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i 100 personaggi dell'odonomastica di Brindisi che attraversano tutta la storia della città

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

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ORONZO TISO<br />

(Lecce, 18 maggio 1726 – Lecce, 18 maggio 1800)<br />

Fu un sacerdote e un talentoso pittore leccese, meritorio esponente del tardo barocco del<strong>la</strong><br />

pittura napoletana.<br />

Oronzo nacque a Lecce, da don Domenico Tiso e da Teresa Manfre<strong>di</strong>. Stu<strong>di</strong>ò al<strong>la</strong> scuo<strong>la</strong><br />

degli Ignaziani, <strong>la</strong> cui chiesa era situata proprio <strong>di</strong> rimpetto al<strong>la</strong> casa in cui nacque e visse <strong>la</strong><br />

sua gioventù.<br />

Tra il 1746 e il 1749 soggiornò a Napoli, dove stu<strong>di</strong>ò, ancora presso gli stessi Ignaziani,<br />

<strong>di</strong>ritto canonico e, inoltre, in quel<strong>la</strong> capitale si formò artisticamente nel<strong>la</strong> scuo<strong>la</strong> <strong>di</strong> Francesco<br />

Solimena.<br />

Ritornò a Lecce nel 1752, dove fu or<strong>di</strong>nato sacerdote e fu mansionario del Duomo, <strong>di</strong> cui si<br />

impegnò personalmente del<strong>la</strong> decorazione tra il 1757 e il 1758, realizzando i <strong>di</strong>pinti dell’area<br />

presbiteriale.<br />

Nel 1770 <strong>di</strong> pinse, per <strong>la</strong> Cattedrale <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si, il quadro, olio su te<strong>la</strong> (foto), raffigurante <strong>la</strong><br />

“Pre<strong>di</strong>cazione <strong>di</strong> San Leucio” il primo vescovo <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si e quello, raffigurante il “Martirio <strong>di</strong><br />

San Pelino”, anch’egli vescovo <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si, entrambi santi venerati durante secoli come i due<br />

patroni del<strong>la</strong> <strong>città</strong>.<br />

Dipinse an<strong>che</strong> <strong>la</strong> “Gloria del beato Lorenzo da Brin<strong>di</strong>si” per <strong>la</strong> chiesa <strong>di</strong> Santa Maria degli<br />

Angeli <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si, dov’è tuttora conservato.<br />

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