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i 100 personaggi dell'odonomastica di Brindisi che attraversano tutta la storia della città

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

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BARTOLOMEO PASSANTE<br />

(Brin<strong>di</strong>si, 1618 – Napoli, 17 luglio 1648)<br />

Fu un pittore brin<strong>di</strong>sino, vissuto nel XVII secolo quasi sempre a Napoli, <strong>città</strong> in cui giunse nel<br />

1625 appena compiti sette anni e dove frequentò <strong>la</strong> bottega del pittore Pietro Beato, <strong>di</strong> cui<br />

sposò, nel 1636, <strong>la</strong> nipote Ange<strong>la</strong> Formi<strong>che</strong>l<strong>la</strong>. E a Napoli Bartolomeo morì nel 1648, <strong>di</strong><br />

peste, appena trentenne e fu sepolto a Trinità <strong>di</strong> Pa<strong>la</strong>zzo.<br />

“Bartolomeo Passante fu <strong>di</strong>scepolo del Ribera -Spagnoletto- e sotto <strong>la</strong> sua <strong>di</strong>rezione riuscì<br />

tanto, <strong>che</strong> il maestro molto l’adoperava nelle molte richieste <strong>di</strong> sue pitture; e massimamente<br />

per quelle <strong>che</strong> dovevano esser mandate altrove, ed in paesi stranieri: e questa è <strong>la</strong> cagione<br />

<strong>che</strong> po<strong>che</strong> opere sue si veggono esposte in pubblico, ma so<strong>la</strong>mente in casa <strong>di</strong> alcuni<br />

partico<strong>la</strong>ri si ammirano varie storie sacre da lui <strong>di</strong>pinte, e mezze figure <strong>di</strong> santi e <strong>di</strong> filosofi;<br />

perciocché egli <strong>di</strong> età ancor fresca morì <strong>di</strong> peste. Egli è così simile alle opere del Ribera, <strong>che</strong><br />

bisogna sia molto pratico <strong>di</strong> lor maniera chi vuol conoscerlo: conciossiaché nel<br />

componimento e mossa delle figure, è simile al suo maestro, e più nel tremendo impasto del<br />

colore: come si può vedere dal bel quadro del<strong>la</strong> Natività del Signore situato sopra <strong>la</strong> porta<br />

del<strong>la</strong> chiesa <strong>di</strong> San Giacomo degli Spagnoli, il quale è così eccellente <strong>che</strong> sembra <strong>di</strong> mano<br />

del suo egregio maestro; e m assimamente a' forestieri da' quali vien creduto <strong>di</strong> mano del<br />

Ribera: nel quale però, da c hi è i ntelligente dell'arte, si vede un c arattere superiore, nel<br />

ricercato <strong>di</strong>segno e nel l'espressione degli affetti; e pi ù nell'esprimere <strong>la</strong> <strong>la</strong>nguidezza delle<br />

membra, nel<strong>la</strong> decrepità dei suoi vecchi; nel<strong>la</strong> qual parte si può <strong>di</strong> re <strong>che</strong> fu i narrivabile.<br />

Laonde <strong>di</strong> Bartolomeo sol <strong>di</strong>remo <strong>che</strong> fu valente sco<strong>la</strong>ro <strong>di</strong> Giuseppe <strong>di</strong> Ribera, e <strong>che</strong> le<br />

opere sue sono stimate da' professori, quasi al pari del suo ammirabile maestro” [De'<br />

Dominici].<br />

Per altri specialisti, invece, il suo vero stile sembrerebbe <strong>di</strong>stante dal Ribera, avvicinandosi<br />

piuttosto al<strong>la</strong> maniera <strong>di</strong> Massimo Stanzione e <strong>di</strong> Agostino Beltrano, col quale probabilmente<br />

con<strong>di</strong>vise il <strong>di</strong>scepo<strong>la</strong>to presso il Beato: "… Attratto da modelli più c<strong>la</strong>ssicisti, agli inizi degli<br />

anni Quaranta mitigò il naturalismo riberiano adottando forme dai contorni più concisi, profili<br />

più netti, incarnati più levigati e panneggi leggermente ragge<strong>la</strong>ti nel<strong>la</strong> loro preziosità pittorica,<br />

fino a raggiungere un approdo più accademico".<br />

Passante è stato an<strong>che</strong> -polemicamente- identificato con il famoso “Maestro dell’Annuncio”<br />

ed esistono due opere firmate “Bartolomeo Bassante”: <strong>la</strong> Adorazione dei pastori, nel Museo<br />

del Prado <strong>di</strong> Madrid e le Nozze misti<strong>che</strong> <strong>di</strong> Santa Caterina, in Napoli.<br />

Gli sono attribuiti, tra altri: <strong>la</strong> Adorazione dei pastori in una chiesa <strong>di</strong> Kalmar in Svezia (foto);<br />

una Santa Caterina in Torino; un S. Sebastiano curato dalle pie donne in Londra; <strong>la</strong> Sacra<br />

Famiglia con S. Giuseppe dormiente; un San Onofrio e una Adorazione dei Magi.<br />

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