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i 100 personaggi dell'odonomastica di Brindisi che attraversano tutta la storia della città

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

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FRANCESCO DE FILIPPIS<br />

(Gagliano del Capo, 12 ottobre 1875 – Gagliano del Capo, 3 gennaio 1964)<br />

Fu arcivescovo <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si dal 1942 fino a quando si ritirò dall’incarico, nel 1953. Fu vescovo<br />

in precedenza, nel 1931, <strong>di</strong> Veroli e, successivamente, fu arcivescovo <strong>di</strong> Gangra.<br />

Fu nominato arcivescovo <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si il 26 novembre 1942 e durante l’esercizio del suo<br />

arcivescovato, De Filippis ristrutturò il Seminario e ne deliberò <strong>la</strong> riapertura con <strong>la</strong> chiusura <strong>di</strong><br />

quello <strong>di</strong> Ostuni.<br />

Il 27 l uglio 1947, nel<strong>la</strong> cattedrale <strong>di</strong> Ostuni, or<strong>di</strong>nò presbitero a S ettimio To<strong>di</strong>sco, il quale<br />

sarebbe <strong>di</strong>venuto a s ua volta arcivescovo <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si e primo arcivescovo del<strong>la</strong> nuova<br />

arci<strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si-Ostuni a partire dal 30 settembre del 1986.<br />

Fu arcivescovo <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si in un periodo in cui <strong>la</strong> <strong>città</strong> cercò <strong>di</strong> rimarginare le ferite provocate<br />

dal<strong>la</strong> guerra e nei locali del Seminario fece sistemare interi nuclei familiari <strong>di</strong> senzatetto e <strong>di</strong><br />

profughi.<br />

Nel 1949 richiamò a Brin<strong>di</strong>si i padri Cappuccini, per affidare a loro <strong>la</strong> parrocchia Ave Maris<br />

Stel<strong>la</strong>. Erano stati assenti dal<strong>la</strong> chiusura definitiva del loro convento decretata dal<strong>la</strong> legge del<br />

1861.<br />

Fu per volontà <strong>di</strong> Francesco De Filippis, <strong>che</strong> le spoglie mortali <strong>di</strong> San Teodoro d’Amasea, già<br />

riposte nel reliquiario in cristalli <strong>di</strong> Boemia, fossero collocate sotto <strong>la</strong> mensa dell’altare del<strong>la</strong><br />

cappel<strong>la</strong> del santo.<br />

Dopo il suo ritiro da arcivescovo <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si, il 1º settembre del 1953, fu nominato arcivescovo<br />

<strong>di</strong> Gangra, identificabile con Çankırı nell’o<strong>di</strong>erna Turchia, l’antica sede metropolitana del<strong>la</strong><br />

provincia romana del<strong>la</strong> Paf<strong>la</strong>gonia nel<strong>la</strong> <strong>di</strong>ocesi civile del Ponto e <strong>che</strong> fece parte del<br />

patriarcato <strong>di</strong> Costantinopoli.<br />

Monsignor Francesco De Filippis rimase attivo nell’arci<strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong> Gangra fino al<strong>la</strong> sua morte,<br />

già ottantenne, il 3 gennaio del 1964 a G agliano del Capo, e le sue spoglie furono deposte<br />

nel<strong>la</strong> chiesa <strong>di</strong> Santa Maria degli Angeli.<br />

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