

IL MIGLIORE

kEITA

IL PEGGIORE

ORSATO

PIÙ:

PIÙ E MENO

MAGICA: PRESTAZIONE DELLA LAZIO DI INZAGHI

TABILE.

CURVA NORD: LA MADRE DI QUESTO TRIONFO. M

SENTITO ALLA LAZIO DI GIOCARE IN CASA

BALDE KEITA: SEMPLICEMENTE DEVASTANTE. D

LULIC: LA CHIAVE TATTICA CHE HA APERTO L’AT

STRSKOSHA: STRASICURO AUTORE DI PARATE D

E MO’ BASTA: ANCHE DUSAN BANCHETTA SUL C

MENO:

ORSATO: ERRORI VERGOGNOSI

totti: LA SUA ENTRATA PATETICA È IL PUNTO ES


16/2017

azio 1-3

lo Cagnetti

DI ROMA - LAZIO

CHE DISTRUGGE LA roma IN MANIERA NETTA E INCONFU-

ALGRADO FOSSERO SOLO 10.000 CONTRO 35.000 HA CON-

OPPIETTA DA ORGASMO TRIPLO.

ONITA roma spallettiana.

A GRANDE PORTIERE.

RPO DELLA roma.

LAMATIVO AD UNO DEI DERBY PIU BELLI DELLA STORIA


Lazio, solo Lazio, Lazio e Basta!!!

di Carlo Cagnetti

Non si placano gli echi del trionfo biancoceleste in un derby che passerà alla storia per

l’imbarazzante superiorità tecnico-tattica mostrata dalla migliore Lazio stagionale nei

confronti di una squadra, quella romanista, portata in auge da una stampa paesana e

incompetente. Lo schiacciante successo è stato un premio meritato per i 10.000 laziali

presenti in Curva Nord e nell’unico distinto aperto, successo ottenuto contro tutto, tutti

e un Orsato travestito da Tagliavento: con questi tifosi si può raggiungere qualsiasi traguardo,

anche la Coppa Italia contro l’imbattibile Juventus di Allegri.

Tornando al derby, da urlo la prestazione di Balde Keita, una doppietta per la storia (ed

al tredicesimo centro in campionato), ma sarebbe riduttivo convogliare i meriti dello

show biancoceleste in un solo giocatore. Da Inzaghi ai tifosi presenti, tutti hanno avuto

la loro parte nel banchetto delle 12.30.

Riguardo al nostro premio Cuore di Lazio e alle pagelle relative alla gara contro i giallorossi

votazioni alte per gli eroi laziali, come era giusto che fosse. I migliori sono risultati

Keita, Strakosha, Lulic e Parolo che sfrutta l’assenza di Immobile portandosi a soli 3

punti e mezzo dal bomber biancoceleste. Dunque, premio riaperto e lotta serratissima

in queste ultime quattro giornate, anche se già dalla prossima partita Immobile potrebbe

ridistanziare il centrocampista lombardo, vista la squalifica per una giornata. Non sfrutta

l’occasione Felipe Anderson, autore di una prestazione appena sufficiente. Chiuso il

mese di aprile che vede troneggiare Balde Keita, giusto vincitore del mese, seguito da

Parolo e Strakosha.


In merito ai criteri di valutazione abbiamo preferito scegliere la sommatoria dei voti

piuttosto che la media, anche per premiare il giocatore che assomma più presenze e

che quindi dimostra di avere maggiore continuità di rendimento e minore morbilità.

Ricordiamo inoltre che la classifica del nostro premio è la risultante delle votazioni dei

quotidiani sportivi più venduti, e cioè il Corriere dello Sport e la Gazzetta dello Sport,

e che la classifica la potete anche trovare nel numero del settimanale Aquile che uscirà

venerdì 5 maggio, come al solito ricchissimo di servizi, tra cui quelli sul derby, in attesa

del confronto casalingo contro la Samp. Per chi volesse leggerlo è sufficiente visitare

il sito www.cuoredilazio.it ed andare alla sezione magazine.

Intanto ecco i prospetti, sia generale che quello relativo alla classifica di aprile, limitati

alle prime posizioni dopo le trentaquattro gare giocate dalla Lazio.

CLASSIFICA GENERALE

AGGIORNATA ALLA 34esima GIORNATA

GIOCATORE PARTITE GIOCATE PUNTI TOTALI

1) Immobile 32 415

2) Parolo 33 411,5

3) F.Anderson 32 400,5

CLASSIFICA FINALE DEL MESE DI APRILE 2017

GIOCATORE PARTITE GIOCATE PUNTI MESE

1) Keita 5 67

2) Parolo 5 62

3) Strakosha 5 62


oma

- L

Ipoteca


zio 1-3

Europa


oma - Lazio 1-3

ipoteca Europa


oma - Lazio 1-3

ipoteca Europa


oma - Lazio 1-3

ipoteca Europa


oma - Lazio 1-3

ipoteca Europa


LAZIO - ROMA 3-1,

KEITA E......BASTA!!

di Orlando De Rossi

Il derby di ritorno di campionato è dominato in largo

ed in lungo dalle aquile biancocelesti che travolgono

per 3-1 la Roma grazie alla doppietta di Keita ed il

gol di Basta.

Bella questa squadra che entra in campo un po’ incerottata

avendo perso qualche minuto prima della

gara il suo bomber principe Immobile, che non ha recuperato

i postumi di un’influenza intestinale.

Poco male, alternative sempre pronte per il nostro

super staff tecnico formato da Inzaghi e Farris che

decide di mandare in campo Lukaku e giocare con

un 3/5/1/1 dove Milinkovic si alterna a Lulic come

uomo dietro alla punta Keita.

La Roma parte a spron battuto aveva la convinzione

di essere nettamente più forte della Lazio, tipico

delle squadre montate dalla stampa, comunque ha

la prima palla pericolosa con Dzeko, ma nessuno si

stupisce che faccia un tiro centrale dove Strakosha

si fa trovare pronto in una parata di routine.

Da quel momento in poi c’è solo una squadra in

campo e quella è la Lazio la quale volutamente lascia

il pallino del gioco ai giallorossi che come sempre

peccano di idee di impostazione, ed una volta che

viene bloccato questo sistema di gioco semplice

come il calcio anni 70 ovvero palla lunga e pedalare,

il mister Inzaghi ha gioco facile.

Biglia spezza il fiatone della Lazio con un tiro da

fuori area, di poco a lato, equilibrio della gara spezzato

dal passaggio filtrante di Milinkovic per Keita

che prende la palla scherza con Fazio (mai giocatore

fu più sopravvalutato) ed Emerson Palmieri, tiro

scoccato con il sinistro e la Lazio si porta in vantaggio

meritatamente, per la gioia della curva nord che

dopo la scenografia visiva, ricorda l’incubo anche

con il boato di gioia.

La partita non ha storia, e la squadra di Inzaghi gestisce

al meglio la palla e le ripartenze con intelligenza

affidandosi alle scorribande di Lukaku, Lulic,

e alle magie di Milinkovic, ed il portiere polacco della

Roma tiene a galla i suoi compagni compiendo una

gran parata su Parolo.

Ma poi cosa succede, ovvero cosa succede lo abbiamo

visto tutti, Orsato non vede in mala fede un rigore

nettissimo per la Lazio per un fallo su Lukaku

che addirittura deve abbandonare la gara per un infortunio,

e con la stessa mala fede concede un penalty

alla Roma per un calcio inesistente di Wallace

su Strootman, il calciatore olandese si dimostra

uomo piccolo anche questa volta, e merita per comportamento

scorretto e simulazione, 3 turni di squalifica.

Pareggio e gran senso di impotenza, non sportiva,

ma di complotti studiati fuori campo, io personalmente

mi sento veramente offeso anche se abbiamo

vinto, perché questa gara se non l’avesse tenuta a

galla l’arbitro sarebbe finita molto molto molto

prima.

Orsato è il meglio che la categoria arbitrale oggi può

schierare in campo? Siamo messi male, andrebbe

fermato subito, gli andrebbe tolto il fischietto alla

pari di Tagliavento.

Termina il primo tempo con tanto amaro in bocca, si

rientra con poche speranze anche perché una batosta

del genere avrebbe steso un elefante, invece ha

tirato fuori tanta rabbia da parte dei calciatori biancocelesti,

e dopo un altro gol divorato da Dzeko che

come al primo tempo ha la palla gol, ma trova un

super Strakosha sulla sua strada che compie un prodigio

di parata.

Inizia ora il secondo tempo dei romani biancocelesti,

che da quel momento in poi prendono in mano il

match, e Basta, al quinto minuto del secondo tempo

si trova in posizione avanzata e tira con il piede sbagliato,

Fazio devia quel poco che serve a fargli prendere

alla palla un giro fantastico, e gol del nuovo

vantaggio biancoceleste, tanta rabbia in quell’esultanza,

tanti sguardi che si incrociano come a dire,

vedete non sono nessuno questi.

Ed avevano proprio ragione, non sono nessuno, ma

questo è risaputo sono una squadra di un valore sopravvalutato

ed aiutati da sempre dagli arbitri e dal

sistema per evitare un fallimento che ci sarebbe dovuto

essere da 5 anni, per tanto oggi io potrei dire di

aver vinto con un’altra società, magari denominata

come SPQR, visto che hanno fatto le prove sulla maglia

oggi.

Partita praticamente mai in discussione, coperta,

stretta tra i reparti, concentrata la Lazio non concede

respiro ai calciatori giallorossi, che si infrangono su

un muro ben consolidato, ma un muro solido non significa

che non può far male.

Quindi il subentrato a Lukaku Anderson vola sulla

fascia servito da Biglia e si divora un gol praticamente

fatto, tranquilli il terzo gol arriverà comunque,


e Felipe si inventa un passaggio filtrante delizioso

per Lulic che si invola contro una difesa ormai da

partita della domenica in parrocchia, Lulic alza la

testa a tu per tu con Szczesny, ma vede in area solo

soletto Keita pronto ad uccellare di nuovo i giallorossi,

servito puntualmente e per uno come Keita segnare

è come rubare una caramella ad un bambino,

3-1 e partita finita al 39^ minuto del secondo tempo.

Abbiamo tempo per vedere Il fallo osceno di un

uomo tolto all’agricoltura, ovvero Rudiger su Djordjevic

da denuncia penale, e dell’inquadratura che

ci scandisce le scarpette di un giocatore, o ex fate

voi.

Triplice fischio dello scandaloso Orsato, ed apoteosi

che si scatena in campo, a bordo campo, fuori dal

campo, un vero delirio che dimostra ancora una

volta quanto questo nostro popolo biancoceleste sia

cosi attaccato a questi colori, contro tutti, contro gli

arbitri, contro chi sputa veleno essendo “Laziale”,

contro una stampa cieca, contro chi dopo una partita

come queste domanda a Biglia del suo contratto.

Difesa, da manuale, da far vedere nelle scuole calcio

l’uscita ed il modo di impostare della Lazio, e da notare

il modo come raddoppiare su un attaccante.

Strakosha, presente, due solo interventi ma che

chiudono la porta a Dzeko, tra i pali veramente un talento

incredibile, grande portiere, oggi.

Wallace, fa sparire Salah e non è la prima volta in

questa stagione, muro, colonna, gigante che si propone

in avanti come un centometrista quando può,

corazziere coraggioso.

De Vrij giganteggia come vuole e quando vuole tenendo

in scacco ogni calciatore avversario, da non

accostare per nulla ai centrali che sono in giro nel

nostro campionato oggi come oggi, solo Bonucci ha

qualche cosa in più di questo campione, ministro

della difesa orange.

Hoedt, entra al posto del suo connazionale, si districa

alla grande continuando il lavoro del suo collega

in maniera egregia, ragionier Hoedt.

Bastos, quando si gioca a tre lui sembra indispensabile,

rapido e roccioso, davvero dispensatore di

spallate e tanto sacrificio, scommessa vinta per

Tare, ancora una volta.

Centrocampo encomiabile, vera forza di questa

squadra che si compatta diventando acciaio, pur

avendo piedi di grandissima qualità e fosforo da

vendere.

Basta, il migliore della stagione, e non solo per il gol

che comunque incide sul mio commento, devastante

nel proporsi e creare superiorità numerica, intelligente

nei raddoppi che compie aiutando Bastos,

punto e Basta.

Lukaku, prestigio in panchina, lucido quando viene

interpellato anche all’ultimo secondo, giocatore da

tenere in considerazione per il prossimo futuro, Velociraptor

biancoceleste.

Biglia, campione di valore immenso, palloni mangiati

agli avversari, impostazione di gioco manco fosse

Riccardo Nuti alla prima della Scala, aiuta chiunque

abbia bisogno, commovente la sua partita, in uno

stato di grazia fisica invidiabile, capitano insostituibile.

Parolo, quando costruisci una casa si comincia dalle

basi, quando vuoi vincere dominando un derby cosi

hai bisogno di un Parolo cosi, tanta corsa, tanta

tigna, tanta garra, tanto Parolo.

Milinkovic, la prima cosa che mi dico ogni partita che

vedo il serbo all’opera mi dico, credevo di aver visto

tutto nel calcio, ma quando ha la palla tra i piedi questo

fenomeno non sai mai cosa si inventi di nuovo,

ed oggi ha aggiunto diverse voci sul manuale del

calcio, e non trascuriamo il suo immenso sacrificio.

Calciatore di livello superiore.

Lulic, se non ci fosse bisognerebbe inventarlo, come

recitava uno spot di una macchina qualche annetto

fa, avere Lulic in squadra è la fortuna tattica di Inzaghi,

in più quando lui vede la Roma diventa un giocatore

sopra la media. Assist, continuità nel

pressing, e cambio di ruolo in corsa, l’ammazzaderby.

Oggi l’attacco ha un solo nome, Keita.

Keita in forma sfavillante, in gara, in gamba, in fiducia,

aveva dimostrato in partite precedenti di poter

giocare da prima punta, e nessuno mi toglie dalla

testa che se ci fosse stato Immobile quello che

avrebbe giocato da prima punta sarebbe stato lui.

La partita perfetta, di Keitinha che sta terminando la

stagione con una crescita sontuosa, pronto a raccogliere

quello che promette da anni, ovvero di diventare

un campione, migliore in campo.

Felipe Anderson, incompiuto come sempre, la vera

rabbia è vedere questo grandissimo giocatore non

riuscire a buttare dentro palle facili per la qualità dei

piedi che esprime, alterna fenomenate a sbragate incredibili,

non ha un grande impatto sulla gara, ma

poi riesce a stare al passo, fenomeno incompiuto.

Aver vinto anche questa partita dà la dimostrazione

che la Lazio quando ci sono derby importanti non li

sbaglia mai, dovevano riaprire sogni scudetto, dovendo

vincere agevolmente invece hanno perso

molto più agevolmente, il loro incubo peggiore è

quello che credono da sempre di essere fortissimi,

ma si svegliano e si riscoprono normalissimi, anzi

soravvalutatissimi.

Un vero ringraziamento a questa curva che crea

emozioni, che crea empatia con questa straordinaria

squadra che ha disputato un campionato stoico e

straordinario, non da vera sorpresa del campionato,

ma da squadra attrezzata per fare questo genere di

stagione.

FORZA LAZIO SEMPRE


Goliardia derby: tifosi

laziali rincarano la dose con

sagome e lumini a Trigoria

tratto da. “L’ultima Ribattuta” firmato Paolo Signorelli

Nonostante le norme anti violenza, che negli

ultimi anni hanno un po’ smorzato l’entusiasmo

e lo sfottò all’interno degli stadi, il derby

della Capitale continua ad avere il suo fascino.

Soprattutto, i tifosi laziali trovano sempre il

modo di far parlare di sè, grazie alla loro goliarda

che li contraddistingue da decenni.

Così, la notte scorsa, un gruppo di sostenitori

biancocelesti ha pensato di rendere omaggio

all’ennesima débâcle giallorossa.

Fuori i cancelli di Trigoria, sono state infatti

disegnate delle sagome e acceso dei lumini in

segno di lutto, trasformando così il centro

sportivo romanista in un cimitero (tra l’altro,

a pochi km dal Fulvio Bernardini, c’è il cimitero

Laurentino). Inoltre, tante le scritte goliardiche

che hanno accompagnato questa

“veglia”. In poco tempo le foto hanno fatto il

giro de web.

Un derby, quello di domenica, che ha segnato

nuovamente la supremazia della Lazio sulla

Roma e che ha condannato la squadra di

Spalletti ad una stagione (quasi) fallimentare.


Lazio fantastica: vincere contro

tutto e tutti è ancora più bello

tratto da. “L’ultima Ribattuta” firmato Paolo Signorelli

Quello di domenica scorsa verrà sicuramente ricordato

come uno dei derby più esaltanti ed emozionanti

della storia della Lazio. Non tanto per

l’importanza della posta in palio (sicuramente ce ne

sono stati altri dove era più alta), ma per il modo in

cui i biancocelesti sono riusciti a trionfare. Contro

tutto e contro tutti. In primis, per il modo sbagliato

cui alcuni (molti) tifosi laziali hanno snobbato questo

match inspiegabilmente, non presentandosi allo stadio

e costringendo la società a “chiudere” i Distinti

Est. Con la Nord che comunque, anche ieri, è stata

assoluta protagonista. In secondo luogo per la sfortuna

che sembrava essersi abbattuta su Inzaghi, costretto

a rinunciare in extremis ad Immobile per un

attacco influenzale. E infine, è stato un derby unico

e indimenticabile perché i biancocelesti sono stati

più forti anche degli arbitri e di una buonafede alla

quale, anche se qualcuno si indignerà, è difficile credere.

Inutile girarci attorno: la direzione di gara di Orsato

e dei suoi assistenti è stata semplicemente

scandalosa, da ufficio inchiesta. Impossibile non vedere

il fallo in area di rigore di Fazio (da rosso) su

Lukaku, così come quello nel secondo tempo su

Keita. Quasi superfluo parlare del penalty della vergogna

sul disonesto Strootman che, dopo, la simulazione

nel derby di campionato per la spintarella di

Cataldi (l’olandese gli aveva lanciato prima l’acqua

addosso), ieri si è superato. Lanciandosi nel vuoto

senza esser stato toccato da nessuno. Orsato e l’arbitro

di porta Di Bello ci sono cascati con tutti gli

scarpini. Ma ancora non si riesce a spiegare il perché.

Anche i telecronisti di Sky, infatti, hanno dovuto ammettere

lo scandalo e lo ha fatto perfino Carlo Zampa

nella sua telecronaca. Pure da Roma Channel, almeno

da parte degli opinionisti, sono arrivate le critiche

all’arbitro, alla vergognosa simulazione di

Strootman e son stati dati i meriti alla Lazio nel post

partita. Peccato che i telecronisti dell’emittente romanista,

durante la diretta, abbiano osato sostenere

che il rigore fosse netto. L’allenatore Spalletti, poi,

si è addirittura appellato a deviazioni e sfortuna.

Ecco spiegati i motivi di una stracittadina davvero

esaltante, emozionante, super. Pochi contro tanti,

umiltà contro spocchia, grinta contro boria. Aiutini

contro sacrifici. E l’eroe di giornata (e della stagione),

oltre agli 11 giocatori che ieri sembravano

tutti leoni, è ancora una volta lui: Simone Inzaghi.

Che, da “ripescato”, si è guadagnato sul campo, o

meglio, in panchina, gli applausi scroscianti dei tifosi.

E anche le scuse per le critiche ingenerose di

inizio anno. Uno spettacolo vedere “Simoncino” agitarsi,

sbracciarci, esultare a fine match sotto la Nord

come fosse ancora quel calciatore con la maglia numero

21 sulle spalle.

Peccato per chi non c’era, perché oltre alla vittoria

netta, è stato fatto un passo decisivo in avanti verso

l’Europa e, se proprio si poteva parlare di campionato

riaperto in caso di successo giallorosso, Keita

ha messo la parola “fine” ad ogni sogno romanista.

“Er primo col secondo, noi gliene famo tre“, cantava

la curva a fine gara. Una festa tutta biancoceleste

che suggella una stagione fantastica, che potrebbe

diventare ancora più bella…


La Lazio progetta il futuro,

torna lo sponsor sulle maglie

di Rodolfo Casentini

Ora più di qualcuno dovrà gioco forza, spengere

i counter con gli anni, mesi, giorni, ore

e minuti che erano trascorsi senza che la

Lazio avesse uno sponsor sulla maglia. Uno

sport andato in onda per molto tempo e che

era uno dei cavalli di battaglia di qualche comunicatore

presuntuoso e saccente che ora

invece, sarà costretto a cambiare argomento

di attacco e di discredito verso l’attuale dirigenza.

La Lazio ha dunque siglato ufficialmente

l’accordo con il marchio Sèleco a noi

tutti molto caro perchè va a rievocare dei

momenti storici della nostra Lazio, soprattutto

con la maglia bandiera. 4 milioni per la

stagione 2017/2018 con la possibilità di prolungare

l’accordo fino al 2020. Non solo, a

questi 4 milioni la Lazio potrà ricevere anche

dei bonus se la squadra si qualificherà per

le coppe europee e ancora altri bonus a secondo

di come si piazzerà all’interno di questa

competizione. Tutto ciò potrebbe

comportare una entrata annuale di 4,5 milioni

che non sono pochi per un club di calcio

che ne fattura circa 100. Avere uno sponsor

che incide per il 5% circa del suo fatturato significa

indubbiamente,essersi venduto bene

senza svalutare il brand Lazio, esattamente

quello che voleva la dirigenza negli anni passati.

Questo è uno dei tanti segnali che

stanno ad indicare che da qualche tempo la

Lazio sta costruendo un progetto vero, che

vuole finalmente cominciare a salire qualche

gradino. Il rinnovo con la Macron al doppio

dei soldi ricevuti dal contratto precedente,

l’organigramma con dentro delle figure importanti

per la serenità della squadra e

anche dell’ambiente, ora questo accordo

sponsor, tutti particolari che indicano come

la Lazio voglia questa estate, allestire una

squadra competitiva e in grado di giocarsela

bene sia nelle coppe che in campionato. I

rinnovi di Keita e De Vrij potrebbero essere

le prossime mosse per inserire un altro tassello

in questo mosaico. Un mercato oculato

e di qualità potrebbe fare il resto e regalare

a Simone Inzaghi, una rosa in grado di far

emozionare i tifosi.


Cari giornalisti laziali (?), dove

eravate quando c’era da attaccare i

comportamenti vergognosi della

Roma? All’andata però c’eravate per

attaccare Lulic…

di Rodolfo Casentini

Cari Giornalisti laziali che al derby di andata non avete

difeso Lulic quando la comunicazione giallorossa attaccò

duramente il giocatore per le dichiarazioni su Rudiger, e

anzi, lo avete volontariamente lasciato in pasto a loro

stando attenti solamente a carpire dichiarazioni per farci

il pezzo, perché solo questo contava. Voi stessi poi in

conferenza stampa a Inzaghi avete chiesto conto di questo

e chiesto le scuse del giocatore. Voi, si voi, dov’è eravate

ieri? Come mai non avete chiesto conto della

vergognosa sceneggiata di Strootman a Spalletti? oppure

sull’entrata assassina di Rudiger su Djordjevic? Dove

eravate ieri? Avevate paura eh!! Tutto questo non vi faceva

audience vero? E’ questa la vostra professionalità

che andate sbandierando? E’ questa la vostra obiettività

senza sciarpa al collo che andate sbandierando? Perchè

ieri non avete fatto il vostro lavoro per bene così come lo

avete fatto all’andata? perchè ieri nessuno di voi in conferenza

stampa si è permesso di domandare qualcosa?

Eppure eravate gli stessi dell’andata, all’andata non vi

siete fatti premura di non domandare, anzi gli avete dato

giù. Come mai in zona mista non avete pressato qualcuno

della Roma per chiedere conto di questi episodi così

come fecero i vostri colleghi della Roma al derby di andata?

Come mai vi piace far fare i padroni di casa agli

altri quando siamo in casa e poi quando stiamo a casa

d’altri siete i servi dei servi più docili e accondiscendenti?

pensate di aver fatto un buon lavoro ieri? manco per

niente, avete fatto un pessimo lavoro andando contro

quella professionalità che voi volete sempre mettere

avanti. Ora basta !! Ora è tempo che vi rendiate conto

che la Lazio va difesa, soprattutto quando è palesemente

vittima di qualche ingiustizia. Voi invece non avete il coraggio

di difendere nulla, perchè per voi conta solo altro,

il core laziale voi non l’avete, perchè se avevate er core

laziale, d’istinto, avreste fatto tutto ciò che invece puntualmente

non avete fatto. Voi campate sulla Lazio con il

vostro lavoro, il vostro lavoro è nato grazie alla Lazio, e

voi senza la Lazio non sareste nessuno. Ora più che mai

non siete nessuno, anzi, siete meno di nessuno dopo ieri,

dopo l’ennesima conferma che a voi interessa la mera

speculazione e basta. Il servilismo di ieri nei confronti dei

vostri colleghi giallorossi si spiega solo in un modo, complicità.

Ed è la cosa più squallida che ci possa essere.


FRASCHETTA DA I FRATELLI

FRASCHETTA DA I FRATELLI

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