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A RITROSO SCRIVENDO

Inviato a “Lettere al

Inviato a “Lettere al Corriere” il 1 marzo 2012 Evoluzione democratica Caro Romano, più volte, in risposte date, nella sua rubrica lei ha ribadito come quello di Mario Monti non sia “un governo tecnico” ma “un governo di tecnici”. Ed è partendo proprio da questa precisazione che mi permetto di sottoporre alla sua attenzione una considerazione, al limite della provocazione, sul momento politico che stiamo vivendo. Come sappiamo il termine democrazia deriva dal greco dh˜moj (démos): popolo e kr¢toj (cràtos): potere, ed etimologicamente significa governo del popolo. Popolo che con il proprio voto esercita il potere, … o per lo meno gli si fa credere di esercitarlo!, in maniera diretta o indiretta. Scegliendo comunque tra quelli che sono solitamente definiti come gli schieramenti tra loro opposti. Siano essi stati definiti nella Storia di destra o di sinistra ma che in ogni modo, una volta votati, diventano maggioranza ed opposizione nel parlamento eletto. In questi ultimi anni, però, sempre più spesso il distinguo tra gli schieramenti politici sembra divenire meno netto di un tempo. Tanto che in molti ribadiscono come non abbia senso ormai parlare di destra o di sinistra. Visto quanto sta accadendo in Italia, potrebbe allora anche avere meno senso parlare di maggioranza e di opposizione? Oggi il nostro paese sembra vivere una sorta di “standby” della politica, in cui gli eletti del parlamento sono chiamati ad approvare o respingere quanto i tecnici al governo propongono loro. Ma non si potrebbe definire questa una nuova forma di democrazia? Un’evoluzione proprio di quel sistema democratico, certamente di tipo occidentale, che sembra anch’esso incominciare ad accusare quei segni del tempo che tutti i regimi prima o poi subiscono? In fondo sarebbe una realizzazione dell’agognato “governo di tutti” che tanti filosofi del passato hanno auspicato. In cui “maggioranze variabili” decidono quali siano i provvedimenti a loro sottoposti da approvare o respingere nel rispetto della ripartizione dei seggi determinata dai programmi dei partiti più o meno votati nelle elezioni e rappresentati nel parlamento. In Italia avremmo quindi realizzato involontariamente ed inconsapevolmente ... un’utopia? 151

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