23_rivista_ITAeventi
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ITA<br />
eventi<br />
n.<strong>23</strong><br />
INTERVISTE<br />
LUCIA BLANCO ◗<br />
PAOLO CEVOLI ◗<br />
IVAN COTRONEO<br />
presenta Sirene:<br />
in autunno su Rai1<br />
Terapia di coppia<br />
per amanti<br />
Un film di Alessio<br />
Maria Federici<br />
Nina Zilli<br />
MODERN ART TOUR<br />
Da ottobre nei club italiani
Sommario<br />
in questo numero<br />
8 10 18 22<br />
8 Notes<br />
38<br />
8.I giardini di Sissi in fiore<br />
10. A Siena un capolavoro da scoprire<br />
12.Il vino in Emilia Romagna<br />
14.L’autunno in casa<br />
17 Arte<br />
17.Il lavoro tra identità e illusione/Bologna<br />
18.Quando i fumetti raccontano la realtà/Bologna<br />
22.Un dialogo tra il tempo e il sacro/Aosta<br />
24.Le vibrazioni positive della natura/Milano<br />
26.Appuntamenti<br />
29 Musica<br />
29.Pronto a scrivere nuove pagine<br />
30.Vesto le mie canzoni senza<br />
scendere a compromessi<br />
34.Il mio disco romantico e incazzato<br />
36.Appuntamenti<br />
41 54 61<br />
30<br />
41 Classica<br />
41. Moderna ma fedele all’originale/Bologna<br />
42. Omaggio ad Adriano Guarnieri/Milano<br />
44. Appuntamenti<br />
47 Teatro<br />
47.Uno spaccato del nostro tempo<br />
48. Nuovi protagonisti per un musical da record<br />
54. La Bibbia a prova di “patacca”<br />
56. Appuntamenti<br />
48
Sommario<br />
68 74<br />
<strong>ITAeventi</strong><br />
Iscritta con l’autorizzazione del Tribunale<br />
di Milano al numero 335 del 25/10/2013<br />
n.<strong>23</strong> ottobre/novembre 2017<br />
Direttore Responsabile<br />
Maurizio Costanzo<br />
Caporedattore<br />
Cristiana Zappoli<br />
61 Cinema<br />
68 Televisione<br />
78 90<br />
61.L’apparenza spesso inganna<br />
62. E se per tradire ed essere<br />
felici servisse un analista?<br />
66. Amori che non sanno stare al mondo<br />
Dove non ho mai abitato<br />
67. The big sick / The broken key<br />
68. Una storia d’amore con le pinne<br />
74 Volti nuovi<br />
74.La ricerca della felicità tra film, Africa e basket<br />
78 Viaggiare<br />
78.Amsterdam: una città per tutti i gusti<br />
84 Riflessioni<br />
Art Director<br />
Laura Lebro<br />
Redazione<br />
Alessandra Arini, Alessandra Cinque,<br />
Clara Dalledonne, Andrea Giuliani,<br />
Margot Rossi, Giovanni Salerno,<br />
Mercedes Vescio<br />
Editore<br />
MediaAdv srl<br />
Via A. Panizzi, 6 - 20146 Milano<br />
Tel. +39 02 43986531<br />
info@mediaadv.it<br />
www.mediaadv.it - www.itaeventi.it<br />
Pubblicità<br />
MediaAdv srl (concessionaria)<br />
Via A. Panizzi, 6 - 20146 Milano<br />
Tel. +39 02 43986531<br />
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www.mediaadv.it - www.itaeventi.it<br />
Stampa<br />
Mediaprint Srl<br />
Via Brenta, 7<br />
37047 San Giovanni Lupatoto (Vr)<br />
finito di stampare in ottobre 2017<br />
84.Dal CETEC all’Opera Liquida<br />
86 Angolo dei consigli<br />
86. Calvizie: le nuove frontiere<br />
della medicina rigenerativa<br />
88. Un aiuto quotidiano per sentirsi meglio<br />
90 Leggere<br />
90.Un viaggio sulle tracce di Banksy<br />
94.Che fine faranno i Cazalet?<br />
96.In libreria<br />
Via Antonio Panizzi, 6 - 20146 Milano<br />
Tel. 02.43986531 - 02.45506260<br />
www.mediaadv.it<br />
KOrE<br />
E D I Z I O N I<br />
Via F. Argelati, 19 - 40138 Bologna<br />
Tel. 051.343060 - www.koreedizioni.it
Notes<br />
I GIARDINI DI SISSI IN FIORE<br />
Tutti i sabati di ottobre e novembre sarà possibile scoprire fiori e gustare frutti provenienti<br />
da tutto il mondo con una visita guidata all’interno dell’universo botanico di Merano<br />
C<br />
ambia la stagione ai Giardini<br />
di Castel Trauttmansdorff<br />
e con essa un mutevole<br />
quadro di luci e ombre riflette<br />
un caleidoscopio di colori tra i più<br />
caldi e fastosi che la natura dispensi.<br />
Il cuore dorato dell’autunno<br />
invade con generosa intensità<br />
l’universo botanico di Merano,<br />
regalando scorci suggestivi<br />
e indimenticabili sulla valle circondata<br />
dalle montagne del Gruppo<br />
di Tessa. I toni del rosso acceso,<br />
arancio e giallo impreziosiscono<br />
in particolar modo l’area dei<br />
Boschi del Mondo, luogo in cui<br />
ora risplendono gli ambienti dell’Asia<br />
e America nelle variopinte<br />
atmosfere di fine estate, quando<br />
l’“Indian Summer altoatesino”<br />
regala un’interpretazione della<br />
natura dolce e solenne. In questa<br />
stagione i frutteti dei Giardini di<br />
Sissi portano a maturazione mele<br />
e pere locali, uva e castagne, che<br />
per la tradizione del “Törggelen”<br />
vengono arrostite sul fuoco in una<br />
padella forata, per dar vita a un<br />
popolare rito conviviale altoatesino.<br />
Ogni sabato di ottobre e novembre<br />
sarà possibile scoprire e<br />
gustare i frutti provenienti da<br />
tutto il mondo con una visita guidata:<br />
i Giardini offrono avvincenti<br />
passeggiate per entrare nell’universo<br />
culturale delle piante e dei<br />
frutti, esotici, mediterranei e locali,<br />
che decorano i Giardini di Sissi<br />
in autunno. I tour verranno coronati<br />
con specialità culinarie e gastronomiche<br />
stagionali di qualità<br />
presso il Ristorante Schlossgarten,<br />
che vanta una splendida vista<br />
sulle montagne circostanti.<br />
Per informazioni:<br />
www.trauttmansdorff.it<br />
I Giardini di Sissi sono anche su<br />
fb: “Trauttmansdorff – I Giardini”<br />
8<br />
ITA EVENTI
Notes<br />
A SIENA UN<br />
CAPOLAVORO<br />
DA SCOPRIRE<br />
Eccezionalmente in mostra<br />
il bellissimo pavimento del<br />
Duomo di Siena, di solito coperto<br />
per motivi di conservazione<br />
S<br />
i tratta del pavimento “più<br />
bello…, grande e magnifico”<br />
che mai fosse stato fatto,<br />
secondo la nota definizione<br />
del Vasari, ed è il risultato di un<br />
complesso programma iconografico<br />
realizzato attraverso i secoli,<br />
a partire dal Trecento fino all’Ottocento.<br />
È il Pavimento a<br />
commesso marmoreo del Duomo<br />
di Siena, abitualmente protetto<br />
dal calpestio dei visitatori ma eccezionalmente<br />
scoperto fino al 25<br />
ottobre. Un pavimento unico,<br />
non solo per la tecnica utilizzata,<br />
ma anche per il messaggio delle<br />
figurazioni, un invito costante alla<br />
Sapienza. La tecnica adoperata<br />
durante i secoli passati è quella del<br />
graffito e del commesso con<br />
marmi di provenienza locale<br />
come il broccatello giallo, il grigio<br />
della Montagnola, il verde di<br />
Crevole, ecc. I cartoni preparatori<br />
per le cinquantasei tarsie furono<br />
disegnati da importanti artisti,<br />
quasi tutti “senesi”, fra cui il<br />
Sassetta, Domenico di Bartolo,<br />
Matteo di Giovanni, Domenico<br />
Beccafumi, oltre che da un pittore<br />
“forestiero” come l’umbro Pinturicchio,<br />
autore, nel 1505, del<br />
celebre riquadro con il Monte della<br />
Sapienza, raffigurazione simbolica<br />
della via verso la Virtù<br />
come raggiungimento della serenità<br />
interiore.<br />
Il percorso completo OpaSiPass<br />
permette, oltre alla visita del Pavimento<br />
in cattedrale, quella al<br />
Museo dell’Opera ove si potranno<br />
ammirare, nella Sala delle Statue,<br />
i mosaici con i simboli delle<br />
città alleate di Siena e le tarsie originali<br />
di Antonio Federighi con le<br />
Sette età dell’Uomo. Per chi volesse<br />
vedere il Pavimento anche<br />
dall’alto, è possibile prenotare<br />
l’itinerario OpaSiPass Plus che, oltre<br />
all’accesso a tutti i siti museali<br />
del complesso, permette la salita<br />
verso la Porta del Cielo. Il pubblico<br />
può, infatti, anche accedere<br />
al percorso dei sottotetti: l’itinerario<br />
verso il “cielo” della Cattedrale<br />
comincia da una scala a<br />
chiocciola inserita dentro a una<br />
delle torri terminanti con guglie<br />
che fiancheggiano la magnifica<br />
facciata del Duomo.<br />
(Francesca Loriani)<br />
Veduta del pavimento<br />
dall’alto. In alto: Matteo<br />
di Giovanni, Strage degli<br />
Innocenti, particolare. Siena,<br />
Cattedrale, Pavimento<br />
10 ITA EVENTI
Notes<br />
IL VINO IN EMILIA ROMAGNA<br />
Appuntamento a Bologna con Enologica, dal 18 al 20 novembre a Palazzo Re Enzo. Con<br />
oltre 100 tra produttori, consorzi e cantine. Tanti i seminari e le degustazioni tematiche<br />
L<br />
’Emilia Romagna raccontata<br />
attraverso alcune delle sue<br />
eccellenze: il vino e il cibo,<br />
le tradizioni e la cultura. Come<br />
accaduto nelle ultime edizioni,<br />
anche in questo 2017 Enologica,<br />
il Salone del vino e del<br />
prodotto tipico dell’Emilia Romagna<br />
è un appuntamento da<br />
non perdere per tutti gli appassionati<br />
di vino e non solo. Ci sarà<br />
il “Teatro dei Cuochi” con gli chef<br />
che si racconteranno, anche attraverso<br />
le proprie creazioni gastronomiche<br />
in abbinamento ai<br />
vini. E inoltre, la premiazione di<br />
“Carta Canta”, il premio rivolto<br />
a ristoranti, enoteche, bar, agriturismi<br />
e hotel situati in regione,<br />
in Italia o all’estero, che propongono<br />
un assortimento qualificato<br />
di vini regionali, e il “Panino<br />
d’Autore” con lo chef Daniele Reponi,<br />
che realizzerà panini gourmet<br />
utilizzando esclusivamente<br />
prodotti Dop e Igp made in<br />
Emilia Romagna.<br />
Il Salone del vino e del prodotto<br />
tipico dell’Emilia Romagna è oramai<br />
un format consolidato, frutto<br />
dell’esperienza di Enoteca Regionale<br />
Emilia Romagna nell’organizzazione<br />
e gestione di eventi<br />
a livello internazionale, che non<br />
manca, però, di riservare ogni<br />
anno anche una chiave di lettura<br />
del tutto originale. Quest’anno,<br />
infatti, a Enologica saranno protagoniste<br />
anche le creature fantastiche,<br />
ovvero la rappresentazione<br />
popolare della natura, delle paure,<br />
dei sogni, delle cose “inspiegabili”<br />
e familiari della storia dell’uomo,<br />
un patrimonio di storia<br />
e tradizioni tramandato oralmente<br />
fino a noi. Come si legge<br />
nell’introduzione del catalogo,<br />
scritta dal curatore di Enologica<br />
Giorgio Melandri: “[…] Noi siamo<br />
per un racconto “quotidiano”,<br />
pieno di cose vere, di gente e storie<br />
[…]. Il racconto del vino vive<br />
dentro alle giornate della gente e<br />
noi abbiamo il dovere di lasciarcelo.<br />
Siamo una regione dove è il<br />
quotidiano a essere straordinario,<br />
dove un fosso può nascondere una<br />
creatura fantastica, dove un albero<br />
può nascondere un segreto,<br />
dove un vino può raccontare tante<br />
storie”. Ad accogliere i visitatori<br />
di Enologica, sotto al loggiato<br />
d’ingresso, ci sarà un grande pannello<br />
con delle originali “sculture<br />
di terra”, realizzate da I.TER di<br />
Bologna. Si tratta di rappresentazioni<br />
artistico-scientifiche dei<br />
principali suoli che ospitano la<br />
pianta della vite in Emilia Romagna<br />
e che si trovano percorrendo<br />
la via Emilia da Sud a<br />
Nord, partendo quindi dalla provincia<br />
di Rimini per arrivare fino<br />
a quella di Piacenza (con una sola<br />
piccola deviazione nel territorio<br />
ferrarese). Diversi tipi di terreno<br />
che corrispondono ai sette vitigni<br />
principali della regione, da dove<br />
nascono i nostri vini a denominazione:<br />
Albana e Sangiovese per<br />
la Romagna, Pignoletto per il<br />
bolognese, Fortana per il ferrarese,<br />
Lambrusco per il modenese, il<br />
reggiano e il parmense, Malvasia<br />
per il parmense e il piacentino,<br />
Gutturnio per il piacentino. Per<br />
ogni vitigno c’è poi la rappresentazione<br />
grafica dei profumi e dei<br />
sapori principali che connotano i<br />
vari vini (attraverso immagini di<br />
fiori, frutti, ecc.) per aiutare i visitatori<br />
nella ricerca di quelle determinate<br />
caratteristiche anche<br />
nel momento della degustazione.<br />
Enologica<br />
Palazzo Re Enzo, Bologna<br />
www.enologica.org<br />
Orario di apertura:<br />
sabato 11:00 - 21:00 / domenica<br />
11:00 - 20:00 / lunedì 11:00 - 19:00<br />
Ingresso 20 €<br />
12 ITA EVENTI
Notes<br />
L’AUTUNNO IN CASA<br />
I toni del verde bosco e del color ruggine sono<br />
perfetti per “riscaldare” gli ambienti all’arrivo<br />
della stagione più fredda. Ecco una selezione di<br />
elementi di arredo dal sito www.madeindesign.it<br />
1<br />
1. Sospensione Chouchin Mini di<br />
Foscarini. Una rilettura contemporanea<br />
della lanterna in carta e bambù,<br />
simbolo della cultura giapponese.<br />
2. Lampada da tavolo Snoopy di Flos,<br />
disegnata nel 1967 dai fratelli<br />
Castiglioni, si presenta in due<br />
colori esclusivi in edizione limitata:<br />
arancione vivace o verde bottiglia.<br />
3. La riedizione della famosa sedia<br />
Série 7 di Fritz Hansen: la sedia più<br />
venduta al mondo.<br />
4. Portarivise Metal di House Doctor:<br />
in metallo laccato verde kaki.<br />
5. Look originalissimo per questo diffusore<br />
senza fili bluetooth che ricorda<br />
una borsetta. È Helsinki di Vifa.<br />
6. Lampada da tavolo PC disegnata<br />
da Pierre Charpin per wrong.london:<br />
semplice e minimal.<br />
7. Sgabello Knitted di Gan, ideato<br />
da Claire-Anne O’Brien, designer<br />
tessile originario dell’Irlanda.<br />
8. Baule Metal di House Doctor, in<br />
pieno stile vecchio baule da viaggio.<br />
2<br />
4<br />
3<br />
6<br />
5<br />
8<br />
7<br />
14 ITA EVENTI
9<br />
10<br />
11<br />
12<br />
13<br />
14<br />
9. Ultimo nato della collezione<br />
Random, lo scaffale Randomito<br />
di MDF Italia si compone di diversi<br />
scomparti di varie dimensioni,<br />
che sono disposti in modo<br />
aleatorio su differenti livelli.<br />
10. Circus di Normann Copenhagen<br />
può essere utilizzato come<br />
pouf o come tavolino basso.<br />
11. Namasté è un set composto<br />
da 3 piatti in melamina disegnati<br />
da Jean-Marie Massaud per Kartell.<br />
12. Ideata dal designer norvegese<br />
Magnis Petterson, è la lampada<br />
da tavolo Leimu di Iittala.<br />
13. Ludica e grafica, la sedia<br />
imbottita Bold di Moustache<br />
si compone di due parti tubolari<br />
semplicemente incastrate<br />
l’una nell’altra.<br />
14. Portaoggetti Componibili<br />
di Kartell, vera icona design,<br />
ideata da Anna Castelli Ferreri.<br />
15. Divano Outline di Muuto<br />
abbina una seduta profonda<br />
e confortevole a un’estrema<br />
leggerezza visiva.<br />
15<br />
ITA EVENTI 15
SE AVETE PROBLEMI CON IL VOSTRO<br />
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AMMINISTRIAMO IL CONDOMINIO<br />
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MANARA • MAGRITTE • VAN GOGH • CHAGALL • PICASSOANDARE PER MOSTRE NEI MUSEI PIÙ IMPORTANTI D’ITALIA<br />
Arte<br />
Foto di Joan Fontcuberta<br />
AL VIA A BOLOGNA LA TERZA EDIZIONE DELLA BIENNALE FOTO/INDUSTRIA<br />
IL LAVORO TRA IDENTITÀ E ILLUSIONE<br />
Il mondo del lavoro in tutte le sue forme, con<br />
particolare riferimento ai temi dell’identità e dell’illusione<br />
in fotografia, è al centro della terza<br />
edizione della Biennale Foto/Industria di Bologna.<br />
Il festival, promosso dalla Fondazione<br />
Mast in collaborazione con il Comune di Bologna<br />
e sotto la direzione di François Hébel, presenta<br />
quattordici mostre che si svolgeranno in<br />
13 siti storici del centro cittadino e al Mast. Per<br />
il tema dell’identità scelti i lavori di tre grandi<br />
fotografi: il russo Alexsandr Rodčenko, il ceco<br />
Josef Koudelka, l’americano Lee Friedlander<br />
con le migliori immagini realizzate per l’impresa<br />
nel corso della sua carriera. Per il tema dell’illusione:<br />
da un prezioso corpus di fotografie di un<br />
anonimo fotografo del primo 900 su una città<br />
americana costruita per lo sfruttamento del carbone,<br />
al ciclo American Power di Mitch Epstein;<br />
dai francesi Mathieu Bernard-Reymonde Vincent<br />
Fournier al catalano Joan Fontcuberta con le<br />
prove fotografiche sul cosmonauta sovietico che<br />
avrebbe dovuto essere il primo uomo sulla luna;<br />
dallo svedese Mårten Lange al giapponese Yukichi<br />
Watabe e all’inglese John Meyers. Scelti<br />
anche gli italiani Michele Borzoni, Mimmo Jodice<br />
e Carlo Valsecchi. Al Mast le immagini di<br />
Thomas Ruff ci raccontano macchine, utensili di<br />
lavoro, lavoratori, prototipi, di grande impatto<br />
visivo e superba qualità tecnica.<br />
◗ Biennale foto/industria 2017<br />
Mast + luoghi vari, Bologna<br />
Dal 12 ottobre al 19 novembre 2017<br />
(la mostra al Mast fino al 7 gennaio 2018)<br />
ITA EVENTI 17
Arte<br />
QUANDO I FUMETTI<br />
RACCONTANO LA REALTÀ<br />
Milo Manara non ha bisogno di presentazioni. La sua arte è riconosciuta in tutto mondo.<br />
Bologna gli rende omaggio con una monografica a Palazzo Pallavicini di Alessandra Arini<br />
Si dice che i fumetti raccontino<br />
la verità usando la fantasia.<br />
E si dice anche che la<br />
verità e la fantasia si sappiano confondere<br />
facilmente quando il<br />
racconto che viene fuori dalle immagini<br />
è così concreto ma anche<br />
mistico da assomigliare alle nostre<br />
vite o al nostro modo di immaginarcele.<br />
Di questa simbiosi ricca<br />
e preziosissima di realtà e immaginazione<br />
è completamente<br />
intrisa la produzione di Milo<br />
Manara, re dei fumettisti italiani<br />
e internazionali a partire dagli<br />
anni ’70. E proprio a lui e alle sue<br />
opere è dedicata la mostra Nel segno<br />
di Manara, a Bologna fino al<br />
21 gennaio prossimo, nella splendida<br />
cornice di Palazzo Pallavicini.<br />
Fumettista poliedrico, ma<br />
anche molto affezionato alla sua<br />
prima impronta, ha incantato<br />
con le sue illustrazioni tutta l’Europa<br />
degli ultimi decenni del<br />
Novecento, avendo spaziato dal<br />
mondo dei fumetti a quello più<br />
ampio e variegato dell’arte in<br />
generale. È probabilmente il viaggio<br />
in opere più grande realizzato<br />
finora in suo onore, perché più<br />
che di una mostra si tratta di<br />
un’antologia vera e propria della<br />
vita dell’artista. Suddivisa in ben<br />
sette sezioni, ogni rappresentazione<br />
esposta cerca infatti di mimare<br />
l’iter cronologico del percorso<br />
umano e intellettuale dell’autore,<br />
nel tentativo di fare sentire<br />
il visitatore parte di un’empatia.<br />
In ogni personaggio creato<br />
da Manara, infatti, che siano<br />
quelli dei suoi primi fumetti polizieschi<br />
oppure quelli che riguardano<br />
la produzione dell’ultimo<br />
periodo, c’è sempre una sorta<br />
di indizio nascosto che invita<br />
a spostarsi dall’immagine in senso<br />
stretto a una seconda visione<br />
più meditata. Manara dice, e lo<br />
fa sia in maniera espressa che in<br />
maniera tacita, disegnando nel<br />
suo modo, che se già il disegno è<br />
qualcosa che di per sé va oltre,<br />
nella sua arte c’è qualcosa che va<br />
addirittura oltre il disegno. Lui<br />
vuole raccontare l’etica, i pregiudizi,<br />
lo scandalo, i dettagli che<br />
hanno significato. E per questo il<br />
bianco e il nero, quando decide<br />
di usarli, non sono soltanto il<br />
bianco e nero, ma anche la luce<br />
L’esposizione<br />
bolognese racconta<br />
la complessità e il<br />
fascino dell’uomo<br />
e del personaggio<br />
Milo Manara<br />
e il buio, il bene e il male. Naturalmente<br />
il suo talento generoso<br />
non ha mancato di attirare l’attenzione<br />
delle personalità intellettuali<br />
più diverse, proprio per<br />
questo quello di Manara è stato<br />
un percorso sì individuale ma anche<br />
ricchissimo di collaborazioni<br />
durature nel tempo, e la mostra<br />
di Palazzo Pallavicini riesce bene<br />
anche a riprodurre questo intreccio<br />
tra il mondo del fumettista<br />
e quello dei suoi prestigiosi<br />
compagni di viaggio. Nella prima<br />
sezione della mostra troviamo le<br />
tavole del suo primo periodo, tra<br />
cui Un fascio di bombe, finora<br />
esposte solo in rarissime occasioni.<br />
È stata la prima narrativa a fumetti<br />
dell’attualità italiana, riuscendo<br />
a descrivere con audacia<br />
la strategia della tensione e per questo<br />
è arrivata anche al grande pubblico.<br />
Ancora, un’altra parte dell’esposizione<br />
è dedicata alle avventure<br />
in immagini di Giuseppe<br />
Bergman, personaggio di fantasia<br />
che nasce dalla collaborazione<br />
duratura di Manara col maestro<br />
Hugo Pratt. Bergman è stato<br />
l’alter ego di Manara per tutta la<br />
sua vita, lo ritroviamo, infatti, costantemente<br />
nel tragitto dell’autore<br />
e nelle sue evoluzioni e tutte<br />
le opere scelte per la mostra bolognese<br />
tracceranno passo dopo<br />
passo questa corrispondenza. Proseguendo<br />
in questa visita immaginaria,<br />
vediamo anche le tavole<br />
di Viaggio a Tulum e tutte le altre<br />
della preziosa sinergia con Federico<br />
Fellini. Tra i due è nata prima<br />
un’amicizia disinteressata a<br />
qualsiasi tipo di connubio professionale,<br />
ma poi l’intuito di<br />
entrambi li ha portati alla produzione<br />
condivisa di questi piccoli<br />
grandi capolavori. Un altro<br />
spaccato importante è quello dedicato<br />
alle illustrazioni ispirate dai<br />
testi di Shakespeare, toni e tinte<br />
ancora più estroverse<br />
della sua personalità<br />
ed espressive<br />
del<br />
18 ITA EVENTI
1<br />
3<br />
2<br />
Alcuni acquerelli di Milo Manara. Il numero 1,<br />
Brigitte Bardot con un delfino, del 2015, è presente<br />
nella sezione dedicata all’attrice. I numeri 2, 4<br />
e 5 sono esposti nella sezione illustrazioni e<br />
rappresentano Madama Butterfly, Dalla & Ferilli,<br />
Trotula de Ruggiero. Il numero 3, del 2015, fa<br />
parte della serie di tavole dedicate a Caravaggio<br />
5<br />
4
Arte<br />
suo modo di raccontare in disegno<br />
la letteratura. Ancora, in<br />
anteprima assoluta, l’esposizione<br />
delle tavole del secondo volume<br />
del Caravaggio. Il primo volume<br />
aveva consacrato in maniera definitiva<br />
Manara a una platea più<br />
ampia, e ora ritorna questa nuova<br />
edizione a proseguire la collana<br />
del best seller che il fumettista<br />
aveva dedicato a Michelangelo<br />
Merisi. Una delle ultime sezioni,<br />
assieme a quella che raccoglie le<br />
sue produzioni più recenti, vede<br />
invece interamente protagonista<br />
Brigitte Bardot, musa di numerosissimi<br />
suoi acquerelli. E proprio<br />
Brigitte diventa simbolo di<br />
quello che è un altro dei temi<br />
chiave della mostra: le donne. Un<br />
tema che non è relegato a una sezione<br />
prescelta, ma che si snoda<br />
per tutte le illustrazioni. Manara<br />
ha disegnato le donne per tutta la<br />
sua vita e lo ha fatto raccontandole<br />
senza veli. Non un’ostentazione<br />
del nudo, ma anzi un racconto<br />
della simbologia femminile<br />
e dei suoi segreti. Le sue donne<br />
PALAZZO PALLAVICINI<br />
L’immagine guida della mostra,<br />
realizzata da Manara: una<br />
bellezza emiliana con Pazienza,<br />
Eco, Dalla, Bonvi e Magnus<br />
Con la mostra di Manara apre al grande pubblico la dimora<br />
settecentesca ubicata in via San Felice 24 a pochi passi dalle<br />
Due Torri e da Piazza Maggiore: un tesoro nascosto rimasto<br />
chiuso per lungo tempo e in via di restituzione alla città, quale<br />
vero e proprio contenitore di arte e cultura al pari dei più illustri<br />
palazzi bolognesi. Le caratteristiche principali del palazzo sono<br />
la monumentale scalinata di benvenuto e il salone con soffitto<br />
a lanterna, che è il più alto della città insieme a quello di Palazzo<br />
Ranuzzi, e furono opera di Paolo Canali, mentre le sale vennero<br />
decorate dai dipinti di Giovanni Antonio Burrini nel 1690.<br />
hanno sempre sguardi importanti<br />
e significati non apparenti,<br />
assieme alla prima immagine della<br />
sessualità, che è la più immediata,<br />
si accompagnano quelle della<br />
bellezza, dell’intelligenza, del<br />
costume sociale e della cultura.<br />
Manara è, quindi, un uomo e un<br />
personaggio complesso quanto affascinante,<br />
che abbiamo l’occasione<br />
di cogliere in questa esposizione<br />
in un ritratto inedito e più<br />
personale. Dall’attualità all’eros,<br />
dalla fantasia alla satira, il suo linguaggio<br />
di immagini non risparmia<br />
nessun campo e aggiunge<br />
qualcosa a ogni pagina del suo<br />
tempo. Bologna, con i suoi contrasti<br />
e i suoi colori accesi, si presta<br />
bene a ospitare questa splendida<br />
mostra e a fare emergere con<br />
grazia quello che vogliamo rivedere<br />
ma anche quello che di<br />
quest’artista dobbiamo ancora<br />
conoscere.<br />
Nel segno di Manara.<br />
Antologica di Milo Manara<br />
Palazzo Pallavicini, Bologna<br />
Fino al 21 gennaio 2017<br />
20 ITA EVENTI
Arte<br />
UN DIALOGO<br />
TRA IL TEMPO<br />
E IL SACRO<br />
Una location suggestiva e da poco aperta<br />
al pubblico in una nuova veste ospita<br />
la mostra della scultrice Marina Torchio,<br />
Primitivo femmineo. Tutte le opere sono<br />
realizzate in grès su supporti in ferro e sono nate<br />
per questa esposizione di Giovanni Salerno<br />
1<br />
L<br />
a mostra si inserisce nelle<br />
iniziative per il 2017 dell’Assessorato<br />
dell’Istruzione e<br />
Cultura della Regione autonoma<br />
Valle d’Aosta, e rappresenta una significativa<br />
apertura verso il territorio<br />
della nuova realtà museale di<br />
Saint-Martin-de-Corléans, recentemente<br />
aperta al pubblico nella sua<br />
nuova veste museale: un sito pluristratificato<br />
le cui tracce storiche vanno<br />
dalla chiesa romanica, sorta su<br />
resti romani e gallici, ai santuari dell’Età<br />
del Rame, sino ai rituali di consacrazione<br />
risalenti alla fine del<br />
Neolitico. «È fondamentale sottolineare<br />
quanto sia importante che<br />
il Parco assolva la sua funzione di<br />
‘luogo della cultura’ valdostano, in<br />
linea con gli indirizzi museali internazionali<br />
di interrelazione tra l’antico<br />
e il contemporaneo - spiega<br />
Chantal Certan, assessore all’Istruzione<br />
e Cultura della Regione autonoma<br />
Valle d’Aosta - con l’obiettivo<br />
di adottare adeguate forme di<br />
promozione, a sostegno di una più<br />
ampia ed evoluta concezione delle<br />
azioni istituzionali di tutela, conservazione<br />
e valorizzazione». L’esposizione,<br />
curata da Daria Jorioz, è stata<br />
realizzata dalla Soprintendenza<br />
per i beni e le attività culturali dell’Assessorato<br />
dell’Istruzione e Cultura<br />
grazie alla sinergia tra le Strutture<br />
Attività espositive e Patrimo-<br />
2<br />
22 ITA EVENTI
3<br />
Tutte le foto Michele Stellatelli<br />
4<br />
nio archeologico. Primitivo femmineo<br />
è un lavoro creativo che si<br />
compone di un nucleo di sculture<br />
inedite, espressamente realizzate<br />
da Marina Torchio per<br />
questo sito, che regalano all’area<br />
espositiva un’impronta di attualità.<br />
Le opere di Marina Torchio,<br />
stalagmiti, simboli del tempo<br />
infinito senza inizio e senza<br />
fine, donne veneri che racchiudono<br />
al loro interno la sacralità<br />
dell’essere, recipienti, totem,<br />
tutte realizzate in grès su supporti<br />
in ferro, vogliono rappresentare<br />
il dialogo tra il tempo nella sua<br />
indefinitezza e il sacro nella sua<br />
dimensione individuale. Nata ad<br />
Aosta, l’artista ha iniziato la sua<br />
attività nello studio dello scultore<br />
Renzo Igne a Castellamonte. Dal<br />
1985, tornata nella sua città<br />
natale, ha iniziato a esporre le sue<br />
opere sia in Italia sia all’estero.<br />
Nel 2012 la sua scultura Drappeggio<br />
n.1, già collocata al Museo<br />
Archeologico Regionale di<br />
Aosta, è stata inserita nell’esposizione<br />
permanente del Castello<br />
Gamba di Châtillon. Secondo<br />
Daria Jorioz, la scultrice aostana<br />
«non trascura mai la valenza<br />
simbolica, focalizza l’attenzione<br />
sulla figura umana,<br />
1. Tulipano n.2, 2017, grès<br />
e ferro, 40 x 40, h 190 cm<br />
2. Composizione totem,<br />
2016, grès, 19 x 13, h 54<br />
cm / 28 x 12, h 55 cm /<br />
18 x 13, h 61 cm<br />
3. Visione d’insieme<br />
della sala della mostra<br />
4. Venere n.3, 2016, grès<br />
e ferro, 35 x 35, h 205 cm<br />
segnatamente quella femminile.<br />
Archetipi di fertilità, suggestioni<br />
di elementi naturali, sintesi tra<br />
pieni e vuoti. Nelle sue opere la<br />
forma primigenia si afferma e<br />
riafferma, diventando elegante<br />
stilizzazione. Monumentale e<br />
delicata, austera e vibrante, elegante<br />
e quotidiana, la scultura di<br />
Marina Torchio scandisce lo<br />
spazio dell’area megalitica di<br />
Saint-Martin-de-Corléans con<br />
intensa sensibilità, attuando un<br />
processo di contaminazione tra<br />
le epoche tanto poetico quanto<br />
denso di emozioni».<br />
Marina Torchio.<br />
Primitivo femmineo<br />
Parco Archeologico e Museo<br />
dell’Area Megalitica di Saint-<br />
Martin-de-Corléans, Aosta<br />
Fino al 4 febbraio 2018<br />
fb Marina Torchio scultura<br />
ITA EVENTI <strong>23</strong>
Arte<br />
LE VIBRAZIONI<br />
POSITIVE DELLA NATURA<br />
La Grande Bellezza ispira l’arte del duo Muher che si traduce in un inno alla vita tra<br />
colori e un messaggio di felicità. Gli artisti presentano la prima personale a Milano<br />
dal titolo Asia Mediterranea – Incontro fra due culture presso la Galleria ARTESPRESSIONE<br />
Stanno calcando per la seconda volta le scene<br />
milanesi dell’arte contemporanea gli artisti di<br />
origini spagnole Francisca Muñoz e Manuel<br />
Herrera, meglio conosciuti da critica e grande pubblico<br />
con il nome di Muher. Fortemente affascinati<br />
dal made in Italy quale fertile terreno in cui<br />
convivono ad altissimi livelli arte, moda, design e<br />
cultura, Muñoz ed Herrera sono già stati attivi nel<br />
capoluogo lombardo in occasione dell’EXPO con<br />
una performance live che li ha visti dipingere un<br />
murales in rappresentanza della Spagna e di recente<br />
hanno deciso di ritornare a Milano affidandosi alla<br />
galleria ARTESPRESSIONE di Paula Nora Seegy<br />
che ne ospiterà fino al 12 ottobre 2017 la mostra<br />
Asia Mediterranea – Incontro fra due culture, basata<br />
su una serie di appunti di viaggio ispirati ai giochi<br />
di carpe e fiori di loto all’interno delle limpide<br />
acque degli stagni. Vengono riproposte in un clima<br />
onirico di atmosfere e colori tutta la bellezza<br />
e la particolarità dei giardini tipici della tradizione<br />
cinese, mediante l’utilizzo di una speciale finitura<br />
laccata, che consente a Muñoz ed Herrera di<br />
“fissare” la fusione di due mondi diametralmente<br />
opposti ma intimamente vicini. Oriente e Occidente<br />
si incontrano così in un girotondo virtuale<br />
di emozioni per un messaggio di pace e felicità al<br />
mondo con l’obiettivo di far ritrovare a chiunque<br />
guardi tali opere “Good Vibrations in the Natu-<br />
24 ITA EVENTI
e”. Il lavoro integrale di Muher, realizzato a quattro<br />
mani ma come se si trattasse di un’unica entità<br />
creativa, è un inno alla vita comunque e sempre, ai<br />
suoi infiniti colori, all’uomo, alle sue incessanti possibilità<br />
di esprimersi cambiare riscattarsi e sognare proprio<br />
come ne “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino<br />
a cui il duo si ispira fortemente. Dopo oltre<br />
trent’anni in giro per il mondo tra viaggi alla scoperta<br />
di nuove terre e stimolanti contaminazioni culturali,<br />
impressionati dai sontuosi paesaggi tropicali<br />
della Cina meridionale, dove recentemente hanno<br />
partecipato e vinto un concorso per la realizzazione<br />
di un giardino mediterraneo all’interno del parco<br />
nazionale di Nanning, i due artisti spagnoli ripropongono<br />
tali esperienze nei lavori in esposizione<br />
presso la galleria ARTESPRESSIONE. Oltre ai<br />
quadri, che comprendono le collezioni “Bullfighting”,<br />
“Mediterranea”, “Rosa Passion”, “Salzillo”<br />
e “Sequences”, Muher è apprezzato anche per le<br />
sue sculture e per i suoi progetti di architettura. Una<br />
recente opera che ha riscosso grande successo è una<br />
Nella pagina a fianco, Carpa n.9,<br />
tecnica mista su tavola, 42x29 cm. A fianco,<br />
Carpa n.8, tecnica mista su tavola, 29x42 cm.<br />
Sotto, Pesci I, tecnica mista su carta, 101x50 cm<br />
scultura commemorativa che rende omaggio all’albero<br />
quale fonte preziosa di carta e che vuole essere<br />
una celebrazione a livello internazionale dell’importanza<br />
del giornalismo e delle informazioni che consente<br />
di condividere tra le persone. Particolari e interessanti<br />
anche alcune sculture floreali di “decostruzione”<br />
realizzate in Krion, che sembrano cambiare<br />
forma a seconda di quale sia il punto di osservazione,<br />
e un vaso cinese costituito da ventidue<br />
piattaforme in colori ad acqua creato per la sede dell’azienda<br />
Philips di Hong Kong secondo i principi<br />
del feng shui.<br />
Asia Mediterranea - Incontro fra due culture<br />
A cura di Matteo Pacini<br />
Galleria ARTESPRESSIONE<br />
Via Della Palla, 3 - Milano<br />
Fino al 12 ottobre 2017<br />
ITA EVENTI 25
Arte<br />
MIRÒ A TORINO<br />
130 opere, quasi tutti olii di grande<br />
formato, saranno esposte a Torino<br />
grazie al prestito della Fundació Pilar<br />
i Joan Mirò a Maiorca, che conserva<br />
la maggior parte delle opere<br />
dell’artista catalano create nei 30<br />
anni della sua vita sull’isola. In<br />
mostra prestiti eccezionali tra i quali<br />
capolavori come Femme au clair<br />
de lune (1966), Oiseaux (1973)<br />
e Femme dans la rue (1973), per<br />
raccontare la sperimentazione ricercata<br />
da Mirò all’interno delle principali<br />
correnti artistiche del ventesimo<br />
secolo come il Dadaismo, il Surrealismo<br />
e l’Espressionismo.<br />
Mirò! Sogno e colore<br />
Palazzo Chiablese, Torino<br />
Fino al 14 gennaio 2018<br />
DAL MARMOTTAN<br />
Sono circa 60 le opere in mostra<br />
provenienti dal Musée Marmottan<br />
Monet e per la prima<br />
volta esposte in Italia. Opere<br />
che Monet conservava nella<br />
sua ultima dimora di Giverny,<br />
che il figlio Michel donò al museo<br />
e che rimasero sconosciute<br />
al pubblico fino al 1966.<br />
Monet<br />
Complesso del Vittoriano<br />
Ala Brasini, Roma<br />
Dal 19/10/2017 al 28/01/2018<br />
CELEBRANDO PICASSO<br />
La mostra raccoglie un centinaio di capolavori esposti e scelti dal curatore<br />
Olivier Berggruen in collaborazione con Anunciata von Liechtenstein.<br />
Illustra gli esperimenti condotti da Picasso con diversi stili e generi:<br />
dal gioco delle superfici decorative nei collage, eseguiti durante la<br />
prima guerra mondiale, al realismo stilizzato degli “anni Diaghilev ”,<br />
dalla natura morta al ritratto.<br />
Picasso. Tra Cubismo e Classicismo 1915 - 1925<br />
Scuderie del Quirinale, Roma - Fino al 21 gennaio 2018<br />
BRILLANTE BOTERO<br />
Uno degli artisti più amati e riconoscibili<br />
del nostro secolo: Fernando<br />
Botero. Nella sua opera si<br />
percepisce forte l’eco della nostalgia;<br />
di un mondo che non c’è più<br />
o in via di dissoluzione; un universo<br />
in cui uomini, animali e vegetazione<br />
- dai tratti e colori brillanti<br />
- riportano immediatamente<br />
alla memoria l’America Latina<br />
dove tutto è più vero del vero.<br />
Una pittura che non sta dentro<br />
un genere, pur esprimendosi attraverso<br />
la figurazione. Un genere<br />
proprio e autonomo attorno al<br />
quale il pittore colombiano ha<br />
sviluppato la propria poetica, la<br />
visione globale di un’arte senza<br />
steccati né confini e dal continuo<br />
richiamo alla classicità in un’ottica<br />
assolutamente contemporanea.<br />
Botero<br />
AMO Palazzo Forti, Verona<br />
Dal 21/10/2017 al 25/01/2018<br />
L’ARTE DEL 900<br />
Una grande prima internazionale dedicata<br />
agli artisti che hanno rivoluzionato l’arte<br />
nel Novecento: Duchamp, Magritte, Dalì,<br />
Ernst, Tanguy, Man Ray, Picabia, Pollock<br />
e molti altri, tutti insieme per raccontare<br />
un periodo di creatività straordinaria e<br />
geniale. Le opere esposte, provenienti<br />
dall’Israel Museum di Gerusalemme,<br />
saranno oltre duecento.<br />
Duchamp, Magritte, Dalì... I rivoluzionari<br />
del Novecento - Palazzo Albergati, Bologna<br />
Dal 16 ottobre 2017 all’11 febbraio 2018<br />
26 ITA EVENTI
EMOZIONI INEDITE<br />
Per la prima volta in Italia, l’incredibile<br />
mostra-spettacolo dedicata a Marc Chagall.<br />
Una forma inedita di vivere l’arte,<br />
che mette insieme spettacolo, teatro,<br />
musica, tecnologia e arte. Una regia, di<br />
Gianfranco Iannuzzi, Renato Gatto e Massimiliano<br />
Siccardi, capace di coinvolgere,<br />
travolgere ed emozionare i visitatori. In<br />
Francia, unico posto dove è stato realizzato<br />
questo progetto, la mostra ha avuto<br />
oltre 580.000 visitatori. Questa nuova<br />
forma di conoscenza dell’arte è forse<br />
quella che più le si addice perché le restituisce<br />
la funzione primaria che è quella<br />
di raccontare, stupire ed emozionare.<br />
Chagall. Sogno di una notte d’estate<br />
Museo della Permanente, Milano<br />
Dal 13 ottobre 2017 al 28 gennaio 2018<br />
VAN GOGH: VITA E OPERE<br />
Un numero elevato di opere del pittore olandese, 40 dipinti<br />
e 85 disegni. Costruita grazie all’apporto decisivo<br />
di quello scrigno vangoghiano che è il Kröller-Müller Museum<br />
in Olanda, assieme ai prestiti da una decina di altri<br />
musei, la mostra ricostruisce con precisione l’intera vicenda<br />
biografica e studia in modo approfondito i cinque<br />
anni della permanenza olandese dell’artista nel Brabante,<br />
da Etten nella primavera del 1881 fino all’autunno del<br />
1885 a Nuenen. Ma anche i mesi meravigliosi trascorsi<br />
nell’autunno del 1883 nella regione del Drenthe, quella<br />
più amata dai paesaggisti olandesi e nella quale Van<br />
Gogh realizza alcuni fogli di squisita eleganza.<br />
Van Gogh. Tra il grano e il cielo<br />
Basilica Palladiana, Vicenza - Fino all’8 aprile 2018<br />
MOVIMENTO RADICALE<br />
Una mostra che celebra la straordinaria<br />
stagione creativa fiorentina del<br />
movimento radicale tra gli anni Sessanta<br />
e Settanta del Novecento, in<br />
un caleidoscopico dialogo tra oggetti<br />
di design, video, installazioni,<br />
performance e narrazioni.<br />
Utopie Radicali. Oltre l’architettura:<br />
Firenze 1966-1976<br />
Palazzo Strozzi, Firenze<br />
Dal 20/10/2017 al 21/01/2018<br />
I CALENDARI DA TASCA<br />
L’esposizione approfondisce una forma d’arte molto diffusa tra le<br />
due guerre mondiali e che vede anche la nascita e l’evoluzione<br />
dell’Art déco: i calendari da tasca, i cosiddetti “calendarietti del<br />
barbiere”, in mostra accanto ai prodotti affini a quel mondo: réclame,<br />
etichette, confezioni di profumi, cosmetici e oggetti rari,<br />
in un percorso espositivo suddiviso per tematiche (dalla profumeria<br />
alla seduzione fino al fascino dell’oriente, passando per letteratura<br />
e spettacolo) e illustratori.<br />
L’arte in tasca. Calendarietti, réclame e grafica 1920-1940<br />
Museo della figurina, Modena - Fino al 18 febbraio 2018<br />
ITA EVENTI 27
Musica<br />
PRINCIPALI CONCERTI DI MUSICA POP ROCK JAZZ IN ITALIA<br />
ZILLI • FIBRA • LIGABUE • CAPOSSELA • ADAMS • DE GREGORI<br />
IL PRIMO TOUR VERAMENTE IMPORTANTE DI MICHELE BRAVI<br />
PRONTO A SCRIVERE NUOVE PAGINE<br />
Dopo i sold out delle due anteprime a Milano<br />
e Firenze, in arrivo in novembre Anime di Carta<br />
Tour – Nuove Pagine, la prima tournée di Michele<br />
Bravi. “Aggiungere nuove pagine alle<br />
Anime di Carta significa non arrendersi alla<br />
voglia di trovare quella luce che ti attraversa<br />
e che ti permette di leggere cosa c’è scritto al<br />
di là del foglio”, dichiara Michele. “Il racconto<br />
di chi ha attaccato la propria vita alla vita di<br />
qualcun altro non è ancora finito e forse, solo<br />
ora, lo capisco fino in fondo, non finirà mai”.<br />
A febbraio è uscito l’album Anime di Carta per<br />
Universal Music, debuttando alla prima posizione<br />
della classifica FIMI/Gfk. Il singolo Il Diario<br />
degli Errori, classificato quarto alla 67 a edizione<br />
del Festival di Sanremo, conta a oggi 7<br />
milioni e mezzo di stream su Spotify e il relativo<br />
videoclip su YouTube supera 25 milioni di visualizzazioni.<br />
Da fine settembre è in rotazione<br />
radiofonica Diamanti, il terzo singolo tratto<br />
dall’album (il secondo singolo era Solo Per Un<br />
Po’). Il brano, definito una “favola da grandi”,<br />
parla del dolore che si prova quando giunge<br />
al capolinea una storia d'amore, in particolare<br />
di quei momenti in cui ci si accorge dell’importanza<br />
dei sentimenti e delle emozioni. Il testo è<br />
firmato da Federica Abbate e da Andrea Amati.<br />
CONCERTI ◗ 3/11 Obihall, Firenze ◗ 4/11 Gran<br />
Teatro Geox, Padova ◗ 5/11 Fabrique, Milano<br />
◗ 10/11 Atlantico Live, Roma ◗ 11/11 Casa della<br />
Musica, Napoli ◗ 12/11 Demodé Club, Bari ◗ 16/11<br />
Afterlife, Perugia ◗ 17/11 Estragon, Bologna<br />
◗ 19/11 Teatro della Concordia, Venaria Reale (To)<br />
ITA EVENTI 29
Musica<br />
VESTO LE MIE CANZONI SENZA<br />
SCENDERE A COMPROMESSI<br />
Da ottobre Nina Zilli sarà on stage nei club italiani con il Modern Art<br />
tour. Sarà l’occasione per ascoltare i suoi successi più amati ma anche<br />
i brani del suo ultimo lavoro discografico. E sul palco ci sarà<br />
un’assoluta novità: un deejay di Cristiana Zappoli<br />
L<br />
a storia di Nina Zilli è la storia di una bambina<br />
che a cinque anni, seduta sul divano, indicava<br />
la televisione dicendo: «Io da grande voglio<br />
andare lì». E “lì” era il Festival di Sanremo. Allora<br />
si chiamava Maria Chiara Fraschetta, viveva in<br />
provincia di Piacenza e sapeva perfettamente cosa<br />
voleva fare da grande: la cantante. «Mia mamma non<br />
riusciva mai a lavarmi, - racconta - mi agitavo troppo.<br />
L’unico modo per riuscirci era accendere la radio<br />
e cercare le canzoni che piacevano a me, allora<br />
stavo buona almeno per un po’. Sono stata fortunata,<br />
perché ho sempre avuto le idee chiare. Mi sono anche<br />
laureata in Relazioni Pubbliche, ma l’ho fatto<br />
per i miei genitori, che pensavano che la musica potesse<br />
essere al massimo un hobby. Ma anche mentre<br />
mi laureavo speravo che la mia strada avrebbe preso<br />
una direzione diversa». E lo ha fatto: un anno dopo<br />
quella laurea ha preso la direzione di Sanremo, dove<br />
ha partecipato nella categoria “Sanremo Nuova Generazione”<br />
con il brano L’uomo che amava le donne,<br />
che ha vinto tutti e tre i premi della critica: «un<br />
brano - spiega Nina Zilli - che ho scritto e arrangiato<br />
del tutto da sola. Non potevo credere a quello che<br />
avevo fatto. Forse quello è stato il momento in cui<br />
ho capito che la musica poteva veramente diventare<br />
la mia vita come avevo sempre sognato».<br />
A settembre Nina Zilli ha pubblicato il suo quarto<br />
album, Modern Art, che la cantautrice definisce urbano/tropicale,<br />
perché è stato scritto tra Milano e<br />
la Giamaica e presenta sonorità che mixano reggae,<br />
rap e suoni più urbani. Tra ottobre e novembre sarà<br />
in tour nei club italiani che, sostiene, «sono una location<br />
perfetta per suonare questo disco che parla<br />
di condivisione vera, di amore universale».<br />
Quale sarà la caratteristica principale del tour?<br />
La tantissima energia. Nei club l’energia è alle stelle<br />
e tutto è più intimo, anche rispetto ai teatri. Inoltre<br />
non solo i contenuti del disco sono adatti ai club,<br />
lo sono anche le sonorità, caratterizzate, per esempio,<br />
da molte clavi caraibiche. A chi mi conosce solo<br />
per le mie apparizioni a Sanremo sembrerà sicuramente<br />
un disco molto lontano dal mio stile ma in<br />
realtà<br />
è un ritorno<br />
alle origini.<br />
Sono sonorità che<br />
ripropongo ma in<br />
modo nuovo perché non mi<br />
piace ripetermi. Penso che sarebbe noioso<br />
per gli altri ma anche per me. Mi<br />
piace cambiare, evolvermi, mixare i generi<br />
musicali: oggi è già stato esplorato<br />
tutto, non si può inventare qualcosa<br />
di nuovo, ma si possono mischiare le carte<br />
in tavola, contaminare.<br />
La novità del tour è che insieme a lei sul<br />
palco ci sarà un deejay.<br />
Esatto, sarò accompagnata da cinque elementi e<br />
deejay Zak, uno dei più importanti in Italia, e questa<br />
per me è una cosa completamente nuova, ma è<br />
anche qualcosa che ho sempre voluto fare. Una delle<br />
mie band preferite degli anni Novanta, i Sublime,<br />
che sono la massima espressione del sound californiano<br />
di quegli anni, riuscivano a mescolare in un’armonia<br />
pazzesca il reggae con il funk, con lo ska con il pop<br />
e con un deejay: quindi io non vedo l’ora di fare lo<br />
stesso. Lo avevo in mente da un po’ però ci voleva il<br />
disco giusto. Questo è un disco molto suonato ma<br />
poi campionato, tagliato e lavorato in modo che i suoni<br />
siano moderni e quindi adatto alla presenza di un<br />
deejay che non avrà un ruolo marginale, ma sarà un<br />
musicista sul palco, un vero valore aggiunto.<br />
Perché ha chiamato l’album Modern Art?<br />
Il nome viene da una traccia che si chiama Doma-<br />
30 ITA EVENTI
Nina Zilli,<br />
37 anni, fin da<br />
piccolissima le piaceva<br />
disegnare: nel booklet<br />
dell’ultimo album tutti<br />
i testi sono tratti da<br />
un taccuino manoscritto<br />
e illustrato da lei<br />
ITA EVENTI 31
Musica<br />
CONCERTI<br />
◗ 13/10 Teatro San Domenico,<br />
Crema (data zero)◗ 14/10 Vidia<br />
Club, Cesena ◗ 18/10 Alcatraz,<br />
Milano ◗ 19/10 Hiroshima Mon<br />
Amour, Torino ◗ 27/10 New<br />
Age, Roncade (Tv) ◗ 3/11 Viper<br />
Club, Firenze ◗ 4/11 Atlantico,<br />
Roma ◗ 11/11 Phenomenon,<br />
Fontaneto D’Agogna (No)<br />
◗ 17/11 Vox, Nonantola (Mo)<br />
◗ 18/11 Latte +, Brescia<br />
◗ 24/11 Casa Della Musica,<br />
Napoli ◗ 25/11 Industrie<br />
Musicali, Maglie (Le) ◗ 26/11<br />
Demodé, Modugno (Ba)<br />
ni arriverà e, tra parentesi, ho aggiunto Modern Art. È una canzone<br />
molto significativa da diversi punti di vista. Intanto la<br />
parola modern per me è nuova, io sono una ragazza vintage,<br />
l’aggettivo modern segna un distacco con i miei precedenti,<br />
indica che stiamo parlando di qualcosa di nuovo. Non si parla<br />
di arte moderna ma nella canzone spiego che il mio modo<br />
di vivere la vita moderna è quello di scollegarmi da tutto ciò<br />
che è digitale, telefonia, messaggistica per… annoiarmi un po’.<br />
Quella “sana” noia che provavamo negli anni 90 quando non<br />
sapevamo cosa fare e non avevamo i social da controllare per<br />
riempire i vuoti. Quella noia a me faceva venire voglia di suonare<br />
il pianoforte, o di scrivere una canzone o di uscire a fare<br />
una passeggiata. La mia non vuole essere una paternale agli<br />
altri, sono io la prima a farmela, perché mi rendo conto che<br />
nei “famosi” due minuti in cui non sappiamo cosa fare tutti<br />
guardiamo il nostro smartphone o il nostro tablet mentre prima<br />
era lecito anche annoiarsi.<br />
Quindi i social sono “il male”?<br />
Assolutamente no ma dovremmo riuscire a usarli in un modo<br />
socialmente utile, non tanto per concentrarci su noi stessi e su<br />
quello che facciamo ma per connetterci veramente con gli altri<br />
esseri umani, per far viaggiare online le notizie e non le “bufale”,<br />
per promuovere le cose belle e non gli haters. La tecnologia<br />
ci permette di annullare le distanze, ci facilita la vita, ma<br />
spesso tende a isolare e in un periodo storico come questo, in<br />
cui la parola chiave non è pace ma è guerra, non è giusto isolarsi.<br />
Anzi, è proprio in periodi così neri per l’umanità che gli<br />
esseri umani si devono dimostrare umani e quindi si devono<br />
unire alla ricerca del diritto alla vita e alla pace di tutti.<br />
La guerra le fa paura?<br />
Molto. Paradossalmente tutta la libertà che abbiamo oggi ha<br />
fatto in modo che smettessimo di andare a fondo alle cose perché<br />
quando ci sentiamo liberi siamo meno preoccupati. Forse<br />
ci siamo abituati a rimanere in superficie, a non approfondire<br />
veramente le cose ed è pericoloso perché poi chi veramente<br />
tiene le fila della nostra società se ne può approfittare. Siamo<br />
troppo concentrati su noi stessi, usiamo una sorta di schermo<br />
per ripararci dalla vita vera per paura di farci male.<br />
Tornando al disco, quindi la canzone che dà il nome all’album<br />
è quella a cui tiene di più?<br />
È la canzone più significativa. Quelle a cui tengo di più sono<br />
due: una si chiama Il punto in cui tornare, l’ho scritta per Carlo<br />
U.Rossi che è stato il mio padrino musicale e se ne è an-<br />
MODERN ART E LA GIAMAICA<br />
«Scrivere un disco con i contenuti del mio e non pensare alla<br />
Giamaica è impossibile. Bob Marley è stato l’ultimo profeta pacifista.<br />
Quando spiegava il reggae, all’inizio, nessuno lo capiva.<br />
Lui diceva sempre, delle sue canzoni e del reggae in generale, che<br />
questo tipo di musica non era niente se le parole che accompagnava<br />
non venivano capite. La sua musica mi ha iniziato al reggae,<br />
me ne sono innamorata quando ero alle medie e appena<br />
ne ho avuto la possibilità sono andata in Giamaica, era uno dei<br />
miei sogni, vivere quel mondo, respirare quell’aria». Nina Zilli<br />
32 ITA EVENTI
dato all’improvviso. Quando ho iniziato a scrivere non<br />
sapevo neppure cosa stavo scrivendo: questa è la magia<br />
della musica, che fa un po’ anche da “strizzacervelli”.<br />
E l’altra è la canzone che chiude il disco, che<br />
si chiama Come un miracolo, è un po’ il mio augurio<br />
all’umanità, perché stare da soli è difficile ma insieme<br />
è più facile. È una delle canzoni pacifiste del disco,<br />
spero veramente che riusciremo tutti a ritrovarci.<br />
Questo disco parla di amore universale più che di<br />
amore a due, ho voluto anche il simbolo della pace in<br />
copertina. È incredibile sentire ancora il bisogno di<br />
usare questi simboli e sentire la scrittura che va nella<br />
direzione di questo tipo di argomenti.<br />
C’è un filo conduttore che unisce la sua musica?<br />
Io credo che la costante sia, oltre ovviamente alla mia<br />
voce, il mio modo di scrivere, anche se è sempre in evoluzione.<br />
Quando scrivo una canzone nasce sempre pianoforte<br />
e voce oppure chitarra e voce e dopo mi piace<br />
metterle un vestito. Facendo un parallelo con la<br />
moda: è come se scrivessi collezioni diverse, in cui ci<br />
sono pezzi continuativi e altri completamente nuovi.<br />
Voglio trovare un mondo per delle canzoni che scrivo<br />
e la costante è e sarà sempre questa.<br />
In tanti anni di carriera ha mai corso il rischio di<br />
perdersi?<br />
Sì, più di una volta. In particolare mi è successo di vivere<br />
un’esperienza discografica molto negativa, dovevo<br />
cantare canzoni scritte da altri su sonorità che non mi<br />
piacevano. Un’esperienza che mi ha spaventato a tal<br />
punto che ho smesso di fare qualunque cosa per due<br />
anni. Dopo, però, è come scattato qualcosa, questa<br />
esperienza mi fece capire che avrei suonato in piccoli<br />
locali tutta la vita piuttosto che fare musica che non<br />
mi piaceva. È stato dopo quell’esperienza che mi sono<br />
presentata alla Universal con un disco interamente scritto<br />
e arrangiato da me, mi rappresentava al 100% ed<br />
è andata benissimo!<br />
Sembra una persona poco avvezza a scendere a compromessi…<br />
È vero, perché credo che il nostro lavoro richieda libertà.<br />
Io ho una mente molto elastica, quindi capisco<br />
che non si può non cedere mai, bisogna anche ammorbidirsi<br />
su certe cose. E soprattutto bisogna avere<br />
il coraggio di ammettere di aver torto quando è così.<br />
Però se per compromesso intendiamo permettere a<br />
qualcuno di barattare la nostra anima, allora no, è qualcosa<br />
che non posso accettare.<br />
Musica, moda, basket e motociclette: sono le sue<br />
passioni che ormai tutti conoscono. Cosa manca<br />
all’appello?<br />
Lo snowboard. Sono una freerider, vado nella neve fresca,<br />
cerco di stare attenta ai pini ma ogni tanto ne prendo<br />
uno! Lo snowboard rappresenta il mio lato spericolato.<br />
Da piccola lo ero molto di più, una volta mi sono<br />
tuffata da una scogliera dell’altezza di 16 metri, avevo<br />
12 anni… è stato bellissimo ma non lo rifarò mai più!<br />
ITA EVENTI 33
Musica<br />
IL MIO DISCO<br />
ROMANTICO<br />
E INCAZZATO<br />
È appena uscito l’ultimo album di L’Aura,<br />
caratterizzato da sonorità anni ’60, ’70<br />
e ’90. Come racconta la cantautrice<br />
bresciana che ama i Beatles, adora<br />
leggere e ha un sogno nel cassetto<br />
che riguarda un certo Vasco…<br />
di Clara Dalledonne<br />
L’Aura,<br />
33 anni, è il nome<br />
d’arte di Laura Abela.<br />
Nel 2011 si è sposata<br />
a Miami con il<br />
produttore artistico<br />
Simone Bertolotti e<br />
nel 2013 è diventata<br />
mamma di Leonardo<br />
Foto Cosimo Buccolieri<br />
LA TRACKLIST<br />
DELL’ALBUM<br />
Another bad rainy day,<br />
La Meccanica del<br />
cuore, I’m an alcoholic,<br />
Cose così, Il Pane e il<br />
vino, Unfair, L’Amore<br />
resta se c’è una fine,<br />
Quest’estate finirà,<br />
What makes you a<br />
man, Portami via feat<br />
Gnu Quartet, The Fear,<br />
The Bad side, Apologize<br />
34 ITA EVENTI
uscito il 22 settembre e, senza timore di smentita,<br />
si può definire vintage. Non antico e neppure<br />
vecchio, perché di già sentito Il contrario<br />
dell’amore, l’ultimo album di L’Aura, ha ben poco.<br />
Però è vintage perché anche se non è stato inciso qualche<br />
decennio fa, un po’ lo sembra. Il disco è un viaggio<br />
attraverso la musica degli anni '60, '70 e '90, le<br />
epoche più significative per la musica pop-rock. È<br />
il terzo album di inediti dell’artista bresciana, che lo<br />
descrive come «un melodramma pop contemporaneo<br />
in tre atti, un racconto fatto di tredici canzoni<br />
e tre racconti brevi che narrano le vite di tre personaggi:<br />
Mary Jane (come l’omonima canzone di Alanis<br />
Morissette, manifesto dell’Alt Rock al femminile<br />
anni ’90), Lucy (come la canzone-simbolo degli<br />
anni ’60 “Lucy in The Sky With Diamonds” dei Beatles)<br />
e Lisa (da quello splendido ritratto anni ’70 che<br />
è “Sad Lisa” di Cat Stevens). Ho creato tre alter ego<br />
che potessero narrare in mia vece i momenti cruciali<br />
che ho vissuto negli ultimi anni». Compositrice, autrice<br />
di testi, pianista e cantante, L’Aura è un talento<br />
poliedrico formatosi tra l’Italia e gli Stati Uniti,<br />
non deve quindi stupire che durante tutta la sua carriera<br />
abbia scritto indifferentemente in italiano e inglese,<br />
e così è anche in quest’ultimo album che contiene<br />
pezzi in entrambe le lingue: «italiano e inglese<br />
al momento per me si equivalgono, - spiega - mi<br />
piace giocare con la musicalità dell’inglese e con la<br />
ricchezza evocativa dell’italiano». Il contrario dell’amore,<br />
che ha esordito al primo posto della classifica dei dischi<br />
più venduti su iTunes, esce a sei anni di distanza<br />
dal secondo album di L’Aura, un tempo di “gestazione”<br />
particolarmente lungo dovuto a motivi professionali<br />
ma anche personali: «avevo bisogno di riflettere<br />
e ricaricarmi e volevo prendermi tutto il tempo<br />
necessario per realizzare questo nuovo progetto.<br />
Inoltre ho avuto un bimbo, Leonardo. E quello già<br />
di per sé richiede una gestazione abbastanza lunga…».<br />
Quanto è cambiata artisticamente in questi sei anni?<br />
Come musicista mi sento più matura. Ho studiato con<br />
un vocal coach molto bravo, Maurizio Zappatini, e ho<br />
trovato una nuova dimensione sul palco: suonare il pianoforte<br />
con musicisti più bravi di me è uno stimolo<br />
per continuare a migliorare. I miei testi si sono fatti<br />
più articolati, e così anche le composizioni. Le tematiche<br />
e l’emotività, invece, sono le stesse dei miei<br />
esordi. In questo non sono cambiata.<br />
Quali sono gli aggettivi più adatti per descrivere<br />
Il contrario dell’amore?<br />
Variopinto, energico, romantico, incazzato.<br />
Anni Sessanta, Settanta e Novanta:<br />
quale di questi periodi<br />
storici sente più vicino a lei<br />
musicalmente?<br />
Tutti e tre, a dire il vero. Ma<br />
sono i Sessanta quelli più<br />
preponderanti all’interno dell’album. Probabilmente<br />
a causa della venerazione che sia io che mio<br />
marito Simone, che è il produttore dell’album, nutriamo<br />
verso i Beatles.<br />
Non si può non notare che il suo viaggio attraverso<br />
le epoche passate salta gli anni Ottanta…<br />
Volevo che questo disco avesse un sound live, che si<br />
avvicinasse molto ai miei primi dischi. Lo volevo con<br />
poca elettronica, per ritrovare quel sapore di cosa suonata<br />
e vera che si è un po’ persa negli ultimi anni. Gli<br />
anni Ottanta, specialmente in ambito pop, sono un<br />
po’ l’epoca-simbolo della musica elettronica, quindi<br />
per ora li ho bypassati. Mai dire mai…<br />
La meccanica del cuore, il secondo singolo estratto<br />
dall’album, è ispirato all’omonimo libro di Mathias<br />
Malzieu. Cosa l’ha colpita di questo libro?<br />
La capacità di descrivere con minuzia e creatività immagini<br />
surreali e suggestive.<br />
Trae spesso ispirazione da opere letterarie?<br />
Era già accaduto con Demian di Herman Hesse, che<br />
diede il titolo a una canzone e a un album ai quali resto<br />
molto affezionata, e sicuramente accadrà ancora.<br />
Le piace leggere?<br />
Moltissimo, e non leggo nemmeno la metà di quanto<br />
vorrei. In questo periodo mi sono letteralmente fissata<br />
con i libri di Kent Haruf: mi fa impazzire con i<br />
suoi ritratti di vita provinciale americana emozionanti<br />
nella loro semplicità.<br />
Lei è una cantautrice, quindi scrive canzoni: ha mai<br />
pensato di provare altre forme di scrittura, per esempio<br />
di scrivere un libro?<br />
Ho elaborato tre racconti che narrano in forma romanzata,<br />
intenzionalmente melodrammatica, gli avvenimenti<br />
realmente accaduti che si celano dietro alle<br />
canzoni del mio nuovo album. Saranno pubblicati a<br />
breve sul mio nuovo sito.<br />
Nel video di La meccanica del cuore con lei c’è una<br />
donna. Da sempre è una sostenitrice dei diritti della<br />
comunità LGBT. Pensa che le unioni civili in Italia<br />
siano una vittoria o un’occasione persa?<br />
Tutto quello che la nostra società fa per tutelare i diritti<br />
dei cittadini, indipendentemente dal colore della<br />
pelle, dal credo e dall’orientamento sessuale e politico,<br />
è un passo in avanti verso un futuro migliore.<br />
Nonostante la sua formazione internazionale, ha<br />
anche riferimenti musicali in ambito italiano?<br />
Ho sempre adorato Carmen Consoli, Elisa, Laura Pausini,<br />
Gianna Nannini e Irene Grandi. Poi band come<br />
Bluvertigo e Quintorigo, e poi ancora Cristina Donà.<br />
Fra le voci più nuove mi piacciono Francesca Michielin<br />
e Alessandra Amoroso. Ma anche Calcutta e Salmo.<br />
Fra i grandi della nostra musica ho il massimo rispetto<br />
per Battiato, Baglioni e Renato Zero.<br />
Ha già all’attivo molte collaborazioni importanti.<br />
C’è un artista con cui vorrebbe lavorare?<br />
Voglio scrivere con Vasco! Sarà piuttosto improbabile,<br />
ma sognare non costa nulla, no?<br />
ITA EVENTI 35
Musica<br />
Foto Daniele Barraco©<br />
Foto Sha Ribeiro<br />
Francesco De Gregori<br />
UN TOUR MONDIALE<br />
Nei mesi di ottobre e novembre il cantautore sarà protagonista<br />
di un tour che lo porterà sui palchi di alcune<br />
delle più importanti città europee, americane e<br />
canadesi, come Londra, Parigi, New York, Boston e<br />
Toronto, per presentare live i suoi più grandi successi.<br />
Sarà accompagnato da una formazione inedita: Guido<br />
Guglielminetti al basso e contrabbasso, Alessandro<br />
Arianti all’hammond e piano, Paolo Giovenchi<br />
alle chitarre e Alessandro Valle alla pedal steel guitar<br />
e mandolino. A febbraio di quest’anno è uscito un<br />
doppio album live di De Gregori, “Sotto il vulcano”,<br />
registrato durante il concerto al Teatro Antico di Taormina,<br />
nel corso del suo “Amore e Furto tour”, con<br />
la produzione artistica di Guido Guglielminetti.<br />
CONCERTI ◗ 13/10 Vox Club, Nonantola (Mo)<br />
◗ 14/10 Teatro della Concordia, Venaria Reale (To)<br />
◗ 26/10 Supersonic Arena, S. Biagio di Callalta (Tv)<br />
◗ 27/10 Live Club, Trezzo sull’Adda (Mi)<br />
Fabri Fibra<br />
FENOMENALE<br />
È uscito ad aprile l’ultimo album di Fabri Fibra, “Fenomeno”,<br />
e da ottobre il rapper italiano sarà in tour<br />
in alcuni dei più importanti club della nostra penisola.<br />
Da poco è in rotazione nelle radio l’ultimo<br />
singolo estratto dal disco, “Stavo pensando a te”, prodotto<br />
da Big Fish, compagno di avventura in major<br />
di Fibra già dai tempi delle hit “Applausi Per Fibra”<br />
e “In Italia”. La canzone rivela un Fabri Fibra<br />
pressoché inedito, perfettamente in grado di descrivere,<br />
a suo modo, una relazione che non avrebbe<br />
mai dovuto cominciare.<br />
CONCERTI ◗ 17/10 Live Club, Trezzo sull’Adda (Mi)<br />
◗ 20/10 Teatro Concordia, Venaria Reale (To)<br />
◗ 21/10 Vox Club, ◗ Nonantola (Mo) ◗ <strong>23</strong>/10 e 7/11<br />
Alcatraz, Milano ◗ 27/10 Obihall, Firenze ◗ 28/10 Gran<br />
Teatro Geox, Padova ◗ 3/11 Atlantico Live, Roma<br />
◗ 4/11 Pala Partenope, Napoli ◗ 10/11 Padiglione Conza,<br />
Lugano ◗ 11/11 Estragon, Bologna<br />
Foto Giovanni Canitano, artwork Jacopo Leone<br />
SPETTACOLO DI OMBRE E RIFLESSI<br />
Un nuovo suggestivo spettacolo ambientato tra ombre,<br />
nebbie e riflessi, ma con una struttura libera nel repertorio<br />
e nella narrazione. Sarà così il tour Ombre nell’inverno di<br />
Vinicio Capossela. Non sarà il concerto di un disco solo,<br />
ma abbraccerà la sua intera opera seguendo il filo conduttore<br />
dello spettro che si ripresenta nell’inverno: dai brani umbratili<br />
e misteriosi dell’album Canzoni della Cupa, alle ballate<br />
e alle rese dei conti sparse in tutta la sua produzione.<br />
CONCERTI ◗ 11/11 Teatro Comunale, Carpi (Mo) ◗ 16/11 Teatro Vittorio<br />
Emanuele II, Messina ◗ 17/11 Teatro Politeama, Catanzaro ◗ 25/11 Teatro<br />
Goldoni, Venezia ◗ 29/11 Teatro Alighieri, Ravenna<br />
36 ITA EVENTI
DI NUOVO IN ITALIA<br />
QUESTIONE DI FAMIGLIA<br />
In questo tour organizzato in seguito all’uscita dell’album<br />
De André canta De André Vol. III, Cristiano De<br />
André interpreta un repertorio ricco di nuovi brani<br />
del padre che si affiancheranno a quelli contenuti<br />
nei precedenti progetti discografici.<br />
CONCERTI ◗ 12/10 Teatro Augusteo, Napoli ◗ 14/10<br />
Teatro Olimpico, Roma ◗ 24/10 Teatro Carlo Felice,<br />
Genova ◗ 16/11 Teatro Sociale, Como ◗ 24/11 Teatro<br />
Comunale, Belluno ◗ 25/11 PalaBrescia, Brescia<br />
70 ANNI DI CARRIERA<br />
Dopo il grandissimo successo del concerto<br />
di luglio all’Auditorium Parco della Musica,<br />
Charles Aznavour tornerà in concerto<br />
in Italia a novembre, per celebrare i suoi<br />
70 anni di magnifica carriera. Aznavour<br />
ha all’attivo dei numeri da record, con 300<br />
milioni di dischi venduti nel mondo e 80 film.<br />
CONCERTO ◗ 13/11 Teatro Arcimboldi, Milano<br />
Foto Dino Buffagni<br />
Tutte le hit di Bryan Adams e i brani<br />
dell’ultimo album Get Up! in sei serate che<br />
segnano il ritorno in Italia del rocker canadese<br />
dopo quattro anni. L’album, il tredicesimo<br />
del cantautore e pubblicato sette anni<br />
dopo il precedente, è stato prodotto dal<br />
frontman della Electric Light Orchestra, il<br />
musicista, compositore e produttore, Jeff<br />
Lynne, e nei quindici mesi trascorsi dalla<br />
sua uscita ha riscosso un ampio successo<br />
di pubblico e critica. Contiene nove brani<br />
inediti e quattro versioni acustiche, scritti<br />
da Adams e Jim Valance, tranne Do What<br />
Ya Gotta Do scritto da Adams e Lynne. Accanto<br />
a nuovi successi come You Belong To<br />
Me, in scaletta ci sarà spazio per le hit che<br />
hanno segnato i suoi trentacinque anni di<br />
carriera come Summer of ‘69, Heaven,<br />
Run To You, Please Forgive Me. Brani che<br />
hanno cementato un rapporto speciale tra<br />
Bryan Adams e il pubblico italiano, un rapporto<br />
di cui si scriverà un nuovo capitolo<br />
in questi attesissimi sei concerti.<br />
CONCERTI<br />
◗ 10/11 Kioene Arena, Padova<br />
◗ 11/11 Mediolanum Forum, Milano<br />
◗ 12/11 Pala Alpitour, Torino<br />
◗ 14/11 Palalottomatica, Roma<br />
◗ 15/11 105 Stadium, Rimini<br />
◗ 16/11 Palasport, Bolzano<br />
UN TOUR MADE IN ITALY<br />
È ripartito il 4 settembre il<br />
tour “Made in Italy - Palasport<br />
2017”, che vede Luciano Ligabue<br />
protagonista nei palasport<br />
di tutta Italia per presentare<br />
alcuni brani dell’ultimo<br />
album oltre ai suoi grandi successi.<br />
In occasione delle date<br />
del tour si vedranno in anteprima<br />
le prime immagini del<br />
terzo film di Ligabue, Made in<br />
Italy, nelle sale a inizio 2018.<br />
Foto Toni Thorimbert<br />
CONCERTI<br />
◗ 7/10 Pala Onda, Bolzano<br />
◗ 10-11/10 Pala Alpitour, Torino<br />
◗ 13-14/10 Pala Bam, Mantova<br />
◗ 16/10 Pala Prometeo, Ancona<br />
◗ 18/10 Adriatic Arena, Pesaro<br />
◗ 20-21/10 Arena Spettacoli PD<br />
Fiere, Padova ◗ <strong>23</strong>-24/10 Pala<br />
Rubini Alma Arena, Trieste<br />
◗ 27-28/10 Unipol Arena,<br />
Bologna ◗ 3-4/11 Fiera<br />
“Padiglione E”, Cagliari
Jazz<br />
Foto di Alessio Pizzicannella<br />
L’IO DI CAMMARIERE<br />
Accompagnato da un gruppo di<br />
fedeli musicisti che denota il feeling<br />
jazz dei suoi arrangiamenti,<br />
Sergio Cammariere al Padova<br />
Jazz Festival (9-14 ottobre 2017)<br />
presenterà il suo più recente lavoro:<br />
Io. In scaletta ci saranno i<br />
suoi brani più amati oltre a nuove<br />
coinvolgenti canzoni. Il cantautore<br />
pescherà dunque dal baule dei ricordi<br />
i suoi successi più acclamati,<br />
dipingendoli con nuove sfumature<br />
e con intense sottolineature emotive:<br />
Tempo perduto, Via da questo<br />
mare, Tutto quello che un<br />
uomo. E poi ancora le suggestioni<br />
pianistiche e le incalzanti venature<br />
latine di Dalla pace del mare lontano,<br />
L’amore non si spiega, col<br />
suo testo impegnato e sentimentale,<br />
e la vivace e autoironica<br />
Cantautore piccolino. Tra le nuove<br />
creazioni di Cammariere troviamo<br />
Ti penserò, un solo per pianoforte<br />
e voce colmo di calore e passione,<br />
La giusta cosa, i cui ritmi<br />
trascinanti strizzano l’occhio al<br />
pop e all’attualità, Sila, un piano<br />
solo pervaso dall’amore per la<br />
sua terra d’origine. Immancabili<br />
poi gli omaggi ai memorabili cantautori<br />
che hanno ispirato Cammariere<br />
durante la sua carriera,<br />
come Chi sei, un jazz waltz dedicato<br />
a Sergio Endrigo.<br />
CONCERTO ◗ 14 ottobre, Padova,<br />
Teatro Verdi<br />
UNA NUOVA BAND<br />
Per la prima volta Chick Corea e Steve Gadd uniscono<br />
le forze in co-leadership: la musica è tutta nuova<br />
(e in autunno troverà anche la via del disco), con<br />
l’aiuto delle giovani forze del chitarrista beninese Lionel<br />
Loueke, del sassofonista Steve Wilson (già di casa con<br />
Corea, avendo militato nei suoi Origin), di Carlitos Del<br />
Puerto al basso e del venezuelano Luisito Quintero alle<br />
percussioni. La band si esibirà in occasione del Bologna<br />
Jazz Festival (26 ottobre - 19 novembre 2017).<br />
CONCERTO ◗ 7 novembre, Bologna, Auditorium Manzoni<br />
Foto di C. Taylor Crother, courtesy Chick Corea Productions<br />
UN VETERANO<br />
Stanley Clarke, vincitore di 4 Grammy e considerato una leggenda del<br />
jazz contemporaneo, è stato il primo bassista a esibirsi come front man<br />
in tour mondiali, e il primo a essere una star sia del basso elettrico che di<br />
quello acustico. Veterano con oltre 40 album all’attivo, Clarke ha vinto il<br />
Grammy nel 2011 per il migliore album di jazz contemporaneo per il suo<br />
album “The Stanley Clarke Band”. Clarke ha cofondato il gruppo di seminal<br />
fusion “Return to Forever” con Chick Corea e Lenny White. Ha collaborato<br />
nella sua carriera con Quincy Jones, Stan Getz, Art Blakey, Paul McCartney<br />
e Keith Richards, solo per nominarne alcuni. È anche compositore di<br />
oltre 60 colonne sonore per il piccolo e grande schermo. La creatività<br />
di Clarke è stata riconosciuta e premiata in tantissime<br />
occasioni: è stato il primo jazzista dell’anno<br />
per Rolling Stone e più recentemente è<br />
stato premiato con il prestigioso “Miles Davis<br />
Award” al The Montreal Jazz Festival.<br />
CONCERTO ◗ 30 ottobre, Milano, Blue Note
PAPPANO • ABBADO • COPPOLA • BIANCHI • BORGONOVOGRANDI INTERPRETI: MUSICA DA CAMERA, CLASSICA, OPERA<br />
Classica<br />
L’AIDA TORNA IN SCENA AL COMUNALE DI BOLOGNA DOPO 16 ANNI<br />
MODERNA MA FEDELE ALL’ORIGINALE<br />
Una delle opere più amate di Giuseppe Verdi<br />
torna al Comunale nell’applauditissimo spettacolo<br />
coprodotto con il Macerata Opera Festival<br />
e andato in scena nel cinquantesimo dello Sferisterio<br />
nel 2014 e ancora la scorsa estate. Aida è<br />
l’opera che più di tutte porta con sé un immaginario<br />
spettacolare carico di stereotipi: l’antico<br />
Egitto da cartolina, la grandiosità degli apparati<br />
scenografici, una certa ridondanza complessiva<br />
che tuttavia non obbliga a una lettura oleografica<br />
ma suggerisce soluzioni simboliche: «perché<br />
è anche una fra le opere più intime e toccanti –<br />
spiega il regista Francesco Micheli – e lasciandosi<br />
guidare dai colori della partitura e dalle architetture<br />
della drammaturgia si può far rivivere<br />
la vicenda non solo nel dettaglio orientaleggiante<br />
di massa ma anche nella proiezione gigantesca<br />
di colori, forme e nessi di significato che ciascun<br />
personaggio canta e recita per noi: moderni geroglifici,<br />
cibernetiche icone che codificano la vicenda<br />
venendo disegnati non nella minuzia di<br />
un’osservazione ravvicinata ma nell’immanente<br />
enormità della scena». Un’Aida esteriormente<br />
“contemporanea” ma negli intenti soprattutto<br />
narrativa, simbolica, metaforica «fiduciosa nel<br />
potere del mezzo tecnologico – aggiunge Micheli<br />
– che s’intreccia con rinnovata fedeltà all’invenzione<br />
verdiana il cui orientalismo ebbe come cornice<br />
alcuni eventi del secondo Ottocento rivoluzionari,<br />
modernissimi e iper-tecnologici a loro<br />
volta, come l’apertura del Canale di Suez».<br />
AIDA<br />
◗ 12-14-15-16-18-19-21-22/11<br />
Teatro Comunale, Bologna<br />
Frédéric Chaslin (direttore), Orchestra e Coro del Teatro<br />
Comunale di Bologna, Francesco Micheli (regia),<br />
Luca Dall'Amico (il re), Nino Surguladze/Cristina Melis<br />
(Amneris), Monica Zanettin/Stefanna Kybalova (Aida),<br />
Carlo Ventre/Antonello Palombi (Radamès), Enrico<br />
Iori/Antonio Di Matteo (Ramfis)<br />
ITA EVENTI 41
Classica<br />
OMAGGIO AD<br />
ADRIANO GUARNIERI<br />
In occasione del 70° compleanno del compositore mantovano, laVerdi, diretta da Pietro<br />
Borgonovo, esegue in prima assoluta Live Symphony n. 5 di Mercedes Vescio<br />
Sotto, Pietro<br />
Borgonovo: nel<br />
2015 ha diretto al<br />
Ravenna Festival<br />
la prima mondiale<br />
dell’opera di Adriano<br />
Guarnieri L’amor<br />
che move il sole e<br />
l’altre stelle con<br />
la regia di Cristina<br />
Muti. Nella pagina<br />
a fianco, laVerdi<br />
in concerto<br />
l primo appuntamento della Stagione<br />
2017/18 con la speciale<br />
rassegna “laVerdi festeggia”, dedicata<br />
al ‘900 italiano, vede protagonista<br />
Adriano Guarnieri, in occasione<br />
del suo 70° compleanno. Sarà<br />
un’occasione irripetibile per il pubblico<br />
milanese e non solo,che vorrà festeggiarlo:<br />
quella di ascoltare in prima assoluta<br />
la sua Sinfonia n. 5 (Live<br />
Symphony), piatto forte del programma.<br />
La serata sarà aperta dalla<br />
Sinfonia n. 4 Tragica di Franz Schubert.<br />
Sarà naturalmente l’Orchestra<br />
Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi,<br />
per l’occasione diretta dal milanese<br />
Pietro Borgonovo, a eseguire l’inedita<br />
opera del Maestro. Borgonovo si è<br />
distinto nella direzione di produzioni<br />
sinfoniche e operistiche per prestigiosi<br />
festival e teatri. Il profondo interesse<br />
per la musica contemporanea<br />
lo ha portato a collaborare con molti<br />
compositori del nostro tempo: George<br />
Benjamin, Luciano Berio, Azio<br />
Corghi, Franco Donatoni, Salvatore<br />
Sciarrino, Fabio Vacchi, Carlo Galante,<br />
Silvia Colasanti, Ivan Fedele,<br />
Iannis Xenakis e, appunto, Adriano<br />
Guarnieri, dei quali ha spesso interpretato<br />
opere anche in prima esecuzione,<br />
come farà con la Sinfonia n. 5.<br />
“Questa Live Symphony n. 5 - racconta<br />
il Maestro Adriano Guarnieri -<br />
fa parte di un progetto integrale ancora<br />
non completato di più brani sinfonici<br />
intitolato La Terra del Tramonto.<br />
Si tratta di una raccolta unica di un<br />
grande polittico orchestrale, come<br />
fosse una sola grande arcata sinfonica.<br />
Vi sono brani con il live electronics<br />
(come la prima Live Symphony)<br />
e altri senza live electronics. Il titolo<br />
di questa sinfonia viene così propriamente<br />
detto a seguito di una tecnica<br />
di scrittura ‘circolare’ e non monodirezionale,<br />
che è desunta da movimenti<br />
fonologici per agglomerati che si<br />
muovono circolarmente nello spazio.<br />
Abbiamo infatti ottoni con grandi pedali<br />
a canone. Le trombe si rincorrono<br />
sempre a canone in traiettorie plurime,<br />
i fiati accennano a un melos che<br />
emerge dalla galassia materica. Gli archi<br />
contrappuntano i movimenti spaziali<br />
delle trombe, più percussioni assai<br />
dense che punteggiano aritmicamente<br />
tutti i movimenti trasversali di<br />
ogni blocco sonoro. Ciò spiega perché<br />
ho fatto riferimento a una forma<br />
storica quale la sinfonia. Il concetto<br />
sinfonico è però del tutto rovesciato<br />
rispetto alle forme ottocentesche. Il rovesciamento<br />
della medesima forma<br />
sinfonica qui si ottiene mediante<br />
densità sonore che si intersecano, o si<br />
42 ITA EVENTI
ADRIANO GUARNIERI<br />
Compositore nato a Sustinente (Mantova) nel 1947, ha<br />
compiuto gli studi musicali al Conservatorio di Bologna,<br />
diplomandosi con il massimo dei voti in Musica Corale<br />
e in Composizione. Inizialmente ha affiancato all’attività<br />
di compositore quella di direttore di ensemble, per poi<br />
dedicarsi esclusivamente alla composizione. I suoi primi<br />
lavori risentono dell’originaria matrice strutturalistica,<br />
ma sul finire degli anni 70, soprattutto con la trilogia dei<br />
Pierrot, si cominciano a delineare i tratti di un percorso<br />
assolutamente personale, col superamento dell’impianto<br />
strutturalistico e la ricerca di nuovi mezzi linguisticoespressivi.<br />
Il momento culminante viene raggiunto con<br />
l’azione lirica Trionfo della notte, un’opera “non narrativa”<br />
andata in scena al Teatro Comunale di Bologna nel 1987<br />
e insignita del Premio Abbiati della critica italiana quale<br />
miglior composizione dell’anno. È del 2003 La terra del<br />
tramonto, live-symphony n.1 per grande orchestra, soli<br />
strumentali in sala e live electronics. Una concezione<br />
formale del tutto diversa caratterizza la “Sinfonia breve”<br />
che porta anch’essa il titolo La terra del tramonto,<br />
perché nasce nel 2004 dalla riflessione sulla ricchezza<br />
dei materiali della “Live-Symphonie” e dal loro radicale<br />
ripensamento: la commissione del Teatro Comunale<br />
di Bologna comportava la rinuncia al live electronics<br />
e all’organico della grande orchestra, perché il pezzo<br />
era destinato a essere presentato all’interno del ciclo<br />
dedicato alle sinfonie di Beethoven.<br />
dilatano, o si scontrano e si spazializzano<br />
in molteplici direzioni. Non vi è<br />
dunque nessuna intenzione ideale di recupero<br />
formale della sinfonia classica.<br />
Questo ‘big bang’ di agglomerati suggerisce<br />
un immaginario visivo proprio<br />
di ‘un tramonto’ fisico e psichico della<br />
nostra epoca, sia sul piano universale<br />
che nei particolari del vivere sociale.<br />
Un’eclissi non solo geofisica ma anche<br />
storica che si proietta in una fine, oggi<br />
forse irreversibile, dell’umanesimo.<br />
Tutto ciò è compreso in un unico affresco<br />
musicale e un’unica estesa ‘sinfonia’<br />
al rovescio”.<br />
OMAGGIO AD ADRIANO GUARNIERI<br />
◗ 27/10/2017<br />
Auditorium di Milano, Largo Mahler<br />
Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi<br />
Direttore Pietro Borgonovo<br />
In prima assoluta Live Symphony n. 5<br />
Info e prenotazioni:<br />
Auditorium di Milano<br />
Fondazione Cariplo, Largo Mahler<br />
orari apertura: mar/dom<br />
ore 10.00/19.00, tel. 02.83389401<br />
www.laverdi.org/www.vivaticket.it<br />
ITA EVENTI 43
Classica<br />
IL VERDI COMICO<br />
L’ultima opera di Verdi si ispira a Le allegre comari di<br />
Windsor, e nasce quindi dall’amore del compositore per<br />
Shakespeare e dalla voglia di scrivere un’opera comica.<br />
Così nel 1890, un Verdi settantasettenne scriveva a Gino<br />
Monaldi: «Sono quarant’anni che desidero scrivere<br />
un’opera comica, e sono cinquant’anni che conosco Le<br />
allegre comari di Windsor; pure… i soliti ma, che sono<br />
dappertutto, si opponevano sempre a far pago questo<br />
mio desiderio. Ora Boito ha sciolto tutti i ma, e mi ha<br />
fatto una commedia lirica che non somiglia a nessun’altra.<br />
Io mi diverto a farne la musica; senza progetti di<br />
sorta, e non so nemmeno se finirò… Ripeto: mi diverto…<br />
Falstaff è un tristo che commette ogni sorta di cattive<br />
azioni… ma sotto una forma divertente. È un tipo! Son sì<br />
vari i tipi! L’opera è completamente comica!». Il 5 febbraio<br />
1887 era andato in scena alla Scala Otello e tutti<br />
pensavano che sarebbe stata la sua ultima opera e invece,<br />
tra i 76 e i 79 anni, Verdi lavora a Falstaff. Il 9 febbraio<br />
1893 l’opera va in scena alla Scala ed è un trionfo.<br />
FALSTAFF<br />
DANIEL HARDING (direttore)<br />
DANIELE ABBADO (regia)<br />
Carlos Álvarez/ Carlo Lepore (Sir John Falstaff)<br />
Gabriele Viviani/ Simone Del Savio (Ford, marito di Alice)<br />
Francesco Marsiglia/ Iván Ayón Rivas (Fenton)<br />
Erika Grimaldi/ Rocío Ignacio (Mrs. Alice Ford)<br />
◗ Dal 15 al 19/11, 21-22-26/11 Teatro Regio, Torino<br />
COLONNE SONORE<br />
Il sogno americano esce dal grande schermo<br />
e si trasforma in musica grazie al quartetto<br />
d’archi dell’Orchestra da Camera Fiorentina.<br />
In programma brani e arie che<br />
hanno segnato la storia del cinema e del<br />
musical. Dalle colonne sonore di C’era una<br />
volta in America, Nuovo Cinema Paradiso, Il<br />
pianista sull’oceano, Il padrino, Il gattopardo,<br />
Lo sceicco bianco, Amarcord, La strada.<br />
QUARTETTO D'ARCHI DELL'ORCHESTRA<br />
DA CAMERA FIORENTINA<br />
Beatrice Bianchi (violino), Alessandro<br />
Bernardi (violino), Vera Stefanovich (viola)<br />
Gabriele Cocchi (violoncello)<br />
◗ 17/10 Sala Mazzoni, Palagio dell’Arte<br />
della Lana, Firenze<br />
The best of Ennio Morricone and Nino Rota<br />
UN GRAN FINALE<br />
A chiudere in grande stile la stagione 2016/2017 del<br />
Teatro dell’Opera di Roma, la Traviata di Giuseppe<br />
Verdi, nell’allestimento creato da Valentino Garavani<br />
e Giancarlo Giammetti, con i costumi di Valentino,<br />
Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli e con le scene<br />
di Nathan Crowley. Un’opera in tre atti tratta da La signora<br />
delle camelie di Alexandre Dumas figlio, il cui<br />
libretto è stato scritto da Francesco Maria Piave e che<br />
fa parte di una cosiddetta trilogia popolare verdiana,<br />
insieme a Rigoletto e Il trovatore.<br />
Foto Yasuko Kageyama<br />
TRAVIATA<br />
STEFANO RANZANI/CARLO DONADIO (direttore)<br />
SOFIA COPPOLA (regia)<br />
Francesca Dotto/Valentina Varriale (Violetta)<br />
Arturo Chacón-Cruz/Matteo Desole (Alfredo)<br />
Sebastian Catana (Giorgio Germont)<br />
◗ 29-31/10, 2-3-4/11 Teatro Costanzi, Roma<br />
44 ITA EVENTI
OMAGGIO A MONTEVERDI<br />
Una parte della rassegna Il nuovo e l’antico della XXXVI<br />
edizione del Bologna Festival è dedicata a Claudio Monteverdi<br />
nel 450° anno della nascita. Il progetto Monteverdi<br />
sacro e profano è diviso in tre concerti affidati a La Venexiana,<br />
La Compagnia del Madrigale e al tenore Leonardo<br />
De Lisi. La Compagnia del Madrigale è attualmente il più<br />
accreditato gruppo madrigalistico a livello internazionale e<br />
a Bologna presenta il programma Quell’augellin che canta.<br />
LA COMPAGNIA DEL MADRIGALE<br />
Rossana Bertini (soprano), Francesca Cassinari (soprano)<br />
Elena Carzaniga (contralto), Giuseppe Maletto (tenore)<br />
Raffaele Giordani (tenore), Daniele Carnovich (basso)<br />
◗ 13/10 Oratorio di San Filippo Neri, Bologna<br />
Musiche di C. Monteverdi, Giaches de Wert, Luca Marenzio<br />
MAHLER E EÖTVÖS<br />
PER PAPPANO<br />
Composta durante le estati tra il<br />
1903 e il 1904, la Sinfonia n.6 “Tragica”,<br />
deve il sottotitolo a Mahler stesso che considerava<br />
il finale della sinfonia come profetico<br />
degli avvenimenti che sconvolsero la<br />
sua vita. In apertura del concerto l’Orchestra<br />
di Santa Cecilia diretta da Pappano<br />
suonerà la prima esecuzione romana alle<br />
vittime senza nome del compositore estone<br />
Peter Eötvös, una commissione che vede<br />
unite quattro prestigiose istituzioni italiane<br />
– Accademia Nazionale di Santa Cecilia,<br />
Filarmonica della Scala, Orchestra Sinfonica<br />
nazionale della RAI e Maggio Musicale<br />
Fiorentino – in un omaggio alle<br />
vittime civile del terrorismo.<br />
ORCHESTRA DELL’ACCADEMIA<br />
NAZIONALE DI SANTA CECILIA<br />
ANTONIO PAPPANO (direttore)<br />
◗ 12-14-16/10 Auditorium Parco<br />
della Musica, Sala Santa Cecilia, Roma<br />
Eötvös, Alle vittime senza nome<br />
Mahler, Sinfonia n. 6 “Tragica”<br />
NELLO SANTI E IL NABUCCO<br />
Unanimemente considerato un punto di riferimento per il repertorio italiano, Nello Santi è strettamente<br />
legato a Nabucco, di cui è tra gli interpreti più accreditati. La ripresa dell’allestimento di Daniele Abbado<br />
si avvale nella parte di Abigaille di Anna Pirozzi, al suo secondo titolo verdiano alla Scala dopo<br />
I due Foscari, e di Martina Serafin, mentre protagonista è ancora una volta Leo Nucci.<br />
NABUCCO<br />
◗ Dal 24/10 al 19/11 Teatro alla Scala, Milano<br />
Daniele Abbado (regia), Leo Nucci (Nabucco), Stefano La Colla (Ismaele),<br />
Mikhail Petrenko (Zaccaria), Martina Serafin/ Anna Pirozzi (Abigaille)<br />
Foto Rudy Amisano<br />
ITA EVENTI 45
CABARET COMMEDIE TRAGEDIE SUI PALCOSCENICI ITALIANISCILLA • CEVOLI • CARDINALE • PANARIELLO • BOCCOLI<br />
Teatro<br />
Foto di Bepi Caroli<br />
IN SCENA UN CLASSICO AMERICANO DI DAVID MAMET, AMERICAN BUFFALO<br />
UNO SPACCATO DEL NOSTRO TEMPO<br />
Questo spettacolo “come tutti i grandi classici, costruisce<br />
ponti tra la realtà che racconta e le visioni<br />
possibili che è in grado di generare”, racconta<br />
Marco D’Amore, il protagonista. “Io, perso nel viaggio<br />
della lettura, ho visto costruirsi lentamente, davanti<br />
ai miei occhi, uno di questi ponti… è partito<br />
da Chicago (città natia di Mamet) e, passando per<br />
l’angusta bettola di Don (protagonista del testo), è<br />
giunto a Napoli, in un vicolo in cui le ‘puteche’ (botteghe<br />
in dialetto napoletano) esistono ancora. Dove<br />
è possibile incontrare i ‘tipi’ descritti nel testo, ascoltarne<br />
le storie in una lingua che ricorda il famoso<br />
sound a cui si riferisce l’autore quando racconta dei<br />
suoi personaggi, una lingua di popolo che arriva<br />
direttamente dalla pancia ed esplode senza filtri, la<br />
lingua napoletana. ‘American Buffalo’ è la storia di<br />
un fallimento. Annunciato, quasi voluto, destino ineluttabile<br />
a cui non ci si può sottrarre. È racconto da<br />
bassofondo, di slang e male parole, di botteghe<br />
maleodoranti e vestiti sdruciti. È apologia della deriva:<br />
tre esseri umani e un piano improbabile destinato<br />
alla rovina a cui ci si attacca con le unghie<br />
senza rinunciarci! È desiderio di rivalsa, di vita anche<br />
a costo della vita altrui”. L’American Buffalo è<br />
una vecchia moneta da mezzo dollaro, che probabilmente<br />
vale qualcosa o forse no. Fa pensare all’incertezza<br />
del nostro tempo, alla possibilità contemplata<br />
di giocarsi tutto, la vita e la morte, con un<br />
tiro soltanto… testa o croce? “C’è qualcosa di magico<br />
nello scrivere dentro un’altra scrittura”, dichiara<br />
Maurizio de Giovanni che ha adattato il testo. “Navigare<br />
nel tempo e nello spazio, cercare quanto di<br />
universale e perenne ci sia in dialoghi e storie, e immaginare<br />
come sarebbero quei dialoghi e quelle<br />
storie in un altro secolo e in un altro continente”.<br />
AMERICAN BUFFALO<br />
◗ Dal 10 al 12/11 Teatro Tor Bella Monaca, Roma<br />
◗ Dal 14 al 19/11 Teatro Bellini, Napoli ◗ 21-22/11<br />
Teatro Massimo, Pescara ◗ <strong>23</strong>-24/11 Teatro Moderno,<br />
Latina ◗ 25-26/11 Teatro dei Differenti, Barga (Lu)<br />
◗ Dal 28/11 al 3/12 Fonderie Limone, Torino<br />
ITA EVENTI 47
Teatro<br />
NUOVI PROTAGONISTI<br />
PER UN MUSICAL DA RECORD<br />
Ricomincia a ottobre il tour di Grease: un’edizione speciale<br />
per festeggiare i vent’anni di repliche in Italia. Protagonista<br />
femminile Lucia Blanco, che racconta di una Sandy decisamente<br />
più “cazzuta” del solito di Clara Dalledonne<br />
na rilettura nuova, contemporanea soprattutto<br />
nella caratterizzazione dei personaggi,<br />
e “luminosa”, come la definiscono<br />
i produttori della Compagnia della Rancia.<br />
L’ultimissima versione del musical Grease sarà in<br />
tour da ottobre per festeggiare i vent’anni di successi<br />
dal debutto in Italia. La regia è affidata a<br />
Saverio Marconi, un’istituzione in fatto di musical,<br />
che ha diretto lo spettacolo per la prima volta<br />
nel 1997 scegliendo Lorella Cuccarini e<br />
Giampiero Ingrassia come protagonisti. I numeri<br />
raggiunti da questo show da allora a oggi fanno<br />
impressione: più di 1500 repliche per oltre<br />
1700mila spettatori. Il successo del musical è senza<br />
dubbio legato al successo del film cult del 1978<br />
con John Travolta e Olivia Newton - John, che<br />
ha appassionato intere generazioni diventando<br />
un vero e proprio fenomeno di costume: canzoni<br />
come Summer Nights e You’re the One that I Want<br />
fanno parte del “bagaglio musicale” di chiunque<br />
abbia vissuto dagli anni Ottanta a oggi.<br />
Nella versione 2017/2018 sul palco reciteranno,<br />
canteranno e balleranno Guglielmo Scilla,<br />
youtuber conosciuto come Willwoosh<br />
e reduce dal programma della Rai Pechino<br />
Express, nel ruolo di Danny<br />
Zuko, e Lucia Blanco, nel ruolo di<br />
Sandy. Classe 1986, la Blanco si<br />
è perfezionata a Milano presso la<br />
Scuola Del Musical diretta proprio<br />
da Saverio Marconi e ha già alle<br />
spalle diverse esperienze teatrali dal<br />
2007 a oggi: La Bella e la Bestia,<br />
Mamma Mia!, Sindrome da Musical, La febbre<br />
del sabato sera, The Best of Musical, Dirty Dancing,<br />
Sarà perché ti amo e Footloose.<br />
La protagonista di Grease, Sandy, è una ragazza<br />
acqua e sapone che per riconquistare Danny, il<br />
ragazzo di cui è innamorata, si trasforma, diventando<br />
sexy e irresistibile.<br />
«Quando ho ottenuto il ruolo - spiega Lucia<br />
Blanco - ho pensato che per me<br />
sarebbe stata una bella sfida perché<br />
io mi sento molto più<br />
Rizzo: sono<br />
più aggressiva<br />
di Sandy,<br />
più esuberante.<br />
In<br />
realtà studiando il<br />
personaggio, interpretandolo<br />
sul palco,<br />
ho capito che ho con Sandy<br />
molte più cose in comune<br />
rispetto a quello che potevo<br />
immaginare all’inizio. È<br />
dolce, generosa, sognante, non<br />
farebbe mai male a una mosca<br />
e queste sono caratteristiche che<br />
mi appartengono. In fondo<br />
siamo un po’ tutte delle Sandy<br />
travestite da Rizzo».<br />
Tra le attrici che l’hanno<br />
preceduta in teatro interpretando<br />
il ruolo<br />
di Sandy, ce n’è<br />
una in particolare<br />
alla quale<br />
si è ispirata?<br />
Il musical quest’anno<br />
è molto<br />
diverso da quelli che<br />
lo hanno preceduto. La<br />
storia è la stessa ma lo spettacolo<br />
è più luminoso, più fresco, più moderno,<br />
quindi anche i nostri personaggi sono<br />
molto più attuali. Non mi sono quindi ispirata<br />
a nessuna, neppure a Lorella Cuccarini<br />
che io amo follemente perché sono cresciuta<br />
con le sue canzoni. La mia è una Sandy<br />
diversa, più “cazzuta”, dolce ma alla quale<br />
è più difficile mettere i piedi in testa.<br />
48 ITA EVENTI
I quattro<br />
protagonisti<br />
di Grease: da<br />
sinistra, Eleonora<br />
Lombardo (Rizzo),<br />
Guglielmo Scilla<br />
(Danny Zuko),<br />
Lucia Blanco<br />
(Sandy), Riccardo<br />
Sinisi (Kenickie).<br />
In basso a sinistra,<br />
Lucia Blanco<br />
ITA EVENTI 49
Teatro<br />
LE DATE<br />
◗ Dal 6 all’8/10 Teatro<br />
della Luna, Milano<br />
◗ Dal 14 al 29/10<br />
Teatro Sistina, Roma<br />
◗ 4-5/11 Teatro Lyrick, Assisi<br />
◗ Dal 10 al 12/11 Teatro<br />
Metropolitan, Catania<br />
◗ 18-19/11 Teatro Team, Bari<br />
◗ Dal 30/11 al 2/12<br />
Politeama Genovese, Genova<br />
(tutte le date su<br />
www.grease.musical.it))<br />
Qual è il segreto del successo del<br />
musical Grease?<br />
Sicuramente la sua fortuna è legata al<br />
successo del film, uno dei film musicali<br />
più famosi di tutti i tempi. Le<br />
musiche sono travolgenti, tanto che<br />
tuttora capita che nelle discoteche si<br />
ballino i medley storici di Grease. È<br />
la musica, prima di tutto, a rendere<br />
attuale lo spettacolo. E poi la storia:<br />
è semplice ma è scritta benissimo.<br />
Tutti noi, ancora adesso, possiamo<br />
identificarci in un personaggio. E poi<br />
gli anni Cinquanta: i costumi, le pettinature…<br />
la gente adora gli anni<br />
Cinquanta, che rappresentano un<br />
mondo spensierato in cui tutti avevano<br />
fiducia nel futuro.<br />
Quale scena del musical ama di più?<br />
La scena del drive-in, quando Danny<br />
chiede a Sandy di diventare la sua<br />
ragazza, perché è molto divertente: è<br />
la scena in cui il carattere di Sandy,<br />
il suo essere così tanto composta appare<br />
in tutta la sua evidenza. Mi<br />
diverto tantissimo a farla perché<br />
sono sul palco insieme a Guglielmo<br />
Scilla che è veramente una persona<br />
fuori di testa, tutte le volte faccio veramente<br />
fatica a non ridere e a rimanere<br />
invece composta e arrabbiata,<br />
devo fare appello a tutta la mia<br />
concentrazione. Ce n’è anche un’altra<br />
che emotivamente mi coinvolge<br />
tantissimo, la scena del garage in cui<br />
Sandy è insieme a Rizzo che “la<br />
canta e la suona” al mio personaggio,<br />
facendole capire che sta sbagliando e<br />
che deve vivere la propria vita con più<br />
leggerezza.<br />
Sembra che fra lei e Guglielmo Scilla<br />
ci sia un buonissimo feeling professionale.<br />
Sì, senza dubbio. Non pensavo si sarebbe<br />
instaurato un rapporto del<br />
genere perché non lo conoscevo. Invece<br />
fin da subito, fin dai provini, ho<br />
sentito un feeling particolare, ho capito<br />
che sul palco avremmo<br />
potuto ottenere risultati im-<br />
50 ITA EVENTI
Lucia Blanco,<br />
31 anni, ha debuttato<br />
nel 2007 nel ruolo di<br />
Val in A Chorus Line.<br />
Guglielmo Scilla,<br />
30 anni, è attore,<br />
scrittore e video<br />
blogger
Teatro<br />
Questa edizione<br />
speciale di Grease<br />
propone una nuova<br />
lettura di alcuni<br />
momenti del musical:<br />
in questo lavoro di<br />
rilettura Saverio<br />
Marconi è stato aiutato<br />
dalle coreografie di<br />
Gillian Bruce, dalla<br />
nuova scenografia<br />
di Gabriele Moreschi,<br />
e da Mauro Simone,<br />
regista associato<br />
ERA IL 1978…<br />
…quando uscì nelle sale<br />
il film musicale Grease,<br />
diretto da Randal Kleiser<br />
e interpretato da John<br />
Travolta e Olivia Newton-<br />
John, e ispirato dall’omonimo<br />
musical del 1971 di Jim<br />
Jacobs e Warren Casey.<br />
È stato il film di maggiore<br />
incasso della seconda metà<br />
degli anni Settanta dopo<br />
Lo Squalo e Guerre stellari.<br />
Nel 1979 il film è stato<br />
candidato a 5 Golden<br />
Globe e a un premio Oscar,<br />
ma non ha vinto nessuno<br />
di questi riconoscimenti.<br />
portanti. Recitare insieme ci viene<br />
molto naturale, lui lascia spazio alla mia<br />
creatività e io ne lascio a lui, è difficile<br />
trovare con un partner questo genere<br />
di intesa. Non ci oscuriamo mai l’uno<br />
con l’altra.<br />
Quale personaggio vorrebbe interpretare<br />
almeno una volta nella sua<br />
carriera?<br />
Roxie Hart in Chicago. È il mio musical<br />
preferito, mi piace tutto di quello<br />
spettacolo. L’ho visto a Broadway e<br />
non sarei mai voluta uscire da quel teatro.<br />
È il personaggio che in assoluto sento<br />
più vicino a me da diversi punti di<br />
vista, vocalmente e fisicamente. Mi piacerebbe<br />
tantissimo interpretarla.<br />
Mai dire mai…<br />
Certamente, io ci spero. Amo moltissimo<br />
il mio lavoro, l’ho scelto fin dai<br />
tempi del liceo quando ballavo e cantavo<br />
quando mi interrogavano. Non<br />
ero preparata sulla lezione magari,<br />
ma già conoscevo mille e una canzone.<br />
Continuerò a fare questo lavoro<br />
fino a che fisicamente sarò in grado di<br />
farlo. Quindi perché no, potrei anche<br />
realizzare il sogno di interpretare Roxie<br />
Hart.<br />
Pochi mesi fa un film musicale come<br />
La La Land ha avuto un successo<br />
strepitoso di critica e pubblico. Le<br />
piacerebbe approdare al cinema con<br />
un film del genere?<br />
Magari! Mi piacerebbe tantissimo lavorare<br />
al cinema. Tutto ciò che è arte<br />
mi piace, quindi anche il cinema. Se<br />
poi parliamo di un film musicale parliamo<br />
del mio habitat naturale. A me<br />
piace fare tutto, mi piace recitare,<br />
cantare, ballare: fare una cosa sola mi<br />
annoierebbe credo.<br />
Secondo lei al cinema vedremo sempre<br />
più film musicali?<br />
Se parliamo di cinema americano,<br />
penso di sì. In Italia la situazione è molto<br />
diversa. Per prima cosa gli spettatori<br />
italiani apprezzano di più altri generi<br />
di film. Inoltre gli attori italiani hanno<br />
una preparazione molto diversa da<br />
quelli americani. Negli Stati Uniti<br />
molti attori cinematografici vengono da<br />
Broadway, nei licei si insegna danza, si<br />
insegna canto, i ragazzi mettono in scena<br />
gli spettacoli di fine anno, è una cultura<br />
molto diversa.<br />
52 ITA EVENTI
Villa Ca’ Conti<br />
dei Marchesi Rusconi Camerini<br />
Ca’ Conti è una splendida villa cinquecentesca<br />
aperta al pubblico per visite guidate.<br />
A vostra disposizione per ricevimenti,<br />
meeting, concerti, wedding.<br />
Via Gazzolo, 1129 35040 Granze (PD) tel. +39 389 <strong>23</strong>70310 www.facebook.com/villaCaConti www.villacaconti.it
Teatro<br />
LA BIBBIA<br />
Paolo Cevoli torna a teatro con uno spettacolo tutto da ridere, che prende<br />
spunto dai personaggi del testo sacro per eccellenza. Storie che si svolgono<br />
su un grande palcoscenico chiamato universo di Clara Dalledonne<br />
P<br />
er la sua quarta produzione teatrale, Paolo<br />
Cevoli ha scelto un soggetto decisamente particolare:<br />
la Bibbia, «il Libro dei Libri, - spiega<br />
- da tutti conosciuto ma forse non da tutti letto».<br />
La Bibbia raccontata nel modo di Paolo Cevoli<br />
è una rilettura in chiave pop del testo sacro: «sembra<br />
raccontare un mondo che si perde nella notte dei<br />
tempi - prosegue Paolo Cevoli - ma per me non è<br />
così. Ho scelto di raccontare le storie della Bibbia<br />
perché parlano di me, di ognuno di noi. E forse è<br />
possibile immedesimarsi con i grandi personaggi di<br />
quelle vicende. Adamo, nell’Eden con Eva, che fa la<br />
figura del sempliciotto o del “patacca” come si dice<br />
in Romagna. Giobbe, il povero Giobbe, colpito da<br />
mille sfighe eppur deriso dalla moglie. Abramo che<br />
mi ricorda il mio nonno, il babbo del mio babbo.<br />
Un patriarca. Davide, piccolo e furbo, che si inventa<br />
un modo di ammazzare il cattivo gigante Golia. Nella<br />
Bibbia c’è tanto da scoprire. E anche tanto da ridere.<br />
Con l’ironia di Dio che quasi sembra un capocomico!».<br />
In questo spettacolo, con la regia di Daniele<br />
Sala, Cevoli vuole rileggere le storie contenute<br />
nella Bibbia come una grande rappresentazione<br />
teatrale dove Dio è il “capocomico” che si vuole far<br />
conoscere sul palcoscenico dell’universo; una sorta<br />
di “Primo Attore” che convoca come interpreti i grandi<br />
personaggi della Bibbia e li racconta attraverso un<br />
linguaggio ironico e diretto, accessibile a tutti.<br />
Come è nata la sua “passione” per la Bibbia?<br />
Negli ultimi spettacoli teatrali avevo già toccato alcuni<br />
temi sacri vestendo i panni del cuoco dell’Ultima<br />
Cena e del garzone di Michelangelo Buonarroti.<br />
Mi sono appassionato alle storie della Bibbia anche<br />
perché ho scoperto che tratta di temi attuali come i<br />
migranti, il terrorismo e il rispetto dell’ambiente.<br />
Quando ha letto per la prima volta la Bibbia?<br />
Fin da bambino mi hanno raccontato le storie di Adamo<br />
ed Eva, di Noè e di tutti gli altri. Ma forse fino<br />
a oggi non le avevo capite proprio bene.<br />
Definirebbe il suo spettacolo dissacrante?<br />
Il contrario. Io non voglio far cadere in basso le cose<br />
sacre. Piuttosto innalzare quelle normali. Dare dignità<br />
anche alle “pataccate” di tutti i giorni.<br />
Qualcuno si è infastidito per questo spettacolo<br />
comico che ha come protagonisti i personaggi della<br />
Bibbia?<br />
Al momento direi di no. Probabilmente perché io<br />
tratto i personaggi biblici con ironia ma anche con<br />
affetto e grande rispetto.<br />
Deve ammettere che vedere Dio come un “capocomico”<br />
non è da tutti…<br />
Ecco, qui forse un piccolo azzardino c’è… Ma in fondo<br />
il Padreterno per raccontarsi ha scelto una forma<br />
teatrale: il creato come un immenso palcoscenico.<br />
E siccome la storia finisce bene si tratta appunto<br />
di una commedia!<br />
Qual è il suo personaggio della Bibbia preferito<br />
e perché?<br />
Abramo. È un grande. Padre e patriarca delle tre grandi<br />
religioni monoteistiche. Se fosse qui oggi me lo<br />
immaginerei come un grande imprenditore, magari<br />
romagnolo.<br />
Cosa piace al pubblico di questo spettacolo?<br />
Forse la leggerezza. Si ride e si imparano storie di cui<br />
magari si è sentito parlare solo superficialmente.<br />
Secondo lei qual è la parte più divertente dello<br />
spettacolo?<br />
Quella che fa più ridere me è la litigata fra Adamo<br />
ed Eva in uscita dall’Eden.<br />
Lo spettacolo è accompagnato da brani interpretati<br />
dalle cantanti Daniela Galli, Silvia Donati<br />
e Cristina Montanari. Quanto è importante la<br />
parte musicale?<br />
Siccome parlo di leggerezza, cosa c’è di più leggero<br />
della musica leggera? Per questo ho scelto di raccontare<br />
le storie bibliche con le canzoni di Sanremo.<br />
Paolo Cevoli dagli inizi a oggi: com’è cambiato<br />
il suo modo di fare teatro?<br />
Adesso mi piace ridere anche di cose “difficili”.<br />
Ha in “cantiere” qualcosa di nuovo?<br />
Certo. Nel mio mestiere di imprenditore, lontano<br />
dal palcoscenico, ho appena realizzato una startup.<br />
Un’azienda che produce cibi pronti in vasocottura<br />
e camera iperbarica. Un ponte fra<br />
i piatti tradizionali che faceva la mia mamma<br />
cuoca e le nuove tecnologie per la conservazione<br />
dei cibi. Per quanto riguarda<br />
il mio mestiere di comico vedremo…<br />
54 ITA EVENTI
Paolo Cevoli,<br />
59 anni, è un<br />
imprenditore e<br />
consulente nel settore<br />
della ristorazione.<br />
Come dice lui,<br />
il “cabarè<br />
è il suo obbi”<br />
LA BIBBIA RACCONTATA NEL MODO DI PAOLO CEVOLI<br />
◗ 7-8/10 Teatro Consorziale, Budrio (Bo) ◗ 10-11/10 Teatro Manzoni, Milano<br />
◗ 13/10 Teatro Nuovo, Salsomaggiore (Pr) ◗ 14/10 Teatro Comunale, Lonigo (Vi)<br />
◗ 21/10 Teatro Fanin, San Giovanni in Persiceto (Bo) ◗ 27/10 Teatro di Legnano (Mi)<br />
◗ 28/10 Teatro di Busto Arsizio (Va) ◗ 03/11 Teatro Michelangelo, Modena<br />
◗ 10/11 Teatro di Chiavari (Ge) ◗ 17/11 Teatro Stignani, Imola (Bo)<br />
◗ 18/11 Teatro della Regina, Cattolica (Rn) ◗ 24/11 Piccolo Teatro, Padova<br />
◗ 25/11 Il Maggiore, Verbania
Teatro<br />
UN AMORE SPINOSO<br />
© Christophe Vootz<br />
Una brillante commedia di Pierre Barillet e Jean-<br />
Pierre Grédy, una pièce frizzante e leggera che<br />
vedrà sul palcoscenico un cast di provato talento<br />
sotto la direzione artistica di Piergiorgio Piccoli<br />
e Aristide Genovese. Una giravolta di risate per<br />
un’animata storia d’amore, dove a vestire i panni<br />
dei briosi personaggi saranno gli eclettici attori<br />
Maximilian Nisi e Benedicta Boccoli. Con le musiche<br />
originali del maestro Stefano De Meo, l’incanto<br />
del teatro per raccontare un amore che è<br />
come un fiore di cactus: bello, vivace e spuntato<br />
tra le spine. Fiore di cactus è uno spettacolo che<br />
alterna momenti sentimentali ad altri più scanzonati<br />
con grande naturalezza, andando dritto al<br />
cuore del pubblico, attraverso una serie di bizzarre<br />
alchimie che nascono da situazioni “spinose”.<br />
FIORE DI CACTUS<br />
◗ Dal 4 al 22/10 Teatro della Cometa, Roma ◗ 27/10<br />
Teatro Comunale, Casalpusterlengo (Lo) ◗ 2-3/11<br />
Teatro Consorziale, Budrio (Bo) ◗ 4-5/11 Teatro<br />
Giuditta, Saronno (Va) ◗ 6/11 Teatro Sociale, Luino<br />
(Va) ◗ 10/11 Auditorium S. Giorgio, Casatenovo (Lc)<br />
◗ 12/11 Teatro Comunale, Carpi (Mo)<br />
UNA COPPIA IMPORTANTE<br />
Si tratta della versione al femminile della nota pièce teatrale<br />
di Neil Simon, e porterà sul palco una vera “strana<br />
coppia” come Claudia Cardinale, che torna a teatro<br />
dopo dieci anni, e Ottavia Fusco. Lo spettacolo è<br />
un omaggio a Pasquale Squitieri, recentemente scomparso,<br />
che aveva fortemente creduto in questo progetto,<br />
attraverso cui raccontare la grande forza che l’amore ha<br />
di unire e non separare, che sarà messo in scena dal suo<br />
aiuto-regista prediletto Antonio Mastellone, tramite l’utilizzo<br />
dei suoi appunti di regia. Sul palco i due grandi<br />
amori della vita di Squitieri: la sua storica compagna<br />
di vita e la sua ultima moglie.<br />
LA STRANA COPPIA<br />
◗ Dal 31/10 al 12/11 Teatro Sistina, Roma<br />
◗ Dal 22 al 26/11 Teatro Massimo, Cagliari<br />
◗ Dal 7 al 10/12 Teatro Goldoni, Venezia<br />
A COLLOQUIO DAL PROF.<br />
Il professor Ardeche (Fabrizio Bentivoglio) è un insegnante di materie letterarie.<br />
Un disilluso, un cinico, uno spietato osservatore e un lucidissimo polemista. La sua<br />
classe si trova nel cuore dell’esplosiva banlieue di Les Izards, ai margini dell’area<br />
metropolitana di Tolosa: un luogo in cui la scuola è una trincea contro ogni forma<br />
di degrado. Nella convinzione che il vero trionfo sarebbe portare fino in fondo i<br />
suoi allievi senza perderne nessuno per strada, il professor Ardeche riceve le<br />
famiglie degli scolari ogni settimana per un’ora. Ed è attraverso un incalzante<br />
mosaico di brevi colloqui con questa umanità assortita di madri e<br />
padri, che prende vita sulla scena l’anno scolastico della classe Sesta C.<br />
L’ORA DI RICEVIMENTO<br />
◗ 14-15/10 Teatro Concordia, San Benedetto del Tronto (Ap) ◗ Dal 18 al<br />
29/10 Teatro Franco Parenti, Milano ◗ Dall’1 al 5/11 Teatro Morlacchi,<br />
Perugia ◗ Dal 7 al 12/11 Teatro Bellini, Napoli ◗ 17-18/11 Teatro Asioli,<br />
Correggio (Re) ◗ Dal 21 al 26/11 Teatro della Pergola, Firenze
UN GRANDE CLASSICO<br />
La prima versione teatrale del capolavoro di Umberto Eco è l’omaggio al celebre scrittore firmato<br />
da Stefano Massini, tra gli autori teatrali più apprezzati in Italia e all’estero. Leo Muscato<br />
dirige un cast di grandi interpreti, in un crossover generazionale che non mancherà di<br />
animare un testo scritto per la scena ma all’altezza del grande romanzo.<br />
IL NOME DELLA ROSA<br />
◗ Dal 17 al 29/10 Teatro della Corte, Genova ◗ Dal 2 al 12/11 Teatro Franco Parenti, Milano ◗ 14-15/11 Teatro<br />
Goldoni, Livorno ◗ Dal 17 al 19/11 Teatro della Fortuna, Fano (Pu) ◗ Dal 21 al 26/11 Teatro Bellini, Napoli<br />
◗ Dal 28/11 al 3/12 Teatro della Pergola, Firenze<br />
PADRE E FIGLIA<br />
Andrea è un uomo molto attivo, nonostante la<br />
sua età, ma mostra i primi segni di una malattia<br />
che potrebbe far pensare al morbo di Alzheimer.<br />
Anna, sua figlia, che è molto legata a lui, cerca<br />
solo il suo benessere e la sua sicurezza. L’inesorabile<br />
avanzare della malattia la spinge a proporgli<br />
di stabilirsi nel grande appartamento che<br />
condivide con il marito. Ma le cose non vanno<br />
del tutto come previsto: l’uomo si rivela essere un<br />
personaggio fantastico, colorato, che non è affatto<br />
deciso a rinunciare alla sua indipendenza...<br />
IL PADRE<br />
◗ 25-26/10 Teatro Cagnoni, Vigevano (Pv)<br />
◗ Dal 27 al 29/10 Teatro Duse, Bologna<br />
◗ Dal 2 al 19/11 Teatro Ambra Jovinelli, Roma<br />
◗ 21-22/11 Teatro delle Arti, Gallarate (Va)<br />
◗ 25-26/11 Teatro del Giglio, Lucca<br />
IL FUTURO DI PANARIELLO<br />
Dopo il successo straordinario de Il Tour che lo ha<br />
visto protagonista nei principali palasport italiani<br />
insieme agli amici Carlo Conti e Leonardo Pieraccioni,<br />
Giorgio Panariello torna in teatro con Il Panariello<br />
che verrà, uno spettacolo tutto nuovo e tutto<br />
da ridere che dal 29 settembre farà tappa in oltre<br />
20 città italiane. «L'esperienza con Leonardo e Carlo<br />
è stata fantastica!», racconta Giorgio Panariello.<br />
«Ci siamo divertiti e abbiamo fatto divertire l’enorme<br />
pubblico che è venuto a vederci! (...) Ma adesso<br />
devo pensare al Panariello che deve “venire”.<br />
Il Panariello che verrà è una sorta<br />
di work in progress in cui voglio coinvolgere<br />
il pubblico, ma è anche una serie<br />
di riflessioni sul mio futuro: come posso<br />
oggi attirare la vostra attenzione? Cosa<br />
devo inventarmi per farvi alzare il naso<br />
dal telefonino? Come stupirvi in questo<br />
caos di storie su Instagram, video<br />
mirabolanti, notizie in tempo<br />
reale, fake news, influenzer,<br />
blogger, youtuber?».<br />
IL PANARIELLO CHE VERRÀ!<br />
◗ 2/10 Palabam, Mantova<br />
◗ 3/10 Palabrescia, Brescia<br />
◗ 4/10 Teatro Creberg,<br />
Bergamo ◗ 6/10 Arena,<br />
Vigevano ◗ 10/10 Teatro<br />
Coccia, Novara ◗ 12/10<br />
Teatro Moderno, Grosseto<br />
◗ 22/10 Teatro Massimo,<br />
Pescara ◗ <strong>23</strong>/10 Teatro<br />
Novelli, Rimini<br />
(altre date www.fepgroup.it)
Musical<br />
BUON COMPLEANNO BERNSTEIN!<br />
Nella stagione teatrale del centenario della nascita di Leonard Bernstein, il musical più famoso di<br />
Broadway torna in scena in un’edizione rinnovata ma fedele all’originale. Questo grande allestimento,<br />
creato esclusivamente per il Carlo Felice, vedrà la regia di Federico Bellone (Viale del Tramonto,<br />
A qualcuno piace caldo, Mary Poppins della Disney) con un nuovo adattamento del libretto firmato<br />
da Franco Travaglio e le coreografie originali di Jerome Robbins.<br />
WEST SIDE STORY<br />
◗ Dal 19 al 29 ottobre 2017 Teatro Carlo Felice, Genova<br />
COMICITÀ<br />
ANGLOSASSONE<br />
La prima assoluta in italiano<br />
di Spamalot, il musical tratto<br />
da Monty Python e il Sacro<br />
Graal, film-cult del più grande<br />
gruppo comico di tutti i tempi.<br />
Questo sarebbe già di per sé un evento<br />
interessante per il panorama teatrale italiano, dove<br />
non a caso in quarant’anni nessuno aveva mai osato<br />
mettere in scena i Monty Python, con la loro comicità<br />
surreale e testi pieni di riferimenti e giochi verbali spesso<br />
intraducibili o difficilmente comprensibili per un<br />
pubblico non anglosassone. Ma a raccogliere la sfida<br />
dell’adattamento in italiano del musical scritto da Eric<br />
Idle e John Du Prez è stato chiamato Rocco Tanica, e<br />
questo alza di molto il livello dell’operazione. Tanica<br />
non è solo il musicista, autore e personaggio televisivo<br />
a tutti noto ma anche un appassionato conoscitore<br />
dell’opera dei Monty Python. “Trentaquattro anni fa<br />
vidi al cinema Monty Python, Il senso della vita – dice<br />
Tanica – e fu una folgorazione. È un onore essere stato<br />
scelto per quest’incarico”. Né, d’altra parte, sarebbe<br />
stato possibile pensare ad altri che a Elio per il ruolo<br />
principale nello spettacolo, quello di Re Artù.<br />
UN CULT<br />
Un nuovo allestimento teatrale, completamente<br />
inedito, tratto dalla pellicola del 1983 diretta<br />
da Adrian Lyne, scritto da Tom Hedley e Joe<br />
Eszterhaz con protagonista Jennifer Beals nel<br />
ruolo di Alex, che nello spettacolo sarà interpretata<br />
da Valeria Belleudi (che ha partecipato ad<br />
Amici nel 2004). Per raccontare la storia di una<br />
donna che insegue la sua passione con talento<br />
e determinazione la regia è affidata a un’artista<br />
poliedrica e brillante: Chiara Noschese.<br />
FLASHDANCE<br />
◗ Dal 5/10 al 31/12/2017 Teatro Nazionale<br />
CheBanca, Milano<br />
SPAMALOT - I CAVALIERI DELLA TAVOLA<br />
MOLTO, MOLTO, MOLTO ROTONDA!<br />
◗ 31/10 - 01/11 Teatro Verdi, Montecatini<br />
◗ 3-4/11 Teatro EuropAuditorium, Bologna<br />
◗ Dal 7 all’11/11 Teatro Nuovo, Verona<br />
◗ Dal 17/11/17 al 6/01/18 Teatro Nuovo, Milano<br />
58 ITA EVENTI
Cinema<br />
I FILM CHE PRESTO ARRIVERANNO SUL GRANDE SCHERMO<br />
SANTAMARIA • ANGIOLINI • BALDWIN • COMENCINI • BEDI<br />
L’APPARENZA SPESSO INGANNA<br />
Il Papero, Ballerina, Il Merda e Plissé si improvvisano<br />
rapinatori per il colpo che cambierà la loro<br />
vita. Non importa se il primo è senza gambe,<br />
Ballerina, la sua bellissima moglie, non ha le<br />
braccia, se Merda è un rasta tossico e Plissé<br />
un nano rapper. Sono solo dettagli. Per loro non<br />
ci sono ostacoli. Solo sogni. Anche se, dopo il<br />
colpo, le cose si complicano: ogni componente<br />
dell’improbabile banda sembra avere un piano<br />
tutto suo per tenersi il malloppo. Tutti fregano<br />
tutti senza nessuna pietà in una girandola di inseguimenti,<br />
cruente vendette, esecuzioni sanguinose<br />
e tradimenti incrociati. Brutti e cattivi è<br />
una dark comedy intelligente, oltraggiosa e bizzarra,<br />
che non si pone dubbi sul politically correct.<br />
Cinema di genere, ma corretto al vetriolo.<br />
«Il tema, alla base di Brutti e cattivi, è l’uguaglianza»,<br />
spiega il regista, Cosimo Gomez. Tutto<br />
il film si muove all’interno della ‘regola’ che ogni<br />
essere umano può essere cinico e spietato a<br />
prescindere dalle apparenze. È una commedia<br />
d’azione che rompe gli schemi, dove un gruppo<br />
di sfortunati cialtroni e cattivi, abilissimi e spregiudicati,<br />
mette a segno un’ingegnosa rapina.<br />
Non solo: li vedremo fare sesso, offendere ed<br />
essere offesi, uccidere ed essere uccisi, in una girandola<br />
di avvenimenti. Ma non è un film realistico.<br />
È un film che, camminando in equilibrio tra<br />
il vero e il verosimile, punta a raggiungere una<br />
dimensione lirica e divertente al tempo stesso».<br />
Il film, presentato in anteprima a Venezia74 nella<br />
sezione Orizzonti, sarà nelle sale a ottobre distribuito<br />
da 01 Distribution. Nel cast due degli attori<br />
più quotati del momento: Claudio Santamaria,<br />
che lo scorso anno si è aggiudicato il David di<br />
Donatello come Migliore attore protagonista<br />
per il film Lo chiamavano Jeeg Robot, e Marco<br />
D’Amore, che ha raggiunto il successo con il<br />
ruolo di Ciro Di Marzio nella serie televisiva<br />
Gomorra. Sara Serraiocco, che interpreta l’unica<br />
donna della “banda”, ha ottenuto quest’anno<br />
la candidatura ai Nastri d'Argento 2017 come<br />
migliore attrice protagonista per il film Non<br />
è un paese per giovani di Giovanni Veronesi.<br />
◗ Produzione Casanova Multimedia con Rai Cinema<br />
Regia Cosimo Gomez<br />
Sceneggiatura Luca Infascelli, Cosimo Gomez<br />
Cast Claudio Santamaria, Marco D’Amore,<br />
Sara Serraiocco, Simoncino Martucci,<br />
Narcisse Mame, Aline Belibi<br />
Uscita nelle sale 19 ottobre 2017<br />
ITA EVENTI 61
Cinema<br />
E SE PER TRADIRE ED ESSERE<br />
FELICI SERVISSE UN ANALISTA?<br />
A fine ottobre uscirà nelle sale Terapia di coppia per amanti, di Alessio<br />
Maria Federici con Ambra Angiolini e Pietro Sermonti. Il film, a detta del<br />
regista, farà riflettere sulla difficoltà di prendere decisioni di Cristiana Zappoli<br />
iviana (Ambra Angiolini) e Modesto<br />
(Pietro Sermonti) sono sposati<br />
e si amano, sono uniti da una<br />
passione incontrollabile. La loro relazione<br />
è fatta di attrazione, schermaglie, risate<br />
e… incontri clandestini. Perché Viviana<br />
e Modesto sono sì sposati, ma non fra di<br />
loro. Sono amanti. Terapia di coppia per<br />
amanti, il film tratto dall’omonimo romanzo<br />
di Diego De Silva, non è però una<br />
storia di tradimento, è una storia d’amore<br />
a tutti gli effetti. I due protagonisti si<br />
amano talmente tanto che, quando la loro<br />
relazione entra in crisi, decidono di andare<br />
da un analista per cercare di risolvere<br />
i loro problemi, per restare insieme. E magari<br />
per cercare di capire se sono pronti<br />
a prendere una decisione che cambierà le<br />
loro vite per sempre. «Il libro di De Silva<br />
- spiega il regista Alessio Maria Federici<br />
- ha suscitato il mio interesse perché<br />
racconta, in modo moderno e senza<br />
l’ombra del “giudizio universale” che<br />
storicamente caratterizza un paese cattolico<br />
come il nostro, una storia su chi tradisce.<br />
Mi ha colpito perché l’autore racconta<br />
semplicemente una storia di esseri<br />
umani ai quali, tra l’altro, mi sento molto<br />
vicino per il tipo di sarcasmo con cui<br />
affrontano le cose della vita».<br />
Nel libro di Diego De Silva la storia è<br />
raccontata alternativamente dal punto<br />
di vista dei personaggi. Qual è il punto<br />
di vista del film?<br />
62 ITA EVENTI
Ambra Angiolini<br />
40 anni, e Pietro<br />
Sermonti, 45 anni,<br />
interpretano<br />
Viviana e Modesto,<br />
i protagonisti<br />
del film. A destra,<br />
il regista Alessio<br />
Maria Federici<br />
Un punto di vista esterno, oggettivo: essendo<br />
un adattamento cinematografico<br />
ho trovato più interessante seguire il<br />
sarcasmo di entrambi.<br />
Secondo lei nella realtà esistono coppie<br />
di amanti che decidono di frequentare,<br />
insieme, un terapista?<br />
Non ne ho la certezza ma secondo me<br />
è molto probabile.<br />
È un film che in qualche modo farà<br />
riflettere gli spettatori?<br />
Il protagonista a un certo punto del film<br />
nota l’assurdità del fatto che stanno pagando<br />
un terapeuta perché li aiuti a riflettere,<br />
perché si sentano autorizzati a<br />
esprimere quello che provano. Secondo<br />
me il film farà riflettere gli spettatori su<br />
un fatto da cui non si può prescindere:<br />
prendere delle decisioni nella vita è sempre<br />
una cosa molto complicata. Sono<br />
riuscito a fare il film proprio con gli attori<br />
che volevo: mi interessava abbassare<br />
l’età dei protagonisti rispetto al libro,<br />
per raccontare un po’ la mia generazione.<br />
Ho compiuto 40 anni l’anno scorso<br />
e faccio parte di una generazione di<br />
persone che vive il disagio di sapere che,<br />
mentre i nostri genitori sono cresciuti<br />
con i Beatles e i Rolling Stones, noi siamo<br />
cresciuti con i Duran Duran e iTake<br />
That. Credo che questo già dica tanto<br />
sul nostro dramma. Mi sono divertito<br />
a raccontare le difficoltà emotive della<br />
mia generazione. Siamo i primi figli di<br />
genitori separati, quindi conosciamo perfettamente<br />
pregi e difetti di una situazione<br />
di questo tipo, eppure ci facciamo<br />
travolgere da un circolo vizioso in cui il<br />
pregiudizio ha comunque la meglio.<br />
Sono circondato da coppie che stanno<br />
insieme per quieto vivere.<br />
Quindi Viviana e Modesto stanno insieme<br />
ai rispettivi coniugi per quieto<br />
vivere?<br />
Viviana per quieto vivere, Modesto per<br />
pigrizia, che è tipico degli uomini.<br />
Non siamo incapaci di vivere i sentimenti,<br />
anzi in questo siamo una generazione<br />
di “fenomeni”, non siamo legati<br />
a un passato di sofferenza, a godere siamo<br />
bravissimi. Il problema è che siamo<br />
molto meno bravi, invece, a prendere<br />
atto di quello che stiamo facendo, a dare<br />
un nome e un cognome alle cose.<br />
Infatti è Viviana che insiste per andare<br />
dal terapista, Modesto è troppo pigro.<br />
È vero, però alla fine chi cambia l’ordine<br />
dei fattori è Modesto, prendendo le<br />
decisioni o non prendendo le decisioni.<br />
Ci dica un pregio e un difetto di Viviana<br />
e un pregio e un difetto di Modesto.<br />
Modesto è pigro ma molto sagace. Viviana<br />
è contorta ma nel contempo pratica.<br />
Ha detto che fin dall’inizio ha pensato<br />
DAL ROMANZO<br />
Terapia di coppia<br />
per amanti<br />
di Diego De Silva<br />
Einaudi, 2015<br />
«C’è un momento,<br />
diciamo intorno al<br />
primo anniversario di<br />
una relazione clandestina,<br />
in cui pieghi<br />
la testa di lato, stringi<br />
gli occhi come<br />
cercassi qualcosa di<br />
minuscolo che si<br />
muove nell’aria,<br />
e vedi in filigrana il<br />
casino in cui ti trovi.<br />
Questo è amore,<br />
ti dici senza mezzi<br />
termini, altro che<br />
chiacchiere».<br />
ITA EVENTI 63
Il punto di vista dell’attore: ANNA FERZETTI<br />
L’abbiamo appena vista al cinema nel<br />
film Il colore nascosto delle cose, di Silvio<br />
Soldini e la vedremo impegnata, con<br />
il ruolo di protagonista, in un progetto<br />
internazionale di Bindu De Stoppani,<br />
Cercando Camille, attualmente in<br />
produzione: la storia di un viaggio di<br />
una figlia insieme a suo padre. In tv sarà<br />
impegnata nella seconda stagione di<br />
Rocco Schiavone, in onda su Rai Due<br />
il prossimo anno, le cui riprese sono<br />
iniziate a settembre. Anna Ferzetti, figlia<br />
del famosissimo attore Gabriele Ferzetti<br />
e compagna di Pierfrancesco Favino (con<br />
cui ha 2 figlie) da 14 anni, ha studiato<br />
musical, danza e cinema a Vienna e<br />
negli anni ha lavorato in teatro, al<br />
cinema e in tv. Ha raggiunto il successo<br />
grazie alla web serie e serie tv Una<br />
mamma imperfetta, in cui interpretava<br />
una delle protagoniste. In Terapia di<br />
coppia per amanti veste i panni di<br />
Nelide, la migliore amica di Viviana.<br />
Com’è il personaggio di Nelide?<br />
È una donna diretta, risolta, poco<br />
diplomatica, solare, pratica, materna e<br />
molto ironica. Naturalmente ha anche<br />
le sue fragilità. È la tipica amica che una<br />
donna vorrebbe avere, o almeno che<br />
vorrei avere io. Direi che è un po’<br />
il grillo parlante di Viviana.<br />
Le assomiglia?<br />
Mi somiglia nella sua poca diplomazia,<br />
nell’essere diretta, pratica e ironica.<br />
Mi piace non prendermi sul serio.<br />
Secondo lei si può avere un amante<br />
per tutta la vita?<br />
Forse sì, non saprei con certezza.<br />
Certo, sarebbe una gran fatica.<br />
Già è un impegno notevole riuscire<br />
ad avere un unico compagno.<br />
Qual è il punto di forza del film?<br />
La grande forza del film è quella di<br />
saper trattare un tema che riguarda<br />
molte persone con la leggerezza e il<br />
divertimento della commedia sofisticata.<br />
Lei sta con Pierfrancesco Favino fin<br />
da quando era giovanissima. Pensa<br />
che sia realistico pensare di stare<br />
tutta la vita con una persona senza<br />
mai tradirla?<br />
Perché no! Se la persona con la quale<br />
hai scelto di stare riesce a essere il tuo<br />
compagno, il tuo amico e allo stesso<br />
tempo anche il tuo amante, credo<br />
proprio che sia possibile.<br />
Anna Ferzetti ha esordito in tv in Stiamo<br />
bene insieme di Sindoni. Fra i lavori<br />
cinematografici più interessanti a cui<br />
ha partecipato, il film Liberi di giocare<br />
(2007) di Francesco Miccichè<br />
Foto Alessandro Pizzi / total look Mila Schon / gioielli Iosselliani / h&m Simone Belli team location La Santeria Roma
ad Ambra Angiolini e Pietro Sermonti<br />
per i ruoli dei protagonisti. Perché?<br />
È un film che nasce dal racconto di uno<br />
scrittore molto sarcastico e intelligente,<br />
uno scrittore che fa dei dialoghi la sua forza,<br />
quindi avevo bisogno di attori con cui<br />
sapevo di poter confrontarmi anche culturalmente,<br />
con cui poter giocare anche<br />
con il complemento oggetto, che è poi<br />
uno degli aspetti più divertenti del film.<br />
Con loro sapevo di poterlo fare, hanno<br />
delle capacità attoriali che per questi ruoli<br />
sono perfette.<br />
Il personaggio dell’analista nel libro ha<br />
diversi problemi personali che si riflettono<br />
nella terapia. L’analista del<br />
film, interpretato da Sergio Rubini, ha<br />
le stesse caratteristiche?<br />
Assolutamente sì, il valore del personaggio<br />
all’interno della storia è lo stesso. Però<br />
vive delle dinamiche differenti perché nel<br />
libro attraverso poche righe l’autore ha la<br />
possibilità di raccontare mondi interi, in<br />
un film la situazione è diversa. Ho dovuto<br />
fare delle scelte riguardo alle storie di vita<br />
che ruotano intorno al personaggio che<br />
resta comunque il dark side of the moon:<br />
Viviana e Modesto incarnano la coppia<br />
che tradisce ma che si ama, il terapeuta,<br />
invece, rappresenta il tradimento fatto per<br />
altri motivi, per esempio l’uomo anziano<br />
che vuole stare con una ragazza giovane.<br />
Modesto è un musicista e nel libro<br />
l’elemento musicale è importante. E<br />
nel film?<br />
Quella che riguarda la musica è stata una<br />
delle operazioni più importanti che ho fatto<br />
in questo film e di cui vado più fiero.<br />
Il libro è ricco di citazioni di musica new<br />
age anni Settanta che penso non sia per<br />
nulla cinematografica, si parla di pezzi che<br />
hanno preludi di quattro minuti, non si<br />
possono inserire in un film. Quindi ho<br />
pensato di fare un’operazione completamente<br />
diversa coinvolgendo un mio carissimo<br />
amico violinista e compositore degli<br />
Afterhours e integrando, come gruppo<br />
di Modesto quando non è in tournée<br />
con grandi nomi della musica, i Diana<br />
Lou. Insieme a loro abbiamo scritto le tre<br />
canzoni originali che sottolineano i tre<br />
momenti chiave del film. La realtà è che,<br />
se ho dei dubbi sul film, sono sicuro al<br />
110% del compact disc! A proposito di<br />
musica, nel film c’è anche la partecipazione<br />
straordinaria di Alan Sorrenti che<br />
interpreta se stesso.<br />
Secondo lei questo film piacerà?<br />
Difficile rispondere a questa domanda a pochi<br />
giorni dall’uscita del film in piena spirale<br />
da ansia da prestazione! Mi auguro che,<br />
guardando il film, le persone si rendano<br />
conto che ognuno di noi potrebbe trovarsi<br />
in una situazione del genere, e che, lasciando<br />
da parte il nostro piccolo senso di<br />
bigottismo che ci rende forti e più sereni<br />
rispetto al mondo, si lascino coinvolgere<br />
da quello che sentono e che vedono.<br />
◗ Produzione Cinemaundici, Ela Film, Warner<br />
Bros.Entertainment Italia - Regia Alessio<br />
Maria Federici - Sceneggiatura Alessio<br />
Maria Federici e Diego De Silva - Cast Ambra<br />
Angiolini, Pietro Sermonti, Sergio Rubini,<br />
Anita Kravos, Franco Branciaroli, Anna Ferzetti,<br />
Giacomo Nasta, Fulvio Falzarano, Giulia<br />
Anchisi - Uscita nelle sale 26 ottobre 2017<br />
Pietro Sermonti<br />
insieme al<br />
“terapista”, alias<br />
Sergio Rubini;<br />
l’attore da diversi<br />
anni è docente<br />
di recitazione<br />
cinematografica<br />
presso l’Accademia<br />
nazionale di arte<br />
drammatica<br />
Silvio D’Amico<br />
ITA EVENTI 65
Cinema<br />
AMORI CHE<br />
NON SANNO<br />
STARE AL MONDO<br />
NELLE SALE DAL 29 NOVEMBRE 2017<br />
Claudia (Lucia Mascino) e Flavio<br />
(Thomas Trabacchi) si sono amati,<br />
a lungo e con grande passione.<br />
Poi tutto è finito e per lei non è<br />
stato facile. Dopo tanti anni il loro<br />
è un mondo alla deriva, come<br />
un’isola. Lui ha dentro la furia di<br />
andare avanti, tornare a terra; lei<br />
non vorrebbe dimenticare mai.<br />
Una commedia sentimentale che<br />
racconta con ironia e grande lucidità<br />
una storia d’amore che<br />
non sa stare al mondo, il modo in<br />
cui le donne ne affrontano la<br />
fine e un nuovo inizio. «Con<br />
questo film - racconta Francesca<br />
Comencini - ho cercato di raccontare<br />
con gioia e allegria un disordine<br />
amoroso e un dolore,<br />
perché quando si soffre per amore,<br />
quando si cercano le parole per<br />
rovesciare l’assetto delle cose,<br />
quando ci si lancia come delle<br />
Don Chisciotte impazzite contro<br />
la fine degli amori, si è disperate<br />
ma anche molto buffe. Ho cercato<br />
di creare un personaggio femminile<br />
non vittima, seppure sofferente,<br />
un personaggio irritante e<br />
tenero, scomodo, combattivo».<br />
◗ Produzione Fandango con Rai<br />
Cinema - Regia Francesca Comencini<br />
Sceneggiatura Francesca Comencini,<br />
Laura Paolucci, Francesca Manieri<br />
Cast Lucia Mascino, Thomas Trabacchi,<br />
Carlotta Natoli, Valentina Bellè,<br />
Camilla Semino Favro, Filippo Dini,<br />
Iaia Forte<br />
DOVE NON HO<br />
MAI ABITATO<br />
NELLE SALE DAL 12 OTTOBRE 2017<br />
Francesca (Emmanuelle Devos),<br />
cinquant’anni, è l’unica figlia di<br />
Manfredi (Giulio Brogi), un famoso<br />
architetto che da quando è<br />
vedovo abita a Torino e che lei va<br />
a trovare solo in rare occasioni.<br />
Francesca da molti anni vive a Parigi<br />
con la figlia ormai adolescente<br />
e con il marito Benoît (Hippolyte<br />
Girardot), un finanziere sulla<br />
sessantina dal carattere introverso<br />
ma molto protettivo e paterno con<br />
lei. Dopo essere stato vittima di un<br />
infortunio domestico, Manfredi,<br />
per avere per un po’ di tempo la<br />
figlia al suo fianco aTorino, le chiederà<br />
di fare le sue veci nel progetto<br />
di una villa su un lago per una<br />
giovane coppia di innamorati.<br />
Francesca si ritroverà così a collaborare<br />
con il ‘delfino’ del padre,<br />
Massimo (Fabrizio Gifuni), un<br />
uomo sulla cinquantina che ha basato<br />
tutta la sua vita sulla sua carriera<br />
di architetto, tanto che il legame<br />
con la sua compagna, Sandra<br />
(Isabella Briganti), prevede che<br />
entrambi mantengano i propri<br />
spazi di autonomia e indipendenza.<br />
Dopo un primo approccio<br />
difficile, tra Massimo e Francesca<br />
piano piano nasce una grande<br />
sintonia professionale e un sentimento<br />
che li porterà, forse per la<br />
prima volta, a confrontarsi con se<br />
stessi e i loro autentici destini…<br />
◗ Produzione Pepito Produzioni<br />
con Rai Cinema - Regia Paolo Franchi<br />
Sceneggiatura Paolo Franchi, Rinaldo<br />
Rocco, Daniela Ceselli - Cast Emmanuelle<br />
Devos, Fabrizio Gifuni, Giulio<br />
Brogi, Hippolyte Girardot, Isabella<br />
Briganti, Giulia Michelini<br />
66 ITA EVENTI
Cinema<br />
THE BIG SICK<br />
NELLE SALE DAL 16 NOVEMBRE 2017<br />
Una commedia romantica, divertente<br />
e commovente, ricca di<br />
idee e battute sulla diversità culturale,<br />
basata sulla storia vera degli<br />
sceneggiatori del film e coppia<br />
nella vita, Emily V. Gordon e Kumail<br />
Nanjiani, che mostra tutto<br />
ciò che il pakistano Kumail e la sua<br />
fidanzata americana Emily hanno<br />
dovuto affrontare per superare i<br />
pregiudizi delle rispettive famiglie<br />
e 1.400 anni di antiche tradizioni.<br />
Kumail è un cabarettista che si<br />
guadagna da vivere come autista<br />
di Uber. Nato in Pakistan e trasferitosi<br />
adolescente con la famiglia<br />
negli States, prova a conciliare<br />
la tradizione del suo paese con<br />
la vita americana. La sua famiglia<br />
lo vorrebbe avvocato e gli combina<br />
incontri con giovani donne pakistane<br />
per un possibile matrimonio.<br />
Un giorno, però, Kumail, dopo<br />
un’esibizione in un comedy bar di<br />
Chicago, incontra Emily, giovane<br />
studentessa di psicologia e tra i due<br />
scatta qualcosa. Quella che sembrava<br />
l’avventura di una notte si<br />
trasforma in amore quando Emily<br />
contrae una misteriosa malattia<br />
e Kumail si vede costretto ad<br />
affrontare questa crisi medica con<br />
Beth e Terry, i genitori di lei, che<br />
non ha mai conosciuto e si trova<br />
a dover gestire il conflitto tra i suoi<br />
sentimenti e la sua famiglia.<br />
◗ Produzione Judd Apatow - Regia<br />
Michael Showalter - Sceneggiatura<br />
Emily V. Gordon e Kumail Nanjiani<br />
Cast Kumail Nanjiani, Zoe Kazan,<br />
Holly Hunter, Ray Romano<br />
THE<br />
BROKEN KEY<br />
NELLE SALE DAL 16 NOVEMBRE 2017<br />
In un futuro non lontano, la libertà<br />
dell’essere umano è in pericolo. Il<br />
mondo è controllato dalla “Grande<br />
Z”: la Zimurgh Corporation.<br />
La “Legge Schuster” sull’eco-sostenibilità<br />
dei supporti regna sovrana.<br />
La carta è un bene raro.<br />
Stampare è reato. Sullo sfondo di<br />
questa realistica visione del domani,<br />
il ricercatore inglese Arthur J.<br />
Adams viene spinto all’avventura<br />
dal padre putativo, il professor Moonlight.<br />
La ricerca del frammento<br />
mancante di un antico papiro, protetto<br />
dalla misteriosa confraternita<br />
dei seguaci di Horus, viene<br />
ostacolata da indecifrabili omicidi<br />
legati ai sette peccati capitali. Arthur<br />
dovrà addentrarsi nei meandri<br />
di un’impenetrabile e misteriosa<br />
metropoli del futuro, specchio<br />
della sua anima, per ritrovare il pezzo<br />
mancante e salvare l’umanità intera.<br />
«L’intento del film è quello di<br />
far vivere al pubblico, come al protagonista,<br />
un percorso di purificazione<br />
spirituale dai peccati, ambientato<br />
in una visionaria Torino<br />
del futuro, dove la cultura popolare<br />
è intrisa di palpabile mistero.<br />
Dove la trama si muove tra leggende<br />
che aspettano da secoli di essere<br />
ripercorse. Un viaggio simbolico<br />
ed emozionante».<br />
◗ Produzione L’Altrofilm, TFP, Film<br />
Commission Torino Piemonte - Regia<br />
Louis Nero - Sceneggiatura Louis Nero<br />
Cast Christopher Lambert, Rutger<br />
Hauer, Geraldine Chaplin, Michael<br />
Madsen, William Baldwin, Kabir Bedi,<br />
Franco Nero, Maria de Medeiros,<br />
Marc Fiorini, Andrea Cocco, Diana<br />
Dell’Erba, Marco Deambrogio<br />
ITA EVENTI 67
Televisione<br />
UNA STORIA<br />
D’AMORE<br />
CON LE PINNE<br />
Nel 1984 uscì un film di Ron Howard<br />
dal titolo Splash - Una sirena<br />
a Manhattan, che aveva<br />
come protagonisti Tom Hanks e Daryl<br />
Hanna: la storia era quella di una bellissima<br />
sirena che abbandona acqua e<br />
coda e arriva a New York per cercare il<br />
ragazzo di cui si è innamorata.<br />
Da allora (potere di suggestione del cinema)<br />
abbiamo avuto una certezza: le<br />
sirene, se esistono, possono approdare<br />
Al via il 26 ottobre, su Rai 1,<br />
la serie tv Sirene. Dodici episodi<br />
divisi in sei serate per raccontare<br />
una commedia sentimentale molto<br />
particolare che porta la firma di<br />
Ivan Cotroneo di Cristiana Zappoli<br />
sulla terra ferma e mettere le “gambe”<br />
solo a Manhattan. Ebbene, le nostre<br />
convinzioni stanno per vacillare. Da ottobre<br />
andrà in onda sulla Rai una serie<br />
tv che dimostrerà, oltre ogni ragionevole<br />
dubbio, che sirene e tritoni possono vivere<br />
anche a Napoli. Sirene è una commedia<br />
sentimentale in cui il mare e la<br />
terra vengono coinvolti nella battaglia<br />
più antica del mondo, quella tra maschi<br />
e femmine. Se nel mondo ci sono sem-<br />
68 ITA EVENTI
Ivan Cotroneo, 49 anni, i suoi primi approcci<br />
con il cinema avvengono grazie al regista Pappi<br />
Corsicato, per il quale Cotroneo scrive l’episodio<br />
La stirpe di Iana incluso nel film collettivo I vesuviani<br />
ITA EVENTI 69
Televisione<br />
pre meno uomini con la U maiuscola, in mare le<br />
cose non vanno molto meglio. I tritoni sono quasi<br />
estinti e le sirene del Mediterraneo non possono<br />
più riprodursi. Quando l’ultimo esemplare maschio<br />
della specie sparisce dal mare si scatena il panico,<br />
alcune sostengono con certezza che si sia rifugiato<br />
sulla terraferma, innamorato perdutamente<br />
di una femmina umana. Allora la sua promessa<br />
sposa Yara, insieme alla madre e alle due sorelle,<br />
esce dal mare decisa a ritrovarlo e dare un futuro<br />
alla propria specie. Ma non tutto va per il verso<br />
giusto, perché le sirene, dotate di poteri capaci di<br />
incantare i terrestri, una volta sbarcate a Napoli<br />
saranno a loro volta inaspettatamente conquistate<br />
da quel genere umano che considerano così imperfetto,<br />
ma che è animato da forti passioni e conosce<br />
l’amore.<br />
Diretti da Davide Marengo (Il commissario Manara,<br />
Boris 3), saranno Luca Argentero, Valentina<br />
Bellè, Maria Pia Calzone, Ornella Muti, Denise<br />
Tantucci, Rosy Franzese e Michele Morrone,<br />
a impersonare Salvatore, Yara (i due protagonisti)<br />
e tutti gli altri personaggi secondari che tanto secondari<br />
non sono, perché ognuno ha una storia<br />
da raccontare, un’evoluzione da vivere, un messaggio<br />
da comunicare. La fiction nasce da un’idea<br />
di Ivan Cotroneo, ormai uno degli autori più importanti<br />
del panorama italiano, una vera istituzione<br />
quando si tratta di serialità: «Quando ho pensato<br />
a Sirene - racconta - stavo pensando ai modi possibili<br />
di raccontare una storia quotidiana attraverso<br />
degli occhi “diversi”. L’amore, l’amicizia, sentimenti<br />
e comportamenti quotidiani visti dallo sguardo<br />
esterno di qualcuno che per cultura e per natura<br />
è diverso da noi. E ho pensato che potesse essere<br />
una chiave quella di vedere il mondo umano dagli<br />
occhi dei “marini”, e approcciare i comportamenti<br />
terrestri con lo sguardo delle sirene».<br />
Si può definire una fiction fantasy?<br />
Sì, ma non solo. In Sirene l’elemento fantasy è presente<br />
nell’idea originale, ed è sostenuto e articolato<br />
grazie agli effetti speciali. Ma ci sono anche<br />
altre chiavi di racconto. Mi piace definirla “una<br />
storia d’amore con le pinne”, perché l’elemento<br />
fantasy si combina con la commedia sentimentale,<br />
con il racconto di formazione e nella storia<br />
gli effetti speciali sono importanti quanto la scoperta<br />
da parte delle sirene di tutto quello che attiene<br />
all’umanità terrestre, compresi i sentimenti<br />
e le loro dinamiche.<br />
È la prima volta che si cimenta in questo genere?<br />
È la prima volta che quello che scrivo può rientrare<br />
pienamente nel genere fantasy. Ma inserti fantastici<br />
ci sono in molte delle cose che ho scritto.<br />
In Tutti pazzi per amore, la fantasia si sviluppava<br />
70 ITA EVENTI
Alcune scene della<br />
serie tv Sirene, una<br />
coproduzione Cross<br />
Productions, Rai<br />
Fiction e Beta Film<br />
e ambientata a Napoli<br />
IVAN COTRONEO<br />
Nato a Napoli, è scrittore, sceneggiatore e regista.<br />
Nel 2003 pubblica il suo primo romanzo,<br />
Il re del mondo, seguito nel 2005 da Cronaca<br />
di un disamore e nel 2007 da La kryptonite<br />
nella borsa. Dal suo quarto romanzo, Un bacio<br />
(2010), nasce anche un film che, uscito nelle<br />
sale nel 2016, ottiene un notevole successo<br />
di pubblico e critica. Cotroneo lavora come<br />
sceneggiatore per diverse produzioni televisive,<br />
come fiction e miniserie tv: di grandissimo<br />
successo le due stagioni della web serie ideata,<br />
scritta e diretta da lui, Una mamma imperfetta,<br />
andata online sul sito del Corriere della Sera.<br />
nelle immaginazioni, nei momenti da musical,<br />
nelle visioni, nelle realtà alternative. Ne Una mamma<br />
imperfetta c’erano vite parallele, teletrasporto,<br />
apparizioni. Nel mio primo film da regista,<br />
La Kryptonite nella borsa, uno dei protagonisti crede<br />
di essere Superman e finisce per volare… insomma,<br />
era nell’aria.<br />
A che pubblico si rivolge questa serie?<br />
Sirene si rivolge a tutto il pubblico che ha voglia<br />
di guardare una storia d’amore in cui l’elemento<br />
dell’impossibilità fra i due innamorati è nella<br />
diversa natura che questi portano. Le quattro<br />
sirene protagoniste, con le loro diverse età, affrontano<br />
temi che toccano l’amicizia, l’umanità,<br />
la passione, il ruolo delle donne nella società terrestre.<br />
È un racconto con tante facce.<br />
Definirebbe Sirene una favola?<br />
Non so, perché l’elemento fantastico è inserito in<br />
un contesto molto contemporaneo e attuale, la<br />
Napoli di oggi, e perché le psicologie dei protagonisti<br />
sono molto contemporanee. Sirene racconta<br />
anche lo scontro fra una società matriarcale,<br />
quella dei marini, e un men’s world come<br />
quello che viviamo sulla terra. Se è una favola, lo<br />
è in un senso tutto suo.<br />
Se sì, qual è la morale di questa favola?<br />
Io ho un tatuaggio sulla schiena che dice Amor<br />
omnia vincit. Non so se è una morale, ma il senso<br />
del racconto è che l’amore, nel senso più lato<br />
del termine, non solo l’amore sentimentale ma<br />
anche la compartecipazione che proviamo per i<br />
nostri compagni di viaggio nell’avventura della<br />
vita, è più forte di qualsiasi differenza.<br />
Perché ha scelto Napoli?<br />
Napoli è la mia città, dove sono nato e mi sono<br />
formato. E per questa serie che racconta il mito<br />
delle sirene era perfetta, perché la leggenda vuole<br />
che Napoli sia nata grazie alla sirena Partenope.<br />
Tracce del mito sono ancora presenti in tutta<br />
la città.<br />
Come sono i due protagonisti, Yara e Salvatore?<br />
Yara è una sirena in cerca del suo tritone, che arriva<br />
sulla terra determinata a ritrovarlo e a riportarlo<br />
con sé sott’acqua, decisa, volitiva, con una<br />
bassissima opinione dei terrestri. Salvatore è un<br />
giovane uomo innamorato dell’amore, che aspetta<br />
di trovare la ragazza giusta, che sembra non arrivare<br />
mai. È gentile, galantuomo e innamorato<br />
della vita.<br />
Tra i personaggi secondari, qual è quello a cui<br />
è più legato e perché?<br />
È una domanda difficilissima perché quando scriviamo,<br />
con Monica Rametta, che ha scritto con<br />
me tutti i soggetti e le sceneggiature a partire dall’idea<br />
originale, cerchiamo di dedicarci molto ai<br />
personaggi secondari, che portano altre sensibi-<br />
ITA EVENTI 71
Televisione<br />
Alcuni tra i protagonisti della fiction: da sinistra, Valentina Bellè (Yara), Luca Argentero (Salvatore)<br />
Maria Pia Calzone (Marica) che tiene in braccio Rosy Franzese (Daria), Denise Tantucci (Irene)<br />
lità e altre storie nel racconto. Fra tutti sono molto<br />
legato a zia Ingrid, la regina delle sirene, perché<br />
porta l’autorità della razza dei marini e un’idea di<br />
femminile combattente, e a Michele, un giovane studente<br />
napoletano, un terrestre che fa scoprire alle<br />
sirene la fragilità della vita umana.<br />
Quali sono i temi affrontati in questa fiction?<br />
Il tema della diversità è centrale: quanto puoi comprendere,<br />
aiutare, amare una persona che è completamente<br />
diversa da te? Ma il discorso sulla diversità<br />
si allarga per incrociare una serie di temi che<br />
riguardano il contemporaneo: la violenza di genere,<br />
le discriminazioni, la salvezza che arriva dall’amicizia,<br />
il potere dell’attrazione. E mi piace pensare<br />
che questa sia una serie anche sulla gentilezza<br />
umana, un sentimento che viene raccontato poco,<br />
ma che scatena grandissime conseguenze.<br />
Qual è il punto di forza di questa serie?<br />
Difficile dirlo per me che ne sono così coinvolto<br />
come ideatore e showrunner. La regia di Davide Marengo<br />
e le grandi prove di tutti gli attori, dai protagonisti<br />
ai comprimari, sono sicuramente dei<br />
punti di forza.<br />
Provi a sbilanciarsi: Sirene sarà un successo?<br />
Non mi sbilancio, non ci penso proprio, perché<br />
non c’è mai modo di saperlo prima. E questo per<br />
me e molto sano e molto giusto. Si scrivono racconti<br />
seriali per passione, per condividere un mondo<br />
con gli altri, per raccontare una storia che si spera<br />
farà ridere, commuovere, pensare un po’. E<br />
quando scriviamo e giriamo è tutto quello che dobbiamo<br />
sapere.<br />
È una serie nata per essere un unicum o potrebbe<br />
avere altre stagioni?<br />
I primi dodici episodi raccontano un arco di racconto<br />
chiuso. Ma il finale, che ovviamente non posso<br />
rivelare, apre nuovi possibili scenari. Vedremo.<br />
Lei è un amante sfegatato della serialità. Secondo<br />
lei dove risiede, principalmente, il fascino della<br />
serialità?<br />
Che bella domanda. Forse nell’idea, per me molto<br />
romantica, di una storia che non finisce mai e<br />
che continua a essere raccontata. Nella suggestione<br />
di personaggi che possono cambiare e crescere<br />
con te nel tempo. Nella possibilità di una storia che<br />
continua e continuerà a sorprenderti.<br />
72 ITA EVENTI
Volti nuovi<br />
Foto Francesco Ormando / Stefania Sciortino Styling / Cappotto David Naman / Capelli e trucco Noemi Montironi<br />
LA RICERCA DELLA FELICITÀ<br />
TRA FILM, AFRICA E BASKET<br />
È attore, produttore e scrittore. Eppure Simone Riccioni sostiene di essere<br />
ancora agli inizi della sua carriera. A settembre lo abbiamo visto al cinema<br />
nel film Tiro Libero, tratto da una storia vera di Margot Rossi<br />
Segni particolari? Ha vissuto<br />
i primi dieci anni di vita<br />
in Uganda, dove i suoi genitori,<br />
entrambi marchigiani,<br />
erano in missione come volontari<br />
laici per conto dell’associazione<br />
dell’AVSI. E a Simone Riccioni,<br />
oggi attore, produttore e scrittore<br />
di 29 anni, l’Africa è rimasta<br />
dentro. «Mi ricordo tutto, - racconta<br />
- i colori, gli odori, i sapori,<br />
cose che qui in Italia non riesco<br />
né a vedere né a sentire. L’Africa<br />
è magica, spero davvero un giorno<br />
di ritornarci».<br />
Studia recitazione presso il Centro<br />
Teatro Attivo di Milano e l’accademia<br />
teatrale “Quelli di<br />
Grock”. Partecipa inoltre a svariati<br />
seminari di recitazione tra cui<br />
quelli tenuti da Bernard Hiller,<br />
Barbara Enrichi, Teresa Razzauti<br />
e dall’actor coach Carmen<br />
Piga, con la quale collabora dal<br />
2012. Dopo aver esordito al cinema<br />
in Universitari - molto più<br />
che amici di Federico Moccia,<br />
prosegue la sua carriera in diversi<br />
film italiani e in televisione. È<br />
co - protagonista del film E fu sera<br />
e fu mattina di Emanuele Caruso,<br />
protagonista del film Beyound<br />
Mountains More Mountains<br />
di Nicholas Mendez, e protagonista<br />
e produttore del film Come<br />
Saltano i Pesci di Alessandro Valori,<br />
per il quale vince il premio<br />
come miglior Attore - Rivelazione<br />
al Gold Elephant World Festival<br />
di Catania. Mentre si fa strada<br />
nel mondo del cinema, Riccioni<br />
scrive. Il suo primo libro è<br />
Eccomi, in cui racconta della sua<br />
infanzia in Uganda e degli anni<br />
difficili del ritorno in Italia,<br />
quando gli altri bambini non capivano<br />
il suo bisogno di libertà e<br />
lo prendevano in giro. «Volevo<br />
raccontare la storia di Otim, colui<br />
che è nato in terra lontana -<br />
spiega l’attore scrittore - e pro-<br />
74 ITA EVENTI
muscolare) e ha iniziato a scontrarsi<br />
con il senso della vita. Ho<br />
preso spunto da questo per raccontare<br />
una storia che potesse parlare<br />
di speranza, di amore e di<br />
cambiamento».<br />
Quindi il messaggio che ha<br />
voluto dare con questo film è<br />
un messaggio di speranza?<br />
Sì, la speranza di poter cambiare<br />
e diventare migliore. Anche se,<br />
seppur nell’assoluto rispetto delle<br />
condizioni di chi soffre, questa<br />
è una commedia. Una commedia<br />
che mescola, sul modello delle nostre<br />
ammiratissime commedie<br />
all’italiana, risate e commozione,<br />
In apertura, Simone Riccioni,<br />
29 anni, in tv ha lavorato<br />
nella serie I soliti idioti. Sotto,<br />
con Maria Chiara Centorami<br />
nel film Tiro Libero<br />
seguire con quella di Simone, in<br />
Italia, un bambino e poi un ragazzo<br />
che vuole realizzare i suoi<br />
sogni». Per restare fedele alla sua<br />
storia, alla storia in cui credeva,<br />
l’attore ha rifiutato un contratto<br />
con una grande casa editrice e ha<br />
pubblicato il libro da solo, in più<br />
ha prodotto il film corto ispirato<br />
al romanzo e diretto da Alessandro<br />
Valori: «nella vita non bisogna<br />
mai scendere a compromessi»,<br />
spiega categorico Riccioni.<br />
Il suo ultimo film si chiama<br />
Tiro Libero, è uscito nelle sale a<br />
fine settembre e segna un’altra<br />
tappa della collaborazione con<br />
Valori, che ne cura la regia; Riccioni<br />
è produttore e attore protagonista.<br />
Il film racconta la storia<br />
di Dario, 25 anni, bello, ammirato<br />
da tutti e leader di una<br />
squadra di basket. Un ragazzo arrogante<br />
e spocchioso al quale<br />
viene diagnosticata la distrofia<br />
muscolare: per Dario arriva così<br />
il momento e l’occasione di cambiare.<br />
«Tra tutti i miei film - spiega<br />
Riccioni - è quello a cui sono<br />
più legato. È tratto da una storia<br />
vera: un mio caro amico si è ammalato<br />
di sclerosi multipla (nel<br />
film parliamo invece di distrofia<br />
IL VALORE DELLO SPORT<br />
Tiro Libero, uscito nelle sale<br />
a settembre, è la storia di un<br />
cambiamento, di un venticinquenne<br />
fortunato ma tanto arrogante da<br />
sfidare persino Dio, e Dio raccoglie<br />
la sfida mettendolo alla prova e<br />
aprendogli gli occhi sul senso<br />
delle cose. È anche la storia di un<br />
amore che nasce tra due coetanei<br />
apparentemente così diversi,<br />
inaspettato e improvviso. È<br />
una storia di coraggio, sport e<br />
solidarietà, che mette in luce i veri<br />
“campioni” nella vita. Il film è prodotto da Simone Riccioni<br />
che interpreta anche il protagonista e fanno parte del cast<br />
anche Antonio Catania, Nancy Brilli e campioni internazionali<br />
di basket come Carlton Myers. In contemporanea al film è<br />
uscito nelle librerie, edito da Sperling&Kupfer, il terzo romanzo<br />
di Riccioni che si intitola come il film.<br />
ITA EVENTI 75
Volti nuovi<br />
Simone Riccioni ha giocato<br />
a basket nel ruolo di playguardia.<br />
Il protagonista del<br />
film e del libro Tiro Libero<br />
è un giocatore di pallacanestro<br />
al pari di quando si usava l’intrattenimento<br />
leggero, ma mai superficiale.<br />
Una maniera per rappresentare<br />
la realtà nei suoi aspetti<br />
comici e drammatici, attraverso<br />
un’idea, un concetto, un pensiero<br />
che ci porta, quanto meno, a<br />
una riflessione.<br />
Aveva già affrontato il tema della<br />
malattia e della disabilità recitando<br />
nella web serie “Io<br />
non sclero”. Da un punto di vista<br />
umano cosa ha imparato da<br />
queste esperienze lavorative?<br />
Che la diversità spesso è un pregio,<br />
e che bisognerebbe dare più<br />
voce a quelli che sono i veri<br />
campioni nella vita.<br />
Nel film il protagonista gioca a<br />
basket. Anche lei ha giocato per<br />
tanti anni a un buon livello. È<br />
nata prima la passione per lo<br />
sport o per la recitazione?<br />
Prima quella per il basket, poi,<br />
con il passare degli anni, quella<br />
per il cinema l’ha sorpassata.<br />
È ancora appassionato di pallacanestro?<br />
Assolutamente sì, penso che la<br />
pallacanestro sia lo sport più<br />
bello del mondo. Azioni rapide,<br />
potenza fisica, precisione, energia,<br />
emozioni… davvero il top. A tal<br />
proposito mi dispiace tantissimo<br />
che la nazionale italiana si sia fermata<br />
ai quarti del campionato europeo<br />
di basket. Faccio comunque<br />
i miei complimenti a tutti i<br />
ragazzi della nazionale. Sono anche<br />
un grande tifoso dell’Armani<br />
Jeans Milano.<br />
Secondo lei praticare uno sport<br />
di squadra è in qualche modo<br />
una scuola di vita?<br />
Credo proprio di sì, perché insegna<br />
la condivisione con gli altri<br />
ragazzi, aiuta a creare dei legami,<br />
a sentirsi parte di qualcosa<br />
di grande e bello.<br />
Quando è nata, invece, la passione<br />
per la recitazione?<br />
Avevo 14 anni ed è successo per<br />
caso. Stavo giocando a ping pong<br />
a scuola quando un professore mi<br />
ha praticamente obbligato a partecipare<br />
a un musical fatto dagli<br />
studenti. Da quel momento non<br />
ho più smesso, mi sono follemente<br />
innamorato della recitazione.<br />
C’è un momento in cui ha capito<br />
che la recitazione sarebbe<br />
diventata il suo mestiere?<br />
È incredibile come neanche adesso<br />
riesco a viverla come un mestiere.<br />
Sono così all’inizio che è<br />
ancora tutto un’incognita.<br />
Ha mai pensato di recitare in<br />
teatro?<br />
Si può dire che sono partito dal<br />
teatro, con il musical, e mi piacerebbe<br />
molto tornare a recitare<br />
su un palcoscenico.<br />
C’è un regista con cui le piacerebbe<br />
lavorare?<br />
Steven Spielberg, e poi Gabriele<br />
Muccino: mi piacciono molto i<br />
suoi film: Sette Anime per esempio,<br />
oppure La ricerca della felicità.<br />
Ha già scritto tre romanzi: Eccomi,<br />
Come saltano i pesci e<br />
Tiro Libero. Scrivere semplicemente<br />
le piace oppure scrive<br />
anche per altre ragioni?<br />
Mi rilassa, mi permette di estraniarmi<br />
dal mondo.<br />
Qual è la sua paura più grande?<br />
Non riuscire a essere felice.<br />
E il suo più grande sogno?<br />
Essere felice tutti i giorni della<br />
mia vita.<br />
Qual è l’insegnamento più importante<br />
che ha appreso dai<br />
suoi genitori?<br />
Ce ne sono più di uno: la lealtà,<br />
l’amore verso il prossimo e la condivisione.<br />
Ha più volte detto di essere una<br />
persona molto religiosa. Nei<br />
momenti di sconforto è la fede<br />
che la aiuta a ritrovare la serenità?<br />
Dire una preghiera non guasta<br />
mai, ma la fede è una questione<br />
di volti, di incontri. Diciamo che<br />
la mia famiglia, le persone che mi<br />
amano e mi sono vicine sono il<br />
mio conforto.<br />
Secondo lei la fede rende la vita<br />
più facile?<br />
Assolutamente no. È molto faticoso<br />
seguire qualcosa in cui credi.<br />
Ha mai avuto degli “idoli”?<br />
Michael Jordan e Julia Roberts…<br />
delle vere star.<br />
Come si vede fra dieci anni?<br />
Con qualche capello bianco e<br />
qualche ruga in più. Magari con<br />
una mia famiglia.<br />
76 ITA EVENTI
Foto notturna di un<br />
canale di Amsterdam<br />
illuminato: in primo<br />
piano una delle tipiche<br />
case galleggianti presenti<br />
in città, sono circa 2500<br />
(ph. Koen Smilde)
AMSTERDAM: UNA CITTÀ<br />
PER TUTTI I GUSTI<br />
La capitale olandese ha tantissimo da offrire anche al visitatore più esigente.<br />
Musei tra i più importanti in Europa, case tradizionali e affascinanti,<br />
vita notturna, mercati, specialità culinarie da tutte le parti del mondo.<br />
E, naturalmente, i suoi meravigliosi canali di Alessandra Arini<br />
uando ci troviamo a dover decidere la meta del nostro prossimo viaggio<br />
è sempre difficile trovare una città che comprenda in sé tutto quello<br />
che cerchiamo. Vita mondana e quiete silenziosa del paesaggio, cultura,<br />
storia e attrattive della movida notturna, di solito si tratta di binomi<br />
che non camminano in parallelo, così dobbiamo, nella maggior parte dei<br />
casi, scartare una città per preferirne un’altra. Finiamo così a dover scegliere<br />
a priori quale aspetto della vacanza vogliamo privilegiare. Amsterdam è<br />
una delle poche città europee che ci permettono di non dire no a niente,<br />
con la sua tradizione secolare, ma anche con la sua vita dinamica, sempre<br />
in fermento, sposa bellezza e movimento, quiete ed eventi.<br />
Paesaggio e canali<br />
Il segreto di Amsterdam sono i suoi canali, diventati Patrimonio dell’umanità<br />
a partire dal 2010. Se ne contano circa 1600, anche se i principali attorno<br />
a cui ruota la struttura di tutta la città sono quattro: Singel, Herengracht,<br />
Keizergracht e Prinsengracht. Tutti i canali minori incrociano quelli princi-
Viaggiare<br />
pali, formando così un centinaio di isole su cui prende<br />
piede la città, divisa appunto in tante rive. La città<br />
è resa unica da un altro prezioso elemento: le sue<br />
case. La prima cosa che si nota, alla vista, è che sono<br />
strette, lunghe, e un po’ sbilenche. Non si tratta infatti<br />
di abitazioni nordiche classiche, ma si arricchiscono<br />
di alcune caratteristiche che provengono<br />
dalla tradizione e anche da un fatto un po’curioso.<br />
In passato era stata imposta dal governo centrale una<br />
tassa sull’occupazione del suolo e questa si pagava<br />
in relazione a quanto fosse larga la casa. Gli abitanti<br />
di Amsterdam, da sempre ingegnosi, si inventarono<br />
così, per risparmiare, case strette e lunghe, che<br />
si sviluppavano solo in altezza. Questo tipo di case<br />
un po’ pittoresche e i corsi d’acqua infiniti che scorrono<br />
in città regalano ad Amsterdam una luce fiabesca,<br />
che non si spegne neanche di notte, quando<br />
si accendono le luci a illuminare tutti canali.<br />
Luoghi e Musei<br />
Esattamente al centro della città si trova Piazza Rembrandt.<br />
Anticamente all’interno di questa piazza si<br />
svolgeva il “mercato del burro”, adesso il posto del<br />
burro è stato preso da una serie sempre in divenire<br />
di fiere dell’artigianato e di altri prodotti tipici. È il<br />
centro propulsore dello shopping: da Piazza Rembrandt<br />
prendono il via a raggiera tutte le principali<br />
strade degli acquisti e dei souvenir tipici olandesi. Un<br />
altro punto nevralgico è quello di Piazza Dam, che<br />
fa da culla a molti dei luoghi simbolo di Amsterdam,<br />
come il Palazzo Reale e la Chiesa Nuova. Sulla piazza<br />
si affacciano moltissimi Gran Cafè, luoghi storici<br />
di ritrovo dei Paesi Bassi e, sempre sulla piazza, ha<br />
il suo ingresso il celebre Museo delle Cere di Madame<br />
Tussauds, posto d’attrazione non solo per i grandi<br />
ma anche per piccini, per via della forte suggestione<br />
che il luogo può suscitare. Tra i musei c’è da segnalare<br />
senz’altro il Rijksmuseum, il più importante di<br />
Amsterdam e per visitare il quale, probabilmente, non<br />
basta una sola giornata. Vermeer, Hals, Steen, questi<br />
sono solo alcuni degli autori presenti, assieme al<br />
grande Rembrandt, di cui è esposto anche il quadro<br />
più famoso “La ronda di notte”. Non si può andare<br />
via da Amsterdam senza aver visitato la casa di Anna<br />
Frank, meta sicuramente più meditativa delle precedenti,<br />
ma che ospita migliaia di visitatori ogni anno.<br />
Si tratta di una sorta di museo della memoria, dove<br />
con cura sono raccolti e conservati tutti i ricordi e<br />
gli oggetti della vita quotidiana della famiglia di Anna.<br />
Un luogo che cattura l’attenzione emotiva e che dà<br />
un valore aggiunto anche allo spirito del viaggio. Imperdibile<br />
il Museo Van Gogh, che possiede la più grande<br />
collezione di opere del pittore.<br />
Vita notturna e trasgressione<br />
Appena cala il sole, Amsterdam si trasforma. Tut-
tavia, le attrattive notturne non sono rappresentate,<br />
come ci si potrebbe aspettare, dalle classiche discoteche<br />
o dai pub più convenzionali. Il vero luogo di<br />
ritrovo sono i coffee shop, dove si può bere e fumare<br />
droghe leggere liberamente. Oppure i caffè marroni,<br />
che hanno alle spalle una tradizione più datata nel tempo<br />
e vengono chiamati così proprio perché la nicotina,<br />
consumata dai clienti all’interno, ha macchiato<br />
di marrone tutte le pareti dei locali. Sono luoghi<br />
caldi, accoglienti, dove si può conversare tranquillamente.<br />
Per i cittadini di Amsterdam frequentarli è una<br />
vera e propria abitudine, un rito. Il vero must della<br />
notte olandese è il Quartiere a luci rosse, il così detto<br />
Rossebuurt. Strade strettissime, colori caldi e canali<br />
a vista: è in questo contesto che sorge il tempio<br />
della trasgressione. Tante le vetrine che al posto della<br />
merce espongono in vetrina donne, ognuna con una<br />
sua tariffa, ognuna con un suo biglietto d’ingresso in<br />
cui sono segnati gli orari di apertura e di chiusura.<br />
Sembra un quartiere surreale e a prima vista può destabilizzare<br />
proprio per il contrasto con l’altra sponda<br />
fiabesca della città, ma questo “pezzo di costume”<br />
è vissuto con estrema naturalezza dagli abitanti del<br />
posto. Assolutamente vietato fare fotografie.<br />
Sopra e sotto, alcune facciate di tipiche abitazioni<br />
di Amsterdam (ph. Marie Charlotte Pezé e<br />
Roel Baeckaert). In basso, la stazione ferroviaria,<br />
costruita tra il 1881 e il 1889 (ph. Roel Baeckaert)<br />
Tulipanomania<br />
Ci fu un periodo in cui in Olanda un tulipano costava<br />
molto di più di un gioiello prezioso. Si trattò<br />
VAN GOGH MUSEUM<br />
Il museo dedicato a quello che probabilmente<br />
è il più importante artista olandese di tutti i<br />
tempi, si trova in Museumplein, nel cuore del<br />
Quartiere dei Musei di Amsterdam. Ospita<br />
la più vasta collezione al mondo di opere di<br />
Van Gogh. La collezione permanente include<br />
200 dipinti, 500 disegni e più di 700 lettere<br />
del pittore olandese, oltre alla sua collezione<br />
personale di stampe giapponesi. Vi si<br />
trovano, inoltre, opere del XIX secolo<br />
di Impressionisti e Post-Impressionisti.<br />
Per informazioni: www.vangoghmuseum.nl<br />
ITA EVENTI 81
Viaggiare<br />
I VILLAGGI<br />
A nord della capitale<br />
si sviluppa l’area di<br />
Waterland, una zona<br />
caratterizzata da<br />
fattorie, piccoli villaggi,<br />
riserve naturali e vie<br />
d’acqua raggiungibile<br />
anche in bicicletta.<br />
Suggestivo il villaggio di<br />
Monnickendam, affacciato sul<br />
lago Markermeer. Non è da meno Marken, con<br />
le sue casette in legno verde e i caffè. Un traghetto<br />
collega Marken a un altro villaggio di pescatori,<br />
Volendam. Ideale per assaggiare kibbling ed<br />
herring, merluzzo e aringhe.<br />
HAARLEM<br />
Situata a poca distanza<br />
da Amsterdam e<br />
raggiungibile anche in<br />
treno, Haarlem è una<br />
città ricca di storia e di<br />
cultura, con monumenti<br />
risalenti a quasi 800 anni<br />
fa come l’Amsterdamse<br />
Poort e la chiesa Sint-<br />
Bavokerk. Nel cuore della città, il<br />
Mulino de Adriaan è un mulino esagonale su una<br />
sponda del pittoresco fiume Spaarne. Originario<br />
del 1778, è stato ricostruito di recente dopo<br />
l’incendio che lo ha distrutto nel 1932.<br />
I MULINI A VENTO<br />
Zaanse Schans è un<br />
museo all’aria aperta,<br />
gratuito tutto l’anno.<br />
Il parco ospita un vero<br />
e proprio tesoro di<br />
mulini a vento storici, i<br />
meglio conservati di tutti<br />
i Paesi Bassi, gran parte<br />
dei quali visitabili da aprile<br />
a ottobre. Un tempo in quest’area<br />
c'erano più di 700 mulini a vento, centro della<br />
produzione industriale della zona. Non lontano<br />
da Zaanse Schans si trovano botteghe produttrici<br />
di zoccoli in legno e fattorie dove stagiona il<br />
celebre formaggio nazionale.<br />
della così detta “tulipanomania”, tutti erano letteralmente<br />
impazziti, sia i coltivatori che la gente<br />
comune. I bulbi dei tulipani venivano infatti<br />
messi all’asta e venduti a tutti gli effetti allo stesso<br />
valore dei titoli, e vi era la corsa al bulbo più<br />
bello che potesse produrre il fiore migliore. Oggi<br />
questa dolce ossessione si è trasformata e ammorbidita,<br />
ma esiste ancora. I cittadini di Amsterdam<br />
sono affezionatissimi al fiore di tulipano,<br />
che è diventato il simbolo di un intero paese.<br />
Ogni anno si tiene la giornata nazionale del<br />
Tulipano, la prossima è prevista per il 21 gennaio<br />
2018. Come sempre sarà allestito il tradizionale<br />
mercato dei fiori presso la Dam’s square.<br />
La magia del Natale<br />
Per chi è in cerca di ispirazione per il prossimo<br />
regalo o vuole stupire qualcuno, Amsterdam è<br />
il posto giusto. A Natale questa città spegne le<br />
luci rosse della trasgressione e accende quelle di<br />
un’atmosfera folkloristica tipica. Dalla fine del<br />
mese di novembre, aprono infatti ben 26 mercati<br />
rionali tipici, che vendono artigianato locale<br />
di ogni tipo. Il mercatino più grande è quello di<br />
Albert Cuypstraat, dove si possono acquistare cibi<br />
di stagione, giocattoli e abbigliamento. Santa<br />
Klaus, che è il personaggio simbolo del periodo,<br />
arriva per davvero sui canali della città e distribuisce<br />
doni dalla sua barca. È un momento unico,<br />
che raccoglie grandi e piccoli, turisti e non,<br />
in occasione di ogni Natale.<br />
Bicicletta, che passione<br />
Il modo migliore per visitare Amsterdam è sicuramente<br />
la bicicletta. Tutti gli olandesi sono portatori<br />
sani di questa passione e, cosa anche bizzarra,<br />
solitamente dispongono a testa di non una<br />
ma ben due biciclette, una per andare a lavoro
A fianco, il Foodhallen, mercato al coperto dove<br />
si trovano specialità da tutto il mondo. Sotto, un<br />
interno della casa di Anna Frank: la libreria posta<br />
davanti all’ingresso del nascondiglio della famiglia<br />
Frank (ph. Cris Toala Olivares). Nella pagina a<br />
fianco, un gruppo di biciclette, il mezzo di trasporto<br />
tipico degli abitanti di Amsterdam (ph. Koen Smilde)<br />
e per le faccende di tutti i giorni e un’altra per le passeggiate<br />
nel tempo libero. Non ci sono delle semplici<br />
piste ciclabili, come nelle altre capitali europee,<br />
ma un vero percorso segnaletico e stradale distinto<br />
da quello degli automobilisti. In bicicletta si respira<br />
un’altra Amsterdam, la città si percepisce viva e<br />
si riescono ad ascoltare gli umori del posto e della<br />
gente. Uno dei motivi per cui, secondo le recenti classifiche,<br />
gli olandesi sarebbero tra i popoli più felici<br />
al mondo, è proprio rappresentato dal mezzo con<br />
cui si muovono. Bicicletta, cura dell’anima.<br />
Cosa mangiare<br />
Amsterdam è una città che ha subìto numerosissime<br />
colonizzazioni e di queste continue influenze<br />
risente anche la sua cucina che è un mix di cultura<br />
europea e continentale. Non a caso si dice che<br />
ad Amsterdam “si può mangiare in tutte le lingue”.<br />
La colazione e il pranzo mantengono una certa somiglianza<br />
con quella che è la routine alimentare italiana,<br />
mentre è dal momento della cena in poi che<br />
possiamo trovare piatti veramente tipici olandesi.<br />
Tra questi, le Bitterballen, polpettine al ragù che si<br />
accompagnano con la mostarda e le Vlaamse frites,<br />
tradizionali patate fritte. Il tutto naturalmente<br />
accompagnato da ottima birra. Non si può passare<br />
da Amsterdam e non provare un broodje haring<br />
in un tipico chiosco di aringhe: un morbido<br />
panino ripieno di aringhe crude, cetrioli e cipolle.<br />
Olanda è anche sinonimo di formaggio: in particolare<br />
vanno assaggiati Gouda, Geitenkaas<br />
e Maasdammer. Ad Amsterdam si può mangiare<br />
a buon mercato anche in ristoranti particolari,<br />
sono infatti più che frequenti piccoli<br />
locali agli angoli delle strade a gestione<br />
familiare che preparano ottime pietanze<br />
tipiche. Buona musica e vista sui canali,<br />
e il piatto è servito.<br />
DOLCI TIPICI: GLI STROOPWAFELS<br />
La traduzione letterale è wafer allo sciroppo<br />
e sono biscotti tipici dell’Olanda. Gli<br />
stroopwafels sono fatti da due cialde sottili<br />
e croccanti che in mezzo hanno il caramello;<br />
le cialde sono fatte di farina, burro, zucchero<br />
di canna, lievito, latte e uova. Sono originari<br />
della città di Gouda e risalgano al XVIII secolo,<br />
sembra addirittura che fino al 1870 fossero<br />
prodotti solo in questa città. Oggi<br />
in Olanda si trovano ovunque:<br />
nelle pasticcerie o nelle<br />
panetterie artigianali ma<br />
anche nei supermercati,<br />
non mancano mai nei<br />
mercati all’aperto in<br />
occasione di ricorrenze<br />
e festival di strada.<br />
ITA EVENTI 83
Riflessioni<br />
DAL CETEC ALL’OPERA LIQUIDA<br />
La prassi attorale in carcere tra attività formativa e teatro civile:<br />
l’intervista a Ivana Trettel di Luca Cecchelli<br />
Foto © Opera Liquida<br />
Foto sopra e nella pagina a fianco,<br />
“Non più i luoghi dell’altro” andato<br />
in scena al Teatro Elfo Puccini<br />
nell’estate 2015 in occasione<br />
del Padiglione teatri di Expo<br />
Foto © Marica Moretti<br />
“San Vittore Globe Theatre Atto II - Le tempeste”, CETEC di D. Massimilla<br />
L’attività teatrale nelle carceri, un<br />
tempo relegata a forma rieducativa<br />
di stampo laboratoriale, ha<br />
assunto negli ultimi anni, attraverso<br />
varie influenze da parte di<br />
registi, attori e studiosi, una precisa<br />
identità artistica diventando<br />
a tutti gli effetti una nuova sezione<br />
indipendente del teatro civile. In<br />
Italia il processo di integrazione<br />
del sistema teatrale negli istituti<br />
di reclusione, ultimamente sempre<br />
più sostenuto dall’amministrazione<br />
penitenziaria che ha favorito<br />
collaborazioni con enti locali e<br />
culturali, ha avuto inizio a partire<br />
dai primi anni Ottanta del secolo<br />
scorso. Uno dei precursori, che<br />
certamente ha dato un imput decisivo<br />
a questo cambiamento,<br />
è stato Armando Punzo e la sua<br />
Compagnia della Fortezza, nata<br />
nel 1988 da un “semplice” laboratorio<br />
teatrale nella Casa di Reclusione<br />
di Volterra: da quelle poche<br />
ore, a cura dell’Associazione<br />
Carte Blanche, l’attività della Fortezza<br />
si è evoluta al punto di rappresentare<br />
oggi un nuovo modo<br />
di fare teatro a livello internazionale.<br />
A partire da una prassi formativa<br />
rivolta alla figura dell’attore,<br />
dunque lungi da un fine<br />
esclusivamente rieducativo, caratteristica<br />
della Compagnia è divenuta<br />
quella di lavorare con i detenuti<br />
nell’interesse delle arti e dei<br />
mestieri del teatro. Armando<br />
Punzo ha avuto il merito di aver<br />
accettato una sfida artistica, culturale<br />
e sociale nel tentativo di delineare<br />
un nuovo percorso artistico-formativo,<br />
oggi condiviso da<br />
quanti continuano a considerare<br />
la disagevole situazione di isolamento<br />
una condizione ideale per<br />
scoprire un nuovo senso del teatro,<br />
sfruttando proprio quella forzata<br />
eliminazione del superfluo<br />
nella vita quotidiana dei detenuti,<br />
alla ricerca di un linguaggio autentico<br />
che, secondo la funzione<br />
primaria del teatro, si nutre di episodi<br />
di puro esistenzialismo.<br />
A Milano e dintorni sono almeno<br />
due le realtà che oggi, in contrasto<br />
a quanti ancora ritengono che<br />
il teatro in carcere sia un’utopia,<br />
continuano questa ricerca: il CE-<br />
TEC di Donatella Massimilla e<br />
l’Opera Liquida di Ivana Trettel.<br />
Il CETEC (Centro Europeo Teatro<br />
e Carcere) è una cooperativa sociale<br />
nata dall’esperienza di Donatella<br />
Massimilla e il cui obiettivo<br />
prioritario, oltre alla formazione, è<br />
il coinvolgimento di soggetti disagiati.<br />
«Abbiamo scelto di lavorare<br />
in carcere venti anni fa, prima<br />
con donne, poi con uomini e per<br />
due anni anche con i ragazzi reclusi»,<br />
spiega la Massimilla; «abbiamo<br />
intrecciato le prime partiture<br />
da improvvisazioni giocate<br />
con le maschere, ascoltato canzoni,<br />
poesie e storie. Parole e storie<br />
che venivano immediatamente<br />
comprese ed amplificate nel<br />
luogo non-luogo che è il carcere».<br />
A partire dal vissuto di attori<br />
di provenienza e formazione<br />
eterogenea, detenuti ed ex detenuti,<br />
in questi anni la Massimilla,<br />
collaborando con realtà internazionali<br />
e ospitando spettacoli dai<br />
“teatri delle diversità” di altri<br />
paesi, ha realizzato una produzione<br />
teatrale esclusivamente caratterizzata<br />
da storie di marginalità<br />
ed esclusione, elaborate dal<br />
lavoro svolto non solo con soggetti<br />
incontrati nelle carceri ma<br />
anche negli istituti psichiatrici,<br />
nelle aziende ospedaliere, nelle<br />
comunità di migranti, a contatto<br />
con minori a rischio, donne abusate<br />
o diversamente abili: ne è<br />
nata una serie di drammaturgie, il
cui fil rouge è la necessità del racconto<br />
di sé, nel tentativo di un’integrazione.<br />
L’ultima produzione,<br />
dal titolo San Vittore Globe Theatre<br />
- Atto II: Le Tempeste, spettacolo<br />
al femminile dedicato a<br />
Shakespeare e risultato del laboratorio<br />
di auto drammaturgia<br />
“Dentro/Fuori San Vittore” condotto<br />
dalla stessa Massimilla,<br />
andrà in scena il prossimo mercoledì<br />
4 ottobre al Piccolo Teatro<br />
Studio Melato.<br />
Oltre al CETEC, altra realtà artistica<br />
relativa al mondo del teatro<br />
in carcere che si è imposta nel<br />
panorama milanese è Opera Liquida.<br />
Ivana Trettel, regista della<br />
compagnia, ci ha spiegato il lavoro<br />
che dal 2009 svolge quotidianamente<br />
con i detenuti nella<br />
Casa di Reclusione Milano<br />
Opera.<br />
Dal nome della Compagnia<br />
risuona familiare il riferimento<br />
alla società liquida descritta dal<br />
sociologo Zygmunt Bauman. È<br />
corretto il riferimento, Ivana?<br />
«Lo è, anche se in senso oppositivo.<br />
La società di Bauman è liquida<br />
in quanto sfugge ai tentativi<br />
di concretizzazione dei propri<br />
elementi. Opera invece è un tentativo<br />
di solidificazione, condotto<br />
proprio nel luogo di sottrazione<br />
per eccellenza, il carcere. È un<br />
tentativo di restituire quanto sottratto<br />
con l’isolamento».<br />
Come nasce questo progetto?<br />
«Inizialmente non fu nemmeno un<br />
progetto ma un’istanza nata dalla<br />
mia esperienza formativa al DAMS<br />
di Bologna, come allieva di Claudio<br />
Meldolesi. È nata dalla passione,<br />
tutto qui. E oggi mi dà<br />
qualche soddisfazione, per fortuna.<br />
Io faccio il lavoro che<br />
vorrei fare ed è un privilegio».<br />
Perché proprio in carcere?<br />
«Con una battuta, direi che così<br />
posso avere il teatro e gli attori<br />
gratis! Seriamente, comporre<br />
drammaturgie e spettacoli con<br />
i reclusi ha a che fare con l’urgenza<br />
mia e loro di esprimere<br />
pensieri attraverso la creazione<br />
artistica. Molti proseguono anche<br />
una volta scarcerati e questo ci<br />
ha chiamati a ideare il progetto<br />
Stai all’occhio. Insegniamo a chi<br />
lavora con noi a proteggersi utilizzando<br />
l’arte della scrittura».<br />
Proteggersi da cosa? E in che<br />
senso farlo attraverso la scrittura<br />
e il teatro?<br />
«Scrivere significa mettersi davanti<br />
allo specchio ma senza umiliarsi,<br />
anzi mettendo in gioco, sentimenti,<br />
emozioni, esperienze e i<br />
propri “segni” in modo rappresentativo.<br />
La scrittura e il teatro<br />
parlano dell’umano sentire e<br />
agire, non delle esperienze personali.<br />
Dal particolare al generale,<br />
potremmo dire. In fondo, è proprio<br />
questa la materia con la<br />
quale lavora l’attore. Ricordo un<br />
recluso al quale dovetti insegnare<br />
proprio a tenere la testa alta, a<br />
guardare negli occhi l’interlocutore<br />
quando si parla. Lavoriamo<br />
dunque anche sulla dignità e<br />
l’autostima nel tentativo di rendere<br />
i reclusi capaci di creare<br />
qualcosa che meriti di essere<br />
visto anche da occhi che non<br />
vivono in carcere».<br />
Si può parlare di riabilitazione?<br />
«Lo speriamo, anche se la riabilitazione<br />
può essere una conseguenza,<br />
non l’obiettivo primario.<br />
Premesso che io non faccio teatro<br />
terapeutico, il fatto è che il detenuto<br />
è un soggetto fragile che,<br />
se sovraesposto, esplode. Non<br />
si pensa mai a un detenuto come<br />
a una persona fragile ma come a<br />
un criminale da fermare. Però,<br />
quando fermi una persona, perché<br />
il carcere ti ferma, sospendi<br />
anche il suo tempo. Generalmente<br />
il detenuto ti parla del<br />
prima e del dopo, “cosa ho fatto<br />
e cosa farò quando sarò fuori”.<br />
Ecco che allora il teatro può aiutarlo<br />
a rientrare nel tempo presente,<br />
rendendolo più creativo e<br />
malleabile, dunque vivo. Io vedo i<br />
detenuti sei ore alla settimana, un<br />
tempo enorme ma il mio mestiere<br />
non è quello della psicologa e<br />
nemmeno dell’educatrice: io faccio<br />
teatro e in teatro accadono, o<br />
non accadono, cambiamenti personali.<br />
Il teatro in carcere non è<br />
una forma di strumentalizzazione<br />
in vista di scopi che trascendano<br />
la creazione teatrale stessa; in<br />
questo senso il ruolo di attore<br />
ha poco a che vedere con la<br />
condizione di carcerato».<br />
Siete esigenti? E in che termini<br />
lo siete?<br />
«Si, molto esigenti. Non mettiamo<br />
in pratica quella che potremmo<br />
definire infantilizzazione<br />
Foto © Opera Liquida<br />
del detenuto, il quale, vivendo in<br />
un tempo sospeso, adotta ritmi,<br />
compiti e responsabilità non stabilite<br />
da lui. Qualcuno a volte<br />
mi dice: oggi non ho testa. Gli rispondo:<br />
fa niente, vieni lo stesso<br />
e porta quello che hai. Perché<br />
qui sei un attore e sei responsabile.<br />
Io stessa vengo anche<br />
quando ho mal di testa o semplicemente<br />
non ne ho voglia».<br />
Come definiresti il tuo rapporto<br />
con i detenuti?<br />
«Lo riassumo così: io lavoro secondo<br />
il criterio dell’assenza di<br />
giudizio e della colleganza. Colleganza<br />
significa che siamo tutti alla<br />
pari, il messaggio è: “fate quello<br />
che dico io solo perché sono la<br />
regista, non perché c’è gerarchia”.<br />
È una questione di ruoli,<br />
non c’è un rapporto verticale».<br />
Quali sono le ultime produzioni<br />
in programma?<br />
«Lo scorso 24 giugno è stata<br />
inaugurata la VI edizione del festival<br />
Prova a sollevarti dal suolo,<br />
dislocato tra il Teatro Casa di<br />
reclusione Milano Opera e lo<br />
spazio IN Opera Liquida al Parco<br />
Idroscalo. Il festival continuerà<br />
ancora per il mese di ottobre:<br />
venite a vederci!».<br />
Ringraziamo Ivana le cui parole<br />
ci suggeriscono, in chiusura, una<br />
riflessione. Il teatro, paradossalmente<br />
sospendendoci per un<br />
attimo dalla realtà, ci permette<br />
di rileggerla più lucidamente:<br />
un’esperienza valida non solo<br />
per gli spettatori ma, soprattutto<br />
in questo caso, per quei particolari<br />
attori che, vivendo nuovi<br />
ruoli, hanno l’occasione di riscattarsi<br />
creativamente, liberandosi<br />
da quella maschera di negatività<br />
che li aveva condannati.<br />
(Articolo pubblicato per<br />
concessione della <strong>rivista</strong> Foyer<br />
http://www.foyertabloid.net)
Angolo dei consigli<br />
CALVIZIE: LE NUOVE FRONTIERE<br />
DELLA MEDICINA RIGENERATIVA<br />
La perdita dei capelli è spesso vissuta con imbarazzo, tanto da provocare<br />
problemi di insicurezza anche importanti. Grazie ad anni di ricerca,<br />
HairClinic Bio Medical Group offre soluzioni ad personam, quindi più efficaci<br />
86 ITA EVENTI
Tecnologie ad altissimo livello e protocolli di cura<br />
personalizzati: grazie alla tecnologia e ai suoi<br />
continui sviluppi oggi possiamo approfittare<br />
dell’azione di alcuni corpuscoli del nostro organismo,<br />
che non solo è riparatrice, ma anche rigeneratrice,<br />
soprattutto in presenza di alcuni tipi di<br />
tessuti danneggiati. La diminuzione della quantità<br />
dei capelli e la diminuzione del loro spessore<br />
prende il nome di alopecia. Esistono diversi tipi di<br />
alopecia ma nell’uomo la più diffusa è l’alopecia<br />
androgenetica che colpisce più dell’87% della<br />
popolazione maschile. La calvizie è una malattia<br />
del follicolo e non è una patologia debilitante, di<br />
fatto si può vivere benissimo anche senza capelli,<br />
ma per molte persone il più delle volte è vissuta<br />
dall’inconscio come un vero dramma. Se è vero<br />
che le donne hanno meno problemi di calvizie rispetto<br />
agli uomini è anche vero che non sono al<br />
riparo dall’alopecia androgenetica, tanto da poter<br />
parlare di alopecia androgenetica femminile.<br />
L’alopecia androgenetica femminile è molto più<br />
diffusa di quanto si possa pensare, una donna su<br />
quattro ha un problema legato alla caduta dei<br />
capelli. Per risolvere questi problemi si parla sempre<br />
più spesso di principi attivi di rigenerazione<br />
cellulare autologhi e delle loro funzioni. In pratica,<br />
una volta individuati gli attori della rigenerazione<br />
tissutale, viene messa a punto una strategia<br />
terapeutica che permette di sfruttarne le enormi<br />
capacità. Si parla in questo caso di tecnica PRP<br />
(Plasma Ricco di Piastrine), che già negli anni a<br />
cavallo tra il 1970 e il 1980 veniva utilizzata per<br />
curare le ulcere nei soggetti diabetici o i piccoli<br />
traumi del tessuto nervoso. Nel corso del tempo<br />
si è poi arrivati a una soluzione potenziata della<br />
tecnica PRP attraverso la metodologia di separazione<br />
cellulare hCRP, per un migliore contrasto<br />
della calvizie e una sua più efficace cura. Tutto<br />
dunque ha origine dal nostro organismo, e infatti<br />
il primo passo del trattamento hCRP è un semplice<br />
prelievo ematico dal paziente con successiva<br />
separazione dei principi attivi del sangue<br />
mediante una centrifugazione a doppio stadio in<br />
grado di riconoscere e concentrare selettivamente<br />
le piastrine giovani che verranno poi infiltrate<br />
nelle zone da trattare con una micro-iniezione.<br />
La Medicina Rigenerativa associata a una cura<br />
ad-personam rappresenta quindi l’approccio<br />
medico più incisivo contro la calvizie. La tecnica<br />
hCRP è utilizzata da HairClinic Bio Medical<br />
Group che da quasi dieci anni la annovera tra<br />
le fasi del più articolato Protocollo di Medicina<br />
Rigenerativa bSBS nella lotta alla calvizie. Questo<br />
protocollo è totalmente privo di controindicazioni<br />
ed effetti secondari e consente un’immediata<br />
ripresa della quotidianità.<br />
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ITA EVENTI 87
Angolo dei consigli<br />
IL NUOVO SOSTEGNO<br />
PER LE FUNZIONI<br />
GASTROINTESTINALI<br />
È la nuova formula di Natural Point pensata<br />
per chi soffre di disturbi del tratto gastrointestinale<br />
dovuti allo stress o semplicemente per affrontare<br />
meglio la digestione, si chiama Perlíntest<br />
88 ITA EVENTI
Perlíntest è una formulazione a base di Perilla<br />
Nutrigut, Achillea e Curcuma Longvida. Agisce<br />
direttamente sui disordini gastrointestinali,<br />
spesso accompagnati da gonfiore e brontolii.<br />
I sintomi più comuni che ne derivano sono difficoltà<br />
a digerire, gonfiore addominale, crampi<br />
o irritazioni come ad esempio la sindrome<br />
del colon irritabile, comunemente detta colite.<br />
L’instaurarsi di questa patologia è una situazione<br />
abbastanza comune, approssimativamente<br />
il 20% della popolazione soffre di disordini<br />
gastrointestinali che influenzano la qualità<br />
della loro vita. La sindrome del colon irritabile<br />
può essere definita come un disturbo cronico e<br />
ricorrente delle funzioni dell’apparato gastrointestinale<br />
che interessa colon e intestino tenue<br />
con alterazioni delle loro funzioni motorie,<br />
della sensibilità dolorosa e della secrezione di<br />
liquidi. Queste alterazioni possono produrre<br />
sintomi quali il dolore o discomfort addominale,<br />
il gonfiore e cambiamenti nelle funzioni<br />
intestinali quali diarrea e/o stitichezza. Il ciclo<br />
mestruale può influire sulla colite, infatti le funzioni<br />
intestinali sono influenzate dai cambiamenti<br />
dei livelli degli ormoni femminili e i sintomi<br />
tipici possono accentuarsi durante il<br />
periodo mestruale.<br />
Perilla Nutrigut ® è un<br />
estratto di Perilla frutescens<br />
che è una pianta erbacea<br />
annuale originaria dell’Asia.<br />
I suoi principi attivi<br />
si trovano principalmente<br />
nelle foglie e sono flavonoidi,<br />
quali ad esempio la<br />
Vicenina-24, acido caffeico,<br />
acido rosmarinico e luteolina<br />
che conferiscono alla pianta attività antiossidanti<br />
e antinfiammatorie. Alcuni studi hanno<br />
dimostrato come l’estratto delle foglie di Perilla<br />
frutescens coniughi l’azione antispasmodica a<br />
quella antinfiammatoria, portando a un immediato<br />
sollievo dal disagio gastrointestinale e<br />
riequilibrando la motilità intestinale.<br />
L’Achillea (Achillea<br />
millefolium L.) è una<br />
pianta di origine europea,<br />
largamente presente<br />
in Italia, appartenente<br />
alla famiglia<br />
delle Asteraceae<br />
(Compositae). Fiori e<br />
foglie sono le parti maggiormente utilizzate,<br />
ricche di polifenoli e flavonoidi. L’Achillea è<br />
oggi considerata un ottimo rimedio antispasmodico,<br />
perché aiuta a rilassare la muscolatura<br />
liscia intestinale alterata in presenza di<br />
colite o intestino irritabile accompagnato da<br />
crampi addominali. Per le proprietà stomachiche,<br />
cioè in grado di stimolare la digestione,<br />
è usata per favorire la funzionalità digestiva<br />
ed epatica.<br />
La Curcuma è conosciuta<br />
e utilizzata in India<br />
almeno dal 3000<br />
A.C. Dal suo rizoma<br />
si ottiene una droga<br />
dalle spiccate proprietà<br />
antiossidanti e<br />
antinfiammatorie, soprattutto<br />
grazie alla sua<br />
molecola attiva, la curcumina.<br />
In questo prodotto viene utilizzato un estratto<br />
di curcuma particolare, abbinato<br />
a una porzione lipidica che ne<br />
migliora enormemente l’assorbimento<br />
e biodisponibilità.<br />
Si tratta di Curcuma<br />
Longvida ® , che si è dimostrata<br />
65 volte più biodisponibile<br />
rispetto a un normale<br />
estratto di curcuma. È stata<br />
dimostrata inoltre la sua attività<br />
per oltre 7 ore.<br />
CAMPI D’AZIONE<br />
1. Gonfiore addominale legato<br />
a stress e nervosismo<br />
2. Alterazioni della motilità gastrointestinale<br />
3. Funzionalità dell’apparato digerente<br />
MODALITÀ D’USO<br />
Si consiglia l’assunzione di una<br />
capsula prima dei due pasti principali<br />
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ITA EVENTI 89
Leggere<br />
UN VIAGGIO SULLE<br />
TRACCE DI BANKSY<br />
Una riflessione sull’opera dello street artist più conosciuto al mondo.<br />
Xavier Tapies, in un libro edito da L’ippocampo, analizza i lavori dell’artista<br />
dagli esordi fino a oggi di Andrea Giuliani<br />
Banksy è l’enigma di un<br />
enigma. Crediamo che<br />
esista, ma qualche dubbio<br />
resta». È cosi che Xavier Tapies introduce<br />
il libro Ma dov’è Banksy?,<br />
edito da L’ippocampo e in libreria<br />
da ottobre. Un’antologia che<br />
abbraccia la carriera di Banksy nel<br />
mondo della street art dagli esordi<br />
nel 1999 a Dismaland (2015)<br />
sino alle creazioni più recenti<br />
realizzate nel 2016 e nel 2017<br />
come The Walled Off Hotel a Betlemme.<br />
Un’immagine fotografica<br />
e un’analisi approfondita presentano<br />
in modo cronologico<br />
ogni opera, la sua genesi e i molteplici<br />
livelli di significato.<br />
L’elemento particolarmente interessante<br />
del libro sono la serie<br />
di mappe con le coordinate geografico-cronologiche<br />
dei suoi lavori<br />
che documentano l’evolversi<br />
di questo fenomeno planetario,<br />
dagli interventi nei musei alle aste<br />
memorabili di alcuni suoi pezzi.<br />
«Non sappiamo se i ‘lavori’ citati<br />
in questo libro - prosegue Ta-<br />
90 ITA EVENTI
Una delle mappe pubblicate nel libro con le coordinate geografico-cronologiche dei lavori di Banksy tra il 2009 e il 2010: un periodo molto<br />
produttivo in cui realizza opere molto importanti tra Los Angeles, New York e Detroit. In apertura, Doccia a Dismaland (foto di Lucas Ross)
Leggere<br />
pies - siano opera sua, di un gruppo, o di<br />
entrambi. Lui non vuole uscire allo scoperto.<br />
Non ne facciamo un dramma e i<br />
tentativi di smascherarlo (o che sia una lei?<br />
Qualcosa ci dice di no) ci sembrano anacronistici,<br />
abusati e in antitesi con l’essenza<br />
stessa del fenomeno che è conosciuto come<br />
‘Banksy’. La sua non è arte, ma qualcosa<br />
di nuovo e infinitamente più interessante<br />
che ci vede implicitamente partecipi».<br />
Robin Hood dell’era moderna, Banksy rimane<br />
avvolto nel mistero anche se spesso<br />
si diverte a monopolizzare le prime pagine<br />
di cronaca spiazzando tutti con un<br />
concentrato di genialità. Nelle opere di<br />
questo artista di strada, perché Banksy è<br />
a tutti gli effetti uno dei massimi esponenti<br />
della street art, si fondono la critica sociale<br />
con la denuncia dell’autorità costituita, la<br />
lotta al pregiudizio con la mera satira. Questo<br />
libro accompagna il lettore a scoprire<br />
da vicino i luoghi dove l’artista, maestro<br />
di camaleontismo, ha portato alla luce, attraverso<br />
le proprie opere, verità nascoste<br />
A fianco, la parodia dell’opera<br />
di Vermeer Ragazza con<br />
l’orecchino di perla, il murale<br />
di Banksy, in cui la ragazza<br />
ha un allarme giallo al posto<br />
della perla, si trova a Bristol<br />
(foto Canis Major). Sopra,<br />
Dismaland, un’installazione<br />
durata 5 settimane allestita in una<br />
località marittima del Regno Unito<br />
92 ITA EVENTI
o ignorate, o semplicemente troppo<br />
reali per essere affrontate apertamente.<br />
Banksy ha lasciato la sua<br />
firma sui muri dei musei, delle<br />
gallerie, delle sedi di testate giornalistiche,<br />
provocando in modo<br />
irriverente certo, ma sempre con<br />
intelligenza. Niente è fatto a caso,<br />
anche quando il significato di una<br />
sua opera non appare come evidente,<br />
uno sguardo attento può<br />
individuare il sotto-testo e capirne<br />
il messaggio. Secondo Tapies<br />
l’artista è diventato un po’ il nostro<br />
grillo parlante, che provocando,<br />
incuriosendo e divertendo,<br />
ci impedisce di dimenticare<br />
quali sono i problemi che l’umanità<br />
dovrebbe risolvere al più<br />
presto; ci esorta a non dimenticare<br />
che tutti abbiamo delle responsabilità<br />
verso il nostro pianeta.<br />
Fra i temi più cari a Banksy fin dai<br />
suoi esordi (2002), il conflitto<br />
israelo - palestinese ha senza dubbio<br />
un ruolo di primo piano e l’artista<br />
si è esposto negli anni a numerosi<br />
rischi per sensibilizzare<br />
l’opinione pubblica sulla questione.<br />
L’opera maggiormente significativa<br />
a riguardo è, probabilmente,<br />
Flower Thrower (un<br />
giovane che lancia un mazzo di<br />
fiori invece che una molotov),<br />
comparsa a Gerusalemme nel<br />
2003. A dimostrazione del fatto<br />
che questo è un tema che ancora<br />
oggi interessa l’artista, Ma dov’è<br />
Banksy? si congeda dai lettori<br />
dedicando una pagina al Walled<br />
Off Hotel (“L’albergo fuori dal<br />
muro”), l’albergo che Banksy ha<br />
inaugurato quest’anno e che si trova<br />
a Betlemme, con vista sul<br />
muro costruito da Israele per separare<br />
la città palestinese dai territori<br />
di Gerusalemme Est. Una<br />
struttura ricettiva a tutti gli effetti<br />
che ha lo scopo di promuovere il<br />
dialogo tra palestinesi e israeliani.<br />
Tra i colpi di genio di Banksy va<br />
senza alcun dubbio annoverato<br />
Dismaland: un parco di “non<br />
divertimento” sorto su una spiaggia<br />
abbandonata a Weston - super<br />
- Mare, nel Somerset, in Gran<br />
Bretagna. Il nome del parco gioca<br />
con le parole Disneyland e “dismal”<br />
che in inglese vuol dire tetro,<br />
fosco. All’interno erano esposte,<br />
oltre a opere di Banksy, opere<br />
di 58 artisti contemporanei e<br />
attivisti sui più importanti temi<br />
politici. Il parco era, in pratica,<br />
una grande installazione temporanea<br />
che, nelle cinque settimane<br />
in cui è stata aperta, è stata visitata<br />
da 150mila persone.<br />
ITA EVENTI 93
Leggere<br />
CHE FINE<br />
FARANNO<br />
I CAZALET?<br />
È arrivato in libreria Tutto<br />
cambia, quinto e ultimo capitolo<br />
della saga di Elizabeth Jane<br />
Howard che ha appassionato<br />
i lettori di tutto il mondo<br />
di Mercedes Vescio<br />
S<br />
ono arrivati gli anni Cinquanta.<br />
E se da una parte<br />
non vedevamo l’ora, dall’altra<br />
la consapevolezza che siamo<br />
arrivati al capitolo finale della<br />
saga della famiglia Cazalet accompagna<br />
con tristezza l’uscita di<br />
questo ultimo volume. Tutto cambia<br />
è il quinto capitolo della saga,<br />
scritta da Elizabeth Jane Howard<br />
e pubblicata in Italia da Fazi Editore,<br />
che racconta la lunga storia<br />
della numerosissima famiglia inglese<br />
dei Cazalet: in cima alla piramide<br />
famigliare si trovano William<br />
e Kitty, ovvero il Generale,<br />
che ha fondato la grande azienda<br />
di legnami, e la Duchessa; hanno<br />
4 figli, tre maschi, tutti sposati,<br />
Hugh, Edward e Rupert, e una figlia<br />
nubile, Rachel. È un mondo<br />
dalle atmosfere d’altri tempi, quello<br />
dei Cazalet, dove tutto avviene<br />
secondo rituali precisi e codici che<br />
il tempo ha reso immutabili, dove<br />
i domestici servono il tè a letto al<br />
mattino, e a cena si va in abito da<br />
sera. Il primo volume della saga,<br />
Gli anni della leggerezza, è ambientato<br />
nel 1937, in un’Inghilterra<br />
in crisi in cui appare evidente<br />
lo scontro tra la vecchia cultura vittoriana<br />
familiare e la nascita di un<br />
nuovo “mondo” e in cui, soprattutto,<br />
si fa sempre più concreta la<br />
minaccia della seconda guerra<br />
mondiale. La storia prosegue attraverso<br />
gli anni e attraverso i libri<br />
fino ad arrivare, appunto, all’ultimo<br />
volume e agli anni Cinquanta.<br />
La prosa sapiente di Elizabeth<br />
Jane Howard, il suo sguardo<br />
acuto e la sua ironia affilata accompagnano<br />
nella bella lettura lasciando,<br />
alla fine di ogni libro, la<br />
voglia di andare avanti. In occasione<br />
di quest’ultima uscita Isabella<br />
L’AUTRICE<br />
Bossi Fedrigotti, sul Corriere della<br />
Sera, ha commentato: «Ritornano<br />
(per fortuna) i Cazalet. Un<br />
libro che, una volta iniziato, non<br />
si può lasciare». Quello che dipinge<br />
la scrittrice inglese è un ritratto di<br />
famiglia vero ed emozionante:<br />
racconta amori, delusioni, sacrifici,<br />
tradimenti e piaceri. Racconta<br />
tutto, il bene e il male, non risparmia<br />
niente e nessuno. Ogni<br />
personaggio è un essere umano che<br />
Elizabeth Jane Howard (Londra, 19<strong>23</strong> - Bungay, 2014), figlia<br />
di un ricco mercante di legname e di una ballerina del balletto<br />
russo, ebbe un’infanzia infelice a causa della depressione<br />
della madre e delle molestie subite da parte del padre. Donna<br />
bellissima e inquieta, ha vissuto al centro della vita culturale<br />
londinese della seconda metà del Novecento e ha avuto una<br />
vita privata burrascosa, costellata di una schiera di amanti<br />
e mariti, fra i quali lo scrittore Kingsley Amis.<br />
Artemis Cooper, che ha intervistato più volte<br />
la scrittrice e ha scritto anche la sua<br />
biografia, ci racconta di una donna che<br />
scriveva romanzi intelligenti che analizzavano<br />
l’effetto dell’amore sulle persone, ma nella<br />
vita privata le relazioni durature che tanto<br />
avidamente cercava l’hanno sempre delusa.<br />
Cresciuta con aspirazioni da attrice, vide il suo<br />
sogno infrangersi con il matrimonio e l’arrivo<br />
della guerra e si diede quindi alla narrativa.<br />
Scrittrice prolifica, è autrice di 15 romanzi.<br />
94 ITA EVENTI
iusciamo a conoscere a fondo, attraverso<br />
pensieri e gesti, e che vediamo<br />
crescere e cambiare. Da<br />
sempre amata dal pubblico, solo<br />
di recente la Howard ha ricevuto<br />
il plauso della critica, che oggi non<br />
ha dubbi nel definirla una delle<br />
migliori scrittrici del Novecento inglese,<br />
paragonando spesso i suoi romanzi<br />
alle opere di Virginia Woolf<br />
o di Thomas Mann.<br />
I ROMANZI<br />
GLI ANNI DELLA LEGGEREZZA<br />
È l’estate del 1937 e la famiglia<br />
Cazalet si appresta a riunirsi nella<br />
dimora di campagna per trascorrervi<br />
le vacanze. Qui viene svelata,<br />
come attraverso un microscopio,<br />
la verità sulle dinamiche<br />
di coppia fra i figli e le relative consorti.<br />
L’affascinante Edward si<br />
concede svariate amanti mentre la<br />
moglie Villy si lacera nel sospetto<br />
e nella noia; Hugh, che porta<br />
ancora i segni della grande guerra,<br />
forma con la moglie Sybil una<br />
coppia perfetta, salvo il fatto che<br />
non abbiano idea l’uno dei desideri<br />
dell’altra; Rupert, pittore<br />
mancato e vedovo, si è risposato<br />
con Zoë, un’attrice bellissima e frivola<br />
che fatica a calarsi nei panni<br />
della madre di famiglia; infine Rachel,<br />
devota alla cura dei genitori,<br />
che non si è mai sposata per un<br />
motivo ben preciso. E poi ci sono<br />
i nipoti, descritti mirabilmente nei<br />
loro giochi, nelle loro gelosie e nei<br />
loro sogni, in modo sottile e<br />
mai condiscendente, dalle ingenuità<br />
infantili alle inquietudini<br />
adolescenziali.<br />
IL TEMPO DELL’ATTESA<br />
È il settembre del 1939, le calde<br />
giornate scandite da scorribande e<br />
lauti pasti in famiglia sono finite<br />
e l’ombra della guerra è sopraggiunta<br />
ad addensare nubi sulle vite<br />
dei Cazalet. A Home Place le finestre<br />
sono oscurate e il cibo inizia<br />
a scarseggiare, in lontananza si<br />
sentono gli spari e il cielo non è<br />
mai vuoto, nemmeno quando c’è<br />
il sole. Ognuno cerca di allontanare<br />
i cattivi pensieri, ma quando<br />
cala il silenzio è difficile non farsi<br />
sopraffare dalle proprie paure.<br />
CONFUSIONE<br />
È il 1942, i raid aerei e il razionamento<br />
del cibo sono sempre all’ordine<br />
del giorno, eppure qualcosa<br />
comincia a smuoversi: finalmente<br />
Louise, Polly e Clary fanno il loro<br />
ingresso nel mondo. Quella che le<br />
aspetta è una vita nuova, più moderna<br />
e con libertà inedite, soprattutto<br />
per le donne.<br />
ALLONTANARSI<br />
Luglio 1945. Il romanzo si apre all’indomani<br />
della pace e quella che<br />
dipinge è una vera e propria diaspora<br />
familiare. La fine della guerra<br />
pone ognuno davanti a delle<br />
scelte: dopo la lunga convivenza<br />
forzata, è<br />
quasi fisiologica<br />
la spinta centrifuga<br />
che porta i membri<br />
della famiglia ad allontanarsi<br />
l’uno dall’altro. Questa dinamica<br />
riguarda soprattutto le coppie,<br />
che sembrano esplodere a seguito<br />
di una lunga compressione.<br />
Viene inoltre a mancare un grande<br />
punto di riferimento per tutti:<br />
in questo quarto volume la famiglia<br />
sarà infatti scossa dalla<br />
morte del Generale.<br />
TUTTO CAMBIA<br />
Siamo negli anni Cinquanta.<br />
Quando la Duchessa viene a<br />
mancare, porta via con sé gli ultimi<br />
frammenti di un mondo che<br />
sta scomparendo: quello della<br />
servitù in casa, della classe sociale,<br />
della tradizione. È il mondo in<br />
cui i Cazalet sono cresciuti. Louise,<br />
ormai divorziata, resta invischiata<br />
in una relazione pericolosa,<br />
mentre Polly e Clary faticano<br />
a conciliare il matrimonio e la<br />
maternità con le loro idee e ambizioni.<br />
Hugh ed Edward, ormai<br />
sessantenni, si sentono mal equipaggiati<br />
per questo mondo moderno;<br />
mentre Villy, da tempo abbandonata<br />
dal marito, alla fine<br />
deve imparare a vivere in maniera<br />
indipendente. Ma sarà Rachel,<br />
che ha sempre vissuto per gli altri,<br />
a dover affrontare la sfida più<br />
difficile. A Natale tutte le vicende<br />
convergono, e una nuova generazione<br />
Cazalet si ritrova a<br />
Home Place. Solo una cosa è certa:<br />
niente sarà mai più lo stesso.<br />
ITA EVENTI 95
Leggere<br />
1 2<br />
3<br />
in libreria<br />
1. Mad. Nessun limite,<br />
Chloé Esposito, Tre60<br />
Alvina Knightly non è una donna<br />
come le altre. È nata col cuore a<br />
destra, nel posto sbagliato. È per<br />
questo che tutto, nella sua vita, è<br />
andato storto? Ora il destino le ha<br />
offerto l’occasione per prendere il<br />
posto della sua gemella, Elizabeth.<br />
La sorella che ha il cuore al posto<br />
giusto. Che è sposata con un uomo<br />
affascinante e ha un bellissimo<br />
bambino. Che è buona, ricca, altruista.<br />
Ma prendere il suo posto significa<br />
che Elizabeth deve morire.<br />
2. La bellezza è una ferita,<br />
Eka Kurniawan, Marsilio<br />
Ventuno anni dopo la sua morte<br />
e la nascita della quarta figlia, una<br />
bambina dall’aspetto terrificante<br />
cui ha dato il nome di Bellezza, la<br />
prostituta più bella e rispettata di<br />
Halimunda, Dewi Ayu, risorge, scatenando<br />
panico e adorazione. Tra<br />
omicidi, amori e vendette, Kurniawan<br />
racconta la sua storia e quella<br />
delle sue quattro figlie in un affresco<br />
lirico e iperbolico.<br />
3. Il coro femminile di Chilbury,<br />
Jennifer Ryan, Feltrinelli<br />
Kent, 1940. La piccola comunità di<br />
Chilbury è in subbuglio, tutti gli uomini<br />
sono partiti per la guerra, perciò<br />
il coro locale è costretto a sciogliersi:<br />
il parroco ritiene che un<br />
gruppo di donne non debba esibirsi<br />
da solo in tempo di guerra. L’arrivo<br />
di una nuova insegnante di canto,<br />
Miss Prim, porta una ventata di aria<br />
fresca nel piccolo villaggio inglese<br />
provato dalla paura dei tedeschi.<br />
Così il coro femminile di Chilbury<br />
non spegnerà la propria voce, ma<br />
servirà piuttosto a risollevare gli spiriti<br />
demoralizzati della comunità.<br />
4. Ogni nostra caduta,<br />
Dennis Lehane, Longanesi<br />
Dopo anni di studio e duro lavoro,<br />
mossa costantemente da un animo<br />
indagatore, Rachel Childs riesce<br />
a diventare una giornalista di successo.<br />
Pur essendo tormentata<br />
e imprevedibile, ha raggiunto un<br />
equilibrio e la sua vita procede serenamente.<br />
Fino al crollo a seguito<br />
di un’umiliante crisi di nervi in diretta<br />
tv: si ritrova a vivere come<br />
una reclusa, abbandonata da tutti.<br />
Ma proprio quando sembra però<br />
aver ripreso forza, Rachel cade in<br />
un groviglio di inganni, violenza<br />
e forse pazzia.<br />
5. Slime fai date,<br />
Alyssa Jagan, L’ippocampo<br />
Alyssa J è la sedicenne canadese<br />
che ha fatto esplodere il fenomeno<br />
dello slime sul web sfiorando i 700K<br />
iscritti su Instagram in meno di 6<br />
mesi. La “regina dello slime” arriva<br />
anche in Italia svelando per la<br />
prima volta in un libro le sue ricette<br />
fai-da-te di maggiore successo.<br />
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