na minestrina fatta col dado con capelli d - The North Face ...
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vademecum<br />
alimentazione post-trail<br />
TRAIL RUNNING WEBZINE<br />
cro<strong>na</strong>che<br />
Gran Trail Valdigne<br />
Tours de Glaciers de la Vanoise<br />
Merrel skyrace<br />
Ultra Trail del Gran Sasso<br />
Ecomarato<strong>na</strong> del Ventasso<br />
N° 5 - AGOSTO 2008 SPIRITOTRAIL<br />
materiali<br />
scarpe Asics Trabucco<br />
itinerario trail<br />
i dintorni di Brescia<br />
interviste<br />
SCILLA+GHEZZI<br />
preview gare<br />
Ecomarato<strong>na</strong> dei Cimbri<br />
Ultra Trail du Mont Blanc<br />
Porte di Pietra<br />
notizie flash<br />
calendario 2008<br />
<strong>con</strong>corso fotografico<br />
Vox Forum<br />
IO NON GETTO I MIEI RIFIUTI!<br />
attualità<br />
MP3 o suoni della <strong>na</strong>tura?
FOTO di COPERTINA: ULTRATRAIL GRANSASSO 2008<br />
© Marco Bummi<br />
REDAZIONE<br />
Simone Brogioni, Matteo Grassi, Gualtiero Linetti,<br />
Stefano Michelet, Cristi<strong>na</strong> Murgia, Maurizio Scilla,<br />
Leo<strong>na</strong>rdo Soresi, Francesco Zanchetta.<br />
HANNO COLLABORATO<br />
Andrea Olivi, Alessio Parauda, Trail Running<br />
Brescia, Marco Bummi, gli Orsi, Gabriele<br />
Bortolotto, Gianni De Polo, Tommaso Bisagno,<br />
Enrico Pollini; Roberto Ciccotelli, Marco Vendramel<br />
I vostri <strong>con</strong>tributi saranno molto graditi.<br />
Scriveteci a: redazione@spiritotrail.it<br />
Siamo fi<strong>na</strong>lmente arrivati al<br />
tanto atteso agosto, il mese<br />
che per i più è sinonimo di ferie.<br />
Seppellito provvisoriamente il lavoro <strong>con</strong><br />
paletta e secchiello, fi<strong>na</strong>lmente possiamo<br />
dedicare più tempo agli alle<strong>na</strong>menti,<br />
partecipare a gare in luoghi meravigliosi<br />
abbi<strong>na</strong>ndole magari a pic<strong>col</strong>e vacanze, e in<br />
ogni caso vivere <strong>con</strong> maggiore tranquillità.<br />
Insomma, possiamo permetterci il lusso di<br />
stare in un pic<strong>col</strong>o paradiso temporale,<br />
correre in gara o alle<strong>na</strong>mento attraverso<br />
immagini che ci porteremo appresso per<br />
sempre.<br />
L’invito che voglio farvi va in senso<br />
apparentemente <strong>con</strong>trario: vi invito a<br />
fermarvi...<br />
Tranquilli, non vi chiedo di rinunciare alle corse, anche perché so già che non lo fareste,<br />
ma vi invito a fermarvi per <strong>con</strong>oscere, capire, amare. Non so se capita anche a voi, ma a<br />
volte correndo ho l’impressione di stare semplicemente a guardarli, i posti che attraverso,<br />
e le immagini che catturo e porto <strong>con</strong> me somigliano a cartoline che veloci mi scorrono<br />
davanti, piuttosto che “vita vissuta”. La sensazione è quella di <strong>con</strong>tinuare anche correndo<br />
<strong>con</strong> la frenesia del lavoro, sempre più veloci senza un attimo di sosta. Ecco allora l’invito<br />
a fermarci, per avere il tempo di far rallentare la vita, farla durare più a lungo, <strong>con</strong>oscere<br />
il mondo che stiamo attraversando. E magari rendersi <strong>con</strong>to che la macchia <strong>col</strong>orata<br />
sulla roccia che stiamo per calpestare non è dello sporco incancrenito dal tempo, ma<br />
sono licheni, le prime forme di vita comparse sulla terraferma. Mentre passiamo in mezzo<br />
alle erbe non ac<strong>con</strong>tentiamoci di distinguere fra erbe buone e non buone o, se preferite,<br />
“ortiche <strong>con</strong>tro il resto del mondo”, ma magari impariamo ad apprezzare l’eleganza<br />
primordiale delle felci, le edere, ri<strong>con</strong>oscere e cogliere al volo u<strong>na</strong> rossa corniola, o ad<br />
estasiarsi davanti alle gialle cascate del maggiociondolo.<br />
Tutti noi sappiamo ri<strong>con</strong>oscere i rovi, questione di sopravvivenza, ma sarebbe<br />
bello anche apprezzare al volo la buo<strong>na</strong> salute dell’abete bianco, testimone<br />
dell’equilibrio ambientale, o la forza segreta dei rami del carpino oppure l’energia<br />
antica dell’olivo, inquieto come un quadro di Van Gogh. In fondo, uno Stradivari<br />
è solo un insieme di pezzi di legno e Stonehenge u<strong>na</strong> qualche deci<strong>na</strong> di sassi messi a<br />
cir<strong>col</strong>o. Ma quali emozioni e suggestioni trasportano attraverso il lavoro dell’uomo,<br />
quale immenso patrimonio di <strong>con</strong>oscenza e sensibilità ci possono trasmettere...<br />
Quando correndo attraversiamo ambienti <strong>na</strong>turali in<strong>con</strong>tami<strong>na</strong>ti, o paesi e borgate, masi<br />
e rovine, abbiamo spesso l’impressione di tuffarci nel passato, spogliarci di tutti gli orpelli<br />
del vivere moderno e sfiorare le nostre origini, <strong>na</strong>turali e culturali; la nostra essenza più pura.<br />
Gran parte del fascino della corsa in <strong>na</strong>tura sta proprio in questo, nel viaggio in noi<br />
stessi e nel mondo, ma il viaggio sarà più gratificante e profondo se accompag<strong>na</strong>to<br />
dalla <strong>con</strong>sapevolezza che solo la <strong>con</strong>oscenza ci può dare. Facciamo allora dei viaggi<br />
intelligenti e impariamo ad apprezzare i posti e le culture che andiamo a visitare, e se<br />
restiamo a casa fingiamo di essere in viaggio lo stesso. Procuriamoci dei libri e impariamo<br />
a <strong>con</strong>oscere e ri<strong>con</strong>oscere le piante, gli animali, i luoghi, la cultura, la storia e le storie, le<br />
persone. Fermiamoci, e prendiamoci tutto il tempo necessario per leggere e capire, visitare<br />
luoghi e musei, parlare <strong>con</strong> gli anziani del posto che saranno entusiasti nel rac<strong>con</strong>tarci<br />
le storie dei paesi, le vicende e le abitudini che hanno fatto la loro vita, la nostra vita.<br />
Mano a mano che aggiungeremo nuovi gioielli al nostro bagaglio ci accorgeremo che<br />
ci sono tante altre cose da scoprire, e che non stiamo imparando cose inutili: stiamo<br />
imparando a <strong>con</strong>oscere noi stessi.<br />
C’è chi ha notato che la differenza fra noi, persone del duemila, e l’uomo di<br />
diecimila anni fa, sta solo nella cultura, perché geneticamente siamo identici.<br />
“Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”<br />
Così un giorno un poeta, a proposito di un “trailer” del passato...<br />
Francesco >checo< Zanchetta
CRONACHE...<br />
VALDIGNE 2008<br />
foto © Lanzeni Courmayeur<br />
TEMPO MASSIMO: POCO PIÙ<br />
DI UN GIORNO PER COMPIERE<br />
UN MERAVIGLIOSO ANELLO<br />
DI 87 KM E BEN 5100 METRI<br />
DI DISLIVELLO POSITIVO NEL<br />
COMPRENSORIO DEL MONTE<br />
BIANCO, UNO DEI CONTESTI<br />
MONTANI PIÙ AFFASCINANTI<br />
D’EUROPA. PARTENZA E<br />
ARRIVO DA COURMAYEUR,<br />
UN PERCORSO A DIR<br />
POCO IMPEGNATIVO CHE<br />
AFFRONTA QUATTRO DURE<br />
SALITE CON SCOLLINAMENTI<br />
IN ALTA QUOTA E CHE<br />
ARRIVA ADDIRITTURA A<br />
SFIORARE QUOTA 2.700 METRI.<br />
BEN 600 GLI ATLETI ISCRITTI AI<br />
DUE PERCORSI (87 E 45 KM), E<br />
QUASI 500 QUELLI CHE HANNO<br />
REGOLARMENTE TAGLIATO<br />
IL TRAGUARDO. NUMERI DA<br />
CAPOGIRO QUINDI, PER UNA<br />
MANIFESTAZIONE CHE ALLA<br />
SUA SECONDA EDIZIONE È<br />
GIÀ DIVENTATA UN VERO<br />
E PROPRIO “MUST” NEL<br />
CALENDARIO DEI TRAIL ALPINI.<br />
COMPLIMENTI ALLORA AGLI<br />
ORGANIZZATORI, NON SOLO<br />
PER I RISULTATI, MA ANCHE PER<br />
I PRINCIPI PROMOSSI (NIENTE<br />
PREMI IN DENARO, RISPETTO<br />
PER LA NATURA E PER LE<br />
PERSONE) E PER L’APPOGGIO<br />
ALLE AZIONI UMANITARIE.<br />
MA… NON DILUNGHIAMOCI<br />
OLTRE E LASCIAMO LA<br />
PAROLA A CHI QUESTA<br />
CORSA L’HA AFFRONTATA<br />
DI PERSONA, SUDANDO E<br />
SBUFFANDO, TREMANDO<br />
SOTTO LA PIOGGIA E NEL<br />
BUIO DELLA NOTTE. ECCO LE<br />
IMPRESSIONI E LE EMOZIONI<br />
VISSUTE DURANTE QUESTO<br />
GRAN TRAIL VALDIGNE.<br />
VALDIGNE 2008<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 3
SEMPLICEMENTE ATLETI<br />
Testo di Enrico >pollo< Pollini<br />
Gran Trail Valdigne, per me il<br />
primo su u<strong>na</strong> distanza così<br />
lunga e <strong>con</strong> un dislivello così<br />
importante. Tempo all’inizio<br />
inclemente, partenza sotto u<strong>na</strong><br />
pioggerella fine ed insistente, ma <strong>con</strong><br />
tutta Courmayeur ad assistere alla<br />
sfilata per la via principale del centro<br />
e ad incoraggiarci <strong>con</strong> applausi e<br />
campa<strong>na</strong>cci. Prima salita al Colle<br />
Li<strong>con</strong>y, la pioggetta va e viene, il<br />
Monte Bianco <strong>na</strong>scosto dalle nuvole;<br />
forse <strong>con</strong> il sole sarebbe più bello ma<br />
certamente anche più faticoso Si<br />
s<strong>col</strong>li<strong>na</strong> dopo circa due ore, il<br />
Mudanda sputacchiando mi passa<br />
via poco sotto mentre stringo i lacci<br />
delle scarpe; il tempo è migliorato e<br />
lo spetta<strong>col</strong>o dall’altra parte del<br />
<strong>col</strong>le, <strong>con</strong> i ghiacciai in lonta<strong>na</strong>nza e<br />
il lago sotto, è mozzafiato. Giù a<br />
scapi<strong>col</strong>lo in Val Li<strong>con</strong>y e poi traverso<br />
su carrareccia in costa, a tratti<br />
corribile, fino al primo ristoro di<br />
Pla<strong>na</strong>val, dove capiamo cosa vuol<br />
dire accoglienza e organizzazione. Il<br />
cielo ora si è aperto e il sole appare<br />
sulla se<strong>con</strong>da salita prima al Colle e<br />
poi alla Punta Fetita. In basso si<br />
procede bene, in quota <strong>con</strong> qualche<br />
diffi<strong>col</strong>tà... ma l’ambiente è<br />
impagabile, qui tutto è “grande”: le<br />
montagne, i boschi, i torrenti, il rumore<br />
dell’acqua che ci accompag<strong>na</strong> un<br />
po’ dappertutto, hanno u<strong>na</strong><br />
dimensione diversa dalle mie<br />
montagne orientali. Dalla Cima del<br />
Fetita grande <strong>col</strong>po d’occhio,<br />
Titanciano e Kapobecero se lo<br />
godono seduti sgranocchiando semi,<br />
io procedo lentamente sulla discesa<br />
sassosa senza forzare sulle ginocchia.<br />
Siamo intorno al trentesimo e la fatica<br />
comincia a dar segno di sé; in u<strong>na</strong><br />
normale marato<strong>na</strong> sarebbe il<br />
momento di stringere i denti pensando<br />
al traguardo, qui no, c’è ancora<br />
l’eternità davanti, e allora lascio<br />
passare i più veloci e mi guardo<br />
attorno... fino a quando dalla cresta<br />
ci si infila nel bosco, su un morbido<br />
fondo di aghi di pino, e da dietro<br />
sopraggiungono Dario e Krom che<br />
vanno pianino anche loro. U<strong>na</strong><br />
chiacchiera tira l’altra, forse il ritmo<br />
aumenta anche un po’... e giù fino al<br />
magico borgo di Charvaz, punto<br />
acqua, <strong>con</strong> i bambini che suo<strong>na</strong>no le<br />
campane della cappella per incitare<br />
i corridori, e applausi e “bravi” da<br />
tutti, e giù ancora verso La Salle, altro<br />
punto acqua all’interno di un borgo<br />
di sasso, altra gente che applaude...<br />
e avanti a mezza costa in falsopiano,<br />
si cammi<strong>na</strong>, si prova a correre, ma<br />
siamo solo a mille metri qui, ovvio che<br />
si può correre, dai, e chi si ricorda che<br />
siamo al quarantesimo, che la<br />
marato<strong>na</strong> sarebbe finita qui <strong>col</strong><br />
fiatone e le gambe a pezzi, e invece<br />
nonostante i dolorini strutturali tutto<br />
ancora gira. Nel frattempo su in alto si<br />
scurisce il cielo e si sente qualche<br />
tuono. Morgex, sei del pomeriggio,<br />
primo vero ristoro da trail, seduti a<br />
tavola <strong>con</strong> un piatto di pasta, un<br />
quarto d’ora di tregua e nel frattempo<br />
ricomincia a piovere... si riparte, un<br />
tremito di freddo, ma sento che la<br />
sosta mi ha fatto bene e corro per<br />
scaldarmi, è incredibile, siamo al<br />
quarantaquattresimo e le gambe<br />
anche se un po’ indolenzite dopo<br />
poco girano bene, il respiro ha il suo<br />
ritmo sotto la giusta pressione,<br />
comincio ad intuire che potrebbe<br />
andare avanti così all’infinito. Nel<br />
frattempo si scate<strong>na</strong> il diluvio<br />
universale, fortu<strong>na</strong>tamente siamo in<br />
basso e sotto il bosco, ma i primi in<br />
alto? Sotto il diluvio transitiamo alle<br />
sette a Pre St. Didier e cominciamo la<br />
salita all’Arpy, cammi<strong>na</strong>ndo su<br />
sentiero fangoso prima e<br />
corricchiando su carrareccia poi. Il<br />
ritmo è buono, spingo ancora bene e<br />
recupero qualche posizione. Ristoro<br />
di Arpy, il primo al chiuso, come al<br />
solito ogni ben di Dio a disposizione,<br />
sboc<strong>con</strong>cello qua e là, indeciso se<br />
cambiarmi e vestirmi asciutto e più<br />
pesante o se <strong>con</strong>tinuare così. Alla fine<br />
dopo poco mollo tutto e riparto<br />
subito, perché il passo era buono e<br />
mi sento in forma, e dai che è ancora<br />
chiaro e forse si riesce ad arrivare al<br />
Colle Croce senza frontale. Altro<br />
brivido di freddo alla partenza, tengo<br />
duro, dopo poco correndo passa,<br />
poi la strada si fa più ripida e si tor<strong>na</strong><br />
a cammi<strong>na</strong>re, fino al lago di Arpy,<br />
verde brillante nell’ultima luce del<br />
giorno argentata dalle nuvole... e<br />
ancora su, il Colle Croce che non<br />
arriva mai, il buio sta scendendo e<br />
solo l’occhio abituato alla<br />
semioscurità mi <strong>con</strong>sente di vedere il<br />
sentiero, piano piano il mondo si<br />
chiude su me stesso, gli equilibri e le<br />
sensazioni cambiano... poi fi<strong>na</strong>lmente<br />
il rumore di un generatore, qualche<br />
raffica di vento, ma allora ci siamo,<br />
s<strong>col</strong>lino alle dieci di sera, La Thuile<br />
sotto sembra ad un passo, sarebbe<br />
ora di tirare fuori la luce ma fa troppo<br />
freddo, meglio un po’ più in basso<br />
dove c’è meno vento... e mi ritrovo<br />
solo, nel mio bozzolo di fredda luce a<br />
led, <strong>con</strong> l’intorno che improvvisamente<br />
si è spento, costretto a ripartire subito<br />
per non ghiacciarmi, solo in<br />
lonta<strong>na</strong>nza il rumore di un torrente e<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 4
qualche goccia di pioggia in faccia.<br />
Riprendo il ritmo, raggiunto da un<br />
altro <strong>con</strong>corrente, chiedo se vuole<br />
passare, mi dice: “No il tuo ritmo mi<br />
va bene” e andiamo avanti, in silenzio<br />
dopo un paio di chiacchiere.<br />
Abbiamo passato il sessantesimo<br />
chilometro e le dodici ore di corsa,<br />
non sono mai stato così a lungo sulle<br />
gambe e ragionevolmente sarebbe<br />
ora di fermarsi <strong>con</strong> le rotule in fiamme,<br />
eppure qualcosa mi<br />
spinge avanti, sarà la<br />
simbiosi <strong>con</strong> il<br />
compagno che sta<br />
dietro, il silenzio rotto<br />
solo dal rumore ritmato<br />
dei passi e dei<br />
bastoncini, il mondo<br />
che si è ristretto alla<br />
dimensione dell’alone<br />
delle frontali, il sudore<br />
che tor<strong>na</strong> a sentirsi sulle<br />
tempie perché in basso<br />
è più caldo... e le luci<br />
di La Thuile a portata di<br />
mano, ingan<strong>na</strong>trici<br />
perchè manca ancora<br />
un po’, sentiero nel<br />
bosco, poi strada<br />
poderale, poi ancora<br />
sentiero e infine<br />
l’asfalto; ci siamo, sono<br />
le undici, la discesa è<br />
stata veloce e a questo<br />
punto si può cominciare anche a<br />
fare due <strong>con</strong>ti sul tempo fi<strong>na</strong>le. Ristoro<br />
di La Thuile, entro alle undici e dieci,<br />
mi do venti minuti di tempo, mi tolgo<br />
le cose bag<strong>na</strong>te di dosso, <strong>capelli</strong><br />
d’angelo in brodo, che se me li<br />
propone mia moglie glieli tiro in<br />
faccia: sono buonissimi e caldi; u<strong>na</strong><br />
ba<strong>na</strong><strong>na</strong>, formaggio, pane, u<strong>na</strong><br />
maglia più pesante e asciutta, giacca<br />
a vento, frontale. Il tempo è scaduto,<br />
ancora u<strong>na</strong> coca-<strong>col</strong>a e mezza<br />
arancia e via si parte. La Thuile alle<br />
undici e mezza deserta, ancora u<strong>na</strong><br />
fine pioggerelli<strong>na</strong>, i rari passanti ti<br />
di<strong>con</strong>o “bravo”, ancora quel brivido<br />
di freddo, i primi passi di corsa<br />
sull’asfalto in leggera discesa, le<br />
gambe che piano piano ricominciano<br />
a girare, e poi il sentiero fuori dal<br />
paese. Di nuovo buio, salite a strappi<br />
alter<strong>na</strong>te a falsopiano, passo e<br />
corsetta e bozzolo di luce e rumore<br />
forte di torrente... poi è strada<br />
asfaltata non ripida e il ritmo si fa<br />
regolare, quasi ipnotico, efficiente,<br />
veloce, quattro passi, u<strong>na</strong> spinta di<br />
bastoni, un ciclo respiratorio, tre soli<br />
rumori nella testa e il sottofondo del<br />
torrente, l’energia c’è ancora tutta e<br />
piano piano i dolorini da fatica<br />
scompaiono. Raggiungo un<br />
gruppetto e tiro dritto, qualcuno ne<br />
approfitta e si mette a ruota, qualche<br />
taglio su sentiero, leggeri cambi di<br />
ritmo, ancora asfalto, poi carrareccia<br />
bianca, la pioggia si fa più intensa,<br />
dietro u<strong>na</strong> curva Youlaz, l’ultimo<br />
punto acqua, un the caldo, u<strong>na</strong><br />
coca, carico mezzo idrozaino, due<br />
parole <strong>con</strong> i volontari e via, solo nella<br />
notte. Più avanti l’alone delle frontali<br />
del gruppetto che è partito prima di<br />
me, dietro a qualche centi<strong>na</strong>io di<br />
metri altri due, ma nel buio e nel<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 5
umore dei miei passi sono solo, di<br />
nuovo quello stato quasi ipnotico che<br />
potrebbe durare all’infinito; però<br />
ormai siamo in quota, il ritmo rallenta<br />
un po’, fa freddo e piove forte, in alto<br />
la luce sul <strong>col</strong>le. Tengo duro per un<br />
po’, pensando di tirare fuori guanti e<br />
berretto dopo aver s<strong>col</strong>li<strong>na</strong>to, ma il<br />
vento e la pioggia sono troppo forti,<br />
le mani gelate e quindi poco sotto il<br />
<strong>col</strong>le sosta, rompere il ritmo, ripartire a<br />
fatica, <strong>con</strong> il passo che non ne vuole<br />
sapere di tor<strong>na</strong>re a girare, forse<br />
anche perché siamo così in alto, per<br />
fortu<strong>na</strong> ci siamo quasi. Dopo poco un<br />
volontario imbaccuccato mi porge<br />
mezza tazza di the, i cinquemilacento<br />
sono finiti e anche se mancano<br />
ancora dieci chilometri; è un po’<br />
come essere arrivati, le due e cinque,<br />
posso farcela entro le diciotto ore e<br />
arrivare prima delle quattro. Avanti<br />
giù, i primi tor<strong>na</strong>ntini su sentiero prima<br />
sassoso e poi su erba e fango, mani<br />
ghiacciate, pioggia battente e vento<br />
freddo, bastoncini puntati... a fatica<br />
accenno ad u<strong>na</strong> corsetta, è più un<br />
passo saltellato su sentiero tecnico<br />
che è diventato un torrentello di<br />
fango, passi scivolati, passi affondati,<br />
un altro <strong>con</strong>corrente dietro che non<br />
vuole passare e si affida al mio ritmo,<br />
sono circa tre chilometri così,<br />
perdendo un bel po’ di quota ma<br />
facendo poca strada. E poi alle due<br />
e quaranta la strada poderale, il<br />
pompiere al <strong>con</strong>trollo che ti dice che<br />
<strong>con</strong> la luce sono tre quarti d’ora, ma<br />
<strong>con</strong> il buio chissà, qui se vogliamo<br />
farcela bisog<strong>na</strong> correre, il compagno<br />
di prima se n’è già andato... e allora<br />
<strong>con</strong> ottanta chilometri nelle gambe<br />
uno non sa quanta energia può<br />
avere ancora dentro, e piano piano i<br />
passi cominciano a girare sempre più<br />
veloci, le ginocchia non le senti più, i<br />
sassi sotto le suole nemmeno, il trottino<br />
si fa efficace, l’aria tor<strong>na</strong> a suo<strong>na</strong>rti<br />
nelle orecchie, fa già meno freddo,<br />
senti di nuovo il sudore dentro la<br />
giacca. Le luci di Dolonne tra gli<br />
alberi, gli ultimi due chilometri di<br />
sentiero nel bosco, ancora qualche<br />
passaggio scivoloso di fango, le<br />
scarpe ormai zuppe, un alone di<br />
frontale poco avanti, piano piano<br />
sempre più vicino, uno più lento di<br />
me in discesa, lo passo, siamo in gara<br />
o no? E quando manca circa un<br />
chilometro, quando già sento i<br />
“bravo!” per quelli che stanno<br />
tagliando il traguardo, solo adesso mi<br />
rendo <strong>con</strong>to di desiderare che sia<br />
finita, fino a prima non ci avevo mai<br />
pensato. Fi<strong>na</strong>lmente il ponte, l’asfalto,<br />
il traguardo in fondo alla strada, gli<br />
applausi, le braccia alzate, un dito al<br />
cielo, u<strong>na</strong> lacrimuccia... diciassette<br />
ore e cinquanta, e adesso... u<strong>na</strong><br />
birra!<br />
CHE VE LO DICO A FARE...<br />
Testo di Roberto Ciccotelli<br />
risale affannoso sempre più in alto. British Basetta); ho perso nella calca<br />
Uno dei miei film preferiti<br />
recita: “Che te lo dico a<br />
fare Donnie…”. Che ve lo<br />
Sono egoista, lo ammetto, ma avrei<br />
voluto <strong>con</strong> un <strong>col</strong>po di tosse far sparire<br />
tutti, o quantomeno farli smettere<br />
di chiacchierare, di rac<strong>con</strong>tare, di<br />
della partenza i primi, mentre M.B.B.<br />
è partito a razzo sulla prima salita.<br />
Inizio fi<strong>na</strong>lmente a “correre” e le<br />
gambe vanno, incredibile ma le<br />
dico a fare, appunto… Il Gran Trail vantare e denigrare. Vorrei che... ed gambe vanno, ovviamente vanno<br />
Valdigne, sono le 9.55 e la piazza ecco, d’improvviso incanto, il voler per quello che mi possono dare,<br />
di Courmayeur ribolle di vita. Tanta desiderare mi porta alla prima cima, generose come sempre, le ringrazio,<br />
la <strong>con</strong>fusione, forse troppa, allora s<strong>col</strong>lino e il premio è un lago alpino le accarezzo e non ci penso più.<br />
comincio ad escludere l’uma<strong>na</strong> follia, di Tolkenia<strong>na</strong> memoria. Torno in me e Passo Pla<strong>na</strong>val e salgo a Testa Fetita<br />
comincio <strong>con</strong> le voci, poi abbasso la m’accorgo di essere vicino all’amico <strong>con</strong> i<strong>na</strong>spettata freschezza.<br />
testa e passo agli sguardi, per ultimo Gherard, tedesco di ferro dall’occhio<br />
lascio i problemi, le preoccupazioni in<strong>con</strong>fondibile; non ci capiamo a La comunione inizia a portarsi via<br />
e gli amori d’un tempo. Sono qui parole ma a vocali in eterno loop, i primi sensi, vacilla la percezione<br />
per stare <strong>con</strong> me, devo cercare di a gesti. Fi<strong>na</strong>lmente, penso, u<strong>na</strong> del tempo, vacillano le <strong>con</strong>vinzioni<br />
respirare, in profondità, lentamente comunicazione ANIMAlista: poche e la sociale educazione, il pelo si<br />
ed inesorabilmente, respirare… parole e pochi fraintendimenti. C’è drizza e dentro monta a schiuma un<br />
respirare… Perso che m’ero perso tempo per delle foto, io, lui e le nostre calore fetale, d’ancestrale profumo<br />
m’è parso che siam partiti, in alto, mani sudate. Un flash mi fa pensare evolutivo. Penso a Robychao, l’ho<br />
verso Colle Li<strong>con</strong>i. Lungo serpentone ai miei compagni di viaggio: Leo e cercata <strong>con</strong> lo sguardo in salita<br />
che alla montag<strong>na</strong> s’attorciglia, signora Niki, Ste e Mark M.B.B. (Magic e tanto m’ha dato il suo capir<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 6
monta<strong>na</strong>ro, spero stia bene, ma<br />
ormai ho capito che ha la testa<br />
camiciata d’acciaio, parabellum,<br />
come il munizio<strong>na</strong>mento da guerra.<br />
Arriva sempre! Scendo a Morgex non<br />
senza fatica, anche se lo zigzagare<br />
tra le case e i sinceri saluti della<br />
gente aiutano parecchio. Sotto un<br />
cavalcavia in<strong>con</strong>tro Krom, mi dice<br />
che sta male di stomaco, provo a<br />
fargli coraggio ma lo vedo un po’<br />
s<strong>con</strong>solato e non posso far altro<br />
che abbracciarlo virtualmente e<br />
<strong>con</strong>tinuare per la mia.<br />
Arrivo al ristoro principale e vedo<br />
che dall’altra parte è appe<strong>na</strong><br />
uscita la Niki, fa per passare il ponte<br />
di legno ma al mio gridare si gira e<br />
sorridendomi ci salutiamo. Entro nel<br />
tendone e l’atmosfera è davvero<br />
bella, butto dentro due piatti di<br />
pasta, salame, formaggio, pane<br />
e soprattutto due birre medie A<br />
GRATISSE, la spillatrice del sacro<br />
nettare m’è apparsa in tutta la sua<br />
bellezza valdosta<strong>na</strong>! Poi di<strong>con</strong>o<br />
le coincidenze, parli di bionda ed<br />
ecco che ti spunta Gherard (vi lascio<br />
immagi<strong>na</strong>re...); il tempo di u<strong>na</strong> foto<br />
e si riparte. Fuori intanto si diverte un<br />
temporale nervoso che <strong>con</strong>vince<br />
molti a cedere alla comodità, al<br />
calore delle spose, al sorriso dei<br />
figli, ma soprattutto al dolore delle<br />
ginocchia. Sono qui per stare <strong>con</strong><br />
me, lo ripeto in silenzio, lo ripeto ad<br />
alta voce, e riparto. La pioggia, che<br />
tanto amo, oggi è parti<strong>col</strong>armente<br />
stressante, entra ovunque, un<br />
abbozzo branchiale s’affaccia<br />
sul mio <strong>col</strong>lo, non sto molto bene,<br />
la digestione è lenta e il sangue<br />
<strong>con</strong>fluisce allo stomaco, lasciando<br />
alla testa solo un pugno di dubbi su<br />
cui riflettere. Con un rutto di vichinga<br />
memoria spazzo via tutto, pensieri<br />
e digestione e torno a “correre“,<br />
direzione Colle Croce, si sale bene,<br />
il passo è leggero ma comincio a<br />
maledire le Salomon 3D, ogni passo<br />
di corsa è u<strong>na</strong> basto<strong>na</strong>ta alla pianta<br />
del piede, hanno la stessa capacità<br />
ammortizzante di u<strong>na</strong> fetta di<br />
mortadella: mi farò male, mi dico.<br />
Il ginocchio inizia a farsi risentire, la<br />
testa poi ci ragio<strong>na</strong> ed ecco che<br />
abbando<strong>na</strong>r l’animale via porta a<br />
sentir male anche all’anca, al <strong>col</strong>lo<br />
del piede. Corriamo, vai... Arrivo<br />
all’ostello Mt. Blanc, dove la notte<br />
prima avevo dormito alla camerata<br />
n. 30 <strong>con</strong> Leo, Niki, Ste e Gherard, e<br />
il pensiero tor<strong>na</strong> a Mark M.B.B., lui no,<br />
animale com’è se l’è passata in tenda<br />
ad amoreggiare <strong>con</strong> il nubifragio!<br />
All’uscita del ristoro la prima crisi di<br />
freddo, mi entra ovunque, è come<br />
un pugno che scava al centro del<br />
petto, nelle ossa, nei nervi, nel cuore.<br />
Sto decisamente male per un quarto<br />
d’ora così da commettere un errore<br />
imperdo<strong>na</strong>bile: per superare il freddo<br />
aumento bruscamente il ritmo di<br />
corsa. Il freddo passa, certo, ma arrivo<br />
al limite dei crampi e dello sbocco, il<br />
co<strong>na</strong>to è improvviso e violento ma<br />
nulla esce dalla mia bocca se non<br />
un verso simile ad uno Yak in calore,<br />
presente l’esorcista? Scatto a molla<br />
in avanti per vomitare ma niente, mi<br />
ritrovo senza capire come in piedi,<br />
braccia appoggiate sui fianchi<br />
ed un lungo filo di bava che s<strong>col</strong>a<br />
sul pettorale. La sera s’avvici<strong>na</strong>! E’<br />
incredibile come la salita al Colle<br />
Croce assomigli ad u<strong>na</strong> commedia<br />
di Eduardo De Filippo, partenopea,<br />
di quel parti<strong>col</strong>are modo di mettere<br />
insieme comicità e dramma, roba<br />
da fame, inseg<strong>na</strong>menti da strada e<br />
“lu tirammo a campà” che diventa<br />
legge assoluta per ogni passo<br />
“c’addà venì”...è tanto intermi<strong>na</strong>bile<br />
quanto stressante, ma come sempre<br />
la pazienza porta emozioni, un regalo<br />
i<strong>na</strong>tteso: non so quanti altri hanno<br />
avuto la possibilità d’ammirarlo, un<br />
arcobaleno immenso, posto lì tra due<br />
cime, a <strong>con</strong>solare un figlio d’Abruzzo,<br />
terra di transumanza antica, a far<br />
coraggio, a costringere il capo a<br />
chi<strong>na</strong>rsi <strong>con</strong> reverente devozione.<br />
Ma fi<strong>na</strong>lmente è l’ora, l’ora del<br />
buio, come cantava un amico<br />
musicale, ec<strong>col</strong>a l’ora, l’ora delle<br />
tentazioni, il vento, il fuoco, u<strong>na</strong><br />
porta che sbatte, pensieri e parole.<br />
Penso a lui, a Giovanni Lindo, al<br />
suo inseg<strong>na</strong>r cantando musica,<br />
all’occhio in<strong>con</strong>sapevole d’un<br />
cucciolo animale, archivio vivente<br />
della terra che in un battito di ciglio<br />
racchiude un’esistenza. Mi faccio<br />
uomo animale, sono qui per stare<br />
<strong>con</strong> me, ed ecco che fi<strong>na</strong>lmente<br />
gli Dei mi <strong>con</strong>cedono di superare il<br />
muro della lucidità per farmi entrare<br />
in quel luogo mistico che i maestri<br />
raggiungono <strong>con</strong> la meditazione<br />
e gli allievi <strong>con</strong> la fatica splendida<br />
del voler comprendere come si<br />
può impazzire di ragione. La Thuille,<br />
ci siamo, tra poco inizia l’ultima<br />
salita, cerco di semi<strong>na</strong>re un paio<br />
di compagni di corsa. Voglio stare<br />
da solo, sono qui per capire, devo<br />
stare da solo, il primo lo semino<br />
accelerando, al se<strong>con</strong>do chiedo di<br />
lasciarmi e lui, grand’uomo, sfila via<br />
<strong>con</strong> gentilezza sorridendomi, senza<br />
parlare, senza fraintendimenti. La<br />
lunga strada asfaltata ingan<strong>na</strong>,<br />
invita, è subdola e lussuriosa, sembra<br />
cantare di grandi imprese sportive<br />
e nella testa u<strong>na</strong> voce ti comanda<br />
a spingere, spingere fino a sentire i<br />
polmoni scoppiare d’aria e sangue.<br />
Non as<strong>col</strong>to, inizio a cantare dentro<br />
di me u<strong>na</strong> vecchia canzone di De<br />
Gregori, u<strong>na</strong> canzone che <strong>na</strong>rra<br />
di matti che non hanno il cuore, di<br />
matti che anche se strillano che<br />
male gli fa, di matti che non hanno<br />
il cuore ed anche se ce l’hanno è<br />
malato, è u<strong>na</strong> caver<strong>na</strong> tutta nera e<br />
così via ad esorcizzare quel canto di<br />
sire<strong>na</strong> monta<strong>na</strong>! Salgo veloce senza<br />
dimenticare di <strong>con</strong>trollare il respiro,<br />
mi sento i<strong>na</strong>spettatamente sciolto e<br />
leggero. Non volevo che accadesse,<br />
lo immagi<strong>na</strong>vo spedito verso il<br />
traguardo, ed invece è proprio lui,<br />
Dario “Roccia”, sta poco bene, vorrei<br />
star lì a fargli compagnia ma ora è<br />
davvero dura per tutti. Gli dico di<br />
sentirmi parti<strong>col</strong>armente bene e lui,<br />
generoso come sempre, mi <strong>con</strong>siglia<br />
di approfittarne, lo abbraccio<br />
virtualmente e gli faccio gli auguri.<br />
La mia roccia preferita, monta<strong>na</strong>ro<br />
di pianura, se sono qui è grazie ad<br />
u<strong>na</strong> pizza insieme al Gran Raid delle<br />
Prealpi Trevigiane. Mi auguro di<br />
rivederlo al traguardo, sicuramente<br />
si rifarà all’UTMB. A questo punto la<br />
pioggia si fa fitta e superato Youlaz<br />
inizia il mio perso<strong>na</strong>le calvario.<br />
Fi<strong>na</strong>lmente, siamo al dunque,<br />
penso a salire cercando di ritmare<br />
il passo <strong>con</strong> il respiro. In alto un faro<br />
chiama, sembrano le luci di “In<strong>con</strong>tri<br />
ravvici<strong>na</strong>ti del terzo tipo”, come un<br />
alieno richiamato magneticamente<br />
dalla <strong>na</strong>ve madre salgo sotto<br />
ipnosi. Ho freddo, sto male, provo a<br />
mettere qualcosa di più pesante ma<br />
niente, l’inesorabile inesperienza, la<br />
pioggia ha bag<strong>na</strong>to tutto. Non ho<br />
più niente se non il freddo. Me la<br />
rido, di gusto, la bocca si <strong>con</strong>torce<br />
agli angoli trasformando quella che<br />
dovrebbe essere un’espressione di<br />
gioia in un ghigno deciso, sembro<br />
uscito dalla pen<strong>na</strong> di Bulgakov:<br />
Cuore di Trailer! Entro in un tunnel<br />
di sensazioni , tutt’attorno sento la<br />
presenza delle montagne, i nevai,<br />
il fango che ingoia e sputa, cado,<br />
mi rialzo, ricado; la luce s’avvici<strong>na</strong><br />
per poi sparire beffarda, sono al<br />
limite massimo, l’elastico è teso,<br />
ma la mente non ai fisici limiti do<strong>na</strong>r<br />
risposta deve. Mai sensazione fu più<br />
vera, più viva, mi abbraccio forte<br />
forte ripetendomi di godere fino in<br />
fondo, di provare a sentire fi<strong>na</strong>nche<br />
l’ultima goccia mes<strong>col</strong>arsi al pianto.<br />
Ricordi dolorosi appaiono cercando<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 7
di ridi<strong>col</strong>izzare il “sacrificio”, mi<br />
rincuora il sapere che se non ci<br />
sei, di quel parti<strong>col</strong>are ordine,<br />
allora non ti è <strong>con</strong>cesso neanche<br />
comprendere le infinite sfumature<br />
che alla vita stanno. Non è <strong>con</strong>cesso<br />
cercar di comprendere l’importanza<br />
delle coincidenze, l’immortale e<br />
profondo occhio d’asino, il sorriso<br />
di un bambino, il <strong>con</strong>tinuo mira<strong>col</strong>o<br />
che si rinnova in ogni amore, in<br />
ogni istante, in ogni esperienza, in<br />
ogni vita... Testa chi<strong>na</strong>, passo dopo<br />
passo, penso a Rutger Hauer in<br />
Blade Runner, la sua pioggia diventa<br />
la mia. Le <strong>col</strong>ombe si alzano in volo<br />
e tutto si <strong>col</strong>ora d’incanto, esplosioni<br />
s<strong>con</strong>fi<strong>na</strong>te ai limiti del <strong>con</strong>osciuto.<br />
Siamo vivi, sono vivo, ancora u<strong>na</strong><br />
volta, la carne, il sangue, i nervi, le<br />
ossa, il dolore, il piacere, il sapere e<br />
lo scoprire. Chi o cosa sono… Fango,<br />
fango, pioggia, nessun dubbio sul<br />
perché mi trovo in questa situazione<br />
semplicemente sublime, nessun<br />
dubbio sul chi ringraziare, lo sento,<br />
mi guarda <strong>con</strong> benevolo distacco,<br />
il Grande Spirito... la Grande Madre,<br />
il suo profumo è <strong>con</strong>oscenza –<br />
lunga è la via illumi<strong>na</strong>ta – sale<br />
nelle ferite aperte, tutto è ricordo.<br />
U<strong>na</strong> scossa reale ed eccomi sotto<br />
il faro, Colle Arp, abbraccio un<br />
vecchio monta<strong>na</strong>ro ringraziandolo<br />
per il freddo che per noi si prende<br />
e mi butto giù, rotolando più che<br />
correndo, mancano dieci chilometri<br />
al traguardo, e per la se<strong>con</strong>da volta<br />
maledico le Salomon. Incredibile, mi<br />
sento bene e riesco a correre fino a<br />
Courmayeur... immagi<strong>na</strong>vo lacrime<br />
liberatorie, invece ecco un sorriso<br />
immenso sul mio stupido faccione,<br />
sono più libero ora, sono più felice,<br />
sono più maturo. Sotto la doccia<br />
m’accorgo di avere u<strong>na</strong> profonda<br />
ferita che come un chiodo spacca il<br />
cuore inchiodando l’anima al corpo.<br />
Non si può curare, resterà lì per il resto<br />
della mia vita. Resterà lì a ricordarmi<br />
di ringraziare per ogni istante che mi<br />
sarà <strong>con</strong>cesso vivere. Dovevo stare<br />
<strong>con</strong> me e così è stato. Grazie a Dio<br />
ho imparato la fatica. Grazie a Dio<br />
ho imparato ad imparare.<br />
Grazie a tutti i miei compagni di<br />
viaggio.<br />
Gran Trail Valdigne: 87 Km in 17 ore e<br />
36 minuti. u<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 8<br />
foto © L’Castor Junior<br />
foto © L’Castor Junior
EROI NEL VENTO<br />
“SPAZZA VENTO E PORTA VIA<br />
IL BAMBINO CHE GIOCA CON IL MARE<br />
NON SARO` EROE<br />
NON SAREI STATO MAI<br />
TRADIRE E FUGGIRE<br />
E’ IL RICORDO CHE RESTERA`”<br />
(Litfiba)<br />
Testo di Marco Vendramel<br />
Che cosa fai, <strong>con</strong>tinui?”<br />
“Prendo qualcosa di caldo e<br />
poi decido….”<br />
Frasi bisbigliate, dette sottovoce;<br />
mogli genitori, mariti che chiedono ai<br />
loro familiari se è il caso di <strong>con</strong>tinuare,<br />
di andare avanti e perché poi.<br />
Freddo, vento, acqua e fulmini,<br />
non sempre in quest’ordine, ci<br />
accompag<strong>na</strong>no ormai dalla partenza,<br />
la beffa giù da Li<strong>con</strong>i dove, quasi ad<br />
ingan<strong>na</strong>rci, esce un sole caldo, bello,<br />
com’è giusto che sia a luglio.<br />
Poi dopo poche ore si ricomincia:<br />
freddo, vento, acqua e fulmini; com’è<br />
giusto che sia, in montag<strong>na</strong>.<br />
Ho negli occhi ancora la partenza,<br />
tutti coperti, tutti ai ripari, illudendoci<br />
che è meglio non bag<strong>na</strong>rci prima di<br />
partire, perché poi migliorerà e non si<br />
parte già bag<strong>na</strong>ti.<br />
Illusi.<br />
Per oggi questa corsa ha, se vogliamo<br />
accettarlo, del valore aggiunto: il<br />
brutto tempo.<br />
Tempo che intaccherà le certezze<br />
e che distruggerà gambe e fiato a<br />
prova di qualsiasi dislivello.<br />
Pioggia che si mischierà alle lacrime,<br />
lacrime d’Eroe, per poi cadere a terra<br />
dove resterà solo fango, tanto.<br />
Fango, rocce lucide, che in discesa<br />
faranno rimpiangere le salite più dure.<br />
Discese che di notte diventeranno<br />
infinite.<br />
Infiniti come i nostri pensieri, che<br />
galoppano, che cercano motivazioni,<br />
che cercano scuse e che non trovano<br />
nulla.<br />
Sguardi da <strong>na</strong>ufrago sotto i tendoni<br />
dei ristori, facce provate, pallide, qui<br />
la sofferenza non è interiore.<br />
Traspare tutto dai nostri gesti, dalle<br />
nostre parole.<br />
Ad ognuno brillano, oltre che gli occhi,<br />
le scaglie della propria armatura dove<br />
sotto batte un cuore da Eroe.<br />
L’armatura degli Eroi oggi non brilla<br />
sotto il sole, oggi è lucida di pioggia e<br />
sporca di fango.<br />
Pioggia che sferza e schiaffeggia il viso,<br />
forse per svegliarlo, per urlargli insieme<br />
al vento che oggi sarà più dura.<br />
Fango che blocca i piedi e che al<br />
passo successivo li fa scivolare.<br />
E poi la notte, buia, senza lu<strong>na</strong> e<br />
stelle, solo i nostri lumini a tentare di<br />
accenderla a dire che noi ci siamo.<br />
“Che cosa fai, <strong>con</strong>tinui?”<br />
“No, non ce la faccio più, mi<br />
fermo…..”<br />
Il silenzio che segue è più forte del<br />
boato dei tuoni, gli occhi bassi, lucidi,<br />
parlano più di mille parole.<br />
Torni indietro <strong>con</strong> la mente e cerchi<br />
giustificazioni, cerchi scuse, la<br />
preparazione, le motivazioni.<br />
Non trovi niente adesso, sotto quel<br />
tendone, trovi solo u<strong>na</strong> sedia libera e ti<br />
siedi, sei svuotato.<br />
Certo, non devi dimostrare niente a<br />
nessuno, forse a questo punto neppure<br />
a te stesso.<br />
Difficile adesso pensarlo, guardando<br />
chi, malcelando la propria sicurezza<br />
riparte <strong>con</strong> un sorriso forzato.<br />
Sei qui solo per te stesso, ma ora ti vedi<br />
distante, vedi qualcuno che stenti a<br />
ri<strong>con</strong>oscere, qualcuno ormai seduto.<br />
Dov’è l’Eroe? Eroi sono quelli che si<br />
rialzano e ripartono!<br />
Tu invece sei lì che prepari le scuse, le<br />
balle da rac<strong>con</strong>tare.<br />
No, Eroi siamo tutti, Eroe è chi ha<br />
provato a dare tutto quello che<br />
poteva, che si è impeg<strong>na</strong>to al<br />
massimo, che è caduto.<br />
Eroe è la perso<strong>na</strong> <strong>con</strong>sapevole, che<br />
accetta i limiti che a volte gli sono<br />
imposti da fenomeni esterni alla<br />
propria volontà.<br />
Eroe è chi si accetta per quello che è,<br />
per quello che riesce a dare, sapendo<br />
di dare il massimo.<br />
Eroe è quello che piange per u<strong>na</strong><br />
rinuncia, per u<strong>na</strong> s<strong>con</strong>fitta.<br />
A tutti gli Eroi del Gran Trail Valdigne<br />
2008, a quelli che non sono arrivati, a<br />
quelli che sono arrivati prima e dopo<br />
di me, a quelli che non c’erano e a<br />
quelli che ci saranno un’altra volta. u<br />
classifiche 87 km<br />
Pos Cognome Nome Tempo<br />
1 TAGLIAFERRI MASSIMO 10.19.26<br />
2 GADIN FLAVIO 10.29.08<br />
3 GAYLORD TOPHER 10.41.52<br />
4 BARNES PABLO 10.57.45<br />
5 VALSESIA NICO 11.22.04<br />
6 VARESCO FABIO 11.25.17<br />
7 CHILO FULVIO 11.29.42<br />
8 MERLETTI ARMANDO 11.38.54<br />
9 DOLIANA CHRISTIAN 11.59.50<br />
10 SANTUCCI PIERO 12.01.26<br />
11 DEBIZE JEROME 12.01.49<br />
12 RYAN BAUMANN 12.07.33<br />
13 GHEZZI MATTEO 12.09.19<br />
14 FESTORAZZI FABIO 12.09.23<br />
15 PILLONEL ETIENNE 12.09.47<br />
16 AUDISIO SILVIO 12.12.27<br />
17 CAMANDONA MARCO 12.25.50<br />
18 ARICI TIZIANO 12.41.00<br />
19 FIORI ANDREA 12.47.35<br />
20 OLIVERI VIRGINIA 13.11.08<br />
classifiche 45 km<br />
Pos Cognome Nome Tempo<br />
1 VIERIN PAOLO 4.36.34<br />
2 JUNOD MASSIMO 4.49.55<br />
3 AIAZZI GUIDO 4.57.18<br />
4 VUILLEN LORIS 5.02.24<br />
5 CLAP CESARE 5.11.20<br />
6 GUALA EDY 5.11.33<br />
7 CHATEL EDY 5.18.58<br />
8 GIUPPONE MAURO 5.30.35<br />
9 GABIOUD JULES-HENRI 5.31.16<br />
10 BIDESE ROBERTO 5.31.55<br />
11 BIANCHI VINCENT 5.32.16<br />
12 PELLISSIER GIORGIO 5.34.34<br />
13 PALLAIS MAURO 5.37.44<br />
14 PICHI GIORGIO 5.38.45<br />
15 CAZZANELLI FRANCOIS 5.42.44<br />
16 STELLA CARLO 5.45.53<br />
17 STERLICCO ANTONELLO 5.46.02<br />
18 TORMENA FABIO 5.47.32<br />
19 MOCHET ERIK 5.54.02<br />
20 PORRO PIER CARLO 5.56.48<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 9
CRONACHE...<br />
CINQUE ANNI FA PHILIPPE DELACHENAL, VULCANICO<br />
TRAILER SEMPRE ALLA RICERCA DI NUOVI SENTIERI DA<br />
ESPLORARE, LANCIÒ L’IDEA DI FARE UN TRAIL ATTORNO<br />
AI GHIACCIAI DELLA VANOISE, LA PIÙ GRANDE CALOTTA<br />
DI GHIACCIO DI TUTTA L’EUROPA OCCIDENTALE. IL<br />
“TOUR” DEI GHIACCIAI ERA GIÀ UNO DEI PERCORSI<br />
ESCURSIONISTICI PIÙ FAMOSI DI FRANCIA: SE PERÒ LE<br />
T<br />
GUIDE LO PROPONEVANO COME ITINERARIO DA FARE<br />
NELL’ARCO DI 4 O 5 GIORNI, PHILIPPE LO PROPOSE<br />
COME GARA DA COMPLETARE NEL TEMPO MASSIMO<br />
DI 16 ORE. 72 KM E 3800 METRI DI DISLIVELLO, CON<br />
PASSAGGIO AL COL DU CHAVIÈRE A 2800 METRI DI<br />
ALTITUDINE E CON LA QUASI TOTALITÀ DEL PERCORSO<br />
SEMPRE AL DI SOPRA DEI 2400 METRI.<br />
our des Glaciers<br />
de la Vanoise<br />
Testo di Leo<strong>na</strong>rdo >leosorry< Soresi<br />
Foto © Aku<strong>na</strong><br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 10
A<br />
Philippe però non interessava<br />
tanto l’exploit sportivo,<br />
quanto far <strong>con</strong>oscere la<br />
bellezza rude e selvaggia di queste<br />
montagne. Di qui la scelta di non<br />
seg<strong>na</strong>re in alcun modo il percorso.<br />
“Se<strong>con</strong>do me la seg<strong>na</strong>lazione del<br />
percorso toglie ai <strong>con</strong>correnti la<br />
necessità di guardarsi intorno alla<br />
ricerca dei sentieri o dei segni del<br />
club alpino francese. Il vero trail è<br />
questo, in cui non <strong>con</strong>tano solo la<br />
forza mus<strong>col</strong>are e la velocità”.<br />
Il successo fu immediato, tant’è che<br />
le iscrizioni, limitate a 500 partecipanti<br />
per ragioni di rispetto del delicato<br />
equilibrio ambientale del parco, si<br />
chiudono <strong>con</strong> largo anticipo rispetto<br />
alla data della gara. A decretare<br />
l’ingresso del Tour des Glaciers de<br />
la Vanoise (TGV) fra i grandi ultratrail<br />
più amati d’oltralpe fu anche la<br />
rivista Endurance, che due anni fa gli<br />
assegnò il titolo di “Trail più bello di<br />
Francia”.<br />
Le immagini dei <strong>con</strong>correnti che<br />
attraversavano il Lac de Vaches<br />
su u<strong>na</strong> passerella di sassi posata<br />
150 anni fa dai <strong>con</strong>trabbandieri<br />
che valicavano le Alpi mi era<br />
rimasta impressa nella mente,<br />
ma ogni anno qualche motivo mi<br />
impediva di parteciparvi. A gen<strong>na</strong>io<br />
di quest’anno però ho preso la<br />
decisione di iscrivermi, per non<br />
rimandare ancora la scoperta di un<br />
trail di cui tutti parlavano in maniera<br />
così entusiasta. Purtroppo, o per<br />
fortu<strong>na</strong>, la <strong>na</strong>tura e le montagne<br />
dei programmi dell’uomo se ne<br />
fregano: la gara sempre baciata<br />
nelle prime quattro edizioni da<br />
splendide gior<strong>na</strong>te di sole, si sarebbe<br />
svolta sotto un cielo plumbeo. Anzi,<br />
peggio ancora: le previsioni meteo<br />
non lasciavano proprio speranza,<br />
<strong>con</strong> pioggia battente al mattino<br />
e temporali il pomeriggio. Gli<br />
organizzatori hanno così preso la<br />
decisione di accorciare il percorso<br />
a 47 km e 2950 metri di dislivello<br />
e soprattutto di non far passare i<br />
<strong>con</strong>correnti per il versante est del<br />
ghiacciaio. Così, da un percorso<br />
cir<strong>col</strong>are si è passati ad un percorso<br />
ad otto, <strong>con</strong> doppio passaggio<br />
per la partenza di Pralog<strong>na</strong>n. Di<br />
qui anche la decisione sofferta di<br />
seg<strong>na</strong>lare il passaggio <strong>con</strong> i classici<br />
<strong>na</strong>stri bianchi e rossi.<br />
“Il percorso origi<strong>na</strong>le del TGV è del<br />
tutto razio<strong>na</strong>le, un giro attorno al<br />
ghiacciaio, per cui al <strong>con</strong>corrente<br />
è chiaro che direzione seguire. Con<br />
le modifiche imposte dalle previsioni<br />
meteo, non c’era più alcu<strong>na</strong> logica,<br />
e allora seg<strong>na</strong>lare è diventato<br />
indispensabile”.<br />
Nonostante le pessimistiche previsioni<br />
meteo, l’alba si presenta <strong>con</strong> un<br />
bel cielo azzurro completamente<br />
sgombro di nuvole. Il primo tratto è in<br />
leggerissima salita e, attraversando<br />
la foresta d’Isertan, arriva fino al<br />
rifugio di Roc de La Peche, da dove<br />
inizia la salita al Col de Chavière<br />
(2.800 metri). Il tempo rimane<br />
bello e comincio a pensare che i<br />
metereologi ci abbiano fatto uno<br />
scherzo di pessimo gusto, togliendoci<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 11
la chance di fare il tour completo. In<br />
cima alla salita trovo Dario Tartari<br />
e Andrea De Alessandri: tutti e tre<br />
insieme cominciamo la discesa<br />
che ci riporta verso Pralog<strong>na</strong>n,<br />
costeggiando il lato opposto del<br />
torrente Doron de Chaviére. Dario è<br />
in forma e ci tira la volata, io lo seguo<br />
<strong>con</strong> un minimo affanno, mentre<br />
Andrea prudentemente rallenta<br />
per non peggiorare il dolore alla<br />
caviglia dopo la storta presa due<br />
settimane fa alla Lavaredo Ultra Trail.<br />
D’improvviso però il cielo si oscura:<br />
grandi nuvoloni neri gonfi di pioggia<br />
salgono veloci dal Petit Mont Blanc<br />
che incombe alla nostra sinistra.<br />
In meno di venti minuti passiamo<br />
da u<strong>na</strong> splendida gior<strong>na</strong>ta di sole<br />
ad un temporale rabbioso che ci<br />
investe <strong>con</strong> raffiche di vento e di<br />
pioggia. Arriviamo a Pralog<strong>na</strong>n, è<br />
il 30° km: davanti ci aspettano altri<br />
17 km e 1700 metri di dislivello, ma<br />
soprattutto un temporale che non<br />
accen<strong>na</strong> a placarsi, <strong>con</strong> i lampi<br />
che saettano nel cielo nero e i tuoni<br />
che rimbombano mi<strong>na</strong>cciosi. Dario<br />
segue la regola elementare di chi<br />
va in montag<strong>na</strong>: quando arriva<br />
il temporale scendi di quota. Pur<br />
essendo il più in forma dei tre decide<br />
di non ripartire verso l’ascensione<br />
a Mont Bochor (2018 metri), anche<br />
perché fra 7 giorni lo aspetta il Gran<br />
Trail Valdigne. So di stare scegliendo<br />
un azzardo, ma sono <strong>con</strong> le spalle<br />
al muro: la mia stagione trail finisce<br />
probabilmente qui. Nessun’altra<br />
avventura, nessun programma per<br />
non andare a rompere gli equilibri<br />
familiari. E fermarmi dopo soli 30 km<br />
mi sembra quasi uno spreco: inoltre<br />
nei giorni scorsi, essendo in vacanza<br />
a Pralog<strong>na</strong>n, ho avuto modo di fare<br />
l’ascensione al Bochor due volte.<br />
Conosco bene il monte e i sentieri<br />
che lo attraversano. In caso di<br />
peri<strong>col</strong>o, mi dico, farò dietrofront.<br />
Mi avvio, sperando che quel biancore<br />
che sale da fondovalle sia preludio<br />
ad u<strong>na</strong> schiarita. La fortu<strong>na</strong> è dalla<br />
mia, perché dopo u<strong>na</strong> mezz’oretta<br />
la pioggia smette e squarci di<br />
azzurro si fanno spazio sgomitando<br />
tra le nuvole. Mi prende u<strong>na</strong> felicità<br />
dentro, frutto della precedente<br />
paura: come un’energia compressa<br />
che adesso esce facendo il botto.<br />
Salgo veloce lungo il Bochor, scendo<br />
in bomba verso Fontanettes e riparto<br />
senza quasi fermarmi al ristoro lungo<br />
la durissima salita che sale verso il Lac<br />
des Assietes a 2469 metri di quota.<br />
Qui, pur rimanendo nel versante<br />
ovest del ghiacciaio, tutto si fa più<br />
rude, più selvaggio. Scompaiono<br />
dalla vista i segni dell’uomo. Solo<br />
rocce, cascate, ruscelli impetuosi<br />
che scendono dai ghiacci eterni.<br />
Perfino la pietra si è piegata a questo<br />
lavorio mille<strong>na</strong>rio fatto da neve ed<br />
acqua, diventando levigata e priva<br />
di asperità. Fi<strong>na</strong>lmente arriva la<br />
cima del Col de La Vanoise, <strong>con</strong> il<br />
rifugio omonimo sperduto in mezzo<br />
al niente, ai piedi della Grand Casse,<br />
la montag<strong>na</strong> più alta della Vanoise<br />
<strong>con</strong> i suoi 3855 metri. Sembra di<br />
arrivare alla fortezza Bastiani del<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 12
Deserto dei Tartari di Buzzati. Il<br />
rifugio se ne sta lì, battuto dai venti<br />
e oppresso dalla <strong>col</strong>ata di ghiaccio<br />
che ricopre la Grand Casse. Il terreno<br />
è completamente spoglio: radi fili<br />
d’erba hanno preso il posto della<br />
neve che si è appe<strong>na</strong> sciolta, e fra<br />
pochi mesi verranno nuovamente<br />
ricoperti. Selvaggio. Non riesco a<br />
pensare ad un altro aggettivo per<br />
descrivere i grandi spazi che qui si<br />
aprono, dove la maestosità delle<br />
cime fa risaltare ancora di più<br />
l’umiltà dell’uomo che le attraversa<br />
correndo. La vita sembra così fragile<br />
di fronte alle forze della <strong>na</strong>tura che<br />
qui si scate<strong>na</strong>no e impongono le<br />
loro regole. Non c’è spazio per le<br />
mezze misure, per i sentimenti pic<strong>col</strong>i<br />
e deboli, per gli eventi placidi e<br />
tranquilli. Quassù il cuore batte<br />
ad un ritmo animale, scosso dal<br />
ghiaccio, dal vento, dal sole e dalla<br />
pioggia. La vista si fa più acuta,<br />
CLASSIFICA FINALE MASCHILE<br />
1 o Pommeret Ludovic - 04:31:10<br />
2 o Dawa Sherpa - 04:45:06<br />
3 o Rouanet Re<strong>na</strong>ud - 04:49:31<br />
CLASSIFICA FINALE FEMMINILE<br />
1 a Giraud Maud 05:42:23<br />
2 a Lauga Alice 06:01:17<br />
3 a Barioz Sandrine 06:10:44<br />
in basso: Leo<strong>na</strong>rd Soresi sale<br />
al Bochor (foto Aku<strong>na</strong>);<br />
a dx: l’arrivo di Dawa<br />
Sherpa (foto Veronique<br />
Convert)<br />
i sensi si risvegliano, fiutando un<br />
ambiente che chissà quanti millenni<br />
fa è stato patrimonio comune a tutti<br />
gli uomini.<br />
Inizio la discesa verso il Lac de<br />
Vaches, l’emblema di questa gara,<br />
<strong>con</strong> quella fila infinita di sassi che da<br />
se<strong>col</strong>i gli uomini hanno calpestato<br />
per attraversare le acque grigie del<br />
lago cir<strong>con</strong>dato dai ghiacci. È un<br />
attimo, un sospiro perso nel vento e la<br />
nebbia mi avvolge tutto. Non c’è più<br />
nulla attorno. Solo un sasso davanti<br />
al piede e il rumore assordante delle<br />
nevi che si sciolgono. Inizia il ritorno<br />
alla civiltà, appe<strong>na</strong> tre chilometri più<br />
in basso c’è il rifugio Des Barmettes e<br />
dopo un volo verticale di mille metri<br />
di dislivello si ritor<strong>na</strong> alle strade di<br />
Pralog<strong>na</strong>n. Di solito mi gusto gli ultimi<br />
chilometri di u<strong>na</strong> gara <strong>con</strong> calma,<br />
assaporando il piacere di stare per<br />
arrivare, di aver superato l’osta<strong>col</strong>o.<br />
Oggi invece sono ancora carico di<br />
adre<strong>na</strong>li<strong>na</strong> fino alla punta dei <strong>capelli</strong><br />
e mi precipito verso valle come fossi<br />
inseguito chissà da quale orrendo<br />
mostro. O forse oggi riesco ancora a<br />
sentire il piacere che dà u<strong>na</strong> discesa<br />
a tutta birra, senza prendere fiato,<br />
saltando da u<strong>na</strong> roccia all’altra,<br />
tirando il freno solo quel tanto che<br />
serve per non finire in un burrone.<br />
Non posso non pensare di tor<strong>na</strong>re<br />
per fare il Tour completo. Ho visto<br />
troppa bellezza. Ho provato troppe<br />
emozioni. Non posso non pensare<br />
che sarebbero state ancora di più<br />
<strong>con</strong> il percorso origi<strong>na</strong>le. E allora<br />
“Arrivederci” ghiacciaio della<br />
Vanoise, il prossimo anno verrò di<br />
nuovo da te. �<br />
COSÌ GLI ITALIANI IN GARA<br />
142 Galletto Marco 06:47:31<br />
162 Soresi Leo<strong>na</strong>rdo 06:56:00<br />
227 Tarallo Alessandro 07:18:55<br />
256 De Alessandri Andrea 07:27:13<br />
364 Baldini Giovanni 08:24:05<br />
365 Giannini Maria Giulia 08:24:06<br />
393 Agostinello Luca 09:00:14<br />
394 Guidobaldi Massimo 09:00:14<br />
395 Groppi Luigi 09:00:14<br />
396 Camertoni Antonio 09:00:14<br />
397 Tenti Giuseppe 09:00:15<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 13
CRONACHE...<br />
MERREL<br />
s<br />
IL SOGNO SI AVVERA<br />
Testo e foto di Andrea >chiocciola< Olivi<br />
Non so se ricordate un film<br />
che nei primi anni '80 cir<strong>col</strong>ava<br />
nei cineforum: si<br />
chiamava "All American Boys" e<br />
rac<strong>con</strong>tava la storia di un gruppo<br />
di ragazzi americani del profondo<br />
sud <strong>con</strong> la passione del ciclismo.<br />
Uno fra loro in parti<strong>col</strong>are, aveva<br />
u<strong>na</strong> vera e propria venerazione<br />
per i grandi campioni italiani e, di<br />
<strong>con</strong>seguenza, per tutto ciò che<br />
fosse ri<strong>con</strong>ducibile al nostro Pae-<br />
ky race<br />
se, che aveva in qualche modo<br />
idealizzato: correva in bici <strong>con</strong> la<br />
maglia tri<strong>col</strong>ore, aveva le foto di<br />
Coppi e Bartali in camera, e non<br />
perdeva occasione per decantare<br />
presso amici e ragazze quanto<br />
gli italiani fossero belli, bravi, forti<br />
e sportivi, tanto da essere anche<br />
preso in giro per questa sua fissazione.<br />
Ebbene, un giorno, per uno<br />
strano scherzo del destino, capita<br />
che u<strong>na</strong> squadra professionistica<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 14
italia<strong>na</strong> faccia tappa in quel minus<strong>col</strong>o<br />
paese, e che ci sia modo<br />
di correre insieme a quei perso<strong>na</strong>ggi<br />
che il nostro aveva mitizzato<br />
da sempre: era stata organizzata<br />
infatti u<strong>na</strong> gara amichevole<br />
lungo le strade del Grand Canyon<br />
(magnifiche le riprese), e il gruppo<br />
sportivo dei locali era stato<br />
invitato a partecipare. Ma, come<br />
sappiamo, la realtà molto spesso<br />
è diversa dai sogni: durante la<br />
corsa gli “italiani” si dimostrano<br />
ben lontani dall’essere quel che<br />
l’ingenuo ragazzo di provincia<br />
pensava, anzi si rivelano l’esatto<br />
opposto, e il mito crolla, le aspettative<br />
svanis<strong>con</strong>o.<br />
La Merrel Sky Race di Serre Chevalier,<br />
in Alta Savoia, tappa francese<br />
del circuito Buff Sky Runner<br />
(campio<strong>na</strong>to del mondo di<br />
skyrace) significa 68 km, 3500<br />
D+ e un’altimetria che è tutto un<br />
programma, ma vuol dire anche<br />
attraversare ambienti protetti e<br />
in<strong>con</strong>tami<strong>na</strong>ti, montagne dai<br />
nomi affasci<strong>na</strong>nti come il mitico<br />
Galibier, e sicurezza di un'organizzazione<br />
<strong>col</strong>laudata ed efficiente.<br />
Quest’anno si festeggiava la 10a<br />
edizione: per l’occasione percorso<br />
allungato di 10 km e inserimento<br />
del Col des Beraudes, 2895 m.<br />
E queste erano le certezze.<br />
Poi, come quel ragazzo americano,<br />
anch’io avevo un sogno:<br />
quello di poter nuovamente respirare<br />
quell’atmosfera provata<br />
lo scorso anno alla CCC e al Terre<br />
Modane.<br />
Sono le quattro e mezza del mattino<br />
quando esco dal mio albergo<br />
di Monetier; piove, la notte c’è<br />
stata tempesta, e mi incammino<br />
verso la partenza. Durante il tragitto<br />
vengo fermato da diverse<br />
macchine che non sanno dove<br />
andare a prendere il pettorale; a<br />
bordo ragazzi giovanissimi: io ce<br />
la metto tutta <strong>col</strong> mio francese<br />
“automatico” (in seguito capirete),<br />
loro sorridono, educatissimi e<br />
rispettosi (sarà mica l’età?) e mi<br />
salutano <strong>con</strong> calore, lasciandomi<br />
il dubbio di essere riuscito o meno<br />
a far capire loro qualcosa.<br />
A Prè Chabert, quartier generale<br />
della corsa, si fa <strong>col</strong>azione, si parla<br />
e ci si incoraggia, fuori <strong>con</strong>tinua<br />
la pioggia, ma tutto questo sembra<br />
non preoccupare nessuno.<br />
Sono un po’ in pensiero, inutile<br />
<strong>na</strong>s<strong>con</strong>derlo: il tempo è quello<br />
che è, e in fondo quel che mi appresto<br />
a fare non è propriamente<br />
u<strong>na</strong> scampag<strong>na</strong>ta, e poi è u<strong>na</strong><br />
gara importante, c’è Dawa Sherpa,<br />
c’è Delabarre, manca poco<br />
al via, si dovrebbe respirare un<br />
po’ di sa<strong>na</strong> tensione!<br />
Invece vedo gruppi di studenti ridere<br />
e parlare di tutt’altro, distinti<br />
signori <strong>col</strong> baffo impeccabile <strong>col</strong><br />
loro camel bag Decathlon, Dawa<br />
addirittura chino a sistemare i<br />
chip di due ammiratori intorno a<br />
lui (ve l’immagi<strong>na</strong>te u<strong>na</strong> sce<strong>na</strong><br />
del genere a casa nostra?), e allora<br />
mi <strong>con</strong>vinco che forse hanno<br />
ragione loro, inutile preoccuparsi:<br />
piove? Chissenefrega, sono le sei,<br />
via, si parte.<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 15
Il gruppo vacanze esce da Monetier<br />
(1470 m) su u<strong>na</strong> sterrata, la<br />
pendenza è dolce, il fondo, nonostante<br />
la pioggia, è buono, si<br />
corre e ci si inzacchera, sempre<br />
allegramente però.<br />
E’ curioso, sarà il <strong>con</strong>tinuare a ripeterselo,<br />
sarà l’aver lasciato andare<br />
fi<strong>na</strong>lmente la gamba, ma<br />
man mano che si sale, il pensiero<br />
non ha più voglia di occuparsi<br />
delle angosce della vigilia: troppo<br />
bella la <strong>na</strong>tura intorno, troppo<br />
bello sentire l’acqua e il vento<br />
<strong>con</strong>tro il viso, troppo bello respirare<br />
gli odori della montag<strong>na</strong>: capisco<br />
possa suo<strong>na</strong>re strano, ma è<br />
proprio così, da adesso comincia<br />
un’altra gara.<br />
Il primo Gran Premio della Montag<strong>na</strong><br />
è nientepopodimeno che<br />
il Col du Galibier (2672 m), che<br />
raggiungiamo dopo u<strong>na</strong> venti<strong>na</strong><br />
di km, tutti sotto la pioggia, anche<br />
se ogni tanto un po’ d’azzurro<br />
compare nel cielo plumbeo.<br />
Ma dura poco: le nuvole avvolgono<br />
la cima del <strong>col</strong>le, <strong>con</strong>tinua<br />
a piovere, c’è vento e fa molto<br />
freddo, in fretta imbocchiamo<br />
la discesa verso La Charmette,<br />
non prima di esserci riscaldati<br />
alla provvidenziale marmitta del<br />
gruppo elettrogeno del Refuge<br />
però, e di <strong>col</strong>po il vento e la pioggia<br />
danno tregua, anche se è un<br />
peccato non poter ammirare il<br />
panorama da lassù.<br />
Dopo i primi tratti ripidi, il sentiero<br />
si allarga e si fa più regolare, anche<br />
se <strong>col</strong> fango che c’è, è dura<br />
stare in equilibrio: torno indietro<br />
<strong>con</strong> gli anni ed uso i bastoncini a<br />
mo' di racchette, e lascio scivolare<br />
le scarpe in improvvisate serpentine:<br />
cado qualche volta ma<br />
mi diverto come un pazzo.<br />
Il gruppo è sgra<strong>na</strong>to, <strong>con</strong>tinuo a<br />
scendere nel verde e sono nel<br />
silenzio più completo, anche il<br />
rumore dei miei passi è quasi azzerato<br />
dall’erba e dalle nuvole<br />
bassissime; le forme ora sono più<br />
morbide, non so quanti ruscelli<br />
attraversiamo, la pioggia va e<br />
viene.<br />
Poi quel che non t’aspetti: nel nulla,<br />
vicino ad un immenso gregge<br />
di pecore, dueragazzedue, fradice<br />
fino al midollo, ballano, ridono<br />
e cantano a squarciagola come<br />
se stesse passando Gebre in perso<strong>na</strong>;<br />
in un’atmosfera così rare<strong>fatta</strong><br />
è u<strong>na</strong> botta di vita mica da<br />
poco, questa è roba da Fifth Avenue<br />
(anche se non ci sono mai<br />
stato), questa è roba da Francia!<br />
Con tutti questi “Allez allez, bravo,<br />
boncourage” nel cuore, passo<br />
senza problemi il cancello orario<br />
di mezzogiorno e arrivo in un lampo<br />
al se<strong>con</strong>do gran premio della<br />
montag<strong>na</strong>, il Col de Rochilles<br />
(2496 m, 35° km) <strong>con</strong> gli stupendi<br />
laghi che lascio alla mia destra.<br />
Sto correndo su quel che resta di<br />
un antico sentiero romano lastricato<br />
di pietra, dopo tanta terra<br />
morbida i piedi non gradis<strong>con</strong>o<br />
molto, ma ciò che è intorno a me<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 16
è così bello che mi sento di perdo<strong>na</strong>re<br />
all’istante Giulio Cesare<br />
& Co.<br />
E giù per un’altra magica discesa<br />
sulla valle del Nèvache: “roulante”,<br />
dice il road book, e non c’è<br />
bisogno di traduzione, si va che è<br />
un piacere, il sentiero sembra non<br />
aver mai fine, il sole e il cielo azzurro<br />
danno ai <strong>col</strong>ori e all’acqua<br />
riflessi ogni volta diversi, il brutto<br />
tempo e la pioggia, insieme ai<br />
cattivi pensieri, sembrano lontanissimi.<br />
Adesso si va verso il terzo cancello<br />
orario, quello del ristoro di Chalets<br />
de Laval (km 42, ore 15) e,<br />
seppure abbia un buon margine,<br />
non voglio correre rischi, <strong>con</strong>tinuo<br />
a correre.<br />
Laggiù in fondo, fi<strong>na</strong>lmente, il “ravito”;<br />
do un’occhiata all’orologio<br />
e, <strong>con</strong> soddisfazione, vedo che<br />
ho addirittura guadag<strong>na</strong>to qualcosa.<br />
Poi, subito dietro, <strong>con</strong>tro la<br />
montag<strong>na</strong>, scorgo un po’ di puntini<br />
<strong>col</strong>orati che vanno su a zig<br />
zag, salendo a vista d’occhio.<br />
Da quella salita inizia il terzo Gran<br />
Premio della Montag<strong>na</strong>, quello<br />
del temuto Col de Beraudes<br />
(2895 m), cima Coppi e novità<br />
dell’edizione del decen<strong>na</strong>le: per<br />
arrivar lassù sono 850 metri di dislivello<br />
in 2 chilometri e mezzo: un<br />
bicchiere di Coca, un pezzo di<br />
ba<strong>na</strong><strong>na</strong> e anch’io divento uno di<br />
quei puntini <strong>col</strong>orati che salgono<br />
verso il cielo.<br />
L’inizio del sentiero mi tranquillizza,<br />
va su bello secco, è vero, ma<br />
il fondo è buono, trovo il mio passo<br />
e procedo regolare, scambio<br />
saluti e incoraggiamenti <strong>con</strong> gli<br />
escursionisti che, beati loro, stanno<br />
scendendo, e il cielo <strong>con</strong>tinua<br />
ad essere blu.<br />
Al Lago de Beraudes (ma quanti<br />
ne abbiamo in<strong>con</strong>trati?) 43,5 km,<br />
2504 m, siamo sotto lo sguardo incuriosito<br />
di un branco di mufloni<br />
che <strong>con</strong> incredibile leggerezza<br />
corrono, loro sì, sulle rocce e i<br />
prati verdi; “senz’altro si chiedono<br />
come sia possibile fare così tanta<br />
fatica per salire in modo così goffo<br />
e così lentamente”, penso, e<br />
mi fermo un attimo ad osservare<br />
ciò che vedo:<br />
potrebbe essere la solita “cartoli<strong>na</strong><br />
dalla montag<strong>na</strong>”, così bella<br />
e così perfetta da diventar quasi<br />
noiosa, ma poi mi viene in mente<br />
che i mufloni non li avevo mai<br />
visti, così in alto non ero mai salito,<br />
e che, pic<strong>col</strong>o parti<strong>col</strong>are,<br />
quassù ci sono arrivato <strong>con</strong> le mie<br />
gambe, e il tutto prende un altro<br />
sapore.<br />
“Allez, allez!”, mi incoraggia un<br />
ragazzo <strong>con</strong> u<strong>na</strong> pacca sulla<br />
spalla: aveva scambiato il mio<br />
sguardo ammirato verso la cima<br />
innevata del <strong>col</strong>le per preoccupazione,<br />
rispondo al sorriso e<br />
mi metto in marcia; adesso si va<br />
su dritti dritti, il sole picchia ben<br />
bene, in qualche tratto ci si aiuta<br />
<strong>con</strong> le mani, quando si attraversa<br />
i tratti innevati bisog<strong>na</strong> star<br />
ben attenti a non scivolare, ma<br />
fi<strong>na</strong>lmente sono in cima. “E’ <strong>fatta</strong>”<br />
penso, pregustando già u<strong>na</strong><br />
bella discesa “roulante”.<br />
Il <strong>col</strong>po d’occhio sulle montagne<br />
dell’Oisans è impagabile, ma non<br />
c’è tempo per godere di tanta<br />
bellezza, si scende immediatamente<br />
a rotta di <strong>col</strong>lo su un sentiero<br />
ripido e difficile, <strong>con</strong>fortati<br />
dalla presenza dei volontari del<br />
soccorso alpino: si va più lenti<br />
che in salita, se possibile.<br />
Ma dura poco, ottocento metri e<br />
risaliamo lentamente su lunghi e<br />
stretti traversi pietrosi che paiono<br />
girare all’infinito su sé stessi sulla<br />
costa della montag<strong>na</strong> e non finire<br />
mai, permettendoci di godere di<br />
scorci di bellezza incomparabile;<br />
poi, quando meno te lo aspetti,<br />
il Col du Chardonnet (2638 m, 52<br />
km).<br />
La discesa verso il Refuge de<br />
Chardonnet, ultimo ristoro e cancello<br />
orario, mi permette di sciogliere<br />
le gambe e di recuperare<br />
un po’ del tempo perso sui tratti<br />
più tecnici; più che un ristoro pare<br />
un grande pic-nic: tanta gente è<br />
venuta fin quassù per vedere il<br />
passaggio dei loro cari, e tutti, a<br />
cominciare dai volontari, applaudono<br />
il nostro passaggio verso<br />
l’ultimo, fi<strong>na</strong>lmente, Gran Premio<br />
della Montag<strong>na</strong>: il Col du Roche<br />
Noire.<br />
Come nella salita al Col de Beraudes,<br />
anche qui il sentiero,<br />
dopo un primo tratto abbastanza<br />
regolare che porta subito sotto la<br />
cima, si fa presto impervio e molto<br />
ripido, attraversando u<strong>na</strong> pietraia<br />
scoscesa. E proprio sul più bello il<br />
cielo si fa grigio, qualche tuono e<br />
poi la grandine; in fretta indosso<br />
il k-way, sarà almeno la decima<br />
volta oggi, e riprendo la marcia<br />
tranquillo: la cima, l’ultima cima,<br />
è proprio sopra la mia testa, ormai<br />
non mi scappa più.<br />
Ed ec<strong>col</strong>o <strong>con</strong>quistato, il Roche<br />
Noire, (2697 m, 57 km), adesso si<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 17
scende, ma non mi faccio illusioni,<br />
as<strong>col</strong>to le raccomandazioni e<br />
i complimenti dei volontari ma so<br />
già che per la prima parte dovrò<br />
stringere i denti, e così è: scendo<br />
molto attentamente, il sentiero è<br />
infido, ci sono molte roccette <strong>na</strong>scoste<br />
tra terra ed erba.<br />
Nel frattempo la tempesta è<br />
passata ed è ricomparso il sole, i<br />
<strong>col</strong>ori sono quelli del tardo pomeriggio<br />
ormai; l’apparire dei primi<br />
alpeggi mi rincuora, traversiamo<br />
il vallone immersi nei prati in fiore,<br />
c’è euforia adesso, giusto il tempo<br />
di lasciarsi andare sugli ultimi<br />
tratti pianeggianti e già si vede,<br />
laggiù in basso, Monetier.<br />
E di nuovo si ride e ci si incoraggia<br />
a vicenda, ormai nel gruppetto<br />
sono “l’italòfranscese”,<br />
nomignolo affibbiatomi perché<br />
rispondo, o tento di rispondere,<br />
in lingua madre nonostante tutti<br />
si siano resi <strong>con</strong>to che di francese<br />
non capisco quasi un’acca,<br />
ma non ci posso far niente, è un<br />
riflesso in<strong>con</strong>dizio<strong>na</strong>to (ricordate<br />
il francese automatico?). Imbocco<br />
deciso l’ultima picchiata a zig<br />
zag e arrivo all’ultimo chilometro,<br />
questo sì pianeggiante, che va<br />
via in un attimo.<br />
Ecco i gonfiabili dove il giorno prima<br />
giocavano i bambini: chissà<br />
dove saranno adesso, penso; ultima<br />
curva, ed ec<strong>col</strong>i là, tutti e tre,<br />
insieme alla mamma e ai cani,<br />
proprio sotto il gonfiabile.<br />
Qui chiedo scusa, ma la felicità mi<br />
travolge: metto a rischio l’in<strong>col</strong>umità<br />
del pubblico lanciando i bastoncini<br />
<strong>con</strong>tro le transenne e le<br />
prendo per mano, Chiara e Daria<br />
(ho solo due mani), e insieme ci<br />
lanciamo a tutta sotto lo striscione;<br />
le povere ragazze addette<br />
alla <strong>con</strong>seg<strong>na</strong> delle medaglia e<br />
al ritiro chip mi devono rincorrere<br />
e placcare, ma alla fine ce la<br />
fanno, e ad entrambe faccio i<br />
miei più sentiti complimenti.<br />
Tirando le somme: 68 km, 3500<br />
D+, 13h e 20’ di gara, tanta fatica,<br />
pioggia, freddo e maltempo<br />
per buo<strong>na</strong> parte della gior<strong>na</strong>ta;<br />
tutto ciò potrebbe far pensare<br />
ad un calvario, ad u<strong>na</strong> sofferenza<br />
pesante, e invece avevano<br />
ragione loro, i ragazzi e i distinti<br />
signori coi baffi alla partenza: è<br />
stata davvero u<strong>na</strong> scampag<strong>na</strong>ta<br />
e, quel che più <strong>con</strong>ta, il sogno si<br />
è avverato.<br />
Magia del trail running… �<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 18
CRONACHE...<br />
ULTRA TRAIL del<br />
GRAN SASSO<br />
>>I pionieri
gi dove bagno il mio cappello a falde<br />
larghe (si rivelerà u<strong>na</strong> vera mano<br />
santa soprattutto nella se<strong>con</strong>da<br />
parte del percorso) e poi ci inoltriamo<br />
sui prati correndo fra le vacche<br />
che pas<strong>col</strong>ano placidamente nella<br />
zo<strong>na</strong>. Il percorso ci <strong>con</strong>duce ad un<br />
suggestivo passaggio in un pic<strong>col</strong>o<br />
canyon all’uscita del quale ci si para<br />
in<strong>na</strong>nzi il vero “mostro” dell’Ultratrail<br />
del Gran Sasso, ovvero il lunghissimo<br />
pendio del “paginone” che porta in<br />
vetta al Monte Camicia. La montag<strong>na</strong><br />
vista da qui è veramente maestosa,<br />
un’infinita rampa di erba e<br />
pietrisco che sale verso il cielo.<br />
Dopo il canyon ci avviciniamo al Camicia<br />
percorrendo il letto della For<strong>na</strong>ca,<br />
un grande fiume di pietrisco<br />
che si fa strada fra i pas<strong>col</strong>i erbosi<br />
dell’altipiano. La mancanza di tratti<br />
ombreggiati comincia a farsi sentire<br />
nonostante siano solo le nove del<br />
mattino. Arriviamo così all’inizio della<br />
salita “vera”, inforco i bastoncini che<br />
l’organizzazione ci ha portato fin qui<br />
e comincio a salire cercando di trovare<br />
un ritmo decente.<br />
Finché si trattava solo di correre mi<br />
sono difeso bene, ma ora che occorre<br />
un po’ di potenza per superare<br />
i circa 900 metri di dislivello di questa<br />
salito<strong>na</strong>, mi accorgo di essere alla<br />
frutta. Mi superano praticamente<br />
tutti, o almeno questa è la sensazione<br />
che ho io perché sul pendio<br />
dietro di me non vedo nessuno. Non<br />
ho fiato, sento le gambe dure, ho un<br />
fastidiosissimo reflusso allo stomaco e<br />
ogni volta che alzo lo sguardo verso<br />
la vetta del Camicia mi sembra<br />
di non essermi avvici<strong>na</strong>to affatto.<br />
Condivido questo autentico supplizio<br />
<strong>con</strong> Roberta, ma lei almeno ha<br />
u<strong>na</strong> buo<strong>na</strong> scusa per andare piano.<br />
Poche settimane prima ha <strong>con</strong>cluso<br />
il CroMagnon che le ha lasciato in<br />
eredità u<strong>na</strong> bella borsite. Sbuffando<br />
e arrancando, incitandoci a vicenda,<br />
arriviamo in cima fra qualche nuvoletta<br />
che comincia ad addensarsi<br />
sulla montag<strong>na</strong>.<br />
Io mi fermo un attimo per bere e riordi<strong>na</strong>re<br />
un po’ le idee, decido che<br />
comunque farò un giro solo del percorso.<br />
Roberta invece si lancia subito<br />
giù sul sentiero di discesa. Non<br />
la vedrò più. Il giorno dopo scoprirò<br />
che è riuscita a superare indenne il<br />
cancello delle 5 ore e 45 minuti del<br />
primo giro e che ha percorso (e <strong>con</strong>cluso)<br />
anche i restanti 25 chilometri.<br />
U<strong>na</strong> vera trailer!<br />
La discesa si rivela un po’ u<strong>na</strong> trap-<br />
pola, almeno per me. Occorre u<strong>na</strong><br />
buo<strong>na</strong> tecnica (che io non ho) per<br />
riuscire a correre senza rischi su questi<br />
sentieri ingombri di pietroni smossi.<br />
Per non rischiare di farmi male percorro<br />
lunghi tratti al passo evitando<br />
di correre, d’altronde per me a questo<br />
punto il tempo non è più un problema.<br />
Alla fine della discesa, poco prima di<br />
Fonte Vetica, <strong>con</strong>segno i bastoncini<br />
ai volontari e mi involo sugli infiniti<br />
spazi di Campo Imperatore. Questo<br />
tratto di corsa in discesa in mezzo a<br />
vallette di morbidi prati è davvero<br />
stupendo, è un peccato non riuscire<br />
a fare u<strong>na</strong> foto ma a questo punto<br />
sono davvero cotto e la lucidità è<br />
andata a farsi benedire.<br />
Attraverso la strada asfaltata che<br />
taglia l’altipiano e mi rifocillo un po’<br />
all’unico mini-ristoro che è stato approntato<br />
lungo il percorso. Poi il mio<br />
ricordo si fa un po’ <strong>con</strong>fuso: prati,<br />
carrarecce in piano e un’ultima breve<br />
ma ripida salita sotto un sole che<br />
picchia come un fabbro mi depositano<br />
all’inizio della discesa fi<strong>na</strong>le in<br />
paese dove arrivo distrutto, disidratato<br />
ma felice. Taglio il traguardo<br />
insieme a Mario Fattore, lui però ha<br />
25 km in più nelle gambe ed è il vincitore...<br />
�<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 20
CRONACHE...<br />
ECO, prima di tutto<br />
Testo di Alessio >kappadocio< Parauda<br />
Foto: Organizzazione Ventasso<br />
ERA IL 9 LUGLIO 2006 E L’ITALIA GIO-<br />
CAVA LA FINALE DEL CAMPIONATO<br />
MONDIALE. ERO APPENA TORNATO<br />
DA UN PICCOLO PAESE DELL’APPEN-<br />
NINO REGGIANO (BUSANA) ED ERO<br />
STANCO, SÌ, MA FELICE. FELICE PER-<br />
CHÉ DOPO UN MESE E MEZZO DALLA<br />
PRIMA VOLTA CHE AVEVO MESSO UN<br />
PAIO DI SCARPE DA RUNNING AI PIE-<br />
DI, AVEVO PERCORSO LA MIA PRIMA<br />
MARATONA... PARDON, ECOMARA-<br />
TONA.<br />
Ecomarato<strong>na</strong> del<br />
Ventasso 13 luglio 2008<br />
E’ il 13 Luglio 2008, e dopo due<br />
anni sono nuovamente a Busa<strong>na</strong>.<br />
Due anni di esperienza, qualche marato<strong>na</strong>,<br />
un po’ di corse in montag<strong>na</strong><br />
e tanti ricordi; ricordi di unione, festa<br />
paesa<strong>na</strong>, splendida organizzazione<br />
e tanta sofferenza sul percorso.<br />
Il sabato è stato semplicemente<br />
splendido, u<strong>na</strong> cornice bellissima<br />
<strong>con</strong> tantissimi volontari (stupendi volontari),<br />
che ti stanno vicini e ti coc<strong>col</strong>ano<br />
nel miglior modo possibile. In<br />
fondo l’Ecomarato<strong>na</strong> del Ventasso<br />
è, per le persone del luogo, la festa<br />
dell’anno. Ovunque trovi giovani e<br />
anziani che ti ac<strong>col</strong>gono <strong>con</strong> gio-<br />
ia. Come accadde due anni fa, il<br />
buon Vincenzo insieme a Rosy e a<br />
Daniele Me<strong>na</strong>rini, in veste di speaker<br />
veramente in gamba, informano e<br />
danno le necessarie avvertenze sul<br />
percorso del giorno dopo. E quando<br />
Vincenzo puntualizza più volte<br />
sul fatto che questa è u<strong>na</strong> ecomarato<strong>na</strong><br />
mi si apre il cuore. Qui vige<br />
la regola del “NON ABBANDONARE<br />
I RIFIUTI”, come più volte ricorda al<br />
microfono.<br />
Raccomandazioni sulle scarpe da<br />
usare e sulla diffi<strong>col</strong>tà del percorso,<br />
raccomandazioni verso i maratoneti,<br />
cercando di imprimere nelle loro<br />
menti il fatto che le loro tabelle, i loro<br />
lunghi, le loro medie al km QUI non<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 21
hanno<br />
motivo di<br />
esistere.<br />
Mi sento a casa,<br />
un mondo diverso<br />
dalla corsa su strada, un<br />
mondo dove non è il passo<br />
che fa la differenza ma la<br />
“sensazione”.<br />
E come dimenticare i numerosi “Spirito<br />
Trail” fi<strong>na</strong>lmente legati a tratti somatici<br />
piuttosto che a un solo nick<strong>na</strong>me.<br />
La parte se<strong>con</strong>do me più bella di<br />
questa manifestazione è l’atmosfera<br />
che si respira, che la rende unica. E<br />
<strong>con</strong> questa piacevolissima sensazione<br />
si arriva fi<strong>na</strong>lmente alle 8.30 della<br />
domenica matti<strong>na</strong>.<br />
Non parlerò della mia prestazione<br />
perchè non ne sono entusiasta: ho<br />
migliorato<br />
di<br />
22 minuti<br />
la precedente<br />
prestazione,<br />
ma u<strong>na</strong> <strong>col</strong>azione<br />
sbagliata, gli sbalzi<br />
termici nell’attacco al<br />
Ventasso, il successivo co<strong>na</strong>to<br />
di vomito nei pressi del<br />
lago per la <strong>con</strong>gestione rimediata<br />
e la diffi<strong>col</strong>tà di alimentarmi<br />
nei successivi ristori, mi hanno certamente<br />
limato.<br />
Parlerò invece di un percorso che<br />
spesso viene sottovalutato ma che<br />
fa pagare il <strong>con</strong>to tutto insieme.<br />
La partenza è tra gli applausi del<br />
pubblico che ti seguono per tutto il<br />
giro del paese, poi si comincia.<br />
Un sentiero <strong>con</strong> <strong>con</strong>tinui saliscendi ci<br />
accompag<strong>na</strong> tra Busa<strong>na</strong> e Cerva-<br />
rezza<br />
(circa 6<br />
km). Simpatica<br />
è l’iniziativa<br />
proposta<br />
dagli organizzatori<br />
che regalano ai primi<br />
3 che passano sotto<br />
il traguardo di Cervarezza<br />
ai rintocchi delle campane<br />
alle ore 9, u<strong>na</strong> cassa di bottiglie<br />
di vino.<br />
Da qui si affronta un tratto asfaltato<br />
fino a raggiungere il ristoro del Camping.<br />
Un trio di musicanti Irlandesi<br />
ci accoglie <strong>con</strong> lo splendido suono<br />
delle cor<strong>na</strong>muse (molto cari<strong>na</strong> la ragazza<br />
che suo<strong>na</strong>va). Breve ristoro e<br />
poi si affronta un tratto in leggera salita<br />
seguito da u<strong>na</strong> discesa costante<br />
fino a Busa<strong>na</strong> (siamo a 11 km).<br />
La discesa <strong>con</strong>tinua, poi attraverso<br />
boschi e ruscelli si ricomincia a salire,<br />
prima <strong>con</strong> fare molto lieve fino a Nismozza<br />
e poi rincarando la dose fino<br />
alla vetta del Ventasso. E’ quello che<br />
viene chiamato “il tirone” e rappresenta<br />
sicuramente il primo momento<br />
in cui gli stradaioli devono fare i <strong>con</strong>ti<br />
<strong>con</strong> le loro tabelle e i loro riferimenti.<br />
Dal Ventasso comincia u<strong>na</strong> discesa<br />
su sassaiola che porta ad uno splendido<br />
lago da cui comincia la se<strong>con</strong>da,<br />
tremenda anche se corta, salita<br />
che finisce di distruggere i sogni degli<br />
amanti del 3.30/4.00 al km. Il panorama<br />
in questo tratto dà il meglio<br />
di sé e accompag<strong>na</strong> i runners nella<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 22
discesa che porta al ristoro del 27°<br />
km. La stanchezza si fa sentire e i successivi<br />
4 km di asfalto possono essere<br />
di respiro per alcuni o di sofferenza<br />
per altri. Ma alla fine u<strong>na</strong> deviazione<br />
a sinistra ti riporta su terreno che<br />
scendendo giunge a Montemiscoso.<br />
U<strong>na</strong> breve sosta e poi cominciano gli<br />
ultimi, lunghissimi 12 km. Un saliscendi<br />
<strong>con</strong>tinuo che dopo 8 km e un po’<br />
di scalini ti riporta al ristoro del Camping<br />
in<strong>con</strong>trato al 6° km.<br />
Da qui gli ultimi 4 km sono già <strong>con</strong>osciuti<br />
perché ripercorrono un tracciato<br />
già fatto, ma affrontarlo <strong>con</strong><br />
6 o <strong>con</strong> 38 km sulle gambe, fa tutta<br />
un’altra impressione.<br />
Volendo tirare le somme, alla fine<br />
sono giunto al traguardo stremato<br />
(più per il malessere fisico che per la<br />
fatica); ho coinvolto la mia ragazza,<br />
suo padre e un amico che hanno<br />
amato immediatamente questo genere<br />
di gare ringraziandomi per aver<br />
fatto loro <strong>con</strong>oscere questo modo di<br />
vivere la corsa. E infine ho <strong>con</strong>osciuto<br />
nuovi amici e in<strong>con</strong>trato vecchie<br />
<strong>con</strong>oscenze.<br />
Sono stati sì 42.195 m (circa 7.500 m<br />
di asfalto), <strong>con</strong> un dislivello di +2.062<br />
m/-2.062 m, ma la cosa importante<br />
è che sono ancora oggi entusiasta,<br />
distrutto ma felice di aver corso il<br />
Ventasso. �<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 23
CONCORSO FOTOGRAFICO...<br />
“SCATTI…<br />
DI CORSA!”<br />
“SPIRITO TRAIL” BANDISCE IL<br />
1° CONCORSO FOTOGRA-<br />
FICO “SCATTI… DI CORSA!”<br />
SUL TEMA: “LA CORSA IN NA-<br />
TURA” OVVERO IMMAGINI<br />
ED EMOZIONI DEL TRAIL RUN-<br />
NING.<br />
Regolamento<br />
1. La partecipazione è gratuita e aperta<br />
a tutti, senza distinzione di età o <strong>na</strong>zio<strong>na</strong>lità.<br />
2. Il <strong>con</strong>corso prevede u<strong>na</strong> sola categoria<br />
ma è lasciata la massima libertà sia<br />
nell’interpretazione del soggetto sia nella<br />
tecnica.<br />
3. Ogni autore/autrice può presentare<br />
un massimo di 3 fotografie in b/n e/o <strong>col</strong>ore.<br />
Sono ammesse elaborazioni digitali.<br />
4. Le opere dovranno avere le seguenti<br />
caratteristiche:<br />
. essere esclusivamente in formato digitale<br />
JPG<br />
. essere spedite via e-mail a redazione@<br />
spiritotrail.it<br />
. essere nomi<strong>na</strong>te <strong>con</strong> cognome e nome<br />
dell’autore e numero progressivo in minus<strong>col</strong>o<br />
separate da under_score (esempio:<br />
rossi_marco_01.jpg rossi_marco_02.<br />
jpg )<br />
5. Le foto potranno essere accompag<strong>na</strong>te<br />
da u<strong>na</strong> didascalia, u<strong>na</strong> storia, u<strong>na</strong><br />
poesia per rac<strong>con</strong>tare l’evento legato al<br />
soggetto fotografato.<br />
6. Le foto possono essere state scattate<br />
in ogni parte del mondo.<br />
7. Le foto pervenute sono a disposizione<br />
della redazione e possono essere utilizzate<br />
senza vin<strong>col</strong>o alcuno.<br />
8. Gli autori, inviando le foto, dispensano<br />
la redazione da qualsiasi onere presente<br />
e futuro, garantendo che le stesse opere<br />
non sono gravate da qualsivoglia diritto.<br />
9. Le opere dovranno essere di proprietà<br />
dell’autore, non sono ammesse foto non<br />
scattate dell’autore<br />
10. Il giudizio della Giuria è insindacabile<br />
ed i<strong>na</strong>ppellabile.<br />
11. Ogni autore è responsabile del <strong>con</strong>tenuto<br />
delle immagini pervenute e ne<br />
autorizza l’esposizione in internet sul sito<br />
www.spiritotrail.it<br />
12. La premiazione verrà effettuata in<br />
data e luogo da definirsi al termine del<br />
<strong>con</strong>corso.<br />
13. L’invio stesso delle foto verrà <strong>con</strong>siderato<br />
come accettazione del presente<br />
Regolamento.<br />
COMMISSIONE<br />
La commissione esami<strong>na</strong>trice, presieduta<br />
dalla fotografa Belinda Sorice, è<br />
composta dalla redazione della webzine<br />
Spiritotrail. La commissione deciderà<br />
insindacabilmente le opere da premiare<br />
basandosi sui criteri seguenti:<br />
1) QUALITA’ E TECNICA FOTOGRAFICA<br />
2) CREATIVITA’<br />
3) PUNTO DI RIPRESA<br />
L’elenco dei primi classificati verrà pubblicato<br />
online sul sito www.spiritotrail.it. Il<br />
vincitore sarà <strong>con</strong>tattato direttamente<br />
dalla redazione.<br />
PREMI<br />
Tra le foto pervenute entro il giorno 20<br />
di ciascun mese, la commissione esami<strong>na</strong>trice<br />
sceglierà la “Foto del mese”<br />
che verrà pubblicata sulla webzine<br />
“Spiritotrail” del mese successivo. Tra le<br />
6 foto prescelte come “foto del mese”<br />
nel periodo luglio 2008 – dicembre 2008<br />
verrà scelto un vincitore assoluto, la cui<br />
foto verrà premiata <strong>con</strong> il titolo di “Foto<br />
dell’anno”. La foto dell’anno, oltre ad essere<br />
pubblicata sul numero di dicembre<br />
della webzine, rimarrà esposta per almeno<br />
un anno al seguente indirizzo:<br />
www.spiritotrail.it<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 24
Dario Tartari fotografato da Claudio Guareschi<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 25
VOX FORUM...<br />
IO NON GETTO<br />
I MIEI RIFIUTI<br />
Testo di Matteo >emme< Grassi<br />
PARTE CON QUESTO<br />
NUMERO UNA NUOVA<br />
RUBRICA CHIAMATA “VOX<br />
FORUM”, OVVERO “LA VOCE<br />
DEL FORUM”. ABBIAMO<br />
SEMPRE DETTO CHE LA<br />
WEBZINE SPIRITO TRAIL È UNA<br />
CREATURA CHE NASCE DALLA<br />
PASSIONE DEI TRAIL RUNNERS,<br />
E IL CUORE DI QUESTA<br />
CREATURA PULSA PROPRIO<br />
ALL’INTERNO DEL FORUM DI<br />
WWW.SPIRITOTRAIL.IT.<br />
DA QUI, OGNI MESE,<br />
SELEZIONEREMO UN<br />
ARGOMENTO IMPORTANTE,<br />
CHE HA STIMOLATO LA<br />
DISCUSSIONE TRA GLI UTENTI.<br />
PARTIAMO ALLORA DA UN<br />
TEMA CHE CI STA MOLTO<br />
A CUORE: IL RISPETTO PER<br />
L’AMBIENTE E PER LA NATURA.<br />
COSA FARE PER COMBATTERE<br />
IL BRUTTO VIZIO DI GETTARE<br />
RIFIUTI PER TERRA DURANTE LE<br />
GARE TRAIL?<br />
Sono vent’anni che corro<br />
per sentieri e nei boschi,<br />
nelle valli e fin su, sulle cime.<br />
Ho iniziato, come molti, alle non<br />
competitive vicino a casa, sui<br />
miei amati <strong>col</strong>li. In<strong>na</strong>morato da<br />
subito della corsa, non ho mai<br />
digerito però quello spetta<strong>col</strong>o che<br />
regolarmente, ogni domenica, da<br />
allora <strong>con</strong>tinuo a vedere intorno<br />
ai ristori: u<strong>na</strong> tempesta di bicchieri<br />
di plastica abbando<strong>na</strong>ti e, peggio<br />
ancora, anche lungo il percorso,<br />
infilati sui rami, schiacciati per<br />
terra, rovesciati a lato strada.<br />
Un anno fa, curiosando nel web, sono<br />
incappato in un sito in cui si parlava<br />
di u<strong>na</strong> corsa “eco”, senza ristori per<br />
non sporcare e per evitare sprechi,<br />
senza quelle orrende fettucce<br />
di plastica che troppo spesso<br />
rimangono abbando<strong>na</strong>te a s<strong>col</strong>orire<br />
per i successivi 364 giorni dell’anno.<br />
Così quest’anno, cioè lo scorso<br />
22 giugno, mi sono presentato<br />
anch’io a quella corsa, la Lavaredo<br />
Ultratrail. La sera prima della<br />
gara l’organizzatore, Simone,<br />
che nel frattempo è diventato un<br />
amico, ha raccomandato a tutti:<br />
non abbando<strong>na</strong>te nulla lungo il<br />
percorso perché si corre in <strong>na</strong>tura,<br />
MIEI RIFIUTI IO NON GETTO I MIEI RIFIUTI IO NON GETTO I MIEI<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 26
in ambienti protetti e delicati.<br />
Miiiiiii, ho pensato io. Che scrupoli,<br />
non ce n’è mica bisogno. Qua<br />
siamo tutti appassio<strong>na</strong>ti di<br />
montag<strong>na</strong>, tutta gente in gamba!<br />
Macché appassio<strong>na</strong>ti e<br />
appassio<strong>na</strong>ti...!<br />
Peggio che alle non competitive.<br />
Carte di gel e di barrette,<br />
buste di sali… E così ho iniziato<br />
a raccogliere quello che i<br />
maleducati che mi precedevano<br />
avevano abbando<strong>na</strong>to. All’arrivo<br />
poi vedo che anche Stefano,<br />
Francesco e altri avevano fatto<br />
altrettanto. Da non crederci, se<br />
non l’avessi visto <strong>con</strong> i miei occhi.<br />
Da lì allora è partita u<strong>na</strong> discussione<br />
accesa nel Forum di spiritotrail.it (qui<br />
di seguito ne pubblichiamo alcuni<br />
estratti) e ho capito due cose.<br />
Primo che il fenomeno è diffuso<br />
tanto alle Skyrace quanto alle altre<br />
gare trail, se<strong>con</strong>do che a fronte di<br />
qualche maleducato ci sono tanti<br />
appassio<strong>na</strong>ti veri che sono pronti<br />
a darsi da fare perché qualcosa<br />
cambi.<br />
Così è <strong>na</strong>ta “IO NON GETTO I<br />
MIEI RIFIUTI”, u<strong>na</strong> campag<strong>na</strong> di<br />
sensibilizzazione ed educazione<br />
ambientale, promossa dalla<br />
redazione di Spiritotrail, il cui<br />
scopo sarà quello informativo ed<br />
educativo, e si attuerà <strong>con</strong> azioni<br />
<strong>con</strong>crete come la realizzazione di<br />
uno speciale sacchetto porta-rifiuti<br />
da appendere agli spallacci dello<br />
zaino (<strong>con</strong> il logo della campag<strong>na</strong>)<br />
e l’asseg<strong>na</strong>zione di un “bollino” di<br />
qualità alle gare che, aderendo<br />
all’iniziativa, si impegneranno<br />
a promuovere l’educazione<br />
ambientale e il rispetto per la<br />
<strong>na</strong>tura, ma anche a ripulire i sentieri<br />
al termine delle manifestazioni.<br />
Abbiamo <strong>con</strong>tattato un po’ di<br />
amici, atleti, gior<strong>na</strong>listi, esperti e<br />
organizzatori di corse, i quali hanno<br />
risposto <strong>con</strong> entusiasmo e hanno da<br />
subito aderito all’iniziativa.<br />
• Emanuela Brizio (atleta)<br />
• Simone Brogioni (Lavaredo Ultra<br />
Trail, Spiritotrail)<br />
• Monica Carlin (atleta)<br />
• Monica Casiraghi (atleta)<br />
• Corinne Favre (atleta)<br />
• Checco Galanzino (atleta, gli<br />
Orsi)<br />
• Topher Gaylord (atleta,<br />
presidente <strong>The</strong> <strong>North</strong> <strong>Face</strong>)<br />
• Kim Gaylord (atleta)<br />
• Marino Giacometti (presidente<br />
Federation for Sport at Altitude)<br />
• Karine Herry (atleta)<br />
• Fulvio Massa (atleta, Correre, gli<br />
Orsi)<br />
• Pietro Martinengo (Cro-Magnon<br />
e Neander Trail)<br />
• Daniele Me<strong>na</strong>rini (Direttore di<br />
Correre)<br />
• Aurelio Michelangeli (presidente<br />
Trail Running Italia)<br />
• Stefano Michelet (presidente<br />
Ecomaratone d’Italia,<br />
Ecomarato<strong>na</strong> dei Cimbri,<br />
Spiritotrail)<br />
• Marco Olmo (atleta)<br />
• Maurizio Scilla (atleta, Trail del<br />
Bangher, Trail del Monte Casto,<br />
Spiritotrail)<br />
• Dawa Sherpa (atleta)<br />
• Leo<strong>na</strong>rdo Soresi (Correre,<br />
Spiritotrail)<br />
• Pietro Trabucchi (atleta,<br />
psi<strong>col</strong>ogo <strong>na</strong>zio<strong>na</strong>le triathlon e<br />
sci di fondo, gli Orsi)<br />
• Lorenzo Trincheri (atleta)<br />
• Enrico Vedilei (atleta, resp.<br />
TRAIL RUNNING I.U.T.A.)<br />
DALLA VOCE DEL FORUM...<br />
di simone brogioni il lunedì 30<br />
giugno 2008, 11:18<br />
Cosa possiamo fare, tutti insieme,<br />
per far capire alla gente che NON<br />
ESISTE che si gettino carte, involucri,<br />
addirittura bottigliette di plastica, non<br />
solo in montag<strong>na</strong> o nei luoghi protetti,<br />
ma in qualsiasi parte di mondo?<br />
di DARTAGNAN il lunedì 30 giugno<br />
2008, 11:53<br />
Bisog<strong>na</strong> educare dalla <strong>na</strong>scita! Il<br />
partecipare a competizioni, gare,<br />
escursioni competitive, trail e ultratrail<br />
in montag<strong>na</strong> non significa essere<br />
amanti della <strong>na</strong>tura e rispettarla.<br />
Non servono regole o postille<br />
varie, pe<strong>na</strong>lizzazioni o squalifiche.<br />
Purtroppo dove c’è ignoranza c’è<br />
maleducazione e non c’è né il rispetto<br />
per il prossimo e ancor meno per<br />
l’ambiente.<br />
di RobPNGP il lunedì 30 giugno 2008,<br />
13:48<br />
Mi chiedo come fai a partecipare<br />
ad u<strong>na</strong> gara in <strong>na</strong>tura e non avere<br />
rispetto per essa?!<br />
Penso che questi “maleducati”<br />
gli avvisi, i regolamenti e le<br />
raccomandazioni neanche le<br />
as<strong>col</strong>tano e se le as<strong>col</strong>tano gli<br />
entrano da u<strong>na</strong> parte e gli es<strong>con</strong>o<br />
dall’altra sicuri già di trasgredire.<br />
Ci andrebbero sanzioni severe,<br />
severa applicazione delle sanzioni<br />
e punizioni esemplari. Il difficile<br />
purtroppo è riuscire ad eseguire<br />
un <strong>con</strong>trollo efficace, perché se si<br />
riuscisse a beccarne uno sul fatto si<br />
dovrebbe pubblicizzare al massimo<br />
la punizione, tipo squalifica per tre<br />
mesi da tutte le gare e se recidivo<br />
sospensione per un anno della<br />
tessera.<br />
di cesta il lunedì 30 giugno 2008,<br />
14:15<br />
Forse dei cartelli stile seg<strong>na</strong>le stradale<br />
dissemi<strong>na</strong>ti lungo il tracciato possono<br />
servire a rinfrescare la coscienza<br />
civico-moral-<strong>na</strong>turalistica di chi da<br />
questo punto di vista è lacunoso, o<br />
nella peggiore delle ipotesi svolgere<br />
un servizio scopa del giorno dopo.<br />
MIEI RIFIUTI IO NON GETTO I MIEI RIFIUTI IO NON GETTO I MIEI<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 27
Uno o più team di “disinfestazione”<br />
ognuno <strong>con</strong> un ben preciso settore<br />
del tracciato di gara da rastrellare.<br />
1. di kappadocio il lunedì 30<br />
giugno 2008, 15:03<br />
CONTROLLO: vigili di percorso che<br />
potrebbero essere anche gli stessi<br />
runners, ri<strong>con</strong>seg<strong>na</strong> sacchetto portarifiuti,<br />
foto sul percorso.<br />
PREVENZIONE: far firmare un modulo<br />
apposito al momento del ritiro del<br />
pettorale che ha lo scopo di ribadire<br />
la volontà dell’organizzazione di fare<br />
<strong>con</strong>trollo ambientale, cartelli lungo<br />
la strada, comunicazione alle singole<br />
associazioni di tesseramento (FIDAL<br />
UISP FSA etc.) dove sia indicato<br />
chiaramente a che cosa andranno<br />
in<strong>con</strong>tro i tesserati squalificati.<br />
SANZIONI: squalifica su percorso<br />
e divieto di partecipazione per<br />
almeno 1 anno, nella classifica<br />
andrà prevista u<strong>na</strong> apposita lista<br />
dei partecipanti squalificati da<br />
cui si veda bene anche l’ente di<br />
tesseramento, comunicazione da<br />
parte degli organizzatori ai singoli enti<br />
di tesseramento e ai gruppi podistici<br />
in questione della decisione presa.<br />
2. di Checo il mer<strong>col</strong>edì 2<br />
luglio 2008, 0:28<br />
Quando quelli che buttano<br />
l’immondizia saranno cir<strong>con</strong>dati da<br />
gente che raccoglie, e lo vedranno,<br />
la prima volta si sentiranno grandi,<br />
la se<strong>con</strong>da un po’ meno, la terza<br />
dei vermi. Oltre magari a rischiare la<br />
squalifica e la messa alla pubblica<br />
berli<strong>na</strong>. Ma alla berli<strong>na</strong> lo saranno già<br />
di fatto, per la dimostrazione evidente<br />
di comportamento positivo da parte<br />
di tutti gli altri.<br />
di andreachiocciola il mer<strong>col</strong>edì 2<br />
luglio 2008, 15:55<br />
- inserimento nel regolamento<br />
dell’arti<strong>col</strong>o riguardante la squalifica<br />
in caso di flagranza di reato<br />
- <strong>con</strong>seg<strong>na</strong>, insieme al pettorale,<br />
del retino porta-rifiuti da fissare<br />
allo zainetto, in modo da calcare<br />
ulteriormente il <strong>con</strong>cetto e di non<br />
dare appigli di sorta (non lo sapevo,<br />
non c’erano pattumiere, etc...)<br />
di marcobummi il venerdì 4 luglio<br />
2008, 8:22<br />
Smettiamo di stupirci che c’è chi<br />
sporca ed inqui<strong>na</strong> anche fra i trailer, il<br />
fatto di essere persone che corrono in<br />
mezzo alla <strong>na</strong>tura non significa che lo<br />
facciano per amore verso di essa. Ho<br />
notato che molto spesso chi pratica<br />
questa attività non lo fa per il piacere<br />
di essere immerso in un bell’ambiente,<br />
magari a parole di<strong>con</strong>o pure che<br />
sono felici di lasciar andare le gambe<br />
su un sentiero, di poter correre rilassati<br />
in un bosco o su un prato, ma in realtà<br />
l’unica vera motivazione di molti che<br />
praticano trail è il fatto che si tratta<br />
di un’attività molto dura <strong>con</strong> salite,<br />
dislivelli notevoli, terreno difficile, ecc.<br />
di emme il venerdì 4 luglio 2008,<br />
12:25<br />
Potremmo iniziare <strong>con</strong>:<br />
1 - un po’ di informazione (ciascuno<br />
<strong>con</strong> i propri mezzi, noi <strong>con</strong> Spirito Trail,<br />
altri <strong>con</strong> i propri siti, blog etc.)<br />
2 - potremmo poi portare in giro<br />
questa campag<strong>na</strong>, magari facendoci<br />
un logo da stampare su u<strong>na</strong> maglia o<br />
da attaccare allo zaino (un po’ come<br />
la campag<strong>na</strong> di sensibilizzazione<br />
all’Aids, ve lo ricordate il fiocchetto<br />
rosso? o la bandiera della pace<br />
all’epoca della guerra in Afghanistan)<br />
3 - coinvolgere gli organizzatori delle<br />
corse chiedendo loro di adottare<br />
un provvedimento specifico nei<br />
relativi regolamenti, sensibilizzare i<br />
partecipanti e squalificarli in caso di<br />
mancato rispetto della norma.<br />
di pollo il venerdì 4 luglio 2008, 15:19<br />
La cosa più importante e più<br />
immediata da fare TUTTI noi è:<br />
quando vedi quello davanti buttare<br />
qualcosa, la tiri su, insegui il tale<br />
e, apostrofandolo a GRAN VOCE<br />
affinché tutti gli astanti sentano bene,<br />
gli dici semplicemente “questo te<br />
lo metti in tasca e te lo porti a casa,<br />
zozzone”<br />
3. di fluido il venerdì 4 luglio<br />
2008, 16:54<br />
E’ vero che forse la repressione<br />
non serve, è vero che un ritardo di<br />
classifica lo si può giustificare ai<br />
<strong>con</strong>oscenti, però se aggiungo alla<br />
classifica ufficiale “pe<strong>na</strong>lizzato di tot.<br />
minuti per (xxxxx)”, avrai fatto un<br />
buon tempo ufficioso ma u<strong>na</strong> figura<br />
di m....<br />
4. di fantasma il venerdì 4<br />
luglio 2008, 18:00<br />
Se uno vuole fregarti ti frega<br />
sempre, mentre se lo educhi hai<br />
più probabilità di riuscire, <strong>con</strong> più<br />
persone.<br />
di Distinto il mer<strong>col</strong>edì 23 luglio<br />
2008, 13:58<br />
Ok educare i <strong>con</strong>correnti, ma<br />
l’organizzazione dovrebbe iniziare<br />
nel sensibilizzare anche i volontari ai<br />
ristori. Quante volte mi sono sentito<br />
dire dai volontari: “butta pure per<br />
terra che poi raccogliamo noi” . TUTTA<br />
l’organizzazione deve farsi carico<br />
del problema, e chi sta ai ristori<br />
dovrebbe:<br />
- vigilare che non si butti nulla per<br />
terra<br />
- approntare cestini capienti<br />
- provvedere a svuotarli<br />
- rendere il gesto il più efficiente<br />
possibile (non sacchi ripiegati e solo a<br />
2 metri dal banchetto). Non risolverà<br />
certo il problema delle carte dei gel<br />
che uno si porta da casa, ma almeno<br />
renderà chiaro che l’organizzazione<br />
non predica bene per razzolare male.<br />
di robbi r. il mer<strong>col</strong>edì 23 luglio<br />
2008, 15:13<br />
Non sono d’accordo sul raccogliere<br />
la spazzatura degli altri, fino a quando<br />
qualcuno la raccoglie, ci sarà sempre<br />
chi la butta. Che siano applicati alla<br />
lettera i regolamenti, <strong>con</strong>trolli più<br />
severi e appunto, quando è il caso,<br />
squalifica.<br />
5. La discussione prosegue sul<br />
forum di www.spiritotrail.it...<br />
MIEI RIFIUTI IO NON GETTO I MIEI RIFIUTI IO NON GETTO I MIEI<br />
u<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 28
E=mp 3<br />
...NUOVA ENERGIA?<br />
TUTTO QUELLO CHE AVRESTE VOLUTO SAPERE SULL’MP3,<br />
MA NON AVETE MAI OSATO CHIEDERE...<br />
Testo di Francesco >checo< Zanchetta<br />
ATTUALITA’...<br />
A NESSUNO, PENSO, SARÀ<br />
SFUGGITO CHE SEMPRE PIÙ<br />
PODISTI USANO LE CUFFIETTE<br />
CON I RIPRODUTTORI MP3 O<br />
SIMILI, ANCHE SE CORRONO<br />
IN AMBIENTE NATURALE.<br />
PER QUELLI COME ME,<br />
ABITUATI AD ASCOLTARE<br />
IL PROPRIO CORPO E I<br />
SUONI DELLA NATURA, È<br />
UN QUALCOSA DI ALIENO;<br />
NON RIUSCIAMO A CAPIRE<br />
PERCHÉ IN COSÌ TANTI AMINO<br />
ASCOLTARE LA MUSICA<br />
MENTRE CORRONO.<br />
Potremmo ad un giudizio<br />
superficiale <strong>con</strong>siderarli<br />
tutti un po’ suo<strong>na</strong>ti (!),<br />
ma anche in questo caso<br />
occorre non fermarsi alle<br />
apparenze. Evitiamo di<br />
mandarli sommariamente<br />
al rogo, come già<br />
accadde se<strong>col</strong>i fa per<br />
chi magari sentiva delle<br />
voci pur non avendo<br />
gli auri<strong>col</strong>ari (streghe,<br />
stregoni o precursori?).<br />
Ecco che quindi la cosa migliore è<br />
parlarci assieme, per capire che<br />
forse non sono moderni eretici,<br />
pur <strong>con</strong> il loro aspetto bionico<br />
e le protesi elettroacustiche.<br />
Ho “rotto le scatole” ad alcuni podisti,<br />
in<strong>con</strong>trati alle corse domenicali<br />
o in alle<strong>na</strong>mento la sera dopo il<br />
lavoro, e a tutti ho fatto la fatidica<br />
domanda: “Vedo che as<strong>col</strong>ti la<br />
musica mentre corri: PERCHE’?”.<br />
Diego, prima di u<strong>na</strong> partenza:<br />
D: “La musica mi dà u<strong>na</strong> mano<br />
quando arrivano le crisi, quando<br />
è difficile andare avanti.”<br />
C: “Ti aiuta a mantenere<br />
lo stesso l’andatura?”<br />
D: “Non tengo gli auri<strong>col</strong>ari per il ritmo,<br />
mi aiutano quando sono affaticato<br />
e sotto sforzo, as<strong>col</strong>to la musica e<br />
così non penso al mio respiro e alla<br />
fatica.”<br />
Con Lorenza ho fatto u<strong>na</strong> lunga e<br />
piacevole chiacchierata correndo,<br />
ma siccome non riesco ancora a<br />
prendere appunti in corsa (dura<br />
la vita del reporter...), ho fatto un<br />
po’ di <strong>con</strong>fusione nella mia testa<br />
semivuota, e quindi in seguito le ho<br />
chiesto via mail di provare a spiegare:<br />
L: “Stamatti<strong>na</strong> alle 5 sono andata a<br />
correre e mi sono chiesta, pensando<br />
alla tua mail che avevo letto ieri,<br />
perché corro <strong>con</strong> l’mp3; ebbene, alle<br />
5 del mattino sei sola per la strada,<br />
al massimo in<strong>con</strong>tri poche persone<br />
che, ancora asson<strong>na</strong>te, se ne vanno<br />
al lavoro e appe<strong>na</strong> ti scorgono ti<br />
guardano come se tu fossi pazza...<br />
La musica mi tiene compagnia,<br />
è in sottofondo, come ti ho detto<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 29
metto solo un auri<strong>col</strong>are, l’altro non<br />
lo metto per sicurezza, devo sempre<br />
sentire se arriva u<strong>na</strong> macchi<strong>na</strong> ed<br />
essere pronta ad evitarla se questa<br />
non mi ha visto. Non ce<br />
ne sono molte alle 5 del<br />
mattino, ma la prudenza<br />
non è mai troppa!<br />
Comunque stamatti<strong>na</strong>,<br />
<strong>con</strong> il mio Jovanotti<br />
che mi parlava, ho<br />
sentito anche il canto<br />
degli uccellini, ho visto<br />
l’alba e ho visto la città<br />
svegliarsi poco a poco.<br />
La musica mi tiene<br />
compagnia. Tutto qui.<br />
Ma non bisog<strong>na</strong> mai<br />
tenerla a tutto volume,<br />
r i n c o g l i o n i r e b b e<br />
e basta, e scusa il<br />
termine. Tu mi dicevi<br />
che quando corri in<br />
mezzo alla <strong>na</strong>tura è<br />
quella che as<strong>col</strong>ti... ed<br />
è vero, ma si riesce ad<br />
as<strong>col</strong>tarla lo stesso ed<br />
è meraviglioso anche<br />
solo poterla vedere.”<br />
An<strong>na</strong> è la perso<strong>na</strong><br />
che penso di avere<br />
disturbato di più,<br />
ma l’ho capito<br />
dopo, as<strong>col</strong>tando le sue risposte:<br />
A: “Uso l’mp3 perché mi isola.”<br />
C: “Da che cosa?”<br />
A: “Da quello che sto facendo.”<br />
C: “Non ti piace correre? Ti<br />
imponi di correre e la musica<br />
ti distrae dalla fatica?”<br />
A: “No, mi piace correre, ma la<br />
musica mi fa staccare da tutto.”<br />
C: “Tutto che cosa?”<br />
A: “Da tutto; da me<br />
stessa, dai miei pensieri...”<br />
C: “Perché correre ti fa<br />
venire pensieri negativi?”<br />
A: “No, ma quando corro<br />
non voglio pensare, voglio<br />
rilassare anche la mente.”<br />
C: “E quindi ti piace la musica,<br />
e la musica ti toglie dalla<br />
mente qualsiasi pensiero.”<br />
A: “Si, più o meno.”<br />
In seguito l’ho incrociata<br />
nuovamente e non avevo neanche<br />
il coraggio di risalutarla. Non<br />
volevo rompere di nuovo il suo<br />
magico isolamento. Potremmo<br />
definirla podista di clausura?<br />
Con Luigi il discorso si<br />
fa quasi professio<strong>na</strong>le...<br />
L: “Perché mi tiene compagnia,<br />
mi aiuta a sopportare i<br />
momenti di diffi<strong>col</strong>tà.”<br />
“ebbene, alle<br />
5 del mattino<br />
sei sola per<br />
la strada,<br />
al massimo<br />
in<strong>con</strong>tri poche<br />
persone<br />
che, ancora<br />
asson<strong>na</strong>te,<br />
se ne vanno<br />
al lavoro e<br />
appe<strong>na</strong> ti<br />
scorgono ti<br />
guardano<br />
come se tu fossi<br />
pazza...<br />
C: “Per te la corsa non è<br />
un’esperienza piacevole?”<br />
L: “No, anzi, mi piace!”<br />
C: “Quanto corri di solito?”<br />
L: “Ho iniziato a correre<br />
cinque anni fa, e non<br />
usavo l’mp3, arrivavo a<br />
fare fino a venti km...”<br />
C: “Quindi corri<br />
abbastanza a lungo...”<br />
L: “Un anno fa però ho<br />
dovuto interrompere<br />
per motivi fisici.<br />
Quando ho ripreso<br />
ho fatto molta fatica<br />
e per aiutarmi a<br />
sopportare il disagio<br />
ho iniziato ad as<strong>col</strong>tare<br />
musica correndo.”<br />
C: “Però adesso<br />
<strong>con</strong>tinui ad as<strong>col</strong>tare la<br />
musica, mentre corri...”<br />
L: “Sì perché mi<br />
tiene compagnia.”<br />
C: “Allora tu sei<br />
u<strong>na</strong> perso<strong>na</strong> che<br />
ama correre in<br />
compagnia...”<br />
L: “Sì, se sono in<br />
compagnia non<br />
as<strong>col</strong>to la musica.<br />
Aspetta però, se vuoi<br />
ti parlo anche degli<br />
aspetti negativi!”<br />
C: “Oh, sì!”<br />
L: “La musica non ti permette di<br />
as<strong>col</strong>tare il traffico e quello che<br />
c’è intorno, poi si fa fatica a tenere<br />
u<strong>na</strong> velocità regolare perché certi<br />
pezzi più ritmati e veloci ti fanno<br />
aumentare troppo l’andatura.”<br />
C: “E quindi vai in<br />
debito d’ossigeno...”<br />
L: “Sì, ti spezza il fiato (nel<br />
senso che ti spezza...),<br />
mentre quando il ritmo<br />
è più lento ti fa diminuire<br />
l’andatura anche se<br />
non vuoi. L’mp3 non<br />
va bene se si vuole fare<br />
u<strong>na</strong> preparazione seria.”<br />
Paola e Nadia<br />
le ho in<strong>con</strong>trate<br />
mentre si preparavano a<br />
partire, intorno alle 20.30:<br />
N: “Noi non abbiamo velleità<br />
agonistiche, non abbiamo un<br />
fisico atletico come il tuo (eh eh,<br />
buongustaia...), corriamo per sentirci<br />
bene e la musica ci tiene compagnia.”<br />
P: “Perché la musica dà la carica, aiuta<br />
a mantenere il ritmo, rende la corsa<br />
più varia e stimolante. A se<strong>con</strong>da del<br />
ritmo della musica si varia l’andatura<br />
e la corsa diventa più piacevole.”<br />
C: “Quindi non vi piace<br />
“sono, tutto<br />
s o m m a t o ,<br />
p e r s o n e<br />
normali pur<br />
nella loro<br />
stravaganza”<br />
correre da sole?”<br />
N: “Noi in genere corriamo assieme<br />
appaiate e teniamo un auri<strong>col</strong>are<br />
sul lato esterno per sentire la<br />
musica, sul lato interno senza per<br />
chiacchierare. Mentre corriamo<br />
as<strong>col</strong>tiamo musica da u<strong>na</strong> parte<br />
e chiacchieriamo dall’altra.”<br />
P: “Lavoriamo tutto il giorno e<br />
possiamo correre solo la sera a<br />
quest’ora, la musica ci aiuta a rilassarci<br />
e farci venire pensieri positivi, perché<br />
la musica è bella e ci dà positività.”<br />
C: “U<strong>na</strong> cosa che ho notato<br />
è che ci sono molte più<br />
donne rispetto agli uomini che<br />
as<strong>col</strong>tano la musica correndo.”<br />
N: “Non è vero, anzi, è piuttosto il<br />
<strong>con</strong>trario! Qui intorno è pieno di bei<br />
ragazzi che corrono <strong>con</strong> le cuffiette, ne<br />
è passato uno anche un attimo fa...”<br />
C: “Ah, sì, dev’essere stato Luigi,<br />
ho beccato anche lui prima...”<br />
Anche Marian<strong>na</strong> e Daniela<br />
corrono insieme, praticamente<br />
tutti i giorni, e <strong>con</strong>fermano:<br />
M: “Mi isola da tutto, corro tutti i<br />
giorni proprio per avere un momento<br />
tutto per me e la musica mi aiuta ad<br />
isolarmi. Poi non mi fa sentire la fatica,<br />
mi distrae e mi toglie i pensieri.”<br />
D: “La musica mi dà la carica, a volte<br />
corro a ritmo di musica e adatto il mio<br />
passo alla musica e questo mi piace.”<br />
C: “U<strong>na</strong> cosa simile al ballo?”<br />
D: “No, è diverso, è u<strong>na</strong> questione<br />
di armonia... Correndo in<br />
compagnia non sempre as<strong>col</strong>tiamo<br />
musica, a volte chiacchieriamo,<br />
anche <strong>con</strong> l’auri<strong>col</strong>are.”<br />
Da queste chiacchierate<br />
ho capito che sono,<br />
tutto sommato, persone<br />
normali pur nella<br />
loro stravaganza, e<br />
sinceramente non riesco<br />
a cogliere la mi<strong>na</strong>ccia<br />
all’ordine costituito<br />
portata dalle loro<br />
abitudini. Non credo che<br />
dopo questa esperienza<br />
mi verrà la curiosità di<br />
provare, ma penso di aver capito<br />
che si tratta di u<strong>na</strong> dimensione<br />
diversa del correre. Mi sembra di aver<br />
<strong>col</strong>to, in antitesi del <strong>con</strong>centrarsi su di<br />
sé, u<strong>na</strong> dimensione eterea e leggera<br />
indotta dalla musica, un desiderio<br />
di rilassamento e <strong>con</strong>divisione<br />
nel movimento del corpo.<br />
Forse non avrò capito bene il<br />
bello della musica in corsa, ma<br />
sicuramente ora capisco ancora<br />
meno chi ne vieta l’uso in certe<br />
gare... u<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 30
VADEMECUM...<br />
alimentazione POST-TRAIL<br />
A cura di Gualtiero >Krom< Linetti<br />
Fi<strong>na</strong>lmente siamo arrivati alla fine<br />
della nostra fatica, u<strong>na</strong> ultrafatica<br />
valsa davvero tutti quei<br />
mesi di duro alle<strong>na</strong>mento e di sacrifici<br />
perso<strong>na</strong>li che l'hanno preceduta.<br />
Che siate giunti al traguardo arrancando<br />
o <strong>con</strong> u<strong>na</strong> corsa sciolta, il nostro<br />
organismo si trova in uno stato<br />
di esaurimento delle scorte energetiche,<br />
i mus<strong>col</strong>i e i tendini logorati,<br />
u<strong>na</strong> forte e ingombrante (per la loro<br />
azione immuno-depressiva) presenza<br />
di ossidanti, i famosi radicali liberi,<br />
come scarto della trasformazione<br />
energetica, u<strong>na</strong> carenza organica<br />
di tutti gli apparati (da quello osteoarti<strong>col</strong>are,<br />
appunto, fino ai reni e al<br />
fegato, per esempio) e, non ultima,<br />
u<strong>na</strong> forte disidratazione.<br />
U<strong>na</strong> <strong>con</strong>dizione critica per il nostro<br />
corpo da cui tuttavia è in grado di<br />
risollevarsi. Bastano, sto scrivendo<br />
l'uovo di Colombo, un eccellente riposo<br />
e un adeguato reintegro delle<br />
sostanze necessarie.<br />
Se la prova è stata parti<strong>col</strong>armente<br />
onerosa e stressante, soprattutto per<br />
il numero elevato di chilometri, credo<br />
sia inutile aggravare inutilmente<br />
la ricostruzione dei tessuti danneggiati<br />
e del recupero generale aggiungendo<br />
ad essi u<strong>na</strong> digestione<br />
immediatamente impeg<strong>na</strong>tiva. Ciò<br />
vale per il pasto successivo alla prova<br />
e, in u<strong>na</strong> certa misura, anche per<br />
quelli seguenti. Spesso, aggiungo<br />
inoltre, appe<strong>na</strong> termi<strong>na</strong>ta la gara ci<br />
troviamo in uno stato di repulsione<br />
all'introduzione di qualsiasi cibo solido<br />
e di scarso appetito.<br />
Capite, quindi, l'importanza di essere<br />
moderati ed equilibrati anche<br />
di fronte ad intenzioni istintive che<br />
ci vorrebbero costretti all'assalto di<br />
qualsiasi desco.<br />
Cosa dobbiamo fornire essenzialmente<br />
all'organismo?<br />
Ricomporre la riserva energetica,<br />
immagino completamente esausta,<br />
quindi carboidrati, fornire i “mattoni”<br />
proteici, quindi carni, latte e loro derivati,<br />
per la ricostituzione mus<strong>col</strong>are<br />
e osteo-arti<strong>col</strong>are, immettere “antiossidanti”<br />
per <strong>con</strong>trastare l'azione<br />
immuno-depressiva dei radicali liberi.<br />
In pratica, in un primissimo pasto,<br />
non dovremo eccedere <strong>con</strong> cibi<br />
troppo calorici e di lenta assimilazione:<br />
essenzialmente carboidrati e<br />
proteine, frutta e verdura, scelta tra<br />
la più digeribile e ricca di liquidi, se a<br />
polpa <strong>col</strong>orata tanto meglio.<br />
Dal pasto successivo si potranno introdurre<br />
porzioni più <strong>con</strong>sistenti e cibi<br />
più complessi essendo lo stomaco<br />
ormai in via di stabilizzazione.<br />
Non si sottovaluti, inoltre, la fondamentale<br />
importanza del riposo e<br />
delle durata del sonno in cui il nostro<br />
organismo può permettersi di ripristi<strong>na</strong>re<br />
le carenze e i tessuti danneggiati.<br />
Correre molto, e spesso, è sicuramente<br />
funzio<strong>na</strong>le all'adattabilità<br />
alle sollecitazioni dell'alle<strong>na</strong>mento.<br />
C'è da <strong>con</strong>siderare, tuttavia, che<br />
u<strong>na</strong> gara di lunghissima distanza<br />
mette a nudo i nostri limiti e senza<br />
adeguato riposo e recupero i rischi<br />
possono essere parecchi. Consiglio<br />
quindi, nei giorni seguenti, molte ore<br />
di sonno, questa volta veramente ristoratore.<br />
Un'ultima parola sull'idratazione. Il bisogno<br />
di liquidi è spesso superiore a<br />
quanto avvertito attraverso la sete.<br />
Dobbiamo reintegrare quanto perso<br />
<strong>con</strong> la sudorazione e l'evaporazione,<br />
dunque, anche u<strong>na</strong> volta termi<strong>na</strong>ta<br />
la gara e proseguendo per le ore<br />
successive anche per aiutare l'azio-<br />
ne dei reni. Acqua, sali minerali e<br />
vitamine e anche zuccheri semplici<br />
sono ovviamente presenti in frutta e<br />
verdura. Vanno bene preparati <strong>con</strong><br />
aggiunta di sali, ma senza abusarne.<br />
Nei giorni successivi, un impegno<br />
importante e provante come u<strong>na</strong><br />
ultra-trail aumenta di parecchio il<br />
fabbisogno di vitamine, sali minerali<br />
e proteine rispetto al solito e ci si attende<br />
che la “fornitura” delle materie<br />
prime sia altrettanto adeguata<br />
sia in quantità, ma anche in qualità.<br />
Infatti, pur perseguendo u<strong>na</strong> dieta<br />
equilibrata e variata, la maggioranza<br />
dei cibi che acquistiamo sono spesso<br />
ricavati da materie prime molto<br />
raffi<strong>na</strong>te o, in generale tutti i derivati<br />
dalla produzione agri<strong>col</strong>a, cresciuti<br />
in un regime intensivo (partendo dalla<br />
<strong>col</strong>tivazione fino alla maturazione,<br />
parlando della frutta per esempio).<br />
Questi processi portano ad un prodotto<br />
finito spesso povero sia sotto il<br />
profilo vitaminico sia sotto quello dei<br />
sali minerali <strong>con</strong>tenuti.<br />
In quest'ottica, e a fronte di u<strong>na</strong> tale<br />
provante attività sportiva, si può ricorrere<br />
all'integrazione. Un'integrazione<br />
di anti-ossidanti e minerali, <strong>na</strong>turalmente<br />
sorretta e corretta da un<br />
adeguato <strong>con</strong>trollo del nostro medico<br />
di famiglia, e accompag<strong>na</strong>ta da<br />
u<strong>na</strong> dieta ricca, ma variata e bilanciata,<br />
sicuramente può facilitare il<br />
recupero. �<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 31
MATERIALI...<br />
asics<br />
TRABUCO<br />
A cura di Leo<strong>na</strong>rdo >leosorry< Soresi<br />
XI WR<br />
La Trabuco è il modello di maggior<br />
successo che Asics ha sviluppato<br />
nel settore del trail running.<br />
Il modello 2008 è l’undicesima versione<br />
di questa scarpa e incorpora tutte<br />
le tecnologie di ammortizzazione<br />
più recenti che Asics ha introdotto<br />
anche nei propri modelli da strada<br />
(GEL® Cushioning System). Tutta<br />
l’intersuola è realizzata in SpEVA®, il<br />
miglior materiale dal punto di vista<br />
delle proprietà di “compressione e<br />
ritorno”, <strong>con</strong> <strong>con</strong>seguente diminuzione<br />
dello schiacciamento dell’intersuola.<br />
Il risultato è u<strong>na</strong> scarpa che<br />
dal punto di vista dell’ammortizzazione<br />
rappresenta probabilmente<br />
il non plus ultra che si possa trovare<br />
sul mercato, anche se questo va a<br />
scapito di peso e reattività. <strong>Face</strong>ndo<br />
un paragone azzardato, le Trabuco<br />
XI sono simili ad un poderoso cavallo<br />
da tiro: non gli si può chiedere di vincere<br />
<strong>con</strong> u<strong>na</strong> volata furibonda il derby<br />
di Ascot, ma dategli un compito<br />
lungo ed estenuante e non si tireranno<br />
mai indietro. In pratica sono le<br />
scarpe ideali per le gare lunghissime<br />
(dagli 80 km in su) dove può far valere<br />
le sue qualità eccezio<strong>na</strong>li in termini<br />
di comfort e di ammortizzazione. Per<br />
gli stessi motivi sono perfette anche<br />
per quelle gare in cui oltre ai sentieri<br />
si devono percorrere anche lunghi<br />
tratti di asfalto.<br />
Ottimo il comfort, già valido nelle<br />
precedenti versioni, migliorato ancora<br />
grazie al sistema PHF o Perso<strong>na</strong>l<br />
Heel Fit, u<strong>na</strong> speciale costruzione<br />
dell’imbottitura del tallone che garantisce<br />
u<strong>na</strong> calzata perfetta intorno<br />
al tallone e al tendine d’Achille,<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 32
diminuendo la possibilità di scivolare e<br />
migliorando il comfort.<br />
Le Trabuco sono perfette per chi ha<br />
problemi di iper-pro<strong>na</strong>zione: incorporano<br />
infatti il sistema esclusivo Asics<br />
DuoMax® che <strong>con</strong>siste in due differenti<br />
densità del materiale dell’intersuola<br />
ed è studiato per <strong>con</strong>trollare<br />
l’iper-pro<strong>na</strong>zione.<br />
Funzio<strong>na</strong> piuttosto bene anche il Trail<br />
Sensor System, un sistema interattivo<br />
sviluppato da Asics che fa sì che, in<br />
qualsiasi posizione, durante la corsa vi<br />
sia un buon <strong>con</strong>tatto <strong>con</strong> la superficie,<br />
garantendo stabilità e supporto sui diversi<br />
tipi di fondo.<br />
Uno dei punti deboli delle precedenti<br />
versioni era costituito da un grip non<br />
sempre all’altezza: possedevo la versione<br />
IX ed ero rimasto piuttosto deluso<br />
dal comportamento della scarpa<br />
su tratti fangosi e bag<strong>na</strong>ti, dove il grip<br />
era nettamente insufficiente. Con la<br />
versione XI è stata modificata la s<strong>col</strong>-<br />
Parametri di valutazione<br />
Comfort: il piede percepisce l’interno della scarpa come comodo?<br />
Reattività: la scarpa si muove fluidamente accompag<strong>na</strong>ndo il piede dalla fase<br />
di appoggio a quella di stacco da terra?<br />
Ammortizzazione: la scarpa è adeguatamente ammortizzata?<br />
Stabilità: la scarpa offre adeguata stabilità in fase di appoggio su un terreno<br />
s<strong>con</strong>nesso? La scarpa è in grado di impedire storte alle caviglie o altri potenziali<br />
infortuni?<br />
Grip: La suola è in grado di assicurare sufficiente tenuta, riducendo il rischio di<br />
scivolare sia su fondi asciutti sia bag<strong>na</strong>ti?<br />
Protezione: la scarpa protegge il piede negli urti <strong>con</strong>tro rocce, pietre, radici?<br />
Sistema di chiusura: è in grado di impedire al piede di scivolare verso la punta<br />
durante le discese?<br />
Peso: qual è il peso della scarpa?<br />
Comfort: OTTIMO<br />
Reattività: BUONA<br />
Ammortizzazione:<br />
OTTIMA<br />
Stabilità: ECCELLENTE<br />
Grip: BUONO<br />
VALUTAZIONE DELLE asics TRABUCO XI WR<br />
pitura della suola che ora risulta essere<br />
decisamente più performante, anche<br />
se ancora non al livello dei modelli sviluppati<br />
dalle case produttrici di arti<strong>col</strong>i<br />
per la montag<strong>na</strong>.<br />
In <strong>con</strong>clusione, le Trabuco XI sono un<br />
modello perfetto per chi è alla ricerca<br />
di u<strong>na</strong> scarpa solida e che non tradisce<br />
mai nei lunghissimi, caratterizzate<br />
da un comfort e da un’ammortizzazione<br />
senza eguali, ideali per chi ha nel<br />
mirino gli ultra trail più lunghi.<br />
E’ uno dei principali punti di forza di questa scarpa, che risulta estremamente comoda<br />
e non presenta parti<strong>col</strong>ari rigidità che possono causare vesciche. Perfetta<br />
per gare lunghissime come l’UTMB, dove è fondamentale garantire ai piedi il maggiore<br />
comfort possibile. La traspirabilità e il tempo di asciugatura possono invece<br />
essere migliorate.<br />
La Trabuco non brilla certo per reattività. È un cavallo da tiro, a cui non si deve<br />
chiedere di vincere il derby di Ascot, ma che fa il proprio lavoro senza stancarsi<br />
mai.<br />
Incorpora tutte le più recenti tecnologie di ammortizzazione sviluppate da Asics e<br />
utilizzate anche nei modelli da strada (GEL® Cushioning System). È stata progettata<br />
appositamente per gli ultra trail estremamente lunghi. Consigliata per qualsiasi<br />
distanza per gli atleti di ogni tipo di peso.<br />
La scarpa offre un buon supporto per chi ha un appoggio pro<strong>na</strong>tore, grazie alla<br />
tecnologia DuoMax® Support System che ormai è diventata un grande classico<br />
di Asics.<br />
La tenuta è molto buo<strong>na</strong> sui terreni rocciosi e sui sentieri asciutti. Può essere migliorata<br />
su quelli fangosi o comunque nei casi in cui il fondo sia bag<strong>na</strong>to. Questa<br />
versione XI propone comunque un grip migliore rispetto alle versioni precedenti.<br />
Pur non essendo un grip super aggressivo è più che sufficiente per superare agevolmente<br />
le diffi<strong>col</strong>tà che si in<strong>con</strong>trano negli ultra trail. La suola è resistente e non<br />
mostra segni precoci di usura.<br />
Protezione: MOLTO BUONA La scarpa risulta ben protetta e adeguata ai tipi di gare per cui è stata creata.<br />
Sistema di<br />
Chiusura:<br />
MOLTO BUONO<br />
Peso: BUONO<br />
U<strong>na</strong> volta stretti, i lacci della scarpa mantengono il piede in posizione, anche se in<br />
discesa può essere opportuno dare u<strong>na</strong> stretta ulteriore per evitare che le punte<br />
delle dita dei piedi vadano a s<strong>con</strong>trarsi <strong>con</strong> la punta della scarpa.<br />
Considerando tutte le tecnologie di ammortizzazione che Asics vi ha inserito, la<br />
Trabuco non può competere a livello di peso <strong>con</strong> i modelli più veloci ed aggressivi.<br />
Il peso è di 390 grammi (versione maschile e misura US9): certo è che in un ultra trail<br />
è molto più importante avere sufficiente ammortizzazione per tutta la durata della<br />
prova, anche se questo costa qualche deci<strong>na</strong> di grammi in più.<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 33
Comfort:<br />
Reattività:<br />
Ammortizzazione:<br />
Stabilità:<br />
Grip:<br />
Protezione:<br />
Sistema di<br />
chiusura:<br />
Peso:<br />
Prezzo:<br />
DATI TECNICI:<br />
CONSIGLIATA PER:<br />
ASICS TRABUCO XI WR<br />
Peso: 390 gr vers. maschile<br />
Prezzo: 110 € (<strong>con</strong>sigliato)<br />
Misure: uomo: da US 6 a 15<br />
Garanzia: 1 anno<br />
Colori: Grigio/rosso<br />
Appoggio: Neutrale o pro<strong>na</strong>tore<br />
Atleta < 75kg: Ultra Trail<br />
Atleta > 75 Kg: Ultra Trail<br />
Atleta veloce: alle<strong>na</strong>mento<br />
Atleta lento: gara o alle<strong>na</strong>mento<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 34
I COMMENTI DEI LETTORI...<br />
Nel dicembre 2006, su <strong>con</strong>siglio di un amico, ho comprato le Trabucco IX (azzurre). Solito numero in più (ho il 43 e ho<br />
preso il 10), ma le ho trovate un po’ strette. Ho risolto il problema cammi<strong>na</strong>ndoci 15 gg <strong>con</strong> un paio di calze spesse (al<br />
mio livello, tutto va bene...). A marzo di quest’anno ho letto un post di Mudanda che ne parlava bene; ne ho subito<br />
comprato un altro paio, marroni, <strong>con</strong> mezzo numero in più, approfittando dei saldi. Ripeto, al mio livello tutto può andare<br />
bene, ma io delle Trabuco sono entusiasta.<br />
Luciano Fiocchi<br />
Sono le scarpe <strong>con</strong> cui ho fatto l’UTMB ‘07. Ottime, morbide, ben ammortizzate, buo<strong>na</strong> tenuta in discesa anche se c’è<br />
di meglio, buo<strong>na</strong> calzata. U<strong>na</strong> scarpa molto <strong>con</strong>fortevole. Assolutamente non adatta a situazioni tipo Porte di Pietra ‘07<br />
<strong>con</strong> terreno pesante dove il fatto di avere u<strong>na</strong> suola non s<strong>col</strong>pita le parifica a un paio di scarpe da strada. Io avevo il<br />
modello X in goretex, e non le ho più ricomprate perché il goretex gonfia i piedi e perché si sono letteralmente aperte<br />
davanti (forse per i pochi km?!)<br />
Gabriele “Mudanda” Bortolotto<br />
Peso 90 Kg.<br />
Derivata da scarpe da atletica (e non da scarpe da montag<strong>na</strong> come Salomon, Lafuma o Montrail) è strutturata privilegiando<br />
l’ammortizzazione. Scarpa che uso da sempre, prima le IV, adesso le VIII, ottimo compromesso tra robustezza,<br />
ammortizzazione, stabilità, durata. Il grip è così così, ma tutto sommato sufficiente. Un filo pesantine ma c’è di peggio.<br />
Perso<strong>na</strong>lmente mi calzano a pennello e non ho MAI avuto il benché minimo problema di vesciche o unghie nere, forse<br />
anche perché ci corro <strong>con</strong> due paia di calzini di cui uno grossetto. Ho provato le X in negozio e ho avuto l’impressione<br />
che abbiano alleggerito un po’ la suola in punta e che la rullata non sia più così omogenea, ma forse era solo un numero<br />
sbagliato (troppo pic<strong>col</strong>o). Potrebbero sembrare superammortizzate per me che sono leggerino, ma proprio per questo<br />
anche ginocchia e caviglie sono magrette e bisog<strong>na</strong> salvaguardarle.<br />
Enrico “Pollo” Pollini<br />
altezza 1,92, peso 73/75kg<br />
LUT ’08: 9h30m<br />
GTV ’08: 17h50m<br />
Acquistate ad inizio 2008, le Asics Trabuco sono le scarpe che più uso attualmente; al momento le mie hanno superato<br />
i 400 Km di percorrenza.<br />
Premetto che sono un fa<strong>na</strong>tico del marchio Asics le cui scarpe non mi hanno mai deluso. Queste Trabuco le ho usate<br />
per ecomaratone e alle<strong>na</strong>menti trail da 10 a 40 Km, fino alle 7h, senza problemi. Sono un po’ pesanti ma molto ammortizzate<br />
(e quindi adatte anche a pesi “massimi”). Inoltre hanno un eccellente <strong>con</strong>trollo antipro<strong>na</strong>zione (da pro<strong>na</strong>tore so<br />
ri<strong>con</strong>oscere le scarpe <strong>con</strong> tali caratteristiche... specie i miei tendini). Intersuola molto morbida e <strong>con</strong>fortevole, oltre che<br />
ammortizzante.<br />
Il grip non è esagerato ma comunque non male, almeno non mi hanno mai dato problemi neanche su rocce bag<strong>na</strong>te.<br />
Tomaia buo<strong>na</strong> e resistente, <strong>con</strong> un bel rinforzo in punta. L’allacciatura non mi piace molto e talvolta mi ha dato l’impressione<br />
di allentarsi, occorre curarla un po’ mentre io preferisco soluzioni più semplici (tipo Salomon per intendersi).<br />
La calzata è ottima e <strong>con</strong>fortevole. La stabilità in <strong>con</strong>dizioni difficili (sassi, radici) è discreta. Questo modello per me ha<br />
un altro grande vantaggio: è valida anche in tratti su asfalto. In salita mi hanno dato u<strong>na</strong> buo<strong>na</strong> sicurezza anche in <strong>con</strong>dizioni<br />
fangose, in discesa tenuta perfetta. Le ricomprerò sicuramente.<br />
Leo<strong>na</strong>rdo “Il Mago” Magazzini<br />
altezza 1,79, peso 72-74kg<br />
Risultati recenti:<br />
TCE: 5h38’<br />
Ventasso: 5h22’<br />
Io utilizzo le IX, quelle arancio tanto per intenderci, alle quali ho di recente associato le VIII Water Proof.<br />
Con le prime penso di averci fatto 5/600 Km e ne sono più che soddisfatto: ben ammortizzate, comode (sebbene le<br />
avessi prese del mio numero giusto, sicché unghia nera - esperienza) anche su uscite di diverse ore e km.<br />
Difetti: grip non eccezio<strong>na</strong>le causa suola poco s<strong>col</strong>pita e poca protezione alle dita dei piedi.<br />
Le VIII WP (gialle e nere) le ho usate in gara per la prima volta domenica 20 luglio alla TRANSCIVETTA e ne sono rimasto<br />
entusiasta, <strong>con</strong>fermando quanto di buono avevo potuto <strong>con</strong>statare in alle<strong>na</strong>mento.<br />
Stessa comodità (il mezzo numero in più si sente eccome), buo<strong>na</strong> tenuta all’acqua (non eccezio<strong>na</strong>le, ma tant’è), il<br />
plus sta nella eccezio<strong>na</strong>le stabilità e grip, data la suola abbondantemente dentellata: nelle discese dal Tissi prima e dal<br />
Coldai poi mi sono divertito come un matto, anche in quel fastidiosissimo pezzo selciato strano prima della malga scendendo<br />
verso Pezzè.<br />
Le ho trovate anche traspiranti e neppure troppo pesanti.<br />
Difetti: scarsa protezione per le dita e suola a volte persino troppo morbida, tanto che le rocce aguzze si senton tutte.<br />
Tuttavia ottimo acquisto, direi per entrambe, <strong>con</strong> u<strong>na</strong> preferenza per le VIII.<br />
GPGuindani<br />
Altezza 1,78 Peso 88Kg<br />
Ritmo gara in media sui 6/7Km/h<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 35
PALOSSO-<br />
CONCHE-DOPPO<br />
A cura di Trail Running Brescia<br />
Foto di Paolo Massari<br />
ITINERARI TRAIL...<br />
CHI L’AVREBBE MAI DETTO: BRESCIA<br />
È NOMINATA SOPRATTUTTO COME<br />
UNA DELLE CITTÀ PIÙ PRODUTTIVE<br />
DELL’ITALIA, TUTTA FINANZA, EDILIZIA<br />
E TONDINO E DA POCO CITATA<br />
ANCHE PER IL RINNOVATO<br />
SISTEMA MUSEALE DI S. GIULIA.<br />
DA QUI A PENSARE CHE A DUE<br />
PASSI DALLA CITTÀ SI POSSA<br />
REALIZZARE UN PERCORSO TRAIL DI<br />
TUTTO RISPETTO ERA<br />
A DIR POCO PAZZESCO.<br />
Un itinerario prealpino nei<br />
dintorni di Brescia<br />
Il percorso proposto è uno fra i tanti<br />
che normalmente frequentiamo<br />
per le nostre uscite settima<strong>na</strong>li.<br />
Questo è parti<strong>col</strong>armente significativo<br />
perché si sviluppa in diversi ambienti<br />
e la vista del viaggiatore spazia<br />
da luoghi selvaggi ed ameni a<br />
panorami verso il lago di Garda, verso<br />
le Alpi oppure verso i luoghi fortemente<br />
antropizzati della val Trompia<br />
e della val Gobbia.<br />
E’ inoltre interessante il punto di vista<br />
storico che ci porta a vecchie postazioni<br />
militari e fra le cascine dei<br />
vecchi luoghi di produzione agri<strong>col</strong>a<br />
ormai semi abbando<strong>na</strong>ti.<br />
Descrizione percorso<br />
Dalla piazza Gigi Rota si segue la<br />
stretta strada che sale verso il monte<br />
e fiancheggia la vecchia Parrocchiale<br />
e la pic<strong>col</strong>a chiesa di S. Rocco. La<br />
strada sale ripida e al termine inizia<br />
u<strong>na</strong> breve scali<strong>na</strong>ta che supera un<br />
salto della presa dell’acquedotto.<br />
Inizia ora il bel sentiero immerso nel<br />
bosco e seguendo l’evidente seg<strong>na</strong>letica<br />
si costeggiano vecchie vasche<br />
di rac<strong>col</strong>ta acqua, muri a secco<br />
e pic<strong>col</strong>i ruderi. Si traversa il greto<br />
del torrente e al successivo bivio si<br />
volge a destra seguendo l’evidente<br />
traccia che sale fino ad in<strong>con</strong>trare<br />
u<strong>na</strong> strada forestale nei pressi di u<strong>na</strong><br />
baracca.<br />
Seguendo la ripida strada in parte<br />
cementata, si passa la Santella della<br />
Biscia (m 440), la pozza, le cascine<br />
Pantere (m 535) da cui si gode uno<br />
stupendo panorama sulla città di<br />
Brescia. Si segue sempre la comoda<br />
strada forestale fino alla Santella<br />
Pantera dedicata alla Madon<strong>na</strong>. A<br />
questo punto si prende la forestale<br />
che pianeggiante volge a sinistra e<br />
la si segue fino alla pozza della casci<strong>na</strong><br />
Grassi (m 800). In questo punto<br />
prestare parti<strong>col</strong>are attenzione<br />
per individuare il tratto successivo<br />
di sentiero. Ci troviamo ad un trivio<br />
<strong>con</strong> u<strong>na</strong> strada che scende a sinistra,<br />
u<strong>na</strong> traccia semi pianeggiante<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 36
al centro e u<strong>na</strong> strada in salita a destra.<br />
Noi seguiamo la traccia al centro<br />
e poco dopo il sentiero è chiaro ed<br />
evidente. Questo tratto è privo di seg<strong>na</strong>letica<br />
CAI ed è caratterizzato de<br />
segni di vernice gialli.<br />
Si segue il divertente sentiero che costeggia<br />
a mezza costa e in falsopiano<br />
la valle di Cadizzone, si in<strong>con</strong>tra sulla<br />
destra un capanno da caccia e seguendo<br />
verso destra il sentiero si arriva<br />
ad un nuovo bivio <strong>col</strong> sentiero che sale<br />
da Concesio. Si tiene ancora la destra<br />
e si arriva alla casci<strong>na</strong> Grassi Carpini<br />
caratterizzata da un grande porticato.<br />
Si attraversa il portico e si ammira<br />
da vicino la semplice architettura rurale;<br />
al termine del portico un piacevole<br />
prato ci invita ad u<strong>na</strong> sosta.<br />
Al termine del prato inizia il sentiero<br />
che ci porterà fino alla località Scafoia<br />
a circa 1000 metri. Attenzione al<br />
bivio: seguire il sentiero pianeggiante<br />
che affianca u<strong>na</strong> casci<strong>na</strong> (CAI n. 378)<br />
e segue le pendici a mezza costa su<br />
bel tracciato (ad inizio autunno questa<br />
zo<strong>na</strong> è profumata dai numerosi ciclamini)<br />
e accostando numerosi baite.<br />
Sempre seguendo il sentiero a mezza<br />
costa si supera, sulla destra, un primo<br />
bivio che sale direttamente al monte<br />
Palosso; successivamente si in<strong>con</strong>tra<br />
un sentiero sulla sinistra che sale da<br />
Villa Carci<strong>na</strong> e si prosegue sempre sul<br />
principale. Ad un certo punto si trovala<br />
seg<strong>na</strong>letica per Monte Palosso – postazioni<br />
militari dove sono visibili i basamenti<br />
di vecchie postazioni militari<br />
della guerra. Il panorama dalla cima<br />
(m 1158) è uno spetta<strong>col</strong>o a 360°.<br />
Inizia ora un lungo tratto prevalentemente<br />
in discesa intervallata da facili<br />
e brevi ,completamente seg<strong>na</strong>to, che<br />
ci porterà alla località Cocca (CAI n.<br />
372 e 371).<br />
Arrivati in località Cocca (m 830), fiancheggiamo<br />
la pozza e seguiamo il<br />
sentiero in direzione del Santuario delle<br />
Conche, mo<strong>na</strong>stero <strong>con</strong> annesso<br />
punto di ristoro normalmente aperto.<br />
Qui è possibile sostare ed iniziare il rientro<br />
più breve della variante senza proseguire<br />
per S. Giorgio ed ed il Monte<br />
Doppo.<br />
Per chi prosegue si deve ora seguire<br />
il sentiero 3V delle Tre Valli (seg<strong>na</strong>via<br />
bianco-azzurro) e proseguire sulla bella<br />
traccia per l’eremo di S.Giorgio, letteralmente<br />
aggrappato su u<strong>na</strong> rupe.<br />
Scesi dall’eremo, seguiamo sempre il<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 37
sentiero 3V fino al Bivio per il Monte<br />
Doppo, caratteristica cima <strong>con</strong><br />
accesso molto ripido e sulla quale<br />
– purtroppo – si trova un ripetitore<br />
telefonico. Si scende sul versante<br />
opposto <strong>con</strong> attenzione e si cavalca<br />
la cresta fino a ritrovare un cartello<br />
seg<strong>na</strong>letico che ci riporta a ritroso in<br />
Conche.<br />
Dal mo<strong>na</strong>stero, possiamo eventualmente<br />
unirci a chi ha preferito sostare<br />
ed iniziare la discesa verso il Pater<br />
seguendo sempre il sentiero 3V <strong>con</strong><br />
evidenti segni bianco-azzurri. Giunti<br />
al Pater si imbocca il sentiero di sinistra<br />
ed al primo bivio <strong>con</strong> seg<strong>na</strong>le si<br />
scende, sempre a sinistra, per ripido<br />
sentiero seguendo le indicazioni per<br />
Via Pia<strong>na</strong> – Casci<strong>na</strong> Fratta Erba –<br />
Nave Piezze.<br />
Il sentiero è molto suggestivo e ad un<br />
tratto si in<strong>con</strong>tra u<strong>na</strong> casa nel bosco,<br />
favolosa e tranquilla. Si segue sempre<br />
il bel sentiero fino ad un bivio <strong>con</strong><br />
cartello che scende ripidamente a<br />
destra (fare parti<strong>col</strong>are attenzione).<br />
Giunti alla casci<strong>na</strong> Fratta Erba si segue<br />
la strada sterrata e dopo alcuni<br />
tor<strong>na</strong>nti si trova u<strong>na</strong> fresca sorgente<br />
che sgorga dalla montag<strong>na</strong>. Proseguiamo<br />
sempre sulla strada, attraversiamo<br />
il fondo della valle Listrea<br />
fino ad arrivare alle cascine di Navazze.<br />
Proseguiamo ancora sulla strada<br />
fino ad in<strong>con</strong>trare un sentiero che<br />
sale nei prati alla nostra destra. Saliamo<br />
per circa 200 metri fra se<strong>col</strong>ari<br />
piante di castagno e poi dobbiamo<br />
individuare u<strong>na</strong> traccia alla nostra<br />
sinistra che ci <strong>con</strong>durrà a Ca’ Lino e<br />
successivamente alla casci<strong>na</strong> Mezza<strong>na</strong><br />
e da qui a Cortine di Nave<br />
(mantenere il sentiero centrale).<br />
Il sentiero in questo tratto attraversa<br />
u<strong>na</strong> foresta di pini e poi di latifoglie.<br />
Attenzione a non distogliere l’attenzione<br />
perché sono numerosi i bivi<br />
che si in<strong>con</strong>trano. Tenere in <strong>con</strong>siderazione<br />
le direzioni principali di Cortine<br />
e Bovezzo.<br />
Al termine del sentiero, superiamo<br />
Localizzazione<br />
Contesto Colline e media montag<strong>na</strong> Lunghezza Giro completo Km 34 – variante Km 27<br />
Regione Lombardia<br />
Provincia Brescia<br />
Dislivello D+/D-<br />
circa<br />
Tempi stimati di<br />
percorrenza<br />
Comunità monta<strong>na</strong> Valle Trompia Note<br />
Comune: Bovezzo, Concesio, Nave Seg<strong>na</strong>letica<br />
Punto di partenza : Municipio di Bovezzo Traccia GPS<br />
Punto di arrivo Piazza Rota Cartografia<br />
Parcheggi e servizi<br />
Dove dormire<br />
Cosa visitare<br />
Parcheggio del parco, in vici<strong>na</strong>nza<br />
numerosi bar (orario di<br />
apertura normalmente dalle<br />
7.30)<br />
Brescia dispone di un ottimo servizio<br />
alberghiero <strong>con</strong> numerose<br />
offerte e tipologie di sistemazione.<br />
Se si abbi<strong>na</strong> il trail ad u<strong>na</strong> visita<br />
turistica è <strong>con</strong>sigliabile visitare i<br />
monumenti e i musei di Brescia.<br />
Logistica<br />
Come arrivare<br />
Dove mangiare<br />
Numeri utili<br />
u<strong>na</strong> sbarra e arriviamo in prossimità<br />
di un ristorante (albergo dei Poveri),<br />
prendiamo la strada che sale a<br />
destra , si supera u<strong>na</strong> nuova sbarra<br />
e dopo circa 150 metri si prende un<br />
sentiero che scende alla nostra sinistra.<br />
Si attraversa la val Cannone e<br />
seguendo le numerose indicazioni<br />
bianco-rosse ritorniamo a Bovezzo e<br />
da qui alla piazza, punto di partenza.<br />
�<br />
Giro completo 2400 – variante 1900<br />
Giro completo 6/7 ore – variante 4/5 ore<br />
In località Conche normalmente è aperto un punto<br />
di ristoro autogestito da volontari. Da qui è possibile<br />
iniziare il rientro.<br />
Sentieri CAI bianco-rossi e varie associazioni. Seg<strong>na</strong>letica<br />
comunque efficiente <strong>con</strong> numerosi cartelli<br />
di indicazione.<br />
In formato GPX sul sito:<br />
http://trailbrescia.blogspot.com<br />
Kompass “carta dei sentieri della Valtrompia” scala<br />
1:35000<br />
In auto: indicazioni per SS/SPBS 237 del Caffaro direzione<br />
Nave. Alla rotatoria seguire indicazioni per<br />
Bovezzo e quindi per il municipio.<br />
In treno: dalla stazione di Brescia prendere l’autobus<br />
linea 10 per Bovezzo- Concesio. La fermata è<br />
a circa 50 metri dal punto di partenza.<br />
In zo<strong>na</strong> sono numerosi gli agriturismi, fra i tanti si<br />
<strong>con</strong>siglia Il Castello a Concesio (030-2751763) oppure<br />
ristorante-pizzeria Mediterraneo a Bovezzo in<br />
via Mar<strong>con</strong>i 7 (0302116021) per ulteriori golose informazioni<br />
vedi il sito della provincia di Brescia.<br />
Sui siti: www.comune.bovezzo.bs.it<br />
www.comune.brescia.it<br />
www.provincia.brescia.it<br />
Contatto diretto: trail.brescia@libero.it<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 38
LE INTERVISTE...<br />
a cura di Matteo >emme< Grassi<br />
NON SARANNO CAMPIONI,<br />
DI QUELLI CHE VINCONO E STRA-<br />
VINCONO TUTTO, MA ATLETI FORTI<br />
SÌ, LO SONO. SI ALLENANO DURA-<br />
MENTE E CON METODO, DEDICAN-<br />
DO MOLTE ORE A QUESTA LORO,<br />
E NOSTRA, GRANDE PASSIONE: LA<br />
CORSA TRAIL. MAURIZIO SCILLA È<br />
UN CORRIDORE ESPERTO, FA PARTE<br />
DI UN TEAM IMPORTANTE E HA UN<br />
CURRICULUM DI PARTECIPAZIONI<br />
E PIAZZAMENTI DI TUTTO RISPETTO.<br />
MATTEO GHEZZI INVECE È PRA-<br />
TICAMENTE UN DEBUTTANTE, MA<br />
HA INIZIATO SUBITO ALLA GRANDE,<br />
OTTENENDO QUEST’ANNO IMPOR-<br />
TANTI PIAZZAMENTI SIA AL LAVA-<br />
REDO ULTRATRAIL SIA AL GRAN<br />
TRAIL VALDIGNE. COMPLIMENTI A<br />
ENTRAMBI DUNQUE E, COME AL<br />
SOLITO, BUONA LETTURA<br />
A TUTTI VOI!<br />
foto @ A. Locatelli<br />
Maurizio<br />
SCILLA &<br />
Matteo<br />
GHEZZI<br />
ANZITUTTO: VUOI PRESENTARTI?<br />
Sono Maurizio Scilla, quest’anno<br />
saranno 47 gli anni che mi<br />
porterò sul groppone, vivo<br />
ad Andorno Micca in provincia<br />
di Biella.<br />
Mi chiamo Matteo Ghezzi,<br />
ho 25 anni, lavoro a tempo<br />
pieno in u<strong>na</strong> <strong>con</strong>cessio<strong>na</strong>ria<br />
di auto.<br />
QUANDO E PERCHÉ HAI INIZIATO<br />
A CORRERE? HAI MAI SMESSO PER<br />
POI RIPRENDERE?<br />
Mi piaceva correre anche da ragazzino<br />
quando giocavo a calcio,<br />
poca o quasi nulla la tecnica<br />
e tanta voglia di correre. Qualche<br />
corsetta ho <strong>con</strong>tinuato a farla<br />
sempre, poi a 25 anni ho iniziato a<br />
correre su strada, facendo anche<br />
qualche gara in montag<strong>na</strong>, un<br />
terreno che mi ha sempre affasci-<br />
<strong>na</strong>to sin da bambino e che non<br />
ho mai abbando<strong>na</strong>to. Ho avuto<br />
u<strong>na</strong> pausa di qualche anno e mi<br />
sono dedicato solo all’arrampicata,<br />
poi anche allo sci di fondo.<br />
Così <strong>con</strong> la scusa di dover preparare<br />
lo sci ho ricominciato a correre,<br />
facendo qualche gara.<br />
A settembre 2006, dopo aver<br />
dedicato primavera ed estate a<br />
preparare due salite dell’arco alpino<br />
(Monte Rosa e Monte Bianco),<br />
fallite entrambe a causa delle<br />
cattive <strong>con</strong>dizioni meteo, per<br />
non perdere la <strong>con</strong>dizione faticosamente<br />
<strong>con</strong>quistata ho iniziato<br />
a correre 20’ al giorno, aumentando<br />
di settima<strong>na</strong> in settima<strong>na</strong>;<br />
dopo un mese ero già iscritto alla<br />
marato<strong>na</strong> di Roma!<br />
HAI INIZIATO SUBITO A CORRERE<br />
IN MONTAGNA? E QUANDO A<br />
SPINGERTI OLTRE I 42 KM?<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 39
Le prime gare in montag<strong>na</strong> le ho<br />
fatte già nel 1986, poi dopo la sospensione<br />
per fare altri sport mi sono<br />
lanciato sui trail, il primo nel 1995,<br />
senza aver fatto gare per 5 anni, ho<br />
fatto tutta la preparazione non senza<br />
timori per esordire in u<strong>na</strong> classica<br />
francese: la 6000D, 55km e 3000m di<br />
dislivello positivo.<br />
Quasi subito: due settimane dopo<br />
la mia prima marato<strong>na</strong> ho corso la<br />
prima skyrace di 21 km, la Valetudo<br />
Skyrunning, circa un mese dopo la<br />
prima ultra, u<strong>na</strong> 6 ore su un circuito<br />
di 2 km dove percorsi 59,4 km.<br />
PARLIAMO UN PO’ DI ALLENAMENTO<br />
E DI GARE: TI SEGUE QUALCUNO OP-<br />
PURE SEI UN CORRIDORE FAI DA TE? TI<br />
TIENI AGGIORNATA LEGGENDO RIVI-<br />
STE O LIBRI CHE PARLANO DI ALLENA-<br />
MENTO? SEGUI DELLE TABELLE?<br />
Diversi trailer mi hanno chiesto di<br />
preparar loro delle tabelle. Ho sempre<br />
risposto che non sono la perso<strong>na</strong><br />
adatta, dato che per primo io non<br />
seguo alcu<strong>na</strong> tabella. Mi documento<br />
comunque leggendo riviste e libri<br />
dai quali prendo qualche spunto. In<br />
linea di massima faccio dei programmi<br />
settima<strong>na</strong>li che però poi adatto<br />
alle <strong>con</strong>dizioni fisiche del momento.<br />
Sono un corridore fai da te, mi tengo<br />
aggior<strong>na</strong>to il più possibile <strong>con</strong> riviste,<br />
internet e libri, che essendo un disordi<strong>na</strong>to<br />
cronico lascio sempre in giro,<br />
e cerco di strutturare un alle<strong>na</strong>mento<br />
il più possibile sensato. Seguo tabelle<br />
solo quando preparo u<strong>na</strong> marato<strong>na</strong><br />
o comunque u<strong>na</strong> gara su strada.<br />
QUANTI KM CORRI MEDIAMENTE IN<br />
UNA SETTIMANA, IN UN MESE, IN UN<br />
ANNO? E QUANDO STAI PREPARANDO<br />
UN’ULTRA COME AUMENTANO I<br />
CARICHI DI LAVORO?<br />
Qui mi e’ veramente difficile rispondere:<br />
negli ultimi 3 anni ho avuto due<br />
interventi, nel 2005 alla bandelletta e<br />
l’anno scorso al legamento alare a<br />
causa di u<strong>na</strong> caduta in gara; quindi<br />
sono state stagioni parti<strong>col</strong>ari dove,<br />
nonostante tutto, sono riuscito a ottenere<br />
buoni risultati magari diminuendo<br />
un po’ il chilometraggio e<br />
dedicandomi a trail sino ai 60 km.<br />
Non saprei, prima correvo tutti i giorni<br />
e alla fine della settima<strong>na</strong> il chilometraggio<br />
oscillava tra i 90 e i 120 km<br />
nei momenti di maggior carico. L’anno<br />
scorso un totale di circa 4000 km,<br />
cal<strong>col</strong>ati così a spanne però. Adesso<br />
corro meno, quindi la quantità di<br />
km è diminuita, anche se soprattutto<br />
nell’ultima fase della preparazione<br />
degli ultratrail ci sono state settimane<br />
da più di 100km, dovute soprattutto<br />
ai lunghissimi, arrivati ai 65km su<br />
strada e ai 50 km in montag<strong>na</strong>.<br />
TI ALLENI SOLO CORRENDO O FAI<br />
ANCHE PALESTRA, CROSS TRAINING<br />
O ALTRI SPORT DI RESISTENZA?<br />
Corro soltanto, uso la bici nei giorni<br />
dopo un trail come scarico e mi dedico<br />
allo sci di fondo in inverno. In<br />
quanto alla palestra, amo troppo la<br />
<strong>na</strong>tura per rinchiudermi in u<strong>na</strong> stanza,<br />
ci ho anche provato, ma abbando<strong>na</strong>ndo<br />
quasi subito.<br />
Quando durante la preparazione<br />
della marato<strong>na</strong> di Firenze mi sono infortu<strong>na</strong>to<br />
al tendine tibiale, ho iniziato<br />
ad andare in bicicletta e a nuotare.<br />
Non ho più smesso e quest’anno ho<br />
fatto anche qualche gara di triathlon.<br />
Tutti i giorni cerco di fare esercizi<br />
per addomi<strong>na</strong>li e lombari, che ritengo<br />
molto importanti soprattutto nella<br />
corsa su terreni s<strong>con</strong>nessi.<br />
PER PREPARARE UN’ULTRA CHE TIPO DI<br />
ALLENAMENTI FAI? RIPETUTE, MEDIO,<br />
LUNGO, LUNGHISSIMO? CON CHE<br />
DISTANZE E A CHE RITMI? E SU CHE<br />
TERRENI?<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 40
foto @ Pietro Morlacchi<br />
Prendo come esempio la preparazione del Grand<br />
Raid del Mercantour del 2003, 100 km circa e 5500<br />
m disl. positivo:<br />
lunghissimo: sabato 32 km 1100 m disl 3h15’, domenica<br />
42 km 1800 m disl 3h50’, lunedi’ 21 km 900 m disl<br />
2h00’, 3 volte a 2 settimane di distanza u<strong>na</strong> dall’altra,<br />
altri 3 week end solo 42 km e 21 km comunque sempre<br />
in montag<strong>na</strong> su sentieri e strade sterrate poco<br />
tecnici;<br />
ripetute: 3x3000 m in 3’40”, recupero 2000 m recupero<br />
4’00”, su asfalto in piano ma in mezzo alla <strong>na</strong>tura,<br />
la pista non mi piace;<br />
progressivo: 5 km 4’10” + 5 km 3’55” + 5 km 3’40” percorso<br />
su asfalto <strong>con</strong> poco dislivello.<br />
Gli alle<strong>na</strong>menti che ho eseguito sono gli stessi delle<br />
altre gare, l’unica differenza è stata per la durata dei<br />
lunghissimi, che ho effettuato sia di sola corsa (fino<br />
a 65 km su strada e 50 km in montag<strong>na</strong>) che combi<strong>na</strong>ndo<br />
bici e corsa (fino a 4h bici più un’ora di corsa).<br />
Ovviamente poi ci sono le altre gare. Di ripetute non<br />
ne ho fatte, i ritmi degli altri alle<strong>na</strong>menti dipendono<br />
dal percorso, che cerco di rendere il più duro possibile<br />
(fortu<strong>na</strong>tamente a Bergamo le possibilità non<br />
mancano tra scalette e altro).<br />
QUANTE GARE HAI CORSO NEL 2007? QUANTE MARA-<br />
TONE E QUANTE ULTRA?<br />
Operato a febbraio al legamento alare, ho iniziato<br />
a corricchiare a fine aprile, trail da luglio in poi: sette<br />
trail, di cui 5 da 42km a 50 km tutti in Francia.<br />
Nel 2007 ho corso 4 maratone, u<strong>na</strong> 6 ore, u<strong>na</strong> 50 km,<br />
la Monza-Resegone e 6 Skyrace/Skymarathon.<br />
RACCONTACI QUALCUNA DELLE TUE ESPERIENZE: QUAL<br />
È STATA LA CORSA/GARA PIÙ BELLA CHE HAI FATTO?<br />
LA PIÙ LUNGA, LA PIÙ DURA, LA PIÙ “STRANA”?<br />
Per quanto riguarda la gara più bella non ho dubbi:<br />
il Defi de l’Oisans 200 km e 12000 m di disl in 6 giorni.<br />
Nelle gare a tappe si crea un ambiente unico fatto di<br />
sincera amicizia e <strong>con</strong>divisione della fatica, al Defi è<br />
stata battaglia tutti i giorni sui sentieri, ma il dopo gara<br />
era sempre festa. U<strong>na</strong> sera (per fortu<strong>na</strong> il giorno dopo<br />
ci aspettavano 20 km non cronometrati) abbiamo<br />
esagerato e ci siamo ritrovati in 5/6 completamente<br />
vestiti dentro a u<strong>na</strong> fonta<strong>na</strong> <strong>con</strong> l’acqua calda.<br />
Nonostante tutto ho finito se<strong>con</strong>do e abbando<strong>na</strong>re<br />
il gruppo dopo l’ultimo giorno di gara mi ha messo<br />
u<strong>na</strong> gran tristezza, si era creato un clima fantastico!<br />
Senza dimenticare le valli attraversate, alcuni scorci<br />
non li dimenticherò più! La gara più lunga: il Grand<br />
Raid del Mercantour, 100 km circa. La più stra<strong>na</strong>: qui<br />
preferisco riferirmi a un alle<strong>na</strong>mento, sono iscritto alla<br />
lista internet DRS e si usa festeggiare il compleanno<br />
del maratoneta, quindi 42 anni e 195 giorni, io l’ho<br />
festeggiato correndo 42km sui sentieri attorno ad Andorno<br />
di sera <strong>con</strong> la lampada frontale.<br />
Di gare belle ne ho fatte tante, ricordo <strong>con</strong> grande<br />
gioia il “Sentiero delle Grigne”, la prima volta in montag<strong>na</strong><br />
oltre i 42 km. La più lunga e dura ovviamente il<br />
Gran Trail Valdigne, di poche settimane fa.<br />
E QUELLA CHE NON RIFARESTI?<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 41
Forse il Kima, percorso stupendo <strong>con</strong><br />
viste impedibili, ma non mi è piaciuto<br />
lo spirito di diversi atleti, disposti a far<br />
scaricare pietre o quasi spingerti per<br />
passare, non è certo lo spirito giusto<br />
per chi ama la montag<strong>na</strong>.<br />
Le rifarei tutte, sono state tutte bellissime<br />
esperienze.<br />
QUAL È LA GARA CHE STAI ANCORA<br />
SOGNANDO?<br />
U<strong>na</strong> gara a tappe in Nepal<br />
Corro da così poco che le gare che<br />
mi piacerebbe fare sono ancora tantissime:<br />
Boavista, UTMB, Kima, Badwater,<br />
e poi ho un <strong>con</strong>to in sospeso <strong>con</strong><br />
il Passatore.<br />
CHE GARE HAI IN PROGRAMMA PER IL<br />
2008?<br />
Ho già corso 5 trail (da 25 a 60 km) in<br />
Francia e la Lavaredo Ultratrail (da<br />
non perdere!); i prossimi appuntamenti<br />
saranno: ad agosto il Tour de<br />
la Grande Casse a Pralog<strong>na</strong>n (60 km<br />
3500 m disl+), a settembre l’Ecotrail a<br />
Sommand (42 km 3400 m disl+) e a ottobre<br />
le Trail Gapen’cimes (42 km 2650<br />
m disl+), poi mi butto nell’organizzazione<br />
del Trail del Monte Casto che comunque<br />
mi impeg<strong>na</strong> per gran parte<br />
dell’anno.<br />
Il mio programma gare “ufficiale”<br />
termi<strong>na</strong>va <strong>con</strong> il Gran Trail Valdigne,<br />
adesso le sceglierò man mano, ma<br />
senza fare programmi a lungo termine,<br />
almeno per i prossimi mesi.<br />
VEDIAMO UN PO’ LE COSE DA UN AL-<br />
TRO PUNTO DI VISTA: CORRI DA SOLO<br />
O HAI COMPAGNI DI ALLENAMENTO?<br />
E ALLE GARE CI VAI DA SOLO?<br />
Corro quasi sempre da solo, non è facile<br />
trovare compagni che vogliano<br />
sorbirsi tanti km, in quanto alle gare<br />
andando parecchio in Francia mi<br />
capita spesso di andare da solo, ma<br />
solo per il viaggio perché in genere ho<br />
amici che partecipano alle gare.<br />
Almeno 1 o 2 volte a settima<strong>na</strong> corro<br />
<strong>con</strong> Ilenia, la mia compag<strong>na</strong>, per il resto<br />
solitamente corro solo, soprattutto<br />
per u<strong>na</strong> questione di orari: d’estate<br />
corro spesso la matti<strong>na</strong> presto, d’inverno<br />
nella pausa pranzo. Tuttavia non<br />
disdegno qualche uscita in gruppo se<br />
capita. Alle gare oltre a Ilenia, spesso<br />
mi accompag<strong>na</strong> anche mio papà.<br />
TI È CAPITATO DI CONOSCERE NUOVE<br />
PERSONE, CORRENDO? DI FARE AMICI-<br />
ZIE? O MAGARI DI INNAMORARTI?<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 42<br />
foto @ Gigi Ghezzi
Sono dell’idea che l’ambiente<br />
del trail sia u<strong>na</strong> grande famiglia,<br />
la gara è anche un’occasione<br />
per <strong>con</strong>oscere gente nuova e<br />
<strong>con</strong>frontarsi.<br />
Ho <strong>con</strong>osciuto un sacco di persone<br />
correndo, sia della mia squadra<br />
sia di altre, <strong>con</strong> alcune delle<br />
quali ho instaurato un bellissimo<br />
rapporto di amicizia. In<strong>na</strong>morarmi?<br />
Speriamo di no, altrimenti poi<br />
come lo rac<strong>con</strong>ta a Ilenia?!<br />
PARLIAMO DI ALIMENTAZIONE:<br />
SEGUI UNA DIETA? SEI SEMPRE AT-<br />
TENTO A QUELLO CHE MANGI OP-<br />
PURE NO, E TI CONCEDI QUALCHE<br />
VIZIO OGNI TANTO?<br />
Sono vegetariano da 25 anni,<br />
cerco di alimentarmi correttamente<br />
ma alcune volte “sgarro”,<br />
per esempio il gelato per me è<br />
irresistibile!<br />
Non seguo nessu<strong>na</strong> dieta parti<strong>col</strong>are,<br />
mangio un sacco di frutta<br />
e verdura (a volte a casa mi danno<br />
anche della capra!) e cerco<br />
di stare attento, ma qualche vizio<br />
me lo <strong>con</strong>cedo, soprattutto al<br />
gelato artigia<strong>na</strong>le faccio fatica a<br />
resistere.<br />
COSA MANGI PRIMA DI UNA GARA<br />
LUNGA? E DURANTE? E DOPO?<br />
In genere mangio delle barrette<br />
di cereali che trovo in un negozio<br />
di prodotti <strong>na</strong>turali, durante la<br />
gara fino a 50/60km uso gel e sali<br />
minerali, dopo cerco di reintegrare<br />
<strong>con</strong> molta verdura.<br />
Prima di u<strong>na</strong> gara lunga faccio<br />
u<strong>na</strong> buo<strong>na</strong> <strong>col</strong>azione <strong>con</strong> marmellata<br />
e fette biscottate integrali<br />
e u<strong>na</strong> spremuta. Durante<br />
non sono uno che mangia molto,<br />
qualche barretta o biscotto, da<br />
bere the, acqua o coca-<strong>col</strong>a. Se<br />
non ci sono cibi solidi dei sali, ma<br />
pochi perché faccio fatica a digerirli<br />
e mi restano sullo stomaco.<br />
Non uso gel di nessun tipo. Dopo<br />
la gara riprendo a mangiare normalmente.<br />
OLTRE LA CORSA: HAI UN DIARIO,<br />
UN QUADERNO DI APPUNTI, UN<br />
BLOG? TIENI TRACCIA O MEMO-<br />
RIA DELLE TUE CORSE?<br />
All’inizio avevo un diario <strong>con</strong> tutti<br />
gli alle<strong>na</strong>menti di tutti gli sport,<br />
ora li registro sul pc, scrivo i rac<strong>con</strong>ti<br />
delle gare in lista drs, ho un<br />
sito internet (http://www.mauscilla.it)<br />
.<br />
Carta e pen<strong>na</strong>: ho un’agenda<br />
dove scrivo tempi e sensazioni di<br />
alle<strong>na</strong>menti e gare, e nonostante<br />
mi piacciano il pc e internet, per<br />
pigrizia non scarico neanche i<br />
dati del gps.<br />
COME CONCILI LA CORSA CON<br />
TUTTO IL RESTO (LAVORO, FAMI-<br />
GLIA...)?<br />
Per fortu<strong>na</strong> il lavoro (impiegato in<br />
u<strong>na</strong> direzione didattica) mi lascia<br />
abbastanza tempo libero; sono<br />
separato da 8 anni e cerco di<br />
<strong>con</strong>ciliare la mia passione per la<br />
corsa <strong>con</strong> l’altra mia grande gioia<br />
di vita, mia figlia Arian<strong>na</strong> che<br />
ha 15 anni e vive parecchio <strong>con</strong><br />
me.<br />
Ho la fortu<strong>na</strong> di avere u<strong>na</strong> compag<strong>na</strong><br />
che corre e partecipa a<br />
quasi tutte le gare che faccio, e<br />
se sono troppo lunghe partecipa<br />
alla gara più corta che quasi<br />
sempre organizzano in <strong>con</strong>temporanea.<br />
Il lavoro non mi crea<br />
grossi problemi, fortu<strong>na</strong>tamente<br />
si limita alle 8 ore da lunedì a venerdì,<br />
quindi riesco a ritagliare i<br />
miei spazi.<br />
HAI UNO SPONSOR O TI PAGHI<br />
TUTTO DA SOLO? RIESCI A PRENDE-<br />
RE QUALCHE PREMIO ALLE GARE?<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 43
HAI MAI QUANTIFICATO QUANTO TI<br />
COSTA CORRERE IN UN ANNO?<br />
Corro per Lafuma, ditta francese di<br />
prodotti outdoor (trail, montag<strong>na</strong>,<br />
campeggio), che mi fornisce il materiale,<br />
riesco ad arrivare nei premi che<br />
in Francia non sono mai in de<strong>na</strong>ro.<br />
Per fortu<strong>na</strong> non ho mai fatto i <strong>con</strong>ti<br />
dei costi, sicuramente sarebbe u<strong>na</strong><br />
bella cifra, ma ne vale la pe<strong>na</strong>!<br />
Magari avessi uno sponsor, <strong>con</strong> quello<br />
che spendo! Mi pago tutto da<br />
solo, mi è capitato qualche volta di<br />
prendere premi, anche se raramente.<br />
Non ho quantificato quanto mi<br />
costa correre in un anno perché potrei<br />
spaventarmi per la cifra!<br />
COSA VUOL DIRE PER TE CORRERE UN<br />
ULTRATRAIL? COSA TI SPINGE A FARE<br />
CORSE ESTREME?<br />
Praticando il trail ho sempre sentito<br />
un’impressione di libertà. La <strong>con</strong>tinua<br />
spinta al superamento di sé stessi mi<br />
ha do<strong>na</strong>to più sicurezza e maggiore<br />
tranquillità anche nella mia vita quotidia<strong>na</strong>.<br />
Nell’ultra trail questi aspetti si accentuano<br />
ancora di più e si apprende<br />
anche u<strong>na</strong> lezione di umiltà: bisog<strong>na</strong><br />
rispettare la montag<strong>na</strong>, senza mai dimenticare<br />
che siamo suoi ospiti, non<br />
sentirsi mai invincibili perché i peri<strong>col</strong>i<br />
sono sempre in agguato.<br />
Inoltre le lunghe ore che si passano<br />
in completa solitudine hanno cementato<br />
la mia simbiosi <strong>con</strong> la <strong>na</strong>tura<br />
e completato la mia scelta di vita<br />
vegetaria<strong>na</strong>. Il trail anziché rendermi<br />
solitario mi ha fatto in<strong>con</strong>trare tanti<br />
appassio<strong>na</strong>ti della <strong>na</strong>tura: posso<br />
davvero dire di aver scoperto u<strong>na</strong><br />
vera grande famiglia.<br />
Correre un ultratrail è un viaggio attraverso<br />
le montagne che rimangono<br />
la mia prima passione, e poi u<strong>na</strong><br />
sfida <strong>con</strong> sé stessi e i propri limiti. Non<br />
<strong>con</strong>sidero un ultratrail u<strong>na</strong> gara estrema,<br />
almeno finché rimane entro certi<br />
canoni di chilometraggio, quote<br />
o diffi<strong>col</strong>tà, per così dire, “umane”.<br />
Certo se poi parliamo di Iditarod o<br />
corse simili, allora il discorso cambia.<br />
SCUSA MA... PERCHÉ CORRI?<br />
Credo di aver già risposto nella domanda<br />
precedente, ma aggiungerei<br />
che ormai corro quasi sempre in<br />
mezzo alla <strong>na</strong>tura per il gran senso<br />
di libertà che mi do<strong>na</strong>, perché mi si<br />
riempiono gli occhi a vedere certi<br />
tramonti in montag<strong>na</strong>, i caprioli che<br />
fuggono veloci, i sentieri innevati… e<br />
per i tanti amici che grazie a questa<br />
passione ho avuto modo di <strong>con</strong>oscere.<br />
Corro prima di tutto perché mi piace<br />
e mi permette di rilassarmi, di pensare.<br />
Ma anche perché mi fa sentire<br />
realizzato il riuscire a portare a termine<br />
gli obiettivi che mi pongo man<br />
mano!<br />
VUOI AGGIUNGERE QUALCOSA?<br />
… TEMA LIBERO.<br />
Negli ultimi 8 anni ho ottenuto 3 vittorie,<br />
3 se<strong>con</strong>di posti e 5 terzi posti,<br />
più altri buoni piazzamenti, me<br />
lo avessero detto 15 anni fa non ci<br />
avrei creduto, non posso che essere<br />
soddisfatto, perché sono sempre<br />
stato <strong>con</strong>sapevole di non essere un<br />
campione!<br />
Devo dire che nello stesso tempo mi<br />
foto @ Gigi Ghezzi<br />
riempie di gioia organizzare 2 trail qui<br />
nel biellese, così posso far assaporare<br />
le bellezze della nostra valle a tanti<br />
amici trailer.<br />
Vorrei solo dire a <strong>col</strong>oro che non<br />
hanno mai pensato di correre in<br />
montag<strong>na</strong>, o a quelli che vorrebbero<br />
farlo ma sono spaventati, di non<br />
preoccuparsi e di “buttarsi”: tutto ciò<br />
che si soffre in salita, viene ripagato<br />
<strong>con</strong> gli interessi quando si raggiunge<br />
la cima e si apre agli occhi un panorama<br />
splendido, che è impossibile<br />
dimenticare anche quando, poco<br />
dopo, le gambe corrono da sole giù<br />
per la discesa. �<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 44
PREVIEW GARE...<br />
ECOMARATONA<br />
dei<br />
Testo di Tommaso Bisagno e Gianni De Polo<br />
E’ l’unica Ecomarato<strong>na</strong> del<br />
nord, la terza per <strong>na</strong>scita delle<br />
cinque italiane, la quinta nel<br />
calendario, la quinta edizione. E’<br />
l’Ecomarato<strong>na</strong> dei Cimbri - Trofeo<br />
Permasteelisa, che aspetta i patiti<br />
del trail domenica 21 settembre.<br />
Nell’attesa, siccome ci ha preso gusto<br />
<strong>con</strong> la prima frase di questo arti<strong>col</strong>o,<br />
la Eco <strong>con</strong>tinua a dare i numeri.<br />
42,195: i km, e ci mancherebbe altro...<br />
CIMBRI 2008<br />
]i numeri della corsa in Pian Cansiglio[<br />
ma 42,195 precisi? Ma non se ne parla,<br />
siamo nel mondo trail! Si tratta di 42 km<br />
più o meno, misurati <strong>con</strong> sistemi GPS<br />
e... relative approssimazioni, regalate<br />
<strong>con</strong> prodigalità da questi attrezzi.<br />
8.30: l’orario di partenza. Poco dopo<br />
le 12.00, grossomodo, l’arrivo dei primi.<br />
Alle 16,30 la chiusura ufficiale della<br />
gara. Alle 17.30 circa l’arrivo degli ultimi<br />
eroi della gior<strong>na</strong>ta accompag<strong>na</strong>ti<br />
dai “bodyguard” del servizio scopa.<br />
8: i chilometri di salita, dura, sentiero,<br />
strada bianca e ancora sentiero,<br />
dopo il passaggio sulle aeree<br />
passerelle nelle affasci<strong>na</strong>nti grotte<br />
del Caglieron, per arrivare da quota<br />
220 a quota 1500, ossia forcella<br />
Pizzòc: come dire... via la spi<strong>na</strong> via<br />
il dolore; il panorama si allarga sulla<br />
pianura veneta da u<strong>na</strong> parte, verso<br />
le Prealpi e poi le Dolomiti dall’altra.<br />
27: i chilometri di saliscendi nella<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 45<br />
foto © Belinda Sorice
magica foresta dei Dogi, il Cansiglio,<br />
un mix di faggeta ad alto fusto,<br />
pas<strong>col</strong>i, passaggi nei villaggi cimbri<br />
(Vallorch e Le Rotte), quasi sempre<br />
su sentiero, u<strong>na</strong> vera immersione<br />
nella <strong>na</strong>tura e nella storia di questi<br />
luoghi nei quali sembra di percepire<br />
la presenza dei perso<strong>na</strong>ggi magici<br />
che popolano le leggende locali.<br />
7: i chilometri fi<strong>na</strong>li tutti in discesa su<br />
strada bianca, la strada del Santo,<br />
che pla<strong>na</strong> su Frego<strong>na</strong> ormai senza<br />
alcu<strong>na</strong> diffi<strong>col</strong>tà di tipo tecnico, ma<br />
sempre molto dura per chi ha già<br />
messo in saccoccia 35 km di “hard<br />
trail”!<br />
300: i partecipanti del 2007; obiettivo<br />
del 2008: superare questo record. Se<br />
non fosse che lo slogan ha portato<br />
male a qualcuno nelle ultime elezioni<br />
politiche, diremmo: si può fare!<br />
350: il numero massimo di partecipanti,<br />
oltre il quale le iscrizioni in ogni<br />
caso verranno chiuse. Il Cansiglio<br />
è un luogo dell’anima, un bosco<br />
incantato che va rispettato e per<br />
questo non si supererà questa soglia.<br />
3: le novità del tracciato 2008.<br />
Prima novità: al 9° km circa,<br />
dopo il mistico (già qui qualche<br />
ecomaratoneta <strong>na</strong>rra di avere<br />
visto angeli e santi) passaggio alla<br />
Madonni<strong>na</strong> dell’Agnelezza, non si<br />
sale più per i dolci, ampi e ben noti<br />
tor<strong>na</strong>nti, ma per la “direttissima”,<br />
nome che è u<strong>na</strong> promessa che viene<br />
mantenuta fino all’arrivo alla “ta<strong>na</strong><br />
del lupo”, pic<strong>col</strong>a casera-ricovero<br />
adagiata sulle pendici occidentali del<br />
monte Pizzòc. Da qui ci si riaggancia<br />
poi al vecchio tracciato verso forcella<br />
Pizzòc. Se<strong>con</strong>da novità: verso metà<br />
gara, non si scende più, per lo più nel<br />
fango, fino a Campon, in prossimità<br />
della strada asfaltata, ma si taglia<br />
nel bosco sul sentiero Q che scende<br />
direttamente fino ai casoni “I Pich”.<br />
Quello che qui è stato accorciato<br />
viene recuperato dopo, attorno al<br />
km 30, dopo il passaggio al villaggio<br />
“LeRotte”, allungando nel bosco<br />
incantato del Cansiglio l’ultima salita,<br />
prima di Cadolten. In caso di fango<br />
ci sarà da divertirsi alla grande!<br />
10: i punti di ristoro dissemi<strong>na</strong>ti lungo<br />
il percorso, punti ristoro <strong>con</strong> “licenza<br />
poetica”: vedi salame e salsicce<br />
spesso presenti al 35° km!<br />
4: gli eventi podistici extraecomarato<strong>na</strong>.<br />
Sabato 20 la grande<br />
novità: Antico Trail degli Sciamani, 70<br />
km per 4500 metri di dislivello positivo<br />
sulle montagne dei Cimbri, passando<br />
anche per luoghi carichi di magie<br />
come l’Ander de le mate, nel cuore<br />
dell’altopiano del<br />
Cansiglio, dove<br />
vivevano, dice la<br />
leggenda, streghe<br />
e sciamani.<br />
Quest’anno è<br />
evento ad inviti<br />
per selezio<strong>na</strong>ti<br />
ultramaratoneti;<br />
dal 2009 diventerà<br />
u<strong>na</strong> fantastica<br />
cavalcata ufficiale,<br />
a coppie, un<br />
adventure trail che<br />
lascerà il segno<br />
nel cuore e nelle<br />
gambe di tutti gli<br />
intrepidi che lo<br />
affronteranno.<br />
E ancora:<br />
domenica, <strong>con</strong><br />
partenza alle 9<br />
e <strong>con</strong>dividendo<br />
parte del percorso<br />
dell’Ecomarato<strong>na</strong>,<br />
due mini-trail di 6 e<br />
11 km;<br />
alle 9.15, infine, altra<br />
novità: un’uscita<br />
di nordic walking,<br />
la cammi<strong>na</strong>ta <strong>con</strong><br />
i bastoncini, <strong>con</strong><br />
la guida di due<br />
istruttori <strong>na</strong>zio<strong>na</strong>li.<br />
x (ma <strong>con</strong> x<br />
tendente a<br />
tanti): i motivi di<br />
interesse della<br />
gara; dalla <strong>na</strong>tura<br />
(passeremo nel<br />
bosco che forniva<br />
la leg<strong>na</strong> per le <strong>na</strong>vi<br />
della Serenissima<br />
Repubblica) ai<br />
panorami (giù<br />
verso la pianura o<br />
avanti nel cuore<br />
verde), alla storia.<br />
Passeremo infatti<br />
nei villaggi dei<br />
Cimbri, popolo<br />
di antica origine<br />
teutonica, giunti dal<br />
nord per insediarsi<br />
sull’altopiano di<br />
Asiago e da qui, nel<br />
1700, spostatisi in<br />
Cansiglio, per vivere del e nel bosco.<br />
150: i volontari impeg<strong>na</strong>ti<br />
nell’avventura dell’Ecomarato<strong>na</strong>, per<br />
far trovare acqua, tè, torte, zucchero<br />
e soprattutto incoraggiamenti lungo<br />
il percorso. Sono rappresentanti<br />
di decine di associazioni: tutta la<br />
pic<strong>col</strong>a Frego<strong>na</strong> si mobilita per la<br />
gara e per gli atleti.<br />
1 e inimitabile... anzi no... imperdibile:<br />
il servizio di massaggi, garantito da<br />
alcuni fisioterapisti a favore degli atleti<br />
alla fine della gara, servizio esclusivo<br />
nel panorama della gare trail, vero<br />
fiore all’occhiello della Eco dei Cimbri.<br />
1: il sito in cui trovare tutto quel<br />
che c’è da sapere (video sul<br />
percorso compreso) e da fare<br />
(come l’iscrizione); è il sito sempre<br />
aggior<strong>na</strong>to in cui vi è il programma<br />
completo della manifestazione le cui<br />
attività iniziano già u<strong>na</strong> settima<strong>na</strong><br />
prima dell’Ecomarato<strong>na</strong>. www.<br />
ecomarato<strong>na</strong>deicimbri.it<br />
u<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 46
foto © Belinda Sorice<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 47<br />
foto © Belinda Sorice
DATI TECNICI<br />
DISTANZA: 42 KM<br />
D+: 2000<br />
TIPO DI PERCORSO: TRAIL RUNNING<br />
LUOGO DI PARTENZA: FEGONA - LOCALITÀ MEZZAVILLA<br />
ORARIO DI PARTENZA: 8.30<br />
TEMPO LIMITE: 8 ORE<br />
RECAPITI<br />
STEFANO 347.0008224<br />
GIANNI 347.5051376<br />
PROLOCO DI FREGONA 0438.585487<br />
E-MAIL: INFO@ECOMARATONADEICIMBRI.IT<br />
SITO WEB: WWW.ECOMARATONADEICIMBRI.IT<br />
RITIRO PETTORALI<br />
SABATO DALLE 16.30 ALLE 22.00 E DOMENICA DALLE 7.00<br />
ALLE 8.00 PRESSO IL CENTRO SOCIALE (ZONA PARTENZA)<br />
PACCO GARA<br />
T-SHIRT TECNICA, PRODOTTI REGIONALI, MEDAGLIA DAI<br />
CAMPI SAHARAWI AGLI ATLETI ARRIVATI AL TRAGUARDO<br />
MANIFESTAZIONI COLLATERALI<br />
CORSA NON COMPETITIVA DI 11 E 6 KM - PARTENZA ORE<br />
9.00<br />
CAMMINATA NON COMPETITIVA DI NORDIC WALKING DI<br />
11 KM - PARTENZA ORE 9.15<br />
PASTA PARTY<br />
SABATO 20 SETTEMBRE CENA<br />
INFO ALLOGGI<br />
PROLOCO DI FREGONA - 0438.585487<br />
WWW.ECOMARATONADEICIMBRI.IT<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 48<br />
foto © Belinda Sorice
2008<br />
LA LEGGENDA DEL TRAIL RUNNING<br />
PREVIEW GARE...<br />
testo di Leo<strong>na</strong>rdo Soresi<br />
foto © UTMB<br />
SONO PASSATI GIÀ SEI<br />
ANNI DALLA COMPARSA<br />
NEL PANORAMA DEL TRAIL<br />
DELL’UTMB. LA RIVISTA<br />
FRANCESE ULTRAFONDUS<br />
ERA APPENA NATA E SU<br />
QUELL’ORMAI MITICO N. 4<br />
MISE IN COPERTINA DAWA<br />
SHERPA, FRESCO VINCITORE<br />
DELLA PRIMA EDIZIONE,<br />
TITOLANDO “È NATA UNA<br />
LEGGENDA”.<br />
Nonostante il maltempo<br />
avesse bersagliato la gara<br />
per tutta la sua durata, per i<br />
gior<strong>na</strong>listi non c’era alcun dubbio:<br />
l’UTMB avrebbe cambiato il<br />
mondo dell’ultra trail per sempre.<br />
In quella prima edizione furono<br />
solo 67 i <strong>con</strong>correnti a giungere<br />
all’arrivo (su 663 partenti!), e forse<br />
fu proprio questo a stimolare la<br />
fantasia dei corridori di tutta<br />
Europa. L’anno successivo i<br />
partecipanti raddoppiarono, e<br />
nel 2005 cominciò il calvario del<br />
“tutto esaurito” che quest’anno<br />
ha toccato il suo apice <strong>con</strong> i<br />
pettorali andati esauriti in meno<br />
di dieci minuti: ma ormai anche<br />
questo aspetto è entrato a<br />
far parte dell’aura mitica che<br />
cir<strong>con</strong>da questa competizione.<br />
Pur essendo <strong>na</strong>ta <strong>con</strong> trent’anni<br />
di ritardo rispetto alle grandi<br />
100 miglia americane, l’UTMB<br />
non ci ha messo molto ad<br />
oscurarle in termini di successo di<br />
partecipazione e di importanza<br />
mediatica, diventando un evento,<br />
più che u<strong>na</strong> gara, di importanza<br />
planetaria: fra le 7725 domande<br />
di iscrizione pervenute nel primo<br />
giorno sono state <strong>con</strong>tate ben 60<br />
<strong>na</strong>zio<strong>na</strong>lità differenti!<br />
Di anno in anno l’UTMB diventa<br />
più duro: se nella prima edizione<br />
i km erano 150 e il dislivello<br />
di 7500 metri, in questa sesta<br />
edizione 2008 siamo arrivati a 163<br />
km <strong>con</strong> 9500 metri di dislivello.<br />
Eppure la percentuale di finisher<br />
è in <strong>con</strong>tinuo aumento, segno<br />
evidente che la preparazione<br />
dei partecipanti si fa di anno in<br />
anno migliore, e che la politica<br />
di subordi<strong>na</strong>re l’iscrizione al<br />
completamento di alcune “gare<br />
qualificanti” sta dando i suoi frutti.<br />
Proprio per rispondere all’esigenza<br />
di proporre nuove sfide a <strong>col</strong>oro<br />
che hanno già termi<strong>na</strong>to l’UTMB,<br />
l’organizzazione “Les Trailers<br />
du Mont Blanc” propone per<br />
quest’anno u<strong>na</strong> nuova prova, la<br />
“Petite Trotte à Léon”, un raid a<br />
squadre di 220 km e 17000 metri<br />
di dislivello positivo! Chissà se<br />
<strong>na</strong>scerà u<strong>na</strong> nuova leggenda?<br />
L’UTMB non è diventato però<br />
solo un grande appuntamento<br />
“popolare”: alla crescita in<br />
termini di partecipazione è<br />
coincisa u<strong>na</strong> sempre maggiore<br />
importanza dal punto di vista<br />
agonistico: si può dire ormai che<br />
l’UTMB rappresenti u<strong>na</strong> sorta di<br />
campio<strong>na</strong>to del mondo della<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 49
specialità. A partire dallo scorso<br />
anno infatti sono arrivati in massa<br />
anche i più forti americani, Scott<br />
Jurek e Karl Meltzer in primis,<br />
anche se <strong>con</strong> scarsi risultati. Fino<br />
ad ora infatti la corsa è sempre<br />
stata appan<strong>na</strong>ggio di corridori<br />
europei, ma quest’anno le cose<br />
potrebbero cambiare. Nel 2007<br />
Scott Jurek si era presentato<br />
solamente per <strong>con</strong>oscere la gara<br />
e si era fermato al traguardo<br />
intermedio di Courmayeur per<br />
non compromettere le proprie<br />
chance di bissare il successo alla<br />
Spartathlon. Per questa sesta<br />
edizione invece Jurek ha previsto<br />
di fermarsi un mese intero per<br />
studiare alla perfezione il percorso,<br />
segno evidente che l’UTMB è il<br />
suo principale appuntamento<br />
della stagione. Il forte americano<br />
non sarà però l’unico a cercare<br />
di strappare lo scettro dalle mani<br />
di Marco Olmo. Oltre a Dawa<br />
Sherpa, che quest’anno gli ha<br />
già dato un grande dispiacere<br />
interrompendo il suo dominio<br />
nel Cro Magnon, e ai “soliti”<br />
Vincent Delebarre e Cristophe<br />
Jacquerod, al via ci sarà anche<br />
l’ungherese Csaba Nemeth, già<br />
se<strong>con</strong>do nel 2006, che in questo<br />
2008 ha dato u<strong>na</strong> dimostrazione<br />
assoluta di forza alla Lavaredo<br />
Ultratrail dello scorso 22 giugno.<br />
Senza dimenticare atleti del<br />
calibro di Thierry Chambry,<br />
vincitore nel 2007 del Grand Raid<br />
de La Réunion o del tedesco Jens<br />
Lukas, se<strong>con</strong>do nel 2007 alla sua<br />
prima partecipazione all’UTMB.<br />
Voci di corridoio parlano poi<br />
della presenza di Lahcen<br />
Ahnsal, vincitore di 10 Marathon<br />
des Sables e di due Swiss<br />
Alpine Marathon, nonché del<br />
giovanissimo basco Kilian Jornet<br />
Burgada. Quest’ultimo è appe<strong>na</strong><br />
ventiduenne, ma da due anni<br />
è il domi<strong>na</strong>tore in<strong>con</strong>trastato<br />
del campio<strong>na</strong>to del mondo di<br />
skyrunning: di fatto l’UTMB è u<strong>na</strong><br />
gara completamente diversa,<br />
dove <strong>con</strong>tano più la resistenza<br />
mentale che l’esplosività<br />
dei mus<strong>col</strong>i, ma visto cosa<br />
ha fatto quest’anno un altro<br />
ventiduenne, Kyle Skaggs, alla<br />
Hardrock 100, anche Jornet<br />
rappresenta un’incognita da non<br />
sottovalutare.<br />
Anche in campo femminile<br />
l’UTMB 2009 presenta un campo<br />
agguerritissimo di <strong>con</strong>tendenti:<br />
Karine Herry, vincitrice nel 2006,<br />
proverà a strappare lo scettro<br />
all’america<strong>na</strong> Nikki Kimball,<br />
prima nel 2007. Entrambe però<br />
dovranno guardarsi da Elizabeth<br />
Hawker, vincitrice nel 2005 e<br />
che l’anno scorso si è laureata<br />
campionessa del mondo di<br />
100 km su strada. Outsider di<br />
lusso saranno l’america<strong>na</strong> Kami<br />
Semick, la francese Alexandra<br />
Rousset e l’italo-argenti<strong>na</strong> Virginia<br />
Oliveri. u<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 50
MI RICORDO...<br />
di Gabriele “Mudanda” Bortolotto<br />
10 calda estate è lontano: e<br />
gen<strong>na</strong>io ore 20:59, fuori<br />
fa freddo e il ricordo della<br />
tu dove sei? Cosa stai facendo lì <strong>con</strong><br />
la mano tutta sudata e tremante sul<br />
mouse, il sudore che ti scende dalla<br />
fronte, il computer acceso e <strong>con</strong>nesso<br />
da un’ora, in linea al telefono <strong>con</strong> un<br />
altro nelle tue stesse <strong>con</strong>dizioni? Ore<br />
21:00 sotto la torre Eiffel e... via! Click,<br />
server intasato... ma porca putt.... e<br />
ri-click... e ri-click ancora... noooo è<br />
caduta la <strong>con</strong>nessione... panico...<br />
ok sono entrato... ecco il numero di<br />
prenotazione... e vaaaai! Click qua...<br />
click là... ecco fatto: iscritto! In 5 minuti<br />
persi 2 anni di vita, ma ce l’ho <strong>fatta</strong>:<br />
sarò un starter UTMB 2008. E ora? Dopo<br />
10 minuti realizzi che sarebbe il caso<br />
di diventare anche finisher... altrimenti<br />
bastava quella <strong>con</strong>nessione super<br />
veloce che hai profumatamente<br />
pagato.<br />
Passano i mesi, i km e i dislivelli,<br />
scorrono via le gare di preparazione e<br />
fi<strong>na</strong>lmente ti ritrovi lì in Place de l’Amitiè<br />
a Chamonix come un bambino<br />
innocente e indifeso. Ne hai fatte di<br />
lunghe, ma questa... questa è la più<br />
lunga, questa la finisce uno solo su due,<br />
questa non finisce mai... e via così le<br />
leggende sull’UTMB si sprecano. Dentro<br />
di te man mano che il countdown si<br />
avvici<strong>na</strong> all’ora X <strong>na</strong>s<strong>con</strong>o migliaia di<br />
dubbi: le scarpe sono quelle giuste?<br />
Lo zaino pesa troppo? Farà freddo?<br />
Avrò caldo? Ma soprattutto: perché<br />
sono qui? Quest’ultima domanda ti<br />
si ripresenterà più volte lungo tutto il<br />
percorso e sarà la risposta che darai a<br />
determi<strong>na</strong>re la sorte del tuo UTMB. Per<br />
cui caro amico, mani<strong>na</strong> sulla coscienza<br />
e se ti sei iscritto solo per dire: “io c’ero”<br />
o “l’ha fatto il Gino, vuoi che non lo<br />
faccia io”, “Uhè guarda che io sono<br />
uno che ha fatto il giro del Bianco!”,<br />
stai a casa <strong>con</strong> la tua famiglia perché<br />
questa gara ti chiederà di scendere<br />
fino in fondo alle tue più intime<br />
motivazioni e se lì non troverai nulla di<br />
<strong>con</strong>creto il ritiro sarà l’unica cosa che<br />
ti <strong>con</strong>cederà.<br />
Nel frattempo le note della musica<br />
della <strong>col</strong>on<strong>na</strong> sonora di “1492 Alla<br />
<strong>con</strong>quista del Paradiso” sono sempre<br />
più alte, gli interventi in varie lingue<br />
degli speaker si susseguono, la piazza si<br />
riempie di gente. C’è chi è da solo, chi<br />
<strong>con</strong> un amico, padri che salutano le<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 51
famiglie. L’aria è densa di emozioni, di<br />
sa<strong>na</strong> tensione agonistica e poi come<br />
nei migliori sogni... VIA! E l’avventura<br />
inizia.<br />
I primi 8 km fino al Les Houches sono<br />
pianeggianti, la carica della partenza,<br />
le notti passate a studiare e ri-studiare<br />
il profilo, la voglia di correre esplodono<br />
in te e non capisci più niente. Ti lasci<br />
trasportare da questo fiume in pie<strong>na</strong> di<br />
emozioni e in un batter d’occhio sei al<br />
primo ristoro. Da lì inizia la vera gara, si<br />
attacca la prima salita: il <strong>col</strong> de Voza.<br />
Sono circa 7 km e 800 metri di D+ su<br />
strada poderale, qualche strappo<br />
deciso ma tutto sommato u<strong>na</strong> salita<br />
“veloce”. Se sei un top la puoi anche<br />
correre, gli altri la spingono di buon<br />
passo. E’ importante in questa prima<br />
fase abbassare il ritmo cardiaco e<br />
trovare il giusto passo in salita, le giuste<br />
sensazioni. C’è poi la discesa su u<strong>na</strong><br />
pista da sci dal fondo erboso dove si<br />
corre bene senza rischi, ma è già ora<br />
di accendere la frontale. Fi<strong>na</strong>lmente si<br />
arriva al primo ristoro a Saint Gervais: ti<br />
avrà sicuramente <strong>col</strong>pito il tifo lungo il<br />
percorso, sarà u<strong>na</strong> costante, e rimarrai<br />
sorpreso dalle due ali di folla che<br />
troverai a questo primo ristoro. Ti fermi<br />
un attimo, mangi e bevi qualcosa,<br />
fai rifornimento e “bon courage”. Ti<br />
chiederai perché mi di<strong>con</strong>o “buon<br />
coraggio”... al limite solo coraggio,<br />
o forza! E poi realizzi: ahhh, qui siamo<br />
in Francia... qui il computer si chiama<br />
ordi<strong>na</strong>teur e 80 si dice quatre-vingt...<br />
TUTTO A POSTO.<br />
Dopo Saint-Gervais<br />
inizi la parte del<br />
percorso che ti porta<br />
al primo <strong>col</strong>le oltre<br />
i 2000, il Croix du<br />
Bohnomme, sono<br />
circa 17 km <strong>con</strong><br />
1700 m D+, 1000 dei<br />
quali negli ultimi 6<br />
km. A questo punto<br />
la tensione della<br />
partenza non c’è<br />
più, la prima salita<br />
l’hai <strong>fatta</strong>, sei ben<br />
caldo e quindi fino<br />
all’attacco della<br />
salita si corricchia, anche perché<br />
la pendenza lo permette. Passi un<br />
tratto boschivo, ogni tanto incroci del<br />
pubblico, spesso tra loro ci sono dei<br />
bambini, ti sembrano dei folletti <strong>con</strong><br />
le loro candeline accese in mano.<br />
Arrivi al ristoro di Les Contamines: altro<br />
bagno di folla che ti sottrae dallo stato<br />
ipnotico in cui stavi cadendo. Goditi il<br />
La fisica ti<br />
aiuta: se metti<br />
un piede più<br />
avanti dell’altro<br />
procedi, e quindi<br />
non c’è niente<br />
di cui essere<br />
preoccupati...<br />
calore della gente, fino a Courmayeur<br />
non ne vedrai così tanti. Quindi si<br />
riparte ma... hai fatto rifornimento di<br />
acqua? Hai messo qualcosa di caldo?<br />
Ora si sale ai 2479 m del Croix de<br />
Bohnomme! L’attacco della salita è<br />
in<strong>con</strong>fondibile: sono<br />
dei lastroni di roccia<br />
per circa 1 km, poi<br />
la salita prosegue<br />
regolare su sentiero<br />
<strong>con</strong> pendenze mai<br />
troppo impeg<strong>na</strong>tive.<br />
A metà salita trovi<br />
il ravit di La Balme.<br />
Fornitissimo come<br />
tutti i ravit che finora<br />
hai trovato e che<br />
troverai, c’è di tutto e<br />
per tutti i gusti, dolce<br />
e salato, e LA SOUPE,<br />
tecnicamente ‘<strong>na</strong><br />
minestri<strong>na</strong> <strong>fatta</strong><br />
<strong>col</strong> <strong>dado</strong> <strong>con</strong><br />
<strong>capelli</strong> d’angelo<br />
stracotti. Nella realtà<br />
dell’UTMB un nettare<br />
divino creato per<br />
il riscaldamento<br />
delle tue stanche<br />
membra. Non fare<br />
l’italiano: assaggia,<br />
è come u<strong>na</strong> droga,<br />
ne diventerai dipendente. E subito<br />
dopo un bel bicchiere di coca-<strong>col</strong>a<br />
per pulire la bocca. Ora penserai: “che<br />
schifo”, ma come si dice in veneto:<br />
“sea <strong>con</strong>temo dopo”.<br />
Abbando<strong>na</strong>to a malincuore il ristoro<br />
di La Balme <strong>con</strong> il suo caldo fuoco<br />
la salita prosegue,<br />
sempre su single track<br />
che a serpenti<strong>na</strong> sale<br />
al <strong>col</strong>le. Ogni tanto<br />
alzerai lo sguardo e<br />
la lunga scia delle<br />
frontali che vedrai<br />
in<strong>na</strong>nzi a te a volte<br />
abbatterà il tuo<br />
morale. Penserai:<br />
“Fino a lì?”, “Non<br />
finisce più”... calma!<br />
Abbassa la testa,<br />
fissa la luce della tua<br />
frontale, <strong>con</strong>centrati<br />
sulla coordi<strong>na</strong>zione<br />
tra passo, respiro<br />
e bastoncini (se li hai) e prosegui. La<br />
fisica ti aiuta: se metti un piede più<br />
avanti dell’altro procedi, e quindi non<br />
c’è niente di cui essere preoccupati...<br />
piano piano... lentamente, arrivi<br />
anche tu. Infatti eccoci! 2479 Croix de<br />
Bohnomme, se<strong>con</strong>do s<strong>col</strong>li<strong>na</strong>mento.<br />
La discesa che segue non è delle<br />
LA SOUPE,<br />
tecnicamente ‘<strong>na</strong><br />
minestri<strong>na</strong> <strong>fatta</strong> <strong>col</strong><br />
<strong>dado</strong> <strong>con</strong> <strong>capelli</strong><br />
d’angelo stracotti.<br />
Nella realtà<br />
dell’UTMB un nettare<br />
divino creato per<br />
il riscaldamento<br />
delle tue stanche<br />
membra. Non fare<br />
l’italiano: assaggia,<br />
è come u<strong>na</strong> droga,<br />
ne diventerai<br />
dipendente.<br />
migliori. Per la maggior parte su fondo<br />
erboso <strong>con</strong>tinuamente interrotto da<br />
pozzanghere, buche...il sentiero a<br />
volte si perde. Occhio a seguire i soliti<br />
“furbetti che tagliano”. Quindi culo<br />
basso, ginocchia piegate, busto in<br />
avanti, bastoncini<br />
(non allacciati sui<br />
polsi) ben saldi e<br />
occhio a dove<br />
mettete i piedi.<br />
Noterete come la<br />
salita per il suo ritmo<br />
diventa spesso u<strong>na</strong><br />
fase introspettiva<br />
mentre la discesa,<br />
specie se di notte,<br />
ti richiama a<br />
tenere altissima<br />
l’attenzione e<br />
richiede u<strong>na</strong><br />
dose notevole di<br />
<strong>con</strong>centrazione.<br />
Nel 99% dei casi<br />
infatti un calo di<br />
<strong>con</strong>centrazione in<br />
discesa si trasforma<br />
in u<strong>na</strong> caduta... e<br />
tu non vuoi finire il<br />
tuo UTMB per u<strong>na</strong><br />
“ba<strong>na</strong>le” storta ad<br />
u<strong>na</strong> caviglia giusto?<br />
Quindi occhio! Non<br />
è qui che farete la differenza.<br />
Alla fine della discesa c’è il ristoro di<br />
Les Champieux, caldo accogliente.<br />
Siamo circa al 50° km. Da qui a poco<br />
finisce la fase “fisica” della gara e inizia<br />
quella “mentale”. Inizi ad entrare nella<br />
dimensione Ultra (per il momento solo<br />
Ultra non UTMB). Al ristoro prenditi i tuoi<br />
tempi, la <strong>con</strong>citazione, la fretta da<br />
qui in poi saranno cattive compagne.<br />
Sottraggono energie. Per cui se ti<br />
va siediti, noterai che molti lo fanno,<br />
mangia <strong>con</strong> calma e riparti. Ora si<br />
sale ai 2516 m del Col de la Seigne per<br />
poi scendere, passando per il Refuge<br />
Elisabetta, ai 1970 del Lac Cobal. Un<br />
bel “millino” di salita e 500 m di discesa<br />
in 15 km.<br />
La prima parte della salita è su asfalto e<br />
la pendenza permetterebbe anche di<br />
correrla. Fai un po’ come credi o meglio<br />
se sei forte corri altrimenti è meglio<br />
se cammini, le energie ti serviranno<br />
dopo per la salita su sentiero che<br />
presenterà alcuni tratti impeg<strong>na</strong>tivi. E’<br />
notte fonda, sei in gara da 7-10 ore, la<br />
stanchezza incomincia a farsi sentire.<br />
Il ristoro ti ha dato <strong>con</strong>forto ma ora lo<br />
hai lasciato e come un fulmine a ciel<br />
sereno ec<strong>col</strong>a!...”Perché sono qui?”<br />
Cavatela in fretta è ancora troppo<br />
presto.....risponditi “Perché mi piace la<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 52
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 53
montag<strong>na</strong>”.....ma la voci<strong>na</strong> non ti molla<br />
e ribatte “Si ma chi ama la montag<strong>na</strong><br />
ci va di giorno, non di notte che non<br />
si vede niente...Perché sono qui?”...Azz<br />
ti ha fregato, ma tu sei ancora lucido<br />
e <strong>con</strong>trobatti “A me piace correre di<br />
notte!”.....”ah, ok”. E prosegui cercando<br />
<strong>con</strong> lo sguardo la lucetta più alta che<br />
puoi vedere per capire fin dove si deve<br />
arrivare. Occhio che se è u<strong>na</strong> notte<br />
limpida ci sono anche le stelle...<br />
Per i normodotati lo s<strong>col</strong>li<strong>na</strong>mento<br />
poco prima o poco dopo coinciderà<br />
<strong>con</strong> l’alba. Se sei forte invece ti sari fatto<br />
questa bella discesa <strong>con</strong> quel giusto<br />
grado tecnico da poter essere definita<br />
impeg<strong>na</strong>tiva <strong>con</strong> il buio. La prima parte<br />
della discesa è su pietraia poi sentiero<br />
fino al ravit del Refuge Elisabetta. Sei<br />
a quasi 2000 m per cui il ristoro è un<br />
tendone, ben fornito ma decisamente<br />
più spartano degli altri. Il sole comincia<br />
ad alzarsi. Togliti antivento varie che<br />
ti sarai messo per passare la notte e<br />
preparati alla gior<strong>na</strong>ta che verrà....la<br />
passerai TUTTA <strong>con</strong> il tuo amico UTMB.<br />
Dopo il ristoro un breve tratto in falso<br />
piano che non so perché correrai<br />
(lo corrono tutti) ti porterà a Lac<br />
Combal dove si attacca il Mont Favre<br />
2495 m sotto la cui discesa si trova<br />
Courmayeur distante solo 29 km da<br />
Refuge Elisabetta. La salita inizia <strong>con</strong><br />
u<strong>na</strong> bella rampa impeg<strong>na</strong>tiva su<br />
manto erboso per poi proseguire <strong>con</strong><br />
rampe meno impeg<strong>na</strong>tive fino allo<br />
s<strong>col</strong>li<strong>na</strong>mento. Sarà l’alba, sarà che stai<br />
arrivando in Italia, sarà che hai trovato<br />
il ritmo giusto, sarà che Courmayeur è<br />
u<strong>na</strong> tappa mentalmente importante<br />
ma nella discesa ti sentirai ri<strong>na</strong>scere.<br />
Passerai velocemente il ristoro di<br />
Checrouit e affronterai velocemente la<br />
ripida discesa sul bosco che ti porterà<br />
al palazzo dello sport di Dolonne.. Lì<br />
troverai la prima delle due sacche<br />
che l’organizzazione ti permette di<br />
posizio<strong>na</strong>re lungo il percorso. Vediamo<br />
un po’ cosa ci avrai ma messo dentro?<br />
Un cambio corto per il giorno, calzini<br />
asciutti, crema per i piedi e abrasioni<br />
varie, un asciugamano, un sacchetto<br />
vuoto dove riporre tutta la fetenzia<br />
che ti togli, un rifornimento alimentare<br />
“perso<strong>na</strong>le”, un cambio lungo in caso<br />
la gior<strong>na</strong>ta non sia delle migliori. Più che<br />
un ristoro questo è un vero e proprio pitstop.....se<br />
vuoi ti puoi cambiare anche<br />
le scarpe o fare u<strong>na</strong> doccia. Ti infastidirà<br />
un po’ la folla: dopo u<strong>na</strong> notte passata<br />
<strong>con</strong> te stesso, a Courmayeur si ritor<strong>na</strong><br />
alla realtà...macchine, biciclette....<br />
mogli. Lascia il ristoro ricordandoti u<strong>na</strong><br />
cosa: sei bravo, sei a buon punto ma<br />
non sei ne a metà gara (78 km) né a<br />
metà del dislivello complessivo (fatti<br />
circa 4000 m D+). Da qui in avanti la<br />
gara prende decisamente un’altro<br />
ritmo, ed è circa come un Gran Trail<br />
Valdigne o un Mercantour.<br />
Passato il centro di Courmayeur dove,<br />
siccome siamo in Italia ad Agosto, molti<br />
ti guarderanno come se fossi un alieno,<br />
si attacca la salita al rifugio Bertone. Un<br />
bel muro! Anche perché sei stato fermo<br />
un po’ più a lungo e ti sei raffreddato.<br />
Ad ogni modo come si diceva prima...<br />
la fisica...un piede davanti all’altro...<br />
piano piano...lentamente e i 1980, del<br />
Bertone arrivano, prima all’ombra del<br />
bosco poi allo scoperto. Non è raro<br />
incrociare degli escursionisti che sono<br />
u<strong>na</strong> valida verifica del tuo passo....se li<br />
passi vuol dire che sei ancora vivo!<br />
Dopo il Bertone si sale ancora fino al<br />
Bo<strong>na</strong>tti tutta salita su sentiero. E’ giorno,<br />
la vista e la compagnia degli altri<br />
<strong>con</strong>correnti, la presenza di escursionisti,<br />
la bellezza dei panorami fanno di<br />
questa fase della gara quella meno<br />
introspettiva e più “atletica”.<br />
Dopo il rifugio Bo<strong>na</strong>tti (2020 m) un<br />
breve tratto di traverso corribile e u<strong>na</strong><br />
bella discesella a serpenti<strong>na</strong> vi porterà<br />
ai 1769 m di Arnuva (94°km). Ricco<br />
ristoro dotato, incredibile a dirsi per u<strong>na</strong><br />
gara di corsa in montag<strong>na</strong>, di bagni<br />
chimici.....eeeee già....perché pensavi<br />
di non farla per 166 km? Pesa sai! Per<br />
cui piuttosto che elargire in <strong>na</strong>tura, che<br />
poi la carta te la porti <strong>con</strong> te (Respectez<br />
la <strong>na</strong>ture!!!)....un bel cessetto chimico<br />
e se becchi il volontario giusto ti fai<br />
dare “La gazza” e ti <strong>con</strong>cedi ‘sti 10’ di<br />
“meditazione”.....volendo comunque<br />
la potevi fare prima (ma cosa leggevi?<br />
L’Equipe?) o dopo (e cosa leggi in<br />
Svizzera?.....L’Emmental-zeitung?).<br />
Fatto tutto? Ok 4 km 768 m D+ per<br />
arrivare ai 2537 m del Gran Col<br />
Ferret, la “Cima Coppi” dell’UTMB.<br />
Se piove sei allo scoperto, se c’è il<br />
sole....protezione 20 please. La salita<br />
è decisamente dura. Gli ultimi 300 m<br />
D+ non passano più. Concentrati, non<br />
pensarci e guarda il panorama, sei un<br />
privilegiato. Sei stato tra i più veloci ad<br />
iscriverti, ti sei alle<strong>na</strong>to bene, hai fatto<br />
tutto quello che dovevi fare, sei riuscito<br />
a non infortu<strong>na</strong>rti e ad arrivare al via...<br />
si ok “bestia come tira”...si “ok sono<br />
stanco”... ma di qualcosa bisognerà<br />
pur morire no? Ed eccoci in cima: 98°<br />
km. CRO, Mercantour a questo punto<br />
erano espug<strong>na</strong>ti ma l’UTMB ti chiede<br />
ancora 66 km e circa 3000 m D+. Da<br />
qui in poi si esce dalla dimensione Ultra<br />
e si entra nella dimensione UTMB.<br />
Seguono 17 intermi<strong>na</strong>bili km di discesa<br />
che, passando per La Fouly, ti portano<br />
a Champex Lac. Il primo tratto è su<br />
sentiero comodo e mai impeg<strong>na</strong>tivo,<br />
poi 3 km prima di La Fouly si trova<br />
l’asfalto che si lascerà subito dopo<br />
il ristoro per u<strong>na</strong> strada poderale<br />
immersa nel bosco. Se hai gamba vai,<br />
non spremerti fino in fondo, ma questo<br />
è l’ultimo tratto dove si può recuperare<br />
qualcosa in termini di tempo. Sei oltre<br />
il 100 km, hai almeno 18-20 ore di<br />
gara sulla schie<strong>na</strong>, la lista dei dolorini<br />
si spreca e riec<strong>col</strong>a......”perché sono<br />
qui?”......”Ma ti sei guardato attorno....<br />
che spetta<strong>col</strong>o!”......”Effettivament<br />
e...”. In questa fase quello che ti può<br />
succedere, anche se la gior<strong>na</strong>ta e<br />
assolata, è che alla ripartenza dai ristori<br />
ti senti ghiacciare. Non spaventarti, è la<br />
stanchezza, riprendi a correre e vedrai<br />
che di li a poco starai meglio.<br />
Finita la discesa è finita la festa, sempre<br />
che fin qua vi siate divertiti. 3 km 500 m<br />
D+ per arrivare a Champex Lac 123°<br />
km dove troverai la se<strong>con</strong>da sacca.<br />
La salita è decisamente dura, coperta<br />
dal bosco, ma bella ripida e ti ha ben<br />
tagliato le gambe. Apri la tua sacca<br />
dove ti sarai messo tutto il necessario<br />
per affrontare la se<strong>con</strong>da notte. Sei<br />
stanco, ti muovi lentamente e non sei<br />
nemmeno tanto lucido. Ancora 43<br />
km ,che scopriremo assieme come<br />
sono, ma tu che ora sei a Champex<br />
non ci devi pensare. Prendi l’altimetria<br />
del percorso, dalle un’occhiata e<br />
buttala via. Spegni il GPS se ha ancora<br />
batteria. Cerca dentro di te, cerca<br />
quella fiamma che ti arde dentro,<br />
quel qualcosa che ti fa andare a<br />
correre quando piove, quando fa<br />
freddo, di giorno, di notte, dopo aver<br />
litigato <strong>con</strong> tua moglie, cerca la tua<br />
voglia di raggiungere l’obiettivo. Ora<br />
l’UTMB vuole te e basta nella forma<br />
più elementare mus<strong>col</strong>i, sudore e<br />
determi<strong>na</strong>zione<br />
Riparti da Champex, accendi di nuovo<br />
la frontale costeggi il lago, imbocchi u<strong>na</strong><br />
strada poderale e poi “BAM”...la sig.ra<br />
Bovine 1987 m in 4 km scarsi tra massi,<br />
fango, radici quando è asciutto figurati<br />
se piove. Alzi le testa e le lucine sono<br />
sempre più in alto. Le gambe fanno<br />
male, il sudore gocciola dalla fronte.....<br />
il primo pensiero sarà “fortu<strong>na</strong> che<br />
erano solo 43 km”...ma non pensarci...<br />
sei un privilegiato....stai per diventare<br />
un gladiatore. Allo s<strong>col</strong>li<strong>na</strong>mento un<br />
ristoro, le facce, gli sguardi che incroci<br />
traspirano stanchezza ma trasmettono<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 54
orgoglio. Inizia la discesa: occhio, siete<br />
stanchissimi, è notte, la discesa va<br />
affrontata <strong>con</strong> tutta la <strong>con</strong>centrazione<br />
che vi rimane. Cadere per aver voluto<br />
“forzare” a questo punto al 99%<br />
significa farsi male e non finire...per<br />
cui prudenza...come nella se<strong>con</strong>da<br />
discesa....non ti chiami OLMO, DAWA<br />
o DELEBARRE (altrimenti non stavi qui a<br />
leggere tutte ‘ste “minchiate”) tu vuoi<br />
essere un finisher e basta.<br />
Il ristoro di Trient non arriva mai. Sulla<br />
carta sono 6 km dal Bovine ma a<br />
questo punto le dimensioni spazio/<br />
tempo sono più che mai relative. E’ la<br />
se<strong>con</strong>da notte insonne, la tua mente è<br />
pervasa da mille pensieri che non riesci<br />
a focalizzare perché la fatica è tanta<br />
ora bisog<strong>na</strong> far venire fuori l’istinto.<br />
Il rapporto tra l’uomo e la corsa è un<br />
fatto ancestrale, legato nella preistoria<br />
alla stessa sopravvivenza. Era infatti<br />
fondamentale per l’uomo riuscire a<br />
correre più velocemente o più a lungo<br />
degli altri predatori per non diventare<br />
un succulento pranzo e garantirsi il<br />
cibo. Ecco questo è il momento di tirare<br />
fuori quella parte di noi che ci è stata<br />
tramandata dai nostri avi preistorici. E’<br />
questo lo spirito <strong>con</strong> il quale dobbiamo<br />
affrontare la Catogne (2011 slm).<br />
700 m D+ in 3-4 km non ti si chiede<br />
molto. Su un bel sentiero (se non<br />
piove) peccato che la pendenza sia<br />
molto impeg<strong>na</strong>tiva, se piove poi sei<br />
in un “toboga di fango” ma tu ora sei<br />
puro istinto, tu ora hai u<strong>na</strong> sola cosa<br />
in mente....ARRIVARE!. Un passo dopo<br />
l’altro, non alzare la testa...meglio di<br />
no....e a metà salita.....appollaiata<br />
su un tor<strong>na</strong>nte ec<strong>col</strong>a “perché sono<br />
qui?”....adesso è dura rispondere,<br />
pensare è faticoso....e allora ti do un<br />
suggerimento, che come tale va preso,<br />
ti dico cosa ho risposto io...” Vaffan...o,<br />
te lo dico all’arrivo!”<br />
Qui i miei suggerimenti si fermano,<br />
l’ultimo pezzo di storia non ve la posso<br />
rac<strong>con</strong>tare perché il fi<strong>na</strong>le del 2008 è<br />
diverso da quello del 2007. Dalla carta<br />
scesi dalla Catogne ci sono ancora<br />
500 m D+ e poi tutta discesa fino a<br />
Chamonix, faranno male, chiederanno<br />
molto....e lei tornerà.......”perché sono<br />
qui?”<br />
Diciamocelo domenica 24/8/2008<br />
ore 15:00 sotto il monumento in piazza<br />
a Chamonix mentre scegliamo la<br />
birreria........Buon UTMB 2008! u<br />
10 CONSIGLI PER ARRIVARE AL TRAGUARDO<br />
di Gabriele “Mudanda” Bortolotto<br />
1) Presentati alla partenza <strong>con</strong> la <strong>con</strong>vinzione di aver fatto tutto ciò<br />
che era necessario.<br />
2) Tieni sempre il tuo ritmo: anche se sei <strong>con</strong> un amico vai alla tua<br />
andatura.<br />
3) Rispetta e sfrutta i ristori: non li hanno messi a caso, sono nel posto<br />
giusto per rifiatare.<br />
4) Massima attenzione alle discese di notte: comprati u<strong>na</strong> buo<strong>na</strong><br />
frontale e parti <strong>con</strong> le pile nuove.<br />
5) Sfrutta le sacche dell’organizzazione: mettici dentro dei cambi<br />
asciutti. Togliersi la roba bag<strong>na</strong>ta e mettersi quella asciutta ti fa<br />
ri<strong>na</strong>scere.<br />
6) Cerca di mangiare qualcosa di solido ad ogni ristoro. Verso la fine<br />
non ci riuscirai più, per cui è meglio prevenire.<br />
7) Non sovraccaricare lo zaino: i ristori sono molto frequenti e ci sono<br />
due cambi sacche, per cui al di là del materiale obbligatorio<br />
poco altro e anche l’acqua può essere limitata a 1 litro.<br />
8) Non pensare mai a tutto il percorso ma ragio<strong>na</strong> per tappe. Il<br />
traguardo è il ristoro successivo.<br />
9) Occhio alle abrasioni, specie quelle sulla schie<strong>na</strong> dovute allo<br />
zaino: crema o bendaggi anche lì.<br />
10) Cerca di essere sempre sereno. Stai vivendo un’esperienza unica<br />
e se, nonostante i “Mudanda<strong>con</strong>sigli”, ti dovesse andar male,<br />
ricordati che l’anno prossimo ci sarà un altro UTMB!<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 55
PREVIEW GARE...<br />
LE PORTE DI PIETRA<br />
Testo e foto: Gli Orsi<br />
LE PORTE DI PIETRA È UNA GARA DI TRAIL RUNNING, OVVERO<br />
UNA GARA DI CORSA IN MEZZO ALLA NATURA, LA “NOSTRA”<br />
NATURA, QUELLA DEL TERRITORIO ALESSANDRINO SULLA<br />
QUALE “GLI ORSI” SCORAZZANO E SI ALLENANO DA SEMPRE.<br />
IL TERRITORIO MONTANO DELLA VAL BORBERA, VALLE SPINTI E<br />
VAL CURONE APPARTIENE A QUELLA TIPOLOGIA DI APPENNINO<br />
CHE RESTA SCONOSCIUTA ALLA MAGGIOR PARTE DELLA GENTE,<br />
ANCHE LOCALE.<br />
Da sempre queste montagne<br />
sono <strong>con</strong>siderate ostili per<br />
la loro cruda essenzialità,<br />
per i ripidi pendii che non vanno<br />
d’accordo <strong>con</strong> le <strong>col</strong>tivazioni<br />
agri<strong>col</strong>e e per la loro fitta<br />
vegetazione boschiva che<br />
rappresenta spesso un osta<strong>col</strong>o al<br />
normale transito. Un tempo erano<br />
percorse da eserciti, pastori e<br />
<strong>con</strong>trabbandieri che valicavano<br />
da e verso Genova. Ora sono<br />
apprezzate da cacciatori,<br />
fungaioli, trifolai, escursionisti,<br />
biker e... trailer! Chi ha la fortu<strong>na</strong><br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 56
di percorrere l’itinerario delle<br />
Porte di Pietra durante u<strong>na</strong><br />
normale gior<strong>na</strong>ta dell’anno non<br />
può fare a meno di apprezzare il<br />
silenzio selvaggio di queste terre<br />
che alter<strong>na</strong>no fitti boschi a lunghi<br />
spartiacque tra il Piemonte e la<br />
Liguria in un ambiente dove da<br />
tempo sono seg<strong>na</strong>lati insediamenti<br />
stabili del lupo.<br />
IL PERCHE’ DELLE PORTE DI<br />
PIETRA<br />
Quando si percorre la strada<br />
provinciale che <strong>con</strong>duce a<br />
Cantalupo Ligure e si giunge alle<br />
strette di Pertuso, si comprende il<br />
senso de “Le Porte di Pietra”.<br />
La Val Borbera presenta delle<br />
caratteristiche morfologiche<br />
alquanto parti<strong>col</strong>ari. Non c’è<br />
modo migliore di descriverla se<br />
non rifarsi alla descrizione che<br />
viene riportata nel romanzo storico<br />
“Il Tempio e la Spada” di Rosario<br />
Magrì, edizioni Massimo-Milano,<br />
1962:<br />
“La valle Borba, percorsa dal<br />
torrente che porta lo stesso nome,<br />
sbocca perpendi<strong>col</strong>armente in<br />
quella dello Scrivia proprio di<br />
fronte a Libar<strong>na</strong>. Ha la forma<br />
di u<strong>na</strong> clessidra che, larga alle<br />
due estremità, si restringe nella<br />
sua parte centrale formata da<br />
u<strong>na</strong> angusta forra che strada e<br />
torrente percorrono affiancati. Più<br />
in alto la valle termi<strong>na</strong> sugli erbosi<br />
pendii da cui <strong>na</strong>sce il Borba. La<br />
sua lunghezza totale s’aggira sulle<br />
20 miglia.”<br />
“...i soldati puntarono i giavellotti<br />
verso le Porte di Pietra... la strada<br />
in quel punto è strettissima,<br />
scavata a fatica tra il monte e il<br />
torrente. La svolta è peri<strong>col</strong>osa<br />
per i carri tanto più che nessun<br />
riparo protegge il margine della<br />
via dal lato che strapiomba sul<br />
Borba. Oltre la prima svolta la vista<br />
si stende per u<strong>na</strong> cinquanti<strong>na</strong> di<br />
passi. Non c’è aniima viva, il solo<br />
rumore era quello del torrente che<br />
scorreva nella sua forza.”<br />
Chi avrà la fortu<strong>na</strong> di partecipare<br />
alla gara si potrà certamente<br />
ritrovare nelle parole di Magrì<br />
in quanto “la porta di pietra”<br />
corrisponde alle Strette di Pertuso,<br />
punto in cui si attraversa il Borbera<br />
per mezzo di u<strong>na</strong> passerella che<br />
rappresenta uno dei momenti più<br />
suggestivi di tutta la gara.<br />
L’ANIMA DELLE PORTE DI<br />
PIETRA<br />
Il nostro gruppo ha come fi<strong>na</strong>lità il<br />
piacere di fare sport in un <strong>con</strong>testo<br />
<strong>na</strong>turale di rilievo, e ha l’obiettivo di<br />
invitare ad u<strong>na</strong> grande festa quanti<br />
abbiano la voglia di <strong>con</strong>dividere<br />
questo vero spirito trail. La gara<br />
non ha fi<strong>na</strong>lità di lucro, tutti i<br />
componenti del gruppo hanno la<br />
possibilità di visio<strong>na</strong>re i movimenti<br />
di banca relativi al <strong>con</strong>to corrente<br />
appositamente dedicato.<br />
Abbiamo scelto di dare solo liquidi<br />
ai punti di ristoro seguendo u<strong>na</strong><br />
linea che caratterizza le principali<br />
gare di trail a livello inter<strong>na</strong>zio<strong>na</strong>le<br />
e basandoci<br />
sul fatto che<br />
ogni volta<br />
che andiamo<br />
ad alle<strong>na</strong>rci<br />
siamo costretti<br />
a sposare il<br />
<strong>con</strong>cetto di<br />
autosufficienza.<br />
N o n<br />
trascuriamo<br />
l ’ a s s i s t e n z a .<br />
Lungo il<br />
percorso i<br />
<strong>con</strong>correnti<br />
avranno a<br />
d i s p o s i z i o n e<br />
circa 25 esperti<br />
appartenenti al<br />
Soccorso Alpino<br />
della sezione<br />
di Alessandria,<br />
u<strong>na</strong> deci<strong>na</strong> di<br />
p a r a m e d i c i<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 57
della Croce Rossa di Vignole<br />
Borbera dotati di due ambulanze<br />
e di un mezzo fuoristrada, volontari<br />
del CAI di Novi Ligure e Torto<strong>na</strong>,<br />
e alcune decine di Orsi dislocati<br />
lungo il tracciato di gara. I<br />
<strong>con</strong>correnti avranno a disposizione<br />
l’ospitalità della struttura stabile<br />
del palazzetto dello sport di<br />
Cantalupo Ligure, sede logistica<br />
dell’intera manifestazione.<br />
GLI ORSI E LE PORTE DI PIETRA<br />
PER L’AMBIENTE<br />
La sensibilità che ci lega al rispetto<br />
per l’ambiente ci ha portati a<br />
creare un evento “CarbonZero”.<br />
Il senso di questo progetto è<br />
quello di adottare delle misure<br />
atte a ridurre il proprio impatto<br />
sull’ambiente. Abbiamo lavorato<br />
<strong>con</strong> “CO2 Balance Italia” al fine<br />
di neutralizzare la nostra impronta<br />
di carbonio sul territorio e<br />
abbiamo investito in progetti che<br />
bilanceranno le nostre emissioni<br />
di CO2 rendendoci u<strong>na</strong> gara<br />
a CarbonZero. Il cal<strong>col</strong>o delle<br />
tonnellate di CO2 <strong>con</strong>sumate è<br />
stato fatto tenendo <strong>con</strong>to non<br />
solamente dell’anidride carbonica<br />
<strong>con</strong>sumata per l’organizzazione<br />
della gara, ma cal<strong>col</strong>ando<br />
anche il <strong>con</strong>sumo derivante dallo<br />
spostamento di 250 <strong>con</strong>correnti<br />
provenienti da u<strong>na</strong> distanza<br />
media di 250 km. L’iniziativa avrà<br />
un costo elevato per la nostra<br />
organizzazione, ma come già<br />
evidenziato non abbiamo altre<br />
intenzioni che distinguerci per<br />
degli ideali.<br />
“Le Porte di Pietra 2008” avrà l’onore<br />
di avere il patrocinio ufficiale di<br />
Greenpeace in virtù dell’impegno<br />
oggettivamente profuso sul<br />
territorio a favore dell’ambiente.<br />
Promuovere la pratica del trail<br />
running significa infatti sostenere<br />
un turismo ecocompatibile, e u<strong>na</strong><br />
delle caratteristiche essenziali<br />
caratterizzanti queste competizioni<br />
è il rispetto dell’equilibrio<br />
ambientale. La pratica del trail, <strong>con</strong><br />
il suo indotto, è <strong>con</strong>siderata uno dei<br />
mezzi più efficaci per valorizzare i<br />
territori di media montag<strong>na</strong> in un<br />
<strong>con</strong>testo storico che ne ha visto<br />
un graduale abbandono delle<br />
attività produttive e della densità<br />
abitativa e proprio a questo<br />
scopo ci siamo adoperati <strong>con</strong> le<br />
istituzioni locali affinché il percorso<br />
di gara potesse essere identificato<br />
da u<strong>na</strong> seg<strong>na</strong>letica permanente.<br />
Siamo <strong>con</strong>vinti che anche grazie a<br />
questa iniziativa molti appassio<strong>na</strong>ti<br />
di podismo ed escursionismo<br />
provenienti da Piemonte, Liguria<br />
e Lombardia avranno la possibilità<br />
di avventurarsi in questi splendidi<br />
territori.<br />
IL MANIFESTO DEL TRAIL<br />
L’elenco che segue rappresenta<br />
ciò che noi intendiamo per “Trail<br />
Running”.<br />
Non abbiamo inventato nulla ma<br />
abbiamo solo trasferito quelle che<br />
sono le linee guida inter<strong>na</strong>zio<strong>na</strong>li<br />
che caratterizzano questa<br />
discipli<strong>na</strong>. Il nostro desiderio è<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 58
che questi punti cardine del<br />
trail vengano eletti da tutti gli<br />
organizzatori e da tutti i praticanti<br />
questo splendido sport affinché<br />
anche in u<strong>na</strong> <strong>na</strong>zione “giovane”<br />
come l’Italia del trail si possano<br />
avere dei punti cardine sui quali<br />
muoversi. Ci promuoveremo <strong>con</strong><br />
i mezzi che avremo a disposizione<br />
affinché questo possa avvenire.<br />
• Le superfici di corsa non devono<br />
essere asfaltate o pavimentate<br />
(max 10%)<br />
• I percorsi devono includere degli<br />
osta<strong>col</strong>i <strong>na</strong>turali costituiti da rocce,<br />
alberi, cespugli, pietraie ghiaccio,<br />
neve, guadi di torrente, ecc.<br />
• L’ambiente deve offrire uno<br />
sce<strong>na</strong>rio visivo suggestivo; la<br />
<strong>na</strong>tura <strong>con</strong> le sue forme espressive<br />
deve coinvolgere l’atleta<br />
• Il percorso deve presentare<br />
significativi dislivelli in salita e<br />
in discesa oppure diffi<strong>col</strong>tà<br />
ambientali legate al fondo o al<br />
clima<br />
SABATO 27/09/08<br />
• Le gare sono <strong>con</strong>dotte in<br />
regime di autosufficienza o semiautosuficienza<br />
• Non sono previste indicazioni<br />
chilometriche lungo il percorso<br />
• Sono previste pe<strong>na</strong>lità per chi<br />
getta a terra rifiuti<br />
• Ogni <strong>con</strong>corrente ha il dovere<br />
morale di soccorrere un atleta in<br />
diffi<strong>col</strong>tà lungo il percorso<br />
• Le gare di trail non prevedono<br />
premi in de<strong>na</strong>ro<br />
• E’ corretto agevolare il sorpasso<br />
di un <strong>con</strong>corrente più veloce nei<br />
punti difficili del tracciato<br />
• E’ doveroso avvertire i responsabili<br />
dell’organizzazione in caso di ritiro<br />
• E’ gradito il sorriso e il saluto nei<br />
<strong>con</strong>fronti degli spettatori e dei<br />
volontari sul percorso.<br />
Dalle 14:00 alle 19:00 - Ritiro pacchi gara, pettorale e <strong>con</strong>trollo materiale<br />
obbligatorio<br />
Ore 17:00 - Briefing e dibattito che vedrà coinvolti top runner ed esperti del<br />
settore<br />
Ore 19:00 - Pasta party<br />
DOMENICA 28/09/08<br />
PROGRAMMA DELLE PORTE DI PIETRA 2008<br />
L’impegno organizzativo di quest’anno è veramente importante perché<br />
accanto alla gara prenderanno il via altre 3 manifestazioni <strong>col</strong>laterali di<br />
uguale importanza.<br />
- Le Porte di Pietra: 70 km, 4.000 m +<br />
- Le Finestre di Pietra: 30 km, 1.000 m +, disputata sulla se<strong>con</strong>da parte delle<br />
Porte<br />
- Non Competitiva: 30 km, 1.000 m +, per avvici<strong>na</strong>re alla pratica del trail<br />
- Kinder Trail: 2 km gara per bambini delle scuole elementari e medie <strong>con</strong><br />
osta<strong>col</strong>i <strong>na</strong>turali<br />
Ore 3:00 - Colazione offerta dalla organizzazione all’interno del palazzetto<br />
Ore 3:45 - Spunta dei <strong>con</strong>correnti<br />
Ore 4:00 - Partenza delle Porte di Pietra 2008<br />
Ore 8:30 - Partenza delle <strong>na</strong>vette che <strong>con</strong>durranno i <strong>con</strong>correnti delle Finestre<br />
di Pietra (competitivi e non) alla partenza, a Capanne di Carrega.<br />
Ore 10:00 - Partenza delle Finestre di Pietra 2008<br />
Ore 12:30 - Arrivo previsto per il vincitore delle PP e, a ruota, del vincitore<br />
delle FP. All’arrivo gli atleti potranno usufruire del ristoro offerto dall’organizzazione.<br />
Ore 16:00 - Partenza del Kinder Trail<br />
Ore 17:00 - Inizio della cerimonia di premiazione coordi<strong>na</strong>ta da Roberto<br />
Giordano, noto cabarettista e uomo di spetta<strong>col</strong>o nonché noto podista.<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 59
NOTIZIE FLASH...<br />
10 AGOSTO<br />
Skyrace Ortles Cevedale Santa<br />
Cateri<strong>na</strong> Valfurva (So)<br />
distanza: 25 km 1400 m disl+<br />
Organizzazione: Atletica Valtelli<strong>na</strong><br />
www.santacateri<strong>na</strong>.it<br />
info@santacateri<strong>na</strong>.it<br />
percorso: dalla partenza a 1800 metri di Santa<br />
Cateri<strong>na</strong> il tracciato segue la pista da fondo,<br />
già famosa per aver ospitato le gare di coppa<br />
del mondo e mondiali, praterie in<strong>con</strong>tami<strong>na</strong>te<br />
le fanno da <strong>con</strong>torno, da qui ci si immette nelle<br />
strette gole della Valle Forni, dove il tracciolino<br />
porta rapidamente attraverso la gola del torrente<br />
fino al grande parcheggio dell’insolita costruzione<br />
del Rifugio Forni. Dopo la pic<strong>col</strong>a diga si sale<br />
leggermente ma costantemente sulla more<strong>na</strong><br />
glaciale, le tracce del ghiacciaio presente fino a<br />
questa quota ancora agli inizi del se<strong>col</strong>o scorso<br />
sono ben visibili. L’ameno laghetto del Rifugio<br />
Branca a oltre 2500 metri costringe il runner ad un<br />
veloce sguardo sulle Cime Tresero e San Matteo<br />
<strong>con</strong> l’ampia <strong>con</strong>ca glaciale sottostante. Da qui il<br />
veloce sentiero 28/c in quota porta gli atleti fino<br />
ai 2730 m del Rifugio Pizzini sotto il ghiacciaio del<br />
Cevedale, poi la discesa, leggera ma costante<br />
costringe gli atleti ad uno sforzo extra, il fondo in<br />
terra perfettamente battuta senza troppi massi<br />
permette ritmi altrimenti difficili così in alta quota,<br />
qui lo spazio per il recupero di posizioni dei<br />
runners puri è possibile a scapito degli skyrunners.<br />
Pochi minuti di discesa separano i <strong>con</strong>correnti<br />
dall’Agriturismo Ables al traguardo di Santa<br />
Cateri<strong>na</strong>, ma qui la discesa ridiventa per veri<br />
“camosci “ della montag<strong>na</strong>, infatti la mulattiera<br />
attraversa un meraviglioso bosco di larici che però<br />
non permette distrazioni.<br />
- punti forti: la bellezza delle cime che fanno da<br />
<strong>con</strong>torno alla gara, tutte le montagne del gruppo<br />
dell’Ortles Cevedale superano i 3500 metri fino<br />
agli oltre 3900 dell’Ortles stesso. Il ghiacciaio più<br />
esteso d’Italia è lambito dal sentiero glaciologico<br />
utilizzato dai runners per raggiungere i Rifugi<br />
Branca e Pizzini.<br />
- i passaggi più spetta<strong>col</strong>ari: il passaggio sulla<br />
more<strong>na</strong>, il laghetto del Rif. Branca<br />
- che cosa attira di più il trailer: l’ospitalità<br />
valtellinese, la corribilità del percorso nonostante<br />
sia un tracciato in alta montag<strong>na</strong>, skyrace ideale<br />
anche per chi si avvici<strong>na</strong> a questo sport.<br />
10 AGOSTO<br />
Mozzafiato Skyrace Cannobio (Vb)<br />
distanza: 22 km 2200 m disl+/1300 m disl-<br />
Organizzazione: Mozzafiato Skyrace<br />
www.mozzafiato-skyrace.it<br />
mauro_lorenzini@libero.it<br />
percorso: partenza da Cannobio località<br />
Traffiume (250 metri) e arrivo in valle Cannobi<strong>na</strong><br />
località monti di Olzeno (1060 metri). Dopo 2 km<br />
di pianura lungo il torrente Cannobino si affronta<br />
l’impeg<strong>na</strong>tiva mulattiera che attraverso boschi di<br />
castagni e pini porta alle pendici del monte Giove,<br />
1 km di falsopiano intoduce al cuore tecnico ed<br />
agonistico della gara: u<strong>na</strong> stupenda e selettiva<br />
cavalcata di creste <strong>con</strong> incredibile vista sul lago<br />
Maggiore su di un sentiero corribile porterà ad<br />
affrontare in sequenza la cima del Fairone (1715<br />
metri), la rampa della Fronzi<strong>na</strong> ed il “Torrino”, per<br />
giungere alla croce di vetta del monte Limidario<br />
(2188 metri) posta in territorio svizzero. Da qui circa<br />
6 km di discesa <strong>con</strong> solo un primo tratto tecnico<br />
porteranno a passare sotto le spetta<strong>col</strong>ari rocce<br />
del Gridone per giungere attraverso u<strong>na</strong> stupenda<br />
faggeta in zo<strong>na</strong> d’arrivo: località Monti di Olzeno<br />
(1060 metri).<br />
- punti forti: il percorso paesaggisticamente<br />
stupendo<br />
- i passaggi più spetta<strong>col</strong>ari : la cavalcata di creste<br />
sulla linea di <strong>con</strong>fine italo-svizzera, il panorama sulla<br />
Valle sul Monte Rosa in lonta<strong>na</strong>nza e soprattutto sul<br />
Lago Maggiore é impareggiabile .<br />
- che cosa attira di più il trailer: la bellezza e<br />
selettività dei percorsi stessi e la sfida <strong>con</strong> sé stessi<br />
nell’affrontare percorsi parti<strong>col</strong>armente duri<br />
15 AGOSTO<br />
Ecomarato<strong>na</strong> della val d’Arda<br />
Casali di Morfasso (Pc)<br />
distanza: 42 km 2000 m disl+/1850 m disl-<br />
Organizzazione: Associazione Pro Loco<br />
Casali www.prolococasali.it<br />
info@prolococasali.it<br />
percorso: è u<strong>na</strong> corsa in linea <strong>con</strong> la prima metà<br />
semplice: si parte da S. Michele, u<strong>na</strong> leggera<br />
discesa all’inizio fino alla Villa di Veleja, a poche<br />
centi<strong>na</strong>ia di metri dall’omonimo famoso sito<br />
archeologico romano. Quindi u<strong>na</strong> lunga salita<br />
nel bosco ci porta fino alla Madon<strong>na</strong> del Monte,<br />
segue poi u<strong>na</strong> discesa più tecnica ma breve ed<br />
un tratto di saliscendi fino a Morfasso, sede del<br />
Comune. Un’altra salita ci porta a Guselli, a metà<br />
percorso, che da qui diventa molto più nervoso.<br />
Dal passo S. Franca (km 23) al passo Pellizzone (km<br />
38) è tutto sentiero di cresta, che attraversa i monti<br />
Menegosa e Lama <strong>con</strong> tratti anche molto tecnici.<br />
L’altezza massima è il monte Menegosa <strong>con</strong> 1356<br />
m.<br />
- punti forti: mega pasta party, servizio <strong>na</strong>vetta<br />
- i passaggi più spetta<strong>col</strong>ari: il tratto in cresta<br />
dal passo S. Franca al passo Pellizzone, sia per la<br />
diffi<strong>col</strong>tà del tracciato sia per la vista panoramica<br />
sulle due vallate <strong>con</strong>tigue.<br />
- che cosa attira di più il trailer: rispetto ad altre<br />
ecomaratone dove le diffi<strong>col</strong>tà sono più all’inizio,<br />
qui bisog<strong>na</strong> saper dosare più le forze, <strong>con</strong> un<br />
atteggiamento mentale più vicino ad un ultra trail.<br />
24 AGOSTO<br />
Red Rock Skymarathon<br />
Vezza d’Oglio (Bs)<br />
distanza: 46 km 2560 m disl+/26 km 1260m<br />
disl+<br />
Organizzazione: Pro Loco Vezza d’Oglio<br />
www.redrockskymarathon.com/<br />
wordpress/<br />
info@redrockskymarathon.com<br />
percorso: la gara inizia dalla piazza del paese<br />
<strong>con</strong> u<strong>na</strong> salita su strada sterrata di 1000 metri di<br />
dislivello fino alla località Pia<strong>na</strong>ccio. Si prosegue su<br />
un sentiero arrivando alla cima del monte Pagano<br />
(2348m). Per la mezza marato<strong>na</strong> (26 km) inizia la<br />
discesa che riporta in paese. La marato<strong>na</strong> <strong>con</strong>tinua<br />
invece su sentiero in costa <strong>con</strong> vari saliscendi<br />
toccando, nei pressi del Cimone delle Valli, il<br />
punto più alto della gara (2615 m) e inoltrandosi<br />
sul fianco destro della Val Grande. Giunti alla<br />
capan<strong>na</strong> Saverio Occhi (2047 m) il percorso ritor<strong>na</strong><br />
verso il paese sul versante opposto attraversando<br />
numerose vallette trasversali. Intorno al 38° km inizia<br />
la spetta<strong>col</strong>are salita del ca<strong>na</strong>lone che porta alla<br />
Cima Rovaia (2530 m). Si scende vertiginosamente<br />
verso l’arrivo,posto nella piazza del paese.<br />
- punti forti: il tracciato si snoda completamente<br />
all’interno del parco Nazio<strong>na</strong>le dello Stelvio. I<br />
percorsi asfaltati sono molto limitati (2 km circa<br />
all’inizio e 1 km alla fine)<br />
- i passaggi più spetta<strong>col</strong>ari: dal Monte Pagano e<br />
da Cima Rovaia si gode di un panorama splendido,<br />
che spazia dal gruppo dell’Adamello fino alle cime<br />
del gruppo del Berni<strong>na</strong> e del Disgrazia. Inoltre si<br />
attraversano sia sul Monte Pagano che sulla Cima<br />
Rovaia le fortificazioni della se<strong>con</strong>da e della terza<br />
linea del fronte italo-austriaco della prima guerra<br />
mondiale, recentemente restaurate.<br />
- che cosa attira di più il trailer: la spetta<strong>col</strong>arità di<br />
paesaggi e <strong>na</strong>tura, il sentiero molto ben seg<strong>na</strong>to<br />
e curato.<br />
31 AGOSTO<br />
Skyrace delle Dolomiti Friulane<br />
Forni di Sopra (Ud)<br />
distanza: 20 km 1700m disl+<br />
Organizzazione: Società Sportiva Fornese,<br />
il comune di Forni di sopra, il Gruppo<br />
Sportivo Stella Alpi<strong>na</strong>, il Soccorso Alpino e<br />
C.A.I. di Forni di Sopra<br />
www.fornidisopra.it<br />
skyrace@fornidisopra.it<br />
percorso: il percorso di 20 km attraversa 4 vallate<br />
del Parco Naturale Dolomiti Friulane e in<strong>con</strong>tra 3<br />
rifugi alpini. Il terreno è il più vario, dalle mulattiere<br />
ai sentieri, alle mitiche praterie alpine e non manca<br />
l’attraversamento di qualche ghiaione. Il passaggio<br />
in quota avviene su tre spetta<strong>col</strong>ari forcelle tutte<br />
sopra i 2000 metri di altezza.<br />
- punti forti: il paesaggio spetta<strong>col</strong>are che si<br />
sviluppa interamente nel Parco Naturale delle<br />
Dolomiti Friulane e la varietà del percorso di gara,<br />
lungo il quale si in<strong>con</strong>trano i versanti più selvaggi<br />
del parco, qualche ghiaione ed un fantastico prato<br />
alpino a quota 1900 metri. Anche l’organizzazione<br />
logistica nel suo complesso è un punto di forza<br />
della manifestazione che nel 2007 ha richiamato<br />
più di 500 <strong>con</strong>correnti.<br />
- i passaggi più spetta<strong>col</strong>ari: la Forcella dell’Inferno<br />
a quota 2175, che si raggiunge dopo la prima salita<br />
e dopo aver passato il rifugio F. Pacherini. Da qui<br />
la vista è spetta<strong>col</strong>are sulle dolomiti friulane e su<br />
quelle del Cadore, la forcella sovrasta la selvaggia<br />
val di Brica, che si oltrepassa per raggiungere<br />
l’omonima forcella sulla quale sorge un singolare<br />
fungo dolomitico, pin<strong>na</strong><strong>col</strong>o roccioso alto 30 metri<br />
che per la leggenda vuole essere u<strong>na</strong> fanciulla<br />
pietrificata.<br />
- che cosa attira di più il trailer: il percorso su terreno<br />
selvaggio ma non troppo diffi<strong>col</strong>toso, la logistica<br />
e l’organizzazione generale molto curata, <strong>con</strong><br />
offerte di attività complementari all’evento come<br />
ingresso nel grande centro sportivo <strong>con</strong> pisci<strong>na</strong> e<br />
serate culturali legate al tema della montag<strong>na</strong>.<br />
Anche la ricettività è ben strutturata grazie ai 14<br />
alberghi del centro Dolomitico di Forni di Sopra.<br />
- Novità per l’edizione 2008:<br />
* Emissione di uno speciale annullo filatelico 4^<br />
skyrace Dolomiti Friulane<br />
* Serata tematica sabato 30 agosto dedicata alla<br />
scoperta dell’arca di Noè sul Monte Ararat.<br />
31 AGOSTO<br />
Trofeo Kima Filorera (So)<br />
distanza: 48 km 3650 m disl+ /25,5km<br />
1850m disl+<br />
Organizzazione: Comitato Kima<br />
www.kima.org info@kima.org<br />
percorso: Filorera (850 m), Val di Predarossa,<br />
Rifugio Ponti, Passo Cameraccio, Passo Torrone,<br />
Rif. Allievi-Bo<strong>na</strong>cossa, Passo Averta, Passo Qualido,<br />
Passo Camerozzo, Rif. Gianetti, Passo Barbacane,<br />
Rif. Omio, Bagni di Masino, Pia<strong>na</strong> di Bregola<strong>na</strong>, San<br />
Martino e arrivo a Filorera.<br />
- punti forti : la spetta<strong>col</strong>arità del percorso che<br />
porta l’atleta a valicare ben sette passi tutti<br />
sopra i 2500m, si tratta di u<strong>na</strong> grande festa della<br />
montag<strong>na</strong><br />
- i passaggi più spetta<strong>col</strong>ari: il Cameraccio (punto<br />
più alto del percorso), la Bocchetta Roma e il suo<br />
nevaio, il passo Barbacane attrezzato <strong>con</strong> corde.<br />
Tutta la gara può essere seguita anche in quota<br />
presso i rifugi toccati dal percorso.<br />
- che cosa attira di più il trailer: la sfida estrema ai<br />
propri limiti che questa gara comporta.�<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 60
CALENDARIO<br />
AGOSTO<br />
(data, nome, distanza/disl., luogo, riferimenti)<br />
10 AGOSTO - Skyrace Ortles Cevedale - 20km/1300m - Santa Cateri<strong>na</strong> Valfurva (SO) - www.santacateri<strong>na</strong>.it<br />
10 AGOSTO - Eco Trail Del Gran Sasso - 16Km - Fonte Cerreto Assergi (AQ) – www.smilego.com<br />
10 AGOSTO - Mozzafiato Skyrace - 22km/1800m - Cannobio (VB) - www.mozzafiato-skyrace.it<br />
15 AGOSTO – Ecomarato<strong>na</strong> della Val d’Arda, Sentiero dei Dragoni – 42km/2000m – Casali (PC) – www.prolococasali.it<br />
17 AGOSTO – Staffetta Alpi<strong>na</strong> Trail - 7 Km a fraz - Scoppito – L’Aquila (AQ) - 328 3312572 www.protezionecivilegrisu.it<br />
24 AGOSTO - VK Trofeo Latemar - Predazzo (TN)<br />
24 AGOSTO - Marcia del Molinetto della Croda - km 6, 12, 21 – Loc. Molinetto della Croda Refrontolo (TV) - 0438.978006 –<br />
24 AGOSTO - Ville d’Aoste Skyrace - 30km/2600m - Aosta (AO) - info@aiataosta.com<br />
24 AGOSTO - UltraSkymarathon Red Rock & SkyRace - 42km/2100m - Vezza d’Oglio (BS) -prolocovezzadoglio@libero.it<br />
24 AGOSTO - Ecotrail della Valle del Sosio (circuito Ecotrail Sicilia) - 12 Km - Palazzo Adriano (PA) – www.sportactionweb.it/ecotrail<br />
24 AGOSTO – Memorial Partigiani Stelli<strong>na</strong> – 8,1km/820m - Susa (TO) - www.atleticasusa.it<br />
24 AGOSTO - Skyrace Tre Rifugi - 19km/1800m - Mondovì (CN) - www.trerifugi.it<br />
29-31 AGOSTO – Courmayeur Champex Chamonix, Ultra Trail du Mont Blanc, Petit Trotte a Leon – 96km/5600m, 163km/9400m, 220/17000 (a squadre)<br />
– Chamonix (Fra) – www.ultratrailmb.com<br />
30-31 AGOSTO - 24 ore di Statte - strada, anello di 700 metri – Statte (TA) - www.marathonstatte.it<br />
31 AGOSTO - Trail dei Rifugi del Velino - 28Km - Forme Rifugio Da Monte (AQ) – 347.8307319<br />
31 AGOSTO – Truoi da s<strong>col</strong>ps, Skyrace delle Dolomiti Friulane - 21Km/1700m - Forni di Sopra (UD) - www.fornidisopra.it<br />
31 AGOSTO - Giro dei 2 Laghi - 12km/800m - Oropa (BI) - www.traildeiparchi.com<br />
31 AGOSTO - Maga Skyrace - 38km/1500m - Oltre il Colle (BG) - info@fancymountain.com<br />
31 AGOSTO - Trofeo Kima - 48km/3600m - Valmasino (SO) - www.kima.org<br />
31 AGOSTO - Giro dei laghi di Cancano – 21,095 km – Valdidentro (SO) - www.usbormiese.org<br />
SETTEMBRE<br />
(data, nome, distanza/disl., luogo, riferimenti)<br />
07 SETTEMBRE - Trail dell’Orso Marsicano - 15Km - Orto<strong>na</strong> dei Marsi (Parco Naz. D’Abruzzo) - www.gsmarsica.it 349 8197577<br />
07 SETTEMBRE - Ecomarato<strong>na</strong> del Maniva – 28km/1000m – Passo Maniva, Vagolino (BS) – www.promosportvallibresciane.it<br />
07 SETTEMBRE - Skyrace Monti Sibillini - 35km/2800m - Forca Ca<strong>na</strong>pine (AP) - www.animeverticali.com<br />
07 SETTEMBRE - Skyrace Trofeo Vette Feltrine - 19km/1700m – Pedave<strong>na</strong> (BL) - www.trofeovettefeltrine.it<br />
07 SETTEMBRE - Val Garde<strong>na</strong> Extreme Marathon - 19km/1500m – Ortisei (BZ) www.atleticagherdei<strong>na</strong>.it<br />
07 SETTEMBRE - Bettelmat Skyrace - 30km/1800m - Val Formazza (VB) - www.valformazza.it<br />
07 SETTEMBRE - Maga SkyMarathon & SkyRace - Oltre il Colle (BG)<br />
07 SETTEMBRE - VK Trofeo Marco Vidini - Piani Resinelli (LC)<br />
13 SETTEMBRE – Marato<strong>na</strong> Alpi<strong>na</strong> di Schio – 42km/+2717m,-1838m – Piovene Rocchette (VI) - www.schio.it/ges/marato<strong>na</strong>.html<br />
14 SETTEMBRE - Corri a Madon<strong>na</strong> Fore - 13 Km - L’Aquila (AQ) - www.smileego.com<br />
14 SETTEMBRE - Drei Zinnen, Tre Cime Alpin Marathon - 21km/1500m - Sesto (BZ) - www.trecimemarato<strong>na</strong>.com<br />
14 SETTEMBRE - Skyrace della Rosetta - 20km/1600m a coppie – Rasura (SO) - www.skyracedellarosetta<br />
14 SETTEMBRE - SkyRace del Cavallo – 22km/1650m - Aviano (PN) - www.monta<strong>na</strong>iaracing.it/<br />
14 SETTEMBRE – Corsa del <strong>con</strong>trabbandiere – circa 20km/1000m – Alpe grande di san Fedele d’Intelvi (CO) – www.valleintelvi.it/cai/home.html<br />
21 SETTEMBRE - Ecomarato<strong>na</strong> dei Cimbri - 42km/1700m - Frego<strong>na</strong> (TV) - www.ecomarato<strong>na</strong>deicimbri.it<br />
21 SETTEMBRE - Sentiero delle Grigne - 42km/3000m - Pasturo (Lc) - www.gsamissaglia.it<br />
21 SETTEMBRE - Ivrea Mombarone - 20km/2000m - Ivrea (TO) - www.amicidelmombarone.it<br />
21 SETTEMBRE - Ecotrail di Serre della Pizzuta (circuito Ecotrail Sicilia) - 12 Km Pia<strong>na</strong> degli Albanesi - www.sportactionweb.it/ecotrail<br />
28 SETTEMBRE - Trofeo Besimauda Skyrace - 27km/1600m – Peveragno (CN) - www.orizzonteoutdoor.com<br />
28 SETTEMBRE - Le Porte di Pietra - 70km/3500m, 30km/1500m - Cantalupo Ligure (AL) - www.gliorsi.org<br />
28 SETTEMBRE - Vertical Kilometer Papillon - Courmayeur (AO)<br />
28 SETTEMBRE - Vesuvio Vertical Kilometer - Tre Case (NA)<br />
28 SETTEMBRE – Trail del Monte Soratte - 15Km - S.Oreste (Roma) - 329 9189763 toncamer@libero.it<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 61
CALENDARIO<br />
OTTOBRE<br />
(data, nome, distanza/disl., luogo, riferimenti)<br />
05 OTTOBRE – SuperPippo Sorapache (trofeo Terre Alte) - 11,5km/1500m - Posi<strong>na</strong> (VI) – http://www.lacerniera.it<br />
05 OTTOBRE – Como Valmadrera - 36km/2220m Como (CO) – 0341.550758<br />
12 OTTOBRE – Trail Del Monte Artemisio 9.9Km - Monte Artemisio Velletri (RM) www.atleticaamatorivelletri.it<br />
12 OTTOBRE – Trail dei tre comuni - 5, 11, 18km/1000m, 45km/2000m, 65km/3300m - Albisola Superiore (SV) - www.universalealbadocilia.net<br />
19 OTTOBRE – Alba Fucens Archeo Trail 14Km Parco Archeologico di Alba Fucens (AQ) www.albafucens.it – www.krakatoasport.com<br />
19 OTTOBRE – Ecomarato<strong>na</strong> del Chianti - 42Km/1500m - Castelnuovo Berardenga (SI) - www.ecomarato<strong>na</strong>delchianti.it<br />
19 OTTOBRE - Mediterranean Super Marathon – 50 km su strada – Palermo (PA) - www.palermosupermarathon.com<br />
25 OTTOBRE – Gran Tral Rensen – 70km, 35km/4000m, 1600m – Arenzano (GE) - www.trailarenzano.com<br />
26 OTTOBRE – Lafuma Trail Monte Casto - 42km, 21km/2000m, 900m - Andorno Micca (BI) - www.mauscilla.it www.gsapollone.it<br />
26 OTTOBRE – Edizione Marro<strong>na</strong>ndo km 6, 12 - Combai (TV) - 0438.970970<br />
26 OTTOBRE - Tributo a Dorando Pietri – 50 km su strada, anello di 5000 metri – Sanremo (IM) - www.sanremorunners.it<br />
26 OTTOBRE - Sentiero la scàlèta – 10km - Località Magno di Gardone V.T. (BS) - www.promosportvallibresciane.it<br />
NOVEMBRE<br />
(data, nome, distanza/disl., luogo, riferimenti)<br />
02 NOVEMBRE - Et<strong>na</strong> Skymarathon - 42km/2000m - Ni<strong>col</strong>osi (Ct) - www.volcanotrail.it<br />
08 NOVEMBRE - 100 km degli Etruschi – Tuscania/Tarquinia (VT) - 100 km su strada - www.italiamarathonclub.it<br />
16 NOVEMBRE - Panoramica della Salute km 6, 12 - Loc. Costa di Vittorio V.to (TV) - 0438.551076<br />
DICEMBRE<br />
(data, nome, distanza/disl., luogo, riferimenti)<br />
08 DICEMBRE - Marcia dell’Imma<strong>col</strong>ata km 6, 12 – Solighetto (TV) - 0438.83143<br />
11 DICEMBRE - Skyrunning Valli di Lanzo - Lanzo (TO) - 3382662405<br />
NOTE:<br />
- il calendario è stato redatto sulla base dei calendari pubblicati da:<br />
www.trailrunningitalia.it<br />
www.fsa-sky.org/ita<br />
www.fiaspitalia.it/manifestazioni.htm<br />
www.iutaitalia.it/calendari.htm<br />
- le corse non appartenenti a questi calendari sono state inserite sulla<br />
base di <strong>con</strong>oscenze o seg<strong>na</strong>lazioni<br />
- questo calendario non <strong>con</strong>templa le corse in montag<strong>na</strong> Fidal, per le<br />
quali si rimanda al calendario pubblicato su www.fidal.it<br />
- un ringraziamento parti<strong>col</strong>are a Maurizio Scilla, al cui sito www.<br />
mauscilla.it si rimanda per il calendario dei trail francesi e svizzeri<br />
- il calendario sarà aggior<strong>na</strong>to mensilmente, aggiungendo ulteriori<br />
informazioni o correggendo eventuali errori<br />
- per seg<strong>na</strong>lare nuove gare o eventuali inesattezze scriveteci a<br />
redazione@spiritotrail.it.<br />
Grazie!<br />
SPIRITOTRAIL [AGOSTO] - 62