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i 100 personaggi dell'odonomastica di Brindisi che attraversano tutta la storia della città

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

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NICOLÒ TACCONE<br />

(Brin<strong>di</strong>si, XVI Secolo – XVII Secolo)<br />

Fu un letterato, il massimo poeta brin<strong>di</strong>sino del XVI Secolo. Figlio <strong>di</strong> Bartolomeo, fu notaio e<br />

poeta, assai dotto in lingua <strong>la</strong>tina e autore <strong>di</strong> storie locali. Visse a cavallo tra il cinquecento e<br />

il seicento. Fu avo materno <strong>di</strong> Giovanni Maria Moricino.<br />

La cultura umanista, a Brin<strong>di</strong>si, ebbe notevoli sviluppi prima del<strong>la</strong> controriforma e tr a gli<br />

umanisti, Nicolò Taccone eccelse fra tutti. Fu ritenuto fra gli intellettuali autori del<strong>la</strong><br />

rivisitazione dei miti <strong>di</strong>onisiaci attraverso il tarantolismo.<br />

Nicolò Taccone descrisse <strong>la</strong> famosa Fontana <strong>di</strong> Monsignore, <strong>che</strong> il poeta considerò quasi<br />

d’edenica bellezza, al pari <strong>che</strong> i giar<strong>di</strong>ni contigui, e <strong>la</strong> cantò in eleganti versi <strong>la</strong>tini:<br />

“Consitur arboribus locus est in littore portus,<br />

<strong>di</strong>stat ab urbe parum, <strong>di</strong>stat ab arce nihil,<br />

<strong>di</strong>cent hesperidum tales, qui cerneres hortos,<br />

quos rigat ubertim fons. salientis aqua,<br />

pontani cantata tuba olim pul<strong>che</strong>r Adonis,<br />

citrus adest Veneris delitiosus amor,<br />

nec defunt hedera, mirtus, nec delfica <strong>la</strong>urus,<br />

can<strong>di</strong>da cum rubris lilia mixta rosis”<br />

In quanto notai o, nel 1542 compilò copia del<strong>la</strong> bol<strong>la</strong> con <strong>la</strong> quale il pontefice Lucio II, ne l<br />

confermare a Lupo arcivescovo <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si tutti i privilegi del<strong>la</strong> sua chiesa, ne in<strong>di</strong>cava <strong>la</strong><br />

giuris<strong>di</strong>zione.<br />

Nel 1556 r edasse l’atto col quale i padri Carmelitani dettero il vecchio monastero a c enso<br />

perpetuo per nove scu<strong>di</strong> annui a Pietro e Paolo Strabone.<br />

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