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i 100 personaggi dell'odonomastica di Brindisi che attraversano tutta la storia della città

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

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DOMENICO DA BRINDISI<br />

(Brin<strong>di</strong>si, XII – XIII Secolo)<br />

Fu un ar ciprete brin<strong>di</strong>sino, <strong>che</strong> fu in effetti protopapa dei Greci bizantini <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si<br />

«archipresbiterum graecorum de Brundusio» giacché il rito greco a Brin<strong>di</strong>si, come del resto<br />

in <strong>tutta</strong> <strong>la</strong> Terra d’Otranto, nell’ambito <strong>di</strong> una consolidata cultura greco-cristiana e grecosalentina,<br />

continuò a c oesistere con quello <strong>la</strong>tino, dal<strong>la</strong> caduta dell’impero romano<br />

d’occidente e fino a alcune centinaia d’anni entrato il secondo millennio, incontrando speciale<br />

fioritura nel periodo del<strong>la</strong> presenza sveva nel<strong>la</strong> regione.<br />

D’ingegno nobilissimo e <strong>di</strong> specchiata virtù, fu proposto giovanissimo al clero greco col titolo<br />

<strong>di</strong> protopapa e l e doti singo<strong>la</strong>ri del<strong>la</strong> sua mente e del suo cuore lo fecero tenere in molta<br />

stima presso i migliori e più cospicui <strong>personaggi</strong> del suo tempo.<br />

Theorido da Brin<strong>di</strong>si, <strong>che</strong> visse tra il secolo XII e il secolo XIII, fu versatissimo nelle scienze e<br />

nelle <strong>di</strong>scipline ecclesiasti<strong>che</strong>. Fu an<strong>che</strong> un profondo e dotto grecista e un fine <strong>di</strong>plomatico.<br />

Nel gennaio del 1199, i l papa Innoc enzo III aff idò a D omenico <strong>la</strong> delicatissima missione<br />

esplorativa <strong>di</strong> recarsi come legato pontificio e con una episto<strong>la</strong> papale, presso Giovanni II<br />

Asen -Kalojan- re <strong>di</strong> Bulgaria, per persuaderlo a r itornare con <strong>tutta</strong> <strong>la</strong> sua nazione nel<br />

grembo del<strong>la</strong> chiesa romana, abbandonando l o scisma del<strong>la</strong> nuova chiesa nazionale<br />

in<strong>di</strong>pendente <strong>che</strong> aveva fondato nel 1186 il fratello maggiore, Pietro Asen, <strong>che</strong> poi era stato<br />

assassinato dai Greci <strong>di</strong> Bisanzio.<br />

Il papa s celse Domenico, oltre <strong>che</strong> per le sue straor<strong>di</strong>narie capacità e doti personali,<br />

probabilmente an<strong>che</strong> perché proveniente da quel singo<strong>la</strong>re ambiente greco-<strong>la</strong>tino <strong>che</strong> lo<br />

faceva specialmente in<strong>di</strong>cato per quel<strong>la</strong> missione orientale.<br />

E Domenico portò a fel ice termine <strong>la</strong> <strong>di</strong>fficile missione e ritornò a Roma con <strong>la</strong> risposta <strong>di</strong><br />

Kalojan al papa. Innocenzo III poté quin<strong>di</strong> inviare a Trnovo il car<strong>di</strong>nale Leone Brancaleone,<br />

<strong>che</strong> l’8 novembre del 1204 incoronò in suo nome, Kalojan re <strong>di</strong> Bulgaria, riportando <strong>la</strong><br />

Bulgaria al<strong>la</strong> chiesa <strong>di</strong> Roma.<br />

In effetti, il sovrano bulgaro Kalojan chiese al pontefice <strong>di</strong> poter essere incoronato con il titolo<br />

imperiale attribuito in precedenza ai sovrani bulgari e <strong>che</strong> il pontefice riconoscesse il capo<br />

del<strong>la</strong> chiesa bulgara come patriarca. Però il car<strong>di</strong>nale Brancaleone, seguendo le <strong>di</strong>sposizioni<br />

del papa, elesse a capo del<strong>la</strong> chiesa bulgara, Vasilij <strong>di</strong> Tărnovo come primate <strong>di</strong> Bulgaria, ma<br />

non patriarca e incoronò Kalojan come Rex Bulgarorum et B<strong>la</strong>chorum, ma non imperatore.<br />

Di questo illustre <strong>personaggi</strong>o brin<strong>di</strong>sino, <strong>la</strong> cronaca e l a <strong>storia</strong> non hanno poi registrato<br />

null’altro, né delle sue origini, né tanto meno del<strong>la</strong> sua fine.<br />

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