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i 100 personaggi dell'odonomastica di Brindisi che attraversano tutta la storia della città

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

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FRANCESCO DE PINEDO<br />

(Napoli, 16 febbraio 1890 – New York, 2 settembre 1933)<br />

Fu un pilota aeronautico, comandante del<strong>la</strong> Base idrovo<strong>la</strong>nti <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si e trasvo<strong>la</strong>tore<br />

dell’At<strong>la</strong>ntico. Nacque a Napoli in un’antica famiglia patrizia da Alberto e da Livia De Bada.<br />

Nel 1908, dopo <strong>la</strong> licenza liceale, entrò nell’Accademia navale <strong>di</strong> Livorno.<br />

Allo scoppio del<strong>la</strong> guerra italo-turca prese parte allo sbarco in Libia, guadagnandosi una<br />

medaglia <strong>di</strong> bronzo al valor militare. Nel<strong>la</strong> prima guerra mon<strong>di</strong>ale gli fu affidato il comando <strong>di</strong><br />

un piroscafo da tr asporto a<strong>di</strong>bito al salvataggio dell’esercito serbo e poi, nel luglio 1917,<br />

passò all’aviazione. Il 10 ottobre 1917 fu trasferito al<strong>la</strong> squadriglia <strong>di</strong> Otranto e poi, il 1º<br />

marzo 1918, al<strong>la</strong> Base aeronavale <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si. Per le missioni compiute nel Basso Adriatico,<br />

ottenne tre medaglie d’argento ed una c roce <strong>di</strong> guerra al valor militare. Fu altresì insignito<br />

del<strong>la</strong> croce <strong>di</strong> guerra francese e quel<strong>la</strong> inglese.<br />

Nel 1923, entrò a far parte del<strong>la</strong> giovanissima arma aeronautica. Il 23 febbraio 1924 fu<br />

nominato capo <strong>di</strong> stato maggiore dell’Aeronautica, ed il 10 marzo fu promosso tenente<br />

colonnello. In quello stesso anno, effettuò l e crociere Brin<strong>di</strong>si-Istanbul-Brin<strong>di</strong>si e Sesto-<br />

Calende-O<strong>la</strong>nda-Roma.<br />

Nel 1925 compì <strong>la</strong> trasvo<strong>la</strong>ta dall’Italia all’Australia a bordo in un idrovo<strong>la</strong>nte Savoia-<br />

Mar<strong>che</strong>tti S 16 e fu promosso colonnello ed insignito del<strong>la</strong> croce <strong>di</strong> cavaliere dell’Or<strong>di</strong>ne<br />

militare <strong>di</strong> Savoia. Nel 1927 compì <strong>la</strong> sua più celebre impresa, <strong>la</strong> trasvo<strong>la</strong>ta dall’Europa alle<br />

Ameri<strong>che</strong> e r itorno. L’impresa iniziò il 13 febb raio dall’idroscalo <strong>di</strong> Elmas e s i concluse ad<br />

Ostia il 16 giugno, dopo 43.820 km <strong>di</strong> volo per complessive 279 ore e 40 minuti.<br />

Il 21 l uglio 1927 fu p romosso generale <strong>di</strong> brigata aerea, ed i l 31 <strong>di</strong>cembre nominato<br />

comandante del<strong>la</strong> terza zona aerea territoriale. Prese parte, dal 26 maggio al 2 giugno 1928,<br />

al<strong>la</strong> crociera del Me<strong>di</strong>terraneo occidentale e, dal 5 al 19 giugno 1929, a qu el<strong>la</strong> del<br />

Me<strong>di</strong>terraneo orientale. Il 16 otto bre 1928, fu pr omosso sottocapo <strong>di</strong> stato maggiore<br />

dell’Aeronautica e il 28 marzo 1929, generale <strong>di</strong> <strong>di</strong>visione aerea. Nel 1930 fu m andato a<br />

Buenos Aires in qualità <strong>di</strong> addetto aer onautico presso l’ambasciata italiana e i l 1° ottobre<br />

1932 <strong>la</strong>sciò il servizio attivo e si de<strong>di</strong>cò all’aviazione commerciale.<br />

Nel febbraio del 1933 si recò negli Stati Uniti per battere il record mon<strong>di</strong>ale <strong>di</strong> <strong>di</strong>stanza con<br />

un apparecchio Bel<strong>la</strong>nca, sul<strong>la</strong> <strong>di</strong>stanza da New York a Bagdad. Il 2 settembre 1933, mentre<br />

si accingeva a par tire dall’aeroporto <strong>di</strong> Long Is <strong>la</strong>nd, non r iuscì a decol<strong>la</strong>re, forse a c ausa<br />

dell’eccessivo carico <strong>di</strong> carburante. L’aereo uscì <strong>di</strong> pista e Francesco De Pinedo, per evitare<br />

un gruppo <strong>di</strong> spettatori, andò a s chiantarsi contro una c ancel<strong>la</strong>ta. Il velivolo prese fuoco e<br />

Francesco De Pinedo morì tra le fiamme. I funerali si svolsero nel<strong>la</strong> cattedrale <strong>di</strong> San Patrizio<br />

a New York l’8 settembre, poi <strong>la</strong> salma fu portata a Roma e ricevette solenni onoranze nel<strong>la</strong><br />

chiesa <strong>di</strong> Santa Maria degli Angeli.<br />

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