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Arcobaleno 05/2017

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ARCOBALENO

voci e percorsi delle branche assoraider

Periodico dell’Associazione Italiana di Scautismo Raider - www.assoraider.it N°5 Anno XXIII - Ottobre 2017

Poste Italiane SpA - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L.353/03 (conv. in L.27/02/2004) n° 46 art. 1 comma 1 - DCB Cagliari

all’interno:

Kaa-pacità

Ricordi del CNE

Ricordi del Rover Moot

La Ciurma all’Idroscalo

Rockfestraid 2017


Associazione Italiana

di Scautismo Raider

“ASSORAIDER”

Sede Centrale

00071 Pomezia (RM) - Italy

Via Cavour, 28/B

Tel. +39 06 9122550

Fax + 39 178 2254948

segreterianazionale@assoraider.it

www.assoraider.it

ARCOBALENO

è dedicata ai giovani

e a tutti coloro che

intendono reagire

al dilagare di egoismi e

vogliono dimostrare la

possibilità di una

fraternità mondiale

come quella scaut.

La rivista contiene inserti

riservati ai lupetti,

esploratori ed esploratrici,

rover e scolte,

raider e nautici.

ARCOBALENO

voci e percorsi delle branche assoraider

Arcobaleno - Redazione e Amministrazione c/o Salvatore Roggero:

09122 Cagliari - Via Marini, 11 - naz.pubblicazioni@assoraider.it

Anno XXIII - Numero 5 - ottobre 2017. Autorizzazione del Tribunale di

Cagliari n. 24 del 23.06.1995. ASSORAIDER - Associazione Italiana di

Scautismo Raider. Iscritta nel Registro degli Operatori di Comunicazione

in data 13/07/2011 con numero 21321 presso Ufficio ROC del Corecom

Lazio. Poste Italiane SpA - Spedizione in Abbonamento Postale

D.L.353/03 (conv. in L.27/02/2004) n° 46 art. 1 comma 1 - DCB Cagliari.

Direttore Responsabile: Salvatore Roggero

Direttore di Redazione: Vittorio Sanese

Redazione/Capiredattori:

ARCOBALENO

voci e percorsi delle branche assoraider

arcobaleno@assoraider.it

jaw@assoraider.it

Jedi@assoraider.it

vogliadistrada@assoraider.it

osare@assoraider.it

ARCOBALENO

vuole assolvere alla

funzione di collegamento

fra tutti gli iscritti

all’Associazione

nonché

con i genitori dei più

giovani iscritti

perché seguano

quanto viene offerto

ai loro figli in fatto

di formazione del

carattere del

futuro cittadino.

cfq@assoraider.it

Immagine di Copertina: CNE 2017

Servizi di grafica, realizzazione e allestimento: simonettiantoniografico

Questo numero è stato consegnato alla stampa il 31.10.2017

La tiratura di questo numero è di 2.000 copie.

Impegnano la responsabilità della rivista solamente gli editoriali e

gli articoli non firmati. Per gli articoli firmati la responsabilità rimane

all’autore. La riproduzione di articoli, foto e disegni pubblicati su

questa rivista è ammessa a condizione che ne venga citata la fonte.

Il materiale inviato ad Arcobaleno non si restituisce.

Arcobaleno è una rivista inviata gratuitamente agli iscritti dell’Assoraider

- Associazione Italiana di Scautismo Raider. Tesseramento

Anno Scaut 2017/2018 Euro 40,00 - pagamento con bonifico - IBAN:

IT44Y0501803200000000137328 - Banca Etica/Filiale di Roma, conto intestato

ad ASSORAIDER Associazione Italiana di Scautismo Raider con

Causale: censimento. Abbonamento annuale alla rivista “ARCOBALENO”

(4 numeri) - Euro 12,00 - Il pagamento dell’abbonamento si può effettuare

con le stesse modalità del tesseramento con Causale: abbonamento riviste.


RUBRICHE ALL’INTERNO:

RUBRICHE ALL’INTERNO: Hathi Racconta

Hathi Racconta Gioca pag. con 5 Bagheera

Gioca con Bagheera pag. Baloo 6 Risponde

Baloo Risponde Girnalista pag. 7 del Mese

La Zampa di Akela pag. La 8/9 Zampa di Akela

Disegnando qua e là ... pag. 10

Kaa-pacità

Kaa-pacità pag. 11/12

Le “Curiosi Cub”

3

Era un caldo pomeriggio primaverile e Mowgli era rimasto per tutto il giorno seduto

su un alto a contemplare l’orizzonte ed a meditare. Aveva vissuto tante

avventure, ma non aveva mai incontrato un , anche se gli sarebbe piaciuto

tanto incontrarne uno. Proprio in quel momento, quando aveva finalmente deciso

di scendere dall’ , udì un rumore che non aveva mai udito prima: la risata

di un cucciolo d’ . Alla risata seguirono le grida delle , che si stavano

divertendo a loro modo con il cucciolo. Mowgli capì subito che le avrebbero

lanciato ed escrementi contro il cucciolo solo per divertirsi, perché così

faceva il Popolo Senza Legge. Balzò di in e raggiunse il luogo dal

quale aveva sentito provenire il suono: trovò, in una piccola radura, un cucciolo

d’uomo che tentava di accarezzare il muso di una Bandar, la quale nascondeva

dietro la schiena una . L’avrebbe lanciata all’improvviso contro il cucciolo

per far divertire le altre che osservavano la scena dagli , Mowgli

ne era sicuro. Silenziosamente, si portò alle spalle della che, colta di sorpresa,

mandò un grido e fece cadere la . “Vattene, Band, lascia in pace il

cucciolo, altrimenti te ne pentirai”. La Bandar vide il affilato di Mowgli e

subito fuggì assieme alle sue compagne. Mowgli era rimasto solo con il cucciolo

d’ e pensò che avrebbe fatto meglio a riportarlo a casa, ma non aveva idea di

dove fosse. Mentre pensava al da farsi, sentì il richiamo dell’ provenire da

un luogo vicino. Forse era il suo branco che lo cercava. Mowgli afferrò allora il

cucciolo e lo portò con sé. Si mosse fra gli , finché raggiunse il luogo da

cui proveniva il richiamo. Vide un intento a cercare qualcuno. “Sta cercando il

cucciolo” pensò Mowgli. In quel momento, nonostante gli avessero insegnato a

temere l’ , nonostante gli avessero detto che era crudele e spietato, egli vide un

triste e spaventato, in cerca del cucciolo, da solo in un territorio che non conosceva.

Raksha avrebbe fatto lo stesso, se un si fosse perso o fosse scomparso.

Mowgli decise di scendere dall’ e di deporre il cucciolo vicino a un ,

dove l’ potesse vederlo. Dopo essere risalito emise un verso e l’uomo si girò da

quella parte. Vide il figlioletto vicino ad un e ogni preoccupazione svanì dal

suo viso. Mowgli lo guardò allontanarsi e capì che aveva fatto la scelta giusta.


...Gioca con

4

Bagheera

Labirinto

Lupiiiiiii siete pronti

a tornare in tana e

cacciare con i vostri

fratellini???

Potete allenarvi

ad aiutare il vostro

fratellino Mowgli

a trovare la strada

per arrivare da

Akela!!!!!

Trova le

Differenze

Lupi non notate

qualcosa di strano in

queste due immagini?

Probabilmente manca

qualcosa, aiutatemi a

trovare le differenze.

Buona Caccia

Lupiiiiii !!!!!

BRANCO BiANCA LuNA - Sez. Di iTTiRi


Baloo Risponde

5

Baloo,

senti un

po’, ma cos’è

quella cosa

che hai intorno

al collo?

Come cos’è

Giacomo, è la

mia pelliccia!

Ma no Baloo,

lo so che

quella è la

tua pelliccia,

ce l’ho pure

io! Intendevo quel

cordoncino marrone

che si arrotola

al foulard e quel

bellissimo ferma

foulard tutto intrecciato!

Ho visto

che ce l’ha anche

Akela e anche gli

altri Vecchi Lupi!

Ahhh ....

stai parlando

del

Mastio e

della Testa di Moro;

vedi Giacomo, per

diventare vecchi lupi

bisogna fare un percorso

lungo, non è così

semplice, devi sapere

infatti che bisogna

fare una scuola per diventare

un capo!

Ma Baloo

quelli allora te

li regalano lì?

No, non te li regalano,

devi meritarli,

vedete, alla scuola

capi, che si chiama

CFQ (Corso Formazione

Quadri),

bisogna andare per 3 anni

... di seguito, nei quali ti insegnano

un sacco di cose! É

bellissimo ed ogni anno se

meriti di andare avanti nella

tua formazione ti danno: il

primo anno il Mastio che è

il cordoncino che vedete appeso

alla mia pelliccia, il secondo

anno la Testa di Moro

che è questo meraviglioso

ferma foulard, e al terzo anno

ti danno questo bellissimo

Distintivo da appendere alla

camicia per testimoniare che

sei un capo a tutti gli effetti!

SIIIIIIIIIII!!!

CI ANDIAMO

TUTTI!!!!

Ci voglio andare

anche io!!!

Lo spero tanto

Giacomo, quando

sarai più grande,

spero di vederti

fra quei giovani ragazzi

che hanno tanta voglia

di apprendere tanto per

donare qualcosa agli altri!

Vi dico un’altra

cosa: Quest’anno

al Cfq hanno

festeggiato i 50

anni della scuola!!!

Ma sono tantissimi!!!

Io voglio

festeggiare i

100 anni Baloo!

AHAHAH

Certo Giulia,

però prima

impegnati per

aprire il tuo primo

occhio sulla Giungla!

BRANCO DeL pOpOLO LiBeRO - Sez. Di ROMA 4


6

Giornalista

Sono Angelica Lemma del Branco

Giungla Viva di Barletta e a luglio abbiamo fatto

le vacanze di branco che si sono svolte a San

Ferdinando di Puglia alla Cava Cafiero.

Siamo stati in aperta campagna fra alberi e cave di

pietra. Quando siamo arrivati abbiamo sistemato i nostri

sacchi a pelo nella tana e dopo abbiamo fatto l’alza bandiera.

Durante la settimana abbiamo fatto tante cacce

bellissime. Tutte le sere abbiamo prima cenato e poi i

vecchi lupi hanno acceso il fuoco. Abbiamo cantato e

suonato e dopo le scenette siamo andati a dormire. Una

delle esperienze più belle è stata quella della scalata.

Abbiamo scalato una parete rocciosa con l’imbracatura

e la corda, ho avuto un po’ dí paura ma poi mi è passata

e mi sono divertita tantissimo. Queste vacanze di branco

mi sono piaciute tantissimo e mi sono divertita con i

miei amici, vorrei fare un’altra uscita simile.

del mese

LE VACANZE

DI BRANCO

BRANCO DeLL’ANTiCA Rupe - Sez. Di ARDeA


Giornalista

7

del mese

Sono Tommaso Sciacca e sono un lupetto

dell’Assoraider Roma 4. Il 18 e

19 marzo sono andato con il pullman

a Cave (un paesino in provincia di Roma).

Il viaggio è stato fichissimo, c’era Mattia

che cantando, ci faceva morire dal ridere.

Quando siamo arrivati il pullman ci ha

lasciati di fronte al cimitero di Cave e poi

abbiamo camminato per un viottolo in fondo

al quale c’era un cancello, siamo entrati e

abbiamo scoperto che era una fattoria.

Io mi sono impressionato per tutti gli animali

che c’erano: un asino di nome Ciuchino,

un cavallo di nome Gnocchetto, poi siamo

entrati in un recinto dove ci hanno accolti

due cani maremmani, uno si chiamava Orso

e l’altra Orsa. Poi un signore ci ha fatto

vedere un po’ di galline e uova, un pavone,

un maiale, un cinghiale, una pecora con un

agnellino, un coniglio e un oca.

Per la sera Akela ci aveva detto di preparare

delle scenette divisi per muta. Nel frattempo

il Reparto accendeva il fuoco; dopo Akela

ci ha chiamato in cerchio e ci ha spiegato

il comportamento davanti al fuoco: stare

in silenzio ed ascoltare i vecchi lupi che ci

chiamavano a fare le scenette. Quando abbiamo

finito di stare al fuoco Akela ha detto

ai lupi di andare a dormire.

É stata la mia prima notte nel sacco a pelo

senza mamma e papà‡. La mattina presto abbiamo

fatto, prima ginnastica con Raksha,

poi colazione con un buon latte caldo, cacao

e torta. Dopo l’alza bandiera siamo saliti

sul cassone del trattore che ci ha portato in

cima alla collina. Una signora apicultrice ci

ha spiegato come si fa il miele, come si riproducono

le api e come sono fatte le arnie

e le cellette delle api. Abbiamo assaggiato

il miele e poi del formaggio con il miele. Poi

con il latte caldo e il caglio abbiamo fatto il

formaggio primo sale e la ricotta con il resto

del siero. Dopo l’ammaina bandiera abbiamo

aspettato il Reparto e i Raider. Sul pullman

di ritorno molti si sono addormentati per la

stanchezza. Al mio papà‡ quando sono sceso

dal pullman ho detto “questa è stata un’avventura

che non dimenticherò mai”.

BRANCO DeL pOpOLO LiBeRO - Sez. Di QuARTu S.e.


8 La Zampa

Buona

Caccia

Lupi,

o forse dovremmo chiamarvi

“attori provetti” ,

abbiamo visionato con

molta attenzione i

vostri lavori da sceneggiatori,

attori e registi e

dobbiamo fare i nostri

complimenti a tutti voi,

siete sicuramente pronti

per il vostro debutto uffi-

ciale come Attori di teatro

professionisti.

Vi ringraziamo per la

numerosa partecipazione

e come sempre avete fatto

del vostro meglio. La giuria

infatti ha faticato molto

per decretare il branco

vincitore, ma alla fine è

riuscita a dare un verdetto.

Si aggiudicano il premio

per il primo posto a pari

merito il Branco di Seonee

della sezione di Statte e il

Branco del Fiore Rosso di

Taranto1!!! … tutti gli altri

partecipanti si classificano

a pari merito in seconda

posizione. Che dire Lupi è

stata davvero una grande

caccia.... Vi aspettiamo

numerosi alla prossima

Zampa di Akela!!!

di Akela

Primi Classificati

Branco Luna Piena

Taranto 2

Secondi

Classificati

Branco Alba d’Oro

Barletta

Branco Giungla Viva

Barletta

Branco del Fiore Rosso - Taranto 1

Branco di Seonee - Statte

Branco Lupi del Gurgo

Andria

Buona caccia

a tutti!


Kaa-pacità 9

BUONA CACCIA a Tutti CARI LUPI ! Sssssapete l’altro

giorno girovagando per la giungla mi ssssssono accorto

che ovunque andassssi ssssul terreno lasciavo un ssssegno,

la mia traccia! Cossssì mi ssssson detto: “Perchè non andare a

vedere come ssssono fatte quelle degli altri animali?”

E ho decissso di farne una collezione! Come ? É ssssemplice!

Cosa ci serve:

1 Sacchetto di gesso in polvere, 1 Ciotola, Acqua q.b.,

1 Spatolina (o qualsiasi cosa per girare), Ritagli di cartone.

Una volta che abbiamo

trovato un’impronta di cui

vogliamo fare il calco, dobbiamo

costruire attorno con

i ritagli di cartone o altro,

un piccolo rettangolo che la

circondi.

Passo 1

Nella ciotola versare il gesso e

aggiungere acqua lentamente nel

mentre che si mescola, finchè non

si creererà‡ un composto denso e

omogeneo. Versare il tutto sopra

la traccia, all’interno del rettangolo

precedentemente costruito.

Passo 2

Aspettare che il gesso si asciughi.

Una volta asciutto, rimuovere

delicatamente i pezzi di

cartone e capovolgere il blocco

di gesso. Ora avete il vostro

calco!

Passo 3

Conclusione

Ora che avete

fatto il vostro

calco potrete

riprodurre sul

terreno tutte le

volte che volete

la vostra

impronta,

o giocare con gli

altri lupi e

provare ad

indovinare a che

animali

appartengono

tutte le impronte

che avete

collezionato!!!


Kaa-pacità

10

Buona Caccia Lupi miei carissssssimi lupi!!!!

Quessssta esssstate ha lasciato nella mia piccola

tesssstolina tantisssssssimi tormentoni essssstivi,

che nella Giungla hanno riecheggiato di continuo tra gli

alberi e le tane. Volete provare a rissssssuonarli????? Create

inssssieme a me degli ssssstrumenti musssssicali con materiale

riciclato e sssssarete anche voi dei bravissssssimi ANIMATORI!!!!!

Maracas con uovo di Pasqua e riso

PASSO 1: prendi del riso e un contenitore di plastica chiuso

a forma di uovo (quello della sorpresa dell’uovo di pasqua

va benissimo)! PASSO 2: metti due pugni di riso dentro al

contenitore e richiudi tutto. PASSO 3: comincia a scuoterlo

e segui il ritmo!!!!

E TU CHE

ASPETTI???

REALIZZA

QUESTI STRUMENTI

MUSICALI O

INVENTATENE

DI NUOVI!!!

SCATENA ....

IL RITMO NELLA

GIUNGLA!!!!!!

Nacchere con Cartone e Tappi

PASSO 1: prendi un pezzo di cartone lungo circa 7-8 cm e largo 3-4

cm, della colla e anche due tappi di alluminio. PASSO 2: Piega a

metà il cartone e incollaci i tappi, uno in ogni metà. PASSO 3: Metti

pollice e indice sulle due metà del cartone: stringendo le dita

sentirai i tappi sbattere tra loro come fossero nacchere!!!!

Bastoncino e Tubo

Corrugato

PASSO 1: Prendi un pennarello (o un

bastoncino di legno) e un pezzo di tubo

corrugato. PASSO 2: Strofina il pennarello

sul tubo: sentirai che suono forte!!!!

Bongo con Latta,

Palloncino, Elastico

PASSO 1: Prendi un cilindro di latta

(possibilmente aperto da entrambe

le parti), forbici con la punta arrotondata,

un palloncino e un elastico.

PASSO 2: Taglia il palloncino e ricopri

la parte aperta della latta; ora

fissala con un elastico sul bordo.

PASSO 3: Batti le mani (o le bacchette)

sopra il tuo nuovo bongo:

senti che musica!!!


Le "Curiosi Cub"

dai Voli di Chil

Nelly Nelly scappa via

da "Caramelly"

Provate ad immaginare un pianeta fatto tutto di caramelle, colorate, succulente,

profumate, zucchero come pioggia e qualsiasi cosa commestibile

e deliziosa. Era questo che credono fino all’età di 99 anni tutti gli

abitanti del pianeta CARAMELLY. Lo credevano perchè fino a quel momento gli

adulti del loro villaggio li facevano vivere con la speranza che un giorno avrebbero

potuto mangiare e toccare tutta quella varietà di dolci. Vivevano con la

speranza di poter finalmente mangiare tutte quelle cose che dall’aspetto sembravano

squisite. C’era qualcosa di strano però, in quel paese nessuno era felice

gli adulti avevano sempre le stesse abitudini, lavoravano nella fabbriche di dolciumi,

producevano mattoni di cioccolata, che servivano per costruire le case,

e così via. Mai una festa , mai nessuno che fosse contento. Tutti lavoravano in

silenzio ed eseguivano gli ordini del capo villaggio il famosissimo “Re Brioscia”.

Una cosa era strana erano tutti magrissimi, tranne re Brioscia, e non viene da

chiedersi perchè???? Con tutti quei dolciumi almeno un po’ di pancetta dovevano

averla. Invece Nulla la loro razione di cibo non era altro che una ciotola di

riso bianco. Nelly Nelly , una bambina tuttofare, biondina dalla pelle arancione

come le carote, era molto curiosa e vivace e cominciò prima degli altri bambini a

11


12

Le "Curiosi Cub"

dai Voli di Chil

capire cosa succedeva attorno a se. Sul pianeta Caramelly era conosciuta come

una bambina dispettosa ed indipendente, che non ascoltava mai i genitori ed

era sempre in punizione. Ma nonostante fosse molto vivace aveva una marcia

in più rispetto a tutti; era curiosa e aveva un’intelligenza sopra la norma. Non

poteva proprio accettare che non si potessero mangiare tutti quei dolciumi che

profumavano così tanto, che formavano strade,

case, macchine … e sì lo fece stacco la maniglia di

una porta e se la mangiò. Non poteva proprio stare

alle regole del suo popolo, e fu così che scoprì

l’amara verità. Amara nel vero senso della parola,

perchè non solo scattò un’allarme che risuonò

per ore in tutto il pianeta, ma quella maniglia che

era una barretta di cioccolata aveva il gusto della

terra, un gusto a Nelly sconosciuto, ma fidatevi

noi sappiamo bene che gusto avevano quelle finte

caramelle. Ad un certo punto cominciò ad assaggiare

tutto ciò che le passava per le mani, gusti

orribili, terra, sale, aceto erano questi i sapori che

davano le bellissime caramelle e gli altri dolciumi,

sapori che non si potevano nemmeno sopportare.

Le sirene suonavano sempre più forte, da li a breve

avrebbero catturato Nelly Nelly, che cominciò

a correre velocemente, aveva le guardie del

re alle costole, inciampò si rialzò e corse più forte

che poteva. Non sapeva dove andare, a nessuno

era permesso attraversare i confini del villaggio,

ma Nelly Nelly era determinata ad andarsene da

quella illusione dove aveva vissuto fino ad ora e

ne era convinta, non sapeva dove sarebbe arrivata

ma la forza che aveva nelle gambe er magica,

a tal punto da farla correre più forte del vento.

Il destino però aveva in serbo per lei un destino

migliore; Nelly Nelly intravide una luce fortissima

, le corse incontro e fu risucchiata in un vortice

talmente forte che scomparve e si smaterializzò

nel nulla. Poco tempo fa mi è arrivato un messaggio

a casa, era Nelly Nelly che mi chiedeva aiuto.

Ha bisogno che ritroviamo tutti i pezzi del suo

corpo, è viva sta bene, dobbiamo solo ricostruirla

e finalmente liberarla dalla schiavitù alla quale era costretta nel suo pianeta.

I lupi dei branchi della Puglia hanno valorosamente portato a termine la missione

e presto anche i lupi della Sicilia e della Calabria lo faranno...


AVVENTUREVERSOILSUCCESSO

CN

EE

RS

DUEMILADICIASSETTE

Ricordi del Campo Nazionale EE

“Beat your limits”... Supera i tuoi limiti

Località “Maraschiata”

Alpe del Nevegal - Ponte nelle Alpi (BL)

5-12 Agosto 2017


14

Beat

your limits


Supera i tuoi limiti

15


i tuoi limiti

16

Supera

Dal Diario di Giulia - Sezione Taranto 2

... Finalmente arrivava il fatidico giorno tanto atteso, quello dell’

“HIKE” … il pernotto è avvenuto sul Col Visentin a 1764 metri purtroppo

all’interno di un casolare (Rifugio ndr) a causa del freddo e

del vento. Eravamo davvero troppi c’era chi dormiva sotto un tavolo,

chi sotto le sedie e chi con i piedi in testa al compagno un po’ scomodo

ma è stato bellissimo essere lì tutti insieme sotto lo stesso tetto!!


Beat your limits

17


18

News dai Reparti

Buona caccia, mi chiamo Martina Piccolo e sono il Capo

della pattuglia Airone del reparto “James Cook” di Barletta.

Dal 29 aprile al 1° maggio la nostra città ha ospitato le

sezioni di Andria, Taranto 1, Taranto 2, San Severo 1 e San Severo 2 per

commemorare il santo patrono dello scautismo, San Giorgio, e per

festeggiare i 25 anni della fondazione della nostra sezione. Esploratori

ed esploratrici sono stati attendati nel fossato del castello svevo

di Barletta, invece, i lupetti sono stati ospitati nella palestra della

scuola Fraggianni e le compagnie sono subito partite per il campo

mobile. Dopo aver montato le tende e aver gironzolato tra un reparto

e l’altro, la prima sera, abbiamo eseguito un fantastico percorso

Herbert notturno in spiaggia. Lo scopo principale di questo percorso

era, dopo aver superato nel minor tempo possibile tutti gli ostacoli,

entrare in un labirinto per prendere oggetti che ci sarebbero serviti

per un’attività svoltasi il giorno dopo. Infatti la domenica le varie

pattuglie si sono messe in gioco in una strana attività a tappe. Un

piccolo problema! Le tappe era scritte in dialetto barlettano antico.

L’attività si è svolta dalla mattina fino alle 17.00 ma per fortuna l’ultima

tappa, come diceva l’indovinello “ALLE SPALLE HAI UN PALAZZO-

NE CON TRE ARCHI ED UN PORTONE, A SINISTRA UN ALTRO ARCO CHE

A VICO GLORIA FA DA VARCO, IN QUESTA PIAZZA COSI’ SPAZIOSA C’E’

UNA SORPRESA APPETITOSA”, era davvero deliziosa poiché ci sono

state consegnate tante caramelle. Al nostro ritorno nel fossato ci è

stato riferito il tema del fuoco che si sarebbe svolto quella sera: “le

leggende”. Così abbiamo preparato le scenette ed i bans, anche se il

vento non è stato proprio nostro amico. Il giorno seguente ci siamo

sfidati tra pattuglie in tornei di diversi giochi scaut tra cui: roverino,

palla al fortino, cappellone, scalpo sleale e dodgeball. Inutile dire che

ci siamo divertiti un sacco. Purtroppo anche questa giornata è volta

al termine ed infatti alle 16.00 si è tenuta l’ammaina bandiera con

le varie premiazioni delle attività svolte. Inoltre la domenica mattina

abbiamo ospitato anche gli AgiScout della sezione di Bisceglie che

hanno partecipato alle attività e preso parte al quadrato. Non resta

che dire che sono davvero orgogliosa del lavoro svolto dalla mia se-

zione per la realizzazione di questo San Giorgio così originale.

Buona Caccia! Martina - Reparto James Cook

Mi chiamo Diana, ho 14 anni e sono il Capo della pattuglia

Albatros del reparto “James Cook” di Barletta. Questo è

il mio ultimo anno di reparto e ho deciso qualche mese

fa di sostenere le prove per diventare esploratore scelto. Dopo l’approvazione

dei miei capi, ho cominciato a dare forma alla mia idea e

con impegno, tempo e qualche notte ad occhi aperti, finalmente sono

arrivata a definire la mia impresa: organizzare un’uscita di reparto

incentrando ogni attività su uno dei quattro punti di BP. Il pernotto si

è svolto il 27 e 28 maggio in una campagna nei pressi di Barletta ed è

stato suddiviso in quattro momenti principali:

1. CHIACCHIERATA: sul tema della paura sotto tutti i suoi aspetti

che si è conclusa con l’esternazione delle proprie paure attraverso

bigliettini anonimi. Questa attività riguardava la formazione del

carattere.

2. GIOCO NOTTURNO DI TOPOGRAFIA: durante il quale ogni

pattuglia si è cimentata in una marcia all’azimuth alla ricerca di

materiale per l’attività del giorno seguente concentrandosi quindi

sull’abilità manuale.

3. RISVEGLIO MUSCOLARE: per salute e forza fisica

4. GIOCO SUL PRIMO SOCCORSO: che ha visto le pattuglie occuparsi

di alcuni “feriti” utilizzando il materiale trovato la sera prima

durante il gioco di topografia facendo così un ideale servizio

verso il prossimo.

Ciò che ho imparato di nuovo e non sapevo ci fosse dietro all’organizzazione

di un’attività, è tutto quello che ha a che fare con la logistica:

spesa, mezzi di trasporto, sopralluoghi, materiale, sicurezza!

L’esperienza dell’organizzazione dell’impresa è stata molto utile alla

mia crescita personale e, spero, a quella dell’intero reparto. Inoltre è

servita a conoscere meglio me stessa, il gruppo e lo staff oltre che a

portarmi al superamento dei miei limiti. Ringrazio tutti per questa

bellissima oppurtunità: la mia pattuglia, la sezione che ha messo a

disposizione il materiale e i miei capi che sono stati disponibili giorno

e notte (...nel vero senso della parola!). Il percorso non è stato sempre

semplice ma il bello è stato proprio affrontare qualcosa di nuovo

realizzando cosa vuol dire essere davvero...READY FOR ACTION!!!

Buona Caccia! Diana


Reserve

Your Spirit


20 VOGLIA DI STRADA

ROVERMOOT 2017 - Reserve Your Spirit

Mentre fisso il foglio per cercare di trasporre in parole il mio pensiero

riguardo quello che è stato questo Rovermoot per la terza branca,

rimango sospeso con la penna a mezz’aria assalito dal ricordo di immagini,

colori, suoni, stati d’animo e parole.

Così mi rendo conto quanto sia difficile

racchiudere tutto questo su un foglio e sorrido,

perché sono certo che chiunque nei miei

panni farebbe lo stesso.

Mi sono sempre chiesto, nei mesi e nei

giorni prima dell’apertura del campo, se ci

fosse la giusta atmosfera nella branca, se

stessimo facendo il massimo per fare in

mondo che tutti fossero pronti per questa

esperienza. È stata proprio questa ricorrente

domanda che ci ha dato la motivazione

per fare sempre del nostro meglio nel lavoro di preparazione. In effetti,

il nostro Rovermoot è iniziato tanti mesi prima con le riunioni

di programmazione, i sopralluoghi, gli studi e le analisi delle attività e

man mano, vedere questa impresa

prendere forma sempre più a

dimensione di rover e scolta ci ha

caricati sempre più. Tanto da non

farci scoraggiare da interminabili

ore di viaggio, tracciare i percorsi

nella neve, mille “scartoffie”,

nottate di confronti ed innumerevoli

fisiologici imprevisti. Ogni sopralluogo

aggiungeva un pezzo al

grande puzzle di nome Rovermoot,

messo lì in bianco pronto per

essere disegnato, dipinto, scolpito,

modellato e arricchito da ogni singolo partecipante; un grande

raccoglitore di tracce. La prima emozione forte è arrivata con l’ascolto

delle proposte per l’inno del campo, sentire la voce dei rover e delle

scolte ha rappresentato il primo passo concreto nel vederli protagonisti

di questo progetto, che nasce appositamente per loro. I giorni sono

passati veloci, alla stanchezza di scrivere liste, inviare mail ed aggiornare

elenchi si è prepotentemente sostituita la voglia di essere lì con

tutte le compagnie e tutto lo staff del campo.

Immaginavo che sarebbe stato magico il momento dell’arrivo delle

campagne al campo e non vedevo l’ora di poterlo vivere, di poter vedere

negli occhi di ogni singolo rover e scolta, durante l’accredito, l’incertezza

di quello che li aspettava mitigata dalla certezza che nel giro

di poche ore si sarebbero trovati solo con tanti fratelli e sorelle in più.


Durante il precampo, effettuato con la ronda nazionale e lo staff del

campo, ho avuto la certezza che tutta la macchina fosse già in moto.

Tutto quello per cui stavamo programmando si stava realizzando con

chiarezza e responsabilità da parte di tutti, ognuno nel proprio ruolo.

La serenità è stato l’ingrediente che ha reso tutto ancora più bello, non

ci è importato non riconoscere più il

giorno dalla notte, stancarsi senza

risparmiarsi, fare arrabbiare la cucina

che comunicava il pasto pronto

e tutti continuavamo a lavorare

nei nostri posti d’azione ignorando

la fame perché tutto fosse pronto;

loro erano in arrivo, i protagonisti

di questa bellissima avventura, e

noi stavamo mettendo in campo

tutto lo spirito di sevizio per restituire

allo scautismo quello che

quotidianamente ci dona.

Eccole, le prime fiamme colorate

spuntare tra gli alberi, i primi fazzolettoni

colorare l’atmosfera e i primi sorrisi fare da prime note della

colonna sonora di questo campo. Il primo “buona strada ragazzi” e

subito brividi di gioia ed adrenalina, assegnazione del capo gruppo,

complici sguardi tra lo staff di campo ed i sottocampi iniziavano ad

accogliere compagnia dopo compagnia, le prime tende montate e gli

schiamazzi dei rover e le scolte meno timidi. “Sono arrivati tutti?” La

domanda che ci siamo rimbalzati incrociandoci nel via vai per le aree

del campo e della struttura. “Gli esploratori sono arrivati?” Dolce premura

anche nei confronti dei nostri fratellini radunati vicini a noi.

Il fantastico inno ha scandito tutti questi adrenalinici momenti di

inizio, approfitto per congratularmi ancora con la compagnia Parsifal

e ringraziare Antonio Faedda e i Niera per la realizzazione di arrangiamento

e voce. Le nostre riunioni notturne

sono continuate, revisionato tutto il

piano per le partenze dei cinque campi

mobili eravamo in trepidante attesa per

la cerimonia di apertura. Un quadrato

bellissimo, tre file di baschi colorati, il

saluto con i gridi che hanno riecheggiato

tra quelle bellissime montagne, eravamo

tutti lì, si comincia! Fischio di attenti ed

alza bandiera. Rivolto verso la stupenda

struttura pioneristica dell’alza bandiera

realizzata dal raid Kimaira, grazie ancora ragazzi siete stati grandiosi,

era arrivato il momento della tanto attesa salita sulla scaletta; si

era creata un’attesa stile sanremese su quella scaletta, tante erano

VOGLIA DI STRADA 21


22 VOGLIA DI STRADA

le scommesse sul fatto che potessi inciampare o che la piattaforma

non reggesse il mio peso e quello degli invocatori; dimostrazione della

continua ironia serenità che ci ha accompagnati in ogni momento.

Scherzi a parte, è stato davvero un momento che porterò sempre nel

cuore, quando mi sono voltato verso il quadrato e ho realizzato che

praticamente tutta la terza branca Assoraider

era lì, non è descrivibile la gioia

provata e che porto con me di questo

ricordo. Lo staff schierato in quadrato

pronto ad iniziare le attività, il sorriso

dei raider al servizio del campo sempre

pronti ad Osare, gli sguardi rassicuranti

dei fratelli scaut più grandi, che tante

volte sono stati in passato in ruoli

come quello che stavo ricoprendo io

in questa occasione, sempre pronti a

sporcarsi le mani dando grande dimostrazione

di rispetto dei ruoli e grande fiducia. Tutti pronti, si parte! I

giorni di campo mobile sono stati sicuramente i più faticosi per tutti,

ma il pensiero che ogni rover e scolta stesse solcando importanti passi

sulla strada del proprio percorso scaut, immersi in una natura così potente,

così maestosa da far suggestionare l’animo di tutti non ha fatto

altro che alimentare le energie di tutti.

Spesso è sorto il dubbio che le nostre compagnie non fossero adeguatamente

preparate per affrontare dei percorsi sulle Alpi con tratti

Dolomitici, ma forti del grande spirito più

volte dimostrato da ogni nostro rover e

ogni nostra scolta sotto la guida dei propri

capi, eravamo sicuri che avrebbero reagito

con forza e coraggio.

Non è mancata occasione di dimostrazione

di tutto questo, la bomba d’acqua

e grandine che ha assalito i cinque gruppi

in campo mobile ha messo a dura prova

tutti, in particolare quei gruppi che erano

nelle parti più alte dei percorsi. Eravamo

pronti con i soccorsi, con diverse squadre

di fratelli scaut del posto in caso di

necessità di intervento, approfitto per

rinnovare i ringraziamenti agli scaut della

cooperativa San Giorgio che ci hanno

supportato con la loro disponibilità, ma

i nostri ragazzi, i nostri capi, i nostri capi

gruppo sono riusciti a gestire anche questo

momento di tensione consapevoli che

superata la tempesta i raggi di sole sareb-


ero sembrati ben più caldi

e confortevoli rispetto a

quelli dei giorni precedenti.

Ho avuto la fortuna di vivere

un fortissimo momento di

spiritualità e confronto con

i capi del gruppo Valbona, li

ho raggiunti presso il rifugio

di arrivo della loro tappa,

appena dopo la grandinata,

che ricorderemo in molti,

ci siamo confrontati ed

emozionati molto. Il momento è stato molto forte poiché i capi erano

preoccupati nel vedere i propri ragazzi così provati e spaventati per la

grandinata presa a 2200 metri di altitudine, che ha creato tensione e

condizioni climatiche difficili; così dopo un attimo di esitazione iniziale

ci siamo confrontati e abbiamo percepito che l’ostacolo più grande

era stato superato e che per i ragazzi andare avanti avrebbe rappresentato

un gradissimo successo. Valutato il da farsi, stabilito come

affrontare il problema degli equipaggiamenti personali tutti bagnati,

visitati i ragazzi dal medico di campo; la tensione si è smollata e sono

rispuntati i primi sorrisi che iniziavano a fare di quella forte esperienza

un ricordo.

I capi e i ragazzi non si sono persi d’animo, dopo lo sfogo per il nervosismo

accumulato si sono subito dati da fare per accendere il fuoco

e sgomberare il piccolo rifugio nel quale avrebbero passato la notte.

L’indomani quei rover avevano una marcia in più, avevano superato la

difficoltà tutti insieme ed erano pronti per ripartire, tanta stima per

loro per il loro spirito e la grande dimostrazione

di carattere. Quando

si dice che nelle difficoltà ci si spoglia

del superfluo e ci si unisce più

che mai. Tappa dopo tappa tutti

i gruppi hanno portato a termine

il loro campo mobile sostenuti

dall’immenso lavoro dello staff

che non si è fermato un attimo.

L’arrivo di tutti al campo sportivo

di Longarone, con la maestosa

diga in alto di sfondo, è stato un

altro scenario molto suggestivo; nel quale abbiamo vissuto momenti

molto emozionanti. Constatare come, dopo la stanchezza di tanti

chilometri percorsi, ci si avvale di qualcosa di molto più resistente del

corpo come il proprio spirito è stato importantissimo per tutti. Attrici

di quel palcoscenico naturale, sotto lo sguardo di quel maestoso muro

di cemento alto centinaia di metri, così fuori contesto incastrato tra

VOGLIA DI STRADA 23


24 VOGLIA DI STRADA

due meravigliose montagne, ci sono state le parole del gentilissimo

ospite sopravvissuto all’orribile tragedia della diga del Vajont. La catastrofe

più grande avvenuta sul pianeta terra per causa umana, qualcosa

di dimensioni inimmaginabili fino a quel momento, per ognuno

di noi. Fino a quando non abbiamo

ascoltato quella toccante testimonianza,

udito il tono di quella voce

tremula, che nonostante l’abitudine

nel raccontarsi, non smette mai di

spezzarsi per il dolore del ricordo e

la speranza di donare memoria perché

è fondamentale imparare dagli

errori del passato per migliorare il

futuro. Qualcosa nel nostro profondo

è stato toccato quella sera. Un

misto di sensazioni ci ha pervaso e

incuriosito. Ero in piedi vicino al nostro

amico narratore e osservando

tutti i presenti, colmo di compassione,

immaginavo che in quella terribile

notte del 9 ottobre del 63 tanti

scaut, non molto diversi da tutti i

presenti, proprio lì dove noi eravamo

seduti ad ascoltare, hanno prestato

servizio volontario per aiutare

nella ricerca dei corpi dispersi nel

fango dopo l’anomala esondazione.

Fissavo tutti e pensavo a quanto

fosse difficile anche solo pensare

un atto di servizio del genere e poi

nello sguardo degli stessi ragazzi

ho trovato una risposta, ho visto il

trasporto emotivo ed ho compreso

quanto ci rende “speciali” essere

attenti al prossimo, all’altro, all’umanità

tendendo sempre la mano,

quanto sia speciale essere scaut. È

stato camminando sul coronamento

della diga, arrivando al suo centro,

da dove in lontananza si vede

la città di Longarone, che ho ricevuto

un altro pugno nello stomaco

che mi ha fatto comprendere le dimensioni

di quanto fosse potuto,

purtroppo, accadere per un consapevole errore umano. Un’esperienza

davvero forte. Rientrati al campo è stato bellissimo vivere il momen-


to di spiritualità serale. Quel

video accompagnato da quel

monologo così intenso e vero e

poi gli interventi dei capi compagnia

in chiusura sulle varie

argomentazioni contenute,

che magia, che atmosfera, che

intensità. Tutte quelle fiamme

rosse in mezzo a noi ed intorno

a noi sembravano essere alimentate

da quelle bellissime

parole stesse. Lasciare qualcosa

dentro era l’obiettivo di questo

Rovermoot perché si potesse

riflettere sul motto “Riserve

Your Spirit” che va oltre il ricordo

di amici, sorrisi e paesaggi

arrivando nel profondo di ogni

singolo per generare crescita e

consapevolezza. Quella è stata

una serata magica, ricca di

orgoglio da parte di tanti capi

compagnia che ci riferivano che

i propri ragazzi erano seduti a confrontarsi spontaneamente prima di

lasciarsi andare ai momenti di divertimento e socializzazione. La giornata

ludica con musica e trasmissione radio a voce dei rover stessi, del

giorno seguente, ha contribuito a defaticare ed unire tutti i ragazzi,

nel campo un’aria frizzantina di gioia e serenità ha regnato per tutta

la giornata. In cammino per raggiungere il campo esploratori per la

grande cerimonia di chiusura, il clima non ci ha risparmiato l’ennesima

sorpresa, una copiosa pioggia che ha reso quel momento sicuramente

ancora più indimenticabile.

Non sarà stato sicuramente piacevole per nessuno essere lì al freddo

sotto la pioggia, ma la cosa più importante era proprio esserci. Non

importa se la cerimonia non ha avuto tutti i sui momenti previsti, se gli

alfieri non hanno raggiunto le bandiere in perfetta uniforme, se il capo

scaut ha fatto un discorso molto breve e noi centrali abbiamo salutato

con qualche semplice frase, eravamo tutti presenti raccolti in un unico

quadrato e abbiamo gridato tutti insieme ASSO-RA-I-DER!

Raggiunto il campo rover una bella sorpresa ad attenderci tutti, una

festa in piena regola che ci ha consentito di sbizzarrirci tutti insieme.

La partenza di tutte le compagnie per il rientro a casa è stato un mo-

mento molto particolare, man mano che gli spazi apparivano sempre

più vuoti, sempre più l’immaginazione ricollocava tutti al proprio

posto; quasi come se inconsciamente non fossi pronto alla fine di un

esperienza così meravigliosa o come se stessi già ricostruendo i mie ri-

VOGLIA JEDI STRADA 27 25


cordi a caldo per timore di non custodirli abbastanza fedelmente. Mentre

i pullman partivano veloci uno dopo l’altro, mi sono reso conto di

non aver avuto molto tempo per scambiare due chiacchiere con tutti,

così mi sono chiesto “cosa stanno portando con sé nei loro zaini questi

rover?”. Mi sono dato molteplici risposte, ma alla fine mi sono detto

che fosse giusto che lo raccontassero ai propri capi viaggiando, ai loro

fratelli di avventura sentendoli nei giorni a seguire e soprattutto a se

stessi ogni volta ne avessero bisogno.

Alcune occasioni sono ricche ed importanti, bisogna saperle vivere

con intensità e saperne cogliere la ricchezza in ogni dettaglio.

La cosa più bella di questa grande occasione di nome Rovermoot è

stata essere stati ognuno una grande occasione per tutti gli altri.

Buona Strada!

Furetto Premuroso

3giorni, qualche ora, un numero indefinito di minuti e

secondi fa. Le lancette procedono costanti. Il tempo

scorre. Nessuna pausa. Nessuno scrupolo. Un incessante

turbinio di emozioni in contrasto mi percorre e percuote.

Queste sono le sensazioni post-campo estivo. Tu che sei uno

scaut, come me, lo sai bene. Quest’anno più che mai. 3 giorni,

qualche ora, un numero indefinito di minuti e secondi fa,

stravaccati sugli zaini, aspettavamo che arrivasse il pullman

per dire addio al rovermoot. Una parola con nove lettere che

prima del 3 agosto non mi diceva nulla. Immaginavo come

potesse essere questo tanto osannato campo nazionale

rover/scolte. Prefiguravo una morte certa. Fatica, sudore e

crampi. No, non avrei mai immaginato che sarebbe andata

a finire in questo modo. Non pensavo che un’esperienza

del genere avrebbe potuto segnarmi a tal punto. Ora posso

affermare, senza alcun dubbio, che questo rovermoot come

inchiostro su carta resterà impresso nella mia mente finché

morte non ci separerà. Trasporre pensieri assai confusi su carta

non è cosa semplice, farò un tentativo. Perchè è stato cosí

difficile dire ‘ciao’ al rovermoot? O meglio, salutare le persone

che hanno caratterizzato quest’esperienza? Prima di partire

mia madre si chiedeva come potesse un campo di pochi giorni

cambiarti la vita o comunque rivelarsi tanto speciale. E io

ovviamente non sapevo risponderle. Non sapevo a cosa sarei

andata incontro. La pressione e l’eccitazione, raggiunti livelli

esponenziali, si erano trasformate in paura. L’inizio dell’avventura

ha però coinciso in maniera spaventosa con la sua

fine. Questo rovermoot è stato un flash. Un bellissimo, unico,

inesorabile flash. Semmai qualcuno dovesse chiedermi se ho

mai fatto il bagno in un fiume risponderei: sí, rovermoot 2017.

Sono anche rimasta bloccata nel bel mezzo di una montagna

assieme ad altre trenta persone sotto chicchi di grandine

grandi quanto palline da ping pong a mangiare biscotti digestivi

della Dolciando (solo per i più coraggiosi e Myriam che

ne aveva bisogno). Fatto un’ammaina bandiera e camminato

per 3 km per tornare al sottocampo sotto la pioggia senza

giacca a vento, cucinato 4 kg di pasta in 7 gavette ormai belle

che andate, rotto due Svalbard, dormito in 30 e più persone

in una baita di 50 mq ...devo continuare? Tanti i risvolti

inaspettati. Le persone che non vivono lo scautismo, che non

sanno cosa sia realmente, non capirebbero, pur sforzandosi,

le ragioni che spingono ragazzi di sedici, diciassette, diciotto

anni a percorrere 40 km, tra maledette salite e terrificanti

chine, con zaini dal peso di 12 kg sulle spalle. È un qualcosa

di inesplicabile anche per chi lo fa. Perché ogni anno da 7

anni torno agli scaut? Questo rovermoot mi ha aperto la

mente. Se lo faccio è perché io amo lo scautismo. Non vivrei

senza scautismo. Se sono quella che sono è anche grazie allo

scautismo. In questo campo posso dire di aver sperimentato

lo scautismo, quello vero, dove l’unione, per quanto

banale possa suonare, fa davvero la forza. Vedere perfetti

sconosciuti diventare inseparabili compagni di avventura

nel giro di qualche ora, stringersi in cerchio a condividere

gioie e paure (le cose che sto scrivendo sono le cose che avrei

voluto dire al fuoco ma che non ho detto), gettarsi a capofitto

nel disperato tentativo di aiutare l’altro mentre sulla testa

batte incessante la grandine…ma anche ballare senza freni

il penultimo giorno di campo, per non arrendersi all’idea che

sia tutto finito. Spirito…allora cos’è questo spirito di cui si è

tanto discusso durante le veglie? Non è forse il motivo per

cui continuiamo per la nostra strada scaut senza mai voltarci

indietro? Non è forse quel fuoco che arde simbolicamente

dentro ognuno di noi, che alimentiamo anno dopo anno,

minuto dopo minuto, secondo dopo secondo, in nome della

nostra promessa? Non mi resta che augurare un buon sentiero

a tutti, in particolare ai ragazzi del Valbona.

26 VOGLIA DI STRADA


La a parola Formazione racchiude il

cuore della nostra scuola. Formare,

dare forma, plasmare. Proprio come

lo scultore per la sua opera d’arte inizia da

un piccolo pezzo di creta senza una forma

definita, così il CFQ parte dalle peculiarità

e dalle potenzialità del corsista per definire

in maniera sempre più dettagliata le

mille sfaccettature del buon capo unità.

Lo spirito del CFQ alimenta il motore che

muove l’evoluzione della nostra associazione.

Partecipando alla scuola capi si entra

in una “bolla”, dove ogni cosa sembra

prendere il giusto significato. Ogni sconosciuto

diventa fratello; tutto quello che

sino al giorno prima sembrava una riflessione

assurda, viene condiviso, assume un

senso e cambia il nostro modo di essere.

Ogni sorriso, sguardo, canto o fuoco che

arde, ci danno la forza di guardare nella

stessa direzione. La consapevolezza di

ogni allievo di quello che sta vivendo è il

primo soffio d’aria del vento armonioso

che crea lo spirito stesso del CFQ.

Tutto ciò è il motivo scatenante per cui i

capi della nostra associazione decidono di

mettersi lo zaino sulle spalle e continuare

a “giocare il gioco”. Una costante e profonda

condivisione di idee, esperienze ed

emozioni. Una scuola in continua evoluzione

e proprio come diceva Baden Powell

“se c’è il giusto spirito non dobbiamo aver

paura del continuo sviluppo del movimento

scaut”.


Cinquant’anni dopo ancora pronti a ridisegnare

qualcosa di importante. Tutto ciò

che ci viene chiesto alla scuola è di imparare

a conoscere, imparare ad essere ed

imparare a vivere insieme. “Hai presente

quei fuochi e le tante risate? Sono ancora

qui dentro di me, sono ancora qui dentro

di me”.

Condividendo tutto questo ci ritroviamo a

far parte di una macchina che lavora per

“lasciare il mondo migliore di come lo abbiamo

trovato”.

(Sulle note di “L’esercito del Selfie” rivisitata

dal corso superiore)

“Siamo la Formazione Quadri

Ci si ritrova sempre qua

Cinquant’anni son passati

Ma noi non abbiamo età

E tu mi formi, mi formi, mi formi,

Mi formi e sono commossa

Nel cuore una tempesta

Di emozioni ne ho un bel po’”

Noi siamo scaut sempre, quando siamo

insieme ci veniamo ad abbeverare, per poi

ripartire ed affrontare le nuove avventure

che ci attendono nel mondo.

Buona Caccia dal Corso

Superiore al 50° CFQ

28 IL MASTIO


La Ciurma all’Idroscalo

Questa estate, durante il Corso Formazione

Quadri (CFQ) è venuta a

trovarci una grande amica, Lilli

Baricci di Ostia (Roma), la quale ci ha raccontato

di un piccolo mondo dove si trovano

famiglie e soprattutto bambini con un

unico desiderio: quello di essere accettati

e considerati per quello che sono, quindi

di umanità. E così è stata proposta la

realizzazione di un progetto che ha visto

coinvolto il Consiglio di Branco della Selva

Maestra, tanto che nel giro di pochissimo

tempo ci siamo imbattuti in una fantastica

avventura con dei “pirati” davvero

speciali i bambini del villaggio dell’Idroscalo

di Ostia (Roma). È stata un’esperienza

davvero fantastica ed emozionante dove

prevalevano gioia, felicità e spensieratezza

dagli occhi e dai semplici ma piccoli

gesti di ogni bambino. Il nostro intento è

stato quello di voler far passare qualche

ora diversa dalla routine di sempre, ma

allo stesso tempo portare colore ed entusiasmo

in una quotidianità dove le cose

materiali valgono più dei sorrisi.

Abbiamo proposto attività semplici ma

con un mezzo a noi lupettisti molto caro

ed efficace: il GIOCO!!!!!

La loro partecipazione è stata alta, anzi

altissima nonostante ci fossero bambini

di età diverse: il nostro Consiglio di Branco

con molto divertimento e coinvolgimento

è riuscito a far breccia nei loro cuori, anche

verso coloro che manifestavano inizialmente

un po’ di ritrosia e diffidenza dei

confronti di persone “nuove” che venivano

a conoscenza del loro piccolo mondo.

Inoltre anche lo scenario da loro scelto ci

ha permesso di farci facilmente strada nel

sentiero delle loro emozioni, lasciando noi

un assaggio delle esperienze che viviamo

nelle nostre cacce con i lupetti; e da parte

di quei bambini il trasmetterci un messaggio

semplice, cioè che il loro “TESORO”

non è fatto solo di cose materiali, ma di

sogni, speranze e tanta positività che

spesso sono rare in chi ha tutto.

Buona Caccia!

dal Tecnico Lupi al 50° CFQ

29 IL MASTIO


San Giorgio 2017 Puglia

25

anni, nozze d’argento! 25 anni,

un quarto di secolo! Sono questi

gli anni di presenza e di attività

della Sezione di Barletta in città. Il tempo è

volato da quel 1992 quando Carmelo e Rina

Mancarella decisero di iniziare qui un’avventura

nuova dopo la felice esperienza presso

la Sezione Assoraider di Catanzaro Lido.

Come festeggiare tale traguardo? la cosa

migliore è facendo attività. E quale attività

più adatta di un San Giorgio di 3 giorni?

Alla proposta hanno risposto in moltissimi,

nello specifico i fratelli scaut di Taranto

1 e Taranto 2, Andria, San Severo 1 e

San Severo 2 oltre i fratelli scaut dell’Agiscaut

di Bisceglie ed una delegazione

di fratelli dalla Sezione di Pomezia.

In totale gli scaut partecipanti sono stati

oltre 400, veramente una grandissima festa.

Ogni branca ha avuto il suo da fare con

molteplici attività. Il tutto ha avuto inizio

con l’alza bandiera allestito nei scenografici

giardini del castello Normanno-Svevo

con il maniero e la Cattedrale come sfondo.

Le compagnie sono subito partite per un

campo mobile attraverso l’agro barlettano

raggiungendo la celebre località di Canne

della Battaglia per poi guadare il fiume

Ofanto e fare tappa presso la cava Cafiero

riadattata a parco attrezzato. Ottimo allenamento

prima dell’imminente Rover Moot.

I lupetti hanno alloggiato presso la grande

palestra della scuola elementare “N. Fraggianni”

ed hanno avuto modo di cacciare per

tutta la città alla ricerca della sfera e la croce

sottratti al noto colosso di bronzo: Eraclio.

Con loro ha anche cacciato l’Akela d’Italia ed

alla fine sono riusciti a trovare, addirittura in

mezzo al mare, i preziosi oggetti del gigante.

I reparti hanno piantato le loro tende nel fossato

del Castello e si sono sfidati attraverso

competizioni di tipiche attività scaut come

l’orientiring; poi un arduo percorso notturno

e tornei di giochi scaut all’ultimo punto.

I raider si sono occupati della parte più ardua,

una sfida che hanno accolto subito con

serietà e dedizione: assicurare la logistica

per tutti i nostri ospiti. Loro hanno provveduto

alle strutture necessarie dal palo

dell’alza bandiera, alla mensa, l’illumina-

30 ASSONOTIZIE


stra missione più impegnativa è stata quella

della creazione del pennone dell’Alzabandiera,

progetto che ha visto parecchie modifiche,

ripensamenti e prove di attuazione,

ma che al momento della costruzione ha visto

tutti noi impegnati ed euforici.

Il nostro Rovermoot non è stato un campo

canonico di Branca R/S fatto di Strada, campo

mobile o veglie fatte sotto il chiarore delle

stelle, ma un campo di SERVIZIO.

Questa parola potrebbe risuonare familiare

alle orecchie di molti ma spesso corre il rischio

di essere fraintesa, in quanto è vero

che il nostro servizio è stato rivolto ai ragazzi

durante tutta la durata del campo, ai loro bisogni

e necessità ma è altrettanto vero che il

VERO servizio lo abbiamo rivolto a noi steszione,

la fornitura idrica e la cucina. Proprio

questa è stata la sfida più delicata: assicurare

oltre 300 coperti a pasto preferendo al

catering una sana e ricca cucina da campo in

pieno stile scaut Assoraider. Tutto quanto ci

eravamo prefissati è stato portato a termine

in modo ottimo, le attività delle varie branche,

la logistica ed il resto. Questo grazie allo

spirito di servizio di ognuno, all’allegro lavoro

di gruppo ed al senso di attaccamento che

tutti noi abbiamo nei confronti della Sezione

e dell’Associazione. Lo posso affermare

grazie al riscontro avuto dai partecipanti, dai

commissari intervenuti e dai capi che hanno

seguito le attività proposte. Festeggiare con

tutti loro è stato un grande piacere. Oltre a ciò

e all’entusiasmo dei ragazzi, sono particolarmente

contento del fatto che per tre giorni

la città tutta sia stata pacificamente invasa

dai nostri scaut nelle loro attività. L’intera la

città ne era piena e tutti osservavano questi

ragazzi nei loro giochi; dal più piccolo al più

grande ragazzi dinamici, gioiosi, educati e

svegli. Esempio lampante dell’efficacia della

metodologia scaut anche nel terzo millennio

pervaso, molto spesso, di solitudine tecnologica.

Esempio di come il connubio tra l’Assoraider

e la città di Barletta sia stato ininterrottamente

felice e ricco, un percorso lungo

25 anni, costruito con dedizione e passione e

che all’orizzonte ha ancora altri 25 e 25 anni

ancora di scautismo giovane, da vivere con lo

stile che ci contraddistingue.

Grillo Loquace - Pres. Comm. di Sezione

Esperienza di un Raid al Rovermoot

Sono ormai trascorsi alcuni mesi dallo

scorso Rovermoot, un’esperienza

unica, donatrice di emozioni inimmaginabili,

quasi una realtà parallela nella quale

ogni partecipante ha potuto partecipare,

confrontare, crescere e sognare. La nostra

avventura al Rovermoot, quella del Raid Kimaira

della Sezione di Ittiri, è iniziata quasi

due anni fa quando ci fu fatta la proposta di

partecipare come unità di servizio al futuro

evento che avrebbe visto come protagonisti

i nostri Rover e Scolte; naturalmente la

nostra reazione fu subito dettata da motti

di entusiasmo e voglia di partecipare, ma

consapevoli del grande lavoro che avremmo

dovuto intraprendere, insieme allo staff, in

fase preliminare e durante il campo. La no-

31 ASSONOTIZIE


si; in quanto ogni risata, ogni fatica e ogni

goccia di sudore sulle nostre fronti ha portato

ad una considerazione e ad una continua

crescita di ognuno di noi. Molto spesso noi

capi crediamo che il servizio che prestiamo

nelle nostre unità sia rivolto UNICAMENTE

ai nostri ragazzi, ed in parte è vero, ma la

cosa splendida di questo Movimento, che

è lo SCAUTISMO, è che DANDO AGLI ALTRI,

NON SI FINISCE MAI DI RICEVERE.

Vedere il sorriso sulla bocca dei nostri rover

nonostante la stanchezza, vedere l’entusiasmo

di ogni gruppo nell’affrontare le difficoltà

e vedere le amicizie e i sodalizi che si

sono creati e che continueranno a coltivare

nei futuri anni, è la migliore “paga” che un

capo possa ottenere; simboli ed emblemi

del lavoro che quotidianamente ogni capo

dell’Assoraider svolge nella propria unità e

sezione, magari lontani geograficamente

ma vicini con lo spirito e con gli ideali da perseguire.

La nostra esperienza come RAID ad

un Rovermoot si può riassumere con parole

di gratitudine verso chi ha creduto in noi,

come Saverio Curci e la Ronda Nazionale,

che per anni, e durante il Rovermoot, hanno

lavorato alacremente e senza sosta per

consentire che quest’evento potesse avere

luogo; persone straordinarie e scaut eccellenti

che con il loro servizio e passione sono

stati di grande ispirazione per tutti noi del

Kimaira, ma credo anche per tutti i presenti

al campo. Sono convinto che la strada percorsa

dalla nostra Assoraider, nel corso di

questi 52 anni, sia quella giusta, improntata

al confronto, alla crescita, all’amicizia

e alla fratellanza; Strada che ha portato al

raggiungimento di importanti obiettivi e

alla preparazione di altrettanti eventi che

vedranno protagonisti noi, ma soprattutto

i nostri ragazzi, nei futuri anni.

Concludo ringraziando tutta l’Associazione

per gli splendidi risultati e facendo i migliori

auguri per tanti anni ancora, sempre ricalcando

le orme di B.P e Aldo Marzot.

Un abbraccio a tutti e a presto,

il Capo del Raid Kimaira - Pierluigi Piras

32 ASSONOTIZIE


Rockfestraid 2017

Musica e Fratellanza nella Città della Disfida

Sabato 9 Settembre l’ampio piazzale

retrostante la Chiesa “Cuore Immacolato”

sita in Barletta alla Via Donato

Bramante ha ospitato l’attesissimo “Rockfestraid”,

un contest musicale aperto a

tutte le band emergenti di Barletta e dintorni

a totale titolo gratuito, vogliose di mettersi

in gioco esibendosi e dimostrando il proprio

valore con grande talento e generi musicali

particolarmente innovativi. L’evento è stato

interamente gestito dal Mest Raid della sezione

Assoraider di Barletta, cimentatosi per

mesi nella minuziosa organizzazione della

manifestazione. La competizione ha visto

la partecipazione di ben 8 band, eterogenee

in quanto a composizione e generi musicali

proposti: gli “Aura”, giovane band dal sound

indie-pop-rock; i “Donbruno”, un’autentica

esplosione di Funk misto al rock-metal; i

“Soundstorm”, giovanissimi talenti capaci

di adattare al meglio il suono della tromba e

del corno ai loro testi moderni; i “Chronicles

of a Liar”, innovativi con il loro alternative

rap; i “Brekex”, fautori di un hard-rock scatenato

e coinvolgente; i “Thauron”, con ottime

proposte heavy-metal; i “Jesus Marja”,

ormai consolidata band barlettana, trascinatori

con il loro punk-rock di alto livello; gli

“Spostati”, impegnati nel cantautorato con

brani molto profondi e toccanti. Ciascuna

delle band, selezionate da un’apposita commissione,

ha avuto la possibilità di proporre

due brani inediti, valutati, nel corso della serata,

da una giuria di alto profilo, composta

da professionisti impegnati nel mondo della

musica e non. A presiederla c’è stato Dario

Doronzo, jazzista di fama internazionale attualmente

insegnante di tromba presso il

Liceo Musicale e di Tromba Jazz al conservatorio

Santa Cecilia di Roma, coadiuvato

da Gaia Laforgia, insegnante di musica, Domenico

Giannini, Michele Malizia e Francesco

Vitobello, Presidente Commissario della

Sezione di Barletta. Per non far mancare

proprio nulla, inoltre, il Mest Raid ha provveduto

ad allestire un ricco banchetto, grazie

al quale tutti hanno potuto consumare

in loco panini e varie bibite in piacevole compagnia.

La serata è trascorsa in un clima conviviale

di grande allegria e condivisione, che

ha contagiato non soltanto la grande cornice

di pubblico che ha preso parte all’evento, ma

anche le band impegnate nel contest: tutte

hanno avuto la soddisfazione di mettere in

mostra le loro qualità, di confrontarsi e crescere

insieme all’insegna del divertimento.

Alla fine a spuntarla sono stati i “Chronicles

of a Liar”, vincitori del primo premio consistente

in 400 €, seguiti dagli “Aura”, che

avranno il diritto di esibirsi in occasione

dell’apertura del locale Motel Woodstock,

sito in Via Duomo a Barletta.

Si è dunque raggiunto l’obiettivo di of-

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frire un piacevole evento di aggregazione

alla collettività cittadina, ma soprattutto

un’opportunità alle band emergenti di mettere

in mostra tutto il loro talento, in un

periodo in cui è sempre più difficile riuscire

ad affermarsi in campo musicale. Visti

il grande successo della manifestazione e

l’entusiasmo proveniente da tutti coloro i

quali hanno preso parte alla serata, sono

già in tanti a chiedere una seconda edizione

del Rockfestraid, segno della bellissima atmosfera

che ha avvolto la manifestazione.

Una richiesta che il Mest Raid non lascerà

inascoltata, con il solito spirito di iniziativa e

fratellanza che lo contraddistingue.

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