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La Toscana Nuova - gennaio 2018 (1) (1)

Firenze Mostre Monica

Firenze Mostre Monica Giarrè Presentato lo scorso dicembre alla galleria Mirabili, il ciclo pittorico Gente di casa: i Medici è un omaggio dell’artista toscana all’illustre casata fiorentina di Daniela Pronestì / foto Torquato Perissi e Claudia Ceville Spaziando dai miti classici al tema sacro, dalla psicologica del soggetto all’astrazione impersonale della forma, Monica Giarrè ha dimostrato negli anni una coerenza stilistica tutt’altro che consueta. Il ciclo dedicato ai Medici rappresenta la naturale evoluzione di un immaginario da sempre sospeso tra verità dei sentimenti e idealizzazione della realtà dipinta: un equilibrio reso possibile dal colore, dal suo essere insieme emozione e valore compositivo. All’elegante sobrietà delle figure, costruite con un segno grafico tagliente ed inserite in uno spazio concreto ed astratto al contempo, questi ritratti aggiungono un’interpretazione libera e mai retorica dell’iconografia medicea, andando a comporre un ensemble visivamente accattivante. Come di consueto anche in questo caso l’artista si “appropria” dei soggetti raffigurati, calandoli nel suo mondo intimo e segreto dove diventano “gente di casa”, come recita il titolo della mostra da poco conclusasi alla galleria Mirabili. Questi volti ritrovano così l’umanità celata dietro i toni ridondanti della ritrattistica celebrativa: le ragioni del cuore prevalgono sulle scelte politiche, la forza degli affetti sulle questioni dinastiche. Un sovvertimento reso possibile dall’invenzione pittorica, che restituisce a questi uomini e a queste donne quanto negatogli dagli obblighi familiari e dalla cultura del tempo. Ieri attori ed attrici sul palcoscenico della politica, oggi interpreti di un dramma in tre atti - così l’artista concepisce l’intero ciclo pittorico - che vede alternarsi sulla scena matrimoni combinati e amori impossibili, gioie familiari e dolori privati, gesti eclatanti e rinunce silenziose. Un destino ineluttabile scandisce le vicende dell’illustre casata, riservando alle donne il ruolo di protagoniste: le vediamo mogli operose (Piccarda Bueri), amanti appassionate (Bianca Cappello), compagne discrete (Giovanna d’Austria) e madri affettuose (Eleonora di Toledo). E ancora: creature fragili (Lucrezia di Cosimo), personalità ribelli (Maria Luisa d’Orleans), valenti politiche (Caterina de’ Medici) e brillanti diplomatiche (Anna Maria Luisa). Al loro fianco personaggi maschili altrettanto celebri, qui visti nei panni di mariti distratti (Lorenzo il Magnifico), padri amorevoli (Cosimo I), uomini innamorati (Francesco I) o sentimentalmente immaturi (Cosimo III). Stagliandosi sul fondale nero della scena, i volti conquistano una straordinaria intensità ieratica, mostrandosi talvolta alteri e distanti (Clarice Orsini), talaltra sognanti e malinconici (Lucrezia Donati). Originali anche alcune soluzioni compositive, come il grande sipario aperto sulle figure dei due capostipiti e dei loro discendenti e i ritratti sfalsati di Clarice e Lorenzo, inedita rilettura del dittico di Piero della Francesca agli Uffizi. Senza dimenticare le dime paterne, applicate in modo da incorniciare i personaggi o dividere lo spazio che li accomuna. Pochi colori sapientemente distribuiti illuminano la scena rendendola sfaccettata come un cristallo. Storie la cui varietà non si esaurisce ma si concentra nella sfera familiare, dove da sempre Monica Giarrè ambienta presenze e simboli del quotidiano: angeli, animali e miti ai quali da oggi si affiancano, sempre nel ruolo di divinità domestiche, le donne e gli uomini di casa Medici. Monica Giarrè (a destra) insieme ad alcuni ospiti intervenuti all’inaugurazione della sua mostra alla galleria Mirabili: Paolo Becattini, capo gabinetto dell’ufficio di presidenza del Consiglio regionale della Toscana, Marco Colangelo, consigliere del Comune di Firenze e Anna Ravoni, sindaco di Fiesole 6 MONICA GIARRÈ

Monica Giarrè e Daniela Pronestì durante la presentazione della mostra al pubblico Uno scorcio dell’allestimento: alla parete l’opera intitolata Atto primo: silenzio in sala L’artista intervistata da Fabrizio Borghini di Monica Giarrè C’era una volta... come nelle favole. Ecco la storia a modo mio di una famiglia che tutto il mondo conosce e che ci ha lasciato monumenti, dipinti, tesori, ricordi e leggende. Ho provato a dipingerla dall’inizio della dinastia, studiando a fondo la storia dei singoli personaggi. Un percorso breve ma lineare, un modo per entrare con discrezione nella loro “casa”. Il mio racconto si chiude con Anna Maria Luisa de’ Medici, l’Elettrice Palatina, alla quale dobbiamo il merito di aver salvato Firenze dalla dispersione del suo straordinario patrimonio artistico. Quel patrimonio che ancora oggi incanta e fa sognare, perpetuando nel tempo la memoria di questa illustre famiglia. Monica Giarrè MONICA GIARRÈ 7