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i 100 personaggi dell'odonomastica di Brindisi che attraversano tutta la storia della città

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

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BERNARDO DE ROJAS<br />

(Brin<strong>di</strong>si, XVII Secolo)<br />

Fu un umanista, e fu canonico, padre dell’or<strong>di</strong>ne del Celestini. Nacque a Brin<strong>di</strong>si intorno al<strong>la</strong><br />

metà del XVII secolo.<br />

Fu dottissimo filosofo, scrisse parecchie opere, tra cui Bellerophon metaphisicus-1690, De<br />

generationibus formarum-1692, Opusculum contra atheistas-1694.<br />

Fu nominato Abate del Real Monasterio dei Celestini <strong>di</strong> Santa Croce in Lecce, succedendo<br />

al padre Mauro Leopardo <strong>di</strong> Mesagne.<br />

In via Bernardo de Rojas (foto), nel<strong>la</strong> prima metà del secolo scorso, abitò <strong>la</strong> signora Anna<br />

Maria De Ventura, l’enigmatica e bel<strong>la</strong> sposa e madre brin<strong>di</strong>sina <strong>che</strong> fu <strong>la</strong> misteriosa e<br />

segreta model<strong>la</strong> del magnifico monumento bronzeo eretto al<strong>la</strong> memoria del<strong>la</strong> trage<strong>di</strong>a del<strong>la</strong><br />

Benedetto Brin del 27 settembre 1915 e conservato nel cimitero comunale <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si.<br />

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