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i 100 personaggi dell'odonomastica di Brindisi che attraversano tutta la storia della città

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

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GIOVANNI CASTROMEDIANO<br />

(Brin<strong>di</strong>si, XIII Secolo – Lecce, XIV Secolo)<br />

Fu un viceammiraglio del regno <strong>di</strong> Sicilia e Napoli, elevato a tale grado nel 1306 dal re Carlo<br />

II D’Angiò, lo zoppo.<br />

Nacque a B rin<strong>di</strong>si nel<strong>la</strong> seconda metà del XIII secolo, <strong>di</strong>scendente da una nobi le famiglia<br />

originaria del<strong>la</strong> Franconia, il cui capostipite Kilian <strong>di</strong> Lymburgh scese in Italia in <strong>di</strong>fesa del re<br />

<strong>di</strong> Sicilia, il normanno Guglielmo I il malo, il quale nel 1156 gli assegnò in compenso le terre<br />

<strong>di</strong> Castrome<strong>di</strong>ano, Pietrapertosa e Castrobellotto, in Basilicata.<br />

Un <strong>di</strong>scendente <strong>di</strong>retto <strong>di</strong> Kilian, Ruggero <strong>di</strong> Castrome<strong>di</strong>ano il giovane, fu scelto dal re Carlo I<br />

D’Angiò a s uo Cavallerizzo maggiore e poi , in compenso dei servigi resi, nel 1272, ebbe<br />

concesso in beneficio il feudo <strong>di</strong> Cerceto, situato nel<strong>la</strong> giuris<strong>di</strong>zione del<strong>la</strong> Contea <strong>di</strong> Lecce.<br />

Per tale circostanza, Ruggero, una volta nominato barone, con <strong>tutta</strong> <strong>la</strong> sua famiglia si staccò<br />

dal ceppo principale <strong>di</strong> Basilicata e fu a stabilirsi a Brin<strong>di</strong>si, dove nacque suo figlio -o forse<br />

nipote- Giovanni Castrome<strong>di</strong>ano, il futuro viceammiraglio.<br />

Successivamente, già iniziato il secolo XIV, il ramo dei Castrome<strong>di</strong>ano <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si fu a<br />

stabilirsi in Lecce, dove <strong>di</strong>morò a lungo nel pa<strong>la</strong>zzo <strong>di</strong> famiglia (foto) prospiciente <strong>la</strong> piazzetta<br />

del<strong>la</strong> Zecca, presso porta San Biagio.<br />

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