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i 100 personaggi dell'odonomastica di Brindisi che attraversano tutta la storia della città

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

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GIOVANNI TARANTINI<br />

(Brin<strong>di</strong>si, 15 novembre 1805 – Brin<strong>di</strong>si, 9 febbraio 1889)<br />

Fu un presbitero e un illustre ar<strong>che</strong>ologo e fu bibliotecario del<strong>la</strong> biblioteca Annibale De Leo.<br />

La famiglia Tarantini, fin dal 1700 tenne <strong>la</strong> Officina <strong>di</strong> Posta presso le Scuole Pie, nel pa<strong>la</strong>zzo<br />

<strong>di</strong> sua proprietà. Giovanni stu<strong>di</strong>ò nel Seminario <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si e poi compì i suoi stu<strong>di</strong> universitari<br />

a Napoli tra il 1825 e il 1830 e si <strong>la</strong>ureò in Teologia, Diritto civile e canonico, Lingua ebraica e<br />

Ar<strong>che</strong>ologia.<br />

Fu sempre un fedele realista e borbonico convinto, però ciò non gli impedì <strong>di</strong> aiutare molti<br />

patrioti antiborbonici, esuli e perseguitati negli anni del<strong>la</strong> repressione sviluppatasi intorno ai<br />

fatti del 48.<br />

Nominato Ispettore onorario per Monumenti e Scavi, il 29 agosto 1832, fu strenuo <strong>di</strong>fensore<br />

<strong>di</strong> monumenti <strong>che</strong> il progresso avrebbe potuto <strong>di</strong>struggere e <strong>di</strong>ede alle stampe alcuni scritti <strong>di</strong><br />

profonda eru<strong>di</strong>zione ar<strong>che</strong>ologica.<br />

A Brin<strong>di</strong>si, insegnò nel locale Seminario dal 1848 f ino al 1851, anno i n cui fu,<br />

dall’arcivescovo P<strong>la</strong>neta, nominato primicerio del<strong>la</strong> chiesa <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si e bi bliotecario del<strong>la</strong><br />

Annibale De Leo.<br />

Fu il fondatore del locale Museo civico locato nel tempio <strong>di</strong> San Giovanni al sepolcro, dove<br />

raccolse i preziosi cimeli <strong>di</strong> antichità <strong>che</strong> il territorio cominciava a r estituire in seguito al<br />

rinnovamento urbanistico del<strong>la</strong> <strong>città</strong> e in occasione <strong>di</strong> scavi occasionali.<br />

De<strong>di</strong>cò gran parte del<strong>la</strong> sua vita e delle sue preoccupazioni scientifi<strong>che</strong> all’ar<strong>che</strong>ologia, <strong>che</strong><br />

esercitò molto seriamente e proficuamente, così come restò testimoniato dalle sue numerose<br />

pubblicazioni specializzate in materia.<br />

Nel 1880 fu nominato corrispondente dell’Imperiale Istituto Storico Germano. Fu in<br />

corrispondenza con i maggiori stu<strong>di</strong>osi dell’epoca: in partico<strong>la</strong>re trasmise al Mommsen per il<br />

suo monumentale Corpus Inscriptionum Latinarum un’ampia raccolta delle epigrafi <strong>la</strong>tine da<br />

lui rinvenute in Brin<strong>di</strong>si.<br />

Il Museo Diocesano <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si è stato intito<strong>la</strong>to al suo nome.<br />

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