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i 100 personaggi dell'odonomastica di Brindisi che attraversano tutta la storia della città

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

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GIOVANNI BETTOLO<br />

(Genova, 25 maggio 1846 – Roma, 14 aprile 1916)<br />

Fu un ammiraglio del<strong>la</strong> Regia Marina, deputato al Par<strong>la</strong>mento e ministro del Regno d’Italia.<br />

Uscì come guar<strong>di</strong>a marina nel 1865 dal <strong>la</strong> Regia Accademia navale <strong>di</strong> Livorno, percorse<br />

bril<strong>la</strong>ntemente <strong>la</strong> sua carriera, <strong>di</strong>venendo comandante dell’accademia, marinaio e navigatore,<br />

stratega, deputato al Par<strong>la</strong>mento e ministro.<br />

Fu decorato al valore in occasione del<strong>la</strong> battaglia <strong>di</strong> Lissa del 20 luglio 1866 e ricevette <strong>la</strong><br />

medaglia d’oro per il Manuale teorico-pratico <strong>di</strong> artiglieria navale, e<strong>di</strong>to in Firenze tra il 1879<br />

e il 1981, manuale poi tradotto in varie lingue.<br />

Con delibera del Consiglio comunale <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si del 24 giugno 1916, venne approvata<br />

l’intito<strong>la</strong>zione del<strong>la</strong> strada, già via Cortine, come riconoscenza per il suo impegno a favore<br />

del porto <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si: “Egli fu uno dei profondamente convinti <strong>che</strong> il nostro porto non doveva<br />

limitarsi a registrare <strong>la</strong> gloria del passato, allora <strong>che</strong> fu punto <strong>di</strong> partenza delle flotte romane<br />

[…] ma doveva essere in avvenire, <strong>la</strong> più reputata base delle operazioni guerres<strong>che</strong> e,<br />

congiungendo <strong>la</strong> gran rete ferroviaria europea col canale <strong>di</strong> Suez, doveva essere, con i<br />

traffici per le terre delle altre parti del mondo, <strong>la</strong> chiave del<strong>la</strong> prosperità d’Italia”.<br />

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