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i 100 personaggi dell'odonomastica di Brindisi che attraversano tutta la storia della città

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

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SERAFINO GIANNELLI<br />

(Brin<strong>di</strong>si, 3 gennaio 1874 – Brin<strong>di</strong>si, 14 settembre 1962)<br />

Fu sindaco <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si dal 1923 al 1926 e Podestà dal 1926 al 1928 e dal 1931 al 1934. Figlio<br />

<strong>di</strong> Damiano e Rosaria Pinto, fu Grand’Ufficiale e ga<strong>la</strong>ntuomo per universale riconoscimento,<br />

nonché benefattore del<strong>la</strong> sua <strong>città</strong>, al<strong>la</strong> quale destinò con testamento, buona parte del suo<br />

cospicuo patrimonio.<br />

Fu primo citta<strong>di</strong>no <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si in tempi <strong>di</strong> gran<strong>di</strong> mutamenti per <strong>la</strong> sua <strong>città</strong> e pertanto toccò a<br />

lui presenziare circostanze, momenti ed episo<strong>di</strong> oggettivamente rilevanti.<br />

Fu il consiglio comunale del 14 marzo 1924, presieduto dal sindaco Giannelli, <strong>che</strong> decretò <strong>la</strong><br />

costruzione del Parco del<strong>la</strong> rimembranza, poi inaugurato dal podestà Giannelli il 9 gennaio<br />

1927. Fu Giannelli il sindaco al quale toccò vivere l’elevazione amministrativa <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si a<br />

provincia, il 2 gennaio 1927. Fu lui <strong>che</strong> inaugurò, nel 1927, il monumento ai caduti -<strong>la</strong> vittoria<br />

a<strong>la</strong>ta- <strong>di</strong> Vitantonio De Bellis in piazza Vittoria, <strong>che</strong> non piacque e fu poi venduto al comune<br />

<strong>di</strong> Erchie e fu l ui <strong>che</strong> quin<strong>di</strong> contattò lo scultore Edgardo Simone per commissionargli il<br />

nuovo monumento, dovendo poi partecipare al<strong>la</strong> lunga polemica del<strong>la</strong> sua ubicazione,<br />

inaugurandolo il 22 novembre 1931 in piazza Dionisi con <strong>la</strong> presenza del re Vittorio<br />

Emanuele III. Nello stesso anno 1927, il consiglio comunale deliberò <strong>la</strong> costruzione <strong>di</strong> una<br />

nuova sede per il Liceo Ginnasio Benedetto Marzol<strong>la</strong> e i l 12 gennai o 1933 Giannelli <strong>la</strong><br />

inaugurò su Corso Roma. E durante <strong>la</strong> costruzione <strong>di</strong> quel<strong>la</strong> prestigiosa scuo<strong>la</strong>, fu an <strong>che</strong><br />

decretata, costruita ed inaugurata, il 29 novembre 1931, <strong>la</strong> a<strong>di</strong>acente Palestra Elio Galiano.<br />

Nel 1929 f u an<strong>che</strong> inaugurato, ancora in quel settore <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si, l’Istituto Tecnico<br />

Commerciale Guglielmo Marconi.<br />

Poi, e fu certamente l’opera più emblematica <strong>che</strong> tocco inaugurare al Podestà Giacomelli, fu<br />

<strong>la</strong> volta del Monumento al marinaio d’Italia, il 4 nov embre 1933, i n presenza del re. A<br />

quell’opera Giannelli de<strong>di</strong>cò per anni molti dei suoi sforzi <strong>di</strong> amministratore citta<strong>di</strong>no, a partire<br />

dal reperimento dei fon<strong>di</strong> necessari al<strong>la</strong> costruzione iniziata il 28 ottobre 1932, per cui chiese<br />

ed ottenne an<strong>che</strong> <strong>la</strong> lodevole col<strong>la</strong>borazione del suo amico personale, il famoso tenore<br />

leccese Tito Schipa.<br />

E, finalmente, oltre a tanto altro, fu Serafino Giannelli <strong>che</strong> commissionò all’ingegnere<br />

Telesforo Tarchionni l’e<strong>la</strong>borazione del nuovo piano rego<strong>la</strong>tore <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si <strong>che</strong> poi, come<br />

Podestà, adottò il 3 m arzo del 1934, probabilmente uno dei suoi ultimi atti amministrativi<br />

come primo citta<strong>di</strong>no <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si.<br />

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