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na minestrina fatta col dado con capelli d - The North Face ...

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vademecum<br />

alimentazione post-trail<br />

TRAIL RUNNING WEBZINE<br />

cro<strong>na</strong>che<br />

Gran Trail Valdigne<br />

Tours de Glaciers de la Vanoise<br />

Merrel skyrace<br />

Ultra Trail del Gran Sasso<br />

Ecomarato<strong>na</strong> del Ventasso<br />

N° 5 - AGOSTO 2008 SPIRITOTRAIL<br />

materiali<br />

scarpe Asics Trabucco<br />

itinerario trail<br />

i dintorni di Brescia<br />

interviste<br />

SCILLA+GHEZZI<br />

preview gare<br />

Ecomarato<strong>na</strong> dei Cimbri<br />

Ultra Trail du Mont Blanc<br />

Porte di Pietra<br />

notizie flash<br />

calendario 2008<br />

<strong>con</strong>corso fotografico<br />

Vox Forum<br />

IO NON GETTO I MIEI RIFIUTI!<br />

attualità<br />

MP3 o suoni della <strong>na</strong>tura?


FOTO di COPERTINA: ULTRATRAIL GRANSASSO 2008<br />

© Marco Bummi<br />

REDAZIONE<br />

Simone Brogioni, Matteo Grassi, Gualtiero Linetti,<br />

Stefano Michelet, Cristi<strong>na</strong> Murgia, Maurizio Scilla,<br />

Leo<strong>na</strong>rdo Soresi, Francesco Zanchetta.<br />

HANNO COLLABORATO<br />

Andrea Olivi, Alessio Parauda, Trail Running<br />

Brescia, Marco Bummi, gli Orsi, Gabriele<br />

Bortolotto, Gianni De Polo, Tommaso Bisagno,<br />

Enrico Pollini; Roberto Ciccotelli, Marco Vendramel<br />

I vostri <strong>con</strong>tributi saranno molto graditi.<br />

Scriveteci a: redazione@spiritotrail.it<br />

Siamo fi<strong>na</strong>lmente arrivati al<br />

tanto atteso agosto, il mese<br />

che per i più è sinonimo di ferie.<br />

Seppellito provvisoriamente il lavoro <strong>con</strong><br />

paletta e secchiello, fi<strong>na</strong>lmente possiamo<br />

dedicare più tempo agli alle<strong>na</strong>menti,<br />

partecipare a gare in luoghi meravigliosi<br />

abbi<strong>na</strong>ndole magari a pic<strong>col</strong>e vacanze, e in<br />

ogni caso vivere <strong>con</strong> maggiore tranquillità.<br />

Insomma, possiamo permetterci il lusso di<br />

stare in un pic<strong>col</strong>o paradiso temporale,<br />

correre in gara o alle<strong>na</strong>mento attraverso<br />

immagini che ci porteremo appresso per<br />

sempre.<br />

L’invito che voglio farvi va in senso<br />

apparentemente <strong>con</strong>trario: vi invito a<br />

fermarvi...<br />

Tranquilli, non vi chiedo di rinunciare alle corse, anche perché so già che non lo fareste,<br />

ma vi invito a fermarvi per <strong>con</strong>oscere, capire, amare. Non so se capita anche a voi, ma a<br />

volte correndo ho l’impressione di stare semplicemente a guardarli, i posti che attraverso,<br />

e le immagini che catturo e porto <strong>con</strong> me somigliano a cartoline che veloci mi scorrono<br />

davanti, piuttosto che “vita vissuta”. La sensazione è quella di <strong>con</strong>tinuare anche correndo<br />

<strong>con</strong> la frenesia del lavoro, sempre più veloci senza un attimo di sosta. Ecco allora l’invito<br />

a fermarci, per avere il tempo di far rallentare la vita, farla durare più a lungo, <strong>con</strong>oscere<br />

il mondo che stiamo attraversando. E magari rendersi <strong>con</strong>to che la macchia <strong>col</strong>orata<br />

sulla roccia che stiamo per calpestare non è dello sporco incancrenito dal tempo, ma<br />

sono licheni, le prime forme di vita comparse sulla terraferma. Mentre passiamo in mezzo<br />

alle erbe non ac<strong>con</strong>tentiamoci di distinguere fra erbe buone e non buone o, se preferite,<br />

“ortiche <strong>con</strong>tro il resto del mondo”, ma magari impariamo ad apprezzare l’eleganza<br />

primordiale delle felci, le edere, ri<strong>con</strong>oscere e cogliere al volo u<strong>na</strong> rossa corniola, o ad<br />

estasiarsi davanti alle gialle cascate del maggiociondolo.<br />

Tutti noi sappiamo ri<strong>con</strong>oscere i rovi, questione di sopravvivenza, ma sarebbe<br />

bello anche apprezzare al volo la buo<strong>na</strong> salute dell’abete bianco, testimone<br />

dell’equilibrio ambientale, o la forza segreta dei rami del carpino oppure l’energia<br />

antica dell’olivo, inquieto come un quadro di Van Gogh. In fondo, uno Stradivari<br />

è solo un insieme di pezzi di legno e Stonehenge u<strong>na</strong> qualche deci<strong>na</strong> di sassi messi a<br />

cir<strong>col</strong>o. Ma quali emozioni e suggestioni trasportano attraverso il lavoro dell’uomo,<br />

quale immenso patrimonio di <strong>con</strong>oscenza e sensibilità ci possono trasmettere...<br />

Quando correndo attraversiamo ambienti <strong>na</strong>turali in<strong>con</strong>tami<strong>na</strong>ti, o paesi e borgate, masi<br />

e rovine, abbiamo spesso l’impressione di tuffarci nel passato, spogliarci di tutti gli orpelli<br />

del vivere moderno e sfiorare le nostre origini, <strong>na</strong>turali e culturali; la nostra essenza più pura.<br />

Gran parte del fascino della corsa in <strong>na</strong>tura sta proprio in questo, nel viaggio in noi<br />

stessi e nel mondo, ma il viaggio sarà più gratificante e profondo se accompag<strong>na</strong>to<br />

dalla <strong>con</strong>sapevolezza che solo la <strong>con</strong>oscenza ci può dare. Facciamo allora dei viaggi<br />

intelligenti e impariamo ad apprezzare i posti e le culture che andiamo a visitare, e se<br />

restiamo a casa fingiamo di essere in viaggio lo stesso. Procuriamoci dei libri e impariamo<br />

a <strong>con</strong>oscere e ri<strong>con</strong>oscere le piante, gli animali, i luoghi, la cultura, la storia e le storie, le<br />

persone. Fermiamoci, e prendiamoci tutto il tempo necessario per leggere e capire, visitare<br />

luoghi e musei, parlare <strong>con</strong> gli anziani del posto che saranno entusiasti nel rac<strong>con</strong>tarci<br />

le storie dei paesi, le vicende e le abitudini che hanno fatto la loro vita, la nostra vita.<br />

Mano a mano che aggiungeremo nuovi gioielli al nostro bagaglio ci accorgeremo che<br />

ci sono tante altre cose da scoprire, e che non stiamo imparando cose inutili: stiamo<br />

imparando a <strong>con</strong>oscere noi stessi.<br />

C’è chi ha notato che la differenza fra noi, persone del duemila, e l’uomo di<br />

diecimila anni fa, sta solo nella cultura, perché geneticamente siamo identici.<br />

“Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”<br />

Così un giorno un poeta, a proposito di un “trailer” del passato...<br />

Francesco >checo< Zanchetta


CRONACHE...<br />

VALDIGNE 2008<br />

foto © Lanzeni Courmayeur<br />

TEMPO MASSIMO: POCO PIÙ<br />

DI UN GIORNO PER COMPIERE<br />

UN MERAVIGLIOSO ANELLO<br />

DI 87 KM E BEN 5100 METRI<br />

DI DISLIVELLO POSITIVO NEL<br />

COMPRENSORIO DEL MONTE<br />

BIANCO, UNO DEI CONTESTI<br />

MONTANI PIÙ AFFASCINANTI<br />

D’EUROPA. PARTENZA E<br />

ARRIVO DA COURMAYEUR,<br />

UN PERCORSO A DIR<br />

POCO IMPEGNATIVO CHE<br />

AFFRONTA QUATTRO DURE<br />

SALITE CON SCOLLINAMENTI<br />

IN ALTA QUOTA E CHE<br />

ARRIVA ADDIRITTURA A<br />

SFIORARE QUOTA 2.700 METRI.<br />

BEN 600 GLI ATLETI ISCRITTI AI<br />

DUE PERCORSI (87 E 45 KM), E<br />

QUASI 500 QUELLI CHE HANNO<br />

REGOLARMENTE TAGLIATO<br />

IL TRAGUARDO. NUMERI DA<br />

CAPOGIRO QUINDI, PER UNA<br />

MANIFESTAZIONE CHE ALLA<br />

SUA SECONDA EDIZIONE È<br />

GIÀ DIVENTATA UN VERO<br />

E PROPRIO “MUST” NEL<br />

CALENDARIO DEI TRAIL ALPINI.<br />

COMPLIMENTI ALLORA AGLI<br />

ORGANIZZATORI, NON SOLO<br />

PER I RISULTATI, MA ANCHE PER<br />

I PRINCIPI PROMOSSI (NIENTE<br />

PREMI IN DENARO, RISPETTO<br />

PER LA NATURA E PER LE<br />

PERSONE) E PER L’APPOGGIO<br />

ALLE AZIONI UMANITARIE.<br />

MA… NON DILUNGHIAMOCI<br />

OLTRE E LASCIAMO LA<br />

PAROLA A CHI QUESTA<br />

CORSA L’HA AFFRONTATA<br />

DI PERSONA, SUDANDO E<br />

SBUFFANDO, TREMANDO<br />

SOTTO LA PIOGGIA E NEL<br />

BUIO DELLA NOTTE. ECCO LE<br />

IMPRESSIONI E LE EMOZIONI<br />

VISSUTE DURANTE QUESTO<br />

GRAN TRAIL VALDIGNE.<br />

VALDIGNE 2008<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 3


SEMPLICEMENTE ATLETI<br />

Testo di Enrico >pollo< Pollini<br />

Gran Trail Valdigne, per me il<br />

primo su u<strong>na</strong> distanza così<br />

lunga e <strong>con</strong> un dislivello così<br />

importante. Tempo all’inizio<br />

inclemente, partenza sotto u<strong>na</strong><br />

pioggerella fine ed insistente, ma <strong>con</strong><br />

tutta Courmayeur ad assistere alla<br />

sfilata per la via principale del centro<br />

e ad incoraggiarci <strong>con</strong> applausi e<br />

campa<strong>na</strong>cci. Prima salita al Colle<br />

Li<strong>con</strong>y, la pioggetta va e viene, il<br />

Monte Bianco <strong>na</strong>scosto dalle nuvole;<br />

forse <strong>con</strong> il sole sarebbe più bello ma<br />

certamente anche più faticoso Si<br />

s<strong>col</strong>li<strong>na</strong> dopo circa due ore, il<br />

Mudanda sputacchiando mi passa<br />

via poco sotto mentre stringo i lacci<br />

delle scarpe; il tempo è migliorato e<br />

lo spetta<strong>col</strong>o dall’altra parte del<br />

<strong>col</strong>le, <strong>con</strong> i ghiacciai in lonta<strong>na</strong>nza e<br />

il lago sotto, è mozzafiato. Giù a<br />

scapi<strong>col</strong>lo in Val Li<strong>con</strong>y e poi traverso<br />

su carrareccia in costa, a tratti<br />

corribile, fino al primo ristoro di<br />

Pla<strong>na</strong>val, dove capiamo cosa vuol<br />

dire accoglienza e organizzazione. Il<br />

cielo ora si è aperto e il sole appare<br />

sulla se<strong>con</strong>da salita prima al Colle e<br />

poi alla Punta Fetita. In basso si<br />

procede bene, in quota <strong>con</strong> qualche<br />

diffi<strong>col</strong>tà... ma l’ambiente è<br />

impagabile, qui tutto è “grande”: le<br />

montagne, i boschi, i torrenti, il rumore<br />

dell’acqua che ci accompag<strong>na</strong> un<br />

po’ dappertutto, hanno u<strong>na</strong><br />

dimensione diversa dalle mie<br />

montagne orientali. Dalla Cima del<br />

Fetita grande <strong>col</strong>po d’occhio,<br />

Titanciano e Kapobecero se lo<br />

godono seduti sgranocchiando semi,<br />

io procedo lentamente sulla discesa<br />

sassosa senza forzare sulle ginocchia.<br />

Siamo intorno al trentesimo e la fatica<br />

comincia a dar segno di sé; in u<strong>na</strong><br />

normale marato<strong>na</strong> sarebbe il<br />

momento di stringere i denti pensando<br />

al traguardo, qui no, c’è ancora<br />

l’eternità davanti, e allora lascio<br />

passare i più veloci e mi guardo<br />

attorno... fino a quando dalla cresta<br />

ci si infila nel bosco, su un morbido<br />

fondo di aghi di pino, e da dietro<br />

sopraggiungono Dario e Krom che<br />

vanno pianino anche loro. U<strong>na</strong><br />

chiacchiera tira l’altra, forse il ritmo<br />

aumenta anche un po’... e giù fino al<br />

magico borgo di Charvaz, punto<br />

acqua, <strong>con</strong> i bambini che suo<strong>na</strong>no le<br />

campane della cappella per incitare<br />

i corridori, e applausi e “bravi” da<br />

tutti, e giù ancora verso La Salle, altro<br />

punto acqua all’interno di un borgo<br />

di sasso, altra gente che applaude...<br />

e avanti a mezza costa in falsopiano,<br />

si cammi<strong>na</strong>, si prova a correre, ma<br />

siamo solo a mille metri qui, ovvio che<br />

si può correre, dai, e chi si ricorda che<br />

siamo al quarantesimo, che la<br />

marato<strong>na</strong> sarebbe finita qui <strong>col</strong><br />

fiatone e le gambe a pezzi, e invece<br />

nonostante i dolorini strutturali tutto<br />

ancora gira. Nel frattempo su in alto si<br />

scurisce il cielo e si sente qualche<br />

tuono. Morgex, sei del pomeriggio,<br />

primo vero ristoro da trail, seduti a<br />

tavola <strong>con</strong> un piatto di pasta, un<br />

quarto d’ora di tregua e nel frattempo<br />

ricomincia a piovere... si riparte, un<br />

tremito di freddo, ma sento che la<br />

sosta mi ha fatto bene e corro per<br />

scaldarmi, è incredibile, siamo al<br />

quarantaquattresimo e le gambe<br />

anche se un po’ indolenzite dopo<br />

poco girano bene, il respiro ha il suo<br />

ritmo sotto la giusta pressione,<br />

comincio ad intuire che potrebbe<br />

andare avanti così all’infinito. Nel<br />

frattempo si scate<strong>na</strong> il diluvio<br />

universale, fortu<strong>na</strong>tamente siamo in<br />

basso e sotto il bosco, ma i primi in<br />

alto? Sotto il diluvio transitiamo alle<br />

sette a Pre St. Didier e cominciamo la<br />

salita all’Arpy, cammi<strong>na</strong>ndo su<br />

sentiero fangoso prima e<br />

corricchiando su carrareccia poi. Il<br />

ritmo è buono, spingo ancora bene e<br />

recupero qualche posizione. Ristoro<br />

di Arpy, il primo al chiuso, come al<br />

solito ogni ben di Dio a disposizione,<br />

sboc<strong>con</strong>cello qua e là, indeciso se<br />

cambiarmi e vestirmi asciutto e più<br />

pesante o se <strong>con</strong>tinuare così. Alla fine<br />

dopo poco mollo tutto e riparto<br />

subito, perché il passo era buono e<br />

mi sento in forma, e dai che è ancora<br />

chiaro e forse si riesce ad arrivare al<br />

Colle Croce senza frontale. Altro<br />

brivido di freddo alla partenza, tengo<br />

duro, dopo poco correndo passa,<br />

poi la strada si fa più ripida e si tor<strong>na</strong><br />

a cammi<strong>na</strong>re, fino al lago di Arpy,<br />

verde brillante nell’ultima luce del<br />

giorno argentata dalle nuvole... e<br />

ancora su, il Colle Croce che non<br />

arriva mai, il buio sta scendendo e<br />

solo l’occhio abituato alla<br />

semioscurità mi <strong>con</strong>sente di vedere il<br />

sentiero, piano piano il mondo si<br />

chiude su me stesso, gli equilibri e le<br />

sensazioni cambiano... poi fi<strong>na</strong>lmente<br />

il rumore di un generatore, qualche<br />

raffica di vento, ma allora ci siamo,<br />

s<strong>col</strong>lino alle dieci di sera, La Thuile<br />

sotto sembra ad un passo, sarebbe<br />

ora di tirare fuori la luce ma fa troppo<br />

freddo, meglio un po’ più in basso<br />

dove c’è meno vento... e mi ritrovo<br />

solo, nel mio bozzolo di fredda luce a<br />

led, <strong>con</strong> l’intorno che improvvisamente<br />

si è spento, costretto a ripartire subito<br />

per non ghiacciarmi, solo in<br />

lonta<strong>na</strong>nza il rumore di un torrente e<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 4


qualche goccia di pioggia in faccia.<br />

Riprendo il ritmo, raggiunto da un<br />

altro <strong>con</strong>corrente, chiedo se vuole<br />

passare, mi dice: “No il tuo ritmo mi<br />

va bene” e andiamo avanti, in silenzio<br />

dopo un paio di chiacchiere.<br />

Abbiamo passato il sessantesimo<br />

chilometro e le dodici ore di corsa,<br />

non sono mai stato così a lungo sulle<br />

gambe e ragionevolmente sarebbe<br />

ora di fermarsi <strong>con</strong> le rotule in fiamme,<br />

eppure qualcosa mi<br />

spinge avanti, sarà la<br />

simbiosi <strong>con</strong> il<br />

compagno che sta<br />

dietro, il silenzio rotto<br />

solo dal rumore ritmato<br />

dei passi e dei<br />

bastoncini, il mondo<br />

che si è ristretto alla<br />

dimensione dell’alone<br />

delle frontali, il sudore<br />

che tor<strong>na</strong> a sentirsi sulle<br />

tempie perché in basso<br />

è più caldo... e le luci<br />

di La Thuile a portata di<br />

mano, ingan<strong>na</strong>trici<br />

perchè manca ancora<br />

un po’, sentiero nel<br />

bosco, poi strada<br />

poderale, poi ancora<br />

sentiero e infine<br />

l’asfalto; ci siamo, sono<br />

le undici, la discesa è<br />

stata veloce e a questo<br />

punto si può cominciare anche a<br />

fare due <strong>con</strong>ti sul tempo fi<strong>na</strong>le. Ristoro<br />

di La Thuile, entro alle undici e dieci,<br />

mi do venti minuti di tempo, mi tolgo<br />

le cose bag<strong>na</strong>te di dosso, <strong>capelli</strong><br />

d’angelo in brodo, che se me li<br />

propone mia moglie glieli tiro in<br />

faccia: sono buonissimi e caldi; u<strong>na</strong><br />

ba<strong>na</strong><strong>na</strong>, formaggio, pane, u<strong>na</strong><br />

maglia più pesante e asciutta, giacca<br />

a vento, frontale. Il tempo è scaduto,<br />

ancora u<strong>na</strong> coca-<strong>col</strong>a e mezza<br />

arancia e via si parte. La Thuile alle<br />

undici e mezza deserta, ancora u<strong>na</strong><br />

fine pioggerelli<strong>na</strong>, i rari passanti ti<br />

di<strong>con</strong>o “bravo”, ancora quel brivido<br />

di freddo, i primi passi di corsa<br />

sull’asfalto in leggera discesa, le<br />

gambe che piano piano ricominciano<br />

a girare, e poi il sentiero fuori dal<br />

paese. Di nuovo buio, salite a strappi<br />

alter<strong>na</strong>te a falsopiano, passo e<br />

corsetta e bozzolo di luce e rumore<br />

forte di torrente... poi è strada<br />

asfaltata non ripida e il ritmo si fa<br />

regolare, quasi ipnotico, efficiente,<br />

veloce, quattro passi, u<strong>na</strong> spinta di<br />

bastoni, un ciclo respiratorio, tre soli<br />

rumori nella testa e il sottofondo del<br />

torrente, l’energia c’è ancora tutta e<br />

piano piano i dolorini da fatica<br />

scompaiono. Raggiungo un<br />

gruppetto e tiro dritto, qualcuno ne<br />

approfitta e si mette a ruota, qualche<br />

taglio su sentiero, leggeri cambi di<br />

ritmo, ancora asfalto, poi carrareccia<br />

bianca, la pioggia si fa più intensa,<br />

dietro u<strong>na</strong> curva Youlaz, l’ultimo<br />

punto acqua, un the caldo, u<strong>na</strong><br />

coca, carico mezzo idrozaino, due<br />

parole <strong>con</strong> i volontari e via, solo nella<br />

notte. Più avanti l’alone delle frontali<br />

del gruppetto che è partito prima di<br />

me, dietro a qualche centi<strong>na</strong>io di<br />

metri altri due, ma nel buio e nel<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 5


umore dei miei passi sono solo, di<br />

nuovo quello stato quasi ipnotico che<br />

potrebbe durare all’infinito; però<br />

ormai siamo in quota, il ritmo rallenta<br />

un po’, fa freddo e piove forte, in alto<br />

la luce sul <strong>col</strong>le. Tengo duro per un<br />

po’, pensando di tirare fuori guanti e<br />

berretto dopo aver s<strong>col</strong>li<strong>na</strong>to, ma il<br />

vento e la pioggia sono troppo forti,<br />

le mani gelate e quindi poco sotto il<br />

<strong>col</strong>le sosta, rompere il ritmo, ripartire a<br />

fatica, <strong>con</strong> il passo che non ne vuole<br />

sapere di tor<strong>na</strong>re a girare, forse<br />

anche perché siamo così in alto, per<br />

fortu<strong>na</strong> ci siamo quasi. Dopo poco un<br />

volontario imbaccuccato mi porge<br />

mezza tazza di the, i cinquemilacento<br />

sono finiti e anche se mancano<br />

ancora dieci chilometri; è un po’<br />

come essere arrivati, le due e cinque,<br />

posso farcela entro le diciotto ore e<br />

arrivare prima delle quattro. Avanti<br />

giù, i primi tor<strong>na</strong>ntini su sentiero prima<br />

sassoso e poi su erba e fango, mani<br />

ghiacciate, pioggia battente e vento<br />

freddo, bastoncini puntati... a fatica<br />

accenno ad u<strong>na</strong> corsetta, è più un<br />

passo saltellato su sentiero tecnico<br />

che è diventato un torrentello di<br />

fango, passi scivolati, passi affondati,<br />

un altro <strong>con</strong>corrente dietro che non<br />

vuole passare e si affida al mio ritmo,<br />

sono circa tre chilometri così,<br />

perdendo un bel po’ di quota ma<br />

facendo poca strada. E poi alle due<br />

e quaranta la strada poderale, il<br />

pompiere al <strong>con</strong>trollo che ti dice che<br />

<strong>con</strong> la luce sono tre quarti d’ora, ma<br />

<strong>con</strong> il buio chissà, qui se vogliamo<br />

farcela bisog<strong>na</strong> correre, il compagno<br />

di prima se n’è già andato... e allora<br />

<strong>con</strong> ottanta chilometri nelle gambe<br />

uno non sa quanta energia può<br />

avere ancora dentro, e piano piano i<br />

passi cominciano a girare sempre più<br />

veloci, le ginocchia non le senti più, i<br />

sassi sotto le suole nemmeno, il trottino<br />

si fa efficace, l’aria tor<strong>na</strong> a suo<strong>na</strong>rti<br />

nelle orecchie, fa già meno freddo,<br />

senti di nuovo il sudore dentro la<br />

giacca. Le luci di Dolonne tra gli<br />

alberi, gli ultimi due chilometri di<br />

sentiero nel bosco, ancora qualche<br />

passaggio scivoloso di fango, le<br />

scarpe ormai zuppe, un alone di<br />

frontale poco avanti, piano piano<br />

sempre più vicino, uno più lento di<br />

me in discesa, lo passo, siamo in gara<br />

o no? E quando manca circa un<br />

chilometro, quando già sento i<br />

“bravo!” per quelli che stanno<br />

tagliando il traguardo, solo adesso mi<br />

rendo <strong>con</strong>to di desiderare che sia<br />

finita, fino a prima non ci avevo mai<br />

pensato. Fi<strong>na</strong>lmente il ponte, l’asfalto,<br />

il traguardo in fondo alla strada, gli<br />

applausi, le braccia alzate, un dito al<br />

cielo, u<strong>na</strong> lacrimuccia... diciassette<br />

ore e cinquanta, e adesso... u<strong>na</strong><br />

birra!<br />

CHE VE LO DICO A FARE...<br />

Testo di Roberto Ciccotelli<br />

risale affannoso sempre più in alto. British Basetta); ho perso nella calca<br />

Uno dei miei film preferiti<br />

recita: “Che te lo dico a<br />

fare Donnie…”. Che ve lo<br />

Sono egoista, lo ammetto, ma avrei<br />

voluto <strong>con</strong> un <strong>col</strong>po di tosse far sparire<br />

tutti, o quantomeno farli smettere<br />

di chiacchierare, di rac<strong>con</strong>tare, di<br />

della partenza i primi, mentre M.B.B.<br />

è partito a razzo sulla prima salita.<br />

Inizio fi<strong>na</strong>lmente a “correre” e le<br />

gambe vanno, incredibile ma le<br />

dico a fare, appunto… Il Gran Trail vantare e denigrare. Vorrei che... ed gambe vanno, ovviamente vanno<br />

Valdigne, sono le 9.55 e la piazza ecco, d’improvviso incanto, il voler per quello che mi possono dare,<br />

di Courmayeur ribolle di vita. Tanta desiderare mi porta alla prima cima, generose come sempre, le ringrazio,<br />

la <strong>con</strong>fusione, forse troppa, allora s<strong>col</strong>lino e il premio è un lago alpino le accarezzo e non ci penso più.<br />

comincio ad escludere l’uma<strong>na</strong> follia, di Tolkenia<strong>na</strong> memoria. Torno in me e Passo Pla<strong>na</strong>val e salgo a Testa Fetita<br />

comincio <strong>con</strong> le voci, poi abbasso la m’accorgo di essere vicino all’amico <strong>con</strong> i<strong>na</strong>spettata freschezza.<br />

testa e passo agli sguardi, per ultimo Gherard, tedesco di ferro dall’occhio<br />

lascio i problemi, le preoccupazioni in<strong>con</strong>fondibile; non ci capiamo a La comunione inizia a portarsi via<br />

e gli amori d’un tempo. Sono qui parole ma a vocali in eterno loop, i primi sensi, vacilla la percezione<br />

per stare <strong>con</strong> me, devo cercare di a gesti. Fi<strong>na</strong>lmente, penso, u<strong>na</strong> del tempo, vacillano le <strong>con</strong>vinzioni<br />

respirare, in profondità, lentamente comunicazione ANIMAlista: poche e la sociale educazione, il pelo si<br />

ed inesorabilmente, respirare… parole e pochi fraintendimenti. C’è drizza e dentro monta a schiuma un<br />

respirare… Perso che m’ero perso tempo per delle foto, io, lui e le nostre calore fetale, d’ancestrale profumo<br />

m’è parso che siam partiti, in alto, mani sudate. Un flash mi fa pensare evolutivo. Penso a Robychao, l’ho<br />

verso Colle Li<strong>con</strong>i. Lungo serpentone ai miei compagni di viaggio: Leo e cercata <strong>con</strong> lo sguardo in salita<br />

che alla montag<strong>na</strong> s’attorciglia, signora Niki, Ste e Mark M.B.B. (Magic e tanto m’ha dato il suo capir<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 6


monta<strong>na</strong>ro, spero stia bene, ma<br />

ormai ho capito che ha la testa<br />

camiciata d’acciaio, parabellum,<br />

come il munizio<strong>na</strong>mento da guerra.<br />

Arriva sempre! Scendo a Morgex non<br />

senza fatica, anche se lo zigzagare<br />

tra le case e i sinceri saluti della<br />

gente aiutano parecchio. Sotto un<br />

cavalcavia in<strong>con</strong>tro Krom, mi dice<br />

che sta male di stomaco, provo a<br />

fargli coraggio ma lo vedo un po’<br />

s<strong>con</strong>solato e non posso far altro<br />

che abbracciarlo virtualmente e<br />

<strong>con</strong>tinuare per la mia.<br />

Arrivo al ristoro principale e vedo<br />

che dall’altra parte è appe<strong>na</strong><br />

uscita la Niki, fa per passare il ponte<br />

di legno ma al mio gridare si gira e<br />

sorridendomi ci salutiamo. Entro nel<br />

tendone e l’atmosfera è davvero<br />

bella, butto dentro due piatti di<br />

pasta, salame, formaggio, pane<br />

e soprattutto due birre medie A<br />

GRATISSE, la spillatrice del sacro<br />

nettare m’è apparsa in tutta la sua<br />

bellezza valdosta<strong>na</strong>! Poi di<strong>con</strong>o<br />

le coincidenze, parli di bionda ed<br />

ecco che ti spunta Gherard (vi lascio<br />

immagi<strong>na</strong>re...); il tempo di u<strong>na</strong> foto<br />

e si riparte. Fuori intanto si diverte un<br />

temporale nervoso che <strong>con</strong>vince<br />

molti a cedere alla comodità, al<br />

calore delle spose, al sorriso dei<br />

figli, ma soprattutto al dolore delle<br />

ginocchia. Sono qui per stare <strong>con</strong><br />

me, lo ripeto in silenzio, lo ripeto ad<br />

alta voce, e riparto. La pioggia, che<br />

tanto amo, oggi è parti<strong>col</strong>armente<br />

stressante, entra ovunque, un<br />

abbozzo branchiale s’affaccia<br />

sul mio <strong>col</strong>lo, non sto molto bene,<br />

la digestione è lenta e il sangue<br />

<strong>con</strong>fluisce allo stomaco, lasciando<br />

alla testa solo un pugno di dubbi su<br />

cui riflettere. Con un rutto di vichinga<br />

memoria spazzo via tutto, pensieri<br />

e digestione e torno a “correre“,<br />

direzione Colle Croce, si sale bene,<br />

il passo è leggero ma comincio a<br />

maledire le Salomon 3D, ogni passo<br />

di corsa è u<strong>na</strong> basto<strong>na</strong>ta alla pianta<br />

del piede, hanno la stessa capacità<br />

ammortizzante di u<strong>na</strong> fetta di<br />

mortadella: mi farò male, mi dico.<br />

Il ginocchio inizia a farsi risentire, la<br />

testa poi ci ragio<strong>na</strong> ed ecco che<br />

abbando<strong>na</strong>r l’animale via porta a<br />

sentir male anche all’anca, al <strong>col</strong>lo<br />

del piede. Corriamo, vai... Arrivo<br />

all’ostello Mt. Blanc, dove la notte<br />

prima avevo dormito alla camerata<br />

n. 30 <strong>con</strong> Leo, Niki, Ste e Gherard, e<br />

il pensiero tor<strong>na</strong> a Mark M.B.B., lui no,<br />

animale com’è se l’è passata in tenda<br />

ad amoreggiare <strong>con</strong> il nubifragio!<br />

All’uscita del ristoro la prima crisi di<br />

freddo, mi entra ovunque, è come<br />

un pugno che scava al centro del<br />

petto, nelle ossa, nei nervi, nel cuore.<br />

Sto decisamente male per un quarto<br />

d’ora così da commettere un errore<br />

imperdo<strong>na</strong>bile: per superare il freddo<br />

aumento bruscamente il ritmo di<br />

corsa. Il freddo passa, certo, ma arrivo<br />

al limite dei crampi e dello sbocco, il<br />

co<strong>na</strong>to è improvviso e violento ma<br />

nulla esce dalla mia bocca se non<br />

un verso simile ad uno Yak in calore,<br />

presente l’esorcista? Scatto a molla<br />

in avanti per vomitare ma niente, mi<br />

ritrovo senza capire come in piedi,<br />

braccia appoggiate sui fianchi<br />

ed un lungo filo di bava che s<strong>col</strong>a<br />

sul pettorale. La sera s’avvici<strong>na</strong>! E’<br />

incredibile come la salita al Colle<br />

Croce assomigli ad u<strong>na</strong> commedia<br />

di Eduardo De Filippo, partenopea,<br />

di quel parti<strong>col</strong>are modo di mettere<br />

insieme comicità e dramma, roba<br />

da fame, inseg<strong>na</strong>menti da strada e<br />

“lu tirammo a campà” che diventa<br />

legge assoluta per ogni passo<br />

“c’addà venì”...è tanto intermi<strong>na</strong>bile<br />

quanto stressante, ma come sempre<br />

la pazienza porta emozioni, un regalo<br />

i<strong>na</strong>tteso: non so quanti altri hanno<br />

avuto la possibilità d’ammirarlo, un<br />

arcobaleno immenso, posto lì tra due<br />

cime, a <strong>con</strong>solare un figlio d’Abruzzo,<br />

terra di transumanza antica, a far<br />

coraggio, a costringere il capo a<br />

chi<strong>na</strong>rsi <strong>con</strong> reverente devozione.<br />

Ma fi<strong>na</strong>lmente è l’ora, l’ora del<br />

buio, come cantava un amico<br />

musicale, ec<strong>col</strong>a l’ora, l’ora delle<br />

tentazioni, il vento, il fuoco, u<strong>na</strong><br />

porta che sbatte, pensieri e parole.<br />

Penso a lui, a Giovanni Lindo, al<br />

suo inseg<strong>na</strong>r cantando musica,<br />

all’occhio in<strong>con</strong>sapevole d’un<br />

cucciolo animale, archivio vivente<br />

della terra che in un battito di ciglio<br />

racchiude un’esistenza. Mi faccio<br />

uomo animale, sono qui per stare<br />

<strong>con</strong> me, ed ecco che fi<strong>na</strong>lmente<br />

gli Dei mi <strong>con</strong>cedono di superare il<br />

muro della lucidità per farmi entrare<br />

in quel luogo mistico che i maestri<br />

raggiungono <strong>con</strong> la meditazione<br />

e gli allievi <strong>con</strong> la fatica splendida<br />

del voler comprendere come si<br />

può impazzire di ragione. La Thuille,<br />

ci siamo, tra poco inizia l’ultima<br />

salita, cerco di semi<strong>na</strong>re un paio<br />

di compagni di corsa. Voglio stare<br />

da solo, sono qui per capire, devo<br />

stare da solo, il primo lo semino<br />

accelerando, al se<strong>con</strong>do chiedo di<br />

lasciarmi e lui, grand’uomo, sfila via<br />

<strong>con</strong> gentilezza sorridendomi, senza<br />

parlare, senza fraintendimenti. La<br />

lunga strada asfaltata ingan<strong>na</strong>,<br />

invita, è subdola e lussuriosa, sembra<br />

cantare di grandi imprese sportive<br />

e nella testa u<strong>na</strong> voce ti comanda<br />

a spingere, spingere fino a sentire i<br />

polmoni scoppiare d’aria e sangue.<br />

Non as<strong>col</strong>to, inizio a cantare dentro<br />

di me u<strong>na</strong> vecchia canzone di De<br />

Gregori, u<strong>na</strong> canzone che <strong>na</strong>rra<br />

di matti che non hanno il cuore, di<br />

matti che anche se strillano che<br />

male gli fa, di matti che non hanno<br />

il cuore ed anche se ce l’hanno è<br />

malato, è u<strong>na</strong> caver<strong>na</strong> tutta nera e<br />

così via ad esorcizzare quel canto di<br />

sire<strong>na</strong> monta<strong>na</strong>! Salgo veloce senza<br />

dimenticare di <strong>con</strong>trollare il respiro,<br />

mi sento i<strong>na</strong>spettatamente sciolto e<br />

leggero. Non volevo che accadesse,<br />

lo immagi<strong>na</strong>vo spedito verso il<br />

traguardo, ed invece è proprio lui,<br />

Dario “Roccia”, sta poco bene, vorrei<br />

star lì a fargli compagnia ma ora è<br />

davvero dura per tutti. Gli dico di<br />

sentirmi parti<strong>col</strong>armente bene e lui,<br />

generoso come sempre, mi <strong>con</strong>siglia<br />

di approfittarne, lo abbraccio<br />

virtualmente e gli faccio gli auguri.<br />

La mia roccia preferita, monta<strong>na</strong>ro<br />

di pianura, se sono qui è grazie ad<br />

u<strong>na</strong> pizza insieme al Gran Raid delle<br />

Prealpi Trevigiane. Mi auguro di<br />

rivederlo al traguardo, sicuramente<br />

si rifarà all’UTMB. A questo punto la<br />

pioggia si fa fitta e superato Youlaz<br />

inizia il mio perso<strong>na</strong>le calvario.<br />

Fi<strong>na</strong>lmente, siamo al dunque,<br />

penso a salire cercando di ritmare<br />

il passo <strong>con</strong> il respiro. In alto un faro<br />

chiama, sembrano le luci di “In<strong>con</strong>tri<br />

ravvici<strong>na</strong>ti del terzo tipo”, come un<br />

alieno richiamato magneticamente<br />

dalla <strong>na</strong>ve madre salgo sotto<br />

ipnosi. Ho freddo, sto male, provo a<br />

mettere qualcosa di più pesante ma<br />

niente, l’inesorabile inesperienza, la<br />

pioggia ha bag<strong>na</strong>to tutto. Non ho<br />

più niente se non il freddo. Me la<br />

rido, di gusto, la bocca si <strong>con</strong>torce<br />

agli angoli trasformando quella che<br />

dovrebbe essere un’espressione di<br />

gioia in un ghigno deciso, sembro<br />

uscito dalla pen<strong>na</strong> di Bulgakov:<br />

Cuore di Trailer! Entro in un tunnel<br />

di sensazioni , tutt’attorno sento la<br />

presenza delle montagne, i nevai,<br />

il fango che ingoia e sputa, cado,<br />

mi rialzo, ricado; la luce s’avvici<strong>na</strong><br />

per poi sparire beffarda, sono al<br />

limite massimo, l’elastico è teso,<br />

ma la mente non ai fisici limiti do<strong>na</strong>r<br />

risposta deve. Mai sensazione fu più<br />

vera, più viva, mi abbraccio forte<br />

forte ripetendomi di godere fino in<br />

fondo, di provare a sentire fi<strong>na</strong>nche<br />

l’ultima goccia mes<strong>col</strong>arsi al pianto.<br />

Ricordi dolorosi appaiono cercando<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 7


di ridi<strong>col</strong>izzare il “sacrificio”, mi<br />

rincuora il sapere che se non ci<br />

sei, di quel parti<strong>col</strong>are ordine,<br />

allora non ti è <strong>con</strong>cesso neanche<br />

comprendere le infinite sfumature<br />

che alla vita stanno. Non è <strong>con</strong>cesso<br />

cercar di comprendere l’importanza<br />

delle coincidenze, l’immortale e<br />

profondo occhio d’asino, il sorriso<br />

di un bambino, il <strong>con</strong>tinuo mira<strong>col</strong>o<br />

che si rinnova in ogni amore, in<br />

ogni istante, in ogni esperienza, in<br />

ogni vita... Testa chi<strong>na</strong>, passo dopo<br />

passo, penso a Rutger Hauer in<br />

Blade Runner, la sua pioggia diventa<br />

la mia. Le <strong>col</strong>ombe si alzano in volo<br />

e tutto si <strong>col</strong>ora d’incanto, esplosioni<br />

s<strong>con</strong>fi<strong>na</strong>te ai limiti del <strong>con</strong>osciuto.<br />

Siamo vivi, sono vivo, ancora u<strong>na</strong><br />

volta, la carne, il sangue, i nervi, le<br />

ossa, il dolore, il piacere, il sapere e<br />

lo scoprire. Chi o cosa sono… Fango,<br />

fango, pioggia, nessun dubbio sul<br />

perché mi trovo in questa situazione<br />

semplicemente sublime, nessun<br />

dubbio sul chi ringraziare, lo sento,<br />

mi guarda <strong>con</strong> benevolo distacco,<br />

il Grande Spirito... la Grande Madre,<br />

il suo profumo è <strong>con</strong>oscenza –<br />

lunga è la via illumi<strong>na</strong>ta – sale<br />

nelle ferite aperte, tutto è ricordo.<br />

U<strong>na</strong> scossa reale ed eccomi sotto<br />

il faro, Colle Arp, abbraccio un<br />

vecchio monta<strong>na</strong>ro ringraziandolo<br />

per il freddo che per noi si prende<br />

e mi butto giù, rotolando più che<br />

correndo, mancano dieci chilometri<br />

al traguardo, e per la se<strong>con</strong>da volta<br />

maledico le Salomon. Incredibile, mi<br />

sento bene e riesco a correre fino a<br />

Courmayeur... immagi<strong>na</strong>vo lacrime<br />

liberatorie, invece ecco un sorriso<br />

immenso sul mio stupido faccione,<br />

sono più libero ora, sono più felice,<br />

sono più maturo. Sotto la doccia<br />

m’accorgo di avere u<strong>na</strong> profonda<br />

ferita che come un chiodo spacca il<br />

cuore inchiodando l’anima al corpo.<br />

Non si può curare, resterà lì per il resto<br />

della mia vita. Resterà lì a ricordarmi<br />

di ringraziare per ogni istante che mi<br />

sarà <strong>con</strong>cesso vivere. Dovevo stare<br />

<strong>con</strong> me e così è stato. Grazie a Dio<br />

ho imparato la fatica. Grazie a Dio<br />

ho imparato ad imparare.<br />

Grazie a tutti i miei compagni di<br />

viaggio.<br />

Gran Trail Valdigne: 87 Km in 17 ore e<br />

36 minuti. u<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 8<br />

foto © L’Castor Junior<br />

foto © L’Castor Junior


EROI NEL VENTO<br />

“SPAZZA VENTO E PORTA VIA<br />

IL BAMBINO CHE GIOCA CON IL MARE<br />

NON SARO` EROE<br />

NON SAREI STATO MAI<br />

TRADIRE E FUGGIRE<br />

E’ IL RICORDO CHE RESTERA`”<br />

(Litfiba)<br />

Testo di Marco Vendramel<br />

Che cosa fai, <strong>con</strong>tinui?”<br />

“Prendo qualcosa di caldo e<br />

poi decido….”<br />

Frasi bisbigliate, dette sottovoce;<br />

mogli genitori, mariti che chiedono ai<br />

loro familiari se è il caso di <strong>con</strong>tinuare,<br />

di andare avanti e perché poi.<br />

Freddo, vento, acqua e fulmini,<br />

non sempre in quest’ordine, ci<br />

accompag<strong>na</strong>no ormai dalla partenza,<br />

la beffa giù da Li<strong>con</strong>i dove, quasi ad<br />

ingan<strong>na</strong>rci, esce un sole caldo, bello,<br />

com’è giusto che sia a luglio.<br />

Poi dopo poche ore si ricomincia:<br />

freddo, vento, acqua e fulmini; com’è<br />

giusto che sia, in montag<strong>na</strong>.<br />

Ho negli occhi ancora la partenza,<br />

tutti coperti, tutti ai ripari, illudendoci<br />

che è meglio non bag<strong>na</strong>rci prima di<br />

partire, perché poi migliorerà e non si<br />

parte già bag<strong>na</strong>ti.<br />

Illusi.<br />

Per oggi questa corsa ha, se vogliamo<br />

accettarlo, del valore aggiunto: il<br />

brutto tempo.<br />

Tempo che intaccherà le certezze<br />

e che distruggerà gambe e fiato a<br />

prova di qualsiasi dislivello.<br />

Pioggia che si mischierà alle lacrime,<br />

lacrime d’Eroe, per poi cadere a terra<br />

dove resterà solo fango, tanto.<br />

Fango, rocce lucide, che in discesa<br />

faranno rimpiangere le salite più dure.<br />

Discese che di notte diventeranno<br />

infinite.<br />

Infiniti come i nostri pensieri, che<br />

galoppano, che cercano motivazioni,<br />

che cercano scuse e che non trovano<br />

nulla.<br />

Sguardi da <strong>na</strong>ufrago sotto i tendoni<br />

dei ristori, facce provate, pallide, qui<br />

la sofferenza non è interiore.<br />

Traspare tutto dai nostri gesti, dalle<br />

nostre parole.<br />

Ad ognuno brillano, oltre che gli occhi,<br />

le scaglie della propria armatura dove<br />

sotto batte un cuore da Eroe.<br />

L’armatura degli Eroi oggi non brilla<br />

sotto il sole, oggi è lucida di pioggia e<br />

sporca di fango.<br />

Pioggia che sferza e schiaffeggia il viso,<br />

forse per svegliarlo, per urlargli insieme<br />

al vento che oggi sarà più dura.<br />

Fango che blocca i piedi e che al<br />

passo successivo li fa scivolare.<br />

E poi la notte, buia, senza lu<strong>na</strong> e<br />

stelle, solo i nostri lumini a tentare di<br />

accenderla a dire che noi ci siamo.<br />

“Che cosa fai, <strong>con</strong>tinui?”<br />

“No, non ce la faccio più, mi<br />

fermo…..”<br />

Il silenzio che segue è più forte del<br />

boato dei tuoni, gli occhi bassi, lucidi,<br />

parlano più di mille parole.<br />

Torni indietro <strong>con</strong> la mente e cerchi<br />

giustificazioni, cerchi scuse, la<br />

preparazione, le motivazioni.<br />

Non trovi niente adesso, sotto quel<br />

tendone, trovi solo u<strong>na</strong> sedia libera e ti<br />

siedi, sei svuotato.<br />

Certo, non devi dimostrare niente a<br />

nessuno, forse a questo punto neppure<br />

a te stesso.<br />

Difficile adesso pensarlo, guardando<br />

chi, malcelando la propria sicurezza<br />

riparte <strong>con</strong> un sorriso forzato.<br />

Sei qui solo per te stesso, ma ora ti vedi<br />

distante, vedi qualcuno che stenti a<br />

ri<strong>con</strong>oscere, qualcuno ormai seduto.<br />

Dov’è l’Eroe? Eroi sono quelli che si<br />

rialzano e ripartono!<br />

Tu invece sei lì che prepari le scuse, le<br />

balle da rac<strong>con</strong>tare.<br />

No, Eroi siamo tutti, Eroe è chi ha<br />

provato a dare tutto quello che<br />

poteva, che si è impeg<strong>na</strong>to al<br />

massimo, che è caduto.<br />

Eroe è la perso<strong>na</strong> <strong>con</strong>sapevole, che<br />

accetta i limiti che a volte gli sono<br />

imposti da fenomeni esterni alla<br />

propria volontà.<br />

Eroe è chi si accetta per quello che è,<br />

per quello che riesce a dare, sapendo<br />

di dare il massimo.<br />

Eroe è quello che piange per u<strong>na</strong><br />

rinuncia, per u<strong>na</strong> s<strong>con</strong>fitta.<br />

A tutti gli Eroi del Gran Trail Valdigne<br />

2008, a quelli che non sono arrivati, a<br />

quelli che sono arrivati prima e dopo<br />

di me, a quelli che non c’erano e a<br />

quelli che ci saranno un’altra volta. u<br />

classifiche 87 km<br />

Pos Cognome Nome Tempo<br />

1 TAGLIAFERRI MASSIMO 10.19.26<br />

2 GADIN FLAVIO 10.29.08<br />

3 GAYLORD TOPHER 10.41.52<br />

4 BARNES PABLO 10.57.45<br />

5 VALSESIA NICO 11.22.04<br />

6 VARESCO FABIO 11.25.17<br />

7 CHILO FULVIO 11.29.42<br />

8 MERLETTI ARMANDO 11.38.54<br />

9 DOLIANA CHRISTIAN 11.59.50<br />

10 SANTUCCI PIERO 12.01.26<br />

11 DEBIZE JEROME 12.01.49<br />

12 RYAN BAUMANN 12.07.33<br />

13 GHEZZI MATTEO 12.09.19<br />

14 FESTORAZZI FABIO 12.09.23<br />

15 PILLONEL ETIENNE 12.09.47<br />

16 AUDISIO SILVIO 12.12.27<br />

17 CAMANDONA MARCO 12.25.50<br />

18 ARICI TIZIANO 12.41.00<br />

19 FIORI ANDREA 12.47.35<br />

20 OLIVERI VIRGINIA 13.11.08<br />

classifiche 45 km<br />

Pos Cognome Nome Tempo<br />

1 VIERIN PAOLO 4.36.34<br />

2 JUNOD MASSIMO 4.49.55<br />

3 AIAZZI GUIDO 4.57.18<br />

4 VUILLEN LORIS 5.02.24<br />

5 CLAP CESARE 5.11.20<br />

6 GUALA EDY 5.11.33<br />

7 CHATEL EDY 5.18.58<br />

8 GIUPPONE MAURO 5.30.35<br />

9 GABIOUD JULES-HENRI 5.31.16<br />

10 BIDESE ROBERTO 5.31.55<br />

11 BIANCHI VINCENT 5.32.16<br />

12 PELLISSIER GIORGIO 5.34.34<br />

13 PALLAIS MAURO 5.37.44<br />

14 PICHI GIORGIO 5.38.45<br />

15 CAZZANELLI FRANCOIS 5.42.44<br />

16 STELLA CARLO 5.45.53<br />

17 STERLICCO ANTONELLO 5.46.02<br />

18 TORMENA FABIO 5.47.32<br />

19 MOCHET ERIK 5.54.02<br />

20 PORRO PIER CARLO 5.56.48<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 9


CRONACHE...<br />

CINQUE ANNI FA PHILIPPE DELACHENAL, VULCANICO<br />

TRAILER SEMPRE ALLA RICERCA DI NUOVI SENTIERI DA<br />

ESPLORARE, LANCIÒ L’IDEA DI FARE UN TRAIL ATTORNO<br />

AI GHIACCIAI DELLA VANOISE, LA PIÙ GRANDE CALOTTA<br />

DI GHIACCIO DI TUTTA L’EUROPA OCCIDENTALE. IL<br />

“TOUR” DEI GHIACCIAI ERA GIÀ UNO DEI PERCORSI<br />

ESCURSIONISTICI PIÙ FAMOSI DI FRANCIA: SE PERÒ LE<br />

T<br />

GUIDE LO PROPONEVANO COME ITINERARIO DA FARE<br />

NELL’ARCO DI 4 O 5 GIORNI, PHILIPPE LO PROPOSE<br />

COME GARA DA COMPLETARE NEL TEMPO MASSIMO<br />

DI 16 ORE. 72 KM E 3800 METRI DI DISLIVELLO, CON<br />

PASSAGGIO AL COL DU CHAVIÈRE A 2800 METRI DI<br />

ALTITUDINE E CON LA QUASI TOTALITÀ DEL PERCORSO<br />

SEMPRE AL DI SOPRA DEI 2400 METRI.<br />

our des Glaciers<br />

de la Vanoise<br />

Testo di Leo<strong>na</strong>rdo >leosorry< Soresi<br />

Foto © Aku<strong>na</strong><br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 10


A<br />

Philippe però non interessava<br />

tanto l’exploit sportivo,<br />

quanto far <strong>con</strong>oscere la<br />

bellezza rude e selvaggia di queste<br />

montagne. Di qui la scelta di non<br />

seg<strong>na</strong>re in alcun modo il percorso.<br />

“Se<strong>con</strong>do me la seg<strong>na</strong>lazione del<br />

percorso toglie ai <strong>con</strong>correnti la<br />

necessità di guardarsi intorno alla<br />

ricerca dei sentieri o dei segni del<br />

club alpino francese. Il vero trail è<br />

questo, in cui non <strong>con</strong>tano solo la<br />

forza mus<strong>col</strong>are e la velocità”.<br />

Il successo fu immediato, tant’è che<br />

le iscrizioni, limitate a 500 partecipanti<br />

per ragioni di rispetto del delicato<br />

equilibrio ambientale del parco, si<br />

chiudono <strong>con</strong> largo anticipo rispetto<br />

alla data della gara. A decretare<br />

l’ingresso del Tour des Glaciers de<br />

la Vanoise (TGV) fra i grandi ultratrail<br />

più amati d’oltralpe fu anche la<br />

rivista Endurance, che due anni fa gli<br />

assegnò il titolo di “Trail più bello di<br />

Francia”.<br />

Le immagini dei <strong>con</strong>correnti che<br />

attraversavano il Lac de Vaches<br />

su u<strong>na</strong> passerella di sassi posata<br />

150 anni fa dai <strong>con</strong>trabbandieri<br />

che valicavano le Alpi mi era<br />

rimasta impressa nella mente,<br />

ma ogni anno qualche motivo mi<br />

impediva di parteciparvi. A gen<strong>na</strong>io<br />

di quest’anno però ho preso la<br />

decisione di iscrivermi, per non<br />

rimandare ancora la scoperta di un<br />

trail di cui tutti parlavano in maniera<br />

così entusiasta. Purtroppo, o per<br />

fortu<strong>na</strong>, la <strong>na</strong>tura e le montagne<br />

dei programmi dell’uomo se ne<br />

fregano: la gara sempre baciata<br />

nelle prime quattro edizioni da<br />

splendide gior<strong>na</strong>te di sole, si sarebbe<br />

svolta sotto un cielo plumbeo. Anzi,<br />

peggio ancora: le previsioni meteo<br />

non lasciavano proprio speranza,<br />

<strong>con</strong> pioggia battente al mattino<br />

e temporali il pomeriggio. Gli<br />

organizzatori hanno così preso la<br />

decisione di accorciare il percorso<br />

a 47 km e 2950 metri di dislivello<br />

e soprattutto di non far passare i<br />

<strong>con</strong>correnti per il versante est del<br />

ghiacciaio. Così, da un percorso<br />

cir<strong>col</strong>are si è passati ad un percorso<br />

ad otto, <strong>con</strong> doppio passaggio<br />

per la partenza di Pralog<strong>na</strong>n. Di<br />

qui anche la decisione sofferta di<br />

seg<strong>na</strong>lare il passaggio <strong>con</strong> i classici<br />

<strong>na</strong>stri bianchi e rossi.<br />

“Il percorso origi<strong>na</strong>le del TGV è del<br />

tutto razio<strong>na</strong>le, un giro attorno al<br />

ghiacciaio, per cui al <strong>con</strong>corrente<br />

è chiaro che direzione seguire. Con<br />

le modifiche imposte dalle previsioni<br />

meteo, non c’era più alcu<strong>na</strong> logica,<br />

e allora seg<strong>na</strong>lare è diventato<br />

indispensabile”.<br />

Nonostante le pessimistiche previsioni<br />

meteo, l’alba si presenta <strong>con</strong> un<br />

bel cielo azzurro completamente<br />

sgombro di nuvole. Il primo tratto è in<br />

leggerissima salita e, attraversando<br />

la foresta d’Isertan, arriva fino al<br />

rifugio di Roc de La Peche, da dove<br />

inizia la salita al Col de Chavière<br />

(2.800 metri). Il tempo rimane<br />

bello e comincio a pensare che i<br />

metereologi ci abbiano fatto uno<br />

scherzo di pessimo gusto, togliendoci<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 11


la chance di fare il tour completo. In<br />

cima alla salita trovo Dario Tartari<br />

e Andrea De Alessandri: tutti e tre<br />

insieme cominciamo la discesa<br />

che ci riporta verso Pralog<strong>na</strong>n,<br />

costeggiando il lato opposto del<br />

torrente Doron de Chaviére. Dario è<br />

in forma e ci tira la volata, io lo seguo<br />

<strong>con</strong> un minimo affanno, mentre<br />

Andrea prudentemente rallenta<br />

per non peggiorare il dolore alla<br />

caviglia dopo la storta presa due<br />

settimane fa alla Lavaredo Ultra Trail.<br />

D’improvviso però il cielo si oscura:<br />

grandi nuvoloni neri gonfi di pioggia<br />

salgono veloci dal Petit Mont Blanc<br />

che incombe alla nostra sinistra.<br />

In meno di venti minuti passiamo<br />

da u<strong>na</strong> splendida gior<strong>na</strong>ta di sole<br />

ad un temporale rabbioso che ci<br />

investe <strong>con</strong> raffiche di vento e di<br />

pioggia. Arriviamo a Pralog<strong>na</strong>n, è<br />

il 30° km: davanti ci aspettano altri<br />

17 km e 1700 metri di dislivello, ma<br />

soprattutto un temporale che non<br />

accen<strong>na</strong> a placarsi, <strong>con</strong> i lampi<br />

che saettano nel cielo nero e i tuoni<br />

che rimbombano mi<strong>na</strong>cciosi. Dario<br />

segue la regola elementare di chi<br />

va in montag<strong>na</strong>: quando arriva<br />

il temporale scendi di quota. Pur<br />

essendo il più in forma dei tre decide<br />

di non ripartire verso l’ascensione<br />

a Mont Bochor (2018 metri), anche<br />

perché fra 7 giorni lo aspetta il Gran<br />

Trail Valdigne. So di stare scegliendo<br />

un azzardo, ma sono <strong>con</strong> le spalle<br />

al muro: la mia stagione trail finisce<br />

probabilmente qui. Nessun’altra<br />

avventura, nessun programma per<br />

non andare a rompere gli equilibri<br />

familiari. E fermarmi dopo soli 30 km<br />

mi sembra quasi uno spreco: inoltre<br />

nei giorni scorsi, essendo in vacanza<br />

a Pralog<strong>na</strong>n, ho avuto modo di fare<br />

l’ascensione al Bochor due volte.<br />

Conosco bene il monte e i sentieri<br />

che lo attraversano. In caso di<br />

peri<strong>col</strong>o, mi dico, farò dietrofront.<br />

Mi avvio, sperando che quel biancore<br />

che sale da fondovalle sia preludio<br />

ad u<strong>na</strong> schiarita. La fortu<strong>na</strong> è dalla<br />

mia, perché dopo u<strong>na</strong> mezz’oretta<br />

la pioggia smette e squarci di<br />

azzurro si fanno spazio sgomitando<br />

tra le nuvole. Mi prende u<strong>na</strong> felicità<br />

dentro, frutto della precedente<br />

paura: come un’energia compressa<br />

che adesso esce facendo il botto.<br />

Salgo veloce lungo il Bochor, scendo<br />

in bomba verso Fontanettes e riparto<br />

senza quasi fermarmi al ristoro lungo<br />

la durissima salita che sale verso il Lac<br />

des Assietes a 2469 metri di quota.<br />

Qui, pur rimanendo nel versante<br />

ovest del ghiacciaio, tutto si fa più<br />

rude, più selvaggio. Scompaiono<br />

dalla vista i segni dell’uomo. Solo<br />

rocce, cascate, ruscelli impetuosi<br />

che scendono dai ghiacci eterni.<br />

Perfino la pietra si è piegata a questo<br />

lavorio mille<strong>na</strong>rio fatto da neve ed<br />

acqua, diventando levigata e priva<br />

di asperità. Fi<strong>na</strong>lmente arriva la<br />

cima del Col de La Vanoise, <strong>con</strong> il<br />

rifugio omonimo sperduto in mezzo<br />

al niente, ai piedi della Grand Casse,<br />

la montag<strong>na</strong> più alta della Vanoise<br />

<strong>con</strong> i suoi 3855 metri. Sembra di<br />

arrivare alla fortezza Bastiani del<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 12


Deserto dei Tartari di Buzzati. Il<br />

rifugio se ne sta lì, battuto dai venti<br />

e oppresso dalla <strong>col</strong>ata di ghiaccio<br />

che ricopre la Grand Casse. Il terreno<br />

è completamente spoglio: radi fili<br />

d’erba hanno preso il posto della<br />

neve che si è appe<strong>na</strong> sciolta, e fra<br />

pochi mesi verranno nuovamente<br />

ricoperti. Selvaggio. Non riesco a<br />

pensare ad un altro aggettivo per<br />

descrivere i grandi spazi che qui si<br />

aprono, dove la maestosità delle<br />

cime fa risaltare ancora di più<br />

l’umiltà dell’uomo che le attraversa<br />

correndo. La vita sembra così fragile<br />

di fronte alle forze della <strong>na</strong>tura che<br />

qui si scate<strong>na</strong>no e impongono le<br />

loro regole. Non c’è spazio per le<br />

mezze misure, per i sentimenti pic<strong>col</strong>i<br />

e deboli, per gli eventi placidi e<br />

tranquilli. Quassù il cuore batte<br />

ad un ritmo animale, scosso dal<br />

ghiaccio, dal vento, dal sole e dalla<br />

pioggia. La vista si fa più acuta,<br />

CLASSIFICA FINALE MASCHILE<br />

1 o Pommeret Ludovic - 04:31:10<br />

2 o Dawa Sherpa - 04:45:06<br />

3 o Rouanet Re<strong>na</strong>ud - 04:49:31<br />

CLASSIFICA FINALE FEMMINILE<br />

1 a Giraud Maud 05:42:23<br />

2 a Lauga Alice 06:01:17<br />

3 a Barioz Sandrine 06:10:44<br />

in basso: Leo<strong>na</strong>rd Soresi sale<br />

al Bochor (foto Aku<strong>na</strong>);<br />

a dx: l’arrivo di Dawa<br />

Sherpa (foto Veronique<br />

Convert)<br />

i sensi si risvegliano, fiutando un<br />

ambiente che chissà quanti millenni<br />

fa è stato patrimonio comune a tutti<br />

gli uomini.<br />

Inizio la discesa verso il Lac de<br />

Vaches, l’emblema di questa gara,<br />

<strong>con</strong> quella fila infinita di sassi che da<br />

se<strong>col</strong>i gli uomini hanno calpestato<br />

per attraversare le acque grigie del<br />

lago cir<strong>con</strong>dato dai ghiacci. È un<br />

attimo, un sospiro perso nel vento e la<br />

nebbia mi avvolge tutto. Non c’è più<br />

nulla attorno. Solo un sasso davanti<br />

al piede e il rumore assordante delle<br />

nevi che si sciolgono. Inizia il ritorno<br />

alla civiltà, appe<strong>na</strong> tre chilometri più<br />

in basso c’è il rifugio Des Barmettes e<br />

dopo un volo verticale di mille metri<br />

di dislivello si ritor<strong>na</strong> alle strade di<br />

Pralog<strong>na</strong>n. Di solito mi gusto gli ultimi<br />

chilometri di u<strong>na</strong> gara <strong>con</strong> calma,<br />

assaporando il piacere di stare per<br />

arrivare, di aver superato l’osta<strong>col</strong>o.<br />

Oggi invece sono ancora carico di<br />

adre<strong>na</strong>li<strong>na</strong> fino alla punta dei <strong>capelli</strong><br />

e mi precipito verso valle come fossi<br />

inseguito chissà da quale orrendo<br />

mostro. O forse oggi riesco ancora a<br />

sentire il piacere che dà u<strong>na</strong> discesa<br />

a tutta birra, senza prendere fiato,<br />

saltando da u<strong>na</strong> roccia all’altra,<br />

tirando il freno solo quel tanto che<br />

serve per non finire in un burrone.<br />

Non posso non pensare di tor<strong>na</strong>re<br />

per fare il Tour completo. Ho visto<br />

troppa bellezza. Ho provato troppe<br />

emozioni. Non posso non pensare<br />

che sarebbero state ancora di più<br />

<strong>con</strong> il percorso origi<strong>na</strong>le. E allora<br />

“Arrivederci” ghiacciaio della<br />

Vanoise, il prossimo anno verrò di<br />

nuovo da te. �<br />

COSÌ GLI ITALIANI IN GARA<br />

142 Galletto Marco 06:47:31<br />

162 Soresi Leo<strong>na</strong>rdo 06:56:00<br />

227 Tarallo Alessandro 07:18:55<br />

256 De Alessandri Andrea 07:27:13<br />

364 Baldini Giovanni 08:24:05<br />

365 Giannini Maria Giulia 08:24:06<br />

393 Agostinello Luca 09:00:14<br />

394 Guidobaldi Massimo 09:00:14<br />

395 Groppi Luigi 09:00:14<br />

396 Camertoni Antonio 09:00:14<br />

397 Tenti Giuseppe 09:00:15<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 13


CRONACHE...<br />

MERREL<br />

s<br />

IL SOGNO SI AVVERA<br />

Testo e foto di Andrea >chiocciola< Olivi<br />

Non so se ricordate un film<br />

che nei primi anni '80 cir<strong>col</strong>ava<br />

nei cineforum: si<br />

chiamava "All American Boys" e<br />

rac<strong>con</strong>tava la storia di un gruppo<br />

di ragazzi americani del profondo<br />

sud <strong>con</strong> la passione del ciclismo.<br />

Uno fra loro in parti<strong>col</strong>are, aveva<br />

u<strong>na</strong> vera e propria venerazione<br />

per i grandi campioni italiani e, di<br />

<strong>con</strong>seguenza, per tutto ciò che<br />

fosse ri<strong>con</strong>ducibile al nostro Pae-<br />

ky race<br />

se, che aveva in qualche modo<br />

idealizzato: correva in bici <strong>con</strong> la<br />

maglia tri<strong>col</strong>ore, aveva le foto di<br />

Coppi e Bartali in camera, e non<br />

perdeva occasione per decantare<br />

presso amici e ragazze quanto<br />

gli italiani fossero belli, bravi, forti<br />

e sportivi, tanto da essere anche<br />

preso in giro per questa sua fissazione.<br />

Ebbene, un giorno, per uno<br />

strano scherzo del destino, capita<br />

che u<strong>na</strong> squadra professionistica<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 14


italia<strong>na</strong> faccia tappa in quel minus<strong>col</strong>o<br />

paese, e che ci sia modo<br />

di correre insieme a quei perso<strong>na</strong>ggi<br />

che il nostro aveva mitizzato<br />

da sempre: era stata organizzata<br />

infatti u<strong>na</strong> gara amichevole<br />

lungo le strade del Grand Canyon<br />

(magnifiche le riprese), e il gruppo<br />

sportivo dei locali era stato<br />

invitato a partecipare. Ma, come<br />

sappiamo, la realtà molto spesso<br />

è diversa dai sogni: durante la<br />

corsa gli “italiani” si dimostrano<br />

ben lontani dall’essere quel che<br />

l’ingenuo ragazzo di provincia<br />

pensava, anzi si rivelano l’esatto<br />

opposto, e il mito crolla, le aspettative<br />

svanis<strong>con</strong>o.<br />

La Merrel Sky Race di Serre Chevalier,<br />

in Alta Savoia, tappa francese<br />

del circuito Buff Sky Runner<br />

(campio<strong>na</strong>to del mondo di<br />

skyrace) significa 68 km, 3500<br />

D+ e un’altimetria che è tutto un<br />

programma, ma vuol dire anche<br />

attraversare ambienti protetti e<br />

in<strong>con</strong>tami<strong>na</strong>ti, montagne dai<br />

nomi affasci<strong>na</strong>nti come il mitico<br />

Galibier, e sicurezza di un'organizzazione<br />

<strong>col</strong>laudata ed efficiente.<br />

Quest’anno si festeggiava la 10a<br />

edizione: per l’occasione percorso<br />

allungato di 10 km e inserimento<br />

del Col des Beraudes, 2895 m.<br />

E queste erano le certezze.<br />

Poi, come quel ragazzo americano,<br />

anch’io avevo un sogno:<br />

quello di poter nuovamente respirare<br />

quell’atmosfera provata<br />

lo scorso anno alla CCC e al Terre<br />

Modane.<br />

Sono le quattro e mezza del mattino<br />

quando esco dal mio albergo<br />

di Monetier; piove, la notte c’è<br />

stata tempesta, e mi incammino<br />

verso la partenza. Durante il tragitto<br />

vengo fermato da diverse<br />

macchine che non sanno dove<br />

andare a prendere il pettorale; a<br />

bordo ragazzi giovanissimi: io ce<br />

la metto tutta <strong>col</strong> mio francese<br />

“automatico” (in seguito capirete),<br />

loro sorridono, educatissimi e<br />

rispettosi (sarà mica l’età?) e mi<br />

salutano <strong>con</strong> calore, lasciandomi<br />

il dubbio di essere riuscito o meno<br />

a far capire loro qualcosa.<br />

A Prè Chabert, quartier generale<br />

della corsa, si fa <strong>col</strong>azione, si parla<br />

e ci si incoraggia, fuori <strong>con</strong>tinua<br />

la pioggia, ma tutto questo sembra<br />

non preoccupare nessuno.<br />

Sono un po’ in pensiero, inutile<br />

<strong>na</strong>s<strong>con</strong>derlo: il tempo è quello<br />

che è, e in fondo quel che mi appresto<br />

a fare non è propriamente<br />

u<strong>na</strong> scampag<strong>na</strong>ta, e poi è u<strong>na</strong><br />

gara importante, c’è Dawa Sherpa,<br />

c’è Delabarre, manca poco<br />

al via, si dovrebbe respirare un<br />

po’ di sa<strong>na</strong> tensione!<br />

Invece vedo gruppi di studenti ridere<br />

e parlare di tutt’altro, distinti<br />

signori <strong>col</strong> baffo impeccabile <strong>col</strong><br />

loro camel bag Decathlon, Dawa<br />

addirittura chino a sistemare i<br />

chip di due ammiratori intorno a<br />

lui (ve l’immagi<strong>na</strong>te u<strong>na</strong> sce<strong>na</strong><br />

del genere a casa nostra?), e allora<br />

mi <strong>con</strong>vinco che forse hanno<br />

ragione loro, inutile preoccuparsi:<br />

piove? Chissenefrega, sono le sei,<br />

via, si parte.<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 15


Il gruppo vacanze esce da Monetier<br />

(1470 m) su u<strong>na</strong> sterrata, la<br />

pendenza è dolce, il fondo, nonostante<br />

la pioggia, è buono, si<br />

corre e ci si inzacchera, sempre<br />

allegramente però.<br />

E’ curioso, sarà il <strong>con</strong>tinuare a ripeterselo,<br />

sarà l’aver lasciato andare<br />

fi<strong>na</strong>lmente la gamba, ma<br />

man mano che si sale, il pensiero<br />

non ha più voglia di occuparsi<br />

delle angosce della vigilia: troppo<br />

bella la <strong>na</strong>tura intorno, troppo<br />

bello sentire l’acqua e il vento<br />

<strong>con</strong>tro il viso, troppo bello respirare<br />

gli odori della montag<strong>na</strong>: capisco<br />

possa suo<strong>na</strong>re strano, ma è<br />

proprio così, da adesso comincia<br />

un’altra gara.<br />

Il primo Gran Premio della Montag<strong>na</strong><br />

è nientepopodimeno che<br />

il Col du Galibier (2672 m), che<br />

raggiungiamo dopo u<strong>na</strong> venti<strong>na</strong><br />

di km, tutti sotto la pioggia, anche<br />

se ogni tanto un po’ d’azzurro<br />

compare nel cielo plumbeo.<br />

Ma dura poco: le nuvole avvolgono<br />

la cima del <strong>col</strong>le, <strong>con</strong>tinua<br />

a piovere, c’è vento e fa molto<br />

freddo, in fretta imbocchiamo<br />

la discesa verso La Charmette,<br />

non prima di esserci riscaldati<br />

alla provvidenziale marmitta del<br />

gruppo elettrogeno del Refuge<br />

però, e di <strong>col</strong>po il vento e la pioggia<br />

danno tregua, anche se è un<br />

peccato non poter ammirare il<br />

panorama da lassù.<br />

Dopo i primi tratti ripidi, il sentiero<br />

si allarga e si fa più regolare, anche<br />

se <strong>col</strong> fango che c’è, è dura<br />

stare in equilibrio: torno indietro<br />

<strong>con</strong> gli anni ed uso i bastoncini a<br />

mo' di racchette, e lascio scivolare<br />

le scarpe in improvvisate serpentine:<br />

cado qualche volta ma<br />

mi diverto come un pazzo.<br />

Il gruppo è sgra<strong>na</strong>to, <strong>con</strong>tinuo a<br />

scendere nel verde e sono nel<br />

silenzio più completo, anche il<br />

rumore dei miei passi è quasi azzerato<br />

dall’erba e dalle nuvole<br />

bassissime; le forme ora sono più<br />

morbide, non so quanti ruscelli<br />

attraversiamo, la pioggia va e<br />

viene.<br />

Poi quel che non t’aspetti: nel nulla,<br />

vicino ad un immenso gregge<br />

di pecore, dueragazzedue, fradice<br />

fino al midollo, ballano, ridono<br />

e cantano a squarciagola come<br />

se stesse passando Gebre in perso<strong>na</strong>;<br />

in un’atmosfera così rare<strong>fatta</strong><br />

è u<strong>na</strong> botta di vita mica da<br />

poco, questa è roba da Fifth Avenue<br />

(anche se non ci sono mai<br />

stato), questa è roba da Francia!<br />

Con tutti questi “Allez allez, bravo,<br />

boncourage” nel cuore, passo<br />

senza problemi il cancello orario<br />

di mezzogiorno e arrivo in un lampo<br />

al se<strong>con</strong>do gran premio della<br />

montag<strong>na</strong>, il Col de Rochilles<br />

(2496 m, 35° km) <strong>con</strong> gli stupendi<br />

laghi che lascio alla mia destra.<br />

Sto correndo su quel che resta di<br />

un antico sentiero romano lastricato<br />

di pietra, dopo tanta terra<br />

morbida i piedi non gradis<strong>con</strong>o<br />

molto, ma ciò che è intorno a me<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 16


è così bello che mi sento di perdo<strong>na</strong>re<br />

all’istante Giulio Cesare<br />

& Co.<br />

E giù per un’altra magica discesa<br />

sulla valle del Nèvache: “roulante”,<br />

dice il road book, e non c’è<br />

bisogno di traduzione, si va che è<br />

un piacere, il sentiero sembra non<br />

aver mai fine, il sole e il cielo azzurro<br />

danno ai <strong>col</strong>ori e all’acqua<br />

riflessi ogni volta diversi, il brutto<br />

tempo e la pioggia, insieme ai<br />

cattivi pensieri, sembrano lontanissimi.<br />

Adesso si va verso il terzo cancello<br />

orario, quello del ristoro di Chalets<br />

de Laval (km 42, ore 15) e,<br />

seppure abbia un buon margine,<br />

non voglio correre rischi, <strong>con</strong>tinuo<br />

a correre.<br />

Laggiù in fondo, fi<strong>na</strong>lmente, il “ravito”;<br />

do un’occhiata all’orologio<br />

e, <strong>con</strong> soddisfazione, vedo che<br />

ho addirittura guadag<strong>na</strong>to qualcosa.<br />

Poi, subito dietro, <strong>con</strong>tro la<br />

montag<strong>na</strong>, scorgo un po’ di puntini<br />

<strong>col</strong>orati che vanno su a zig<br />

zag, salendo a vista d’occhio.<br />

Da quella salita inizia il terzo Gran<br />

Premio della Montag<strong>na</strong>, quello<br />

del temuto Col de Beraudes<br />

(2895 m), cima Coppi e novità<br />

dell’edizione del decen<strong>na</strong>le: per<br />

arrivar lassù sono 850 metri di dislivello<br />

in 2 chilometri e mezzo: un<br />

bicchiere di Coca, un pezzo di<br />

ba<strong>na</strong><strong>na</strong> e anch’io divento uno di<br />

quei puntini <strong>col</strong>orati che salgono<br />

verso il cielo.<br />

L’inizio del sentiero mi tranquillizza,<br />

va su bello secco, è vero, ma<br />

il fondo è buono, trovo il mio passo<br />

e procedo regolare, scambio<br />

saluti e incoraggiamenti <strong>con</strong> gli<br />

escursionisti che, beati loro, stanno<br />

scendendo, e il cielo <strong>con</strong>tinua<br />

ad essere blu.<br />

Al Lago de Beraudes (ma quanti<br />

ne abbiamo in<strong>con</strong>trati?) 43,5 km,<br />

2504 m, siamo sotto lo sguardo incuriosito<br />

di un branco di mufloni<br />

che <strong>con</strong> incredibile leggerezza<br />

corrono, loro sì, sulle rocce e i<br />

prati verdi; “senz’altro si chiedono<br />

come sia possibile fare così tanta<br />

fatica per salire in modo così goffo<br />

e così lentamente”, penso, e<br />

mi fermo un attimo ad osservare<br />

ciò che vedo:<br />

potrebbe essere la solita “cartoli<strong>na</strong><br />

dalla montag<strong>na</strong>”, così bella<br />

e così perfetta da diventar quasi<br />

noiosa, ma poi mi viene in mente<br />

che i mufloni non li avevo mai<br />

visti, così in alto non ero mai salito,<br />

e che, pic<strong>col</strong>o parti<strong>col</strong>are,<br />

quassù ci sono arrivato <strong>con</strong> le mie<br />

gambe, e il tutto prende un altro<br />

sapore.<br />

“Allez, allez!”, mi incoraggia un<br />

ragazzo <strong>con</strong> u<strong>na</strong> pacca sulla<br />

spalla: aveva scambiato il mio<br />

sguardo ammirato verso la cima<br />

innevata del <strong>col</strong>le per preoccupazione,<br />

rispondo al sorriso e<br />

mi metto in marcia; adesso si va<br />

su dritti dritti, il sole picchia ben<br />

bene, in qualche tratto ci si aiuta<br />

<strong>con</strong> le mani, quando si attraversa<br />

i tratti innevati bisog<strong>na</strong> star<br />

ben attenti a non scivolare, ma<br />

fi<strong>na</strong>lmente sono in cima. “E’ <strong>fatta</strong>”<br />

penso, pregustando già u<strong>na</strong><br />

bella discesa “roulante”.<br />

Il <strong>col</strong>po d’occhio sulle montagne<br />

dell’Oisans è impagabile, ma non<br />

c’è tempo per godere di tanta<br />

bellezza, si scende immediatamente<br />

a rotta di <strong>col</strong>lo su un sentiero<br />

ripido e difficile, <strong>con</strong>fortati<br />

dalla presenza dei volontari del<br />

soccorso alpino: si va più lenti<br />

che in salita, se possibile.<br />

Ma dura poco, ottocento metri e<br />

risaliamo lentamente su lunghi e<br />

stretti traversi pietrosi che paiono<br />

girare all’infinito su sé stessi sulla<br />

costa della montag<strong>na</strong> e non finire<br />

mai, permettendoci di godere di<br />

scorci di bellezza incomparabile;<br />

poi, quando meno te lo aspetti,<br />

il Col du Chardonnet (2638 m, 52<br />

km).<br />

La discesa verso il Refuge de<br />

Chardonnet, ultimo ristoro e cancello<br />

orario, mi permette di sciogliere<br />

le gambe e di recuperare<br />

un po’ del tempo perso sui tratti<br />

più tecnici; più che un ristoro pare<br />

un grande pic-nic: tanta gente è<br />

venuta fin quassù per vedere il<br />

passaggio dei loro cari, e tutti, a<br />

cominciare dai volontari, applaudono<br />

il nostro passaggio verso<br />

l’ultimo, fi<strong>na</strong>lmente, Gran Premio<br />

della Montag<strong>na</strong>: il Col du Roche<br />

Noire.<br />

Come nella salita al Col de Beraudes,<br />

anche qui il sentiero,<br />

dopo un primo tratto abbastanza<br />

regolare che porta subito sotto la<br />

cima, si fa presto impervio e molto<br />

ripido, attraversando u<strong>na</strong> pietraia<br />

scoscesa. E proprio sul più bello il<br />

cielo si fa grigio, qualche tuono e<br />

poi la grandine; in fretta indosso<br />

il k-way, sarà almeno la decima<br />

volta oggi, e riprendo la marcia<br />

tranquillo: la cima, l’ultima cima,<br />

è proprio sopra la mia testa, ormai<br />

non mi scappa più.<br />

Ed ec<strong>col</strong>o <strong>con</strong>quistato, il Roche<br />

Noire, (2697 m, 57 km), adesso si<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 17


scende, ma non mi faccio illusioni,<br />

as<strong>col</strong>to le raccomandazioni e<br />

i complimenti dei volontari ma so<br />

già che per la prima parte dovrò<br />

stringere i denti, e così è: scendo<br />

molto attentamente, il sentiero è<br />

infido, ci sono molte roccette <strong>na</strong>scoste<br />

tra terra ed erba.<br />

Nel frattempo la tempesta è<br />

passata ed è ricomparso il sole, i<br />

<strong>col</strong>ori sono quelli del tardo pomeriggio<br />

ormai; l’apparire dei primi<br />

alpeggi mi rincuora, traversiamo<br />

il vallone immersi nei prati in fiore,<br />

c’è euforia adesso, giusto il tempo<br />

di lasciarsi andare sugli ultimi<br />

tratti pianeggianti e già si vede,<br />

laggiù in basso, Monetier.<br />

E di nuovo si ride e ci si incoraggia<br />

a vicenda, ormai nel gruppetto<br />

sono “l’italòfranscese”,<br />

nomignolo affibbiatomi perché<br />

rispondo, o tento di rispondere,<br />

in lingua madre nonostante tutti<br />

si siano resi <strong>con</strong>to che di francese<br />

non capisco quasi un’acca,<br />

ma non ci posso far niente, è un<br />

riflesso in<strong>con</strong>dizio<strong>na</strong>to (ricordate<br />

il francese automatico?). Imbocco<br />

deciso l’ultima picchiata a zig<br />

zag e arrivo all’ultimo chilometro,<br />

questo sì pianeggiante, che va<br />

via in un attimo.<br />

Ecco i gonfiabili dove il giorno prima<br />

giocavano i bambini: chissà<br />

dove saranno adesso, penso; ultima<br />

curva, ed ec<strong>col</strong>i là, tutti e tre,<br />

insieme alla mamma e ai cani,<br />

proprio sotto il gonfiabile.<br />

Qui chiedo scusa, ma la felicità mi<br />

travolge: metto a rischio l’in<strong>col</strong>umità<br />

del pubblico lanciando i bastoncini<br />

<strong>con</strong>tro le transenne e le<br />

prendo per mano, Chiara e Daria<br />

(ho solo due mani), e insieme ci<br />

lanciamo a tutta sotto lo striscione;<br />

le povere ragazze addette<br />

alla <strong>con</strong>seg<strong>na</strong> delle medaglia e<br />

al ritiro chip mi devono rincorrere<br />

e placcare, ma alla fine ce la<br />

fanno, e ad entrambe faccio i<br />

miei più sentiti complimenti.<br />

Tirando le somme: 68 km, 3500<br />

D+, 13h e 20’ di gara, tanta fatica,<br />

pioggia, freddo e maltempo<br />

per buo<strong>na</strong> parte della gior<strong>na</strong>ta;<br />

tutto ciò potrebbe far pensare<br />

ad un calvario, ad u<strong>na</strong> sofferenza<br />

pesante, e invece avevano<br />

ragione loro, i ragazzi e i distinti<br />

signori coi baffi alla partenza: è<br />

stata davvero u<strong>na</strong> scampag<strong>na</strong>ta<br />

e, quel che più <strong>con</strong>ta, il sogno si<br />

è avverato.<br />

Magia del trail running… �<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 18


CRONACHE...<br />

ULTRA TRAIL del<br />

GRAN SASSO<br />

>>I pionieri


gi dove bagno il mio cappello a falde<br />

larghe (si rivelerà u<strong>na</strong> vera mano<br />

santa soprattutto nella se<strong>con</strong>da<br />

parte del percorso) e poi ci inoltriamo<br />

sui prati correndo fra le vacche<br />

che pas<strong>col</strong>ano placidamente nella<br />

zo<strong>na</strong>. Il percorso ci <strong>con</strong>duce ad un<br />

suggestivo passaggio in un pic<strong>col</strong>o<br />

canyon all’uscita del quale ci si para<br />

in<strong>na</strong>nzi il vero “mostro” dell’Ultratrail<br />

del Gran Sasso, ovvero il lunghissimo<br />

pendio del “paginone” che porta in<br />

vetta al Monte Camicia. La montag<strong>na</strong><br />

vista da qui è veramente maestosa,<br />

un’infinita rampa di erba e<br />

pietrisco che sale verso il cielo.<br />

Dopo il canyon ci avviciniamo al Camicia<br />

percorrendo il letto della For<strong>na</strong>ca,<br />

un grande fiume di pietrisco<br />

che si fa strada fra i pas<strong>col</strong>i erbosi<br />

dell’altipiano. La mancanza di tratti<br />

ombreggiati comincia a farsi sentire<br />

nonostante siano solo le nove del<br />

mattino. Arriviamo così all’inizio della<br />

salita “vera”, inforco i bastoncini che<br />

l’organizzazione ci ha portato fin qui<br />

e comincio a salire cercando di trovare<br />

un ritmo decente.<br />

Finché si trattava solo di correre mi<br />

sono difeso bene, ma ora che occorre<br />

un po’ di potenza per superare<br />

i circa 900 metri di dislivello di questa<br />

salito<strong>na</strong>, mi accorgo di essere alla<br />

frutta. Mi superano praticamente<br />

tutti, o almeno questa è la sensazione<br />

che ho io perché sul pendio<br />

dietro di me non vedo nessuno. Non<br />

ho fiato, sento le gambe dure, ho un<br />

fastidiosissimo reflusso allo stomaco e<br />

ogni volta che alzo lo sguardo verso<br />

la vetta del Camicia mi sembra<br />

di non essermi avvici<strong>na</strong>to affatto.<br />

Condivido questo autentico supplizio<br />

<strong>con</strong> Roberta, ma lei almeno ha<br />

u<strong>na</strong> buo<strong>na</strong> scusa per andare piano.<br />

Poche settimane prima ha <strong>con</strong>cluso<br />

il CroMagnon che le ha lasciato in<br />

eredità u<strong>na</strong> bella borsite. Sbuffando<br />

e arrancando, incitandoci a vicenda,<br />

arriviamo in cima fra qualche nuvoletta<br />

che comincia ad addensarsi<br />

sulla montag<strong>na</strong>.<br />

Io mi fermo un attimo per bere e riordi<strong>na</strong>re<br />

un po’ le idee, decido che<br />

comunque farò un giro solo del percorso.<br />

Roberta invece si lancia subito<br />

giù sul sentiero di discesa. Non<br />

la vedrò più. Il giorno dopo scoprirò<br />

che è riuscita a superare indenne il<br />

cancello delle 5 ore e 45 minuti del<br />

primo giro e che ha percorso (e <strong>con</strong>cluso)<br />

anche i restanti 25 chilometri.<br />

U<strong>na</strong> vera trailer!<br />

La discesa si rivela un po’ u<strong>na</strong> trap-<br />

pola, almeno per me. Occorre u<strong>na</strong><br />

buo<strong>na</strong> tecnica (che io non ho) per<br />

riuscire a correre senza rischi su questi<br />

sentieri ingombri di pietroni smossi.<br />

Per non rischiare di farmi male percorro<br />

lunghi tratti al passo evitando<br />

di correre, d’altronde per me a questo<br />

punto il tempo non è più un problema.<br />

Alla fine della discesa, poco prima di<br />

Fonte Vetica, <strong>con</strong>segno i bastoncini<br />

ai volontari e mi involo sugli infiniti<br />

spazi di Campo Imperatore. Questo<br />

tratto di corsa in discesa in mezzo a<br />

vallette di morbidi prati è davvero<br />

stupendo, è un peccato non riuscire<br />

a fare u<strong>na</strong> foto ma a questo punto<br />

sono davvero cotto e la lucidità è<br />

andata a farsi benedire.<br />

Attraverso la strada asfaltata che<br />

taglia l’altipiano e mi rifocillo un po’<br />

all’unico mini-ristoro che è stato approntato<br />

lungo il percorso. Poi il mio<br />

ricordo si fa un po’ <strong>con</strong>fuso: prati,<br />

carrarecce in piano e un’ultima breve<br />

ma ripida salita sotto un sole che<br />

picchia come un fabbro mi depositano<br />

all’inizio della discesa fi<strong>na</strong>le in<br />

paese dove arrivo distrutto, disidratato<br />

ma felice. Taglio il traguardo<br />

insieme a Mario Fattore, lui però ha<br />

25 km in più nelle gambe ed è il vincitore...<br />

�<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 20


CRONACHE...<br />

ECO, prima di tutto<br />

Testo di Alessio >kappadocio< Parauda<br />

Foto: Organizzazione Ventasso<br />

ERA IL 9 LUGLIO 2006 E L’ITALIA GIO-<br />

CAVA LA FINALE DEL CAMPIONATO<br />

MONDIALE. ERO APPENA TORNATO<br />

DA UN PICCOLO PAESE DELL’APPEN-<br />

NINO REGGIANO (BUSANA) ED ERO<br />

STANCO, SÌ, MA FELICE. FELICE PER-<br />

CHÉ DOPO UN MESE E MEZZO DALLA<br />

PRIMA VOLTA CHE AVEVO MESSO UN<br />

PAIO DI SCARPE DA RUNNING AI PIE-<br />

DI, AVEVO PERCORSO LA MIA PRIMA<br />

MARATONA... PARDON, ECOMARA-<br />

TONA.<br />

Ecomarato<strong>na</strong> del<br />

Ventasso 13 luglio 2008<br />

E’ il 13 Luglio 2008, e dopo due<br />

anni sono nuovamente a Busa<strong>na</strong>.<br />

Due anni di esperienza, qualche marato<strong>na</strong>,<br />

un po’ di corse in montag<strong>na</strong><br />

e tanti ricordi; ricordi di unione, festa<br />

paesa<strong>na</strong>, splendida organizzazione<br />

e tanta sofferenza sul percorso.<br />

Il sabato è stato semplicemente<br />

splendido, u<strong>na</strong> cornice bellissima<br />

<strong>con</strong> tantissimi volontari (stupendi volontari),<br />

che ti stanno vicini e ti coc<strong>col</strong>ano<br />

nel miglior modo possibile. In<br />

fondo l’Ecomarato<strong>na</strong> del Ventasso<br />

è, per le persone del luogo, la festa<br />

dell’anno. Ovunque trovi giovani e<br />

anziani che ti ac<strong>col</strong>gono <strong>con</strong> gio-<br />

ia. Come accadde due anni fa, il<br />

buon Vincenzo insieme a Rosy e a<br />

Daniele Me<strong>na</strong>rini, in veste di speaker<br />

veramente in gamba, informano e<br />

danno le necessarie avvertenze sul<br />

percorso del giorno dopo. E quando<br />

Vincenzo puntualizza più volte<br />

sul fatto che questa è u<strong>na</strong> ecomarato<strong>na</strong><br />

mi si apre il cuore. Qui vige<br />

la regola del “NON ABBANDONARE<br />

I RIFIUTI”, come più volte ricorda al<br />

microfono.<br />

Raccomandazioni sulle scarpe da<br />

usare e sulla diffi<strong>col</strong>tà del percorso,<br />

raccomandazioni verso i maratoneti,<br />

cercando di imprimere nelle loro<br />

menti il fatto che le loro tabelle, i loro<br />

lunghi, le loro medie al km QUI non<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 21


hanno<br />

motivo di<br />

esistere.<br />

Mi sento a casa,<br />

un mondo diverso<br />

dalla corsa su strada, un<br />

mondo dove non è il passo<br />

che fa la differenza ma la<br />

“sensazione”.<br />

E come dimenticare i numerosi “Spirito<br />

Trail” fi<strong>na</strong>lmente legati a tratti somatici<br />

piuttosto che a un solo nick<strong>na</strong>me.<br />

La parte se<strong>con</strong>do me più bella di<br />

questa manifestazione è l’atmosfera<br />

che si respira, che la rende unica. E<br />

<strong>con</strong> questa piacevolissima sensazione<br />

si arriva fi<strong>na</strong>lmente alle 8.30 della<br />

domenica matti<strong>na</strong>.<br />

Non parlerò della mia prestazione<br />

perchè non ne sono entusiasta: ho<br />

migliorato<br />

di<br />

22 minuti<br />

la precedente<br />

prestazione,<br />

ma u<strong>na</strong> <strong>col</strong>azione<br />

sbagliata, gli sbalzi<br />

termici nell’attacco al<br />

Ventasso, il successivo co<strong>na</strong>to<br />

di vomito nei pressi del<br />

lago per la <strong>con</strong>gestione rimediata<br />

e la diffi<strong>col</strong>tà di alimentarmi<br />

nei successivi ristori, mi hanno certamente<br />

limato.<br />

Parlerò invece di un percorso che<br />

spesso viene sottovalutato ma che<br />

fa pagare il <strong>con</strong>to tutto insieme.<br />

La partenza è tra gli applausi del<br />

pubblico che ti seguono per tutto il<br />

giro del paese, poi si comincia.<br />

Un sentiero <strong>con</strong> <strong>con</strong>tinui saliscendi ci<br />

accompag<strong>na</strong> tra Busa<strong>na</strong> e Cerva-<br />

rezza<br />

(circa 6<br />

km). Simpatica<br />

è l’iniziativa<br />

proposta<br />

dagli organizzatori<br />

che regalano ai primi<br />

3 che passano sotto<br />

il traguardo di Cervarezza<br />

ai rintocchi delle campane<br />

alle ore 9, u<strong>na</strong> cassa di bottiglie<br />

di vino.<br />

Da qui si affronta un tratto asfaltato<br />

fino a raggiungere il ristoro del Camping.<br />

Un trio di musicanti Irlandesi<br />

ci accoglie <strong>con</strong> lo splendido suono<br />

delle cor<strong>na</strong>muse (molto cari<strong>na</strong> la ragazza<br />

che suo<strong>na</strong>va). Breve ristoro e<br />

poi si affronta un tratto in leggera salita<br />

seguito da u<strong>na</strong> discesa costante<br />

fino a Busa<strong>na</strong> (siamo a 11 km).<br />

La discesa <strong>con</strong>tinua, poi attraverso<br />

boschi e ruscelli si ricomincia a salire,<br />

prima <strong>con</strong> fare molto lieve fino a Nismozza<br />

e poi rincarando la dose fino<br />

alla vetta del Ventasso. E’ quello che<br />

viene chiamato “il tirone” e rappresenta<br />

sicuramente il primo momento<br />

in cui gli stradaioli devono fare i <strong>con</strong>ti<br />

<strong>con</strong> le loro tabelle e i loro riferimenti.<br />

Dal Ventasso comincia u<strong>na</strong> discesa<br />

su sassaiola che porta ad uno splendido<br />

lago da cui comincia la se<strong>con</strong>da,<br />

tremenda anche se corta, salita<br />

che finisce di distruggere i sogni degli<br />

amanti del 3.30/4.00 al km. Il panorama<br />

in questo tratto dà il meglio<br />

di sé e accompag<strong>na</strong> i runners nella<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 22


discesa che porta al ristoro del 27°<br />

km. La stanchezza si fa sentire e i successivi<br />

4 km di asfalto possono essere<br />

di respiro per alcuni o di sofferenza<br />

per altri. Ma alla fine u<strong>na</strong> deviazione<br />

a sinistra ti riporta su terreno che<br />

scendendo giunge a Montemiscoso.<br />

U<strong>na</strong> breve sosta e poi cominciano gli<br />

ultimi, lunghissimi 12 km. Un saliscendi<br />

<strong>con</strong>tinuo che dopo 8 km e un po’<br />

di scalini ti riporta al ristoro del Camping<br />

in<strong>con</strong>trato al 6° km.<br />

Da qui gli ultimi 4 km sono già <strong>con</strong>osciuti<br />

perché ripercorrono un tracciato<br />

già fatto, ma affrontarlo <strong>con</strong><br />

6 o <strong>con</strong> 38 km sulle gambe, fa tutta<br />

un’altra impressione.<br />

Volendo tirare le somme, alla fine<br />

sono giunto al traguardo stremato<br />

(più per il malessere fisico che per la<br />

fatica); ho coinvolto la mia ragazza,<br />

suo padre e un amico che hanno<br />

amato immediatamente questo genere<br />

di gare ringraziandomi per aver<br />

fatto loro <strong>con</strong>oscere questo modo di<br />

vivere la corsa. E infine ho <strong>con</strong>osciuto<br />

nuovi amici e in<strong>con</strong>trato vecchie<br />

<strong>con</strong>oscenze.<br />

Sono stati sì 42.195 m (circa 7.500 m<br />

di asfalto), <strong>con</strong> un dislivello di +2.062<br />

m/-2.062 m, ma la cosa importante<br />

è che sono ancora oggi entusiasta,<br />

distrutto ma felice di aver corso il<br />

Ventasso. �<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 23


CONCORSO FOTOGRAFICO...<br />

“SCATTI…<br />

DI CORSA!”<br />

“SPIRITO TRAIL” BANDISCE IL<br />

1° CONCORSO FOTOGRA-<br />

FICO “SCATTI… DI CORSA!”<br />

SUL TEMA: “LA CORSA IN NA-<br />

TURA” OVVERO IMMAGINI<br />

ED EMOZIONI DEL TRAIL RUN-<br />

NING.<br />

Regolamento<br />

1. La partecipazione è gratuita e aperta<br />

a tutti, senza distinzione di età o <strong>na</strong>zio<strong>na</strong>lità.<br />

2. Il <strong>con</strong>corso prevede u<strong>na</strong> sola categoria<br />

ma è lasciata la massima libertà sia<br />

nell’interpretazione del soggetto sia nella<br />

tecnica.<br />

3. Ogni autore/autrice può presentare<br />

un massimo di 3 fotografie in b/n e/o <strong>col</strong>ore.<br />

Sono ammesse elaborazioni digitali.<br />

4. Le opere dovranno avere le seguenti<br />

caratteristiche:<br />

. essere esclusivamente in formato digitale<br />

JPG<br />

. essere spedite via e-mail a redazione@<br />

spiritotrail.it<br />

. essere nomi<strong>na</strong>te <strong>con</strong> cognome e nome<br />

dell’autore e numero progressivo in minus<strong>col</strong>o<br />

separate da under_score (esempio:<br />

rossi_marco_01.jpg rossi_marco_02.<br />

jpg )<br />

5. Le foto potranno essere accompag<strong>na</strong>te<br />

da u<strong>na</strong> didascalia, u<strong>na</strong> storia, u<strong>na</strong><br />

poesia per rac<strong>con</strong>tare l’evento legato al<br />

soggetto fotografato.<br />

6. Le foto possono essere state scattate<br />

in ogni parte del mondo.<br />

7. Le foto pervenute sono a disposizione<br />

della redazione e possono essere utilizzate<br />

senza vin<strong>col</strong>o alcuno.<br />

8. Gli autori, inviando le foto, dispensano<br />

la redazione da qualsiasi onere presente<br />

e futuro, garantendo che le stesse opere<br />

non sono gravate da qualsivoglia diritto.<br />

9. Le opere dovranno essere di proprietà<br />

dell’autore, non sono ammesse foto non<br />

scattate dell’autore<br />

10. Il giudizio della Giuria è insindacabile<br />

ed i<strong>na</strong>ppellabile.<br />

11. Ogni autore è responsabile del <strong>con</strong>tenuto<br />

delle immagini pervenute e ne<br />

autorizza l’esposizione in internet sul sito<br />

www.spiritotrail.it<br />

12. La premiazione verrà effettuata in<br />

data e luogo da definirsi al termine del<br />

<strong>con</strong>corso.<br />

13. L’invio stesso delle foto verrà <strong>con</strong>siderato<br />

come accettazione del presente<br />

Regolamento.<br />

COMMISSIONE<br />

La commissione esami<strong>na</strong>trice, presieduta<br />

dalla fotografa Belinda Sorice, è<br />

composta dalla redazione della webzine<br />

Spiritotrail. La commissione deciderà<br />

insindacabilmente le opere da premiare<br />

basandosi sui criteri seguenti:<br />

1) QUALITA’ E TECNICA FOTOGRAFICA<br />

2) CREATIVITA’<br />

3) PUNTO DI RIPRESA<br />

L’elenco dei primi classificati verrà pubblicato<br />

online sul sito www.spiritotrail.it. Il<br />

vincitore sarà <strong>con</strong>tattato direttamente<br />

dalla redazione.<br />

PREMI<br />

Tra le foto pervenute entro il giorno 20<br />

di ciascun mese, la commissione esami<strong>na</strong>trice<br />

sceglierà la “Foto del mese”<br />

che verrà pubblicata sulla webzine<br />

“Spiritotrail” del mese successivo. Tra le<br />

6 foto prescelte come “foto del mese”<br />

nel periodo luglio 2008 – dicembre 2008<br />

verrà scelto un vincitore assoluto, la cui<br />

foto verrà premiata <strong>con</strong> il titolo di “Foto<br />

dell’anno”. La foto dell’anno, oltre ad essere<br />

pubblicata sul numero di dicembre<br />

della webzine, rimarrà esposta per almeno<br />

un anno al seguente indirizzo:<br />

www.spiritotrail.it<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 24


Dario Tartari fotografato da Claudio Guareschi<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 25


VOX FORUM...<br />

IO NON GETTO<br />

I MIEI RIFIUTI<br />

Testo di Matteo >emme< Grassi<br />

PARTE CON QUESTO<br />

NUMERO UNA NUOVA<br />

RUBRICA CHIAMATA “VOX<br />

FORUM”, OVVERO “LA VOCE<br />

DEL FORUM”. ABBIAMO<br />

SEMPRE DETTO CHE LA<br />

WEBZINE SPIRITO TRAIL È UNA<br />

CREATURA CHE NASCE DALLA<br />

PASSIONE DEI TRAIL RUNNERS,<br />

E IL CUORE DI QUESTA<br />

CREATURA PULSA PROPRIO<br />

ALL’INTERNO DEL FORUM DI<br />

WWW.SPIRITOTRAIL.IT.<br />

DA QUI, OGNI MESE,<br />

SELEZIONEREMO UN<br />

ARGOMENTO IMPORTANTE,<br />

CHE HA STIMOLATO LA<br />

DISCUSSIONE TRA GLI UTENTI.<br />

PARTIAMO ALLORA DA UN<br />

TEMA CHE CI STA MOLTO<br />

A CUORE: IL RISPETTO PER<br />

L’AMBIENTE E PER LA NATURA.<br />

COSA FARE PER COMBATTERE<br />

IL BRUTTO VIZIO DI GETTARE<br />

RIFIUTI PER TERRA DURANTE LE<br />

GARE TRAIL?<br />

Sono vent’anni che corro<br />

per sentieri e nei boschi,<br />

nelle valli e fin su, sulle cime.<br />

Ho iniziato, come molti, alle non<br />

competitive vicino a casa, sui<br />

miei amati <strong>col</strong>li. In<strong>na</strong>morato da<br />

subito della corsa, non ho mai<br />

digerito però quello spetta<strong>col</strong>o che<br />

regolarmente, ogni domenica, da<br />

allora <strong>con</strong>tinuo a vedere intorno<br />

ai ristori: u<strong>na</strong> tempesta di bicchieri<br />

di plastica abbando<strong>na</strong>ti e, peggio<br />

ancora, anche lungo il percorso,<br />

infilati sui rami, schiacciati per<br />

terra, rovesciati a lato strada.<br />

Un anno fa, curiosando nel web, sono<br />

incappato in un sito in cui si parlava<br />

di u<strong>na</strong> corsa “eco”, senza ristori per<br />

non sporcare e per evitare sprechi,<br />

senza quelle orrende fettucce<br />

di plastica che troppo spesso<br />

rimangono abbando<strong>na</strong>te a s<strong>col</strong>orire<br />

per i successivi 364 giorni dell’anno.<br />

Così quest’anno, cioè lo scorso<br />

22 giugno, mi sono presentato<br />

anch’io a quella corsa, la Lavaredo<br />

Ultratrail. La sera prima della<br />

gara l’organizzatore, Simone,<br />

che nel frattempo è diventato un<br />

amico, ha raccomandato a tutti:<br />

non abbando<strong>na</strong>te nulla lungo il<br />

percorso perché si corre in <strong>na</strong>tura,<br />

MIEI RIFIUTI IO NON GETTO I MIEI RIFIUTI IO NON GETTO I MIEI<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 26


in ambienti protetti e delicati.<br />

Miiiiiii, ho pensato io. Che scrupoli,<br />

non ce n’è mica bisogno. Qua<br />

siamo tutti appassio<strong>na</strong>ti di<br />

montag<strong>na</strong>, tutta gente in gamba!<br />

Macché appassio<strong>na</strong>ti e<br />

appassio<strong>na</strong>ti...!<br />

Peggio che alle non competitive.<br />

Carte di gel e di barrette,<br />

buste di sali… E così ho iniziato<br />

a raccogliere quello che i<br />

maleducati che mi precedevano<br />

avevano abbando<strong>na</strong>to. All’arrivo<br />

poi vedo che anche Stefano,<br />

Francesco e altri avevano fatto<br />

altrettanto. Da non crederci, se<br />

non l’avessi visto <strong>con</strong> i miei occhi.<br />

Da lì allora è partita u<strong>na</strong> discussione<br />

accesa nel Forum di spiritotrail.it (qui<br />

di seguito ne pubblichiamo alcuni<br />

estratti) e ho capito due cose.<br />

Primo che il fenomeno è diffuso<br />

tanto alle Skyrace quanto alle altre<br />

gare trail, se<strong>con</strong>do che a fronte di<br />

qualche maleducato ci sono tanti<br />

appassio<strong>na</strong>ti veri che sono pronti<br />

a darsi da fare perché qualcosa<br />

cambi.<br />

Così è <strong>na</strong>ta “IO NON GETTO I<br />

MIEI RIFIUTI”, u<strong>na</strong> campag<strong>na</strong> di<br />

sensibilizzazione ed educazione<br />

ambientale, promossa dalla<br />

redazione di Spiritotrail, il cui<br />

scopo sarà quello informativo ed<br />

educativo, e si attuerà <strong>con</strong> azioni<br />

<strong>con</strong>crete come la realizzazione di<br />

uno speciale sacchetto porta-rifiuti<br />

da appendere agli spallacci dello<br />

zaino (<strong>con</strong> il logo della campag<strong>na</strong>)<br />

e l’asseg<strong>na</strong>zione di un “bollino” di<br />

qualità alle gare che, aderendo<br />

all’iniziativa, si impegneranno<br />

a promuovere l’educazione<br />

ambientale e il rispetto per la<br />

<strong>na</strong>tura, ma anche a ripulire i sentieri<br />

al termine delle manifestazioni.<br />

Abbiamo <strong>con</strong>tattato un po’ di<br />

amici, atleti, gior<strong>na</strong>listi, esperti e<br />

organizzatori di corse, i quali hanno<br />

risposto <strong>con</strong> entusiasmo e hanno da<br />

subito aderito all’iniziativa.<br />

• Emanuela Brizio (atleta)<br />

• Simone Brogioni (Lavaredo Ultra<br />

Trail, Spiritotrail)<br />

• Monica Carlin (atleta)<br />

• Monica Casiraghi (atleta)<br />

• Corinne Favre (atleta)<br />

• Checco Galanzino (atleta, gli<br />

Orsi)<br />

• Topher Gaylord (atleta,<br />

presidente <strong>The</strong> <strong>North</strong> <strong>Face</strong>)<br />

• Kim Gaylord (atleta)<br />

• Marino Giacometti (presidente<br />

Federation for Sport at Altitude)<br />

• Karine Herry (atleta)<br />

• Fulvio Massa (atleta, Correre, gli<br />

Orsi)<br />

• Pietro Martinengo (Cro-Magnon<br />

e Neander Trail)<br />

• Daniele Me<strong>na</strong>rini (Direttore di<br />

Correre)<br />

• Aurelio Michelangeli (presidente<br />

Trail Running Italia)<br />

• Stefano Michelet (presidente<br />

Ecomaratone d’Italia,<br />

Ecomarato<strong>na</strong> dei Cimbri,<br />

Spiritotrail)<br />

• Marco Olmo (atleta)<br />

• Maurizio Scilla (atleta, Trail del<br />

Bangher, Trail del Monte Casto,<br />

Spiritotrail)<br />

• Dawa Sherpa (atleta)<br />

• Leo<strong>na</strong>rdo Soresi (Correre,<br />

Spiritotrail)<br />

• Pietro Trabucchi (atleta,<br />

psi<strong>col</strong>ogo <strong>na</strong>zio<strong>na</strong>le triathlon e<br />

sci di fondo, gli Orsi)<br />

• Lorenzo Trincheri (atleta)<br />

• Enrico Vedilei (atleta, resp.<br />

TRAIL RUNNING I.U.T.A.)<br />

DALLA VOCE DEL FORUM...<br />

di simone brogioni il lunedì 30<br />

giugno 2008, 11:18<br />

Cosa possiamo fare, tutti insieme,<br />

per far capire alla gente che NON<br />

ESISTE che si gettino carte, involucri,<br />

addirittura bottigliette di plastica, non<br />

solo in montag<strong>na</strong> o nei luoghi protetti,<br />

ma in qualsiasi parte di mondo?<br />

di DARTAGNAN il lunedì 30 giugno<br />

2008, 11:53<br />

Bisog<strong>na</strong> educare dalla <strong>na</strong>scita! Il<br />

partecipare a competizioni, gare,<br />

escursioni competitive, trail e ultratrail<br />

in montag<strong>na</strong> non significa essere<br />

amanti della <strong>na</strong>tura e rispettarla.<br />

Non servono regole o postille<br />

varie, pe<strong>na</strong>lizzazioni o squalifiche.<br />

Purtroppo dove c’è ignoranza c’è<br />

maleducazione e non c’è né il rispetto<br />

per il prossimo e ancor meno per<br />

l’ambiente.<br />

di RobPNGP il lunedì 30 giugno 2008,<br />

13:48<br />

Mi chiedo come fai a partecipare<br />

ad u<strong>na</strong> gara in <strong>na</strong>tura e non avere<br />

rispetto per essa?!<br />

Penso che questi “maleducati”<br />

gli avvisi, i regolamenti e le<br />

raccomandazioni neanche le<br />

as<strong>col</strong>tano e se le as<strong>col</strong>tano gli<br />

entrano da u<strong>na</strong> parte e gli es<strong>con</strong>o<br />

dall’altra sicuri già di trasgredire.<br />

Ci andrebbero sanzioni severe,<br />

severa applicazione delle sanzioni<br />

e punizioni esemplari. Il difficile<br />

purtroppo è riuscire ad eseguire<br />

un <strong>con</strong>trollo efficace, perché se si<br />

riuscisse a beccarne uno sul fatto si<br />

dovrebbe pubblicizzare al massimo<br />

la punizione, tipo squalifica per tre<br />

mesi da tutte le gare e se recidivo<br />

sospensione per un anno della<br />

tessera.<br />

di cesta il lunedì 30 giugno 2008,<br />

14:15<br />

Forse dei cartelli stile seg<strong>na</strong>le stradale<br />

dissemi<strong>na</strong>ti lungo il tracciato possono<br />

servire a rinfrescare la coscienza<br />

civico-moral-<strong>na</strong>turalistica di chi da<br />

questo punto di vista è lacunoso, o<br />

nella peggiore delle ipotesi svolgere<br />

un servizio scopa del giorno dopo.<br />

MIEI RIFIUTI IO NON GETTO I MIEI RIFIUTI IO NON GETTO I MIEI<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 27


Uno o più team di “disinfestazione”<br />

ognuno <strong>con</strong> un ben preciso settore<br />

del tracciato di gara da rastrellare.<br />

1. di kappadocio il lunedì 30<br />

giugno 2008, 15:03<br />

CONTROLLO: vigili di percorso che<br />

potrebbero essere anche gli stessi<br />

runners, ri<strong>con</strong>seg<strong>na</strong> sacchetto portarifiuti,<br />

foto sul percorso.<br />

PREVENZIONE: far firmare un modulo<br />

apposito al momento del ritiro del<br />

pettorale che ha lo scopo di ribadire<br />

la volontà dell’organizzazione di fare<br />

<strong>con</strong>trollo ambientale, cartelli lungo<br />

la strada, comunicazione alle singole<br />

associazioni di tesseramento (FIDAL<br />

UISP FSA etc.) dove sia indicato<br />

chiaramente a che cosa andranno<br />

in<strong>con</strong>tro i tesserati squalificati.<br />

SANZIONI: squalifica su percorso<br />

e divieto di partecipazione per<br />

almeno 1 anno, nella classifica<br />

andrà prevista u<strong>na</strong> apposita lista<br />

dei partecipanti squalificati da<br />

cui si veda bene anche l’ente di<br />

tesseramento, comunicazione da<br />

parte degli organizzatori ai singoli enti<br />

di tesseramento e ai gruppi podistici<br />

in questione della decisione presa.<br />

2. di Checo il mer<strong>col</strong>edì 2<br />

luglio 2008, 0:28<br />

Quando quelli che buttano<br />

l’immondizia saranno cir<strong>con</strong>dati da<br />

gente che raccoglie, e lo vedranno,<br />

la prima volta si sentiranno grandi,<br />

la se<strong>con</strong>da un po’ meno, la terza<br />

dei vermi. Oltre magari a rischiare la<br />

squalifica e la messa alla pubblica<br />

berli<strong>na</strong>. Ma alla berli<strong>na</strong> lo saranno già<br />

di fatto, per la dimostrazione evidente<br />

di comportamento positivo da parte<br />

di tutti gli altri.<br />

di andreachiocciola il mer<strong>col</strong>edì 2<br />

luglio 2008, 15:55<br />

- inserimento nel regolamento<br />

dell’arti<strong>col</strong>o riguardante la squalifica<br />

in caso di flagranza di reato<br />

- <strong>con</strong>seg<strong>na</strong>, insieme al pettorale,<br />

del retino porta-rifiuti da fissare<br />

allo zainetto, in modo da calcare<br />

ulteriormente il <strong>con</strong>cetto e di non<br />

dare appigli di sorta (non lo sapevo,<br />

non c’erano pattumiere, etc...)<br />

di marcobummi il venerdì 4 luglio<br />

2008, 8:22<br />

Smettiamo di stupirci che c’è chi<br />

sporca ed inqui<strong>na</strong> anche fra i trailer, il<br />

fatto di essere persone che corrono in<br />

mezzo alla <strong>na</strong>tura non significa che lo<br />

facciano per amore verso di essa. Ho<br />

notato che molto spesso chi pratica<br />

questa attività non lo fa per il piacere<br />

di essere immerso in un bell’ambiente,<br />

magari a parole di<strong>con</strong>o pure che<br />

sono felici di lasciar andare le gambe<br />

su un sentiero, di poter correre rilassati<br />

in un bosco o su un prato, ma in realtà<br />

l’unica vera motivazione di molti che<br />

praticano trail è il fatto che si tratta<br />

di un’attività molto dura <strong>con</strong> salite,<br />

dislivelli notevoli, terreno difficile, ecc.<br />

di emme il venerdì 4 luglio 2008,<br />

12:25<br />

Potremmo iniziare <strong>con</strong>:<br />

1 - un po’ di informazione (ciascuno<br />

<strong>con</strong> i propri mezzi, noi <strong>con</strong> Spirito Trail,<br />

altri <strong>con</strong> i propri siti, blog etc.)<br />

2 - potremmo poi portare in giro<br />

questa campag<strong>na</strong>, magari facendoci<br />

un logo da stampare su u<strong>na</strong> maglia o<br />

da attaccare allo zaino (un po’ come<br />

la campag<strong>na</strong> di sensibilizzazione<br />

all’Aids, ve lo ricordate il fiocchetto<br />

rosso? o la bandiera della pace<br />

all’epoca della guerra in Afghanistan)<br />

3 - coinvolgere gli organizzatori delle<br />

corse chiedendo loro di adottare<br />

un provvedimento specifico nei<br />

relativi regolamenti, sensibilizzare i<br />

partecipanti e squalificarli in caso di<br />

mancato rispetto della norma.<br />

di pollo il venerdì 4 luglio 2008, 15:19<br />

La cosa più importante e più<br />

immediata da fare TUTTI noi è:<br />

quando vedi quello davanti buttare<br />

qualcosa, la tiri su, insegui il tale<br />

e, apostrofandolo a GRAN VOCE<br />

affinché tutti gli astanti sentano bene,<br />

gli dici semplicemente “questo te<br />

lo metti in tasca e te lo porti a casa,<br />

zozzone”<br />

3. di fluido il venerdì 4 luglio<br />

2008, 16:54<br />

E’ vero che forse la repressione<br />

non serve, è vero che un ritardo di<br />

classifica lo si può giustificare ai<br />

<strong>con</strong>oscenti, però se aggiungo alla<br />

classifica ufficiale “pe<strong>na</strong>lizzato di tot.<br />

minuti per (xxxxx)”, avrai fatto un<br />

buon tempo ufficioso ma u<strong>na</strong> figura<br />

di m....<br />

4. di fantasma il venerdì 4<br />

luglio 2008, 18:00<br />

Se uno vuole fregarti ti frega<br />

sempre, mentre se lo educhi hai<br />

più probabilità di riuscire, <strong>con</strong> più<br />

persone.<br />

di Distinto il mer<strong>col</strong>edì 23 luglio<br />

2008, 13:58<br />

Ok educare i <strong>con</strong>correnti, ma<br />

l’organizzazione dovrebbe iniziare<br />

nel sensibilizzare anche i volontari ai<br />

ristori. Quante volte mi sono sentito<br />

dire dai volontari: “butta pure per<br />

terra che poi raccogliamo noi” . TUTTA<br />

l’organizzazione deve farsi carico<br />

del problema, e chi sta ai ristori<br />

dovrebbe:<br />

- vigilare che non si butti nulla per<br />

terra<br />

- approntare cestini capienti<br />

- provvedere a svuotarli<br />

- rendere il gesto il più efficiente<br />

possibile (non sacchi ripiegati e solo a<br />

2 metri dal banchetto). Non risolverà<br />

certo il problema delle carte dei gel<br />

che uno si porta da casa, ma almeno<br />

renderà chiaro che l’organizzazione<br />

non predica bene per razzolare male.<br />

di robbi r. il mer<strong>col</strong>edì 23 luglio<br />

2008, 15:13<br />

Non sono d’accordo sul raccogliere<br />

la spazzatura degli altri, fino a quando<br />

qualcuno la raccoglie, ci sarà sempre<br />

chi la butta. Che siano applicati alla<br />

lettera i regolamenti, <strong>con</strong>trolli più<br />

severi e appunto, quando è il caso,<br />

squalifica.<br />

5. La discussione prosegue sul<br />

forum di www.spiritotrail.it...<br />

MIEI RIFIUTI IO NON GETTO I MIEI RIFIUTI IO NON GETTO I MIEI<br />

u<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 28


E=mp 3<br />

...NUOVA ENERGIA?<br />

TUTTO QUELLO CHE AVRESTE VOLUTO SAPERE SULL’MP3,<br />

MA NON AVETE MAI OSATO CHIEDERE...<br />

Testo di Francesco >checo< Zanchetta<br />

ATTUALITA’...<br />

A NESSUNO, PENSO, SARÀ<br />

SFUGGITO CHE SEMPRE PIÙ<br />

PODISTI USANO LE CUFFIETTE<br />

CON I RIPRODUTTORI MP3 O<br />

SIMILI, ANCHE SE CORRONO<br />

IN AMBIENTE NATURALE.<br />

PER QUELLI COME ME,<br />

ABITUATI AD ASCOLTARE<br />

IL PROPRIO CORPO E I<br />

SUONI DELLA NATURA, È<br />

UN QUALCOSA DI ALIENO;<br />

NON RIUSCIAMO A CAPIRE<br />

PERCHÉ IN COSÌ TANTI AMINO<br />

ASCOLTARE LA MUSICA<br />

MENTRE CORRONO.<br />

Potremmo ad un giudizio<br />

superficiale <strong>con</strong>siderarli<br />

tutti un po’ suo<strong>na</strong>ti (!),<br />

ma anche in questo caso<br />

occorre non fermarsi alle<br />

apparenze. Evitiamo di<br />

mandarli sommariamente<br />

al rogo, come già<br />

accadde se<strong>col</strong>i fa per<br />

chi magari sentiva delle<br />

voci pur non avendo<br />

gli auri<strong>col</strong>ari (streghe,<br />

stregoni o precursori?).<br />

Ecco che quindi la cosa migliore è<br />

parlarci assieme, per capire che<br />

forse non sono moderni eretici,<br />

pur <strong>con</strong> il loro aspetto bionico<br />

e le protesi elettroacustiche.<br />

Ho “rotto le scatole” ad alcuni podisti,<br />

in<strong>con</strong>trati alle corse domenicali<br />

o in alle<strong>na</strong>mento la sera dopo il<br />

lavoro, e a tutti ho fatto la fatidica<br />

domanda: “Vedo che as<strong>col</strong>ti la<br />

musica mentre corri: PERCHE’?”.<br />

Diego, prima di u<strong>na</strong> partenza:<br />

D: “La musica mi dà u<strong>na</strong> mano<br />

quando arrivano le crisi, quando<br />

è difficile andare avanti.”<br />

C: “Ti aiuta a mantenere<br />

lo stesso l’andatura?”<br />

D: “Non tengo gli auri<strong>col</strong>ari per il ritmo,<br />

mi aiutano quando sono affaticato<br />

e sotto sforzo, as<strong>col</strong>to la musica e<br />

così non penso al mio respiro e alla<br />

fatica.”<br />

Con Lorenza ho fatto u<strong>na</strong> lunga e<br />

piacevole chiacchierata correndo,<br />

ma siccome non riesco ancora a<br />

prendere appunti in corsa (dura<br />

la vita del reporter...), ho fatto un<br />

po’ di <strong>con</strong>fusione nella mia testa<br />

semivuota, e quindi in seguito le ho<br />

chiesto via mail di provare a spiegare:<br />

L: “Stamatti<strong>na</strong> alle 5 sono andata a<br />

correre e mi sono chiesta, pensando<br />

alla tua mail che avevo letto ieri,<br />

perché corro <strong>con</strong> l’mp3; ebbene, alle<br />

5 del mattino sei sola per la strada,<br />

al massimo in<strong>con</strong>tri poche persone<br />

che, ancora asson<strong>na</strong>te, se ne vanno<br />

al lavoro e appe<strong>na</strong> ti scorgono ti<br />

guardano come se tu fossi pazza...<br />

La musica mi tiene compagnia,<br />

è in sottofondo, come ti ho detto<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 29


metto solo un auri<strong>col</strong>are, l’altro non<br />

lo metto per sicurezza, devo sempre<br />

sentire se arriva u<strong>na</strong> macchi<strong>na</strong> ed<br />

essere pronta ad evitarla se questa<br />

non mi ha visto. Non ce<br />

ne sono molte alle 5 del<br />

mattino, ma la prudenza<br />

non è mai troppa!<br />

Comunque stamatti<strong>na</strong>,<br />

<strong>con</strong> il mio Jovanotti<br />

che mi parlava, ho<br />

sentito anche il canto<br />

degli uccellini, ho visto<br />

l’alba e ho visto la città<br />

svegliarsi poco a poco.<br />

La musica mi tiene<br />

compagnia. Tutto qui.<br />

Ma non bisog<strong>na</strong> mai<br />

tenerla a tutto volume,<br />

r i n c o g l i o n i r e b b e<br />

e basta, e scusa il<br />

termine. Tu mi dicevi<br />

che quando corri in<br />

mezzo alla <strong>na</strong>tura è<br />

quella che as<strong>col</strong>ti... ed<br />

è vero, ma si riesce ad<br />

as<strong>col</strong>tarla lo stesso ed<br />

è meraviglioso anche<br />

solo poterla vedere.”<br />

An<strong>na</strong> è la perso<strong>na</strong><br />

che penso di avere<br />

disturbato di più,<br />

ma l’ho capito<br />

dopo, as<strong>col</strong>tando le sue risposte:<br />

A: “Uso l’mp3 perché mi isola.”<br />

C: “Da che cosa?”<br />

A: “Da quello che sto facendo.”<br />

C: “Non ti piace correre? Ti<br />

imponi di correre e la musica<br />

ti distrae dalla fatica?”<br />

A: “No, mi piace correre, ma la<br />

musica mi fa staccare da tutto.”<br />

C: “Tutto che cosa?”<br />

A: “Da tutto; da me<br />

stessa, dai miei pensieri...”<br />

C: “Perché correre ti fa<br />

venire pensieri negativi?”<br />

A: “No, ma quando corro<br />

non voglio pensare, voglio<br />

rilassare anche la mente.”<br />

C: “E quindi ti piace la musica,<br />

e la musica ti toglie dalla<br />

mente qualsiasi pensiero.”<br />

A: “Si, più o meno.”<br />

In seguito l’ho incrociata<br />

nuovamente e non avevo neanche<br />

il coraggio di risalutarla. Non<br />

volevo rompere di nuovo il suo<br />

magico isolamento. Potremmo<br />

definirla podista di clausura?<br />

Con Luigi il discorso si<br />

fa quasi professio<strong>na</strong>le...<br />

L: “Perché mi tiene compagnia,<br />

mi aiuta a sopportare i<br />

momenti di diffi<strong>col</strong>tà.”<br />

“ebbene, alle<br />

5 del mattino<br />

sei sola per<br />

la strada,<br />

al massimo<br />

in<strong>con</strong>tri poche<br />

persone<br />

che, ancora<br />

asson<strong>na</strong>te,<br />

se ne vanno<br />

al lavoro e<br />

appe<strong>na</strong> ti<br />

scorgono ti<br />

guardano<br />

come se tu fossi<br />

pazza...<br />

C: “Per te la corsa non è<br />

un’esperienza piacevole?”<br />

L: “No, anzi, mi piace!”<br />

C: “Quanto corri di solito?”<br />

L: “Ho iniziato a correre<br />

cinque anni fa, e non<br />

usavo l’mp3, arrivavo a<br />

fare fino a venti km...”<br />

C: “Quindi corri<br />

abbastanza a lungo...”<br />

L: “Un anno fa però ho<br />

dovuto interrompere<br />

per motivi fisici.<br />

Quando ho ripreso<br />

ho fatto molta fatica<br />

e per aiutarmi a<br />

sopportare il disagio<br />

ho iniziato ad as<strong>col</strong>tare<br />

musica correndo.”<br />

C: “Però adesso<br />

<strong>con</strong>tinui ad as<strong>col</strong>tare la<br />

musica, mentre corri...”<br />

L: “Sì perché mi<br />

tiene compagnia.”<br />

C: “Allora tu sei<br />

u<strong>na</strong> perso<strong>na</strong> che<br />

ama correre in<br />

compagnia...”<br />

L: “Sì, se sono in<br />

compagnia non<br />

as<strong>col</strong>to la musica.<br />

Aspetta però, se vuoi<br />

ti parlo anche degli<br />

aspetti negativi!”<br />

C: “Oh, sì!”<br />

L: “La musica non ti permette di<br />

as<strong>col</strong>tare il traffico e quello che<br />

c’è intorno, poi si fa fatica a tenere<br />

u<strong>na</strong> velocità regolare perché certi<br />

pezzi più ritmati e veloci ti fanno<br />

aumentare troppo l’andatura.”<br />

C: “E quindi vai in<br />

debito d’ossigeno...”<br />

L: “Sì, ti spezza il fiato (nel<br />

senso che ti spezza...),<br />

mentre quando il ritmo<br />

è più lento ti fa diminuire<br />

l’andatura anche se<br />

non vuoi. L’mp3 non<br />

va bene se si vuole fare<br />

u<strong>na</strong> preparazione seria.”<br />

Paola e Nadia<br />

le ho in<strong>con</strong>trate<br />

mentre si preparavano a<br />

partire, intorno alle 20.30:<br />

N: “Noi non abbiamo velleità<br />

agonistiche, non abbiamo un<br />

fisico atletico come il tuo (eh eh,<br />

buongustaia...), corriamo per sentirci<br />

bene e la musica ci tiene compagnia.”<br />

P: “Perché la musica dà la carica, aiuta<br />

a mantenere il ritmo, rende la corsa<br />

più varia e stimolante. A se<strong>con</strong>da del<br />

ritmo della musica si varia l’andatura<br />

e la corsa diventa più piacevole.”<br />

C: “Quindi non vi piace<br />

“sono, tutto<br />

s o m m a t o ,<br />

p e r s o n e<br />

normali pur<br />

nella loro<br />

stravaganza”<br />

correre da sole?”<br />

N: “Noi in genere corriamo assieme<br />

appaiate e teniamo un auri<strong>col</strong>are<br />

sul lato esterno per sentire la<br />

musica, sul lato interno senza per<br />

chiacchierare. Mentre corriamo<br />

as<strong>col</strong>tiamo musica da u<strong>na</strong> parte<br />

e chiacchieriamo dall’altra.”<br />

P: “Lavoriamo tutto il giorno e<br />

possiamo correre solo la sera a<br />

quest’ora, la musica ci aiuta a rilassarci<br />

e farci venire pensieri positivi, perché<br />

la musica è bella e ci dà positività.”<br />

C: “U<strong>na</strong> cosa che ho notato<br />

è che ci sono molte più<br />

donne rispetto agli uomini che<br />

as<strong>col</strong>tano la musica correndo.”<br />

N: “Non è vero, anzi, è piuttosto il<br />

<strong>con</strong>trario! Qui intorno è pieno di bei<br />

ragazzi che corrono <strong>con</strong> le cuffiette, ne<br />

è passato uno anche un attimo fa...”<br />

C: “Ah, sì, dev’essere stato Luigi,<br />

ho beccato anche lui prima...”<br />

Anche Marian<strong>na</strong> e Daniela<br />

corrono insieme, praticamente<br />

tutti i giorni, e <strong>con</strong>fermano:<br />

M: “Mi isola da tutto, corro tutti i<br />

giorni proprio per avere un momento<br />

tutto per me e la musica mi aiuta ad<br />

isolarmi. Poi non mi fa sentire la fatica,<br />

mi distrae e mi toglie i pensieri.”<br />

D: “La musica mi dà la carica, a volte<br />

corro a ritmo di musica e adatto il mio<br />

passo alla musica e questo mi piace.”<br />

C: “U<strong>na</strong> cosa simile al ballo?”<br />

D: “No, è diverso, è u<strong>na</strong> questione<br />

di armonia... Correndo in<br />

compagnia non sempre as<strong>col</strong>tiamo<br />

musica, a volte chiacchieriamo,<br />

anche <strong>con</strong> l’auri<strong>col</strong>are.”<br />

Da queste chiacchierate<br />

ho capito che sono,<br />

tutto sommato, persone<br />

normali pur nella<br />

loro stravaganza, e<br />

sinceramente non riesco<br />

a cogliere la mi<strong>na</strong>ccia<br />

all’ordine costituito<br />

portata dalle loro<br />

abitudini. Non credo che<br />

dopo questa esperienza<br />

mi verrà la curiosità di<br />

provare, ma penso di aver capito<br />

che si tratta di u<strong>na</strong> dimensione<br />

diversa del correre. Mi sembra di aver<br />

<strong>col</strong>to, in antitesi del <strong>con</strong>centrarsi su di<br />

sé, u<strong>na</strong> dimensione eterea e leggera<br />

indotta dalla musica, un desiderio<br />

di rilassamento e <strong>con</strong>divisione<br />

nel movimento del corpo.<br />

Forse non avrò capito bene il<br />

bello della musica in corsa, ma<br />

sicuramente ora capisco ancora<br />

meno chi ne vieta l’uso in certe<br />

gare... u<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 30


VADEMECUM...<br />

alimentazione POST-TRAIL<br />

A cura di Gualtiero >Krom< Linetti<br />

Fi<strong>na</strong>lmente siamo arrivati alla fine<br />

della nostra fatica, u<strong>na</strong> ultrafatica<br />

valsa davvero tutti quei<br />

mesi di duro alle<strong>na</strong>mento e di sacrifici<br />

perso<strong>na</strong>li che l'hanno preceduta.<br />

Che siate giunti al traguardo arrancando<br />

o <strong>con</strong> u<strong>na</strong> corsa sciolta, il nostro<br />

organismo si trova in uno stato<br />

di esaurimento delle scorte energetiche,<br />

i mus<strong>col</strong>i e i tendini logorati,<br />

u<strong>na</strong> forte e ingombrante (per la loro<br />

azione immuno-depressiva) presenza<br />

di ossidanti, i famosi radicali liberi,<br />

come scarto della trasformazione<br />

energetica, u<strong>na</strong> carenza organica<br />

di tutti gli apparati (da quello osteoarti<strong>col</strong>are,<br />

appunto, fino ai reni e al<br />

fegato, per esempio) e, non ultima,<br />

u<strong>na</strong> forte disidratazione.<br />

U<strong>na</strong> <strong>con</strong>dizione critica per il nostro<br />

corpo da cui tuttavia è in grado di<br />

risollevarsi. Bastano, sto scrivendo<br />

l'uovo di Colombo, un eccellente riposo<br />

e un adeguato reintegro delle<br />

sostanze necessarie.<br />

Se la prova è stata parti<strong>col</strong>armente<br />

onerosa e stressante, soprattutto per<br />

il numero elevato di chilometri, credo<br />

sia inutile aggravare inutilmente<br />

la ricostruzione dei tessuti danneggiati<br />

e del recupero generale aggiungendo<br />

ad essi u<strong>na</strong> digestione<br />

immediatamente impeg<strong>na</strong>tiva. Ciò<br />

vale per il pasto successivo alla prova<br />

e, in u<strong>na</strong> certa misura, anche per<br />

quelli seguenti. Spesso, aggiungo<br />

inoltre, appe<strong>na</strong> termi<strong>na</strong>ta la gara ci<br />

troviamo in uno stato di repulsione<br />

all'introduzione di qualsiasi cibo solido<br />

e di scarso appetito.<br />

Capite, quindi, l'importanza di essere<br />

moderati ed equilibrati anche<br />

di fronte ad intenzioni istintive che<br />

ci vorrebbero costretti all'assalto di<br />

qualsiasi desco.<br />

Cosa dobbiamo fornire essenzialmente<br />

all'organismo?<br />

Ricomporre la riserva energetica,<br />

immagino completamente esausta,<br />

quindi carboidrati, fornire i “mattoni”<br />

proteici, quindi carni, latte e loro derivati,<br />

per la ricostituzione mus<strong>col</strong>are<br />

e osteo-arti<strong>col</strong>are, immettere “antiossidanti”<br />

per <strong>con</strong>trastare l'azione<br />

immuno-depressiva dei radicali liberi.<br />

In pratica, in un primissimo pasto,<br />

non dovremo eccedere <strong>con</strong> cibi<br />

troppo calorici e di lenta assimilazione:<br />

essenzialmente carboidrati e<br />

proteine, frutta e verdura, scelta tra<br />

la più digeribile e ricca di liquidi, se a<br />

polpa <strong>col</strong>orata tanto meglio.<br />

Dal pasto successivo si potranno introdurre<br />

porzioni più <strong>con</strong>sistenti e cibi<br />

più complessi essendo lo stomaco<br />

ormai in via di stabilizzazione.<br />

Non si sottovaluti, inoltre, la fondamentale<br />

importanza del riposo e<br />

delle durata del sonno in cui il nostro<br />

organismo può permettersi di ripristi<strong>na</strong>re<br />

le carenze e i tessuti danneggiati.<br />

Correre molto, e spesso, è sicuramente<br />

funzio<strong>na</strong>le all'adattabilità<br />

alle sollecitazioni dell'alle<strong>na</strong>mento.<br />

C'è da <strong>con</strong>siderare, tuttavia, che<br />

u<strong>na</strong> gara di lunghissima distanza<br />

mette a nudo i nostri limiti e senza<br />

adeguato riposo e recupero i rischi<br />

possono essere parecchi. Consiglio<br />

quindi, nei giorni seguenti, molte ore<br />

di sonno, questa volta veramente ristoratore.<br />

Un'ultima parola sull'idratazione. Il bisogno<br />

di liquidi è spesso superiore a<br />

quanto avvertito attraverso la sete.<br />

Dobbiamo reintegrare quanto perso<br />

<strong>con</strong> la sudorazione e l'evaporazione,<br />

dunque, anche u<strong>na</strong> volta termi<strong>na</strong>ta<br />

la gara e proseguendo per le ore<br />

successive anche per aiutare l'azio-<br />

ne dei reni. Acqua, sali minerali e<br />

vitamine e anche zuccheri semplici<br />

sono ovviamente presenti in frutta e<br />

verdura. Vanno bene preparati <strong>con</strong><br />

aggiunta di sali, ma senza abusarne.<br />

Nei giorni successivi, un impegno<br />

importante e provante come u<strong>na</strong><br />

ultra-trail aumenta di parecchio il<br />

fabbisogno di vitamine, sali minerali<br />

e proteine rispetto al solito e ci si attende<br />

che la “fornitura” delle materie<br />

prime sia altrettanto adeguata<br />

sia in quantità, ma anche in qualità.<br />

Infatti, pur perseguendo u<strong>na</strong> dieta<br />

equilibrata e variata, la maggioranza<br />

dei cibi che acquistiamo sono spesso<br />

ricavati da materie prime molto<br />

raffi<strong>na</strong>te o, in generale tutti i derivati<br />

dalla produzione agri<strong>col</strong>a, cresciuti<br />

in un regime intensivo (partendo dalla<br />

<strong>col</strong>tivazione fino alla maturazione,<br />

parlando della frutta per esempio).<br />

Questi processi portano ad un prodotto<br />

finito spesso povero sia sotto il<br />

profilo vitaminico sia sotto quello dei<br />

sali minerali <strong>con</strong>tenuti.<br />

In quest'ottica, e a fronte di u<strong>na</strong> tale<br />

provante attività sportiva, si può ricorrere<br />

all'integrazione. Un'integrazione<br />

di anti-ossidanti e minerali, <strong>na</strong>turalmente<br />

sorretta e corretta da un<br />

adeguato <strong>con</strong>trollo del nostro medico<br />

di famiglia, e accompag<strong>na</strong>ta da<br />

u<strong>na</strong> dieta ricca, ma variata e bilanciata,<br />

sicuramente può facilitare il<br />

recupero. �<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 31


MATERIALI...<br />

asics<br />

TRABUCO<br />

A cura di Leo<strong>na</strong>rdo >leosorry< Soresi<br />

XI WR<br />

La Trabuco è il modello di maggior<br />

successo che Asics ha sviluppato<br />

nel settore del trail running.<br />

Il modello 2008 è l’undicesima versione<br />

di questa scarpa e incorpora tutte<br />

le tecnologie di ammortizzazione<br />

più recenti che Asics ha introdotto<br />

anche nei propri modelli da strada<br />

(GEL® Cushioning System). Tutta<br />

l’intersuola è realizzata in SpEVA®, il<br />

miglior materiale dal punto di vista<br />

delle proprietà di “compressione e<br />

ritorno”, <strong>con</strong> <strong>con</strong>seguente diminuzione<br />

dello schiacciamento dell’intersuola.<br />

Il risultato è u<strong>na</strong> scarpa che<br />

dal punto di vista dell’ammortizzazione<br />

rappresenta probabilmente<br />

il non plus ultra che si possa trovare<br />

sul mercato, anche se questo va a<br />

scapito di peso e reattività. <strong>Face</strong>ndo<br />

un paragone azzardato, le Trabuco<br />

XI sono simili ad un poderoso cavallo<br />

da tiro: non gli si può chiedere di vincere<br />

<strong>con</strong> u<strong>na</strong> volata furibonda il derby<br />

di Ascot, ma dategli un compito<br />

lungo ed estenuante e non si tireranno<br />

mai indietro. In pratica sono le<br />

scarpe ideali per le gare lunghissime<br />

(dagli 80 km in su) dove può far valere<br />

le sue qualità eccezio<strong>na</strong>li in termini<br />

di comfort e di ammortizzazione. Per<br />

gli stessi motivi sono perfette anche<br />

per quelle gare in cui oltre ai sentieri<br />

si devono percorrere anche lunghi<br />

tratti di asfalto.<br />

Ottimo il comfort, già valido nelle<br />

precedenti versioni, migliorato ancora<br />

grazie al sistema PHF o Perso<strong>na</strong>l<br />

Heel Fit, u<strong>na</strong> speciale costruzione<br />

dell’imbottitura del tallone che garantisce<br />

u<strong>na</strong> calzata perfetta intorno<br />

al tallone e al tendine d’Achille,<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 32


diminuendo la possibilità di scivolare e<br />

migliorando il comfort.<br />

Le Trabuco sono perfette per chi ha<br />

problemi di iper-pro<strong>na</strong>zione: incorporano<br />

infatti il sistema esclusivo Asics<br />

DuoMax® che <strong>con</strong>siste in due differenti<br />

densità del materiale dell’intersuola<br />

ed è studiato per <strong>con</strong>trollare<br />

l’iper-pro<strong>na</strong>zione.<br />

Funzio<strong>na</strong> piuttosto bene anche il Trail<br />

Sensor System, un sistema interattivo<br />

sviluppato da Asics che fa sì che, in<br />

qualsiasi posizione, durante la corsa vi<br />

sia un buon <strong>con</strong>tatto <strong>con</strong> la superficie,<br />

garantendo stabilità e supporto sui diversi<br />

tipi di fondo.<br />

Uno dei punti deboli delle precedenti<br />

versioni era costituito da un grip non<br />

sempre all’altezza: possedevo la versione<br />

IX ed ero rimasto piuttosto deluso<br />

dal comportamento della scarpa<br />

su tratti fangosi e bag<strong>na</strong>ti, dove il grip<br />

era nettamente insufficiente. Con la<br />

versione XI è stata modificata la s<strong>col</strong>-<br />

Parametri di valutazione<br />

Comfort: il piede percepisce l’interno della scarpa come comodo?<br />

Reattività: la scarpa si muove fluidamente accompag<strong>na</strong>ndo il piede dalla fase<br />

di appoggio a quella di stacco da terra?<br />

Ammortizzazione: la scarpa è adeguatamente ammortizzata?<br />

Stabilità: la scarpa offre adeguata stabilità in fase di appoggio su un terreno<br />

s<strong>con</strong>nesso? La scarpa è in grado di impedire storte alle caviglie o altri potenziali<br />

infortuni?<br />

Grip: La suola è in grado di assicurare sufficiente tenuta, riducendo il rischio di<br />

scivolare sia su fondi asciutti sia bag<strong>na</strong>ti?<br />

Protezione: la scarpa protegge il piede negli urti <strong>con</strong>tro rocce, pietre, radici?<br />

Sistema di chiusura: è in grado di impedire al piede di scivolare verso la punta<br />

durante le discese?<br />

Peso: qual è il peso della scarpa?<br />

Comfort: OTTIMO<br />

Reattività: BUONA<br />

Ammortizzazione:<br />

OTTIMA<br />

Stabilità: ECCELLENTE<br />

Grip: BUONO<br />

VALUTAZIONE DELLE asics TRABUCO XI WR<br />

pitura della suola che ora risulta essere<br />

decisamente più performante, anche<br />

se ancora non al livello dei modelli sviluppati<br />

dalle case produttrici di arti<strong>col</strong>i<br />

per la montag<strong>na</strong>.<br />

In <strong>con</strong>clusione, le Trabuco XI sono un<br />

modello perfetto per chi è alla ricerca<br />

di u<strong>na</strong> scarpa solida e che non tradisce<br />

mai nei lunghissimi, caratterizzate<br />

da un comfort e da un’ammortizzazione<br />

senza eguali, ideali per chi ha nel<br />

mirino gli ultra trail più lunghi.<br />

E’ uno dei principali punti di forza di questa scarpa, che risulta estremamente comoda<br />

e non presenta parti<strong>col</strong>ari rigidità che possono causare vesciche. Perfetta<br />

per gare lunghissime come l’UTMB, dove è fondamentale garantire ai piedi il maggiore<br />

comfort possibile. La traspirabilità e il tempo di asciugatura possono invece<br />

essere migliorate.<br />

La Trabuco non brilla certo per reattività. È un cavallo da tiro, a cui non si deve<br />

chiedere di vincere il derby di Ascot, ma che fa il proprio lavoro senza stancarsi<br />

mai.<br />

Incorpora tutte le più recenti tecnologie di ammortizzazione sviluppate da Asics e<br />

utilizzate anche nei modelli da strada (GEL® Cushioning System). È stata progettata<br />

appositamente per gli ultra trail estremamente lunghi. Consigliata per qualsiasi<br />

distanza per gli atleti di ogni tipo di peso.<br />

La scarpa offre un buon supporto per chi ha un appoggio pro<strong>na</strong>tore, grazie alla<br />

tecnologia DuoMax® Support System che ormai è diventata un grande classico<br />

di Asics.<br />

La tenuta è molto buo<strong>na</strong> sui terreni rocciosi e sui sentieri asciutti. Può essere migliorata<br />

su quelli fangosi o comunque nei casi in cui il fondo sia bag<strong>na</strong>to. Questa<br />

versione XI propone comunque un grip migliore rispetto alle versioni precedenti.<br />

Pur non essendo un grip super aggressivo è più che sufficiente per superare agevolmente<br />

le diffi<strong>col</strong>tà che si in<strong>con</strong>trano negli ultra trail. La suola è resistente e non<br />

mostra segni precoci di usura.<br />

Protezione: MOLTO BUONA La scarpa risulta ben protetta e adeguata ai tipi di gare per cui è stata creata.<br />

Sistema di<br />

Chiusura:<br />

MOLTO BUONO<br />

Peso: BUONO<br />

U<strong>na</strong> volta stretti, i lacci della scarpa mantengono il piede in posizione, anche se in<br />

discesa può essere opportuno dare u<strong>na</strong> stretta ulteriore per evitare che le punte<br />

delle dita dei piedi vadano a s<strong>con</strong>trarsi <strong>con</strong> la punta della scarpa.<br />

Considerando tutte le tecnologie di ammortizzazione che Asics vi ha inserito, la<br />

Trabuco non può competere a livello di peso <strong>con</strong> i modelli più veloci ed aggressivi.<br />

Il peso è di 390 grammi (versione maschile e misura US9): certo è che in un ultra trail<br />

è molto più importante avere sufficiente ammortizzazione per tutta la durata della<br />

prova, anche se questo costa qualche deci<strong>na</strong> di grammi in più.<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 33


Comfort:<br />

Reattività:<br />

Ammortizzazione:<br />

Stabilità:<br />

Grip:<br />

Protezione:<br />

Sistema di<br />

chiusura:<br />

Peso:<br />

Prezzo:<br />

DATI TECNICI:<br />

CONSIGLIATA PER:<br />

ASICS TRABUCO XI WR<br />

Peso: 390 gr vers. maschile<br />

Prezzo: 110 € (<strong>con</strong>sigliato)<br />

Misure: uomo: da US 6 a 15<br />

Garanzia: 1 anno<br />

Colori: Grigio/rosso<br />

Appoggio: Neutrale o pro<strong>na</strong>tore<br />

Atleta < 75kg: Ultra Trail<br />

Atleta > 75 Kg: Ultra Trail<br />

Atleta veloce: alle<strong>na</strong>mento<br />

Atleta lento: gara o alle<strong>na</strong>mento<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 34


I COMMENTI DEI LETTORI...<br />

Nel dicembre 2006, su <strong>con</strong>siglio di un amico, ho comprato le Trabucco IX (azzurre). Solito numero in più (ho il 43 e ho<br />

preso il 10), ma le ho trovate un po’ strette. Ho risolto il problema cammi<strong>na</strong>ndoci 15 gg <strong>con</strong> un paio di calze spesse (al<br />

mio livello, tutto va bene...). A marzo di quest’anno ho letto un post di Mudanda che ne parlava bene; ne ho subito<br />

comprato un altro paio, marroni, <strong>con</strong> mezzo numero in più, approfittando dei saldi. Ripeto, al mio livello tutto può andare<br />

bene, ma io delle Trabuco sono entusiasta.<br />

Luciano Fiocchi<br />

Sono le scarpe <strong>con</strong> cui ho fatto l’UTMB ‘07. Ottime, morbide, ben ammortizzate, buo<strong>na</strong> tenuta in discesa anche se c’è<br />

di meglio, buo<strong>na</strong> calzata. U<strong>na</strong> scarpa molto <strong>con</strong>fortevole. Assolutamente non adatta a situazioni tipo Porte di Pietra ‘07<br />

<strong>con</strong> terreno pesante dove il fatto di avere u<strong>na</strong> suola non s<strong>col</strong>pita le parifica a un paio di scarpe da strada. Io avevo il<br />

modello X in goretex, e non le ho più ricomprate perché il goretex gonfia i piedi e perché si sono letteralmente aperte<br />

davanti (forse per i pochi km?!)<br />

Gabriele “Mudanda” Bortolotto<br />

Peso 90 Kg.<br />

Derivata da scarpe da atletica (e non da scarpe da montag<strong>na</strong> come Salomon, Lafuma o Montrail) è strutturata privilegiando<br />

l’ammortizzazione. Scarpa che uso da sempre, prima le IV, adesso le VIII, ottimo compromesso tra robustezza,<br />

ammortizzazione, stabilità, durata. Il grip è così così, ma tutto sommato sufficiente. Un filo pesantine ma c’è di peggio.<br />

Perso<strong>na</strong>lmente mi calzano a pennello e non ho MAI avuto il benché minimo problema di vesciche o unghie nere, forse<br />

anche perché ci corro <strong>con</strong> due paia di calzini di cui uno grossetto. Ho provato le X in negozio e ho avuto l’impressione<br />

che abbiano alleggerito un po’ la suola in punta e che la rullata non sia più così omogenea, ma forse era solo un numero<br />

sbagliato (troppo pic<strong>col</strong>o). Potrebbero sembrare superammortizzate per me che sono leggerino, ma proprio per questo<br />

anche ginocchia e caviglie sono magrette e bisog<strong>na</strong> salvaguardarle.<br />

Enrico “Pollo” Pollini<br />

altezza 1,92, peso 73/75kg<br />

LUT ’08: 9h30m<br />

GTV ’08: 17h50m<br />

Acquistate ad inizio 2008, le Asics Trabuco sono le scarpe che più uso attualmente; al momento le mie hanno superato<br />

i 400 Km di percorrenza.<br />

Premetto che sono un fa<strong>na</strong>tico del marchio Asics le cui scarpe non mi hanno mai deluso. Queste Trabuco le ho usate<br />

per ecomaratone e alle<strong>na</strong>menti trail da 10 a 40 Km, fino alle 7h, senza problemi. Sono un po’ pesanti ma molto ammortizzate<br />

(e quindi adatte anche a pesi “massimi”). Inoltre hanno un eccellente <strong>con</strong>trollo antipro<strong>na</strong>zione (da pro<strong>na</strong>tore so<br />

ri<strong>con</strong>oscere le scarpe <strong>con</strong> tali caratteristiche... specie i miei tendini). Intersuola molto morbida e <strong>con</strong>fortevole, oltre che<br />

ammortizzante.<br />

Il grip non è esagerato ma comunque non male, almeno non mi hanno mai dato problemi neanche su rocce bag<strong>na</strong>te.<br />

Tomaia buo<strong>na</strong> e resistente, <strong>con</strong> un bel rinforzo in punta. L’allacciatura non mi piace molto e talvolta mi ha dato l’impressione<br />

di allentarsi, occorre curarla un po’ mentre io preferisco soluzioni più semplici (tipo Salomon per intendersi).<br />

La calzata è ottima e <strong>con</strong>fortevole. La stabilità in <strong>con</strong>dizioni difficili (sassi, radici) è discreta. Questo modello per me ha<br />

un altro grande vantaggio: è valida anche in tratti su asfalto. In salita mi hanno dato u<strong>na</strong> buo<strong>na</strong> sicurezza anche in <strong>con</strong>dizioni<br />

fangose, in discesa tenuta perfetta. Le ricomprerò sicuramente.<br />

Leo<strong>na</strong>rdo “Il Mago” Magazzini<br />

altezza 1,79, peso 72-74kg<br />

Risultati recenti:<br />

TCE: 5h38’<br />

Ventasso: 5h22’<br />

Io utilizzo le IX, quelle arancio tanto per intenderci, alle quali ho di recente associato le VIII Water Proof.<br />

Con le prime penso di averci fatto 5/600 Km e ne sono più che soddisfatto: ben ammortizzate, comode (sebbene le<br />

avessi prese del mio numero giusto, sicché unghia nera - esperienza) anche su uscite di diverse ore e km.<br />

Difetti: grip non eccezio<strong>na</strong>le causa suola poco s<strong>col</strong>pita e poca protezione alle dita dei piedi.<br />

Le VIII WP (gialle e nere) le ho usate in gara per la prima volta domenica 20 luglio alla TRANSCIVETTA e ne sono rimasto<br />

entusiasta, <strong>con</strong>fermando quanto di buono avevo potuto <strong>con</strong>statare in alle<strong>na</strong>mento.<br />

Stessa comodità (il mezzo numero in più si sente eccome), buo<strong>na</strong> tenuta all’acqua (non eccezio<strong>na</strong>le, ma tant’è), il<br />

plus sta nella eccezio<strong>na</strong>le stabilità e grip, data la suola abbondantemente dentellata: nelle discese dal Tissi prima e dal<br />

Coldai poi mi sono divertito come un matto, anche in quel fastidiosissimo pezzo selciato strano prima della malga scendendo<br />

verso Pezzè.<br />

Le ho trovate anche traspiranti e neppure troppo pesanti.<br />

Difetti: scarsa protezione per le dita e suola a volte persino troppo morbida, tanto che le rocce aguzze si senton tutte.<br />

Tuttavia ottimo acquisto, direi per entrambe, <strong>con</strong> u<strong>na</strong> preferenza per le VIII.<br />

GPGuindani<br />

Altezza 1,78 Peso 88Kg<br />

Ritmo gara in media sui 6/7Km/h<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 35


PALOSSO-<br />

CONCHE-DOPPO<br />

A cura di Trail Running Brescia<br />

Foto di Paolo Massari<br />

ITINERARI TRAIL...<br />

CHI L’AVREBBE MAI DETTO: BRESCIA<br />

È NOMINATA SOPRATTUTTO COME<br />

UNA DELLE CITTÀ PIÙ PRODUTTIVE<br />

DELL’ITALIA, TUTTA FINANZA, EDILIZIA<br />

E TONDINO E DA POCO CITATA<br />

ANCHE PER IL RINNOVATO<br />

SISTEMA MUSEALE DI S. GIULIA.<br />

DA QUI A PENSARE CHE A DUE<br />

PASSI DALLA CITTÀ SI POSSA<br />

REALIZZARE UN PERCORSO TRAIL DI<br />

TUTTO RISPETTO ERA<br />

A DIR POCO PAZZESCO.<br />

Un itinerario prealpino nei<br />

dintorni di Brescia<br />

Il percorso proposto è uno fra i tanti<br />

che normalmente frequentiamo<br />

per le nostre uscite settima<strong>na</strong>li.<br />

Questo è parti<strong>col</strong>armente significativo<br />

perché si sviluppa in diversi ambienti<br />

e la vista del viaggiatore spazia<br />

da luoghi selvaggi ed ameni a<br />

panorami verso il lago di Garda, verso<br />

le Alpi oppure verso i luoghi fortemente<br />

antropizzati della val Trompia<br />

e della val Gobbia.<br />

E’ inoltre interessante il punto di vista<br />

storico che ci porta a vecchie postazioni<br />

militari e fra le cascine dei<br />

vecchi luoghi di produzione agri<strong>col</strong>a<br />

ormai semi abbando<strong>na</strong>ti.<br />

Descrizione percorso<br />

Dalla piazza Gigi Rota si segue la<br />

stretta strada che sale verso il monte<br />

e fiancheggia la vecchia Parrocchiale<br />

e la pic<strong>col</strong>a chiesa di S. Rocco. La<br />

strada sale ripida e al termine inizia<br />

u<strong>na</strong> breve scali<strong>na</strong>ta che supera un<br />

salto della presa dell’acquedotto.<br />

Inizia ora il bel sentiero immerso nel<br />

bosco e seguendo l’evidente seg<strong>na</strong>letica<br />

si costeggiano vecchie vasche<br />

di rac<strong>col</strong>ta acqua, muri a secco<br />

e pic<strong>col</strong>i ruderi. Si traversa il greto<br />

del torrente e al successivo bivio si<br />

volge a destra seguendo l’evidente<br />

traccia che sale fino ad in<strong>con</strong>trare<br />

u<strong>na</strong> strada forestale nei pressi di u<strong>na</strong><br />

baracca.<br />

Seguendo la ripida strada in parte<br />

cementata, si passa la Santella della<br />

Biscia (m 440), la pozza, le cascine<br />

Pantere (m 535) da cui si gode uno<br />

stupendo panorama sulla città di<br />

Brescia. Si segue sempre la comoda<br />

strada forestale fino alla Santella<br />

Pantera dedicata alla Madon<strong>na</strong>. A<br />

questo punto si prende la forestale<br />

che pianeggiante volge a sinistra e<br />

la si segue fino alla pozza della casci<strong>na</strong><br />

Grassi (m 800). In questo punto<br />

prestare parti<strong>col</strong>are attenzione<br />

per individuare il tratto successivo<br />

di sentiero. Ci troviamo ad un trivio<br />

<strong>con</strong> u<strong>na</strong> strada che scende a sinistra,<br />

u<strong>na</strong> traccia semi pianeggiante<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 36


al centro e u<strong>na</strong> strada in salita a destra.<br />

Noi seguiamo la traccia al centro<br />

e poco dopo il sentiero è chiaro ed<br />

evidente. Questo tratto è privo di seg<strong>na</strong>letica<br />

CAI ed è caratterizzato de<br />

segni di vernice gialli.<br />

Si segue il divertente sentiero che costeggia<br />

a mezza costa e in falsopiano<br />

la valle di Cadizzone, si in<strong>con</strong>tra sulla<br />

destra un capanno da caccia e seguendo<br />

verso destra il sentiero si arriva<br />

ad un nuovo bivio <strong>col</strong> sentiero che sale<br />

da Concesio. Si tiene ancora la destra<br />

e si arriva alla casci<strong>na</strong> Grassi Carpini<br />

caratterizzata da un grande porticato.<br />

Si attraversa il portico e si ammira<br />

da vicino la semplice architettura rurale;<br />

al termine del portico un piacevole<br />

prato ci invita ad u<strong>na</strong> sosta.<br />

Al termine del prato inizia il sentiero<br />

che ci porterà fino alla località Scafoia<br />

a circa 1000 metri. Attenzione al<br />

bivio: seguire il sentiero pianeggiante<br />

che affianca u<strong>na</strong> casci<strong>na</strong> (CAI n. 378)<br />

e segue le pendici a mezza costa su<br />

bel tracciato (ad inizio autunno questa<br />

zo<strong>na</strong> è profumata dai numerosi ciclamini)<br />

e accostando numerosi baite.<br />

Sempre seguendo il sentiero a mezza<br />

costa si supera, sulla destra, un primo<br />

bivio che sale direttamente al monte<br />

Palosso; successivamente si in<strong>con</strong>tra<br />

un sentiero sulla sinistra che sale da<br />

Villa Carci<strong>na</strong> e si prosegue sempre sul<br />

principale. Ad un certo punto si trovala<br />

seg<strong>na</strong>letica per Monte Palosso – postazioni<br />

militari dove sono visibili i basamenti<br />

di vecchie postazioni militari<br />

della guerra. Il panorama dalla cima<br />

(m 1158) è uno spetta<strong>col</strong>o a 360°.<br />

Inizia ora un lungo tratto prevalentemente<br />

in discesa intervallata da facili<br />

e brevi ,completamente seg<strong>na</strong>to, che<br />

ci porterà alla località Cocca (CAI n.<br />

372 e 371).<br />

Arrivati in località Cocca (m 830), fiancheggiamo<br />

la pozza e seguiamo il<br />

sentiero in direzione del Santuario delle<br />

Conche, mo<strong>na</strong>stero <strong>con</strong> annesso<br />

punto di ristoro normalmente aperto.<br />

Qui è possibile sostare ed iniziare il rientro<br />

più breve della variante senza proseguire<br />

per S. Giorgio ed ed il Monte<br />

Doppo.<br />

Per chi prosegue si deve ora seguire<br />

il sentiero 3V delle Tre Valli (seg<strong>na</strong>via<br />

bianco-azzurro) e proseguire sulla bella<br />

traccia per l’eremo di S.Giorgio, letteralmente<br />

aggrappato su u<strong>na</strong> rupe.<br />

Scesi dall’eremo, seguiamo sempre il<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 37


sentiero 3V fino al Bivio per il Monte<br />

Doppo, caratteristica cima <strong>con</strong><br />

accesso molto ripido e sulla quale<br />

– purtroppo – si trova un ripetitore<br />

telefonico. Si scende sul versante<br />

opposto <strong>con</strong> attenzione e si cavalca<br />

la cresta fino a ritrovare un cartello<br />

seg<strong>na</strong>letico che ci riporta a ritroso in<br />

Conche.<br />

Dal mo<strong>na</strong>stero, possiamo eventualmente<br />

unirci a chi ha preferito sostare<br />

ed iniziare la discesa verso il Pater<br />

seguendo sempre il sentiero 3V <strong>con</strong><br />

evidenti segni bianco-azzurri. Giunti<br />

al Pater si imbocca il sentiero di sinistra<br />

ed al primo bivio <strong>con</strong> seg<strong>na</strong>le si<br />

scende, sempre a sinistra, per ripido<br />

sentiero seguendo le indicazioni per<br />

Via Pia<strong>na</strong> – Casci<strong>na</strong> Fratta Erba –<br />

Nave Piezze.<br />

Il sentiero è molto suggestivo e ad un<br />

tratto si in<strong>con</strong>tra u<strong>na</strong> casa nel bosco,<br />

favolosa e tranquilla. Si segue sempre<br />

il bel sentiero fino ad un bivio <strong>con</strong><br />

cartello che scende ripidamente a<br />

destra (fare parti<strong>col</strong>are attenzione).<br />

Giunti alla casci<strong>na</strong> Fratta Erba si segue<br />

la strada sterrata e dopo alcuni<br />

tor<strong>na</strong>nti si trova u<strong>na</strong> fresca sorgente<br />

che sgorga dalla montag<strong>na</strong>. Proseguiamo<br />

sempre sulla strada, attraversiamo<br />

il fondo della valle Listrea<br />

fino ad arrivare alle cascine di Navazze.<br />

Proseguiamo ancora sulla strada<br />

fino ad in<strong>con</strong>trare un sentiero che<br />

sale nei prati alla nostra destra. Saliamo<br />

per circa 200 metri fra se<strong>col</strong>ari<br />

piante di castagno e poi dobbiamo<br />

individuare u<strong>na</strong> traccia alla nostra<br />

sinistra che ci <strong>con</strong>durrà a Ca’ Lino e<br />

successivamente alla casci<strong>na</strong> Mezza<strong>na</strong><br />

e da qui a Cortine di Nave<br />

(mantenere il sentiero centrale).<br />

Il sentiero in questo tratto attraversa<br />

u<strong>na</strong> foresta di pini e poi di latifoglie.<br />

Attenzione a non distogliere l’attenzione<br />

perché sono numerosi i bivi<br />

che si in<strong>con</strong>trano. Tenere in <strong>con</strong>siderazione<br />

le direzioni principali di Cortine<br />

e Bovezzo.<br />

Al termine del sentiero, superiamo<br />

Localizzazione<br />

Contesto Colline e media montag<strong>na</strong> Lunghezza Giro completo Km 34 – variante Km 27<br />

Regione Lombardia<br />

Provincia Brescia<br />

Dislivello D+/D-<br />

circa<br />

Tempi stimati di<br />

percorrenza<br />

Comunità monta<strong>na</strong> Valle Trompia Note<br />

Comune: Bovezzo, Concesio, Nave Seg<strong>na</strong>letica<br />

Punto di partenza : Municipio di Bovezzo Traccia GPS<br />

Punto di arrivo Piazza Rota Cartografia<br />

Parcheggi e servizi<br />

Dove dormire<br />

Cosa visitare<br />

Parcheggio del parco, in vici<strong>na</strong>nza<br />

numerosi bar (orario di<br />

apertura normalmente dalle<br />

7.30)<br />

Brescia dispone di un ottimo servizio<br />

alberghiero <strong>con</strong> numerose<br />

offerte e tipologie di sistemazione.<br />

Se si abbi<strong>na</strong> il trail ad u<strong>na</strong> visita<br />

turistica è <strong>con</strong>sigliabile visitare i<br />

monumenti e i musei di Brescia.<br />

Logistica<br />

Come arrivare<br />

Dove mangiare<br />

Numeri utili<br />

u<strong>na</strong> sbarra e arriviamo in prossimità<br />

di un ristorante (albergo dei Poveri),<br />

prendiamo la strada che sale a<br />

destra , si supera u<strong>na</strong> nuova sbarra<br />

e dopo circa 150 metri si prende un<br />

sentiero che scende alla nostra sinistra.<br />

Si attraversa la val Cannone e<br />

seguendo le numerose indicazioni<br />

bianco-rosse ritorniamo a Bovezzo e<br />

da qui alla piazza, punto di partenza.<br />

�<br />

Giro completo 2400 – variante 1900<br />

Giro completo 6/7 ore – variante 4/5 ore<br />

In località Conche normalmente è aperto un punto<br />

di ristoro autogestito da volontari. Da qui è possibile<br />

iniziare il rientro.<br />

Sentieri CAI bianco-rossi e varie associazioni. Seg<strong>na</strong>letica<br />

comunque efficiente <strong>con</strong> numerosi cartelli<br />

di indicazione.<br />

In formato GPX sul sito:<br />

http://trailbrescia.blogspot.com<br />

Kompass “carta dei sentieri della Valtrompia” scala<br />

1:35000<br />

In auto: indicazioni per SS/SPBS 237 del Caffaro direzione<br />

Nave. Alla rotatoria seguire indicazioni per<br />

Bovezzo e quindi per il municipio.<br />

In treno: dalla stazione di Brescia prendere l’autobus<br />

linea 10 per Bovezzo- Concesio. La fermata è<br />

a circa 50 metri dal punto di partenza.<br />

In zo<strong>na</strong> sono numerosi gli agriturismi, fra i tanti si<br />

<strong>con</strong>siglia Il Castello a Concesio (030-2751763) oppure<br />

ristorante-pizzeria Mediterraneo a Bovezzo in<br />

via Mar<strong>con</strong>i 7 (0302116021) per ulteriori golose informazioni<br />

vedi il sito della provincia di Brescia.<br />

Sui siti: www.comune.bovezzo.bs.it<br />

www.comune.brescia.it<br />

www.provincia.brescia.it<br />

Contatto diretto: trail.brescia@libero.it<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 38


LE INTERVISTE...<br />

a cura di Matteo >emme< Grassi<br />

NON SARANNO CAMPIONI,<br />

DI QUELLI CHE VINCONO E STRA-<br />

VINCONO TUTTO, MA ATLETI FORTI<br />

SÌ, LO SONO. SI ALLENANO DURA-<br />

MENTE E CON METODO, DEDICAN-<br />

DO MOLTE ORE A QUESTA LORO,<br />

E NOSTRA, GRANDE PASSIONE: LA<br />

CORSA TRAIL. MAURIZIO SCILLA È<br />

UN CORRIDORE ESPERTO, FA PARTE<br />

DI UN TEAM IMPORTANTE E HA UN<br />

CURRICULUM DI PARTECIPAZIONI<br />

E PIAZZAMENTI DI TUTTO RISPETTO.<br />

MATTEO GHEZZI INVECE È PRA-<br />

TICAMENTE UN DEBUTTANTE, MA<br />

HA INIZIATO SUBITO ALLA GRANDE,<br />

OTTENENDO QUEST’ANNO IMPOR-<br />

TANTI PIAZZAMENTI SIA AL LAVA-<br />

REDO ULTRATRAIL SIA AL GRAN<br />

TRAIL VALDIGNE. COMPLIMENTI A<br />

ENTRAMBI DUNQUE E, COME AL<br />

SOLITO, BUONA LETTURA<br />

A TUTTI VOI!<br />

foto @ A. Locatelli<br />

Maurizio<br />

SCILLA &<br />

Matteo<br />

GHEZZI<br />

ANZITUTTO: VUOI PRESENTARTI?<br />

Sono Maurizio Scilla, quest’anno<br />

saranno 47 gli anni che mi<br />

porterò sul groppone, vivo<br />

ad Andorno Micca in provincia<br />

di Biella.<br />

Mi chiamo Matteo Ghezzi,<br />

ho 25 anni, lavoro a tempo<br />

pieno in u<strong>na</strong> <strong>con</strong>cessio<strong>na</strong>ria<br />

di auto.<br />

QUANDO E PERCHÉ HAI INIZIATO<br />

A CORRERE? HAI MAI SMESSO PER<br />

POI RIPRENDERE?<br />

Mi piaceva correre anche da ragazzino<br />

quando giocavo a calcio,<br />

poca o quasi nulla la tecnica<br />

e tanta voglia di correre. Qualche<br />

corsetta ho <strong>con</strong>tinuato a farla<br />

sempre, poi a 25 anni ho iniziato a<br />

correre su strada, facendo anche<br />

qualche gara in montag<strong>na</strong>, un<br />

terreno che mi ha sempre affasci-<br />

<strong>na</strong>to sin da bambino e che non<br />

ho mai abbando<strong>na</strong>to. Ho avuto<br />

u<strong>na</strong> pausa di qualche anno e mi<br />

sono dedicato solo all’arrampicata,<br />

poi anche allo sci di fondo.<br />

Così <strong>con</strong> la scusa di dover preparare<br />

lo sci ho ricominciato a correre,<br />

facendo qualche gara.<br />

A settembre 2006, dopo aver<br />

dedicato primavera ed estate a<br />

preparare due salite dell’arco alpino<br />

(Monte Rosa e Monte Bianco),<br />

fallite entrambe a causa delle<br />

cattive <strong>con</strong>dizioni meteo, per<br />

non perdere la <strong>con</strong>dizione faticosamente<br />

<strong>con</strong>quistata ho iniziato<br />

a correre 20’ al giorno, aumentando<br />

di settima<strong>na</strong> in settima<strong>na</strong>;<br />

dopo un mese ero già iscritto alla<br />

marato<strong>na</strong> di Roma!<br />

HAI INIZIATO SUBITO A CORRERE<br />

IN MONTAGNA? E QUANDO A<br />

SPINGERTI OLTRE I 42 KM?<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 39


Le prime gare in montag<strong>na</strong> le ho<br />

fatte già nel 1986, poi dopo la sospensione<br />

per fare altri sport mi sono<br />

lanciato sui trail, il primo nel 1995,<br />

senza aver fatto gare per 5 anni, ho<br />

fatto tutta la preparazione non senza<br />

timori per esordire in u<strong>na</strong> classica<br />

francese: la 6000D, 55km e 3000m di<br />

dislivello positivo.<br />

Quasi subito: due settimane dopo<br />

la mia prima marato<strong>na</strong> ho corso la<br />

prima skyrace di 21 km, la Valetudo<br />

Skyrunning, circa un mese dopo la<br />

prima ultra, u<strong>na</strong> 6 ore su un circuito<br />

di 2 km dove percorsi 59,4 km.<br />

PARLIAMO UN PO’ DI ALLENAMENTO<br />

E DI GARE: TI SEGUE QUALCUNO OP-<br />

PURE SEI UN CORRIDORE FAI DA TE? TI<br />

TIENI AGGIORNATA LEGGENDO RIVI-<br />

STE O LIBRI CHE PARLANO DI ALLENA-<br />

MENTO? SEGUI DELLE TABELLE?<br />

Diversi trailer mi hanno chiesto di<br />

preparar loro delle tabelle. Ho sempre<br />

risposto che non sono la perso<strong>na</strong><br />

adatta, dato che per primo io non<br />

seguo alcu<strong>na</strong> tabella. Mi documento<br />

comunque leggendo riviste e libri<br />

dai quali prendo qualche spunto. In<br />

linea di massima faccio dei programmi<br />

settima<strong>na</strong>li che però poi adatto<br />

alle <strong>con</strong>dizioni fisiche del momento.<br />

Sono un corridore fai da te, mi tengo<br />

aggior<strong>na</strong>to il più possibile <strong>con</strong> riviste,<br />

internet e libri, che essendo un disordi<strong>na</strong>to<br />

cronico lascio sempre in giro,<br />

e cerco di strutturare un alle<strong>na</strong>mento<br />

il più possibile sensato. Seguo tabelle<br />

solo quando preparo u<strong>na</strong> marato<strong>na</strong><br />

o comunque u<strong>na</strong> gara su strada.<br />

QUANTI KM CORRI MEDIAMENTE IN<br />

UNA SETTIMANA, IN UN MESE, IN UN<br />

ANNO? E QUANDO STAI PREPARANDO<br />

UN’ULTRA COME AUMENTANO I<br />

CARICHI DI LAVORO?<br />

Qui mi e’ veramente difficile rispondere:<br />

negli ultimi 3 anni ho avuto due<br />

interventi, nel 2005 alla bandelletta e<br />

l’anno scorso al legamento alare a<br />

causa di u<strong>na</strong> caduta in gara; quindi<br />

sono state stagioni parti<strong>col</strong>ari dove,<br />

nonostante tutto, sono riuscito a ottenere<br />

buoni risultati magari diminuendo<br />

un po’ il chilometraggio e<br />

dedicandomi a trail sino ai 60 km.<br />

Non saprei, prima correvo tutti i giorni<br />

e alla fine della settima<strong>na</strong> il chilometraggio<br />

oscillava tra i 90 e i 120 km<br />

nei momenti di maggior carico. L’anno<br />

scorso un totale di circa 4000 km,<br />

cal<strong>col</strong>ati così a spanne però. Adesso<br />

corro meno, quindi la quantità di<br />

km è diminuita, anche se soprattutto<br />

nell’ultima fase della preparazione<br />

degli ultratrail ci sono state settimane<br />

da più di 100km, dovute soprattutto<br />

ai lunghissimi, arrivati ai 65km su<br />

strada e ai 50 km in montag<strong>na</strong>.<br />

TI ALLENI SOLO CORRENDO O FAI<br />

ANCHE PALESTRA, CROSS TRAINING<br />

O ALTRI SPORT DI RESISTENZA?<br />

Corro soltanto, uso la bici nei giorni<br />

dopo un trail come scarico e mi dedico<br />

allo sci di fondo in inverno. In<br />

quanto alla palestra, amo troppo la<br />

<strong>na</strong>tura per rinchiudermi in u<strong>na</strong> stanza,<br />

ci ho anche provato, ma abbando<strong>na</strong>ndo<br />

quasi subito.<br />

Quando durante la preparazione<br />

della marato<strong>na</strong> di Firenze mi sono infortu<strong>na</strong>to<br />

al tendine tibiale, ho iniziato<br />

ad andare in bicicletta e a nuotare.<br />

Non ho più smesso e quest’anno ho<br />

fatto anche qualche gara di triathlon.<br />

Tutti i giorni cerco di fare esercizi<br />

per addomi<strong>na</strong>li e lombari, che ritengo<br />

molto importanti soprattutto nella<br />

corsa su terreni s<strong>con</strong>nessi.<br />

PER PREPARARE UN’ULTRA CHE TIPO DI<br />

ALLENAMENTI FAI? RIPETUTE, MEDIO,<br />

LUNGO, LUNGHISSIMO? CON CHE<br />

DISTANZE E A CHE RITMI? E SU CHE<br />

TERRENI?<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 40


foto @ Pietro Morlacchi<br />

Prendo come esempio la preparazione del Grand<br />

Raid del Mercantour del 2003, 100 km circa e 5500<br />

m disl. positivo:<br />

lunghissimo: sabato 32 km 1100 m disl 3h15’, domenica<br />

42 km 1800 m disl 3h50’, lunedi’ 21 km 900 m disl<br />

2h00’, 3 volte a 2 settimane di distanza u<strong>na</strong> dall’altra,<br />

altri 3 week end solo 42 km e 21 km comunque sempre<br />

in montag<strong>na</strong> su sentieri e strade sterrate poco<br />

tecnici;<br />

ripetute: 3x3000 m in 3’40”, recupero 2000 m recupero<br />

4’00”, su asfalto in piano ma in mezzo alla <strong>na</strong>tura,<br />

la pista non mi piace;<br />

progressivo: 5 km 4’10” + 5 km 3’55” + 5 km 3’40” percorso<br />

su asfalto <strong>con</strong> poco dislivello.<br />

Gli alle<strong>na</strong>menti che ho eseguito sono gli stessi delle<br />

altre gare, l’unica differenza è stata per la durata dei<br />

lunghissimi, che ho effettuato sia di sola corsa (fino<br />

a 65 km su strada e 50 km in montag<strong>na</strong>) che combi<strong>na</strong>ndo<br />

bici e corsa (fino a 4h bici più un’ora di corsa).<br />

Ovviamente poi ci sono le altre gare. Di ripetute non<br />

ne ho fatte, i ritmi degli altri alle<strong>na</strong>menti dipendono<br />

dal percorso, che cerco di rendere il più duro possibile<br />

(fortu<strong>na</strong>tamente a Bergamo le possibilità non<br />

mancano tra scalette e altro).<br />

QUANTE GARE HAI CORSO NEL 2007? QUANTE MARA-<br />

TONE E QUANTE ULTRA?<br />

Operato a febbraio al legamento alare, ho iniziato<br />

a corricchiare a fine aprile, trail da luglio in poi: sette<br />

trail, di cui 5 da 42km a 50 km tutti in Francia.<br />

Nel 2007 ho corso 4 maratone, u<strong>na</strong> 6 ore, u<strong>na</strong> 50 km,<br />

la Monza-Resegone e 6 Skyrace/Skymarathon.<br />

RACCONTACI QUALCUNA DELLE TUE ESPERIENZE: QUAL<br />

È STATA LA CORSA/GARA PIÙ BELLA CHE HAI FATTO?<br />

LA PIÙ LUNGA, LA PIÙ DURA, LA PIÙ “STRANA”?<br />

Per quanto riguarda la gara più bella non ho dubbi:<br />

il Defi de l’Oisans 200 km e 12000 m di disl in 6 giorni.<br />

Nelle gare a tappe si crea un ambiente unico fatto di<br />

sincera amicizia e <strong>con</strong>divisione della fatica, al Defi è<br />

stata battaglia tutti i giorni sui sentieri, ma il dopo gara<br />

era sempre festa. U<strong>na</strong> sera (per fortu<strong>na</strong> il giorno dopo<br />

ci aspettavano 20 km non cronometrati) abbiamo<br />

esagerato e ci siamo ritrovati in 5/6 completamente<br />

vestiti dentro a u<strong>na</strong> fonta<strong>na</strong> <strong>con</strong> l’acqua calda.<br />

Nonostante tutto ho finito se<strong>con</strong>do e abbando<strong>na</strong>re<br />

il gruppo dopo l’ultimo giorno di gara mi ha messo<br />

u<strong>na</strong> gran tristezza, si era creato un clima fantastico!<br />

Senza dimenticare le valli attraversate, alcuni scorci<br />

non li dimenticherò più! La gara più lunga: il Grand<br />

Raid del Mercantour, 100 km circa. La più stra<strong>na</strong>: qui<br />

preferisco riferirmi a un alle<strong>na</strong>mento, sono iscritto alla<br />

lista internet DRS e si usa festeggiare il compleanno<br />

del maratoneta, quindi 42 anni e 195 giorni, io l’ho<br />

festeggiato correndo 42km sui sentieri attorno ad Andorno<br />

di sera <strong>con</strong> la lampada frontale.<br />

Di gare belle ne ho fatte tante, ricordo <strong>con</strong> grande<br />

gioia il “Sentiero delle Grigne”, la prima volta in montag<strong>na</strong><br />

oltre i 42 km. La più lunga e dura ovviamente il<br />

Gran Trail Valdigne, di poche settimane fa.<br />

E QUELLA CHE NON RIFARESTI?<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 41


Forse il Kima, percorso stupendo <strong>con</strong><br />

viste impedibili, ma non mi è piaciuto<br />

lo spirito di diversi atleti, disposti a far<br />

scaricare pietre o quasi spingerti per<br />

passare, non è certo lo spirito giusto<br />

per chi ama la montag<strong>na</strong>.<br />

Le rifarei tutte, sono state tutte bellissime<br />

esperienze.<br />

QUAL È LA GARA CHE STAI ANCORA<br />

SOGNANDO?<br />

U<strong>na</strong> gara a tappe in Nepal<br />

Corro da così poco che le gare che<br />

mi piacerebbe fare sono ancora tantissime:<br />

Boavista, UTMB, Kima, Badwater,<br />

e poi ho un <strong>con</strong>to in sospeso <strong>con</strong><br />

il Passatore.<br />

CHE GARE HAI IN PROGRAMMA PER IL<br />

2008?<br />

Ho già corso 5 trail (da 25 a 60 km) in<br />

Francia e la Lavaredo Ultratrail (da<br />

non perdere!); i prossimi appuntamenti<br />

saranno: ad agosto il Tour de<br />

la Grande Casse a Pralog<strong>na</strong>n (60 km<br />

3500 m disl+), a settembre l’Ecotrail a<br />

Sommand (42 km 3400 m disl+) e a ottobre<br />

le Trail Gapen’cimes (42 km 2650<br />

m disl+), poi mi butto nell’organizzazione<br />

del Trail del Monte Casto che comunque<br />

mi impeg<strong>na</strong> per gran parte<br />

dell’anno.<br />

Il mio programma gare “ufficiale”<br />

termi<strong>na</strong>va <strong>con</strong> il Gran Trail Valdigne,<br />

adesso le sceglierò man mano, ma<br />

senza fare programmi a lungo termine,<br />

almeno per i prossimi mesi.<br />

VEDIAMO UN PO’ LE COSE DA UN AL-<br />

TRO PUNTO DI VISTA: CORRI DA SOLO<br />

O HAI COMPAGNI DI ALLENAMENTO?<br />

E ALLE GARE CI VAI DA SOLO?<br />

Corro quasi sempre da solo, non è facile<br />

trovare compagni che vogliano<br />

sorbirsi tanti km, in quanto alle gare<br />

andando parecchio in Francia mi<br />

capita spesso di andare da solo, ma<br />

solo per il viaggio perché in genere ho<br />

amici che partecipano alle gare.<br />

Almeno 1 o 2 volte a settima<strong>na</strong> corro<br />

<strong>con</strong> Ilenia, la mia compag<strong>na</strong>, per il resto<br />

solitamente corro solo, soprattutto<br />

per u<strong>na</strong> questione di orari: d’estate<br />

corro spesso la matti<strong>na</strong> presto, d’inverno<br />

nella pausa pranzo. Tuttavia non<br />

disdegno qualche uscita in gruppo se<br />

capita. Alle gare oltre a Ilenia, spesso<br />

mi accompag<strong>na</strong> anche mio papà.<br />

TI È CAPITATO DI CONOSCERE NUOVE<br />

PERSONE, CORRENDO? DI FARE AMICI-<br />

ZIE? O MAGARI DI INNAMORARTI?<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 42<br />

foto @ Gigi Ghezzi


Sono dell’idea che l’ambiente<br />

del trail sia u<strong>na</strong> grande famiglia,<br />

la gara è anche un’occasione<br />

per <strong>con</strong>oscere gente nuova e<br />

<strong>con</strong>frontarsi.<br />

Ho <strong>con</strong>osciuto un sacco di persone<br />

correndo, sia della mia squadra<br />

sia di altre, <strong>con</strong> alcune delle<br />

quali ho instaurato un bellissimo<br />

rapporto di amicizia. In<strong>na</strong>morarmi?<br />

Speriamo di no, altrimenti poi<br />

come lo rac<strong>con</strong>ta a Ilenia?!<br />

PARLIAMO DI ALIMENTAZIONE:<br />

SEGUI UNA DIETA? SEI SEMPRE AT-<br />

TENTO A QUELLO CHE MANGI OP-<br />

PURE NO, E TI CONCEDI QUALCHE<br />

VIZIO OGNI TANTO?<br />

Sono vegetariano da 25 anni,<br />

cerco di alimentarmi correttamente<br />

ma alcune volte “sgarro”,<br />

per esempio il gelato per me è<br />

irresistibile!<br />

Non seguo nessu<strong>na</strong> dieta parti<strong>col</strong>are,<br />

mangio un sacco di frutta<br />

e verdura (a volte a casa mi danno<br />

anche della capra!) e cerco<br />

di stare attento, ma qualche vizio<br />

me lo <strong>con</strong>cedo, soprattutto al<br />

gelato artigia<strong>na</strong>le faccio fatica a<br />

resistere.<br />

COSA MANGI PRIMA DI UNA GARA<br />

LUNGA? E DURANTE? E DOPO?<br />

In genere mangio delle barrette<br />

di cereali che trovo in un negozio<br />

di prodotti <strong>na</strong>turali, durante la<br />

gara fino a 50/60km uso gel e sali<br />

minerali, dopo cerco di reintegrare<br />

<strong>con</strong> molta verdura.<br />

Prima di u<strong>na</strong> gara lunga faccio<br />

u<strong>na</strong> buo<strong>na</strong> <strong>col</strong>azione <strong>con</strong> marmellata<br />

e fette biscottate integrali<br />

e u<strong>na</strong> spremuta. Durante<br />

non sono uno che mangia molto,<br />

qualche barretta o biscotto, da<br />

bere the, acqua o coca-<strong>col</strong>a. Se<br />

non ci sono cibi solidi dei sali, ma<br />

pochi perché faccio fatica a digerirli<br />

e mi restano sullo stomaco.<br />

Non uso gel di nessun tipo. Dopo<br />

la gara riprendo a mangiare normalmente.<br />

OLTRE LA CORSA: HAI UN DIARIO,<br />

UN QUADERNO DI APPUNTI, UN<br />

BLOG? TIENI TRACCIA O MEMO-<br />

RIA DELLE TUE CORSE?<br />

All’inizio avevo un diario <strong>con</strong> tutti<br />

gli alle<strong>na</strong>menti di tutti gli sport,<br />

ora li registro sul pc, scrivo i rac<strong>con</strong>ti<br />

delle gare in lista drs, ho un<br />

sito internet (http://www.mauscilla.it)<br />

.<br />

Carta e pen<strong>na</strong>: ho un’agenda<br />

dove scrivo tempi e sensazioni di<br />

alle<strong>na</strong>menti e gare, e nonostante<br />

mi piacciano il pc e internet, per<br />

pigrizia non scarico neanche i<br />

dati del gps.<br />

COME CONCILI LA CORSA CON<br />

TUTTO IL RESTO (LAVORO, FAMI-<br />

GLIA...)?<br />

Per fortu<strong>na</strong> il lavoro (impiegato in<br />

u<strong>na</strong> direzione didattica) mi lascia<br />

abbastanza tempo libero; sono<br />

separato da 8 anni e cerco di<br />

<strong>con</strong>ciliare la mia passione per la<br />

corsa <strong>con</strong> l’altra mia grande gioia<br />

di vita, mia figlia Arian<strong>na</strong> che<br />

ha 15 anni e vive parecchio <strong>con</strong><br />

me.<br />

Ho la fortu<strong>na</strong> di avere u<strong>na</strong> compag<strong>na</strong><br />

che corre e partecipa a<br />

quasi tutte le gare che faccio, e<br />

se sono troppo lunghe partecipa<br />

alla gara più corta che quasi<br />

sempre organizzano in <strong>con</strong>temporanea.<br />

Il lavoro non mi crea<br />

grossi problemi, fortu<strong>na</strong>tamente<br />

si limita alle 8 ore da lunedì a venerdì,<br />

quindi riesco a ritagliare i<br />

miei spazi.<br />

HAI UNO SPONSOR O TI PAGHI<br />

TUTTO DA SOLO? RIESCI A PRENDE-<br />

RE QUALCHE PREMIO ALLE GARE?<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 43


HAI MAI QUANTIFICATO QUANTO TI<br />

COSTA CORRERE IN UN ANNO?<br />

Corro per Lafuma, ditta francese di<br />

prodotti outdoor (trail, montag<strong>na</strong>,<br />

campeggio), che mi fornisce il materiale,<br />

riesco ad arrivare nei premi che<br />

in Francia non sono mai in de<strong>na</strong>ro.<br />

Per fortu<strong>na</strong> non ho mai fatto i <strong>con</strong>ti<br />

dei costi, sicuramente sarebbe u<strong>na</strong><br />

bella cifra, ma ne vale la pe<strong>na</strong>!<br />

Magari avessi uno sponsor, <strong>con</strong> quello<br />

che spendo! Mi pago tutto da<br />

solo, mi è capitato qualche volta di<br />

prendere premi, anche se raramente.<br />

Non ho quantificato quanto mi<br />

costa correre in un anno perché potrei<br />

spaventarmi per la cifra!<br />

COSA VUOL DIRE PER TE CORRERE UN<br />

ULTRATRAIL? COSA TI SPINGE A FARE<br />

CORSE ESTREME?<br />

Praticando il trail ho sempre sentito<br />

un’impressione di libertà. La <strong>con</strong>tinua<br />

spinta al superamento di sé stessi mi<br />

ha do<strong>na</strong>to più sicurezza e maggiore<br />

tranquillità anche nella mia vita quotidia<strong>na</strong>.<br />

Nell’ultra trail questi aspetti si accentuano<br />

ancora di più e si apprende<br />

anche u<strong>na</strong> lezione di umiltà: bisog<strong>na</strong><br />

rispettare la montag<strong>na</strong>, senza mai dimenticare<br />

che siamo suoi ospiti, non<br />

sentirsi mai invincibili perché i peri<strong>col</strong>i<br />

sono sempre in agguato.<br />

Inoltre le lunghe ore che si passano<br />

in completa solitudine hanno cementato<br />

la mia simbiosi <strong>con</strong> la <strong>na</strong>tura<br />

e completato la mia scelta di vita<br />

vegetaria<strong>na</strong>. Il trail anziché rendermi<br />

solitario mi ha fatto in<strong>con</strong>trare tanti<br />

appassio<strong>na</strong>ti della <strong>na</strong>tura: posso<br />

davvero dire di aver scoperto u<strong>na</strong><br />

vera grande famiglia.<br />

Correre un ultratrail è un viaggio attraverso<br />

le montagne che rimangono<br />

la mia prima passione, e poi u<strong>na</strong><br />

sfida <strong>con</strong> sé stessi e i propri limiti. Non<br />

<strong>con</strong>sidero un ultratrail u<strong>na</strong> gara estrema,<br />

almeno finché rimane entro certi<br />

canoni di chilometraggio, quote<br />

o diffi<strong>col</strong>tà, per così dire, “umane”.<br />

Certo se poi parliamo di Iditarod o<br />

corse simili, allora il discorso cambia.<br />

SCUSA MA... PERCHÉ CORRI?<br />

Credo di aver già risposto nella domanda<br />

precedente, ma aggiungerei<br />

che ormai corro quasi sempre in<br />

mezzo alla <strong>na</strong>tura per il gran senso<br />

di libertà che mi do<strong>na</strong>, perché mi si<br />

riempiono gli occhi a vedere certi<br />

tramonti in montag<strong>na</strong>, i caprioli che<br />

fuggono veloci, i sentieri innevati… e<br />

per i tanti amici che grazie a questa<br />

passione ho avuto modo di <strong>con</strong>oscere.<br />

Corro prima di tutto perché mi piace<br />

e mi permette di rilassarmi, di pensare.<br />

Ma anche perché mi fa sentire<br />

realizzato il riuscire a portare a termine<br />

gli obiettivi che mi pongo man<br />

mano!<br />

VUOI AGGIUNGERE QUALCOSA?<br />

… TEMA LIBERO.<br />

Negli ultimi 8 anni ho ottenuto 3 vittorie,<br />

3 se<strong>con</strong>di posti e 5 terzi posti,<br />

più altri buoni piazzamenti, me<br />

lo avessero detto 15 anni fa non ci<br />

avrei creduto, non posso che essere<br />

soddisfatto, perché sono sempre<br />

stato <strong>con</strong>sapevole di non essere un<br />

campione!<br />

Devo dire che nello stesso tempo mi<br />

foto @ Gigi Ghezzi<br />

riempie di gioia organizzare 2 trail qui<br />

nel biellese, così posso far assaporare<br />

le bellezze della nostra valle a tanti<br />

amici trailer.<br />

Vorrei solo dire a <strong>col</strong>oro che non<br />

hanno mai pensato di correre in<br />

montag<strong>na</strong>, o a quelli che vorrebbero<br />

farlo ma sono spaventati, di non<br />

preoccuparsi e di “buttarsi”: tutto ciò<br />

che si soffre in salita, viene ripagato<br />

<strong>con</strong> gli interessi quando si raggiunge<br />

la cima e si apre agli occhi un panorama<br />

splendido, che è impossibile<br />

dimenticare anche quando, poco<br />

dopo, le gambe corrono da sole giù<br />

per la discesa. �<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 44


PREVIEW GARE...<br />

ECOMARATONA<br />

dei<br />

Testo di Tommaso Bisagno e Gianni De Polo<br />

E’ l’unica Ecomarato<strong>na</strong> del<br />

nord, la terza per <strong>na</strong>scita delle<br />

cinque italiane, la quinta nel<br />

calendario, la quinta edizione. E’<br />

l’Ecomarato<strong>na</strong> dei Cimbri - Trofeo<br />

Permasteelisa, che aspetta i patiti<br />

del trail domenica 21 settembre.<br />

Nell’attesa, siccome ci ha preso gusto<br />

<strong>con</strong> la prima frase di questo arti<strong>col</strong>o,<br />

la Eco <strong>con</strong>tinua a dare i numeri.<br />

42,195: i km, e ci mancherebbe altro...<br />

CIMBRI 2008<br />

]i numeri della corsa in Pian Cansiglio[<br />

ma 42,195 precisi? Ma non se ne parla,<br />

siamo nel mondo trail! Si tratta di 42 km<br />

più o meno, misurati <strong>con</strong> sistemi GPS<br />

e... relative approssimazioni, regalate<br />

<strong>con</strong> prodigalità da questi attrezzi.<br />

8.30: l’orario di partenza. Poco dopo<br />

le 12.00, grossomodo, l’arrivo dei primi.<br />

Alle 16,30 la chiusura ufficiale della<br />

gara. Alle 17.30 circa l’arrivo degli ultimi<br />

eroi della gior<strong>na</strong>ta accompag<strong>na</strong>ti<br />

dai “bodyguard” del servizio scopa.<br />

8: i chilometri di salita, dura, sentiero,<br />

strada bianca e ancora sentiero,<br />

dopo il passaggio sulle aeree<br />

passerelle nelle affasci<strong>na</strong>nti grotte<br />

del Caglieron, per arrivare da quota<br />

220 a quota 1500, ossia forcella<br />

Pizzòc: come dire... via la spi<strong>na</strong> via<br />

il dolore; il panorama si allarga sulla<br />

pianura veneta da u<strong>na</strong> parte, verso<br />

le Prealpi e poi le Dolomiti dall’altra.<br />

27: i chilometri di saliscendi nella<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 45<br />

foto © Belinda Sorice


magica foresta dei Dogi, il Cansiglio,<br />

un mix di faggeta ad alto fusto,<br />

pas<strong>col</strong>i, passaggi nei villaggi cimbri<br />

(Vallorch e Le Rotte), quasi sempre<br />

su sentiero, u<strong>na</strong> vera immersione<br />

nella <strong>na</strong>tura e nella storia di questi<br />

luoghi nei quali sembra di percepire<br />

la presenza dei perso<strong>na</strong>ggi magici<br />

che popolano le leggende locali.<br />

7: i chilometri fi<strong>na</strong>li tutti in discesa su<br />

strada bianca, la strada del Santo,<br />

che pla<strong>na</strong> su Frego<strong>na</strong> ormai senza<br />

alcu<strong>na</strong> diffi<strong>col</strong>tà di tipo tecnico, ma<br />

sempre molto dura per chi ha già<br />

messo in saccoccia 35 km di “hard<br />

trail”!<br />

300: i partecipanti del 2007; obiettivo<br />

del 2008: superare questo record. Se<br />

non fosse che lo slogan ha portato<br />

male a qualcuno nelle ultime elezioni<br />

politiche, diremmo: si può fare!<br />

350: il numero massimo di partecipanti,<br />

oltre il quale le iscrizioni in ogni<br />

caso verranno chiuse. Il Cansiglio<br />

è un luogo dell’anima, un bosco<br />

incantato che va rispettato e per<br />

questo non si supererà questa soglia.<br />

3: le novità del tracciato 2008.<br />

Prima novità: al 9° km circa,<br />

dopo il mistico (già qui qualche<br />

ecomaratoneta <strong>na</strong>rra di avere<br />

visto angeli e santi) passaggio alla<br />

Madonni<strong>na</strong> dell’Agnelezza, non si<br />

sale più per i dolci, ampi e ben noti<br />

tor<strong>na</strong>nti, ma per la “direttissima”,<br />

nome che è u<strong>na</strong> promessa che viene<br />

mantenuta fino all’arrivo alla “ta<strong>na</strong><br />

del lupo”, pic<strong>col</strong>a casera-ricovero<br />

adagiata sulle pendici occidentali del<br />

monte Pizzòc. Da qui ci si riaggancia<br />

poi al vecchio tracciato verso forcella<br />

Pizzòc. Se<strong>con</strong>da novità: verso metà<br />

gara, non si scende più, per lo più nel<br />

fango, fino a Campon, in prossimità<br />

della strada asfaltata, ma si taglia<br />

nel bosco sul sentiero Q che scende<br />

direttamente fino ai casoni “I Pich”.<br />

Quello che qui è stato accorciato<br />

viene recuperato dopo, attorno al<br />

km 30, dopo il passaggio al villaggio<br />

“LeRotte”, allungando nel bosco<br />

incantato del Cansiglio l’ultima salita,<br />

prima di Cadolten. In caso di fango<br />

ci sarà da divertirsi alla grande!<br />

10: i punti di ristoro dissemi<strong>na</strong>ti lungo<br />

il percorso, punti ristoro <strong>con</strong> “licenza<br />

poetica”: vedi salame e salsicce<br />

spesso presenti al 35° km!<br />

4: gli eventi podistici extraecomarato<strong>na</strong>.<br />

Sabato 20 la grande<br />

novità: Antico Trail degli Sciamani, 70<br />

km per 4500 metri di dislivello positivo<br />

sulle montagne dei Cimbri, passando<br />

anche per luoghi carichi di magie<br />

come l’Ander de le mate, nel cuore<br />

dell’altopiano del<br />

Cansiglio, dove<br />

vivevano, dice la<br />

leggenda, streghe<br />

e sciamani.<br />

Quest’anno è<br />

evento ad inviti<br />

per selezio<strong>na</strong>ti<br />

ultramaratoneti;<br />

dal 2009 diventerà<br />

u<strong>na</strong> fantastica<br />

cavalcata ufficiale,<br />

a coppie, un<br />

adventure trail che<br />

lascerà il segno<br />

nel cuore e nelle<br />

gambe di tutti gli<br />

intrepidi che lo<br />

affronteranno.<br />

E ancora:<br />

domenica, <strong>con</strong><br />

partenza alle 9<br />

e <strong>con</strong>dividendo<br />

parte del percorso<br />

dell’Ecomarato<strong>na</strong>,<br />

due mini-trail di 6 e<br />

11 km;<br />

alle 9.15, infine, altra<br />

novità: un’uscita<br />

di nordic walking,<br />

la cammi<strong>na</strong>ta <strong>con</strong><br />

i bastoncini, <strong>con</strong><br />

la guida di due<br />

istruttori <strong>na</strong>zio<strong>na</strong>li.<br />

x (ma <strong>con</strong> x<br />

tendente a<br />

tanti): i motivi di<br />

interesse della<br />

gara; dalla <strong>na</strong>tura<br />

(passeremo nel<br />

bosco che forniva<br />

la leg<strong>na</strong> per le <strong>na</strong>vi<br />

della Serenissima<br />

Repubblica) ai<br />

panorami (giù<br />

verso la pianura o<br />

avanti nel cuore<br />

verde), alla storia.<br />

Passeremo infatti<br />

nei villaggi dei<br />

Cimbri, popolo<br />

di antica origine<br />

teutonica, giunti dal<br />

nord per insediarsi<br />

sull’altopiano di<br />

Asiago e da qui, nel<br />

1700, spostatisi in<br />

Cansiglio, per vivere del e nel bosco.<br />

150: i volontari impeg<strong>na</strong>ti<br />

nell’avventura dell’Ecomarato<strong>na</strong>, per<br />

far trovare acqua, tè, torte, zucchero<br />

e soprattutto incoraggiamenti lungo<br />

il percorso. Sono rappresentanti<br />

di decine di associazioni: tutta la<br />

pic<strong>col</strong>a Frego<strong>na</strong> si mobilita per la<br />

gara e per gli atleti.<br />

1 e inimitabile... anzi no... imperdibile:<br />

il servizio di massaggi, garantito da<br />

alcuni fisioterapisti a favore degli atleti<br />

alla fine della gara, servizio esclusivo<br />

nel panorama della gare trail, vero<br />

fiore all’occhiello della Eco dei Cimbri.<br />

1: il sito in cui trovare tutto quel<br />

che c’è da sapere (video sul<br />

percorso compreso) e da fare<br />

(come l’iscrizione); è il sito sempre<br />

aggior<strong>na</strong>to in cui vi è il programma<br />

completo della manifestazione le cui<br />

attività iniziano già u<strong>na</strong> settima<strong>na</strong><br />

prima dell’Ecomarato<strong>na</strong>. www.<br />

ecomarato<strong>na</strong>deicimbri.it<br />

u<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 46


foto © Belinda Sorice<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 47<br />

foto © Belinda Sorice


DATI TECNICI<br />

DISTANZA: 42 KM<br />

D+: 2000<br />

TIPO DI PERCORSO: TRAIL RUNNING<br />

LUOGO DI PARTENZA: FEGONA - LOCALITÀ MEZZAVILLA<br />

ORARIO DI PARTENZA: 8.30<br />

TEMPO LIMITE: 8 ORE<br />

RECAPITI<br />

STEFANO 347.0008224<br />

GIANNI 347.5051376<br />

PROLOCO DI FREGONA 0438.585487<br />

E-MAIL: INFO@ECOMARATONADEICIMBRI.IT<br />

SITO WEB: WWW.ECOMARATONADEICIMBRI.IT<br />

RITIRO PETTORALI<br />

SABATO DALLE 16.30 ALLE 22.00 E DOMENICA DALLE 7.00<br />

ALLE 8.00 PRESSO IL CENTRO SOCIALE (ZONA PARTENZA)<br />

PACCO GARA<br />

T-SHIRT TECNICA, PRODOTTI REGIONALI, MEDAGLIA DAI<br />

CAMPI SAHARAWI AGLI ATLETI ARRIVATI AL TRAGUARDO<br />

MANIFESTAZIONI COLLATERALI<br />

CORSA NON COMPETITIVA DI 11 E 6 KM - PARTENZA ORE<br />

9.00<br />

CAMMINATA NON COMPETITIVA DI NORDIC WALKING DI<br />

11 KM - PARTENZA ORE 9.15<br />

PASTA PARTY<br />

SABATO 20 SETTEMBRE CENA<br />

INFO ALLOGGI<br />

PROLOCO DI FREGONA - 0438.585487<br />

WWW.ECOMARATONADEICIMBRI.IT<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 48<br />

foto © Belinda Sorice


2008<br />

LA LEGGENDA DEL TRAIL RUNNING<br />

PREVIEW GARE...<br />

testo di Leo<strong>na</strong>rdo Soresi<br />

foto © UTMB<br />

SONO PASSATI GIÀ SEI<br />

ANNI DALLA COMPARSA<br />

NEL PANORAMA DEL TRAIL<br />

DELL’UTMB. LA RIVISTA<br />

FRANCESE ULTRAFONDUS<br />

ERA APPENA NATA E SU<br />

QUELL’ORMAI MITICO N. 4<br />

MISE IN COPERTINA DAWA<br />

SHERPA, FRESCO VINCITORE<br />

DELLA PRIMA EDIZIONE,<br />

TITOLANDO “È NATA UNA<br />

LEGGENDA”.<br />

Nonostante il maltempo<br />

avesse bersagliato la gara<br />

per tutta la sua durata, per i<br />

gior<strong>na</strong>listi non c’era alcun dubbio:<br />

l’UTMB avrebbe cambiato il<br />

mondo dell’ultra trail per sempre.<br />

In quella prima edizione furono<br />

solo 67 i <strong>con</strong>correnti a giungere<br />

all’arrivo (su 663 partenti!), e forse<br />

fu proprio questo a stimolare la<br />

fantasia dei corridori di tutta<br />

Europa. L’anno successivo i<br />

partecipanti raddoppiarono, e<br />

nel 2005 cominciò il calvario del<br />

“tutto esaurito” che quest’anno<br />

ha toccato il suo apice <strong>con</strong> i<br />

pettorali andati esauriti in meno<br />

di dieci minuti: ma ormai anche<br />

questo aspetto è entrato a<br />

far parte dell’aura mitica che<br />

cir<strong>con</strong>da questa competizione.<br />

Pur essendo <strong>na</strong>ta <strong>con</strong> trent’anni<br />

di ritardo rispetto alle grandi<br />

100 miglia americane, l’UTMB<br />

non ci ha messo molto ad<br />

oscurarle in termini di successo di<br />

partecipazione e di importanza<br />

mediatica, diventando un evento,<br />

più che u<strong>na</strong> gara, di importanza<br />

planetaria: fra le 7725 domande<br />

di iscrizione pervenute nel primo<br />

giorno sono state <strong>con</strong>tate ben 60<br />

<strong>na</strong>zio<strong>na</strong>lità differenti!<br />

Di anno in anno l’UTMB diventa<br />

più duro: se nella prima edizione<br />

i km erano 150 e il dislivello<br />

di 7500 metri, in questa sesta<br />

edizione 2008 siamo arrivati a 163<br />

km <strong>con</strong> 9500 metri di dislivello.<br />

Eppure la percentuale di finisher<br />

è in <strong>con</strong>tinuo aumento, segno<br />

evidente che la preparazione<br />

dei partecipanti si fa di anno in<br />

anno migliore, e che la politica<br />

di subordi<strong>na</strong>re l’iscrizione al<br />

completamento di alcune “gare<br />

qualificanti” sta dando i suoi frutti.<br />

Proprio per rispondere all’esigenza<br />

di proporre nuove sfide a <strong>col</strong>oro<br />

che hanno già termi<strong>na</strong>to l’UTMB,<br />

l’organizzazione “Les Trailers<br />

du Mont Blanc” propone per<br />

quest’anno u<strong>na</strong> nuova prova, la<br />

“Petite Trotte à Léon”, un raid a<br />

squadre di 220 km e 17000 metri<br />

di dislivello positivo! Chissà se<br />

<strong>na</strong>scerà u<strong>na</strong> nuova leggenda?<br />

L’UTMB non è diventato però<br />

solo un grande appuntamento<br />

“popolare”: alla crescita in<br />

termini di partecipazione è<br />

coincisa u<strong>na</strong> sempre maggiore<br />

importanza dal punto di vista<br />

agonistico: si può dire ormai che<br />

l’UTMB rappresenti u<strong>na</strong> sorta di<br />

campio<strong>na</strong>to del mondo della<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 49


specialità. A partire dallo scorso<br />

anno infatti sono arrivati in massa<br />

anche i più forti americani, Scott<br />

Jurek e Karl Meltzer in primis,<br />

anche se <strong>con</strong> scarsi risultati. Fino<br />

ad ora infatti la corsa è sempre<br />

stata appan<strong>na</strong>ggio di corridori<br />

europei, ma quest’anno le cose<br />

potrebbero cambiare. Nel 2007<br />

Scott Jurek si era presentato<br />

solamente per <strong>con</strong>oscere la gara<br />

e si era fermato al traguardo<br />

intermedio di Courmayeur per<br />

non compromettere le proprie<br />

chance di bissare il successo alla<br />

Spartathlon. Per questa sesta<br />

edizione invece Jurek ha previsto<br />

di fermarsi un mese intero per<br />

studiare alla perfezione il percorso,<br />

segno evidente che l’UTMB è il<br />

suo principale appuntamento<br />

della stagione. Il forte americano<br />

non sarà però l’unico a cercare<br />

di strappare lo scettro dalle mani<br />

di Marco Olmo. Oltre a Dawa<br />

Sherpa, che quest’anno gli ha<br />

già dato un grande dispiacere<br />

interrompendo il suo dominio<br />

nel Cro Magnon, e ai “soliti”<br />

Vincent Delebarre e Cristophe<br />

Jacquerod, al via ci sarà anche<br />

l’ungherese Csaba Nemeth, già<br />

se<strong>con</strong>do nel 2006, che in questo<br />

2008 ha dato u<strong>na</strong> dimostrazione<br />

assoluta di forza alla Lavaredo<br />

Ultratrail dello scorso 22 giugno.<br />

Senza dimenticare atleti del<br />

calibro di Thierry Chambry,<br />

vincitore nel 2007 del Grand Raid<br />

de La Réunion o del tedesco Jens<br />

Lukas, se<strong>con</strong>do nel 2007 alla sua<br />

prima partecipazione all’UTMB.<br />

Voci di corridoio parlano poi<br />

della presenza di Lahcen<br />

Ahnsal, vincitore di 10 Marathon<br />

des Sables e di due Swiss<br />

Alpine Marathon, nonché del<br />

giovanissimo basco Kilian Jornet<br />

Burgada. Quest’ultimo è appe<strong>na</strong><br />

ventiduenne, ma da due anni<br />

è il domi<strong>na</strong>tore in<strong>con</strong>trastato<br />

del campio<strong>na</strong>to del mondo di<br />

skyrunning: di fatto l’UTMB è u<strong>na</strong><br />

gara completamente diversa,<br />

dove <strong>con</strong>tano più la resistenza<br />

mentale che l’esplosività<br />

dei mus<strong>col</strong>i, ma visto cosa<br />

ha fatto quest’anno un altro<br />

ventiduenne, Kyle Skaggs, alla<br />

Hardrock 100, anche Jornet<br />

rappresenta un’incognita da non<br />

sottovalutare.<br />

Anche in campo femminile<br />

l’UTMB 2009 presenta un campo<br />

agguerritissimo di <strong>con</strong>tendenti:<br />

Karine Herry, vincitrice nel 2006,<br />

proverà a strappare lo scettro<br />

all’america<strong>na</strong> Nikki Kimball,<br />

prima nel 2007. Entrambe però<br />

dovranno guardarsi da Elizabeth<br />

Hawker, vincitrice nel 2005 e<br />

che l’anno scorso si è laureata<br />

campionessa del mondo di<br />

100 km su strada. Outsider di<br />

lusso saranno l’america<strong>na</strong> Kami<br />

Semick, la francese Alexandra<br />

Rousset e l’italo-argenti<strong>na</strong> Virginia<br />

Oliveri. u<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 50


MI RICORDO...<br />

di Gabriele “Mudanda” Bortolotto<br />

10 calda estate è lontano: e<br />

gen<strong>na</strong>io ore 20:59, fuori<br />

fa freddo e il ricordo della<br />

tu dove sei? Cosa stai facendo lì <strong>con</strong><br />

la mano tutta sudata e tremante sul<br />

mouse, il sudore che ti scende dalla<br />

fronte, il computer acceso e <strong>con</strong>nesso<br />

da un’ora, in linea al telefono <strong>con</strong> un<br />

altro nelle tue stesse <strong>con</strong>dizioni? Ore<br />

21:00 sotto la torre Eiffel e... via! Click,<br />

server intasato... ma porca putt.... e<br />

ri-click... e ri-click ancora... noooo è<br />

caduta la <strong>con</strong>nessione... panico...<br />

ok sono entrato... ecco il numero di<br />

prenotazione... e vaaaai! Click qua...<br />

click là... ecco fatto: iscritto! In 5 minuti<br />

persi 2 anni di vita, ma ce l’ho <strong>fatta</strong>:<br />

sarò un starter UTMB 2008. E ora? Dopo<br />

10 minuti realizzi che sarebbe il caso<br />

di diventare anche finisher... altrimenti<br />

bastava quella <strong>con</strong>nessione super<br />

veloce che hai profumatamente<br />

pagato.<br />

Passano i mesi, i km e i dislivelli,<br />

scorrono via le gare di preparazione e<br />

fi<strong>na</strong>lmente ti ritrovi lì in Place de l’Amitiè<br />

a Chamonix come un bambino<br />

innocente e indifeso. Ne hai fatte di<br />

lunghe, ma questa... questa è la più<br />

lunga, questa la finisce uno solo su due,<br />

questa non finisce mai... e via così le<br />

leggende sull’UTMB si sprecano. Dentro<br />

di te man mano che il countdown si<br />

avvici<strong>na</strong> all’ora X <strong>na</strong>s<strong>con</strong>o migliaia di<br />

dubbi: le scarpe sono quelle giuste?<br />

Lo zaino pesa troppo? Farà freddo?<br />

Avrò caldo? Ma soprattutto: perché<br />

sono qui? Quest’ultima domanda ti<br />

si ripresenterà più volte lungo tutto il<br />

percorso e sarà la risposta che darai a<br />

determi<strong>na</strong>re la sorte del tuo UTMB. Per<br />

cui caro amico, mani<strong>na</strong> sulla coscienza<br />

e se ti sei iscritto solo per dire: “io c’ero”<br />

o “l’ha fatto il Gino, vuoi che non lo<br />

faccia io”, “Uhè guarda che io sono<br />

uno che ha fatto il giro del Bianco!”,<br />

stai a casa <strong>con</strong> la tua famiglia perché<br />

questa gara ti chiederà di scendere<br />

fino in fondo alle tue più intime<br />

motivazioni e se lì non troverai nulla di<br />

<strong>con</strong>creto il ritiro sarà l’unica cosa che<br />

ti <strong>con</strong>cederà.<br />

Nel frattempo le note della musica<br />

della <strong>col</strong>on<strong>na</strong> sonora di “1492 Alla<br />

<strong>con</strong>quista del Paradiso” sono sempre<br />

più alte, gli interventi in varie lingue<br />

degli speaker si susseguono, la piazza si<br />

riempie di gente. C’è chi è da solo, chi<br />

<strong>con</strong> un amico, padri che salutano le<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 51


famiglie. L’aria è densa di emozioni, di<br />

sa<strong>na</strong> tensione agonistica e poi come<br />

nei migliori sogni... VIA! E l’avventura<br />

inizia.<br />

I primi 8 km fino al Les Houches sono<br />

pianeggianti, la carica della partenza,<br />

le notti passate a studiare e ri-studiare<br />

il profilo, la voglia di correre esplodono<br />

in te e non capisci più niente. Ti lasci<br />

trasportare da questo fiume in pie<strong>na</strong> di<br />

emozioni e in un batter d’occhio sei al<br />

primo ristoro. Da lì inizia la vera gara, si<br />

attacca la prima salita: il <strong>col</strong> de Voza.<br />

Sono circa 7 km e 800 metri di D+ su<br />

strada poderale, qualche strappo<br />

deciso ma tutto sommato u<strong>na</strong> salita<br />

“veloce”. Se sei un top la puoi anche<br />

correre, gli altri la spingono di buon<br />

passo. E’ importante in questa prima<br />

fase abbassare il ritmo cardiaco e<br />

trovare il giusto passo in salita, le giuste<br />

sensazioni. C’è poi la discesa su u<strong>na</strong><br />

pista da sci dal fondo erboso dove si<br />

corre bene senza rischi, ma è già ora<br />

di accendere la frontale. Fi<strong>na</strong>lmente si<br />

arriva al primo ristoro a Saint Gervais: ti<br />

avrà sicuramente <strong>col</strong>pito il tifo lungo il<br />

percorso, sarà u<strong>na</strong> costante, e rimarrai<br />

sorpreso dalle due ali di folla che<br />

troverai a questo primo ristoro. Ti fermi<br />

un attimo, mangi e bevi qualcosa,<br />

fai rifornimento e “bon courage”. Ti<br />

chiederai perché mi di<strong>con</strong>o “buon<br />

coraggio”... al limite solo coraggio,<br />

o forza! E poi realizzi: ahhh, qui siamo<br />

in Francia... qui il computer si chiama<br />

ordi<strong>na</strong>teur e 80 si dice quatre-vingt...<br />

TUTTO A POSTO.<br />

Dopo Saint-Gervais<br />

inizi la parte del<br />

percorso che ti porta<br />

al primo <strong>col</strong>le oltre<br />

i 2000, il Croix du<br />

Bohnomme, sono<br />

circa 17 km <strong>con</strong><br />

1700 m D+, 1000 dei<br />

quali negli ultimi 6<br />

km. A questo punto<br />

la tensione della<br />

partenza non c’è<br />

più, la prima salita<br />

l’hai <strong>fatta</strong>, sei ben<br />

caldo e quindi fino<br />

all’attacco della<br />

salita si corricchia, anche perché<br />

la pendenza lo permette. Passi un<br />

tratto boschivo, ogni tanto incroci del<br />

pubblico, spesso tra loro ci sono dei<br />

bambini, ti sembrano dei folletti <strong>con</strong><br />

le loro candeline accese in mano.<br />

Arrivi al ristoro di Les Contamines: altro<br />

bagno di folla che ti sottrae dallo stato<br />

ipnotico in cui stavi cadendo. Goditi il<br />

La fisica ti<br />

aiuta: se metti<br />

un piede più<br />

avanti dell’altro<br />

procedi, e quindi<br />

non c’è niente<br />

di cui essere<br />

preoccupati...<br />

calore della gente, fino a Courmayeur<br />

non ne vedrai così tanti. Quindi si<br />

riparte ma... hai fatto rifornimento di<br />

acqua? Hai messo qualcosa di caldo?<br />

Ora si sale ai 2479 m del Croix de<br />

Bohnomme! L’attacco della salita è<br />

in<strong>con</strong>fondibile: sono<br />

dei lastroni di roccia<br />

per circa 1 km, poi<br />

la salita prosegue<br />

regolare su sentiero<br />

<strong>con</strong> pendenze mai<br />

troppo impeg<strong>na</strong>tive.<br />

A metà salita trovi<br />

il ravit di La Balme.<br />

Fornitissimo come<br />

tutti i ravit che finora<br />

hai trovato e che<br />

troverai, c’è di tutto e<br />

per tutti i gusti, dolce<br />

e salato, e LA SOUPE,<br />

tecnicamente ‘<strong>na</strong><br />

minestri<strong>na</strong> <strong>fatta</strong><br />

<strong>col</strong> <strong>dado</strong> <strong>con</strong><br />

<strong>capelli</strong> d’angelo<br />

stracotti. Nella realtà<br />

dell’UTMB un nettare<br />

divino creato per<br />

il riscaldamento<br />

delle tue stanche<br />

membra. Non fare<br />

l’italiano: assaggia,<br />

è come u<strong>na</strong> droga,<br />

ne diventerai dipendente. E subito<br />

dopo un bel bicchiere di coca-<strong>col</strong>a<br />

per pulire la bocca. Ora penserai: “che<br />

schifo”, ma come si dice in veneto:<br />

“sea <strong>con</strong>temo dopo”.<br />

Abbando<strong>na</strong>to a malincuore il ristoro<br />

di La Balme <strong>con</strong> il suo caldo fuoco<br />

la salita prosegue,<br />

sempre su single track<br />

che a serpenti<strong>na</strong> sale<br />

al <strong>col</strong>le. Ogni tanto<br />

alzerai lo sguardo e<br />

la lunga scia delle<br />

frontali che vedrai<br />

in<strong>na</strong>nzi a te a volte<br />

abbatterà il tuo<br />

morale. Penserai:<br />

“Fino a lì?”, “Non<br />

finisce più”... calma!<br />

Abbassa la testa,<br />

fissa la luce della tua<br />

frontale, <strong>con</strong>centrati<br />

sulla coordi<strong>na</strong>zione<br />

tra passo, respiro<br />

e bastoncini (se li hai) e prosegui. La<br />

fisica ti aiuta: se metti un piede più<br />

avanti dell’altro procedi, e quindi non<br />

c’è niente di cui essere preoccupati...<br />

piano piano... lentamente, arrivi<br />

anche tu. Infatti eccoci! 2479 Croix de<br />

Bohnomme, se<strong>con</strong>do s<strong>col</strong>li<strong>na</strong>mento.<br />

La discesa che segue non è delle<br />

LA SOUPE,<br />

tecnicamente ‘<strong>na</strong><br />

minestri<strong>na</strong> <strong>fatta</strong> <strong>col</strong><br />

<strong>dado</strong> <strong>con</strong> <strong>capelli</strong><br />

d’angelo stracotti.<br />

Nella realtà<br />

dell’UTMB un nettare<br />

divino creato per<br />

il riscaldamento<br />

delle tue stanche<br />

membra. Non fare<br />

l’italiano: assaggia,<br />

è come u<strong>na</strong> droga,<br />

ne diventerai<br />

dipendente.<br />

migliori. Per la maggior parte su fondo<br />

erboso <strong>con</strong>tinuamente interrotto da<br />

pozzanghere, buche...il sentiero a<br />

volte si perde. Occhio a seguire i soliti<br />

“furbetti che tagliano”. Quindi culo<br />

basso, ginocchia piegate, busto in<br />

avanti, bastoncini<br />

(non allacciati sui<br />

polsi) ben saldi e<br />

occhio a dove<br />

mettete i piedi.<br />

Noterete come la<br />

salita per il suo ritmo<br />

diventa spesso u<strong>na</strong><br />

fase introspettiva<br />

mentre la discesa,<br />

specie se di notte,<br />

ti richiama a<br />

tenere altissima<br />

l’attenzione e<br />

richiede u<strong>na</strong><br />

dose notevole di<br />

<strong>con</strong>centrazione.<br />

Nel 99% dei casi<br />

infatti un calo di<br />

<strong>con</strong>centrazione in<br />

discesa si trasforma<br />

in u<strong>na</strong> caduta... e<br />

tu non vuoi finire il<br />

tuo UTMB per u<strong>na</strong><br />

“ba<strong>na</strong>le” storta ad<br />

u<strong>na</strong> caviglia giusto?<br />

Quindi occhio! Non<br />

è qui che farete la differenza.<br />

Alla fine della discesa c’è il ristoro di<br />

Les Champieux, caldo accogliente.<br />

Siamo circa al 50° km. Da qui a poco<br />

finisce la fase “fisica” della gara e inizia<br />

quella “mentale”. Inizi ad entrare nella<br />

dimensione Ultra (per il momento solo<br />

Ultra non UTMB). Al ristoro prenditi i tuoi<br />

tempi, la <strong>con</strong>citazione, la fretta da<br />

qui in poi saranno cattive compagne.<br />

Sottraggono energie. Per cui se ti<br />

va siediti, noterai che molti lo fanno,<br />

mangia <strong>con</strong> calma e riparti. Ora si<br />

sale ai 2516 m del Col de la Seigne per<br />

poi scendere, passando per il Refuge<br />

Elisabetta, ai 1970 del Lac Cobal. Un<br />

bel “millino” di salita e 500 m di discesa<br />

in 15 km.<br />

La prima parte della salita è su asfalto e<br />

la pendenza permetterebbe anche di<br />

correrla. Fai un po’ come credi o meglio<br />

se sei forte corri altrimenti è meglio<br />

se cammini, le energie ti serviranno<br />

dopo per la salita su sentiero che<br />

presenterà alcuni tratti impeg<strong>na</strong>tivi. E’<br />

notte fonda, sei in gara da 7-10 ore, la<br />

stanchezza incomincia a farsi sentire.<br />

Il ristoro ti ha dato <strong>con</strong>forto ma ora lo<br />

hai lasciato e come un fulmine a ciel<br />

sereno ec<strong>col</strong>a!...”Perché sono qui?”<br />

Cavatela in fretta è ancora troppo<br />

presto.....risponditi “Perché mi piace la<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 52


SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 53


montag<strong>na</strong>”.....ma la voci<strong>na</strong> non ti molla<br />

e ribatte “Si ma chi ama la montag<strong>na</strong><br />

ci va di giorno, non di notte che non<br />

si vede niente...Perché sono qui?”...Azz<br />

ti ha fregato, ma tu sei ancora lucido<br />

e <strong>con</strong>trobatti “A me piace correre di<br />

notte!”.....”ah, ok”. E prosegui cercando<br />

<strong>con</strong> lo sguardo la lucetta più alta che<br />

puoi vedere per capire fin dove si deve<br />

arrivare. Occhio che se è u<strong>na</strong> notte<br />

limpida ci sono anche le stelle...<br />

Per i normodotati lo s<strong>col</strong>li<strong>na</strong>mento<br />

poco prima o poco dopo coinciderà<br />

<strong>con</strong> l’alba. Se sei forte invece ti sari fatto<br />

questa bella discesa <strong>con</strong> quel giusto<br />

grado tecnico da poter essere definita<br />

impeg<strong>na</strong>tiva <strong>con</strong> il buio. La prima parte<br />

della discesa è su pietraia poi sentiero<br />

fino al ravit del Refuge Elisabetta. Sei<br />

a quasi 2000 m per cui il ristoro è un<br />

tendone, ben fornito ma decisamente<br />

più spartano degli altri. Il sole comincia<br />

ad alzarsi. Togliti antivento varie che<br />

ti sarai messo per passare la notte e<br />

preparati alla gior<strong>na</strong>ta che verrà....la<br />

passerai TUTTA <strong>con</strong> il tuo amico UTMB.<br />

Dopo il ristoro un breve tratto in falso<br />

piano che non so perché correrai<br />

(lo corrono tutti) ti porterà a Lac<br />

Combal dove si attacca il Mont Favre<br />

2495 m sotto la cui discesa si trova<br />

Courmayeur distante solo 29 km da<br />

Refuge Elisabetta. La salita inizia <strong>con</strong><br />

u<strong>na</strong> bella rampa impeg<strong>na</strong>tiva su<br />

manto erboso per poi proseguire <strong>con</strong><br />

rampe meno impeg<strong>na</strong>tive fino allo<br />

s<strong>col</strong>li<strong>na</strong>mento. Sarà l’alba, sarà che stai<br />

arrivando in Italia, sarà che hai trovato<br />

il ritmo giusto, sarà che Courmayeur è<br />

u<strong>na</strong> tappa mentalmente importante<br />

ma nella discesa ti sentirai ri<strong>na</strong>scere.<br />

Passerai velocemente il ristoro di<br />

Checrouit e affronterai velocemente la<br />

ripida discesa sul bosco che ti porterà<br />

al palazzo dello sport di Dolonne.. Lì<br />

troverai la prima delle due sacche<br />

che l’organizzazione ti permette di<br />

posizio<strong>na</strong>re lungo il percorso. Vediamo<br />

un po’ cosa ci avrai ma messo dentro?<br />

Un cambio corto per il giorno, calzini<br />

asciutti, crema per i piedi e abrasioni<br />

varie, un asciugamano, un sacchetto<br />

vuoto dove riporre tutta la fetenzia<br />

che ti togli, un rifornimento alimentare<br />

“perso<strong>na</strong>le”, un cambio lungo in caso<br />

la gior<strong>na</strong>ta non sia delle migliori. Più che<br />

un ristoro questo è un vero e proprio pitstop.....se<br />

vuoi ti puoi cambiare anche<br />

le scarpe o fare u<strong>na</strong> doccia. Ti infastidirà<br />

un po’ la folla: dopo u<strong>na</strong> notte passata<br />

<strong>con</strong> te stesso, a Courmayeur si ritor<strong>na</strong><br />

alla realtà...macchine, biciclette....<br />

mogli. Lascia il ristoro ricordandoti u<strong>na</strong><br />

cosa: sei bravo, sei a buon punto ma<br />

non sei ne a metà gara (78 km) né a<br />

metà del dislivello complessivo (fatti<br />

circa 4000 m D+). Da qui in avanti la<br />

gara prende decisamente un’altro<br />

ritmo, ed è circa come un Gran Trail<br />

Valdigne o un Mercantour.<br />

Passato il centro di Courmayeur dove,<br />

siccome siamo in Italia ad Agosto, molti<br />

ti guarderanno come se fossi un alieno,<br />

si attacca la salita al rifugio Bertone. Un<br />

bel muro! Anche perché sei stato fermo<br />

un po’ più a lungo e ti sei raffreddato.<br />

Ad ogni modo come si diceva prima...<br />

la fisica...un piede davanti all’altro...<br />

piano piano...lentamente e i 1980, del<br />

Bertone arrivano, prima all’ombra del<br />

bosco poi allo scoperto. Non è raro<br />

incrociare degli escursionisti che sono<br />

u<strong>na</strong> valida verifica del tuo passo....se li<br />

passi vuol dire che sei ancora vivo!<br />

Dopo il Bertone si sale ancora fino al<br />

Bo<strong>na</strong>tti tutta salita su sentiero. E’ giorno,<br />

la vista e la compagnia degli altri<br />

<strong>con</strong>correnti, la presenza di escursionisti,<br />

la bellezza dei panorami fanno di<br />

questa fase della gara quella meno<br />

introspettiva e più “atletica”.<br />

Dopo il rifugio Bo<strong>na</strong>tti (2020 m) un<br />

breve tratto di traverso corribile e u<strong>na</strong><br />

bella discesella a serpenti<strong>na</strong> vi porterà<br />

ai 1769 m di Arnuva (94°km). Ricco<br />

ristoro dotato, incredibile a dirsi per u<strong>na</strong><br />

gara di corsa in montag<strong>na</strong>, di bagni<br />

chimici.....eeeee già....perché pensavi<br />

di non farla per 166 km? Pesa sai! Per<br />

cui piuttosto che elargire in <strong>na</strong>tura, che<br />

poi la carta te la porti <strong>con</strong> te (Respectez<br />

la <strong>na</strong>ture!!!)....un bel cessetto chimico<br />

e se becchi il volontario giusto ti fai<br />

dare “La gazza” e ti <strong>con</strong>cedi ‘sti 10’ di<br />

“meditazione”.....volendo comunque<br />

la potevi fare prima (ma cosa leggevi?<br />

L’Equipe?) o dopo (e cosa leggi in<br />

Svizzera?.....L’Emmental-zeitung?).<br />

Fatto tutto? Ok 4 km 768 m D+ per<br />

arrivare ai 2537 m del Gran Col<br />

Ferret, la “Cima Coppi” dell’UTMB.<br />

Se piove sei allo scoperto, se c’è il<br />

sole....protezione 20 please. La salita<br />

è decisamente dura. Gli ultimi 300 m<br />

D+ non passano più. Concentrati, non<br />

pensarci e guarda il panorama, sei un<br />

privilegiato. Sei stato tra i più veloci ad<br />

iscriverti, ti sei alle<strong>na</strong>to bene, hai fatto<br />

tutto quello che dovevi fare, sei riuscito<br />

a non infortu<strong>na</strong>rti e ad arrivare al via...<br />

si ok “bestia come tira”...si “ok sono<br />

stanco”... ma di qualcosa bisognerà<br />

pur morire no? Ed eccoci in cima: 98°<br />

km. CRO, Mercantour a questo punto<br />

erano espug<strong>na</strong>ti ma l’UTMB ti chiede<br />

ancora 66 km e circa 3000 m D+. Da<br />

qui in poi si esce dalla dimensione Ultra<br />

e si entra nella dimensione UTMB.<br />

Seguono 17 intermi<strong>na</strong>bili km di discesa<br />

che, passando per La Fouly, ti portano<br />

a Champex Lac. Il primo tratto è su<br />

sentiero comodo e mai impeg<strong>na</strong>tivo,<br />

poi 3 km prima di La Fouly si trova<br />

l’asfalto che si lascerà subito dopo<br />

il ristoro per u<strong>na</strong> strada poderale<br />

immersa nel bosco. Se hai gamba vai,<br />

non spremerti fino in fondo, ma questo<br />

è l’ultimo tratto dove si può recuperare<br />

qualcosa in termini di tempo. Sei oltre<br />

il 100 km, hai almeno 18-20 ore di<br />

gara sulla schie<strong>na</strong>, la lista dei dolorini<br />

si spreca e riec<strong>col</strong>a......”perché sono<br />

qui?”......”Ma ti sei guardato attorno....<br />

che spetta<strong>col</strong>o!”......”Effettivament<br />

e...”. In questa fase quello che ti può<br />

succedere, anche se la gior<strong>na</strong>ta e<br />

assolata, è che alla ripartenza dai ristori<br />

ti senti ghiacciare. Non spaventarti, è la<br />

stanchezza, riprendi a correre e vedrai<br />

che di li a poco starai meglio.<br />

Finita la discesa è finita la festa, sempre<br />

che fin qua vi siate divertiti. 3 km 500 m<br />

D+ per arrivare a Champex Lac 123°<br />

km dove troverai la se<strong>con</strong>da sacca.<br />

La salita è decisamente dura, coperta<br />

dal bosco, ma bella ripida e ti ha ben<br />

tagliato le gambe. Apri la tua sacca<br />

dove ti sarai messo tutto il necessario<br />

per affrontare la se<strong>con</strong>da notte. Sei<br />

stanco, ti muovi lentamente e non sei<br />

nemmeno tanto lucido. Ancora 43<br />

km ,che scopriremo assieme come<br />

sono, ma tu che ora sei a Champex<br />

non ci devi pensare. Prendi l’altimetria<br />

del percorso, dalle un’occhiata e<br />

buttala via. Spegni il GPS se ha ancora<br />

batteria. Cerca dentro di te, cerca<br />

quella fiamma che ti arde dentro,<br />

quel qualcosa che ti fa andare a<br />

correre quando piove, quando fa<br />

freddo, di giorno, di notte, dopo aver<br />

litigato <strong>con</strong> tua moglie, cerca la tua<br />

voglia di raggiungere l’obiettivo. Ora<br />

l’UTMB vuole te e basta nella forma<br />

più elementare mus<strong>col</strong>i, sudore e<br />

determi<strong>na</strong>zione<br />

Riparti da Champex, accendi di nuovo<br />

la frontale costeggi il lago, imbocchi u<strong>na</strong><br />

strada poderale e poi “BAM”...la sig.ra<br />

Bovine 1987 m in 4 km scarsi tra massi,<br />

fango, radici quando è asciutto figurati<br />

se piove. Alzi le testa e le lucine sono<br />

sempre più in alto. Le gambe fanno<br />

male, il sudore gocciola dalla fronte.....<br />

il primo pensiero sarà “fortu<strong>na</strong> che<br />

erano solo 43 km”...ma non pensarci...<br />

sei un privilegiato....stai per diventare<br />

un gladiatore. Allo s<strong>col</strong>li<strong>na</strong>mento un<br />

ristoro, le facce, gli sguardi che incroci<br />

traspirano stanchezza ma trasmettono<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 54


orgoglio. Inizia la discesa: occhio, siete<br />

stanchissimi, è notte, la discesa va<br />

affrontata <strong>con</strong> tutta la <strong>con</strong>centrazione<br />

che vi rimane. Cadere per aver voluto<br />

“forzare” a questo punto al 99%<br />

significa farsi male e non finire...per<br />

cui prudenza...come nella se<strong>con</strong>da<br />

discesa....non ti chiami OLMO, DAWA<br />

o DELEBARRE (altrimenti non stavi qui a<br />

leggere tutte ‘ste “minchiate”) tu vuoi<br />

essere un finisher e basta.<br />

Il ristoro di Trient non arriva mai. Sulla<br />

carta sono 6 km dal Bovine ma a<br />

questo punto le dimensioni spazio/<br />

tempo sono più che mai relative. E’ la<br />

se<strong>con</strong>da notte insonne, la tua mente è<br />

pervasa da mille pensieri che non riesci<br />

a focalizzare perché la fatica è tanta<br />

ora bisog<strong>na</strong> far venire fuori l’istinto.<br />

Il rapporto tra l’uomo e la corsa è un<br />

fatto ancestrale, legato nella preistoria<br />

alla stessa sopravvivenza. Era infatti<br />

fondamentale per l’uomo riuscire a<br />

correre più velocemente o più a lungo<br />

degli altri predatori per non diventare<br />

un succulento pranzo e garantirsi il<br />

cibo. Ecco questo è il momento di tirare<br />

fuori quella parte di noi che ci è stata<br />

tramandata dai nostri avi preistorici. E’<br />

questo lo spirito <strong>con</strong> il quale dobbiamo<br />

affrontare la Catogne (2011 slm).<br />

700 m D+ in 3-4 km non ti si chiede<br />

molto. Su un bel sentiero (se non<br />

piove) peccato che la pendenza sia<br />

molto impeg<strong>na</strong>tiva, se piove poi sei<br />

in un “toboga di fango” ma tu ora sei<br />

puro istinto, tu ora hai u<strong>na</strong> sola cosa<br />

in mente....ARRIVARE!. Un passo dopo<br />

l’altro, non alzare la testa...meglio di<br />

no....e a metà salita.....appollaiata<br />

su un tor<strong>na</strong>nte ec<strong>col</strong>a “perché sono<br />

qui?”....adesso è dura rispondere,<br />

pensare è faticoso....e allora ti do un<br />

suggerimento, che come tale va preso,<br />

ti dico cosa ho risposto io...” Vaffan...o,<br />

te lo dico all’arrivo!”<br />

Qui i miei suggerimenti si fermano,<br />

l’ultimo pezzo di storia non ve la posso<br />

rac<strong>con</strong>tare perché il fi<strong>na</strong>le del 2008 è<br />

diverso da quello del 2007. Dalla carta<br />

scesi dalla Catogne ci sono ancora<br />

500 m D+ e poi tutta discesa fino a<br />

Chamonix, faranno male, chiederanno<br />

molto....e lei tornerà.......”perché sono<br />

qui?”<br />

Diciamocelo domenica 24/8/2008<br />

ore 15:00 sotto il monumento in piazza<br />

a Chamonix mentre scegliamo la<br />

birreria........Buon UTMB 2008! u<br />

10 CONSIGLI PER ARRIVARE AL TRAGUARDO<br />

di Gabriele “Mudanda” Bortolotto<br />

1) Presentati alla partenza <strong>con</strong> la <strong>con</strong>vinzione di aver fatto tutto ciò<br />

che era necessario.<br />

2) Tieni sempre il tuo ritmo: anche se sei <strong>con</strong> un amico vai alla tua<br />

andatura.<br />

3) Rispetta e sfrutta i ristori: non li hanno messi a caso, sono nel posto<br />

giusto per rifiatare.<br />

4) Massima attenzione alle discese di notte: comprati u<strong>na</strong> buo<strong>na</strong><br />

frontale e parti <strong>con</strong> le pile nuove.<br />

5) Sfrutta le sacche dell’organizzazione: mettici dentro dei cambi<br />

asciutti. Togliersi la roba bag<strong>na</strong>ta e mettersi quella asciutta ti fa<br />

ri<strong>na</strong>scere.<br />

6) Cerca di mangiare qualcosa di solido ad ogni ristoro. Verso la fine<br />

non ci riuscirai più, per cui è meglio prevenire.<br />

7) Non sovraccaricare lo zaino: i ristori sono molto frequenti e ci sono<br />

due cambi sacche, per cui al di là del materiale obbligatorio<br />

poco altro e anche l’acqua può essere limitata a 1 litro.<br />

8) Non pensare mai a tutto il percorso ma ragio<strong>na</strong> per tappe. Il<br />

traguardo è il ristoro successivo.<br />

9) Occhio alle abrasioni, specie quelle sulla schie<strong>na</strong> dovute allo<br />

zaino: crema o bendaggi anche lì.<br />

10) Cerca di essere sempre sereno. Stai vivendo un’esperienza unica<br />

e se, nonostante i “Mudanda<strong>con</strong>sigli”, ti dovesse andar male,<br />

ricordati che l’anno prossimo ci sarà un altro UTMB!<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 55


PREVIEW GARE...<br />

LE PORTE DI PIETRA<br />

Testo e foto: Gli Orsi<br />

LE PORTE DI PIETRA È UNA GARA DI TRAIL RUNNING, OVVERO<br />

UNA GARA DI CORSA IN MEZZO ALLA NATURA, LA “NOSTRA”<br />

NATURA, QUELLA DEL TERRITORIO ALESSANDRINO SULLA<br />

QUALE “GLI ORSI” SCORAZZANO E SI ALLENANO DA SEMPRE.<br />

IL TERRITORIO MONTANO DELLA VAL BORBERA, VALLE SPINTI E<br />

VAL CURONE APPARTIENE A QUELLA TIPOLOGIA DI APPENNINO<br />

CHE RESTA SCONOSCIUTA ALLA MAGGIOR PARTE DELLA GENTE,<br />

ANCHE LOCALE.<br />

Da sempre queste montagne<br />

sono <strong>con</strong>siderate ostili per<br />

la loro cruda essenzialità,<br />

per i ripidi pendii che non vanno<br />

d’accordo <strong>con</strong> le <strong>col</strong>tivazioni<br />

agri<strong>col</strong>e e per la loro fitta<br />

vegetazione boschiva che<br />

rappresenta spesso un osta<strong>col</strong>o al<br />

normale transito. Un tempo erano<br />

percorse da eserciti, pastori e<br />

<strong>con</strong>trabbandieri che valicavano<br />

da e verso Genova. Ora sono<br />

apprezzate da cacciatori,<br />

fungaioli, trifolai, escursionisti,<br />

biker e... trailer! Chi ha la fortu<strong>na</strong><br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 56


di percorrere l’itinerario delle<br />

Porte di Pietra durante u<strong>na</strong><br />

normale gior<strong>na</strong>ta dell’anno non<br />

può fare a meno di apprezzare il<br />

silenzio selvaggio di queste terre<br />

che alter<strong>na</strong>no fitti boschi a lunghi<br />

spartiacque tra il Piemonte e la<br />

Liguria in un ambiente dove da<br />

tempo sono seg<strong>na</strong>lati insediamenti<br />

stabili del lupo.<br />

IL PERCHE’ DELLE PORTE DI<br />

PIETRA<br />

Quando si percorre la strada<br />

provinciale che <strong>con</strong>duce a<br />

Cantalupo Ligure e si giunge alle<br />

strette di Pertuso, si comprende il<br />

senso de “Le Porte di Pietra”.<br />

La Val Borbera presenta delle<br />

caratteristiche morfologiche<br />

alquanto parti<strong>col</strong>ari. Non c’è<br />

modo migliore di descriverla se<br />

non rifarsi alla descrizione che<br />

viene riportata nel romanzo storico<br />

“Il Tempio e la Spada” di Rosario<br />

Magrì, edizioni Massimo-Milano,<br />

1962:<br />

“La valle Borba, percorsa dal<br />

torrente che porta lo stesso nome,<br />

sbocca perpendi<strong>col</strong>armente in<br />

quella dello Scrivia proprio di<br />

fronte a Libar<strong>na</strong>. Ha la forma<br />

di u<strong>na</strong> clessidra che, larga alle<br />

due estremità, si restringe nella<br />

sua parte centrale formata da<br />

u<strong>na</strong> angusta forra che strada e<br />

torrente percorrono affiancati. Più<br />

in alto la valle termi<strong>na</strong> sugli erbosi<br />

pendii da cui <strong>na</strong>sce il Borba. La<br />

sua lunghezza totale s’aggira sulle<br />

20 miglia.”<br />

“...i soldati puntarono i giavellotti<br />

verso le Porte di Pietra... la strada<br />

in quel punto è strettissima,<br />

scavata a fatica tra il monte e il<br />

torrente. La svolta è peri<strong>col</strong>osa<br />

per i carri tanto più che nessun<br />

riparo protegge il margine della<br />

via dal lato che strapiomba sul<br />

Borba. Oltre la prima svolta la vista<br />

si stende per u<strong>na</strong> cinquanti<strong>na</strong> di<br />

passi. Non c’è aniima viva, il solo<br />

rumore era quello del torrente che<br />

scorreva nella sua forza.”<br />

Chi avrà la fortu<strong>na</strong> di partecipare<br />

alla gara si potrà certamente<br />

ritrovare nelle parole di Magrì<br />

in quanto “la porta di pietra”<br />

corrisponde alle Strette di Pertuso,<br />

punto in cui si attraversa il Borbera<br />

per mezzo di u<strong>na</strong> passerella che<br />

rappresenta uno dei momenti più<br />

suggestivi di tutta la gara.<br />

L’ANIMA DELLE PORTE DI<br />

PIETRA<br />

Il nostro gruppo ha come fi<strong>na</strong>lità il<br />

piacere di fare sport in un <strong>con</strong>testo<br />

<strong>na</strong>turale di rilievo, e ha l’obiettivo di<br />

invitare ad u<strong>na</strong> grande festa quanti<br />

abbiano la voglia di <strong>con</strong>dividere<br />

questo vero spirito trail. La gara<br />

non ha fi<strong>na</strong>lità di lucro, tutti i<br />

componenti del gruppo hanno la<br />

possibilità di visio<strong>na</strong>re i movimenti<br />

di banca relativi al <strong>con</strong>to corrente<br />

appositamente dedicato.<br />

Abbiamo scelto di dare solo liquidi<br />

ai punti di ristoro seguendo u<strong>na</strong><br />

linea che caratterizza le principali<br />

gare di trail a livello inter<strong>na</strong>zio<strong>na</strong>le<br />

e basandoci<br />

sul fatto che<br />

ogni volta<br />

che andiamo<br />

ad alle<strong>na</strong>rci<br />

siamo costretti<br />

a sposare il<br />

<strong>con</strong>cetto di<br />

autosufficienza.<br />

N o n<br />

trascuriamo<br />

l ’ a s s i s t e n z a .<br />

Lungo il<br />

percorso i<br />

<strong>con</strong>correnti<br />

avranno a<br />

d i s p o s i z i o n e<br />

circa 25 esperti<br />

appartenenti al<br />

Soccorso Alpino<br />

della sezione<br />

di Alessandria,<br />

u<strong>na</strong> deci<strong>na</strong> di<br />

p a r a m e d i c i<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 57


della Croce Rossa di Vignole<br />

Borbera dotati di due ambulanze<br />

e di un mezzo fuoristrada, volontari<br />

del CAI di Novi Ligure e Torto<strong>na</strong>,<br />

e alcune decine di Orsi dislocati<br />

lungo il tracciato di gara. I<br />

<strong>con</strong>correnti avranno a disposizione<br />

l’ospitalità della struttura stabile<br />

del palazzetto dello sport di<br />

Cantalupo Ligure, sede logistica<br />

dell’intera manifestazione.<br />

GLI ORSI E LE PORTE DI PIETRA<br />

PER L’AMBIENTE<br />

La sensibilità che ci lega al rispetto<br />

per l’ambiente ci ha portati a<br />

creare un evento “CarbonZero”.<br />

Il senso di questo progetto è<br />

quello di adottare delle misure<br />

atte a ridurre il proprio impatto<br />

sull’ambiente. Abbiamo lavorato<br />

<strong>con</strong> “CO2 Balance Italia” al fine<br />

di neutralizzare la nostra impronta<br />

di carbonio sul territorio e<br />

abbiamo investito in progetti che<br />

bilanceranno le nostre emissioni<br />

di CO2 rendendoci u<strong>na</strong> gara<br />

a CarbonZero. Il cal<strong>col</strong>o delle<br />

tonnellate di CO2 <strong>con</strong>sumate è<br />

stato fatto tenendo <strong>con</strong>to non<br />

solamente dell’anidride carbonica<br />

<strong>con</strong>sumata per l’organizzazione<br />

della gara, ma cal<strong>col</strong>ando<br />

anche il <strong>con</strong>sumo derivante dallo<br />

spostamento di 250 <strong>con</strong>correnti<br />

provenienti da u<strong>na</strong> distanza<br />

media di 250 km. L’iniziativa avrà<br />

un costo elevato per la nostra<br />

organizzazione, ma come già<br />

evidenziato non abbiamo altre<br />

intenzioni che distinguerci per<br />

degli ideali.<br />

“Le Porte di Pietra 2008” avrà l’onore<br />

di avere il patrocinio ufficiale di<br />

Greenpeace in virtù dell’impegno<br />

oggettivamente profuso sul<br />

territorio a favore dell’ambiente.<br />

Promuovere la pratica del trail<br />

running significa infatti sostenere<br />

un turismo ecocompatibile, e u<strong>na</strong><br />

delle caratteristiche essenziali<br />

caratterizzanti queste competizioni<br />

è il rispetto dell’equilibrio<br />

ambientale. La pratica del trail, <strong>con</strong><br />

il suo indotto, è <strong>con</strong>siderata uno dei<br />

mezzi più efficaci per valorizzare i<br />

territori di media montag<strong>na</strong> in un<br />

<strong>con</strong>testo storico che ne ha visto<br />

un graduale abbandono delle<br />

attività produttive e della densità<br />

abitativa e proprio a questo<br />

scopo ci siamo adoperati <strong>con</strong> le<br />

istituzioni locali affinché il percorso<br />

di gara potesse essere identificato<br />

da u<strong>na</strong> seg<strong>na</strong>letica permanente.<br />

Siamo <strong>con</strong>vinti che anche grazie a<br />

questa iniziativa molti appassio<strong>na</strong>ti<br />

di podismo ed escursionismo<br />

provenienti da Piemonte, Liguria<br />

e Lombardia avranno la possibilità<br />

di avventurarsi in questi splendidi<br />

territori.<br />

IL MANIFESTO DEL TRAIL<br />

L’elenco che segue rappresenta<br />

ciò che noi intendiamo per “Trail<br />

Running”.<br />

Non abbiamo inventato nulla ma<br />

abbiamo solo trasferito quelle che<br />

sono le linee guida inter<strong>na</strong>zio<strong>na</strong>li<br />

che caratterizzano questa<br />

discipli<strong>na</strong>. Il nostro desiderio è<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 58


che questi punti cardine del<br />

trail vengano eletti da tutti gli<br />

organizzatori e da tutti i praticanti<br />

questo splendido sport affinché<br />

anche in u<strong>na</strong> <strong>na</strong>zione “giovane”<br />

come l’Italia del trail si possano<br />

avere dei punti cardine sui quali<br />

muoversi. Ci promuoveremo <strong>con</strong><br />

i mezzi che avremo a disposizione<br />

affinché questo possa avvenire.<br />

• Le superfici di corsa non devono<br />

essere asfaltate o pavimentate<br />

(max 10%)<br />

• I percorsi devono includere degli<br />

osta<strong>col</strong>i <strong>na</strong>turali costituiti da rocce,<br />

alberi, cespugli, pietraie ghiaccio,<br />

neve, guadi di torrente, ecc.<br />

• L’ambiente deve offrire uno<br />

sce<strong>na</strong>rio visivo suggestivo; la<br />

<strong>na</strong>tura <strong>con</strong> le sue forme espressive<br />

deve coinvolgere l’atleta<br />

• Il percorso deve presentare<br />

significativi dislivelli in salita e<br />

in discesa oppure diffi<strong>col</strong>tà<br />

ambientali legate al fondo o al<br />

clima<br />

SABATO 27/09/08<br />

• Le gare sono <strong>con</strong>dotte in<br />

regime di autosufficienza o semiautosuficienza<br />

• Non sono previste indicazioni<br />

chilometriche lungo il percorso<br />

• Sono previste pe<strong>na</strong>lità per chi<br />

getta a terra rifiuti<br />

• Ogni <strong>con</strong>corrente ha il dovere<br />

morale di soccorrere un atleta in<br />

diffi<strong>col</strong>tà lungo il percorso<br />

• Le gare di trail non prevedono<br />

premi in de<strong>na</strong>ro<br />

• E’ corretto agevolare il sorpasso<br />

di un <strong>con</strong>corrente più veloce nei<br />

punti difficili del tracciato<br />

• E’ doveroso avvertire i responsabili<br />

dell’organizzazione in caso di ritiro<br />

• E’ gradito il sorriso e il saluto nei<br />

<strong>con</strong>fronti degli spettatori e dei<br />

volontari sul percorso.<br />

Dalle 14:00 alle 19:00 - Ritiro pacchi gara, pettorale e <strong>con</strong>trollo materiale<br />

obbligatorio<br />

Ore 17:00 - Briefing e dibattito che vedrà coinvolti top runner ed esperti del<br />

settore<br />

Ore 19:00 - Pasta party<br />

DOMENICA 28/09/08<br />

PROGRAMMA DELLE PORTE DI PIETRA 2008<br />

L’impegno organizzativo di quest’anno è veramente importante perché<br />

accanto alla gara prenderanno il via altre 3 manifestazioni <strong>col</strong>laterali di<br />

uguale importanza.<br />

- Le Porte di Pietra: 70 km, 4.000 m +<br />

- Le Finestre di Pietra: 30 km, 1.000 m +, disputata sulla se<strong>con</strong>da parte delle<br />

Porte<br />

- Non Competitiva: 30 km, 1.000 m +, per avvici<strong>na</strong>re alla pratica del trail<br />

- Kinder Trail: 2 km gara per bambini delle scuole elementari e medie <strong>con</strong><br />

osta<strong>col</strong>i <strong>na</strong>turali<br />

Ore 3:00 - Colazione offerta dalla organizzazione all’interno del palazzetto<br />

Ore 3:45 - Spunta dei <strong>con</strong>correnti<br />

Ore 4:00 - Partenza delle Porte di Pietra 2008<br />

Ore 8:30 - Partenza delle <strong>na</strong>vette che <strong>con</strong>durranno i <strong>con</strong>correnti delle Finestre<br />

di Pietra (competitivi e non) alla partenza, a Capanne di Carrega.<br />

Ore 10:00 - Partenza delle Finestre di Pietra 2008<br />

Ore 12:30 - Arrivo previsto per il vincitore delle PP e, a ruota, del vincitore<br />

delle FP. All’arrivo gli atleti potranno usufruire del ristoro offerto dall’organizzazione.<br />

Ore 16:00 - Partenza del Kinder Trail<br />

Ore 17:00 - Inizio della cerimonia di premiazione coordi<strong>na</strong>ta da Roberto<br />

Giordano, noto cabarettista e uomo di spetta<strong>col</strong>o nonché noto podista.<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 59


NOTIZIE FLASH...<br />

10 AGOSTO<br />

Skyrace Ortles Cevedale Santa<br />

Cateri<strong>na</strong> Valfurva (So)<br />

distanza: 25 km 1400 m disl+<br />

Organizzazione: Atletica Valtelli<strong>na</strong><br />

www.santacateri<strong>na</strong>.it<br />

info@santacateri<strong>na</strong>.it<br />

percorso: dalla partenza a 1800 metri di Santa<br />

Cateri<strong>na</strong> il tracciato segue la pista da fondo,<br />

già famosa per aver ospitato le gare di coppa<br />

del mondo e mondiali, praterie in<strong>con</strong>tami<strong>na</strong>te<br />

le fanno da <strong>con</strong>torno, da qui ci si immette nelle<br />

strette gole della Valle Forni, dove il tracciolino<br />

porta rapidamente attraverso la gola del torrente<br />

fino al grande parcheggio dell’insolita costruzione<br />

del Rifugio Forni. Dopo la pic<strong>col</strong>a diga si sale<br />

leggermente ma costantemente sulla more<strong>na</strong><br />

glaciale, le tracce del ghiacciaio presente fino a<br />

questa quota ancora agli inizi del se<strong>col</strong>o scorso<br />

sono ben visibili. L’ameno laghetto del Rifugio<br />

Branca a oltre 2500 metri costringe il runner ad un<br />

veloce sguardo sulle Cime Tresero e San Matteo<br />

<strong>con</strong> l’ampia <strong>con</strong>ca glaciale sottostante. Da qui il<br />

veloce sentiero 28/c in quota porta gli atleti fino<br />

ai 2730 m del Rifugio Pizzini sotto il ghiacciaio del<br />

Cevedale, poi la discesa, leggera ma costante<br />

costringe gli atleti ad uno sforzo extra, il fondo in<br />

terra perfettamente battuta senza troppi massi<br />

permette ritmi altrimenti difficili così in alta quota,<br />

qui lo spazio per il recupero di posizioni dei<br />

runners puri è possibile a scapito degli skyrunners.<br />

Pochi minuti di discesa separano i <strong>con</strong>correnti<br />

dall’Agriturismo Ables al traguardo di Santa<br />

Cateri<strong>na</strong>, ma qui la discesa ridiventa per veri<br />

“camosci “ della montag<strong>na</strong>, infatti la mulattiera<br />

attraversa un meraviglioso bosco di larici che però<br />

non permette distrazioni.<br />

- punti forti: la bellezza delle cime che fanno da<br />

<strong>con</strong>torno alla gara, tutte le montagne del gruppo<br />

dell’Ortles Cevedale superano i 3500 metri fino<br />

agli oltre 3900 dell’Ortles stesso. Il ghiacciaio più<br />

esteso d’Italia è lambito dal sentiero glaciologico<br />

utilizzato dai runners per raggiungere i Rifugi<br />

Branca e Pizzini.<br />

- i passaggi più spetta<strong>col</strong>ari: il passaggio sulla<br />

more<strong>na</strong>, il laghetto del Rif. Branca<br />

- che cosa attira di più il trailer: l’ospitalità<br />

valtellinese, la corribilità del percorso nonostante<br />

sia un tracciato in alta montag<strong>na</strong>, skyrace ideale<br />

anche per chi si avvici<strong>na</strong> a questo sport.<br />

10 AGOSTO<br />

Mozzafiato Skyrace Cannobio (Vb)<br />

distanza: 22 km 2200 m disl+/1300 m disl-<br />

Organizzazione: Mozzafiato Skyrace<br />

www.mozzafiato-skyrace.it<br />

mauro_lorenzini@libero.it<br />

percorso: partenza da Cannobio località<br />

Traffiume (250 metri) e arrivo in valle Cannobi<strong>na</strong><br />

località monti di Olzeno (1060 metri). Dopo 2 km<br />

di pianura lungo il torrente Cannobino si affronta<br />

l’impeg<strong>na</strong>tiva mulattiera che attraverso boschi di<br />

castagni e pini porta alle pendici del monte Giove,<br />

1 km di falsopiano intoduce al cuore tecnico ed<br />

agonistico della gara: u<strong>na</strong> stupenda e selettiva<br />

cavalcata di creste <strong>con</strong> incredibile vista sul lago<br />

Maggiore su di un sentiero corribile porterà ad<br />

affrontare in sequenza la cima del Fairone (1715<br />

metri), la rampa della Fronzi<strong>na</strong> ed il “Torrino”, per<br />

giungere alla croce di vetta del monte Limidario<br />

(2188 metri) posta in territorio svizzero. Da qui circa<br />

6 km di discesa <strong>con</strong> solo un primo tratto tecnico<br />

porteranno a passare sotto le spetta<strong>col</strong>ari rocce<br />

del Gridone per giungere attraverso u<strong>na</strong> stupenda<br />

faggeta in zo<strong>na</strong> d’arrivo: località Monti di Olzeno<br />

(1060 metri).<br />

- punti forti: il percorso paesaggisticamente<br />

stupendo<br />

- i passaggi più spetta<strong>col</strong>ari : la cavalcata di creste<br />

sulla linea di <strong>con</strong>fine italo-svizzera, il panorama sulla<br />

Valle sul Monte Rosa in lonta<strong>na</strong>nza e soprattutto sul<br />

Lago Maggiore é impareggiabile .<br />

- che cosa attira di più il trailer: la bellezza e<br />

selettività dei percorsi stessi e la sfida <strong>con</strong> sé stessi<br />

nell’affrontare percorsi parti<strong>col</strong>armente duri<br />

15 AGOSTO<br />

Ecomarato<strong>na</strong> della val d’Arda<br />

Casali di Morfasso (Pc)<br />

distanza: 42 km 2000 m disl+/1850 m disl-<br />

Organizzazione: Associazione Pro Loco<br />

Casali www.prolococasali.it<br />

info@prolococasali.it<br />

percorso: è u<strong>na</strong> corsa in linea <strong>con</strong> la prima metà<br />

semplice: si parte da S. Michele, u<strong>na</strong> leggera<br />

discesa all’inizio fino alla Villa di Veleja, a poche<br />

centi<strong>na</strong>ia di metri dall’omonimo famoso sito<br />

archeologico romano. Quindi u<strong>na</strong> lunga salita<br />

nel bosco ci porta fino alla Madon<strong>na</strong> del Monte,<br />

segue poi u<strong>na</strong> discesa più tecnica ma breve ed<br />

un tratto di saliscendi fino a Morfasso, sede del<br />

Comune. Un’altra salita ci porta a Guselli, a metà<br />

percorso, che da qui diventa molto più nervoso.<br />

Dal passo S. Franca (km 23) al passo Pellizzone (km<br />

38) è tutto sentiero di cresta, che attraversa i monti<br />

Menegosa e Lama <strong>con</strong> tratti anche molto tecnici.<br />

L’altezza massima è il monte Menegosa <strong>con</strong> 1356<br />

m.<br />

- punti forti: mega pasta party, servizio <strong>na</strong>vetta<br />

- i passaggi più spetta<strong>col</strong>ari: il tratto in cresta<br />

dal passo S. Franca al passo Pellizzone, sia per la<br />

diffi<strong>col</strong>tà del tracciato sia per la vista panoramica<br />

sulle due vallate <strong>con</strong>tigue.<br />

- che cosa attira di più il trailer: rispetto ad altre<br />

ecomaratone dove le diffi<strong>col</strong>tà sono più all’inizio,<br />

qui bisog<strong>na</strong> saper dosare più le forze, <strong>con</strong> un<br />

atteggiamento mentale più vicino ad un ultra trail.<br />

24 AGOSTO<br />

Red Rock Skymarathon<br />

Vezza d’Oglio (Bs)<br />

distanza: 46 km 2560 m disl+/26 km 1260m<br />

disl+<br />

Organizzazione: Pro Loco Vezza d’Oglio<br />

www.redrockskymarathon.com/<br />

wordpress/<br />

info@redrockskymarathon.com<br />

percorso: la gara inizia dalla piazza del paese<br />

<strong>con</strong> u<strong>na</strong> salita su strada sterrata di 1000 metri di<br />

dislivello fino alla località Pia<strong>na</strong>ccio. Si prosegue su<br />

un sentiero arrivando alla cima del monte Pagano<br />

(2348m). Per la mezza marato<strong>na</strong> (26 km) inizia la<br />

discesa che riporta in paese. La marato<strong>na</strong> <strong>con</strong>tinua<br />

invece su sentiero in costa <strong>con</strong> vari saliscendi<br />

toccando, nei pressi del Cimone delle Valli, il<br />

punto più alto della gara (2615 m) e inoltrandosi<br />

sul fianco destro della Val Grande. Giunti alla<br />

capan<strong>na</strong> Saverio Occhi (2047 m) il percorso ritor<strong>na</strong><br />

verso il paese sul versante opposto attraversando<br />

numerose vallette trasversali. Intorno al 38° km inizia<br />

la spetta<strong>col</strong>are salita del ca<strong>na</strong>lone che porta alla<br />

Cima Rovaia (2530 m). Si scende vertiginosamente<br />

verso l’arrivo,posto nella piazza del paese.<br />

- punti forti: il tracciato si snoda completamente<br />

all’interno del parco Nazio<strong>na</strong>le dello Stelvio. I<br />

percorsi asfaltati sono molto limitati (2 km circa<br />

all’inizio e 1 km alla fine)<br />

- i passaggi più spetta<strong>col</strong>ari: dal Monte Pagano e<br />

da Cima Rovaia si gode di un panorama splendido,<br />

che spazia dal gruppo dell’Adamello fino alle cime<br />

del gruppo del Berni<strong>na</strong> e del Disgrazia. Inoltre si<br />

attraversano sia sul Monte Pagano che sulla Cima<br />

Rovaia le fortificazioni della se<strong>con</strong>da e della terza<br />

linea del fronte italo-austriaco della prima guerra<br />

mondiale, recentemente restaurate.<br />

- che cosa attira di più il trailer: la spetta<strong>col</strong>arità di<br />

paesaggi e <strong>na</strong>tura, il sentiero molto ben seg<strong>na</strong>to<br />

e curato.<br />

31 AGOSTO<br />

Skyrace delle Dolomiti Friulane<br />

Forni di Sopra (Ud)<br />

distanza: 20 km 1700m disl+<br />

Organizzazione: Società Sportiva Fornese,<br />

il comune di Forni di sopra, il Gruppo<br />

Sportivo Stella Alpi<strong>na</strong>, il Soccorso Alpino e<br />

C.A.I. di Forni di Sopra<br />

www.fornidisopra.it<br />

skyrace@fornidisopra.it<br />

percorso: il percorso di 20 km attraversa 4 vallate<br />

del Parco Naturale Dolomiti Friulane e in<strong>con</strong>tra 3<br />

rifugi alpini. Il terreno è il più vario, dalle mulattiere<br />

ai sentieri, alle mitiche praterie alpine e non manca<br />

l’attraversamento di qualche ghiaione. Il passaggio<br />

in quota avviene su tre spetta<strong>col</strong>ari forcelle tutte<br />

sopra i 2000 metri di altezza.<br />

- punti forti: il paesaggio spetta<strong>col</strong>are che si<br />

sviluppa interamente nel Parco Naturale delle<br />

Dolomiti Friulane e la varietà del percorso di gara,<br />

lungo il quale si in<strong>con</strong>trano i versanti più selvaggi<br />

del parco, qualche ghiaione ed un fantastico prato<br />

alpino a quota 1900 metri. Anche l’organizzazione<br />

logistica nel suo complesso è un punto di forza<br />

della manifestazione che nel 2007 ha richiamato<br />

più di 500 <strong>con</strong>correnti.<br />

- i passaggi più spetta<strong>col</strong>ari: la Forcella dell’Inferno<br />

a quota 2175, che si raggiunge dopo la prima salita<br />

e dopo aver passato il rifugio F. Pacherini. Da qui<br />

la vista è spetta<strong>col</strong>are sulle dolomiti friulane e su<br />

quelle del Cadore, la forcella sovrasta la selvaggia<br />

val di Brica, che si oltrepassa per raggiungere<br />

l’omonima forcella sulla quale sorge un singolare<br />

fungo dolomitico, pin<strong>na</strong><strong>col</strong>o roccioso alto 30 metri<br />

che per la leggenda vuole essere u<strong>na</strong> fanciulla<br />

pietrificata.<br />

- che cosa attira di più il trailer: il percorso su terreno<br />

selvaggio ma non troppo diffi<strong>col</strong>toso, la logistica<br />

e l’organizzazione generale molto curata, <strong>con</strong><br />

offerte di attività complementari all’evento come<br />

ingresso nel grande centro sportivo <strong>con</strong> pisci<strong>na</strong> e<br />

serate culturali legate al tema della montag<strong>na</strong>.<br />

Anche la ricettività è ben strutturata grazie ai 14<br />

alberghi del centro Dolomitico di Forni di Sopra.<br />

- Novità per l’edizione 2008:<br />

* Emissione di uno speciale annullo filatelico 4^<br />

skyrace Dolomiti Friulane<br />

* Serata tematica sabato 30 agosto dedicata alla<br />

scoperta dell’arca di Noè sul Monte Ararat.<br />

31 AGOSTO<br />

Trofeo Kima Filorera (So)<br />

distanza: 48 km 3650 m disl+ /25,5km<br />

1850m disl+<br />

Organizzazione: Comitato Kima<br />

www.kima.org info@kima.org<br />

percorso: Filorera (850 m), Val di Predarossa,<br />

Rifugio Ponti, Passo Cameraccio, Passo Torrone,<br />

Rif. Allievi-Bo<strong>na</strong>cossa, Passo Averta, Passo Qualido,<br />

Passo Camerozzo, Rif. Gianetti, Passo Barbacane,<br />

Rif. Omio, Bagni di Masino, Pia<strong>na</strong> di Bregola<strong>na</strong>, San<br />

Martino e arrivo a Filorera.<br />

- punti forti : la spetta<strong>col</strong>arità del percorso che<br />

porta l’atleta a valicare ben sette passi tutti<br />

sopra i 2500m, si tratta di u<strong>na</strong> grande festa della<br />

montag<strong>na</strong><br />

- i passaggi più spetta<strong>col</strong>ari: il Cameraccio (punto<br />

più alto del percorso), la Bocchetta Roma e il suo<br />

nevaio, il passo Barbacane attrezzato <strong>con</strong> corde.<br />

Tutta la gara può essere seguita anche in quota<br />

presso i rifugi toccati dal percorso.<br />

- che cosa attira di più il trailer: la sfida estrema ai<br />

propri limiti che questa gara comporta.�<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 60


CALENDARIO<br />

AGOSTO<br />

(data, nome, distanza/disl., luogo, riferimenti)<br />

10 AGOSTO - Skyrace Ortles Cevedale - 20km/1300m - Santa Cateri<strong>na</strong> Valfurva (SO) - www.santacateri<strong>na</strong>.it<br />

10 AGOSTO - Eco Trail Del Gran Sasso - 16Km - Fonte Cerreto Assergi (AQ) – www.smilego.com<br />

10 AGOSTO - Mozzafiato Skyrace - 22km/1800m - Cannobio (VB) - www.mozzafiato-skyrace.it<br />

15 AGOSTO – Ecomarato<strong>na</strong> della Val d’Arda, Sentiero dei Dragoni – 42km/2000m – Casali (PC) – www.prolococasali.it<br />

17 AGOSTO – Staffetta Alpi<strong>na</strong> Trail - 7 Km a fraz - Scoppito – L’Aquila (AQ) - 328 3312572 www.protezionecivilegrisu.it<br />

24 AGOSTO - VK Trofeo Latemar - Predazzo (TN)<br />

24 AGOSTO - Marcia del Molinetto della Croda - km 6, 12, 21 – Loc. Molinetto della Croda Refrontolo (TV) - 0438.978006 –<br />

24 AGOSTO - Ville d’Aoste Skyrace - 30km/2600m - Aosta (AO) - info@aiataosta.com<br />

24 AGOSTO - UltraSkymarathon Red Rock & SkyRace - 42km/2100m - Vezza d’Oglio (BS) -prolocovezzadoglio@libero.it<br />

24 AGOSTO - Ecotrail della Valle del Sosio (circuito Ecotrail Sicilia) - 12 Km - Palazzo Adriano (PA) – www.sportactionweb.it/ecotrail<br />

24 AGOSTO – Memorial Partigiani Stelli<strong>na</strong> – 8,1km/820m - Susa (TO) - www.atleticasusa.it<br />

24 AGOSTO - Skyrace Tre Rifugi - 19km/1800m - Mondovì (CN) - www.trerifugi.it<br />

29-31 AGOSTO – Courmayeur Champex Chamonix, Ultra Trail du Mont Blanc, Petit Trotte a Leon – 96km/5600m, 163km/9400m, 220/17000 (a squadre)<br />

– Chamonix (Fra) – www.ultratrailmb.com<br />

30-31 AGOSTO - 24 ore di Statte - strada, anello di 700 metri – Statte (TA) - www.marathonstatte.it<br />

31 AGOSTO - Trail dei Rifugi del Velino - 28Km - Forme Rifugio Da Monte (AQ) – 347.8307319<br />

31 AGOSTO – Truoi da s<strong>col</strong>ps, Skyrace delle Dolomiti Friulane - 21Km/1700m - Forni di Sopra (UD) - www.fornidisopra.it<br />

31 AGOSTO - Giro dei 2 Laghi - 12km/800m - Oropa (BI) - www.traildeiparchi.com<br />

31 AGOSTO - Maga Skyrace - 38km/1500m - Oltre il Colle (BG) - info@fancymountain.com<br />

31 AGOSTO - Trofeo Kima - 48km/3600m - Valmasino (SO) - www.kima.org<br />

31 AGOSTO - Giro dei laghi di Cancano – 21,095 km – Valdidentro (SO) - www.usbormiese.org<br />

SETTEMBRE<br />

(data, nome, distanza/disl., luogo, riferimenti)<br />

07 SETTEMBRE - Trail dell’Orso Marsicano - 15Km - Orto<strong>na</strong> dei Marsi (Parco Naz. D’Abruzzo) - www.gsmarsica.it 349 8197577<br />

07 SETTEMBRE - Ecomarato<strong>na</strong> del Maniva – 28km/1000m – Passo Maniva, Vagolino (BS) – www.promosportvallibresciane.it<br />

07 SETTEMBRE - Skyrace Monti Sibillini - 35km/2800m - Forca Ca<strong>na</strong>pine (AP) - www.animeverticali.com<br />

07 SETTEMBRE - Skyrace Trofeo Vette Feltrine - 19km/1700m – Pedave<strong>na</strong> (BL) - www.trofeovettefeltrine.it<br />

07 SETTEMBRE - Val Garde<strong>na</strong> Extreme Marathon - 19km/1500m – Ortisei (BZ) www.atleticagherdei<strong>na</strong>.it<br />

07 SETTEMBRE - Bettelmat Skyrace - 30km/1800m - Val Formazza (VB) - www.valformazza.it<br />

07 SETTEMBRE - Maga SkyMarathon & SkyRace - Oltre il Colle (BG)<br />

07 SETTEMBRE - VK Trofeo Marco Vidini - Piani Resinelli (LC)<br />

13 SETTEMBRE – Marato<strong>na</strong> Alpi<strong>na</strong> di Schio – 42km/+2717m,-1838m – Piovene Rocchette (VI) - www.schio.it/ges/marato<strong>na</strong>.html<br />

14 SETTEMBRE - Corri a Madon<strong>na</strong> Fore - 13 Km - L’Aquila (AQ) - www.smileego.com<br />

14 SETTEMBRE - Drei Zinnen, Tre Cime Alpin Marathon - 21km/1500m - Sesto (BZ) - www.trecimemarato<strong>na</strong>.com<br />

14 SETTEMBRE - Skyrace della Rosetta - 20km/1600m a coppie – Rasura (SO) - www.skyracedellarosetta<br />

14 SETTEMBRE - SkyRace del Cavallo – 22km/1650m - Aviano (PN) - www.monta<strong>na</strong>iaracing.it/<br />

14 SETTEMBRE – Corsa del <strong>con</strong>trabbandiere – circa 20km/1000m – Alpe grande di san Fedele d’Intelvi (CO) – www.valleintelvi.it/cai/home.html<br />

21 SETTEMBRE - Ecomarato<strong>na</strong> dei Cimbri - 42km/1700m - Frego<strong>na</strong> (TV) - www.ecomarato<strong>na</strong>deicimbri.it<br />

21 SETTEMBRE - Sentiero delle Grigne - 42km/3000m - Pasturo (Lc) - www.gsamissaglia.it<br />

21 SETTEMBRE - Ivrea Mombarone - 20km/2000m - Ivrea (TO) - www.amicidelmombarone.it<br />

21 SETTEMBRE - Ecotrail di Serre della Pizzuta (circuito Ecotrail Sicilia) - 12 Km Pia<strong>na</strong> degli Albanesi - www.sportactionweb.it/ecotrail<br />

28 SETTEMBRE - Trofeo Besimauda Skyrace - 27km/1600m – Peveragno (CN) - www.orizzonteoutdoor.com<br />

28 SETTEMBRE - Le Porte di Pietra - 70km/3500m, 30km/1500m - Cantalupo Ligure (AL) - www.gliorsi.org<br />

28 SETTEMBRE - Vertical Kilometer Papillon - Courmayeur (AO)<br />

28 SETTEMBRE - Vesuvio Vertical Kilometer - Tre Case (NA)<br />

28 SETTEMBRE – Trail del Monte Soratte - 15Km - S.Oreste (Roma) - 329 9189763 toncamer@libero.it<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 61


CALENDARIO<br />

OTTOBRE<br />

(data, nome, distanza/disl., luogo, riferimenti)<br />

05 OTTOBRE – SuperPippo Sorapache (trofeo Terre Alte) - 11,5km/1500m - Posi<strong>na</strong> (VI) – http://www.lacerniera.it<br />

05 OTTOBRE – Como Valmadrera - 36km/2220m Como (CO) – 0341.550758<br />

12 OTTOBRE – Trail Del Monte Artemisio 9.9Km - Monte Artemisio Velletri (RM) www.atleticaamatorivelletri.it<br />

12 OTTOBRE – Trail dei tre comuni - 5, 11, 18km/1000m, 45km/2000m, 65km/3300m - Albisola Superiore (SV) - www.universalealbadocilia.net<br />

19 OTTOBRE – Alba Fucens Archeo Trail 14Km Parco Archeologico di Alba Fucens (AQ) www.albafucens.it – www.krakatoasport.com<br />

19 OTTOBRE – Ecomarato<strong>na</strong> del Chianti - 42Km/1500m - Castelnuovo Berardenga (SI) - www.ecomarato<strong>na</strong>delchianti.it<br />

19 OTTOBRE - Mediterranean Super Marathon – 50 km su strada – Palermo (PA) - www.palermosupermarathon.com<br />

25 OTTOBRE – Gran Tral Rensen – 70km, 35km/4000m, 1600m – Arenzano (GE) - www.trailarenzano.com<br />

26 OTTOBRE – Lafuma Trail Monte Casto - 42km, 21km/2000m, 900m - Andorno Micca (BI) - www.mauscilla.it www.gsapollone.it<br />

26 OTTOBRE – Edizione Marro<strong>na</strong>ndo km 6, 12 - Combai (TV) - 0438.970970<br />

26 OTTOBRE - Tributo a Dorando Pietri – 50 km su strada, anello di 5000 metri – Sanremo (IM) - www.sanremorunners.it<br />

26 OTTOBRE - Sentiero la scàlèta – 10km - Località Magno di Gardone V.T. (BS) - www.promosportvallibresciane.it<br />

NOVEMBRE<br />

(data, nome, distanza/disl., luogo, riferimenti)<br />

02 NOVEMBRE - Et<strong>na</strong> Skymarathon - 42km/2000m - Ni<strong>col</strong>osi (Ct) - www.volcanotrail.it<br />

08 NOVEMBRE - 100 km degli Etruschi – Tuscania/Tarquinia (VT) - 100 km su strada - www.italiamarathonclub.it<br />

16 NOVEMBRE - Panoramica della Salute km 6, 12 - Loc. Costa di Vittorio V.to (TV) - 0438.551076<br />

DICEMBRE<br />

(data, nome, distanza/disl., luogo, riferimenti)<br />

08 DICEMBRE - Marcia dell’Imma<strong>col</strong>ata km 6, 12 – Solighetto (TV) - 0438.83143<br />

11 DICEMBRE - Skyrunning Valli di Lanzo - Lanzo (TO) - 3382662405<br />

NOTE:<br />

- il calendario è stato redatto sulla base dei calendari pubblicati da:<br />

www.trailrunningitalia.it<br />

www.fsa-sky.org/ita<br />

www.fiaspitalia.it/manifestazioni.htm<br />

www.iutaitalia.it/calendari.htm<br />

- le corse non appartenenti a questi calendari sono state inserite sulla<br />

base di <strong>con</strong>oscenze o seg<strong>na</strong>lazioni<br />

- questo calendario non <strong>con</strong>templa le corse in montag<strong>na</strong> Fidal, per le<br />

quali si rimanda al calendario pubblicato su www.fidal.it<br />

- un ringraziamento parti<strong>col</strong>are a Maurizio Scilla, al cui sito www.<br />

mauscilla.it si rimanda per il calendario dei trail francesi e svizzeri<br />

- il calendario sarà aggior<strong>na</strong>to mensilmente, aggiungendo ulteriori<br />

informazioni o correggendo eventuali errori<br />

- per seg<strong>na</strong>lare nuove gare o eventuali inesattezze scriveteci a<br />

redazione@spiritotrail.it.<br />

Grazie!<br />

SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 62

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