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i 100 personaggi dell'odonomastica di Brindisi che attraversano tutta la storia della città

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

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DON AUGUSTO PIZZIGALLO<br />

(Brin<strong>di</strong>si, 17 marzo 1900 – Brin<strong>di</strong>si, 14 aprile 1982)<br />

Fu un prete brin<strong>di</strong>sino “papa pizzicallu” molto popo<strong>la</strong>re, molto benvoluto e molto carismatico.<br />

Fu cappel<strong>la</strong>no dell’Aeronautica militare <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si e poi, an<strong>che</strong> rettore del cimitero <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si.<br />

Stu<strong>di</strong>ò nel Seminario <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si e fu or<strong>di</strong>nato sacerdote in Santa Maria Novel<strong>la</strong> <strong>di</strong> Firenze. Fu<br />

un anticonformista e p recursore dei tempi, <strong>di</strong> carattere gioviale, anzi decisamente allegro,<br />

elegante e con una forte personalità, in effetti: “tutto un <strong>personaggi</strong>o” ...nonché, an<strong>che</strong> “una<br />

buona for<strong>che</strong>tta”.<br />

Il suo look, sempre impeccabile: La tonaca, in <strong>la</strong>na fresca <strong>di</strong> Tasmania. Sul<strong>la</strong> parte finale<br />

delle mani<strong>che</strong> erano bene in vista i gra<strong>di</strong> <strong>di</strong> tenente, <strong>di</strong> cui fu sempre orgoglioso. Il<br />

tra<strong>di</strong>zionale cappello a ruota era circondato da due fasce dorate <strong>di</strong> ufficiale. Gli occhi coperti<br />

da due gr an<strong>di</strong> occhiali da sole e l a bocca illuminata da un s orriso sornione. La s ua voce<br />

stentorea, proveniente dal pulpito, magnetizzava l’interesse dell’intero u<strong>di</strong>torio.<br />

Fra le tante azioni encomiabili intraprese da Don Augusto, fu per sua iniziativa ed interesse<br />

<strong>che</strong> nel cimitero comunale si eresse <strong>la</strong> croce con il Cristo al centro del viale principale,<br />

<strong>di</strong>ventata <strong>di</strong> fatto l’icona dello stesso cimitero. Il 22 magio del 1952, fu il giorno del<strong>la</strong><br />

inaugurazione!<br />

Don Pizzigallo abitò in via Foggia, ex via Principe <strong>di</strong> Piemonte, poi intito<strong>la</strong>ta al papa Giovanni<br />

XXIII.<br />

Il 14 s ettembre 1936 l’allora monsignor Angelo Giuseppe Roncalli, il futuro pontefice<br />

Giovanni XXIII, annotò sul suo <strong>di</strong>ario: "Debbo credere <strong>che</strong> il buon Angelo Custode ed i miei<br />

morti mi proteggono sensibilmente. Ieri sera arrivando a Brin<strong>di</strong>si, occupati tutti gli alberghi,<br />

avrei dovuto rifugiarmi chi sa dove per passare <strong>la</strong> notte. Sul punto del<strong>la</strong> più grave incertezza,<br />

ecco comparire due sacerdoti <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si, don Augusto Pizzigallo ed un s uo confratello.<br />

Accetto l’ospitalità fraterna <strong>che</strong> il primo mi offre in casa sua: una casa signorile, dove passo<br />

benissimo <strong>la</strong> notte, ed al mattino posso an<strong>che</strong> celebrare, perché ivi nul<strong>la</strong> manca". Monsignor<br />

Roncalli fu <strong>di</strong> passaggio da Brin<strong>di</strong>si perché allora inviato dal<strong>la</strong> Sede Apostolica quale proprio<br />

rappresentante in Grecia ed i n Turchia. L’evento fu r icordato dall’epigrafe in sito, murata<br />

sul<strong>la</strong> facciata <strong>di</strong> casa Pizzigallo in via Giovanni XXIII. All’interno dell’abitazione fu resa<br />

memoria <strong>di</strong> un nuovo incontro con Angelo Giuseppe Roncalli, patriarca <strong>di</strong> Venezia e reduce<br />

da una v isita in Libano, il primo novembre 1954. S crisse in quel<strong>la</strong> circostanza il futuro<br />

pontefice: "Lietissimo <strong>di</strong> vedere dopo 18 anni il carissimo canonico Pizzigallo, gli rinnovo<br />

l’augurio delle conso<strong>la</strong>zioni più vive nel prezioso servizio del<strong>la</strong> chiesa e delle anime".<br />

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