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i 100 personaggi dell'odonomastica di Brindisi che attraversano tutta la storia della città

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

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ARMANDO BOETTO<br />

(Cuorgnè, 25 agosto 1911 – Cielo del Me<strong>di</strong>terraneo, 8 maggio 1941)<br />

Fu un a viatore. Capitano pilota del<strong>la</strong> Regia Aeronautica, pluridecorato durante <strong>la</strong> seconda<br />

guerra mon<strong>di</strong>ale: fu decorato con <strong>la</strong> medaglia d’oro al valore militare al<strong>la</strong> memoria.<br />

Appartenne al 32º Stormo, costituito il 1º <strong>di</strong>cembre 1936 sull’aeroporto <strong>di</strong> Cagliari e sciolto al<br />

termine del<strong>la</strong> guerra, il 27 gennaio 1943.<br />

A Armando Boetto fu il 1º settembre del 1967, intito<strong>la</strong>to il 32º Stormo dell'Aeronautica Militare<br />

Italiana, quando venne ricostituito presso l’aeroporto militare Orazio Pierozzi <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si. Il<br />

ricostituito 32º Stormo ricevette <strong>la</strong> ban<strong>di</strong>era <strong>di</strong> guerra dal Ministro del<strong>la</strong> <strong>di</strong>fesa Roberto<br />

Tremelloni il 24 aprile 1968 e rimase attivo sull’aeroporto <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si per ben 25 anni, un<br />

quarto <strong>di</strong> secolo, fino al luglio del 1993.<br />

A Brin<strong>di</strong>si, il 32º Stormo operò i famosi reattori Fiat G.91, caccia bombar<strong>di</strong>eri ricognitori, gli<br />

stessi in dotazione per molti anni al<strong>la</strong> pattuglia acrobatica delle frecce tricolori, <strong>che</strong> tutti i<br />

brin<strong>di</strong>sini si abituarono a v eder sfrecciare quoti<strong>di</strong>anamente nel cielo citta<strong>di</strong>no, quasi una<br />

icona per <strong>la</strong> <strong>città</strong>.<br />

Boetto frequentò l’Istituto Tecnico <strong>di</strong> Pinerolo, conseguendo il <strong>di</strong>ploma <strong>di</strong> geometra, partecipò<br />

ad un concorso per allievi ufficiali entrando nel<strong>la</strong> Regia Accademia Aeronautica <strong>di</strong> Caserta<br />

nell’ottobre 1932. Quando uscì dall’accademia nell’ottobre 1935, fu assegnato con il grado <strong>di</strong><br />

sottotenente, all’11° Stormo bombardamento terrestre <strong>di</strong> stanza a Ferrara. Venne promosso<br />

capitano e posto al comando del<strong>la</strong> 49ª Squadriglia, 38º Gruppo, 32° Stormo bombardamento<br />

terrestre.<br />

Con l’entrata in guerra dell’Italia, il 10 giugno 1940, Boetto partecipò a missioni <strong>di</strong> guerra su<br />

Biserta e sul<strong>la</strong> Corsica, e poi all’attività <strong>di</strong> contrasto dei convogli navali nel Me<strong>di</strong>terraneo e ai<br />

bombardamenti sul<strong>la</strong> base navale <strong>di</strong> Gibilterra.<br />

Il capitano Boetto perse <strong>la</strong> vita, abbattuto in missione <strong>di</strong> guerra pilotando il suo aereo S79<br />

contro un convoglio inglese <strong>di</strong>retto da Gibilterra a Alessandria d’Egitto e scortato dal<strong>la</strong><br />

portaerei HMS Ark Royal da cui si levarono in volo i numerosi aerei inglesi, caccia Fulmar,<br />

<strong>che</strong> abbatterono Boetto.<br />

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