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i 100 personaggi dell'odonomastica di Brindisi che attraversano tutta la storia della città

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

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ALDO SPAGNOLO<br />

(Brin<strong>di</strong>si, 15 magio 1920 – Klisura, 9 gennaio 1941)<br />

Fu un s oldato -camicia nera- arruo<strong>la</strong>to volontario per <strong>la</strong> guerra. Morì eroicamente in<br />

combattimento sul fronte greco e fu insignito del<strong>la</strong> medaglia d’oro al valor militare al<strong>la</strong> memoria.<br />

Figlio <strong>di</strong> Francesco, ufficiale dell’esercito e <strong>di</strong> Maria Labruna. Frequentò le scuole elementari<br />

Perasso, ma a c ausa dei frequenti trasferimenti del padre, continuò gli stu<strong>di</strong> in varie altre<br />

scuole: nel gennaio del 1930 l a quinta c<strong>la</strong>sse elementare a P al<strong>la</strong>nza, dove, conseguita <strong>la</strong><br />

licenza elementare, si iscrisse alle Scuole Industriali e poi a quelle Commerciali, <strong>che</strong> sulle prime<br />

trovò <strong>di</strong> suo maggiore gra<strong>di</strong>mento.<br />

Poi si trasferì a Lecce, a Trieste, a Reggio Ca<strong>la</strong>bria, quin<strong>di</strong> a Napoli, a Matera, sempre <strong>di</strong>etro i<br />

passi del padre. Dall’Istituto Commerciale fece passaggio al Liceo Scientifico <strong>di</strong> Reggio<br />

Ca<strong>la</strong>bria, preparandosi simultaneamente al<strong>la</strong> licenza magistrale. Superati gli esami liceali, si<br />

iscrisse all’Istituto Orientale <strong>di</strong> Scienze Coloniali <strong>di</strong> Napoli, <strong>che</strong> frequentò per il primo anno.<br />

Quando nel novembre del 1940 l’Italia entrò nel<strong>la</strong> seconda guerra mon<strong>di</strong>ale, Aldo si arruolò<br />

come camicia nera volontario nel Battaglione <strong>di</strong> Matera e raggiunse in treno Brin<strong>di</strong>si per riunirsi<br />

al<strong>la</strong> 153ª Legione Salentina.<br />

La partenza per il fronte greco-albanese avvenne, il 2 <strong>di</strong>cembre, per via aerea. Un fronte<br />

<strong>di</strong>fficile, <strong>di</strong> montagna, impervio e con un r igido clima già invernale e nevoso. E Aldo saltò in<br />

primissima fi<strong>la</strong> all’attacco: “…morti e feriti gli cadevano davanti e tutt’intorno… grida e <strong>la</strong>menti si<br />

confondevano con lo scoppio degli or<strong>di</strong>gni… ma Aldo non s i arrestò… gli amici videro<br />

improvvisamente il giovane Aldo cadere per terra, gravemente colpito e gr ondante <strong>di</strong> sangue<br />

dallo squarcio del<strong>la</strong> ferita aperta tra il fianco e l’addome… <strong>la</strong> ferita era troppo profonda, l’uscita<br />

del sangue troppo violenta per impe<strong>di</strong>re l’irreparabile… gli amici si pro<strong>di</strong>garono nonostante<br />

l’infuriare del<strong>la</strong> battaglia, ma tutto fu inutile…“ Accadde il 9 genna io del 1941: fronte greco -<br />

zona <strong>di</strong> Klisura - caposaldo 25.<br />

La <strong>città</strong> <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si intitolò a A ldo Spagnolo, l’Eroe <strong>di</strong> Klisura, una via e una l apide<br />

commemorativa, <strong>che</strong> fu or iginalmente murata sul<strong>la</strong> facciata dell’e<strong>di</strong>ficio del Banco <strong>di</strong> Napoli<br />

prospicente al<strong>la</strong> Piazza Vittoria e, s uccessivamente, dopo c he l’e<strong>di</strong>ficio fu dem olito, <strong>la</strong> <strong>la</strong>pide<br />

smarrita, rintracciata da Giancarlo Cafiero, fu murata sul<strong>la</strong> facciata del<strong>la</strong> Palestra Elio Galiano.<br />

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