02.10.2017 Visualizzazioni

Phoenix Fanzine #8

Ottavo numero della nostra rivista online free! /// Data di uscita: 27 Febbraio 2017 //// LINK UTILI: http://phoenixfanzine.wix.com/phoenix-rebirth & https://www.facebook.com/phoenixlafanzine/

Ottavo numero della nostra rivista online free! /// Data di uscita: 27 Febbraio 2017 //// LINK UTILI: http://phoenixfanzine.wix.com/phoenix-rebirth & https://www.facebook.com/phoenixlafanzine/

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<strong>Phoenix</strong> <strong>Fanzine</strong> N° 8<br />

Data di pubblicazione: 28 Febbraio 2017<br />

@<strong>Phoenix</strong> <strong>Fanzine</strong> 2013-2017<br />

http://phoenixfanzine.wixsite.com/phoenix-rebirth<br />

Contattateci su phoenx.fanzine@gmail.com<br />

Seguici anche su facebook:<br />

https://www.facebook.com/phoenixlafanzine/


Benvenuti<br />

Bella raga!!! Benvenuti a questo nuovo<br />

avvincente numero di <strong>Phoenix</strong> <strong>Fanzine</strong>! Per chi<br />

non mi conoscesse io sono Sparky e insieme<br />

a Fiamma sono la mascotte della rivista. Il<br />

progetto è nato per dare visibilità a nuovi autori<br />

emergenti e creare un gruppo di supporto per<br />

migliorare e crescere insieme come artisti!<br />

Ben detto Sparky! Il tema di questo numero è<br />

“Le passioni”, cioè tutto ciò che più amiamo<br />

fare. In copertina avete visto alcuni protagonisti<br />

facendo cose che amano, proprio come i nostri<br />

autori quando disegnano e scrivono. Andando<br />

avanti troverete anche un fantastico contest a cui<br />

siete tutti invitati a partecipare!<br />

Buona lettura.


News<br />

- Pan Rayuki fa il suo esordio con “Protettori<br />

del mondo Astrale”<br />

- Per la prima volta non daremo i risultati di<br />

qualche contest, ma lo indiremo.<br />

- La storia di Yukimoe CM “Astrale” è<br />

finalmente pronta ma per motivi tecnici non<br />

potrà essere presente in questo numero. La<br />

troverete sicuramente nel prossimo, quindi<br />

continuate a seguirci!


Indice<br />

MANGA:<br />

Protettori del mondo astrale cap 1........pag 6<br />

(Autrice: “Pan Rayuki” Valentina Plebani)<br />

Solo te cap 1.......................................pag 36<br />

(Autrice: Martina Patrizia Olivi)<br />

Sangkhum cap 6..................................pag 57<br />

(Autore: “Minaca” Francesco Nappi)<br />

CONTEST............................................pag 82<br />

LIGHT NOVEL:<br />

Il Mondo di Edward cap 3....................pag 84<br />

(Storia: “Pyras” Pietro Santoni<br />

Disegni: “Miu” Claudia Santoro Recio)


Contest<br />

Come detto nell’introduzione,<br />

questa volta indiremo il contest nel<br />

numero della rivista un mese prima<br />

rispetto a quando comparirà nella<br />

pagina Facebook.<br />

Ci sarà infatti un premio speciale<br />

per il primo che invierà un disegno<br />

per partecipare entro il 28 Marzo<br />

(giorno in cui scriveremo il<br />

regolamento anche su Facebook).<br />

Per i ritardatari ci sarà comunque<br />

tempo fino al 28 Aprile per<br />

mandare i lavori e partecipare ai<br />

premi normali.<br />

COSA SI VINCE:<br />

- Premio speciale: Il primo che invierà il lavoro entro il<br />

28 Marzo avrà diritto a una commissione da un nostro<br />

autore e la sua opera comparirà nel prossimo numero<br />

della rivista.<br />

-Primo classificato: Il lavoro del vincitore sarà<br />

pubblicato nel prossimo numero di <strong>Phoenix</strong> <strong>Fanzine</strong>;<br />

potrete chiedere a uno dei membri del nostro Team<br />

di farvi un disegno a vostra scelta; se avete una pagina<br />

facebook, verrà pubblicizzata su 5 pagine.<br />

-Secondo e Terzo classificato: I lavori saranno presenti<br />

nel prossimo numero della rivista.


TEMA: Le passioni.<br />

Intese come un forte interesse per qualcosa<br />

che amate fare come disegnare, scrivere,<br />

andare a cavallo, dormire ecc...<br />

REGOLAMENTO:<br />

La gara si divide in 2 categorie, ma potete<br />

sceglierne solo una mandando un solo lavoro:<br />

- Illustrazione singola: disegna un super<br />

eroe inventato da te, con qualsiasi stile e<br />

qualsiasi metodo di colorazione<br />

- Fumetto: disegna un fumetto di max<br />

4 pagine inventando una storia che giri<br />

intorno al tema dei super eroi con personaggi<br />

esclusivamente creati da te. Va bene qualsiasi<br />

stile e qualsiasi metodo di colorazione<br />

SCADENZA: 28 Aprile<br />

COME PARTECIPARE: Manda il tuo<br />

lavoro per messaggio privato alla nostra<br />

pagina facebook o alla nostra email phoenix.<br />

fanzine@gmail.com compilando il seguente<br />

modulo:<br />

Nome:<br />

Cognome:<br />

Titolo lavoro:<br />

Descrizione:<br />

Nome pagina facebook: (se ne avete una)<br />

Le opere verranno premiate per<br />

l’originalità, la tecnica, la correttezza,<br />

l’attinenza al tema e per le emozioni che<br />

riuscirà a trasmettere allo Staff.<br />

I lavori di tutti i<br />

partecipanti verranno<br />

postati sulla nostra pagina<br />

facebook dopo l’uscita<br />

del prossimo numero dove<br />

verranno annunciati e<br />

pubblicati i vincitori scelti<br />

dal nostro staff.<br />

Per qualsiasi chiarimento<br />

mandate un messaggio o<br />

un’email!


CAPITOLO 3- LA MISSIONE<br />

Edward socchiuse gli occhi di fronte al forte bagliore del sole.<br />

Il vento estivo, lento e caldo, l’aveva svegliato come una dolce carezza<br />

sul suo scosso viso dandogli quel poco di forza necessaria a riprendere<br />

coscienza ed alzarsi.<br />

Tutto intorno a lui era così limpido e sereno da fargli ricordare le<br />

giornate più belle di quelle vacanze che adesso il solo ricordo lasciava<br />

un sapore amaro nella sua bocca, soprattutto ora che erano così lontane<br />

da intravederle appena.<br />

Il suo sguardo si soffermò con orrore sul terreno sottostante: sotto<br />

ai suoi piedi non c’era la terra, bensì un’infinita distesa di nuvole<br />

che formavano un tappeto bianco sospinto dal vento verso un’ unica<br />

direzione.<br />

La paura fu tale che le gambe non ressero lo spavento e crollarono a<br />

terra. Si sentì nuovamente solo, come quando aveva varcato il portale<br />

senza via di scampo, eppure, stare nel buio più totale e in completa<br />

solitudine non era parso così male, ma ora era diverso, e non dava più<br />

quel senso di pace. Solo paura.<br />

Gli eventi dei giorni prima sembrarono ai suoi occhi solo l’antipasto di<br />

paura e angoscia che quell’oscura figura dai capelli arancioni pareva<br />

servirgli noncurante dei suoi sentimenti, come se provasse un sadico<br />

piacere nel vederlo soffrire così.<br />

Ci vollero minuti interi di lacrime trattenute e continui tremolii prima<br />

che quella briciola di coraggio che teneva dentro di sé gli desse la forza<br />

sufficiente ad avere il pieno controllo del suo corpo. Il respiro tornò a<br />

poco a poco a farsi regolare.<br />

Edward riuscì finalmente a tirarsi su mentre il sudore grondava dalla<br />

fronte lasciando a terra intere pozze, ma distolse subito lo sguardo dal<br />

terreno per evitare di finire di nuovo nel panico.<br />

Ovunque guardasse il panorama, lontano o vicino, non cambiava di una<br />

virgola. Pensò che il portale fosse divenuto una sorta di punizione di<br />

cui non trovava colpe a tal punto da fargli passare nella testa le peggiori<br />

teorie arrivando perfino alla sua morte in quel posto da incubo. Un<br />

pensiero stupido, affrettato, eppure in quell’istante parve quella più<br />

appropriato. Era tutto così confuso che quel poco che ricordava sembrò


passargli di fronte sottoforma di rapidi flashback che racchiudevano<br />

i momenti più salienti da quando era giunto alla villa. Le voci si<br />

mischiavano tra loro in un infinito e malinconico eco tra le immagini<br />

che passavano intorno a lui fino al momento in cui il braccio che uscì<br />

dal portale, in quella tempestosa mattina nella foresta, lo prese con sé<br />

non accettando rifiuti.<br />

Riuscì perfino a rivedersi dentro al portale in mezzo all’oscurità che,<br />

oltre a strapparlo dal suo mondo, prese con sé anche il suo fidato arco, le<br />

frecce e la sua borsa con tutto il contenuto e portarlo chissà dove.<br />

Edward tese la sua mano tra i singhiozzi cercando di prenderne almeno<br />

una, ma il vento lì portò via fino a sparire nel nulla.<br />

-Non sei solo-<br />

Una voce dolce e melodiosa giunse alle sue orecchie quando ormai<br />

credeva che quei ricordi fossero ormai andati.<br />

Quel sorriso così solare, quella camminata così sicura e con un<br />

portamento invidiabile riaccesero una piccolo lume di speranza nel<br />

ragazzo: Sua madre.<br />

La donna camminò per diversi metri non curante dei continui richiami<br />

di suo figlio.<br />

-Mamma!- Gridava lui. –Sono qui! Fermati!-<br />

Edward gli corse dietro afferrandola in salto per i fianchi ma le braccia<br />

passarono attraverso cadendo nuovamente. Un’illusione, questo<br />

era, eppure in quel momento parve così reale ai suoi occhi. Dovette<br />

rassegnarsi.<br />

La figura si fermò dopo diversi metri dando le spalle al ragazzo e con lo<br />

sguardo fisso sull’orizzonte.<br />

-Siamo Blackwell, ricordi?-<br />

Una voce più roca, più forte e carica di coraggio tuonò a tal punto da far<br />

tremare il terreno.<br />

Un uomo sulla quarantina dai capelli castani ed un sorriso sereno<br />

comparve tra il vento e le nubi camminando, non dando nessun segno di<br />

paura o preoccupazione verso Edward, ma il suo sguardo, per un breve<br />

istante si posò sul ragazzo che non riuscì a dire neanche una parola. Il<br />

suo corpo venne quasi accecato dalla rabbia di essere invisibile di fronte<br />

alla sua famiglia da schiacciarlo a terra di nuovo come se la ragazza<br />

misteriosa fosse soltanto l’inizio di una tragedia di tali dimensioni.


L’uomo prese la donna per mano lanciandogli un’occhiata colma<br />

d’affetto che lei ricambiò con un sorriso più radioso che mai che però<br />

non durò a lungo, in quanto venne quasi distrutto dalle lacrime che ben<br />

presto rigarono le sue guance fino a cadere a terra, ma fu forte e tornò ad<br />

esprimere un sorriso migliore del precedente prima di tornare a fissare il<br />

cielo assieme a suo marito.<br />

-Papà…- Fu tutto ciò che uscì dalla bocca di Edward di fronte a tale<br />

scena.<br />

Vederli così felici assieme scacciò per poco la tragedia e l’infelicità che<br />

si portava dall’inizio di quell’incubo ad occhi aperti ma non ci volle<br />

molto affinché il pensiero della solitudine facesse il suo ritorno.<br />

Delle risate vivaci e piene di felicità si espansero nelle nuvole fino a<br />

giungere alle orecchie di Edward e ai suoi genitori.<br />

-Quelle risate…-<br />

Più il ricordo si faceva chiaro nella sua mente e più un misto tra gioia<br />

e rabbia si animava con foga dentro di lui. si sentì quasi stupido nel<br />

provare così tanto odio.<br />

Suoni di persone che correvano riuscirono a creare una sorta di dolore<br />

nel petto del giovane fino a privarlo del respiro fino ad accasciarsi a<br />

terra ma mantenendo lo sguardo vivo tra le lacrime.<br />

Un ragazzo sulla ventina dai capelli neri, accompagnato da una<br />

ragazzina dai capelli biondi attirarono l’attenzione della famiglia lì<br />

riunita a tal punto da riuscire a distogliere i loro sguardi e voltarsi<br />

sorridenti verso i due e accoglierli a braccia aperte. Il tutto di fronte<br />

all’addolorato Edward.<br />

-Jack…Helen…- Singhiozzò.<br />

Avrebbe voluto anche lui essere lì ad abbracciarli ed essere uniti come<br />

una vera famiglia felice e in sintonia, ma ora lui era invisibile ai loro<br />

occhi e sordi di fronte alle sue grida mentre cercava di farsi sentire<br />

affinché potesse essere notato, soccorso e amato.<br />

I loro abbracci strinsero la sua gola come se stesse venendo strozzato da<br />

mani invisibili, le loro parole gioiose furono come grida stridule nelle<br />

sue orecchie fino a sanguinare, fino a piangere e provare ad urlare con<br />

quel poco di respiro che gli rimaneva in gola.<br />

Il loro calore divenne freddezza tempestando il suo corpo, già<br />

malridotto, di gelidi brividi dai piedi fino alla testa.


Tutti tornarono a guardare il cielo.<br />

-Siamo Blackwell- Dissero tutti. –Ricordati la potenza del nostro nome<br />

e il coraggio che infonde nei nostri cuore il solo sentirlo. Sei uno di noi,<br />

sei di famiglia. Sei un Blackwell, quindi affronta la paura e sconfiggila-<br />

Nel bel mezzo del dolore fisico che stava vivendo, un grido emesso a<br />

pieni polmoni attirò l’attenzione di tutti i presenti facendo congelare il<br />

sangue nelle vene.<br />

-Lasciatelo stare!- Fu quello che udirono prima di un grido emesso a<br />

pieni polmoni.<br />

La ragazza dai capelli arancioni estrasse la lama dal suo fodero fissando<br />

il riflesso del suo viso sulla lama avvertendo la brezza, così godibile e<br />

fresca sul suo corpo.<br />

Gli occhi puntarono quelle cinque persone girate di spallo, digrignò i<br />

denti con la rabbia nel volto, ma fu presa dalla compassione di fronte a<br />

Edward che si rotolava al suolo soffrendo senza sosta.<br />

Con lo sguardo e la mano che aveva libera, decise la prima vittima che<br />

avrebbe ucciso.<br />

Non voleva usare la spada, parve sempre più dubbiosa sul suo utilizzo<br />

arrivando quasi a riporla, ma furono proprio quelle grida dolenti a<br />

convincerla ad agire. Allora gridò. E corse vedendo il terrore negli<br />

sguardi dei cinque presenti.<br />

Quelle persone simboleggiavano il suo legame con il presente che ormai<br />

non gli apparteneva più, non era più suo, e con quello anche le persone,<br />

i luoghi e gli eventi del passato dovevano essere definitivamente<br />

spezzati come una vecchia catena affinché la sua vita abbracciasse ciò<br />

per cui era stato convocato in quel luogo sconosciuto. L’unica via era la<br />

loro eliminazione.<br />

Edward raggelò non appena udì l’urlo in lontananza. Il suo corpo, già<br />

debole e tormentato, ricevette l’ennesimo e duro spavento mentre tornò<br />

il silenzio, ma anche la paura. E non solo in lui.<br />

Anche la sua famiglia avvertì il pericolo nell’aria e le loro facce ne<br />

scorsero la causa con il terrore nei loro occhi tenendosi stretti mentre<br />

tremavano, piangevano e singhiozzavano chiudendo gli occhi. E Edward<br />

con loro.<br />

Rylas infilzò la lama della sua scimitarra nel petto di Jack fino a<br />

trapassarlo prima di scaraventarlo al suolo ormai privo di vita e con un


apido colpo di polso, rimosse il sangue dalla lama.<br />

Gli altri quattro gridarono di spavento alla vista del cadavere gridando e<br />

fuggendo nelle più disparate direzione in cerca di una futile salvezza che<br />

parve averli abbandonati e destinati a perire a causa di una lama e della<br />

sua portatrice dallo sguardo furioso e i movimenti aggraziati e letali.<br />

Il secondo a perire fu il padre. La lama gli tranciò la testa di netto dopo<br />

avergli reso entrambe le gambe inutilizzabili. Con le forze che gli<br />

rimanevano e il dolore che si era attanagliato, Thomas aveva provato a<br />

trascinarsi con le braccia, ma Rylas gli si parò davanti e il suo sguardo<br />

cupo fu l’ultima cosa che vide mentre la lama strappava la sua carne<br />

come carta.<br />

Le ragazze furono le ultime. decine di metri di distanza tenendo sua<br />

madre per un braccio incoraggiandola a velocizzare il passo, arrivò<br />

quasi a gioire quando, con uno sguardo speranzoso, vide l’assassina<br />

fermarsi senza motivo apparente. C’era riuscita. La sua sagoma stava<br />

diventando sempre più piccola fino a ridursi ad una sottile linea nera.<br />

Poi il un sibilo…e il buio.<br />

Rylas si era fermata per un motivo: L’occasione di ucciderle entrambe<br />

con un colpo.<br />

Emise un profondo respiro impugnando la spada come un giavellotto e<br />

chiudendo un occhio, prese la mira nel momento in cui entrambe furono<br />

perfettamente allineate nella loro fuga e lanciò.<br />

L’affilata lama della sua scimitarra centrò la tempia di Helen<br />

sprigionando una nube di sangue prima di prendere in pieno volto anche<br />

la madre.<br />

La ragazza non tornò a prendere la spada, ma si diresse verso Edward<br />

che aveva chiuso gli occhi e si era tappato le orecchie mentre si rotolava<br />

a terra.<br />

Rylas lo vide aprire gli occhi e gli sorrise rassicurandolo con una<br />

carezza sul viso ed aiutandolo ad alzarsi, ma Edward non ricambiò tale<br />

sentimento.Vedere I cadaveri a terra e il sangue fu come se quella spada<br />

avesse colpito lui e non i suoi cari. Il dolore che fino a poco fa l’aveva<br />

immobilizzato a terra era improvvisamente sparito ma non poteva<br />

lasciar perdere.<br />

-E’ fatta- Esultò Rylas continuando a sorridere.<br />

-Li hai uccisi…la mia famiglia, tutti quanti… -


-Non sono reali- Tagliò corto lei –Puoi risparmiarti la tristezza. La tua<br />

mente li ha creati affinché non ti sentissi solo, ma assieme alla loro<br />

immagine, anche i ricordi più tristi, tornano. Andavano eliminati. Per<br />

questo adesso non mostri tristezza. Le catene che ti trattenevano a loro<br />

sono ormai spezzate. Ora sei pronto per essere convocato-<br />

Rylas prese a camminare verso una destinazione ignota mentre il sole<br />

illuminava il suo corpo che a poco si frantumò in milioni di particelle<br />

luminose sospinte dal vento.<br />

Le nuvole si diradarono di scatto lasciando sotto ai suoi piedi<br />

un’immensa distese blu mentre la superficie sotto ai suoi piedi prese a<br />

tremare come impazzita scaraventando Edward al suolo.<br />

Una luce radiosa lo investì fino ad accecarlo portando il suo terrore<br />

fino a nuove vette, rischiando lo svenimento, ma il suo corpo non volle<br />

assecondare il suo desiderio e rimase vigile in maniera costante mentre<br />

il nulla lo investiva circondandolo.<br />

Un terrazzo abbellito da arazzi bianchi e blu si fece strada nel mare di<br />

bianco facendo tornare di nuovo il limpido cielo senza fine a cui era<br />

ormai abituato.<br />

Appena mise i piedi su di esso rischiò di perdere l’equilibrio e finire al<br />

di sotto delle nuvole.<br />

Una mano lo afferrò per un polso quando ormai già metà del suo corpo<br />

era fuori dal parapetto e lo tirò all’interno.<br />

Edward rischiò di morire di spavento sia per la caduta evitata, che per<br />

chiunque l’avesse salvato da morte certa.<br />

-C’è mancato poco-<br />

L’ennesima voce femminile che raggiunse le sue orecchie con il suo<br />

tono sollevato e melodioso fece venire la pelle d’oca al ragazzo che fino<br />

a quel momento non aveva avuto il coraggio di voltarsi, ma chiunque<br />

fosse gli aveva salvato la e non ringraziare sarebbe parso da maleducati,<br />

quindi prese coraggio,trasse un sospiro e si voltò sicuro di trovarsi di<br />

fronte Rylas con la sua voce da spaccona e un orgoglio esagerato, ma<br />

non fu così.<br />

Una donna dai capelli biondi gli stava sorridendo mentre con una mano<br />

lo salutava cordialmente insieme ad un sorriso fin troppo gentile. Ai<br />

suoi occhi non sembrò essere una cattiva persona, non ai livelli di Rylas,<br />

ovviamente, quindi cercò di tranquillizzarsi mentre lo stupore per la sua


apparizione e la sua bellezza lasciarono il ragazzo senza fiato.<br />

-Benvenuto, Edward, hai eseguito gli ordini alla perfezione e sei giunto<br />

fin qui dinnanzi a me. Ben fatto-<br />

Fu inutile provare a parlare. Dalla sua bocca non usciva neanche un<br />

suono e respirava a malapena, quindi preferì tenerla chiusa per evitare<br />

pessime figure e provare a capire qualcosa di lei. Anche una minima<br />

informazione sarebbe stata preziosa.<br />

La donna, sempre cordiale, continuò.<br />

-Capisco il tuo stupore di fronte a tutto questo. Cerchi riposte alle tue<br />

domande, ciò che già sai non è sufficiente e brancoli nel buio. Ma non<br />

devi disperare, sono qui per aiutarti-<br />

L’unico aiuto che Edward voleva in quel momento era la via più rapida<br />

per tornare a casa.<br />

Alzò un dito mentre la bocca tremava cercando di dire due parole prima<br />

che si chiudesse.<br />

-C-chi sei tu? E dove sono?-<br />

Dire quelle poche parole era stato già un piccolo grande passo per<br />

riprendersi, infatti sentì il suo cuore battere in modo più regolare e i suoi<br />

polmoni riempirsi nuovamente.<br />

-Hai ragione, le buona maniere innanzi tutto.-<br />

La donna porse un inchino per poi tornare alla presentazione.<br />

-Io sono Rylas-<br />

Quando le orecchie di Edward udirono quel suono, la visione di<br />

quella ragazza tornò a riempirgli la mente assieme alla sua carneficina<br />

compiuta ai suoi danni. Quella era la Rylas che aveva conosciuto ed<br />

imparato a temere, non importava quanto il suo gesto fosse stato giusto,<br />

era comunque una ragazza violenta e troppo diretta nei suoi scopi che<br />

era arrivata perfino a tormentarlo alla villa. Qualcosa non andava.<br />

Chiese spiegazioni sui suoi dubbi narrando le sue vicende dalla villa<br />

fino a lì con tutti i suoi dubbi e le incertezze che chiudevano interi<br />

pensieri senza soluzione logica, ma Rylas era lì per questo.<br />

Fu comprensiva e ascoltò tutto il suo racconto parola per parola<br />

conoscendo già ogni risposta, ed ora che Edward era di fronte a lei, tutto<br />

poteva essere rivelato senza alcun timore.<br />

-So a chi ti riferisci, e non hai torto, sono stata io a districare tali dubbi


nella tua mente e nessuna scusa potrà mai perdonarmi, ma ho usato false<br />

spoglie per avvicinarmi a te…volevo conoscere meglio colui che avrei<br />

condotto fin qui-<br />

Le sue mani si alzarono mentre le dita si muovevano sempre più<br />

rapidamente fino a quando un vortice di particelle gialle giunse dalle<br />

nuvole fino a fermarsi di fronte ai due.


Ne uscì la Rylas che lui conosceva. Non sembrava in vena di uccidere,<br />

infatti non portava alcuna spada al fianco, ma indossava un abito da<br />

sposa finemente ricamato mentre i suoi lunghi capelli erano racchiusi in<br />

una lunga treccia.<br />

-Tu conosci lei, ma il nome che porta non gli appartiene. Questa è solo<br />

una copia che ho creato affinché sapessi chi è in realtà- Poi si rivolse<br />

alla copia. –Avanti, presentati-<br />

La ragazza ne fu più che felice. I suoi occhi non si staccarono da<br />

Edward neanche quando si inchinò. Il suo sorriso fu accolto in maniera<br />

confusa da Edward che però, iniziando a capire qualcosa, non ne fu<br />

spaventato e ricambiò il gesto al meglio che poteva scatenando gioia<br />

nella ragazza.<br />

-Io sono Auda Valen, principessa della città di Lasyf nel regno del<br />

sud. E’ un vero piacere conoscerti, outsider. Lo spirito maggiore ha<br />

usato il mio corpo per giungere a te ed affidarti la missione che stai per<br />

compiere.<br />

Anche la vera principessa ha una missione da compiere: Addestrarti.<br />

Ti auguro tutta la fortuna possibile-<br />

Il vortice la prese per i piedi inghiottendola al suo interno prima che<br />

Edward potesse fermarla e porgergli un’infinità di domande che ormai si<br />

erano sovrapposte di fronte alla miriade di eventi che si seguivano uno<br />

ad uno. Aveva visto le sue lacrime tra le particelle.<br />

-Aspetta, cosa intendevi con addestrarmi? Non andartene! Io voglio solo<br />

tornare a casa!-<br />

Il vortice era stato più veloce.<br />

Nel silenzio, Rylas aveva seguito tutta la vicenda con un tocco di<br />

tristezza. Ciò che stava per dire sarebbe stato un duro colpo per il<br />

ragazzo e non sapendo come l’avrebbe presa, dovette prepararsi al<br />

peggio quando Edward, con sguardo serio, tornò a posare i suoi occhi su<br />

di lei.<br />

-Cosa intendeva con “Addestrarmi”?-<br />

Ormai non poteva più attendere.<br />

Rylas indirizzò le sue braccia verso il cielo e le separò di scatto. Come<br />

ad un ordine, il mare di nuvole sottostante si spalancò rivelando due<br />

immense isole circondate da un mare a dir poco immenso. Una terra<br />

che conteneva da montagne altissime ad aridi deserti e foreste che si


stagliavano a vista d’occhio fino a giungere alle città principali collegate<br />

da piccole strade che parevano vene.<br />

Una visione splendida e spaventosa allo stesso tempo. Ma quella non<br />

era la sua amata Inghilterra.<br />

-Quella sotto di noi è Coronya, il mondo su cui io vigilo e mi assicuro<br />

che la luce regni sovrana.<br />

Tuttavia, è da anni che ogni angolo di questa terra è in guerra. Violente<br />

guerre macchiano di sangue ogni angolo del pianeta. Noi spiriti non ci<br />

immischiamo negli affari degli umani, tuttavia tale situazione non può<br />

più andare avanti.<br />

E’ tempo che io ti spieghi tutto-<br />

Di fronte ai suoi occhi, Rylas mosse le sue mani con movimenti rapidi<br />

e violenti mentre dalle sue braccia, nubi di fumo nero si diffondevano a<br />

macchia d’olio fino a rendere il mondo sottostante invisibile.<br />

Rylas sospirò triste. Una serie di ricordi dolorosi ormai dimenticati<br />

erano tornati a farsi sentire, colmi di rimpianti a cui neanche il tempo<br />

poteva rimediare. Ma ormai doveva fare il suo ruolo nella missione<br />

e intraprese il suo cammino nel fumo a testa alta, ed Edward con lei,<br />

anche se con più incertezza.<br />

Nella grigia oscurità, il racconto dello spirito iniziò a prendere forma<br />

aprendo solchi nel denso fumo.<br />

La prima figura fu un accampamento in cui le persone ballavano e<br />

cantavano attorno ad un fuoco.<br />

“Molto tempo fa, Coronya non possedeva ciò che ha adesso. Nelle due<br />

isole che avevo creato per l’umanità, abitavano molte fiorenti tribù,<br />

alcune grandi, altre piccole, ma tutte circondate da pace e prosperità.<br />

Dopo molti anni, le tribù crebbero e con loro crebbe la sete di<br />

conoscenza e innovazione…tale sete li portò a chiedere a me ed agli<br />

spiriti minori di illustrargli strumenti migliori per la vita.<br />

Gli umani erano sempre stati rispettosi nei nostri confronti, per questo<br />

decidemmo di accogliere tali richieste convinti che ne avrebbero fatto<br />

buon uso. Tuttavia, nessuno di noi aveva i mezzi per mostrarli e quindi<br />

prendemmo una rischiosa decisione…”<br />

Man a meno che Rylas raccontava la sua storia, le grida degli umani<br />

stridevano nelle sue orecchie fino a farla piangere e nascose tali lacrime


alla vista di Edward che continuava imperterrito, e con passo incerto,<br />

a camminargli accanto nella speranza che tale viaggio durasse il meno<br />

possibile.<br />

Gli chiese perdono, più e più volte dentro di sé lasciando che il solo<br />

silenzio uscisse dalle sue labbra.<br />

Rylas mosse nuovamente le sue braccia come se stesse invocando<br />

qualcosa. Pronunciò qualche parola incomprensibile al ragazzo e lasciò<br />

che i suoi gesti dessero la risposta.<br />

Dal nulla, numerose stringhe di fuoco si mossero strisciarono dai più<br />

oscuri angoli dell’ignoto per poi vorticare e librarsi in cielo. Una dopo<br />

l’altra, tutte quante si fermarono componendo nell’insieme un’immagine<br />

che riempì gli occhi di Edward di tristezza. Li vide tra le nubi, giocosi<br />

ed allegri. I suoi amici che correvano tra le sue strade mentre la musica<br />

li teneva per man verso chissà dove. L’immagine che le fiamme avevano<br />

creato era la skyline di Londra.<br />

I due si ritrovarono all’interno di un parco circondato dai grattacieli<br />

della città.<br />

Il cielo era cupo e il vento batteva con così tanta insistenza da piegare le<br />

fronde più alte degli alberi.<br />

Il parco era deserto quel giorno. Con un tempo del genere nessuno<br />

avrebbe avuto la brillante idea di uscire.<br />

Edward si guardò intorno con fare sorpreso.<br />

“Conosco questo parco!” Urlò “E’ Hyde park!”<br />

Durante le vacanze estive, la famiglia Blackwell aveva passato due<br />

settimane a Londra per visitare per l’ennesima volta la capitale con poco<br />

entusiasmo da parte di quasi tutti.<br />

Malgrado il poco entusiasmo da parte di tutta la famiglia, erano stati<br />

giorni incredibili quelli. Giorni da ricordare con malinconia e sperare<br />

che riaccadessero ancora e ancora il più presto possibile. Tra le loro<br />

mete più frequentate c’era anche Hyde park, lo stesso parco che stava<br />

osservando in quel momento.<br />

“Cosa ci facciamo qui?” Chiese non trovando alcun nesso tra i due<br />

eventi.<br />

Provò a ricordare o a tirare qualche ipotesi ma nulla gli venne in mente<br />

al momento, quindi lasciò che Rylas continuasse la sua storia.


“Non c’erano persone con l’intelligenza necessaria a Coronya, quindi<br />

scegliemmo una persona non appartenente al nostro mondo. Qualcuno<br />

che potesse istruire molte tribù e renderle più forti insieme.<br />

Tra tutte quelle persone quel giorno, ne scelsi una che reputai perfetta<br />

allo scopo.<br />

Rylas alzò il suo braccio indicando l’unica persona presente ad Hyde<br />

park in quel terribile giorno di gennaio.<br />

Un uomo sulla quarantina stava camminando reggendosi la giacca che<br />

portava mentre veniva fatta oscillare dalle violente raffiche dei venti e i<br />

suoi capelli castani oscillavano senza meta da una direzione all’altra.<br />

Imprecò più e più volte pentendosi di essere uscito quel giorno mentre<br />

accelerava il passo verso l’uscita più vicina udendo i primi tuoni.<br />

Uno sconosciuto. Quella persona era il vero inizio della storia.<br />

“Uno scienziato londinese riconosciuto per le sue idee sulle energie<br />

rinnovabili. Incoraggiato dai colleghi ma ritenuto folle dalle cariche<br />

più alte. Nonostante le diverse offese che continuava a ricevere sempre<br />

più spesso, la sua famiglia e gli amici continuavano a stargli accanto<br />

e grazie a loro non smise di inventare. Reputai tale persona adatta allo<br />

scopo. E iniziò il mio piano.<br />

Come feci con te, iniziai ad apparire nei suoi sogni cercando di spiegare<br />

chi fossi e cosa volessi da lui. Inutile dire che ebbe le tue stesse reazioni,<br />

Edward. Ci voleva qualcosa di più potente per convincerlo e come<br />

biasimarlo? Era uno scienziato, non credeva a spiriti e magie.<br />

Allora profetizzai il ritrovamento di un misterioso frammento di roccia<br />

che avrei lasciato per lui quel giorno, nella Londra di due anni fa. Il<br />

giorno che stiamo vedendo adesso.<br />

Quasi all’uscita del parco si imbatté nel frammento che avevo lasciato<br />

in quel punto esatto affinché lo prendesse. Dovevo agire in fretta, la<br />

mia permanenza nel vostro mondo indeboliva le mie forze sempre più e<br />

dovetti accelerare le cose…”<br />

Mentre Rylas continuava a raccontare, la scena che stava raccontando<br />

si stava realizzando secondo dopo secondo. Malgrado la camminata


sempre più veloce, gli occhi dell’uomo puntarono improvvisamente un<br />

oggetto a terra: una piccola roccia dorata dall’innominabile forma.<br />

Urlò all’impossibile e si agitò in preda alle peggio mosse. Appena riuscì<br />

a calmarsi porse il frammento nella tasca del cappotto e corse via.<br />

“Lo condussi nel nostro mondo tramite un portale e lo feci vivere con le<br />

tribù del regno del nord, famose per un’indomita resistenza e incredibili<br />

cacciatori. Gli indicai il suo scopo e gli promisi il suo ritorno a casa<br />

in caso di successo. Ma dopo che completò l’incarico con successo,<br />

mi implorò di rimanere qui ed aiutarli più di quanto gli avessi chiesto.<br />

Accettai.”<br />

Una lacrima gli rigò una guancia mentre col un singolo gesto cancellò<br />

l’intero parco facendo sprofondare il tutto nella grigia nube del nulla<br />

e proseguirono il viaggio. Avrebbe voluto urlare, implorare perdono<br />

ad Edward per averlo coinvolto mentre gli mostrava attraverso le sue<br />

parole, l’origine del disastro che portò lo spirito a prendere un ragazzo<br />

contro la sua volontà e coinvolgerlo in tutto questo.<br />

“Diedi a lui l’accesso al portale e portò molta tecnologia e libri con sé.<br />

Istruì tutte le tribù una dopo l’altra ben oltre le loro immaginazioni. Gli<br />

insegnò come costruire case più sicure, armi più efficienti e allargando<br />

il loro sapere. Passarono anni ed anni e le tribù che avevo visto nascere,<br />

si erano trasformate in fiorenti civiltà al comando di intere città. Gli fui<br />

riconoscente”<br />

Le nubi vorticarono davanti ai loro occhi formando l’immagine di<br />

quello scienziato, inginocchiato a terra con lo sguardo pieno di gioia,<br />

mentre porgeva una margherita ad una bambina. A sua insaputa, alle sue<br />

spalle, una nube nera strisciò ai suoi piedi attaccandosi a lui come delle<br />

radici. Scomparve.<br />

“Una forza immane di oscurità e caos stava tramando alle mie spalle in<br />

attesa del momento giusto in cui agire…ed io, a mia insaputa, gli avevo<br />

fornito l’occasione giusta…”


Si udirono urla di guerrieri e strilli disumani mentre fucili sparavano e le<br />

armi si scontravano.<br />

Lo scienziato si dissolse e al suo posto, ai piedi dei due, comparvero<br />

vari cadaveri di soldati, ma non solo. Tra tutti, c’era il cadavere di una<br />

donna elegantemente vestita. Uno squarcio gli aveva aperto lo stomaco<br />

come una borsa. Ma non erano tutti morti lì. Un’altra donna dai capelli<br />

color cenere, guardava tale scena con orrore. I suoi occhi celesti<br />

posarono lo sguardo sulla sua scimitarra intrisa di sangue, ma non ebbe<br />

il tempo di rimpiangere il suo atto, che delle urla tuonarono dal nulla.


“Ha ucciso la regina! Catturatela!”<br />

Un manipolo di soldati circondarono la donna puntandola con spade<br />

e moschetti. Lei non poté far altro che lasciare la spada a terra e dopo<br />

essere stata ammanettata, venne portata via.<br />

“E venne la guerra. Una scia di sangue si trasformò ben presto in una<br />

carneficina che dura da anni. Il regno del sud, ormai a corto di speranza,<br />

pregò me affinché portassi qualcuno degno di fermarlo. Io ho scelto<br />

te, Edward, devi agire. Questa è la tua missione. Trova lo scienziato,<br />

fermalo e placa la guerra”<br />

Ormai agli occhi di Edward tutto fu chiaro. Non c’erano più dubbi,<br />

niente bugie o scherzi. Una sola strada si mostrava di fronte a lui. Lui<br />

non voleva tutto questo, la sua vita da adolescente si era spezzata come<br />

una catena arrugginita.<br />

“Non credo di essere in grado, Rylas…”<br />

“Ho commesso una scelta sbagliata, una volta, ma adesso sono sicura<br />

delle mie azioni, e so che porterai a compimento il tuo incarico”<br />

L’oscurità venne scacciata, il sole tornò a splendere, non c’era più tempo<br />

da perdere. Sotto di loro, un’intera isola pregava chiedendo aiuto, l’aiuto<br />

di Edward.<br />

Il ragazzo ricordò il tutto prima dei sogni, di Rylas, di tutto ciò. I sorrisi,<br />

le persone, la casa, tutto andato. Non si poteva tornare indietro.<br />

Una mano lo prese per il colletto della canottiera.<br />

“Lasciami! Lasciami!” Urlava Edward dimenandosi per liberarsi della<br />

presa, ma lo spirito aveva una presa troppo salda e fu tutto inutile.<br />

I due si guardarono faccia a faccia. Rylas stava piangendo, ma<br />

sorrideva.<br />

“Vai, mio eroe, e buona fortuna”<br />

La mano mollò la presa lasciando Edward cadere nel vuoto urlando<br />

a pieni polmoni il giuramento della sua vendetta verso di lei prima di<br />

perdere i sensi definitivamente.


Ringraziamenti<br />

Persone che hanno contribuito alla realizzazione di<br />

questo numero:<br />

Caricamento sul sito:<br />

Marta Serra/ Calien<br />

Grafica e impaginazione:<br />

Claudia Santoro Recio/ Miu<br />

Illustrazioni:<br />

Claudia Santoro Recio/ Miu: Copertina<br />

Valentina Plebani/Pan Rayuki illustrazione iniziale<br />

Claudia Manca/ Yukimoe CM: illustrazione news e indice<br />

Valentina Plebani/Pan Rayuki Sparky e Sparky gijinka<br />

Alessia Tirabassi/ Cucci: Fiamma gijinka<br />

Cecilia Balestri/ Ceci: Fiamma<br />

Autori Manga:<br />

Valentina Plebani/Pan Rayuki<br />

Martina Patrizia Olivi<br />

FrancescoNappi/ Minaca<br />

Autori Light Novel:<br />

Pietro Santoni/ Pyras (storia)<br />

Claudia Santoro Recio/ Miu (disegni)

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