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i 100 personaggi dell'odonomastica di Brindisi che attraversano tutta la storia della città

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

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PASQUALE CAMASSA<br />

(Brin<strong>di</strong>si, 24 <strong>di</strong>cembre 1858 – Mesagne, 10 <strong>di</strong>cembre 1941)<br />

Fu presbitero, bibliotecario e storico. Fu tra i principali artefici del<strong>la</strong> <strong>di</strong>vulgazione del<strong>la</strong> cultura<br />

e dell’istruzione storica al<strong>la</strong> popo<strong>la</strong>zione <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si. Nacque da Teodoro e Filomena Greco.<br />

Nel 1890 s ubentrò a G iovanni Tarantini nel<strong>la</strong> <strong>di</strong>rezione del Museo civico, <strong>la</strong> cui sede era<br />

allora nell’antico Tempio <strong>di</strong> San Giovanni al Sepolcro. A sue spese creò, presso <strong>la</strong> propria<br />

abitazione <strong>di</strong> via Lauro 37, <strong>la</strong> "Biblioteca circo<strong>la</strong>nte gratuita", con una importante raccolta <strong>di</strong><br />

circa 3.000 volumi aperta a chiunque nei giorni feriali.<br />

Amato dal<strong>la</strong> popo<strong>la</strong>zione locale, “Papa Pascalinu”, come era conosciuto dai brin<strong>di</strong>sini, fu<br />

promotore <strong>di</strong> innumerevoli iniziative culturali: fondò nel 1921 <strong>la</strong> “Brigata amatori <strong>storia</strong> ed<br />

arte”, un’associazione culturale <strong>che</strong> organizzava rego<strong>la</strong>rmente presso <strong>la</strong> sede del Museo<br />

civico, il tempietto <strong>di</strong> San Giovanni al sepolcro, riunioni in cui Camassa era solito invitare<br />

letterati, scienziati ed artisti. Fu an<strong>che</strong> rettore del cimitero comunale.<br />

Appassionato stu<strong>di</strong>oso del<strong>la</strong> civiltà romana, si convinse, e lo sostenne nei suoi scritti, <strong>che</strong><br />

l’atto <strong>di</strong> alzare il bicchiere e bere al<strong>la</strong> salute <strong>di</strong> qualcuno in segno <strong>di</strong> augurio fosse nato nel<strong>la</strong><br />

nostra <strong>città</strong>, e da es sa avesse preso il nome, un’affermazione sostenuta an<strong>che</strong> da <strong>di</strong> versi<br />

altri stu<strong>di</strong>osi.<br />

Fu l’artefice del<strong>la</strong> salvaguar<strong>di</strong>a <strong>di</strong> alcuni monumenti citta<strong>di</strong>ni, come <strong>la</strong> Fontana De Torres in<br />

piazza del<strong>la</strong> Vittoria e soprattutto <strong>la</strong> Porta Mesagne, quando non solo si oppose al<strong>la</strong><br />

demolizione ma occupò fisicamente l’antica porta, facendo dapprima interrompere i <strong>la</strong>vori e<br />

poi indurre gli organi competenti a sospendere definitivamente l’or<strong>di</strong>nanza <strong>di</strong> abbattimento.<br />

Tra le altre sue opere sono da r icordare l’istituzione del<strong>la</strong> “Casa del pane” <strong>che</strong> garantiva<br />

l’alimentazione a c hi non ne av eva a s ufficienza; <strong>la</strong> “Scuo<strong>la</strong> <strong>di</strong> taglio” <strong>di</strong>retta dal<strong>la</strong> signora<br />

Maria Scar<strong>di</strong>no Cappellini, riservata alle mogli e al le figlie <strong>di</strong> combattenti; un “ Posto <strong>di</strong><br />

conforto” al<strong>la</strong> stazione ferroviaria per garantire cibo e bevande ai soldati feriti e ai familiari dei<br />

militari <strong>che</strong> transitavano a Brin<strong>di</strong>si.<br />

Tra i suoi scritti: Cenno storico <strong>di</strong> San Oronzo, protomartire salentino, Brin<strong>di</strong>si 1894 - Guida<br />

<strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si, Brin<strong>di</strong>si 1897 e 1910 - Brin<strong>di</strong>sini illustri, Brin<strong>di</strong>si 1909 - Breve cenno storico dei<br />

santi fratelli minori Cosimo e Damiano con suppli<strong>che</strong> ed inno, Brin<strong>di</strong>si 1914 - Cenno storico<br />

<strong>di</strong> San Pasquale Baylon con preghiere al medesimo, Taranto 1923 - La romanità <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si<br />

attraverso <strong>la</strong> sua <strong>storia</strong> e i suoi avanzi monumentali, Brin<strong>di</strong>si 1934.<br />

Papa Pascalinu morì in ospedale a Mesagne, a 83 anni , ferito nel crollo del<strong>la</strong> sua casa in<br />

Brin<strong>di</strong>si con il bombardamento aereo inglese del<strong>la</strong> notte tra il 7 e l’8 novembre del 1941.<br />

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