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i 100 personaggi dell'odonomastica di Brindisi che attraversano tutta la storia della città

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

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GIOVANNI CRUDOMONTE<br />

(Brin<strong>di</strong>si, 22 gennaio 1792 – Brin<strong>di</strong>si, 10 aprile 1872)<br />

Fu un patriota del<strong>la</strong> carboneria e grande cospiratore antiborbonico. Con decreto del procuratore<br />

del re del tribunale <strong>di</strong> Lecce, ottenne, in data 5 ottobr e 1834, <strong>di</strong> aggiungere all’originale<br />

cognome <strong>di</strong> Crudo quello <strong>di</strong> Monte: nacque così il cognome Crudomonte.<br />

Intrepido e senza scrupoli, iniziato giovanissimo al credo carbonaro, lottò tenacemente per <strong>la</strong><br />

causa del<strong>la</strong> libertà, senza preoccupazioni e timori <strong>di</strong> processi e c ondanne. Per il 1817<br />

apparteneva al<strong>la</strong> setta dei “Decisi” ed era il capo dei “Fi<strong>la</strong>delfi” e per il 1820-1821 era Maestro<br />

del<strong>la</strong> Ven<strong>di</strong>ta dei “Liberi Piacentini”.<br />

Crudomonte partecipò in prima linea nel moto liberale del 1817 nel Salento, contribuendo<br />

costantemente e validamente al tentativo <strong>di</strong> suscitare un’insurrezione per abbattere il governo<br />

borbonico. Poi, nel 1821, preparò l’insurrezione <strong>di</strong> alcuni detenuti nel Forte a mare, aiutato dal<br />

comandante del <strong>la</strong>zzaretto del porto, Francesco D’Oria. Finalmente Crudomonte fu ar resto e<br />

deportato a Napoli, da dove fu trasferito alle prigioni <strong>di</strong> Lecce, rimanendovi per due anni.<br />

Da lì in poi, Crudomonte visse tra vigi<strong>la</strong>nza speciale, persecuzioni, processi e carcere, senza<br />

mai <strong>di</strong>sarmarsi <strong>di</strong> fronte all’oppressione, neppure quando, dopo <strong>la</strong> rivoluzione del ’48, perse uno<br />

dei suoi figli, ch’era stato imprigionato nel bagno penale del castello svevo <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si.<br />

Fu processato e i mprigionato nel 1850 e poi, nel 1856, es sendo responsabile <strong>di</strong> propaganda<br />

contro il re, fu nuovamente processato e condannato a vent’anni <strong>di</strong> ferri dal Tribunale speciale<br />

<strong>di</strong> Lecce da scontrarsi nel carcere <strong>di</strong> Procida.<br />

Finalmente, quando nel 1860 gl i eventi politici e militari precipitarono, si aprirono le galere ai<br />

prigionieri politici del Regno <strong>di</strong> Napoli e Crudomonte fu liberato e riabilitato.<br />

Nel nuovo Regno d’Italia, Crudomonte fu incaricato <strong>di</strong> sovrintendere al<strong>la</strong> Guar<strong>di</strong>a nazionale <strong>di</strong><br />

Brin<strong>di</strong>si e in tale veste avrebbe potuto far pagare ai suoi persecutori e ai suoi de<strong>la</strong>tori, le<br />

sofferenze cui era stato sottoposto, e invece non si preoccupò d’altro <strong>che</strong> <strong>di</strong> mantenere l’or<strong>di</strong>ne<br />

e <strong>la</strong> legalità, evitando inutili vendette e rappresaglie.<br />

Giovanni Crudomonte morì nel 1872, a 80 anni, fra l’unanime compianto dei suoi concitta<strong>di</strong>ni.<br />

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