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i 100 personaggi dell'odonomastica di Brindisi che attraversano tutta la storia della città

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

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GIOVANNI e CARMELO CAPOZZIELLO<br />

(Brin<strong>di</strong>si, 3 giugno 1879 e 19 agosto 1876 – Mare Adriatico, 23 novembre 1915)<br />

Furono due gi ovani fratelli “sciabbicoti”: marinai imbarcati entrambi sul piroscafo Pa<strong>la</strong>tino,<br />

allo scoppio del<strong>la</strong> prima guerra mon<strong>di</strong>ale. Tutti e due i fratelli, morirono nell’affondamento<br />

del<strong>la</strong> loro nave, il piroscafo mercantile Pa<strong>la</strong>tino (foto), il 23 novembre 1915.<br />

Figli <strong>di</strong> Cosimo, nacquero entrambi a B rin<strong>di</strong>si: Giovanni il 3 gi ugno 1879 <strong>che</strong> coniugò con<br />

Consiglia De Tommaso il 23 febbraio 1907, e Carmelo, il fratello maggiore il 19 agosto 1876.<br />

Il piroscafo Pa<strong>la</strong>tino salpò da Brin<strong>di</strong>si il 22 novembre 1915, col piroscafo Benedetto Giovanni<br />

e i motovelieri Gallinara, Iniziativa e Unione, parte <strong>di</strong>retti a Durazzo e parte all’altro porto<br />

albanese <strong>di</strong> Medua, tutti per il primo invio <strong>di</strong> rifornimenti dell’operazione <strong>di</strong> salvataggio<br />

dell’esercito serbo.<br />

Il piroscafo Pa<strong>la</strong>tino fu affondato i l giorno seguente, il 23 novembre, assieme al motoveliero<br />

Gallinara, quando i due mezzi furono intercettati dall’incrociatore austriaco SMS Saida (foto),<br />

in esplorazione lungo le coste albanesi con un al tro incrociatore, Helgo<strong>la</strong>nd, e una<br />

squadriglia <strong>di</strong> torpe<strong>di</strong>niere.<br />

Un sommergibile attaccò il veliero Unione obbligando il suo comandante ad autoaffondarlo. Il<br />

giorno seguente, il 24 novembre, un altro battello subacqueo austriaco attaccò con i siluri e<br />

l’artiglieria il piroscafo Benedetto Giovanni e il veliero Iniziativa dopo c he, giunti a M edua<br />

stavano sbarcando i carichi, e l e stesse navi furono an<strong>che</strong> bombardate, fortunatamente<br />

senza essere colpite, da un i drovo<strong>la</strong>nte austriaco. Queste iniziali per<strong>di</strong>te dell’Intesa<br />

preoccuparono i coman<strong>di</strong> preposti al rifornimento dell’esercito serbo, ma i traffici<br />

continuarono e finalmente l’operazione culminò, nonostante le ancora tante gravi per<strong>di</strong>te,<br />

con un buon esito.<br />

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