Focus 3° trimestre 2011 - Raiffeisen

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Focus 3° trimestre 2011 - Raiffeisen

Focus trimestre 2011

Raiffeisen Fonds – Global Invest

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La Banca nazionale svizzera ha tirato il freno di

emergenza: dal 6 settembre difende un corso

minimo di 1.20 del franco rispetto all'euro e punta a

un «netto e duraturo indebolimento del franco».

Erano decenni che i guardiani svizzeri della moneta

non prendevano una tale spettacolare decisione.

C'è molto in palio: l'anno scorso, un analogo piano

della BNS – allora però senza un tasso di cambio

ufficiale – fallì. Questa volta, il piano dovrebbe

riuscire e precisamente per tre motivi. In primo

luogo, la BNS ha messo sul piatto della bilancia la

sua intera reputazione, in secondo luogo dovrebbe

aver ottenuto il consenso politico per questo insolito intervento e tutte le relative conseguenze e infine

tutte le analisi serie ritengono che il franco sia sopravvalutato perfino con un corso di 1.20. Noi stessi

riteniamo adeguato un corso di 1.28 circa.

I costi di questi interventi sul mercato delle divise per indebolire la propria valuta possono essere notevoli.

Se non si riesce a ritirare di nuovo la liquidità creata, la massa monetaria aumenta. Ciò potrebbe in futuro

determinare un aumento dell'inflazione.

Da un'analisi dell'economia globale si può constatare che il ruolo di stimolatore è svolto sempre dalle

banche centrali. In periodi di enormi debiti e di severe misure di risparmio a livello mondiale, i governi

hanno le mani legate. La politica monetaria negli Stati Uniti, e soprattutto in Europa, dovrebbe infatti

continuare a rimanere espansiva. Contrariamente alla percezione generale, il mondo non è inondato di

liquidità. Piuttosto il contrario: stiamo andando addirittura incontro a un «prosciugamento» dell'economia

e dei mercati. In questo momento, le banche commerciali mantengono il denaro sui loro conti giro presso

le banche centrali invece di far circolare la liquidità. In una situazione del genere, il denaro viene sì

stampato, ma rimane – in senso metaforico – nel cortile interno.

Azioni – Sottoponderazione

In considerazione del chiaro rallentamento congiunturale, la crescita degli utili prevista dal mercato per le

azioni statunitensi per quest'anno e il prossimo ci sembra troppo ottimistica. Rispetto al consenso di

mercato, per il 2011 e il 2012 prevediamo una crescita degli utili solo della metà, ossia del 17%. Per

questo motivo, per i fondi Global Invest abbiamo deciso di posizionare il portafoglio in modo più

difensivo. Da un lato abbiamo ridotto la quota azionaria e, nel frattempo, siamo nettamente

sottoponderati. Dall'altro lato, a livello di titoli abbiamo però ridotto anche le azioni di imprese cicliche a

piccola capitalizzazione in Svizzera a favore delle società farmaceutiche Roche e Novartis. In Europa

abbiamo venduto tra l'altro il titolo delle materie prime Kazakhmys e abbiamo incrementato le posizioni

nel produttore di beni di consumo Reckitt Benckiser. Quanto alle banche, eravamo sottoponderati, il che è

stato redditizio.

Obbligazioni – Interessi a breve termine sempre bassi

Per contrastare una rivalutazione del franco – a causa di possibili persistenti flussi di capitale nel CHF – la

BNS manterrà il tasso di riferimento praticamente a zero e aumenterà ulteriormente la massa monetaria. In

casi estremi verranno presi in considerazione anche tassi negativi. Quanto alle durate più lunghe nel

settore obbligazionario, si prevede invece un aumento, cosicché ci aspettiamo una curva dei tassi più

ripida. Difficilmente i rendimenti delle obbligazioni svizzere si avvicineranno al livello dell'euro. Le finanze

pubbliche in Svizzera sono sempre nettamente più solide e l'inflazione più bassa.


Focus trimestre 2011

Raiffeisen Fonds – Global Invest

Anche quest'anno, le obbligazioni in franchi svizzeri, assieme agli immobili svizzeri, hanno svolto la loro

funzione di copertura del rischio in periodi turbolenti. In agosto, gli interessi dei titoli di stato decennali

svizzeri sono scesi addirittura a un minimo pluriennale. Abbiamo sfruttato l'occasione per prese di

beneficio per le obbligazioni in franchi svizzeri. Nell'attuale posizionamento nei fondi con quota

obbligazionaria – Global Invest Yield, Balanced e Growth – rinunciamo ancora alle obbligazioni degli

stati periferici dell'Eurozona. Nel segmento obbligazioni in valute estere ci concentriamo sulle obbligazioni

societarie e sui titoli di stato di buona qualità.

Investimenti alternativi – Sempre un tema d’attualità

I fondi Global Invest sono sempre investiti in prodotti alternativi. Non abbiamo ridotto le posizioni di

rischio solo nel segmento azionario, ma anche nel segmento delle materie prime abbiamo venduto i nostri

investimenti nei metalli industriali. Nel segmento degli investimenti alternativi, l'andamento dei nostri

investimenti di hedge fund focalizzati è soddisfacente. Diversamente dai generali indici di hedge fund, che

nei periodi di crisi hanno dovuto subire perdite di valore, le due strategie adottate nei fondi Global Invest

«Managed Futures» e «Global Macro» hanno svolto la loro funzione di conservazione del valore durante le

turbolente situazioni del mercato. Nel terzo trimestre, tali fondi hanno ottenuto perfino un rendimento

positivo.

Valute – Il franco dovrebbe diventare meno attraente

La nostra previsione a breve termine sul cambio EUR/CHF

rimane invariata a 1.21. Ora aumentiamo la previsione a

dodici mesi a 1.20. Nel nostro scenario di base che prevede

un approccio «muddling through» ovvero di «sopravvivenza»

riteniamo ancora piuttosto improbabile un forte aumento

dell'euro rispetto al franco svizzero. Infatti, i problemi

dell'euro non dovrebbero essere risolti rapidamente. Nel

complesso, quanto alle valute estere manteniamo i nostri

posizionamenti neutrali nell'euro e nel dollaro. Di

conseguenza, con gli attuali corsi di 1.20 circa,

raccomandiamo di annullare le scommesse contro l'euro e a

favore del franco a causa delle chiare dichiarazioni della BNS.

Prospettive

Anche se alcuni paesi ora vogliono diminuire i loro debiti, al momento un freno all'indebitamento rimane

un'utopia per tutti i membri dell'Eurozona. Se la crisi dell'euro dovesse di nuovo peggiorare, le necessarie

somme di intervento della BNS potrebbero aumentare enormemente. Tuttavia, nell'attuale contesto

deflazionistico, accompagnato da una congiuntura in forte rallentamento, ciò non rappresenta ancora

alcuna seria minaccia. Prevediamo che in caso di un aumento del rischio inflazionistico la BNS riuscirà ad

adottare di nuovo adeguate contromisure.

Thomas Steinemann (Chief Strategist di Banca Vontobel )

Cédric Lewy (Gestore del portafoglio Global Invest di Banca Vontobel)

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4%

3%

2%

1%

0%

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-2%

-3%

Crescita dell'economia svizzera

-0.2%

2.5% 2.6%

3.6%

3.6%

2.1%

-1.9%

2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012

4%

2.7%

3%

2.0%

1.3% 2%

1%

0%

-1%

-2%

-3%

(Fonte: Thomson Reuters Datastream)

A causa del forte franco, previsione di crescita per il

2012 ridotta dall'1.5% all'1.3%


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Raiffeisen Fonds – Global Invest

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Raiffeisenplatz, CH-9001 San Gallo, presso gli agenti pagatori in Svizzera, Raiffeisen Svizzera società cooperativa, Raiffeisenplatz,

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