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i 100 personaggi dell'odonomastica di Brindisi che attraversano tutta la storia della città

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

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VITO GUERRIERI<br />

(San Pancrazio, 1783 – Brin<strong>di</strong>si, 4 luglio 1872)<br />

Fu un dotto arci<strong>di</strong>acono e primicerio del<strong>la</strong> Cattedrale <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si e, nel 1845, venne nominato<br />

bibliotecario del<strong>la</strong> Biblioteca Arcivescovile De Leo <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si, succedendo in tale incarico a<br />

Francesco Scolmafora e precedendo Giovanni Tarantini.<br />

Fu insegnante e poi an<strong>che</strong> rettore del Seminario <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si.<br />

Fu autore del testo “Articolo storico su’ vescovi del<strong>la</strong> chiesa metropolitana <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si”<br />

pubblicato in Napoli nel 1846. Nell’introduzione <strong>che</strong> scrisse per quel volume, commentò <strong>che</strong><br />

gli fu istruito <strong>di</strong> scriverlo <strong>di</strong>rettamente dall’arcivescovo <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si, Diego P<strong>la</strong>neta, e c he,<br />

ricordando dell’esistenza <strong>di</strong> alcuni documenti raccolti in un vecchio <strong>la</strong>voro <strong>di</strong> Annibale De Leo<br />

-<strong>che</strong> lui aveva conosciuto personalmente- sullo stesso tema, lo cercò e l o incontrò nel<strong>la</strong><br />

biblioteca: una serie <strong>di</strong> appunti manoscritti e non or <strong>di</strong>nati <strong>di</strong> Annibale De Leo, i quali<br />

contenevano <strong>di</strong> fatto una i nformazione abbastanza completa sui vescovi succedutisi nel<strong>la</strong><br />

<strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si. Quin<strong>di</strong>, scrisse <strong>che</strong> lui, Vito Guerrieri, semplicemente rivide rior<strong>di</strong>nò e<br />

completò tutti quegli appunti manoscritti <strong>di</strong> De Leo e li trascrisse completandoli per dare ad<br />

essi <strong>la</strong> forma adeguata, necessaria per <strong>la</strong> stampa.<br />

Il 2 marzo 1850, fu tra i notabili <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si firmatari del<strong>la</strong> petizione al re, certificata dal notaio<br />

Giuseppe Carrasco, perché abrogasse <strong>la</strong> costituzione accordata nel febbraio 1848.<br />

Nel 1851, Vito Guerrieri, facoltoso <strong>di</strong> famiglia, acquistò il seicentesco Pa<strong>la</strong>zzo Massa (foto),<br />

<strong>che</strong> era stato an<strong>che</strong> <strong>di</strong> Annibale De Leo, e vi abitò per vent’anni, fino al<strong>la</strong> morte, nel 1872. Gli<br />

ere<strong>di</strong> vendettero il pa<strong>la</strong>zzo al Comune <strong>che</strong> lo utilizzò come sede <strong>di</strong> vari istituti educativi, fino<br />

ad ospitare il Liceo artistico Edgardo Simone.<br />

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