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i 100 personaggi dell'odonomastica di Brindisi che attraversano tutta la storia della città

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

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FELICE ASSENNATO<br />

(Brin<strong>di</strong>si, 9 ottobre 1869 – Bari, 14 ottobre 1957)<br />

Fu un avvocato e politico socialista, figlio <strong>di</strong> Mario Assennato <strong>di</strong> Palermo, un impiegato del<strong>la</strong><br />

Capitaneria <strong>di</strong> porto e prominente affiliato al<strong>la</strong> massoneria brin<strong>di</strong>sina. Felice Assennato fu tra<br />

i fondatori del partito socialista nel brin<strong>di</strong>sino, dove rappresentò le istanze degli agricoltori<br />

del<strong>la</strong> Terra d’Otranto.<br />

Il 12 luglio 1904, i due più importanti esponenti del partito socialista <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si, Felice<br />

Assennato ed E doardo Voccoli, furono oggetto <strong>di</strong> un attentato, for tunatamente andato a<br />

vuoto. Ne fu responsabile Mi<strong>che</strong>le Menduti <strong>che</strong>, fino al<strong>la</strong> costituzione delle leghe <strong>di</strong> categoria<br />

promosse da Assennalo, lucrò sulle assunzioni degli scaricatori al porto.<br />

Nel 1910 Assennato fu nominato <strong>di</strong>rettore del settimanale L’Unione, organo dei socialisti<br />

brin<strong>di</strong>sini. Fu eletto consigliere comunale nel 1912 e poi deputato del Regno d’Italia dal 1921<br />

al 1924. Nel 1923 fu l ’unico pugliese al<strong>la</strong> riunione <strong>di</strong> Mi<strong>la</strong>no nel<strong>la</strong> quale numerosi esponenti<br />

socialisti esaminarono <strong>la</strong> situazione in seguito al<strong>la</strong> proposta <strong>di</strong> unificazione fra socialisti e<br />

comunisti richiesta dall’URSS.<br />

Il 14 gennaio 1923, Felice Assennato, con un gruppo <strong>di</strong> esponenti socialisti riuniti a Mi<strong>la</strong>no,<br />

contestò <strong>la</strong> fusione del Pci e del Psi voluta dal IV congresso dell’Internazionale a Mosca e<br />

aderì al comitato nazionale <strong>di</strong> <strong>di</strong>fesa socialista <strong>di</strong> Pietro Nenni, suo amico.<br />

Nel<strong>la</strong> Camera dei deputati svolse, tra l’altro, l’incarico <strong>di</strong> segretario del gruppo socialista e fu<br />

an<strong>che</strong> membro del<strong>la</strong> <strong>di</strong>rezione nazionale del suo partito. E dal 1926 <strong>di</strong>resse <strong>la</strong> federazione<br />

pugliese del partito socialista.<br />

Con l’avvento del regime fascista, subì continue persecuzioni e fu denunciato al Tribunale<br />

speciale e sottoposto a vigi<strong>la</strong>nza, il confino, fino al 1942. Dopo l’8 settembre 1943, ebbe un<br />

ruolo importante nel<strong>la</strong> lotta partigiana.<br />

Morì il 30 ottobre 1957 a B ari. La camera ardente fu a llestita presso il Circolo culturale<br />

Matteotti <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si e <strong>la</strong> Giunta Comunale, deliberò in data 29 gi ugno 1999 intito<strong>la</strong>rgli una<br />

strada citta<strong>di</strong>na, quel<strong>la</strong> <strong>che</strong> costeggia il liceo artistico Edgardo Simone.<br />

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