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i 100 personaggi dell'odonomastica di Brindisi che attraversano tutta la storia della città

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

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RUGGERO FLORES<br />

(Brin<strong>di</strong>si, 1267 – Adrianopoli, 30 aprile 1305)<br />

Fu un capitano <strong>di</strong> ventura nato a Brin<strong>di</strong>si tra il 1266 e il 1268, secondogenito del nobile<br />

tedesco Riccardo Blum, falconiere dell’imperatore Federico II d i Svevia -<strong>che</strong> si cambiò il<br />

cognome in Flores- e da una nobildonna brin<strong>di</strong>sina, forse del<strong>la</strong> famiglia dei Ripalta.<br />

Rimase orfano in tenera età, quando i l padre morì, il 23 agos to 1268, nel<strong>la</strong> battaglia <strong>di</strong><br />

Tagliacozzo combattendo per Corra<strong>di</strong>no <strong>di</strong> Svevia contro Carlo I d’Angiò.<br />

Nel 1275, i l frate temp<strong>la</strong>re Vassayl da M arsiglia, comandante <strong>di</strong> una nav e temp<strong>la</strong>re<br />

approdata a Brin<strong>di</strong>si, notò il ragazzino Ruggero interessarsi alle attività marinare del porto, e<br />

quin<strong>di</strong> chiese ed ottenne dal<strong>la</strong> madre il suo affidamento. Ruggero mostrò da subito coraggio<br />

e gran<strong>di</strong> attitu<strong>di</strong>ni marinares<strong>che</strong>, al punto <strong>che</strong> fu introdotto nell’or<strong>di</strong>ne dei Temp<strong>la</strong>ri e, appena<br />

ventenne, gli fu dato il comando del<strong>la</strong> nave Falcone, <strong>la</strong> più grande dell’Or<strong>di</strong>ne, solitamente<br />

attraccata nel porto <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si e in servizio costante sul<strong>la</strong> rotta per <strong>la</strong> Terrasanta.<br />

Con quel<strong>la</strong> nave Ruggero Flores partecipò a numerose imprese militari contro i Musulmani e,<br />

nel 1291, si <strong>di</strong>stinse nel<strong>la</strong> <strong>di</strong>fesa <strong>di</strong> San Giovanni d’Acri, quando <strong>tutta</strong>via, accusato -forse<br />

ingiustamente- <strong>di</strong> essersi appropriato <strong>di</strong> alcuni beni approfittando del<strong>la</strong> confusione <strong>che</strong> seguì<br />

l’abbandono del<strong>la</strong> <strong>città</strong> caduta in mani saracene, fu espulso dall’or<strong>di</strong>ne temp<strong>la</strong>re.<br />

Sdegnato con Carlo d’Angiò per aver confiscato i beni del padre, Ruggero passò a<br />

combattere con gli Aragonesi, <strong>di</strong>stinguendosi per le sue imprese belli<strong>che</strong> e, <strong>di</strong> venuto vice<br />

ammiraglio degli Almogaveri -combattenti cata<strong>la</strong>ni- liberò Messina dall’asse<strong>di</strong>o angioino nel<br />

1301. Dopo <strong>la</strong> pace <strong>di</strong> Caltabellotta nel 1302, tra Carlo D’Angiò e Feder ico d’Aragona,<br />

Ruggero Flores passò al servizio dell’imperatore d’Oriente Andronico II Paleologo, in guerra<br />

contro gli Ottomani. Entrò in Anatolia, impossessandosi <strong>di</strong> Fi<strong>la</strong>delfia, Magnesia ed Efeso e<br />

respingendo i Turchi fino al<strong>la</strong> Cilicia e il Tauro. Poi, durante <strong>la</strong> primavera del 1304 respinse<br />

an<strong>che</strong> gli A<strong>la</strong>ni, provenienti dal nord del Mar Nero. Come ricompensa per i servizi prestati<br />

all’impero, Andronico nominò Ruggero megadux -comandante del<strong>la</strong> flotta- e gli <strong>di</strong>ede in<br />

sposa Maria, sua nipote e figlia dello zar <strong>di</strong> Bulgaria, Azan.<br />

Quei successi del brin<strong>di</strong>sino, suscitarono però an<strong>che</strong> l'invi<strong>di</strong>a del figlio dell’imperatore,<br />

Mi<strong>che</strong>le IX Paleologo, l’erede al trono, <strong>che</strong> sospettoso <strong>di</strong> quell’ambizioso cavaliere<br />

trentasettenne, lo fece assassinare a tra<strong>di</strong>mento, nel 1305, durante un ban<strong>che</strong>tto a<br />

Adrianopoli.<br />

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