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i 100 personaggi dell'odonomastica di Brindisi che attraversano tutta la storia della città

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

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LUCIO RAMNIO<br />

(Brin<strong>di</strong>si, II Secolo a.C.)<br />

Fu un ricco e nobile brin<strong>di</strong>sino, forse <strong>di</strong> ascendenze an<strong>che</strong> messapi<strong>che</strong>, vissuto ai tempi<br />

del<strong>la</strong> repubblica romana. Splen<strong>di</strong>do anfitrione, mantenne ottimi rapporti d’amicizia con<br />

generali, ambasciatori e legati romani e stranieri <strong>di</strong> alto rango, <strong>che</strong> ad ogni occasione ospitò<br />

generosamente a Brin<strong>di</strong>si, ai suoi tempi il principale ponte tra l’occidente e l’oriente.<br />

Fu, così, conosciuto an<strong>che</strong> da Perseo, il re del<strong>la</strong> Macedonia, con il quale mantenne<br />

ami<strong>che</strong>vole corrispondenza, e questi nel 172 lo volle come ospite al<strong>la</strong> sua corte dove gli fu<br />

fatta confidenza del progetto militare macedone contro Roma, e dove gli fu chiesto <strong>di</strong><br />

avvelenare i generali romani <strong>che</strong> avrebbe ospitato nel loro passaggio da Brin<strong>di</strong>si.<br />

Ramnio, astutamente, fece credere a Perseo <strong>di</strong> volerlo assecondare e così poté<br />

accomiatarsi dal re macedone indenne. Invece, si recò nascostamente a Negroponte dal<br />

legato romano Caio Valerio e, portato da questi, si <strong>di</strong>resse a Roma, dove mise al corrente<br />

del piano i senatori, offrendo con ciò a Roma, il comodo pretesto per una nuova guerra.<br />

Fu così <strong>che</strong>, con le prove delle possibili azioni militari antiromane da parte <strong>di</strong> Perseo, il<br />

Senato decise <strong>di</strong> raccogliere l’appello del re <strong>di</strong> Pergamo, Eumene II, il quale preoccupato<br />

dalle mire espansionisti<strong>che</strong> <strong>di</strong> Perseo, aveva chiesto aiuto a Roma. Il Senato quin<strong>di</strong> or<strong>di</strong>nò<br />

ad un forte esercito <strong>di</strong> attaccare <strong>la</strong> Macedonia. E nel 168 a.C. l’esercito comandato dal<br />

console Paolo Emilio salpò proprio da Brin<strong>di</strong>si, dando inizio al<strong>la</strong> terza guerra macedonica,<br />

<strong>che</strong> si concluse a favore <strong>di</strong> Roma con <strong>la</strong> battaglia <strong>di</strong> Pidna il 22 giugno <strong>di</strong> quell’anno.<br />

Roma, riconoscente al brin<strong>di</strong>sino Ramnio, fedele e incorrotto, ne rese immortale il nome,<br />

facendolo celebrare da Tito Livio, il quale gli consacrò una pagina del<strong>la</strong> sua famosa “Storia”<br />

definendolo quale personalità preminente nelle reti <strong>di</strong> re<strong>la</strong>zione tra Grecia e Italia: aveva<br />

stretta amicizia con le èlite romane da un <strong>la</strong>to e principi del mondo greco ellenistico dall’altro.<br />

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