Magazine Avventista - Maggio / Giugno 2017

CommunicationsFSRT

Intervista : Damien Jaccard / La Bibbia, la rivelazione di Dio / Leggere la Bibbia... o lasciare che la Bibbia ci legga! / Taida, una vita dedicata a gridare l’amore di dio ai sordi / Omaggio a Madeleine Cavin

MAGAZINE AVVENTISTA GIORNALE BIMESTRALE DELLA FEDERAZIONE AVVENTISTA DELLA SVIZZERA ROMANDA E DEL TICINO - N°9 - MAGGIO / GIUGNO 2017

LA BIBBIA

RIVELAZIONE DI DIO

ALL'UMANITA'

WWW.MAGAZINEAVVENTISTA.COM


SOMMARIO

Nei ricordi della mia infanzia si trova ben fissato il volto di mia madre

che mi dice che sarebbe una bella cosa se fossi diventato prete, un

uomo di Dio. In effetti, qualche giorno dopo la mia nascita, mi sono

ammalato di bronchite acuta e il medico aveva detto a mia madre

che probabilmente non ce l'avrei fatta. Mi ha raccontato che quel

giorno, rientrando a casa, pregò il Signore con tutte le sue forze

affinché mi guarisse e gli promise che se fossi riuscito a cavarmela,

avrebbe fatto del suo meglio per convincermi a servirlo per il resto

della mia vita. Anche se ho ancora leggeri postumi della malattia,

secondo il medico la mia è stata una guarigione miracolosa.

Non so se è perché mia madre mi ha sempre raccontato questa storia

o perché mi sono sempre piaciute le cose spirituali, ma sono sempre

andato molto volentieri in chiesa. Sono cresciuto lavorando attivamente

nella mia parrocchia di un tempo. Direttore liturgico, insegnante

di catechismo, direttore della gioventù... aprivo e chiudevo la

chiesa tutte le domeniche. Poi, un giorno, mi sono imbattuto in una

cosa che per me era "sconosciuta" fino a quel momento: una Bibbia.

Nonostante tutti i miei impegni e le mie responsabilità, non avevo

mai studiato per davvero la Bibbia. Leggevo e riportavo quello che

trovavo scritto nei manuali. Non sapevo nemmeno trovare un testo

nelle Scritture. Ma grazie a un libro con una serie di studi biblici che

avevo conservato con cura dopo il periodo di studi presso una scuola

avventista, ritrovato tra i miei effetti personali, ho cominciato a studiare

da solo la Bibbia. La salvezza per mezzo della grazia, lo stato

dei morti, il prossimo ritorno di Gesù: ecco alcuni dei temi che mi

hanno colpito e hanno completamente cambiato la mia percezione

della Bibbia. Per la prima volta, ho percepito e amato Gesù come

mio salvatore e amico. In seguito sono diventato avventista e pastore.

La preghiera di mia madre e la Bibbia hanno cambiato la mia

vita per sempre.

Quest'anno festeggiamo i 500 anni da quando Lutero ha compiuto

il suo atto coraggioso, ridando così alla Bibbia la sua importanza

prioritaria. Questo ha cambiato non solamente la storia, ma anche

la religione, l'economia, la sociologia e tanti altri settori. Ma la "Sola

Scriptura" ha soprattutto cambiato la vita di milioni di persone, come

la mia, che hanno ritrovato nella Parola il vero senso della vita, un

Salvatore, un Dio pratico. Ringraziamo quindi il

Signore di aver permesso che questo movimento

riformista rimettesse la Sua parola al centro

del mondo.

Ecco perché in questo numero, Adventiste Magazine

parla della Bibbia come della grande

rivelazione di Dio all'umanità. Siamo invitati a

riscoprire questo libro che resta sempre moderno,

pur con la sua parte di mistero, ma che tocca

il nostro cuore come nient'altro al mondo.

Rickson Nobre

Pastore

e segretario FSRT

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Intervista : Damien Jaccard

La Bibbia, la rivelazione di Dio

all'umanita'

Leggere la Bibbia... o lasciare

che la Bibbia ci legga!

Taida, una vita dedicata a

gridare l’amore di dio ai sordi

Omaggio a Madeleine Cavin

Versione francese

Giornale bimestrale della Federazione avventista della Svizzera

Romanda e del Ticino (FSRT)

N°9 / Maggio - Giugno 2017

Rivista gratuita

Stampato in Germania

Caporedattore: Rickson Nobre - Editore: Dipartimento

delle Comunicazioni FSRT - Redazione a cura di:

David Jennah, Rickson Nobre, Eunice Goi, Pierrick

Avelin, Yolande Grezet, Adriana Stasi - Impaginazione e grafica:

Eunice Goi - Redattori: Paulo Lima, Gabriel Monet,

Gilbert Dewinter, Rickson Nobre - Collaboratori: Claudia Nobre,

Elena Zagara, Adriana Stasi - Traduttore: Serena

Zagara, Tiziana Cala - Correzione a cura di: Yolande Grezet,

Geneviève Montégut.

Photo credit

Copertina, pagina 5 : StockSnap - pagina 2 : Bruno Alexandre -

pagina 3 : Rickson Nobre- pagine 4, 6 : pexels.com - pagine 7,

8, 9, 10, 12 : Adobe Stock Photos - pagina 11 : noticias.adventista.es

- pagina 13 : Aimé Cavin.

La responsabilità degli articoli firmati pubblicati su

ADVENTISTE MAGAZINE è dei singoli autori.

RICETTA

PATATE ARROSTO AL ROSMARINO

Una ricetta di Claudia Nobre

Ingredienti

- 1,5 kg di patate

- 2 rametti di rosmarino

- 2 cipolle grandi

- Aglio (secondo i gusti)

- Sale

- Olio vegetale

1. Tagliare le patate a

rondelle.

2. Riempire una grande pentola

d’acqua ; fare cuocere

le patate qualche minuto

senza farle ammorbidire.

3. Sgocciolare le patate

e metterle in un piatto

grande.

4. Aggiungere tutti gli altri

ingredienti.

5. Preriscaldare il forno a

220°C per 30 minuti.

6. Mettere le patate nel forno

per 30 minuti girandole

di tanto in tanto.

8. Buon appetito !


INTERVISTA

> DAMIEN JACCARD

Intervista di Adriana Stasi a cura di Magazine Avventista

LEGGERE LA BIBBIA...

O LASCIARE CHE

LA BIBBIA CI LEGGA!

Di Gabriel Monet

Presentati brevemente.

Mi chiamo Damien, ho 26 anni

e abito nella Svizzera francese da quando

sono piccolo. Sono un elettricista.

Come sei arrivato ad avere una relazione

con Dio?

Ho incontrato Dio nel 2013.

Prima non credevo in Dio e se parlavo

di spirituale era in rapporto a delle organizzazioni

esoteriche o a delle cose

nascoste nella politica. Questo perché

mi interessavo di economia e di politica

con la speranza di cambiare qualcosa

per mezzo di esse. Ma un giorno

ho visto delle stranezze e ho iniziato a

volerne sapere di più. Mi sono quindi

reso conto che c'erano delle organizzazioni

dietro la politica, onnipresenti.

Ho scoperto delle cose strane, che mi

facevano addirittura paura. Ho quindi

iniziato a dire a quelli che mi circondavano

che dietro la politica si celavano

delle cose terribili, diaboliche e oscure

.

Nel mio ambiente c'erano degli evangelici

che mi ripetevano: "Sì, ma tu sai

che anche Dio esiste!". E io rispondevo:

"Ah, non parlatemi di Dio!". Insomma,

parlavo del diavolo che agiva

attraverso le società esoteriche ma

non volevo sentir parlare di Dio, era

paradossale.

Fino al giorno in cui ho incontrato un

amico che lavorava nel mio stesso edificio.

Aveva già regalato a mio fratello

un DVD intitolato “Gli eventi del tempo

della fine”. Un giorno mi offrì un

caffè e a furia di parlare mi accorsi

che era ben al corrente di queste

società esoteriche che io stesso

avevo studiato. E così io, che

fino a quel momento speravo

di non incrociarlo, aspettavo

di vederlo affinché

mi chiarisse maggiormente

queste tematiche oscure. Ogni

volta, mi dava qualche spiegazione

ma non mi svelava tutto, tenendomi

così in sospeso.

Un giorno, ha sollevato un argomento:

“Tu conosci Dio?”. Ho perso un po’

del mio entusiasmo ma lui ha continuato

e mi ha mostrato dei video che

trattavano le profezie cristiane che

combaciavano perfettamente col progetto

delle società esoteriche. Ha poi

aperto la Bibbia e abbiamo letto i libri

di Daniele e dell’Apocalisse. Ancora

una volta, tutto combaciava alla perfezione.

Intrigato, gli ho chiesto chi

avesse scritto quel libro. Mi trovavo

di fronte a un libro che mi spiegava le

cose che avevo studiato e che erano

state predette molto tempo prima.

Ed è proprio in quel momento che mi

sono chiesto se Dio non esistesse veramente.

Mi sono quindi comprato una

Bibbia. E ho finito per passare delle

ore insieme al mio amico, per leggerla

e studiarla insieme. Ho cominciato ad

avere l’impressione che Dio esistesse

e un giorno ho sentito una voce che mi

diceva: “Prega”. Ero un po’ scettico.

Ho pregato per la prima volta a casa

mia, chiedendo a Dio “Signore, se esisti,

vorrei capirne di più”.

Cos’è successo dopo questa prima

preghiera?

Avevo dentro di me una

grande pace, anche se non gliel’avevo

chiesta. Mi sono ritrovato con una passione

crescente per la lettura e la preghiera.

Quando incontravo i miei amici

evangelici, condividevo le mie scoperte

con grande energia. Era davvero

bellissimo perché ricevevo le risposte

a tantissime mie domande. In effetti,

dopo che i miei genitori si sono separati,

venni affidato a una famiglia, dove

combinai tantissimi guai. Eppure, avevo

sempre avuto l’impressione di essere

protetto. A 12 anni avevo già il

sentimento di essere aiutato ma non

capivo ancora veramente il perché.

Pensavo di avere un angelo custode.

Da adolescente, di fronte all’alcol, alle

sigarette e alla droga, ho sentito una

forza in me che mi ha aiutato a uscirne

fuori. Col senno di poi e facendo questi

studi biblici con il mio amico e con

gli evangelici ho capito

che tutto l’aiuto

che avevo ricevuto

veniva da Dio. Mi ha

aiutato fin da quando

ero piccolo e mi

ha sempre guidato.

La durezza del mio

cuore mi impediva

di riconoscerlo ma

per fortuna me ne

sono reso conto e

adesso sono felice e

sereno.

Come hai scoperto

gli avventisti?

L’amico che

mi insegnava la

Bibbia prima era un

avventista. Ma in realtà non ne aveva

mai parlato.

Gli evangelici mi invitarono nella loro

chiesa, fu davvero una bella esperienza.

Studiavo la Bibbia con il pastore e

mi piaceva. Ma durante gli studi, leggevamo

un versetto e tralasciavamo

regolarmente i versetti seguenti. Ma

senza tener conto del contesto, il senso

non resta lo stesso.

È stato proprio parlando con questo

mio amico che è saltata fuori la questione

del sabato e ho capito che il

giorno di Dio era il sabato e non la

domenica. Il mio amico poi mi parlò

brevemente degli avventisti, motivo

per il quale decisi di andare in una loro

chiesa il sabato successivo. Avevo deciso

di mantenere un profilo basso e di

osservare dal fondo per non essere intercettato

alla fine del servizio. Il culto

mi piacque molto, mi sentivo bene,

corrispondeva a quello che avevo studiato

e per di più nel giorno di sabato!

Alla fine sono andato verso il pastore

e gli ho chiesto un libro di Ellen White

di cui il mio amico mi aveva parlato.

Il sabato successivo sono tornato per

poi restare.

Ho anche seguito degli studi biblici

col pastore che duravano anche quattro

o cinque ore.

È stata una bellissima esperienza che

mi ha anche spinto a farmi battezzare!

Che cosa nutre la

tua relazione quotidiana

col Signore?

Ogni mattina

passo un momento

con Dio. Riempie

un vuoto in me.

Nel mio furgone ho

anche una Bibbia e

così quando vado

da un cliente, proprio

prima di uscire,

leggo un versetto,

lo ringrazio e vado!

La sera, ritorno a

Dio.

A volte è faticoso

ma mi sforzo di farlo perché è il modo

di potersi ritrovare, ricaricarsi in un

mondo pieno di attrazioni e attività

che possono facilmente farci dimenticare

di Dio. E questo mi calma.

Quando ho dei dubbi, mi metto a pregare.

Sono i momenti in cui mi piace

mettermi in ginocchio davanti a Dio.

Ma quello che mi lega di più a Dio è il

sabato. Sono molto occupato e lavoro

tanto. Ed è per questo che mi rallegro

sempre del sabato, un’occasione per

potermi risposare e riavvicinare a Lui.

Sono sempre felice di andare in chiesa

e di ricevere un messaggio incentrato

sulla parola di Dio.

Come vivi il fatto che la tua famiglia

non conosce Dio?

È un dolore grande per me.

Quando ho incontrato il Signore, ero

pieno di amore che volevo condividere

con tutti. Mio padre e mio fratello

più piccolo trovavano questo comportamento

strano mentre mia madre

pensava fossi entrato in una setta. Mia

nonna invece è stata sorpresa di vedermi

convertito e battezzato, anche

se non ero cresciuto in una famiglia

credente. Il giorno del mio battesimo

pensavo che sarei stato solo. Con mia

grande sorpresa invece, mio padre e

mio fratello non soltanto riuscirono a

venire, ma finirono anche per commuoversi.

Oggi mi è più facile comunicare con

loro ed è sempre un piacere parlare di

quello in cui credo; non hanno ancora

però fatto il passo decisivo. Spero che

lo compiano prima del ritorno di Gesù.

Per concludere, hai un versetto che

vorresti condividere?

2 Cronache 7:14: “Se il mio

popolo, sul quale è invocato il mio

nome, si umilia, prega, cerca la mia faccia

e si converte dalle sue vie malvagie,

io lo esaudirò dal cielo, gli perdonerò i

suoi peccati, e guarirò il suo paese”.

Per adesso è il versetto che mi è rimasto

più radicato nella testa e nel

cuore.

PER RISPONDERE ALL'ARTICOLO

contact@adventistemagazine.com

Negli anni moderni si leggeva molto

la Bibbia; negli anni post-moderni, la

si legge di meno... Esiste un legame

causa-effetto e, perché no, un rimedio

a questa situazione?

Possiamo rintracciare le radici della

modernità con lo sviluppo del Rinascimento

e del movimento della Riforma,

e quindi con la scoperta degli

scritti antichi che sono diventati accessibili

a tutti grazie all'invenzione

della stampa, avvenuta proprio in

concomitanza col XVI secolo. Al primo

posto di questi scritti c'era la Bibbia!

L'epoca della modernità, dal XVI al

XX secolo, è stata caratterizzata dalle

componenti razionali e individuali

dell'accesso al sapere e della comprensione

della Bibbia.

Viviamo oggi un cambiamento probabilmente

così importante come

è stato quello di cinque secoli fa. Lo

sviluppo di internet con l'accesso

immediato in un click a un'infinità di

conoscenze, la facilità dei contatti,

una vita determinata dal consumo e il

bisogno di approfittare di ogni istante

hanno cambiato il modo in cui ci relazioniamo:

relazione con l'altro, con

il sapere e, di conseguenza, anche la

nostra relazione con la Bibbia.

Potremmo rimpiangere questi cambiamenti

e combatterli, per esempio

incitando a mantenere le buone tradizioni

di leggere la Bibbia per le stesse

buone ragioni e con le stesse buone

maniere. Ma a causa di questo cambiamento

d'epoca forse non sarebbe

del tutto inutile pensare a un rapporto

rinnovato con la Bibbia. Non che

le vecchie maniere siano di per sé

negative, anzi... Se funzionano ancora

per qualcuno, tanto meglio; ma

dobbiamo constatare che il legame si

è allentato in particolare nelle nuove

generazioni, per mancanza di tempo,

di interesse e senso. Tre assi di

rinnovamento come tre dimensioni

da riconsiderare possono aiutare a

mantenere tutti i valori della Bibbia:

nella sua forma, nella sua essenza e

nella sua intenzionalità.

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DOSSIER

LA BIBBIA

RIVELAZIONE DI DIO

ALL'UMANITA'

Nel 1815, William Smith, un

cartografo inglese, ha creato una

mappa che ha cambiato il mondo.

William, cresciuto orfano e nella povertà,

è diventato un famoso topografo.

A un certo punto della sua

carriera, ha capito una cosa fondamentale

riguardante il pianeta terra.

Innanzitutto ha scoperto che le rocce

potevano essere datate attraverso i

fossili contenuti al loro interno. Che

voleva dire che se si trovava uno stesso

tipo di fossile in rocce di due posti

diversi, sarebbero datate nella stessa

età geologica. Inoltre,

ha anche scoperto che

le rocce erano naturalmente

organizzate

secondo un modello

stratificato immutabile.

Partendo da queste

due scoperte, William

Smith ha creato

una mappa geologica

dell'Inghilterra, della

Scozia e del Galles. E

questa mappa ha cambiato

il mondo. Perché?

Perché permetteva per la prima

volta di prevedere quello che si

sarebbe trovato nel sottosuolo. Prima

della creazione di questa mappa, se

avessi voluto trovare dell'oro, del carbone,

del gas o qualsiasi altra risorsa

naturale geologica, avrei dovuto perlustrare

tutta una porzione di terra alla

ricerca di un indizio di queste risorse.

Ma ormai, con la mappa di Smith, si

potevano cercare alcuni tipi di rocce

sapendo quello che probabilmente si

sarebbe trovato sotto esse o al loro

interno.

La mappa geologica permetteva agli

esseri umani, per la prima volta nella

storia, di avere accesso alle profondità

della terra. Così, l'elettricità che

proviene dall'uso del carbone e del

petrolio, il gas che alimenta i nostri

forni, l'oro sul quale si appoggia

l'economia, e molte altre cose, esistono

grazie alla creazione di questa

mappa, fatta da William Smith nel

1815.

La storia di Smith mostra l'importanza

di una mappa nella nostra vita. Prima

della mappa di Smith, gli uomini

potevano solamente raschiare la superficie

della terra; dopo la sua creazione,

l'umanità ha potuto sondare

le profondità geologiche. Allo stesso

modo, noi abbiamo bisogno di una

mappa che ci permetta di fare di più

oltre al semplice raschiare la superficie

della nostra esistenza, dandoci

così accesso alle sue profondità. La

Bibbia è proprio questa mappa che

Dio offre all'umanità, ovvero a ciascuno

di noi. Ci indica la realtà dell'esistenza

di Dio e la possibilità della

vita eterna che saremo incapaci di

conoscere da soli. Ci permette quindi

di vivere la vita al massimo in tutte le

sue dimensioni, tra cui l'importante

dimensione spirituale.

Dio è l'autore della Bibbia

La Bibbia è molto chiara

quando afferma che Dio è il vero e

proprio autore della Bibbia.

Scrivendo a Timoteo, suo collaboratore,

Paolo afferma che "ogni scrittura

è ispirata da Dio" (2 Timoteo 3:16).

Quindi nonostante i 66 libri della

Bibbia siano stati scritti da differenti

autori umani, Dio è il vero e proprio

autore, perché è Lui che li ha ispirati

a scrivere.

In effetti, negli scritti di Paolo contenuti

nelle Scritture, Dio parla "per

mezzo dei profeti" (Ebrei 1:1). Il profeta

Amos, autore dell’omonimo libro,

ha espresso questa verità scrivendo:

"Poiché il Signore, Dio, non fa nulla

senza rivelare il suo segreto ai suoi

servi, i profeti" (Amos 3:7).

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SCOPRIRE NUOVE FORME DI

LETTURA DELLA BIBBIA

I cambiamenti della modernità verso

la post-modernità inducono un passaggio

dell'era dello scritto all'era

dell'oralità digitale. Questo non implica

la scomparsa dello scritto ma il

suo arricchimento con una varietà di

massmedia che combinano foto, musica,

video, testi...

Di conseguenza, molti leggono meno

o per meno tempo. E' quindi vitale

variare le modalità di lettura e di accesso

alla Bibbia. Una lettura lunga,

approfondita, analitica e sistematica

della Bibbia sembra essere sempre

meno in sintonia con le generazioni

di oggi.

Al contrario, letture essenziali, interattive,

spiegate attraverso i nuovi

mezzi d’informazione, come applicazioni

per smartphone, mp3, video,

mail, tweet o sms, possono nonostante

tutto permettersi di essere portavoce

della Bibbia.

D'altronde, la Bibbia appare spesso

come un libro antico e quindi poco accessibile;

da qui l'utilità delle letture

che ne favoriscono la comprensione.

Questo obiettivo può essere conseguito

attraverso traduzioni dinamiche,

versioni della Bibbia accompagnate

da riquadri esplicativi, domande di

ricevere feed-back.

Alla fine, qualunque sia la forma di

lettura della Bibbia, tutti gli aiuti alla

lettura hanno una sola vocazione, ovvero

far sì che il testo scritto diventi

parola vivente e che quindi il lettore

sia prima di tutto in ascolto di quello

che il Signore rivela attraverso la Sua

parola.

continua p8


Il Signore ha quindi scelto degli uomini

consacrati che "hanno parlato

da parte di Dio, perché sospinti

dallo Spirito Santo" (2 Pietro 1:21).

Questo significa che lo Spirito di Dio

ha condotto lo spirito degli uomini,

comunicando loro delle visioni o dei

pensieri che sono stati in seguito

messi per iscritto e che sono all'origine

dei libri che compongono la

Bibbia.

Facciamo un esempio concreto

Nel suo breve discorso ai

120 discepoli di Cristo, l'apostolo

Pietro fa riferimento all'ispirazione

profetica del re Davide. In questo

discorso, Pietro menziona degli

"scritti" di Davide che contengono

una profezia messianica. Sappiamo

che si tratta del salmo 41. In seguito,

Pietro parla della "profezia della

Scrittura pronunciata dallo Spirito

Santo per bocca di Davide riguardo

a Giuda, che fece da guida a quelli

che arrestarono Gesù" (Atti 1:16).

Così Pietro dichiara chiaramente che

il Salmo 41, incluso nel libro dei Salmi,

ha come autore un essere umano,

Davide, ma, visto che quest'ultimo

è stato ispirato dallo Spirito di

Dio, possiamo dire con certezza che

lo Spirito Santo è il vero e proprio

autore della profezia messianica che

si legge nel libro dei salmi. E' interessante

constatare che Davide stesso

si è attribuito il titolo di autore

ispirato da Dio. Pronunciando le sue

ultime parole, Davide disse: "lo Spirito

del Signore ha parlato per mio

mezzo e la sua parola è stata sulle

mie labbra" (2 Samuele 23:2).

Ci possiamo chiedere per quale

motivo questi uomini ispirati hanno

messo per iscritto la parola di Dio,

creando così la Bibbia. Paolo ci da

la risposta: "Poiché tutto ciò che

fu scritto nel passato, fu scritto per

nostra istruzione, affinché mediante

la pazienza e la consolazione che ci

provengono dalle Scritture, conserviamo

la speranza" (Romani 15:4).

Quindi noi possiamo essere sicuri

che, secondo la Bibbia stessa,

Dio è il vero e proprio autore delle

Sacre Scritture. Ecco perché la conoscenza

della Parola di Dio è di

grande importanza per l'essere

umano. Questa importanza è stata

sottolineata da Mosè quando

ha detto che "l'uomo non vive soltanto

di pane, ma che vive di tutto

quello che procede dalla bocca del

Signore" (Deuteronomio 8:3). Gesù

ha sottolineato la veridicità dell'affermazione

di Mosè visto che l'ha

utilizzata come risposta alla prima

tentazione di Satana nel deserto di

Giudea (Matteo 4:4).

In seguito all'importanza della parola

di Dio, che rivela all'uomo la

verità, abbiamo ragione di credere

che persisteremo nell'errore in merito

al senso della vita se ignoriamo

le Sacre Scritture (Matteo 22:29).

Dobbiamo quindi studiare attentamente

la Bibbia.

Non è un caso se Luca ha lodato i

giudei della città di Berea. Ha fatto

loro degli elogi perché "ricevettero

la Parola con ogni premura, esaminando

ogni giorno le Scritture per

vedere se le cose stavano così" (Atti

17:11); questo studio attento della

Bibbia è molto utile per l'uomo perché,

secondo Paolo, le "Sacre Scritture

[...] possono darti la sapienza

che conduce alla salvezza mediante

la fede in Cristo Gesù. Ogni Scrittura

è ispirata da Dio e utile a insegnare,

a riprendere, a correggere, a educare

alla giustizia, perché l'uomo di

Dio sia completo e ben preparato

per ogni opera buona" (2 Timoteo

3:15-17). Giacomo è d'accordo con

Paolo sul fatto che non basta semplicemente

conoscere la parola di

Dio. E' anche necessario mettere

in pratica i suoi insegnamenti (Giacomo

1:22-25). La nostra vita sarà

quindi guidata dalla Parola di Dio,

che sarà una luce sul nostro sentiero

(Salmo 119:105). Poiché le Sacre

Scritture sono la verità rivelata all'uomo

da Dio, il loro studio permette

di scoprire il vero senso della vita.

Ed è scoprendo il vero senso della

vita che saremo davvero felici. Ecco

perché Gesù ha affermato "beati

piuttosto quelli che ascoltano la parola

di Dio e la mettono in pratica"!

(Luca 11:28).

Testiamo la Bibbia

Adesso possiamo chiederci:

la Bibbia afferma che Dio è il suo

autore e che questo libro è la fonte

della Verità che da un senso alla vita;

ma come possiamo verificarlo in maniera

oggettiva? Questa domanda è

molto pertinente e la Bibbia stessa

presenta una risposta adeguata.

Nel libro del profeta Isaia, Dio ci da

la chiave che permette di valutare

se la Bibbia è realmente ispirata da

Dio e se, di conseguenza, comunica

veramente la verità che da un vero

senso alla vita umana. Isaia ha scritto

nel nome del Signore: "Così parla il

Signore, re d'Israele e suo redentore,

il Signore degli eserciti: 'Io sono il

primo e sono l'ultimo, e fuori di me

non c'è Dio. Chi, come me, proclama

l'avvenire fin da quando fondai

questo popolo antico? Che egli lo

dichiari e me lo provi! Lo annuncino

essi l'avvenire, e quanto avverrà!

Non vi spaventate, non temete! Non

te l'ho io annunciato e dichiarato da

tempo? Voi me ne siete testimoni.

C'è forse un Dio fuori di me? Non c'è

altra Rocca; io non ne conosco nessuna"

(Isaia 44:6-8). 1

In questo testo vediamo che il

Signore Yahveh, il Dio che si rivela

ai profeti della Bibbia, dichiara di essere

il solo Dio esistente. E offre una

prova inconfutabile: è l'unico essere

che ha il potere di predire il futuro

con precisione. I poteri premonitori

del Dio della Bibbia sono la prova

che è l'unico vero Dio. Annunciare e

proclamare futuri eventi storici anche

prima che questi si compiano, è una

delle caratteristiche del Dio biblico e

di nessun altro.

Se arriviamo quindi a provare che la

Bibbia ha dei veri racconti poetici,

verificati dalla storia, sapremo che

non soltanto, come lo dichiara Lui

stesso, il Dio della Bibbia è l'unico

vero Dio, ma anche che la Bibbia è

davvero ispirata da questo Dio esistente.

Possiamo così arrivare alla conclusione

che Dio è l'autore della Bibbia

e che quindi essa è espressione

della Verità, che dona un vero senso

alla vita umana. E potremmo

confermare la descrizione che la

Bibbia da di se stessa, ovvero che

è la parola di Dio.

Analizzeremo quindi un esempio di

profezia biblica per appurare che

la Bibbia contiene delle profezie

che possono venire solamente dal

Signore, l'unico a conoscere in anticipo

il futuro.

ACCETTARE UNA PARTE DI MISTERO

NELLA PAROLA DI DIO

Al di là delle domande a livello di

forma, se in un modo o nell'altro la

Bibbia è letta o ascoltata, che valore

possiamo dare a questa parola?

La modernità ci ha portati a considerare

la Bibbia come una specie di

libro "risposta a tutto", paragonabile a

un'enciclopedia delle verità divine.

Senza negare la ricchezza delle Scritture

o la fecondità sorprendente della

Bibbia, è probabilmente esagerato

voler trovare in questi testi la risposta

a tutte le nostre domande, in particolare

in relazione a situazioni contemporanee

dove si hanno nuove sfide

causate da contesti davvero troppo diversi

rispetto a quelli dei tempi biblici.

Nella mentalità moderna tutto deve

avere una spiegazione, tutto deve essere

capito. Eppure, si può spiegare

Dio in tutti i punti?

E' indispensabile e anche estremamente

in linea con i nostri spiriti postmoderni

riscoprire una parte del mistero

nella rivelazione biblica. Le storie

della Bibbia, e anche i testi più poetici

o teologici, ci offrono delle piste di risposta,

ci aprono una strada verso il

Signore, ma non Lo rinchiudono nelle

parole o nei concetti.

Se Dio si rivela attraverso la Bibbia, è

bello e utile cercare sempre di comprenderlo

al meglio, di discernere

i principi emanati dalla sua volontà

ma anche di accettare che supererà

sempre la nostra più totale comprensione

proprio perché è Dio.

continua p10

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Le profezie di Nahum e Sofonia riguardanti

la distruzione di Ninive

All'inizio dell'IX secolo a.C.

fino alla fine dell'VII secolo a.C.,

l'impero assiro ha dominato l'antico

Medio Oriente. Durante questo lungo

periodo, l'Assiria era conosciuta

come la nazione più implacabile e

crudele del mondo. Il regno di Israele,

di cui Samaria era la capitale,

è stato distrutto dall'Assiria nel 722

a.C. Successivamente gli assiri hanno

cercato di conquistare anche il

regno di Giuda, la cui capitale era

Gerusalemme. 2

Conoscendo l'importanza dell'Assiria

sul piano internazionale e il suo

ruolo oppressore di fronte al popolo

di Dio, è normale che i profeti giudei

avessero parecchie cose da dire riguardo

il suo avvenire. E, in effetti,

il profeta Nahum utilizza il suo breve

libro per profetizzare la distruzione

di Ninive, la capitale dell'Assiria.

Scrive, tra l'altro: "Un distruttore

marcia contro di te; custodisci bene

la fortezza, sorveglia le strade, rafforza

le tue reni, raccogli tutte le tue

forza! [...] E' fatto! Ninive è spogliata

e portata via; le sue ancelle gemono

come colombe e si battono il petto.

[...] 'Eccomi a te', dice il Signore degli

eserciti; 'io brucerò i tuoi carri che

andranno in fumo, la spada divorerà i

tuoi leoncelli; io strapperò dal paese

la tua preda e non si udrà più la voce

dei tuoi messaggeri. [...] Tutti quelli

che ti vedranno fuggiranno lontano

da te, e diranno: Ninive è distrutta!"

(Nahum 2:1, 7, 13; 3:7).

I ricercatori sono del parere che Nahum

abbia scritto la sua opera tra il

688 e il 654 a.C. Tuttavia, la distruzione

di Ninive è avvenuta solamente

nel 612 a.C., grazie all'azione

combinata dell'armata babilonese e

di quella dei medi. Quindi Nahum ha

previsto la distruzione della capitale

del potente regno assiro decenni

prima che questa non si realizzasse

effettivamente. 3

Ma Nahum non è stato l'unico profeta

a prevedere la distruzione di

Ninive. Anche il profeta Sofonia ha

predetto una profezia contro questa

città. Ha infatti scritto: "Egli stenderà

la mano contro il settentrione

e distruggerà l'Assiria, e ridurrà Ninive

in una desolazione, in un luogo

arido come il deserto. [...] Tale sarà

la città festante, che se ne sta sicura

e dice in cuor suo: 'Io, e nessun

altro all'infuori di me!' Come mai è

diventata un deserto, un covo per le

bestie? Chiunque le passerà vicino

fischierà e agiterà la mano." (Sofonia

2:13,15). Secondo alcuni studi, il

profeta Sofonia avrebbe proclamato

questa profezia tra il 639 e il 630

a.C., ovvero almeno 18 anni prima

della distruzione effettiva della città

di Ninive.

Ciò che è interessante è che Sofonia

non ha solamente previsto la

distruzione di Ninive avvenuta nel

612 a.C., ma ha anche dichiarato

che sarebbe restata per sempre in

una desolazione assoluta. E in effetti,

dopo l’improvvisa distruzione

della capitale assira, il ricordo della

sua fama è andato perso e il suo territorio

è restato deserto. Solamente

nel 1845 l'archeologo Henry Layard

ha ritrovato i resti di Ninive. 4 Questo

aspetto della profezia di Sofonia è

molto interessante.

Anche se gli scettici cercano di argomentare,

dicendo che la profezia

di Sofonia che si legge nel suo libro

è stata fatta dopo la distruzione della

città, c’è comunque la dimostrazione

che la profezia aveva previsto

lo stato eterno di desolazione totale.

Vista l'importanza che la città aveva

all'epoca, sarebbe stato normale aspettarsi

una sua ricostruzione e una

sua nuova occupazione, così come

era avvenuto per molte altre città del

mondo antico. Invece Ninive non è

più stata abitata. Quindi la profezia

di Sofonia a proposito della distruzione

totale di Ninive è stata confermata

dalla storia. 5

Conclusione

Vediamo quindi che la Bibbia

racchiude delle vere e proprie

profezie, confermate dalla storia;

questo ci permette di sapere che

il Dio rivelato nella Bibbia è l'unico

Dio esistente e che la Bibbia è realmente

ispirata da questo Dio. Siamo

quindi nella posizione di concludere

che Dio è l'autore della Bibbia e che,

conseguentemente, questo libro

è l'espressione della Verità che da

senso alla vita dell'uomo. La natura

della Bibbia si conferma da sola.

Nel 303 d.C., l'imperatore romano

Diocleziano emise un decreto che

aveva lo scopo di sradicare la religione

cristiana dal suo impero. Uno

degli ordini derivati da questo decreto

era quello di recuperare e distruggere

tutti i testi biblici. Lo stesso

anno, gli ufficiali della provincia romana

del Nord Africa cominciarono

ad applicare questo decreto. Felice,

vescovo di Thibiuca, una città vicina

a Cartagine, ricevette l'ordine delle

autorità della sua città di consegnare

le Sacre Scritture in suo possesso.

Nonostante molti giudici fossero

disposti ad aiutare Felice, convenendo

di recuperare solamente le pergamene

usurate, il vescovo si rifiutò

di consegnare la parola di Dio nelle

mani dei suoi nemici. Rifiutò fermamente

ogni compromesso al punto

che le autorità romane del Nord

Africa finirono per spedire Felice in

Italia, affinché venisse giudicato. Al

momento del suo giudizio, Felice si

comportò allo stesso modo, rifiutando

di scendere a compromessi con

l'autorità romana e venendo così

condannato a morte. E il 30 agosto

del 303 a.C. Felice fu giustiziato.

Diede la sua vita pur di non dare la

sua Bibbia a coloro che la volevano

distruggere.

Il vescovo Felice conosceva perfettamente

il valore incalcolabile della

Bibbia. Oggi disponiamo della Bibbia

in migliaia di lingue e a prezzi

abbordabili. Concretamente, tutti

gli uomini possono quindi avere accesso

alla Parola di Dio. Eppure, la

Bibbia continua a restare ignorata e

trascurata...

Di Paulo Lima

Editore di Adventist

Review Portugal

1

Shalom M. Paul, Isaiah 40-66 (Eerdmans

Critical Commentaty), Grand Rapids, Mich. :

Wm. B. Eerdmans, 2012, pp. 229-232

2

Siegfried H. Horn, "The Divided Monarchy

: The Kingdoms of Judah and Israel",

in Hershel Shanks (ed.), Ancient Israel, rev.

ed., Washington, DC : Biblical Arqueological

Society/Prentice Hall, 1999, pp. 165-193.

3

André Parrot, Ninive et l'Ancien Testament

(Cahiers d'Archéologie Biblique n°3), Neuchâtel/Paris

: Delachaux & Niestlé, 1953,

pp. 56-64.

4

André Parrot, Ninive et l'Ancien Testament,

pp.8-19.

5

William Shea, "Amazing Biblical Prophecies

that Came to Pass", in John Ashton &

Michael Westcott, The Big Argument : Does

God Exist ?, [s.l] : Master Books, 2006,

pp. 325-329.

ESSERE COINVOLTI IN UNA STORIA

DOVE LA PAROLA DI DIO È INCARNATA

Una lettura analitica della Bibbia non

è inutile ma potrebbe aiutare ad aprire

la strada a una lettura essenziale.

Si tratta di non fermarsi a un approccio

dottrinale ma di immergersi nella

dimensione narrativa della Bibbia.

Perché sono pur sempre delle storie

che ci vengono raccontate, storie di

relazioni tra Dio e gli uomini.

Identificarsi con i personaggi biblici,

accogliere il messaggio di alcune affermazioni,

modernizzare le immagini

utilizzate dai profeti, dagli apostoli

o da Gesù stesso, tutto questo permette

di essere coinvolti nella grande

storia di cui la Bibbia si fa portavoce,

con le sue pene e le sue gioie, le sue

sconfitte e i suoi traguardi.

Nella dinamica di una parola fatta

carne (incarnata), è importante

mantenere il legame che Dio ha con

gli uomini per entrare nella storia

di Dio e lasciare che Dio entri nelle

nostre storie.

Non si tratta solamente di leggere la

Bibbia ma di far sì che la Bibbia ci legga,

ovvero che questa parola "rivelata"

continui ad agire come un "rivelatore"

di Dio, di ciò che siamo e di quello che

Dio si aspetta da noi.

La Bibbia è e resta un riferimento,

un'autorità fondamentale. Affinché lo

sia per ognuno di noi, è essenziale

continuare a leggerla, ma non deve

essere letta solamente con il nostro

cervello ma con tutto il nostro essere.

9 10


TESTIMONIANZA

TAIDA, UNA VITA DEDICATA A

GRIDARE L’AMORE DI DIO AI SORDI

Sono la figlia minore di

una famiglia composta da

3 figli, e i cui genitori sono

sordi. Ciò suscita in generale

molta ammirazione ma anche molte

domande.

Dal mio punto di vista, sono nata in

una famiglia “normale”. Quando ero

piccola, non mi rendevo conto della

differenza dei miei genitori. Ricevevo

il loro amore ed era tutto ciò di

cui avevo bisogno. I miei genitori

lavoravano, viaggiavano, avevano

degli amici e fu una coppia di amici

sordi a presentargli il messaggio

avventista quando ero una bambina.

Ci considero un po’ come una di

quelle famiglie che partono per andare

a vivere in un paese straniero

e che devono quindi imparare una

nuova lingua. I miei genitori mi insegnarono

il linguaggio dei segni

e ho dovuto imparare a parlare

oralmente. E come spesso

succede in queste famiglie

di immigrati, i bambini finiscono

per dominare meglio

dei genitori la lingua locale.

Nel mio caso, i miei genitori

non potevano parlare, dovevo

tradurre tutto nel linguaggio dei

segni.

Questo anche in occasioni buffe,

come quando ho dovuto accompagnare

mia madre dal ginecologo e

tradurre delle domande molto intime

al dottore. Ero sua figlia, vedevo

mia madre come una “santa”

e ciò mi faceva sentire molto a disagio.

Ma poi, ho reso la traduzione

più semplice possibile: “Quando vi

siete dati dei bacini l’ultima volta, tu

e papà?”. Lei mi guardava in modo

strano e non capiva. Ciò che lei non

capiva era che io non ero pronta per

questo tipo di esercizio. Accorciò la

consulta e disse che sarebbe tornata

con un’altra interprete.

Oggi posso solo riderci su, ma di momenti

così ce ne sono stati tanti ed

era molto difficile per me. Era come

sentirsi costantemente sollecitata.

Era il mio lavoro quotidiano, senza

pause. All’ora di cena, per esempio,

guardavamo le notizie e i miei

genitori mi riempivano di domande

su ciò che dicevano i giornalisti.

Volevano che gli spiegassi tutto. Io

avevo solo voglia di cenare in pace

e quindi rispondevo brevemente

“C’è la guerra”. Non ne potevo più

di essere al loro servizio a ogni ora

del giorno. Più crescevo, più queste

situazioni mi pesavano al punto da

ribellarmi e arrabbiarmi con i miei

genitori. Nutrivo della rabbia, rabbia

contro i miei genitori.

Taida Rivero

Nonostante ciò, una volta adulta,

ho deciso di specializzarmi nell’interpretazione

del linguaggio dei

segni. Durante i miei corsi, ho dovuto

studiare il comportamento delle

persone sorde e la loro psicologia.

Fu lì che compresi alcune delle loro

abitudini, e soprattutto perché facevano

tante domande.

Fu una rivelazione. Ciò che prima

era un peso, divenne allora ammirazione.

Il mio comportamento verso

i miei genitori cambiò completamente.

La nostra relazione divenne

più intensa, più ricca, più intima.

Passavamo più tempo insieme.

La felicità della famiglia era finalmente

stata ritrovata.

Ma, sfortunatamente, non durò molto.

Durante quel periodo, fu diagnosticato

un tumore a mia madre. È già

di per sé una prova, moltiplicata nel

suo caso, visto che dovette subire

un’operazione d’urgenza e la guarigione

non fu facile. Si presentarono

delle complicazioni e il medico

annunciò che avrebbe dovuto amputare

le mani di mia madre. Una

notizia drammatica per una persona

sorda, poiché le mani sono il mezzo

di comunicazione, il suo punto di entrata

verso il mondo esterno. Il suo

mondo stava crollando. E anche il

nostro.

Per coronare il tutto, il medico mi

chiese di tradurre la notizia a mio

padre. Non mi sentivo capace. Io

stessa ero in sotto shock, come

potevo annunciare una cosa

del genere a mio padre con

tutta la serenità e la fiducia

che avrebbe dovuto trasmettergli

un dottore? Non volevo

avere questa responsabilità.

Ma guardando mia madre, i miei

sentimenti cambiarono, mi calmai

e decisi che sarei stata io ad annunciare

la notizia a mio padre. Cosa

che feci.

Questa prova fu un’esperienza orribile

ma primordiale per me. Grazie a

ciò, ho capito che non volevo essere

una semplice interprete del linguaggio

dei segni. Mi resi conto della

mia natura umana che può a volte

rivelarsi fragile e instabile per le situazioni

della vita. Capii che volevo

essere interprete per la chiesa, così

avrei annunciato solo buone notizie:

L’amore e il ritorno di Gesù.

Poi, arrivò il decesso di mia madre.

Inevitabile. Un’altra svolta. Durante

la malattia, pensavo che la sua malattia

sarebbe servita per glorificare

Dio quando Lui l’avrebbe guarita.

Ma non la guarì. Mentre il pastore

faceva la preghiera funebre, pregavo

con tutte le mie forze che Dio

toccasse il cuore delle persone presenti,

affinché la morte di mia madre

non fosse stata invano. Durante la

cerimonia, mi resi conto che la chiesa

aveva poche, pochissime azioni

verso questa popolazione sorda.

Chiesi a Dio “Chi evangelizzerà tutte

queste persone?”.

Allora, con mio marito, ci siamo lanciati

nella creazione di materiale per

le persone sorde. Abbiamo cominciato

a fare dei video, a presentare

delle informazioni nel linguaggio dei

segni e degli atelier nelle chiese per

sensibilizzare i membri all’evangelizzazione

dei sordi. Il nostro lavoro arrivò

fino alla Divisione e alla Conferenza

Generale. Le cose iniziarono a

muoversi poco a poco

all’interno della chiesa.

Dei membri che

non trovavano il

loro posto nella

chiesa, trovarono

il senso

della missione

attraverso

questo

minist

e r o .

Allo stesso

modo, delle

persone sorde

hanno trovato

il loro posto

nella casa del loro

Padre, vicino i loro

fratelli e sorelle. La

maggior parte non ne se ne rende

conto, ma esiste una gran parte di

popolazione sorde che ha fame della

Parola di Dio.

Un giorno, visitando una chiesa, la

diaconessa mi riconobbe e mi presentò

da lontano un signore sordomuto

che andava ogni tanto in

chiesa. Mi avvisò che era un po’

maleducato. Incuriosita, mi avvicinai

e proposi di tradurgli ciò che dice-

va il pastore. Mi fisso e sorpreso mi

disse “è da tantissimo tempo che

chiedo a Dio di inviare qualcuno

che possa tradurre per me”. Quel

signore andava in chiesa solo per la

fede, nell’incapacità di comprendere

ciò che veniva detto. Da anni, rispondeva

semplicemente all’appello

di Dio di andare in chiesa. Nessuno

si era mai veramente avvicinato a lui.

Veniva considerato maleducato perché

quando lo salutavano alla porta

della chiesa, lui non ricambiava il

saluto. Un esempio che descrive la

mancanza di informazioni e di attenzione

verso queste persone.

Per me, questo ministero è diventato

la “mia vita”. Il cammino per arrivare

fino qua è stato lungo, a volte complicato,

fatto di incontri e di addii.

Ma sento che anche io ho trovato il

mio posto. Sono stata nominata responsabile

del ministero

in favore dei sordi

presso l’Unione

avventista spagnola.

Mi sento

molto utile.

Sono veramente

felice di

vedere

delle

vite trasformate,

di vedere

delle persone

sorde a

cui non piaceva

andare in chiesa

perché non

era adattata a loro,

adorarla improvvisamente.

Vedere persone che sentono

comunicare con dei sordi grazie alla

formazione nel linguaggio dei segni.

È inesplicabile. Bisogna viverlo per

capirlo! Per me, è il ministero della

chiesa più bello!

PER RISPONDERE ALL’ARTICOLO

contact@adventistemagazine.com

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General Conference

Adventist Deaf Ministries

International

WWW.ADVENTISTDEAF.ORG

In Svizzera

Valérie Lefebvre

secretariat@adventiste.ch

WWW.ADVENTISTE.CH

17 juin 2017

Journée sur le thème de

LA SANTÉ PHYSIQUE

PLa Plage de La Lignière, Gland

b

Français, langue des signes,

autre langue sur demande

2 rencontres

EQUILIBRER

LE BIEN-ÊTRE INDIVIDUEL

POUR MIEUX VIVRE

AVEC SOI ET LES AUTRES

dans toutes

nos différences

AAA

Aveugles, sourds, entendants

8-10 septembre 2017

i secretariat@adventiste.ch www.adventiste.ch

FÉDÉRATION ADVENTISTE DE LA SUISSE ROMANDE ET DU TESSIN

Week-end sur le thème de

LA SANTÉ MENTALE ET

SPIRITUELLE

P

Le chalet des Bosquets, les Diablerets

b

Anglais, français, langue des

signes, autre langue sur demande

11 12


NUOVO

A PRESTO

Omaggio a Madeleine Cavin

di Gilbert Dewinter

Madeleine è nata il 24 novembre

1924 a Neuveville.

La sua vita è stata marcata

da cinque principale centri

di interesse : la segreteria,

la musica, la cura dei malati,

l’amore come sposa e

mamma, e la sua fede in

Dio.

La sua formazione professionale

comincia con

l’apprendimento del tedesco,

seguito dal conseguimento

del certificato

di segretaria stenodattilografa.

Queste formazione

le saranno di grande utilità

durante la sua vita professionale

o nelle attività della

sua chiesa.

A Madeleine piace tantissimo

la musica. Suona

l’organo della sua chiesa e

prende anche l’iniziativa di

formare un coro. Ciò significa

che a casa sua c’erano

sempre molti strumenti,

perché non bisognava perdere

l’allenamento.

Il terzo centro di interesse

gira attorno all’amore per

il prossimo e in modo particolare

i malati. Inoltre, in

questo campo, la sua prima

formazione fu in casa

prendendosi cura della

madre cieca. Successiva-

mente lavora con due medici,

in un ospedale e nella

casa di riposo di Flon, a

Oron-la-ville.

Il quarto centro di interesse

è la sua famiglia. Nel

1959 sposa Alfred Fahrer.

Da quest’unione nascono

tre figli: Alain, René e Roland.

Madeleine gli voleva

tanto bene. Era molto

unita ai suoi figli e a suo

marito. È anche vero che

è stata una sposa devota

per il suo secondo marito,

Aimé Cavin, che sposa nel

1988. Madeleine sostiene

virtuosamente suo marito

nei compiti pastorali, in

particolare nell’organizzazione

degli incontri per le

persone sole, Philosda. Fu

anche responsabile del dipartimento

della terza età

della Federazione.

Il quinto centro di interesse,

e non il meno importante,

è la sua fede

sincera e profonda nel

suo Signore Gesù Cristo.

Madeleine vive una fede

pratica. La sua teologia è

quella dell’amore. È questa

fiducia in Dio che l’ha

sostenuta nei momenti

difficili, e in particolare

durante gli ultimi mesi in

cui ha lottato per la vita,

rimettendosi tutti i giorni

nelle mani di Dio.

Madeleine, hai fatto tue le

parole di Gesù “Il vostro

cuore non sia turbato..”. Ti

sei addormentata afferrandoti

alla Sua promessa “Io

vado a preparavi un posto.

Ritornerò e vi porterò con

me”. A presto, Madeleine!

un gioco cristiano

gratuito

per smartphone

e tablet

ALLA RICERCA DI GESÙ

The

Journey

AYC 2017

22 JUILLET - 06 AOÛT

VALENCE | ESPAGNE

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Sviluppato da Kupina

in collaborazione con HopeMedia Espagne et la FSRT

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Maestro e

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13

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