Scrivendo - Sara Ciardi, Grazia Ferretti
poesie 2.0
poesie 2.0
Trasformi i suoi PDF in rivista online e aumenti il suo fatturato!
Ottimizzi le sue riviste online per SEO, utilizza backlink potenti e contenuti multimediali per aumentare la sua visibilità e il suo fatturato.
<strong>Sara</strong> <strong>Ciardi</strong><br />
<strong>Grazia</strong> <strong>Ferretti</strong><br />
<strong>Scrivendo</strong>
“C’è speranza in ció che scriviamo<br />
quando le parole ci attraversano<br />
come una scarica elettrica<br />
e noi siamo a braccia aperte,<br />
tese sotto quella pioggia<br />
e non riusciamo a dissolverci in un vuoto.<br />
Non riusciamo.”
Natale è l’epilogo del freddo<br />
che ti porti addosso tutto l’anno.<br />
La corazza di ghiaccio che stremata<br />
getti a terra.<br />
La bandiera bianca smette di sventolare.<br />
Le ferite dimenticano di sanguinare<br />
strofinando gli occhi in un abbraccio.<br />
Fuori continuano a sparare.<br />
Siamo guerrieri che improvvisano la battaglia<br />
E’ il nostro attimo di tregua senza elmetto.<br />
Ci rimane il profumo di ciò che conta.<br />
S.C.
La parola si farà un lifting, ringiovanirà,<br />
si svecchierà, si alzerà in una spirale altissima<br />
onorando la modernità,<br />
la parola troverà nuovi substrati,<br />
si attualizzerà sempre di più,<br />
porterà vecchi concetti in nuovi contesti.<br />
Non ci sarà sulla faccia della Terra<br />
niente di più moderno,<br />
più tecnologico, interattivo e high tech<br />
della parola.<br />
Ci saranno le folle in piazza la domenica,<br />
famiglie felici che a turno leggono poesie.<br />
I teenager sbaveranno davanti all’ultima edizione<br />
dello Zanichelli e scapperanno di casa<br />
saltando la cancellata per ritrovarsi a leggere<br />
tutti insieme, sussurrando storie lontane<br />
a lume di candela.<br />
Gli scrittori riempiranno gli stadi<br />
coi loro concerti di parole,<br />
sulla letterina a Babbo Natale non scorreranno altro che fiumi<br />
di titoli, e a carnevale ci travestiremo tutti<br />
da Madame Bovary e Don Chisciotte.<br />
Dal notaio le famiglie litigheranno contendendosi<br />
la libreria della nonna defunta,<br />
e quando ci saranno i saldi,<br />
la gente si accamperà fuori dalle librerie.<br />
Ci saranno conferenze in diretta mondiale<br />
per presentare il nuovo modello di penna<br />
stilografica e i nuovi inchiostri ecologici<br />
ed ecosostenibili muoveranno le economie mondiali.<br />
Durante il G8 Angela Merkel festante e sorridente ci parlerà<br />
del nuovo accordo raggiunto<br />
per sovvenzionare la costruzione di milioni<br />
di biblioteche e librerie,<br />
in ogni angolo di mondo.<br />
E noi continueremo ad amarci sui fili di inchiostri<br />
un po’ sbiaditi, faremo l’amore su strati di volumi<br />
dimenticati, e ti onorerò sempre ricercando per te<br />
le parole più belle.<br />
G.F.
Compro la felicitá<br />
e lascio che mi trasformi in polvere.<br />
Ho bisogno dell’inutile che mi consoli<br />
in una distrazione analfabeta<br />
voglio vagare senza chiedermi dove.<br />
Improvvisamente imbecille.<br />
Chissà come ci si sente?<br />
Dicono di volare leggero<br />
ridendo di noi zavorrati cranici.<br />
Li guardo da quaggiù<br />
vorrei volare rasoterra<br />
in bilico di incoscienza<br />
S.C.
Devo scardinare l’ordine che ho nella testa.<br />
Gli stereotipi sono in fila indiana<br />
e i miei occhi sono una decorazione natalizia<br />
appesa tutto l’anno sul mio viso,<br />
mi bevo l’assurdo nell’ultimo bicchiere rimasto<br />
alla festa dei pazzi,<br />
confondo gli opposti mentre la ragione<br />
è seduta nell’angolo e nessuno<br />
sa più cosa farsene di lei.<br />
Sono persa nei fumi di un alcol che mi porta<br />
alla deriva in compagnia di un amica incosciente<br />
e mentre sono lì, in bilico,<br />
mi ricordo quando gli occhi avevano la pazienza<br />
di vivere di un morbido silenzio senza la paura<br />
di velarsi di un senso a tutto questo.<br />
S.C.
La domenica ti aspetta in piedi,<br />
fedele all’appuntamento,<br />
non si lascia scoraggiare da quella parola:<br />
“fine” settimana,<br />
quella parola che a noi fa tanta paura.<br />
Ti alita il suo fiato dolce sul collo<br />
lasciandoti quella libertà<br />
che tanto brami tutta la settimana.<br />
Ma la vuoi davvero?<br />
Il lavoro ti ubriaca il cervello<br />
impedendo di guardarti intorno,<br />
la razionalità è lì,<br />
pronta a tagliarti il fiato in due.<br />
Libertà,<br />
quando è davanti ai tuoi occhi<br />
non sai come renderla felice<br />
e così ti aggrappi alla sera,<br />
il lamento è già appoggiato sul capo del Lunedì<br />
che non sa ancora quale sia la sua colpa.<br />
Lui in fondo è come gli altri.<br />
S.C.
Cammino in uno scenario di plastica<br />
al quale non so dar significato,<br />
dentro di me il tuffo di un sasso nella neve.<br />
Cibi che hanno conservato solo la forma<br />
e il ricordo di un sapore,<br />
un po’ come noi.<br />
Cos’altro posso acquistare?<br />
Accumulo polvere mentre Dicembre<br />
si fa un bagno di luci piangendo,<br />
la festa è chiusa là fuori,<br />
guardo quei fiocchi di neve belli da star male<br />
che ogni anno dimenticano che il calore<br />
della terra li ucciderà,<br />
loro lo ignorano, semplicemente,<br />
niente intacca la loro pelle immacolata<br />
e noi, di nuovo fermi senza il coraggio di cadere<br />
in quel silenzio bianco.<br />
S.C.
Noi crediamo ancora nel potere soprannaturale<br />
delle parole che escono da questo inchiostro<br />
fuso con le nostre menti,<br />
crediamo in queste immagini<br />
che ci nuotano in testa e crediamo pazzamente<br />
nel tentativo di cristallizzarle<br />
e di farle danzare vivide,<br />
di farle penetrare in coloro che leggeranno.<br />
Non devono essere solo parole, mai.<br />
Non ci importa della trama,<br />
ci importa poco anche dei colpi di scena,<br />
ci importa di darvi delle immagini,<br />
a volte anche crude;<br />
nella crudezza risiede la loro Verità.<br />
La Verità è il fine della nostra scrittura<br />
e lo sappiamo che costa e che non tutti forse<br />
se la meritano,<br />
ma crediamo che ne valga la pena sempre.<br />
Questa comunità che abbiamo creato<br />
è una ribellione alle sabbie mobili emotive.<br />
È un grido contro la staticità ed è un canto,<br />
un canto alla Vita e all’ Amore autentici<br />
che non si vergognano più di esplodere<br />
nella loro Potenza e non si vergognano<br />
nemmeno di essere respinti.<br />
Esplodono e basta.<br />
Ballate e cantate con noi<br />
perche finchè c’è la parola, c’è speranza.<br />
S.C.& G.F.
“Strano” è: fuori dal comune.<br />
Ma il comune cos’è?<br />
una ordinaria sbadigliante normalitá che riga dritto,<br />
il rigore senza senso dell’humor,<br />
l’Incomprensibile che per semplificare<br />
bacia la pazzia in un matrimonio di ubriachi.<br />
Non si era detto di esser vivi?<br />
S.C.
Non sapevo di aver un interruttore dentro di me<br />
finché non l’hanno schiacciato.<br />
Mi ritrovo ad accendere candele per sopravvivere<br />
alla fame del buio.<br />
Mi sono sdraiata volontariamente<br />
su un tavolo operatorio lasciandogli la possibilità<br />
di invadermi con fili ghiacciati<br />
e diventare una dei tanti, mentre tutto intorno<br />
sfoca in nebbia senz’aria ed io,<br />
mi aggrappo alla mia bandiera verde scolorita.<br />
Il Senso si è svuotato, risucchiato<br />
senza diritto di replica,<br />
l’ho visto arrendersi di fronte all’indifferenza.<br />
Nell’era della glaciazione<br />
è difficile distinguere i vivi dai morti,<br />
mentre la marcia dei corpi ciechi<br />
continua in una carezza metallica.<br />
I sopravvissuti li puoi riconoscere<br />
immergendoti sotto la superficie, osservando la profondità,<br />
sfidando la paura di affogare.<br />
Sono quelli che si fermano<br />
ignorando la fretta del tempo,<br />
sono i superstiti che non dimenticano mai<br />
di alzare lo sguardo sopra all’orizzonte<br />
e rendersi irraggiungibili, loro sono i persi,<br />
in perenne ricerca di quei gradini<br />
sulla schiena del cielo,<br />
sognano di arrivare lassù<br />
e bagnarsi i piedi nell’azzurro immenso,<br />
finalmente salvi.<br />
Sono quelli che riprendono respiro<br />
in quelle che i grandi definiscono “piccole cose”,<br />
legandole ad un infantilismo stupido,<br />
stretti nella rassegnazione di essere adulti<br />
che ridono responsabilmente,<br />
dando un tempo alle emozioni, ridicolizzandole,<br />
relegando lo stupore ad un ricordo lontano.<br />
Ma non possono soffocare quel bambino<br />
che gioca ad essere mare,<br />
impossibile ignorarlo e non sorridergli<br />
quando torna gattonando a cavallo di un onda.<br />
Da piccola ti raccontano le favole per farti addormentare<br />
ed io me le sono cucite addosso di nascosto,<br />
ho deciso di portare i sogni con me<br />
sotto la luce del giorno, abbiamo imparato a camminare<br />
e poi a correre rincorsi dalla realtà.<br />
Ed ora al capolinea del mondo<br />
bruciamo, assieme.<br />
S.C.
Il tuo abbraccio è diverso:<br />
“salvami dalla guerra là fuori,<br />
salvami da quella che esplode dentro di me”.<br />
Ti guardo ignorarla<br />
mentre cammini lentamente,<br />
e dentro, quegli spari incessanti.<br />
Butti a terra la tua corazza<br />
di pelle corrosa, lacerata<br />
e ti abbandoni nell’unico rifugio<br />
che può ospitare chi come te<br />
a malapena si regge in piedi là fuori<br />
tra uomini spietati.<br />
Ti tengo mentre riprendi fiato<br />
e puoi permetterti il lusso<br />
di non nasconderti<br />
ed uscire dalla trincea<br />
senza la preoccupazione<br />
di tener alta la guardia.<br />
Ed io ti abbraccio sulle mie gambe incerte<br />
siamo ferme in quell’abbraccio<br />
che non ha più niente di umano, è lontano,<br />
sopra l’atmosfera, nel buio,<br />
sospeso nello spazio,<br />
libere dalla gravità della terra.<br />
S.C.
Non è come dicono<br />
non è solo un muscolo<br />
è una forza motrice<br />
indipendente<br />
sorda e testarda<br />
ama bagnarsi nel sangue<br />
salta sporcandosi<br />
ma non fategliene una colpa,<br />
fa ciò che deve: Vive.<br />
S.C.
C’è speranza in ció che scriviamo<br />
quando le parole ci attraversano<br />
come una scarica elettrica<br />
e noi siamo a braccia aperte,<br />
tese sotto quella pioggia<br />
e non riusciamo a dissolverci in un vuoto.<br />
Non riusciamo.<br />
È come voler gridare una lingua muta.<br />
È come voler dire al mondo: Sono viva!<br />
E se rimane qualcosa dentro di voi<br />
la sera prima di chiudere gli occhi<br />
incastrata tra le ciglia<br />
e la sentite arrendersi<br />
e scendere sul vostro viso..<br />
non siete più su Marte.<br />
Non da soli almeno.<br />
S.C.
Dipendo dalla luce<br />
prendo a schiaffi il silenzio<br />
slegandomi dalla quiete<br />
stretta al mio collo,<br />
nuvole fantasma<br />
polvere di piombo<br />
carie immacolata<br />
bianco<br />
vertigine del cielo senza orizzonte<br />
sono macchia di colore informe<br />
irruenza rossa<br />
sporco l’aria<br />
senza poi,<br />
incoscienza pura.<br />
S.C.
La mia mente vaneggia<br />
Ed io, Serpente incantato<br />
Nel mio manicomio immobile<br />
distraggo il tramonto<br />
trascino il giorno in follia molesta<br />
Sbranando la luce<br />
Non possiamo fermarci<br />
Non possiamo attendere<br />
Incuranti del corpo<br />
Bruciamo. Oggi.<br />
S.C.
Sono davanti a quel muro<br />
che dipingevo di cielo<br />
ho iniziato a giocare con un coltello<br />
sperando perdesse il vizio di tagliare<br />
ho venduto il mio sorriso<br />
e lho guardato scivolare sui miei piedi<br />
Io<br />
dissolta nell’aria<br />
come bolle d’acqua sognando di non scoppiare<br />
sono davanti a quel muro<br />
mentre il mio cuore rimbalza e in un vomito<br />
torna svuotato dentro di me.<br />
S.C.
Cammino a velocità indotta<br />
in una apparente fretta<br />
volta alla conclusione di una staffetta<br />
immaginaria alla quale pare tutti partecipino.<br />
Ho ingoiato la città passivamente<br />
mi muovo a scatti<br />
nevrotica<br />
schiacciata dal ticchettio dell’assassino<br />
seriale a sangue freddo<br />
induttore di schiavitù<br />
che procede senza prender fiato.<br />
Ho scordato il colore del cielo<br />
abbiamo perso l’orizzonte<br />
incapaci di godere del tempo<br />
e perderlo in una alzata di spalle.<br />
Ignari della pace beata di pesci<br />
avvolti in una coperta di cristallo<br />
abbiamo scordato di chiudere gli occhi<br />
spogliare l’emozione<br />
abbandonandoci in una estasi nera.<br />
S.C.
I bambini sfogliano l’agenda fitta di impegni<br />
intrattenendo i nonni in un quarto d’ora<br />
di libera uscita, dimenticano di giocare<br />
sfoggiando una dialettica magistrale,<br />
maestri bilingue con i denti da latte<br />
accumulano insegnamenti rincorrendo<br />
la precocità, il vezzo geniale<br />
schiacciati nel vortice dell’assurdo.<br />
Gli adulti sono diametralmente incastrati<br />
in una dimensione di mezzo<br />
incapaci di crescere,<br />
sono ancorati ad una infanzia<br />
che fatica a dar l’addio,<br />
rassegnati ad un dialogo con cani e piante<br />
sfiorano la supplica di un ritorno all’essenziale<br />
emotivo, scacciato in virtù di un rigore metallico,<br />
accarezzando schermi di cristallo<br />
in un intima carezza solitaria,<br />
sono i palombari in coma<br />
galleggiano sulla città<br />
evitando la parola,<br />
nelle mani l’estensione vitale<br />
la deprivazione comporta convulsioni,<br />
attacchi di panico<br />
basta un attimo,<br />
accendo lo schermo ed è ossigeno.<br />
Posso continuare a ignorare il cielo, gli alberi,<br />
la vita.<br />
Procedo a testa bassa,<br />
mi rintano nella fredda acclamazione<br />
dietro la maschera led dei supereroi.<br />
S.C.
Sono un conduttore d’amore, sono piena.<br />
E quando vedo qualcuno di vuoto sono fottuta,<br />
perchè la scarica non passa nel cuore<br />
degli isolanti elettrici.<br />
Io quel cuore vorrei riempirlo, ingravidarlo d’ amore.<br />
Ma ogni volta abortisco. E sanguino tanto,<br />
sanguino dal mio utero d’amore<br />
e il medico che mi fa il raschiamento senza anestesia<br />
mi fa male, male. Lo sento quell’aspiratore<br />
che risucchia il mio aborto d’ amore.<br />
Però io ci credo in quel figlio e lo voglio tanto.<br />
Credo di poter far saltare via il nastro isolante<br />
con la potenza della mia scarica.<br />
Perchè trabocco, ho bisogno di travasarlo questo amore.<br />
È troppo per tenerlo qui, tra il cuore,<br />
lo stomaco e la gola.<br />
E quindi continuo e abortisco di nuovo<br />
e sanguino l’amore.<br />
Forse un giorno avrò l’emorragia letale,<br />
forse deciderò di adottare un po’ di amore,<br />
forse quando smetterò di pensarci all’amore<br />
lui mi metterà incinta, forse andrò alla banca del seme<br />
e cercherò lì quel figlio dell’amore<br />
che si rinnega ogni giorno davanti ai miei occhi.<br />
-PamPam-
Oggi sposo la città<br />
trascinando il mio strascico di cemento,<br />
sono immateriale,<br />
invisibile, vi spio<br />
mentre siete impegnati a districarvi<br />
tra i fili di colla di una vita appiccicosa, unta,<br />
ho il tempo di alzare gli occhi al cielo<br />
che si pavoneggia nel suo vestito azzurro,<br />
limpido, fiero, nella sua bellezza presuntuosa,<br />
infierisce sui miei malumori mentre gli ABBA<br />
cantano alle mie orecchie una gioia marziana,<br />
ultraterrena.<br />
La musica..<br />
l’ossigeno indispensabile<br />
per lo sbarco sulla terra,<br />
trent’anni e ancora non riesco ad abituarmi<br />
all’atmosfera, alla gravità,<br />
a camminare sul fondo della vasca piena d’acqua,<br />
sento i pesci parlare a labbra serrate e scomparire<br />
in bolle d’aria,<br />
momentaneamente assenti,<br />
pronti al domani,<br />
nuotano rasoterra, zavorrati,<br />
procedendo verso quel salto in superficie,<br />
il fine settimana,<br />
ricorderanno di essere uomini,<br />
abbandoneranno l’immortalitá a mezz’aria,<br />
sospesi in quell angolo tra cielo e terra,<br />
seguiranno la parabola di un pesce<br />
che impara a volare senza gravitá, perderá i sensi,<br />
memoria di sé, immaginerá branchie alate,<br />
conoscerá il sapore del sole<br />
ed in una anonima perfezione<br />
sará un istante, l’Universo.<br />
S.C.<br />
Ill. - William Sowe
L’insonnia<br />
é il tormento dei vivi<br />
che cercano pace tra le labbra serrate del buio.<br />
Vita<br />
negli occhi stanchi<br />
di chi non riesce a scrollarsi la notte di dosso<br />
e si agita<br />
incastrandosi tra lenzuola<br />
sporche di sangue e sudore.<br />
Vita<br />
di chi gratta via il sonno dalla pelle<br />
guardando la calma morire<br />
in attesa dell’alba.<br />
S.C.
Ero sdraiata nel mio letto di nebbia<br />
sporcata da ombre di fango<br />
senza contorni ero parte informe<br />
di un disegno dall’anima di carbone,<br />
ero polvere su carta dimenticata,<br />
buio incastrato tra le dita di una clessidra<br />
dove il tempo ballava immobile<br />
e mentre il nulla mi riempiva le vene,<br />
eccoti.<br />
Sono nata in una vertigine di colori<br />
hai afferrato il sole<br />
e l’hai appeso alle mie pareti di cartone,<br />
hai colorato di verde i miei occhi<br />
hai svegliato l’alba ricordandole di me,<br />
hai baciato la notte raccogliendomi<br />
in un angolo d’inferno,<br />
sono scivolata nella luce bruciando di pazzia<br />
cammino a piedi nudi tra le tue mani<br />
sospirando a mezz’aria.<br />
S.C.
Niente di più<br />
niente che valesse la pena di quel salto<br />
nessun osso rotto<br />
solo gli organi<br />
stretti in una caotica danza<br />
nevrotica<br />
macigni<br />
in un sacco vuoto a due gambe<br />
ed è vivere chiudendo gli occhi<br />
trattenendo il fiato<br />
fingendo non sia mai successo<br />
soffocare.<br />
S.C.
Giocano a toglierti l’acqua<br />
forzandoti a sradicarti<br />
adattarti al loro ossigeno<br />
e seguire il ciclo del tempo seguendo l’Ordine.<br />
Giocano a venderti il migliore dei prati,<br />
colorati di verde col pennarello,<br />
fili d’erba di plastica sintetica.<br />
Ti insegnano a rinnegare la veritá,<br />
camuffarla sotto uno strato di panna<br />
per fartela mangiare,<br />
convincendoti con una metodica martellante<br />
fino alla nausea.<br />
Ti spengono soffiandoti addosso<br />
con tutto il fiato che hanno in gola<br />
perché ora sei grande<br />
e non c’è più tempo per le favole.<br />
È inutile che ti brillino gli occhi.<br />
Presto saranno due buchi neri.<br />
Due pozzi in fondo ai quali<br />
i più temerari dovranno gettarsi per ritrovarti,<br />
come primitivi dovranno scoprire<br />
come si accende il fuoco<br />
ti salveranno dal buio,<br />
rannicchiata nella tua resa<br />
ti daranno la luce e griderai al miracolo<br />
ti trasformerai in un essere vivente<br />
che ruba la vita ai colori<br />
e lascia che il vento<br />
la faccia tremare in un emozione.<br />
Vera nella sua debolezza.<br />
Lascia la morte agli altri!<br />
Guardali mentre si tuffano di testa<br />
sotto strati di terra credendola acqua cristallina.<br />
Tu alza lo sguardo.<br />
Sempre.<br />
Fai compagnia al Sole.<br />
S.C.
La verità é che potrei scoparti in maniera<br />
molto malsana, insinuare quel tarlo,<br />
lasciare il tuo corpo a supplicare.<br />
Lo so come si fa, li conosco anche io<br />
quei meccanismi.<br />
D’ altra parte, sono sempre gli stessi.<br />
La nostalgia sotto i denti che battono.<br />
So che una parte di te lo vorrebbe,<br />
vorrebbe che mi approfittassi del tuo corpo,<br />
che ti violentassi consensualmente,<br />
per portarti via da un boia<br />
e consegnarti ad un altro,<br />
forse un po’ meno malvagio.<br />
Ma io voglio solo darti tentativi di pace.<br />
Orgasmi pieni, esausti, che si fermano alla meta.<br />
Frecce da 10 punti.<br />
Maratoneti stanchi a fine giornata.<br />
Piaceri languidi, fini a se’ stessi.<br />
E ritorneremo a casa,<br />
in vesti blu ed arancioni,<br />
a cavallo di un asino.”<br />
G.F.
Perchè sei liscia, ma nel mezzo<br />
hai quell’avvallamento,<br />
quella caduta libera nera.<br />
Hai dei colori vivaci,<br />
l’ arancione è quasi fosforescente.<br />
Ecco, un altro aggettivo. Sei fosforescente.<br />
Quando ti tocco avverto che sei liscia,<br />
sei pacifica, poi piano piano mi rendo conto<br />
che hai delle spigolosità.<br />
Che anche se sono un po’ più scure<br />
sono in qualche modo attraversate dal colore<br />
perchè i tuoi colori arrivano anche nel buio.<br />
Non puoi sfuggire alla tua fosforescenza.<br />
G.F.
Stavo pensando oggi<br />
che ho il terrore di sfiorarti<br />
come si ha il terrore di sfiorare<br />
una bolla di sapone..<br />
Forse è banale l’ immagine,<br />
ma ho pensato a quello.<br />
Sei così bella, e fragile, e a mezz’ aria.<br />
Sei a mezz’aria,<br />
e se faccio un movimento millimetrico<br />
sbagliato, e ti sfioro, e scoppi,<br />
non me lo perdonerei mai.<br />
Devo essere paziente, e delicata,<br />
devo essere quel vento<br />
che fa volare le bolle di sapone.<br />
E a volte non lo sono, faccio casino,<br />
faccio movimenti grossolani, ma sarò delicata.<br />
Sarò delicata.<br />
G.F.
Sei la dama bianca<br />
sbarcata dalla luna<br />
la ragione alla rovescia<br />
la testa arruffata sporca di sogni<br />
sei il canto di farfalle<br />
molestate da notti troppo lunghe<br />
sei il filo di colore<br />
legato al respiro di mille palloncini<br />
che non hanno paura di scoppiare<br />
accarezzi gli angoli del cielo<br />
mentre laggiú la cittá marcia<br />
vestita del suo abito nero.<br />
Sei la scintilla dell’Io<br />
che pretende silenzio<br />
sei il sorriso in un deserto senza facce.<br />
Sei parte di quella luna<br />
senza pretese<br />
promessa di un bacio<br />
quel soffio leggero<br />
eternamente slegata dalla terra.<br />
S.C.
Cosa posso darti?<br />
sono in quella pagina bianca<br />
nelle parole che devono ancora nascere<br />
in quei segni improvvisi<br />
petali striati<br />
fiori d’inchiostro<br />
morbide lame sulle quali vivere o morire<br />
sedotti o ammaliati<br />
a te la scelta.<br />
Mi troverai sdraiata in quel bianco<br />
ad aspettare il sole<br />
ad incendiarmi emozione<br />
in quel rosso che ti colora il viso<br />
sfiorato dalle mani di un pittore<br />
che dipinge l’impossibile.<br />
Mi trovi in quella quiete<br />
nuda ad attenderti<br />
sicura nella mia casa di neve<br />
persa nelle mie lenzuola di carta<br />
dove nero è sangue<br />
il mio,<br />
e non avró paura di tagliarmi.<br />
Mi vedrai su quel foglio<br />
vittima ed eroina<br />
vetro e piuma<br />
mi vedrai<br />
te lo prometto.<br />
cosa posso darti?<br />
un bagno d’inchiostro<br />
dove nuoteremo nel silenzio<br />
dell’oscuritá e faremo l’amore<br />
nella mia notte bianca.<br />
S.C.
Aveva fame di ambizione<br />
esistere non gli bastava<br />
voleva graffiare il mondo<br />
ed essere terra<br />
primitiva<br />
selvaggia,<br />
varcare le soglie dell’essere<br />
stuprare la neve<br />
essere arcobaleno in fiamme<br />
elettricità<br />
che corre sulla pelle del cielo.<br />
Non c’è più calma.<br />
Non c’è domani.<br />
Voleva essere Alba<br />
maleducata<br />
irrazionale,<br />
sfondare le porte del tempo<br />
essere,<br />
oggi.<br />
S.C.
Vorrei sdraiarmi a terra e ferire il tempo,<br />
osservarlo morire<br />
in preda ad una crisi di panico,<br />
lasciare che il suo sangue mi scivoli addosso<br />
senza fretta<br />
ninna nanna di un sogno sospeso,<br />
chiudere gli occhi ed ascoltare il vento<br />
spettegolare sottovoce di foglie<br />
che tremano d’imbarazzo al primo incontro.<br />
Essere riflesso astratto<br />
inspiegabile silenzio.<br />
Ribaltare l’orizzonte<br />
e guardarlo ridere a testa in giù<br />
dimenticandosi di star in equilibrio<br />
sopra al mondo.<br />
Stesa nel mio labirintico caleidoscopio<br />
sorridere stupidamente<br />
ferma<br />
nel mio spettinato disordine.<br />
S.C.
Dov’è la felicitá?<br />
stesa in una giornata d’estate<br />
sporca di sale<br />
spettinata<br />
in un castello<br />
che non ha paura di far l’amore con il mare<br />
avvolta in palpebre esauste<br />
a fine giornata<br />
stravolta da stupide risate<br />
ballerine ubriache<br />
sdraiate a terra<br />
menti confuse<br />
orfane sorridenti di quei perchè<br />
senza più voce<br />
è nascosta tra le foglie,<br />
all’ombra di un albero<br />
spiando il sole<br />
in un parco senza tempo<br />
dove siamo bambini<br />
che non temono di sporcarsi<br />
dov’è la felicità?<br />
in una giornata che si conclude<br />
in pace<br />
abbracciando la vita.<br />
S.C.
C’era una volta un uomo<br />
lo chiamavano Domani,<br />
grandi occhi verdi,<br />
vestito di vorrei<br />
si aggirava lento per la cittá<br />
quasi soffocava,<br />
ma a lui bastava chiudere gli occhi per vedere..<br />
la vita era molto più che un affanno,<br />
in lui c’era speranza<br />
sorrideva<br />
perché sapeva.<br />
S.C.
La luce del giorno continuava ad accecarmi,<br />
non riuscivo ad abituarmi<br />
a qualcosa di diverso dal buio.<br />
Oltre a me, il resto,<br />
di cui poco mi importava.<br />
Sorridevo a me stessa<br />
certa dell’incomprensione altrui.<br />
Vagavo nei miei vizi,<br />
saziandomi di una solitudine voluta, temuta,<br />
disperatamente, forzatamente amata;<br />
detestata da chi non era in grado<br />
di ascoltare in pace il proprio respiro,<br />
ma riempiva i vuoti con parole piene d’aria.<br />
C’è chi ci chiama strani, diversi, pazzi,<br />
chiamateci come vi pare<br />
non siamo anticonformisti<br />
non viviamo di mode<br />
amiamo l’essenza<br />
il buio che si nasconde dietro a un sorriso<br />
l’eco di un silenzio<br />
senza accontentarci<br />
nuotiamo oltre<br />
aldilá<br />
ci castighiamo<br />
tormentiamo fino a perdere il sonno<br />
per quel bisogno di dare un senso<br />
ad ogni cosa<br />
per poter apprezzare ogni respiro e fermarci<br />
a guardar il cielo.<br />
S.C.
Seduta in un malinconico rammarico,<br />
guardi sul fondo di un bicchiere d’ambra<br />
ciò che rimane di una vita<br />
spesa a sognare,<br />
in un luttuoso capovolgersi di arcobaleni<br />
lasci che piova sangue mai versato,<br />
su una pelle di avorio patinato<br />
profumi di eterno in una valle di mai,<br />
distesa nel deserto<br />
serva di un eremita<br />
che chiamano follia di vivere<br />
acqua senza tempo<br />
scivola in un fiato che merita di esistere.<br />
S.C.
Aggrappata alla tua altalena colorata<br />
dondolandoti sopra il cielo<br />
giochi a palla con il tempo<br />
incurante della tua ombra<br />
sei luce<br />
riflessa in un soffio<br />
abbracciato da una bolla di sapone,<br />
sorriso sospeso<br />
incastrata in una carezza<br />
bambina<br />
inciampi in abiti grandi<br />
fragile distanza<br />
in un oblio fatto casa<br />
cammini<br />
sospesa<br />
canticchiando la vita<br />
S.C.
C’é chi corre dietro maschere magnetiche<br />
e chi si ostina ad Essere,<br />
semplicemente.<br />
Pronta ad aprire il petto<br />
davanti al tuo sguardo distante<br />
e gettare il cuore su un tavolo freddo<br />
lo guarderemo assieme continuare a battere,<br />
illuso ricordo<br />
sorrideremo entrambi<br />
ma non noterai il mio sangue.<br />
E’ un suicidio stretto ad una promessa,<br />
immaginavo che l’amore potesse slegare<br />
il silenzio stretto al mio collo.<br />
Qui, assieme<br />
lo lasciamo morire.<br />
Le sai le sue ultime parole?<br />
Ti amo.<br />
S.C.
Il cavaliere senza maschera<br />
scivolava lungo lo stomaco vergine della città,<br />
viziata<br />
narcisista cambia volto,<br />
nascosto dietro a uno scatto, imitava il sole,<br />
fantasma in cerca del suo riflesso<br />
in un intimo gioco di carezze<br />
nudo,<br />
senza nome<br />
poteva essere acqua,<br />
tra le mani le sue ali,<br />
slegato dalla terra<br />
tutto tornava a muoversi,<br />
il Suo tutto.<br />
Click,<br />
silenzio<br />
poesia.<br />
S.C.
Le cose belle<br />
sono immerse nel bianco che separa le parole<br />
sono il silenzio che non sa di esistere<br />
sono un sorriso che improvvisa la vita,<br />
sono il senso al Tutto che non accetta sguardi,<br />
sono selvaggi che corrono a piedi nudi sulla pelle<br />
tagliandola,<br />
dritti al sangue.<br />
Sono un orgasmo dall’espressione serafica<br />
sono il rischio di bruciare di luce<br />
urla viscerali<br />
nudi<br />
indifesi<br />
liberi.<br />
S.C.
Mi guardo allo specchio<br />
assistendo alla mia rinascita<br />
ho un nuovo volto<br />
ed è luce.<br />
Sorrido sotto la pioggia<br />
guardo quella ragazza alle mie spalle<br />
che aveva deciso di vivere nelle proprie lacrime<br />
credeva che il tempo fosse suo amico<br />
ignorava che in quelle lacrime<br />
non si potesse nuotare,<br />
non per sempre.<br />
Guardava attraverso quel suo angolo di cielo opaco<br />
il mondo passarle affianco<br />
chiedendosi come potessero ignorarla<br />
lei, la senzasogni senza fissa dimora<br />
la vagabonda,<br />
fossile di se stessa<br />
dentro la sua commiserazione d’ambra<br />
non aveva più gambe sulle quali camminare.<br />
Mi volto a guardarti ragazza,<br />
sei la mia foto sbiadita in una tempesta<br />
che sembrava non aver fine,<br />
ed ora ti nascondi in quelle nuvole lontane<br />
abbassi lo sguardo e osservi la stupidità<br />
riflessa ai tuoi piedi, nel tuo specchio d’acqua,<br />
il tuo cielo opaco si è rovesciato<br />
hai alzato lo sguardo e abbiamo sorriso<br />
conscie di quanto possa essere bello<br />
vivere nuotando nell’aria.<br />
S.C.
Scivolavo sulla sua spina dorsale<br />
a occhi chiusi<br />
nel mio silenzio ovattato<br />
camminavo nella sua follia ordinaria<br />
impedendole di inghiottirmi,<br />
il tempo mi morde dettandomi il suo ritmo<br />
ma oggi non c’è fretta,<br />
i miei passi sfiorano la tua pelle d’asfalto,<br />
sono il brivido di cui non ti accorgerai<br />
sono il fantasma che vi passa affianco<br />
sono il vostro sguardo disinteressato<br />
che mi guarda attraverso.<br />
Oggi sono sola con te e non ho domande.<br />
Mi siedo e vi guardo correre<br />
la vostra staffetta immaginaria e sorrido,<br />
sorrido perchè slegata dal tempo<br />
sono più viva di voi.<br />
Oggi ti cerco,<br />
nel silenzio della mia canzone irrazionale.<br />
S.C.
Dimmi quando abbiamo smesso<br />
di sdraiarci nel prato<br />
sporcarci di terra le mani<br />
e strappare i fili d’erba.<br />
Dimmi quando abbiamo smesso<br />
di stupirci dei colori degli alberi<br />
di vivere una giornata di sole<br />
slegata dal tempo,<br />
dimmi quando abbiamo smesso di sorridere<br />
senza chiederci il perchè.<br />
Mi sono seduta in quel parco oggi,<br />
dove le vite si scontrano<br />
si sfuggono<br />
si sfiorano<br />
ognuno con le proprie vite<br />
sconosciuti che condividono lo stesso cielo<br />
chi da solo si avanza<br />
chi in coppia si perde<br />
ed eccoli lì<br />
giocare,<br />
ignari del mondo<br />
rincorrere una pallina di carta e volersi bene<br />
senza pregiudizi,<br />
non ancora.<br />
Quella pallina sará il più bel ricordo<br />
quella condivisione<br />
e l’unica preoccupazione c<br />
he non tramonti il sole troppo presto.<br />
S.C.
Ho bisogno di ballare con te<br />
tra la folla<br />
sotto la pioggia<br />
dimenticarmi il buonsenso, la ragione,<br />
le regole,<br />
improvvisare i passi come due idioti<br />
così, senza musica<br />
e sentirti canticchiarmi una canzone all’orecchio<br />
nell’abbraccio della cittá<br />
che sorride in silenzio ammirandoci complici.<br />
Voglio essere la tua forza<br />
anche se dentro di me tremo,<br />
voglio esistere ed essere fiera di me<br />
senza dovermi abbandonare.<br />
Voglio sporcarmi di gelato<br />
dimenticare di truccarmi,<br />
guardarti accarezzarmi<br />
rapito<br />
preziosa tra le tue mani.<br />
Voglio aver sete di te e camminare ubriaca<br />
e felice,<br />
e come quando da piccola mi chiedevano<br />
quanto fossi felice, rispondere allargando le braccia<br />
indicando: “tanto così!”<br />
Voglio essere il tuo valore aggiunto,<br />
voglio disegnare con la punta delle dita<br />
il sorriso sul tuo volto.<br />
Voglio essere la tua primavera,<br />
il soffio di vento che ti scompiglia i capelli<br />
il sole che ti scalda la pelle<br />
dopo un inverno troppo lungo.<br />
Voglio essere la tua incoscienza,<br />
la perdizione, il tuo tormento.<br />
Voglio guardare i miei difetti nei tuoi occhi<br />
ed essere l’unicitá dell’imperfezione.<br />
Voglio essere la tua rinascita<br />
la ragione di vita<br />
la leggerezza all’ora del tramonto<br />
il sospiro e l’abbandono,<br />
finalmente Casa.<br />
Voglio essere la tua sinceritá<br />
il tuo volto senza maschera<br />
il mio guerriero senza armi<br />
il canto a squarciagola<br />
la canzone giusta al momento giusto.<br />
Voglio affrontare il mondo mano nella mano,<br />
mangiare la vita con te,<br />
divorarla ed esserne il sale.<br />
Voglio mostrarti l’universo che mi scorre dentro<br />
e portarti in alto, tra le stelle,<br />
proteggendoti dalla notte.<br />
S.C.
Si avvolgeva nei ricordi<br />
e in un attimo, non c’era più.<br />
Li sentiva rincorrersi in punta di piedi<br />
in un brivido di vita.<br />
Gli anni avevano passato le dita sul suo volto<br />
e lei aveva accolto quella carezza<br />
piena di promesse.<br />
Era lì, davanti a me<br />
in bilico su quei ricordi in bianco e nero,<br />
li guardava a occhi chiusi<br />
e io ero la sua spettatrice,<br />
la tenevo per mano nel suo cinema,<br />
ero la comparsa del suo film<br />
divenuto già un classico.<br />
Camminavo con lei,<br />
sfioravamo assieme le pagine<br />
dove aveva scritto la parola Amore per la prima<br />
e unica volta nella sua vita,<br />
lui era lì, nel rossore del suo viso<br />
mi parlava di quell’amore sussurrato<br />
di quel bacio che tremava,<br />
di quei gesti delicati<br />
ed io,<br />
io sorridevo con lei..<br />
sorridevo si, ma a metà,<br />
nel mio mondo dove dei colori<br />
non sappiamo che farcene<br />
nostalgici di quel bianco e nero<br />
incastrato tra i sogni.<br />
S.C.
Io vorrei che tu mi amassi e basta<br />
senza che ci sia nient’ altro che Amore.<br />
Passiamo del tempo assieme.<br />
Non mi interessa a che ora, dove, come, cosa, chi, cazzo,<br />
cazzo basta!<br />
Non hai ancora capito che è uguale...<br />
che l’Amore può nascere anche nel cassonetto<br />
della spazzatura, pure da una fogna<br />
può nascere l’Amore più bello.<br />
Non ha bisogno di niente e io te lo giuro,<br />
nemmeno io ho bisogno di tanto..<br />
Non pagarmi la cena, non farmi nessun regalo..<br />
Perché devi regalarmi degli oggetti?<br />
Regalami il tuo tempo. Ne ho abbastanza.<br />
Ho avuto fin troppa pazienza!<br />
Ho bisogno della tua presenza.<br />
Chiamami quando ti passo per la testa.<br />
Non mandarmi nessun ridicolo cuoricino rosso,<br />
giallo o blu che sia..<br />
Chiamami e dimmi che mi passi a prendere<br />
tra 10 minuti, voglio solo vederti,<br />
possiamo anche stare in macchina tua per 3 ore,<br />
o seduti su una panchina,<br />
se vuoi puoi anche stare zitta tutto il tempo.<br />
Non sentirti in obbligo di dire qualcosa.<br />
Metterò la testa sulla tua spalla<br />
e sarò parte del tuo silenzio.<br />
Stiamo in silenzio sulla panchina. Non parlare.<br />
Puoi anche venire qui direttamente,<br />
senza bisogno di scrivere, chiamare, pensare.<br />
Non ho bisogno del preavviso di te.<br />
Magari sarò a casa, magari no,<br />
ma in ogni caso sarò felice di sapere che sei passata.<br />
Ti racconterò un po’ di me.<br />
Non pretendere niente, non pretenderò niente.<br />
Abbraccerò la tua anima e basta.<br />
Non ti giudicherò mai.<br />
Non mi aspetterò niente,<br />
perchè un giorno potresti svegliarti<br />
e capire di non amarmi più. Io lo stesso, è la vita.<br />
Intanto passiamo del Tempo assieme.<br />
È tutto quello che conta.<br />
G.F.
Lasciami libera di camminare<br />
a piedi nudi nella notte<br />
senza temere di sporcarmi<br />
lascia che le ombre mi scivolino di dosso<br />
voglio riconoscermi<br />
stupidamente felice<br />
lasciami inconscia<br />
perdimi, mente,<br />
voglio essere libera d<br />
di accarezzare il vento<br />
vantarmi della mia ingenuità<br />
rincorrermi bambina e tenermi per mano<br />
senza mai perdermi nel mondo dei grandi.<br />
Lasciami libera<br />
da ogni aspettativa<br />
non ne voglio più<br />
voglio assaporarti vita,<br />
in un morso di zucchero filato.<br />
S.C.
Non chiedermi come sto,<br />
culliamoci nei convenevoli<br />
è la prassi.<br />
Seguiamo il copione della “brava persona”<br />
sorridi con me,<br />
così, senza motivo,<br />
non voglio sembrarti triste,<br />
che motivo ci sarebbe?<br />
nascondiamoci dietro apparenze accomodanti,<br />
stringimi la mano<br />
presentati e non sentirò il tuo nome,<br />
ti attribuirò un aggettivo<br />
legato ad un vestito sbagliato<br />
con il quale ti etichetterò<br />
criticherò e giudicherò amichevolmente.<br />
Elencami ciò che possiedi,<br />
iniziamo la nostra gara silenziosa,<br />
fammi sentire migliore di te<br />
dammi un motivo in più per vantarmi,<br />
riempimi i polmoni.<br />
Fammi specchiare<br />
nei riflessi delle vetrine mentre annuisco,<br />
fingendomi presente ai tuoi discorsi<br />
sul migliore degli ammorbidenti.<br />
Non c’è tempo per scoprirci deboli<br />
mostriamo i denti<br />
splendidamente bianchi,<br />
le marche che indosso classificano ciò che sono.<br />
Lo so, vorresti scioglierti in un abbraccio<br />
essere libero di esser debole, ma sorridi!<br />
imbottiti di anestetici<br />
siamo già piegati<br />
ma alla moda.<br />
S.C.
E’ la storia di due anime che si chiamavano reciprocamente<br />
“Amore”, ignorandone il significato,<br />
nominavano quella parola per sentito dire,<br />
perchè è così che ci si chiama in una coppia,<br />
se ne servivano, la desideravano quella parola,<br />
ripetendola pensavano di darle forma, riempirla di sostanza<br />
e poterla toccare, quella sostanza<br />
che mancava nella vita di entrambi.<br />
Passeggiavano tenendosi per mano ma intrecciata<br />
tra le loro dita c’era speranza,<br />
sembravano ciò che volevano essere,<br />
agli occhi di tutti erano la coppia perfetta, il sogno,<br />
la favola da far invidia, stretti in un mazzo di rose,<br />
pieno di promesse.<br />
Entrambi erano pieni di tormenti<br />
ma assieme ballavano,<br />
si tenevano in piedi su gambe che tremavano di paure,<br />
aggrappati una all’altra cercavano di darsi un senso,<br />
sorridevano, gioivano ma dentro di loro un’eco immenso.<br />
Cosa c’era che non andava in loro?<br />
Avevano mangiato il tempo<br />
l’avevano divorato assieme<br />
irrispettosamente,<br />
non avevano saputo dargli valore<br />
ed è stato un battito di ciglia,<br />
si erano ingozzati di quel tempo<br />
pensando alla sazietà del momento<br />
ed è arrivato il conto<br />
tanto, troppo presto,<br />
esasperati nella loro reciproca fragilità<br />
hanno guardato oltre il tempo<br />
oltre il visibile, immaginando<br />
avevano perso l’oggi<br />
avevano corso, rabbiosamente<br />
lasciandosi pezzi di cuore alle spalle<br />
si erano graffiati<br />
torturati<br />
fatti del male<br />
coperti di parole incapaci di definire<br />
il loro sentirsi persi.<br />
Si sono buttati,<br />
appagati della loro bellezza riflessa<br />
negli occhi uno dell’altro<br />
si sono bastati,<br />
avanzando bendati<br />
si sono visti, rincorrendosi<br />
a tempi inversi,<br />
come loro,<br />
due inversi.<br />
S.C.
Abbiamo perso l’entusiasmo, lo stupore,<br />
la curiosità di guardarci in faccia e di scoprirci,<br />
di capirci. È evidente, o insomma a me è evidente, lo vedo,<br />
quando mi capita di uscire con gente nuova.<br />
Si presentano, ti sorridono, piacere Luca, piacere Maria,<br />
e poi non ti fanno domande. Niente, nada, nüll.<br />
Non hanno neanche voglia, non sono curiosi di scoprire<br />
chi sei, cosa fai, cosa ti sta passando per la testa.<br />
Anzi, se chiedi ti guardano nervosi, disagiati,<br />
addirittura sospettosi, come a dirti “Perché mi chiedi,<br />
dove vuoi arrivare, cosa vuoi ottenere da me?”<br />
Ormai siamo diventate delle talpe semicieche,<br />
ogni tanto usciamo furtivi dalla tana<br />
per arraffare un pezzettino di Vita per sopravvivere,<br />
subito guardandoci alle spalle<br />
torniamo correndo ai nostri rifugi.<br />
Cazzo, fratello, siamo seduti a 10 centimetri di distanza,<br />
allo stesso tavolo di questo piccolo cazzuto locale<br />
e volenti o nolenti, stiamo condividendo il nostro tempo<br />
e il nostro spazio.<br />
Vengo in Pace. Guardami. Ho le mani in alto, nessuna arma,<br />
né coltelli, nè pistole, sono solo inoffensivamente<br />
desideroso di conoscerti.<br />
Piuttosto ora deponila tu la tua arma, quella rivoltella<br />
luminosa di selfies e likes, ecco, bravo, piano,<br />
poggiala a terra. Ora sì che iniziamo a ragionare.<br />
Qual é il tuo colore preferito?<br />
Perché ridi? Lo so, nessuno te lo chiede più da tanto tempo.<br />
Eppure ti ricordi, da bambini ce lo chiedavamo sempre<br />
e sapevamo i colori preferiti di tutti i nostri amici.<br />
Tu li sai i colori preferiti dei tuoi amici? Di tua mamma?<br />
Di tua sorella? Glielo hai mai chiesto?<br />
Hai paura del buio? Non ridere ancora.<br />
Ah secondo te é una domanda da bambini?<br />
Va bene, comunque io te lo confesso,<br />
ogni tanto ne ho ancora paura anche adesso che ho 25 anni.<br />
Guarda che ti vedo, ti tremano le mani,<br />
e con l’ occhio guizzi sempre verso la tua arma,<br />
la rivoltella luminosa, quanto vorresti acchiapparla<br />
e spararmi in piena faccia. Mi dispiace fratellone,<br />
quella rimarrà a terra per un po’,<br />
perché voglio parlarti ancora.<br />
Come si chiama la tua mamma? La vai spesso a trovare?<br />
Che cosa ti cucina?<br />
E di sera ogni tanto, ti capita ancora di sederti<br />
alla finestra, un po’ malinconico, a guardare il Cielo?<br />
Guarda che ti vedo, adesso hai improvvisamente gli occhi<br />
bassi, tristi. “No”, mi sussurri, “É da tanto<br />
che non lo guardo, mi metto a letto,<br />
guardo un po’ il telefono,<br />
poi mi addormento...Mi..Mi dispiace.”<br />
Lo vedo che le tue parole tentennano ora<br />
e la tua arma non la cerchi più, anzi quasi te ne vergogni.<br />
E alla fine, finalmente, ecco che ti vedo, rialzi la testa<br />
con gli occhi in lacrime, mi guardi, sorridi.<br />
Finalmente fratello, finalmente stiamo davvero comunicando.
Tu sei un arbusto rampicante.<br />
Una Clematide primaverile<br />
Di indaco sfumato<br />
Che mi avvolge in rigogli di gemme,<br />
Sei una vibrante corda dell’ Anima<br />
Che esplode di suoni<br />
nell’ anfiteatro della Mente.<br />
Ali bianche che planano miti<br />
Sulla valle della sera<br />
Alterante stato di coscienza<br />
Senza assunzione di sostanze<br />
Sballo gratuito dei sensi<br />
Ballo di un walzer di cristalli di corallo.<br />
Catatonica<br />
Tossicodipendente,<br />
Monomaniaca ricerca di te.<br />
G.F.
Schiavo di un difetto di percezione,<br />
educastrato, animale impaurito,<br />
uomo primitivo<br />
che guardi attraverso lenti deformate.<br />
Tu che accetti di essere nutrito<br />
da lamento e dolore. Impugna la realtà,<br />
capovolgila, squarcia il velo!<br />
Confondi causa e effetto,<br />
l’insoddosfazione cronica la tua ombra,<br />
farcito di falsi obiettivi,<br />
leggende metropitane<br />
assorbite tramite mass media.<br />
Vita in una bolla di vita egoica,<br />
semplicemente dormi.<br />
Cerchi fuori, mischi carte, avido di novità,<br />
usi e getti.<br />
Pillole anestetizzanti di breve durata.<br />
Amplia la veduta, il disagio là fuori<br />
lo porti da dentro! Unica battaglia vera,<br />
unica guerra...<br />
I.S.
Benvenuti alla parata dell’individualismo<br />
banditi: umanità e sentimentalismi,<br />
scrollateveli di dosso<br />
non vi serviranno.<br />
“La sfilata dei blocchi di ghiaccio”<br />
hanno occhi, braccia e bocca come noi,<br />
ma non illudetevi,<br />
siete fantasmi in trincee consolidate da tempo,<br />
mentre voi dormivate un sonno di ingenuità,<br />
quelle radici si sono radicate nel profondo di un deserto<br />
in cui il nutrimento è l’aridità.<br />
L’ epidemia del nuovo millennio<br />
che non conosce ragione<br />
se non un imperante egoismo di cui andare fieri,<br />
il distintivo,<br />
la qualifica più ambita,<br />
da appuntare sul petto bagnato di sangue,<br />
il vostro,<br />
che regala loro un sadico sorriso<br />
di realizzazione personale<br />
felici della cieca vittoria che non conosce pietà,<br />
bagnata dalle vostre lacrime,<br />
la loro rugiada di rinascita.<br />
Quel deserto è ormai sconfinato,<br />
siamo i viandanti che vagano seguendo la propria ombra,<br />
sfiduciati arranchiamo nella speranza della pioggia,<br />
siamo gli ultimi,<br />
i sopravvissuti,<br />
coloro che non cedono ma continuano a mangiare polvere,<br />
sperando diventi buona.<br />
Noi, i malati,<br />
gli emotivi da quarantena,<br />
paladini dell’amore che fa paura,<br />
che uccide,<br />
schiavi del nostro insensato masochismo<br />
inebriati di vita,<br />
in bilico tra il battito del cuore e l’abisso più nero,<br />
sfidiamo la razionalità,<br />
il sensato,<br />
ci buttiamo nel fosso consci della nostra fine<br />
ma continueremo a farlo<br />
continueremo a crederci<br />
continueremo a metterci in gioco<br />
perchè la vita non può definirsi tale<br />
nell’immobilità della paura.<br />
Sicuri di un vostro risveglio<br />
vi aspetteremo al varco.<br />
S.C.
Leva, leva, impara a togliere!<br />
In questa vita devi agire di sottrazione,<br />
non di addizione. Tutto ci spinge ad aggiungere.<br />
Aggiungere un lavoro, e poi un fidanzato,<br />
aggiungere un appartamento,<br />
e poi più tardi una casa, aggiungere amici,<br />
un paio di figli, aggiungere attività sportiva.<br />
Addizionare ingredienti e frullare tutto<br />
in un milkshake di confusione<br />
che dà il mal di pancia. Impara a sottrarre cazzo!<br />
Basta aggiungere. Togli. Strato dopo strato,<br />
via la scorza dura e poi via fino alla polpa,<br />
succhia via tutto come fosse un veleno.<br />
E allora arriverai ad un piccolo nocciolo,<br />
una particella dura e solida di cui<br />
mai ti eri nemmeno accorto!<br />
Toccala bene, mettila sul palmo della tua mano,<br />
osservala come fosse una pepita<br />
d’ oro. Quello sei tu!<br />
Prendi forte la rincorsa, respira,<br />
lanciati nella terra vergine,<br />
lasciati bagnare dalla pioggia della vita,<br />
pianta i tuoi fiori a terra<br />
e innalza le tue radici fino al Cielo.<br />
G.F.
Respiro dopo respiro,<br />
lentamente ti lascio affiorare,<br />
eri un puntino lontano, astratto.<br />
Ho mollato le redini per voltarmi, pazza idea,<br />
assurda verità.<br />
Sei già qui fuori dalla porta<br />
ma non bussi attendi.<br />
Attendi che io ti comprenda, che ti apra.<br />
Aspetti il giorno che io non abbia più<br />
la forza di negarti,<br />
pallone gonfiato incapace di non esplodere.<br />
Aprirti farà crollare il mio finto castello,<br />
paura di un futuro ignoto.<br />
La tua pazienza la tua forza,<br />
vero amore incondizionato.<br />
Abbassare la guardia, accettare la sconfitta,<br />
sciogliermi nel tuo immenso amore.<br />
Non mi sento pronto<br />
mi ripeto ma ormai sento una crepa.<br />
Ancora la tua forza, goccia su goccia,<br />
crepa nella corazza di cui mi sono ricoperto<br />
il cuore.<br />
Grande è la menzogna eppure tu mai hai urlato.<br />
Resti lì dietro la porta.<br />
La porta del condizionamento,<br />
porta del giudizio,<br />
di falsità ripetute fino a sembrare vere.<br />
Hanno provato a seppellire il tuo ricordo<br />
dopo averci diviso, affiora un perché? Paura.<br />
Hanno paura di vederci di nuovo insieme,<br />
nulla reggerà. Case senza fondamenta,<br />
fragili costruzioni spazzate via dalla piena.<br />
Ti prego aspettami ancora un po’...<br />
I.S.
Natalina vagava nella afosa e soffocante Milano,<br />
dove il guardarsi e salutarsi era diventato<br />
un capo di abbigliamento Out.<br />
Troppo passato per un presente di vuoti<br />
e sorrisi disegnati da pittori<br />
stanchi e ipocriti.<br />
Il grigio avvolge e strozza ogni cosa,<br />
ruba l’essenza e nasconde avida la bellezza.<br />
Alienati e alienanti,<br />
distaccati riflessi del tutto e niente;<br />
il niente che é la base del vivere,<br />
vivere come qualcun’altro,<br />
come gli altri vorrebbero fossimo,<br />
dimenticando di specchiarci in ció che siamo.<br />
Ma non ci bastiamo, mai.<br />
Eternamente infelici,<br />
lamenti di noi stessi, stremati burattini<br />
nella sabbia immobile della cittá che non parla,<br />
si trascina e non pensa,<br />
respira dei vizi<br />
e sogna quanto basta, perchè domani è lunedì.<br />
S.C.
Ti amo<br />
come se non ci fosse mai stata morte nel perderci<br />
ti amo come fossi stata viva in tua assenza.<br />
Abbiamo stravolto la vita<br />
ignorando il giusto e sbagliato.<br />
Abbiamo lasciato che il mondo<br />
interrompesse la sua corsa e potesse tendere l’orecchio<br />
verso di noi e il nostro labirinto di lenzuola<br />
abbiamo dato un senso al respiro<br />
e le parole hanno sorriso non sapendo che altro dire.<br />
Sei il bisogno primordiale<br />
sei la mente che vuol esser gambe<br />
e correre da te a raccontarti del mio cuore<br />
che non sa dir altro se non il tuo nome.<br />
Ti ricordi quando il tempo stava seduto a terra<br />
e ci guardava far l’amore?<br />
E noi eravamo già persi uno dentro l’altro<br />
sospesi<br />
ultraterreni.<br />
S.C.
Mi vesto d’inchiostro perchè nel fondo del silenzio,<br />
eccomi, sono me stessa,<br />
é tutto ciô che ho.<br />
Nel silenzio sincero,<br />
di una penna che corre pensando su una pelle bianca,<br />
vergine,<br />
che aspetta solo me,<br />
sono libera,<br />
non ci sono regole,<br />
è sangue che vuole diventare parola,<br />
è il bisogno di muoversi dall’immobilitá<br />
senza scuse<br />
il bianco è il mio specchio<br />
accarezzando l’inchiostro io esisto.<br />
S.C.
L’amore impossibile,<br />
eterno paragone<br />
perfezione cristallizzata ,<br />
è lo sguardo che fugge nel ricordo<br />
era vita, sangue da respirare.<br />
L’amore proibito<br />
arrampicatosi un gradino sopra il cielo<br />
non ha paura di abbracciare il sole e farsi notte<br />
in una morte che brucia di luce,<br />
accecati di follia<br />
senza testa siamo nudi<br />
é vita primordiale<br />
è un morso che affonda i denti nella privazione<br />
è sete di incoscienza<br />
galleggiando ubriachi su un brivido<br />
non temiamo di cadere.<br />
S.C.
Passiamo l’esistenza a incatenarci,<br />
questo facciamo. Stringere forte lacci,<br />
chiudere lucchetti.<br />
Fino a quando il dolore si fa forte,<br />
quando il fiato incomincia a mancare.<br />
La tua logica incomincia a non supportarti,<br />
tu proprio non ci arrivi ma qualcosa non va.<br />
Fermati.<br />
Prenditi un attimo.<br />
Mettiti di fronte a te e guardati negli occhi.<br />
È la vita che sta bussando alla tua porta!<br />
È lei che ti sta dicendo che non sei un robot<br />
che sta eseguendo un programma.<br />
Certo ci siamo buttati, ci siamo cascati,<br />
fanno tutti così, il sistema è questo.<br />
Allora perché ci sentiamo asfissiati, stretti,<br />
ingranaggi che non ingranano?<br />
Perché siamo il nuovo che avanza.<br />
Siamo il nuovo paradigma.<br />
Siamo chiamati a proteggere la magia della vita,<br />
la sua bellezza.<br />
Via tutta la spazzatura, creiamo il nuovo mondo.<br />
Si creiamo,<br />
è il momento di tornare a casa figliol prodigo,<br />
la caduta è finita.<br />
La nebbia incomincia a diradarsi,<br />
la strada si intravede.<br />
La festa sta per cominciare,<br />
spero tu sia dei nostri.<br />
I.S.
L’amore<br />
omologato<br />
svilito<br />
stuprato<br />
gettato<br />
superfluo<br />
parole di sottofondo<br />
vuoto collettivo<br />
plastica artificiosa<br />
corrotta da morale preconfezionata,<br />
apparenza,<br />
mercato<br />
ghiaccio coperto<br />
riflessi d’ombra<br />
razionalizzazione del battito cardiaco,<br />
travestimento di un sorriso rarefatto<br />
vernice decomposta<br />
allegria grigia<br />
metá del nulla<br />
passo a cadenza ritmica<br />
tonfo ripetitivo<br />
alienante<br />
morbosa inadeguatezza,<br />
chiuso in un barattolo di vetro<br />
trofeo decorativo<br />
dell’ennesimo scaffale.<br />
S.C.
Ti sei trasformato in una pianta,<br />
guardati!<br />
Hai messo radici in una terra arida,<br />
rigogliosa di ipocrisia,<br />
terra fertile di una gratificante autocommiserazione!<br />
Hai costretto te stesso a credere<br />
che l’immobilitá é clorofilla.<br />
Guardati!<br />
Sei sempre più verde!<br />
Sei parte dell’ecosistema,<br />
di una flora che si nutre dell’infelicitá altrui<br />
come scusante,<br />
fiera nel suo sadico beneficio.<br />
S.C.
Da un lato noi, dall’ altro loro.<br />
Loro. Sono l’ evoluzione beffarda della specie,<br />
il darwinismo del nuovo millennio.<br />
Sono la pianta infestante che cresce crepando il cemento.<br />
Più cerchi di strapparla più si biforca in radici mutanti.<br />
Sono quelli che ti fanno sanguinare le ossa<br />
e poi ti porgono per primi la benda guardandoti<br />
con sbigottito compatimento.<br />
Sono l’ hasgtag della vanità, il selfie della menzogna.<br />
Sono il pollice eroso dallo smartphone,<br />
euforia febbrile della condivisione del nulla.<br />
Sono quel sorriso precotto, robotico,<br />
intercambiabile per le quattro stagioni.<br />
Sono quelli che ti calpestano con scarpe chiodate<br />
e poi si girano per salutarti con la mano.<br />
Sono madri isteriche che colano regole e divieti.<br />
Quelle al saggio di fine anno si alzano in piedi urlando<br />
festanti e sbavanti: “Guardate quello è mio figlio!”<br />
Bambini che non sanno più saltare nelle pozzanghere,<br />
Mutilati delle loro ingenuità<br />
Tarpati davanti ad uno schermo.<br />
Ipnosi delle sensazioni,<br />
malocchio delle contraddizioni.<br />
Talvolta una leggera folata di dubbio<br />
con meccanico gesto distratto<br />
subito stampata al muro come un insetto molesto.<br />
Non c’ è tempo, dobbiamo espanderci,<br />
invadere riprodurci e spaccare il cemento,<br />
il perchè è il come,<br />
domande superflue che non necessitano una risposta.<br />
Ogni tanto oltre quella rete di filo spinato<br />
appaiono delle strane figure. Noi. Ci fiutiamo in cagnesco.<br />
Disprezzo e invidia fuse assieme in una lega di titanio.<br />
Loro noi, noi, loro.<br />
Loro siamo noi, noi siamo loro.<br />
Specchio contro specchio.<br />
G.F.
Autistici emotivi,<br />
implodenti caricature di noi stessi<br />
Mezzelune opache.<br />
Il cielo tela sfregiata<br />
Ricucita da un chirurgo frettoloso.<br />
Per nostro stesso volere<br />
versiamo benzodiazepine sulle nostre libertà.<br />
Ci cibiamo delle piume delle nostre ali<br />
Strappate godendo<br />
dalle nostre narcotizzate carni.<br />
Coliamo grasso di sadismo<br />
Inaliamo segmenti di cinismo<br />
Siamo i corvi neri<br />
Che portano respiro di tempeste.<br />
Effetti collaterali<br />
Scambiati per terapeutico beneficio.<br />
G.F.
Noi.<br />
Siamo bestie primordiali<br />
costretti a vivere in riserve,<br />
siamo reperti archeologici<br />
su un piedistallo illuminato dietro teche di vetro,<br />
ossevati al microscopio,<br />
siamo anime che gridano di un grido sordomuto,<br />
siamo l’angoscia che esplode e frantuma i frantumi<br />
in infinitesimali frammenti di vetro<br />
che si conficcano nel cuore, negli arti,<br />
nel cervello.<br />
Come un cancro,<br />
il nostro disagio si espande,<br />
come una metastasi non visibile da loro.<br />
Le nostre vite sono tumori invasivi<br />
che cercano di evadere grattando a mani nude<br />
sulle pareti delle loro celle,<br />
con le mani che sanguinano<br />
fiutiamo uno spiraglio di luce.<br />
Noi siamo il sorriso che arriva senza pensare,<br />
la risata spontanea<br />
che come come un’ eruzione<br />
fuoriesce dalle viscere ed esplode fragorosa,<br />
insolente e inaspettata.<br />
L’anima e la purezza<br />
che si seducono timidamente<br />
credendo che ci sia ancora spazio<br />
per la loro storia d’ amore.<br />
Contiamo i nostri momenti di felicità,<br />
timidamente annidati sul palmo della nostra mano,<br />
tremano dal freddo schiena contro schiena,<br />
mani sul petto, cercano di scaldarsi a vicenda,<br />
nemmeno un flebile tepore, sono pochi,<br />
pochi, troppo pochi.<br />
Eppure andiamo avanti aggrappandoci<br />
alle loro gonnelle.<br />
Noi siamo la purezza ogni giorno bulleggiata,<br />
contaminata, stuprata.<br />
Siamo echi di un giardino perduto.<br />
Da un lato noi, dall’ altro loro.<br />
Divisi da una rete di doppio filo spinato,<br />
ci osserviamo avidi, ci invidiamo.<br />
Toccarsi è possibile, vedersi è possibile,<br />
parlarsi è possibile, ascoltarsi è possibile,<br />
annusarsi è possibile, ma scavalcare è mortale.<br />
Noi, loro. Loro, noi.<br />
Noi siamo loro, loro sono noi.<br />
Specchio contro specchio.<br />
G.F.
Cos’è la felicità?<br />
è galleggiare in un’incoscienza serafica<br />
è l’anima che si fa persona<br />
è dimenticare,<br />
è un’ubriaca irrazionalità<br />
è il bavaglio della mente<br />
è un’insensata, scostante pazzia urlante<br />
é la luce in punta di pennello del pittore<br />
che regala vita all’inanimato.<br />
S.C.
Le capacitá di ognuno di noi<br />
diventano Corpo nelle opinioni degli altri,<br />
siamo i sognatori disperati<br />
ci autopriviamo di mani con le quali modellare<br />
la nostra sostanza,<br />
siamo i fumatori incalliti<br />
di un autocommiserazione legata a noi<br />
come un figlio che abbiamo visto nascere<br />
e che ora ci divora.<br />
Notti insonni a osservare il nostro cielo<br />
in un angolo di stanza,<br />
ci copriamo di cenere ancor prima di prender fuoco,<br />
le nostre idee sono vino che sfuma<br />
in un piatto colmo di preconcetti<br />
dal sapore stracotto,<br />
il ridicolo ci disegna in volto<br />
una risata tragicomica,<br />
prendiamo la vita per le gambe<br />
stanche di teste farneticanti, logorroiche;<br />
balliamo tra i morti<br />
respirando aria viziata,<br />
siamo fatti di attimi di esasperazione,<br />
accecati da improvvisi lampi di lucidità,<br />
storditi, sonnambuli,<br />
torniamo a dormire dentro morbide lenzuola<br />
di immobilitá apparente.<br />
Siamo gli eterni ciechi che in veritá<br />
non vogliono guardare<br />
quanto sarebbe semplice<br />
buttarsi e smettere di sospirare.<br />
S.C.
Trent’anni ticchettanti,<br />
tachicardici,<br />
ingoiando sangue di rinascita<br />
apriamo gli occhi per la prima volta,<br />
sfidando la vita a prenderci a schiaffi<br />
certi di una nuova consapevolezza<br />
fattasi corpo, urlante, delirante,<br />
in una mente prigioniera di ostacoli<br />
dove c’è spazio solo per l’eco del tempo perso,<br />
perso, come i sogni, per strada,<br />
schiacciati da ghigliottine di razionalità,<br />
inebriati fino a ieri del dolce tuffo nel nulla,<br />
siamo scivolati lungo la schiena<br />
di giornate anonime.<br />
Oggi, dall’alba al tramonto<br />
pistola alla tempia,<br />
tutto deve aver un senso,<br />
niente é più relativo,<br />
improvvisiamo una corsa<br />
alla ricerca di noi stessi,<br />
non c’è più tempo.<br />
Mordiamo la vita sino al midollo<br />
per poi accorgerci che non ci resta che ridere,<br />
ridere in faccia ad una vita che ghigna,<br />
beffarda<br />
e ci sfida a guardarla negli occhi,<br />
ogni giorno.<br />
S.C.
Sei la calma della notte<br />
gli occhi immersi nel buio<br />
persi nel cielo<br />
sei l’anima che riprende forma<br />
il respiro che si calma<br />
l’abbraccio della quiete<br />
in un silenzio che sorride<br />
finalmente<br />
mani nelle mani<br />
ho smesso di correre<br />
tocco la vita<br />
forse per la prima volta.<br />
S.C.
Cercavo di guardare negli occhi la felicità,<br />
senza volto,<br />
stentavo riconoscerla,<br />
potevo sentirne il profumo quando mi passava affianco,<br />
ma non riuscivo a tenerle la mano,<br />
scivolava dalla mia,<br />
aveva fretta di andare,<br />
nascosta da occhiali scuri<br />
era solita camminare scalza,<br />
amava accarezzarmi e riposare un istante,<br />
stesa nel mio sorriso<br />
per poi alzarsi e vestirsi di luce nei miei occhi,<br />
affrontava la sua fine<br />
in un’eterna battaglia contro la ragione<br />
certa di morire<br />
schiacciata dalla razionalità,<br />
beffarda,<br />
eterna vincitrice<br />
fino al prossimo risveglio.<br />
S.C.
Bruciavi di pura vita,<br />
trascinata nei tuoi incubi<br />
urlando<br />
hai stuprato la notte<br />
gridato il tuo nome.<br />
Sfiorando la luce<br />
sei annegata,<br />
scivolata<br />
dall’altro lato del cielo<br />
ti sei persa<br />
anima fragile.<br />
S.C.
C é un mondo che manipola la nostra psiche<br />
che ci divide.<br />
Dividi e impera<br />
è una verità che puoi vedere ovunque.<br />
Hanno diviso a fondo<br />
fino a dividere il nostro il cervello.<br />
Quindi una grande confusione,<br />
nessuno capisce il giusto e lo sbagliato.<br />
Siamo esseri divini e in realtà<br />
sappiamo benissimo cosa dobbiamo fare.<br />
Sorridi non giudicare niente.<br />
Tenta di capire e andare oltre.<br />
La dimensione interna è stata demonizzata,<br />
esorcizzata seppellita.<br />
Caccia alle streghe, brucia gli eretici.<br />
Ti ammazzo se non sei cristiano.<br />
Nei secoli è stata spinta sempre piu giù.<br />
La conoscenza per poche persone<br />
che non la divulgano e comandano il mondo.<br />
Forse è giusto così il mondo che siamo noi,<br />
che sei tu, che sono io,<br />
deve toccare il fondo per tornare a splendere.<br />
Nessuno da quando siamo nati<br />
ci ha mai spiegato un cazzo<br />
perché non sanno un cazzo<br />
e neanche a loro hanno spiegato un cazzo!<br />
Veramente, prova a farti delle domande.<br />
Tutto quello a cui pensi e credi è roba di altri.<br />
Di tuo nella tua testa c’è ben poco..<br />
E forse è quel poco di tuo che c’è<br />
sotto a una montagna di merda che ancora è vivo<br />
e ti fa presente che c’è che ti fa stare così.<br />
È difficile capire che il dentro e il fuori<br />
sono la stessa cosa.<br />
Capire che c’ è un dentro e non solo un fuori.<br />
Capire che non siamo niente e siamo tutto.<br />
Meno giudichi, meno critichi,<br />
meno prendi una posizione più sei..<br />
E ti trovi in un punto 0 in cui non sai più chi sei<br />
e cosa ti piace o che obbiettivi hai...<br />
io più o meno sono lì.<br />
Non c’è niente che devi o non devi fare,<br />
non ti etichettare, sono gli altri a volerlo.<br />
Ci hanno etichettati da quando siamo nati.<br />
Sesso, nome scuola, lavoro...<br />
ma siamo solo energia come quella che passa<br />
nei cavi elettrici.. Puoi definirla, puoi toccarla?<br />
Segui il vento dove ti porta<br />
sii te stessa, non c’è giusto e sbagliato.<br />
I.S.
Non sto bene ma lotto.<br />
Con la mia testa ci combatterò<br />
e coopererò tutta la vita, è la mia forza,<br />
la mia disperazione, la mia salvezza,<br />
la mia esecutrice.<br />
Io penso che siamo destinati a molto più<br />
di questo mondo,<br />
un cambiamento è possibile e inevitabile.<br />
Mi sto auto elaborando un po’..<br />
Faccio fatica nelle fasi di crescita,<br />
quando ho iniziato a star male era alla fine del liceo<br />
perchè era il punto in cui secondo la società<br />
avrei dovuto buttarmi nel mondo adulto,<br />
universitario, e mi sentivo male,<br />
perchè non ero pronta.<br />
Perchè io elaboro e cresco secondo i miei tempi<br />
e non secondo quelli che mi impongono.<br />
E ora la stessa cosa.<br />
Il fatto che mi devo assumere la responsabilità<br />
di una casa, di un lavoro, di uno stipendio,<br />
sono bollata come l’ “adulta”<br />
ma io non lo so se sono adulta o no,<br />
io odio queste etichette e non riesco a “sbattermene”,<br />
non so perchè, da qui sopraggiunge l’ansia<br />
e tutto degenera.<br />
Odio chi mi ha etichettato come omosessuale,<br />
io sono una persona che prova amore per qualcuno,<br />
per un’ anima un sorriso, una condivisione,<br />
a prescindere da un fottuto biologico sesso.<br />
Magari tra 3 anni troverò l’uomo della mia vita<br />
e farò 10 figli. È importante classificare?<br />
È importante cosa diventerò?<br />
Se sarò una madre di famiglia o avrò una ragazza?<br />
Sono un essere che si trova qui in questo istante<br />
e che cerca il suo cammino.<br />
Ora che sto scrivendo questo, piango<br />
perchè mi sto liberando di un pensiero fermo,<br />
ho davvero poche persone con cui parlare<br />
e che che possano capire una cosa del genere.<br />
E scrivere mi viene molto più facile,<br />
di persona mi blocco, mi agito, divento maldestra.<br />
Il che è assurdo, la vita dovrebbe essere dialogo.<br />
Ciao, quando torni? Ti aspetto e festeggeremo insieme<br />
il mio quarto di secolo sul pianeta Terra.<br />
G.F.
Ho fatto nascere una bambina stanotte in Sala Parto..<br />
Mi chiedo se avrò mai una famiglia,<br />
non riesco quasi neanche a badare a me stessa..<br />
e mi chiedo cosa spinge tutti a volere un figlio,<br />
io non lo desidero. Perchè dovrei?<br />
Comunque questa ricaduta la sto valutando e capendo,<br />
ogni volta capita nelle fasi di crescita..<br />
Ora che sto entrando nel mondo “adulto”<br />
di quelli che lavorano e hanno una casa,<br />
uno stipendio e la carta di credito, mi sento persa,<br />
io mi sento ancora una ragazzina che non ha ancora capito un<br />
cazzo della vita!<br />
Io mi sento ancora bloccata al liceo, veramente.<br />
Penso che dovrei davvero elaborare tutto<br />
con uno psicologo serio.<br />
E quando sento gli altri che parlano di mobili<br />
e arredamento, di pentole e insalatiere mi cadono le palle,<br />
forse dovrebbe interessarmi.. ma non me frega un cazzo! Anzi<br />
ho sempre pensato “io non diventerò così”..<br />
Non diventerò una che parla solo di casa e lavoro..<br />
Ma allora di cosa parlo? Che cosa posso fare?<br />
Sono ancora persa nel mio mondo.. Senza i piedi per terra..<br />
la gente che si sposa, che diventa matta<br />
per l abito da sposa.. Sai io quando sto bene?<br />
Quando sono con te il papà e il Mauro Galloni<br />
a sparare cazzate sulla vita..<br />
C’è più saggezza lì che in tutto il resto..<br />
a me frega un cazzo della casa dei mobili dell ikea..<br />
Di tutto questo materialismo..<br />
Non mi frega un cazzo di avere una nuova macchina..<br />
Dei vestiti..<br />
Non mi frega un cazzo di prendere il miglior<br />
detersivo al supermercato!<br />
La gente adulta mi sembra pensi solo a queste cose..<br />
Se riuscirò mai a trovare il coraggio studierò psichiatria<br />
o comunque troverò un modo.. Per far capire alla società<br />
che ci siamo anche noi, i “malati di mente”..<br />
Perchè se ho questa malattia o disturbo<br />
o come vuoi chiamarlo un motivo c’è,<br />
niente viene per niente..<br />
E ti rendi conto che qua gli psichiatri sono tutti pieni?<br />
Vuol dire che la gente sta sempre peggio..<br />
Eppure la società continua a schiacciarti..<br />
E io voglio soprattutto che la gente capisca,<br />
si avvicini a questi disturbi. Mi manca il Mauro.<br />
Secondo me è un genio. Le azzecca tutte.<br />
Beh oggi sono andata in questo centro commerciale<br />
e c’erano tante di quelle stronzate..<br />
Mi sento schiacciata a volte dalla società..<br />
Io vorrei solo la calma e la semplicità.. Le cose vere..<br />
Sai che Elena mi ha detto che suo fratello<br />
era schizofrenico?<br />
E vabbè è stato aiutato molto dallo psichiatra,<br />
in più da omeopata, psicologo e varie cose..<br />
Ma la cosa che lo ha aiutato di più è stata che per un anno<br />
che è andato a fare il contadino!<br />
Mi ha fatto molto pensare questo.<br />
Vado a dormire! Buonanotte mamma.<br />
G.F.
Continuavo a dormire nel mio mondo assurdo<br />
fatto di incostanza e confusione,<br />
quel tunnel dentro al quale ero entrata,<br />
stava diventando il mio rifugio psichiatrico<br />
con pareti piene di immagini,<br />
di vorrei e se potessi,<br />
nelle mani fredde stringevo il mio senso di inquietudine<br />
e tormento, compagne abitudinarie di ogni mia giornata<br />
alla ricerca di un senso di equilibrio.<br />
I tormenti erano farina del mio sacco,<br />
mi rotolavo con presunta incoscienza<br />
nella ricerca perenne di me stessa,<br />
questo dar un senso alle cose a giorni alterni<br />
era l’asma del sognatore,<br />
quelli come me non si vestiranno mai di pace,<br />
continueranno a camminare e a correre,<br />
a saltare e rotolarsi per terra,<br />
continueranno a prendere una propria forma<br />
in un mondo dove c’è posto per l’omologazione e nient’altro.<br />
L’alba era ricolma di desideri e sogni<br />
che si spegnevano al primo accenno<br />
di sbadiglio,<br />
noi schiavi della pigrizia,<br />
con il perenne bisogno di un tutore che ci sproni<br />
e prenda a calci nel culo.<br />
La vita era per gli incoscienti, gli ignoranti,<br />
coloro che vivono trascinandosi senza porsi domande,<br />
perchè per loro è abbastanza.<br />
L’insoddisfazione è il nostro volto, la nostra pelle,<br />
ed è impossibile uscirne, l’abbiamo cucita addosso,<br />
senza di essa non saremmo noi, avremmo il nome di Nessuno,<br />
senza di essa paradossalmente non avremmo stimoli.<br />
La mia mente era come una stanza piena di mobili nuovi,<br />
ricolmi di entusiasmo, mai usati per paura di essere consumati.<br />
Noi, coscienti costretti a vivere ogni giorno<br />
l’alba dei morti viventi,<br />
passare tra i vivi e galleggiare sui nostri vorrei.<br />
Noi siamo gli irrequieti<br />
quelli che non metti a tacere con la razionalità<br />
la mordiamo, continueremo a sbranarla,<br />
continueremo sempre a dar profondità a un foglio bianco.<br />
S.C.
Rimbalzando nell’incoscienza<br />
continuavo ad affogarci dentro<br />
ho imparato a respirare sott’acqua<br />
il tempo sta continuando a spogliarmi<br />
giorno dopo giorno sto iniziando a prendere forma.<br />
Sono quella nuvola<br />
lontana<br />
disegnata dalla mente,<br />
sono la mano che scivola sul foglio bianco,<br />
il segno incostante<br />
netto e indeciso<br />
privo di un apparente senso<br />
sconnesso e senza eguali.<br />
S.C.
Stavo prendendo la stessa forma del buio<br />
immobile nella mia mente<br />
ascoltavo il suono dei miei pensieri.<br />
Nel buio<br />
non avevo nome.<br />
Non dovevo.<br />
Potevo Essere.<br />
Nuda<br />
dal mondo<br />
rispettavo me stessa.<br />
S.C.
Le pagine dei libri<br />
sono come calde coperte<br />
di un Senzasogni,<br />
sotto le quali rannicchiarsi,<br />
chiudere gli occhi,<br />
guardare l’oceano dietro l’inchiostro,<br />
luoghi segreti<br />
trafitti da fili di vita..<br />
nascondersi sott’acqua, sospesi.<br />
S.C.
A Milano<br />
il cielo grigio è più pesante del piombo,<br />
i palazzi sembrano caderti addosso,<br />
l’asfalto si fonde con l’orizzonte,<br />
un caotico deserto di anime sole,<br />
bagnate da lacrime teatrali.<br />
La preghiera del giorno:<br />
odia gli altri più di te stesso,<br />
sorridi del male altrui,<br />
oggi a te e domani pure.<br />
Paraocchi griffati<br />
sguardo fisso<br />
nel proprio riflesso.<br />
S.C.
Attimi di pace<br />
urla nel vento,<br />
la notte respira<br />
angosciandoci di tormenti.<br />
Viviamo negli sguardi<br />
moriamo nelle parole,<br />
fingiamo di sorprenderci,<br />
nascosti<br />
senza volti,<br />
tremando nei rimpianti<br />
costruiamo senza mani<br />
l’inutile essenziale.<br />
S.C.
Eravamo i nostri demoni,<br />
il tormento che prende fiato ad ogni silenzio<br />
noi eravamo lì,<br />
dove le parole perdevano sostanza.<br />
La vita fingeva,<br />
ci scorreva affianco,<br />
il nostro sguardo e quel precipizio<br />
ne eravamo pericolosamente attratti,<br />
non c’era razionalità, non più.<br />
Era l’oblio,<br />
era voglia di perdere l’equilibrio,<br />
di inciampare nei nostri desideri<br />
ed esserne maledettamente posseduti.<br />
S.C.
Odiavamo limitarci<br />
privarci del nostro desiderio<br />
distoglievamo lo sguardo per non bruciare vivi.<br />
Eravamo l’ombra uno dell’altra,<br />
le nostre parole scivolavano lungo gesti morbidi<br />
come la seta,<br />
accarezzavamo le nostre mani in un secondo di perfezione,<br />
il mondo tratteneva il respiro<br />
e noi stupidi<br />
pronti a nasconderci come ladri.<br />
Senza di noi non avevamo nome<br />
stretti nelle nostre vite<br />
apparentemente vivi<br />
nel nostro ridere abbiamo ripreso fiato<br />
nel nostro sfiorarci<br />
per un istante<br />
abbracciamo le fiamme.<br />
S.C.
Mi bastava guardarti per sentire la notte<br />
sarebbe bastato un passo per avere senso<br />
ci è bastato quello spazio per continuare a morire.<br />
S.C.
Si lasciava trascinare stancamente,<br />
inconsciamente<br />
verso le ore del giorno che le scorrevano addosso<br />
frenetiche,<br />
incuranti<br />
prive di meta, prive di senso.<br />
Abbandonata, nell’acqua cristallina<br />
si lasciava osservare dalle profonditâ,<br />
attirata sempre di più verso quel<br />
cielo notturno,<br />
dove chi non ha più ali decide di tuffarsi,<br />
dove quelli come lei non hanno più nome.<br />
Le onde la baciavano<br />
e un attimo dopo perdevano fiato distese sulla sabbia.<br />
L’orizzonte parlava<br />
oscurando alba e tramonto<br />
Era estate quel giorno,<br />
il sorriso era quello del sole<br />
caldo e rassicurante che con vanitá<br />
amava truccarsi di mille riflessi.<br />
S.C.
Siamo inutili fantocci di gomma<br />
destinati all’imitazione<br />
al mutismo telefonico<br />
siamo pesci che hanno imparato a vestirsi<br />
ignorando l’evoluzione<br />
siamo marionette di burro<br />
forti nello scritto<br />
agnelli nello sguardo<br />
vomitiamo parole di rabbia<br />
dentro di noi solo tempeste di sabbia<br />
S.C.
Chiudi gli occhi amore,<br />
non l’abbiamo immaginato.<br />
Non sono voluta uscire dal tuo corpo, scusami.<br />
Sono ancora lì, stretta al tuo cuore<br />
non potevo sopportare di vivere nel silenzio.<br />
Sono il tuo sangue, fa troppo freddo lá fuori.<br />
Non ho più corpo, ho preso la nostra forma.<br />
Abbiamo perso i nostri nomi, li abbiamo buttati<br />
a terra assieme alle nostre vite.<br />
Chissenefrega.<br />
Abbiamo oscurato il cielo<br />
nella nostra eclissi l’universo non ha avuto<br />
altro da dire.<br />
Là fuori è una guerra,<br />
mi sembra di impazzire camminando<br />
tra gli amori di latta che si reggono in piedi<br />
su gambe immaginarie.<br />
Ed io mi rifugio dietro agli occhi,<br />
in quei momenti attaccati alla nostra pelle<br />
dove ci ho dato la vita eterna<br />
perchè i ricordi bevono il tempo e invecchiano<br />
meglio stretti in un cristallo.<br />
Chiudi gli occhi amore<br />
mentre io cerco di sopravvivere alla notte.<br />
S.C.
Ma chi stiamo prendendo in giro?<br />
siamo entrate nel circo<br />
e abbiamo lasciato che ci dipingessero la faccia<br />
pagliacci in balia dell’assurdo<br />
non avevamo regole<br />
ed ora corriamo dentro al loro binario giusto.<br />
E’ un labirinto di specchi.<br />
Non fanno altro che parlare,<br />
perdono la voce<br />
mentre ci grattano via dalla faccia<br />
quell’apparenza di comodo che va tanto di moda.<br />
Non riusciamo più a reggerci in piedi<br />
non lo vedi?<br />
Siamo come ologrammi<br />
che non possono toccare<br />
perchè siamo all’origine di quel riflesso di luce<br />
nella nostra spirale ciclica<br />
ci svegliamo dal coma gridando:<br />
sono viva!
Ascolta.<br />
Brucia un cassetto pieno di parole.<br />
Arde e freme in un angolo della mente.<br />
Ma stasera,<br />
Non ho chiave per aprire.<br />
Incastonata in una toppa intasata di pensieri.<br />
Stasera,<br />
Rimango senza parole.<br />
Si avvicinano, posso quasi toccarle.<br />
Seducendomi,<br />
si allontanano da me,<br />
Si librano come le farfalle primaverili<br />
Che leggiadre volano lontano<br />
da una bambina impertinente.<br />
Mostrano la loro pura bellezza<br />
solo per pochi istanti.<br />
Pochi frammenti di inefferrabile meraviglia<br />
Protendo una mano<br />
Ma non sono più le mie.<br />
Rimango stasera,<br />
senza parole.<br />
G.F.
Cortocircuito pre-sinaptico<br />
Collisione emozionale del semplicemente troppo<br />
La teoria dell’ assurdo.<br />
Mi distacco dal mondo per poterlo affrontare,<br />
per potervi guardare in faccia ancora<br />
uno ad uno,<br />
Indosso la mia maschera sociale<br />
Inforco un sorriso circostanziale<br />
Paradosso esistenziale<br />
Eco di lontane emozioni<br />
Vanno e vengono<br />
Come onde di un mare remoto in cui mi cullo.<br />
Rimembranze di un mondo perduto.<br />
G.F.
Stasera non ci siamo altro che noi,<br />
balliamo in silenzio,<br />
nella mia mente.<br />
I nostri occhi sono complici disperati,<br />
logorroici,<br />
tentatori,<br />
urlano complicitá<br />
si nascondono dietro al sole<br />
bruciando nel forzato mutismo.<br />
Sei il pensiero senza voce<br />
l’ospite inatteso<br />
entrato nella mia mente<br />
senza chieder permesso.<br />
Sei la parola strozzata in gola<br />
troppo lontana dalla ragione.<br />
Hai preso le mie mani<br />
e ora mi violenti l’anima.<br />
Sei la mente che si infiamma,<br />
il sangue che prende forma<br />
la vita che scorre,<br />
l’impossibile<br />
l’amaro<br />
il tormento,<br />
l’alcol dell’astemio,<br />
un labirinto di gesti<br />
lo sfinimento,<br />
il morso,<br />
il migliore dei sapori.<br />
S.C.
Continui a guardarmi,<br />
come se fossi pazza. Forse lo sono.<br />
Senza forse.<br />
Proseguivo la mia vita,<br />
constatando in silenzio<br />
l’assurditá di questo circo.<br />
Come il formaggio sulla torta,<br />
non riuscivo a far finta di amalgarmi<br />
e leccarmi persino le labbra.<br />
Forse ci crogioliamo nella nostra diversitá,<br />
noi, come olio nell’acqua,<br />
noi e gli altri,<br />
coloro che riempono la vita di una procreazione<br />
inarrestata,<br />
insensata,<br />
subita,<br />
voluta?<br />
Incapaci di dar un nome a loro stessi<br />
ma pronti<br />
a darne uno alla propria presunta rinascita.<br />
Alla fine, non sei così diverso da me,<br />
l’orologio è il tuo conto alla rovescia<br />
verso ció che non sei riuscito a fare oggi<br />
e quel domani cosí pieno di scuse,<br />
eco di lamenti.<br />
Trasudi disperazione,<br />
dal tuo colletto inamidato.<br />
Domani,<br />
la nuova promessa<br />
a cui non tieni mai fede.<br />
Cerchi la commiserazione<br />
dei burattini di fumo intorno a te.<br />
Nessuno capirá,<br />
nessuno vorrá capire.<br />
Corriamo schivando le debolezze<br />
i piagnistei.<br />
Alzati,<br />
senza poggiarti a nulla.<br />
Solo allora sarai grato a te stesso<br />
e a nessun’altro.<br />
Solo allora potrai sputare<br />
dall’alto<br />
e ridere<br />
senza sosta.<br />
S.C.
Sarebbe bello amare sin dal midollo,<br />
desiderare che quell ‘amore prenda forma<br />
e abbia i nostri ricordi<br />
riflessi in un unico sorriso<br />
S.C.
In questo buio d’ artificio<br />
colpisci ancora una volta,<br />
questo cumulo di ossa e carne<br />
colpisci, ancora più forte,<br />
una coscienza tenuta insieme dai cerotti.<br />
Ma io, ora, io non sono più niente.<br />
E questa è la mia forza.<br />
Risorgo,<br />
ancora una volta<br />
E per sempre.<br />
G.F.
Bevi consensi,<br />
mordi attenzioni,<br />
pettini capelli adorni di complimenti<br />
racchiusi in fiocchi di bugie.<br />
Ti vesti di apparenza,<br />
soffochi il buonsenso<br />
respiri cliché<br />
sazi il tuo ego di parole<br />
che riempono la bocca e svuotano gli ideali.<br />
Il trucco cela timidi sorrisi,<br />
l’innocenza perde vita<br />
lacerata da un tocco di rossetto..<br />
Ma quando arriva la sera,<br />
sei sola con te stessa, il circo è finito.<br />
L’immagine che incontri allo specchio è uno schiaffo..<br />
subisci il colpo e crolli sulla terra, tra noi.<br />
La testa gira.<br />
Chiudi gli occhi bambina,<br />
chiudi gli occhi.<br />
Sospira e abbandonati alla pace della notte.<br />
Solo allora, avvolta da semplici lenzuola<br />
sei libera di non fingere.<br />
Riprendi fiato<br />
respira.<br />
S.C.
Dicono che non ce n’è più<br />
Che non ce n’è più di tempo per te.<br />
Hai esaurito le tue poche ore disponibili,<br />
Per strappare un lurido<br />
consenso di banconote.<br />
In lotta contro i minuti<br />
I secondi che ti accoltellano nella schiena<br />
Lancette dell’ esecuzione<br />
Boia con cappucci e falce<br />
Scrutano ed emettono la sentenza.<br />
Tempo scaduto.<br />
Avanti il prossimo martire<br />
Del Tempo che non dà tempo.<br />
G.F.
Agosto dietro l’angolo,<br />
come un ladro ti studia, nascosto dietro mesi di bagordi,<br />
coperto da un inverno godurioso, ricordi di pance piene,<br />
bocche fameliche,<br />
menti straripanti di ingordigia<br />
e di promesse rivolte al lunedì del mese,<br />
quel domani temuto è arrivato.<br />
Là fuori 40 gradi, nascondi il tuo rotolante<br />
senso di colpa dietro maniche di maglioni neri,<br />
arrotolati, grondanti di sudore.<br />
Siamo guerrieri! Coloro che fingono di aver freddo.<br />
Non smetteremo mai di coprirci con coperte,<br />
quelle giacche, quei piumini mai portati in lavanderia,<br />
quell’inverno che vorremmo fosse eterno come un barattolo<br />
di nutella senza fondo.<br />
Illudiamo noi stessi dietro zuccheri di canna<br />
e coca cola light, insalate e cioccolato,<br />
torte prive di zucchero,<br />
cioccolati fondenti all’80% che fanno meno male.<br />
Quei pantaloni nel nostro armadio,<br />
quella promessa di un dimagrimento in nome di Lourdes<br />
con bocca sporca, ci stendiamo sul letto<br />
gonfiandoci d’acqua.<br />
In fondo le ossa grosse hanno un peso.<br />
Dio benedica il nero.<br />
Aspetteremo anche quest’anno l’arrivo di Settembre,<br />
tirando un sospiro di sollievo e pensando a questa estate<br />
come l’ennesimo brutto ricordo,<br />
con lo sguardo verso natale,<br />
verso il prossimo pantalone elasticizzato,<br />
bruciando quei pantaloni taglia 40 che mai metteremo.<br />
Ma ora basta. E’ mezzogiorno.<br />
E’ pronto da mangiare.<br />
S.C.
Lunedì<br />
è la nuova promessa<br />
il foglio bianco<br />
il punto e a capo<br />
la scommessa<br />
l’eterno primo gennaio<br />
la dieta dell’indomani<br />
i buoni propositi<br />
la letterina di natale<br />
la polvere dei desideri<br />
è la corsa<br />
eterna.<br />
Il risveglio.<br />
Un battito di ciglio.<br />
É sera,<br />
nuovamente.<br />
Stesi sul divano.<br />
Non ci siamo mai mossi.<br />
S.C.
Lasciami dove la vita prende senso<br />
lasciami dove non ho bisogno di fingere<br />
lasciami dove nuda<br />
sono estasiante imperfezione,<br />
lasciami dove il tuo sorriso prende forma<br />
e diventa meraviglia<br />
lasciami dove i tuoi occhi imbarazzano il sole<br />
lasciami dove il mio cuore<br />
grida eccomi!<br />
lasciami dove chiudo gli occhi e non ci credo<br />
lasciami dove il tempo e lo spazio smettono<br />
di litigare e fanno l’amore con noi.<br />
Lasciami dove ci sei tu.<br />
Lasciami dove Noi sfiora l’eterno.<br />
S.C.