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i 100 personaggi dell'odonomastica di Brindisi che attraversano tutta la storia della città

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

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LUCIO SCARANO<br />

(Brin<strong>di</strong>si, 1540 – Venezia, 1610)<br />

Fu un i llustre letterato del<strong>la</strong> seconda metà del Secolo XVI. Nacque nel seno <strong>di</strong> una umile<br />

famiglia conta<strong>di</strong>na brin<strong>di</strong>sina e fu un dotto m e<strong>di</strong>co e un fam oso ed apprezzato filosofo,<br />

letterato e <strong>la</strong>tinista.<br />

Stu<strong>di</strong>ò all’Università <strong>di</strong> Bologna, dove insegnò e nel 1576 fu priore dei filosofi. Poi stu<strong>di</strong>ò a<br />

Padova ed infine a Venezia, dove il senato <strong>di</strong> quel<strong>la</strong> potente repubblica marinara lo chiamò<br />

poi, nel 1583, a ricoprire <strong>la</strong> cattedra <strong>di</strong> Filosofia dell’Accademia, succedendo in quel<br />

prestigioso incarico a Aldo Manuzio il giovane.<br />

Nel 1593 f u tra i fondatori dell’Accademia Veneziana e fu autore, nel 1594, del<strong>la</strong><br />

tragicomme<strong>di</strong>a Lo Antiloco. Nel 1601, scrisse il trattato Scenophy<strong>la</strong>x, in cui sostenne <strong>la</strong><br />

convenienza <strong>di</strong> restituire al<strong>la</strong> trage<strong>di</strong>a e al<strong>la</strong> comme<strong>di</strong>a <strong>la</strong> lingua <strong>la</strong>tina.<br />

Fu Scarano, forbito oratore in <strong>la</strong>tino e fu un p erfetto conoscitore del greco. In privilegiato<br />

contatto con l’intellettualità europea, fu amico dei principali letterati e scienziati suoi<br />

contemporanei, molti dei quali gli de<strong>di</strong>carono alcune delle loro opere.<br />

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