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ITA<br />

eventi<br />

n.<strong>24</strong><br />

SERGIO MUÑIZ<br />

racconta il musical<br />

Mamma Mia!<br />

Fabrizio Bentivoglio<br />

a febbraio al cinema<br />

con il film Sconnessi<br />

INTERVISTE<br />

GIULIO BERANEK ◗<br />

JACOPO OLMO ANTINORI ◗<br />

Tre grandi artisti insieme<br />

MAX NEK RENGA, IL TOUR<br />

Da gennaio nei palasport


Sommario<br />

in questo numero<br />

8 12 18 22<br />

38<br />

8 Notes<br />

8.A zonzo sugli sci<br />

10. Queer & fashion<br />

12.Tatuaggi che passione<br />

14.Ultra violet<br />

43 51 66<br />

30<br />

17 Arte<br />

17.Il Picasso più intimo/Genova<br />

18.E vissero tutti felici e contenti/Milano<br />

22.Rivoluzione anni Settanta/Milano<br />

<strong>24</strong>.La casa è un’esperienza/Milano<br />

26.Appuntamenti<br />

29 Musica<br />

29.Raduniamoci intorno alla musica<br />

30.Per la prima volta in tre<br />

con un progetto esplosivo<br />

37.L’amore di Bregovic per Sarajevo<br />

38.Appuntamenti<br />

43 Classica<br />

43. Un grande uomo di pace/Milano<br />

44. Non è stato che l’inizio/Bologna<br />

48. Appuntamenti<br />

52


Sommario<br />

70 74<br />

<strong>ITAeventi</strong><br />

Iscritta con l’autorizzazione del Tribunale<br />

di Milano al numero 335 del 25/10/2013<br />

n.<strong>24</strong> gennaio/febbraio 2018<br />

Direttore Responsabile<br />

Maurizio Costanzo<br />

Caporedattore<br />

Cristiana Zappoli<br />

65 Cinema<br />

78 82<br />

51 Teatro<br />

51.Le difficoltà della vita in due<br />

52. Un musical da record a suon di Abba<br />

58. Quando il dramma è la mediocrità<br />

60. Appuntamenti<br />

65.Ligabue racconta Riko<br />

66. Si può sopravvivere da sconnessi?<br />

70. Le sfumature dell’anima<br />

72. Stronger / C’est la vie. Prendila come viene<br />

73. Caravaggio. L’anima e il sangue<br />

The party<br />

74 Volti nuovi<br />

74.Ho sperimentato il cinema al luna park<br />

78.Referenze? Mi manda Bertolucci<br />

Art Director<br />

Laura Lebro<br />

Redazione<br />

Alessandra Arini, Alessandra Cinque,<br />

Clara Dalledonne, Andrea Giuliani,<br />

Margot Rossi, Giovanni Salerno,<br />

Mercedes Vescio<br />

Editore<br />

MediaAdv srl<br />

Via A. Panizzi, 6 - 20146 Milano<br />

Tel. +39 02 43986531<br />

info@mediaadv.it<br />

www.mediaadv.it - www.itaeventi.it<br />

Pubblicità<br />

MediaAdv srl (concessionaria)<br />

Via A. Panizzi, 6 - 20146 Milano<br />

Tel. +39 02 43986531<br />

info@mediaadv.it<br />

www.mediaadv.it - www.itaeventi.it<br />

Stampa<br />

Mediaprint Srl<br />

Via Brenta, 7<br />

37047 San Giovanni Lupatoto (Vr)<br />

finito di stampare in gennaio 2018<br />

82 Viaggiare<br />

82.A passo di danza per le strade di Vienna<br />

90 Angolo dei consigli<br />

90. Calvizie: le nuove frontiere<br />

della medicina rigenerativa<br />

92 Leggere<br />

92.Possiamo imparare a vedere al buio?<br />

94.L’amore in radio<br />

96.In libreria<br />

Via Antonio Panizzi, 6 - 20146 Milano<br />

Tel. 02.43986531 - 02.45506260<br />

www.mediaadv.it<br />

KOrE<br />

E D I Z I O N I<br />

Via F. Argelati, 19 - 40138 Bologna<br />

Tel. 051.343060 - www.koreedizioni.it


Notes<br />

A ZONZO SUGLI SCI<br />

Da gennaio a marzo sarà possibile sciare in Val D’Ega (Bz) insieme a esperte guide<br />

alpine. Per non perdersi le piste più belle della zona e i rifugi più caratteristici<br />

Quando si scia sulle Dolomiti<br />

c’è talmente tanto da scoprire<br />

e da vedere che spesso<br />

ci si ritrova con il rimpianto di<br />

aver tralasciato una pista o un sentiero<br />

le cui caratteristiche di eccezionalità<br />

sono note solo a chi le conosce<br />

bene. Per non avere rimpianti<br />

al ritorno dalla settimana<br />

bianca, la Val D’Ega, nel cuore delle<br />

Dolomiti, offre agli sciatori la<br />

possibilità di partire da Carezza o<br />

da Obereggen e mettersi sulla<br />

scia di esperte guide alpine per andare<br />

alla scoperta dei luoghi più<br />

belli dello Ski Center Latemar-<br />

Obereggen e del Family Resort<br />

Carezza Ski per un totale<br />

di 90 chilometri di piste.<br />

Ogni giovedì, dall’11 gennaio al 29<br />

marzo 2018, i ciceroni delle nevi<br />

aprono la strada del Giro del Latemar<br />

sugli sci, un vero e proprio<br />

safari alla scoperta dei tracciati perfetti,<br />

delle discese più adrenaliniche<br />

e delle malghe più caratteristiche,<br />

viziati da specialità tipiche<br />

altoatesine ma anche da panorami<br />

e paesaggi da favola. Dalla Laurin<br />

Lounge, situata a 2.377 metri<br />

di altitudine sul margine del Catinaccio,<br />

lo sguardo raggiunge le<br />

Alpi svizzere e austriache. La malga<br />

alpina Oberholz a Obereggen,<br />

a 2.100 metri di altitudine, è un<br />

vero e proprio gioiello architettonico,<br />

frutto di un design che<br />

coniuga sapientemente vetro e<br />

legno con una vista indimenticabile<br />

sulla leggendaria pista Oberholz<br />

e sulle circostanti catene<br />

montuose. Il prezzo di 38 euro è<br />

inclusivo di pranzo in malga, guida<br />

sugli sci e shuttle da un’area sciistica<br />

all’altra e ritorno al punto di<br />

partenza. È solo necessario possedere<br />

uno skipass valido.<br />

Per informazioni:<br />

Val D’Ega Turismo<br />

Tel. 0471 619500<br />

E-mail: info@valdega.com<br />

Sito web: www.valdega.com<br />

Foto Paolo Codeluppi<br />

8<br />

ITA EVENTI


Notes<br />

QUEER & FASHION<br />

A febbraio torna a Bologna Fruit Exhibition. Un evento aperto al pubblico con<br />

una selezione di un centinaio tra i migliori editori d’arte indipendenti italiani e stranieri<br />

Arrivato alla sua sesta edizione,<br />

anche quest’anno si<br />

svolgerà a palazzo Re<br />

Enzo, a Bologna, il market internazionale<br />

dell’editoria d’arte indipendente<br />

che raccoglie le più interessanti<br />

pubblicazioni e digitali<br />

(introvabili nelle librerie di catena),<br />

tra cui libri d’artista, cataloghi,<br />

progetti di graphic design,<br />

periodici e zines.<br />

Fruit Exhibition offrirà inoltre un<br />

intenso programma di conferenze,<br />

workshop, mostre e installazioni.<br />

Nelle tre giornate della<br />

scorsa edizione ha attirato un<br />

pubblico di oltre 7.000 visitatori,<br />

e anche quest’anno la manifestazione<br />

si svolgerà in concomitanza<br />

con Arte Fiera e Art City,<br />

nel fine settimana che ogni anno<br />

Bologna dedica all’arte contemporanea,<br />

garantendo un importante<br />

afflusso di appassionati di<br />

linguaggi visivi contemporanei.<br />

In alto, Caroline Karst,<br />

Influences naturelles di<br />

Evelise Millet, 2015; in basso,<br />

Libri Finti Clandestini,<br />

Il circolo di Atacama, 2016<br />

I partecipanti<br />

Fruit Exhibition è giunto alla sesta<br />

edizione con un numero di<br />

espositori aumentati rapidamente<br />

dal 2012 a oggi, fino ad arrivare<br />

a un centinaio di editori presenti,<br />

frutto di un’accurata selezione,<br />

a dimostrazione del fatto<br />

che l’editoria indipendente è una<br />

produzione in crescita. La manifestazione<br />

è stata in grado di rinnovarsi<br />

anche in ambito internazionale,<br />

contando una buona<br />

percentuale di presenze di espositori<br />

esteri provenienti dall’Europa<br />

e da altri continenti, con realtà<br />

professionali riconosciute<br />

nei circuiti più prestigiosi di editoria<br />

d’arte indipendente.<br />

Per citare solo alcuni tra i partecipanti<br />

di questa edizione: Gram<br />

Publishing, un progetto editoriale<br />

tutto italiano strettamente legato<br />

all'arte visiva nelle sue declinazioni<br />

più underground che<br />

produce, pesa e impacchetta le sue<br />

pubblicazioni; Monorhetorik,<br />

il corposo e un po’ folle catalogo<br />

di pubblicazioni dell’artista e<br />

musicista olandese Matt Plezier;<br />

dall’Inghilterra, Ottographic, libri<br />

e poster serigrafati del designer<br />

e artista Otto Dettmer; e ancora<br />

le piccole e colorate pubblicazioni<br />

di Ruja press, duo che ha base in<br />

Olanda ovvero l’architetto Ruohong<br />

Wu e l’artista Jose Ja Ja Ja;


A fianco, RAUM Italic,<br />

The little (BIG) book<br />

of coloured animals,<br />

di Halina Kirschner,<br />

Gerlinde Meyer, Nadine<br />

Prange e Katja Spitzer,<br />

2017; sotto, Atelier iii,<br />

REAL ESTATE -<br />

Town of photography,<br />

Higashikawa, Tamami<br />

Iinuma; Erwes Bower,<br />

Some Sheep di<br />

Judith Erwes<br />

ritornano anche le due prestigiose<br />

e sperimentali case editrici di fotografia,<br />

Rorhof e Witty Kiwi.<br />

I focus: queer e fashion<br />

Ogni anno il festival propone due<br />

focus d’attenzione su trend culturali<br />

specifici che per questa<br />

edizione in parte si sovrappongono<br />

sconfinando l’uno nell’altro:<br />

queer e fashion.<br />

La sezione dedicata alle pubblicazioni<br />

queer - Let’s Queer! - offrirà<br />

una panoramica internazionale<br />

di pubblicazioni di molteplici<br />

formati che mette in scena<br />

l’estetica della “differenza” rispetto<br />

all’orientamento strettamente<br />

eterosessuale o cisgender,<br />

una consapevole decostruzione<br />

delle rappresentazioni sociali definite<br />

come norma e un’analisi più<br />

ampia delle identità di genere attraverso<br />

la lente della propria<br />

performatività.<br />

Uno scenario caleidoscopico a<br />

tratti colorato e a tratti austero che<br />

dall’identità di genere ci conduce<br />

al secondo focus, dedicato<br />

alla moda. Fashion Documents, a<br />

cura di Saul Marcadent, introdurrà<br />

una selezione di riviste, libri<br />

e oggetti editoriali che utilizzano<br />

la lente della moda per osservare<br />

l’orizzonte contemporaneo.<br />

La sezione disporrà di uno<br />

spazio espositivo e di vendita<br />

appositamente allestito all’interno<br />

del market e sarà accompagnata<br />

da un programma di incontri<br />

con importanti attori dell’editoria<br />

di moda.<br />

Fruit Exhibition<br />

Palazzo Re Enzo, Bologna<br />

www.fruitexhibition.com<br />

Dal 2 al 4 febbraio 2018


Notes<br />

TATUAGGI<br />

CHE PASSIONE<br />

La Milano Tattoo Convention è uno degli appuntamenti più<br />

importanti della tattoo-art internazionale. Anche questa<br />

edizione si terrà nei padiglioni della fiera dal 9 all’11 febbraio<br />

Giunta alla sua 23esima edizione,<br />

anche quest’anno<br />

Milano Tattoo Convention<br />

si propone come un evento<br />

molto importante per il settore.<br />

Un’unione di forze che si trasforma<br />

in una grande festa del tatuaggio,<br />

vero punto d’incontro tra<br />

i migliori artisti del mondo che si<br />

danno appuntamento per dar<br />

vita a una manifestazione di altissimo<br />

livello. Più di quattrocentocinquanta<br />

artisti, provenienti<br />

da tutto il mondo e in rappresentanza<br />

di ogni stile di tatuaggio,<br />

s’incontreranno a Milano<br />

per una grande festa della<br />

creatività su pelle, in un continuo<br />

interscambio di informazioni e<br />

energie creative che coinvolgerà in<br />

maniera contagiosa anche il sempre<br />

numeroso pubblico presente.<br />

Fra gli artisti presenti, star internazionali<br />

come AD Pancho, Sarah<br />

Miller, il maestro giapponese<br />

Horitoshi I e la tatuatrice russa<br />

Sasha Unisex divinità del web<br />

con quasi un milione di follower<br />

su Instagram. Fra gli italiani la bella<br />

Moni Marino nota per il suo<br />

stile colorato fotorealistico e Matteo<br />

Pasqualin, una delle leggende<br />

del tatuaggio realistico italiano.<br />

Una sezione dell’evento sarà<br />

dedicata a tatuatori storici provenienti<br />

da tutto il mondo con all’attivo<br />

più di 25 anni di carriera<br />

fra i quali: Dan Allaston, canadese<br />

che tatua dal 1982, Gabriele<br />

Donnini, Daniele Carlotti,<br />

Francesca Tenan, Angelo Colussi<br />

e tanti altri. Un’altra sezione<br />

sarà dedicata ai tatuatori che<br />

usano le tecniche del tatuaggio<br />

tradizionali e primitive fra i quali:<br />

Durga Taatoo dalle foreste del<br />

Borneo, Brent McCown, Albar<br />

Tikiam dall’Indonesia, Matt Ajarn<br />

e Rung Ajarn dalla Tailandia.<br />

Ospiti d’onore della manifestazione<br />

anche due bellissime modelle:<br />

l’esponente italiana del<br />

movimento Suicide Girl Riae<br />

Suicide e la principale rappresentante<br />

italiana dell’alternative<br />

modelling Monami Frost. Se-<br />

Foto di Sebastian Lanzara Reflexstudio<br />

guitissime sui social, Riae e Monami<br />

saranno a disposizione del<br />

pubblico per i 3 giorni in convention<br />

per foto e video con i fan.<br />

A contorno dei tatuatori ci saranno<br />

musica, spettacoli e gli<br />

immancabili tattoo contest che si<br />

terranno nei tre giorni di manifestazione<br />

e premieranno i migliori<br />

lavori eseguiti durante la<br />

convention nelle varie categorie.<br />

Il più importante è il Best of show<br />

ovvero il miglior tatuaggio eseguito<br />

in convention, uno dei<br />

premi più prestigiosi al mondo.<br />

Gli amanti del tatuaggio, ma<br />

12 ITA EVENTI


una sola volta tatuatori di tale portata.<br />

Inoltre la Milano Tattoo<br />

Convention è un appuntamento<br />

culturale con più livelli d’interesse<br />

perché, come ogni anno, una<br />

serie di mostre ed eventi collaterali<br />

renderanno ancora più interessante<br />

l’evento.<br />

Foto di Claudio Vignola<br />

Milano Tattoo Convention<br />

Dal 9 all’11/02<br />

MiCo Milano Congressi<br />

MiCo LAB – Liv. 0<br />

Ingresso Evento GATE 17<br />

P.le Carlo Magno<br />

Ingresso 1 giorno € 25,00<br />

Ingresso 3 giorni € 60,00<br />

www.milanotattooconvention.it<br />

Sopra, alcune immagini<br />

delle precedenti edizioni della<br />

manifestazione. Nella pagina<br />

a fianco, una delle modelle<br />

ospiti quest’anno: Riae Suicide<br />

anche i semplici curiosi, saranno<br />

liberi di assistere o diventare loro<br />

stessi delle opere d’arte, grazie ai<br />

lavori eseguiti dai tatuatori che<br />

parteciperanno a questa 23esima<br />

edizione. Nelle scorse edizioni il<br />

pubblico ha sempre risposto entusiasticamente<br />

e ogni anno più<br />

di 20.000 appassionati dell’arte<br />

del tatuaggio sono sempre presenti<br />

nei padiglioni della fiera. I<br />

fan del tatuaggio che si presentano<br />

alle casse della Fiera Milano City<br />

provengono da tutta Italia e, tenuto<br />

conto dell’importanza dell’evento<br />

a livello internazionale,<br />

anche da molti paesi europei.<br />

Oltre che per la qualità, Milano<br />

si differenzia da tutti<br />

gli altri appuntamenti del<br />

genere per il numero straordinario<br />

di tatuatori che<br />

per tre giorni lavorano<br />

incessantemente a contatto<br />

con un pubblico in visibilio<br />

e per la golosa occasione<br />

di vedere al lavoro in


Notes<br />

ULTRA VIOLET<br />

1<br />

Alla faccia della scaramanzia, Pantone ha scelto<br />

il viola intenso come tonalità del 2018. Perché,<br />

dicono, “il viola è un colore complesso e noi<br />

viviamo in un’epoca complessa”. Ecco, quindi,<br />

una selezione di elementi d’arredo perfetti<br />

per quest’anno, tutti dal sito LOVEThESIGN<br />

1. Hippop L’Ippopotamo è un<br />

pouf morbido e completamente<br />

sfoderabile di Il Saccotto.<br />

2. Pouf per bambini Dragon<br />

di Anuka, realizzato in lana<br />

di feltro 100% naturale.<br />

3. Bicchieri da acqua The Good<br />

Times, di Viceversa: impilabili<br />

e lavabili in lavastoviglie.<br />

4. Tostafette Tix di Viceversa,<br />

con nove livelli di calore.<br />

5. Tappeto Vintage firmato Carpet<br />

Edition, caratterizzato da una<br />

semplice forma rettangolare<br />

e realizzato in 100% lana.<br />

6. Chaise longue Moon Kids di<br />

Lina con poggiatesta pieghevole:<br />

si può modificare o chiudere.<br />

7. Tavolo Adam, prodotto<br />

dalla B-Line.<br />

8. Il divano Onkel Norman<br />

Copenhagen è un complemento<br />

d’arredo sofisticato e chic, che<br />

completa in modo ergonomico<br />

e ricercato il look di casa.<br />

9. Lampada a sospensione Mhy<br />

di Muuto, dalla forma giocosa.<br />

3<br />

4<br />

2<br />

5<br />

6<br />

7<br />

14 ITA EVENTI


8<br />

9<br />

12<br />

10<br />

11<br />

13<br />

14<br />

16<br />

10. Tavolino Chele: realizzato<br />

in ferro da Atipico.<br />

11. Il macina sale di Le Creuset<br />

è realizzato in ceramica di gres,<br />

ha un pomello in metallo e una<br />

struttura in acciaio inox che<br />

resiste alla corrosione.<br />

12. La cocotte ovale Evolution di<br />

Le Creuset è in ghisa e permette di<br />

raggiungere la stessa temperatura<br />

in ogni parte della pentola.<br />

13. Fabio Novembre ha disegnato<br />

la sedia Him per Casamania.<br />

14. Pouf Buggle-up firmato dal<br />

marchio Fatboy: un mega cuscino<br />

ideale per rilassarsi.<br />

15. La libreria Bookshape Small<br />

di Lettera G è un quadrato pieno di<br />

piccoli vani disposti apparentemente<br />

in disordine, perfetti per ospitare<br />

un libro.<br />

16. Vaso Eve di B-Line: l’estremità<br />

inferiore, di forma circolare, si<br />

estende verso l’alto trasformandosi<br />

in un triangolo dagli angoli smussati.<br />

15<br />

ITA EVENTI 15


DISNEY • KANDINSKY • PICASSO • SOTTSASSL • GALILEOANDARE PER MOSTRE NEI MUSEI PIÙ IMPORTANTI D’ITALIA<br />

Arte<br />

IN MOSTRA A GENOVA I DIPINTI PIÙ CARI AL PITTORE SPAGNOLO<br />

IL PICASSO PIÙ INTIMO<br />

Attraverso un corpo di oltre cinquanta dipinti di<br />

Picasso, la mostra vuole documentare non solo<br />

e non tanto il percorso artistico del genio spagnolo,<br />

attraverso i diversi periodi e i vari stili<br />

dell’artista dall’inizio del Novecento fino agli<br />

anni Settanta, ma soprattutto mostrare le opere<br />

più care a Picasso. I prestiti del Museo Picasso<br />

di Parigi sono eccezionali tanto per la quantità<br />

- si tratta infatti di quasi un quinto dei dipinti<br />

conservati nel museo francese - ma anche per<br />

la loro particolare provenienza: sono infatti tutte<br />

opere da cui il pittore non si è mai separato fino<br />

alla morte nel 1973 e quindi oggetto di particolare<br />

predilezione da parte sua. Non un Picasso<br />

qualunque, ma i capolavori del Picasso intimo,<br />

quelle opere dalle quali non volle mai allontanarsi<br />

e che furono a loro volta fonte di ispirazione.<br />

Nata su iniziativa del Musée National<br />

Picasso-Paris, l’esposizione di Genova, un percorso<br />

nel lavoro dell’artista e nei luoghi che<br />

l’hanno ispirato, rappresenta una particolare<br />

esperienza culturale, dedicata a rinsaldare i legami<br />

tra i paesi che si affacciano sulle sponde<br />

del Mediterraneo.<br />

◗ Picasso. Capolavori dal Museo Picasso di Parigi<br />

Palazzo Ducale, Genova<br />

Fino al 6 maggio 2018<br />

ITA EVENTI 17


Arte<br />

E VISSERO TUTTI<br />

FELICI E CONTENTI<br />

In occasione dell’80esimo anniversario dell’uscita nelle sale<br />

di “Biancaneve e i Sette Nani” (1937) WOW Spazio Fumetto<br />

Museo del fumetto, dell’Illustrazione e dell’Immagine<br />

animata di Milano ha allestito una mostra unica nel suo genere<br />

interamente dedicata alle Principesse Disney di Alessandra Arini<br />

Da bambini abbiamo imparato<br />

con le favole a sognare<br />

e ancora oggi, a<br />

ogni età, è importante sapere<br />

che esiste questo mondo ideale accanto<br />

al nostro per dare a quello<br />

che viviamo una trama importante<br />

o un significato bello che ci<br />

sfugge. Mancano sempre, però, le<br />

occasioni per immedesimarsi in<br />

questa parte fantastica delle cose,<br />

e difficilmente ora, da adulti,<br />

troveremo il modo e il tempo di<br />

ripercorrere con lo stesso entusiasmo<br />

le tappe delle storie, dei<br />

principi e delle principesse che ci<br />

hanno fatto innamorare. Ma a<br />

Milano c’è un posto che è un’eccezione,<br />

e che deve essere una<br />

meta d’obbligo per tutti gli appassionati<br />

delle favole e del lieto<br />

fine. Dal 14 ottobre, infatti, presso<br />

il Museo del Fumetto, dell’Illustrazione<br />

e dell’Immagine, c’è<br />

la mostra Sogno e Avventura, 80<br />

anni di principesse nell’animazione<br />

Disney.<br />

La mostra proseguirà<br />

fino<br />

al 25 febbraio<br />

prossimo<br />

e la<br />

Ogni principessa<br />

è associata a una<br />

gigantografia<br />

o a un oggetto<br />

particolare che<br />

la rappresenta<br />

sua apertura è avvenuta in occasione<br />

dell’80esimo anniversario<br />

dalla realizzazione del primo cortometraggio<br />

animato di Biancaneve.<br />

Per tutta la durata della mostra<br />

sono stati programmati incontri<br />

e laboratori didattici relativi<br />

proprio all’evento. La mostra<br />

è dedicata alle principesse Disney,<br />

da Aurora ed Ariel, protagoniste<br />

rispettivamente degli storici cartoni<br />

animati La bella Addormentata<br />

e La Sirenetta, fino alle principesse<br />

più contemporanee che<br />

prendono le sembianze di Rapunzel<br />

e della principessa dal<br />

cuore di ghiaccio di Frozen. Il<br />

Museo del Fumetto si sviluppa<br />

proprio, in occasione dell’evento,<br />

per ambientazioni<br />

specifiche che riproducono<br />

nel minimo dettaglio tutte<br />

le atmosfere e le curiosità<br />

legate alla storia<br />

delle principesse.<br />

Dietro un cartone<br />

animato si<br />

muove un mondo di<br />

professionalità e immaginazione<br />

vastissimo, e la mostra<br />

nasce proprio con l’intento<br />

di creare un itinerario che, con<br />

immagini e fotografie, renda<br />

omaggio anche a quella che è la<br />

storia umana e tecnica che vive<br />

dietro ogni principessa e la sua<br />

storia, e che le permette poi di vi-


Ariel,<br />

la principessa<br />

protagonista del classico<br />

Disney La sirenetta<br />

del 1989, ispirato alla<br />

favola di Hans Christian<br />

Andersen. In basso,<br />

Jasmine, la protagonista<br />

femminile del film<br />

Aladdin<br />

LA LOCATION<br />

WOW Spazio Fumetto<br />

– Museo del fumetto,<br />

dell’Illustrazione e dell’Immagine,<br />

realizzato e<br />

gestito dalla Fondazione<br />

Franco Fossati, è stato<br />

inaugurato a Milano il<br />

1° aprile 2011 ed è un<br />

luogo di conservazione<br />

e valorizzazione della<br />

Nona Arte. Si trova in<br />

viale Campania ed è<br />

ospitato in uno stabile<br />

storico ben radicato<br />

nella storia cittadina,<br />

il cui restauro, operato<br />

dal Comune di Milano,<br />

è un ottimo esempio<br />

di riqualificazione delle<br />

aree industriali dismesse.<br />

Si tratta infatti<br />

di un ex deposito ATM<br />

costruito nel 1926, acquistato<br />

dalla Motta<br />

nel 1960, dismesso nel<br />

1985 e poi acquisito<br />

e riqualificato dal Comune<br />

di Milano. Gli<br />

spazi accoglienti sono<br />

la porta d’accesso all’universo<br />

della narrazione<br />

per immagini,<br />

della comunicazione e<br />

della creatività. Qui si<br />

mescolano il fumetto e<br />

il cinema, i mondi dei<br />

disegni animati e della<br />

letteratura popolare, le<br />

suggestioni della musica<br />

e del gioco, riportando<br />

alla memoria antichi fascini<br />

e rivelando nuove<br />

suggestioni. Il fumetto<br />

racconta la sua storia e<br />

offre nuove opportunità<br />

alla moderna comunicazione.<br />

I percorsi espositivi<br />

del museo, sempre<br />

diversi e sorprendenti,<br />

illuminano sulle possibilità<br />

narrative e artistiche<br />

dell’arte sequenziale,<br />

presentando opere di<br />

autori di tutto il mondo<br />

e di tutte le epoche.<br />

ITA EVENTI 19


Arte<br />

Sopra, Biancaneve e i sette nani. A fianco, un disegno originale<br />

per il nano Gongolo (1937). Sotto, Tiana, la protagonista del film<br />

di animazione La principessa e il ranocchio, del 2009, ispirato<br />

alla versione dei Fratelli Grimm de Il principe ranocchio<br />

vere anche negli schermi e nella<br />

fantasia di grandi e piccoli. Fu nel<br />

1934 che Walt Disney, già produttore<br />

abbastanza affermato<br />

di cortometraggi, ebbe un’importante<br />

intuizione: trasformare<br />

in un film completamente<br />

animato una delle fiabe popolari<br />

più note, Biancaneve e i sette<br />

nani. Si trattava di un esperimento<br />

abbastanza complesso,<br />

perché questo tipo di pellicola<br />

avrebbe richiesto da parte degli<br />

illustratori un impegno inedito.<br />

I personaggi avrebbero<br />

dovuto assumere<br />

delle sembianze umane<br />

che li facessero<br />

assomigliare alle<br />

persone reali e<br />

tutto avrebbe<br />

dovuto possedere<br />

colori<br />

e contorni simili a quelle che<br />

erano le rappresentazioni comuni.<br />

Gli animatori osarono e ne valse<br />

la pena perché il film d’animazione<br />

Biancaneve e i sette nani<br />

venne accolto all’unanimità con<br />

grande entusiasmo. Il pubblico a<br />

questo punto chiese a gran voce<br />

un seguito e Walt Disney li accontentò,<br />

ma sempre lanciandosi<br />

in produzioni controcorrente<br />

e ancora più impegnative.<br />

Seguirono infatti nuovi capolavori<br />

come Pinocchio e Fantasia, e nel<br />

1950 fu la volta di Cenerentola.<br />

Ogni lavoro nuovo fu accompagnato<br />

da una crescita dell’impiego<br />

dei mezzo tecnologici che si<br />

muoveva di pari passo con i tempi<br />

e che arriva con i suoi miglioramenti<br />

preziosi fino ai giorni nostri.<br />

Rimane nel segno lo stile<br />

grafico nuovo usato per Aurora<br />

nella Bella addormentata<br />

nel bosco, così<br />

come le innova-


zioni dinamiche che animeranno<br />

tutte le scene<br />

de La Sirenetta, e per<br />

concludere la grafica e i<br />

colori di Frozen, principessa<br />

di ghiaccio, che<br />

ha incantato gli occhi<br />

di milioni di spettatori<br />

appena qualche<br />

anno fa. La mostra<br />

non a caso diventa<br />

anche un momento<br />

per raccogliere<br />

tutta<br />

la tecnica e<br />

tutti i suoi<br />

strumenti. Disegni<br />

originali<br />

provenienti da importanti archivi<br />

e collezioni private e libri<br />

d’epoca che condurranno ogni visitatore<br />

verso la scoperta della genesi<br />

del loro mito. Preziosi volumi<br />

che arrivano dalla Fondazione<br />

Franco Fossati mettono in mostra<br />

veri e propri capolavori come<br />

le stampe di Gustave Doré pubblicate<br />

nel XIX secolo<br />

per illustrare un<br />

prezioso volume<br />

de-<br />

Il manifesto di Biancaneve<br />

e i sette nani del 1938.<br />

A sinistra, Cenerentola.<br />

In basso, Elsa e Anna,<br />

protagoniste di Frozen,<br />

insieme al pupazzo<br />

di neve Olaf<br />

Dietro a un<br />

cartone animato si<br />

muove un mondo<br />

di professionalità<br />

e immaginazione<br />

vastissimo<br />

dicato alle fiabe di Charles<br />

Parrault. Per capire come<br />

venivano disegnate Belle,<br />

Aurora, Cenerentola prima<br />

che lo stereotipo disneyano<br />

diventasse imprescindibile.<br />

Da Biancaneve<br />

alla regina<br />

Elsa è tutto un<br />

divenire<br />

all’interno<br />

della<br />

s t o r i a<br />

dell’animazione:<br />

si parte dal<br />

rotoscopio,<br />

grazie al quale<br />

nel 1937 i disegnatori ricalcavano<br />

i personaggi riprendendo attori<br />

veri al fine di rendere più credibili<br />

i movimenti dei personaggi,<br />

fino alle recenti tecniche digitali<br />

che hanno permesso la realizzazione<br />

della folta chioma di<br />

riccioli rossi ribelli che rende<br />

unica Merida, protagonista di<br />

Ribelle – The Brave. Ogni principessa<br />

è associata a una gigantografia<br />

o a un oggetto particolare<br />

che la rappresenta, con un vero<br />

trono che permetterà a ognuno di<br />

sedersi e di vivere un momento<br />

surreale. Non manca nemmeno<br />

un angolo riservato all’altra parte<br />

della storia, i principi: da quello<br />

senza nome che risveglia Biancaneve,<br />

al bel Principe Azzurro di<br />

Cenerentola, che arriva in tempo<br />

per cambiarle la vita. E per non<br />

dimenticare che certe volte le<br />

favole somigliano alla vita vera e<br />

anche al destino di qualcuno,<br />

ogni principessa all’interno<br />

della mostra è abbinata<br />

a una principessa<br />

reale. La<br />

principessa<br />

Sissi che non<br />

si tagliò mai i<br />

capelli è stata<br />

abbinata per<br />

esempio a Rapunzel,<br />

la Principessa<br />

Charlène che rubò il cuore<br />

al principe Alberto uscendo dal<br />

mare d’estate, è stata associata ad<br />

Ariel, che fece innamorare il<br />

principe Eric, che governava nella<br />

favola un piccolo regno simile<br />

nelle sembianze a quello di Monaco.<br />

L’evento ideale per bambini,<br />

per famiglie, per curiosi e per<br />

sognatori. Tanta ricerca del particolare<br />

che viaggia insieme a<br />

un’ambientazione spensierata,<br />

fuori dal tempo.<br />

Sogno e avventura.<br />

80 anni di principesse<br />

nell’animazione Disney<br />

da “Biancaneve e i sette nani”<br />

a Disney Frozen<br />

Museo del Fumetto, Milano<br />

Fino al 25 febbraio 2018<br />

ITA EVENTI 21


Arte<br />

RIVOLUZIONE ANNI SETTANTA<br />

Una mostra sulle storie, i protagonisti, i luoghi di quel breve e denso periodo, gli anni tra il<br />

1966 e il 1970, che cambiò per sempre le vite di una generazione intera di Alessandra Arini<br />

© Victoria and Albert Museum, London<br />

Quante volte per definire qualcosa diciamo<br />

“quella cosa è molto anni ’70”? Magari non<br />

li abbiamo vissuti, oppure eravamo troppo<br />

piccoli per interpretarli in maniera profonda, eppure<br />

abbiamo dentro tutti la convinzione, quasi proverbiale,<br />

che fossero anni dallo stile molto riconoscibile,<br />

e che proprio in quell’età si siano generati<br />

una serie di valori, di costumi e di modi di essere<br />

che ritroviamo tuttora. Per gli amanti di quegli anni<br />

ma anche, più semplicemente, per gli appassionati<br />

di musica, di moda e di tendenze,<br />

a Milano c’è una mostra<br />

imperdibile: Revolution, Musica e<br />

Ribelli, 1966-1970, dai Beatles a<br />

Woodstock. La mostra si tiene<br />

negli spazi della Fabbrica del Vapore<br />

e, inaugurata il 2 dicembre<br />

scorso, sarà visitabile fino al 4<br />

aprile prossimo. Non è alla sua<br />

prima apparizione, poiché è già<br />

approdata al Victoria and Albert<br />

Museum di Londra e in Italia arriva,<br />

come sua seconda tappa,<br />

proprio grazie alla collaborazione<br />

dei suoi ideatori, Victoria Broakes<br />

e Geoffry Marsh. L’allestimento è progettato<br />

da Corrado Anselmi e il progetto grafico è stato curato<br />

dallo Studio Dinamo di Milano. La mostra raccoglie<br />

oltre 500 oggetti-testimonianze di momenti<br />

emblematici del periodo, dai vinili ai vestiti d’epoca,<br />

dai ritratti di persone che hanno vissuto quegli<br />

anni ai film indimenticabili del periodo. 1966-1970,<br />

questo il quadriennio indicato nella mostra, che corrisponde,<br />

in fondo, a soli 1826 giorni, pochi eppure<br />

così capaci di influenzare con il loro spirito il resto<br />

a venire. Questi anni sono conosciuti<br />

come gli anni della Rivoluzione,<br />

ogni universo artistico<br />

e sociale è stato attraversato da un<br />

profondo senso di ribellione che<br />

si è tradotto sempre in un’operazione<br />

creativa. Dalle occupazioni<br />

universitarie, alla musica<br />

hippy, dal sesso che diventa un argomento<br />

pubblico, alla creazione<br />

di centri sociali e di altri luoghi<br />

simbolo di questo fermento,<br />

come Carnaby Street a Londra,<br />

fucina dalla quale nascono continuamente<br />

valanghe di idee,<br />

22 ITA EVENTI


© MPL Communication, riprodotta con il permesso di Paul McCartney<br />

In apertura, Revolution,<br />

Alan Aldridge/Harry<br />

Willock/Iconic Images, 1968.<br />

A sinistra in basso, poster<br />

di Jimi Hendrix, 1967, ideato<br />

da Larry Smart. Sopra,<br />

Beatles a casa di Brian<br />

Epstein, Linda McCartney,<br />

1967. A destra, Harlem Peace<br />

March (New York City, 1967),<br />

1967, Builder Levy; abito di<br />

John Lennon per Sgt. Pepper,<br />

1967 © Victoria and Albert<br />

Museum, riprodotto con il<br />

permesso di Yoko Ono Lennon<br />

© Victoria and Albert Museum<br />

come ci ricorda il padrino italiano dell’evento, il noto critico musicale<br />

Alberto Tonti. Proprio la musica è protagonista di una rinascita<br />

assoluta, sono quelli gli anni di gruppi storici come i Beatles<br />

e i Rolling Stones, ma anche di personaggi portabandiera di nuovi<br />

valori: Mary Quant, inventrice della minigonna o John Cowan,<br />

fotografo che rimase impresso per il suo modo eccentrico di fotografare<br />

il mondo. Anche la moda cambia panni, è il momento dei<br />

vestiti corti che lasciano le gambe scoperte e di abiti dalle linee assolutamente<br />

essenziali, c’è nel modo di vestire un ritorno al “corpo”,<br />

che non è più un tabù, come prima, ma che può diventare<br />

uno strumento per comunicare il proprio senso di inquietudine,<br />

la propria voglia di trasformare il mondo. E proprio l’esposizione<br />

comprende uno spaccato dedicato all’evoluzione della moda<br />

italiana dell’epoca, manifatture artigianali che rivelano i cambiamenti<br />

che erano in corso. Sono anni, quindi, attraversati da<br />

ottimismo, innovazione e da un profondo senso di insofferenza<br />

verso la rigidità di prima, e la mostra, in maniera inedita, si vuole<br />

concentrare proprio su questo: sull’idea di rivoluzione che sta alla<br />

base di questo cambiamento inarrestabile e contagioso. Un viaggio<br />

per immagini, parole e testimonianze verso la più grande esperienza<br />

di trasgressione culturale che il secolo scorso abbia ospitato.<br />

Revolution. Musica e ribelli 1966-1970, dai Beatles a Woodstock<br />

Fabbrica del Vapore, Milano<br />

Fino al 4 aprile 2018


Arte<br />

1<br />

LA CASA È UN’ESPERIENZA<br />

Ideato e curato da Stefano<br />

Mirti, il progetto espositivo<br />

rappresenta un intreccio di<br />

domande sui luoghi del nostro vivere<br />

e racconta l’abitazione come<br />

non l’abbiamo mai vista prima.<br />

999. Una collezione di domande<br />

sull’abitare contemporaneo costituisce<br />

una grande indagine sul<br />

concetto di casa, di abitare, di senso<br />

di dimora, a cavallo tra il<br />

mondo fisico e quello digitale. È<br />

un viaggio attraverso i nuovi immaginari<br />

che trasformano le nostre<br />

esistenze. Una mostra inedita,<br />

ampia, collaborativa e mutante,<br />

che evolve in funzione del tempo<br />

Una mostra che può essere<br />

intesa come una grande<br />

abitazione. 999 domande<br />

per sollecitare le nostre<br />

curiosità e i nostri dubbi<br />

sull’abitare moderno<br />

e dello spazio. L’esposizione è<br />

stata sviluppata grazie a una rete<br />

di oltre cinquanta co-curatori<br />

provenienti da vari ambiti, con<br />

competenze e passioni oltremodo<br />

diversificate. Da intendersi come<br />

una vera e propria tessitura, la mostra<br />

propone contenuti moltepli-<br />

1. Atelier Mobile racconta l’ospitalità<br />

2. Naba: Abitare pop.<br />

Abitare, voce del verbo popolare<br />

3. Una delle gif utilizzate<br />

per la mostra<br />

4. Propp: A casa di Vladimir<br />

5. Associazione Con MOI,<br />

Marguerite Kahrl: social craft<br />

2<br />

<strong>24</strong> ITA EVENTI


3<br />

ci generati da community, aziende,<br />

attivisti, scuole, multinazionali,<br />

gruppi informali, centri di ricerca,<br />

progettisti, artisti. Questo<br />

percorso attraversa i mondi materiali<br />

e quelli immateriali, il terzo<br />

settore, la tradizione e l’innovazione,<br />

ponendo l’idea di “comunità”<br />

al centro dell’attenzione<br />

del visitatore. Un vero e proprio<br />

racconto dove ognuno dei soggetti<br />

coinvolti presenta la propria declinazione<br />

dell’idea dell’abitare. “È<br />

un palinsesto di esperienze italiane<br />

significative a cui si affiancano<br />

una serie di ospiti internazionali<br />

- spiega Stefano Mirti - in grado<br />

di coinvolgere il pubblico in maniera<br />

interattiva e partecipata<br />

grazie a una serie di ambientazioni<br />

fisiche, digitali e social. Una mostra<br />

dove è vietato ‘non toccare’,<br />

uno spazio di conversazione, arricchimento,<br />

scambio. L’antico<br />

proverbio cinese ‘se ascolto dimentico,<br />

se vedo ricordo, se faccio<br />

capisco’ viene qui trasformato<br />

in una mostra. La casa non è<br />

dunque intesa come un luogo,<br />

quanto piuttosto come un’esperienza.<br />

E questa mostra vuole<br />

raccontare queste nuove - e antiche<br />

-‘esperienze’ legate all’abitare”.<br />

Il visitatore compie un vero e proprio<br />

viaggio nell’abitazione di un<br />

futuro che è diventato presente,<br />

spostandosi da un ambiente all’altro<br />

e interagendo in prima<br />

persona con tutta una serie di<br />

nuovi modi di abitare. Innumerevoli<br />

sono gli spunti di conoscenza,<br />

intrattenimento e riflessione<br />

che vengono proposti. La<br />

4<br />

6. Farm Cultural Park + Laps<br />

Architecture + School AUIC (Architettura)<br />

del Politecnico di Milano<br />

+ Faculté d’Architecture La Cambre<br />

Horta-ULB Bruxelles: un’esperienza<br />

di architettura co-dividuale<br />

5<br />

narrazione, che si apre con un’installazione<br />

immersiva realizzata insieme<br />

a Edison e si snoda attraverso<br />

le nuove declinazioni del<br />

“fatto in casa”, la manifattura digitale,<br />

la casa vista da un malato<br />

di Alzheimer, affrontando anche<br />

l’idea di abitare di chi la casa non<br />

ce l’ha e le nuove abitudini, come<br />

il co-housing che si sovrappone al<br />

co-working. Uno spazio che si<br />

riempie, secondo il principio dei<br />

vasi comunicanti, al definirsi delle<br />

partnership con scuole, aziende,<br />

istituzioni e community.<br />

999. Una collezione<br />

di domande sull’abitare<br />

contemporaneo<br />

Triennale, Milano<br />

Fino al 2 aprile 2018<br />

6<br />

ITA EVENTI 25


Arte<br />

VAN GOGH A VICENZA<br />

Attraverso 129 opere in totale (43<br />

dipinti e 86 disegni), la mostra delinea<br />

l’intero percorso artistico di<br />

Vincent van Gogh, dai disegni di<br />

esordio assoluto al tempo del Borinage<br />

in Belgio nel 1880, quando<br />

svolgeva la funzione di predicatore<br />

laico per i minatori della zona, fino<br />

ai quadri conclusivi con i campi di<br />

grano realizzati a Auvers-sur-Oise<br />

nel luglio del 1890, pochi giorni<br />

prima di suicidarsi.<br />

Van Gogh, tra il grano e il cielo<br />

Basilica Palladiana, Vicenza<br />

Fino all’8 aprile 2018<br />

ATTRAVERSO IL MURO<br />

Un nuovo concept espositivo, alla scoperta di un oggetto che accompagna<br />

la storia dell’umanità e che oggi è alla ribalta delle cronache, ma anche<br />

tanto quotidiano da passare spesso inosservato. Un viaggio attraverso<br />

il Muro, un percorso sensoriale e creativo, culturale ed emotivo, che trasforma<br />

arte e multimedialità in un’esperienza da vivere in prima persona.<br />

the WALL - Palazzo Belloni, Bologna - Fino al 6 maggio 2018<br />

L’OPTIMUS PRINCEPS<br />

La mostra celebra la ricorrenza dei 1900<br />

anni dalla morte dell’imperatore che ha<br />

portato l’Impero alla sua massima espansione<br />

ed è il racconto della vita “eccezionale”<br />

di un uomo “ordinario”, significativamente<br />

racchiusa in un “titolo” coniato<br />

per lui, optimus princeps, il migliore tra gli<br />

imperatori, che seppe riportare gioia tra i<br />

romani secondo Plinio il Giovane.<br />

Traiano. Costruire l’Impero, creare<br />

l’Europa - Mercati di Traiano - Museo dei<br />

Fori Imperiali, Roma - Fino al 16/09/2018<br />

GIORGIONE<br />

La Pala di Castelfranco, capolavoro<br />

primo di Giorgione,<br />

offre il naturale punto di partenza<br />

per una sontuosa mostra<br />

che trova negli ambienti del<br />

Museo Casa Giorgione il suo<br />

fulcro. Per espandersi poi in<br />

diversi siti della Città Murata,<br />

destinati ad accogliere l’attualità<br />

della grande tradizione<br />

di tessoria della Serenissima<br />

di cinque secoli fa.<br />

Le trame di Giorgione<br />

Museo Casa Giorgione e altre<br />

sedi, Castelfranco Veneto (Tv)<br />

Fino al 4 marzo 2018<br />

SOTTSASS E IL CSAC<br />

Nel 1979 Ettore Sottsass donò<br />

allo CSAC - Centro Studi e Archivio<br />

della Comunicazione quasi<br />

14.000 materiali progettuali<br />

(schizzi, bozzetti e disegni) e <strong>24</strong><br />

sculture. Nel centenario della nascita<br />

dell’autore, proprio a partire<br />

da questa preziosa donazione,<br />

lo CSAC ha promosso un importante<br />

progetto espositivo ed editoriale<br />

con il patrocinio del Comune<br />

di Parma. L’esposizione è<br />

costituita da circa 700 pezzi selezionati<br />

all’interno dell’archivio e<br />

allestiti secondo una struttura narrativa<br />

cronologica (a partire da<br />

un disegno infantile del 1922),<br />

che fa emergere alcune costanti<br />

visive e metodologiche dell’autore<br />

interpretando il percorso espositivo<br />

dell’Archivio-Museo CSAC.<br />

Ettore Sottsass. Oltre il design<br />

Abbazia di Valserena, Parma<br />

Fino all’8 aprile 2018<br />

26 ITA EVENTI


MUSICA E ARTE<br />

Una grande mostra su arte e musica che<br />

parte da Kandinsky e approda a Cage.<br />

Dove le nozioni di interiorità e spiritualità<br />

vengono indagate come temi aperti, capaci<br />

di raccogliere molte suggestioni. “A partire<br />

dalla fine dell’Ottocento, e poi fino ai giorni<br />

nostri, - spiega la curatrice Martina Mazzotta<br />

- si può individuare un filo rosso che<br />

pone la musica in connessione con gli sviluppi<br />

dell’arte moderna e contemporanea.<br />

Non vi è artista che non si sia confrontato<br />

con l’immaterialità dell’arte-sorella, con la<br />

sua sovrana indipendenza dal mondo del<br />

visibile e dalle finalità riproduttive”.<br />

Kandinsky→Cage:<br />

Musica e Spirituale nell’Arte<br />

Palazzo Magnani, Reggio Emilia<br />

Fino al 25 febbraio 2018<br />

LE MILLE SFACCETTATURE DI GALILEO<br />

Dopo Galileo nulla fu come prima. E non solo nella ricerca<br />

astronomica e nelle scienze, ma anche nell’arte. Con lui,<br />

il cielo passa dagli astrologi agli astronomi. La mostra racconta<br />

la figura complessiva e il ruolo di uno dei massimi<br />

protagonisti del mito italiano ed europeo. In un’esposizione<br />

dai caratteri del tutto originali, dove capolavori assoluti<br />

dell’arte occidentale in dialogo con testimonianze e reperti<br />

diversi, consentono di scoprire un personaggio da tutti<br />

sentito nominare ma da pochi realmente conosciuto. Dalla<br />

mostra emerge l’uomo Galileo nelle molteplici sfaccettature:<br />

dallo scienziato padre del metodo sperimentale al<br />

letterato esaltato, tra gli altri, da Foscolo e Leopardi.<br />

Rivoluzione Galileo. L’arte incontra la scienza<br />

Palazzo del Monte di Pietà, Padova - Fino al 18 marzo 2018<br />

MODENA SOTTERRANEA<br />

Mutina si trova al di sotto delle<br />

strade del centro storico di Modena,<br />

custodita dai depositi delle alluvioni<br />

che si verificarono in epoca tardoantica.<br />

Le celebrazioni del 2017 (a<br />

2200 anni dalla fondazione) intendono<br />

mostrare questa realtà sepolta<br />

attraverso una serie di iniziative tra<br />

cui la mostra Mutina Splendidissima.<br />

Mutina Splendidissima.<br />

La città romana e la sua eredità<br />

Foro Boario, Modena<br />

Fino all’8 aprile 2018<br />

BEIRUT ATTRAVERSO L’ARTE<br />

Un nuovo capitolo della serie Interactions across the Mediterranean<br />

dedicata al rapporto tra Europa e Medio Oriente. La storia di una<br />

città laboratorio di resistenza, innovazione artistica e speranza vista<br />

attraverso oltre 100 lavori di 36 artisti. Negli ultimi due decenni,<br />

Beirut è diventata esempio di resilienza, dinamismo, vivacità culturale<br />

e speranza di cui l’arte contemporanea è testimone e motore.<br />

Home Beirut Sounding the Neighbors<br />

MAXXI, Roma - Fino al 20 maggio 2018<br />

ITA EVENTI 27


Musica<br />

PRINCIPALI CONCERTI DI MUSICA POP ROCK JAZZ IN ITALIA<br />

BREGOVIC • DEPECHE MODE • GALLAGHER • MORANDI • RIKI<br />

JOVANOTTI DI NUOVO IN TOUR CON UNO SHOW MOLTO SPECIALE<br />

RADUNIAMOCI INTORNO ALLA MUSICA<br />

Dopo il successo di Lorenzo negli stadi 2015 e<br />

del successivo Lorenzo nei Palasport, Jovanotti<br />

tornerà da febbraio a giugno 2018, con decine<br />

di appuntamenti nei palazzi dello sport (non<br />

solo italiani) e suonerà con la sua band nelle<br />

città “fino a prendere la residenza”.<br />

Il tour dall’impianto del tutto innovativo e la<br />

cura e l’attenzione che Lorenzo e Trident, produttore<br />

degli spettacoli di Jovanotti fin dagli<br />

anni 90, destinano a ogni spettacolo, garantiscono<br />

uno show nuovo e del tutto speciale che<br />

partirà il 12 febbraio prossimo dal Mediolanum<br />

Forum. «Per l’anno prossimo il mio desiderio<br />

è quello di suonare nelle città e di starci il più<br />

possibile», aveva dichiarato l’artista l’anno<br />

scorso. «Quello che vorrei è suonare per giorni,<br />

con uno spettacolo di pura goduria e di condivisione<br />

totale con chi vorrà venirci a sentire!<br />

Stiamo lavorando per fare una cosa che vi e<br />

ci faccia impazzire!». La Jova TV seguirà come<br />

di consueto tutte le fasi del nuovo progetto artistico,<br />

proponendo esclusivi filmati inediti e insoliti<br />

backstage. Media partner del tour sarà Radio<br />

Italia solomusicaitaliana che proprio a<br />

marzo di 25 anni fa ospitava per la prima volta<br />

Lorenzo ai microfoni della storica sede di via<br />

Panfilo Castaldi. «Questo album è una grande<br />

avventura - ha scritto il cantante su Facebook -<br />

e in tour celebreremo lo spirito che ci unisce<br />

da una vita e che sempre di più ha la forma<br />

di un’amicizia radunata intorno alla musica».<br />

CONCERTI ◗ 12, 13, 15, 16, 18, 19, 21, 22, <strong>24</strong>,<br />

25 febbraio Mediolanum Forum, Milano<br />

ITA EVENTI 29


Musica<br />

Filippo Neviani, in arte Nek,<br />

46 anni, è nato a Sassuolo<br />

in provincia di Modena.<br />

Max Pezzali<br />

(all’anagrafe Massimo),<br />

50 anni, è nato a Pavia.<br />

Francesco Renga,<br />

49 anni, è nato a Udine<br />

ma è cresciuto e vive<br />

ancora oggi a Brescia<br />

Unire le proprie forze e il proprio talento per creare un evento<br />

unico. È questo che hanno fatto Max Pezzali, Francesco Renga<br />

e Nek. Che a fine gennaio partiranno con un tour che toccherà<br />

tantissimi palasport in giro per l’Italia di Cristiana Zappoli<br />

30 ITA EVENTI


PER LA PRIMA VOLTA IN TRE<br />

CON UN PROGETTO ESPLOSIVO<br />

ITA EVENTI 31


Musica<br />

2016<br />

Nek partecipa alla<br />

trasmissione Amici<br />

su Canale 5 come<br />

direttore artistico.<br />

A ottobre dello stesso<br />

anno esce il suo<br />

ultimo album Unici,<br />

caratterizzato da suoni<br />

elettronici misti ad<br />

atmosfere pop-rock<br />

S<br />

i dice che il tre sia il numero<br />

perfetto. Basandosi sul numero<br />

tre Dante costruì la<br />

struttura della Divina Commedia.<br />

Tre sono le Grazie, le Parche, le caravelle<br />

di Colombo, i Re Magi e i<br />

moschettieri di Dumas. I precedenti<br />

sono quindi illustri, avere optato per<br />

una formazione a tre sembrerebbe<br />

una scelta azzeccata. Che fossero tre<br />

artisti con un curriculum di tutto rispetto<br />

lo sapevamo già; quello che<br />

abbiamo scoperto in questi mesi, ovvero<br />

dal lancio, a settembre, del singolo<br />

Duri da battere, a oggi, quando<br />

mancano pochi giorni all’inizio<br />

del loro tour, è che Max Pezzali,<br />

Francesco Renga e Filippo Neviani<br />

sono anche amici. Ci tengono a sottolinearlo<br />

e comunque, anche se<br />

non lo facessero, è apparso evidente<br />

in ogni ospitata in radio che hanno<br />

fatto insieme, in ogni intervista<br />

televisiva. Tanto che avranno addirittura<br />

un solo camerino durante il<br />

tour, come hanno raccontato in una<br />

delle ospitate a Radio RTL 102.5<br />

(radio partner ufficiale dell’evento):<br />

«andrà a finire che alla terza data litigheremo<br />

e non ci incontreremo<br />

mai più!», ha scherzato Nek, tra<br />

un’imitazione di Maurizio Costanzo<br />

e una presa in giro ai suoi due<br />

colleghi. Sembrano divertirsi insieme,<br />

e pure molto, particolare che<br />

non fa altro che accrescere la curiosità<br />

del pubblico che non vede<br />

l’ora di vederli, insieme, sul palco:<br />

«in realtà faremo anche del cabaret,<br />

la musica è solo un pretesto», ha dichiarato<br />

Renga, sempre ridendo,<br />

nella stessa intervista radiofonica.<br />

Sono stati la colonna sonora di intere<br />

generazioni: Max Pezzali ha<br />

venduto oltre 7 milioni di dischi,<br />

Nek è l’artista italiano più suonato<br />

dalle radio nell’ultimo anno, Francesco<br />

Renga ha una carriera caratterizzata<br />

da oltre 1850 concerti: durante<br />

questo Max Nek Renga, il tour<br />

saranno sul palco sempre insieme,<br />

per tutta la durata dello spettacolo,<br />

reinterpretando i brani più significativi<br />

degli oltre 25 anni di carriera<br />

di ciascuno. L’occasione per un<br />

tour di questo genere è arrivata grazie<br />

al singolo Duri da battere, scritto<br />

da Max Pezzali, un singolo al quale<br />

il cantautore di Pavia teneva<br />

particolarmente: «Mi ha sempre<br />

affascinato la forza di volontà dell’essere<br />

umano, che è riuscito a superare<br />

le proprie debolezze naturali<br />

e le avversità dell’habitat per poter<br />

sopravvivere, sempre e comunque»,<br />

racconta Pezzali. «Nei grandi<br />

NEK: gli esordi<br />

Già all’età di nove anni ha i primi approcci con la batteria e la<br />

chitarra. Nella seconda metà degli anni Ottanta inizia la sua<br />

ricerca di un’identità espressiva: dopo le cantine con il gruppo<br />

country Winchester, assapora la prima notorietà, seppure circoscritta<br />

alla provincia, con la band di rock melodico White<br />

Lady. Nel 1991 si classifica al secondo posto del Festival di<br />

Castrocaro e nel 1992 debutta con il nome d’arte Nek ed<br />

esce il primo omonimo album. L’anno successivo partecipa<br />

al Festival di Sanremo tra i giovani con il brano In te, che affronta<br />

il tema dell’aborto. In te è anche il titolo del suo secondo<br />

album, nel quale reinterpreta la canzone Figli di chi scritta da lui<br />

e portata in gara a Sanremo ’93 da Mietta. Nel 1994 pubblica<br />

il terzo disco Calore Umano e nello stesso anno arriva il primo<br />

riconoscimento di prestigio: conquista assieme a Giorgia il Premio<br />

Europeo come miglior cantante giovane italiano.


FRANCESCO RENGA: gli esordi<br />

Ha debuttato come frontman di uno dei più influenti<br />

gruppi rock italiani degli anni ’90, i Timoria,<br />

che calcano diversi palcoscenici in tutta Europa<br />

e che partecipano a Sanremo Giovani nel<br />

1991 vincendo il premio della critica. Nel 1998<br />

lascia la band e nel 2000 pubblica il suo album<br />

di esordio da solista: Francesco Renga. L’anno<br />

successivo partecipa a Sanremo Giovani con il<br />

singolo Raccontami con cui si aggiudica il premio<br />

della critica. Tracce è il disco della definitiva consacrazione<br />

come solista: esce nel 2002 contemporaneamente<br />

alla sua nuova partecipazione a<br />

Sanremo, questa volta tra i Big, con Tracce di Te.<br />

Dopo due anni di pausa, pubblica nel 2004<br />

il suo terzo album di inediti, Camere con vista<br />

e nel 2005 vince il Festival di Sanremo<br />

con il brano Angelo. Nel 2012 esce Fermoimmagine,<br />

il greatest hits che racconta Francesco<br />

Renga come un artista completo.<br />

processi evolutivi come nelle difficoltà<br />

di tutti i giorni, nella vita di<br />

relazione come nello sport: essere<br />

“duri da battere” non significa essere<br />

invincibili, ma avere il coraggio<br />

e la determinazione di buttare<br />

il cuore oltre l’ostacolo. O almeno<br />

di provarci». Ma per un singolo<br />

così, ha spiegato, la sua voce non sarebbe<br />

bastata e quindi ha chiesto<br />

aiuto a quelle che lui definisce «le<br />

più belle voci della musica italiana».<br />

Da cosa nasce cosa, e la collaborazione<br />

per una canzone è diventata<br />

un tour (con tanto di hashtag ovviamente:<br />

#NMRTOUR) in partenza<br />

il 18 gennaio.<br />

Provate a descrivere il tour con un<br />

solo aggettivo. Il tour sarà…?<br />

Max Pezzali: Divertente.<br />

Nek: Esplosivo.<br />

Francesco Renga: Sorprendente.<br />

Dobbiamo aspettarci degli ospiti<br />

a sorpresa o il palco è già troppo<br />

affollato con voi?<br />

Nek: Sul palco saremo già in tre oltre<br />

a una band di nove elementi che<br />

ci accompagnerà e con la quale stiamo<br />

ri-arrangiando i nostri brani storici<br />

in una chiave nuova.<br />

L’idea di un tour che unisce cantanti<br />

diversi ha precedenti illustri.<br />

Per esempio Dalla e De Gregori;<br />

Jovanotti, Ramazzotti e Pino Daniele;<br />

Jovanotti, Pelù, Ligabue. In<br />

tempi più recenti, Fabi, Silvestri,<br />

Gazzè oppure Morandi e Baglioni<br />

con il progetto “Capitani coraggiosi”.<br />

Precedenti che vi fanno<br />

paura o che vi stimolano?<br />

Francesco Renga: Credo che sia normale<br />

per un artista cercare sempre<br />

nuovi stimoli, stimoli che possono<br />

arrivare dalla ricerca di nuovi stili<br />

oppure dalle collaborazioni e dal<br />

confronto con altri artisti. I progetti<br />

citati sono tutti tra grandissimi artisti<br />

e hanno avuto un enorme successo,<br />

per cui sicuramente possono<br />

essere di stimolo, anche se poi ogni<br />

progetto è a sé e ha caratteristiche<br />

molto diverse dagli altri.<br />

Questo tour quindi, per voi, vuol<br />

dire stimoli nuovi? In fondo avete<br />

tutti e tre parecchi anni di carriera<br />

alle spalle…<br />

2017<br />

Francesco Renga<br />

riceve il premio “Live<br />

Oro” ai Wind Music<br />

Awards per il suo<br />

fortunato tour<br />

Scriverò il tuo nome<br />

live nei palasport<br />

ITA EVENTI 33


Musica<br />

MAX PEZZALI: gli esordi<br />

Nel 1991 gli 883 di Max Pezzali e Mauro Repetto<br />

debuttano al Festival di Castrocaro con<br />

Non me la menare. L’anno dopo pubblicano il<br />

loro primo album Hanno ucciso l’uomo ragno e<br />

raggiungono la prima posizione della Hit Parade<br />

con oltre 600.000 copie vendute e vengono premiati<br />

come rivelazione dell’anno a Vota la Voce. È del 1993<br />

l’album Nord Sud Ovest Est, che vende oltre 1.300.000<br />

copie, e la vittoria al Festivalbar. Successivamente<br />

Repetto lascia gli 883 e Pezzali partecipa da solo,<br />

nel 1995, al Festival di Sanremo con la canzone<br />

Senza averti qui, anteprima del nuovo album<br />

La donna, il sogno & il grande incubo. L’album<br />

raggiunge la prima posizione della Hit Parade<br />

e gli 883 vincono per la seconda volta il Festivalbar.<br />

Max Pezzali e la nuova band debuttano<br />

dal vivo nei palazzetti d’Italia con<br />

il primo 883Tour. È nel 2001 che Pezzali<br />

inizia la sua carriera solista con l’album<br />

1 IN + che conquista immediatamente la<br />

prima posizione della classifica vendite.<br />

2013<br />

Esce I Cowboy non<br />

mollano mai - La mia<br />

storia, l’autobiografia<br />

di Max Pezzali, che<br />

ripercorre gli episodi<br />

che hanno segnato<br />

la sua vita e la<br />

sua carriera<br />

Max Pezzali: Assolutamente sì! Credo<br />

che dopo carriere lunghe come le<br />

nostre sia bello mettersi in gioco con<br />

qualcosa di nuovo e trovare nuovi stimoli.<br />

Collaborare con queste due<br />

grandi voci del panorama musicale<br />

italiano per me è di grandissimo stimolo.<br />

Sentire le mie canzoni ri-arrangiate<br />

e cantate da Francesco e Filippo<br />

è un’esperienza del tutto nuova,<br />

sicuramente stimolante.<br />

Vi divertirete più voi o il pubblico?<br />

Nek: Credo entrambi in effetti.<br />

Noi ci stiamo divertendo tantissimo,<br />

in sala prove è una risata continua.<br />

Ci troviamo molto bene insieme, sia<br />

artisticamente che umanamente,<br />

per cui è un piacere trovarsi per preparare<br />

questo tour insieme. Speriamo<br />

che il pubblico si diverta quanto<br />

noi, faremo il possibile perché<br />

questo accada.<br />

Come avete fatto a decidere la scaletta?<br />

Nek: Ognuno di noi ha pensato a<br />

quali tra i propri brani aveva più piacere<br />

di inserire in scaletta, Inevitabilmente<br />

alcuni sono rimasti fuori,<br />

ma d’altra parte bisogna sempre fare<br />

delle scelte quando si decide la scaletta<br />

di un tour. Per quel che mi riguarda,<br />

ho cercato di scegliere pezzi<br />

che per storia, incisività e importanza<br />

non sarebbero potuti mancare.<br />

Qual è, se c’è, un punto critico di<br />

questo progetto? In poche parole…<br />

cosa potrebbe andare storto?<br />

Francesco Renga: Qualcosa che può<br />

andare male c’è sempre, in qualsiasi<br />

ambito. In questo caso speriamo<br />

che tutto vada bene!<br />

C’è il rischio che uno dei tre<br />

prenda il sopravvento sugli altri?<br />

Max Pezzali: Posso dire con certezza<br />

di no, siamo tre artisti ma soprattutto<br />

tre persone che si bilanciano<br />

e si completano a vicenda.<br />

Non penso che qualcuno possa<br />

prendere il sopravvento.<br />

Cosa avete in comune voi tre dal<br />

punto di vista umano e personale?<br />

Max Pezzali: Penso che la cosa che<br />

più di tutte ci accomuna sia la<br />

grande passione per quello che facciamo.<br />

Chi è il bello, chi è il simpatico e<br />

chi è l’intelligente fra voi tre?<br />

Francesco Renga: Io, io e io (ride)! Sto<br />

34 ITA EVENTI


scherzando… ovviamente siamo<br />

tutti e tre bellissimi, simpaticissimi<br />

e intelligentissimi.<br />

Vi sentite un po’ tutti e tre tipi<br />

alla “il ragazzo della porta accanto”?<br />

Nek: Credo proprio di sì, siamo tre<br />

ragazzi alla mano fondamentalmente.<br />

Siete nati in piccole città e ci vivete<br />

anche oggi. Cosa amate delle<br />

realtà più piccole?<br />

Francesco Renga: Il nostro lavoro è<br />

frenetico, ci porta a viaggiare, a correre,<br />

a stare sempre in giro. Vivere<br />

la propria quotidianità in una realtà<br />

più piccola, più raccolta, compensa<br />

un po’ questa frenesia.<br />

Un difetto e un pregio dei vostri<br />

due colleghi?<br />

Max Pezzali: Francesco è un talento<br />

naturale immenso che sa sempre<br />

mettere a proprio agio gli altri con<br />

un sorriso. L’unico difetto che gli<br />

riconosco è di avere troppi capelli,<br />

ma è la voce dell’invidia che parla.<br />

Filippo è un gigantesco musicista<br />

a tutto tondo, è attento, preparato<br />

ed estremamente talentuoso.<br />

Anche per lui, però, devo lamentarmi<br />

dei capelli.<br />

Nek: Difficile rispondere ma ci provo<br />

comunque. Difetti di Max…<br />

forse mi piacerebbe vederlo qualche<br />

volta vestito con colori diversi<br />

dal nero! Al contrario un suo<br />

grande pregio sta nel sapere tutto:<br />

è il tuttologo del gruppo. Poi è<br />

come me un amante delle Harley<br />

Davidson ed è una persona davvero<br />

squisita. Francesco ha un bellissimo<br />

modo di approcciarsi alle persone.<br />

Non lo vedo mai distaccato<br />

o irritato, e sono certo che se si sentisse<br />

così non lo farebbe notare. Un<br />

suo difetto? In studio mangia troppe<br />

caramelle!<br />

Francesco Renga: La dote migliore<br />

di Max è la curiosità, un difetto è<br />

che è il più anziano del gruppo. Filippo<br />

invece è molto “musicale”, il<br />

difetto? Forse che è quasi più simpatico<br />

di me.<br />

Quali sono le canzoni degli altri<br />

due che preferite?<br />

Max Pezzali: Se dovessi rispondere<br />

a questa stessa domanda domani,<br />

probabilmente cambierei idea<br />

e dopodomani ancora, nel senso<br />

che ascoltando i loro pezzi in sequenza<br />

mi rendo conto ogni giorno<br />

di più di quanto siano belli, e<br />

mi innamoro di uno diverso. Oggi<br />

dico Differente di Nek e Nuova<br />

Luce di Francesco.<br />

Nek: Di Max avrei voluto scrivere<br />

Nessun Rimpianto e di Francesco<br />

Meravigliosa.<br />

Francesco Renga: Sicuramente Gli<br />

Anni, di Max e Il treno di Filippo.<br />

CONCERTI<br />

◗ 18/01 JESOLO (VE)<br />

◗ 20/01 BOLOGNA<br />

◗ 22-23/01 BRESCIA<br />

◗ 25/01 GENOVA<br />

◗ 26-27/01 TORINO<br />

◗ 29/01 PESARO<br />

◗ 31/01 EBOLI (SA)<br />

◗ 1/02 NAPOLI<br />

◗ 3/02 ACIREALE (CT)<br />

◗ 4/02 REGGIO CALABRIA<br />

◗ 12-13/02 MANTOVA<br />

◗ 16/02 PADOVA<br />

◗ 20/02 FIRENZE<br />

◗ 21/02 LIVORNO<br />

◗ 23/02 BOLOGNA<br />

◗ 4-6/04 ROMA<br />

◗ 7/04 ANCONA<br />

◗ 11/04 BARI<br />

◗ 12/04 TARANTO<br />

◗ 16/04 CONEGLIANO (TV)<br />

◗ 19-20/04 ASSAGO (MI)<br />

LA SCALETTA DEL TOUR<br />

Il 20 dicembre scorso Max Pezzali, Francesco<br />

Renga e Nek, ospiti a RTL 102.5, hanno presentato<br />

in anteprima i brani Il mio giorno più bello<br />

nel mondo, Gli anni e Fatti avanti amore nelle<br />

inedite versioni a tre voci che canteranno anche<br />

sul palco del tour. Hanno anche svelato<br />

i titoli dei brani che andranno a comporre<br />

la scaletta dei concerti nei palasport. Tra<br />

gli altri: Come mai, Con un deca, Gli anni,<br />

per quanto riguarda il repertorio di Pezzali;<br />

Almeno stavolta, Laura non c’è, Sei grande, di Nek;<br />

Angelo, Cambio direzione, La tua bellezza, tra le canzoni di Renga.<br />

ITA EVENTI 35


Musica<br />

L’AMORE DI<br />

BREGOVIC<br />

PER SARAJEVO<br />

L’ultimo album si ispira alla sua città,<br />

dove vivono esseri umani differenti<br />

per origine e religione. Un melting<br />

pot che Goran Bregovic ci racconterà<br />

suonando nei teatri italiani a febbraio<br />

di Clara Dalledonne<br />

inque anni dopo l’album Champagne<br />

for Gypsies, Goran Bregovic<br />

torna con una nuova creazione<br />

incentrata sul tema della diversità religiosa<br />

e della coesistenza pacifica, il disco<br />

Three Letters from Sarajevo, edito<br />

da Universal. Un album che porta in sé<br />

l’urgenza e la voglia di raccontare il<br />

melting pot che è la cifra umana e artistica<br />

di questo grande artista internazionale<br />

per antonomasia. «Io sono di<br />

Sarajevo, sono nato su una frontiera:<br />

l’unica dove si incontravano ortodossi,<br />

cattolici, ebrei e musulmani. Mio<br />

papà è cattolico, mia mamma è ortodossa,<br />

mia moglie è musulmana. E mi<br />

sento anche un po’ gitano, forse perché<br />

per mio padre, colonnello dell’esercito,<br />

era inaccettabile che facessi il musicista,<br />

un mestiere ‘da gitano’, come<br />

diceva lui». È la storia di Sarajevo con<br />

le sue tante credenze, identità, con i<br />

suoi complessi paradossi, che ha ispirato<br />

questo album. Sarajevo è la metafora<br />

dei nostri tempi, un luogo dove<br />

un giorno si vive da buoni vicini e il<br />

giorno dopo ci si fa la guerra. Pochi<br />

musicisti sono riusciti a sviluppare<br />

un’arte così varia, che combina insieme<br />

una così grande varietà di stili e tecniche<br />

senza perdere la propria<br />

identità. Compositore contemporaneo,<br />

musicista tradizionale<br />

o rock star, Bregovic<br />

ha combinato insieme stili e<br />

tradizioni, le più disparate,<br />

per inventare una musica che<br />

è allo stesso tempo universale<br />

e assolutamente sua. Bregovic<br />

sarà a febbraio in tour in<br />

Italia accompagnato da un’orchestra<br />

di 18 elementi con la<br />

quale calcherà i palchi di alcune<br />

delle maggiori città italiane.<br />

LA TRACKLIST<br />

DELL’ALBUM<br />

1. Jalija<br />

2. Christian Letter<br />

3. Pero<br />

4. Duj Duj<br />

5. Baila Leila<br />

6. Muslim Letter<br />

7. SOS<br />

8. Vino Tinto<br />

9. Jewish Letter<br />

10. Mazel Tov<br />

CONCERTI<br />

◗ 2/02 Teatro Politeama Greco, Lecce<br />

◗ 3/2 Gran Teatro Geox, Padova<br />

◗ 4/02 Auditorium Parco della Musica, Roma<br />

◗ 5/02 Obi Hall, Firenze<br />

◗ 6/02 Teatro Arcimboldi, Milano<br />

◗ 7/02 Auditorium Manzoni, Bologna<br />

◗ 11/02 Teatro Colosseo, Torino<br />

◗ 13/02 Teatro Carlo Felice, Genova<br />

ITA EVENTI 37


Musica<br />

Foto FM Photographers<br />

Foto Anton Corbijn<br />

Brunori Sas<br />

Depeche Mode<br />

MUSICA E RIFLESSIONI IL TOUR INVERNALE<br />

Lo scorso anno Brunori Sas ha conquistato il pubblico<br />

e la critica con l’ultimo album di inediti “A casa<br />

tutto bene”, certificato disco d’oro e seguito dal grande<br />

successo live dell’omonimo tour, con oltre 65.000<br />

biglietti venduti. Dopo i numerosi riconoscimenti,<br />

tra cui laTargaTenco per la miglior canzone dell’anno<br />

con “La Verità”, che ha ottenuto anche il disco d’oro,<br />

il cantautore è pronto a cimentarsi con una nuova<br />

avventura teatrale Brunori a teatro – canzoni e monologhi<br />

sull’incertezza al via il 16 febbraio. L’artista<br />

porterà in scena uno spettacolo unico nel suo genere<br />

fatto di musica e argute riflessioni, che si rifà allo<br />

stile del teatro - canzone e della standup comedy.<br />

CONCERTI ◗ 16/02 Auditorium Santa Chiara, Trento<br />

◗ 19/02 Teatro Arcimboldi, Milano ◗ 26/02 Teatro<br />

Augusteo, Napoli ◗ 28/02 Teatro Politeama, Genova<br />

(altre date www.brunorisas.it)<br />

Il 2017 è stato un anno eccezionale per i Depeche<br />

Mode: dopo il successo del tour estivo negli stadi,<br />

la band ha fatto il tutto esaurito nelle arene e negli<br />

anfiteatri di tutta Europa. Il Global Spirit tour<br />

dei Depeche Mode è iniziato il 5 maggio in occasione<br />

del 14esimo album, Spirit, pubblicato da Columbia<br />

Records il 17 marzo 2017. L’album ha scalato<br />

le classifiche di fan e critica, posizionandosi nella<br />

Top 10 in 15 diversi paesi, e nella Top 5 negli<br />

Stati Uniti e nel Regno Unito. I Depeche Mode<br />

sono nuovamente in tour, questa volta nei palazzetti<br />

e suoneranno anche a Milano. Ad accompagnarli<br />

quattro diversi performer di supporto, che<br />

si alterneranno nel corso delle varie date: Re-Tros,<br />

Pumarosa, EMA e Blackline.<br />

CONCERTI ◗ 27 e 29/01 Mediolanum Forum, Milano<br />

DUE DATE ITALIANE<br />

Liam Gallagher ha pubblicato lo scorso 6 ottobre via Warner Music il suo album<br />

di debutto come artista solista, intitolato As You Were. In Italia il disco ha<br />

debuttato alla posizione numero 4 nella classifica musicale degli album più venduti,<br />

segnalandosi come la più alta entrata e come l’album di un artista straniero<br />

più venduto della settimana. Riguardo al disco, che riprende e rivisita allo stesso<br />

tempo certe influenze musicali anni ’60 e ’70, Gallagher ha dichiarato: “Non<br />

ho voluto reinventare nulla o lanciarmi in viaggi ipergalattici. È lo stesso suono<br />

di Cold Turkey di Lennon, degli Stones, dei classici. Ma fatti a modo mio, ora”.<br />

CONCERTI ◗ 26/02 Fabrique, Milano ◗ 27/02 Gran Teatro Geox, Padova


DOPO DUE SOLD OUT, TANTE NUOVE DATE<br />

Dopo aver esordito con Perdo le parole, certificato triplo Disco di Platino in soli<br />

cinque mesi, Riki ha pubblicato un nuovo disco di inediti a fine ottobre: Mania,<br />

e ha cominciato il tour a novembre con due date sold out a Milano e Roma.<br />

Classe 1992, Riccardo Marcuzzo, questo il vero nome, è stato una delle rivelazioni<br />

dell’edizione 2017 di Amici di Maria de Filippi, aggiudicandosi il secondo<br />

posto e la vittoria della categoria cantanti.<br />

CONCERTI ◗ 16/02 Teatro Della Concordia, Venaria (To) ◗ 20/02 Gran Teatro Geox, Padova<br />

◗ 22/02 Obi Hall, Firenze ◗ 23/02 Gran Teatro Morato, Brescia ◗ 26/02 Alcatraz, Milano<br />

NOMADI IN TOUR<br />

Dopo il grande ritorno discografico con l’album Nomadi<br />

dentro (titolo carico di significato e fortemente<br />

voluto da Beppe Carletti, e che rappresenta l’identità<br />

della storica formazione emiliana), i Nomadi si preparano<br />

a tornare in concerto con un tour teatrale che partirà<br />

a gennaio e toccherà le principali città italiane.<br />

CONCERTI ◗ <strong>24</strong>/01 Teatro Lyrick, Assisi (Pg) ◗ 25/01 Teatro<br />

Obi Hall, Firenze ◗ 27/01 Auditorium Parco Della Musica -<br />

Sala Sinopoli, Roma ◗ 1/02 Teatro Duse, Bologna ◗ 17/02<br />

Gran Teatro Geox, Padova ◗ 6/02 Teatro Nazionale, Milano<br />

◗ 28/02 Teatro Colosseo, Torino<br />

(altre date su www.internationalmusic.it)<br />

Foto Andrea Colzani<br />

ANCORA SUL PALCO<br />

Il tour segue l’uscita di D’amore d’autore, il<br />

40esimo album di Gianni Morandi. Il disco<br />

esce a quattro anni di distanza dall’ultimo album<br />

di inediti Bisogna vivere, ed è un progetto<br />

unico che porta la firma di grandi autori della<br />

musica italiana, tra cui Elisa, Ivano Fossati, Levante,<br />

Luciano Ligabue, Ermal Meta, Tommaso<br />

Paradiso, Giuliano Sangiorgi e Paolo Simoni.<br />

Il disco è stato anticipato dal singolo in radio<br />

Dobbiamo fare luce, scritto da Luciano Ligabue<br />

e prodotto da Luciano Luis Luisi. L’ultimo tour<br />

di Morandi risale al 2015, quando ha girato<br />

l’Italia con il progetto “Capitani Coraggiosi”<br />

insieme a Claudio Baglioni.<br />

CONCERTI<br />

◗ <strong>24</strong>/02 RDS Stadium, Rimini ◗ 26/02 Pala George,<br />

Montichiari (Bs) ◗ 28/02 Zoppas Arena, Conegliano<br />

(Tv) ◗ 02/03 RDS Stadium, Genova ◗ 03/03 Pala<br />

Alpitour, Torino (altre date su www.fepgroup.it)<br />

A RITMO RAPPATO<br />

Punto di riferimento assoluto del rap italiano,<br />

primo artista made in Italy ad aver firmato con<br />

l’iconica etichetta discografica Def Jam<br />

Recordings, Guè Pequeno nel 2017<br />

ha pubblicato il quarto album solista<br />

intitolato Gentleman: beat aggressivi,<br />

testi incisivi, ritmi caraibici e featuring<br />

azzeccatissimi.<br />

E da febbraio al via il tour.<br />

CONCERTI ◗ 9/02 Fabrique, Milano<br />

◗ 15/02 Viper Club, Firenze ◗ 17/02 Casa<br />

della Musica, Napoli ◗ 18/02 Demodè,<br />

Modugno (Ba) ◗ <strong>24</strong>/02 Spazio 900,<br />

Roma ◗ 2/03 Gran Teatro Geox, Padova<br />

◗ 3/03 Vox Club, Nonantola (Mo)


Jazz<br />

PAOLO FRESU APRE CROSSROADS 2018<br />

Una maratona jazz da guinness: quasi cento giorni di programmazione con oltre<br />

65 concerti che coinvolgeranno più di 500 artisti. Questo è l’identikit di Crossroads,<br />

il festival itinerante in tutta l’Emilia-Romagna, la cui diciannovesima edizione<br />

sarà on the road dal <strong>24</strong> febbraio sino all’1 giugno. A tenere a battesimo la manifestazione<br />

sarà Paolo Fresu con il suo Devil Quartet<br />

e proporrà il nuovo repertorio “Carpe Diem”. Alla chitarra<br />

suonerà Bebo Ferra, Paolino Dalla Porta al contrabbasso<br />

e Stefano Bagnoli alla batteria. Uno dei tratti<br />

distintivi di Crossroads sono le residenze d’artista:<br />

da tempo, i tre big italiani della tromba jazz, Paolo Fresu,<br />

Enrico Rava e Fabrizio Bosso, sono stati come adottati<br />

dal festival, e vi prendono parte tornando in più occasioni<br />

con gruppi sempre diversi, comprese produzioni<br />

originali e progetti di raro ascolto<br />

CONCERTO ◗ <strong>24</strong> febbraio, Teatro Fabrizio De André, Casalgrande (Re)<br />

Foto di Manuela Abis<br />

JAZZ & BLUES<br />

Nell’auditorium di via Fratelli Zoia 89 a Milano riprendono<br />

gli appuntamenti della rassegna Milano Blues 89. A febbraio,<br />

fra gli altri, toccherà a Maurizio Bestetti, uno dei<br />

“dinosauri” del blues italiano visto che ha alle spalle una<br />

carriera iniziata nel 1964. Oltre a far parte del trio semi -<br />

acustico Blues Power, Bestetti porta avanti un progetto parallelo<br />

con un ensemble che propone un repertorio jazz<br />

e blues assieme a Michael Loesh e Enrico Tommasini.<br />

CONCERTO ◗ <strong>24</strong> febbraio Spazio Teatro 89, Milano<br />

UNO SPETTACOLO TRAVOLGENTE<br />

Il Blue Note ospiterà in concerto l’istrionico Ray Gelato,<br />

sassofonista e cantante inglese molto amato nel nostro paese<br />

grazie alla sua miscela esplosiva e contagiosa di swing,<br />

rhythm’n’blues e jive. Con oltre 25 anni di carriera alle spalle<br />

Ray Gelato è diventato uno dei portavoce del movimento<br />

“New Swing”. L’artista attinge a piene mani nel repertorio<br />

dei grandi crooner italo americani, come Frank Sinatra, Dean<br />

Martin e Louis Prima ed è uno degli artisti internazionali più<br />

amati dal pubblico italiano. Accompagnato sul palco dalla<br />

band dei Giants, Gelato darà vita a uno spettacolo coinvolgente<br />

e frizzante, in grado di far divertire e scatenare la platea.<br />

Come sempre inoltre, non prendendosi troppo sul serio,<br />

Ray Gelato sarà disponibile a richieste del pubblico.<br />

CONCERTI ◗ Dal 13 al 17 febbraio Blue Note, Milano<br />

40 ITA EVENTI


SOLLIMA • BRUNELLO • PAPPANO • MUTTER • MONTANARIGRANDI INTERPRETI: MUSICA DA CAMERA, CLASSICA, OPERA<br />

Classica<br />

IL SIMON BOCCANEGRA DI FEDERICO TIEZZI TORNA ALLA SCALA<br />

UN GRANDE UOMO DI PACE<br />

La produzione del capolavoro verdiano firmata da<br />

Federico Tiezzi ha trovato nella guida musicale di<br />

Myung-Whun Chung una rinnovata spinta artistica,<br />

salutata con entusiasmo alla Scala ma anche<br />

nelle tournée al Bol’šoj e in Cina. Proprio per<br />

consolidare e rafforzare il livello raggiunto, il titolo<br />

torna nella stagione scaligera del 2018. L’umbratile<br />

sensibilità del direttore restituisce pulsazioni<br />

emotive, abbandoni lirici, amarezze e suggestioni<br />

paesaggistiche della partitura avvalendosi di un<br />

cast ideale in cui alla dogale autorevolezza di Leo<br />

Nucci si affiancano la nobile Amelia di Krassimira<br />

Stoyanova, ormai accolta tra le voci più amate dal<br />

pubblico scaligero, il sicuro Gabriele di Fabio Sartori<br />

e il Fiesco di Dmitry Belosselskiy. L’opera rispetta<br />

la storia e la figura del protagonista: Simone<br />

Boccanegra fu il primo Doge genovese,<br />

eletto il 23 settembre 1339, un personaggio molto<br />

importante e un uomo di pace. Simon Boccanegra<br />

è un melodramma in un prologo e tre atti, con<br />

musica di Giuseppe Verdi e libretto di Francesco<br />

Maria Piave (dal dramma Simón Bocanegra di Antonio<br />

García Gutiérrez), con aggiunte e modifiche<br />

di Arrigo Boito per la seconda versione. Fu rappresentato<br />

per la prima volta a Venezia, al Teatro<br />

La Fenice, il 12 marzo 1857, la seconda versione<br />

invece andò in scena per la prima volta a Milano,<br />

al Teatro alla Scala, il <strong>24</strong> marzo 1881. Fu proprio<br />

Boito a convincere Verdi a realizzare una seconda<br />

versione dell’opera rimettendoci mano perché la<br />

considerava un “tavolo zoppo”.<br />

SIMON BOCCANEGRA<br />

◗ Dall’8 febbraio al 4 marzo 2018<br />

Teatro alla Scala, Milano<br />

Myung-Whun Chung (direttore), Federico Tiezzi (regia)<br />

Coro e Orchestra del Teatro alla Scala, Leo Nucci<br />

(Simone), Krassimira Stoyanova (Amelia), Dmitri<br />

Belosselskiy (Jacopo Fiesco), Fabio Sartori (Gabriele<br />

Adorno), Dalibor Jenis (Paolo Albiani), Ernesto<br />

Panariello (Pietro)<br />

ITA EVENTI 43


Classica<br />

NON È STATO CHE L’INIZIO<br />

A Bologna l’edizione 2018 di MICO – Musica Insieme COntemporanea dedica<br />

una riflessione al concetto di libertà, “cantata” da Piero Calamandrei come<br />

dalla canzone popolare, o dal rock di Giovanni Sollima di Fabrizio Festa<br />

i può davvero celebrare un anniversario<br />

come quello che ci ricorda<br />

che sono trascorsi cinquant’anni<br />

dal 1968? E se sì, come? La XIII edizione<br />

di MICO – Musica Insieme COntemporanea,<br />

coerente con la sua vocazione<br />

di vetrina dell’oggi in tutte le sue declinazioni,<br />

si apre con questo interrogativo.<br />

La domanda non è di poco conto. Innanzitutto,<br />

dove si collochi una possibile<br />

celebrazione dell’anno 1968 è difficile<br />

dirlo – il ’68 non è solo il ’68, è anche<br />

il ’66, e il ’67, e sono gli anni che seguiranno<br />

al ’68. Resta poi il fatto che non<br />

si è certamente trattato dell’unico momento,<br />

nella storia europea e mondiale,<br />

in cui ci sono stati grandi cambiamenti.<br />

E neppure l’unico in cui le nuove generazioni<br />

– quei giovani che da allora sono<br />

diventati una vera e propria classe sociale<br />

– hanno avuto un ruolo centrale, protagonistico.<br />

Basterebbe pensare al Risorgimento<br />

italiano, all’interno del quale persino<br />

i giovanissimi hanno avuto un ruolo<br />

importante. Il Risorgimento però lo<br />

studiamo a scuola, è ormai Storia, e molto<br />

spesso nessuno fa caso all’età dei suoi<br />

protagonisti. Al contrario, il ’68 è ben<br />

vivo nella memoria di molti (anche nella<br />

memoria di chi visse il ’77, che pure


con il ’68, con i suoi ideali e con certi suoi<br />

schematismi ideologici, intese fare i<br />

conti). È dunque, come si suol dire, storia<br />

viva e vivente. Molti tra coloro che allora<br />

scesero in piazza possono oggi testimoniarlo<br />

di persona, e in verità le testimonianze<br />

dirette non sono mancate<br />

certo in questi ultimi decenni. Così<br />

come non sono mancate quelle indirette:<br />

film, documentari, studi più o meno<br />

approfonditi, convegni, dibattiti, libri e<br />

libelli. Insomma, il ’68 è stato il punto<br />

culminante di una vicenda cominciata<br />

alla fine del decennio precedente, e che<br />

ancora oggi è parte integrante della nostra<br />

vita, sia dal punto di vista politico,<br />

sia da quello sociologico e culturale: è stato<br />

un punto di partenza, un’origine, o se<br />

si preferisce uno di quei momenti storici<br />

nei quali vengono a compiersi scelte<br />

determinanti. Scelte che influenzeranno<br />

gli anni a venire. Tant’è che il ’68 non<br />

sono solo gli studenti che occupano le<br />

università, ma anche gli operai che occupano<br />

le fabbriche. Non sono solo le<br />

nuove generazioni che chiedono a gran<br />

voce un cambiamento, ma anche quelle<br />

precedenti, che magari hanno fatto la<br />

guerra, sono stati partigiani, ed ora si trovano<br />

a vivere in un’Italia, che non par<br />

loro quella che avevano immaginato<br />

combattendo per la sua liberazione.<br />

Citare Piero Calamandrei – «La libertà<br />

è come l’aria: ci si accorge di quanto vale<br />

quando comincia a mancare» – per introdurre<br />

un itinerario musicale, come<br />

quello della XIII edizione di MICO, è<br />

una maniera per rammentarci appunto<br />

la stratificazione generazionale, politica,<br />

sociale, culturale, che caratterizzò quel<br />

momento. L’aria della libertà – L’Italia<br />

di Piero Calamandrei, che inaugurerà il<br />

25 gennaio la rassegna, associa i testi preparati<br />

da Nino Criscenti e da Tomaso<br />

Montanari, che ne sarà anche il lettore,<br />

alle musiche di sette autori che hanno<br />

vissuto intensamente quegli anni di libertà<br />

negate, di guerra, e infine di liberazione<br />

e ricostruzione. Con l’ausilio di<br />

immagini e cinegiornali d’epoca, lo<br />

spettacolo ci racconta com’è nata quell’Italia,<br />

ricordandoci anche il 70° anniversario<br />

dall’entrata in vigore della nostra<br />

Costituzione, della quale Calamandrei<br />

stesso fu tra i compilatori.<br />

Ma Calamandrei non a caso è anche<br />

quello dell’Epigrafe per Kesserling, che si<br />

chiude con un distico, gridato con forza<br />

nelle piazze e nelle strade del ’68: «Ora<br />

e sempre Resistenza». Il ’68 è stato, dunque,<br />

un punto di arrivo e un punto di<br />

partenza. Anche in musica: che si tratti<br />

di rock progressivo (semplicemente straordinaria<br />

la stagione di quello italiano,<br />

con gli Area, il Banco del Mutuo Soccorso,<br />

la PFM, solo per citare le band più<br />

note) o delle opere di Berio e Nono, la<br />

temperie ideologica è la medesima,<br />

come ci dimostra il concerto di Giovanni<br />

Sollima e Giuseppe Andaloro, che il 15<br />

marzo passeranno senza soluzione di continuità<br />

dall’omaggio al 100° anniversario<br />

della morte di Debussy a una nutrita<br />

antologia rock.<br />

Non solo protesta, non solo rabbia. Al<br />

contrario, la protesta si nutre della linfa<br />

che arriva spesso da radici antiche, quali<br />

quelle del canto popolare, da Dario Fo<br />

a Roberto Leydi e Gianni Bosio, che nel<br />

’62 danno vita alla <strong>rivista</strong> “Nuovo Canzoniere<br />

Italiano”, divenuta contempo-<br />

Sopra, il soprano<br />

Alda Caiello. Nella<br />

pagina a fianco,<br />

i protagonisti<br />

del concerto<br />

multimediale<br />

L’aria della libertà<br />

ITA EVENTI 45


Classica<br />

Sotto, Giovanni<br />

Sollima, in duo con<br />

Giuseppe Andaloro<br />

per l’appuntamento<br />

conclusivo di<br />

MICO 2018<br />

raneamente un ensemble. Nel suo repertorio<br />

figurano canzoni delle differenti<br />

tradizioni popolari. Nel 1964 Berio<br />

compone le sue celebri Folk Songs. Nel<br />

loro Viaggio in Italia – Nuovo Canzoniere<br />

Popolare, il 22 febbraio Alda Caiello e Maria<br />

Grazia Bellocchio contribuiranno ad<br />

ampliare una ricerca e un repertorio che<br />

proprio negli anni che precedettero il ’68<br />

mise le sue radici. La canzone d’autore,<br />

il rock, e persino la canzone melodica italiana<br />

non poterono rimanere indifferenti<br />

a tale rinnovarsi d’interesse per la tradizione<br />

ed al tempo stesso alla matrice politica<br />

che lo innervava. In particolare, il<br />

rock, di cui in Italia gli Area (nati nel<br />

1972 per volontà di Giulio Capiozzo dall’incontro<br />

con musicisti come Demetrio<br />

Stratos) sono stati all’epoca la band più<br />

rappresentativa. Non solo Italia, certamente,<br />

l’esperienza progressive trova in<br />

Gran Bretagna terreno fertilissimo, ma nel<br />

nostro paese è un’esperienza che si lega<br />

a tutto il movimento: è cultura popolare,<br />

come la s’intendeva in quegli anni.<br />

MICO – MUSICA INSIEME<br />

CONTEMPORANEA 2018<br />

XIII edizione<br />

Oratorio di San Filippo Neri, Bologna<br />

L’ARIA DELLA LIBERTÀ<br />

L’Italia di Piero Calamandrei<br />

di Nino Criscenti e Tomaso Montanari<br />

con Tomaso Montanari<br />

Luca Cipriano (clarinetto)<br />

Francesco Peverini (violino)<br />

Valeriano Taddeo (violoncello)<br />

Marco Scolastra (pianoforte)<br />

◗ giovedì 25 gennaio 2018 ore 20.30<br />

musiche di Casella, Castelnuovo-Tedesco,<br />

Hindemith, Messiaen, Ravel, Šostakovič,<br />

Stravinskij<br />

VIAGGIO IN ITALIA<br />

Nuovo Canzoniere Popolare<br />

Alda Caiello (soprano)<br />

Maria Grazia Bellocchio (pianoforte)<br />

◗ giovedì 22 febbraio 2018 ore 20.30<br />

musiche di Guarnieri, Nieder, Corghi,<br />

Manca, Morricone, Gervasoni, Bussotti,<br />

Dall’Ongaro, Franceschini, Gorli, Sani,<br />

Gardella, Di Bari, Iannotta, Verrando,<br />

Solbiati, Laganà, Mosca, Ambrosini, Gaslini<br />

COSÌ CLASSICO, COSÌ ROCK<br />

Da Debussy al Sessantotto,<br />

itinerario musicale intorno al secolo breve<br />

Giovanni Sollima (violoncello)<br />

Giuseppe Andaloro (pianoforte)<br />

◗ giovedì 15 marzo 2018 ore 20.30<br />

musiche di Eliodoro e Giovanni Sollima,<br />

Andaloro, Debussy, Gentle Giant, Area,<br />

King Crimson, The Queen<br />

Foto di Gian Maria Musarra<br />

Informazioni per l’acquisto<br />

dei biglietti<br />

I biglietti saranno in vendita presso<br />

l’Oratorio di San Filippo Neri<br />

il giorno del concerto a partire<br />

dalle 19,30.<br />

Prezzi: posto unico € 15<br />

Abbonati Musica Insieme € 10<br />

Studenti Università e Conservatorio,<br />

Under 30 € 5<br />

Per info: Fondazione Musica Insieme<br />

www.musicainsiemebologna.it<br />

info@musicainsiemebologna.it<br />

tel. 051 271932<br />

46 ITA EVENTI


Villa Ca’ Conti<br />

dei Marchesi Rusconi Camerini<br />

Ca’ Conti è una splendida villa cinquecentesca<br />

aperta al pubblico per visite guidate.<br />

A vostra disposizione per ricevimenti,<br />

meeting, concerti, wedding.<br />

Via Gazzolo, 1129 35040 Granze (PD) tel. +39 389 2370310 www.facebook.com/villaCaConti www.villacaconti.it


Classica<br />

BRUNELLO A VERONA<br />

La Fondazione Arena di Verona, come da tradizione,<br />

affianca alla stagione lirica 2017-2018<br />

l’immancabile proposta concertistica nell’elegante<br />

cornice del Teatro Filarmonico di Verona,<br />

oltre a un concerto d’eccezione previsto al vicino<br />

Teatro Ristori. La stagione sinfonica prevede<br />

6 concerti con replica che avranno come<br />

protagonisti interpreti e direttori di fama internazionale<br />

insieme all’Orchestra e al Coro della<br />

Fondazione Arena di Verona, diretto da Vito<br />

Lombardi. Si parte con il primo appuntamento<br />

del 9 febbraio: il concerto vede il gradito ritorno,<br />

con un programma estremamente eterogeneo,<br />

di Mario Brunello nel doppio ruolo di<br />

direttore e interprete.<br />

ORCHESTRA DELL’ARENA DI VERONA<br />

MARIO BRUNELLO (direttore e violoncellista)<br />

Johann Sebastian Bach/Leopold Stokowski<br />

Toccata e Fuga in re minore BWV 565<br />

Johann Sebastian Bach Concerto per violino<br />

e orchestra in sol minore BWV 1056R<br />

(eseguito con violoncello piccolo)<br />

Dmitri Kourliandski The Riot of Spring<br />

per orchestra e pubblico<br />

Camille Saint-Saëns Il carnevale degli animali<br />

Camille Saint-Saëns Concerto per violoncello<br />

e orchestra n.1 in la minore op. 33<br />

◗ 9 e 10 febbraio 2018 Teatro Filarmonico<br />

Foto Studio Amati Bacciardi<br />

LA BOHÈME DI GRAHAM VICK<br />

Per l’inaugurazione della stagione lirica “ON”<br />

2018, il Comunale di Bologna mette in scena una<br />

delle opere più celebri di Giacomo Puccini: La bohème,<br />

scene liriche in quattro quadri su libretto di<br />

Giuseppe Giacosa e Luigi Illica dal romanzo Scènes<br />

de la vie de bohème di Henry Murger, presentata<br />

in un nuovo allestimento firmato da Graham Vick<br />

e con Michele Mariotti sul podio.<br />

LA BOHÈME<br />

MICHELE MARIOTTI (direttore)<br />

GRAHAM VICK (regia)<br />

Mariangela Sicilia/Alessandra Marianelli (Mimì), Hasmik<br />

Torosyan/Ruth Iniesta (Musetta), Francesco Demuro/<br />

Vincenzo Costanzo (Rodolfo), Nicola Alaimo/Sergio Vitale<br />

(Marcello), Andrea Vincenzo Bonsignore (Schaunard)<br />

◗ Dal 19 al 28 gennaio 2018 Teatro Comunale, Bologna<br />

IL RITORNO<br />

DI UNA STAR<br />

Dopo un ventennio di assenza<br />

Santa Cecilia festeggia il prestigioso<br />

ritorno di una star:<br />

la violinista tedesca Anne<br />

Sophie Mutter, enfant prodige<br />

lanciata adolescente nell’empireo<br />

della grande musica da<br />

Herbert von Karajan che fu<br />

suo mentore, torna con un<br />

concerto imperdibile nella<br />

stagione sinfonica dell’Accademia,<br />

scegliendo di suonare<br />

l’impegnativo Concerto per<br />

violino di Beethoven.<br />

Foto Ennevi<br />

ORCHESTRA DELL'ACCADEMIA<br />

NAZIONALE DI SANTA CECILIA<br />

ANTONIO PAPPANO (direttore)<br />

ANNE-SOPHIE MUTTER (violino)<br />

Beethoven Concerto per violino<br />

Strauss Una vita da eroe<br />

◗ 18 e 19 gennaio 2018<br />

Auditorium Parco della Musica,<br />

Sala Santa Cecilia, Roma<br />

48 ITA EVENTI


CABARET COMMEDIE TRAGEDIE SUI PALCOSCENICI ITALIANIMUÑIZ • MANNINO • FAVINO • ANGIOLINI • MARCHIONI<br />

Teatro<br />

Foto di Fabio Lovino<br />

RAOUL BOVA TORNA A RECITARE A TEATRO<br />

LE DIFFICOLTÀ DELLA VITA IN DUE<br />

Dopo il successo della scorsa stagione, confermato<br />

da numerosi “tutto esaurito”, ritorna nei teatri italiani<br />

Due, una produzione di Michele Gentile per la<br />

Compagnia Enfi Teatro diretta da Luca Miniero che<br />

vede sulla scena Raoul Bova e Chiara Francini nei<br />

panni di una coppia alla soglia della convivenza<br />

che si interroga sul futuro. Due rappresenta un ritorno<br />

al palcoscenico, per Raoul Bova, dopo vent’anni<br />

di cinema e televisione, una conferma per<br />

Chiara Francini, che ha alle spalle numerose esperienze<br />

sul palco, e un esordio per Luca Miniero,<br />

dopo i successi sul grande schermo. «La scena è<br />

una stanza vuota», racconta Luca Miniero. «L’occasione<br />

è l’inizio della convivenza che per tutti gli essere<br />

umani, sani di mente, è un momento molto delicato.<br />

Che siano sposati o meno, etero oppure<br />

omo. Marco è alle prese con il montaggio di un<br />

letto matrimoniale, Paola lo interroga sul loro futuro<br />

di coppia. Sapere oggi come sarà Marco fra 20<br />

anni, questa è la sua pretesa. O forse la sua illusione.<br />

La diversa visione della vita insieme emerge<br />

prepotentemente nelle differenze fra maschile e femminile.<br />

Entrambi i giovani evocheranno facce e personaggi<br />

del loro futuro e del loro passato: genitori,<br />

amanti, figli, amici che come in tutte le coppie turberanno<br />

la loro serenità. Presenze interpretate dagli<br />

stessi due protagonisti che accompagneranno fisicamente<br />

in scena dei cartonati con le varie persone<br />

evocate dal loro dialogo. Alla fine il palco sarà popolato<br />

da tutte queste sagome e dai due attori: l‘immagine<br />

stilizzata di una vita di coppia reale, faticosa<br />

e a volte insensata. Perché non sempre ci accorgiamo<br />

che in due siamo molti di più. E montare un<br />

letto con tutte queste persone intorno, anzi paure,<br />

non sarà mica una passeggiata».<br />

DUE<br />

◗ Dal 31/01 al 4/02 Teatro Verdi, Padova<br />

◗ 6-7/02 Teatro San Rocco, Seregno<br />

◗ Dall’8 al 25/02 Teatro Manzoni, Milano<br />

◗ Dal 27/02 al 2/03 Teatro Nuovo, Verona<br />

◗ 3-4/03 Teatro Alfieri, Torino<br />

ITA EVENTI 51


Teatro<br />

UN MUSICAL<br />

DA RECORD A<br />

SUON DI ABBA<br />

Prosegue fino a febbraio la tournée di<br />

Mamma Mia! di Massimo Romeo Piparo<br />

che ha tradotto e adattato in italiano tutti<br />

i <strong>24</strong> brani del musical. Tra i protagonisti,<br />

Sergio Muñiz, nei panni di Enrique<br />

di Cristiana Zappoli<br />

li Abba non passano mai di moda. E questa<br />

ormai è una certezza. Le loro canzoni<br />

continuano a essere veri e propri “tormentoni”<br />

per intere generazioni, dal 1970 a oggi<br />

il loro successo non accenna a diminuire. Partendo<br />

dai loro brani cult è stato addirittura scritto un musical<br />

Mamma Mia! (titolo di una canzone del<br />

1975), andato in scena per la prima volta nel 1999<br />

e che nel 2003 contava già più di 10milioni di spettatori<br />

in tutto il mondo. Naturalmente Hollywood<br />

non si è fatta scappare un successo del genere e nel<br />

2008 è uscita la versione cinematografica del musical,<br />

interpretata da un cast stellare e a settembre<br />

di quest’anno uscirà in Italia il sequel Mamma mia!<br />

Ci risiamo, che segna il ritorno del cast originale<br />

affiancato da nuovi membri. Difficile sbagliarsi dicendo<br />

che Mamma Mia! è probabilmente la più<br />

Foto Gianluca Saragò<br />

Foto Antonio Agostini


Foto Gianluca Saragò<br />

celebre commedia musicale degli<br />

anni 2000: «è uno di quei musical che<br />

si sognano un po’ tutta la vita, soprattutto<br />

per chi come me è cresciuto<br />

sulle note degli Abba», spiega Massimo<br />

Romeo Piparo autore della regia<br />

e dell’adattamento italiano del<br />

musical, prodotto da PeepArrow Entertainment<br />

e Il Sistina, che fino a febbraio<br />

sarà in tournée nei teatri italiani.<br />

La storia è quella della giovane Sofia<br />

che, a pochi giorni dal suo matrimonio<br />

sull’isola greca in cui vive, chiama<br />

i tre fidanzati storici di sua madre<br />

per scoprire chi di loro è il padre<br />

che non ha mai conosciuto. Nel<br />

ruolo dei protagonisti tre attori amatissimi<br />

dal grande pubblico e già affermati<br />

anche nel campo del musical,<br />

Luca Ward, Paolo Conticini e Sergio<br />

Muñiz, nei personaggi che nel film<br />

vennero interpretati da Stellan Skarsgard,<br />

Pierce Brosnan e Colin Firth,<br />

i tre ex fidanzati. Nel ruolo di Donna,<br />

la madre di Sofia, Sabrina Marciano<br />

e in quello di Sofia la giovane<br />

promessa Eleonora Facchini. In tutto<br />

un cast di oltre trenta artisti accompagnati<br />

dall’orchestra dal vivo diretta<br />

dal Maestro Emanuele Friello.<br />

Tra i punti di forza dello spettacolo,<br />

una messa in scena ricca e spettacolare:<br />

a cominciare dall’ambientazione<br />

con un pontile sospeso su vera acqua<br />

di mare, con una barca ormeggiata<br />

e un vero bagnasciuga. A rendere<br />

tutto più reale, le atmosfere tipiche di<br />

una incantevole isoletta del Mediterraneo,<br />

gli 11mila litri di acqua in<br />

scena, le pedane girevoli, una locanda<br />

dai caratteristici colori nelle sfumature<br />

del bianco e del blu e le cascate<br />

di bouganville. «Ma il vero punto di<br />

forza - spiega Sergio Muñiz che interpreta<br />

Enrique - è la musica degli<br />

Abba, è questa la chiave: tutto gira intorno<br />

alle loro canzoni: Mamma<br />

Mia!, Dancing Queen, The winner takes<br />

it all, Super Trouper, sono successi<br />

che tutti conoscono e che tutti hanno<br />

voglia di ascoltare e di ballare».<br />

Tradurre tutti i brani in italiano,<br />

quindi, è stata una mossa vincente?<br />

Senza dubbio. Questa è una storia<br />

creata appositamente sui testi degli<br />

Abba, è fondamentale capire quello<br />

che raccontano per capire la storia.<br />

Foto Antonio Agostini<br />

In apertura, Sergio<br />

Muñiz, 42 anni, nato<br />

a Bilbao, si è trasferito<br />

in Italia nel 1995. Ha<br />

già lavorato in diversi<br />

musical tra cui, nel 2016,<br />

La via del successo -<br />

Dreamsister’s. In alto, la<br />

foto di gruppo utilizzata<br />

per la locandina dello<br />

spettacolo. Sopra e nella<br />

pagina a fianco, foto<br />

di scena<br />

ITA EVENTI 53


Teatro<br />

Alcune foto di scena: rispetto alla<br />

versione ufficiale, il musical ideato<br />

da Piparo preferisce allo stile<br />

minimal inglese una messa in scena<br />

più ricca e spettacolare. In questa<br />

produzione di Peeparrow<br />

Entertainment tutto è ideato in<br />

maniera originale, dalla regia di<br />

Piparo alle coreografie di Roberto<br />

Croce, le scene di Teresa Caruso, i<br />

costumi di Cecilia Betona, il suono<br />

di Alfonso Barbiero e Stefano<br />

Gorini, le luci di Daniele Ceprani.<br />

54 ITA EVENTI


Inoltre la musica degli Abba si adatta<br />

molto bene alla traduzione italiana,<br />

cosa che non succede molto spesso.<br />

Lasciare i testi in lingua originale<br />

e inserire i sottotitoli poteva essere<br />

una soluzione?<br />

Forse. Però in Italia non siamo abituati<br />

ai sottotitoli, a dover leggere, siamo<br />

abituati al doppiaggio. Il pubblico<br />

avrebbe seguito lo spettacolo con<br />

più fatica: questo è un musical che va<br />

bene per tutti, dai bambini agli anziani,<br />

i sottotitoli secondo me avrebbero<br />

escluso una parte del pubblico.<br />

Piparo ha detto che è uno spettacolo<br />

“super femminista”. Lei è<br />

d’accordo?<br />

Assolutamente sì, però nell’accezione<br />

più positiva del termine. È femminista<br />

nel senso che le donne ne escono<br />

vincenti, ma non viene né massacrato<br />

l’essere umano maschile né divinizzato<br />

l’essere umano femminile.<br />

La storia racconta di donne a 360°,<br />

con le loro debolezze anche, i loro desideri,<br />

non solo con la loro forza. Donne<br />

che sono riuscite a crescere e vivere<br />

senza un uomo accanto.<br />

Al termine dello spettacolo il teatro<br />

si trasforma in un’enorme discoteca<br />

dove il pubblico può ballare sulle<br />

note della celebre colonna sonora.<br />

Esattamente. Piparo ci ha fatto un bello<br />

scherzo… secondo me ha allestito<br />

tutto il musical solo per avere la soddisfazione<br />

di vedere Luca Ward, Paolo<br />

Conticini e Sergio Muñiz ballare<br />

con addosso vestiti di paillettes e<br />

scarpe con il tacco! A parte gli scherzi,<br />

è un momento molto coinvolgente<br />

in cui noi ci divertiamo almeno<br />

quanto il pubblico.<br />

MAMMA MIA!<br />

◗ 16-17/01 Gran Teatro<br />

Palabam, Mantova<br />

◗ 19-20/01 Teatro<br />

Auditorium S. Chiara, Trento<br />

◗ Dal 23 al 28/01 Teatro<br />

Politeama, Genova<br />

◗ 30/01 Teatro Goldoni,<br />

Livorno ◗ 3-4/02 Teatro<br />

Comunale, Modena<br />

◗ 6-7/02 Teatro Regio, Parma<br />

◗ Dal 9 all’11/02 Teatro<br />

Europauditorium, Bologna<br />

◗ 13-14/02 Pala Arrex, Jesolo<br />

(Ve) ◗ Dal 16 al 18/02 Lac,<br />

Lugano<br />

UN GRANDE SUCCESSO AL CINEMA<br />

Era il 2008 quando uscì nelle sale il film Mamma Mia!, diretto<br />

da Phyllida Lloyd con i costumi del Premio Oscar Ann Roth e<br />

interpretato da Meryl Streep, Colin Firth, Pierce Brosnan, Stellan<br />

Skarsgard, Julie Walters, Amanda Seyfried e Dominic Cooper.<br />

La pellicola ha incassato 500 milioni di dollari al box office<br />

mondiale, oltre 8 milioni di euro al botteghino italiano e il<br />

musical è stato tradotto in otto lingue, visto da 30 milioni<br />

di spettatori e rappresentato in 170 città.<br />

ITA EVENTI 55


Teatro<br />

Foto Gianluca Saragò<br />

Sopra, i tre<br />

protagonisti maschili:<br />

Paolo Conticini, Luca<br />

Ward e Sergio Muñiz.<br />

Nella pagina a fianco:<br />

al centro Sabrina<br />

Marciano, che<br />

interpreta Donna,<br />

alla sua sinistra Laura<br />

Di Mauro e alla sua<br />

destra Elisabetta Tulli<br />

che interpretano le<br />

scatenate migliori<br />

amiche di Donna<br />

Lei interpreta Enrique, che nel<br />

film si chiamava Harry. Che personaggio<br />

è?<br />

Nel film era il personaggio interpretato<br />

da Colin Firth. Non lo abbiamo<br />

stravolto, ne abbiamo mantenuto lo<br />

spirito originale, con qualche cambiamento<br />

però. Enrique è uno spagnolo<br />

che vive da tanti anni a Londra<br />

e che lavora nella City, gli piace atteggiarsi<br />

da inglese ma sotto sotto ha<br />

un’altra personalità, un’anima rock che<br />

rappresenta tutto quello che era da<br />

giovane, ovvero un rockettaro sfegatato<br />

che amava, come si dice, “il metallo<br />

puro”. Quindi appare in giacca<br />

e cravatta, posato, molto inglese appunto,<br />

ma poi mostra il metallaro che<br />

è in lui. È un po’ come me: anche io<br />

spesso appaio agli occhi del pubblico<br />

non proprio come sono.<br />

In che senso?<br />

Diciamo che sono più tamarro di<br />

quello che sembro!<br />

Nel musical oltre a recitare deve anche<br />

cantare e ballare. Come se la<br />

cava?<br />

Per quanto riguarda ballare… per fortuna<br />

non ci chiedono molto! Diciamo<br />

che me la cavo. A cantare invece<br />

me la cavo bene, canto da diversi anni,<br />

già nel 2009 ho pubblicato il mio primo<br />

album. Adesso sto lavorando a un<br />

progetto musicale che comprende<br />

delle canzoni totalmente mie, penso<br />

che sia un progetto molto interessante.<br />

E poi sono io in prima persona che ci<br />

sto lavorando insieme al produttore,<br />

non ho lasciato la mia musica nelle<br />

mani di altri, ci lavoro attivamente, ne<br />

verrà fuori un lavoro che mi rispecchierà<br />

appieno.<br />

È nata prima la passione per la recitazione<br />

o per la musica?<br />

È nato tutto per caso. Sono arrivato in<br />

Italia per fare il modello, poi ho cominciato<br />

a frequentare corsi di recitazione<br />

perché facevo pubblicità tele-<br />

56 ITA EVENTI


visive e quindi dovevo avere un po’ di<br />

basi. Poi ho conosciuto amici che recitavano,<br />

ho fatto altri corsi, poi una<br />

scuola e alla fine è diventato un lavoro.<br />

Con la musica è stato lo stesso: ho<br />

conosciuto dei musicisti, poi ho comprato<br />

la prima chitarra, poi ho imparato<br />

a suonarla, un amico mi ha invitato<br />

in un locale e ho cantato<br />

una canzone con lui e<br />

piano piano sono cresciuto.<br />

Sono una persona inquieta<br />

quindi da lì a cominciare<br />

a creare qualcosa<br />

il passo è stato breve.<br />

Il musical unisce entrambe<br />

le sue passioni,<br />

lo considera il<br />

suo habitat?<br />

No, è semplicemente uno<br />

dei tanti linguaggi con<br />

cui mi esprimo. È<br />

lo stesso per il il<br />

teatro: mi<br />

piace ma non vorrei fermarmi, vorrei<br />

fare anche televisione e cinema. Il bello<br />

di fare l’attore è questo, che non è<br />

necessario fermarsi a una sola cosa, l’attore<br />

deve fare personaggi diversi così<br />

come deve parlare linguaggi diversi.<br />

È parecchio tempo però che lavora<br />

solo in teatro.<br />

Perché in teatro riesco a scegliere i ruoli<br />

che preferisco, per questo motivo mi<br />

ci sono dedicato di più. In televisione<br />

e al cinema è più difficile scegliere perché<br />

mi offrono solo un certo tipo di<br />

ruolo, quello del “belloccio” e magari<br />

neppure tanto intelligente. Personaggi<br />

che non mi stimolavano più di<br />

tanto. In teatro scelgo ruoli che in qualche<br />

modo vanno a massacrare il sex<br />

symbol. Quasi tutti i personaggi che<br />

sto interpretando in questi anni sono<br />

un po’ “sfigati” o comunque molto particolari.<br />

Mi danno la possibilità di giocare<br />

con la recitazione, di non essere<br />

banale, di fare l’attore in pratica.<br />

Foto Gianluca Saragò<br />

ITA EVENTI 57


Teatro<br />

QUANDO IL<br />

DRAMMA È<br />

LA MEDIOCRITÀ<br />

Torna a teatro uno dei classici per eccellenza:<br />

Zio Vanja di Cˇechov, riadattato in una chiave<br />

più moderna ma fedele ai valori dell’originale.<br />

Protagonisti, gli attori Vinicio Marchioni e<br />

Francesco Montanari di Clara Dalledonne<br />

inicio Marchioni è regista e interprete di Uno<br />

Zio Vanja di Čechov nell’adattamento di Letizia<br />

Russo (da un’idea di Vinicio Marchioni<br />

e Milena Mancini) che, perfettamente in linea con<br />

la filosofia di Khora. Teatro che produce lo spettacolo,<br />

ha l’obiettivo di riavvicinare il grande pubblico<br />

alla storia del teatro, dimostrandone l’attualità dei<br />

valori. Il co-protagonista dello spettacolo è l’attore<br />

romano Francesco Montanari, che aveva già lavorato<br />

insieme a Marchioni nella serie tv Romanzo criminale,<br />

che li ha resi famosi entrambi. Insieme a loro,<br />

sul palcoscenico, Lorenzo Gioielli, Milena Mancini,<br />

Nina Torresi, Alessandra Costanzo, Andrea Caimmi<br />

e Nina Raia. Il 26 ottobre del 1899 Anton Čechov<br />

fa rappresentare al Teatro d’arte di Mosca Zio Vanja,<br />

oggi considerato uno dei suoi drammi più importanti<br />

(insieme a Il gabbiano del 1895), nonché il<br />

dramma della mediocrità per eccellenza.<br />

La pièce racconta dei tormenti interiori di Ivan Petrovic<br />

Voiniskij, zio Vanja appunto, che per sei anni<br />

ha amministrato con scrupolo e abnegazione la tenuta<br />

della nipote Sonja versandone i redditi al cognato,<br />

il professor Serebrjakov, vedovo di<br />

sua sorella e padre di Sonja. L’apparente<br />

serenità famigliare viene turbata<br />

dall’arrivo di Serebrjakov<br />

che si stabilisce con i due,<br />

insieme alla seconda<br />

moglie, Elena. Le


illusioni sono presto distrutte: alla rivelazione che<br />

l’illustre professore è solo un mediocre sfacciatamente<br />

ingrato, zio Vanja sembra ribellarsi. In un<br />

momento d’ira arriva a sparargli, senza colpirlo.<br />

Nemmeno questo gesto estremo modifica il destino<br />

di Vanja e di Sonja, che riprendono la loro vita<br />

rassegnata e dimessa, sempre inviando le rendite della<br />

tenuta al professore tornato in città con la moglie.<br />

«I temi universali della famiglia, dell’arte, dell’amore,<br />

dell’ambizione e del fallimento, - spiega Vinicio<br />

Marchioni - inseriti in una proprietà ereditata<br />

dai protagonisti della vicenda di Zio Vanja, sono<br />

il centro della messa in scena. Cosa resta delle nostre<br />

ambizioni con il passare della vita? E se anziché<br />

un’azienda agricola nella Russia di fine Ottocento,<br />

i nostri protagonisti avessero ereditato un vecchio<br />

teatro in una delle province italiane maggiormente<br />

colpite dal terremoto? La nostra analisi del capolavoro<br />

cechoviano parte da queste due domande,<br />

che aprono squarci di riflessioni profondissime,<br />

anche sul nostro paese e su di noi, attraverso quello<br />

sguardo cinico, ironico ma sempre compassionevole<br />

proprio di A. Čechov, finalizzato a mettere<br />

in scena ‘gli uomini per quello che sono, non per<br />

come dovrebbero essere’».<br />

Lo stile di Čechov, come spiegano i produttori di<br />

Uno Zio Vanja, è semplice e sobrio e, modellato sul<br />

tragicomico quotidiano, restituisce con fascino irripetibile<br />

e struggente le complesse sfaccettature dell’esistenza<br />

umana anticipando e influenzando<br />

tutti i motivi successivi della drammaturgia occidentale<br />

europea e nordamericana. La regia di Vinicio<br />

Marchioni, attorniato da un cast di creativi<br />

di notevole livello, prende le mosse da un profondo<br />

studio del meccanismo drammaturgico dell’originale,<br />

per restituirne pienamente il dovuto spessore<br />

culturale.<br />

UNO ZIO VANJA<br />

◗ <strong>24</strong>/01 Teatro Mannini, Narni (Tr)<br />

◗ Dal 26/01 al 4/02 Teatro della Pergola, Firenze<br />

◗ 6/02 Teatro Comunale, Lanciano (Ch)<br />

◗ 7-8/02 Teatro Comunale, Teramo<br />

◗ 9/02 Teatro Comunale, Sulmona (Aq)<br />

◗ 10-11/02 Teatro Marrucino, Chieti<br />

◗ Dal 15 al 25/02 Teatro Ambra Jovinelli, Roma<br />

◗ Dal 2 al 4/03 Teatro Duse, Bologna<br />

◗ 10-11/03 Teatro Era, Pontedera (Pi)<br />

A sinistra, Vinicio<br />

Marchioni, 42 anni,<br />

ha debuttato in<br />

teatro nel 1995.<br />

A destra, Francesco<br />

Montanari, 33 anni.<br />

Entrambi nel 2011<br />

alla Mostra del Cinema<br />

di Venezia hanno vinto<br />

il Premio Guglielmo<br />

Biraghi. (Per le foto:<br />

Valeria Mottaran)


Teatro<br />

AGATHA CHRISTIE A TEATRO<br />

Miss Marple, la più famosa detective di<br />

Agatha Christie, sale per la prima volta<br />

su un palcoscenico in Italia. E lo fa con<br />

la simpatia di Maria Amelia Monti, che<br />

dà vita a un personaggio contagioso, in<br />

un’interpretazione che creerà dipendenza.<br />

Con lei due attori di originale talento<br />

come Roberto Citran e Giulia Weber, e<br />

un gruppo di giovani dalla strabordante<br />

energia scenica. Adattando il romanzo,<br />

Edoardo Erba riesce a creare una commedia<br />

contemporanea, che la regia di<br />

Pierpaolo Sepe valorizza con originalità,<br />

senza intaccare l’inconfondibile spirito di<br />

Agatha Christie.<br />

Foto Daniele Barraco<br />

MISS MARPLE, GIOCHI DI PRESTIGIO<br />

◗ <strong>24</strong>-25/02 Teatro Petrarca, Arezzo<br />

◗ 27/02 Teatro Era, Pontedera (Pi)<br />

◗ 28/02 Teatro Giotto, Borgo San Lorenzo (Fi)<br />

◗ 2/03 Teatro De Filippo, Agropoli<br />

◗ 3-4/03 Teatro delle Arti, Salerno (Sa)<br />

(altre date su www.ipocriti.com)<br />

FAVINO VOCE SOLISTA<br />

L’intelaiatura di quest’opera, La nuit juste avant les forêts<br />

di Bernard-Marie Koltès, è un paradigma straordinario,<br />

un testo fluentissimo e irto nella sua prosa vertiginosa,<br />

aliena da punteggiatura ferma, tutta pervasa<br />

di anacoluti e biasimi come un romanzo-pamphlet<br />

di Céline. I temi assoluti di questo autore prematuramente<br />

scomparso a quarant’anni affiorano in una<br />

comunicazione per voce solista, un poema teatralissimo<br />

che sconta i problemi dell’identità, della moralità,<br />

dell’isolamento, dell’amore non facile. Protagonista<br />

dello spettacolo, diretto da Lorenzo Gioielli, Pierfrancesco<br />

Favino.<br />

LA NOTTE POCO PRIMA DELLE FORESTE<br />

◗ Dall’11 al 28/01 Teatro Ambra Jovinelli, Roma<br />

Foto Pino Le Pera<br />

UNA STORIA DI FAMIGLIA<br />

In una villa immersa nei ricordi, due sorelle (Isabella Ferrari e<br />

Iaia Forte) rivivono un passato glorioso ormai svanito. Un terribile<br />

incidente si è portato via il padre e il loro futuro. Assieme<br />

a lui, le due sorelle da piccole avevano formato un trio musicale<br />

di scarsissimo successo, che fu sciolto quando Chiara<br />

intraprese una carriera nel cinema. Gli esiti dell’incidente<br />

si ripercuotono sulle due ragazze: Regina nasconde il suo<br />

dolore nell’alcool, mentre Chiara si trova costretta sulla<br />

sedia a rotelle.<br />

SISTERS. COME STELLE NEL BUIO<br />

◗ 18-19/01 Teatro Lauro Rossi, Macerata<br />

◗ 20/01 Teatro La Nuova Fenice, Osimo (An)<br />

◗ 21/01 Teatro Concordia, San Benedetto<br />

del Tronto (Ap) ◗ Dall’1 all’11/02 Teatro<br />

Ambra Jovinelli, Roma<br />

60 ITA EVENTI


GUERRA FRA CONIUGI<br />

La guerra dei Roses è prima di tutto il titolo di<br />

un romanzo del 1981 e poi otto anni più tardi<br />

diventa un enorme successo cinematografico<br />

per la regia di Danny De Vito. L’autore del<br />

romanzo, Warren Adler, scrive anche il soggetto<br />

del film e in seguito deciderà di adattare questa<br />

vicenda anche per il teatro, creando una commedia<br />

straordinaria, raffinata e caotica al tempo<br />

stesso, comica e crudele, ridicola e folle. Diretti<br />

da Filippo Dini, i protagonisti dello spettacolo<br />

sono Ambra Angiolini e Matteo Cremon.<br />

LA GUERRA DEI ROSES<br />

◗ 23-<strong>24</strong>/01 Teatro Alfonso Rendano, Cosenza<br />

◗ 26/01 Teatro Politeama Greco, Lecce ◗ 27-28/01<br />

Teatro Team, Bari ◗ 30/01 Teatro Mario Apollonio,<br />

Varese ◗ 31/01 Teatro Alessandrino, Alessandria<br />

◗ 1/02 Teatro Splendor, Aosta ◗ 2/02 Teatro<br />

Astoria, Lerici (Sp) ◗ 3-4/02 Teatro Comunale<br />

Garibaldi, Figline Valdarno (Fi)<br />

LA MANNINO IN TOURNÉE<br />

Dopo 154 date nei teatri italiani con il suo spettacolo<br />

Sono nata il ventitré, con cui ha raccontato<br />

la sua infanzia, la sua vita e come è cambiato<br />

il mondo attorno a lei, Teresa Mannino torna in<br />

teatro con il suo nuovo spettacolo, ispirato sempre<br />

dalla sua amata Sicilia, a cui è fortemente<br />

legata pur vivendo a Milano ormai da tanti anni:<br />

proprio nella città scaligera, infatti, ha cominciato<br />

i suoi studi teatrali.<br />

TERESA MANNINO. SENTO LA TERRA GIRARE<br />

◗ 26-27/01 Teatro Carbonetti, Broni (Pv)<br />

◗ 30-31/01 Teatro San Rocco, Seregno (Mb)<br />

◗ 1/02 Teatro Italia, Garbagnate (Mi) ◗ 2/02 Teatro<br />

Galleria, Legnano (Mi) ◗ 3/02 Teatro Sociale,<br />

Mantova ◗ 8/02 Teatro De Micheli, Copparo (Fe)<br />

◗ Dal 9 all’11/02 Teatro il Celebrazioni, Bologna<br />

◗ 13-14 Teatro Excelsior, Cesano Maderno (Mi)<br />

◗ 15/02 Teatro Novelli, Rimini ◗ 23-25 Teatro<br />

Colosseo, Torino (altre date su www.teresamannino.com)<br />

Foto Giuseppe La Spada<br />

DALLA TV AL PALCOSCENICO<br />

Appena conclusa l’esperienza in TV come giudice di<br />

Strafactor, Drusilla Foer, icona di stile, cantante e<br />

attrice, ha iniziato il tour teatrale dello spettacolo<br />

Eleganzissima, per la direzione artistica di Franco<br />

Godi, compositore per la pubblicità, per la tv e per<br />

il cinema fin dagli anni ‘60. Il recital, scritto e interpretato<br />

da Drusilla Foer, racconta, in un’alternanza<br />

di humour sagace e di malinconia commovente,<br />

aneddoti tratti dalla sua vita straordinaria, vissuta fra<br />

l’Italia, Cuba, l’America e l’Europa, e costellata di<br />

incontri e grandi amicizie con persone fuori dal comune<br />

e personaggi famosi, fra il reale e il verosimile.<br />

Essenziali al racconto biografico sono le canzoni<br />

dello spettacolo, che Drusilla interpreta dal<br />

vivo, accompagnata da una band di 4 musicisti.<br />

DRUSILLA FOER. ELEGANZISSIMA<br />

◗ 3/02 Teatro Palazzo, Bari<br />

Foto SerenaGallorini_Emid<br />

ITA EVENTI 61


Musical<br />

LA TATA PIÙ FAMOSA<br />

WEC - World Entertainment Company presenta<br />

la prima produzione italiana assoluta di Mary<br />

Poppins. La magica storia della tata più celebre<br />

del mondo sbarca finalmente a Milano in uno<br />

show fatto di incredibili effetti e coinvolgenti coreografie,<br />

ma soprattutto canzoni indimenticabili<br />

come “Supercalifragilistichespiralidoso”, “Cam<br />

caminì”, “Com’è bello passeggiar con Mary” e<br />

“Un poco di zucchero”. La versione teatrale di<br />

Mary Poppins è un riadattamento dei racconti di<br />

P.L. Travers e dell'amato film di Walt Disney con<br />

Julie Andrews del 1964 che vinse ben 5 Oscar<br />

e che avrà un suo sequel nel 2018.<br />

MARY POPPINS<br />

◗ Dal 13 febbraio al 13 maggio<br />

Teatro Nazionale CheBanca, Milano<br />

Foto Igino Ceremigna<br />

UNA TURANDOT<br />

MODERNA<br />

Lorella Cuccarini è la protagonista di questo<br />

musical, ideato e diretto da Maurizio Colombi,<br />

ispirato alla fiaba persiana da cui nacque la<br />

Turandot di Giacomo Puccini. Interpreta il ruolo<br />

di una crudele e malefica regina, vittima di<br />

un incantesimo, nel cui regno gli uomini sono<br />

costretti a indossare una maschera per non incrociare<br />

il suo sguardo. Solo colui che sarà in<br />

grado di risolvere tre enigmi potrà averla in sposa.<br />

Riuscirà il Principe Calaf, interpretato da Pietro<br />

Pignatelli, a sciogliere il cuore di ghiaccio<br />

della regina? La Turandot ebbe nelle varie edizioni<br />

dei finali distinti. Il moderno adattamento<br />

in musical di Colombi dà una nuova chiave<br />

di lettura fantastica.<br />

LA REGINA DI GHIACCIO<br />

◗ 23-<strong>24</strong>/01 Teatro EuropAuditorium, Bologna<br />

◗ Dal 26 al 28/01 Teatro Verdi, Firenze ◗ Dall’1 al<br />

4/02 Teatro Alfieri, Torino ◗ Dal 9 all’11/02 Teatro<br />

Team, Bari ◗ Dal 15 al 18/02 Teatro Metropolitan,<br />

Catania ◗ Dal 22 al 25/02 Teatro Vittorio Emanuele,<br />

Messina ◗ 27-28/02 Teatro Rendano, Cosenza<br />

UN VIAGGIO MUSICALE<br />

Pluripremiato musical campione di incassi a<br />

Broadway e nel West End di Londra, Jersey Boys<br />

va in scena in Italia con la regia di Claudio Insegno.<br />

Un viaggio musicale tra i successi che<br />

hanno scalato le classifiche di tutto il mondo tra<br />

gli anni ’50 e gli anni ’70: la vera storia dell’italo<br />

americano Frankie Valli e dei Four Seasons<br />

che, appena ventenni, hanno scritto le proprie<br />

canzoni inventando il sound unico che ha venduto<br />

oltre 175 milioni di dischi in tutto il mondo.<br />

JERSEY BOYS<br />

◗ Dall’1 al 4/02 Teatro Valli, Reggio Emilia ◗ Dal 7<br />

all’11/02 Teatro Rossetti, Trieste ◗ Dal 16 al 18/02<br />

Teatro Verdi, Firenze ◗ 20-21/02 Teatro Alfieri, Torino<br />

62 ITA EVENTI


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Cinema<br />

LIGABUE RACCONTA RIKO<br />

Made in Italy è una dichiarazione di amore<br />

frustrato verso il Paese, raccontata con le parole<br />

e la musica di Luciano Ligabue, attraverso<br />

lo sguardo di Riko, interpretato da Stefano Accorsi.<br />

Un uomo onesto che vive di un lavoro<br />

che non ha scelto (è operario nel salumificio<br />

dove lavorava suo padre) nella casa di famiglia<br />

che riesce a mantenere a stento, ma che può<br />

contare su un gruppo di amici veri e su una<br />

moglie che, tra alti e bassi, ama da sempre.<br />

Suo figlio è il primo della famiglia ad andare<br />

all’università. È però anche un uomo molto arrabbiato<br />

con il suo tempo, che sembra scandito<br />

solo da colpi di coda e false partenze. Quando<br />

perde le poche certezze con cui era riuscito a<br />

tirare avanti, la bolla in cui vive si rompe e Riko<br />

capisce che deve prendere in mano il suo presente<br />

e ricominciare, in un modo o nell’altro.<br />

E se a volte si cade e rialzarsi non è facile, Riko<br />

ha scelto di non darla vinta al tempo che corre.<br />

Terzo film da regista del cantante e musicista<br />

Luciano Ligabue, dopo Radio Freccia e Da zero<br />

a dieci, Made in<br />

Italy, prodotto da<br />

Domenico Procacci<br />

per Fandango<br />

e distribuito da Medusa, è ispirato all’omonimo<br />

concept album uscito nel novembre<br />

del 2016, composto da 14 brani legati fra loro<br />

dal personaggio di Riko, definito da Ligabue un<br />

suo alter ego: «una delle vite che avrei potuto<br />

fare io se non fossi diventato un cantante». Alcune<br />

immagini del film sono già state proiettate<br />

durante i concerti del tour del cantante emiliano<br />

nei palasport. Le riprese sono durate sette<br />

settimane e si sono svolte principalmente a<br />

Correggio, ovvero la città natale di Ligabue e a<br />

Reggio Emilia. Kasia Smutniak, la protagonista<br />

femminile del film, ha detto che il film «è come<br />

un’opera d’arte che esprime l’amore per questo<br />

Paese. È la storia di un uomo della provincia<br />

italiana che si trova a un punto morto della<br />

vita, si guarda indietro e trova il modo di ricominciare.<br />

Racconta con grande sincerità e leggerezza<br />

l’Italia contemporanea».<br />

◗ Produzione Fandango<br />

Regia Luciano Ligabue<br />

Cast Stefano Accorsi, Kasia Smutniak,<br />

Fausto Maria Sciarappa, Walter Leonardi,<br />

Filippo Dini, Tobia De Angelis<br />

Uscita nelle sale 25 gennaio<br />

ITA EVENTI 65


Cinema<br />

SI PUÒ SOPRAVVIVERE<br />

DA SCONNESSI?<br />

Restare senza internet potrebbe aiutarci a recuperare rapporti umani che<br />

sembrano perduti? Ettore, il protagonista dell’ultimo film di Marazziti,<br />

interpretato da Fabrizio Bentivoglio, ne è convinto di Cristiana Zappoli<br />

Fabrizio<br />

Bentivoglio,<br />

61 anni, ha da<br />

poco concluso<br />

una lunga tournée<br />

teatrale con lo<br />

spettacolo L’ora<br />

di ricevimento.<br />

Nella pagina a<br />

fianco, alcune<br />

scene del film<br />

iviamo in un mondo (e in un<br />

modo) talmente connesso che anche<br />

solo il titolo del film di Christian<br />

Marazziti, Sconnessi, ci fa un po’ paura.<br />

E l’obiettivo del film è proprio quello<br />

di far riflettere sulle conseguenze da dipendenza<br />

dalla connessione internet, dai<br />

social, e più in generale dal mondo virtuale.<br />

Ettore (Fabrizio Bentivoglio), è uno scrittore<br />

famoso che in occasione del suo compleanno,<br />

che coincide con quello di uno<br />

dei suoi figli, decide di portare tutta la sua<br />

famiglia nel suo chalet in montagna: ha<br />

due figli da un precedente matrimonio,<br />

Claudio (Eugenio Franceschini), giocatore<br />

di poker on line, e Giulio (Lorenzo Zurzolo),<br />

liceale nerd e introverso, e una seconda<br />

moglie bella, giovane e un po’ naif,<br />

Margherita (Carolina Crescentini), incinta<br />

al settimo mese. Al gruppo si uniscono anche<br />

Achille (Ricky Memphis), fratellastro<br />

di Margherita appena cacciato di casa dalla<br />

moglie, e Tea (Giulia Elettra Gorietti),<br />

giovane fidanzata di Claudio e devota fan<br />

66 ITA EVENTI


Cinema<br />

di Ettore. Arrivati allo chalet trovano Olga<br />

(Antonia Liskova), l’affidabilissima tata<br />

ucraina, con la figlia Stella (Benedetta Porcaroli),<br />

adolescente dipendente dai social<br />

network. A sorpresa arriva anche Palmiro<br />

(Stefano Fresi), il fratello bipolare di<br />

Margherita e Achille, fuggito dalla casa di<br />

riposo. Quando il gruppo rimane improvvisamente<br />

senza connessione internet,<br />

tutti entrano nel panico e le conseguenze<br />

saranno rocambolesche. «Il film<br />

racconta di una famiglia allargata, - spiega<br />

l’attore Fabrizio Bentivoglio, uno dei<br />

protagonisti - che Ettore, il mio personaggio,<br />

decide di portare in montagna in<br />

un luogo appartato dove si è organizzato<br />

per oscurare tutte le possibilità di connessione.<br />

Lo fa perché pensa, così, di riattivare,<br />

da un punto di vista umano, i rapporti<br />

tra i suoi figli e con i suoi figli. Naturalmente<br />

ci saranno parecchi imprevisti<br />

che in qualche modo manderanno all’aria<br />

i suoi piani. È una commedia e<br />

un’occasione per riflettere su quanto<br />

tempo dedichiamo ai rapporti social e<br />

quanto ai rapporti sociali».<br />

Il film quindi fa ridere e fa riflettere allo<br />

stesso tempo?<br />

Dovrebbe. È quello che ci si augura tutte<br />

le volte credo. Nel migliore dei casi un film,<br />

così come un’opera teatrale, dovrebbe riuscire<br />

a far riflettere attraverso delle emozioni.<br />

Che tipo è il suo personaggio, Ettore<br />

Ranieri?<br />

È uno scrittore molto conosciuto che capiamo<br />

essere un po’ in crisi, sembra che<br />

la sua vena artistica si sia inaridita. Non<br />

scrive da tanto tempo e capiremo presto<br />

che vuole approfittare della situazione che<br />

ha creato per ritrovare l’ispirazione.<br />

È in qualche modo un portabandiera<br />

dell’analogico?<br />

È un nemico dichiarato della tecnologia<br />

tout court, usata indiscriminatamente in<br />

qualsiasi occasione.<br />

Dà la colpa alla tecnologia se non ha<br />

un rapporto con i suoi figli?<br />

In parte sì ma riesce anche a capire che in<br />

larga parte è colpa sua, che non può dare<br />

tutta la colpa alla tecnologia, anzi, la colpa<br />

è soprattutto sua. Distaccarli dalla tecnologia<br />

diventa un espediente, un modo<br />

per creare una situazione in cui si possano<br />

fare cose insieme, dai piccoli giochi di<br />

società a guardarsi negli occhi e parlarsi.<br />

Il momento del distacco da internet<br />

crea il panico nello chalet di montagna.<br />

Secondo lei è una scena abbastanza realistica,<br />

nella realtà succederebbe una<br />

cosa simile?<br />

Stefano Fresi,<br />

42 anni, è attore,<br />

compositore e<br />

musicista. È tra<br />

le new entry della<br />

serie tv I delitti<br />

del BarLume, in<br />

onda a gennaio<br />

68 ITA EVENTI


Un tale panico da mancanza di connessione?<br />

Nella realtà voglio sperare di no.<br />

Questo è un film ed è una metafora un<br />

po’ esagerata che serve a creare un campanello<br />

di allarme prima che questo succeda<br />

veramente.<br />

Cosa le piace di più di questo film e secondo<br />

lei cosa piacerà di più al pubblico?<br />

Proprio il fatto di riuscire a far riflettere<br />

attraverso il sorriso. Secondo me è una<br />

qualità abbastanza rara: ragioniamo a settori<br />

e quindi siamo abituati a pensare che<br />

ci sono film che fanno riflettere, e che magari<br />

sono film molto seriosi, i film d’autore<br />

per intenderci, e film che fanno ridere.<br />

Invece i due aspetti non devono per<br />

forza essere separati, anzi sarebbe augurabile<br />

che fossero condivisi. Così come il<br />

dramma e la commedia, la vita li contiene<br />

entrambi, esiste la commedia perché esiste<br />

il dramma. Così come il silenzio e il<br />

parlare di continuo, le parole acquistano<br />

valore perché esistono i silenzi.<br />

Lei che rapporto ha con internet e più<br />

in generale con il telefono?<br />

Puramente utilitaristico. Non ho profili<br />

social, per me la vita privata è, come dice<br />

la parola stessa, privata. Non mi verrebbe<br />

mai in mente di divulgare i fatti miei<br />

via social e, in fondo, provo anche un certo<br />

imbarazzo nei confronti di chi lo fa.<br />

Secondo lei è più facile comunicare con<br />

il filtro della tecnologia?<br />

Secondo me è fintamente più facile, perché<br />

non è una comunicazione sensoriale,<br />

quindi non è una vera comunicazione. La<br />

vera comunicazione prevede come minimo<br />

un contatto, anche solo attraverso la<br />

voce ma qualcosa la voce racconta. Comunicare<br />

attraverso delle paroline che appaiono<br />

su uno schermo come succede in<br />

una chat, in cui nessuno dei nostri sensi<br />

è coinvolto, mi sembra un po’ limitante.<br />

Sconnessi è un film corale?<br />

Assolutamente sì. Il mio personaggio è il<br />

protagonista solo nel senso che è la causa<br />

di quello che succede, organizza il tutto e<br />

lo prevede e ne subisce in qualche modo<br />

le conseguenze. Ma in ogni altro senso il<br />

film è corale, si seguono parimenti tutti i<br />

personaggi. Ognuno viene messo in discussione<br />

a seconda di quello che è abituato<br />

a fare, è costretto a guardare sotto una luce<br />

diversa sia se stesso sia le cose che succedono.<br />

Le convinzioni di tutti i protagonisti<br />

verranno scardinate e dovranno affrontare<br />

le loro insicurezze per poi ripartire.<br />

◗ Produzione Camaleo - Regia Christian<br />

Marazziti - Sceneggiatura Michela Andreozzi,<br />

Christian Marazziti, Massimiliano Vado<br />

Cast Fabrizio Bentivoglio, Ricky Memphis,<br />

Carolina Crescentini, Stefano Fresi, Antonia<br />

Liskova - Uscita nelle sale 22 febbraio 2018<br />

Gli attori Giulia Elettra<br />

Gorietti, Eugenio<br />

Franceschini e Lorenzo<br />

Zurzolo in una scena<br />

del film: i protagonisti,<br />

senza connessione a<br />

internet, dovranno<br />

imparare nuovamente<br />

a confrontarsi gli uni<br />

con gli altri


Cinema<br />

LE SFUMATURE DELL’ANIMA<br />

A febbraio sarà al cinema l’ultimo film di Gabriele Muccino, che segna il suo ritorno in Italia.<br />

La storia di una grande famiglia che si ritrova riunita senza vie di fuga di Cristiana Zappoli<br />

Nel cast del film alcuni tra i migliori attori italiani: Stefano Accorsi,<br />

Carolina Crescentini, Elena Cucci, Tea Falco, Pierfrancesco Favino,<br />

Claudia Gerini, Massimo Ghini, Sabrina Impacciatore, Gianfelice<br />

Imparato, Ivano Marescotti, Giulia Michelini, Sandra Milo, Giampaolo<br />

Morelli, Stefania Sandrelli, Valeria Solarino, Gianmarco Tognazzi<br />

casa tutti bene è un racconto<br />

corale. E la cosa non sorprende<br />

di certo considerando<br />

i “precedenti” di Gabriele<br />

Muccino, per citarne uno su tutti:<br />

L’ultimo bacio. La storia è quella<br />

di una grande famiglia che si ritrova<br />

a festeggiare le nozze d’oro dei<br />

nonni sull’isola dove questi si<br />

sono trasferiti a vivere (il film è girato<br />

a Ischia). Un’improvvisa mareggiata<br />

blocca l’arrivo dei traghetti<br />

e fa saltare il rientro previsto in serata<br />

costringendo tutti a restare<br />

bloccati sull’isola e a fare i conti con<br />

loro stessi, con il proprio passato,<br />

con gelosie mai sopite, inquietudini,<br />

tradimenti, paure e anche improvvisi<br />

e inaspettati colpi di fulmine.<br />

«Sulla carta è la mia opera<br />

più complessa e più completa.<br />

Quella più nutrita dalla vita», ha<br />

raccontato Muccino ad Arianna Finos<br />

per Repubblica TV. «Con questo<br />

film ho potuto raccontare<br />

quello che siamo veramente, ho<br />

potuto esprime al massimo tutte le<br />

pulsioni emotive dell’animo umano<br />

distribuite su più personaggi».<br />

◗ Produzione Lotus Production<br />

Regia Gabriele Muccino<br />

Sceneggiatura Gabriele Muccino<br />

e Paolo Costella<br />

Distribuzione 01 Distribution<br />

Uscita nelle sale 14 febbraio 2018


Cinema<br />

STRONGER<br />

IN USCITA NEL 2018<br />

L’appassionante storia di Jeff<br />

Bauman, interpretato da Jake<br />

Gyllenhaal, un uomo comune<br />

divenuto un simbolo di speranza<br />

e di forza non solo per Boston<br />

ma per il mondo intero. È<br />

un storia vera, il racconto intimo<br />

e personale di un viaggio<br />

eroico che Jeff ha compiuto,<br />

un viaggio che ha messo alla prova<br />

i legami familiari, ha stimolato<br />

l’orgoglio e il senso di appartenenza<br />

a una comunità e ha<br />

fatto emergere in lui quella forza<br />

interiore nascosta che permette<br />

a tutti noi di superare anche<br />

le sfide più dure che la vita<br />

ci presenta. Jeff è un 27enne che<br />

partecipa alla maratona di Boston<br />

per provare a riconquistare<br />

l’amore della sua ex-ragazza Erin.<br />

È lì al traguardo ad aspettarla<br />

quando le bombe esplodono,<br />

provocandogli la perdita di entrambe<br />

le gambe. Dopo aver ripreso<br />

conoscenza in ospedale,<br />

Jeff aiuterà la polizia a identificare<br />

uno degli attentatori, ma la<br />

sua battaglia personale è soltanto<br />

all’inizio. Dovrà affrontare<br />

lunghi mesi di riabilitazione fisica<br />

ed emotiva, trovando in se<br />

stesso e nell’instancabile supporto<br />

di Erin e della sua famiglia,<br />

la forza per reagire.<br />

◗ Produzione Lionsgate<br />

Regia David Gordon Green<br />

Sceneggiatura John Pollono<br />

Cast Jake Gyllenhaal, Tatiana<br />

Maslany, Miranda Richardson,<br />

Clancy Brown, Lenny Clarke<br />

C’EST LA VIE.<br />

PRENDILA<br />

COME VIENE<br />

NELLE SALE DALL’1 FEBBRAIO 2018<br />

Il racconto comico e brillante di<br />

tutto quello che può andare storto<br />

quando si organizza un party di<br />

nozze. Dai preparativi alla grande<br />

festa finale, l’imprevisto è dietro<br />

l’angolo, e tra gaffe e piccoli incidenti<br />

la riuscita della festa è in serio<br />

pericolo… Nulla è più importante<br />

per due sposi del giorno<br />

del proprio matrimonio. Tutto<br />

deve essere magico in ogni momento.<br />

E per organizzare la festa<br />

perfetta, Max e il suo team sono<br />

i migliori in circolazione. Pierre ed<br />

Elena hanno deciso di sposarsi in<br />

un magnifico castello poco fuori<br />

Parigi e hanno scelto di affidarsi a<br />

loro per una serata meravigliosa.<br />

Tutte le fasi, dall’organizzazione<br />

alla festa, viste attraverso gli occhi<br />

di quelli che lavorano per renderla<br />

speciale. Sarà una lunga giornata,<br />

ricca di sorprese, colpi di scena e<br />

grandi risate. Il film, campione di<br />

incassi in Francia, è stato presentato<br />

con successo alla Festa del Cinema<br />

di Roma, ed è diretto dai registi<br />

del film Quasi amici. “In Francia<br />

questo film si chiama ‘Il senso<br />

della festa’, - ha detto uno dei<br />

registi,Toledano - un modo per far<br />

capire che bisogna non abbattersi<br />

quando sembra che tutto il<br />

mondo ci crolli attorno”.<br />

◗ Produzione Gaumont, Quad<br />

Productions - Regia e sceneggiatura<br />

Erik Toledano e Olivier Nakache<br />

Cast Jean-Pierre Bacri, Gilles<br />

Lellouche, Jean-Paul Rouve,<br />

Eye Haidara, Suzanne Clément<br />

72 ITA EVENTI


Cinema<br />

CARAVAGGIO.<br />

L’ANIMA<br />

E IL SANGUE<br />

NELLE SALE 19-20-21 FEBBRAIO 2018<br />

Un viaggio attraverso la vita, le<br />

opere e i tormenti di Caravaggio,<br />

artista geniale contraddittorio,<br />

che più di ogni altro ha raccolto<br />

in sé luci e ombre, genio e sregolatezza,<br />

generando opere sublimi.<br />

Il film è un excursus narrativo e<br />

visivo attraverso i luoghi in cui l’artista<br />

ha vissuto e quelli che ancora<br />

oggi custodiscono alcune tra le<br />

sue opere più note. Un’approfondita<br />

ricerca documentale negli<br />

archivi che custodiscono traccia<br />

del passaggio dell’artista ci conduce<br />

in una ricostruzione sulle<br />

tracce e i guai di Caravaggio e alla<br />

scoperta delle sue opere, di cui circa<br />

40 trattate nel film, che, grazie<br />

all’impiego di evolute elaborazioni<br />

grafiche, di macro estremizzate e<br />

di lavorazioni di luce ed ombra,<br />

prendono quasi vita e corpo, si<br />

confondono con la realtà dando<br />

una percezione quasi tattile. La<br />

contemporaneità dell’animo di<br />

Caravaggio viene restituita nel<br />

film da scene fotografiche e simboliche<br />

ambientate in un contesto<br />

contemporaneo ed essenziale.<br />

La voce dell’io interiore di Caravaggio,<br />

emotiva, evocativa e al<br />

tempo stesso intima, è quella di<br />

Manuel Agnelli.<br />

◗ Produzione Sky e Magnitudo Film<br />

Regia Jesus Garces Lambert<br />

Sceneggiatura Laura Allievi<br />

THE PARTY<br />

NELLE SALE DALL’8 FEBBRAIO 2018<br />

Janet è appena stata nominata<br />

Ministro del Governo Ombra, il<br />

coronamento della sua carriera<br />

politica. Lei e suo marito Bill decidono<br />

quindi di festeggiare con<br />

gli amici più vicini. Gli ospiti arrivano<br />

nella loro casa di Londra,<br />

ma la festa volge inaspettatamente<br />

al peggio quando Bill all’improvviso<br />

fa due rivelazioni<br />

esplosive che sconvolgono sia<br />

Janet che i presenti. Amore, amicizia,<br />

convinzioni politiche e un<br />

intero stile di vita vengono messi<br />

in discussione. Sotto la superficie<br />

elegantemente liberal degli<br />

ospiti freme la rabbia. Lo scontro<br />

li spingerà a sfoderare l’artiglieria<br />

pesante, anche in senso letterale.<br />

“The Party - spiega la regista<br />

- è una commedia che vira<br />

in tragedia, in cui una festa tra<br />

amici volge al peggio nell’arco di<br />

pochissimo tempo. Sotto pressione,<br />

in un ambiente circoscritto,<br />

tutto ciò che è nascosto emerge<br />

in superficie e la nostra casa,<br />

che consideravamo come un rifugio,<br />

può rapidamente trasformarsi<br />

in prigione. Volevo che si<br />

ridesse ma sul filo del rasoio, osservando<br />

questo gruppetto di<br />

persone che fallisce nel disperato<br />

tentativo di mantenersi coerente<br />

con la linea di partito su<br />

cosa è moralmente giusto e politicamente<br />

di sinistra”.<br />

◗ Produzione Adventure Picture/<br />

Oxwich Media<br />

Regia e sceneggiatura Sally Potter<br />

Cast Patricia Clarkson, Bruno Ganz,<br />

Cherry Jones, Emily Mortimer,<br />

Cillian Murphy, Kristin Scott Thomas,<br />

Timothy Spall, Christopher Sheppard<br />

ITA EVENTI 73


Volti nuovi<br />

HO SPERIMENTATO<br />

Doveva diventare un calciatore e invece è diventato un attore.<br />

Il pubblico televisivo lo conosce grazie al ruolo di Lorenzo, nella<br />

fiction Tutto può succedere. Ma Giulio Beranek ha alle spalle<br />

anche diverse esperienze sul grande schermo di Clara Dalledonne<br />

Quando si nasce e si cresce in un<br />

luna park, quando casa non vuol<br />

dire quattro mura e un tetto<br />

sulla testa ma quattro ruote e un motore,<br />

quando non ci si ferma mai nello stesso<br />

posto troppo a lungo, il concetto di libertà<br />

che ha la gente comune deve stare,<br />

quantomeno, un po’ stretto. Oggi<br />

Giulio Beranek ha trent’anni e fa l’attore,<br />

ma la sua anima resta quella di quel<br />

bambino cresciuto in un luna park itinerante,<br />

un’anima nomade, che si sente<br />

in trappola a vivere tra quattro mura ancorate<br />

al suolo. Spesso si dice che la vita<br />

è una giostra, la sua sembra esserlo stata<br />

veramente. Lo abbiamo visto da poco<br />

al cinema nell’ultimo film dei fratelli Taviani,<br />

Una questione privata, tratto dal romanzo<br />

omonimo di Beppe Fenoglio, presentato<br />

in anteprima al Festival del Cinema<br />

di Roma; una storia di amore e tradimenti<br />

che coinvolge tre amici e partigiani,<br />

uno dei tre, il più saggio, è interpretato<br />

da Beranek. La sua è una storia<br />

decisamente particolare: è figlio di esercenti<br />

dello spettacolo viaggiante (guai a<br />

chiamarlo giostraio!), la madre è imparentata<br />

con la famiglia Togni, i suoi nonni<br />

erano un domatore di leoni e un’incantatrice<br />

di serpenti: «io sono nato a Putignano,<br />

in provincia di Bari, mio padre<br />

è ceco ma ha vissuto a Belgrado, mia<br />

mamma è in parte spagnola e in parte<br />

greca, - racconta - entrambi lavoravano<br />

nell’ambito delle giostre e si conobbero<br />

nel luna park di famiglia mentre lei girava<br />

in piedi sul Tagadà, una giostra a forma<br />

di disco che gira su se stessa inclinandosi».<br />

La sua prima passione è stata<br />

il calcio, tanto che si può considerare Beranek<br />

un calciatore mancato: in Grecia<br />

ha militato nel settore giovanile dell’Olympiacos<br />

e ha abbandonato il campo<br />

in seguito a un infortunio al ginocchio.<br />

È incappato nella carriera di attore<br />

per caso, mentre frequentava il liceo<br />

a Taranto, dove la sua famiglia si è fermata<br />

per qualche anno dopo aver viaggiato<br />

in lungo e in largo attraverso la penisola<br />

balcanica e la Grecia. È stato<br />

scelto da Alessandro Di Robilant per il<br />

ruolo da protagonista in Marpiccolo;<br />

qualche anno dopo ha interpretato il ruolo<br />

di Marcellino nel film Senz’arte ne parte<br />

di Giovanni Albanese. Ha poi fatto parte<br />

del cast de L’innocenza di Clara di Toni<br />

D’Angelo e nel 2015 ha interpretato un<br />

giovane circense ne Il Racconto dei Racconti<br />

di Matteo Garrone. Ad aprile dell’anno<br />

scorso ha recitato accanto a Toni<br />

Servillo e Luca Marinelli nella commedia<br />

Lasciati andare di Francesco Amato.<br />

Viene da una famiglia di “esercenti dello<br />

spettacolo viaggiante”, per citare le<br />

sue parole. Perché non le piace la parola<br />

giostrai?<br />

La parola giostraio me l’ha fatta odiare<br />

mio nonno per la valenza negativa che ha<br />

assunto negli anni e da quando sono piccolo<br />

sento sottolineare il fatto che noi siamo<br />

esercenti dello spettacolo viaggiante,<br />

credo che questa definizione sia il suo<br />

modo di dire che come tutti i lavoratori<br />

paghiamo le tasse e tutto quello che pagano<br />

gli altri, non siamo i cosiddetti “furbi”<br />

che vogliono aggirare le regole.<br />

È vero che suo nonno ha inventato l’autoscontro?<br />

Più o meno: il mio bis-nonno disegnò il<br />

progetto, che vendette per poche lire, del-<br />

Foto Alessandro Pizzi / total look Fendi / location Palazzo Fendi<br />

74 ITA EVENTI


Giulio Beranek,<br />

30 anni, è cresciuto in<br />

una famiglia di circensi<br />

da cui ha imparato<br />

a fare il trapezista:<br />

in una scena del film<br />

Il Racconto dei Racconti<br />

cammina in equilibrio<br />

su una corda per<br />

salvare una principessa


Volti nuovi<br />

le prime macchine da scontro su rimorchio. Prima erano<br />

a terra e quindi molto più faticose da montare.<br />

Una domanda è d’obbligo: qual era la sua giostra<br />

preferita da bambino?<br />

Il treno fantasma e la calci, meglio conosciuta come<br />

“calci in culo”.<br />

È vero che vive ancora in una roulotte perché stare<br />

in una casa “tradizionale” le mette ansia?<br />

Assolutamente vero, credo che ci morirò in una roulotte.<br />

I muri non fanno per me.<br />

Perché ha deciso di partecipare al provino di Marpiccolo<br />

di Alessandro Di Robilant, il suo primo<br />

lavoro da attore?<br />

A dire il vero fui costretto a fare quel provino dalla<br />

vice preside del liceo che frequentavo. Disse che<br />

se non lo avessi fatto mi avrebbe bocciato!<br />

Tra i registi con cui ha lavorato, chi le ha lasciato<br />

di più?<br />

Alessandro Di Robilant con il quale ho iniziato è il<br />

regista che sicuramente mi ha insegnato di più, ma<br />

anche Alessandro Angelini così come Matteo Garrone<br />

o Francesco Amato. I fratelli Taviani mi hanno<br />

stupito per la forza e il fuoco che, nonostante l’età,<br />

conservano ancora.<br />

Preferisce il cinema al teatro?<br />

Ho iniziato con il cinema e prevalentemente ho fatto<br />

quello ma credo che il teatro sia il posto dell’attore<br />

per eccellenza. È molto diverso rispetto a lavorare<br />

con una macchina da presa di fronte. Ci vuole studio<br />

e impegno, sembra quasi un altro lavoro e penso<br />

che sia anche più difficile recitare su un palcoscenico.<br />

Comunque spero di fare molto più teatro<br />

in futuro.<br />

Qual è il suo sogno dal punto di vista professionale?<br />

Lavorare con Xavier Dolan e riuscire a far uscire un<br />

film scritto da me.<br />

Perché proprio Dolan?<br />

Perché credo sia il regista giovane più talentuoso in<br />

questo momento nel panorama mondiale del cinema.<br />

Per quello che scrive e per come lo racconta, per<br />

come guarda le cose ma soprattutto le persone.<br />

Quali sono i personaggi che si trova meglio a interpretare?<br />

Non ho preferenze, ma sicuramente quando si tratta<br />

di scendere nell’intimo mi trovo più a mio agio.<br />

La sua vita “diversa” da quelle della maggior parte<br />

di noi, le ha permesso di crearsi un bagaglio<br />

di esperienze, emozioni, “visioni” che adesso le<br />

sono utili nel suo lavoro di attore?<br />

Ho già detto in un’altra occasione che il luna park<br />

è stato il mio personale centro sperimentale di cinematografia<br />

quindi direi proprio di sì.<br />

Lei pensa che la sua esperienza di vita le permetta<br />

in qualche modo di vedere il mondo da<br />

Ho sempre scritto di me,<br />

probabilmente per vedere<br />

con maggiore chiarezza<br />

tutto ciò che mi capitava<br />

un’angolazione particolare rispetto agli altri?<br />

Non lo so, perché non so da quale angolazione la vedano<br />

gli altri, sicuramente dalla mia non si vede tutto<br />

bene, quindi spero che gli altri abbiano una visuale<br />

più chiara.<br />

Nel 2018 uscirà un libro in cui racconta la storia<br />

della sua vita, Il figlio delle rane.<br />

Quella del romanzo è sempre stata un’esigenza per<br />

me. Anche prima di cominciare a scriverlo e di incontrare<br />

Marco Pellegrino che ne è co-autore. Ho<br />

sempre scritto di me, probabilmente per vedere con<br />

maggiore chiarezza tutto ciò che mi stava capitando<br />

nella mia vorticosa vita. Quindi l’ho fatto principalmente<br />

per me. Soprattutto nella prima parte il<br />

romanzo è decisamente autobiografico, nella seconda<br />

parte diventa un vero e proprio romanzo di formazione<br />

che si distacca dal mio trascorso.<br />

76 ITA EVENTI


Alcune foto tratte dal<br />

set della fiction di Rai 1<br />

Tutto può succedere,<br />

che ha all’attivo già due<br />

stagioni andate in<br />

onda: Giulio Beranek<br />

interpreta il personaggio<br />

di Lorenzo, uno dei<br />

protagonisti<br />

Quando si guarda indietro e pensa alla decisione<br />

di abbandonare il calcio giocato ha dei rimpianti?<br />

Rimpianti direi di no, o forse dico così solo per non<br />

intristirmi. Sicuramente il calcio è un pezzo di cuore<br />

che ora occupa meno spazio nella mia vita, ma sarà<br />

sempre un pezzo di cuore.<br />

È un tifoso juventino: come finirà il campionato<br />

quest’anno?<br />

Spero bene. Secondo me la Juventus rispetto alle altre<br />

squadre ha ancora qualcosa in più, soprattutto<br />

la l’ampiezza e la qualità della rosa. Il Napoli, per<br />

esempio, secondo me in panchina ha cambi decisamente<br />

meno validi.<br />

Quali sono i lati positivi di aver vissuto un’infanzia<br />

come la sua, sempre in movimento, e quali quelli<br />

negativi?<br />

I lati positivi sono senza dubbio legati alle tante esperienze,<br />

ma la mancanza di stabilità e l’impossibilità<br />

di frequentare per lungo tempo degli amici sono<br />

gli aspetti che ho più subito.<br />

Oggi, a trent’anni, sono più le volte che sente il<br />

bisogno di stabilità oppure sono più i momenti<br />

in qui la stabilità le sta stretta e ha bisogno di<br />

libertà?<br />

In realtà non ci ho ancora capito un granché per dirla<br />

tutta. Potrei riprovare a rispondere a questa domanda<br />

fra un anno o due.<br />

Cosa pensa dei prossimi Mondiali orfani dell’Italia?<br />

Non ce li siamo meritati quindi è giusto così.<br />

Quali sono i suoi prossimi impegni professionali?<br />

All’inizio del 2018 farò parte del cast della serie tv<br />

Il Cacciatore, di Stefano Lodovichi e Davide Marengo,<br />

che andrà in onda su Rai Due. E parteciperò anche<br />

al film per la tv di Fabio Mollo dedicato a Renata<br />

Fonte, in onda su Canale 5. Al cinema mi vedrete<br />

nel film Manuel, opera prima di Dario Albertini, che<br />

è stato presentato all’ultima Mostra del Cinema di<br />

Venezia. Inoltre sto scrivendo insieme ad Andrea Cotti<br />

e Igor Artibani un film che si girerà probabilmente<br />

a Taranto e del quale sarò il protagonista.<br />

ITA EVENTI 77


Volti nuovi<br />

Jacopo Olmo Antinori,<br />

20 anni, il suo esordio<br />

avviene all’età di<br />

9 anni, in teatro,<br />

in Racconto d’Inverno<br />

di W. Shakespeare<br />

diretto da Francesco<br />

Manetti, in cui<br />

interpreta il Principe<br />

Mamilio


REFERENZE?<br />

MI MANDA<br />

BERTOLUCCI<br />

Curiosità, voglia di fare, una passione<br />

estrema per il cinema: ecco il ritratto<br />

di Jacopo Olmo Antinori, classe 1997.<br />

E secondo uno dei più importanti registi<br />

viventi ha anche talento da vendere<br />

di Cristiana Zappoli<br />

Figlio d’arte (sua mamma è Francesca De<br />

Martini, attrice e docente dell’Accademia<br />

d’Arte Drammatica Silvio D’Amico),<br />

ha iniziato a lavorare nel cinema all’età<br />

di 14 anni, nel 2011, quando è stato scelto<br />

dal regista premio Oscar Bernardo Bertolucci<br />

per il suo film Io e Te, presentato per la prima<br />

volta nel 2012 al Festival del Cinema di<br />

Cannes. Per la sua interpretazione Jacopo<br />

Olmo Antinori ha ricevuto, tra gli altri, il Guglielmo<br />

Biraghi Award come miglior nuovo attore<br />

nel 2013. Di lui Bertolucci ha detto che<br />

sembra che nella vita non abbia fatto altro che<br />

recitare, e l’opinione è sicuramente di quelle<br />

autorevoli. Da allora, Jacopo Olmo non ha<br />

mai smesso di lavorare nel cinema e, nonostante<br />

sia ancora molto giovane (20 anni), è<br />

già apparso in diverse pellicole: I nostri ragazzi<br />

di Ivano de Matteo, dove era il protagonista,<br />

Nessuno mi pettina bene come il vento di Peter<br />

Del Monte, e più di recente, La ragazza<br />

nella nebbia e Una questione privata, solo per<br />

citarne alcuni. Quest’anno lo vedremo anche<br />

in tv nella seconda stagione de I Medici. Si definisce<br />

una persona bilanciata e misurata: «i<br />

miei amici - racconta - dicono che sono ‘diplomatico’.<br />

È un pregio ma a volte anche un<br />

difetto: devo imparare a prendere delle posizioni<br />

precise nei momenti cruciali, a sbilanciarmi,<br />

a seguire a volte le mie sensazioni senza<br />

dover chiedere il permesso alla mia testa».<br />

Il suo esordio cinematografico avviene nel<br />

2012 interpretando il ruolo di Lorenzo, un<br />

quattordicenne solitario, nel film Io e Te diretto<br />

da Bernardo Bertolucci. Cosa le ha insegnato<br />

Bertolucci?<br />

Bernardo senza avvertirmi mi ha insegnato<br />

tutto quello che so e che saprò sul cinema. Per<br />

me è come una sorta di secondo padre, un padre<br />

artistico. Mi ha letteralmente gettato fra<br />

le braccia il grande sogno del cinema e della<br />

recitazione. Devo tutto a lui. E poi mi ha insegnato<br />

che la poesia, o se preferite la grazia,<br />

non si trova solo nei libri: la si può trovare anche<br />

in un quattordicenne brufoloso, in uno<br />

scantinato, e soprattutto in una macchina da<br />

presa o su uno schermo.<br />

Ha sempre pensato di voler fare l’attore?<br />

Assolutamente no! Come accennavo prima, la<br />

decisione è venuta naturalmente dopo aver girato<br />

Io e Te, ma io non ho mai voluto fare l’attore<br />

da bambino. Se non fosse per Bernardo,<br />

probabilmente sarei finito a fare il fisico.<br />

Che il suo sia un talento naturale è stato<br />

sottolineato anche da Bertolucci. Ha comunque<br />

deciso di studiare recitazione?<br />

Ho cominciato a studiare recitazione poco<br />

dopo aver completato le riprese di Io e Te e,<br />

anche se non ho mai deciso di entrare in una<br />

scuola a tempo pieno, ho sempre continuato<br />

a fare quante più esperienze di formazione possibili,<br />

e non ho intenzione di smettere. Negli<br />

anni, però, ho cominciato anche a capire come<br />

la vera formazione per un attore debba essere<br />

necessariamente personale: il vero grande<br />

sforzo non è mai tecnico o “accademico”; ritengo<br />

che la sfida degli attori sia quella di sforzarsi<br />

costantemente a espandere la propria vita<br />

artistica ed emotiva, cogliendo stimoli da tutte<br />

le esperienze, gli attimi, i luoghi possibili.<br />

Qualche mese fa l’abbiamo vista al cinema<br />

nel film Una questione privata e, negli Sta-<br />

Foto Loris T. Zambelli<br />

ITA EVENTI 79


Volti nuovi<br />

ti Uniti, è già uscito nelle sale<br />

Mary Magdalene che a marzo<br />

arriverà in Italia. Cosa le hanno<br />

lasciato queste due esperienze?<br />

Ho avuto la fortuna e l’onore di<br />

lavorare in due progetti che coinvolgono<br />

registi e attori straordinari.<br />

Una questione privata mi ha<br />

offerto l’occasione di incontrare<br />

due maestri come Paolo e Vittorio<br />

Taviani e quel fantastico attore<br />

che è Luca Marinelli. Per quanto<br />

riguarda Mary Magdalene, il<br />

solo fatto di poter condividere un<br />

set con Joaquin Phoenix e Rooney<br />

Mara è per me motivo di orgoglio.<br />

Ho interpretato, in entrambi i<br />

casi, piccoli ruoli, ma per me non<br />

fa alcuna differenza. Me li tengo<br />

stretti come due tesori del cuore<br />

che mi hanno insegnato tanto.<br />

Che tipo di cinema vorrebbe<br />

fare “da grande”?<br />

Mi piace l’idea di essere versatile.<br />

Per me il cinema è principalmente<br />

un’arte, e la mia aspirazione<br />

maggiore è di poter collaborare a<br />

creare delle opere d’arte. Questo<br />

però non significa limitarmi solo<br />

a un certo tipo di cinema. Voglio<br />

cimentarmi anche con registri<br />

diversi da quelli che ho esplorato<br />

fino ad ora, come ad esempio la<br />

commedia. Ma soprattutto, voglio<br />

fare cinema anche in altre lingue,<br />

anche fuori dall’Italia.<br />

Che cos’è l’arte per lei?<br />

Quando mi trovo a pensare alla risposta<br />

che potrei dare, mi trovo a<br />

brancolare nel buio. Quello che<br />

so, però, è che delle opere d’arte<br />

mi attrae sempre e solo l’umanità<br />

che c’è dietro di esse: quali visioni,<br />

quali fantasie ci sono dietro<br />

questa forma d’arte? Quali ragioni<br />

hanno spinto l’artista a produrre<br />

quest’opera? A partire da quale necessità<br />

sono state concepite? Che<br />

cosa ha immortalato della sua interiorità?<br />

Per quello che mi riguarda,<br />

l’esperienza di queste domande<br />

sta alla base del concetto<br />

di arte. O almeno, di quella che<br />

interessa a me.<br />

Si sente un artista?<br />

Non lo so. La maggior parte del<br />

tempo sinceramente no. Chiaramente<br />

però l’idea di esserlo è seducente,<br />

mi affascina molto. Ma<br />

credo non spetti a me rispondere.<br />

Quando riesco a trasmettere<br />

qualcosa della mia interiorità,<br />

quando riesco a “tradurre” una di<br />

quelle visioni di cui parlavo prima,<br />

forse mi avvicino ad esserlo.<br />

Il resto del tempo svolgo un mestiere,<br />

faccio l’attore. In ogni<br />

caso sono sempre gli altri a deciderlo.<br />

Quello che devo fare io è<br />

solo dare fondo alle mie forze per<br />

esprimere quello che sento dentro<br />

al cuore con sincerità.<br />

Fra i colleghi attori, con chi ha<br />

instaurato i rapporti più stretti?<br />

La mia migliore amica è un’attrice.<br />

Si tratta di Blu Yoshimi, la<br />

protagonista di Piuma, di Roan<br />

Johnson. Io e Blu ci conosciamo<br />

da una vita, eravamo in classe insieme<br />

alle medie. In alcuni momenti<br />

ci perdiamo di vista (siamo<br />

tutti e due sempre molto impegnati),<br />

ma ci vogliamo tanto,<br />

tanto bene.<br />

Sua madre è un’attrice: quali<br />

consigli le ha dato per la sua<br />

carriera?<br />

L’aiuto e l’esperienza di mia<br />

mamma sono stati fondamentali<br />

sotto diversi punti di vista. Senza<br />

dubbio, però, il suo consiglio<br />

80 ITA EVENTI


Nella pagina a fianco,<br />

Jacopo Olmo con Luca<br />

Marinelli, nel film Una<br />

questione privata e una<br />

scena dal film Zeta, del 2016.<br />

A fianco, l’attore in Nessuno<br />

mi pettina bene come il vento,<br />

del 2014. Sotto, Olmo con<br />

Luigi Lo Cascio nel film<br />

I nostri ragazzi<br />

più importante è stato il primo in<br />

assoluto. Il giorno prima di iniziare<br />

le riprese di Io e Te mi prese<br />

da una parte e mi disse: “ricordati<br />

di rispettare il lavoro di<br />

tutte le altre persone sul set”. Personalmente<br />

non credo possa esserci<br />

consiglio migliore da dare a<br />

un attore. Il nostro lavoro è legato<br />

in modo strettissimo a quello di<br />

tutti quanti, dal produttore fino<br />

all’ultimo degli assistenti, e la nostra<br />

responsabilità è grandissima,<br />

perché dobbiamo finalizzare il lavoro<br />

di una troupe che si impegna<br />

duramente per metterci in<br />

condizione di lavorare al meglio.<br />

Mancare di rispetto a queste<br />

persone che sostengono così<br />

profondamente gli attori penso sia<br />

veramente grave. Inoltre recitare<br />

in un ambiente positivo e amichevole<br />

è sempre e comunque la<br />

situazione migliore.<br />

Da giovanissimo era un appassionato<br />

di fumetti giapponesi,<br />

le piacciono ancora?<br />

Sono ancora molto legato a tanti<br />

manga, anime e anche videogiochi<br />

giapponesi - Neon Genesis<br />

Evangelion, i film dello studio<br />

Ghibli, Metal Gear Solid, ovviamente<br />

Dragon Ball - ma direi che<br />

non sono più un interesse primario.<br />

Sono cresciuto e cambiato<br />

tanto in questi anni.<br />

Quali sono le sue passioni oggi?<br />

Amo sempre più disperatamente<br />

il cinema, tanto che a volte vorrei<br />

essere meno disciplinato e<br />

permettermi di spendere giorni<br />

interi a guardare film. Mi piacerebbe<br />

che Roma fosse una città<br />

pullulante di sale cinematografiche<br />

aperte tutto il giorno, tutti i<br />

giorni, e che proiettassero grandi<br />

e piccoli gioielli di cinema da<br />

tutto il mondo. Il cinema mi accende<br />

di gioia perché è un’arte in<br />

qualche maniera multidimensionale:<br />

è allo stesso tempo fotografia,<br />

letteratura, musica, può essere<br />

filosofia, spettacolo, politica.<br />

E poi, nel cinema ci sono gli esseri<br />

umani. E questa cosa per me<br />

è irresistibile. In ogni caso, aldilà<br />

dei miei “deliri” sul cinema,<br />

sono anche un lettore appassionato<br />

(anche se dovrei ritagliarmi<br />

molto più tempo per leggere) e un<br />

grande consumatore di musica.<br />

Mi sforzo sempre di essere il più<br />

aperto possibile con le scelte che<br />

faccio: non voglio chiudermi in<br />

una sorta di ghetto intellettuale<br />

in cui mi trovo a leggere o ascoltare<br />

sempre le stesse cose. Ho un<br />

grande amore, quasi una passione<br />

violenta, una foga, per la conoscenza.<br />

A volte mi trovo a<br />

pensare a tutto quello che vorrei<br />

vedere, leggere, ascoltare, fare e mi<br />

riempio di eccitazione. E poi<br />

inizia a girarmi la testa!<br />

ITA EVENTI 81


Viaggiare<br />

A PASSO DI DANZA<br />

PER LE STRADE DI VIENNA<br />

La capitale austriaca è una città dal glorioso<br />

passato, che fa bella mostra di sé nei tanti<br />

edifici monumentali, e dallo spirito cosmopolita.<br />

È la città della musica, dei balli e dei caffè<br />

di Margot Rossi


uando si pensa a Vienna<br />

si pensa agli Asburgo. Si<br />

pensa al Danubio. Ai caffè<br />

del centro, alla ruota panoramica<br />

del Prater, ai balli eleganti,<br />

alla Wiener Schnitzel, alla musica.<br />

E la capitale dell’Austria è tutte<br />

queste cose e ancora tante altre.<br />

È il centro dell’economia, della<br />

cultura e della politica dell’Austria.<br />

È una città moderna ma<br />

di una modernità che conserva lo<br />

charme tipico del periodo imperiale,<br />

quando era la capitale del<br />

glorioso impero asburgico.<br />

La Vienna imperiale<br />

Gran parte del fascino di Vienna<br />

risiede senza dubbio nell’eredità<br />

della monarchia asburgica. Per<br />

avere un’idea dello splendore e<br />

della gloria degli antichi regnanti<br />

basterà visitare gli splendidi castelli<br />

in stile barocco di Schönbrunn<br />

e Belvedere e la Hofburg,<br />

passeggiare lungo la Ringstrasse,<br />

entrare nel duomo di Santo Stefano,<br />

ammirare i sarcofagi custoditi<br />

nella Cripta degli Imperatori<br />

sotto la Chiesa dei Cappuccini.<br />

La Hofburg è l’antica residenza<br />

imperiale, considerata uno dei più<br />

grandi complessi residenziali al<br />

mondo. Fino al 1918 la Hofburg<br />

è stata al centro della vita pubblica<br />

e privata degli imperatori della<br />

casa d’Asburgo. Attualmente vi si<br />

trovano numerosi musei che vantano<br />

raccolte d’eccellenza, la<br />

Scuola di Equitazione Spagnola,<br />

un centro congressi, la sede del<br />

presidente federale dell’Austria, la<br />

storica Heldenplatz (Piazza degli<br />

Eroi). Vi si trova anche il Museo<br />

di Sissi, l’imperatrice conosciuta<br />

e amata da tutti, che offre un interessante<br />

confronto fra mito e realtà.<br />

Schönbrunn è invece l’ex residenza<br />

estiva degli Asburgo e si<br />

caratterizza per le lussuose camere<br />

imperiali e il magnifico giardino.<br />

Meritano di essere ammirati<br />

anche i palazzi costruiti lungo la<br />

Ringstrasse (una serie di viali ottocenteschi<br />

il cui percorso circolare<br />

ricalca il tracciato delle mura<br />

medioevali che circondavano il<br />

centro storico di Vienna): palazzi<br />

prestigiosi costruiti per le ricche<br />

famiglie della borghesia e<br />

dell’aristocrazia.<br />

I musei<br />

Vienna ha più di 100 musei che<br />

ospitano collezioni importanti e<br />

di rilevanza mondiale e altrettante<br />

La Votivkirche<br />

(chiesa votiva), è una<br />

delle più importanti<br />

chiese di Vienna. La<br />

sua costruzione iniziò<br />

nel 1856 come segno<br />

di ringraziamento in<br />

seguito al fallito<br />

attentato alla vita<br />

dell’imperatore<br />

Francesco Giuseppe<br />

©WienTourismus_Christian Stemper


©WienTourismus_Peter Rigaud<br />

©WienTourismus_Karl Thomas<br />

©WienTourismus_Christian Stemper<br />

In alto, una vista del Volksgarten, il cosiddetto “giardino del popolo”, sorge sulle fortificazioni che Napoleone<br />

fece abbattere durante l’occupazione francese del 1809. Sopra, a sinistra l’interno dell’Opera di Stato, uno dei più<br />

importanti teatri lirici al mondo; a destra, il Badeschiff, un locale (con piscina) su una nave galleggiante sul Danubio<br />

piccolissime e curiose. Ecco i<br />

più importanti.<br />

Il Kunsthistorisches Museum<br />

(Museo di storia dell’arte), vicino<br />

alla Hofburg, fu costruito<br />

nel 1891 per ospitare le vaste collezioni<br />

della casa imperiale. Con<br />

la sua collezione di importanti<br />

opere e quella dedicata a Bruegel<br />

(la più grande esistente), è oggi<br />

uno dei musei più importanti del<br />

mondo. Inoltre, più di 2100 oggetti<br />

di pregio, collezionati dagli<br />

Asburgo per secoli, sono esposti<br />

nella Kunstkammer (letteralmente,<br />

camera d’arte).<br />

L’Albertina è il più grande palazzo<br />

residenziale asburgico e troneggia<br />

sulle mura di uno degli ultimi<br />

bastioni di Vienna all’estemità<br />

sud della Hofburg. Possiede una<br />

prestigiosa collezione di stampe e<br />

disegni, con opere come “La giovane<br />

lepre” di Dürer e gli studi di<br />

donna di Klimt. Inoltre, la nuova<br />

collezione esposta presenta capolavori<br />

dell’epoca moderna che spaziano<br />

da Monet a Picasso a Baselitz.<br />

Il Belvedere non è soltanto un<br />

fastoso castello barocco, ospita<br />

anche una delle più pregevoli collezioni<br />

di opere d’arte in Austria,<br />

con le opere principali di Gustav<br />

Klimt, Egon Schiele e Oskar Kokoschka.<br />

Al Naturhistorisches<br />

Museum (Museo di storia naturale)<br />

si trovano 20 milioni di oggetti<br />

che consentono di toccare con<br />

mano la storia del nostro pianeta<br />

e l’incredibile varietà della natura.<br />

In questo edificio gli Asburgo collezionarono<br />

di tutto: dagli insetti<br />

alle pietre preziose e ai minerali. Vi<br />

si trovano perfino degli scheletri di<br />

dinosauro volante. Numerosi<br />

esemplari imbalsamati di specie<br />

animali estinte o a estremo rischio<br />

di estinzione conferiscono alla<br />

collezione un valore notevole.<br />

I caffè viennesi<br />

Sono famosi in tutto il mondo e<br />

dal 2011 la tradizionale cultura dei<br />

caffè viennesi è addirittura patri-<br />

84 ITA EVENTI


Viaggiare<br />

monio culturale immateriale dell’Unesco.<br />

Sono da sempre considerati<br />

oasi di accoglienza e ospitalità:<br />

i caffè tradizionali invitano gli<br />

ospiti a una sosta con le loro numerose<br />

varianti di caffè, i giornali<br />

internazionali e le prelibatezze gastronomiche.<br />

L’abitudine di bere il<br />

caffè ha radici lontane, nel 1683,<br />

quando i Turchi, sconfitti prima di<br />

entrare in città, abbandonarono sul<br />

campo sacchi di caffè di cui, fino ad<br />

allora, i viennesi ignoravano l’esistenza.<br />

Il caffè è parente della pasticceria.<br />

L’offerta principale, fatta<br />

di torte e dolci, garantisce, insieme<br />

ai gugelhupf, la sachertorte & Co.<br />

la tipica “dolce vita” viennese.<br />

La stagione<br />

dei balli viennesi<br />

Vienna è la capitale dei balli: ogni<br />

anno si allestiscono qui 450 balli, dall’elegante<br />

ballo tradizionale alla scatenata<br />

festa di Carnevale. Quelli più<br />

frequentati registrano un afflusso di<br />

anche 6.000 persone. Nel 2016 la<br />

stagione viennese dei balli ha registrato<br />

entrate per 131 milioni di<br />

euro. Delle 500.000 persone che<br />

hanno partecipato a un ballo un terzo<br />

proveniva da Vienna, 60.000 da<br />

diverse regioni dell’Austria e 55.000<br />

dall’estero. La stagione si è aperta l’11<br />

novembre, con un giro pubblico di<br />

valzer nel centro storico, e culminerà<br />

nei mesi di gennaio e febbraio con<br />

i balli di carnevale.<br />

Dall’alto, l’Opera di Stato e il Parlamento: quest’ultimo si trova<br />

sulla Ringstrasse, è una delle opere dello Storicismo ed è ispirato<br />

all’architettura greca. Sotto, il Municipio, la più importante costruzione<br />

neogotica laica di Vienna (per le foto ©WienTourismus/Christian Stemper)<br />

Le novità per i gourmet<br />

Nell’elegante area per lo shopping<br />

Goldenes Quartier nel centro storico<br />

di Vienna ha aperto nell’ottobre<br />

2017 l’AÏ, un nuovo ristorante<br />

di lusso. Su due piani e su una<br />

superficie di oltre 800 m² si servono<br />

innovativi e raffinati piatti di<br />

cucina asiatica. Nell’ottobre 2017<br />

si è stabilito nel primo distretto anche<br />

Jamie’s Italian, una catena di<br />

ristoranti di Jamie Oliver, star britannica<br />

della cucina, specializzata<br />

in autentica cucina italiana. Il ristorante<br />

del signorile Hotel Grand<br />

Ferdinand lungo la Ringstrasse ha<br />

un nuovo nome: al Meissl &<br />

ITA EVENTI 85


Viaggiare<br />

Tutte le foto ©WienTourismus_Christian Stemper<br />

VIENNA E IL MODERNISMO<br />

Nel 2018 Vienna festeggia<br />

al motto di Bellezza e abisso.<br />

Klimt.Schiele.Wagner.Moser.<br />

il Modernismo e quattro tra i suoi<br />

maggiori esponenti, scomparsi<br />

tutti nello stesso anno, il 1918.<br />

I pittori Gustav Klimt ed Egon<br />

Schiele, l’architetto Otto Wagner<br />

e il poliedrico Koloman Moser<br />

influenzarono in modo decisivo la<br />

Vienna a cavallo tra Ottocento e<br />

Novecento. Nel 2018 quindi sono<br />

numerose le mostre e le rassegne<br />

che i grandi centri espositivi viennesi<br />

dedicano all’impronta lasciata da<br />

artisti, scienziati, architetti e molti<br />

altri nella Vienna del fin de siècle.<br />

Tra le più importanti:<br />

◗ Dal 22/02 al 7/10: Modernismo<br />

viennese. Una nuova epoca musicale,<br />

Casa della Musica - Il Museo<br />

del Suono, www.hdm.at<br />

◗ Dal 13/02 al 2/09: Stairway<br />

to Klimt. Il “ponte di Klimt” e<br />

“Nuda Veritas”, Kunsthistorisches<br />

Museum, www.khm.at<br />

◗ Dal 23/02 al 4/11: Egon<br />

Schiele. Espressione e lirica,<br />

Leopold Museum,<br />

www.leopoldmuseum.org<br />

◗ Dal 14/03 al 29/06: Arnold<br />

Schönberg e la Giovane Vienna,<br />

Arnold Schönberg Center,<br />

www.schoenberg.at<br />

◗ Dal 15/03 al 7/10: Otto<br />

Wagner, Wien Museum Karlsplatz,<br />

www.wienmuseum.at<br />

◗ Dal 22/03 al 26/08: Klimt non è<br />

la fine. Nuovi fermenti nella Mitteleuropa,<br />

Belvedere inferiore,<br />

www.belvedere.at<br />

86 ITA EVENTI


LE SPECIALITÀ AUSTRIACHE<br />

La varietà della cucina austriaca testimonia<br />

la vastità della monarchia di un tempo.<br />

Vienna, in particolare, era un crogiolo<br />

di culture gastronomiche perché vi si<br />

trovavano tantissimi immigrati provenienti<br />

da Ungheria, Boemia, Slovacchia, Polonia<br />

e da molti altri paesi: di ognuno di questi<br />

paesi la cucina austriaca assorbì qualcosa.<br />

Lo strudel di mele o di ricotta, per esempio,<br />

dolce viennese per antonomasia, è una<br />

ricetta turca. L’invenzione della Sachertorte<br />

invece risale al periodo della Restaurazione<br />

ed è opera del giovane pasticciere viennese<br />

Franz Sacher, amante del cioccolato. Con<br />

il loro lesso gli italiani offrirono l’ispirazione<br />

per il Tafelspitz viennese (bollito di manzo),<br />

mentre di origine serba sono i piatti a<br />

base di carne e riso e le grigliate. Invece<br />

l’origine della famosa cotoletta, la Wiener<br />

Schnitzel, è ancora un mistero.<br />

© WienTourismus_Robert Osmark<br />

© WienTourismus_Peter Rigaud<br />

© WienTourismus_Robert Osmark<br />

©WienTourismus_Christian Stemper<br />

Schadn si celebrano con passione<br />

i piatti tipici della cucina austriaca<br />

tra cui il classico Wiener<br />

Schnitzel e il Tafelspitz. Al Restaurant<br />

ON sud si può assaggiare<br />

l’insolita fusion di cucina cinese<br />

e mediterranea. Il gastronomo<br />

Simon Xie Hong, che a Vienna<br />

gestisce già quattro locali,<br />

l’ON, l’ON Market, il ChinaBar<br />

e il ChinaBar an der Wien, si è<br />

stabilito con il suo nuovo ristorante<br />

nel 15esimo distretto. Il<br />

Weltmuseum Wien, il Museo<br />

del Mondo di Vienna, la cui riapertura<br />

è avvenuta alla fine dell’ottobre<br />

2017, offre con il suo<br />

cook café & bistro la possibilità<br />

di fare una pausa culinaria durante<br />

o dopo la visita del museo.<br />

Il locale Motto am Fluss, sul canale del Danubio, accanto alla Schwedenplatz<br />

Informazioni utili<br />

Sul sito www.vienna.info si trovano<br />

suggerimenti aggiornati in<br />

tredici lingue, una funzione per<br />

pianificare il viaggio, una banca<br />

dati per le manifestazioni e molto<br />

altro. La prenotazione online<br />

degli hotel è possibile sia al sito<br />

www.vienna.info che telefonicamente<br />

presso Wien-Hotels &<br />

Info, il servizio prenotazioni dell’Ente<br />

per il Turismo di Vienna<br />

(tel. +43-1-<strong>24</strong>5 55, lun-sab 9-19).<br />

Il Tourist-Info Vienna è il primo<br />

indirizzo a cui rivolgersi per chi<br />

si trova a visitare Vienna, in piazza<br />

Albertinaplatz, alla Stazione<br />

centrale di Vienna e all’aeroporto:<br />

in tutti e tre i punti informazione<br />

offrono piantine gratuite<br />

della città, la possibilità di effettuare<br />

prenotazioni e di usufruire<br />

del collegamento WiFi.<br />

Esiste una Vienna City Card, la city<br />

card ufficiale dell’Ente per il Turismo<br />

di Vienna: sono disponibili<br />

due versioni, quella rossa con il biglietto<br />

per i trasporti pubblici di<br />

Vienna Wiener Linien e quella<br />

bianca che permette di utilizzare<br />

per <strong>24</strong> ore la linea Big Bus Vienna<br />

che effettua i giri hop on hop<br />

off attraverso la città e comprende<br />

una passeggiata guidata in città. La<br />

card, che può avere validità di <strong>24</strong>,<br />

48 oppure 72 ore, offre agevolazioni<br />

per la visita di oltre 210 attrazioni<br />

turistiche, tra cui i grandi<br />

musei. La tessera è disponibile<br />

online al sito http://shop.wien.info,<br />

agli uffici Tourist-Info, nelle agenzie<br />

di viaggi e hotel di Vienna, presso<br />

Big BusTours e presso i trasporti<br />

pubblici di Vienna Wiener Linien.<br />

ITA EVENTI 87


Angolo dei consigli<br />

CALVIZIE: LE NUOVE FRONTIERE<br />

DELLA MEDICINA RIGENERATIVA<br />

La perdita dei capelli è spesso vissuta con imbarazzo, tanto da provocare<br />

problemi di insicurezza anche importanti. Grazie ad anni di ricerca,<br />

HairClinic Bio Medical Group offre soluzioni ad personam, quindi più efficaci<br />

90 ITA EVENTI


Tecnologie ad altissimo livello e protocolli di cura<br />

personalizzati: grazie alla tecnologia e ai suoi<br />

continui sviluppi oggi possiamo approfittare<br />

dell’azione di alcuni corpuscoli del nostro organismo,<br />

che non solo è riparatrice, ma anche rigeneratrice,<br />

soprattutto in presenza di alcuni tipi di<br />

tessuti danneggiati. La diminuzione della quantità<br />

dei capelli e la diminuzione del loro spessore<br />

prende il nome di alopecia. Esistono diversi tipi di<br />

alopecia ma nell’uomo la più diffusa è l’alopecia<br />

androgenetica che colpisce più dell’87% della<br />

popolazione maschile. La calvizie è una malattia<br />

del follicolo e non è una patologia debilitante, di<br />

fatto si può vivere benissimo anche senza capelli,<br />

ma per molte persone il più delle volte è vissuta<br />

dall’inconscio come un vero dramma. Se è vero<br />

che le donne hanno meno problemi di calvizie rispetto<br />

agli uomini è anche vero che non sono al<br />

riparo dall’alopecia androgenetica, tanto da poter<br />

parlare di alopecia androgenetica femminile.<br />

L’alopecia androgenetica femminile è molto più<br />

diffusa di quanto si possa pensare, una donna su<br />

quattro ha un problema legato alla caduta dei<br />

capelli. Per risolvere questi problemi si parla sempre<br />

più spesso di principi attivi di rigenerazione<br />

cellulare autologhi e delle loro funzioni. In pratica,<br />

una volta individuati gli attori della rigenerazione<br />

tissutale, viene messa a punto una strategia<br />

terapeutica che permette di sfruttarne le enormi<br />

capacità. Si parla in questo caso di tecnica PRP<br />

(Plasma Ricco di Piastrine), che già negli anni a<br />

cavallo tra il 1970 e il 1980 veniva utilizzata per<br />

curare le ulcere nei soggetti diabetici o i piccoli<br />

traumi del tessuto nervoso. Nel corso del tempo<br />

si è poi arrivati a una soluzione potenziata della<br />

tecnica PRP attraverso la metodologia di separazione<br />

cellulare hCRP, per un migliore contrasto<br />

della calvizie e una sua più efficace cura. Tutto<br />

dunque ha origine dal nostro organismo, e infatti<br />

il primo passo del trattamento hCRP è un semplice<br />

prelievo ematico dal paziente con successiva<br />

separazione dei principi attivi del sangue<br />

mediante una centrifugazione a doppio stadio in<br />

grado di riconoscere e concentrare selettivamente<br />

le piastrine giovani che verranno poi infiltrate<br />

nelle zone da trattare con una micro-iniezione.<br />

La Medicina Rigenerativa associata a una cura<br />

ad-personam rappresenta quindi l’approccio<br />

medico più incisivo contro la calvizie. La tecnica<br />

hCRP è utilizzata da HairClinic Bio Medical<br />

Group che da quasi dieci anni la annovera tra<br />

le fasi del più articolato Protocollo di Medicina<br />

Rigenerativa bSBS nella lotta alla calvizie. Questo<br />

protocollo è totalmente privo di controindicazioni<br />

ed effetti secondari e consente un’immediata<br />

ripresa della quotidianità.<br />

PER SAPERNE DI PIÙ<br />

HAIRCLINIC BIO MEDICAL GROUP<br />

www.hairclinic.it<br />

Numero verde: 800 168 668<br />

ITA EVENTI 91


Leggere<br />

POSSIAMO IMPARARE<br />

A VEDERE AL BUIO?<br />

Guardare il mondo con gli occhi di un gatto potrebbe<br />

insegnarci molte cose. È questa la teoria di Matteo<br />

Rampin, autore del libro La scelta del gatto, in uscita<br />

a metà gennaio di Mercedes Vescio<br />

G<br />

iorgio Celli, entomologo,<br />

etologo, professore universitario<br />

e noto volto<br />

televisivo, scomparso nel 2011,<br />

diceva che il gatto, per lui, era<br />

stato un animale socratico: “Mi<br />

ha insegnato a scoprire chi ero e<br />

anche qual era il mio posto nel<br />

mondo”. È facile pensare che gli<br />

autori del libro La scelta del<br />

gatto. Lezioni feline sull’arte di vivere,<br />

pubblicato da Ponte alle<br />

Grazie, la pensino in maniera<br />

molto simile. Il libro è stato<br />

scritto dallo psichiatra Matteo<br />

Rampin (già autore di Al gusto di<br />

cioccolato, Ponte alle Grazie,<br />

2005; Come non farsi bocciare a<br />

scuola, Salani, 2012; Mozart era<br />

un figo, Bach ancora di più, Salani,<br />

2014), che si è avvalso dell’aiuto<br />

di Laura Fanna e Matteo<br />

Loporchio: la teoria alla base di<br />

questo libro è che i gatti ci possono<br />

offrire una lezione di equilibrio<br />

e saggezza con i loro atteggiamenti<br />

schivi ma comunicativi,<br />

con la loro apparente pigrizia<br />

e apparente aggressività,<br />

con il loro desiderio di sovrastarci<br />

e le loro infinite risorse, con la<br />

loro sapiente capacità di mantenere<br />

la giusta distanza e vicinanza.<br />

Osservare le scelte di un<br />

gatto può essere molto più istruttivo<br />

di tante parole. «Possiamo<br />

imparare dall’osservazione di<br />

ogni animale; - spiega Matteo<br />

Rampin - ma a differenza, per<br />

esempio, dei cani, questi felini<br />

possono mostrarci alcuni lati<br />

del nostro carattere nei quali forse<br />

è più facile riconoscerci, se<br />

guardiamo a noi stessi con aria<br />

disincantata. Per fare solo un<br />

esempio: dubito che molti di noi<br />

attribuirebbero al genere umano<br />

le caratteristiche di obbedienza,<br />

fedeltà e abnegazione tipiche<br />

dei cani, mentre è più facile essere<br />

d’accordo sulla imprevedibilità,<br />

la selettività di gusti e la<br />

fondamentale indomabilità felina<br />

come tratti tipici anche della<br />

nostra specie». Se i gatti ci vedono<br />

al buio è perché sanno<br />

sfruttare anche una minima porzione<br />

di luce, allo stesso modo<br />

potremmo imparare a fare noi<br />

umani nell’affrontare situazioni<br />

apparentemente oscure e perciò<br />

spaventose. Se le cadute sono inevitabili<br />

per noi come per i gatti,<br />

e bisogna mettere in conto le<br />

sconfitte nel gioco dell’esistenza,<br />

possiamo pur sempre apprendere<br />

dai nostri felini come fare per cadere<br />

ritrovandoci in piedi. Questi<br />

sono solo alcuni dei paragoni<br />

tra le condizioni di vita dei<br />

gatti e la psicologia umana presentati<br />

nel libro, affiancati anche<br />

da casi clinici.<br />

Dottor Rampin, come è nata<br />

l’idea di questo libro?<br />

Mi è venuta grazie a Laura Fanna<br />

e Matteo Loporchio, i coautori<br />

del libro: due psicoterapeuti di cui<br />

sono testimone di nozze, e che vi-<br />

92 ITA EVENTI


vono con due stupendi gatti. Stavamo<br />

pensando a un argomento<br />

che si prestasse a raccontare qualcosa<br />

sul comportamento umano<br />

visto da una prospettiva non ordinaria,<br />

e abbiamo iniziato a<br />

chiederci come si vedrebbe il<br />

mondo se avessimo gli occhi di<br />

un’altra specie animale. Da lì ai<br />

gatti il passo è stato breve.<br />

Come è nata la sua passione per<br />

i gatti?<br />

È nata quando, da bambino, assieme<br />

ai miei fratelli accogliemmo<br />

in casa un gattino piccolissimo,<br />

che poi crebbe con noi: si<br />

chiamava Malachia, era un gatto<br />

d’Angora. Comunque per un veneziano<br />

i gatti sono un elemento<br />

costante del paesaggio, come le<br />

montagne per un alpino.<br />

Perché i gatti sono così affascinanti?<br />

Forse perché sono misteriosi. I<br />

greci dicevano che la conoscenza<br />

nasce dal sentimento dello stupore,<br />

e se c’è una cosa che suscita<br />

stupore, e quindi curiosità di<br />

sapere, è il mistero. I gatti, “tigri<br />

in miniatura” secondo la definizione<br />

di Desmond Morris, sono<br />

creature notturne, silenziose, capaci<br />

di grandi manifestazioni di<br />

attaccamento ma anche di autonomia<br />

e indipendenza, a loro agio<br />

nell’ozio più totale come nella<br />

caccia. Tutti elementi che in passato<br />

li rendevano oggetto di venerazione<br />

e di superstizione.<br />

Quando ha cominciato a pensare<br />

che il comportamento dei<br />

gatti potesse essere istruttivo per<br />

gli esseri umani?<br />

Me lo hanno fatto notare Laura<br />

e Matteo, che spesso raccontano<br />

le peripezie dei loro gatti ai pazienti<br />

sensibili all’argomento. In<br />

effetti, discutendo assieme, abbiamo<br />

scoperto che la vita dei gatti<br />

si presta a moltissime metafore<br />

che possono essere usate con<br />

successo nella comunicazione terapeutica,<br />

perché tutti abbiamo<br />

esperienza dei comportamenti<br />

tipici dei gatti. Nel libro si raccontano<br />

storie di persone intrappolate<br />

in situazioni non simpatiche,<br />

le quali sono state aiutate<br />

anche grazie a storie, esempi e riflessioni<br />

incentrate sulla vita e le<br />

abitudini di questo animale.<br />

Cosa ci insegna questo libro?<br />

Il libro parla di molti argomenti,<br />

che sono per lo più espressi in riferimento<br />

alle peculiarità feline che<br />

tutti conoscono: cadere in piedi,<br />

usare le “antenne” (cioè le vibrisse),<br />

fare attenzione al “contropelo”,<br />

imparare a gestire le unghiate,<br />

superare le diatribe basate sull’antipatia<br />

istintiva (come quelle<br />

proverbiali tra cane e gatto)...<br />

Qual è l’insegnamento più<br />

grande che ha appreso da un<br />

gatto?<br />

Forse vedere al buio. Mi spiego:<br />

il gatto non vede di notte, come<br />

si potrebbe credere, grazie a qualche<br />

strano superpotere, ma perché<br />

la sua retina è capace di<br />

L’AUTORE<br />

Matteo Rampin, psichiatra, insegna comunicazione<br />

di crisi nei corsi per Negoziatori dell’Arma dei<br />

Carabinieri, e collabora su temi analoghi con<br />

alcuni reparti speciali delle Forze Armate e con<br />

enti dell’Intelligence e della Difesa nazionali e<br />

sovranazionali. È consulente di aziende pubbliche<br />

e private su temi attinenti il comportamento<br />

umano. Ha scritto più di trenta libri pubblicati<br />

in Italia e all’estero. È autore di La scelta del<br />

gatto. Lezioni feline sull’arte di vivere<br />

insieme a Laura Fanna e Matteo<br />

Loporchio, marito e moglie<br />

che esercitano la professione<br />

di psicoterapeuti e usano<br />

da anni le metafore feline<br />

per aiutare i pazienti.<br />

sfruttare<br />

al meglio<br />

ogni minimo<br />

barlume di<br />

luce presente in quello<br />

che, a prima vista, potrebbe sembrare<br />

buio pesto. Credo che se noi<br />

ci abituassimo a concentrare la<br />

nostra attenzione sui minuscoli<br />

semi di luce che esistono anche<br />

nel buio più fitto, e a sfruttarli per<br />

rischiarare almeno un po’ lo scenario,<br />

eviteremmo di perderci<br />

d’animo come invece facciamo<br />

spesso, e impareremmo a guardare<br />

l’esistenza con più ottimismo,<br />

ricordando che la vita è una<br />

commistione di buio e di luce, e<br />

sta a noi decidere se fermarci alla<br />

prima impressione lasciandoci<br />

impaurire dall’oscurità o, invece,<br />

continuare a cercare la luce anche<br />

se non la vediamo.<br />

ITA EVENTI 93


Leggere<br />

Marco Presta, prima di Accendimi<br />

ha pubblicato la raccolta di<br />

racconti Il paradosso terrestre<br />

(Aliberti Editore 2009, Einaudi<br />

2012) e, con Einaudi, i romanzi<br />

Un calcio in bocca fa miracoli<br />

(2011), Il piantagrane (2012)<br />

e L’allegria degli angoli (2014)<br />

L’AMORE IN RADIO<br />

Accendimi è il nuovo romanzo di Marco Presta, pubblicato<br />

con Einaudi. Racconta la storia di un rapporto molto<br />

particolare, fra una donna e una voce che arriva da lontano<br />

aterina ha una pasticceria,<br />

un fidanzato e delle amiche.<br />

In apparenza sembrerebbe<br />

andare tutto bene ma non<br />

è così, perché Caterina si sente sola<br />

ed è insoddisfatta della propria<br />

vita. Giancarlo, il fidanzato, è un<br />

commissario di Polizia che non<br />

ama e con il quale non c’è passione,<br />

le amiche si ricordano di lei<br />

raramente e in più Caterina ha un<br />

fratello, Vittorio, che sembra una<br />

calamita per i guai. A rivoluzionare<br />

la vita della protagonista<br />

sarà una… radio: “un modello degli<br />

anni Settanta, un cubo arancione<br />

con tanto di antenna” che<br />

Caterina trova nel retrobottega del<br />

negozio. Da quella radio esce<br />

una voce, quella di Antonio, che<br />

parla a Caterina, proprio a lei e a<br />

nessun altro, e parlandole la conquista<br />

cambiandole la vita per<br />

sempre. «Accendimi è senza dubbio<br />

una favola», dice Marco Presta.<br />

«E, come tutte le favole, è la<br />

forma di narrazione più cruda e<br />

realistica che ci sia. La situazione<br />

di Caterina è comune a tante persone:<br />

l’insoddisfazione è un tratto<br />

distintivo dell’epoca che viviamo.<br />

Spesso la ignoriamo, ma<br />

lei rimane lì e ci accompagna ogni<br />

giorno». Caterina è dunque una<br />

persona vera, potrebbe essere<br />

chiunque di noi: «mi piace raccontare<br />

storie di persone vere, -<br />

spiega Presta - che fanno mestieri<br />

veri, concreti, credibili. Qualità<br />

e difetto principale, in Caterina,<br />

coincidono. Sto parlando<br />

della cordialità verso il mondo, un<br />

pregio che rischia di farti diventare<br />

un emarginato». La radio è<br />

l’elemento chiave del romanzo ed<br />

è un mezzo di comunicazione<br />

caro a Marco Presta che è autore<br />

e conduttore radiofonico, in<br />

coppia con Antonello Dose anima<br />

da molti anni la mattinata di<br />

Radio 2 con Il ruggito del coniglio.<br />

«La radio è il media più affettivo,<br />

- spiega - quello che più di ogni<br />

altro crea un legame sentimentale<br />

tra chi la fa e chi l’ascolta. Ed è anche<br />

quello che più di tutti stimola<br />

la fantasia, ha un potere evocativo<br />

enorme. Per me rappresenta<br />

un gioco meraviglioso, una fatica<br />

immensa di cui non mi stanco<br />

mai. Oltre che un modo di affrontare<br />

il mutuo, naturalmente».<br />

In Accendimi la radio funge, in<br />

qualche modo, da psicologo:<br />

«ogni rapporto interpersonale<br />

funge da psicologo: - specifica<br />

Presta - è psicologo il tuo migliore<br />

amico, tua zia, il tizio da cui compri<br />

il pane tutti i giorni. Lo è anche<br />

la radio».<br />

Arrivati alla fine di Accendimi<br />

l’impressione è che questo libro<br />

potrebbe diventare una bella<br />

commedia romantica sul grande<br />

schermo, gli elementi ci sono<br />

tutti: «se trovate un produttore disponibile,<br />

- specifica Presta - ditegli<br />

che io non creerò problemi».<br />

94 ITA EVENTI


Leggere<br />

1 2<br />

3<br />

in libreria<br />

1. Il Ragazzo Invisibile<br />

Seconda Generazione,<br />

A. Fabbri, L. Rampoldi<br />

e S. Sardo, Salani<br />

Michele Silenzi ha sedici anni e<br />

come molti ragazzi della sua età<br />

vive un’adolescenza tutt’altro che<br />

serena: la ragazza dei suoi sogni<br />

ama un altro e il rapporto con gli<br />

adulti è sempre più difficile. Michele<br />

si ritrova sempre più solo; tutto questo<br />

finché nella sua vita non fanno<br />

irruzione la sua misteriosa gemella<br />

Natasha e la madre naturale, Yelena,<br />

due donne che stravolgeranno<br />

completamente la sua esistenza,<br />

chiamandolo a una nuova avventura,<br />

alla quale non potrà sottrarsi.<br />

2. Hollywood: morte e misteri<br />

delle star, Carmine Aymone,<br />

Emmebi Edizioni Firenze<br />

Omicidi, suicidi, incidenti drammatici,<br />

morti celebri, tragiche fatalità,<br />

vite segnate da eccessi: 70 ricostruzioni<br />

di funesti casi, dal<br />

cinema muto a oggi, che hanno<br />

come protagonisti gli attori e le<br />

icone della musica che si sono cimentate<br />

anche con la recitazione.<br />

3. Fiori sopra l’inferno,<br />

Ilaria Tuti, Longanesi<br />

Travenì è un piccolo paese delle<br />

Dolomiti la cui tranquillità viene<br />

improvvisamente sconvolta da una<br />

serie di delitti efferati: una presenza<br />

sconvolge gli abitanti con<br />

aggressioni feroci e la foresta,<br />

complice, la nasconde. A risolvere<br />

la situazione interviene Teresa<br />

Battaglia, un commissario sessantenne<br />

atipico e antieroico.<br />

4. La terra scivola,<br />

Andrea Segre, Marsilio<br />

Un grande buco si apre una notte,<br />

silenziosamente, in una strada di<br />

Torpignattara, a Roma, proprio di<br />

fronte al condominio dove abitano<br />

Francesca e Yasmine. Le due si incontrano,<br />

si parlano, diventano<br />

amiche. Il grande buco intanto<br />

rimane lì, sotto la loro casa. Gli<br />

abitanti del quartiere ci guardano<br />

dentro, cauti: ma che cosa ci sia<br />

sotto, dove porti, non si capisce.<br />

5. Rap. Una storia italiana,<br />

Paola Zukar, Baldini&Castoldi<br />

Tra il 2006 e il 2016 il rap italiano<br />

è sbarcato nel mainstream. Con<br />

Clementino, Fabri Fibra e Marracash<br />

il genere è uscito dai circuiti<br />

underground per approdare al<br />

grande pubblico. Dietro a questi<br />

artisti c’è una donna capace di interpretare<br />

le regole di un gioco<br />

fatto prevalentemente da uomini:<br />

Paola Zuka. Questo libro ripercorre<br />

la sua esperienza personale<br />

alla guida della sua agenzia di<br />

produzione e il percorso umano e<br />

artistico che l’ha portata a trasformare<br />

la sua passione in una professione<br />

di successo.<br />

5<br />

4<br />

96 ITA EVENTI

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