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i 100 personaggi dell'odonomastica di Brindisi che attraversano tutta la storia della città

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

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GIOVANNI GIACONELLI<br />

(Brin<strong>di</strong>si, 1795 circa – Brin<strong>di</strong>si, 1865 circa)<br />

Fu un acceso cospiratore antiborbonico, un agguerrito e attivissimo carbonaro brin<strong>di</strong>sino.<br />

Appartenne al<strong>la</strong> famosa Ven<strong>di</strong>ta carbonara dei ”Liberi Piacentini” <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si. La Ven<strong>di</strong>ta, <strong>che</strong><br />

fu fondata dal maggiore murattiano Cosimo Laviani con il ritorno <strong>di</strong> Fer<strong>di</strong>nando <strong>di</strong> Borbone<br />

sul regno <strong>di</strong> Napoli nel 1815, incorporò da subito an<strong>che</strong> Giovanni Crudo, Francesco Palma e<br />

numerosi altri carbonari brin<strong>di</strong>sini.<br />

Giaconelli fu poi an<strong>che</strong> segretario del<strong>la</strong> ”Legione dei Fi<strong>la</strong>delfi”, un organismo settario<br />

paramilitare comandato da Giovanni Crudo con un programma liberale e fondato da don<br />

Giuseppe De Leonar<strong>di</strong>s.<br />

Quin<strong>di</strong>, integrò an<strong>che</strong> il gruppo dei ”Decisi”, quello detto dei carbonari intransigenti, fondato<br />

dal francavillese Pietro Gargaro, ex soldato murattiano <strong>di</strong> cavalleria e comandato a Brin<strong>di</strong>si<br />

da Giovanni Crudomonte.<br />

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