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i 100 personaggi dell'odonomastica di Brindisi che attraversano tutta la storia della città

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

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UMBERTO MADDALENA<br />

(Bottrighe, 14 <strong>di</strong>cembre 1894 – Mare <strong>di</strong> Marina <strong>di</strong> Pisa, 19 marzo 1931)<br />

Fu un pilota <strong>di</strong> idrovo<strong>la</strong>nti del<strong>la</strong> prima guerra mon<strong>di</strong>ale operando dal<strong>la</strong> base <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si. Figlio<br />

<strong>di</strong> Ettore, me<strong>di</strong>co, e <strong>di</strong> Francesca Bianchi, nacque in un paesino nel delta padano e<br />

frequentò l’Istituto nautico Paolo Sarpi <strong>di</strong> Venezia. Compiendo il tirocinio in mare, nel maggio<br />

1915, lo sorprese a Buenos Aires l’entrata in guerra dell’Italia. Nell’ottobre 1915 frequentò il<br />

corso per guar<strong>di</strong>amarina e nel giugno 1916 quello <strong>di</strong> pilotaggio per idrovo<strong>la</strong>nti, conseguendo<br />

il brevetto due mesi dopo.<br />

Destinato al Basso Adriatico, raggiunse l’idroscalo <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si comandato dal tenente Orazio<br />

Pierozzi, suo amico <strong>di</strong> vecchia data e si <strong>di</strong>stinse come pilota da ricognizione sulle basi del<strong>la</strong><br />

flotta nemica in Dalmazia. Il 30 <strong>di</strong>cembre 1916 ottenne una medaglia <strong>di</strong> bronzo al valor<br />

militare. Promosso guar<strong>di</strong>amarina nel gennaio 1917, gl i fu affi dato il comando <strong>di</strong> una<br />

squadriglia <strong>di</strong> idrovo<strong>la</strong>nti da bombardamento e nei due anni successivi quello <strong>di</strong> squadriglie<br />

da caccia e da ricognizione e ottenne tr e medaglie d’argento e due c roci <strong>di</strong> guerra al valor<br />

militare. Gli vennero attribuite ben cinquantasei ricognizioni antisommergibile, <strong>di</strong> cui due<br />

compiute con maltempo, tre bombardamenti in sfida al<strong>la</strong> contraerea nemica, e una<br />

ricognizione sulle linee nemi<strong>che</strong> partico<strong>la</strong>rmente pericolosa.<br />

Finita <strong>la</strong> guerra, nell’agosto 1919 partecipò al<strong>la</strong> prima missione a lungo raggio con l’impiego<br />

<strong>di</strong> due idrovo<strong>la</strong>nti. I due velivoli raggiunsero Amsterdam e proseguirono per <strong>la</strong> Svezia. Negli<br />

anni seguenti, <strong>la</strong> sua carriera dl pilota e <strong>di</strong> istruttore proseguì con grande impegno, a Monaco<br />

e in Spagna. Nel 1921 v enne promosso tenente <strong>di</strong> vascello e as segnato al comando<br />

dell’aeroporto <strong>di</strong> Venezia. Dal maggio 1923 e bbe il comando del III gruppo idrovo<strong>la</strong>nti <strong>di</strong><br />

Taranto, <strong>che</strong> resse fino al luglio 1925.<br />

Nel 1926 o rganizzò i servizi <strong>di</strong> aeronavigazione del<strong>la</strong> Aero Espresso Italiana, società<br />

concessionaria del<strong>la</strong> linea Brin<strong>di</strong>si-Pireo-Istanbul, <strong>di</strong> cui istruì i piloti e con i quali compì i<br />

primi collegamenti da Brin<strong>di</strong>si. Tale attività gli valse il conferimento, da par te del governo<br />

greco, del<strong>la</strong> croce d’oro dell’Or<strong>di</strong>ne del Salvatore. Nel 1927, con un i drovo<strong>la</strong>nte Savoia<br />

Mar<strong>che</strong>tti S.82, compì una c rociera <strong>di</strong>mostrativa <strong>di</strong> oltre 10.000 k m attraverso gli Stati<br />

balcanici, <strong>la</strong> Russia e <strong>la</strong> Germania, utilizzando per l’ammaraggio an<strong>che</strong> i fiumi. E ancora per<br />

anni continuò a pilotare e a istruire piloti <strong>di</strong> idrovo<strong>la</strong>nti.<br />

Maddalena rimase ucciso il 19 marzo 1931 a causa dell’esplosione in volo del suo S.64 Bis,<br />

un modello nuovo <strong>che</strong> utilizzava un’elica in metallo a passo variabile. L’incidente avvenne<br />

durante un normale volo <strong>di</strong> trasferimento da Cinisello Balsamo a Montecelio, da cui sarebbe<br />

dovuto partire per un'imminente trasvo<strong>la</strong>ta da record. Il suo corpo non fu mai ritrovato.<br />

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