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i 100 personaggi dell'odonomastica di Brindisi che attraversano tutta la storia della città

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

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LUPO PROTOSPATA<br />

(X Secolo)<br />

Fu un protospatario bizantino, una specie <strong>di</strong> governatore militare, <strong>che</strong> a Brin<strong>di</strong>si fu<br />

immorta<strong>la</strong>to da (foto) un’iscrizione in <strong>la</strong>tino, incompleta ma tuttora leggibile, posta sul<strong>la</strong> base<br />

del<strong>la</strong> colonna romana superstite, <strong>che</strong> lo riferisce quale autore del<strong>la</strong> ricostruzione del<strong>la</strong> <strong>città</strong>,<br />

devastata in ripetute occasioni durante l’alto me<strong>di</strong>oevo: “Lupo Protospata, illustre pio e<br />

splen<strong>di</strong>do per le azioni benefi<strong>che</strong>, ricostruì dalle fondamenta questa <strong>città</strong>, <strong>che</strong> gli Imperatori<br />

magnifici e benigni...”. La sua datazione, riferita ai primi anni del secolo XI, confermerebbe<br />

an<strong>che</strong> <strong>la</strong> consequenzialità del nesso tra l’impresa del Lupo funzionario bizantino, e l a<br />

restaurazione del dominio imperiale sulle coste dalmate.<br />

Il protospatario Lupo, fu quin<strong>di</strong> inviato dall’imperatore d’Oriente Basilio II, per proseguire<br />

l’opera <strong>di</strong> ricostruzione già iniziata nell’886 dal precedente governatore Niceforo Foca, il<br />

quale rese possibile lo stabilirsi <strong>di</strong> un capatanato in Bari, avviò <strong>la</strong> ricostruzione <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si e<br />

Taranto, e forzò l’inter<strong>di</strong>zione del rito <strong>la</strong>tino a favore <strong>di</strong> quello greco in quel<strong>la</strong> parte bizantina<br />

d’Italia.<br />

Lo stesso Lupo fu an<strong>che</strong> -forse- un cronista, originario -forse- <strong>di</strong> Matera, <strong>di</strong> Bari o <strong>di</strong> Salerno,<br />

molto attivo nel<strong>la</strong> Puglia dell’XI secolo, autore del Chronicon rerum in regno neapolitano<br />

gestarum: una cronaca <strong>di</strong> fatti occorsi nel Mezzogiorno d’Italia dall’anno 855 al 1102, in cui<br />

riporta, oltre a ca<strong>la</strong>mità e curiosità astronomi<strong>che</strong> come il terremoto del 1087 e <strong>la</strong> cometa del<br />

1098, gli eventi storici <strong>che</strong> portarono al<strong>la</strong> conquista normanna e fatti <strong>di</strong> rilevanza religiosa<br />

come il terzo sinodo <strong>di</strong> Melfi del 1089 e quello tenutosi a Bari nel 1099.<br />

Però, il Lupo dell’iscrizione <strong>di</strong>fficilmente potrebbe essere lo stesso del Chronicon giacché,<br />

per poter identificare il Lupo cronista col protospatario bizantino <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si, bisognerebbe<br />

poter collocare quel<strong>la</strong> presunta ricostruzione urbanistica <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si al<strong>la</strong> fine dell’XI secolo -<br />

non prima- e più precisamente negli ultimi anni del<strong>la</strong> dominazione bizantina, subito prima <strong>che</strong><br />

i Normanni conquistassero, nel 1070, <strong>la</strong> <strong>città</strong> e venissero con ciò a interrompere quell’opera<br />

<strong>di</strong> ricostruzione e interrompere, ad<strong>di</strong>rittura, lo stesso completamento dell’epigrafe sul<strong>la</strong> base<br />

del<strong>la</strong> colonna. Una ipotesi questa, <strong>che</strong> comunque non si potrebbe nean<strong>che</strong> escludere del<br />

tutto.<br />

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