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i 100 personaggi dell'odonomastica di Brindisi che attraversano tutta la storia della città

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

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ALESSANDRO FAVIA<br />

(Brin<strong>di</strong>si, 1840 circa – Brin<strong>di</strong>si, 1914)<br />

Fu un benemerito citta<strong>di</strong>no <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si. Con testamento olografo del 1914 destinò i suoi beni<br />

al<strong>la</strong> fondazione <strong>di</strong> un istituto in cui ospitare, educare ed istruire fanciulli orfani brin<strong>di</strong>sini.<br />

Eretto in ente morale con il regio decreto n. 2352 del 16 d icembre del 1929, il Pio istituto<br />

Luigi Favia in realtà non riuscì mai a perseguire i suoi fini statutari a causa dell’insufficienza<br />

dei suoi mezzi finanziari. Fu quin<strong>di</strong> soppresso con decreto del 7 gennaio del 1987 e il suo<br />

patrimonio fu attribuito in proprietà al Comune, con vincolo <strong>di</strong> destinazione ai servizi sociali.<br />

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