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i 100 personaggi dell'odonomastica di Brindisi che attraversano tutta la storia della città

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

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GIOVANNI MARIA MORICINO<br />

(Brin<strong>di</strong>si, 10 marzo 1558 – Brin<strong>di</strong>si, 18 settembre 1628)<br />

Fu sindaco <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si, tra il 1604 e il 1605. Fu un me<strong>di</strong>co, intellettuale, storico, scrittore e<br />

insegnante. Nacque da Giovanni Francesco e da Dionora Taccone, nipote del notaio Antonio<br />

Taccone e <strong>di</strong>scendente an<strong>che</strong> del poeta Nicolò Taccone.<br />

Fu l’autore dell’ine<strong>di</strong>to primo libro <strong>che</strong> si conosca sia stato scritto sull’intera <strong>storia</strong> <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si,<br />

dalle origini fino ai tempi dello scrittore, intito<strong>la</strong>to: “Dell’Antiquità e V icissitu<strong>di</strong>ne del<strong>la</strong> Città <strong>di</strong><br />

Brin<strong>di</strong>si” il cui manoscritto fu incontrato nel<strong>la</strong> Biblioteca Annibale De Leo e per mise verificare il<br />

f<strong>la</strong>grante p<strong>la</strong>gio <strong>che</strong> ne fece Andrea Del<strong>la</strong> Monaca, il quale pubblicò nel 1846 <strong>la</strong> sua “Memoria<br />

historica dell’antichissima e fedelissima <strong>città</strong> <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si”.<br />

Gio’ Maria Moricino, fu au<strong>di</strong> tore del municipio citta<strong>di</strong>no per molti anni e n el 1619 promosse il<br />

trasferimento delle mona<strong>che</strong> <strong>di</strong> Santa Chiara al nuovo monastero <strong>di</strong> Santa Maria degli Angeli e<br />

ottenne <strong>che</strong> al monastero <strong>di</strong> Santa Chiara si desse una somma annuale e fos se mantenuto<br />

aperto come terzo monastero citta<strong>di</strong>no.<br />

Fu insegnante a Mesagne, dove ebbe tra i suoi <strong>di</strong>scepoli il me<strong>di</strong>co storico e filosofo Fernando<br />

Epifanio, per retorica, logica e g eometria. Poi visse per un lungo periodo <strong>di</strong> tempo an<strong>che</strong> a<br />

Monopoli, dove fu tenuto in grande considerazione e dove insegnò ed esercitò <strong>la</strong> me<strong>di</strong>cina.<br />

Possedette una libreria, con an<strong>che</strong> testi <strong>di</strong> me<strong>di</strong>cina ricevuti in ere<strong>di</strong>tà da Fr ancesco Antonio<br />

Teodoro, <strong>che</strong> comprendeva libri <strong>di</strong> Sabellico, Biondo, Volterrano, Procopio da Cesarea, Sigonio<br />

e altri importanti autori. La libreria, dal<strong>la</strong> sua casa <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si <strong>di</strong>etro al Seminario, fu poi trasferita<br />

al<strong>la</strong> casa Resta in Mesagne.<br />

Fu coinvolto nel più c<strong>la</strong>moroso giallo del XVI secolo, ossia il presunto omici<strong>di</strong>o per<br />

avvelenamento dell’arcivescovo Andrea Ajar<strong>di</strong> del 4 settembre 1595, del quale era me<strong>di</strong>co<br />

personale; accusa per <strong>la</strong> quale ebbe a soffrire non po<strong>che</strong> conseguenze, inclusa <strong>la</strong> carcerazione,<br />

il 20 ottobre, nel castello <strong>di</strong> terra, assieme a Marcello Barlà.<br />

Sposò in prime nozze, <strong>la</strong> gentildonna brin<strong>di</strong>sina Giulia Del<strong>la</strong> Volta ed in seconde nozze <strong>la</strong> nobile<br />

brin<strong>di</strong>sina Giulia Stabile. Dovette soffrire <strong>la</strong> morte accidentale del suo unico figlio del matrimonio<br />

in seconde nozze, il quin<strong>di</strong>cenne Francesco, il quale cadde da un albero <strong>di</strong> gelso moro nel<br />

giar<strong>di</strong>no del monastero a<strong>di</strong>acente al<strong>la</strong> chiesa <strong>di</strong> San Paolo. Il ragazzo fu seppellito nel<strong>la</strong> stessa<br />

chiesa, dove Gio’ Moricino volle poi essere an<strong>che</strong> lui seppellito, nel<strong>la</strong> cappel<strong>la</strong> <strong>di</strong> San<br />

Francesco, <strong>di</strong> stile barocco e c he fu dotata dal Moricino <strong>di</strong> una s tatua lignea del Poverello <strong>di</strong><br />

Assisi, <strong>di</strong> pregevole fattura e <strong>di</strong> grandezza maggiore del naturale.<br />

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