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i 100 personaggi dell'odonomastica di Brindisi che attraversano tutta la storia della città

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

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MARGARITO DA BRINDISI<br />

(Brin<strong>di</strong>si, 1130 – Treviri, 1200 circa)<br />

Fu un famoso condottiero <strong>di</strong> mare al servizio dei re normanni, detto Margaritone.<br />

Negli ultimi trent’anni del regno dei Normanni, Margarito, fu ammiraglio, nominato dal re<br />

Guglielmo II il buono per le sue note capacità <strong>di</strong> combattente e navigatore. Fu un leale<br />

militare e ministro consigliere, sia <strong>di</strong> Guglielmo II i l buono, e s ia del suo successore,<br />

Tancre<strong>di</strong>, <strong>di</strong> fatto l’ultimo dei re normanni, <strong>che</strong> lo fece conte <strong>di</strong> Malta.<br />

Durante <strong>la</strong> sua giovinezza fu i l terrore dei pirati <strong>che</strong> infestavano il Me<strong>di</strong>terraneo arrecando<br />

danno alle navi dei crociati <strong>di</strong>rette i Terra Santa. Margarito poi, compì numerose altre gesta<br />

sul mare per conto <strong>di</strong> Guglielmo II il buono, alcune delle quali in aiuto dei crociati <strong>che</strong><br />

lottando in Terra Santa si erano incontrati in gravi <strong>di</strong>fficoltà: li aiutò ad evacuare dal<strong>la</strong> Siria<br />

al<strong>la</strong> Sicilia, salvandone molti.<br />

Fu uno dei primi ministri del<strong>la</strong> monarchia <strong>di</strong> Sicilia e fu s upremo comandante delle forze <strong>di</strong><br />

mare del regno, contribuendo <strong>di</strong>rettamente col suo azionare all’elevazione <strong>di</strong> Tancre<strong>di</strong>, il<br />

conte <strong>di</strong> Lecce, al regio soglio. Margarito fu, infatti, fra i protagonisti nel<strong>la</strong> vittoriosa resistenza<br />

opposta nel 1191 all’armata imperiale; l’ammiraglio affrontò al <strong>la</strong>rgo <strong>di</strong> Napoli le navi pisane e<br />

genovesi <strong>che</strong> sostenevano l’imperatore Enrico VI, il figlio del Barbarossa, nelle sue pretese<br />

sul Regno <strong>di</strong> Sicilia, in quanto marito <strong>di</strong> Costanza d’Altavil<strong>la</strong>, figlia postuma del re Ruggero II.<br />

Famosa fu l a <strong>di</strong>mora <strong>che</strong> Margarito si fece costruire a B rin<strong>di</strong>si, a<strong>di</strong>acente al<strong>la</strong> rocca<br />

normanna e all’attuale chiesa <strong>di</strong> San Paolo, <strong>la</strong> domus margariti: una casa splen<strong>di</strong>da, con<br />

bagni, giar<strong>di</strong>ni, forni e quant’altro, con <strong>di</strong>retto accesso alle cale portuali. La stessa casa <strong>che</strong><br />

nell’ottobre 1225 fu donata da Feder ico II all’ospedale dei Teutonici, e <strong>che</strong> fu poi an<strong>che</strong>, in<br />

parte, sede del<strong>la</strong> zecca imperiale.<br />

Margarito inoltre, nell’anno 1194, quello stesso del<strong>la</strong> morte <strong>di</strong> Tancre<strong>di</strong>, fondò in Brin<strong>di</strong>si un<br />

monastero, fuori porta Lecce, <strong>la</strong> cui chiesa fu poi detta <strong>di</strong> Santa Maria del Ponte, <strong>che</strong>, nel<br />

1198, fu as saltata da una turba aizzata da partitari antimperiali, durante i tumulti <strong>che</strong><br />

scoppiarono in <strong>città</strong>, quando l’intero regno cadde in momentanea anarchia in seguito<br />

all’improvvisa morte <strong>di</strong> Enrico VI.<br />

Con l’avvicinarsi del<strong>la</strong> fine del regno dei Normanni, decadde però an<strong>che</strong> <strong>la</strong> fortuna <strong>di</strong><br />

Margarito, <strong>che</strong> fu catturato dagli Svevi nel 1197, accecato e deportato prigioniero a Treviri in<br />

Germania. Enrico VI, infatti, volle ven<strong>di</strong>carsi <strong>di</strong> Margarito, per aver fatto arrestare, nel 1190,<br />

sua moglie Costanza, erede legittima del Regno <strong>di</strong> Sicilia. E, finalmente, in quel<strong>la</strong> prigione,<br />

Margarito morì poco prima dell’anno 1205.<br />

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