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i 100 personaggi dell'odonomastica di Brindisi che attraversano tutta la storia della città

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

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VIRGILIO<br />

(Mantova, 15 ottobre 70 a.C. – Brin<strong>di</strong>si, 21 settembre 19 a.C.)<br />

Fu, Publio Virgilio Marone, un grande poeta romano, uno dei maggiori poeti <strong>la</strong>tini. Nacque a<br />

Andes, nei pressi <strong>di</strong> Mantova, figlio <strong>di</strong> piccoli proprietari terrieri re<strong>la</strong>tivamente agiati, con <strong>la</strong><br />

madre, Magia Pol<strong>la</strong>, figlia <strong>di</strong> un facoltoso mercante, Magio, al cui servizio aveva <strong>la</strong>vorato il<br />

padre. Compì i primi stu<strong>di</strong> a C remona e poi si trasferì a Mi<strong>la</strong>no e qui n<strong>di</strong> a R oma, dove<br />

completò <strong>la</strong> sua formazione retorica e c onobbe importanti politici e l etterati, tra i quali<br />

Cornelio Gallo, Alfeno Varo e A sinio Pollione. In seguito, nel 42 a.C ., si trasferì a Napoli,<br />

interessandosi al<strong>la</strong> filosofia.<br />

L’amore per <strong>la</strong> natura, per l’umile <strong>la</strong>voro dei campi e il gusto per l’umanizzazione del mito,<br />

fecero <strong>di</strong> Virgilio un grande e unico poeta, molto imitato e commentato durante il Me<strong>di</strong>oevo e<br />

il Rinascimento. Dante Alighieri lo elevò a simbolo <strong>di</strong> saggezza e a ruolo <strong>di</strong> guida nel<strong>la</strong> Divina<br />

Comme<strong>di</strong>a.<br />

Visse in un periodo <strong>che</strong> vide consumarsi le istituzioni repubblicane tra lo svolgersi delle tante<br />

guerre civili e sentì perciò molto vivo il desiderio <strong>di</strong> pace e <strong>di</strong> or<strong>di</strong>ne per cui vide in Ottaviano,<br />

del quale <strong>di</strong>venne amico, il protagonista e il restauratore del<strong>la</strong> romanità.<br />

Fu a Brin<strong>di</strong>si con il famoso viaggio del<strong>la</strong> primavera del 37 a.C. compiuto insieme ad Orazio e<br />

Mecenate, in rappresentanza <strong>di</strong> Ottaviano ai colloqui con Marco Antonio <strong>che</strong> portarono a<br />

rinnovare il “Foedus Brun<strong>di</strong>sinum” stipu<strong>la</strong>to tre anni prima.<br />

L’esproprio delle terre paterne indusse Virgilio a comporre le Bucoli<strong>che</strong>, con cui ottenne un<br />

imme<strong>di</strong>ato successo <strong>che</strong> gli aprì le porte del circolo <strong>di</strong> Mecenate. Si concentrò quin<strong>di</strong><br />

nell’impegno letterario e fu proprio su invito <strong>di</strong> Mecentate <strong>che</strong> compose le Georgi<strong>che</strong>,<br />

un’opera più impegnata ideologicamente e politicamente. Più tar<strong>di</strong>, si de<strong>di</strong>cò interamente al<strong>la</strong><br />

stesura dell’Eneide. Fu tanto preso da quel poema epico, <strong>che</strong> si recò più volte nei luoghi <strong>che</strong><br />

vi facevano da sfondo, finché, dal porto <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si, intraprese il suo ultimo viaggio in Grecia,<br />

<strong>che</strong> fu poi fatale al<strong>la</strong> sua salute.<br />

Morì a Brin<strong>di</strong>si poco dopo il ritorno, già amma<strong>la</strong>to, dal<strong>la</strong> Grecia. E Ottaviano, rientrando dal<strong>la</strong><br />

campagna in Armenia, giunse a Brin<strong>di</strong>si al capezzale dell’amico Virgilio, nel<strong>la</strong> casa <strong>che</strong> <strong>la</strong><br />

tra<strong>di</strong>zione popo<strong>la</strong>re vuole fosse sita sul<strong>la</strong> collina occidentale prospicente al porto, in cima<br />

all’attuale scalinata, detta, appunto, Virgilio.<br />

Nelle sue ultime ore <strong>di</strong> vita, Virgilio chiese <strong>di</strong> bruciare i suoi manoscritti dell’Eneide perché<br />

incompiuta, e fu proprio l’intervento provvidenziale <strong>di</strong> Augusto a impe<strong>di</strong>re quelle <strong>di</strong>sposizioni.<br />

E così i due amici <strong>di</strong> Virgilio, <strong>che</strong> lo accompagnarono a Brin<strong>di</strong>si, Vario Rufo e Plozio Tucca,<br />

poterono salvare e quin<strong>di</strong> pubblicare l’Eneide. I resti del grande poeta furono poi trasportati a<br />

Napoli, dove furono custo<strong>di</strong>ti in un tumulo tutt’ora visibile, sul<strong>la</strong> collina <strong>di</strong> Posillipo.<br />

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