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i 100 personaggi dell'odonomastica di Brindisi che attraversano tutta la storia della città

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

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UGO GIUSEPPE GIGANTE<br />

(Brin<strong>di</strong>si, 24 agosto 1885 – New York, 1961)<br />

Fu un violinista e compositore. Il padre, Mariano Gigante, intuì il talento <strong>di</strong> Ugo e gli impartì i<br />

primi ru<strong>di</strong>menti musicali. An<strong>che</strong> sua madre, Balbina Torsellini, lo appoggiò.<br />

A quin<strong>di</strong>ci anni vinse una borsa <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o e si iscrisse al liceo musicale Gioacchino Rossini <strong>di</strong><br />

Pesaro, in quel periodo <strong>di</strong>retto da Pietro Mascagni.<br />

Nel novembre del 1903 esordì come compositore con Aira. Nel marzo 1906 tenne un<br />

concerto al<strong>la</strong> Fenice <strong>di</strong> Senigallia e vinse un concorso a Varallo come professore <strong>di</strong> musica.<br />

Nello stesso periodo compose Ida e, proseguendo gli stu<strong>di</strong> musicali, nel 1910 vinse il premio<br />

Bodoyra al miglior allievo <strong>di</strong> composizione del Conservatorio <strong>di</strong> Pesaro e vinse un concorso<br />

internazionale <strong>che</strong> lo portò a Quito, in Equador, dove durante cinque anni insegnò violino<br />

<strong>di</strong>venendo vice <strong>di</strong>rettore del conservatorio.<br />

Scoppiata <strong>la</strong> prima guerra mon<strong>di</strong>ale, Gigante si arruolò nel<strong>la</strong> marina statunitense e al<strong>la</strong> fine<br />

del<strong>la</strong> guerra si stabilì a New York. Nell’agosto del 1923 visitò Brin<strong>di</strong>si dopo un’assenza <strong>di</strong> 13<br />

anni e tenne un concerto nel Circolo Artistico Marco Pacuvio, acc<strong>la</strong>mato dai suoi concitta<strong>di</strong>ni.<br />

Scrisse composizioni <strong>di</strong> grande successo e fondò a New York un’accademia musicale <strong>che</strong><br />

<strong>di</strong>resse dal 23 al 33. Si esibì con successo in <strong>di</strong>versi teatri <strong>di</strong> quel<strong>la</strong> metropoli americana, con<br />

un violino <strong>di</strong> Matteo Minozzi del 1734 e gli giunsero apprezzamenti an<strong>che</strong> dal<strong>la</strong> Beethoven<br />

Society <strong>che</strong> nel 1919 gli consegnò in premio una bac<strong>che</strong>tta d’oro.<br />

Mantenne vivi i rapporti con <strong>la</strong> terra natia, infatti molti dei suoi amici a New York furono<br />

brin<strong>di</strong>sini, come Antonio Lauro, Adriano Miglietta e Alessandro Samarotto oltre allo scultore<br />

Edgardo Simone <strong>che</strong> in quegli anni possedeva uno s tu<strong>di</strong>o a New York e scolpì un<br />

bassorilievo <strong>che</strong> raffigurava il testone del conterraneo musicista.<br />

Dopo aver donato all’Italia alcuni dei suoi importanti cimeli, tra cui <strong>la</strong> bac<strong>che</strong>tta d’oro, e dopo<br />

<strong>la</strong> morte dei suoi genitori, i rapporti <strong>di</strong> Ugo Giuseppe Gigante con Brin<strong>di</strong>si e con i famigliari<br />

rimasti <strong>di</strong>vennero sempre più limitati, fino al sopraggiungere del<strong>la</strong> morte nel 1961, a 76 anni.<br />

Il 18 febbraio 2016 il Liceo musicale Simone Durano <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si, gli intitolò <strong>la</strong> sa<strong>la</strong> concerto.<br />

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