24_rivista_ITAeventi
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ITA<br />
eventi<br />
n.<strong>24</strong><br />
SERGIO MUÑIZ<br />
racconta il musical<br />
Mamma Mia!<br />
Fabrizio Bentivoglio<br />
a febbraio al cinema<br />
con il film Sconnessi<br />
INTERVISTE<br />
GIULIO BERANEK ◗<br />
JACOPO OLMO ANTINORI ◗<br />
Tre grandi artisti insieme<br />
MAX NEK RENGA, IL TOUR<br />
Da gennaio nei palasport
Sommario<br />
in questo numero<br />
8 12 18 22<br />
38<br />
8 Notes<br />
8.A zonzo sugli sci<br />
10. Queer & fashion<br />
12.Tatuaggi che passione<br />
14.Ultra violet<br />
43 51 66<br />
30<br />
17 Arte<br />
17.Il Picasso più intimo/Genova<br />
18.E vissero tutti felici e contenti/Milano<br />
22.Rivoluzione anni Settanta/Milano<br />
<strong>24</strong>.La casa è un’esperienza/Milano<br />
26.Appuntamenti<br />
29 Musica<br />
29.Raduniamoci intorno alla musica<br />
30.Per la prima volta in tre<br />
con un progetto esplosivo<br />
37.L’amore di Bregovic per Sarajevo<br />
38.Appuntamenti<br />
43 Classica<br />
43. Un grande uomo di pace/Milano<br />
44. Non è stato che l’inizio/Bologna<br />
48. Appuntamenti<br />
52
Sommario<br />
70 74<br />
<strong>ITAeventi</strong><br />
Iscritta con l’autorizzazione del Tribunale<br />
di Milano al numero 335 del 25/10/2013<br />
n.<strong>24</strong> gennaio/febbraio 2018<br />
Direttore Responsabile<br />
Maurizio Costanzo<br />
Caporedattore<br />
Cristiana Zappoli<br />
65 Cinema<br />
78 82<br />
51 Teatro<br />
51.Le difficoltà della vita in due<br />
52. Un musical da record a suon di Abba<br />
58. Quando il dramma è la mediocrità<br />
60. Appuntamenti<br />
65.Ligabue racconta Riko<br />
66. Si può sopravvivere da sconnessi?<br />
70. Le sfumature dell’anima<br />
72. Stronger / C’est la vie. Prendila come viene<br />
73. Caravaggio. L’anima e il sangue<br />
The party<br />
74 Volti nuovi<br />
74.Ho sperimentato il cinema al luna park<br />
78.Referenze? Mi manda Bertolucci<br />
Art Director<br />
Laura Lebro<br />
Redazione<br />
Alessandra Arini, Alessandra Cinque,<br />
Clara Dalledonne, Andrea Giuliani,<br />
Margot Rossi, Giovanni Salerno,<br />
Mercedes Vescio<br />
Editore<br />
MediaAdv srl<br />
Via A. Panizzi, 6 - 20146 Milano<br />
Tel. +39 02 43986531<br />
info@mediaadv.it<br />
www.mediaadv.it - www.itaeventi.it<br />
Pubblicità<br />
MediaAdv srl (concessionaria)<br />
Via A. Panizzi, 6 - 20146 Milano<br />
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Stampa<br />
Mediaprint Srl<br />
Via Brenta, 7<br />
37047 San Giovanni Lupatoto (Vr)<br />
finito di stampare in gennaio 2018<br />
82 Viaggiare<br />
82.A passo di danza per le strade di Vienna<br />
90 Angolo dei consigli<br />
90. Calvizie: le nuove frontiere<br />
della medicina rigenerativa<br />
92 Leggere<br />
92.Possiamo imparare a vedere al buio?<br />
94.L’amore in radio<br />
96.In libreria<br />
Via Antonio Panizzi, 6 - 20146 Milano<br />
Tel. 02.43986531 - 02.45506260<br />
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KOrE<br />
E D I Z I O N I<br />
Via F. Argelati, 19 - 40138 Bologna<br />
Tel. 051.343060 - www.koreedizioni.it
Notes<br />
A ZONZO SUGLI SCI<br />
Da gennaio a marzo sarà possibile sciare in Val D’Ega (Bz) insieme a esperte guide<br />
alpine. Per non perdersi le piste più belle della zona e i rifugi più caratteristici<br />
Quando si scia sulle Dolomiti<br />
c’è talmente tanto da scoprire<br />
e da vedere che spesso<br />
ci si ritrova con il rimpianto di<br />
aver tralasciato una pista o un sentiero<br />
le cui caratteristiche di eccezionalità<br />
sono note solo a chi le conosce<br />
bene. Per non avere rimpianti<br />
al ritorno dalla settimana<br />
bianca, la Val D’Ega, nel cuore delle<br />
Dolomiti, offre agli sciatori la<br />
possibilità di partire da Carezza o<br />
da Obereggen e mettersi sulla<br />
scia di esperte guide alpine per andare<br />
alla scoperta dei luoghi più<br />
belli dello Ski Center Latemar-<br />
Obereggen e del Family Resort<br />
Carezza Ski per un totale<br />
di 90 chilometri di piste.<br />
Ogni giovedì, dall’11 gennaio al 29<br />
marzo 2018, i ciceroni delle nevi<br />
aprono la strada del Giro del Latemar<br />
sugli sci, un vero e proprio<br />
safari alla scoperta dei tracciati perfetti,<br />
delle discese più adrenaliniche<br />
e delle malghe più caratteristiche,<br />
viziati da specialità tipiche<br />
altoatesine ma anche da panorami<br />
e paesaggi da favola. Dalla Laurin<br />
Lounge, situata a 2.377 metri<br />
di altitudine sul margine del Catinaccio,<br />
lo sguardo raggiunge le<br />
Alpi svizzere e austriache. La malga<br />
alpina Oberholz a Obereggen,<br />
a 2.100 metri di altitudine, è un<br />
vero e proprio gioiello architettonico,<br />
frutto di un design che<br />
coniuga sapientemente vetro e<br />
legno con una vista indimenticabile<br />
sulla leggendaria pista Oberholz<br />
e sulle circostanti catene<br />
montuose. Il prezzo di 38 euro è<br />
inclusivo di pranzo in malga, guida<br />
sugli sci e shuttle da un’area sciistica<br />
all’altra e ritorno al punto di<br />
partenza. È solo necessario possedere<br />
uno skipass valido.<br />
Per informazioni:<br />
Val D’Ega Turismo<br />
Tel. 0471 619500<br />
E-mail: info@valdega.com<br />
Sito web: www.valdega.com<br />
Foto Paolo Codeluppi<br />
8<br />
ITA EVENTI
Notes<br />
QUEER & FASHION<br />
A febbraio torna a Bologna Fruit Exhibition. Un evento aperto al pubblico con<br />
una selezione di un centinaio tra i migliori editori d’arte indipendenti italiani e stranieri<br />
Arrivato alla sua sesta edizione,<br />
anche quest’anno si<br />
svolgerà a palazzo Re<br />
Enzo, a Bologna, il market internazionale<br />
dell’editoria d’arte indipendente<br />
che raccoglie le più interessanti<br />
pubblicazioni e digitali<br />
(introvabili nelle librerie di catena),<br />
tra cui libri d’artista, cataloghi,<br />
progetti di graphic design,<br />
periodici e zines.<br />
Fruit Exhibition offrirà inoltre un<br />
intenso programma di conferenze,<br />
workshop, mostre e installazioni.<br />
Nelle tre giornate della<br />
scorsa edizione ha attirato un<br />
pubblico di oltre 7.000 visitatori,<br />
e anche quest’anno la manifestazione<br />
si svolgerà in concomitanza<br />
con Arte Fiera e Art City,<br />
nel fine settimana che ogni anno<br />
Bologna dedica all’arte contemporanea,<br />
garantendo un importante<br />
afflusso di appassionati di<br />
linguaggi visivi contemporanei.<br />
In alto, Caroline Karst,<br />
Influences naturelles di<br />
Evelise Millet, 2015; in basso,<br />
Libri Finti Clandestini,<br />
Il circolo di Atacama, 2016<br />
I partecipanti<br />
Fruit Exhibition è giunto alla sesta<br />
edizione con un numero di<br />
espositori aumentati rapidamente<br />
dal 2012 a oggi, fino ad arrivare<br />
a un centinaio di editori presenti,<br />
frutto di un’accurata selezione,<br />
a dimostrazione del fatto<br />
che l’editoria indipendente è una<br />
produzione in crescita. La manifestazione<br />
è stata in grado di rinnovarsi<br />
anche in ambito internazionale,<br />
contando una buona<br />
percentuale di presenze di espositori<br />
esteri provenienti dall’Europa<br />
e da altri continenti, con realtà<br />
professionali riconosciute<br />
nei circuiti più prestigiosi di editoria<br />
d’arte indipendente.<br />
Per citare solo alcuni tra i partecipanti<br />
di questa edizione: Gram<br />
Publishing, un progetto editoriale<br />
tutto italiano strettamente legato<br />
all'arte visiva nelle sue declinazioni<br />
più underground che<br />
produce, pesa e impacchetta le sue<br />
pubblicazioni; Monorhetorik,<br />
il corposo e un po’ folle catalogo<br />
di pubblicazioni dell’artista e<br />
musicista olandese Matt Plezier;<br />
dall’Inghilterra, Ottographic, libri<br />
e poster serigrafati del designer<br />
e artista Otto Dettmer; e ancora<br />
le piccole e colorate pubblicazioni<br />
di Ruja press, duo che ha base in<br />
Olanda ovvero l’architetto Ruohong<br />
Wu e l’artista Jose Ja Ja Ja;
A fianco, RAUM Italic,<br />
The little (BIG) book<br />
of coloured animals,<br />
di Halina Kirschner,<br />
Gerlinde Meyer, Nadine<br />
Prange e Katja Spitzer,<br />
2017; sotto, Atelier iii,<br />
REAL ESTATE -<br />
Town of photography,<br />
Higashikawa, Tamami<br />
Iinuma; Erwes Bower,<br />
Some Sheep di<br />
Judith Erwes<br />
ritornano anche le due prestigiose<br />
e sperimentali case editrici di fotografia,<br />
Rorhof e Witty Kiwi.<br />
I focus: queer e fashion<br />
Ogni anno il festival propone due<br />
focus d’attenzione su trend culturali<br />
specifici che per questa<br />
edizione in parte si sovrappongono<br />
sconfinando l’uno nell’altro:<br />
queer e fashion.<br />
La sezione dedicata alle pubblicazioni<br />
queer - Let’s Queer! - offrirà<br />
una panoramica internazionale<br />
di pubblicazioni di molteplici<br />
formati che mette in scena<br />
l’estetica della “differenza” rispetto<br />
all’orientamento strettamente<br />
eterosessuale o cisgender,<br />
una consapevole decostruzione<br />
delle rappresentazioni sociali definite<br />
come norma e un’analisi più<br />
ampia delle identità di genere attraverso<br />
la lente della propria<br />
performatività.<br />
Uno scenario caleidoscopico a<br />
tratti colorato e a tratti austero che<br />
dall’identità di genere ci conduce<br />
al secondo focus, dedicato<br />
alla moda. Fashion Documents, a<br />
cura di Saul Marcadent, introdurrà<br />
una selezione di riviste, libri<br />
e oggetti editoriali che utilizzano<br />
la lente della moda per osservare<br />
l’orizzonte contemporaneo.<br />
La sezione disporrà di uno<br />
spazio espositivo e di vendita<br />
appositamente allestito all’interno<br />
del market e sarà accompagnata<br />
da un programma di incontri<br />
con importanti attori dell’editoria<br />
di moda.<br />
Fruit Exhibition<br />
Palazzo Re Enzo, Bologna<br />
www.fruitexhibition.com<br />
Dal 2 al 4 febbraio 2018
Notes<br />
TATUAGGI<br />
CHE PASSIONE<br />
La Milano Tattoo Convention è uno degli appuntamenti più<br />
importanti della tattoo-art internazionale. Anche questa<br />
edizione si terrà nei padiglioni della fiera dal 9 all’11 febbraio<br />
Giunta alla sua 23esima edizione,<br />
anche quest’anno<br />
Milano Tattoo Convention<br />
si propone come un evento<br />
molto importante per il settore.<br />
Un’unione di forze che si trasforma<br />
in una grande festa del tatuaggio,<br />
vero punto d’incontro tra<br />
i migliori artisti del mondo che si<br />
danno appuntamento per dar<br />
vita a una manifestazione di altissimo<br />
livello. Più di quattrocentocinquanta<br />
artisti, provenienti<br />
da tutto il mondo e in rappresentanza<br />
di ogni stile di tatuaggio,<br />
s’incontreranno a Milano<br />
per una grande festa della<br />
creatività su pelle, in un continuo<br />
interscambio di informazioni e<br />
energie creative che coinvolgerà in<br />
maniera contagiosa anche il sempre<br />
numeroso pubblico presente.<br />
Fra gli artisti presenti, star internazionali<br />
come AD Pancho, Sarah<br />
Miller, il maestro giapponese<br />
Horitoshi I e la tatuatrice russa<br />
Sasha Unisex divinità del web<br />
con quasi un milione di follower<br />
su Instagram. Fra gli italiani la bella<br />
Moni Marino nota per il suo<br />
stile colorato fotorealistico e Matteo<br />
Pasqualin, una delle leggende<br />
del tatuaggio realistico italiano.<br />
Una sezione dell’evento sarà<br />
dedicata a tatuatori storici provenienti<br />
da tutto il mondo con all’attivo<br />
più di 25 anni di carriera<br />
fra i quali: Dan Allaston, canadese<br />
che tatua dal 1982, Gabriele<br />
Donnini, Daniele Carlotti,<br />
Francesca Tenan, Angelo Colussi<br />
e tanti altri. Un’altra sezione<br />
sarà dedicata ai tatuatori che<br />
usano le tecniche del tatuaggio<br />
tradizionali e primitive fra i quali:<br />
Durga Taatoo dalle foreste del<br />
Borneo, Brent McCown, Albar<br />
Tikiam dall’Indonesia, Matt Ajarn<br />
e Rung Ajarn dalla Tailandia.<br />
Ospiti d’onore della manifestazione<br />
anche due bellissime modelle:<br />
l’esponente italiana del<br />
movimento Suicide Girl Riae<br />
Suicide e la principale rappresentante<br />
italiana dell’alternative<br />
modelling Monami Frost. Se-<br />
Foto di Sebastian Lanzara Reflexstudio<br />
guitissime sui social, Riae e Monami<br />
saranno a disposizione del<br />
pubblico per i 3 giorni in convention<br />
per foto e video con i fan.<br />
A contorno dei tatuatori ci saranno<br />
musica, spettacoli e gli<br />
immancabili tattoo contest che si<br />
terranno nei tre giorni di manifestazione<br />
e premieranno i migliori<br />
lavori eseguiti durante la<br />
convention nelle varie categorie.<br />
Il più importante è il Best of show<br />
ovvero il miglior tatuaggio eseguito<br />
in convention, uno dei<br />
premi più prestigiosi al mondo.<br />
Gli amanti del tatuaggio, ma<br />
12 ITA EVENTI
una sola volta tatuatori di tale portata.<br />
Inoltre la Milano Tattoo<br />
Convention è un appuntamento<br />
culturale con più livelli d’interesse<br />
perché, come ogni anno, una<br />
serie di mostre ed eventi collaterali<br />
renderanno ancora più interessante<br />
l’evento.<br />
Foto di Claudio Vignola<br />
Milano Tattoo Convention<br />
Dal 9 all’11/02<br />
MiCo Milano Congressi<br />
MiCo LAB – Liv. 0<br />
Ingresso Evento GATE 17<br />
P.le Carlo Magno<br />
Ingresso 1 giorno € 25,00<br />
Ingresso 3 giorni € 60,00<br />
www.milanotattooconvention.it<br />
Sopra, alcune immagini<br />
delle precedenti edizioni della<br />
manifestazione. Nella pagina<br />
a fianco, una delle modelle<br />
ospiti quest’anno: Riae Suicide<br />
anche i semplici curiosi, saranno<br />
liberi di assistere o diventare loro<br />
stessi delle opere d’arte, grazie ai<br />
lavori eseguiti dai tatuatori che<br />
parteciperanno a questa 23esima<br />
edizione. Nelle scorse edizioni il<br />
pubblico ha sempre risposto entusiasticamente<br />
e ogni anno più<br />
di 20.000 appassionati dell’arte<br />
del tatuaggio sono sempre presenti<br />
nei padiglioni della fiera. I<br />
fan del tatuaggio che si presentano<br />
alle casse della Fiera Milano City<br />
provengono da tutta Italia e, tenuto<br />
conto dell’importanza dell’evento<br />
a livello internazionale,<br />
anche da molti paesi europei.<br />
Oltre che per la qualità, Milano<br />
si differenzia da tutti<br />
gli altri appuntamenti del<br />
genere per il numero straordinario<br />
di tatuatori che<br />
per tre giorni lavorano<br />
incessantemente a contatto<br />
con un pubblico in visibilio<br />
e per la golosa occasione<br />
di vedere al lavoro in
Notes<br />
ULTRA VIOLET<br />
1<br />
Alla faccia della scaramanzia, Pantone ha scelto<br />
il viola intenso come tonalità del 2018. Perché,<br />
dicono, “il viola è un colore complesso e noi<br />
viviamo in un’epoca complessa”. Ecco, quindi,<br />
una selezione di elementi d’arredo perfetti<br />
per quest’anno, tutti dal sito LOVEThESIGN<br />
1. Hippop L’Ippopotamo è un<br />
pouf morbido e completamente<br />
sfoderabile di Il Saccotto.<br />
2. Pouf per bambini Dragon<br />
di Anuka, realizzato in lana<br />
di feltro 100% naturale.<br />
3. Bicchieri da acqua The Good<br />
Times, di Viceversa: impilabili<br />
e lavabili in lavastoviglie.<br />
4. Tostafette Tix di Viceversa,<br />
con nove livelli di calore.<br />
5. Tappeto Vintage firmato Carpet<br />
Edition, caratterizzato da una<br />
semplice forma rettangolare<br />
e realizzato in 100% lana.<br />
6. Chaise longue Moon Kids di<br />
Lina con poggiatesta pieghevole:<br />
si può modificare o chiudere.<br />
7. Tavolo Adam, prodotto<br />
dalla B-Line.<br />
8. Il divano Onkel Norman<br />
Copenhagen è un complemento<br />
d’arredo sofisticato e chic, che<br />
completa in modo ergonomico<br />
e ricercato il look di casa.<br />
9. Lampada a sospensione Mhy<br />
di Muuto, dalla forma giocosa.<br />
3<br />
4<br />
2<br />
5<br />
6<br />
7<br />
14 ITA EVENTI
8<br />
9<br />
12<br />
10<br />
11<br />
13<br />
14<br />
16<br />
10. Tavolino Chele: realizzato<br />
in ferro da Atipico.<br />
11. Il macina sale di Le Creuset<br />
è realizzato in ceramica di gres,<br />
ha un pomello in metallo e una<br />
struttura in acciaio inox che<br />
resiste alla corrosione.<br />
12. La cocotte ovale Evolution di<br />
Le Creuset è in ghisa e permette di<br />
raggiungere la stessa temperatura<br />
in ogni parte della pentola.<br />
13. Fabio Novembre ha disegnato<br />
la sedia Him per Casamania.<br />
14. Pouf Buggle-up firmato dal<br />
marchio Fatboy: un mega cuscino<br />
ideale per rilassarsi.<br />
15. La libreria Bookshape Small<br />
di Lettera G è un quadrato pieno di<br />
piccoli vani disposti apparentemente<br />
in disordine, perfetti per ospitare<br />
un libro.<br />
16. Vaso Eve di B-Line: l’estremità<br />
inferiore, di forma circolare, si<br />
estende verso l’alto trasformandosi<br />
in un triangolo dagli angoli smussati.<br />
15<br />
ITA EVENTI 15
DISNEY • KANDINSKY • PICASSO • SOTTSASSL • GALILEOANDARE PER MOSTRE NEI MUSEI PIÙ IMPORTANTI D’ITALIA<br />
Arte<br />
IN MOSTRA A GENOVA I DIPINTI PIÙ CARI AL PITTORE SPAGNOLO<br />
IL PICASSO PIÙ INTIMO<br />
Attraverso un corpo di oltre cinquanta dipinti di<br />
Picasso, la mostra vuole documentare non solo<br />
e non tanto il percorso artistico del genio spagnolo,<br />
attraverso i diversi periodi e i vari stili<br />
dell’artista dall’inizio del Novecento fino agli<br />
anni Settanta, ma soprattutto mostrare le opere<br />
più care a Picasso. I prestiti del Museo Picasso<br />
di Parigi sono eccezionali tanto per la quantità<br />
- si tratta infatti di quasi un quinto dei dipinti<br />
conservati nel museo francese - ma anche per<br />
la loro particolare provenienza: sono infatti tutte<br />
opere da cui il pittore non si è mai separato fino<br />
alla morte nel 1973 e quindi oggetto di particolare<br />
predilezione da parte sua. Non un Picasso<br />
qualunque, ma i capolavori del Picasso intimo,<br />
quelle opere dalle quali non volle mai allontanarsi<br />
e che furono a loro volta fonte di ispirazione.<br />
Nata su iniziativa del Musée National<br />
Picasso-Paris, l’esposizione di Genova, un percorso<br />
nel lavoro dell’artista e nei luoghi che<br />
l’hanno ispirato, rappresenta una particolare<br />
esperienza culturale, dedicata a rinsaldare i legami<br />
tra i paesi che si affacciano sulle sponde<br />
del Mediterraneo.<br />
◗ Picasso. Capolavori dal Museo Picasso di Parigi<br />
Palazzo Ducale, Genova<br />
Fino al 6 maggio 2018<br />
ITA EVENTI 17
Arte<br />
E VISSERO TUTTI<br />
FELICI E CONTENTI<br />
In occasione dell’80esimo anniversario dell’uscita nelle sale<br />
di “Biancaneve e i Sette Nani” (1937) WOW Spazio Fumetto<br />
Museo del fumetto, dell’Illustrazione e dell’Immagine<br />
animata di Milano ha allestito una mostra unica nel suo genere<br />
interamente dedicata alle Principesse Disney di Alessandra Arini<br />
Da bambini abbiamo imparato<br />
con le favole a sognare<br />
e ancora oggi, a<br />
ogni età, è importante sapere<br />
che esiste questo mondo ideale accanto<br />
al nostro per dare a quello<br />
che viviamo una trama importante<br />
o un significato bello che ci<br />
sfugge. Mancano sempre, però, le<br />
occasioni per immedesimarsi in<br />
questa parte fantastica delle cose,<br />
e difficilmente ora, da adulti,<br />
troveremo il modo e il tempo di<br />
ripercorrere con lo stesso entusiasmo<br />
le tappe delle storie, dei<br />
principi e delle principesse che ci<br />
hanno fatto innamorare. Ma a<br />
Milano c’è un posto che è un’eccezione,<br />
e che deve essere una<br />
meta d’obbligo per tutti gli appassionati<br />
delle favole e del lieto<br />
fine. Dal 14 ottobre, infatti, presso<br />
il Museo del Fumetto, dell’Illustrazione<br />
e dell’Immagine, c’è<br />
la mostra Sogno e Avventura, 80<br />
anni di principesse nell’animazione<br />
Disney.<br />
La mostra proseguirà<br />
fino<br />
al 25 febbraio<br />
prossimo<br />
e la<br />
Ogni principessa<br />
è associata a una<br />
gigantografia<br />
o a un oggetto<br />
particolare che<br />
la rappresenta<br />
sua apertura è avvenuta in occasione<br />
dell’80esimo anniversario<br />
dalla realizzazione del primo cortometraggio<br />
animato di Biancaneve.<br />
Per tutta la durata della mostra<br />
sono stati programmati incontri<br />
e laboratori didattici relativi<br />
proprio all’evento. La mostra<br />
è dedicata alle principesse Disney,<br />
da Aurora ed Ariel, protagoniste<br />
rispettivamente degli storici cartoni<br />
animati La bella Addormentata<br />
e La Sirenetta, fino alle principesse<br />
più contemporanee che<br />
prendono le sembianze di Rapunzel<br />
e della principessa dal<br />
cuore di ghiaccio di Frozen. Il<br />
Museo del Fumetto si sviluppa<br />
proprio, in occasione dell’evento,<br />
per ambientazioni<br />
specifiche che riproducono<br />
nel minimo dettaglio tutte<br />
le atmosfere e le curiosità<br />
legate alla storia<br />
delle principesse.<br />
Dietro un cartone<br />
animato si<br />
muove un mondo di<br />
professionalità e immaginazione<br />
vastissimo, e la mostra<br />
nasce proprio con l’intento<br />
di creare un itinerario che, con<br />
immagini e fotografie, renda<br />
omaggio anche a quella che è la<br />
storia umana e tecnica che vive<br />
dietro ogni principessa e la sua<br />
storia, e che le permette poi di vi-
Ariel,<br />
la principessa<br />
protagonista del classico<br />
Disney La sirenetta<br />
del 1989, ispirato alla<br />
favola di Hans Christian<br />
Andersen. In basso,<br />
Jasmine, la protagonista<br />
femminile del film<br />
Aladdin<br />
LA LOCATION<br />
WOW Spazio Fumetto<br />
– Museo del fumetto,<br />
dell’Illustrazione e dell’Immagine,<br />
realizzato e<br />
gestito dalla Fondazione<br />
Franco Fossati, è stato<br />
inaugurato a Milano il<br />
1° aprile 2011 ed è un<br />
luogo di conservazione<br />
e valorizzazione della<br />
Nona Arte. Si trova in<br />
viale Campania ed è<br />
ospitato in uno stabile<br />
storico ben radicato<br />
nella storia cittadina,<br />
il cui restauro, operato<br />
dal Comune di Milano,<br />
è un ottimo esempio<br />
di riqualificazione delle<br />
aree industriali dismesse.<br />
Si tratta infatti<br />
di un ex deposito ATM<br />
costruito nel 1926, acquistato<br />
dalla Motta<br />
nel 1960, dismesso nel<br />
1985 e poi acquisito<br />
e riqualificato dal Comune<br />
di Milano. Gli<br />
spazi accoglienti sono<br />
la porta d’accesso all’universo<br />
della narrazione<br />
per immagini,<br />
della comunicazione e<br />
della creatività. Qui si<br />
mescolano il fumetto e<br />
il cinema, i mondi dei<br />
disegni animati e della<br />
letteratura popolare, le<br />
suggestioni della musica<br />
e del gioco, riportando<br />
alla memoria antichi fascini<br />
e rivelando nuove<br />
suggestioni. Il fumetto<br />
racconta la sua storia e<br />
offre nuove opportunità<br />
alla moderna comunicazione.<br />
I percorsi espositivi<br />
del museo, sempre<br />
diversi e sorprendenti,<br />
illuminano sulle possibilità<br />
narrative e artistiche<br />
dell’arte sequenziale,<br />
presentando opere di<br />
autori di tutto il mondo<br />
e di tutte le epoche.<br />
ITA EVENTI 19
Arte<br />
Sopra, Biancaneve e i sette nani. A fianco, un disegno originale<br />
per il nano Gongolo (1937). Sotto, Tiana, la protagonista del film<br />
di animazione La principessa e il ranocchio, del 2009, ispirato<br />
alla versione dei Fratelli Grimm de Il principe ranocchio<br />
vere anche negli schermi e nella<br />
fantasia di grandi e piccoli. Fu nel<br />
1934 che Walt Disney, già produttore<br />
abbastanza affermato<br />
di cortometraggi, ebbe un’importante<br />
intuizione: trasformare<br />
in un film completamente<br />
animato una delle fiabe popolari<br />
più note, Biancaneve e i sette<br />
nani. Si trattava di un esperimento<br />
abbastanza complesso,<br />
perché questo tipo di pellicola<br />
avrebbe richiesto da parte degli<br />
illustratori un impegno inedito.<br />
I personaggi avrebbero<br />
dovuto assumere<br />
delle sembianze umane<br />
che li facessero<br />
assomigliare alle<br />
persone reali e<br />
tutto avrebbe<br />
dovuto possedere<br />
colori<br />
e contorni simili a quelle che<br />
erano le rappresentazioni comuni.<br />
Gli animatori osarono e ne valse<br />
la pena perché il film d’animazione<br />
Biancaneve e i sette nani<br />
venne accolto all’unanimità con<br />
grande entusiasmo. Il pubblico a<br />
questo punto chiese a gran voce<br />
un seguito e Walt Disney li accontentò,<br />
ma sempre lanciandosi<br />
in produzioni controcorrente<br />
e ancora più impegnative.<br />
Seguirono infatti nuovi capolavori<br />
come Pinocchio e Fantasia, e nel<br />
1950 fu la volta di Cenerentola.<br />
Ogni lavoro nuovo fu accompagnato<br />
da una crescita dell’impiego<br />
dei mezzo tecnologici che si<br />
muoveva di pari passo con i tempi<br />
e che arriva con i suoi miglioramenti<br />
preziosi fino ai giorni nostri.<br />
Rimane nel segno lo stile<br />
grafico nuovo usato per Aurora<br />
nella Bella addormentata<br />
nel bosco, così<br />
come le innova-
zioni dinamiche che animeranno<br />
tutte le scene<br />
de La Sirenetta, e per<br />
concludere la grafica e i<br />
colori di Frozen, principessa<br />
di ghiaccio, che<br />
ha incantato gli occhi<br />
di milioni di spettatori<br />
appena qualche<br />
anno fa. La mostra<br />
non a caso diventa<br />
anche un momento<br />
per raccogliere<br />
tutta<br />
la tecnica e<br />
tutti i suoi<br />
strumenti. Disegni<br />
originali<br />
provenienti da importanti archivi<br />
e collezioni private e libri<br />
d’epoca che condurranno ogni visitatore<br />
verso la scoperta della genesi<br />
del loro mito. Preziosi volumi<br />
che arrivano dalla Fondazione<br />
Franco Fossati mettono in mostra<br />
veri e propri capolavori come<br />
le stampe di Gustave Doré pubblicate<br />
nel XIX secolo<br />
per illustrare un<br />
prezioso volume<br />
de-<br />
Il manifesto di Biancaneve<br />
e i sette nani del 1938.<br />
A sinistra, Cenerentola.<br />
In basso, Elsa e Anna,<br />
protagoniste di Frozen,<br />
insieme al pupazzo<br />
di neve Olaf<br />
Dietro a un<br />
cartone animato si<br />
muove un mondo<br />
di professionalità<br />
e immaginazione<br />
vastissimo<br />
dicato alle fiabe di Charles<br />
Parrault. Per capire come<br />
venivano disegnate Belle,<br />
Aurora, Cenerentola prima<br />
che lo stereotipo disneyano<br />
diventasse imprescindibile.<br />
Da Biancaneve<br />
alla regina<br />
Elsa è tutto un<br />
divenire<br />
all’interno<br />
della<br />
s t o r i a<br />
dell’animazione:<br />
si parte dal<br />
rotoscopio,<br />
grazie al quale<br />
nel 1937 i disegnatori ricalcavano<br />
i personaggi riprendendo attori<br />
veri al fine di rendere più credibili<br />
i movimenti dei personaggi,<br />
fino alle recenti tecniche digitali<br />
che hanno permesso la realizzazione<br />
della folta chioma di<br />
riccioli rossi ribelli che rende<br />
unica Merida, protagonista di<br />
Ribelle – The Brave. Ogni principessa<br />
è associata a una gigantografia<br />
o a un oggetto particolare<br />
che la rappresenta, con un vero<br />
trono che permetterà a ognuno di<br />
sedersi e di vivere un momento<br />
surreale. Non manca nemmeno<br />
un angolo riservato all’altra parte<br />
della storia, i principi: da quello<br />
senza nome che risveglia Biancaneve,<br />
al bel Principe Azzurro di<br />
Cenerentola, che arriva in tempo<br />
per cambiarle la vita. E per non<br />
dimenticare che certe volte le<br />
favole somigliano alla vita vera e<br />
anche al destino di qualcuno,<br />
ogni principessa all’interno<br />
della mostra è abbinata<br />
a una principessa<br />
reale. La<br />
principessa<br />
Sissi che non<br />
si tagliò mai i<br />
capelli è stata<br />
abbinata per<br />
esempio a Rapunzel,<br />
la Principessa<br />
Charlène che rubò il cuore<br />
al principe Alberto uscendo dal<br />
mare d’estate, è stata associata ad<br />
Ariel, che fece innamorare il<br />
principe Eric, che governava nella<br />
favola un piccolo regno simile<br />
nelle sembianze a quello di Monaco.<br />
L’evento ideale per bambini,<br />
per famiglie, per curiosi e per<br />
sognatori. Tanta ricerca del particolare<br />
che viaggia insieme a<br />
un’ambientazione spensierata,<br />
fuori dal tempo.<br />
Sogno e avventura.<br />
80 anni di principesse<br />
nell’animazione Disney<br />
da “Biancaneve e i sette nani”<br />
a Disney Frozen<br />
Museo del Fumetto, Milano<br />
Fino al 25 febbraio 2018<br />
ITA EVENTI 21
Arte<br />
RIVOLUZIONE ANNI SETTANTA<br />
Una mostra sulle storie, i protagonisti, i luoghi di quel breve e denso periodo, gli anni tra il<br />
1966 e il 1970, che cambiò per sempre le vite di una generazione intera di Alessandra Arini<br />
© Victoria and Albert Museum, London<br />
Quante volte per definire qualcosa diciamo<br />
“quella cosa è molto anni ’70”? Magari non<br />
li abbiamo vissuti, oppure eravamo troppo<br />
piccoli per interpretarli in maniera profonda, eppure<br />
abbiamo dentro tutti la convinzione, quasi proverbiale,<br />
che fossero anni dallo stile molto riconoscibile,<br />
e che proprio in quell’età si siano generati<br />
una serie di valori, di costumi e di modi di essere<br />
che ritroviamo tuttora. Per gli amanti di quegli anni<br />
ma anche, più semplicemente, per gli appassionati<br />
di musica, di moda e di tendenze,<br />
a Milano c’è una mostra<br />
imperdibile: Revolution, Musica e<br />
Ribelli, 1966-1970, dai Beatles a<br />
Woodstock. La mostra si tiene<br />
negli spazi della Fabbrica del Vapore<br />
e, inaugurata il 2 dicembre<br />
scorso, sarà visitabile fino al 4<br />
aprile prossimo. Non è alla sua<br />
prima apparizione, poiché è già<br />
approdata al Victoria and Albert<br />
Museum di Londra e in Italia arriva,<br />
come sua seconda tappa,<br />
proprio grazie alla collaborazione<br />
dei suoi ideatori, Victoria Broakes<br />
e Geoffry Marsh. L’allestimento è progettato<br />
da Corrado Anselmi e il progetto grafico è stato curato<br />
dallo Studio Dinamo di Milano. La mostra raccoglie<br />
oltre 500 oggetti-testimonianze di momenti<br />
emblematici del periodo, dai vinili ai vestiti d’epoca,<br />
dai ritratti di persone che hanno vissuto quegli<br />
anni ai film indimenticabili del periodo. 1966-1970,<br />
questo il quadriennio indicato nella mostra, che corrisponde,<br />
in fondo, a soli 1826 giorni, pochi eppure<br />
così capaci di influenzare con il loro spirito il resto<br />
a venire. Questi anni sono conosciuti<br />
come gli anni della Rivoluzione,<br />
ogni universo artistico<br />
e sociale è stato attraversato da un<br />
profondo senso di ribellione che<br />
si è tradotto sempre in un’operazione<br />
creativa. Dalle occupazioni<br />
universitarie, alla musica<br />
hippy, dal sesso che diventa un argomento<br />
pubblico, alla creazione<br />
di centri sociali e di altri luoghi<br />
simbolo di questo fermento,<br />
come Carnaby Street a Londra,<br />
fucina dalla quale nascono continuamente<br />
valanghe di idee,<br />
22 ITA EVENTI
© MPL Communication, riprodotta con il permesso di Paul McCartney<br />
In apertura, Revolution,<br />
Alan Aldridge/Harry<br />
Willock/Iconic Images, 1968.<br />
A sinistra in basso, poster<br />
di Jimi Hendrix, 1967, ideato<br />
da Larry Smart. Sopra,<br />
Beatles a casa di Brian<br />
Epstein, Linda McCartney,<br />
1967. A destra, Harlem Peace<br />
March (New York City, 1967),<br />
1967, Builder Levy; abito di<br />
John Lennon per Sgt. Pepper,<br />
1967 © Victoria and Albert<br />
Museum, riprodotto con il<br />
permesso di Yoko Ono Lennon<br />
© Victoria and Albert Museum<br />
come ci ricorda il padrino italiano dell’evento, il noto critico musicale<br />
Alberto Tonti. Proprio la musica è protagonista di una rinascita<br />
assoluta, sono quelli gli anni di gruppi storici come i Beatles<br />
e i Rolling Stones, ma anche di personaggi portabandiera di nuovi<br />
valori: Mary Quant, inventrice della minigonna o John Cowan,<br />
fotografo che rimase impresso per il suo modo eccentrico di fotografare<br />
il mondo. Anche la moda cambia panni, è il momento dei<br />
vestiti corti che lasciano le gambe scoperte e di abiti dalle linee assolutamente<br />
essenziali, c’è nel modo di vestire un ritorno al “corpo”,<br />
che non è più un tabù, come prima, ma che può diventare<br />
uno strumento per comunicare il proprio senso di inquietudine,<br />
la propria voglia di trasformare il mondo. E proprio l’esposizione<br />
comprende uno spaccato dedicato all’evoluzione della moda<br />
italiana dell’epoca, manifatture artigianali che rivelano i cambiamenti<br />
che erano in corso. Sono anni, quindi, attraversati da<br />
ottimismo, innovazione e da un profondo senso di insofferenza<br />
verso la rigidità di prima, e la mostra, in maniera inedita, si vuole<br />
concentrare proprio su questo: sull’idea di rivoluzione che sta alla<br />
base di questo cambiamento inarrestabile e contagioso. Un viaggio<br />
per immagini, parole e testimonianze verso la più grande esperienza<br />
di trasgressione culturale che il secolo scorso abbia ospitato.<br />
Revolution. Musica e ribelli 1966-1970, dai Beatles a Woodstock<br />
Fabbrica del Vapore, Milano<br />
Fino al 4 aprile 2018
Arte<br />
1<br />
LA CASA È UN’ESPERIENZA<br />
Ideato e curato da Stefano<br />
Mirti, il progetto espositivo<br />
rappresenta un intreccio di<br />
domande sui luoghi del nostro vivere<br />
e racconta l’abitazione come<br />
non l’abbiamo mai vista prima.<br />
999. Una collezione di domande<br />
sull’abitare contemporaneo costituisce<br />
una grande indagine sul<br />
concetto di casa, di abitare, di senso<br />
di dimora, a cavallo tra il<br />
mondo fisico e quello digitale. È<br />
un viaggio attraverso i nuovi immaginari<br />
che trasformano le nostre<br />
esistenze. Una mostra inedita,<br />
ampia, collaborativa e mutante,<br />
che evolve in funzione del tempo<br />
Una mostra che può essere<br />
intesa come una grande<br />
abitazione. 999 domande<br />
per sollecitare le nostre<br />
curiosità e i nostri dubbi<br />
sull’abitare moderno<br />
e dello spazio. L’esposizione è<br />
stata sviluppata grazie a una rete<br />
di oltre cinquanta co-curatori<br />
provenienti da vari ambiti, con<br />
competenze e passioni oltremodo<br />
diversificate. Da intendersi come<br />
una vera e propria tessitura, la mostra<br />
propone contenuti moltepli-<br />
1. Atelier Mobile racconta l’ospitalità<br />
2. Naba: Abitare pop.<br />
Abitare, voce del verbo popolare<br />
3. Una delle gif utilizzate<br />
per la mostra<br />
4. Propp: A casa di Vladimir<br />
5. Associazione Con MOI,<br />
Marguerite Kahrl: social craft<br />
2<br />
<strong>24</strong> ITA EVENTI
3<br />
ci generati da community, aziende,<br />
attivisti, scuole, multinazionali,<br />
gruppi informali, centri di ricerca,<br />
progettisti, artisti. Questo<br />
percorso attraversa i mondi materiali<br />
e quelli immateriali, il terzo<br />
settore, la tradizione e l’innovazione,<br />
ponendo l’idea di “comunità”<br />
al centro dell’attenzione<br />
del visitatore. Un vero e proprio<br />
racconto dove ognuno dei soggetti<br />
coinvolti presenta la propria declinazione<br />
dell’idea dell’abitare. “È<br />
un palinsesto di esperienze italiane<br />
significative a cui si affiancano<br />
una serie di ospiti internazionali<br />
- spiega Stefano Mirti - in grado<br />
di coinvolgere il pubblico in maniera<br />
interattiva e partecipata<br />
grazie a una serie di ambientazioni<br />
fisiche, digitali e social. Una mostra<br />
dove è vietato ‘non toccare’,<br />
uno spazio di conversazione, arricchimento,<br />
scambio. L’antico<br />
proverbio cinese ‘se ascolto dimentico,<br />
se vedo ricordo, se faccio<br />
capisco’ viene qui trasformato<br />
in una mostra. La casa non è<br />
dunque intesa come un luogo,<br />
quanto piuttosto come un’esperienza.<br />
E questa mostra vuole<br />
raccontare queste nuove - e antiche<br />
-‘esperienze’ legate all’abitare”.<br />
Il visitatore compie un vero e proprio<br />
viaggio nell’abitazione di un<br />
futuro che è diventato presente,<br />
spostandosi da un ambiente all’altro<br />
e interagendo in prima<br />
persona con tutta una serie di<br />
nuovi modi di abitare. Innumerevoli<br />
sono gli spunti di conoscenza,<br />
intrattenimento e riflessione<br />
che vengono proposti. La<br />
4<br />
6. Farm Cultural Park + Laps<br />
Architecture + School AUIC (Architettura)<br />
del Politecnico di Milano<br />
+ Faculté d’Architecture La Cambre<br />
Horta-ULB Bruxelles: un’esperienza<br />
di architettura co-dividuale<br />
5<br />
narrazione, che si apre con un’installazione<br />
immersiva realizzata insieme<br />
a Edison e si snoda attraverso<br />
le nuove declinazioni del<br />
“fatto in casa”, la manifattura digitale,<br />
la casa vista da un malato<br />
di Alzheimer, affrontando anche<br />
l’idea di abitare di chi la casa non<br />
ce l’ha e le nuove abitudini, come<br />
il co-housing che si sovrappone al<br />
co-working. Uno spazio che si<br />
riempie, secondo il principio dei<br />
vasi comunicanti, al definirsi delle<br />
partnership con scuole, aziende,<br />
istituzioni e community.<br />
999. Una collezione<br />
di domande sull’abitare<br />
contemporaneo<br />
Triennale, Milano<br />
Fino al 2 aprile 2018<br />
6<br />
ITA EVENTI 25
Arte<br />
VAN GOGH A VICENZA<br />
Attraverso 129 opere in totale (43<br />
dipinti e 86 disegni), la mostra delinea<br />
l’intero percorso artistico di<br />
Vincent van Gogh, dai disegni di<br />
esordio assoluto al tempo del Borinage<br />
in Belgio nel 1880, quando<br />
svolgeva la funzione di predicatore<br />
laico per i minatori della zona, fino<br />
ai quadri conclusivi con i campi di<br />
grano realizzati a Auvers-sur-Oise<br />
nel luglio del 1890, pochi giorni<br />
prima di suicidarsi.<br />
Van Gogh, tra il grano e il cielo<br />
Basilica Palladiana, Vicenza<br />
Fino all’8 aprile 2018<br />
ATTRAVERSO IL MURO<br />
Un nuovo concept espositivo, alla scoperta di un oggetto che accompagna<br />
la storia dell’umanità e che oggi è alla ribalta delle cronache, ma anche<br />
tanto quotidiano da passare spesso inosservato. Un viaggio attraverso<br />
il Muro, un percorso sensoriale e creativo, culturale ed emotivo, che trasforma<br />
arte e multimedialità in un’esperienza da vivere in prima persona.<br />
the WALL - Palazzo Belloni, Bologna - Fino al 6 maggio 2018<br />
L’OPTIMUS PRINCEPS<br />
La mostra celebra la ricorrenza dei 1900<br />
anni dalla morte dell’imperatore che ha<br />
portato l’Impero alla sua massima espansione<br />
ed è il racconto della vita “eccezionale”<br />
di un uomo “ordinario”, significativamente<br />
racchiusa in un “titolo” coniato<br />
per lui, optimus princeps, il migliore tra gli<br />
imperatori, che seppe riportare gioia tra i<br />
romani secondo Plinio il Giovane.<br />
Traiano. Costruire l’Impero, creare<br />
l’Europa - Mercati di Traiano - Museo dei<br />
Fori Imperiali, Roma - Fino al 16/09/2018<br />
GIORGIONE<br />
La Pala di Castelfranco, capolavoro<br />
primo di Giorgione,<br />
offre il naturale punto di partenza<br />
per una sontuosa mostra<br />
che trova negli ambienti del<br />
Museo Casa Giorgione il suo<br />
fulcro. Per espandersi poi in<br />
diversi siti della Città Murata,<br />
destinati ad accogliere l’attualità<br />
della grande tradizione<br />
di tessoria della Serenissima<br />
di cinque secoli fa.<br />
Le trame di Giorgione<br />
Museo Casa Giorgione e altre<br />
sedi, Castelfranco Veneto (Tv)<br />
Fino al 4 marzo 2018<br />
SOTTSASS E IL CSAC<br />
Nel 1979 Ettore Sottsass donò<br />
allo CSAC - Centro Studi e Archivio<br />
della Comunicazione quasi<br />
14.000 materiali progettuali<br />
(schizzi, bozzetti e disegni) e <strong>24</strong><br />
sculture. Nel centenario della nascita<br />
dell’autore, proprio a partire<br />
da questa preziosa donazione,<br />
lo CSAC ha promosso un importante<br />
progetto espositivo ed editoriale<br />
con il patrocinio del Comune<br />
di Parma. L’esposizione è<br />
costituita da circa 700 pezzi selezionati<br />
all’interno dell’archivio e<br />
allestiti secondo una struttura narrativa<br />
cronologica (a partire da<br />
un disegno infantile del 1922),<br />
che fa emergere alcune costanti<br />
visive e metodologiche dell’autore<br />
interpretando il percorso espositivo<br />
dell’Archivio-Museo CSAC.<br />
Ettore Sottsass. Oltre il design<br />
Abbazia di Valserena, Parma<br />
Fino all’8 aprile 2018<br />
26 ITA EVENTI
MUSICA E ARTE<br />
Una grande mostra su arte e musica che<br />
parte da Kandinsky e approda a Cage.<br />
Dove le nozioni di interiorità e spiritualità<br />
vengono indagate come temi aperti, capaci<br />
di raccogliere molte suggestioni. “A partire<br />
dalla fine dell’Ottocento, e poi fino ai giorni<br />
nostri, - spiega la curatrice Martina Mazzotta<br />
- si può individuare un filo rosso che<br />
pone la musica in connessione con gli sviluppi<br />
dell’arte moderna e contemporanea.<br />
Non vi è artista che non si sia confrontato<br />
con l’immaterialità dell’arte-sorella, con la<br />
sua sovrana indipendenza dal mondo del<br />
visibile e dalle finalità riproduttive”.<br />
Kandinsky→Cage:<br />
Musica e Spirituale nell’Arte<br />
Palazzo Magnani, Reggio Emilia<br />
Fino al 25 febbraio 2018<br />
LE MILLE SFACCETTATURE DI GALILEO<br />
Dopo Galileo nulla fu come prima. E non solo nella ricerca<br />
astronomica e nelle scienze, ma anche nell’arte. Con lui,<br />
il cielo passa dagli astrologi agli astronomi. La mostra racconta<br />
la figura complessiva e il ruolo di uno dei massimi<br />
protagonisti del mito italiano ed europeo. In un’esposizione<br />
dai caratteri del tutto originali, dove capolavori assoluti<br />
dell’arte occidentale in dialogo con testimonianze e reperti<br />
diversi, consentono di scoprire un personaggio da tutti<br />
sentito nominare ma da pochi realmente conosciuto. Dalla<br />
mostra emerge l’uomo Galileo nelle molteplici sfaccettature:<br />
dallo scienziato padre del metodo sperimentale al<br />
letterato esaltato, tra gli altri, da Foscolo e Leopardi.<br />
Rivoluzione Galileo. L’arte incontra la scienza<br />
Palazzo del Monte di Pietà, Padova - Fino al 18 marzo 2018<br />
MODENA SOTTERRANEA<br />
Mutina si trova al di sotto delle<br />
strade del centro storico di Modena,<br />
custodita dai depositi delle alluvioni<br />
che si verificarono in epoca tardoantica.<br />
Le celebrazioni del 2017 (a<br />
2200 anni dalla fondazione) intendono<br />
mostrare questa realtà sepolta<br />
attraverso una serie di iniziative tra<br />
cui la mostra Mutina Splendidissima.<br />
Mutina Splendidissima.<br />
La città romana e la sua eredità<br />
Foro Boario, Modena<br />
Fino all’8 aprile 2018<br />
BEIRUT ATTRAVERSO L’ARTE<br />
Un nuovo capitolo della serie Interactions across the Mediterranean<br />
dedicata al rapporto tra Europa e Medio Oriente. La storia di una<br />
città laboratorio di resistenza, innovazione artistica e speranza vista<br />
attraverso oltre 100 lavori di 36 artisti. Negli ultimi due decenni,<br />
Beirut è diventata esempio di resilienza, dinamismo, vivacità culturale<br />
e speranza di cui l’arte contemporanea è testimone e motore.<br />
Home Beirut Sounding the Neighbors<br />
MAXXI, Roma - Fino al 20 maggio 2018<br />
ITA EVENTI 27
Musica<br />
PRINCIPALI CONCERTI DI MUSICA POP ROCK JAZZ IN ITALIA<br />
BREGOVIC • DEPECHE MODE • GALLAGHER • MORANDI • RIKI<br />
JOVANOTTI DI NUOVO IN TOUR CON UNO SHOW MOLTO SPECIALE<br />
RADUNIAMOCI INTORNO ALLA MUSICA<br />
Dopo il successo di Lorenzo negli stadi 2015 e<br />
del successivo Lorenzo nei Palasport, Jovanotti<br />
tornerà da febbraio a giugno 2018, con decine<br />
di appuntamenti nei palazzi dello sport (non<br />
solo italiani) e suonerà con la sua band nelle<br />
città “fino a prendere la residenza”.<br />
Il tour dall’impianto del tutto innovativo e la<br />
cura e l’attenzione che Lorenzo e Trident, produttore<br />
degli spettacoli di Jovanotti fin dagli<br />
anni 90, destinano a ogni spettacolo, garantiscono<br />
uno show nuovo e del tutto speciale che<br />
partirà il 12 febbraio prossimo dal Mediolanum<br />
Forum. «Per l’anno prossimo il mio desiderio<br />
è quello di suonare nelle città e di starci il più<br />
possibile», aveva dichiarato l’artista l’anno<br />
scorso. «Quello che vorrei è suonare per giorni,<br />
con uno spettacolo di pura goduria e di condivisione<br />
totale con chi vorrà venirci a sentire!<br />
Stiamo lavorando per fare una cosa che vi e<br />
ci faccia impazzire!». La Jova TV seguirà come<br />
di consueto tutte le fasi del nuovo progetto artistico,<br />
proponendo esclusivi filmati inediti e insoliti<br />
backstage. Media partner del tour sarà Radio<br />
Italia solomusicaitaliana che proprio a<br />
marzo di 25 anni fa ospitava per la prima volta<br />
Lorenzo ai microfoni della storica sede di via<br />
Panfilo Castaldi. «Questo album è una grande<br />
avventura - ha scritto il cantante su Facebook -<br />
e in tour celebreremo lo spirito che ci unisce<br />
da una vita e che sempre di più ha la forma<br />
di un’amicizia radunata intorno alla musica».<br />
CONCERTI ◗ 12, 13, 15, 16, 18, 19, 21, 22, <strong>24</strong>,<br />
25 febbraio Mediolanum Forum, Milano<br />
ITA EVENTI 29
Musica<br />
Filippo Neviani, in arte Nek,<br />
46 anni, è nato a Sassuolo<br />
in provincia di Modena.<br />
Max Pezzali<br />
(all’anagrafe Massimo),<br />
50 anni, è nato a Pavia.<br />
Francesco Renga,<br />
49 anni, è nato a Udine<br />
ma è cresciuto e vive<br />
ancora oggi a Brescia<br />
Unire le proprie forze e il proprio talento per creare un evento<br />
unico. È questo che hanno fatto Max Pezzali, Francesco Renga<br />
e Nek. Che a fine gennaio partiranno con un tour che toccherà<br />
tantissimi palasport in giro per l’Italia di Cristiana Zappoli<br />
30 ITA EVENTI
PER LA PRIMA VOLTA IN TRE<br />
CON UN PROGETTO ESPLOSIVO<br />
ITA EVENTI 31
Musica<br />
2016<br />
Nek partecipa alla<br />
trasmissione Amici<br />
su Canale 5 come<br />
direttore artistico.<br />
A ottobre dello stesso<br />
anno esce il suo<br />
ultimo album Unici,<br />
caratterizzato da suoni<br />
elettronici misti ad<br />
atmosfere pop-rock<br />
S<br />
i dice che il tre sia il numero<br />
perfetto. Basandosi sul numero<br />
tre Dante costruì la<br />
struttura della Divina Commedia.<br />
Tre sono le Grazie, le Parche, le caravelle<br />
di Colombo, i Re Magi e i<br />
moschettieri di Dumas. I precedenti<br />
sono quindi illustri, avere optato per<br />
una formazione a tre sembrerebbe<br />
una scelta azzeccata. Che fossero tre<br />
artisti con un curriculum di tutto rispetto<br />
lo sapevamo già; quello che<br />
abbiamo scoperto in questi mesi, ovvero<br />
dal lancio, a settembre, del singolo<br />
Duri da battere, a oggi, quando<br />
mancano pochi giorni all’inizio<br />
del loro tour, è che Max Pezzali,<br />
Francesco Renga e Filippo Neviani<br />
sono anche amici. Ci tengono a sottolinearlo<br />
e comunque, anche se<br />
non lo facessero, è apparso evidente<br />
in ogni ospitata in radio che hanno<br />
fatto insieme, in ogni intervista<br />
televisiva. Tanto che avranno addirittura<br />
un solo camerino durante il<br />
tour, come hanno raccontato in una<br />
delle ospitate a Radio RTL 102.5<br />
(radio partner ufficiale dell’evento):<br />
«andrà a finire che alla terza data litigheremo<br />
e non ci incontreremo<br />
mai più!», ha scherzato Nek, tra<br />
un’imitazione di Maurizio Costanzo<br />
e una presa in giro ai suoi due<br />
colleghi. Sembrano divertirsi insieme,<br />
e pure molto, particolare che<br />
non fa altro che accrescere la curiosità<br />
del pubblico che non vede<br />
l’ora di vederli, insieme, sul palco:<br />
«in realtà faremo anche del cabaret,<br />
la musica è solo un pretesto», ha dichiarato<br />
Renga, sempre ridendo,<br />
nella stessa intervista radiofonica.<br />
Sono stati la colonna sonora di intere<br />
generazioni: Max Pezzali ha<br />
venduto oltre 7 milioni di dischi,<br />
Nek è l’artista italiano più suonato<br />
dalle radio nell’ultimo anno, Francesco<br />
Renga ha una carriera caratterizzata<br />
da oltre 1850 concerti: durante<br />
questo Max Nek Renga, il tour<br />
saranno sul palco sempre insieme,<br />
per tutta la durata dello spettacolo,<br />
reinterpretando i brani più significativi<br />
degli oltre 25 anni di carriera<br />
di ciascuno. L’occasione per un<br />
tour di questo genere è arrivata grazie<br />
al singolo Duri da battere, scritto<br />
da Max Pezzali, un singolo al quale<br />
il cantautore di Pavia teneva<br />
particolarmente: «Mi ha sempre<br />
affascinato la forza di volontà dell’essere<br />
umano, che è riuscito a superare<br />
le proprie debolezze naturali<br />
e le avversità dell’habitat per poter<br />
sopravvivere, sempre e comunque»,<br />
racconta Pezzali. «Nei grandi<br />
NEK: gli esordi<br />
Già all’età di nove anni ha i primi approcci con la batteria e la<br />
chitarra. Nella seconda metà degli anni Ottanta inizia la sua<br />
ricerca di un’identità espressiva: dopo le cantine con il gruppo<br />
country Winchester, assapora la prima notorietà, seppure circoscritta<br />
alla provincia, con la band di rock melodico White<br />
Lady. Nel 1991 si classifica al secondo posto del Festival di<br />
Castrocaro e nel 1992 debutta con il nome d’arte Nek ed<br />
esce il primo omonimo album. L’anno successivo partecipa<br />
al Festival di Sanremo tra i giovani con il brano In te, che affronta<br />
il tema dell’aborto. In te è anche il titolo del suo secondo<br />
album, nel quale reinterpreta la canzone Figli di chi scritta da lui<br />
e portata in gara a Sanremo ’93 da Mietta. Nel 1994 pubblica<br />
il terzo disco Calore Umano e nello stesso anno arriva il primo<br />
riconoscimento di prestigio: conquista assieme a Giorgia il Premio<br />
Europeo come miglior cantante giovane italiano.
FRANCESCO RENGA: gli esordi<br />
Ha debuttato come frontman di uno dei più influenti<br />
gruppi rock italiani degli anni ’90, i Timoria,<br />
che calcano diversi palcoscenici in tutta Europa<br />
e che partecipano a Sanremo Giovani nel<br />
1991 vincendo il premio della critica. Nel 1998<br />
lascia la band e nel 2000 pubblica il suo album<br />
di esordio da solista: Francesco Renga. L’anno<br />
successivo partecipa a Sanremo Giovani con il<br />
singolo Raccontami con cui si aggiudica il premio<br />
della critica. Tracce è il disco della definitiva consacrazione<br />
come solista: esce nel 2002 contemporaneamente<br />
alla sua nuova partecipazione a<br />
Sanremo, questa volta tra i Big, con Tracce di Te.<br />
Dopo due anni di pausa, pubblica nel 2004<br />
il suo terzo album di inediti, Camere con vista<br />
e nel 2005 vince il Festival di Sanremo<br />
con il brano Angelo. Nel 2012 esce Fermoimmagine,<br />
il greatest hits che racconta Francesco<br />
Renga come un artista completo.<br />
processi evolutivi come nelle difficoltà<br />
di tutti i giorni, nella vita di<br />
relazione come nello sport: essere<br />
“duri da battere” non significa essere<br />
invincibili, ma avere il coraggio<br />
e la determinazione di buttare<br />
il cuore oltre l’ostacolo. O almeno<br />
di provarci». Ma per un singolo<br />
così, ha spiegato, la sua voce non sarebbe<br />
bastata e quindi ha chiesto<br />
aiuto a quelle che lui definisce «le<br />
più belle voci della musica italiana».<br />
Da cosa nasce cosa, e la collaborazione<br />
per una canzone è diventata<br />
un tour (con tanto di hashtag ovviamente:<br />
#NMRTOUR) in partenza<br />
il 18 gennaio.<br />
Provate a descrivere il tour con un<br />
solo aggettivo. Il tour sarà…?<br />
Max Pezzali: Divertente.<br />
Nek: Esplosivo.<br />
Francesco Renga: Sorprendente.<br />
Dobbiamo aspettarci degli ospiti<br />
a sorpresa o il palco è già troppo<br />
affollato con voi?<br />
Nek: Sul palco saremo già in tre oltre<br />
a una band di nove elementi che<br />
ci accompagnerà e con la quale stiamo<br />
ri-arrangiando i nostri brani storici<br />
in una chiave nuova.<br />
L’idea di un tour che unisce cantanti<br />
diversi ha precedenti illustri.<br />
Per esempio Dalla e De Gregori;<br />
Jovanotti, Ramazzotti e Pino Daniele;<br />
Jovanotti, Pelù, Ligabue. In<br />
tempi più recenti, Fabi, Silvestri,<br />
Gazzè oppure Morandi e Baglioni<br />
con il progetto “Capitani coraggiosi”.<br />
Precedenti che vi fanno<br />
paura o che vi stimolano?<br />
Francesco Renga: Credo che sia normale<br />
per un artista cercare sempre<br />
nuovi stimoli, stimoli che possono<br />
arrivare dalla ricerca di nuovi stili<br />
oppure dalle collaborazioni e dal<br />
confronto con altri artisti. I progetti<br />
citati sono tutti tra grandissimi artisti<br />
e hanno avuto un enorme successo,<br />
per cui sicuramente possono<br />
essere di stimolo, anche se poi ogni<br />
progetto è a sé e ha caratteristiche<br />
molto diverse dagli altri.<br />
Questo tour quindi, per voi, vuol<br />
dire stimoli nuovi? In fondo avete<br />
tutti e tre parecchi anni di carriera<br />
alle spalle…<br />
2017<br />
Francesco Renga<br />
riceve il premio “Live<br />
Oro” ai Wind Music<br />
Awards per il suo<br />
fortunato tour<br />
Scriverò il tuo nome<br />
live nei palasport<br />
ITA EVENTI 33
Musica<br />
MAX PEZZALI: gli esordi<br />
Nel 1991 gli 883 di Max Pezzali e Mauro Repetto<br />
debuttano al Festival di Castrocaro con<br />
Non me la menare. L’anno dopo pubblicano il<br />
loro primo album Hanno ucciso l’uomo ragno e<br />
raggiungono la prima posizione della Hit Parade<br />
con oltre 600.000 copie vendute e vengono premiati<br />
come rivelazione dell’anno a Vota la Voce. È del 1993<br />
l’album Nord Sud Ovest Est, che vende oltre 1.300.000<br />
copie, e la vittoria al Festivalbar. Successivamente<br />
Repetto lascia gli 883 e Pezzali partecipa da solo,<br />
nel 1995, al Festival di Sanremo con la canzone<br />
Senza averti qui, anteprima del nuovo album<br />
La donna, il sogno & il grande incubo. L’album<br />
raggiunge la prima posizione della Hit Parade<br />
e gli 883 vincono per la seconda volta il Festivalbar.<br />
Max Pezzali e la nuova band debuttano<br />
dal vivo nei palazzetti d’Italia con<br />
il primo 883Tour. È nel 2001 che Pezzali<br />
inizia la sua carriera solista con l’album<br />
1 IN + che conquista immediatamente la<br />
prima posizione della classifica vendite.<br />
2013<br />
Esce I Cowboy non<br />
mollano mai - La mia<br />
storia, l’autobiografia<br />
di Max Pezzali, che<br />
ripercorre gli episodi<br />
che hanno segnato<br />
la sua vita e la<br />
sua carriera<br />
Max Pezzali: Assolutamente sì! Credo<br />
che dopo carriere lunghe come le<br />
nostre sia bello mettersi in gioco con<br />
qualcosa di nuovo e trovare nuovi stimoli.<br />
Collaborare con queste due<br />
grandi voci del panorama musicale<br />
italiano per me è di grandissimo stimolo.<br />
Sentire le mie canzoni ri-arrangiate<br />
e cantate da Francesco e Filippo<br />
è un’esperienza del tutto nuova,<br />
sicuramente stimolante.<br />
Vi divertirete più voi o il pubblico?<br />
Nek: Credo entrambi in effetti.<br />
Noi ci stiamo divertendo tantissimo,<br />
in sala prove è una risata continua.<br />
Ci troviamo molto bene insieme, sia<br />
artisticamente che umanamente,<br />
per cui è un piacere trovarsi per preparare<br />
questo tour insieme. Speriamo<br />
che il pubblico si diverta quanto<br />
noi, faremo il possibile perché<br />
questo accada.<br />
Come avete fatto a decidere la scaletta?<br />
Nek: Ognuno di noi ha pensato a<br />
quali tra i propri brani aveva più piacere<br />
di inserire in scaletta, Inevitabilmente<br />
alcuni sono rimasti fuori,<br />
ma d’altra parte bisogna sempre fare<br />
delle scelte quando si decide la scaletta<br />
di un tour. Per quel che mi riguarda,<br />
ho cercato di scegliere pezzi<br />
che per storia, incisività e importanza<br />
non sarebbero potuti mancare.<br />
Qual è, se c’è, un punto critico di<br />
questo progetto? In poche parole…<br />
cosa potrebbe andare storto?<br />
Francesco Renga: Qualcosa che può<br />
andare male c’è sempre, in qualsiasi<br />
ambito. In questo caso speriamo<br />
che tutto vada bene!<br />
C’è il rischio che uno dei tre<br />
prenda il sopravvento sugli altri?<br />
Max Pezzali: Posso dire con certezza<br />
di no, siamo tre artisti ma soprattutto<br />
tre persone che si bilanciano<br />
e si completano a vicenda.<br />
Non penso che qualcuno possa<br />
prendere il sopravvento.<br />
Cosa avete in comune voi tre dal<br />
punto di vista umano e personale?<br />
Max Pezzali: Penso che la cosa che<br />
più di tutte ci accomuna sia la<br />
grande passione per quello che facciamo.<br />
Chi è il bello, chi è il simpatico e<br />
chi è l’intelligente fra voi tre?<br />
Francesco Renga: Io, io e io (ride)! Sto<br />
34 ITA EVENTI
scherzando… ovviamente siamo<br />
tutti e tre bellissimi, simpaticissimi<br />
e intelligentissimi.<br />
Vi sentite un po’ tutti e tre tipi<br />
alla “il ragazzo della porta accanto”?<br />
Nek: Credo proprio di sì, siamo tre<br />
ragazzi alla mano fondamentalmente.<br />
Siete nati in piccole città e ci vivete<br />
anche oggi. Cosa amate delle<br />
realtà più piccole?<br />
Francesco Renga: Il nostro lavoro è<br />
frenetico, ci porta a viaggiare, a correre,<br />
a stare sempre in giro. Vivere<br />
la propria quotidianità in una realtà<br />
più piccola, più raccolta, compensa<br />
un po’ questa frenesia.<br />
Un difetto e un pregio dei vostri<br />
due colleghi?<br />
Max Pezzali: Francesco è un talento<br />
naturale immenso che sa sempre<br />
mettere a proprio agio gli altri con<br />
un sorriso. L’unico difetto che gli<br />
riconosco è di avere troppi capelli,<br />
ma è la voce dell’invidia che parla.<br />
Filippo è un gigantesco musicista<br />
a tutto tondo, è attento, preparato<br />
ed estremamente talentuoso.<br />
Anche per lui, però, devo lamentarmi<br />
dei capelli.<br />
Nek: Difficile rispondere ma ci provo<br />
comunque. Difetti di Max…<br />
forse mi piacerebbe vederlo qualche<br />
volta vestito con colori diversi<br />
dal nero! Al contrario un suo<br />
grande pregio sta nel sapere tutto:<br />
è il tuttologo del gruppo. Poi è<br />
come me un amante delle Harley<br />
Davidson ed è una persona davvero<br />
squisita. Francesco ha un bellissimo<br />
modo di approcciarsi alle persone.<br />
Non lo vedo mai distaccato<br />
o irritato, e sono certo che se si sentisse<br />
così non lo farebbe notare. Un<br />
suo difetto? In studio mangia troppe<br />
caramelle!<br />
Francesco Renga: La dote migliore<br />
di Max è la curiosità, un difetto è<br />
che è il più anziano del gruppo. Filippo<br />
invece è molto “musicale”, il<br />
difetto? Forse che è quasi più simpatico<br />
di me.<br />
Quali sono le canzoni degli altri<br />
due che preferite?<br />
Max Pezzali: Se dovessi rispondere<br />
a questa stessa domanda domani,<br />
probabilmente cambierei idea<br />
e dopodomani ancora, nel senso<br />
che ascoltando i loro pezzi in sequenza<br />
mi rendo conto ogni giorno<br />
di più di quanto siano belli, e<br />
mi innamoro di uno diverso. Oggi<br />
dico Differente di Nek e Nuova<br />
Luce di Francesco.<br />
Nek: Di Max avrei voluto scrivere<br />
Nessun Rimpianto e di Francesco<br />
Meravigliosa.<br />
Francesco Renga: Sicuramente Gli<br />
Anni, di Max e Il treno di Filippo.<br />
CONCERTI<br />
◗ 18/01 JESOLO (VE)<br />
◗ 20/01 BOLOGNA<br />
◗ 22-23/01 BRESCIA<br />
◗ 25/01 GENOVA<br />
◗ 26-27/01 TORINO<br />
◗ 29/01 PESARO<br />
◗ 31/01 EBOLI (SA)<br />
◗ 1/02 NAPOLI<br />
◗ 3/02 ACIREALE (CT)<br />
◗ 4/02 REGGIO CALABRIA<br />
◗ 12-13/02 MANTOVA<br />
◗ 16/02 PADOVA<br />
◗ 20/02 FIRENZE<br />
◗ 21/02 LIVORNO<br />
◗ 23/02 BOLOGNA<br />
◗ 4-6/04 ROMA<br />
◗ 7/04 ANCONA<br />
◗ 11/04 BARI<br />
◗ 12/04 TARANTO<br />
◗ 16/04 CONEGLIANO (TV)<br />
◗ 19-20/04 ASSAGO (MI)<br />
LA SCALETTA DEL TOUR<br />
Il 20 dicembre scorso Max Pezzali, Francesco<br />
Renga e Nek, ospiti a RTL 102.5, hanno presentato<br />
in anteprima i brani Il mio giorno più bello<br />
nel mondo, Gli anni e Fatti avanti amore nelle<br />
inedite versioni a tre voci che canteranno anche<br />
sul palco del tour. Hanno anche svelato<br />
i titoli dei brani che andranno a comporre<br />
la scaletta dei concerti nei palasport. Tra<br />
gli altri: Come mai, Con un deca, Gli anni,<br />
per quanto riguarda il repertorio di Pezzali;<br />
Almeno stavolta, Laura non c’è, Sei grande, di Nek;<br />
Angelo, Cambio direzione, La tua bellezza, tra le canzoni di Renga.<br />
ITA EVENTI 35
Musica<br />
L’AMORE DI<br />
BREGOVIC<br />
PER SARAJEVO<br />
L’ultimo album si ispira alla sua città,<br />
dove vivono esseri umani differenti<br />
per origine e religione. Un melting<br />
pot che Goran Bregovic ci racconterà<br />
suonando nei teatri italiani a febbraio<br />
di Clara Dalledonne<br />
inque anni dopo l’album Champagne<br />
for Gypsies, Goran Bregovic<br />
torna con una nuova creazione<br />
incentrata sul tema della diversità religiosa<br />
e della coesistenza pacifica, il disco<br />
Three Letters from Sarajevo, edito<br />
da Universal. Un album che porta in sé<br />
l’urgenza e la voglia di raccontare il<br />
melting pot che è la cifra umana e artistica<br />
di questo grande artista internazionale<br />
per antonomasia. «Io sono di<br />
Sarajevo, sono nato su una frontiera:<br />
l’unica dove si incontravano ortodossi,<br />
cattolici, ebrei e musulmani. Mio<br />
papà è cattolico, mia mamma è ortodossa,<br />
mia moglie è musulmana. E mi<br />
sento anche un po’ gitano, forse perché<br />
per mio padre, colonnello dell’esercito,<br />
era inaccettabile che facessi il musicista,<br />
un mestiere ‘da gitano’, come<br />
diceva lui». È la storia di Sarajevo con<br />
le sue tante credenze, identità, con i<br />
suoi complessi paradossi, che ha ispirato<br />
questo album. Sarajevo è la metafora<br />
dei nostri tempi, un luogo dove<br />
un giorno si vive da buoni vicini e il<br />
giorno dopo ci si fa la guerra. Pochi<br />
musicisti sono riusciti a sviluppare<br />
un’arte così varia, che combina insieme<br />
una così grande varietà di stili e tecniche<br />
senza perdere la propria<br />
identità. Compositore contemporaneo,<br />
musicista tradizionale<br />
o rock star, Bregovic<br />
ha combinato insieme stili e<br />
tradizioni, le più disparate,<br />
per inventare una musica che<br />
è allo stesso tempo universale<br />
e assolutamente sua. Bregovic<br />
sarà a febbraio in tour in<br />
Italia accompagnato da un’orchestra<br />
di 18 elementi con la<br />
quale calcherà i palchi di alcune<br />
delle maggiori città italiane.<br />
LA TRACKLIST<br />
DELL’ALBUM<br />
1. Jalija<br />
2. Christian Letter<br />
3. Pero<br />
4. Duj Duj<br />
5. Baila Leila<br />
6. Muslim Letter<br />
7. SOS<br />
8. Vino Tinto<br />
9. Jewish Letter<br />
10. Mazel Tov<br />
CONCERTI<br />
◗ 2/02 Teatro Politeama Greco, Lecce<br />
◗ 3/2 Gran Teatro Geox, Padova<br />
◗ 4/02 Auditorium Parco della Musica, Roma<br />
◗ 5/02 Obi Hall, Firenze<br />
◗ 6/02 Teatro Arcimboldi, Milano<br />
◗ 7/02 Auditorium Manzoni, Bologna<br />
◗ 11/02 Teatro Colosseo, Torino<br />
◗ 13/02 Teatro Carlo Felice, Genova<br />
ITA EVENTI 37
Musica<br />
Foto FM Photographers<br />
Foto Anton Corbijn<br />
Brunori Sas<br />
Depeche Mode<br />
MUSICA E RIFLESSIONI IL TOUR INVERNALE<br />
Lo scorso anno Brunori Sas ha conquistato il pubblico<br />
e la critica con l’ultimo album di inediti “A casa<br />
tutto bene”, certificato disco d’oro e seguito dal grande<br />
successo live dell’omonimo tour, con oltre 65.000<br />
biglietti venduti. Dopo i numerosi riconoscimenti,<br />
tra cui laTargaTenco per la miglior canzone dell’anno<br />
con “La Verità”, che ha ottenuto anche il disco d’oro,<br />
il cantautore è pronto a cimentarsi con una nuova<br />
avventura teatrale Brunori a teatro – canzoni e monologhi<br />
sull’incertezza al via il 16 febbraio. L’artista<br />
porterà in scena uno spettacolo unico nel suo genere<br />
fatto di musica e argute riflessioni, che si rifà allo<br />
stile del teatro - canzone e della standup comedy.<br />
CONCERTI ◗ 16/02 Auditorium Santa Chiara, Trento<br />
◗ 19/02 Teatro Arcimboldi, Milano ◗ 26/02 Teatro<br />
Augusteo, Napoli ◗ 28/02 Teatro Politeama, Genova<br />
(altre date www.brunorisas.it)<br />
Il 2017 è stato un anno eccezionale per i Depeche<br />
Mode: dopo il successo del tour estivo negli stadi,<br />
la band ha fatto il tutto esaurito nelle arene e negli<br />
anfiteatri di tutta Europa. Il Global Spirit tour<br />
dei Depeche Mode è iniziato il 5 maggio in occasione<br />
del 14esimo album, Spirit, pubblicato da Columbia<br />
Records il 17 marzo 2017. L’album ha scalato<br />
le classifiche di fan e critica, posizionandosi nella<br />
Top 10 in 15 diversi paesi, e nella Top 5 negli<br />
Stati Uniti e nel Regno Unito. I Depeche Mode<br />
sono nuovamente in tour, questa volta nei palazzetti<br />
e suoneranno anche a Milano. Ad accompagnarli<br />
quattro diversi performer di supporto, che<br />
si alterneranno nel corso delle varie date: Re-Tros,<br />
Pumarosa, EMA e Blackline.<br />
CONCERTI ◗ 27 e 29/01 Mediolanum Forum, Milano<br />
DUE DATE ITALIANE<br />
Liam Gallagher ha pubblicato lo scorso 6 ottobre via Warner Music il suo album<br />
di debutto come artista solista, intitolato As You Were. In Italia il disco ha<br />
debuttato alla posizione numero 4 nella classifica musicale degli album più venduti,<br />
segnalandosi come la più alta entrata e come l’album di un artista straniero<br />
più venduto della settimana. Riguardo al disco, che riprende e rivisita allo stesso<br />
tempo certe influenze musicali anni ’60 e ’70, Gallagher ha dichiarato: “Non<br />
ho voluto reinventare nulla o lanciarmi in viaggi ipergalattici. È lo stesso suono<br />
di Cold Turkey di Lennon, degli Stones, dei classici. Ma fatti a modo mio, ora”.<br />
CONCERTI ◗ 26/02 Fabrique, Milano ◗ 27/02 Gran Teatro Geox, Padova
DOPO DUE SOLD OUT, TANTE NUOVE DATE<br />
Dopo aver esordito con Perdo le parole, certificato triplo Disco di Platino in soli<br />
cinque mesi, Riki ha pubblicato un nuovo disco di inediti a fine ottobre: Mania,<br />
e ha cominciato il tour a novembre con due date sold out a Milano e Roma.<br />
Classe 1992, Riccardo Marcuzzo, questo il vero nome, è stato una delle rivelazioni<br />
dell’edizione 2017 di Amici di Maria de Filippi, aggiudicandosi il secondo<br />
posto e la vittoria della categoria cantanti.<br />
CONCERTI ◗ 16/02 Teatro Della Concordia, Venaria (To) ◗ 20/02 Gran Teatro Geox, Padova<br />
◗ 22/02 Obi Hall, Firenze ◗ 23/02 Gran Teatro Morato, Brescia ◗ 26/02 Alcatraz, Milano<br />
NOMADI IN TOUR<br />
Dopo il grande ritorno discografico con l’album Nomadi<br />
dentro (titolo carico di significato e fortemente<br />
voluto da Beppe Carletti, e che rappresenta l’identità<br />
della storica formazione emiliana), i Nomadi si preparano<br />
a tornare in concerto con un tour teatrale che partirà<br />
a gennaio e toccherà le principali città italiane.<br />
CONCERTI ◗ <strong>24</strong>/01 Teatro Lyrick, Assisi (Pg) ◗ 25/01 Teatro<br />
Obi Hall, Firenze ◗ 27/01 Auditorium Parco Della Musica -<br />
Sala Sinopoli, Roma ◗ 1/02 Teatro Duse, Bologna ◗ 17/02<br />
Gran Teatro Geox, Padova ◗ 6/02 Teatro Nazionale, Milano<br />
◗ 28/02 Teatro Colosseo, Torino<br />
(altre date su www.internationalmusic.it)<br />
Foto Andrea Colzani<br />
ANCORA SUL PALCO<br />
Il tour segue l’uscita di D’amore d’autore, il<br />
40esimo album di Gianni Morandi. Il disco<br />
esce a quattro anni di distanza dall’ultimo album<br />
di inediti Bisogna vivere, ed è un progetto<br />
unico che porta la firma di grandi autori della<br />
musica italiana, tra cui Elisa, Ivano Fossati, Levante,<br />
Luciano Ligabue, Ermal Meta, Tommaso<br />
Paradiso, Giuliano Sangiorgi e Paolo Simoni.<br />
Il disco è stato anticipato dal singolo in radio<br />
Dobbiamo fare luce, scritto da Luciano Ligabue<br />
e prodotto da Luciano Luis Luisi. L’ultimo tour<br />
di Morandi risale al 2015, quando ha girato<br />
l’Italia con il progetto “Capitani Coraggiosi”<br />
insieme a Claudio Baglioni.<br />
CONCERTI<br />
◗ <strong>24</strong>/02 RDS Stadium, Rimini ◗ 26/02 Pala George,<br />
Montichiari (Bs) ◗ 28/02 Zoppas Arena, Conegliano<br />
(Tv) ◗ 02/03 RDS Stadium, Genova ◗ 03/03 Pala<br />
Alpitour, Torino (altre date su www.fepgroup.it)<br />
A RITMO RAPPATO<br />
Punto di riferimento assoluto del rap italiano,<br />
primo artista made in Italy ad aver firmato con<br />
l’iconica etichetta discografica Def Jam<br />
Recordings, Guè Pequeno nel 2017<br />
ha pubblicato il quarto album solista<br />
intitolato Gentleman: beat aggressivi,<br />
testi incisivi, ritmi caraibici e featuring<br />
azzeccatissimi.<br />
E da febbraio al via il tour.<br />
CONCERTI ◗ 9/02 Fabrique, Milano<br />
◗ 15/02 Viper Club, Firenze ◗ 17/02 Casa<br />
della Musica, Napoli ◗ 18/02 Demodè,<br />
Modugno (Ba) ◗ <strong>24</strong>/02 Spazio 900,<br />
Roma ◗ 2/03 Gran Teatro Geox, Padova<br />
◗ 3/03 Vox Club, Nonantola (Mo)
Jazz<br />
PAOLO FRESU APRE CROSSROADS 2018<br />
Una maratona jazz da guinness: quasi cento giorni di programmazione con oltre<br />
65 concerti che coinvolgeranno più di 500 artisti. Questo è l’identikit di Crossroads,<br />
il festival itinerante in tutta l’Emilia-Romagna, la cui diciannovesima edizione<br />
sarà on the road dal <strong>24</strong> febbraio sino all’1 giugno. A tenere a battesimo la manifestazione<br />
sarà Paolo Fresu con il suo Devil Quartet<br />
e proporrà il nuovo repertorio “Carpe Diem”. Alla chitarra<br />
suonerà Bebo Ferra, Paolino Dalla Porta al contrabbasso<br />
e Stefano Bagnoli alla batteria. Uno dei tratti<br />
distintivi di Crossroads sono le residenze d’artista:<br />
da tempo, i tre big italiani della tromba jazz, Paolo Fresu,<br />
Enrico Rava e Fabrizio Bosso, sono stati come adottati<br />
dal festival, e vi prendono parte tornando in più occasioni<br />
con gruppi sempre diversi, comprese produzioni<br />
originali e progetti di raro ascolto<br />
CONCERTO ◗ <strong>24</strong> febbraio, Teatro Fabrizio De André, Casalgrande (Re)<br />
Foto di Manuela Abis<br />
JAZZ & BLUES<br />
Nell’auditorium di via Fratelli Zoia 89 a Milano riprendono<br />
gli appuntamenti della rassegna Milano Blues 89. A febbraio,<br />
fra gli altri, toccherà a Maurizio Bestetti, uno dei<br />
“dinosauri” del blues italiano visto che ha alle spalle una<br />
carriera iniziata nel 1964. Oltre a far parte del trio semi -<br />
acustico Blues Power, Bestetti porta avanti un progetto parallelo<br />
con un ensemble che propone un repertorio jazz<br />
e blues assieme a Michael Loesh e Enrico Tommasini.<br />
CONCERTO ◗ <strong>24</strong> febbraio Spazio Teatro 89, Milano<br />
UNO SPETTACOLO TRAVOLGENTE<br />
Il Blue Note ospiterà in concerto l’istrionico Ray Gelato,<br />
sassofonista e cantante inglese molto amato nel nostro paese<br />
grazie alla sua miscela esplosiva e contagiosa di swing,<br />
rhythm’n’blues e jive. Con oltre 25 anni di carriera alle spalle<br />
Ray Gelato è diventato uno dei portavoce del movimento<br />
“New Swing”. L’artista attinge a piene mani nel repertorio<br />
dei grandi crooner italo americani, come Frank Sinatra, Dean<br />
Martin e Louis Prima ed è uno degli artisti internazionali più<br />
amati dal pubblico italiano. Accompagnato sul palco dalla<br />
band dei Giants, Gelato darà vita a uno spettacolo coinvolgente<br />
e frizzante, in grado di far divertire e scatenare la platea.<br />
Come sempre inoltre, non prendendosi troppo sul serio,<br />
Ray Gelato sarà disponibile a richieste del pubblico.<br />
CONCERTI ◗ Dal 13 al 17 febbraio Blue Note, Milano<br />
40 ITA EVENTI
SOLLIMA • BRUNELLO • PAPPANO • MUTTER • MONTANARIGRANDI INTERPRETI: MUSICA DA CAMERA, CLASSICA, OPERA<br />
Classica<br />
IL SIMON BOCCANEGRA DI FEDERICO TIEZZI TORNA ALLA SCALA<br />
UN GRANDE UOMO DI PACE<br />
La produzione del capolavoro verdiano firmata da<br />
Federico Tiezzi ha trovato nella guida musicale di<br />
Myung-Whun Chung una rinnovata spinta artistica,<br />
salutata con entusiasmo alla Scala ma anche<br />
nelle tournée al Bol’šoj e in Cina. Proprio per<br />
consolidare e rafforzare il livello raggiunto, il titolo<br />
torna nella stagione scaligera del 2018. L’umbratile<br />
sensibilità del direttore restituisce pulsazioni<br />
emotive, abbandoni lirici, amarezze e suggestioni<br />
paesaggistiche della partitura avvalendosi di un<br />
cast ideale in cui alla dogale autorevolezza di Leo<br />
Nucci si affiancano la nobile Amelia di Krassimira<br />
Stoyanova, ormai accolta tra le voci più amate dal<br />
pubblico scaligero, il sicuro Gabriele di Fabio Sartori<br />
e il Fiesco di Dmitry Belosselskiy. L’opera rispetta<br />
la storia e la figura del protagonista: Simone<br />
Boccanegra fu il primo Doge genovese,<br />
eletto il 23 settembre 1339, un personaggio molto<br />
importante e un uomo di pace. Simon Boccanegra<br />
è un melodramma in un prologo e tre atti, con<br />
musica di Giuseppe Verdi e libretto di Francesco<br />
Maria Piave (dal dramma Simón Bocanegra di Antonio<br />
García Gutiérrez), con aggiunte e modifiche<br />
di Arrigo Boito per la seconda versione. Fu rappresentato<br />
per la prima volta a Venezia, al Teatro<br />
La Fenice, il 12 marzo 1857, la seconda versione<br />
invece andò in scena per la prima volta a Milano,<br />
al Teatro alla Scala, il <strong>24</strong> marzo 1881. Fu proprio<br />
Boito a convincere Verdi a realizzare una seconda<br />
versione dell’opera rimettendoci mano perché la<br />
considerava un “tavolo zoppo”.<br />
SIMON BOCCANEGRA<br />
◗ Dall’8 febbraio al 4 marzo 2018<br />
Teatro alla Scala, Milano<br />
Myung-Whun Chung (direttore), Federico Tiezzi (regia)<br />
Coro e Orchestra del Teatro alla Scala, Leo Nucci<br />
(Simone), Krassimira Stoyanova (Amelia), Dmitri<br />
Belosselskiy (Jacopo Fiesco), Fabio Sartori (Gabriele<br />
Adorno), Dalibor Jenis (Paolo Albiani), Ernesto<br />
Panariello (Pietro)<br />
ITA EVENTI 43
Classica<br />
NON È STATO CHE L’INIZIO<br />
A Bologna l’edizione 2018 di MICO – Musica Insieme COntemporanea dedica<br />
una riflessione al concetto di libertà, “cantata” da Piero Calamandrei come<br />
dalla canzone popolare, o dal rock di Giovanni Sollima di Fabrizio Festa<br />
i può davvero celebrare un anniversario<br />
come quello che ci ricorda<br />
che sono trascorsi cinquant’anni<br />
dal 1968? E se sì, come? La XIII edizione<br />
di MICO – Musica Insieme COntemporanea,<br />
coerente con la sua vocazione<br />
di vetrina dell’oggi in tutte le sue declinazioni,<br />
si apre con questo interrogativo.<br />
La domanda non è di poco conto. Innanzitutto,<br />
dove si collochi una possibile<br />
celebrazione dell’anno 1968 è difficile<br />
dirlo – il ’68 non è solo il ’68, è anche<br />
il ’66, e il ’67, e sono gli anni che seguiranno<br />
al ’68. Resta poi il fatto che non<br />
si è certamente trattato dell’unico momento,<br />
nella storia europea e mondiale,<br />
in cui ci sono stati grandi cambiamenti.<br />
E neppure l’unico in cui le nuove generazioni<br />
– quei giovani che da allora sono<br />
diventati una vera e propria classe sociale<br />
– hanno avuto un ruolo centrale, protagonistico.<br />
Basterebbe pensare al Risorgimento<br />
italiano, all’interno del quale persino<br />
i giovanissimi hanno avuto un ruolo<br />
importante. Il Risorgimento però lo<br />
studiamo a scuola, è ormai Storia, e molto<br />
spesso nessuno fa caso all’età dei suoi<br />
protagonisti. Al contrario, il ’68 è ben<br />
vivo nella memoria di molti (anche nella<br />
memoria di chi visse il ’77, che pure
con il ’68, con i suoi ideali e con certi suoi<br />
schematismi ideologici, intese fare i<br />
conti). È dunque, come si suol dire, storia<br />
viva e vivente. Molti tra coloro che allora<br />
scesero in piazza possono oggi testimoniarlo<br />
di persona, e in verità le testimonianze<br />
dirette non sono mancate<br />
certo in questi ultimi decenni. Così<br />
come non sono mancate quelle indirette:<br />
film, documentari, studi più o meno<br />
approfonditi, convegni, dibattiti, libri e<br />
libelli. Insomma, il ’68 è stato il punto<br />
culminante di una vicenda cominciata<br />
alla fine del decennio precedente, e che<br />
ancora oggi è parte integrante della nostra<br />
vita, sia dal punto di vista politico,<br />
sia da quello sociologico e culturale: è stato<br />
un punto di partenza, un’origine, o se<br />
si preferisce uno di quei momenti storici<br />
nei quali vengono a compiersi scelte<br />
determinanti. Scelte che influenzeranno<br />
gli anni a venire. Tant’è che il ’68 non<br />
sono solo gli studenti che occupano le<br />
università, ma anche gli operai che occupano<br />
le fabbriche. Non sono solo le<br />
nuove generazioni che chiedono a gran<br />
voce un cambiamento, ma anche quelle<br />
precedenti, che magari hanno fatto la<br />
guerra, sono stati partigiani, ed ora si trovano<br />
a vivere in un’Italia, che non par<br />
loro quella che avevano immaginato<br />
combattendo per la sua liberazione.<br />
Citare Piero Calamandrei – «La libertà<br />
è come l’aria: ci si accorge di quanto vale<br />
quando comincia a mancare» – per introdurre<br />
un itinerario musicale, come<br />
quello della XIII edizione di MICO, è<br />
una maniera per rammentarci appunto<br />
la stratificazione generazionale, politica,<br />
sociale, culturale, che caratterizzò quel<br />
momento. L’aria della libertà – L’Italia<br />
di Piero Calamandrei, che inaugurerà il<br />
25 gennaio la rassegna, associa i testi preparati<br />
da Nino Criscenti e da Tomaso<br />
Montanari, che ne sarà anche il lettore,<br />
alle musiche di sette autori che hanno<br />
vissuto intensamente quegli anni di libertà<br />
negate, di guerra, e infine di liberazione<br />
e ricostruzione. Con l’ausilio di<br />
immagini e cinegiornali d’epoca, lo<br />
spettacolo ci racconta com’è nata quell’Italia,<br />
ricordandoci anche il 70° anniversario<br />
dall’entrata in vigore della nostra<br />
Costituzione, della quale Calamandrei<br />
stesso fu tra i compilatori.<br />
Ma Calamandrei non a caso è anche<br />
quello dell’Epigrafe per Kesserling, che si<br />
chiude con un distico, gridato con forza<br />
nelle piazze e nelle strade del ’68: «Ora<br />
e sempre Resistenza». Il ’68 è stato, dunque,<br />
un punto di arrivo e un punto di<br />
partenza. Anche in musica: che si tratti<br />
di rock progressivo (semplicemente straordinaria<br />
la stagione di quello italiano,<br />
con gli Area, il Banco del Mutuo Soccorso,<br />
la PFM, solo per citare le band più<br />
note) o delle opere di Berio e Nono, la<br />
temperie ideologica è la medesima,<br />
come ci dimostra il concerto di Giovanni<br />
Sollima e Giuseppe Andaloro, che il 15<br />
marzo passeranno senza soluzione di continuità<br />
dall’omaggio al 100° anniversario<br />
della morte di Debussy a una nutrita<br />
antologia rock.<br />
Non solo protesta, non solo rabbia. Al<br />
contrario, la protesta si nutre della linfa<br />
che arriva spesso da radici antiche, quali<br />
quelle del canto popolare, da Dario Fo<br />
a Roberto Leydi e Gianni Bosio, che nel<br />
’62 danno vita alla <strong>rivista</strong> “Nuovo Canzoniere<br />
Italiano”, divenuta contempo-<br />
Sopra, il soprano<br />
Alda Caiello. Nella<br />
pagina a fianco,<br />
i protagonisti<br />
del concerto<br />
multimediale<br />
L’aria della libertà<br />
ITA EVENTI 45
Classica<br />
Sotto, Giovanni<br />
Sollima, in duo con<br />
Giuseppe Andaloro<br />
per l’appuntamento<br />
conclusivo di<br />
MICO 2018<br />
raneamente un ensemble. Nel suo repertorio<br />
figurano canzoni delle differenti<br />
tradizioni popolari. Nel 1964 Berio<br />
compone le sue celebri Folk Songs. Nel<br />
loro Viaggio in Italia – Nuovo Canzoniere<br />
Popolare, il 22 febbraio Alda Caiello e Maria<br />
Grazia Bellocchio contribuiranno ad<br />
ampliare una ricerca e un repertorio che<br />
proprio negli anni che precedettero il ’68<br />
mise le sue radici. La canzone d’autore,<br />
il rock, e persino la canzone melodica italiana<br />
non poterono rimanere indifferenti<br />
a tale rinnovarsi d’interesse per la tradizione<br />
ed al tempo stesso alla matrice politica<br />
che lo innervava. In particolare, il<br />
rock, di cui in Italia gli Area (nati nel<br />
1972 per volontà di Giulio Capiozzo dall’incontro<br />
con musicisti come Demetrio<br />
Stratos) sono stati all’epoca la band più<br />
rappresentativa. Non solo Italia, certamente,<br />
l’esperienza progressive trova in<br />
Gran Bretagna terreno fertilissimo, ma nel<br />
nostro paese è un’esperienza che si lega<br />
a tutto il movimento: è cultura popolare,<br />
come la s’intendeva in quegli anni.<br />
MICO – MUSICA INSIEME<br />
CONTEMPORANEA 2018<br />
XIII edizione<br />
Oratorio di San Filippo Neri, Bologna<br />
L’ARIA DELLA LIBERTÀ<br />
L’Italia di Piero Calamandrei<br />
di Nino Criscenti e Tomaso Montanari<br />
con Tomaso Montanari<br />
Luca Cipriano (clarinetto)<br />
Francesco Peverini (violino)<br />
Valeriano Taddeo (violoncello)<br />
Marco Scolastra (pianoforte)<br />
◗ giovedì 25 gennaio 2018 ore 20.30<br />
musiche di Casella, Castelnuovo-Tedesco,<br />
Hindemith, Messiaen, Ravel, Šostakovič,<br />
Stravinskij<br />
VIAGGIO IN ITALIA<br />
Nuovo Canzoniere Popolare<br />
Alda Caiello (soprano)<br />
Maria Grazia Bellocchio (pianoforte)<br />
◗ giovedì 22 febbraio 2018 ore 20.30<br />
musiche di Guarnieri, Nieder, Corghi,<br />
Manca, Morricone, Gervasoni, Bussotti,<br />
Dall’Ongaro, Franceschini, Gorli, Sani,<br />
Gardella, Di Bari, Iannotta, Verrando,<br />
Solbiati, Laganà, Mosca, Ambrosini, Gaslini<br />
COSÌ CLASSICO, COSÌ ROCK<br />
Da Debussy al Sessantotto,<br />
itinerario musicale intorno al secolo breve<br />
Giovanni Sollima (violoncello)<br />
Giuseppe Andaloro (pianoforte)<br />
◗ giovedì 15 marzo 2018 ore 20.30<br />
musiche di Eliodoro e Giovanni Sollima,<br />
Andaloro, Debussy, Gentle Giant, Area,<br />
King Crimson, The Queen<br />
Foto di Gian Maria Musarra<br />
Informazioni per l’acquisto<br />
dei biglietti<br />
I biglietti saranno in vendita presso<br />
l’Oratorio di San Filippo Neri<br />
il giorno del concerto a partire<br />
dalle 19,30.<br />
Prezzi: posto unico € 15<br />
Abbonati Musica Insieme € 10<br />
Studenti Università e Conservatorio,<br />
Under 30 € 5<br />
Per info: Fondazione Musica Insieme<br />
www.musicainsiemebologna.it<br />
info@musicainsiemebologna.it<br />
tel. 051 271932<br />
46 ITA EVENTI
Villa Ca’ Conti<br />
dei Marchesi Rusconi Camerini<br />
Ca’ Conti è una splendida villa cinquecentesca<br />
aperta al pubblico per visite guidate.<br />
A vostra disposizione per ricevimenti,<br />
meeting, concerti, wedding.<br />
Via Gazzolo, 1129 35040 Granze (PD) tel. +39 389 2370310 www.facebook.com/villaCaConti www.villacaconti.it
Classica<br />
BRUNELLO A VERONA<br />
La Fondazione Arena di Verona, come da tradizione,<br />
affianca alla stagione lirica 2017-2018<br />
l’immancabile proposta concertistica nell’elegante<br />
cornice del Teatro Filarmonico di Verona,<br />
oltre a un concerto d’eccezione previsto al vicino<br />
Teatro Ristori. La stagione sinfonica prevede<br />
6 concerti con replica che avranno come<br />
protagonisti interpreti e direttori di fama internazionale<br />
insieme all’Orchestra e al Coro della<br />
Fondazione Arena di Verona, diretto da Vito<br />
Lombardi. Si parte con il primo appuntamento<br />
del 9 febbraio: il concerto vede il gradito ritorno,<br />
con un programma estremamente eterogeneo,<br />
di Mario Brunello nel doppio ruolo di<br />
direttore e interprete.<br />
ORCHESTRA DELL’ARENA DI VERONA<br />
MARIO BRUNELLO (direttore e violoncellista)<br />
Johann Sebastian Bach/Leopold Stokowski<br />
Toccata e Fuga in re minore BWV 565<br />
Johann Sebastian Bach Concerto per violino<br />
e orchestra in sol minore BWV 1056R<br />
(eseguito con violoncello piccolo)<br />
Dmitri Kourliandski The Riot of Spring<br />
per orchestra e pubblico<br />
Camille Saint-Saëns Il carnevale degli animali<br />
Camille Saint-Saëns Concerto per violoncello<br />
e orchestra n.1 in la minore op. 33<br />
◗ 9 e 10 febbraio 2018 Teatro Filarmonico<br />
Foto Studio Amati Bacciardi<br />
LA BOHÈME DI GRAHAM VICK<br />
Per l’inaugurazione della stagione lirica “ON”<br />
2018, il Comunale di Bologna mette in scena una<br />
delle opere più celebri di Giacomo Puccini: La bohème,<br />
scene liriche in quattro quadri su libretto di<br />
Giuseppe Giacosa e Luigi Illica dal romanzo Scènes<br />
de la vie de bohème di Henry Murger, presentata<br />
in un nuovo allestimento firmato da Graham Vick<br />
e con Michele Mariotti sul podio.<br />
LA BOHÈME<br />
MICHELE MARIOTTI (direttore)<br />
GRAHAM VICK (regia)<br />
Mariangela Sicilia/Alessandra Marianelli (Mimì), Hasmik<br />
Torosyan/Ruth Iniesta (Musetta), Francesco Demuro/<br />
Vincenzo Costanzo (Rodolfo), Nicola Alaimo/Sergio Vitale<br />
(Marcello), Andrea Vincenzo Bonsignore (Schaunard)<br />
◗ Dal 19 al 28 gennaio 2018 Teatro Comunale, Bologna<br />
IL RITORNO<br />
DI UNA STAR<br />
Dopo un ventennio di assenza<br />
Santa Cecilia festeggia il prestigioso<br />
ritorno di una star:<br />
la violinista tedesca Anne<br />
Sophie Mutter, enfant prodige<br />
lanciata adolescente nell’empireo<br />
della grande musica da<br />
Herbert von Karajan che fu<br />
suo mentore, torna con un<br />
concerto imperdibile nella<br />
stagione sinfonica dell’Accademia,<br />
scegliendo di suonare<br />
l’impegnativo Concerto per<br />
violino di Beethoven.<br />
Foto Ennevi<br />
ORCHESTRA DELL'ACCADEMIA<br />
NAZIONALE DI SANTA CECILIA<br />
ANTONIO PAPPANO (direttore)<br />
ANNE-SOPHIE MUTTER (violino)<br />
Beethoven Concerto per violino<br />
Strauss Una vita da eroe<br />
◗ 18 e 19 gennaio 2018<br />
Auditorium Parco della Musica,<br />
Sala Santa Cecilia, Roma<br />
48 ITA EVENTI
CABARET COMMEDIE TRAGEDIE SUI PALCOSCENICI ITALIANIMUÑIZ • MANNINO • FAVINO • ANGIOLINI • MARCHIONI<br />
Teatro<br />
Foto di Fabio Lovino<br />
RAOUL BOVA TORNA A RECITARE A TEATRO<br />
LE DIFFICOLTÀ DELLA VITA IN DUE<br />
Dopo il successo della scorsa stagione, confermato<br />
da numerosi “tutto esaurito”, ritorna nei teatri italiani<br />
Due, una produzione di Michele Gentile per la<br />
Compagnia Enfi Teatro diretta da Luca Miniero che<br />
vede sulla scena Raoul Bova e Chiara Francini nei<br />
panni di una coppia alla soglia della convivenza<br />
che si interroga sul futuro. Due rappresenta un ritorno<br />
al palcoscenico, per Raoul Bova, dopo vent’anni<br />
di cinema e televisione, una conferma per<br />
Chiara Francini, che ha alle spalle numerose esperienze<br />
sul palco, e un esordio per Luca Miniero,<br />
dopo i successi sul grande schermo. «La scena è<br />
una stanza vuota», racconta Luca Miniero. «L’occasione<br />
è l’inizio della convivenza che per tutti gli essere<br />
umani, sani di mente, è un momento molto delicato.<br />
Che siano sposati o meno, etero oppure<br />
omo. Marco è alle prese con il montaggio di un<br />
letto matrimoniale, Paola lo interroga sul loro futuro<br />
di coppia. Sapere oggi come sarà Marco fra 20<br />
anni, questa è la sua pretesa. O forse la sua illusione.<br />
La diversa visione della vita insieme emerge<br />
prepotentemente nelle differenze fra maschile e femminile.<br />
Entrambi i giovani evocheranno facce e personaggi<br />
del loro futuro e del loro passato: genitori,<br />
amanti, figli, amici che come in tutte le coppie turberanno<br />
la loro serenità. Presenze interpretate dagli<br />
stessi due protagonisti che accompagneranno fisicamente<br />
in scena dei cartonati con le varie persone<br />
evocate dal loro dialogo. Alla fine il palco sarà popolato<br />
da tutte queste sagome e dai due attori: l‘immagine<br />
stilizzata di una vita di coppia reale, faticosa<br />
e a volte insensata. Perché non sempre ci accorgiamo<br />
che in due siamo molti di più. E montare un<br />
letto con tutte queste persone intorno, anzi paure,<br />
non sarà mica una passeggiata».<br />
DUE<br />
◗ Dal 31/01 al 4/02 Teatro Verdi, Padova<br />
◗ 6-7/02 Teatro San Rocco, Seregno<br />
◗ Dall’8 al 25/02 Teatro Manzoni, Milano<br />
◗ Dal 27/02 al 2/03 Teatro Nuovo, Verona<br />
◗ 3-4/03 Teatro Alfieri, Torino<br />
ITA EVENTI 51
Teatro<br />
UN MUSICAL<br />
DA RECORD A<br />
SUON DI ABBA<br />
Prosegue fino a febbraio la tournée di<br />
Mamma Mia! di Massimo Romeo Piparo<br />
che ha tradotto e adattato in italiano tutti<br />
i <strong>24</strong> brani del musical. Tra i protagonisti,<br />
Sergio Muñiz, nei panni di Enrique<br />
di Cristiana Zappoli<br />
li Abba non passano mai di moda. E questa<br />
ormai è una certezza. Le loro canzoni<br />
continuano a essere veri e propri “tormentoni”<br />
per intere generazioni, dal 1970 a oggi<br />
il loro successo non accenna a diminuire. Partendo<br />
dai loro brani cult è stato addirittura scritto un musical<br />
Mamma Mia! (titolo di una canzone del<br />
1975), andato in scena per la prima volta nel 1999<br />
e che nel 2003 contava già più di 10milioni di spettatori<br />
in tutto il mondo. Naturalmente Hollywood<br />
non si è fatta scappare un successo del genere e nel<br />
2008 è uscita la versione cinematografica del musical,<br />
interpretata da un cast stellare e a settembre<br />
di quest’anno uscirà in Italia il sequel Mamma mia!<br />
Ci risiamo, che segna il ritorno del cast originale<br />
affiancato da nuovi membri. Difficile sbagliarsi dicendo<br />
che Mamma Mia! è probabilmente la più<br />
Foto Gianluca Saragò<br />
Foto Antonio Agostini
Foto Gianluca Saragò<br />
celebre commedia musicale degli<br />
anni 2000: «è uno di quei musical che<br />
si sognano un po’ tutta la vita, soprattutto<br />
per chi come me è cresciuto<br />
sulle note degli Abba», spiega Massimo<br />
Romeo Piparo autore della regia<br />
e dell’adattamento italiano del<br />
musical, prodotto da PeepArrow Entertainment<br />
e Il Sistina, che fino a febbraio<br />
sarà in tournée nei teatri italiani.<br />
La storia è quella della giovane Sofia<br />
che, a pochi giorni dal suo matrimonio<br />
sull’isola greca in cui vive, chiama<br />
i tre fidanzati storici di sua madre<br />
per scoprire chi di loro è il padre<br />
che non ha mai conosciuto. Nel<br />
ruolo dei protagonisti tre attori amatissimi<br />
dal grande pubblico e già affermati<br />
anche nel campo del musical,<br />
Luca Ward, Paolo Conticini e Sergio<br />
Muñiz, nei personaggi che nel film<br />
vennero interpretati da Stellan Skarsgard,<br />
Pierce Brosnan e Colin Firth,<br />
i tre ex fidanzati. Nel ruolo di Donna,<br />
la madre di Sofia, Sabrina Marciano<br />
e in quello di Sofia la giovane<br />
promessa Eleonora Facchini. In tutto<br />
un cast di oltre trenta artisti accompagnati<br />
dall’orchestra dal vivo diretta<br />
dal Maestro Emanuele Friello.<br />
Tra i punti di forza dello spettacolo,<br />
una messa in scena ricca e spettacolare:<br />
a cominciare dall’ambientazione<br />
con un pontile sospeso su vera acqua<br />
di mare, con una barca ormeggiata<br />
e un vero bagnasciuga. A rendere<br />
tutto più reale, le atmosfere tipiche di<br />
una incantevole isoletta del Mediterraneo,<br />
gli 11mila litri di acqua in<br />
scena, le pedane girevoli, una locanda<br />
dai caratteristici colori nelle sfumature<br />
del bianco e del blu e le cascate<br />
di bouganville. «Ma il vero punto di<br />
forza - spiega Sergio Muñiz che interpreta<br />
Enrique - è la musica degli<br />
Abba, è questa la chiave: tutto gira intorno<br />
alle loro canzoni: Mamma<br />
Mia!, Dancing Queen, The winner takes<br />
it all, Super Trouper, sono successi<br />
che tutti conoscono e che tutti hanno<br />
voglia di ascoltare e di ballare».<br />
Tradurre tutti i brani in italiano,<br />
quindi, è stata una mossa vincente?<br />
Senza dubbio. Questa è una storia<br />
creata appositamente sui testi degli<br />
Abba, è fondamentale capire quello<br />
che raccontano per capire la storia.<br />
Foto Antonio Agostini<br />
In apertura, Sergio<br />
Muñiz, 42 anni, nato<br />
a Bilbao, si è trasferito<br />
in Italia nel 1995. Ha<br />
già lavorato in diversi<br />
musical tra cui, nel 2016,<br />
La via del successo -<br />
Dreamsister’s. In alto, la<br />
foto di gruppo utilizzata<br />
per la locandina dello<br />
spettacolo. Sopra e nella<br />
pagina a fianco, foto<br />
di scena<br />
ITA EVENTI 53
Teatro<br />
Alcune foto di scena: rispetto alla<br />
versione ufficiale, il musical ideato<br />
da Piparo preferisce allo stile<br />
minimal inglese una messa in scena<br />
più ricca e spettacolare. In questa<br />
produzione di Peeparrow<br />
Entertainment tutto è ideato in<br />
maniera originale, dalla regia di<br />
Piparo alle coreografie di Roberto<br />
Croce, le scene di Teresa Caruso, i<br />
costumi di Cecilia Betona, il suono<br />
di Alfonso Barbiero e Stefano<br />
Gorini, le luci di Daniele Ceprani.<br />
54 ITA EVENTI
Inoltre la musica degli Abba si adatta<br />
molto bene alla traduzione italiana,<br />
cosa che non succede molto spesso.<br />
Lasciare i testi in lingua originale<br />
e inserire i sottotitoli poteva essere<br />
una soluzione?<br />
Forse. Però in Italia non siamo abituati<br />
ai sottotitoli, a dover leggere, siamo<br />
abituati al doppiaggio. Il pubblico<br />
avrebbe seguito lo spettacolo con<br />
più fatica: questo è un musical che va<br />
bene per tutti, dai bambini agli anziani,<br />
i sottotitoli secondo me avrebbero<br />
escluso una parte del pubblico.<br />
Piparo ha detto che è uno spettacolo<br />
“super femminista”. Lei è<br />
d’accordo?<br />
Assolutamente sì, però nell’accezione<br />
più positiva del termine. È femminista<br />
nel senso che le donne ne escono<br />
vincenti, ma non viene né massacrato<br />
l’essere umano maschile né divinizzato<br />
l’essere umano femminile.<br />
La storia racconta di donne a 360°,<br />
con le loro debolezze anche, i loro desideri,<br />
non solo con la loro forza. Donne<br />
che sono riuscite a crescere e vivere<br />
senza un uomo accanto.<br />
Al termine dello spettacolo il teatro<br />
si trasforma in un’enorme discoteca<br />
dove il pubblico può ballare sulle<br />
note della celebre colonna sonora.<br />
Esattamente. Piparo ci ha fatto un bello<br />
scherzo… secondo me ha allestito<br />
tutto il musical solo per avere la soddisfazione<br />
di vedere Luca Ward, Paolo<br />
Conticini e Sergio Muñiz ballare<br />
con addosso vestiti di paillettes e<br />
scarpe con il tacco! A parte gli scherzi,<br />
è un momento molto coinvolgente<br />
in cui noi ci divertiamo almeno<br />
quanto il pubblico.<br />
MAMMA MIA!<br />
◗ 16-17/01 Gran Teatro<br />
Palabam, Mantova<br />
◗ 19-20/01 Teatro<br />
Auditorium S. Chiara, Trento<br />
◗ Dal 23 al 28/01 Teatro<br />
Politeama, Genova<br />
◗ 30/01 Teatro Goldoni,<br />
Livorno ◗ 3-4/02 Teatro<br />
Comunale, Modena<br />
◗ 6-7/02 Teatro Regio, Parma<br />
◗ Dal 9 all’11/02 Teatro<br />
Europauditorium, Bologna<br />
◗ 13-14/02 Pala Arrex, Jesolo<br />
(Ve) ◗ Dal 16 al 18/02 Lac,<br />
Lugano<br />
UN GRANDE SUCCESSO AL CINEMA<br />
Era il 2008 quando uscì nelle sale il film Mamma Mia!, diretto<br />
da Phyllida Lloyd con i costumi del Premio Oscar Ann Roth e<br />
interpretato da Meryl Streep, Colin Firth, Pierce Brosnan, Stellan<br />
Skarsgard, Julie Walters, Amanda Seyfried e Dominic Cooper.<br />
La pellicola ha incassato 500 milioni di dollari al box office<br />
mondiale, oltre 8 milioni di euro al botteghino italiano e il<br />
musical è stato tradotto in otto lingue, visto da 30 milioni<br />
di spettatori e rappresentato in 170 città.<br />
ITA EVENTI 55
Teatro<br />
Foto Gianluca Saragò<br />
Sopra, i tre<br />
protagonisti maschili:<br />
Paolo Conticini, Luca<br />
Ward e Sergio Muñiz.<br />
Nella pagina a fianco:<br />
al centro Sabrina<br />
Marciano, che<br />
interpreta Donna,<br />
alla sua sinistra Laura<br />
Di Mauro e alla sua<br />
destra Elisabetta Tulli<br />
che interpretano le<br />
scatenate migliori<br />
amiche di Donna<br />
Lei interpreta Enrique, che nel<br />
film si chiamava Harry. Che personaggio<br />
è?<br />
Nel film era il personaggio interpretato<br />
da Colin Firth. Non lo abbiamo<br />
stravolto, ne abbiamo mantenuto lo<br />
spirito originale, con qualche cambiamento<br />
però. Enrique è uno spagnolo<br />
che vive da tanti anni a Londra<br />
e che lavora nella City, gli piace atteggiarsi<br />
da inglese ma sotto sotto ha<br />
un’altra personalità, un’anima rock che<br />
rappresenta tutto quello che era da<br />
giovane, ovvero un rockettaro sfegatato<br />
che amava, come si dice, “il metallo<br />
puro”. Quindi appare in giacca<br />
e cravatta, posato, molto inglese appunto,<br />
ma poi mostra il metallaro che<br />
è in lui. È un po’ come me: anche io<br />
spesso appaio agli occhi del pubblico<br />
non proprio come sono.<br />
In che senso?<br />
Diciamo che sono più tamarro di<br />
quello che sembro!<br />
Nel musical oltre a recitare deve anche<br />
cantare e ballare. Come se la<br />
cava?<br />
Per quanto riguarda ballare… per fortuna<br />
non ci chiedono molto! Diciamo<br />
che me la cavo. A cantare invece<br />
me la cavo bene, canto da diversi anni,<br />
già nel 2009 ho pubblicato il mio primo<br />
album. Adesso sto lavorando a un<br />
progetto musicale che comprende<br />
delle canzoni totalmente mie, penso<br />
che sia un progetto molto interessante.<br />
E poi sono io in prima persona che ci<br />
sto lavorando insieme al produttore,<br />
non ho lasciato la mia musica nelle<br />
mani di altri, ci lavoro attivamente, ne<br />
verrà fuori un lavoro che mi rispecchierà<br />
appieno.<br />
È nata prima la passione per la recitazione<br />
o per la musica?<br />
È nato tutto per caso. Sono arrivato in<br />
Italia per fare il modello, poi ho cominciato<br />
a frequentare corsi di recitazione<br />
perché facevo pubblicità tele-<br />
56 ITA EVENTI
visive e quindi dovevo avere un po’ di<br />
basi. Poi ho conosciuto amici che recitavano,<br />
ho fatto altri corsi, poi una<br />
scuola e alla fine è diventato un lavoro.<br />
Con la musica è stato lo stesso: ho<br />
conosciuto dei musicisti, poi ho comprato<br />
la prima chitarra, poi ho imparato<br />
a suonarla, un amico mi ha invitato<br />
in un locale e ho cantato<br />
una canzone con lui e<br />
piano piano sono cresciuto.<br />
Sono una persona inquieta<br />
quindi da lì a cominciare<br />
a creare qualcosa<br />
il passo è stato breve.<br />
Il musical unisce entrambe<br />
le sue passioni,<br />
lo considera il<br />
suo habitat?<br />
No, è semplicemente uno<br />
dei tanti linguaggi con<br />
cui mi esprimo. È<br />
lo stesso per il il<br />
teatro: mi<br />
piace ma non vorrei fermarmi, vorrei<br />
fare anche televisione e cinema. Il bello<br />
di fare l’attore è questo, che non è<br />
necessario fermarsi a una sola cosa, l’attore<br />
deve fare personaggi diversi così<br />
come deve parlare linguaggi diversi.<br />
È parecchio tempo però che lavora<br />
solo in teatro.<br />
Perché in teatro riesco a scegliere i ruoli<br />
che preferisco, per questo motivo mi<br />
ci sono dedicato di più. In televisione<br />
e al cinema è più difficile scegliere perché<br />
mi offrono solo un certo tipo di<br />
ruolo, quello del “belloccio” e magari<br />
neppure tanto intelligente. Personaggi<br />
che non mi stimolavano più di<br />
tanto. In teatro scelgo ruoli che in qualche<br />
modo vanno a massacrare il sex<br />
symbol. Quasi tutti i personaggi che<br />
sto interpretando in questi anni sono<br />
un po’ “sfigati” o comunque molto particolari.<br />
Mi danno la possibilità di giocare<br />
con la recitazione, di non essere<br />
banale, di fare l’attore in pratica.<br />
Foto Gianluca Saragò<br />
ITA EVENTI 57
Teatro<br />
QUANDO IL<br />
DRAMMA È<br />
LA MEDIOCRITÀ<br />
Torna a teatro uno dei classici per eccellenza:<br />
Zio Vanja di Cˇechov, riadattato in una chiave<br />
più moderna ma fedele ai valori dell’originale.<br />
Protagonisti, gli attori Vinicio Marchioni e<br />
Francesco Montanari di Clara Dalledonne<br />
inicio Marchioni è regista e interprete di Uno<br />
Zio Vanja di Čechov nell’adattamento di Letizia<br />
Russo (da un’idea di Vinicio Marchioni<br />
e Milena Mancini) che, perfettamente in linea con<br />
la filosofia di Khora. Teatro che produce lo spettacolo,<br />
ha l’obiettivo di riavvicinare il grande pubblico<br />
alla storia del teatro, dimostrandone l’attualità dei<br />
valori. Il co-protagonista dello spettacolo è l’attore<br />
romano Francesco Montanari, che aveva già lavorato<br />
insieme a Marchioni nella serie tv Romanzo criminale,<br />
che li ha resi famosi entrambi. Insieme a loro,<br />
sul palcoscenico, Lorenzo Gioielli, Milena Mancini,<br />
Nina Torresi, Alessandra Costanzo, Andrea Caimmi<br />
e Nina Raia. Il 26 ottobre del 1899 Anton Čechov<br />
fa rappresentare al Teatro d’arte di Mosca Zio Vanja,<br />
oggi considerato uno dei suoi drammi più importanti<br />
(insieme a Il gabbiano del 1895), nonché il<br />
dramma della mediocrità per eccellenza.<br />
La pièce racconta dei tormenti interiori di Ivan Petrovic<br />
Voiniskij, zio Vanja appunto, che per sei anni<br />
ha amministrato con scrupolo e abnegazione la tenuta<br />
della nipote Sonja versandone i redditi al cognato,<br />
il professor Serebrjakov, vedovo di<br />
sua sorella e padre di Sonja. L’apparente<br />
serenità famigliare viene turbata<br />
dall’arrivo di Serebrjakov<br />
che si stabilisce con i due,<br />
insieme alla seconda<br />
moglie, Elena. Le
illusioni sono presto distrutte: alla rivelazione che<br />
l’illustre professore è solo un mediocre sfacciatamente<br />
ingrato, zio Vanja sembra ribellarsi. In un<br />
momento d’ira arriva a sparargli, senza colpirlo.<br />
Nemmeno questo gesto estremo modifica il destino<br />
di Vanja e di Sonja, che riprendono la loro vita<br />
rassegnata e dimessa, sempre inviando le rendite della<br />
tenuta al professore tornato in città con la moglie.<br />
«I temi universali della famiglia, dell’arte, dell’amore,<br />
dell’ambizione e del fallimento, - spiega Vinicio<br />
Marchioni - inseriti in una proprietà ereditata<br />
dai protagonisti della vicenda di Zio Vanja, sono<br />
il centro della messa in scena. Cosa resta delle nostre<br />
ambizioni con il passare della vita? E se anziché<br />
un’azienda agricola nella Russia di fine Ottocento,<br />
i nostri protagonisti avessero ereditato un vecchio<br />
teatro in una delle province italiane maggiormente<br />
colpite dal terremoto? La nostra analisi del capolavoro<br />
cechoviano parte da queste due domande,<br />
che aprono squarci di riflessioni profondissime,<br />
anche sul nostro paese e su di noi, attraverso quello<br />
sguardo cinico, ironico ma sempre compassionevole<br />
proprio di A. Čechov, finalizzato a mettere<br />
in scena ‘gli uomini per quello che sono, non per<br />
come dovrebbero essere’».<br />
Lo stile di Čechov, come spiegano i produttori di<br />
Uno Zio Vanja, è semplice e sobrio e, modellato sul<br />
tragicomico quotidiano, restituisce con fascino irripetibile<br />
e struggente le complesse sfaccettature dell’esistenza<br />
umana anticipando e influenzando<br />
tutti i motivi successivi della drammaturgia occidentale<br />
europea e nordamericana. La regia di Vinicio<br />
Marchioni, attorniato da un cast di creativi<br />
di notevole livello, prende le mosse da un profondo<br />
studio del meccanismo drammaturgico dell’originale,<br />
per restituirne pienamente il dovuto spessore<br />
culturale.<br />
UNO ZIO VANJA<br />
◗ <strong>24</strong>/01 Teatro Mannini, Narni (Tr)<br />
◗ Dal 26/01 al 4/02 Teatro della Pergola, Firenze<br />
◗ 6/02 Teatro Comunale, Lanciano (Ch)<br />
◗ 7-8/02 Teatro Comunale, Teramo<br />
◗ 9/02 Teatro Comunale, Sulmona (Aq)<br />
◗ 10-11/02 Teatro Marrucino, Chieti<br />
◗ Dal 15 al 25/02 Teatro Ambra Jovinelli, Roma<br />
◗ Dal 2 al 4/03 Teatro Duse, Bologna<br />
◗ 10-11/03 Teatro Era, Pontedera (Pi)<br />
A sinistra, Vinicio<br />
Marchioni, 42 anni,<br />
ha debuttato in<br />
teatro nel 1995.<br />
A destra, Francesco<br />
Montanari, 33 anni.<br />
Entrambi nel 2011<br />
alla Mostra del Cinema<br />
di Venezia hanno vinto<br />
il Premio Guglielmo<br />
Biraghi. (Per le foto:<br />
Valeria Mottaran)
Teatro<br />
AGATHA CHRISTIE A TEATRO<br />
Miss Marple, la più famosa detective di<br />
Agatha Christie, sale per la prima volta<br />
su un palcoscenico in Italia. E lo fa con<br />
la simpatia di Maria Amelia Monti, che<br />
dà vita a un personaggio contagioso, in<br />
un’interpretazione che creerà dipendenza.<br />
Con lei due attori di originale talento<br />
come Roberto Citran e Giulia Weber, e<br />
un gruppo di giovani dalla strabordante<br />
energia scenica. Adattando il romanzo,<br />
Edoardo Erba riesce a creare una commedia<br />
contemporanea, che la regia di<br />
Pierpaolo Sepe valorizza con originalità,<br />
senza intaccare l’inconfondibile spirito di<br />
Agatha Christie.<br />
Foto Daniele Barraco<br />
MISS MARPLE, GIOCHI DI PRESTIGIO<br />
◗ <strong>24</strong>-25/02 Teatro Petrarca, Arezzo<br />
◗ 27/02 Teatro Era, Pontedera (Pi)<br />
◗ 28/02 Teatro Giotto, Borgo San Lorenzo (Fi)<br />
◗ 2/03 Teatro De Filippo, Agropoli<br />
◗ 3-4/03 Teatro delle Arti, Salerno (Sa)<br />
(altre date su www.ipocriti.com)<br />
FAVINO VOCE SOLISTA<br />
L’intelaiatura di quest’opera, La nuit juste avant les forêts<br />
di Bernard-Marie Koltès, è un paradigma straordinario,<br />
un testo fluentissimo e irto nella sua prosa vertiginosa,<br />
aliena da punteggiatura ferma, tutta pervasa<br />
di anacoluti e biasimi come un romanzo-pamphlet<br />
di Céline. I temi assoluti di questo autore prematuramente<br />
scomparso a quarant’anni affiorano in una<br />
comunicazione per voce solista, un poema teatralissimo<br />
che sconta i problemi dell’identità, della moralità,<br />
dell’isolamento, dell’amore non facile. Protagonista<br />
dello spettacolo, diretto da Lorenzo Gioielli, Pierfrancesco<br />
Favino.<br />
LA NOTTE POCO PRIMA DELLE FORESTE<br />
◗ Dall’11 al 28/01 Teatro Ambra Jovinelli, Roma<br />
Foto Pino Le Pera<br />
UNA STORIA DI FAMIGLIA<br />
In una villa immersa nei ricordi, due sorelle (Isabella Ferrari e<br />
Iaia Forte) rivivono un passato glorioso ormai svanito. Un terribile<br />
incidente si è portato via il padre e il loro futuro. Assieme<br />
a lui, le due sorelle da piccole avevano formato un trio musicale<br />
di scarsissimo successo, che fu sciolto quando Chiara<br />
intraprese una carriera nel cinema. Gli esiti dell’incidente<br />
si ripercuotono sulle due ragazze: Regina nasconde il suo<br />
dolore nell’alcool, mentre Chiara si trova costretta sulla<br />
sedia a rotelle.<br />
SISTERS. COME STELLE NEL BUIO<br />
◗ 18-19/01 Teatro Lauro Rossi, Macerata<br />
◗ 20/01 Teatro La Nuova Fenice, Osimo (An)<br />
◗ 21/01 Teatro Concordia, San Benedetto<br />
del Tronto (Ap) ◗ Dall’1 all’11/02 Teatro<br />
Ambra Jovinelli, Roma<br />
60 ITA EVENTI
GUERRA FRA CONIUGI<br />
La guerra dei Roses è prima di tutto il titolo di<br />
un romanzo del 1981 e poi otto anni più tardi<br />
diventa un enorme successo cinematografico<br />
per la regia di Danny De Vito. L’autore del<br />
romanzo, Warren Adler, scrive anche il soggetto<br />
del film e in seguito deciderà di adattare questa<br />
vicenda anche per il teatro, creando una commedia<br />
straordinaria, raffinata e caotica al tempo<br />
stesso, comica e crudele, ridicola e folle. Diretti<br />
da Filippo Dini, i protagonisti dello spettacolo<br />
sono Ambra Angiolini e Matteo Cremon.<br />
LA GUERRA DEI ROSES<br />
◗ 23-<strong>24</strong>/01 Teatro Alfonso Rendano, Cosenza<br />
◗ 26/01 Teatro Politeama Greco, Lecce ◗ 27-28/01<br />
Teatro Team, Bari ◗ 30/01 Teatro Mario Apollonio,<br />
Varese ◗ 31/01 Teatro Alessandrino, Alessandria<br />
◗ 1/02 Teatro Splendor, Aosta ◗ 2/02 Teatro<br />
Astoria, Lerici (Sp) ◗ 3-4/02 Teatro Comunale<br />
Garibaldi, Figline Valdarno (Fi)<br />
LA MANNINO IN TOURNÉE<br />
Dopo 154 date nei teatri italiani con il suo spettacolo<br />
Sono nata il ventitré, con cui ha raccontato<br />
la sua infanzia, la sua vita e come è cambiato<br />
il mondo attorno a lei, Teresa Mannino torna in<br />
teatro con il suo nuovo spettacolo, ispirato sempre<br />
dalla sua amata Sicilia, a cui è fortemente<br />
legata pur vivendo a Milano ormai da tanti anni:<br />
proprio nella città scaligera, infatti, ha cominciato<br />
i suoi studi teatrali.<br />
TERESA MANNINO. SENTO LA TERRA GIRARE<br />
◗ 26-27/01 Teatro Carbonetti, Broni (Pv)<br />
◗ 30-31/01 Teatro San Rocco, Seregno (Mb)<br />
◗ 1/02 Teatro Italia, Garbagnate (Mi) ◗ 2/02 Teatro<br />
Galleria, Legnano (Mi) ◗ 3/02 Teatro Sociale,<br />
Mantova ◗ 8/02 Teatro De Micheli, Copparo (Fe)<br />
◗ Dal 9 all’11/02 Teatro il Celebrazioni, Bologna<br />
◗ 13-14 Teatro Excelsior, Cesano Maderno (Mi)<br />
◗ 15/02 Teatro Novelli, Rimini ◗ 23-25 Teatro<br />
Colosseo, Torino (altre date su www.teresamannino.com)<br />
Foto Giuseppe La Spada<br />
DALLA TV AL PALCOSCENICO<br />
Appena conclusa l’esperienza in TV come giudice di<br />
Strafactor, Drusilla Foer, icona di stile, cantante e<br />
attrice, ha iniziato il tour teatrale dello spettacolo<br />
Eleganzissima, per la direzione artistica di Franco<br />
Godi, compositore per la pubblicità, per la tv e per<br />
il cinema fin dagli anni ‘60. Il recital, scritto e interpretato<br />
da Drusilla Foer, racconta, in un’alternanza<br />
di humour sagace e di malinconia commovente,<br />
aneddoti tratti dalla sua vita straordinaria, vissuta fra<br />
l’Italia, Cuba, l’America e l’Europa, e costellata di<br />
incontri e grandi amicizie con persone fuori dal comune<br />
e personaggi famosi, fra il reale e il verosimile.<br />
Essenziali al racconto biografico sono le canzoni<br />
dello spettacolo, che Drusilla interpreta dal<br />
vivo, accompagnata da una band di 4 musicisti.<br />
DRUSILLA FOER. ELEGANZISSIMA<br />
◗ 3/02 Teatro Palazzo, Bari<br />
Foto SerenaGallorini_Emid<br />
ITA EVENTI 61
Musical<br />
LA TATA PIÙ FAMOSA<br />
WEC - World Entertainment Company presenta<br />
la prima produzione italiana assoluta di Mary<br />
Poppins. La magica storia della tata più celebre<br />
del mondo sbarca finalmente a Milano in uno<br />
show fatto di incredibili effetti e coinvolgenti coreografie,<br />
ma soprattutto canzoni indimenticabili<br />
come “Supercalifragilistichespiralidoso”, “Cam<br />
caminì”, “Com’è bello passeggiar con Mary” e<br />
“Un poco di zucchero”. La versione teatrale di<br />
Mary Poppins è un riadattamento dei racconti di<br />
P.L. Travers e dell'amato film di Walt Disney con<br />
Julie Andrews del 1964 che vinse ben 5 Oscar<br />
e che avrà un suo sequel nel 2018.<br />
MARY POPPINS<br />
◗ Dal 13 febbraio al 13 maggio<br />
Teatro Nazionale CheBanca, Milano<br />
Foto Igino Ceremigna<br />
UNA TURANDOT<br />
MODERNA<br />
Lorella Cuccarini è la protagonista di questo<br />
musical, ideato e diretto da Maurizio Colombi,<br />
ispirato alla fiaba persiana da cui nacque la<br />
Turandot di Giacomo Puccini. Interpreta il ruolo<br />
di una crudele e malefica regina, vittima di<br />
un incantesimo, nel cui regno gli uomini sono<br />
costretti a indossare una maschera per non incrociare<br />
il suo sguardo. Solo colui che sarà in<br />
grado di risolvere tre enigmi potrà averla in sposa.<br />
Riuscirà il Principe Calaf, interpretato da Pietro<br />
Pignatelli, a sciogliere il cuore di ghiaccio<br />
della regina? La Turandot ebbe nelle varie edizioni<br />
dei finali distinti. Il moderno adattamento<br />
in musical di Colombi dà una nuova chiave<br />
di lettura fantastica.<br />
LA REGINA DI GHIACCIO<br />
◗ 23-<strong>24</strong>/01 Teatro EuropAuditorium, Bologna<br />
◗ Dal 26 al 28/01 Teatro Verdi, Firenze ◗ Dall’1 al<br />
4/02 Teatro Alfieri, Torino ◗ Dal 9 all’11/02 Teatro<br />
Team, Bari ◗ Dal 15 al 18/02 Teatro Metropolitan,<br />
Catania ◗ Dal 22 al 25/02 Teatro Vittorio Emanuele,<br />
Messina ◗ 27-28/02 Teatro Rendano, Cosenza<br />
UN VIAGGIO MUSICALE<br />
Pluripremiato musical campione di incassi a<br />
Broadway e nel West End di Londra, Jersey Boys<br />
va in scena in Italia con la regia di Claudio Insegno.<br />
Un viaggio musicale tra i successi che<br />
hanno scalato le classifiche di tutto il mondo tra<br />
gli anni ’50 e gli anni ’70: la vera storia dell’italo<br />
americano Frankie Valli e dei Four Seasons<br />
che, appena ventenni, hanno scritto le proprie<br />
canzoni inventando il sound unico che ha venduto<br />
oltre 175 milioni di dischi in tutto il mondo.<br />
JERSEY BOYS<br />
◗ Dall’1 al 4/02 Teatro Valli, Reggio Emilia ◗ Dal 7<br />
all’11/02 Teatro Rossetti, Trieste ◗ Dal 16 al 18/02<br />
Teatro Verdi, Firenze ◗ 20-21/02 Teatro Alfieri, Torino<br />
62 ITA EVENTI
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BENTIVOGLIO • CRESCENTINI • GERINI • FRESI • SANDRELLII FILM CHE PRESTO ARRIVERANNO SUL GRANDE SCHERMO<br />
Cinema<br />
LIGABUE RACCONTA RIKO<br />
Made in Italy è una dichiarazione di amore<br />
frustrato verso il Paese, raccontata con le parole<br />
e la musica di Luciano Ligabue, attraverso<br />
lo sguardo di Riko, interpretato da Stefano Accorsi.<br />
Un uomo onesto che vive di un lavoro<br />
che non ha scelto (è operario nel salumificio<br />
dove lavorava suo padre) nella casa di famiglia<br />
che riesce a mantenere a stento, ma che può<br />
contare su un gruppo di amici veri e su una<br />
moglie che, tra alti e bassi, ama da sempre.<br />
Suo figlio è il primo della famiglia ad andare<br />
all’università. È però anche un uomo molto arrabbiato<br />
con il suo tempo, che sembra scandito<br />
solo da colpi di coda e false partenze. Quando<br />
perde le poche certezze con cui era riuscito a<br />
tirare avanti, la bolla in cui vive si rompe e Riko<br />
capisce che deve prendere in mano il suo presente<br />
e ricominciare, in un modo o nell’altro.<br />
E se a volte si cade e rialzarsi non è facile, Riko<br />
ha scelto di non darla vinta al tempo che corre.<br />
Terzo film da regista del cantante e musicista<br />
Luciano Ligabue, dopo Radio Freccia e Da zero<br />
a dieci, Made in<br />
Italy, prodotto da<br />
Domenico Procacci<br />
per Fandango<br />
e distribuito da Medusa, è ispirato all’omonimo<br />
concept album uscito nel novembre<br />
del 2016, composto da 14 brani legati fra loro<br />
dal personaggio di Riko, definito da Ligabue un<br />
suo alter ego: «una delle vite che avrei potuto<br />
fare io se non fossi diventato un cantante». Alcune<br />
immagini del film sono già state proiettate<br />
durante i concerti del tour del cantante emiliano<br />
nei palasport. Le riprese sono durate sette<br />
settimane e si sono svolte principalmente a<br />
Correggio, ovvero la città natale di Ligabue e a<br />
Reggio Emilia. Kasia Smutniak, la protagonista<br />
femminile del film, ha detto che il film «è come<br />
un’opera d’arte che esprime l’amore per questo<br />
Paese. È la storia di un uomo della provincia<br />
italiana che si trova a un punto morto della<br />
vita, si guarda indietro e trova il modo di ricominciare.<br />
Racconta con grande sincerità e leggerezza<br />
l’Italia contemporanea».<br />
◗ Produzione Fandango<br />
Regia Luciano Ligabue<br />
Cast Stefano Accorsi, Kasia Smutniak,<br />
Fausto Maria Sciarappa, Walter Leonardi,<br />
Filippo Dini, Tobia De Angelis<br />
Uscita nelle sale 25 gennaio<br />
ITA EVENTI 65
Cinema<br />
SI PUÒ SOPRAVVIVERE<br />
DA SCONNESSI?<br />
Restare senza internet potrebbe aiutarci a recuperare rapporti umani che<br />
sembrano perduti? Ettore, il protagonista dell’ultimo film di Marazziti,<br />
interpretato da Fabrizio Bentivoglio, ne è convinto di Cristiana Zappoli<br />
Fabrizio<br />
Bentivoglio,<br />
61 anni, ha da<br />
poco concluso<br />
una lunga tournée<br />
teatrale con lo<br />
spettacolo L’ora<br />
di ricevimento.<br />
Nella pagina a<br />
fianco, alcune<br />
scene del film<br />
iviamo in un mondo (e in un<br />
modo) talmente connesso che anche<br />
solo il titolo del film di Christian<br />
Marazziti, Sconnessi, ci fa un po’ paura.<br />
E l’obiettivo del film è proprio quello<br />
di far riflettere sulle conseguenze da dipendenza<br />
dalla connessione internet, dai<br />
social, e più in generale dal mondo virtuale.<br />
Ettore (Fabrizio Bentivoglio), è uno scrittore<br />
famoso che in occasione del suo compleanno,<br />
che coincide con quello di uno<br />
dei suoi figli, decide di portare tutta la sua<br />
famiglia nel suo chalet in montagna: ha<br />
due figli da un precedente matrimonio,<br />
Claudio (Eugenio Franceschini), giocatore<br />
di poker on line, e Giulio (Lorenzo Zurzolo),<br />
liceale nerd e introverso, e una seconda<br />
moglie bella, giovane e un po’ naif,<br />
Margherita (Carolina Crescentini), incinta<br />
al settimo mese. Al gruppo si uniscono anche<br />
Achille (Ricky Memphis), fratellastro<br />
di Margherita appena cacciato di casa dalla<br />
moglie, e Tea (Giulia Elettra Gorietti),<br />
giovane fidanzata di Claudio e devota fan<br />
66 ITA EVENTI
Cinema<br />
di Ettore. Arrivati allo chalet trovano Olga<br />
(Antonia Liskova), l’affidabilissima tata<br />
ucraina, con la figlia Stella (Benedetta Porcaroli),<br />
adolescente dipendente dai social<br />
network. A sorpresa arriva anche Palmiro<br />
(Stefano Fresi), il fratello bipolare di<br />
Margherita e Achille, fuggito dalla casa di<br />
riposo. Quando il gruppo rimane improvvisamente<br />
senza connessione internet,<br />
tutti entrano nel panico e le conseguenze<br />
saranno rocambolesche. «Il film<br />
racconta di una famiglia allargata, - spiega<br />
l’attore Fabrizio Bentivoglio, uno dei<br />
protagonisti - che Ettore, il mio personaggio,<br />
decide di portare in montagna in<br />
un luogo appartato dove si è organizzato<br />
per oscurare tutte le possibilità di connessione.<br />
Lo fa perché pensa, così, di riattivare,<br />
da un punto di vista umano, i rapporti<br />
tra i suoi figli e con i suoi figli. Naturalmente<br />
ci saranno parecchi imprevisti<br />
che in qualche modo manderanno all’aria<br />
i suoi piani. È una commedia e<br />
un’occasione per riflettere su quanto<br />
tempo dedichiamo ai rapporti social e<br />
quanto ai rapporti sociali».<br />
Il film quindi fa ridere e fa riflettere allo<br />
stesso tempo?<br />
Dovrebbe. È quello che ci si augura tutte<br />
le volte credo. Nel migliore dei casi un film,<br />
così come un’opera teatrale, dovrebbe riuscire<br />
a far riflettere attraverso delle emozioni.<br />
Che tipo è il suo personaggio, Ettore<br />
Ranieri?<br />
È uno scrittore molto conosciuto che capiamo<br />
essere un po’ in crisi, sembra che<br />
la sua vena artistica si sia inaridita. Non<br />
scrive da tanto tempo e capiremo presto<br />
che vuole approfittare della situazione che<br />
ha creato per ritrovare l’ispirazione.<br />
È in qualche modo un portabandiera<br />
dell’analogico?<br />
È un nemico dichiarato della tecnologia<br />
tout court, usata indiscriminatamente in<br />
qualsiasi occasione.<br />
Dà la colpa alla tecnologia se non ha<br />
un rapporto con i suoi figli?<br />
In parte sì ma riesce anche a capire che in<br />
larga parte è colpa sua, che non può dare<br />
tutta la colpa alla tecnologia, anzi, la colpa<br />
è soprattutto sua. Distaccarli dalla tecnologia<br />
diventa un espediente, un modo<br />
per creare una situazione in cui si possano<br />
fare cose insieme, dai piccoli giochi di<br />
società a guardarsi negli occhi e parlarsi.<br />
Il momento del distacco da internet<br />
crea il panico nello chalet di montagna.<br />
Secondo lei è una scena abbastanza realistica,<br />
nella realtà succederebbe una<br />
cosa simile?<br />
Stefano Fresi,<br />
42 anni, è attore,<br />
compositore e<br />
musicista. È tra<br />
le new entry della<br />
serie tv I delitti<br />
del BarLume, in<br />
onda a gennaio<br />
68 ITA EVENTI
Un tale panico da mancanza di connessione?<br />
Nella realtà voglio sperare di no.<br />
Questo è un film ed è una metafora un<br />
po’ esagerata che serve a creare un campanello<br />
di allarme prima che questo succeda<br />
veramente.<br />
Cosa le piace di più di questo film e secondo<br />
lei cosa piacerà di più al pubblico?<br />
Proprio il fatto di riuscire a far riflettere<br />
attraverso il sorriso. Secondo me è una<br />
qualità abbastanza rara: ragioniamo a settori<br />
e quindi siamo abituati a pensare che<br />
ci sono film che fanno riflettere, e che magari<br />
sono film molto seriosi, i film d’autore<br />
per intenderci, e film che fanno ridere.<br />
Invece i due aspetti non devono per<br />
forza essere separati, anzi sarebbe augurabile<br />
che fossero condivisi. Così come il<br />
dramma e la commedia, la vita li contiene<br />
entrambi, esiste la commedia perché esiste<br />
il dramma. Così come il silenzio e il<br />
parlare di continuo, le parole acquistano<br />
valore perché esistono i silenzi.<br />
Lei che rapporto ha con internet e più<br />
in generale con il telefono?<br />
Puramente utilitaristico. Non ho profili<br />
social, per me la vita privata è, come dice<br />
la parola stessa, privata. Non mi verrebbe<br />
mai in mente di divulgare i fatti miei<br />
via social e, in fondo, provo anche un certo<br />
imbarazzo nei confronti di chi lo fa.<br />
Secondo lei è più facile comunicare con<br />
il filtro della tecnologia?<br />
Secondo me è fintamente più facile, perché<br />
non è una comunicazione sensoriale,<br />
quindi non è una vera comunicazione. La<br />
vera comunicazione prevede come minimo<br />
un contatto, anche solo attraverso la<br />
voce ma qualcosa la voce racconta. Comunicare<br />
attraverso delle paroline che appaiono<br />
su uno schermo come succede in<br />
una chat, in cui nessuno dei nostri sensi<br />
è coinvolto, mi sembra un po’ limitante.<br />
Sconnessi è un film corale?<br />
Assolutamente sì. Il mio personaggio è il<br />
protagonista solo nel senso che è la causa<br />
di quello che succede, organizza il tutto e<br />
lo prevede e ne subisce in qualche modo<br />
le conseguenze. Ma in ogni altro senso il<br />
film è corale, si seguono parimenti tutti i<br />
personaggi. Ognuno viene messo in discussione<br />
a seconda di quello che è abituato<br />
a fare, è costretto a guardare sotto una luce<br />
diversa sia se stesso sia le cose che succedono.<br />
Le convinzioni di tutti i protagonisti<br />
verranno scardinate e dovranno affrontare<br />
le loro insicurezze per poi ripartire.<br />
◗ Produzione Camaleo - Regia Christian<br />
Marazziti - Sceneggiatura Michela Andreozzi,<br />
Christian Marazziti, Massimiliano Vado<br />
Cast Fabrizio Bentivoglio, Ricky Memphis,<br />
Carolina Crescentini, Stefano Fresi, Antonia<br />
Liskova - Uscita nelle sale 22 febbraio 2018<br />
Gli attori Giulia Elettra<br />
Gorietti, Eugenio<br />
Franceschini e Lorenzo<br />
Zurzolo in una scena<br />
del film: i protagonisti,<br />
senza connessione a<br />
internet, dovranno<br />
imparare nuovamente<br />
a confrontarsi gli uni<br />
con gli altri
Cinema<br />
LE SFUMATURE DELL’ANIMA<br />
A febbraio sarà al cinema l’ultimo film di Gabriele Muccino, che segna il suo ritorno in Italia.<br />
La storia di una grande famiglia che si ritrova riunita senza vie di fuga di Cristiana Zappoli<br />
Nel cast del film alcuni tra i migliori attori italiani: Stefano Accorsi,<br />
Carolina Crescentini, Elena Cucci, Tea Falco, Pierfrancesco Favino,<br />
Claudia Gerini, Massimo Ghini, Sabrina Impacciatore, Gianfelice<br />
Imparato, Ivano Marescotti, Giulia Michelini, Sandra Milo, Giampaolo<br />
Morelli, Stefania Sandrelli, Valeria Solarino, Gianmarco Tognazzi<br />
casa tutti bene è un racconto<br />
corale. E la cosa non sorprende<br />
di certo considerando<br />
i “precedenti” di Gabriele<br />
Muccino, per citarne uno su tutti:<br />
L’ultimo bacio. La storia è quella<br />
di una grande famiglia che si ritrova<br />
a festeggiare le nozze d’oro dei<br />
nonni sull’isola dove questi si<br />
sono trasferiti a vivere (il film è girato<br />
a Ischia). Un’improvvisa mareggiata<br />
blocca l’arrivo dei traghetti<br />
e fa saltare il rientro previsto in serata<br />
costringendo tutti a restare<br />
bloccati sull’isola e a fare i conti con<br />
loro stessi, con il proprio passato,<br />
con gelosie mai sopite, inquietudini,<br />
tradimenti, paure e anche improvvisi<br />
e inaspettati colpi di fulmine.<br />
«Sulla carta è la mia opera<br />
più complessa e più completa.<br />
Quella più nutrita dalla vita», ha<br />
raccontato Muccino ad Arianna Finos<br />
per Repubblica TV. «Con questo<br />
film ho potuto raccontare<br />
quello che siamo veramente, ho<br />
potuto esprime al massimo tutte le<br />
pulsioni emotive dell’animo umano<br />
distribuite su più personaggi».<br />
◗ Produzione Lotus Production<br />
Regia Gabriele Muccino<br />
Sceneggiatura Gabriele Muccino<br />
e Paolo Costella<br />
Distribuzione 01 Distribution<br />
Uscita nelle sale 14 febbraio 2018
Cinema<br />
STRONGER<br />
IN USCITA NEL 2018<br />
L’appassionante storia di Jeff<br />
Bauman, interpretato da Jake<br />
Gyllenhaal, un uomo comune<br />
divenuto un simbolo di speranza<br />
e di forza non solo per Boston<br />
ma per il mondo intero. È<br />
un storia vera, il racconto intimo<br />
e personale di un viaggio<br />
eroico che Jeff ha compiuto,<br />
un viaggio che ha messo alla prova<br />
i legami familiari, ha stimolato<br />
l’orgoglio e il senso di appartenenza<br />
a una comunità e ha<br />
fatto emergere in lui quella forza<br />
interiore nascosta che permette<br />
a tutti noi di superare anche<br />
le sfide più dure che la vita<br />
ci presenta. Jeff è un 27enne che<br />
partecipa alla maratona di Boston<br />
per provare a riconquistare<br />
l’amore della sua ex-ragazza Erin.<br />
È lì al traguardo ad aspettarla<br />
quando le bombe esplodono,<br />
provocandogli la perdita di entrambe<br />
le gambe. Dopo aver ripreso<br />
conoscenza in ospedale,<br />
Jeff aiuterà la polizia a identificare<br />
uno degli attentatori, ma la<br />
sua battaglia personale è soltanto<br />
all’inizio. Dovrà affrontare<br />
lunghi mesi di riabilitazione fisica<br />
ed emotiva, trovando in se<br />
stesso e nell’instancabile supporto<br />
di Erin e della sua famiglia,<br />
la forza per reagire.<br />
◗ Produzione Lionsgate<br />
Regia David Gordon Green<br />
Sceneggiatura John Pollono<br />
Cast Jake Gyllenhaal, Tatiana<br />
Maslany, Miranda Richardson,<br />
Clancy Brown, Lenny Clarke<br />
C’EST LA VIE.<br />
PRENDILA<br />
COME VIENE<br />
NELLE SALE DALL’1 FEBBRAIO 2018<br />
Il racconto comico e brillante di<br />
tutto quello che può andare storto<br />
quando si organizza un party di<br />
nozze. Dai preparativi alla grande<br />
festa finale, l’imprevisto è dietro<br />
l’angolo, e tra gaffe e piccoli incidenti<br />
la riuscita della festa è in serio<br />
pericolo… Nulla è più importante<br />
per due sposi del giorno<br />
del proprio matrimonio. Tutto<br />
deve essere magico in ogni momento.<br />
E per organizzare la festa<br />
perfetta, Max e il suo team sono<br />
i migliori in circolazione. Pierre ed<br />
Elena hanno deciso di sposarsi in<br />
un magnifico castello poco fuori<br />
Parigi e hanno scelto di affidarsi a<br />
loro per una serata meravigliosa.<br />
Tutte le fasi, dall’organizzazione<br />
alla festa, viste attraverso gli occhi<br />
di quelli che lavorano per renderla<br />
speciale. Sarà una lunga giornata,<br />
ricca di sorprese, colpi di scena e<br />
grandi risate. Il film, campione di<br />
incassi in Francia, è stato presentato<br />
con successo alla Festa del Cinema<br />
di Roma, ed è diretto dai registi<br />
del film Quasi amici. “In Francia<br />
questo film si chiama ‘Il senso<br />
della festa’, - ha detto uno dei<br />
registi,Toledano - un modo per far<br />
capire che bisogna non abbattersi<br />
quando sembra che tutto il<br />
mondo ci crolli attorno”.<br />
◗ Produzione Gaumont, Quad<br />
Productions - Regia e sceneggiatura<br />
Erik Toledano e Olivier Nakache<br />
Cast Jean-Pierre Bacri, Gilles<br />
Lellouche, Jean-Paul Rouve,<br />
Eye Haidara, Suzanne Clément<br />
72 ITA EVENTI
Cinema<br />
CARAVAGGIO.<br />
L’ANIMA<br />
E IL SANGUE<br />
NELLE SALE 19-20-21 FEBBRAIO 2018<br />
Un viaggio attraverso la vita, le<br />
opere e i tormenti di Caravaggio,<br />
artista geniale contraddittorio,<br />
che più di ogni altro ha raccolto<br />
in sé luci e ombre, genio e sregolatezza,<br />
generando opere sublimi.<br />
Il film è un excursus narrativo e<br />
visivo attraverso i luoghi in cui l’artista<br />
ha vissuto e quelli che ancora<br />
oggi custodiscono alcune tra le<br />
sue opere più note. Un’approfondita<br />
ricerca documentale negli<br />
archivi che custodiscono traccia<br />
del passaggio dell’artista ci conduce<br />
in una ricostruzione sulle<br />
tracce e i guai di Caravaggio e alla<br />
scoperta delle sue opere, di cui circa<br />
40 trattate nel film, che, grazie<br />
all’impiego di evolute elaborazioni<br />
grafiche, di macro estremizzate e<br />
di lavorazioni di luce ed ombra,<br />
prendono quasi vita e corpo, si<br />
confondono con la realtà dando<br />
una percezione quasi tattile. La<br />
contemporaneità dell’animo di<br />
Caravaggio viene restituita nel<br />
film da scene fotografiche e simboliche<br />
ambientate in un contesto<br />
contemporaneo ed essenziale.<br />
La voce dell’io interiore di Caravaggio,<br />
emotiva, evocativa e al<br />
tempo stesso intima, è quella di<br />
Manuel Agnelli.<br />
◗ Produzione Sky e Magnitudo Film<br />
Regia Jesus Garces Lambert<br />
Sceneggiatura Laura Allievi<br />
THE PARTY<br />
NELLE SALE DALL’8 FEBBRAIO 2018<br />
Janet è appena stata nominata<br />
Ministro del Governo Ombra, il<br />
coronamento della sua carriera<br />
politica. Lei e suo marito Bill decidono<br />
quindi di festeggiare con<br />
gli amici più vicini. Gli ospiti arrivano<br />
nella loro casa di Londra,<br />
ma la festa volge inaspettatamente<br />
al peggio quando Bill all’improvviso<br />
fa due rivelazioni<br />
esplosive che sconvolgono sia<br />
Janet che i presenti. Amore, amicizia,<br />
convinzioni politiche e un<br />
intero stile di vita vengono messi<br />
in discussione. Sotto la superficie<br />
elegantemente liberal degli<br />
ospiti freme la rabbia. Lo scontro<br />
li spingerà a sfoderare l’artiglieria<br />
pesante, anche in senso letterale.<br />
“The Party - spiega la regista<br />
- è una commedia che vira<br />
in tragedia, in cui una festa tra<br />
amici volge al peggio nell’arco di<br />
pochissimo tempo. Sotto pressione,<br />
in un ambiente circoscritto,<br />
tutto ciò che è nascosto emerge<br />
in superficie e la nostra casa,<br />
che consideravamo come un rifugio,<br />
può rapidamente trasformarsi<br />
in prigione. Volevo che si<br />
ridesse ma sul filo del rasoio, osservando<br />
questo gruppetto di<br />
persone che fallisce nel disperato<br />
tentativo di mantenersi coerente<br />
con la linea di partito su<br />
cosa è moralmente giusto e politicamente<br />
di sinistra”.<br />
◗ Produzione Adventure Picture/<br />
Oxwich Media<br />
Regia e sceneggiatura Sally Potter<br />
Cast Patricia Clarkson, Bruno Ganz,<br />
Cherry Jones, Emily Mortimer,<br />
Cillian Murphy, Kristin Scott Thomas,<br />
Timothy Spall, Christopher Sheppard<br />
ITA EVENTI 73
Volti nuovi<br />
HO SPERIMENTATO<br />
Doveva diventare un calciatore e invece è diventato un attore.<br />
Il pubblico televisivo lo conosce grazie al ruolo di Lorenzo, nella<br />
fiction Tutto può succedere. Ma Giulio Beranek ha alle spalle<br />
anche diverse esperienze sul grande schermo di Clara Dalledonne<br />
Quando si nasce e si cresce in un<br />
luna park, quando casa non vuol<br />
dire quattro mura e un tetto<br />
sulla testa ma quattro ruote e un motore,<br />
quando non ci si ferma mai nello stesso<br />
posto troppo a lungo, il concetto di libertà<br />
che ha la gente comune deve stare,<br />
quantomeno, un po’ stretto. Oggi<br />
Giulio Beranek ha trent’anni e fa l’attore,<br />
ma la sua anima resta quella di quel<br />
bambino cresciuto in un luna park itinerante,<br />
un’anima nomade, che si sente<br />
in trappola a vivere tra quattro mura ancorate<br />
al suolo. Spesso si dice che la vita<br />
è una giostra, la sua sembra esserlo stata<br />
veramente. Lo abbiamo visto da poco<br />
al cinema nell’ultimo film dei fratelli Taviani,<br />
Una questione privata, tratto dal romanzo<br />
omonimo di Beppe Fenoglio, presentato<br />
in anteprima al Festival del Cinema<br />
di Roma; una storia di amore e tradimenti<br />
che coinvolge tre amici e partigiani,<br />
uno dei tre, il più saggio, è interpretato<br />
da Beranek. La sua è una storia<br />
decisamente particolare: è figlio di esercenti<br />
dello spettacolo viaggiante (guai a<br />
chiamarlo giostraio!), la madre è imparentata<br />
con la famiglia Togni, i suoi nonni<br />
erano un domatore di leoni e un’incantatrice<br />
di serpenti: «io sono nato a Putignano,<br />
in provincia di Bari, mio padre<br />
è ceco ma ha vissuto a Belgrado, mia<br />
mamma è in parte spagnola e in parte<br />
greca, - racconta - entrambi lavoravano<br />
nell’ambito delle giostre e si conobbero<br />
nel luna park di famiglia mentre lei girava<br />
in piedi sul Tagadà, una giostra a forma<br />
di disco che gira su se stessa inclinandosi».<br />
La sua prima passione è stata<br />
il calcio, tanto che si può considerare Beranek<br />
un calciatore mancato: in Grecia<br />
ha militato nel settore giovanile dell’Olympiacos<br />
e ha abbandonato il campo<br />
in seguito a un infortunio al ginocchio.<br />
È incappato nella carriera di attore<br />
per caso, mentre frequentava il liceo<br />
a Taranto, dove la sua famiglia si è fermata<br />
per qualche anno dopo aver viaggiato<br />
in lungo e in largo attraverso la penisola<br />
balcanica e la Grecia. È stato<br />
scelto da Alessandro Di Robilant per il<br />
ruolo da protagonista in Marpiccolo;<br />
qualche anno dopo ha interpretato il ruolo<br />
di Marcellino nel film Senz’arte ne parte<br />
di Giovanni Albanese. Ha poi fatto parte<br />
del cast de L’innocenza di Clara di Toni<br />
D’Angelo e nel 2015 ha interpretato un<br />
giovane circense ne Il Racconto dei Racconti<br />
di Matteo Garrone. Ad aprile dell’anno<br />
scorso ha recitato accanto a Toni<br />
Servillo e Luca Marinelli nella commedia<br />
Lasciati andare di Francesco Amato.<br />
Viene da una famiglia di “esercenti dello<br />
spettacolo viaggiante”, per citare le<br />
sue parole. Perché non le piace la parola<br />
giostrai?<br />
La parola giostraio me l’ha fatta odiare<br />
mio nonno per la valenza negativa che ha<br />
assunto negli anni e da quando sono piccolo<br />
sento sottolineare il fatto che noi siamo<br />
esercenti dello spettacolo viaggiante,<br />
credo che questa definizione sia il suo<br />
modo di dire che come tutti i lavoratori<br />
paghiamo le tasse e tutto quello che pagano<br />
gli altri, non siamo i cosiddetti “furbi”<br />
che vogliono aggirare le regole.<br />
È vero che suo nonno ha inventato l’autoscontro?<br />
Più o meno: il mio bis-nonno disegnò il<br />
progetto, che vendette per poche lire, del-<br />
Foto Alessandro Pizzi / total look Fendi / location Palazzo Fendi<br />
74 ITA EVENTI
Giulio Beranek,<br />
30 anni, è cresciuto in<br />
una famiglia di circensi<br />
da cui ha imparato<br />
a fare il trapezista:<br />
in una scena del film<br />
Il Racconto dei Racconti<br />
cammina in equilibrio<br />
su una corda per<br />
salvare una principessa
Volti nuovi<br />
le prime macchine da scontro su rimorchio. Prima erano<br />
a terra e quindi molto più faticose da montare.<br />
Una domanda è d’obbligo: qual era la sua giostra<br />
preferita da bambino?<br />
Il treno fantasma e la calci, meglio conosciuta come<br />
“calci in culo”.<br />
È vero che vive ancora in una roulotte perché stare<br />
in una casa “tradizionale” le mette ansia?<br />
Assolutamente vero, credo che ci morirò in una roulotte.<br />
I muri non fanno per me.<br />
Perché ha deciso di partecipare al provino di Marpiccolo<br />
di Alessandro Di Robilant, il suo primo<br />
lavoro da attore?<br />
A dire il vero fui costretto a fare quel provino dalla<br />
vice preside del liceo che frequentavo. Disse che<br />
se non lo avessi fatto mi avrebbe bocciato!<br />
Tra i registi con cui ha lavorato, chi le ha lasciato<br />
di più?<br />
Alessandro Di Robilant con il quale ho iniziato è il<br />
regista che sicuramente mi ha insegnato di più, ma<br />
anche Alessandro Angelini così come Matteo Garrone<br />
o Francesco Amato. I fratelli Taviani mi hanno<br />
stupito per la forza e il fuoco che, nonostante l’età,<br />
conservano ancora.<br />
Preferisce il cinema al teatro?<br />
Ho iniziato con il cinema e prevalentemente ho fatto<br />
quello ma credo che il teatro sia il posto dell’attore<br />
per eccellenza. È molto diverso rispetto a lavorare<br />
con una macchina da presa di fronte. Ci vuole studio<br />
e impegno, sembra quasi un altro lavoro e penso<br />
che sia anche più difficile recitare su un palcoscenico.<br />
Comunque spero di fare molto più teatro<br />
in futuro.<br />
Qual è il suo sogno dal punto di vista professionale?<br />
Lavorare con Xavier Dolan e riuscire a far uscire un<br />
film scritto da me.<br />
Perché proprio Dolan?<br />
Perché credo sia il regista giovane più talentuoso in<br />
questo momento nel panorama mondiale del cinema.<br />
Per quello che scrive e per come lo racconta, per<br />
come guarda le cose ma soprattutto le persone.<br />
Quali sono i personaggi che si trova meglio a interpretare?<br />
Non ho preferenze, ma sicuramente quando si tratta<br />
di scendere nell’intimo mi trovo più a mio agio.<br />
La sua vita “diversa” da quelle della maggior parte<br />
di noi, le ha permesso di crearsi un bagaglio<br />
di esperienze, emozioni, “visioni” che adesso le<br />
sono utili nel suo lavoro di attore?<br />
Ho già detto in un’altra occasione che il luna park<br />
è stato il mio personale centro sperimentale di cinematografia<br />
quindi direi proprio di sì.<br />
Lei pensa che la sua esperienza di vita le permetta<br />
in qualche modo di vedere il mondo da<br />
Ho sempre scritto di me,<br />
probabilmente per vedere<br />
con maggiore chiarezza<br />
tutto ciò che mi capitava<br />
un’angolazione particolare rispetto agli altri?<br />
Non lo so, perché non so da quale angolazione la vedano<br />
gli altri, sicuramente dalla mia non si vede tutto<br />
bene, quindi spero che gli altri abbiano una visuale<br />
più chiara.<br />
Nel 2018 uscirà un libro in cui racconta la storia<br />
della sua vita, Il figlio delle rane.<br />
Quella del romanzo è sempre stata un’esigenza per<br />
me. Anche prima di cominciare a scriverlo e di incontrare<br />
Marco Pellegrino che ne è co-autore. Ho<br />
sempre scritto di me, probabilmente per vedere con<br />
maggiore chiarezza tutto ciò che mi stava capitando<br />
nella mia vorticosa vita. Quindi l’ho fatto principalmente<br />
per me. Soprattutto nella prima parte il<br />
romanzo è decisamente autobiografico, nella seconda<br />
parte diventa un vero e proprio romanzo di formazione<br />
che si distacca dal mio trascorso.<br />
76 ITA EVENTI
Alcune foto tratte dal<br />
set della fiction di Rai 1<br />
Tutto può succedere,<br />
che ha all’attivo già due<br />
stagioni andate in<br />
onda: Giulio Beranek<br />
interpreta il personaggio<br />
di Lorenzo, uno dei<br />
protagonisti<br />
Quando si guarda indietro e pensa alla decisione<br />
di abbandonare il calcio giocato ha dei rimpianti?<br />
Rimpianti direi di no, o forse dico così solo per non<br />
intristirmi. Sicuramente il calcio è un pezzo di cuore<br />
che ora occupa meno spazio nella mia vita, ma sarà<br />
sempre un pezzo di cuore.<br />
È un tifoso juventino: come finirà il campionato<br />
quest’anno?<br />
Spero bene. Secondo me la Juventus rispetto alle altre<br />
squadre ha ancora qualcosa in più, soprattutto<br />
la l’ampiezza e la qualità della rosa. Il Napoli, per<br />
esempio, secondo me in panchina ha cambi decisamente<br />
meno validi.<br />
Quali sono i lati positivi di aver vissuto un’infanzia<br />
come la sua, sempre in movimento, e quali quelli<br />
negativi?<br />
I lati positivi sono senza dubbio legati alle tante esperienze,<br />
ma la mancanza di stabilità e l’impossibilità<br />
di frequentare per lungo tempo degli amici sono<br />
gli aspetti che ho più subito.<br />
Oggi, a trent’anni, sono più le volte che sente il<br />
bisogno di stabilità oppure sono più i momenti<br />
in qui la stabilità le sta stretta e ha bisogno di<br />
libertà?<br />
In realtà non ci ho ancora capito un granché per dirla<br />
tutta. Potrei riprovare a rispondere a questa domanda<br />
fra un anno o due.<br />
Cosa pensa dei prossimi Mondiali orfani dell’Italia?<br />
Non ce li siamo meritati quindi è giusto così.<br />
Quali sono i suoi prossimi impegni professionali?<br />
All’inizio del 2018 farò parte del cast della serie tv<br />
Il Cacciatore, di Stefano Lodovichi e Davide Marengo,<br />
che andrà in onda su Rai Due. E parteciperò anche<br />
al film per la tv di Fabio Mollo dedicato a Renata<br />
Fonte, in onda su Canale 5. Al cinema mi vedrete<br />
nel film Manuel, opera prima di Dario Albertini, che<br />
è stato presentato all’ultima Mostra del Cinema di<br />
Venezia. Inoltre sto scrivendo insieme ad Andrea Cotti<br />
e Igor Artibani un film che si girerà probabilmente<br />
a Taranto e del quale sarò il protagonista.<br />
ITA EVENTI 77
Volti nuovi<br />
Jacopo Olmo Antinori,<br />
20 anni, il suo esordio<br />
avviene all’età di<br />
9 anni, in teatro,<br />
in Racconto d’Inverno<br />
di W. Shakespeare<br />
diretto da Francesco<br />
Manetti, in cui<br />
interpreta il Principe<br />
Mamilio
REFERENZE?<br />
MI MANDA<br />
BERTOLUCCI<br />
Curiosità, voglia di fare, una passione<br />
estrema per il cinema: ecco il ritratto<br />
di Jacopo Olmo Antinori, classe 1997.<br />
E secondo uno dei più importanti registi<br />
viventi ha anche talento da vendere<br />
di Cristiana Zappoli<br />
Figlio d’arte (sua mamma è Francesca De<br />
Martini, attrice e docente dell’Accademia<br />
d’Arte Drammatica Silvio D’Amico),<br />
ha iniziato a lavorare nel cinema all’età<br />
di 14 anni, nel 2011, quando è stato scelto<br />
dal regista premio Oscar Bernardo Bertolucci<br />
per il suo film Io e Te, presentato per la prima<br />
volta nel 2012 al Festival del Cinema di<br />
Cannes. Per la sua interpretazione Jacopo<br />
Olmo Antinori ha ricevuto, tra gli altri, il Guglielmo<br />
Biraghi Award come miglior nuovo attore<br />
nel 2013. Di lui Bertolucci ha detto che<br />
sembra che nella vita non abbia fatto altro che<br />
recitare, e l’opinione è sicuramente di quelle<br />
autorevoli. Da allora, Jacopo Olmo non ha<br />
mai smesso di lavorare nel cinema e, nonostante<br />
sia ancora molto giovane (20 anni), è<br />
già apparso in diverse pellicole: I nostri ragazzi<br />
di Ivano de Matteo, dove era il protagonista,<br />
Nessuno mi pettina bene come il vento di Peter<br />
Del Monte, e più di recente, La ragazza<br />
nella nebbia e Una questione privata, solo per<br />
citarne alcuni. Quest’anno lo vedremo anche<br />
in tv nella seconda stagione de I Medici. Si definisce<br />
una persona bilanciata e misurata: «i<br />
miei amici - racconta - dicono che sono ‘diplomatico’.<br />
È un pregio ma a volte anche un<br />
difetto: devo imparare a prendere delle posizioni<br />
precise nei momenti cruciali, a sbilanciarmi,<br />
a seguire a volte le mie sensazioni senza<br />
dover chiedere il permesso alla mia testa».<br />
Il suo esordio cinematografico avviene nel<br />
2012 interpretando il ruolo di Lorenzo, un<br />
quattordicenne solitario, nel film Io e Te diretto<br />
da Bernardo Bertolucci. Cosa le ha insegnato<br />
Bertolucci?<br />
Bernardo senza avvertirmi mi ha insegnato<br />
tutto quello che so e che saprò sul cinema. Per<br />
me è come una sorta di secondo padre, un padre<br />
artistico. Mi ha letteralmente gettato fra<br />
le braccia il grande sogno del cinema e della<br />
recitazione. Devo tutto a lui. E poi mi ha insegnato<br />
che la poesia, o se preferite la grazia,<br />
non si trova solo nei libri: la si può trovare anche<br />
in un quattordicenne brufoloso, in uno<br />
scantinato, e soprattutto in una macchina da<br />
presa o su uno schermo.<br />
Ha sempre pensato di voler fare l’attore?<br />
Assolutamente no! Come accennavo prima, la<br />
decisione è venuta naturalmente dopo aver girato<br />
Io e Te, ma io non ho mai voluto fare l’attore<br />
da bambino. Se non fosse per Bernardo,<br />
probabilmente sarei finito a fare il fisico.<br />
Che il suo sia un talento naturale è stato<br />
sottolineato anche da Bertolucci. Ha comunque<br />
deciso di studiare recitazione?<br />
Ho cominciato a studiare recitazione poco<br />
dopo aver completato le riprese di Io e Te e,<br />
anche se non ho mai deciso di entrare in una<br />
scuola a tempo pieno, ho sempre continuato<br />
a fare quante più esperienze di formazione possibili,<br />
e non ho intenzione di smettere. Negli<br />
anni, però, ho cominciato anche a capire come<br />
la vera formazione per un attore debba essere<br />
necessariamente personale: il vero grande<br />
sforzo non è mai tecnico o “accademico”; ritengo<br />
che la sfida degli attori sia quella di sforzarsi<br />
costantemente a espandere la propria vita<br />
artistica ed emotiva, cogliendo stimoli da tutte<br />
le esperienze, gli attimi, i luoghi possibili.<br />
Qualche mese fa l’abbiamo vista al cinema<br />
nel film Una questione privata e, negli Sta-<br />
Foto Loris T. Zambelli<br />
ITA EVENTI 79
Volti nuovi<br />
ti Uniti, è già uscito nelle sale<br />
Mary Magdalene che a marzo<br />
arriverà in Italia. Cosa le hanno<br />
lasciato queste due esperienze?<br />
Ho avuto la fortuna e l’onore di<br />
lavorare in due progetti che coinvolgono<br />
registi e attori straordinari.<br />
Una questione privata mi ha<br />
offerto l’occasione di incontrare<br />
due maestri come Paolo e Vittorio<br />
Taviani e quel fantastico attore<br />
che è Luca Marinelli. Per quanto<br />
riguarda Mary Magdalene, il<br />
solo fatto di poter condividere un<br />
set con Joaquin Phoenix e Rooney<br />
Mara è per me motivo di orgoglio.<br />
Ho interpretato, in entrambi i<br />
casi, piccoli ruoli, ma per me non<br />
fa alcuna differenza. Me li tengo<br />
stretti come due tesori del cuore<br />
che mi hanno insegnato tanto.<br />
Che tipo di cinema vorrebbe<br />
fare “da grande”?<br />
Mi piace l’idea di essere versatile.<br />
Per me il cinema è principalmente<br />
un’arte, e la mia aspirazione<br />
maggiore è di poter collaborare a<br />
creare delle opere d’arte. Questo<br />
però non significa limitarmi solo<br />
a un certo tipo di cinema. Voglio<br />
cimentarmi anche con registri<br />
diversi da quelli che ho esplorato<br />
fino ad ora, come ad esempio la<br />
commedia. Ma soprattutto, voglio<br />
fare cinema anche in altre lingue,<br />
anche fuori dall’Italia.<br />
Che cos’è l’arte per lei?<br />
Quando mi trovo a pensare alla risposta<br />
che potrei dare, mi trovo a<br />
brancolare nel buio. Quello che<br />
so, però, è che delle opere d’arte<br />
mi attrae sempre e solo l’umanità<br />
che c’è dietro di esse: quali visioni,<br />
quali fantasie ci sono dietro<br />
questa forma d’arte? Quali ragioni<br />
hanno spinto l’artista a produrre<br />
quest’opera? A partire da quale necessità<br />
sono state concepite? Che<br />
cosa ha immortalato della sua interiorità?<br />
Per quello che mi riguarda,<br />
l’esperienza di queste domande<br />
sta alla base del concetto<br />
di arte. O almeno, di quella che<br />
interessa a me.<br />
Si sente un artista?<br />
Non lo so. La maggior parte del<br />
tempo sinceramente no. Chiaramente<br />
però l’idea di esserlo è seducente,<br />
mi affascina molto. Ma<br />
credo non spetti a me rispondere.<br />
Quando riesco a trasmettere<br />
qualcosa della mia interiorità,<br />
quando riesco a “tradurre” una di<br />
quelle visioni di cui parlavo prima,<br />
forse mi avvicino ad esserlo.<br />
Il resto del tempo svolgo un mestiere,<br />
faccio l’attore. In ogni<br />
caso sono sempre gli altri a deciderlo.<br />
Quello che devo fare io è<br />
solo dare fondo alle mie forze per<br />
esprimere quello che sento dentro<br />
al cuore con sincerità.<br />
Fra i colleghi attori, con chi ha<br />
instaurato i rapporti più stretti?<br />
La mia migliore amica è un’attrice.<br />
Si tratta di Blu Yoshimi, la<br />
protagonista di Piuma, di Roan<br />
Johnson. Io e Blu ci conosciamo<br />
da una vita, eravamo in classe insieme<br />
alle medie. In alcuni momenti<br />
ci perdiamo di vista (siamo<br />
tutti e due sempre molto impegnati),<br />
ma ci vogliamo tanto,<br />
tanto bene.<br />
Sua madre è un’attrice: quali<br />
consigli le ha dato per la sua<br />
carriera?<br />
L’aiuto e l’esperienza di mia<br />
mamma sono stati fondamentali<br />
sotto diversi punti di vista. Senza<br />
dubbio, però, il suo consiglio<br />
80 ITA EVENTI
Nella pagina a fianco,<br />
Jacopo Olmo con Luca<br />
Marinelli, nel film Una<br />
questione privata e una<br />
scena dal film Zeta, del 2016.<br />
A fianco, l’attore in Nessuno<br />
mi pettina bene come il vento,<br />
del 2014. Sotto, Olmo con<br />
Luigi Lo Cascio nel film<br />
I nostri ragazzi<br />
più importante è stato il primo in<br />
assoluto. Il giorno prima di iniziare<br />
le riprese di Io e Te mi prese<br />
da una parte e mi disse: “ricordati<br />
di rispettare il lavoro di<br />
tutte le altre persone sul set”. Personalmente<br />
non credo possa esserci<br />
consiglio migliore da dare a<br />
un attore. Il nostro lavoro è legato<br />
in modo strettissimo a quello di<br />
tutti quanti, dal produttore fino<br />
all’ultimo degli assistenti, e la nostra<br />
responsabilità è grandissima,<br />
perché dobbiamo finalizzare il lavoro<br />
di una troupe che si impegna<br />
duramente per metterci in<br />
condizione di lavorare al meglio.<br />
Mancare di rispetto a queste<br />
persone che sostengono così<br />
profondamente gli attori penso sia<br />
veramente grave. Inoltre recitare<br />
in un ambiente positivo e amichevole<br />
è sempre e comunque la<br />
situazione migliore.<br />
Da giovanissimo era un appassionato<br />
di fumetti giapponesi,<br />
le piacciono ancora?<br />
Sono ancora molto legato a tanti<br />
manga, anime e anche videogiochi<br />
giapponesi - Neon Genesis<br />
Evangelion, i film dello studio<br />
Ghibli, Metal Gear Solid, ovviamente<br />
Dragon Ball - ma direi che<br />
non sono più un interesse primario.<br />
Sono cresciuto e cambiato<br />
tanto in questi anni.<br />
Quali sono le sue passioni oggi?<br />
Amo sempre più disperatamente<br />
il cinema, tanto che a volte vorrei<br />
essere meno disciplinato e<br />
permettermi di spendere giorni<br />
interi a guardare film. Mi piacerebbe<br />
che Roma fosse una città<br />
pullulante di sale cinematografiche<br />
aperte tutto il giorno, tutti i<br />
giorni, e che proiettassero grandi<br />
e piccoli gioielli di cinema da<br />
tutto il mondo. Il cinema mi accende<br />
di gioia perché è un’arte in<br />
qualche maniera multidimensionale:<br />
è allo stesso tempo fotografia,<br />
letteratura, musica, può essere<br />
filosofia, spettacolo, politica.<br />
E poi, nel cinema ci sono gli esseri<br />
umani. E questa cosa per me<br />
è irresistibile. In ogni caso, aldilà<br />
dei miei “deliri” sul cinema,<br />
sono anche un lettore appassionato<br />
(anche se dovrei ritagliarmi<br />
molto più tempo per leggere) e un<br />
grande consumatore di musica.<br />
Mi sforzo sempre di essere il più<br />
aperto possibile con le scelte che<br />
faccio: non voglio chiudermi in<br />
una sorta di ghetto intellettuale<br />
in cui mi trovo a leggere o ascoltare<br />
sempre le stesse cose. Ho un<br />
grande amore, quasi una passione<br />
violenta, una foga, per la conoscenza.<br />
A volte mi trovo a<br />
pensare a tutto quello che vorrei<br />
vedere, leggere, ascoltare, fare e mi<br />
riempio di eccitazione. E poi<br />
inizia a girarmi la testa!<br />
ITA EVENTI 81
Viaggiare<br />
A PASSO DI DANZA<br />
PER LE STRADE DI VIENNA<br />
La capitale austriaca è una città dal glorioso<br />
passato, che fa bella mostra di sé nei tanti<br />
edifici monumentali, e dallo spirito cosmopolita.<br />
È la città della musica, dei balli e dei caffè<br />
di Margot Rossi
uando si pensa a Vienna<br />
si pensa agli Asburgo. Si<br />
pensa al Danubio. Ai caffè<br />
del centro, alla ruota panoramica<br />
del Prater, ai balli eleganti,<br />
alla Wiener Schnitzel, alla musica.<br />
E la capitale dell’Austria è tutte<br />
queste cose e ancora tante altre.<br />
È il centro dell’economia, della<br />
cultura e della politica dell’Austria.<br />
È una città moderna ma<br />
di una modernità che conserva lo<br />
charme tipico del periodo imperiale,<br />
quando era la capitale del<br />
glorioso impero asburgico.<br />
La Vienna imperiale<br />
Gran parte del fascino di Vienna<br />
risiede senza dubbio nell’eredità<br />
della monarchia asburgica. Per<br />
avere un’idea dello splendore e<br />
della gloria degli antichi regnanti<br />
basterà visitare gli splendidi castelli<br />
in stile barocco di Schönbrunn<br />
e Belvedere e la Hofburg,<br />
passeggiare lungo la Ringstrasse,<br />
entrare nel duomo di Santo Stefano,<br />
ammirare i sarcofagi custoditi<br />
nella Cripta degli Imperatori<br />
sotto la Chiesa dei Cappuccini.<br />
La Hofburg è l’antica residenza<br />
imperiale, considerata uno dei più<br />
grandi complessi residenziali al<br />
mondo. Fino al 1918 la Hofburg<br />
è stata al centro della vita pubblica<br />
e privata degli imperatori della<br />
casa d’Asburgo. Attualmente vi si<br />
trovano numerosi musei che vantano<br />
raccolte d’eccellenza, la<br />
Scuola di Equitazione Spagnola,<br />
un centro congressi, la sede del<br />
presidente federale dell’Austria, la<br />
storica Heldenplatz (Piazza degli<br />
Eroi). Vi si trova anche il Museo<br />
di Sissi, l’imperatrice conosciuta<br />
e amata da tutti, che offre un interessante<br />
confronto fra mito e realtà.<br />
Schönbrunn è invece l’ex residenza<br />
estiva degli Asburgo e si<br />
caratterizza per le lussuose camere<br />
imperiali e il magnifico giardino.<br />
Meritano di essere ammirati<br />
anche i palazzi costruiti lungo la<br />
Ringstrasse (una serie di viali ottocenteschi<br />
il cui percorso circolare<br />
ricalca il tracciato delle mura<br />
medioevali che circondavano il<br />
centro storico di Vienna): palazzi<br />
prestigiosi costruiti per le ricche<br />
famiglie della borghesia e<br />
dell’aristocrazia.<br />
I musei<br />
Vienna ha più di 100 musei che<br />
ospitano collezioni importanti e<br />
di rilevanza mondiale e altrettante<br />
La Votivkirche<br />
(chiesa votiva), è una<br />
delle più importanti<br />
chiese di Vienna. La<br />
sua costruzione iniziò<br />
nel 1856 come segno<br />
di ringraziamento in<br />
seguito al fallito<br />
attentato alla vita<br />
dell’imperatore<br />
Francesco Giuseppe<br />
©WienTourismus_Christian Stemper
©WienTourismus_Peter Rigaud<br />
©WienTourismus_Karl Thomas<br />
©WienTourismus_Christian Stemper<br />
In alto, una vista del Volksgarten, il cosiddetto “giardino del popolo”, sorge sulle fortificazioni che Napoleone<br />
fece abbattere durante l’occupazione francese del 1809. Sopra, a sinistra l’interno dell’Opera di Stato, uno dei più<br />
importanti teatri lirici al mondo; a destra, il Badeschiff, un locale (con piscina) su una nave galleggiante sul Danubio<br />
piccolissime e curiose. Ecco i<br />
più importanti.<br />
Il Kunsthistorisches Museum<br />
(Museo di storia dell’arte), vicino<br />
alla Hofburg, fu costruito<br />
nel 1891 per ospitare le vaste collezioni<br />
della casa imperiale. Con<br />
la sua collezione di importanti<br />
opere e quella dedicata a Bruegel<br />
(la più grande esistente), è oggi<br />
uno dei musei più importanti del<br />
mondo. Inoltre, più di 2100 oggetti<br />
di pregio, collezionati dagli<br />
Asburgo per secoli, sono esposti<br />
nella Kunstkammer (letteralmente,<br />
camera d’arte).<br />
L’Albertina è il più grande palazzo<br />
residenziale asburgico e troneggia<br />
sulle mura di uno degli ultimi<br />
bastioni di Vienna all’estemità<br />
sud della Hofburg. Possiede una<br />
prestigiosa collezione di stampe e<br />
disegni, con opere come “La giovane<br />
lepre” di Dürer e gli studi di<br />
donna di Klimt. Inoltre, la nuova<br />
collezione esposta presenta capolavori<br />
dell’epoca moderna che spaziano<br />
da Monet a Picasso a Baselitz.<br />
Il Belvedere non è soltanto un<br />
fastoso castello barocco, ospita<br />
anche una delle più pregevoli collezioni<br />
di opere d’arte in Austria,<br />
con le opere principali di Gustav<br />
Klimt, Egon Schiele e Oskar Kokoschka.<br />
Al Naturhistorisches<br />
Museum (Museo di storia naturale)<br />
si trovano 20 milioni di oggetti<br />
che consentono di toccare con<br />
mano la storia del nostro pianeta<br />
e l’incredibile varietà della natura.<br />
In questo edificio gli Asburgo collezionarono<br />
di tutto: dagli insetti<br />
alle pietre preziose e ai minerali. Vi<br />
si trovano perfino degli scheletri di<br />
dinosauro volante. Numerosi<br />
esemplari imbalsamati di specie<br />
animali estinte o a estremo rischio<br />
di estinzione conferiscono alla<br />
collezione un valore notevole.<br />
I caffè viennesi<br />
Sono famosi in tutto il mondo e<br />
dal 2011 la tradizionale cultura dei<br />
caffè viennesi è addirittura patri-<br />
84 ITA EVENTI
Viaggiare<br />
monio culturale immateriale dell’Unesco.<br />
Sono da sempre considerati<br />
oasi di accoglienza e ospitalità:<br />
i caffè tradizionali invitano gli<br />
ospiti a una sosta con le loro numerose<br />
varianti di caffè, i giornali<br />
internazionali e le prelibatezze gastronomiche.<br />
L’abitudine di bere il<br />
caffè ha radici lontane, nel 1683,<br />
quando i Turchi, sconfitti prima di<br />
entrare in città, abbandonarono sul<br />
campo sacchi di caffè di cui, fino ad<br />
allora, i viennesi ignoravano l’esistenza.<br />
Il caffè è parente della pasticceria.<br />
L’offerta principale, fatta<br />
di torte e dolci, garantisce, insieme<br />
ai gugelhupf, la sachertorte & Co.<br />
la tipica “dolce vita” viennese.<br />
La stagione<br />
dei balli viennesi<br />
Vienna è la capitale dei balli: ogni<br />
anno si allestiscono qui 450 balli, dall’elegante<br />
ballo tradizionale alla scatenata<br />
festa di Carnevale. Quelli più<br />
frequentati registrano un afflusso di<br />
anche 6.000 persone. Nel 2016 la<br />
stagione viennese dei balli ha registrato<br />
entrate per 131 milioni di<br />
euro. Delle 500.000 persone che<br />
hanno partecipato a un ballo un terzo<br />
proveniva da Vienna, 60.000 da<br />
diverse regioni dell’Austria e 55.000<br />
dall’estero. La stagione si è aperta l’11<br />
novembre, con un giro pubblico di<br />
valzer nel centro storico, e culminerà<br />
nei mesi di gennaio e febbraio con<br />
i balli di carnevale.<br />
Dall’alto, l’Opera di Stato e il Parlamento: quest’ultimo si trova<br />
sulla Ringstrasse, è una delle opere dello Storicismo ed è ispirato<br />
all’architettura greca. Sotto, il Municipio, la più importante costruzione<br />
neogotica laica di Vienna (per le foto ©WienTourismus/Christian Stemper)<br />
Le novità per i gourmet<br />
Nell’elegante area per lo shopping<br />
Goldenes Quartier nel centro storico<br />
di Vienna ha aperto nell’ottobre<br />
2017 l’AÏ, un nuovo ristorante<br />
di lusso. Su due piani e su una<br />
superficie di oltre 800 m² si servono<br />
innovativi e raffinati piatti di<br />
cucina asiatica. Nell’ottobre 2017<br />
si è stabilito nel primo distretto anche<br />
Jamie’s Italian, una catena di<br />
ristoranti di Jamie Oliver, star britannica<br />
della cucina, specializzata<br />
in autentica cucina italiana. Il ristorante<br />
del signorile Hotel Grand<br />
Ferdinand lungo la Ringstrasse ha<br />
un nuovo nome: al Meissl &<br />
ITA EVENTI 85
Viaggiare<br />
Tutte le foto ©WienTourismus_Christian Stemper<br />
VIENNA E IL MODERNISMO<br />
Nel 2018 Vienna festeggia<br />
al motto di Bellezza e abisso.<br />
Klimt.Schiele.Wagner.Moser.<br />
il Modernismo e quattro tra i suoi<br />
maggiori esponenti, scomparsi<br />
tutti nello stesso anno, il 1918.<br />
I pittori Gustav Klimt ed Egon<br />
Schiele, l’architetto Otto Wagner<br />
e il poliedrico Koloman Moser<br />
influenzarono in modo decisivo la<br />
Vienna a cavallo tra Ottocento e<br />
Novecento. Nel 2018 quindi sono<br />
numerose le mostre e le rassegne<br />
che i grandi centri espositivi viennesi<br />
dedicano all’impronta lasciata da<br />
artisti, scienziati, architetti e molti<br />
altri nella Vienna del fin de siècle.<br />
Tra le più importanti:<br />
◗ Dal 22/02 al 7/10: Modernismo<br />
viennese. Una nuova epoca musicale,<br />
Casa della Musica - Il Museo<br />
del Suono, www.hdm.at<br />
◗ Dal 13/02 al 2/09: Stairway<br />
to Klimt. Il “ponte di Klimt” e<br />
“Nuda Veritas”, Kunsthistorisches<br />
Museum, www.khm.at<br />
◗ Dal 23/02 al 4/11: Egon<br />
Schiele. Espressione e lirica,<br />
Leopold Museum,<br />
www.leopoldmuseum.org<br />
◗ Dal 14/03 al 29/06: Arnold<br />
Schönberg e la Giovane Vienna,<br />
Arnold Schönberg Center,<br />
www.schoenberg.at<br />
◗ Dal 15/03 al 7/10: Otto<br />
Wagner, Wien Museum Karlsplatz,<br />
www.wienmuseum.at<br />
◗ Dal 22/03 al 26/08: Klimt non è<br />
la fine. Nuovi fermenti nella Mitteleuropa,<br />
Belvedere inferiore,<br />
www.belvedere.at<br />
86 ITA EVENTI
LE SPECIALITÀ AUSTRIACHE<br />
La varietà della cucina austriaca testimonia<br />
la vastità della monarchia di un tempo.<br />
Vienna, in particolare, era un crogiolo<br />
di culture gastronomiche perché vi si<br />
trovavano tantissimi immigrati provenienti<br />
da Ungheria, Boemia, Slovacchia, Polonia<br />
e da molti altri paesi: di ognuno di questi<br />
paesi la cucina austriaca assorbì qualcosa.<br />
Lo strudel di mele o di ricotta, per esempio,<br />
dolce viennese per antonomasia, è una<br />
ricetta turca. L’invenzione della Sachertorte<br />
invece risale al periodo della Restaurazione<br />
ed è opera del giovane pasticciere viennese<br />
Franz Sacher, amante del cioccolato. Con<br />
il loro lesso gli italiani offrirono l’ispirazione<br />
per il Tafelspitz viennese (bollito di manzo),<br />
mentre di origine serba sono i piatti a<br />
base di carne e riso e le grigliate. Invece<br />
l’origine della famosa cotoletta, la Wiener<br />
Schnitzel, è ancora un mistero.<br />
© WienTourismus_Robert Osmark<br />
© WienTourismus_Peter Rigaud<br />
© WienTourismus_Robert Osmark<br />
©WienTourismus_Christian Stemper<br />
Schadn si celebrano con passione<br />
i piatti tipici della cucina austriaca<br />
tra cui il classico Wiener<br />
Schnitzel e il Tafelspitz. Al Restaurant<br />
ON sud si può assaggiare<br />
l’insolita fusion di cucina cinese<br />
e mediterranea. Il gastronomo<br />
Simon Xie Hong, che a Vienna<br />
gestisce già quattro locali,<br />
l’ON, l’ON Market, il ChinaBar<br />
e il ChinaBar an der Wien, si è<br />
stabilito con il suo nuovo ristorante<br />
nel 15esimo distretto. Il<br />
Weltmuseum Wien, il Museo<br />
del Mondo di Vienna, la cui riapertura<br />
è avvenuta alla fine dell’ottobre<br />
2017, offre con il suo<br />
cook café & bistro la possibilità<br />
di fare una pausa culinaria durante<br />
o dopo la visita del museo.<br />
Il locale Motto am Fluss, sul canale del Danubio, accanto alla Schwedenplatz<br />
Informazioni utili<br />
Sul sito www.vienna.info si trovano<br />
suggerimenti aggiornati in<br />
tredici lingue, una funzione per<br />
pianificare il viaggio, una banca<br />
dati per le manifestazioni e molto<br />
altro. La prenotazione online<br />
degli hotel è possibile sia al sito<br />
www.vienna.info che telefonicamente<br />
presso Wien-Hotels &<br />
Info, il servizio prenotazioni dell’Ente<br />
per il Turismo di Vienna<br />
(tel. +43-1-<strong>24</strong>5 55, lun-sab 9-19).<br />
Il Tourist-Info Vienna è il primo<br />
indirizzo a cui rivolgersi per chi<br />
si trova a visitare Vienna, in piazza<br />
Albertinaplatz, alla Stazione<br />
centrale di Vienna e all’aeroporto:<br />
in tutti e tre i punti informazione<br />
offrono piantine gratuite<br />
della città, la possibilità di effettuare<br />
prenotazioni e di usufruire<br />
del collegamento WiFi.<br />
Esiste una Vienna City Card, la city<br />
card ufficiale dell’Ente per il Turismo<br />
di Vienna: sono disponibili<br />
due versioni, quella rossa con il biglietto<br />
per i trasporti pubblici di<br />
Vienna Wiener Linien e quella<br />
bianca che permette di utilizzare<br />
per <strong>24</strong> ore la linea Big Bus Vienna<br />
che effettua i giri hop on hop<br />
off attraverso la città e comprende<br />
una passeggiata guidata in città. La<br />
card, che può avere validità di <strong>24</strong>,<br />
48 oppure 72 ore, offre agevolazioni<br />
per la visita di oltre 210 attrazioni<br />
turistiche, tra cui i grandi<br />
musei. La tessera è disponibile<br />
online al sito http://shop.wien.info,<br />
agli uffici Tourist-Info, nelle agenzie<br />
di viaggi e hotel di Vienna, presso<br />
Big BusTours e presso i trasporti<br />
pubblici di Vienna Wiener Linien.<br />
ITA EVENTI 87
Angolo dei consigli<br />
CALVIZIE: LE NUOVE FRONTIERE<br />
DELLA MEDICINA RIGENERATIVA<br />
La perdita dei capelli è spesso vissuta con imbarazzo, tanto da provocare<br />
problemi di insicurezza anche importanti. Grazie ad anni di ricerca,<br />
HairClinic Bio Medical Group offre soluzioni ad personam, quindi più efficaci<br />
90 ITA EVENTI
Tecnologie ad altissimo livello e protocolli di cura<br />
personalizzati: grazie alla tecnologia e ai suoi<br />
continui sviluppi oggi possiamo approfittare<br />
dell’azione di alcuni corpuscoli del nostro organismo,<br />
che non solo è riparatrice, ma anche rigeneratrice,<br />
soprattutto in presenza di alcuni tipi di<br />
tessuti danneggiati. La diminuzione della quantità<br />
dei capelli e la diminuzione del loro spessore<br />
prende il nome di alopecia. Esistono diversi tipi di<br />
alopecia ma nell’uomo la più diffusa è l’alopecia<br />
androgenetica che colpisce più dell’87% della<br />
popolazione maschile. La calvizie è una malattia<br />
del follicolo e non è una patologia debilitante, di<br />
fatto si può vivere benissimo anche senza capelli,<br />
ma per molte persone il più delle volte è vissuta<br />
dall’inconscio come un vero dramma. Se è vero<br />
che le donne hanno meno problemi di calvizie rispetto<br />
agli uomini è anche vero che non sono al<br />
riparo dall’alopecia androgenetica, tanto da poter<br />
parlare di alopecia androgenetica femminile.<br />
L’alopecia androgenetica femminile è molto più<br />
diffusa di quanto si possa pensare, una donna su<br />
quattro ha un problema legato alla caduta dei<br />
capelli. Per risolvere questi problemi si parla sempre<br />
più spesso di principi attivi di rigenerazione<br />
cellulare autologhi e delle loro funzioni. In pratica,<br />
una volta individuati gli attori della rigenerazione<br />
tissutale, viene messa a punto una strategia<br />
terapeutica che permette di sfruttarne le enormi<br />
capacità. Si parla in questo caso di tecnica PRP<br />
(Plasma Ricco di Piastrine), che già negli anni a<br />
cavallo tra il 1970 e il 1980 veniva utilizzata per<br />
curare le ulcere nei soggetti diabetici o i piccoli<br />
traumi del tessuto nervoso. Nel corso del tempo<br />
si è poi arrivati a una soluzione potenziata della<br />
tecnica PRP attraverso la metodologia di separazione<br />
cellulare hCRP, per un migliore contrasto<br />
della calvizie e una sua più efficace cura. Tutto<br />
dunque ha origine dal nostro organismo, e infatti<br />
il primo passo del trattamento hCRP è un semplice<br />
prelievo ematico dal paziente con successiva<br />
separazione dei principi attivi del sangue<br />
mediante una centrifugazione a doppio stadio in<br />
grado di riconoscere e concentrare selettivamente<br />
le piastrine giovani che verranno poi infiltrate<br />
nelle zone da trattare con una micro-iniezione.<br />
La Medicina Rigenerativa associata a una cura<br />
ad-personam rappresenta quindi l’approccio<br />
medico più incisivo contro la calvizie. La tecnica<br />
hCRP è utilizzata da HairClinic Bio Medical<br />
Group che da quasi dieci anni la annovera tra<br />
le fasi del più articolato Protocollo di Medicina<br />
Rigenerativa bSBS nella lotta alla calvizie. Questo<br />
protocollo è totalmente privo di controindicazioni<br />
ed effetti secondari e consente un’immediata<br />
ripresa della quotidianità.<br />
PER SAPERNE DI PIÙ<br />
HAIRCLINIC BIO MEDICAL GROUP<br />
www.hairclinic.it<br />
Numero verde: 800 168 668<br />
ITA EVENTI 91
Leggere<br />
POSSIAMO IMPARARE<br />
A VEDERE AL BUIO?<br />
Guardare il mondo con gli occhi di un gatto potrebbe<br />
insegnarci molte cose. È questa la teoria di Matteo<br />
Rampin, autore del libro La scelta del gatto, in uscita<br />
a metà gennaio di Mercedes Vescio<br />
G<br />
iorgio Celli, entomologo,<br />
etologo, professore universitario<br />
e noto volto<br />
televisivo, scomparso nel 2011,<br />
diceva che il gatto, per lui, era<br />
stato un animale socratico: “Mi<br />
ha insegnato a scoprire chi ero e<br />
anche qual era il mio posto nel<br />
mondo”. È facile pensare che gli<br />
autori del libro La scelta del<br />
gatto. Lezioni feline sull’arte di vivere,<br />
pubblicato da Ponte alle<br />
Grazie, la pensino in maniera<br />
molto simile. Il libro è stato<br />
scritto dallo psichiatra Matteo<br />
Rampin (già autore di Al gusto di<br />
cioccolato, Ponte alle Grazie,<br />
2005; Come non farsi bocciare a<br />
scuola, Salani, 2012; Mozart era<br />
un figo, Bach ancora di più, Salani,<br />
2014), che si è avvalso dell’aiuto<br />
di Laura Fanna e Matteo<br />
Loporchio: la teoria alla base di<br />
questo libro è che i gatti ci possono<br />
offrire una lezione di equilibrio<br />
e saggezza con i loro atteggiamenti<br />
schivi ma comunicativi,<br />
con la loro apparente pigrizia<br />
e apparente aggressività,<br />
con il loro desiderio di sovrastarci<br />
e le loro infinite risorse, con la<br />
loro sapiente capacità di mantenere<br />
la giusta distanza e vicinanza.<br />
Osservare le scelte di un<br />
gatto può essere molto più istruttivo<br />
di tante parole. «Possiamo<br />
imparare dall’osservazione di<br />
ogni animale; - spiega Matteo<br />
Rampin - ma a differenza, per<br />
esempio, dei cani, questi felini<br />
possono mostrarci alcuni lati<br />
del nostro carattere nei quali forse<br />
è più facile riconoscerci, se<br />
guardiamo a noi stessi con aria<br />
disincantata. Per fare solo un<br />
esempio: dubito che molti di noi<br />
attribuirebbero al genere umano<br />
le caratteristiche di obbedienza,<br />
fedeltà e abnegazione tipiche<br />
dei cani, mentre è più facile essere<br />
d’accordo sulla imprevedibilità,<br />
la selettività di gusti e la<br />
fondamentale indomabilità felina<br />
come tratti tipici anche della<br />
nostra specie». Se i gatti ci vedono<br />
al buio è perché sanno<br />
sfruttare anche una minima porzione<br />
di luce, allo stesso modo<br />
potremmo imparare a fare noi<br />
umani nell’affrontare situazioni<br />
apparentemente oscure e perciò<br />
spaventose. Se le cadute sono inevitabili<br />
per noi come per i gatti,<br />
e bisogna mettere in conto le<br />
sconfitte nel gioco dell’esistenza,<br />
possiamo pur sempre apprendere<br />
dai nostri felini come fare per cadere<br />
ritrovandoci in piedi. Questi<br />
sono solo alcuni dei paragoni<br />
tra le condizioni di vita dei<br />
gatti e la psicologia umana presentati<br />
nel libro, affiancati anche<br />
da casi clinici.<br />
Dottor Rampin, come è nata<br />
l’idea di questo libro?<br />
Mi è venuta grazie a Laura Fanna<br />
e Matteo Loporchio, i coautori<br />
del libro: due psicoterapeuti di cui<br />
sono testimone di nozze, e che vi-<br />
92 ITA EVENTI
vono con due stupendi gatti. Stavamo<br />
pensando a un argomento<br />
che si prestasse a raccontare qualcosa<br />
sul comportamento umano<br />
visto da una prospettiva non ordinaria,<br />
e abbiamo iniziato a<br />
chiederci come si vedrebbe il<br />
mondo se avessimo gli occhi di<br />
un’altra specie animale. Da lì ai<br />
gatti il passo è stato breve.<br />
Come è nata la sua passione per<br />
i gatti?<br />
È nata quando, da bambino, assieme<br />
ai miei fratelli accogliemmo<br />
in casa un gattino piccolissimo,<br />
che poi crebbe con noi: si<br />
chiamava Malachia, era un gatto<br />
d’Angora. Comunque per un veneziano<br />
i gatti sono un elemento<br />
costante del paesaggio, come le<br />
montagne per un alpino.<br />
Perché i gatti sono così affascinanti?<br />
Forse perché sono misteriosi. I<br />
greci dicevano che la conoscenza<br />
nasce dal sentimento dello stupore,<br />
e se c’è una cosa che suscita<br />
stupore, e quindi curiosità di<br />
sapere, è il mistero. I gatti, “tigri<br />
in miniatura” secondo la definizione<br />
di Desmond Morris, sono<br />
creature notturne, silenziose, capaci<br />
di grandi manifestazioni di<br />
attaccamento ma anche di autonomia<br />
e indipendenza, a loro agio<br />
nell’ozio più totale come nella<br />
caccia. Tutti elementi che in passato<br />
li rendevano oggetto di venerazione<br />
e di superstizione.<br />
Quando ha cominciato a pensare<br />
che il comportamento dei<br />
gatti potesse essere istruttivo per<br />
gli esseri umani?<br />
Me lo hanno fatto notare Laura<br />
e Matteo, che spesso raccontano<br />
le peripezie dei loro gatti ai pazienti<br />
sensibili all’argomento. In<br />
effetti, discutendo assieme, abbiamo<br />
scoperto che la vita dei gatti<br />
si presta a moltissime metafore<br />
che possono essere usate con<br />
successo nella comunicazione terapeutica,<br />
perché tutti abbiamo<br />
esperienza dei comportamenti<br />
tipici dei gatti. Nel libro si raccontano<br />
storie di persone intrappolate<br />
in situazioni non simpatiche,<br />
le quali sono state aiutate<br />
anche grazie a storie, esempi e riflessioni<br />
incentrate sulla vita e le<br />
abitudini di questo animale.<br />
Cosa ci insegna questo libro?<br />
Il libro parla di molti argomenti,<br />
che sono per lo più espressi in riferimento<br />
alle peculiarità feline che<br />
tutti conoscono: cadere in piedi,<br />
usare le “antenne” (cioè le vibrisse),<br />
fare attenzione al “contropelo”,<br />
imparare a gestire le unghiate,<br />
superare le diatribe basate sull’antipatia<br />
istintiva (come quelle<br />
proverbiali tra cane e gatto)...<br />
Qual è l’insegnamento più<br />
grande che ha appreso da un<br />
gatto?<br />
Forse vedere al buio. Mi spiego:<br />
il gatto non vede di notte, come<br />
si potrebbe credere, grazie a qualche<br />
strano superpotere, ma perché<br />
la sua retina è capace di<br />
L’AUTORE<br />
Matteo Rampin, psichiatra, insegna comunicazione<br />
di crisi nei corsi per Negoziatori dell’Arma dei<br />
Carabinieri, e collabora su temi analoghi con<br />
alcuni reparti speciali delle Forze Armate e con<br />
enti dell’Intelligence e della Difesa nazionali e<br />
sovranazionali. È consulente di aziende pubbliche<br />
e private su temi attinenti il comportamento<br />
umano. Ha scritto più di trenta libri pubblicati<br />
in Italia e all’estero. È autore di La scelta del<br />
gatto. Lezioni feline sull’arte di vivere<br />
insieme a Laura Fanna e Matteo<br />
Loporchio, marito e moglie<br />
che esercitano la professione<br />
di psicoterapeuti e usano<br />
da anni le metafore feline<br />
per aiutare i pazienti.<br />
sfruttare<br />
al meglio<br />
ogni minimo<br />
barlume di<br />
luce presente in quello<br />
che, a prima vista, potrebbe sembrare<br />
buio pesto. Credo che se noi<br />
ci abituassimo a concentrare la<br />
nostra attenzione sui minuscoli<br />
semi di luce che esistono anche<br />
nel buio più fitto, e a sfruttarli per<br />
rischiarare almeno un po’ lo scenario,<br />
eviteremmo di perderci<br />
d’animo come invece facciamo<br />
spesso, e impareremmo a guardare<br />
l’esistenza con più ottimismo,<br />
ricordando che la vita è una<br />
commistione di buio e di luce, e<br />
sta a noi decidere se fermarci alla<br />
prima impressione lasciandoci<br />
impaurire dall’oscurità o, invece,<br />
continuare a cercare la luce anche<br />
se non la vediamo.<br />
ITA EVENTI 93
Leggere<br />
Marco Presta, prima di Accendimi<br />
ha pubblicato la raccolta di<br />
racconti Il paradosso terrestre<br />
(Aliberti Editore 2009, Einaudi<br />
2012) e, con Einaudi, i romanzi<br />
Un calcio in bocca fa miracoli<br />
(2011), Il piantagrane (2012)<br />
e L’allegria degli angoli (2014)<br />
L’AMORE IN RADIO<br />
Accendimi è il nuovo romanzo di Marco Presta, pubblicato<br />
con Einaudi. Racconta la storia di un rapporto molto<br />
particolare, fra una donna e una voce che arriva da lontano<br />
aterina ha una pasticceria,<br />
un fidanzato e delle amiche.<br />
In apparenza sembrerebbe<br />
andare tutto bene ma non<br />
è così, perché Caterina si sente sola<br />
ed è insoddisfatta della propria<br />
vita. Giancarlo, il fidanzato, è un<br />
commissario di Polizia che non<br />
ama e con il quale non c’è passione,<br />
le amiche si ricordano di lei<br />
raramente e in più Caterina ha un<br />
fratello, Vittorio, che sembra una<br />
calamita per i guai. A rivoluzionare<br />
la vita della protagonista<br />
sarà una… radio: “un modello degli<br />
anni Settanta, un cubo arancione<br />
con tanto di antenna” che<br />
Caterina trova nel retrobottega del<br />
negozio. Da quella radio esce<br />
una voce, quella di Antonio, che<br />
parla a Caterina, proprio a lei e a<br />
nessun altro, e parlandole la conquista<br />
cambiandole la vita per<br />
sempre. «Accendimi è senza dubbio<br />
una favola», dice Marco Presta.<br />
«E, come tutte le favole, è la<br />
forma di narrazione più cruda e<br />
realistica che ci sia. La situazione<br />
di Caterina è comune a tante persone:<br />
l’insoddisfazione è un tratto<br />
distintivo dell’epoca che viviamo.<br />
Spesso la ignoriamo, ma<br />
lei rimane lì e ci accompagna ogni<br />
giorno». Caterina è dunque una<br />
persona vera, potrebbe essere<br />
chiunque di noi: «mi piace raccontare<br />
storie di persone vere, -<br />
spiega Presta - che fanno mestieri<br />
veri, concreti, credibili. Qualità<br />
e difetto principale, in Caterina,<br />
coincidono. Sto parlando<br />
della cordialità verso il mondo, un<br />
pregio che rischia di farti diventare<br />
un emarginato». La radio è<br />
l’elemento chiave del romanzo ed<br />
è un mezzo di comunicazione<br />
caro a Marco Presta che è autore<br />
e conduttore radiofonico, in<br />
coppia con Antonello Dose anima<br />
da molti anni la mattinata di<br />
Radio 2 con Il ruggito del coniglio.<br />
«La radio è il media più affettivo,<br />
- spiega - quello che più di ogni<br />
altro crea un legame sentimentale<br />
tra chi la fa e chi l’ascolta. Ed è anche<br />
quello che più di tutti stimola<br />
la fantasia, ha un potere evocativo<br />
enorme. Per me rappresenta<br />
un gioco meraviglioso, una fatica<br />
immensa di cui non mi stanco<br />
mai. Oltre che un modo di affrontare<br />
il mutuo, naturalmente».<br />
In Accendimi la radio funge, in<br />
qualche modo, da psicologo:<br />
«ogni rapporto interpersonale<br />
funge da psicologo: - specifica<br />
Presta - è psicologo il tuo migliore<br />
amico, tua zia, il tizio da cui compri<br />
il pane tutti i giorni. Lo è anche<br />
la radio».<br />
Arrivati alla fine di Accendimi<br />
l’impressione è che questo libro<br />
potrebbe diventare una bella<br />
commedia romantica sul grande<br />
schermo, gli elementi ci sono<br />
tutti: «se trovate un produttore disponibile,<br />
- specifica Presta - ditegli<br />
che io non creerò problemi».<br />
94 ITA EVENTI
Leggere<br />
1 2<br />
3<br />
in libreria<br />
1. Il Ragazzo Invisibile<br />
Seconda Generazione,<br />
A. Fabbri, L. Rampoldi<br />
e S. Sardo, Salani<br />
Michele Silenzi ha sedici anni e<br />
come molti ragazzi della sua età<br />
vive un’adolescenza tutt’altro che<br />
serena: la ragazza dei suoi sogni<br />
ama un altro e il rapporto con gli<br />
adulti è sempre più difficile. Michele<br />
si ritrova sempre più solo; tutto questo<br />
finché nella sua vita non fanno<br />
irruzione la sua misteriosa gemella<br />
Natasha e la madre naturale, Yelena,<br />
due donne che stravolgeranno<br />
completamente la sua esistenza,<br />
chiamandolo a una nuova avventura,<br />
alla quale non potrà sottrarsi.<br />
2. Hollywood: morte e misteri<br />
delle star, Carmine Aymone,<br />
Emmebi Edizioni Firenze<br />
Omicidi, suicidi, incidenti drammatici,<br />
morti celebri, tragiche fatalità,<br />
vite segnate da eccessi: 70 ricostruzioni<br />
di funesti casi, dal<br />
cinema muto a oggi, che hanno<br />
come protagonisti gli attori e le<br />
icone della musica che si sono cimentate<br />
anche con la recitazione.<br />
3. Fiori sopra l’inferno,<br />
Ilaria Tuti, Longanesi<br />
Travenì è un piccolo paese delle<br />
Dolomiti la cui tranquillità viene<br />
improvvisamente sconvolta da una<br />
serie di delitti efferati: una presenza<br />
sconvolge gli abitanti con<br />
aggressioni feroci e la foresta,<br />
complice, la nasconde. A risolvere<br />
la situazione interviene Teresa<br />
Battaglia, un commissario sessantenne<br />
atipico e antieroico.<br />
4. La terra scivola,<br />
Andrea Segre, Marsilio<br />
Un grande buco si apre una notte,<br />
silenziosamente, in una strada di<br />
Torpignattara, a Roma, proprio di<br />
fronte al condominio dove abitano<br />
Francesca e Yasmine. Le due si incontrano,<br />
si parlano, diventano<br />
amiche. Il grande buco intanto<br />
rimane lì, sotto la loro casa. Gli<br />
abitanti del quartiere ci guardano<br />
dentro, cauti: ma che cosa ci sia<br />
sotto, dove porti, non si capisce.<br />
5. Rap. Una storia italiana,<br />
Paola Zukar, Baldini&Castoldi<br />
Tra il 2006 e il 2016 il rap italiano<br />
è sbarcato nel mainstream. Con<br />
Clementino, Fabri Fibra e Marracash<br />
il genere è uscito dai circuiti<br />
underground per approdare al<br />
grande pubblico. Dietro a questi<br />
artisti c’è una donna capace di interpretare<br />
le regole di un gioco<br />
fatto prevalentemente da uomini:<br />
Paola Zuka. Questo libro ripercorre<br />
la sua esperienza personale<br />
alla guida della sua agenzia di<br />
produzione e il percorso umano e<br />
artistico che l’ha portata a trasformare<br />
la sua passione in una professione<br />
di successo.<br />
5<br />
4<br />
96 ITA EVENTI