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i 100 personaggi dell'odonomastica di Brindisi che attraversano tutta la storia della città

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

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AUGUSTO IMPERATORE<br />

(Roma, 23 settembre 63 a.C. – No<strong>la</strong>, 19 agosto 14 d.C.)<br />

Fu, Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto, il primo imperatore romano. Il suo nome al<strong>la</strong> nascita<br />

fu Gaius Octavius, omonimo del padre biologico Gaio Ottavio, uomo d’affari <strong>che</strong> ottenne cari<strong>che</strong><br />

pubbli<strong>che</strong> e un pos to nel Senato. La madre, Azia maggiore, appartenne a una famiglia dagli<br />

illustri natali: figlia del<strong>la</strong> sorel<strong>la</strong> <strong>di</strong> Cesare, Giulia minore, e <strong>di</strong> Marco Azio Balbo.<br />

Octavius, quin<strong>di</strong> pronipote <strong>di</strong> Cesare, in seguito all’adozione testamentaria <strong>di</strong> Cesare, assunse il<br />

nome ufficiale <strong>di</strong> Gaius Iulius Caesar, l’8 maggio del 44 a.C. Il giovane Ottaviano, al<strong>la</strong> notizia del<br />

magnici<strong>di</strong>o del 15 marzo, giunse a Roma il 21 maggio, dopo <strong>che</strong> i cesarici<strong>di</strong> <strong>la</strong>sciarono <strong>la</strong> <strong>città</strong><br />

grazie ad un’amnistia concessa dal console superstite, Marco Antonio, e si affrettò a riven<strong>di</strong>care<br />

l’ere<strong>di</strong>tà del padre adottivo, chiedendo <strong>di</strong> entrare in possesso dei beni familiari.<br />

Antonio, in qualità <strong>di</strong> console e c apo del<strong>la</strong> fazione cesariana, procrastinò però il versamento<br />

adducendo <strong>la</strong> necessità <strong>di</strong> attendere <strong>che</strong> una lex curiata del Senato ratificasse il testamento del<br />

defunto. Ottaviano decise allora, impegnando i propri beni, <strong>di</strong> anticipare al popolo le somme <strong>che</strong><br />

Cesare aveva <strong>la</strong>sciato nel suo testamento e <strong>di</strong> eseguire i giochi per <strong>la</strong> vittoria <strong>di</strong> Farsalo.<br />

Ottenne così <strong>che</strong> molti dei cesariani si schierassero dal<strong>la</strong> sua parte contro Antonio, suo <strong>di</strong>retto<br />

avversario nel<strong>la</strong> successione politica a Cesare.<br />

Pochi anni dopo l’assassinio <strong>di</strong> Cesare, scoppiò infatti <strong>la</strong> terza guerra civile romana, questa tra<br />

Marco Antonio e Ottaviano. An<strong>che</strong> se <strong>la</strong> prospettiva <strong>di</strong> una rottura tra Marco Antonio, capo del<br />

partito cesariano, e il legittimo erede <strong>di</strong> Cesare, Ottaviano, era ben risaputo <strong>che</strong> non fosse<br />

gra<strong>di</strong>ta a soldati, Marco Antonio, nel 40 a.C. si <strong>di</strong>resse a Brin<strong>di</strong>si intenzionato a intraprendere <strong>la</strong><br />

strada <strong>di</strong> Roma per farsi del potere. Sbarcò a Brin<strong>di</strong>si, proveniente da Cefalonia con <strong>la</strong> flotta <strong>di</strong><br />

Domizio Enobardo, uno dei condannati per l’assassinio <strong>di</strong> Cesare e autore nell’anno precedente<br />

<strong>di</strong> un colpo <strong>di</strong> mano proprio a Brin<strong>di</strong>si <strong>di</strong> cui aveva devastato il territorio.<br />

A Brin<strong>di</strong>si però, non solo erano stanziate legioni cesariane partitarie <strong>di</strong> Ottaviano, ma <strong>la</strong><br />

popo<strong>la</strong>zione <strong>tutta</strong> appoggi ava l’erede <strong>di</strong> Cesare. Le l egioni <strong>di</strong> Marco Antonio asse<strong>di</strong>arono <strong>la</strong><br />

<strong>città</strong> e furono respinte, mentre Ottaviano si <strong>di</strong>rigeva a Brin<strong>di</strong>si con le sue truppe per soccorre <strong>la</strong><br />

<strong>città</strong>. Questa situazione <strong>di</strong> stallo militare e <strong>la</strong> ferma opposizione del<strong>la</strong> popo<strong>la</strong>zione brin<strong>di</strong>sina a<br />

Marco Antonio, indussero questi a desistere e, con <strong>la</strong> me<strong>di</strong>azione <strong>di</strong> Mecenate e C occeio<br />

Nerva, si arrivò al<strong>la</strong> firma del “Foedus Brun<strong>di</strong>sinum”, <strong>la</strong> famosa pace brin<strong>di</strong>sina con <strong>la</strong> quale si<br />

accordò istituire il secondo triunvirato: a Marco Antonio andò l’Oriente, a Ottaviano <strong>la</strong> Spagna e<br />

a Lepido l’Africa. E per meglio sig<strong>la</strong>re <strong>la</strong> pace, Marco Antonio a Brin<strong>di</strong>si sposò F<strong>la</strong>via, sorel<strong>la</strong> <strong>di</strong><br />

Ottaviano. Brin<strong>di</strong>si, possibile scenario <strong>di</strong> un nuovo conflitto, legò invece il suo destino a quello <strong>di</strong><br />

Ottaviano e il suo nome a un trattato <strong>che</strong> parve auspicare un’epoca <strong>di</strong> pace.<br />

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