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i 100 personaggi dell'odonomastica di Brindisi che attraversano tutta la storia della città

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

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RAFFAELE RUBINI<br />

(Brin<strong>di</strong>si, 19 ottobre 1817 – Brin<strong>di</strong>si, 13 aprile 1890)<br />

Fu, Raffaele Giovanni Rubini, un celebre matematico italiano e un illustre citta<strong>di</strong>no <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si.<br />

Nacque da Settimio, negoziante, e da Giuseppa Gargiulo. Compì gli stu<strong>di</strong> basici a Brin<strong>di</strong>si e<br />

poi si recò a Napoli dove si <strong>la</strong>ureò in matematica e in architettura nel 1844.<br />

Insegnò matematica al Collegio Militare del<strong>la</strong> Nunziatel<strong>la</strong> e quin<strong>di</strong> matematica e fisica al<br />

Liceo <strong>di</strong> Lecce, incarico <strong>che</strong> dovette <strong>la</strong>sciare in seguito ai moti rivoluzionari del 1848, cui<br />

aveva aderito. Insegnò privatamente fino al 1859, anno i n cui fu c hiamato a r icoprire <strong>la</strong><br />

cattedra <strong>di</strong> Meccanica razionale del Regio Collegio <strong>di</strong> Marina a Napoli, ottenendo<strong>la</strong><br />

permanentemente con il nuovo governo nel 1860. Nel 1861 ottenne <strong>la</strong> cattedra <strong>di</strong> Meccanica<br />

razionale all’Università <strong>di</strong> Napoli e poi an<strong>che</strong> quel<strong>la</strong> <strong>di</strong> Algebra complementare, <strong>che</strong><br />

mantenne fino al 1866. Rubino fu socio corrispondente nazionale per cinque lustri del<strong>la</strong><br />

Reale Accademia <strong>di</strong> Scienze Fisi<strong>che</strong> e Matemati<strong>che</strong> <strong>di</strong> Napoli, fu socio an<strong>che</strong> dell’Accademia<br />

<strong>di</strong> Siviglia, dell’Accademia Pontaniana e dell’Accademia <strong>di</strong> Scienze Matemati<strong>che</strong> <strong>di</strong><br />

Bruxelles.<br />

Fu prolifico autore <strong>di</strong> libri <strong>di</strong> testo per i licei e per l'università. La sua prima opera fu del 1851,<br />

Trattato elementare <strong>di</strong> geometria analitica. Seguirono molte note e m emorie nei Ren<strong>di</strong>conti<br />

dell’Accademia delle Scienze <strong>di</strong> Napoli, negli Annali del Tortolini e nel Giornale <strong>di</strong><br />

Matemati<strong>che</strong>. Nel 1861 pubblicò Matemati<strong>che</strong> pure dall’aritmetica al calcolo infinitesimale.<br />

Tra il 1874 e il 1880 andarono in stampa Elementi <strong>di</strong> calcolo infinitesimale e Esercizi <strong>di</strong><br />

integrazione col calcolo dei simboli <strong>di</strong> operazione. Tra il 1886 e il 1887 scrisse Teoria delle<br />

forme in generale e specialmente delle Binarie.<br />

Nonostante i suoi stu<strong>di</strong> e i suoi impegni <strong>di</strong> grande matematico, Rubini non smise mai<br />

d’interessarsi del<strong>la</strong> sua <strong>città</strong>. Nel 1856, a proposito del restauro del porto <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si, scrisse<br />

su un fo glio versi con cui elogiava il re Fer<strong>di</strong>nando IV Borbone, affrettandosi poi a far e<br />

ammenda, scrivendo accanto ai versi “mea culpa”. Nel 1870 pr ogettò <strong>la</strong> sistemazione<br />

urbanistica <strong>di</strong> quel<strong>la</strong> vasta area <strong>di</strong> orti, <strong>di</strong>venuta nel tempo ricettacolo <strong>di</strong> rifiuti, <strong>che</strong> dalle vie<br />

Porta Lecce, Conserva e San Lorenzo, limite del centro storico fino al<strong>la</strong> fine dell’800, arriva<br />

al<strong>la</strong> stazione ferroviaria: un grande progetto urbanistico resosi necessario dopo <strong>la</strong><br />

costruzione nel 1865 del<strong>la</strong> stazione ferroviaria. Rubini coltivò an<strong>che</strong> <strong>la</strong> pittura, <strong>la</strong> musica e <strong>la</strong><br />

poesia, specialmente quando, nel 1870, si ritirò a Brin<strong>di</strong>si per motivi <strong>di</strong> salute afflitto da una<br />

ma<strong>la</strong>ttia nervosa. Scrisse, in quegli anni, una raccolta <strong>di</strong> liri<strong>che</strong> intito<strong>la</strong>ta Versi <strong>di</strong> un i<strong>di</strong>ota.<br />

Raffaele Rubini morì a B rin<strong>di</strong>si il 13 maggio 1890 e l a <strong>città</strong> gli decretò in memoria un<br />

monumento. Poi, nel 1921, gli fu intito<strong>la</strong>ta una via centrale e, nel 1940, Brin<strong>di</strong>si eternò <strong>la</strong> sua<br />

memoria erigendogli una epigrafe marmorea attigua al<strong>la</strong> sua casa, a<strong>di</strong>acente al corso.<br />

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