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8 months ago

A RITROSO SCRIVENDO

TODT, L’INGEGNERE DI

TODT, L’INGEGNERE DI HITLER, E LA SUA ORGANIZZAZIONE Spesso nelle testimonianze dei deportati e dei lavoratori coatti italiani durante la seconda guerra mondiale si fa riferimento alla famigerata «Organizzazione Todt». Ma che cosa era veramente e come funzionava questa impresa il cui fondatore fu predecessore di Albert Speer al ministero degli Armamenti e Approvvigionamenti della Germania nazista? Mario Taliani Caro Taliani, l’organizzazione Todt fece un largo uso del lavoro coatto ed ebbe per queste ragioni, soprattutto dopo l’8 settembre 1943, una cattiva reputazione. Ma la figura di Fritz Todt e il modo in cui realizzò il compito che gli era stato assegnato meritano qualche attenzione. I primi ad accorgersene furono gli Alleati. Sorpresi dalla straordinaria efficienza con cui i tecnici tedeschi rifornivano le forze armate e realizzavano le grandi opere necessarie al conflitto, vollero che Albert Speer venisse sottoposto a un lungo interrogatorio. Ne troverà i verbali in un libro dello storico inglese Richard Overy intitolato, per l’appunto, «Interrogatori» e pubblicato da Mondadori nel 2002. Fritz Todt nacque a Pforzheim nel 1891, fece la Grande guerra in un reggimento di fanteria, si laureò in ingegneria civile, lavorò in una fabbrica, divenne nazista e conobbe Hitler a cui fece subito una eccellente impressione. Fu questa la ragione per cui, subito dopo la conquista del potere, fu nominato alla testa di un ufficio nuovo per la realizzazione della grande rete autostradale con cui il leader nazista si riprometteva di assorbire una parte della disoccupazione tedesca. Da allora Todt divenne progressivamente responsabile di tutto lo sforzo bellico del Reich: la linea Sigfrido, la rete stradale dei territori occupati, le linee ferroviarie, il Vallo Atlantico, le fortificazioni, i rifugi per i sottomarini e naturalmente, come ministro dell’Armamento, la produzione di armi e munizioni. Il segreto del suo successo fu l’abilità con cui seppe coinvolgere le grandi imprese, assicurare il loro coordinamento, suddividere i compiti, affidare a tecnici e dirigenti d’azienda l’esecuzione dei lavori. Quando dovette spiegare agli Alleati il funzionamento di questa «macchina», Speer riconobbe 94

che Todt aveva adottato per il regime nazista il metodo messo a punto da un industriale ebreo, Walter Rathenau, per pianificare e dirigere l’economia tedesca durante la Prima guerra mondiale. Un collaboratore di Rathenau, sopravvissuto in un ufficio del ministero degli Armamenti, descrisse il funzionamento di questo sistema in una relazione che ispirò Todt e la sua organizzazione. Per un singolare paradosso l’ebreo Rathenau, divenuto dopo la guerra ministro degli Esteri della Repubblica di Weimar, trasmise ai suoi maggiori nemici una ricetta perfettamente adatta ai loro scopi. Todt fu un uomo serio, schivo, molto stimato da Hitler ma restio a fare un uso personale del suo potere e poco amato dagli ambiziosi cortigiani che ronzavano intorno alla persona del Führer. Morì in un incidente aereo l’8 febbraio 1942 dopo un lungo incontro con Hitler nel quartiere generale di Rastenburg. Veniva da una ispezione in Ucraina nel corso della quale aveva assistito a fenomeni - la disorganizzazione dell’Intendenza e dei servizi sanitari, il basso morale delle truppe che lo avevano colpito e depresso. È molto probabile che abbia riferito le sue impressioni al Führer, ma su quell’ultimo colloquio non esiste documentazione. L’aereo in cui prese posto il mattino seguente esplose a 20 metri d’altezza, immediatamente dopo il decollo. Hitler sospettò un attentato e dette ordine che venisse istituita una commissione d’inchiesta. Ma sembra che l’aereo, come tutti quelli che svolgevano funzioni di corriere in prossimità del fronte, fosse dotato di un dispositivo per l’autodistruzione: una leva, collocata a fianco del pilota, che avrebbe provocato l’esplosione in pochi secondi. Albert Speer, successore di Todt, si limitò a ricordare nelle sue memorie che il predecessore, poco tempo prima, aveva depositato in una cassaforte una importante somma di denaro: era destinata a una sua fedele segretaria nell’eventualità della sua morte. Sergio Romano Corriere della Sera (14 gennaio 2009) 95

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