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i 100 personaggi dell'odonomastica di Brindisi che attraversano tutta la storia della città

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

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LEONARDO FERRULLI<br />

(Brin<strong>di</strong>si, 1 gennaio 1918 – Scor<strong>di</strong>a, 5 luglio 1943)<br />

Fu un sottotenente pilota, medaglia d’oro al valor militare al<strong>la</strong> memoria. Nacque a Brin<strong>di</strong>si e<br />

si arruolò in aeronautica il 23 giugno 1935 e , il 5 m arzo 1936, c onseguì a G rottaglie il<br />

brevetto <strong>di</strong> pilota militare. Il 16 marzo 1936 venne assegnato al<strong>la</strong> 84ª Squadriglia del 4°<br />

Stormo, <strong>di</strong> stanza sull’aeroporto <strong>di</strong> Gorizia, uno dei reparti più b<strong>la</strong>sonati del<strong>la</strong> Regia<br />

Aeronautica, quello <strong>di</strong> Francesco Baracca.<br />

Durante <strong>la</strong> seconda guerra mon<strong>di</strong>ale, in Cirenaica il 19 d icembre 1940, ai coman<strong>di</strong> <strong>di</strong> un<br />

CR.42, Ferrulli ottenne <strong>la</strong> prima vittoria abbattendo un Hurricane nel cielo <strong>di</strong> Sollum. Sempre<br />

in Nord Africa abbatté altri cinque Hurricane e un Bristol Blenheim.<br />

Poi, in Sicilia, Ferrulli, con i Macchi MC.200 del X Gruppo volò decine <strong>di</strong> volte sull’iso<strong>la</strong> <strong>di</strong><br />

Malta e con i piloti del suo Gruppo partecipò all’attacco contro <strong>la</strong> base maltese <strong>di</strong> Micabba. Al<br />

ritorno, sul mare, Ferrulli, vedendo il collega Devoto inseguito da d ue Hurricane, virò,<br />

insieme a Franco Lucchini, per aiutarlo. Ma sopraggiunsero altri quattro o cinque caccia<br />

nemici e s i sviluppò un violento combattimento aereo. I t re Macchi si <strong>di</strong>simpegnarono a<br />

stento, fi<strong>la</strong>ndo a pel o d’acqua, inseguiti per 20-30 miglia dai caccia inglesi <strong>che</strong>, al<strong>la</strong> fine,<br />

virarono per rientrare al<strong>la</strong> base: Ferrulli rientrò con il velivolo colpito da molte raffi<strong>che</strong> e<br />

gravemente danneggiato, ma non ferito e così, equipaggiato con un nuovo Macchi MC.202,<br />

l’anno seguente, abbatté ben 8 otto P-40 e 1 Spitfire.<br />

Ferrulli fu poi destinato all’Egitto, nel cui cielo sommò 17 vittorie personali e fu protagonista<br />

<strong>di</strong> epici combattimenti, fino al suo rientro in Italia, <strong>di</strong> nuovo in Sicilia, nell’imminenza dello<br />

sbarco degli Alleati. Ottenne le sue due ultime vittorie il giorno stesso del<strong>la</strong> sua morte, il 5<br />

luglio 1943: decollò alle 14.20 con il tenente Giorgio Berto<strong>la</strong>so e il sergente Giulio Fornalé,<br />

anch’essi del<strong>la</strong> 91ª Squadriglia, per intercettare un’imponente formazione <strong>di</strong> bombar<strong>di</strong>eri<br />

quadrimotori americani Boeing B-17 Flying Fortress <strong>di</strong>retta a bombardare Gerbini, scortata<br />

da caccia Lockheed P-38 Lightning e da una trentina <strong>di</strong> Spitfire.<br />

Ferrulli fu visto abbattere uno dei B-17 e un bimotore da caccia P-38 prima <strong>di</strong> essere<br />

attaccato dagli Spitfire <strong>di</strong> scorta. Colpito, si <strong>la</strong>nciò con il paracadute dal suo Macchi<br />

danneggiato, ma era troppo basso e urtò il suolo morendo nei pressi <strong>di</strong> Scor<strong>di</strong>a. Era in quel<br />

momento, il pilota italiano con il maggior numero <strong>di</strong> vittorie aeree: ventidue abbattimenti<br />

in<strong>di</strong>viduali e uno collettivo.<br />

Per quell’ultima azione gli fu conferita <strong>la</strong> medaglia d’oro al valor militare al<strong>la</strong> memoria.<br />

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