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Il Quartiere - Anno III - Numero XII

Il Quartiere è il bimestrale gratuito del rione San Martino di Sanremo.

Il Quartiere è il bimestrale gratuito del rione San Martino di Sanremo.

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Anno 3 - n. 12

dicembre 2017

cercaci su

www.ilquartiere.eu

“Raccontare quel che succede sotto casa come se fosse la cosa più importante del mondo, e i grandi temi del mondo con la semplicità della porta accanto”

LUMINARIE? NON S’HAN DA FARE!

LARGA PARTE DELLA PERIFERIA SANREMESE, SAN MARTINO IN PRIMIS, al buio. IL SONDAGGIO.

Flavio Di Malta

Il naso all’insù, gli occhi

sgranati e sognanti

e la fantasia a rincorrere

giochi di luce

e reminiscenze d’infanzia.

Non sarà questa l’istantanea

natalizia che resterà nella

memoria e nel cuore dei

residenti nei quartieri non

centrali, penalizzati nuovamente

dalla distribuzione

disomogenea degli addobbi

festivi. Non ne faremo un

dramma, certo: le priorità

sono altre. Ma...

» segue a pagina 2

Notte oscura, ma non è halloween. L’incrocio fra corso Cavallotti, via Lamarmora e via della Repubblica

SOMMARIO

» PERIFERIE CONDANNATE A

UN NATALE DI SERIE B

» ABETE VISTO? QUANDO IL

QUARTIERE S’INALBERA…

p. 2

» DALLA NOSTRA CHIESA,

UNA STORIA... FANTASTICA

p. 3

» IL NIDO DOMICILIARE

“IL FIOCCO” GUARDA AL

FUTURO p. 4

» CHIMICAND, IL FAMILY BAR

“DIVERTICULTURALE”

p.5

» SIAMO UN POPOLO DI

FOTOGRAFI, HATER E

TROLL? p. 6

» FEDELI ALLO SMARTPHONE?

SÌ, MA NON A SCUOLA!

p. 7

» FOTOMUGUGNI p. 8

NATALE

IL RIONE CHE PULSA I casi smartphone e social

Così i più piccoli diventano protagonisti

Il Presepe di Nostra Signora della Mercede

Mugugni a parte,

il sorriso

è d’obbligo

quando ad

invitarci a sfoggiarlo sono

i bambini. Nella fattispecie,

ringraziamo il “secondo

corso comunione” della

parrocchia di Nostra Signora

della Mercede, autore di

una “storia fantastica”, e il

nido domiciliare di fresca

inaugurazione “Il Fiocco”.

MONDI VIRTUALI

DALLA SCUOLA DIGITALE DEL MINISTRO FEDELI ALLE FOLLIE DI FACEBOOK

Francesca Marletta

Gerson Maceri

Bianca Boeri

Alicia Castellano

Disintossicarsi

dallo scorrimento

ossessivo di

notifiche, post e

messaggi è il buon proposito

natalizio del terzo millennio.

Proviamo, dunque,

a sgranchire le mani, finalmente

libere dal fardello

tecnologico, e a sciogliere la

rigidità cervicale...

» segue a pagine 3 e 4 » segue a pagine 6 e 7

1


L’EDITORIALE

PERIFERIE CONDANNATE A UN NATALE DI SERIE B

ANCORA UNA VOLTA, LUMINARIE E ADDOBBI A PROFUSIONE IN CENTRO MENTRE IL RESTO DELLA CITTà… ANNASPA NELLA PENOMBRA

Auguri speciali

DALLA NOSTRA CHIESA, UNA STORIA... FANTASTICA

LA MAGICA ATMOSFERA DEL NATALE RESA DALLA PENNA (E DAL CUORE) DEI PIÙ PICCOLI. GESÙ NON È MAI STATO COSÌ VICINO

Flavio Di Malta

Se lo scorso Natale San

Martino aveva visto il

passaggio di una sparuta

stella cometa, durante

le festività del 2017 osserverà

brillare la stessa

cometa con l’aggiunta di

quattro meteore. Francamente,

un po’ poco. Soprattutto

alla luce delle

promesse comunali del

recente ottobre (´Più luminarie

per tutti´, diremmo

parafrasando

Natale fai da te

ABETE VISTO? QUANDO IL QUARTIERE S’INALBERA…

Gerson Maceri

L’assuefazione contemporanea

al fotoritocco

potrebbe indurre i più

giovani a una moderata

diffidenza: «Un albero di

Natale in “piazzetta San

Martino”? Ma quando?».

Correva presumibilmente

l’anno 1962, sospirerebbero

gli storici di professione.

Letteralmente all’alba

Cetto La Qualunque) e

dell’impegno che non

solo le attività commerciali,

ma anche residenti

e turisti avevano profuso

negli allestimenti dello

scorso anno. Uno sforzo

supplementare che verrà

richiesto anche questa

volta.

Gli addobbi natalizi,

va detto, rappresentano

una voce pesante a

bilancio. Soprattutto a

Sanremo, dove le luminarie

generiche campeg-

L’AVVENTUROSA SPEDIZIONE DELLA “PRO SAN MARTINO” A MARGHERIA DEI BOSCHI NEL 1962. UN PASSAMONTAGNA, IL FUCILE E...

L’abete che dominava la

piazzetta di San Martino

di venerdì 14 dicembre,

un gruppo di volonterosi

aderenti alla Pro San

Martino – associazione

nata solo un anno prima

con l’intento di tutelare

gli interessi rionali

– partì per Margheria

dei Boschi (Gouta, Pigna)

con l’intenzione di

assicurarsi un abete alto

venti metri. Della comitiva

facevano parte, citando

dalla cronaca de

Il tuo Quartiere – Così

com’è San Martino” del

dicembre 2009, «il Carletto

rionale, al quale il

passamontagna lasciava

scoperta solo la punta

rossa del naso, l’Antonio

geometra, addetto ai calcoli

trigonometrici e alla

difesa dagli orsi per mezzo

di un fucile congelato,

l’infaticabile Marcello,

già spauracchio dei

centravanti avversari,

il Piero, gran giocatore

anch’egli di calcio, che

geranno in centro dal

2 dicembre al 19 marzo

in centro, mentre nelle

frazioni e in periferia

il tema sarà prettamente

natalizio ma terrà banco

solo fino all’8 gennaio.

Spesa complessiva:

oltre 145mila euro,

85 dei quali a carico del

Casinò e poco più di 60

del Comune. L’aumento

di 35mila euro rispetto

al 2016 lasciava presagire

il mantenimento degli

intendimenti di palazzo

indossava un bel paio di

stivaloni di gomma e una

tuta impermeabile da pescatore

nordico, il dinamico

Elio che pur senza

catene guidò la sua potente

auto fra i tornanti

del Gouta come fosse

sull’Aurelia, il fuochista

Bellevue; al 17 dicembre,

dobbiamo constatare

come queste speranze

siano andate deluse.

A ingrigire l’atmosfera

è intervenuta anche la

rimozione delle fioriere

che adornavano alcuni

angoli del quartiere. Sebbene

qualcuno sostenga

che verranno ricollocate

in primavera, permane

un certo rammarico e un

senso di smarrimento.

Dicevamo: per accendere

realmente il Nataartificiere

e vivandiere

Ezio e il bravo Pippo, al

volante di un camion».

Tutti nomi o nomignoli

che non abbisognano di

cognomi: lasciamo che i

ricordi e/o la fantasia dei

lettori li rincorrano…

Ebbene, giunti ai 1.100

il sondaggio su faceBOOK

le sanmartinese, nonostante

il tempo stringa,

non resta che rimboccarsi

le maniche, privati

e aziende, rivolgendosi

alla propria creatività e

al proprio senso di appartenenza.

Che in zona

ci si viva e/o ci si lavori.

E chissà che il meteo

non possa, là dove le istituzioni

sono mancate,

metterci una pezza, magari

con una coreografica

nevicata come quelle

del 1929 e del 1985.

metri dell’abetaia più

bella della Liguria, i coraggiosi

avventurieri

presero a rimestare nella

neve e nel ghiaccio,

alternando cinque minuti

di lavoro ad altri

cinque di riscaldamento

attorno al flebile fuoco

del bivacco. In un clima

da tregenda, dopo ore di

lavoro, riuscirono finalmente

a caricare il fusto

sui loro mezzi (scorciato

di cinque metri rispetto

ai venti originari per evitare

problemi sul manto

stradale ghiacciato) e a

trasportarlo, con la dovuta

scorta della Polizia,

a San Martino.

Innalzato là dove oggi

termina via della Repubblica,

l’albero di Natale

– rimarcarono con orgoglio

i dirigenti e i soci

della Pro San Martino –

non costò una lira al Comune

di Sanremo che,

tacitamente, ringraziò.

Secondo Corso Comunione

N.S. della Mercede

Sulla terra vivono molti

animali, ma in questa

storia ne incontreremo

solo alcuni, fra i più

umili e docili. Un asinello

e un bue, amici da

molto tempo, decidono

di fare un viaggio e scel-

La facciata di Nostra Signora

della Mercede in una foto

- ahinoi - d’archivio

L’inverno del 1929. Una famiglia su collina Peiranze si gode

il panorama innevato (archivio Antonio Colonna)

gono come loro meta l’Italia,

più precisamente

Sanremo, anzi! Proprio

il rione di San Martino!

Cercano posto invano

in vari alberghi, cosicché

bussano al Convento

dei Frati Francescani

che, molto gentilmente,

li accolgono e li ospitano.

E visto che nel Convento

dei Francescani si

sta molto bene, invitano

anche alcuni loro amici a

raggiungerli a Sanremo.

Le prime a raccogliere

l’invito sono alcune pecore

guidate dai loro pastori.

La notizia della presenza

di questi animali a

San Martino fa presto il

giro della città e la gente

comincia a chiedersi:

«Ma cosa ci faranno

mai questi animali qui, a

Sanremo?».

Le pecore, nel frattempo,

brucano l’erba del

giardino di Villa Mercede,

mentre il bue e l’asinello

si riposano. Molte

persone, alcune donne

un po’ curiose e diversi

fotografi, cominciano ad

accorrere per osservare

e documentare la scena

inconsueta. Il Convento

di Padre Pietro, Padre

Cristoforo, Padre Paolo e

Padre Timoteo è così, ad

un tratto, invaso da una

folla. Non bastano due

carabinieri per dirigerne

l’andirivieni.

Quattro angeli mandati

dal Signore Dio, intanto,

planano su Sanremo

per verificare la

situazione, seguiti da

una coppia. Sono la signora

Maria, che aspetta

un bambino, e il signor

Giuseppe, il marito, alla

ricerca di un alloggio

che troveranno, anch’essi,

nella Chiesa di San

Martino. Gli arrivi proseguono:

due contadini

con le loro zappe, due

pellegrini con il bastone,

tre pescatori con le reti e

tre bambini.

Il quartiere, ormai, è

in subbuglio. Giungono

anche un cameriere cinese

e un capo indiano,

poi perfino il Sindaco di

Sanremo che a sua volta

avvisa tutte le autorità.

La Diocesi di Ventimiglia

– Sanremo, allora,

decide di inviare sul posto

il Vescovo in persona,

con al seguito due sacerdoti

e due ragazzi in

giacca e cravatta. Inoltre,

ansimando, ecco arrivare

anche tre ragazze con

dei cesti di frutta...

Ma finalmente, il colpo

di scena: nel cielo

compare una stella luminosissima,

una stella

cometa, che punta dritta

sulla Nostra Signora

della Mercede e si poggia

sopra il campanile. Il

messaggio chiaro: accorrete

tutti!

La signora Maria, attorniata

da una moltitudine

commossa, partorisce

un bellissimo bimbo,

Gesù.

Anche il Santo Padre,

Papa Francesco, si dirige

verso Sanremo per

salutare il Bambino. E

pensate, fin dal lontano

Oriente, a cavallo di tre

cammelli, tre re recano i

loro doni (oro, incenso e

mirra) al Bambino appena

nato.

L’asinello ed il bue, infine,

partecipano alla felicità

di tutti, fieri del

loro contributo all’evento

straordinario! È nato

Gesù, per tutti noi, per

portare pace e amore a

tutti.

Programma delle celebrazioni di N.S. della

Mercede:

Dal 16 al 23 dicembre, ore 17:00 – Novena di

Natale per i bambini.

Dal 17 al 23 dicembre, ore 18:00 – Santa Messa

e Novena di Natale per tutti.

24 dicembre, ore 10:00 – Benedizione delle

statue di “Gesù Bambino” che verranno messe

nei presepi delle famiglie.

24 dicembre – Le Sante Messe verranno celebrate

secondo orario festivo: ore 8:30, 10:00 e

11:15;

ore 18:00 – Santa Messa della vigilia di Natale;

ore 23:30 – Veglia con la recita dell’ufficio delle

letture;

ore 24.00 – Santa Messa. A seguire, falò e concerto

nel cortile di Villa Mercede con distribuzione

di cioccolata, tè caldo, vin brulé, panettone

e dolci assortiti (a cura del gruppo scout

Sanremo 2).

25 dicembre – Le Sante Messe saranno celebrate

alle ore 8:30, 10:00, 11:15, 18:00.

26 dicembre – Festa di Santo Stefano. Le Sante

Messe saranno celebrate alle ore 8:00, 10:00,

18:00.

31 dicembre, ore 18:00 – Santa Messa di ringraziamento

per la conclusione dell’anno col

canto Te Deum.

1 gennaio 2018 – Le Sante Messe saranno celebrate

alle ore 8:30, 10:00, 11:15, 18:00.

6 gennaio 2018 – Epifania del Signore. Le

Sante Messe saranno celebrate alle ore 8:30,

10:00, 11:15, 18:00

Avviso. Dal 20 al 24 dicembre – dalle ore

8:30 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 19:00 – un Sacerdote

sarà a disposizione per le confessioni.

2 3


FAMIGLIA/1

IL NIDO DOMICILIARE “IL FIOCCO” GUARDA AL FUTURO

DAL RISCHIO CHIUSURA AL RILANCIO. LA STRUTTURA, PRIMA NEL SUO GENERE IN LIGURIA, AVRÀ NEL 2018 PIÙ BAMBINI E SERVIZI

FAMIGLIA/2

CHIMICAND, IL FAMILY BAR “DIVERTICULTURALE”

NON SOLO SCIENZA: IL NUOVO LOCALE DI VIA LAMARMORA, MULTISERVIZI E A CONDUZIONE FAMILIARE, È UN’APPENDICE DI CASA

Paolo Staltari

Gerson Maceri

Il primo taglio del nastro

de “Il Fiocco” – datato

20 dicembre 2003 e

celebrato nella canonica

della chiesa della Villetta

– segnò l’inizio dell’era

dei nidi domiciliari,

per bambini dai zero

ai tre anni, in Liguria.

All’interno della struttura,

inizialmente, due

educatrici di comprovata

professionalità (Giusi

Nicolaci e Laura Donati)

accudivano sei piccoli

sotto l’egida del “Progetto

Liguria Famiglia”,

attivato con un congruo

contributo economico

da parte del Comune di

Sanremo.

Il sostegno delle istituzioni,

tuttavia, è scemato

ben presto. E nemmeno

il trasloco del

2007 nella sede più centrale

di strada Peiranze

5, effettuato per assecondare

le esigenze logi-

Un’isola sulla quale abbandonarsi... nella lettura

L’angolo del gioco simbolico

stiche delle famiglie, ha

messo al riparo “Il Fiocco”

dalle intemperie politico-burocratiche.

Il nido domiciliare di

San Martino, così, ha rischiato

la chiusura definitiva

lo scorso luglio

assieme ai quattro “confratelli”

sanremesi (“1,

2, 3, Stella!”, “Il pesciolino

d’oro”, “L’albero magico”

e “Il Ponte”). Solo

l’intervento disinteressato

di alcuni privati ha

scongiurato tale prospettiva

e ha riattivato

e rilanciato un servizio

irrinunciabile per il

quartiere.

La nuova inaugurazione

del 15 dicembre

rappresenta dunque,

allo stesso tempo,

un sospiro di sollievo e

un’occasione utile per

ribadire la propria presenza,

numericamente

sempre più significativa.

Alle educatrici “pionieristiche”,

infatti, si è

aggiunta Sara Baldari,

con Giovanna Azzaretto

nel prezioso ruolo di

jolly in cucina; gli ospiti

sono saliti a otto con

la prospettiva concreta,

nel 2018, di raggiungere

la doppia cifra; gli

orari di apertura, attualmente

fissati fra le

8 e le 16 (dal lunedì al

venerdì), potrebbero

essere ben presto dilatati

(dalle 7:30 alle 17).

Inoltrandoci nei luminosissimi

e multicolori

locali de “Il Fiocco”,

notiamo per primo

l’ampio spazio accoglienza

mattutino, dotato

di armadietti personali,

poi le stanze per il

gioco libero e per il gioco

simbolico/logico attrezzate

esclusivamente

con giochi in legno,

l’area-tappetoni per il

movimento in sicurezza,

il refettorio con seggiolini

e seggioloni, la

cameretta per il pisolino

(programmato nella

fascia 12:30-15), il laboratorio

(in questi giorni

allestito a festa, a tema

natalizio), il bagnettofasciatoio

e l’ampia pertinenza

esterna prospiciente

corso Cavallotti

(sfruttatissima non solo

d’estate).

Nonostante la capienza

limitata e l’attuale

sold out, giova ricordare

alle famiglie interessate

che esiste una “lista

di attesa” per l’ingresso

Lo staff de ‘Il Fiocco’ al completo

al nido. La retta mensile

ammonta a 325 euro

tutto compreso (pasti

e pannolini) con l’aggiunta

una tantum di

50 euro, per i neoiscritti,

quale quota associativa.

«Il fiore all’occhiello

della nostra offerta

– chiosano le responsabili,

che non chiuderanno

il nido nemmeno

nell’imminente periodo

di festività – è il rapporto

di familiarità che

siamo riuscite a ricreare

in un ambiente raccolto

e sereno. Abbiamo un

contatto diretto e giornaliero

coi genitori e il

supporto di una coordinatrice

didattico-psicologica

che ci connota

a un livello superiore

rispetto a un servizio di

semplice babysitteraggio».

Per ulteriori informazioni:

Nido domiciliare “Il Fiocco”, strada Peiranze 5,

Sanremo.

Telefono: 328/3112132 e 339/1739822.

Pagina Facebook: Ilfiocco Nido Domiciliare

Paolo Staltari

Gerson Maceri

Andrea Salvaneschi è

un chimico professionista

e divulgatore scientifico

originario di Pavia.

La moglie Alessandra

Paveri, invece, è una

consulente finanziaria.

A Sanremo dall’estate

2016, i due hanno voluto

trasfondere le loro

competenze e il loro impegno

nel “Chimicand

Family Bar” di via Lamarmora

28/40. La loro

iniziativa imprenditoriale,

certamente sui generis,

prende le mosse

dai laboratori scientifici

itineranti del progetto

“Chimicand” di Andrea,

improntati a rendere l’ostica

chimica accessibile

al grande pubblico, e

ne rappresenta lo “step

two”, la localizzazione

fisica e, dunque, fissa.

Il “Chimicand Family

Bar” è un locale non

catalogabile univocamente.

Non è un circolo

privato né un ambiente

Andrea Salvaneschi e

Alessandra Paveri

monotematico. È, piuttosto,

uno spazio aperto

ad una clientela variegata

che offre non solo

il più classico dei punti

ristoro, ma anche un’area

giochi gratuita dedicata

ai più piccoli, un’altra

fornita di tavolo da

ping pong, calcio balilla

e PlayStation 4 e un’altra

ancora dedicata all’allestimento

di feste di

compleanno. Non solo:

la presenza di personale

qualificato permette anche

l’organizzazione di

servizi post scuola, con

ripetizioni e/o semplice

assistenza allo studio.

Da qui la denominazione

“Family Bar”.

I gestori inquadrano

così il loro inserimento

nella nuova realtà:

«Il trasferimento a Sanremo

ha rappresentato

per noi un deciso innalzamento

della qualità

della vita. Al di là del

clima, ci siamo sentiti

subito a casa e integrati

in un quartiere, quello

di San Martino, che ha

tutte le risorse per recitare

un ruolo centrale in

àmbito cittadino». Dribblata

ogni paventabile

resistenza, così, i “non

più foresti” Andrea e

Alessandra stanno tessendo

il loro fil rouge

aggregativo e culturale,

cercando sponde non

solo dalle famiglie e dal

passaparola, ma anche

presso gli istituti scolastici

(coi quali, in sinergia,

è possibile organizzare

laboratori creativi e

scientifici).

Per ulteriori informazioni:

“Chimicand Family Bar”, via Alfonso Lamarmora

28/40, Sanremo. Telefono: 0184/1914768.

E-mail: chimicand@gmail.com.

Sito internet: www.chimicand.it.

Pagina Facebook: Chimicand.

Il salone d’ingresso

Lo spazio riservato ai più piccoli

L’aula didattico-laboratoriale

L’area giochi per ragazzi

4 5


INFORMATICA

SIAMO UN POPOLO DI FOTOGRAFI, HATER E TROLL?

IL SORPASSO DEL VIRTUALE SUL REALE STA DIVENTANDO IL TRATTO DISTINTIVO DELL’ESISTENZA NON SOLO DEI NATIVI DIGITALI

ALUNNI IN CATTEDRA

FEDELI ALLO SMARTPHONE? SÌ, MA NON A SCUOLA!

IL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE: «CELLULARI NUOVO STRUMENTO DIDATTICO». IL DIBATTITO NELLA CLASSE TERZA MEDIA DI PIGNA

Francesca Marletta

Gerson Maceri

[Continua dal numero precedente]

Anche Sanremo sta

vivendo la propria rivoluzione

– evoluzione

o involuzione? – social.

Molti nativi digitali (ma

anche una folta schiera

di agguerritissimi meno

giovani), ad esempio, si

stanno reinventando fotografi

h24 (con esiti,

solo in alcuni casi, apprezzabili)

in una realtà

ridotta ad eterno set. La

priorità naturale dell’intimo

vivere cede così il

passo alla condivisione

indiscriminata di qualsivoglia

momento. Postare

istantanee (ma non solo)

su piattaforme online

implica, inoltre, la successiva

vigilanza dello

schermo del proprio

smartphone per monitorare

le reazioni del

pubblico, elemento che

determina il successo o

meno, e quindi l’appagamento

o la delusione del

pubblicante.

***

I gruppi Facebook egemoni,

a livello cittadino,

sono senza dubbio “Sei

di Sanremo se...” (coi

suoi 16mila e oltre iscritti)

e “Sei di Sanremo se

mugugni!” (che ha supe-

rato la soglia psicologica

dei 5mila). Moderati senza

soluzione di continuità

da utenti particolarmente

dediti e meritevoli

di futura beatificazione,

essi offrono spesso servizi

di pubblica utilità (diffusione

capillare di messaggi

di allerta meteo,

annunci di lavoro, chicche

culturali, informazioni

varie ed eventuali)

ma, ahinoi, anche risonanza

a “hater” (odiatori),

“troll” (provocatori)

e incomprensioni.

Raramente, in questi

ultimi casi, la discussione

volge in riso. È accaduto

quando un membro

comunicò serafico: «Nel

caso qualcuno non fosse

contento del proprio amministratore

di condominio,

mi contatti senza

impegno, sia per preventivi,

sia per semplici informazioni»

e un utente,

chissà a quale servigio

interessato, chiese: «Ma

per eliminarlo o sostituirlo?».

Più recentemente c’è

chi ha dissacrato il rito

dell’allerta meteo e delle

inondanti richieste relative

alla chiusura degli

istituti. Nei sabati più assolati,

così, viene postata

con indubitabile solennità

la domanda: «Ma an-

che domani le scuole saranno

chiuse?».

Attenzione però agli

strumentalizzatori, che

deragliando in scambi

e in scontri di matrice

ideologica e/o politica,

finiscono per investire

pesantemente alcuni

singoli, assumendo toni

beceri quando non infamanti.

Non è certo di

rigurgiti estremisti e di

calunnie ad personam

che i gruppi, improntati

alla costruttività e

animati da una maggioranza

normoeducata, si

alimentano. E nemmeno

della pubblicazione

di scontrini del bar, con

importi normalissimi o

quantomeno accettabili,

con annessa critica al

trattamento economico

dei gestori: rendere una

pessima pubblicità ad

un’attività che, chissà,

potrebbe anche dibattersi

per sopravvivere appena,

non fa certo onore ai

“leoni da tastiera”, il cui

indiscriminato ruggito –

un misero clic del mouse

– non risparmia nessuno

o quasi.

***

Il sociologo Guido

Gili, a proposito della

società “iperpostante”,

parla di un «bisogno

di essere riconosciuti»,

Sarà presto online il nuovo sito de ‘Il Quartiere’, pronto ad accogliere

il solito tour de force informativo festivaliero

un’esigenza che nella vita

reale è più difficilmente

soddisfatta. I social, invece,

offrono riscontri

immediati e “a basso costo”:

il meccanismo dei

“like”, dominante, è oggi

il vero e proprio metro

della popolarità e del valore

di una persona e/o

attività.

Inoltre, l’insieme delle

azioni compiute sui

social entrano a far parte

del flusso informativo

dei nostri contatti, rendendoci

(spesso a nostra

insaputa) dei “media”.

C’è anche chi ha imparato,

però, per necessità, a

maneggiare convenientemente

la “materia”,

specializzandosi in “fake

news” (bufale) e confidando

nel diffuso vizio

Bianca Boeri

della mancata verifica

dell’attendibilità della

notizia da parte dei lettori.

Non è vero ciò che

è vero, ma è vero ciò che

piace, si direbbe parafrasando

un celebre motto

popolare. Ed è così, dunque,

che una bufala può

diventare “virale” (largamente

diffusa e data

per “ufficiale”) distorcendo

idee e percezioni,

favorendo la “webascesa”

dell’autore.

Ecco perché tenere un

comportamento responsabile

in rete è un dovere

civico e rivalutare il

nostro rapporto ossessivo

con la tecnologia è

una necessità primaria.

Lasciamo che i social riprendano

i loro connotati

originali, che tornino

ad essere uno strumento

comunicativo integrativo,

che il “condividere”

non soppianti – come

sembra inesorabilmente

accadere soprattutto fra

i giovanissimi – il “vivere”.

Il cellulare, fra le mura

scolastiche, rappresenta

una distrazione e non

una necessità. Viene infatti

ritirato all’inizio

della lezione e consegnato

solo alla fine della

giornata, in quanto si

ritiene che i ragazzi non

siano abbastanza maturi

per utilizzarlo in modo

consono.

Sempre più frequente,

a questo proposito, è la

piaga del cyberbullismo

non solo fra alunni ma

anche a danno dei professori,

filmati per esempio

durante le lezioni da

irresponsabili che avrebbero

dovuto impiegare

lo smartphone per imparare.

I giovani, d’altronde,

non sono propensi a

utilizzare questo mezzo

a scopo didattico, pur se

seguiti da un docente.

Si pensi, ancora, a

quando in classe si aprono

dei brevi dibattiti su

temi letti su un libro, su

cui solitamente si trovano

comunque verità provate.

Su internet, invece,

sarebbe facile imbattersi

in fake news che porterebbero

a discussioni

dannose o quantomeno

inconcludenti, capaci di

far perdere ore di lezione.

Usare il cellulare anche

la mattina, poi,

aumenterebbe la “dipendenza”

da questo

strumento degli adolescenti,

che già al posto di

conversare con i propri

compagni o uscirci assieme,

si limitano a messaggiare

con loro.

Infine, non tutte le

scuole sarebbero in grado

di poter sostenere un

tale cambiamento tecnologico,

non avendo fondi

nemmeno per acquistare

dei computer o delle

LIM. Prima di pensare

all’introduzione di cel-

A sinistra il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, nella foto tratta

dal suo sito valeriafedeli.it; a destra l’imitazione magistrale di

Maurizio Crozza in ‘Fratelli di Crozza’, in onda sul Nove.

lulari o tablet, mezzi di

distrazione di massa,

dunque, sarebbe opportuno

dotare le scuole di

PC, impiegabili da più

alunni e più accessibili al

controllo dei docenti.

Alicia Castellano

L’uso dello smartphone

a scuola è un tema

molto controverso. La

contrarietà è rivolta non

al mezzo in sé ma all’uso

inopportuno che alcuni

ragazzi potrebbero

farne, sfruttandolo non

come strumento compensativo

ma per visitare

siti inappropriati.

Se gli studenti, durante

l’orario di lezione,

avessero a disposizione

i cellulari, trascorrerebbero

infatti il tempo a

chattare e a giocare su

internet.

Un altro problema

emergerebbe duranti i

cambi dell’ora e la ricreazione,

perché i ragazzi,

invece di socializzare

tra loro, chiacchierando

e scherzando, starebbero

incollati davanti allo

schermo.

Esiste poi la questione

del bullismo: foto e video

in classe, postati in

rete e visibili per sempre

a tutti, potrebbero creare

situazioni molto pericolose,

spingendo le vittime

di tali atti a soffrire

o addirittura a compiere

gesti sconsiderati come

il suicidio.

Questo perché mentre

I “NOËL OPEN DAY” DI POGGIO

Raffaella Rambaldi

a casa i genitori potrebbero

(anzi, dovrebbero!)

vigilare sull’uso che i figli

fanno del telefonino,

a scuola gli stessi sarebbero

liberi di fare ciò che

vogliono senza alcuna limitazione.

I professori, inoltre,

quando mai troverebbero

il tempo per fare lezione

se dovessero, oltre

che mantenere l’ordine

e supportare gli alunni,

anche controllare

le azioni compiute sullo

smartphone da ogni

singolo alunno? Oltre

che docenti, dovrebbero

diventare anche dei vicegenitori:

non sarebbe

giusto nei loro confronti.

Insomma, il cellulare

non è affatto uno strumento

indispensabile:

fino ad oggi se n’è sempre

fatto a meno e gli

studenti non ne hanno

mai risentito. L’introduzione

di una LIM in ogni

classe, piuttosto, potrebbe

migliorare l’apprendimento

delle varie materie.

Una panoramica della Scuola Primaria di Poggio

«Vorrei un Natale che

non duri solo un giorno,

ma che sia l’inizio di una

vita ricca di amore e di

altruismo»: con questo

pensiero e filo conduttore,

la Scuola Primaria

di Poggio ha organizzato

una settimana (da lunedì

18 a venerdì 22 dicembre)

all’insegna dei

“Noël open day”. Letture

animate, decorazioni, il

bingo, un laboratorio artistico

di riciclo e la corale

saranno le attrazioni

rivolte alle famiglie, invitate

a visitare la scuola

di via Caravelli e a vivere

l’atmosfera più autentica

e affettuosa – e non quella

consumistica – delle

festività in compagnia

dei più piccoli.

Il programma dettagliato degli open day natalizi, da lunedì 18 a venerdì 22 dicembre

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NOVITÀ: I FOTOMUGUGNI

Le Nostre Rubriche

LA COLONNA DEL MUGUGNO

“segnalaci il tuo mugugno attraverso la nostra pagina

facebook, scrivendo a info@ilquartiere.eu o passando

in redazione in via della repubblica, 40”

a cura di Flavio Di Malta

«Aprite quel cancello!».

È questa la richiesta

- cortesissima ma da noi

sintetizzata perentoriamente

- che ci arriva da

più parti.

La mobilità lenta, nella

fattispecie pedonale,

è una necessità primaria

soprattutto per i diversamente

abili, sempre alle

prese con le famigerate

barriere architettoniche.

Il passaggio immortalato

permetterebbe l’attraversamento

diretto

da via Lamarmora a via

della Repubblica proprio

in un punto in cui

si restringe, fino a scomparire,

il marciapiede.

Non intendiamo certo

forzare la soluzione,

ma semplicemente avviare

un dialogo costruttivo

fra il proprietario

(o i proprietari) del passaggio

e i tanti, disabili e

anziani in special modo,

che ci hanno posto il

problema.

- Si fa un gran parlare di luminarie e addobbi,

ma il decoro del quartiere passa innanzitutto

dall’educazione e dalla sensibilità nel quotidiano di

ognuno di noi. La sera vedo scatoloni ammassati

disordinatamente sul marciapiede, sacchi della

spazzatura sparsi e anche qualche vetrina, per

così dire, poco curata. Pur aggiungendo qualche

lucina, l’atmosfera complessiva rimarrebbe di

degrado. L’amor proprio, santiddio! Non attendiamo

l’elemosina di un LED dal Comune!

Maria

- Prove tecniche, misurazioni, progetti… ma la

rotonda di San Martino che fine ha fatto? È stata

inghiottita dalla burocrazia? Intanto l’incrocio

fra corso Cavallotti, via Lamarmora e via della

Repubblica resta quanto di più pericoloso si possa

immaginare, fra scooter in gimkana, auto e furgoni

in doppia fila e precedenze non rispettate.

Giulio C.

non solo della passeggiata

quotidiana di padroni

e relativi cani, ma

anche dell’intero quartiere.

Fumare una sigaretta,

leggere il giornale

o anche solo fare una

telefonata mentre “Fido”

e soci scorrazzano e (si)

annusano qua e là rappresenterebbe

certamente

un quadretto più edificante

dell’attuale.

In soccorso dei nostri

amministratori, spesso

senza portafoglio, suggeriamo

la pratica dell’adozione

dell’aiuola, già

nota in provincia. Il

meccanismo è semplice:

una volonterosa azienda

agricola si assume gli

oneri di arredo e manutenzione

in cambio di

pubblicità tramite vistose

targhette poste al centro

del verde. Utopia?

L’ampia aiuola adiacente

al muro della caserma,

nel primo tratto

di via Lamarmora alta,

potrebbe aver trovato la

sua vocazione. Già protagonista

di un nostro

recente reportage fotografico

(che ne risaltava

l’utilizzo come vespasiano

canino), l’area avrebbe

infatti tutte le caratteristiche

per diventare un

‘dog park’ (il corrispondente

italiano, ‘spazio

per lo sgambamento’, lo

citiamo solo secondariamente

per accontentare i

puristi).

Il recente ingentilimento,

ad opera di alberi

di agrumi ed erbe aromatiche,

non è bastato a

cancellare certe cattive

e radicatissime abitudini.

Ecco, allora, che l’aggiunta

di un paio di panchine,

di un recinto e di

una fontanella potrebbe

migliorare la qualità

EDITORE DIMA S.R.L.S.

Il Quartiere

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il Tribunale di Sanremo. Numero di

registrazione 1/13 del 29-04-2013.

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Alfredo Schiavi

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Gerson Maceri

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Francesca Marletta

f.marletta@ilquartiere.eu

HANNO COLLABORATO A

QUESTO NUMERO

Sara Di Malta

Bianca Boeri

Alicia Castellano

Raffaella Rambaldi

Antonio Colonna

Mino Duchini

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