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i 100 personaggi dell'odonomastica di Brindisi che attraversano tutta la storia della città

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

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GIOVANNI PALMA<br />

(Brin<strong>di</strong>si, 1600 circa – Capitanata, 1650 circa)<br />

Fu un poeta vissuto nel<strong>la</strong> prima metà del XVII secolo. Fu eru<strong>di</strong>to nelle lettere ed in<br />

partico<strong>la</strong>re nel<strong>la</strong> poesia, toscana, <strong>la</strong>tina e greca.<br />

Nato a B rin<strong>di</strong>si, si sposò in San Giovanni Rotondo, nell’allora Provincia <strong>di</strong> Capitanata. Dal<br />

1630 fu segretario del mar<strong>che</strong>se del Vasto e <strong>di</strong> Pescara, Fer<strong>di</strong>nando Francesco.<br />

Fece parte dell’Accademia napoletana, detta degli Impazienti.<br />

Nel 1630 <strong>di</strong> ede al<strong>la</strong> stampa un v olume <strong>di</strong> rime, ma se ne stamparono pochissime copie a<br />

causa <strong>di</strong> un problema tecnico del<strong>la</strong> tipografia.<br />

Sembra <strong>che</strong> poi scrisse alcuni altri libri <strong>di</strong> poesie, drammati<strong>che</strong> e epi <strong>che</strong>, ma non furono<br />

stampati e <strong>di</strong> essi si persero le tracce. Finalmente, nel 1632, presso <strong>la</strong> tipografia <strong>di</strong> Lazzaro<br />

Scorriggio <strong>di</strong> Napoli, si stampò un altro suo libro <strong>di</strong> rime, compi<strong>la</strong>to in due parti.<br />

Con l’avanzare dell’età soffrì una ma<strong>la</strong>ttia agli occhi <strong>che</strong> limitò <strong>la</strong> sua attività <strong>di</strong> scrittore e<br />

poeta e, an<strong>che</strong> se continuò a scrivere, non poté finalmente pubblicare i suoi poemi perché<br />

non in grado <strong>di</strong> effettuarne <strong>la</strong> dovuta revisione.<br />

Questi, alcuni dei suoi titoli conosciuti: La riviera <strong>di</strong> Brento, <strong>di</strong>viso in soggetti marinareschi e<br />

pastorali. La Guerra <strong>di</strong> Otranto, poema epico intorno a quel famoso avvenimento storico.<br />

L’asino razionale, <strong>di</strong>ceria <strong>di</strong> un gi ovane goffo ed ar guto. Un volume grande <strong>di</strong> poesie<br />

toscane, raccolte in quattro parti: L’Eromelica amorfa, La Colonna, Il Portico, Il Tempio<br />

sagro. Un volume <strong>di</strong> poesie <strong>la</strong>tine: Il Gargano, sud<strong>di</strong>viso in do<strong>di</strong>ci i<strong>di</strong>lli pastorali in<strong>di</strong>rizzati ad<br />

altrettanti principi.<br />

Giovanni Palma morì in Capitanata intorno al 1650.<br />

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