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i 100 personaggi dell'odonomastica di Brindisi che attraversano tutta la storia della città

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

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RIZZO GIOVANNI<br />

(Brin<strong>di</strong>si, 5 aprile 1924 – Roma, 4 febbraio 1992)<br />

Fu, Gianni, un bravo e molto attivo attore cinematografico. La sua filmografia contò più d’una<br />

settantina <strong>di</strong> titoli. E fu an<strong>che</strong> interprete in serie televisive e in <strong>la</strong>vori <strong>di</strong> prosa per <strong>la</strong> RAI.<br />

Si <strong>di</strong>plomò all'Istituto Magistrale <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si e si trasferì poi a R oma per intraprendere <strong>la</strong><br />

carriera <strong>di</strong> attore teatrale. Si <strong>la</strong>ureò in Lettere e Filosofia, ma scartò l’idea dell’insegnamento,<br />

sbocco naturale per <strong>la</strong> sua <strong>la</strong>urea.<br />

Volle fare l’attore, e il debutto sul grande s<strong>che</strong>rmo come attore cinematografico avvenne<br />

negli anni Quaranta, dapprima con piccole parti, poi con ruoli da c aratterista <strong>di</strong> maggiore<br />

impegno.<br />

Fu impiegato in ruoli da caratterista in film storici, per esempio in Peplum, del<strong>la</strong> comme<strong>di</strong>a<br />

all’italiana, o <strong>di</strong> genere poliziottesco, eccetera. Fu spesso interprete <strong>di</strong> <strong>personaggi</strong> cinici se<br />

non malvagi, per esempio, nel film La <strong>città</strong> dolente <strong>di</strong> Mario Bonnard, interpretò il ruolo <strong>di</strong> una<br />

spia ven<strong>di</strong>cativa e pr iva <strong>di</strong> scrupoli. Queste caratteristi<strong>che</strong> gli rimasero impresse per quasi<br />

<strong>tutta</strong> <strong>la</strong> carriera e s oltanto nel<strong>la</strong> parte finale del<strong>la</strong> carriera riuscì a liberarsi dallo scomodo<br />

cliché, con <strong>la</strong> recitazione in film del cosiddetto cinema d’autore, quando <strong>la</strong>vorò con, per citare<br />

alcuni dei registi, Roberto Rossellini, Alberto Bevi<strong>la</strong>cqua, Pier Paolo Pasolini, e Pietro Germi.<br />

Come attore fu attivo dal 1944, quando debuttò in Macario contro Zagomar <strong>di</strong>retto da Giorgio<br />

Ferroni, fino al 1986, con l'ultima interpretazione nel ruolo dell'inviato papale in Il nome del<strong>la</strong><br />

rosa <strong>di</strong> Jean-Jacques Annaud, il suo ultimo film.<br />

Negli ultimi tempi convisse a Roma con una nobildonna. Poi, le sue con<strong>di</strong>zioni <strong>di</strong> salute si<br />

aggravarono, il suo fisico si appesantì e dov ette sottoporsi giornalmente a <strong>di</strong> alisi, fino al<strong>la</strong><br />

morte.<br />

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