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i 100 personaggi dell'odonomastica di Brindisi che attraversano tutta la storia della città

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

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ETTORE CICIRIELLO<br />

(Brin<strong>di</strong>si, 15 novembre 1877 – Monte San Gabriele, 7 settembre 1917)<br />

Fu un ufficiale dell’esercito italiano, capitano e maggiore per meriti <strong>di</strong> guerra dei bersaglieri<br />

nel 12º Regimento <strong>di</strong> fanteria bersaglieri durante <strong>la</strong> prima guerra mon<strong>di</strong>ale.<br />

Nacque a Brin<strong>di</strong>si da Salvatore e N. Prete. Stu<strong>di</strong>ò nelle Regie Scuole Tecni<strong>che</strong> <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si e<br />

nell’Istituto Tecnico <strong>di</strong> Bari. Si trasferì poi, con <strong>la</strong> madre e il fratello, a Napoli.<br />

Fu decorato ben quattro volte, <strong>di</strong> cui due con medaglia d’argento, il 3 novembre 1916 e il 18<br />

ottobre 1917. La s econda medaglia gli fu data “ al<strong>la</strong> memoria”. Morì il 7 settembre del 1917<br />

combattendo con <strong>la</strong> Brigata Treviso sul monte alpino <strong>di</strong> San Gabriele (foto), un monte <strong>di</strong> 646<br />

metri d’altezza del<strong>la</strong> o<strong>di</strong>erna Slovenia occidentale, a 3 chilometri in linea d’aria dal<strong>la</strong> <strong>città</strong> <strong>di</strong><br />

Gorizia.<br />

Accadde nel corso del<strong>la</strong> cruenta 11ª Battaglia sull’Isonzo, quando il 6 settembre 1917 i<br />

soldati italiani sca<strong>la</strong>rono le pen<strong>di</strong>ci del San Gabriele, riuscendo a raggiungere <strong>la</strong> linea <strong>di</strong><br />

cresta a quota 646 e, poco più tar<strong>di</strong>, furono obbligati a ritirarsi a un centinaio <strong>di</strong> metri al <strong>di</strong><br />

sotto del<strong>la</strong> vetta, in seguito al feroce contrattacco austroungarico. Poi, il giorno seguente, il<br />

San Gabriele fu nuovamente teatro <strong>di</strong> una lotta incessante e sanguinosa <strong>che</strong> segnò<br />

innumerevoli vittime e condusse al<strong>la</strong> morte il maggiore brin<strong>di</strong>sino.<br />

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