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i 100 personaggi dell'odonomastica di Brindisi che attraversano tutta la storia della città

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

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ANTONIO DI SUMMA<br />

(San Pietro Vernotico, 22 giugno 1882 – Il Cairo, 22 <strong>di</strong>cembre 1929)<br />

Fu, Antonino Di Summa, un gr ade benefattore del<strong>la</strong> sua <strong>città</strong> e, gr azie al suo contributo,<br />

Brin<strong>di</strong>si poté realizzare negli anni trenta il complesso ospedaliero <strong>che</strong> porta il suo nome e<br />

<strong>che</strong> tanti benefici apportò ai citta<strong>di</strong>ni.<br />

Antonino Di Summa nacque a S an Pietro Vernotico a m età dell’anno 1882 da facoltosi<br />

genitori. Il padre, Vincenzo, appartenne ad una tra le più ric<strong>che</strong> famiglie <strong>di</strong> Francavil<strong>la</strong><br />

Fontana, dopo aver sposato Domenica Maria Sol<strong>la</strong>zzo, an<strong>che</strong> lei <strong>di</strong> famiglia benestante,<br />

stabilì <strong>la</strong> famiglia in San Pietro Vernotico.<br />

Antonino, dopo aver frequentato le scuole superiori a Lecce e aver conseguito il <strong>di</strong>ploma <strong>di</strong><br />

Perito Agrario, fu mandato dal padre in Germania per al<strong>la</strong>cciare rapporti commerciali con<br />

aziende del posto per l’esportazione dei prodotti agricoli salentini: uva, fichi, mandorle, vino,<br />

olio, legumi, cereali, frutta varia, ortaggi e quant’’altro fosse richiesto dai mercati germanici<br />

ed europei. Per motivi <strong>di</strong> salute e a causa del pesante clima germanico, Antonino dovette far<br />

ritorno a San Pietro e lì si de<strong>di</strong>cò esclusivamente al commercio.<br />

Nel 1911 fissò <strong>la</strong> sua <strong>di</strong>mora a Brin<strong>di</strong>si, dove gestì l’ufficio dell’Esattoria comunale ed ebbe<br />

l’opportunità <strong>di</strong> rafforzare il commercio dei prodotti agricoli con i mercati <strong>di</strong> varie nazioni.<br />

Appassionato d’arte si <strong>di</strong>ce <strong>che</strong> abbia sovvenzionato una c ompagnia <strong>di</strong> attori drammatici.<br />

Sofferente <strong>di</strong> reumatismi, preferì soggiornare nei mesi invernali più rigi<strong>di</strong> in Egitto, al Cairo,<br />

dove morì nemmeno cinquantenne affetto da polmonite, il 22 <strong>di</strong>cembre 1929.<br />

Nel suo testamento, <strong>la</strong>sciò tutti i suoi averi in favore dell’Amministrazione Provinciale <strong>di</strong><br />

Brin<strong>di</strong>si, perché venissero realizzate opere in beneficio del<strong>la</strong> popo<strong>la</strong>zione: ospedali,<br />

orfanotrofi e scuole.<br />

Poiché Brin<strong>di</strong>si non a veva al tempo un os pedale decente, l’Amministrazione decise<br />

costruirne uno adeguato ai bisogni del<strong>la</strong> <strong>città</strong>. Si intraprese il progetto e si realizzò l’Ospedale<br />

Di Summa, nel rione Cappuccini, sui terreni <strong>che</strong> furono, appunto, del convento dei Padri<br />

Cappuccini, conservando il convento e <strong>la</strong> seicentesca chiesa contigua. Fu ultimato nel 1939,<br />

ma fu occupato dalle truppe o<strong>la</strong>ndesi dopo l’armistizio del 1943 e poi da quelle statunitensi<br />

fino al<strong>la</strong> fine del<strong>la</strong> guerra nel 1945. Iniziò, finalmente, <strong>la</strong> sua vera e propria attività solo nel<br />

1948, con una <strong>di</strong>sponibilità <strong>di</strong> 250 posti letto elevata a 1150 unità a fine 1972.<br />

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